CAI: volontariato in pericolo?

CAI: volontariato in pericolo?
Il 13 maggio 2015 ricevo una mail dall’amico Alessandro Camagna, presidente della Sezione di Verona del CAI. Alla mail sono allegati 11 file, tutti documenti ufficiali di richiesta di trasparenza in ambito CAI:

Ciao Alessandro,
come anticipato ti allego la corrispondenza promossa dalle sezioni veronesi sia verso le altre sezioni venete, nel tentativo di smuovere le coscienze, sia verso il GR veneto e il Presidente Generale.
Non ti nego che per questo nostro atteggiamento siamo stati oggetto di pesantissimi attacchi da parte di Emilio Bertan (past-president GR veneto), Francesco Carrer (attuale presidente GR veneto) e Umberto Martini, quest’ultimo in modo più defilato.
Noi, ovviamente, non accusavamo nessuno ma come puoi leggere dalle nostre lettere chiedevamo e continuiamo a chiedere chiarezza.
Crediamo e ci impegniamo per un volontariato fatto di trasparenza e gratuità, e queste cose, purtroppo, in questi ultimi tempi mi sembrano molto offuscate.
Il comportamento senza una precisa presa di posizione del PG Martini ci ha spinti a essere tra i promotori del voto di protesta che ha portato, per la prima volta, a un considerevole numero di schede bianche nelle votazioni dell’Assemblea Generale di Torino del 2013.
In ultimo anche Maurizio Dalla Libera, come tu sai, è stato duramente attaccato dal GR veneto, ma l’assurdo si è raggiunto all’Assemblea VFG di Cortina dell’8 novembre 2014 dove Dalla Libera si presentava come candidato alla vice-presidenza generale. Secondo i più è stata una farsa incredibile che ha portato alla mia lettera a Martini che ti allego, tutt’ora priva di risposta.
La conclusione al momento è che in Veneto, purtroppo, ai più va bene così, ma io da genovese con il “mugugno” nel sangue credo nella possibilità di cambiamento e giorno dopo giorno sta crescendo un movimento trasversale partito da Verona che inizia a farsi sentire in aperto contrasto con la pessima gestione del GR veneto.
A presto
Alessandro Camagna

Alessandro Camagna
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Qui di seguito riportiamo l’ultimo degli 11 file allegati, la lettera che Camagna (in qualità di presidente del CAI Verona) e Giuseppe Muraro (presidente Sezione Cesare Battisti di Verona) il 21 novembre 2014 hanno inviato al Presidente Generale, al Comitato Direttivo Centrale e al Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo. Il documento è visibile qui.

Caro Presidente, cari consiglieri,
abbiamo pensato e meditato molto prima di scrivere queste poche righe, ma alla fine abbiamo ritenuto che fosse nostro dovere di soci, delegati e presidenti di sezione rappresentarvi il nostro pensiero sugli avvenimenti del convegno VFG di sabato 8 u.s. a Cortina.

In passato abbiamo assistito e partecipato a innumerevoli incontri più o meno frequentati e accesi dibattiti, a volte anche oltre il limite ipotizzabile, ma sabato salendo in Cadore non avremmo certo immaginato di assistere a una tale rappresentazione.

L’occasione, per chi non ne fosse al corrente, è stata la designazione del prossimo vice-presidente generale, che si sarebbe dovuta finalmente fare non attraverso una qualche imposizione dall’alto, ma al termine di un civile e democratico incontro tra due diversi modi di vedere il futuro del nostro sodalizio, rappresentando le proprie idee ai delegati.

Sabato 8, al termine dei due discorsi programmatici, entrambi degni di attenzione e animati dalla medesima passione verso il futuro del CAI, che pure avevano evidenziato le diverse filosofie di approccio tra le due candidature, invece di vedere la platea dividersi con interventi diversi a sostegno di due validi e alternativi candidati, abbiamo assistito con sconcerto a un inaccettabile intervento dell’ex presidente regionale (Emilio Bertan, NdR) che, con incredibile acredine, ha verbalmente inveito “contro” Maurizio Dalla Libera, definendola tra l’altro “persona inadatta al ruolo in quanto causa di gravi scontri e divisioni all’interno del Club Alpino Italiano”. Ma quale è la vera colpa di Maurizio se non quella di aver cercato di fare chiarezza, su qualche ben nota vicenda, che potremo definire (eufemisticamente) complicata?

A questo intervento hanno fatto seguito quelli di due consiglieri centrali che hanno prontamente preso le distanze dalla lettera di presentazione della candidatura di Maurizio.

In ultimo, l’intervento dell’attuale presidente del GR Veneto (Francesco Carrer, NdR) che, con una tesi a dir poco singolare, ha sostenuto che la candidatura di Dalla Libera non era opportuna perché, altrimenti, ci sarebbero stati “troppi” veneti in Consiglio, anche se, secondo la legge – non scritta ma da sempre praticata – della spartizione territoriale, toccherebbe proprio al Veneto indicare il prossimo vice Presidente Generale.

Abbiamo sempre creduto fermamente nelle parole di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Purtroppo questo spirito non aleggia negli ambienti del GR Veneto.

Caro Presidente, in conclusione, speriamo e crediamo che anche tu abbia assistito incredulo ed esterrefatto a quanto è accaduto. Abbiamo entrambi lasciato il convegno molto amareggiati, ma ancor più determinati a impegnarci a lavorare all’insegna dei nostri inattaccabili valori: volontariato, gratuità e trasparenza affinché anche in Veneto “passo dopo passo” si possa cambiare e risalire verso tempi migliori.

Alessandro Camagna, Presidente Sezione di Verona
Giuseppe Muraro, Presidente Sezione “Cesare Battisti” di Verona

Emilio Quartiani
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Il primo di luglio 2015 scrivo a Camagna per alcuni chiarimenti, per esempio volevo sapere se nella riunione dell’8 novembre 2014 si fosse comunque riusciti a esprimere un candidato alla vice-presidenza. Sapevo infatti che, in effetti, l’assemblea di Sanremo del 31 maggio 2015 doveva scegliere tra due candidati, di cui uno era appunto Dalla Libera.

Il 3 luglio Camagna mi risponde che nell’assemblea di Cortina si era indicato come vice-presidente Emilio Quartiani, ovviamente era solo un’indicazione. Quartiani è l’uomo che piaceva a Martini, un politico ben visto nei palazzi romani, ancora una volta qualcuno che in campo di montagna non è tra i più ferrati. La competenza indiscussa di Dalla Libera ha dovuto cedere a causa delle sue posizioni sulla vicenda Doglioni. Di certo Quartiani è meno scomodo di Dalla Libera.

A Sanremo comunque erano entrambi candidati alla vicepresidenza: l’assurdo è stato che Dalla Libera, pur essendo di Vicenza (quindi veneto), era stato presentato ed è stato sostenuto da non veneti; mentre i veneti, capeggiati dall’onnipresente Carrer, sono riusciti a far eleggere Quartiani.

Francesco Carrer
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Questi è stato eletto anche perché il gruppo lombardo, che inizialmente non lo vedeva di buon grado, si è spaccato.

In effetti, il quartetto formato da Bertan, Carrer, Francesco Romussi e Bepi Cappelletto (segretario GR Veneto) è in posizione di grande forza. Ha il costante sostegno di altri consiglieri centrali di provenienza VFG, quali Giovanni M. Polloniato, Giorgio Brotto e naturalmente Sergio Viatori, quest’ultimo da poco nominato da Martini componente del CDC. Viatori (componente anche del CDC nella CNSASA) e Polloniato (componente del CC nella CNSASA) si sono sempre opposti alla promozione di un’indagine a carico di Doglioni e Callegarin da parte della CNSASA. Ricordiamo anche che Bertan è ora nel Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo. Tutti costoro sono strenui difensori degli amici Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin che continuano a difendere ritenendoli perseguitati e assolutamente innocenti. Le arringhe di Romussi a questo proposito sono proverbiali.

Il disagio sta però crescendo, non solo si rimprovera al quartetto una gestione “disinvolta” su molte questioni, ma si teme da parte loro che siano latori, al prossimo convegno di Firenze (31 ottobre-1 novembre 2015), di un tentativo di superare il volontariato e giustificare certi rimborsi in ambito CAI. Carrer infatti è stato nominato da Martini segretario del gruppo di lavoro Volontariato nel CAI di oggi; il gruppo doveva essere coordinato da Annibale Salsa, ma questi per motivi di lavoro e personali ha chiesto un aiuto per organizzare il lavoro, pur rimanendo prestanome.

Il CAI è sinonimo di volontariato: a tutti i livelli, le attività svolte dai soci nelle sezioni, da coloro che operano negli organi tecnici, da presidenti e consiglieri che lavorano in ambito regionale e nazionale sono prestate a titolo gratuito fatte salve le spese vive di viaggio, vitto e alloggio debitamente documentate e giustificate. Perché un congresso sul volontariato? Cosa si vuol far passare?

13 aprile 2013: l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Marino Finozzi e il presidente del Raggruppamento Veneto del Club Alpino Italiano, Emilio Bertan, firmano il PROTOCOLLO D’INTESA e collaborazione tra l’Ente Regione ed il CAI

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CAI: volontariato in pericolo? ultima modifica: 2015-08-12T06:00:59+02:00 da GognaBlog

2 pensieri su “CAI: volontariato in pericolo?”

  1. 2

    Buongiorno Alessandro Camagna, tutti

    Anzitutto esprimo genovese solidarietà 😉 alla amarezza di non ricevere risposta a lettera ‘ufficiale’ al Presidente del CAI.
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    In generale, qualsiasi dirigente responsabile, a qualsiasi livello, in ambito di un ente, pubblico o privato, e qui stiamo parlando del Club Alpino Italiano in particolare, dovrebbe avere l’onere di fare fronte e rispondere ufficialmente ad una lettera come quella riportata, anzi a qualsiasi comunicazione di sezione o di qualsiasi socio. Il fatto che non ci sia stata alcuna risposta è cosa deplorevole.
    .
    Vista dall’ esterno, non conoscendo nel dettaglio tutti gli antefatti, la vicenda de CAI (Veneto) risulta maledettamente intricata e di difficile comprensione per una matricola qualsiasi, magari di regione non-Veneta e quindi ignara delle lotte dolomitiche di quartieri e di confini. Leggendo l’articolo, l’impressione è che ci siano cordate partitiche di potere personale, per motivi non chiari e che vanno approfonditi, altrimenti è impossibile per un lettore esterno ai fatti locali capire quali siano i veri motivi del contendere e ci si ferma al ‘vizio di forma’ della vicenda elettiva.
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    Quindi pongo alcune domande sulla eventuale disponibilità dei carteggi:
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    1. Quali sono i programmi/le posizioni dichiarate per iscritto (se esistono) dei due candidati vicepresidenti: Maurizio Dalla Libera ed Emilio Quartiani ? Esistono dei document pubblici o dichiarazioni di intenti da poter leggere, per capire quali sono le differenti posizioni sui contenuti ?
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    2. Dopo le ‘indicazioni’ di Sanremo del 31 maggio 2015, poi è stato eletto Quartiani? o sennò quando ci saranno elezioni ?
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    3. Cosa sancì il PROTOCOLLO D’INTESA e collaborazione tra l’Ente Regione ed il CAI del 13 aprile 2013 ?
    E’ disponibile publicamente documentazione ?
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    4. Esiste una documentazione di programma d’intenti per il convegno previsto in Autunno 2015 del ‘gruppo di lavoro Volontariato nel CAI di oggi’ ? Perchè la domanda finale dell’articolo è di fondamentae importanza: cosa si vuol far passare con un convegno sul volontariato nel CAI ? Vorrei che i sospetti peggiori venissero subito smentiti.
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    5. Sarebbe bello conoscere la versione dei fatti/l’opinione di Maurizio Dalla Libera e di Emilio Quartiani, che possono facilmente scrivere anche in questo blog, volendolo.
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    Per Francesco Abbruscato:
    “la democrazia è una fede” ha senso ironico ?
    Oppure è il dogma totalitario del ‘CAI di Domani’ ? 😉
    no perchè allora sono miscredente 🙂

    un tesserato CAI (pedina alla base della piramide orwelliana)

  2. 1
    Francesco Abbruscato says:

    All’epoca avevo inviato questa lettera ai colleghi di Verona, a cui non ho mai avuto risposta

    Carissimi di Presidenti delle Sezioni CAI di Verona
    Mi è giunta, per le vie traverse e virtuali della politica (non la “πόλις” , ma quella più spicciola ed umana), la vostra lettera con gli apprezzamenti sul Convegno dei delegati del VFG tenutosi a Cortina d’Ampezzo. Nella lettera si parla di noi soci e del nostro poco intelligente modo di votare. Vorrei esternare alcune mie considerazioni in merito, in modo da non rinunciare al mio sacrosanto diritto di replica.
    “Timeo Danaos et dona ferentis” (temo i greci anche quando portano doni) questa era la frase che mi frullava per la testa alla fine dell’intervento di Maurizio (ricordi scolastici o qualche vecchio film). Per anni mi ero scontrato con i pregiudizi di Maurizio verso l’Alpinismo Giovanile anche se non abbiamo mai avuto modo di confrontarci direttamente. Mi ha meravigliato la sua apertura verso questa realtà del CAI, a lui poco nota.
    Le circolari che girano in questi giorni, purtroppo, ricalcano gli antichi principi, giusto per rafforzare la mia poca convinzione sulla bontà del nuovo corso collaborativo fra i diversi OTCO. Mai abbandonare la strada vecchia …..
    Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Maurizio e in più di qualche passaggio ho anche apprezzato il suo pensiero.
    Ero favorevolmente sorpreso dello svolgimento del mio primo Convegno a cui partecipavo come neo Presidente della Sezione di Mestre. Finalmente un confronto franco e diretto fra
    i candidati. Finalmente i Delegati convenuti potevano votare conoscendo, anche se nel loro breve intervento, i candidati. Vivaddio il CAI sta imboccando la strada giusta.
    A seguire le dichiarazioni di voto.
    Ora, questa lettera, che gira anche se non dovrebbe girare, che solo pochi dovrebbero leggere ed invece “vola veloce di bocca in bocca”.
    Etica, onestà intellettuale. Pensavo che la perla delle Dolomiti avrebbe fatto da cornice ad un modo “alto” di confronto, ed invece: dubbi, insinuazioni dette e non dette, complotti, strategie politiche, personalismi esasperati.
    Se questo è il CAI di domani!
    Quello che però non mi dà pace dopo la lettura della lettera – “che solo pochi dovrebbero leggere” – è lo stupore che traspare sulle dichiarazioni di voto.
    La democrazia è democrazia anche se la piazza sceglie Barabba, cari Presidenti. Non ci si può stupire perché l’assemblea si è pronunciata in un modo pressoché unilaterale a favore di un candidato. Probabilmente, anzi sicuramente visto l’esito delle votazioni, Erminio Quartiani ha convinto i più e sicuramente ha convinto il sottoscritto, se non altro per una visione decisamente meno corporativa. Ma questo conta poco.
    Quello che conta e che rimane in modo indelebile, sono le dietrologie. Ergersi a difensore delle idee altrui, basta che non siano proprio così diverse dalle mie.
    Non mi è sembrato che al Convegno potessero parlare solo quelli a favore di uno o dell’altro. Tutt’altro. Penso che l’intervento schietto e puntuale di Bertan non ha lasciato alcuno dubbio. La sua è stata un’analisi lucida e spietata; a quel intervento si poteva tranquillamente replicare con altrettanta forza. Non è stato fatto, probabilmente mancavano le argomentazioni. Forse l’intervento ha scosso gli animi, ha insinuato un dubbio ha enunciato un principio a cui non si dovrebbe mai venir meno: bisogna sentire tutte le campane per farsi una propria idea degli avvenimenti.
    Non so quali siano stati i pensieri del nostro Presidente Generale, e a questo punto non so neanche quali siano i vostri pensieri cari Presidenti. Perché non siete intervenuti in assemblea? perché invocare la trasparenza ma non rendere partecipe i delegati delle vostre convinzioni, dei vostri dubbi. Perché non denunciare apertamente questo degrado che traspare nella vostra missiva. Sicuramente un confronto, anche se aspro, avrebbe avuto effetti benefici, ci avrebbe abituati a guardarci in faccia, a dire che siamo pronti a batterci per le nostre convinzioni nei limiti di un’onestà intellettuale, non per interessi di bottega.
    Le mail che girano in questi giorni, quelle si fanno male al CAI. Sono la brutta copia del degrado politico che purtroppo ogni giorno è sotto i nostri occhi.
    Posso affermare che quotidianamente lavoro per i ragazzi del CAI. Ogni azione è dedicata a far sì che loro possano pensare che esiste un’alternativa, che attraverso la Scuola della montagna si possa crescere e diventare adulti in un modo migliore. Forse, dovremmo
    dedicare il nostro tempo a questo “alto” impegno piuttosto che a disperdere energie per schierarsi da una parte o dall’altra, o farsi paladini di una cristallina verginità.
    Carissimi Presidenti, un’ultima battuta, i valori che citate sono un patrimonio comune di tutti i soci del CAI e sicuramente il CAI Veneto non si è perso in un buio medioevale, ve lo assicuro.
    Il CAI Veneto e Friulano Giuliano è quel punto immaginario di contatto che ha unito centinaia di soci sulle cime delle Dolomiti, in una domenica con un tempo meteo pessimo, per festeggiare i 150 anni del CAI. Quello è il punto di arrivo e di partenza per il CAI di domani.
    “La democrazia è una fede” Emanuele Severino
    Francesco Abbruscato Presidente CAI Mestre

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