Presentiamo il report del Corteo dei Diecimila, di cui tanto si è parlato, spesso solo per portare acqua al proprio mulino, senza rispetto per alcune evidenti verità.
In apertura, la lucida riflessione di Alberto Peruffo, “Non torneranno i larici”;
seguono le cronologie de ilcorriere.it e di repubblica.it, tra i pochi esempi abbastanza oggettivi nel panorama dell’informazione generalista;
un addendum con altre informazioni, rimandi a video e suggestivo breve filmato sulle provocatorie performance di Alberto Peruffo a Milano e poi a Recoaro;
la contronarrazione olimpica delle “9.5 Tesi Luterano-Scientifiche versus Milano-Cortina 2026.
Grazie a Federico Bevilacqua per la sua galleria fotografica.
Non torneranno i larici
(neppure a Milano? Una riflessione antigeografica sui nostri poteri dopo il Corteo dei Diecimila)
di Alberto Peruffo (Montecchio Maggiore-VI, 13 febbraio 2026)
«I larici a Milano sono morti per la seconda volta?» – domando. Il 7 febbraio 2026 l’astratto ed efficace simbolismo del corteo si è scontrato con scelte, fatti globali e scontri concreti.
Segue una breve cronaca e considerazioni a margine del grande evento “antiolimpico”. Un momento sicuramente indelebile per la città. Nel bene e nel male di queste Olimpiadi. Un successo come partecipazione e pluralità di voci e rivendicazioni. Notevole la performance iniziale. Tuttavia, per altra via, a mio parere, nel finale un’occasione persa per allargare la frattura sulla crepa olimpica. E sulla tossicità che essa nasconde, per trascinare il resto. Per produrre la faglia: una narrazione e un’azione definitivamente contraria.
Il corteo si apre con i Larici di Cartone. Un centinaio di sagome di alberi, per lo più gialli. Un gran lavoro preparatorio e performativo di APE [1], molto bello e suggestivo. Alle spalle, inizialmente, sicuramente più di 5000 persone, vocianti e festanti, varie soggettività, con diverse sigle. Legittime tutte le istanze. Le primarie: dalla salvaguardia della montagna, alla denuncia del Lariceto di Cortina e di tutti i mali del turismo del lusso e del consumo che sta distruggendo le Terre Alte, con le dinamiche delle città “basse”, le quali, Milano in testa, esportano il modello estrattivista per la messa a profitto dei territori, fino ad arrivare alla gentrificazione di interi quartieri con l’occasione delle Olimpiadi. Le laterali, non meno importanti: il genocidio di Gaza, la stretta securitaria, l’ingerenza blasfema dell’ICE trumpiano, lo sfruttamento dei corpi che tutto comprende, dagli atleti consunti ai cittadini usurpati dei loro spazi comunitari, derubati dei diritti primari alla salute e alla casa.
Circa a un terzo del percorso, il corteo si ingrossa. Confluenze da altre strade, poco prima di Piazza Lodi, soprattutto di studenti, portano la grande marea a superare, secondo la mia stima, le 7.000 presenze, per arrivare con grande probabilità alle 10.000 dichiarate. Qui il Lariceto viene spezzato. Al passaggio sopra la ferrovia si “sanziona” con una gran mole di petardi i binari, la metafora del loro concetto, mentre la via che porta allo studentato olimpico è bloccata dalla Polizia. Quando ci si ferma in via Benaco, sotto a un palazzo con impalcature, e viene steso uno striscione ICE OUT FROM MILAN, tra le migliaia di presenze, e poi in Piazza Ferrara, rivendicando il mercato “comunitario”, il Lariceto è ormai disperso, fagocitato dalle altre istanze, e girato l’angolo per piazzale Corvetto, nel viale che porta alla destinazione finale prevista, verso sinistra, è zeppo di forze dell’Ordine in tenuta antisommossa. Troppe. Chiedo ad un anziano milanese info sulla metro, da prendere alla fine. Preoccupato, mi dice che tutta la via che porta al Corvetto è deserta, con i negozi chiusi e crede che anche il metro sia chiuso. Poi accade quello che si sa. Gli scontri. Preparati. Da entrambe le parti?
Non so l’intenzione della Polizia (del Governo, che sappiamo violento e desideroso di appigli per decretare leggi securitarie, fasciste), non so neppure le intenzioni remote degli organizzatori (conosco le prossime, il cui tema primario è le Olimpiadi, oramai passate in secondo piano, sommerse dalle questioni calde che sappiamo, più che legittime), so solo che i Larici si sono dispersi e non ci sono più.
Pensando e agendo, da anni, collettivamente, in molti fronti civili, ho imparato che il Potere (il pre-potere, il potere tossico) non si sconfigge con il Contropotere, in uno scontro nudo e crudo, in una lotta di alternanze e di scambi reciproci di violenze (pirotecniche), quasi fossero riconoscimenti paralleli di esistenza, fatti di schermaglie scenografiche e coreografiche utili più allo spettacolo e quindi alle parti. Certo, si argina. Il Potere, invece, si sconfigge seguendo e costruendo percorsi autorevoli, densi non solo di storie di lotta e di conflitti, ma soprattutto di geografie e conoscenze dei territori, delle rogge, dei fiumi, delle pianure, dei campi, delle montagne, delle città, delle vie, dei quartieri, delle genti che li abitano e a volte qui sopravvivono a sufficienza. Senza avere voce da nessuna parte. Né tra i vivi, né tra i morti. Né dentro ai centri, né fuori dai centri. Per quanto “periferici e alternativi” possano o si dichiarino di essere.
I Poteri e i Contropoteri sono spesso chiusi (troppo) dentro alle loro stanze, ai loro compartimenti stagni, siano essi centri istituzionali o centri sociali, i quali tutti hanno la loro funzione e la loro dignità, ma che corrono il rischio che nella loro chiusura e reciproca schermaglia diventino solo centri di potere e di contropotere e che il loro reciproco riconoscimento ed esistenza avvenga solo attraverso lo scontro, fisico e violento, sia esso verbale o a mazzate. Come nel finale di sabato.
Non è che ci debba essere per forza un incontro amichevole tra “poteri” diversi; è buono che ci sia anche un sano conflitto costruttivo dei valori comuni e distruttivo delle derive, dei mali comuni. Delle parti tossiche. Soprattutto se un potere usurpa l’altro. Così facendo, anche se “nemici”, o meglio “avversari”, se si rispettano certi limiti (come vorrebbe il conflitto portato al livello di sport, nella competizione olimpica), si cresce e si vive insieme. Senza pestarsi, o ammazzarsi, sprecando energie e corpi inutilmente, in modo superficiale. Mettendo invece alle corde o in ginocchio l’avversario. Cercando quindi dei punti in comune, tipo il rispetto del Pianeta, delle corde che ci ospitano tutti. Belli o brutti. Forti e deboli. Comuni almeno nelle differenze.
Se invece avere Potere-potere significa solo questo, un riconoscimento basato sulla forza arrogante e prepotente alla base delle violenze fisiche e verbali, esso ha perso la sua funzione primaria positiva, quello di essere “possibilità”, spazio di possibilità per tutti, anche per chi è contro di te, perché quello spazio comune e libero per il confronto, senza mazzate, anche se critico e inospitale, solo esso è l’autentico spazio che giustifica la parola possibilità. Spesso è il potere istituzionale colluso con i profitti dei privati – come avviene per le Olimpiadi – che toglie questo spazio. Ed è giusto riappropriarsene. Occupare quello che è stato tolto alla comunità.
Ma perché questo avvenga – la possibilità del potere – servono sensibilità, sensi, orientamenti concreti, capire cosa fare agli incroci, scegliere la via. Come quando scali una montagna. Serve geografia. Servono geografie concrete. Non mazzate pirotecniche. Altrimenti quel conflitto non fa altro che alimentare il sistema, antigeografico per eccellenza [2].
Ecco una considerazione nata anche sabato: oggi come ieri, tutti i poteri contemporanei (non mi perdo nei passati), anche quelli meravigliosi dei centri sociali (per la meravigliosa potenza di gioventù che portano dentro), sono per lo più senza geografia. Senza geografie. O – fatta eccezione per realtà come APE – ne hanno poca. Quella ad uso operativo. Non conoscono bene neppure le proprie terre. Non vivono sul Pianeta, ma nel loro pianeta. Fatto a volte solo di strade utili al conflitto. E quando si tratta di girare a destra per andare in tangenziale, come al Corvetto, per imbastire un’infantile e probabile troppo concordata messa in scena con la Polizia, di grande impatto ideologico, ma anche tossico-climatico, forse si sbaglia strada, invece di girare a sinistra per far attecchire i Larici, per farli restare (anche nel corteo, non solo nella città), senza retorica di cura sociale e ambientalista: farli restare – non certo tornare – come concreto simbolo della violenza fatta dal sistema che si vuole combattere. E sconfiggere. Forse.
Forse si è persa l’occasione per alzare l’asticella del dibattito olimpico, perdendo l’orientamento del percorso iniziato, che dava una forte carica di “potere” positivo già acquisito nei mesi precedenti, per sconfiggere il Potere tossico delle Olimpiadi. Perché là fuori le Olimpiadi avvengono comunque e migliaia di persone le osservano senza conoscere le dinamiche cittadine, locali e nazional-identitarie. Le osservano anche con gioia e partecipazione, attirati dall’originaria radice libertaria e comunitaria per cui le stesse Olimpiadi sono nate. Come sono nate – di contrappasso al fallimento di sostenibilità di Milano Cortina 2026 e sempre in via teorica – le Utopiadi [3].
Sono nate per disarmare il Potere dalla sua millenaria tossicità.
Alla fine i larici, ormai dispersi, si sono persi del tutto. Provocandomi questa conclusione: i larici non torneranno più, non resteranno, non attecchiranno, se si sta dentro alla propria stanza, al proprio capannone, alla propria natura, alla propria bolla di pianeta, agonista o antagonista, che non è il Pianeta. L’«agone» purtroppo accomuna le parti chiuse. Le identità granitiche, statiche o statu(t)arie. Non torneranno i larici e neppure i prati se si dimenticano le geografie dell’altrove. Sia quello remoto, i Larici di Cortina, sia questo di prossimità, la triste città dove si vive, gentrificata e usurpata. Ma fatta di geografie concrete. Di genti e territori che assorbono tutte le tossicità delle nostre lotte. Anche quelle pirotecniche. Siano esse petardi o bombe di carta. O di ferro.
Le guerre e i genocidi attuali – fondate sulle identità granitiche e muscolari, astratte, antigeografiche, violente, climaticamente e socialmente pirogeniche, ossia che provocano innalzamenti tossici e incontrollabili delle temperature sistemiche – insegnano.
Note
1. Qui un’ottima restituzione delle Utopiadi e del Corteo del 7 febbraio 2026 https://ape-alveare.it/una-foresta-ha-attraversato-milano/.
2. Su questo concetto di “antigeografico”, si rimanda alla 7a Tesi Antiolimpica appena scritta sul Bob Moderno, successiva a questa riflessione (che fa parte della 6a Tesi), come sport antigeografico https://casacibernetica.cloud/2026/01/15/9-5-tesi-luterano-scientifiche-versus-milano-cortina-2026/.
3. Per un resoconto del corteo e delle Utopiadi si rimanda a https://cio2026.org/articoli/know-your-enemy-cronache-dal-corteo-nazionale-di-milano/.
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Centri sociali, proPal, sindacati di base hanno sfilato vicino al Villaggio Olimpico. Un corteo per 5 mila, tra fumogeni e lanci di pietre. Scontri e tensione al Corvetto. Vance è stato di nuovo contestato all’Hockey Arena.
La cronaca de ilcorriere.it
(manifestazione a Milano contro le Olimpiadi. Scontri, lancio di pietre, sei fermati. Trump: «Sorpreso dai fischi a Vance»)
(pubblicato su corriere.it l’8 febbraio 2026)
di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio
8 febbraio 2026
I «rinforzi» da Torino e Germania
di Cesare Giuzzi
Quando il corteo si chiude in viale Brenta sono quasi le otto di sera. Dalla pancia dei 2 mila rimasti fino all’ultimo si leva un coro: «Tutte libere, tutti liberi». L’ultimo atto è il tentativo di un presidio in via Fatebenefratelli in attesa che, a tarda notte, esca anche l’ultimo dei sei fermati dalla questura. Per uno di loro, che arriva da Torino, scatterà il foglio di via. Si tratta di un «appartenente» all’ex centro sociale Askatasuna, al centro della violenta manifestazione di una settimana fa, e miccia della nuova stretta del governo sull’ordine pubblico. Ma secondo la Digos non sarebbe un elemento di primo piano. Erano una decina i «torinesi» in trasferta, ragazzi giovani, arrivati più per «dovere di solidarietà» agli amici milanesi (che erano a Torino sabato scorso) che per una adesione del fronte anarchico.
In piazza non c’erano i temuti black bloc. Dei 10 mila in corteo, solo qualche gruppo dall’estero (Germania), ma sempre dell’ala «movimentista». Il «blocco nero» — che trasformò il corteo No Expo del 2015 in una guerriglia —, aveva già declinato da tempo l’invito: eccessivamente «morbida» la linea dei milanesi sui Giochi, troppo appiattita su temi «locali». Così da un anno a questa parte è stato il «Comitato insostenibili olimpiadi» ad organizzare la protesta. In prima fila centri sociali come lo «Zam» e il «Lambretta», o l’onnipresente «Cantiere». Realtà antagoniste legate al movimento studentesco, lontane dall’anarchia nera.
Così sono stati i giovani a organizzare il contro-canto olimpico: tre giorni di mobilitazione, con l’occupazione dell’ex Palasharp, tensostruttura che inizialmente doveva essere «salvata» proprio come opera legata ai Giochi ma tornata all’abbandono per gli alti costi. Qui i «centri» hanno organizzato le «Utopiadi» per denunciare speculazione e malaffare. Ieri la svolta al corteo pacifico è arrivata sul finale con il muro di fumogeni, la vestizione con scudi e mascherine e il tentativo di sfondare il blocco verso l’Autostrata. Azione preceduta dal lancio di pietre e bottiglie. Un blitz al quale la polizia ha risposto con gli idranti, una carica di alleggerimento e una selva di lacrimogeni. Ma niente effetto banlieue.
Alla protesta non si sono uniti i «maranza» delle periferie, come qualcuno sperava dopo la sfilata per le vie del Corvetto, le stesse «incendiate» un anno fa dopo la morte di Ramy. A settembre le devastazioni alla Centrale li avevano visti a fianco dei centri sociali. Ma più per caso che per vera partecipazione politica.
7 febbraio, ore 8.08
Razzi e pietre sugli agenti, 6 fermati
di Pierpaolo Lio
La musica cambia al Corvetto. La Milano olimpica è ormai alle spalle. Davanti c’hanno solo quartieri popolari. E l’ingresso autostradale, loro vero obiettivo. Quando Massimo Ranieri inizia (virtualmente) a cantare, il piccolo blocco nero avanza dalla nebbia di fumogeni. Le baldanzose prime file che fino a quel momento sventolavano alberelli posticci a memoria della «strage» di larici sull’altare del maxi evento dei Giochi invernali lasciano spazio agli incappucciati. Sono cento. Forse qualcuno di più. Hanno caschi, mascherine da verniciatori, passamontagna, scaldacolli alzati, maschere antigas. Marciano compatti verso il blu dei lampeggianti.
Le casse sparano a tutto volume le note di «Se bruciasse la città». Gli antagonisti, bengala e fuochi d’artificio ad alzo zero. Volano pietre, fumogeni, petardi, bottiglie di vetro, e tutto quel che trovano. Anche un grosso blocco di cemento requisito da un cantiere stradale lì vicino. Ricevono in stessa dose lacrimogeni e manganellate, dopo che i loro scudi di plexiglass e gommapiuma sono stati spazzati via dai getti d’acqua ad alta pressione degli idranti.
Una manciata di minuti di tensione. D’aria irrespirabile. D’acqua che innaffia tutto. Di botti. E di botte. Sotto il cavalcavia del raccordo dell’Autosole, quando ormai s’è fatto già buio, e la manifestazione ha già macinato poco più di due chilometri. Nessun agente ferito. Qualche manifestante che proseguirà con la borsa del ghiaccio sulla testa. E sette fermati. Di questi, uno è stato solo identificato e poi rilasciato. Gli altri sei — equamente divisi tra maschi e femmine, tutti italiani — finiscono in questura. Saranno denunciati. Per travisamento, lancio di oggetti, resistenza. Tra loro c’è anche un giovane torinese che gravita attorno al centro sociale Askatasuna, che avrà anche il foglio di via. Ma le immagini di Torino distano più dei quasi 150 chilometri che separano le due città.
Perché i diecimila della Milano (e non solo, vista la portata «nazionale» della protesta di ieri) che non vuole i Giochi ha sfilato in un clima pacifico. C’è tanta gente a muoversi a tempo con il ritmo di «Tutta mia la città». D’ogni tipo, e d’ogni età. Studenti e anziani, sindacalisti e ambientalisti. «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne», le parole d’ordine impresse sullo striscione firmato dal «Cio», da sviluppare però in questo caso in «Comitato Insostenibili Olimpiadi».
Sono tutti in piazza contro la sbornia olimpica. Ma soprattutto contro tutto ciò che ogni «Grande evento», a cinque cerchi o meno, si trascina dietro. «Speculazioni», «cemento», «favori ai soliti ricchi» e «guerra ai poveri e ai diritti». E, stavolta, mettiamoci pure quell’«Ice» americana che viene paragonata alle «SS» e di cui si chiede a gran voce la cacciata from Minneapolis to Milan. La prima azione dimostrativa arriva quando corso Lodi scavalla i binari della ferrovia e apre gli orizzonti sul Villaggio olimpico, a cui il corteo non proverà mai ad avvicinarsi. La protesta è contro l’incasellamento degli atleti tra identità «binary». E allora Go trans athletes, è la scritta a penzoloni dal ponte.
Ma più ci si addentra in periferia, in quel Corvetto popolare e difficile, più cresce il peso delle rivendicazioni sociali. Si chiedono «case alle famiglie». E «fuori le divise dal quartiere». Fino a via Mompiani. Alla pausa davanti casa di Ramy Elgaml, il 19enne morto il 24 novembre 2024 durante un inseguimento. Il tema di Star Wars lascia intuire che qualcosa dovrà accadere, e fa da colonna sonora ai fumogeni che coprono il cambio d’abiti dei più esagitati. Ne uscirà il gruppetto che poco dopo si scontrerà con le forze dell’ordine.
7 febbraio, ore 20.24
I manifestanti si disperdono
Si stanno disperdendo i manifestanti che oggi a Milano hanno protestato contro le Olimpiadi invernali. Dopo lanci di pietre, cariche delle forze dell’ordine e tentativi di spostarsi sul raccordo dell’A1, il corteo si è sciolto. I fermati sarebbero scesi a sei: dei sette bloccati, uno è stato rilasciato quasi immediatamente.
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Milano, manifestazione contro le Olimpiadi
di Carmine R. Guarino e Massimo Pisa
(pubblicato su repubblica.it il 7 febbraio 2026)
L’articolo in originale presenta alcuni video che qui non possiamo riportare.
7 febbraio 2026, ore 20.56
Dopo la festa e le emozioni della cerimonia di inaugurazione, tra lo stadio di San Siro e l’Arco della Pace, oggi è la giornata della protesta. A sfilare contro l’organizzazione dei Giochi, dalle 15, i movimenti antagonisti nel corteo nazionale con gruppi da Milano e dalla Lombardia, ma anche dal resto del nord Italia.
Il percorso non tocca siti olimpici o impianti sportivi, al di là del passaggio in via Brembo, poco distante dal Villaggio olimpico, blindato dal dispositivo di sicurezza.
7 febbraio, ore 20.55
Il presidente della Regione Fontana: “Condannare i violenti”
“Ancora una volta è necessario condannare in maniera decisa, senza ‘se’ e senza ‘ma’, l’azione di questi delinquenti. Perché di delinquenti stiamo parlando”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene così sugli incidenti provocati oggi dai manifestanti a Milano. “Attendo che lo stesso avvenga da tutto il panorama politico milanese, a partire da chi, ostinatamente, continua a sostenere questo tipo di manifestazioni – aggiunge il governatore lombardo – Poi, c’è la Milano normale, quella che oggi, solo per fare un esempio, ha riempito la zona dell’Arco della Pace per ammirare il braciere olimpico e i tanti spazi con le iniziative dedicate ai Giochi”.
7 febbraio, ore 19.58
Terminato il corteo contro le Olimpiadi
Si è concluso il corteo promosso a Milano dal Cio – Comitato insostenibili Olimpiadi – che ha visto sfilare diverse migliaia di persone contro i Giochi di Milano-Cortina e contro la presenza dell’Ice in città. Dopo gli scontri in Corvetto che hanno portato ai fermi, sono rimaste pochi manifestanti all’incrocio tra corso Lodi e viale Brenta ma gradualmente il presidio sta terminando.
7 febbraio, ore 19.32
Corteo fermo in viale Brenta, sono rimasti in 500
Circa cinquecento manifestanti si trovano ora in viale Brenta, dove la manifestazione dovrebbe terminare. Cinque persone sono state fermate, adesso il corteo attende che siano “rilasciate”
7 febbraio, ore 19.15
Cinque fermati e portati in questura per gli scontri al Corvetto
Cinque manifestanti, per ora, sono stati fermati per essere portati in questura dopo gli scontri con le forze dell’ordine nella zona di Corvetto nel corso del corteo contro le Olimpiadi a Milano. Dopo l’uso dell’idratante e le cariche, i manifestanti hanno indietreggiato e attualmente sono fermi. Dall’altra parte gli agenti in antisommossa sbarrano la strada che prosegue verso la tangenziale est.
7 febbraio, ore 18.46
Dopo un momento di tensione con carica, i manifestanti si sono ricompattati
La situazione adesso è di stallo. Dopo la carica di alleggerimento con cui la polizia ha respinto il tentativo di un gruppo di entrare in tangenziale, i manifestanti si sono ricompattati in viale Lucania e stanno ripartendo verso Brenta, dove la manifestazione dovrebbe terminare.
7 febbraio, ore 18.40
Le immagini della carica della polizia
Scontri al corteo anti-Olimpiadi a Milano: carica della polizia per respingere i manifestanti.
7 febbraio, ore 18.24
Scontri tra manifestanti e polizia in via Marocchetti
Si registrano i primi scontri alla manifestazione anti olimpiadi. Un gruppo di manifestanti, dopo il lancio di fuochi d’artificio contro la polizia, è stato respinto indietro con una carica all’altezza di via Marocchetti. Tre manifestanti (uomini) e due manifestanti (ragazze) presi dalla polizia, finiranno in questura.
7 febbraio, ore 18.23
Un gruppo di antagonisti diretto verso la tangenziale
Un gruppo di manifestanti incappucciati e con caschi si sta dirigendo verso la tangenziale est. Una volta giunto al Corvetto, dal corteo promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi contro i Giochi di Milano-Cortina, un gruppo si è staccato per prendere la direzione della tangenziale. I manifestanti proseguono lanciando fumogeni e fuochi d’artificio. A sbarrare la strada agli agenti in antisommossa.
7 febbraio, ore 18.16
Fuochi d’artificio contro la polizia: idranti, lacrimogeni e cariche in rispostaI manifestanti hanno cominciato a sparare fuochi d’artificio contro le camionette. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni. Si è registrata anche una carica della polizia.
7 febbraio, ore 18.10
Caschi e maschere antigas in prima fila, alcuni si sono cambiati
In via Monpiani alcuni dei manifestanti, “coprendosi” con il fumo di torce e fumogeni, si sono cambiati. Tra le prime file ora alcuni indossano caschi e maschere antigas. Lo striscione di testa, con la scritta “know your enemy”, “conosci il tuo nemico”, è rafforzato con delle aste di legno. Il corteo è ripartito passando da piazza Gabrio Rosa e svoltando in viale Martini.
7 febbraio, ore 17.44
Lancio di petardi e fuochi d’artificio sui binari
A Milano la protesta contro le Olimpiadi: lancio di petardi e fuochi d’artificio sui binari.
7 febbraio, ore 17.41
In piazzale Ferrara la protesta per il diritto alla casa
In piazzale Ferrara esposto uno striscione “lunga vita ai quartieri popolari”. I manifestanti hanno creato l’insegna “mercato popolare” con dei cartoncini. Su altri due striscioni si legge “case alle famiglie, fuori le divise dal quartiere” e “stop speculazione nei quartieri”.
7 febbraio, ore 17.34
“Porta Romana bella non sei Catella”. La protesta di Rifondazione Comunista
All’altezza degli scali di Porta Romana una delegazione di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti ha srotolato striscione recante la scritta “Porta Romana bella non sei di Catella”. “Abbiamo scelto questo luogo simbolo della speculazione edilizia di costruttori come Catella e dei fondi a cui l’amministrazione comunale ha svenduto la città”, commenta Nadia Rosa, segretaria provinciale di Rifondazione Comunista Milano.
7 febbraio, ore 17.08
Striscioni sulle impalcature in via Benaco: “Ice out of Milan”
Tre attivisti del centro sociale Cantiere si sono arrampicati sulle impalcature di un palazzo in via Benaco e hanno fatto calare due striscioni. Dal corteo cori “fuori Ice da Milano”.
7 febbraio, ore 16.46
Il Villaggio Olimpico blindato: ma i manifestanti vanno in un’altra direzione
In fondo a via Brembo c’è un ampio cordone a protezione del Villaggio dei Giornalisti. Ma il corteo – dopo il lancio di alcuni petardi e fumogeni in direzione della casa degli atleti – ha deviato a sinistra in via Benaco, dirigendosi quindi in un’altra direzione.
7 febbraio, ore 16.37
Srotolato uno striscione sul ponte della ferrovia: “Binary is for the train”
I manifestanti hanno srotolato uno striscione sul ponte che sovrasta la ferrovia, all’angolo con via Brembo, con la scritta: “Binary is for the train”. Alcuni di loro, con il volto coperto da un passamontagna viola, hanno lanciato alcuni fumogeni e fuochi d’artificio in direzione dei binari.
7 febbraio, ore 16.26
Dalla “deriva securitaria” alla Palestina: gli altri argomenti della protesta
Ad animare la protesta sono i centri sociali, i collettivi studenteschi, le associazioni per il diritto alla casa, i sindacati di base, movimenti politici extraparlamentari e pro Pal. Tra i temi della contestazione anche la “deriva securitaria del dl 1660 e il razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, la rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale”.
7 febbraio, ore 16.07
In manifestazione presenti circa 5 mila persone
Sono circa 5 mila i partecipanti alla manifestazione contro le Olimpiadi. Al corteo sono presenti anche molti giornalisti stranieri, in città per l’evento olimpico, e imponente è il dispiegamento delle forze dell’ordine per il controllo dell’ordine pubblico. I manifestanti si stanno muovendo lungo corso Lodi.
7 febbraio, ore 15.49
In corteo danze, balli e alberi di cartone
In corteo danze e balli. I manifestanti hanno portato in strada anche 500 alberi cartonati che rappresentano il danno ambientale generato dalle opere olimpiche a Cortina. Il corteo è stato aperto da una performance per denunciare l’abbattimento di alberi per fa spazio agli impianti olimpici: “Un inno per protestare contro lo scempio che c’è stato di larici abbattuti per costruire la pista di bob di Cortina. Un lariceto di 200 anni, più di 500 larici che noi abbiamo riportato simbolicamente in vita”, ha spiegato un’attivista.
7 febbraio, ore 15.42
Lo striscione in testa: “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne”. Sorvegliato il villaggio olimpico
In testa lo striscione “riprendiamoci le città, liberiamo le montagne”. Il serpentone sfila in corso Lodi e si muove verso il Corvetto. Sorvegliato speciale il vicino Villaggio Olimpico, già presidiato da poliziotti e carabinieri.
7 febbraio, ore 15.19
Il corteo si muoverà per almeno 4 chilometri, da Porta Romana al Corvetto
Il percorso del corteo, che gli organizzatori hanno concordato con la Questura, a cui la manifestazione è stata pre-avvisata, si snoda per quasi quattro chilometri: da Porta Romana fino al quartiere Corvetto.
A metà strada, in via Brembo, il serpentone lambirà l’area del Villaggio olimpico. Punto delicato sarà anche l’area in cui il corteo dovrebbe terminare, il Corvetto, teatro nel 2024 dei disordini seguiti alla morte di Ramy Elgaml. Al momento le persone radunate in piazza Medaglie d’Oro sono circa un migliaio. In testa una parata di alberi cartonati, dal momento che le ragioni della protesta sono principalmente ambientali e per il diritto alla casa.
“Lo spreco di denaro pubblico e lo scempio del territorio. Questi i due motivi fondamentali per cui siamo contrari a queste Olimpiadi. Dovevano essere low cost e hanno già sforato 5/6 miliardi; ma i conti veri si faranno dopo: scopriremo che si è speso molto di più per fare gallerie inutili e creare disagi“, dice Walter Montagnoli della segreteria nazionale Cub. In piazza anche cartelli contro l’Ice e il decreto sicurezza. Tantissimi i giornalisti presenti, tra cui tante troupe straniere.
7 febbraio, ore 14.58
In arrivo i primi manifestanti in piazza Medaglie d’Oro: cartelli contro Ice
I primi manifestanti, per ora poche centinaia, si sono radunati in piazza Medaglie d’oro, all’inizio di corso Lodi. In tanti espongono degli alberi di cartone per protestare contro l’abbattimento dei larici a Cortina per fare spazio alla pista da bob. Molti dei presenti sventolato bandiere palestinesi, con gli attivisti proPal che hanno risposto alla chiamata del Comitato insostenibili Olimpiadi per la manifestazione contro i Giochi invernali inaugurati ieri. Molti anche i cartelli contro l’Ice, la polizia americana anti immigrazione. Uno di questi recita “Ice uguale Ss”.

7 febbraio, ore 14.45
Attesi manifestanti da diverse città del nord Italia
Annunciata la presenza di meno di cinquemila persone, con presenze di antagonisti da Bologna, Rovereto, Genova e Firenze e dal resto del nord Italia. Pochi i torinesi di Askatasuna e i militanti dei movimenti No Tav.
7 febbraio, ore 13.56
Manifestazione contro le Olimpiadi, il percorso del corteo
Il corteo attraverserà la dorsale sud-est della città, lungo corso Lodi per circa quattro chilometri. Il tragitto prevede la svolta dopo piazzale Lodi in via Brembo – il punto più vicino al Villaggio olimpico – e da lì proseguirà in via Benaco e piazzale Bonomelli. I manifestanti proseguiranno in via Mincio fino a piazzale Ferrara, poi imboccherà via Mompiani fino piazzale Gabrio Rosa e via Martini.
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Addendum
Suggestivo montaggio sulle provocatorie performance di Alberto Peruffo a Milano e poi Recoaro (foto e video di Federico Bevilacqua e Martina Bettega)
https://www.facebook.com/reel/1383939789684293
Per un’articolata contronarrazione olimpica rimando alle “9.5 Tesi Luterano-Scientifiche versus Milano-Cortina 2026 https://casacibernetica.cloud/2026/01/15/9-5-tesi-luterano-scientifiche-versus-milano-cortina-2026/
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a cura di Alberto Peruffo



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Crovella, capisci talmente bene che quanto Matteo ti ha fatto notare questo tu se ripartito per la 100^ volta con la tua tiritera che non c’entra un cazzo. Capacità di comprensione del testo 0.
Mi sa che le sinapsi cerebrali tarlate sono le tue… e non certo le mie
“Chi ha necessità di sentirsi ripetere il mio pensiero specifico “
Credo che proprio nessuno abbia la necessità di sentirsi ripetere il tuo pensiero specifico.
Ti è stato detto e ridetto, come è stato ribattuto punto su punto alle tue argomentazioni (e con sintesi maggiore della tua), ma tu hai evidenti difficoltà di comprensione…
Ci sono pochi vostri commenti perché é evidente che NON avete né validi argomenti né adeguata capacità di esprimerli.
Ad ora su 95 commenti 25 sono di Crovella, se misurati per estensione coprono abbondantemente il 50% degli scritti, ha ragione Gio al 94, lasciate perdere.
Chi ha necessità di sentirsi ripetere il mio pensiero specifico sulle Olimpiadi e relative proteste dei gg nostri, pensiero peraltro espresso ben chiaramente più volte (anche all’inizio di questa conversazione), lo trova nel commento dell’odierno articolo pubblicato su Altri Spazi:
https://www.sherpa-gate.com/altrispazi/se-per-loste-il-vino-e-buono/
Il punto cardine sulla manifestazione di Milano è che purtroppo (purtroppo specie per gli organizzatori della parte Olimpiadi) il palcoscenico mediatico è stato usurpato dai successivi scontri. Scontri che NON c’entrano nulla con le Olimpiadi e i loro problemi, ma dobbiamo convincerci tutti che ogni corteo (per qualsiasi motivo venga convocato) viene oggi strumentalizzato da questi disadattati sociali. Non a caso gli “eroi” di Torino sono stati oggetto anche di provvedimenti della magistratura. Vedi quotidiani di oggi:
Giro di vite su Askatasuna, 120 indagati e 5 ai domiciliari. “Intolleranti al vivere civile”
Torino, 18 misure cautelari dopo l’assalto a La Stampa e i blitz in città Coinvolti i capi del centro sociale. Il gip: «C’è il pericolo di nuove violenze»
Organizzare oggi un corteo, su un qualsiasi argomento, fondato o infondato, serio o ridicolo, prepara il terreno per le successive gesta di questi “ribelli”. Ecco perché sarebbe interesse di tutti sospendere le manifestazioni in piazza per un po’. Non si tratta di censura fascista. Chi vuole esprimere le proprie opinioni ha ben altre modalità per farlo: scritti, articoli, libri webinar fino all’organizzazione di eventi in luoghi chiusi o circoscritti, con preciso e rigidissimo servizio d’ordine, rinforzato da adeguate forze dell’ordine. Chi è contrario a alla mia conclusione di buon senso, NON è fondatamente a favore della libertà costituzionale (come millanta di essere), bensì si pone a sostegno della ribellione a tutti i costi contro al Governo Meloni. Sono due concetti profondamente diversi.
Comunque il principe del foro per osmosi è un genio e voi dei mentecatti…è riuscito sviare la discussione dai temi della manifestazione a una barufffa chiogiotta sul nulla… il troll 10 e voi 0, dopo tutti questi anni non avete capito che l’unica arma è ignorare ogni sua provocazione?
Parlate pure sulla meta-costituente invece di ragionare su quello che hanno significato le olimpiadi in italia
A parte che non si capisce chi abbia scritto quella cosa, ma che c’entra? È uno visione parziale di uno dei 28 paesi UE (per un totale di 450 ml di cittadini), dove l’Italia non e neppure il più popoloso in assoluto, cui occorre aggiungere i 350 ml di cittadini statunitensi più tutto il resto collaterale (Australia ecc). I giovani italiani incidono una beata mazza sul totale dell’Occidente. In più dimentichi che per la denatalità la classe statistica dei “giovani” e più che compensata, numericamente, dai medi (40-50) e dagli over 60. Per cui quella tesi, peraltro senza prove sottostanti, non incide niente. Cmq guardati intorno: fra i paesi principali solo Spagna e UK hanno un governo socialista. L’attuale maggioranza nel parlamento UE è sbilanciata a destra, dopo che il PPE si è sganciato dai socialdemocratici. infatti la politica migratoria decisa in sede UE e nettamente di destra, su ispirazione italiana. Direi che sei tu che, more solito, prendi farfalle. Hai un bel minestrone in testa.
Non ne azzecchi una Crovella.
“Il voto dei giovani in Italia non è indirizzato a destra. Anzi, nelle ultime occasioni è stato controcorrente rispetto agli esiti nazionali, in cui i partiti oggi al governo hanno vinto con un discreto distacco. Analizzando le ultime due tornate elettorali nazionali – le Europee del 2024 e le Politiche del 2022 – emerge infatti la preferenza, soprattutto della generazione Z, per i partiti del centrosinistra.”
E questo, Crovella, non lo scrive il Fatto Quotidiano. I giovani sono meno ignoranti di quanto ti auguri. Per questo al referendum tentano di rendere difficile il voto a chi si trova lontano da casa.
non si può far altro che sospendere le manifestazioni per strada, io personalmente sono dispostissimo ad accettare questo limite alla mia libertà
Eia eia alala!
Camerata Crovella ti aspettiamo al sabato fascista per il salto nel cerchio di fuoco! Abbigliato in orbace! Seguirà rinfresco a base di surrogato di caffè!
A noi!
Da un mitomane che è convinto di riscrivere la Costituzione non si può pretendere che riesca a comprendere un testo chiaro anche un bambino in età prescolastica. Crovella, ormai mi diverto di più a leggerti che a vedere Crozza 🙂 🙂 🙂
Dimenticato. L’Occidente di oggi è quello “destrizzato”, ormai esiste solo più quello. Chi continua a fare riferimento all’Occidente inteso come “valori” storici (fin dalla rivoluzione francese: libertà, uguaglianza, fratellanza), gioca a uno sport che NON esiste più e soprattutto che NON interessa più a nessuno, se non a voi ospiti di Villa Alzheimer, perché appunto vivete crogiolandovi in un passato che non c’è più già oggi e meno che mai domani
Oh madò, devo ricominciare tutto da capo! Vi manca proprio qualche rotella a voi! E poi pretendete di far calare dall’latro le vs tesi come se fossero di origine divina, quando siete dei veri rimba, a tal punto che non sriuscite neppure a distinguere una vostra mano dall’altra…
Ho scritto apertamente fin dall’inizio di questo dibattito che sono sempre stato esplicitamente contrario alle Olimpiadi. Solo che giudico “tardiva” l’attuale protesta: la si doveva fare in modo incisivo nel 2016-19 per evitare l’assegnazione delle Olimpiadi all’Italia. Mantengo il mio parere: frignare ora è tardi, specie dopo le ripetute elezioni italiane (a tutti i livelli, specie locali), in cui la popolazione ha votato per persone NON apertamente contrarie alle devastazioni . Ho citato mille volte l’esito delle elezioni comunali di Cortina dove la candidata, che era esplicitamente contraria alla ristrutturazione della pista da bob, è giunta TERZA mentre i primi due erano e sono entrambi coinvolti nel magna magna delle Olimpiadi… Inutile scaricare la colpa sui politici: i larici sono stati abbattuti per colpa dei residenti/elettori di Cortina o quanto meno con la loro connivenza. Quindi le fregnacce che hai scritto sono totalmente estranee alle mie posizioni.
Sulla recente manifestazione di Milano, fin dai primi commenti ho lodato la sua parte sana, quella di Gogna-Peruffo. Mentre sono scettico/infastidito sui manifestanti che, pur pacificamente, si sono aggregati con striscioni del tutto estranei alle Olimpiadi (“Milano partigiana”: ma che cappero c’entra con i larici abbattuti???? E’ evidente che quella parte è stata una protesta contro il governo, NON contro le Olimpiadi), e infine sono stato molto molto molto critico verso i violenti che hanno approfittato della situazione per scatenare i soliti scontri finali…
Cmq la sig.ra Meloni non mi ha fatto avere alcun “ordine”. Non sono andato a Milano perché non mi interessa manifestare per strada. Mi interessa invece poter girare liberamente per le strade italiane (di qualsiasi città e anche in campagna/montagna) senza i cagacazzo che spesso le infestano. NOTA: per cagacazzo, in questa sede intendo i violenti che ormai approfittano di qualsiasi manifestazioni (da quelle pro Pal agli sgomberi dei centri sociali alle Olimpiadi) per inscenare gli scontri finali. Se al fine di evitare i suddetti cagacazzo (nonché i loro scontri) non si può far altro che sospendere le manifestazioni per strada, io personalmente sono dispostissimo ad accettare questo limite alla mia libertà (sul punto per me trattasi di libertà ipotetica, perché tanto io non mi metto a manifestare per strada…), purché mi tolgano i suddetti cagacazzo dai piedi: ubi maior (via i cagacazzo dai piedi), minor cessat (sospensione manifestare per strada)
Tutto questo parlare di “occidente” e “valori occidentali” a che cosa vuole alludere, esattamente? A cosa fa riferimento?
Al liberismo sfrenato all’americana o al welfare alla svedese o alla tedesca?
Al proporzionale puro di Svizzera e Olanda o al maggioritario uninominale puro inglese?
Perché a me pare che ci sia una certa differenza e che arruolare tutti sotto l’etichetta “occidentale” sia un po’ pretestuoso e falsante.
“A titolo individuale il dottor Crovella non ha nessuna paura perché mai mi troverò in situazioni in cui verrò ingiustamente accusato. “
Sicuro sicuro?
No, perché a me pare di ricordare che fossi fieramente contrario alle Olimpiadi e come si sa la capetta ha detto “chi è contro le Olimpiadi è contro l’Italia”
“il dottor Crovella non ha nessuna paura perché mai mi troverò in situazioni in cui verrò ingiustamente accusato”
E io te lo auguro davvero, Crovè, così come lo auguro a me stesso.
Ma quando l’arbitrio e la forza sostituiscono il diritto, nessuno può dirsi al sicuro per definizione: è un attimo passare dalla parte sbagliata, anche senza motivo. Magari solo per una falsa delazione o un pensiero dal sen sfuggito.
Non è teoria: è storia. È già accaduto molte volte nei sistemi in cui i contrappesi vengono eliminati in nome dell’efficienza o della sicurezza. E ogni volta si è partiti dall’idea che “tanto a me non succederà”.
Non c’è nulla di nuovo in quello che proponi, Crovè. La concentrazione e l’esercizio del potere senza lacci e lacciuoli è antica quanto il potere stesso.
“Paleolitico” non è aggrapparsi alle garanzie, semmai è pensare di riproporre un modello che ha già ripetutamente fallito in passato, causando dolore e distruzione, illudendosi che stavolta il risultato possa essere diverso.
In Europa, sappiamo bene dove ciò può portare. L’ultima volta non è finita benissimo.
Ma si sa, la memoria è corta e l’esperienza non è trasmissibile.
Se poi davvero fosse un “fenomeno oggettivo e inarrestabile”, lo scopriremo ed eventualmente ne prederemo atto.
Ma esserne contenti (o anche solo conniventi), anche no 🙂
Non si tratta di correggere il regolamento dello sport cui giocavamo nei decenni di fine Novecento: si tratta di scrivere da zero il regolemento0 di un NUOVO sport, cui non abbiamo MAI giocato prima e che ci COSTRINGE a giocare tutto il mondo che NON è occidentale (circa i 3/4 del pianeta). Riforma o non riforma della Costituzione, la grande pancia elettorale dei cittadini punterà in quella direzione: cioè non saranno “pochi” potenti a imporre questa virata dall’alto, bensì sarà la base a pretenderla. I potenti saranno solo l’espressione di una volontà della pancia dei cittadini occidentali, europei in particolare. Sotto la spinta dei non occidentali, l’Occidente procederà, magari a tappe, ma procederà, verso forme di “democratura”, crasi fra democrazia e dittatura, ovvero forme democratiche sulla carta (con elezioni ecc), ma con un sistema molto più rigido del passato e dalle immediate capacità esecutive (=accorciamento catena di comando, ergo riduzione se non annullamento dei pesi e contrappesi). Guardate la Germania: negli ultimi sondaggi AfD (cioè i neonazisti) e la CDU (cioè la destra moderata, quella del già cancelliere Merz) hanno entrambi il 26%, quindi, in ipotetiche elezioni politiche tedesche di domani mattina prenderebbero la maggioranza e formerebbero un governo solo loro due (per la cronaca i socialdemocratici hanno il 15.5%). E’ come se in Italia si formasse un governo Forza Italia+Vannacci con entrambi al 26% ciascuno Che vi aspettate da un governo del genere? Che vada addirittura a prelevare in Africa gli immigrati clandestini? Che organizzi gay pride tutti i week end? Che finanzi le Brigate Rosse? E’ ovvio che, se i risultati elettorali volgono in quella direzione, la realtà politica europea si “irrigidisce”: che poi si riscriva o meno la Costituzione è un dettaglio, perché ho già spiegato che (specie in Italia) la Costituzione viene ripetutamente violata dal potere, quando era necessario o anche solo opportuno farlo. E la violano da tutti i lati, da destra, dal centro e da sinistra…
A titolo individuale il dottor Crovella non ha nessuna paura perché mai mi troverò in situazioni in cui verrò ingiustamente accusato. Personalmente preferisco correre questo rischio ma avere una struttura politico-costituzionale più rigida e inquisiva che continuare col lassismo stile Novecento pur di non trovarmi a titolo personale in quella situazione. Giusto per stare sul tema dell’articolo (gli scontri di Milano), io preferisco che sospendano il diritto di manifestare (negandolo anche a me) piuttosto che continuare con sta litania degli scontri a ogni manifestazione…
@72 “sulla Costituzione gli italiani sono conservatori”
Lo sanno benissimo, infatti nella prima versione del quesito referendario sulla c.d. “separazione delle carriere” i 7 articoli che intendono modificare non erano nemmeno citati. C’è voluta una raccolta firme e l’intervento della Corte costituzionale per farglieli mettere.
Ora, qualcuno potrà trovarlo un espediente geniale e qualcun altro un mezzuccio che evidenzia la bassa statura (politica) di certi personaggi.
Ma, al di là di questo, per modificare – o addirittura riscrivere – una Costituzione, il prerequisito fondamentale è l’autorevolezza.
Si badi bene: autorevolezza, non autorità.
Almeno pari o superiore a quella dei Costituenti del ’48, che, pur ideologicamente agli antipodi e con ferite ancora aperte, seppero mettere da parte i rancori trovando una sintesi alta, che unì invece di dividere. Con senso del limite e responsabilità storica.
Ora, Crovè, voi novelli costituzionalisti ce l’avete questa autorevolezza?
Perché se la nuova Costituzione la scrivono personaggi del tipo che confonde l’Olimpico con San Siro o Times Square con Trafalgar Square e per carità tacendo di altre barbine figure che sarebbe da rotolarsi dalle risate se si stesse assistendo a Oggi le Comiche invece che a show di rappresentanti delle Istituzioni o da costoro messi in posti chiave (per merito, s’intende 🙂 ), cosa potrebbe mai andare storto?
Puntare all’efficienza ma ottenere l’arbitrio.
Col rischio che domani il ““presidente” (uomo o donna)” alzi davvero il telefono e faccia incarcerare il ragionier Crovella per aver detto anche solo per sbaglio – non sia mai – qualcosa di sgradito.
E magari il ragionier Crovella sarà pure contento, perché il mondo in cui la libertà “è una chimera ormai del tutto svanita” è quello che sognava.
E poi LVI ha sempre ragione, quindi se ti manda al gabbio un motivo ci sarà 🙂
Chi lo avrebbe mai detto: in futuro potrò dire di aver insolentito un padre costituente.
Non ho voglia di tornare da zero sul discorso “Costituzione” che abbiamo analizzato tempo fa (è tutta roba che sta agli atti). Sintetizzo per i nuovi arrivati: quello che sfugge ai più è che il “mondo” come lo abbiamo conosciuto dalla II guerra mondiale NON esiste più. Chi continua a fare riferimento al “diritto internazionale” (che di quel mondo là è stato il perno perché garantiva il multilateralismo) è un ingenuo né più né meno di chi continua a sbandierare la Costituzione del 1948 come lo scudo che protegge i cittadini dalle inchiappettate del potere.
La libertà, come la si vagheggiava nei decenni di fine Novecento (dal ’68 in poi) è una chimera ormai del tutto svanita. Chi ci crede ancora, vive in un retaggio del passato. Oggi la scelta è se avere meno libertà stando in un Occidente più rigido, ma più sicuro (per noi occidentali contro gli antioccidentali) oppure perdere del tutto la libertà perché finiremo sotto a cinesi e/o russi e/o indiani e/o mondo islamico ecc ecc ecc. Viviamo in un contesto che NON è più quello di fine Novecento. Questo attuale è diviso in tre grandi blocchi: la Cina, la Russia di Putin e gli USA. Putin alza il telefono e, per esempio, ordina di bombardare Kiev e immediatamente partono i droni. Xi alzerà il telefono e ordinerà di invadere Taiwan e immediatamente la invaderanno. Trump alza il telefono, ordina di attaccare il Venezuela per prelevare Maduro e lo fanno immediatamente (con 80-100 morti venezuelani). In questo contesto occorre riscrivere da zero il modello socio-politico in cui vivere noi europei e avere un “presidente” (uomo o donna) che anche da noi alzi il telefono e dia ordini immediatamente esecutivi. Il vecchio modello dei “pesi e contrappesi” è roba da pleistocene in termini politico-costituzionali. A prescindere da quello che piace a me, è un fenomeno oggettivo e inarrestabile: tutto l’Occidente si sta già indirizzando (e si indirizzerà sempre di più) verso un modello più rigido e quindi più sicuro per noi che vi stiamo dentro. L’alternativa non è la libertà degli annoi Settanta, ma la schiavitù sotto gli antioccidentali.
Sono anni ed anni che i soliti noti (sono più di uno e diversi fra di loro) ripetono che il Blog ha preso una piaga che fa schifo, che è ributtante, che non si capisce come mai il suo fondatore accetti/accompagni tale trend con la deriva “antigognesca” che il “suo” blog ha preso ecc ecc ecc e… Quindi dovremmo aspettarci il tracollo di questo bordello di nani e donne cannone e invece… il Blog c’è sempre, è ben in salute e i suoi detrattori, gira e rigira, ci “girano” sempre intorno (spesso cercando di camuffarsi con nick riconoscibilissimi). Anche chi sbatte la porta dicendo esplicitamente “non mi meritate”, poi si scopre che sotto sotto è lì che annusa cosa succede in questo comporto di “m” e periodicamente riemerge, come un sottomarino, confermando che ronza sempre intorno, nonostante lo schifo che fa questa accozzaglia di raccogliticci. Quindi tanto schifo non fa e… avanti Savoia.
Bonsignore. Verissimo. Belle parole del padre fondatore. Valle pero’ a spigare agli elettori working class degli Stati chiave del midwest che hanno perso il posto di lavoro. Hillary Clinton nel 2016 provo’ a dire in un famoso comizio che era vero ma i presidenti dem ne avevano creati 2 milioni in Florida. Abbiamo visto come è finita…in Florida vacci tu..ciao
“Quelli che sono disposti a rinunciare alle loro libertà essenziali in cambio di un po’ di sicurezza temporanea non si meritano né la libertà e né la sicurezza, e non avranno né l’una e né l’altra”
(Benjamin Franklin)
fetido, perdiana… noi quelli del think thank.
Che un pò scrivono in via istituzionale e un. pò lavorano alla costituzione rivoluzionaria di pietro micca. e su, un pò di concentrazione.
che altrimenti obbligate il nostro a ripetere all’infinito i suoi concetti e si distoiglie dal papiro che poi vien storto.
E se lo tirano fuori storto, poi è un bel casino :)vi rilascio alle vostre spassoe disquisizioni. buon divertimento.
Che fra metadiari urologici e papiri nei cassetti il blog ha ormai preso una brutta piega… 😀
Noi chi? Tu il dottor Stranamore e Totò?
Circa l’art 1, mi hai letto nel pensiero. Con l’unica eccezione che non è presente il termine “Repubblica”.
Vedrete che arriveremo, noi ci siamo molti in grande in anticipo sui tempi e diamo l’impressione di esser “fuori” dalla realtà, ma la realtà si evolverà in modo tale che a un certo punto, come per incanto, saremo adeguati alla realtà futura. Per ora nella attuale maggioranza parlamentare domina il principio di fare riforme costituzionali a pezzi, ma io sono abbastanza convinto che non si otterrà lo stesso risultato, anche (anche, ma non soli) per la riflessione introdotta da Pasini. in più metter dei pezzi nuovi dentro a un impianto vecchio, fai solo pasticci e rischi di avere crisi di rigetto: meglio cancellare tutto e riscrivere da zero.
PS: quando cito il termine “presidenzialismo”, lo uso come lo abbiamo in testa noi, non è detto che coincida con quello che leggete in giro e/o che avete in testa voi, per cui i commenti che ci ricamate sopra sono del tutto privi di fondamento
Mi sembra già di leggere l’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica autoritaria fondata sull’anticannibalismo”.
“Nella forma costituzionale del presidenzialismo puro (che è quella in cui ragiono) esisteranno i decreti immediatamente esecutivi promulgati dal Presidente (che è contemporaneamente capo del governo e capo dello stato). “
Come al solito non sai di cosa parli. Nel presidenzialismo puro il presidente non promulga un belino, tutt’alpiu emette atti esecutivi che hanno valenza amministrativa e non normativa, poiché quest’ultimo potere spetta al parlamento.
il regime che tu hai in testa, dove potere normativo ed esecutivo si accentrano nella stessa persona si chiama dittatura non presidenzialismo.
in tempi di ai basta una ricerca di 6 secondi, eh…
” Nella forma costituzionale del presidenzialismo puro (che è quella in cui ragiono) esisteranno i decreti immediatamente esecutivi promulgati dal Presidente (che è contemporaneamente capo del governo e capo dello stato). ”
Questo dovrebbe essere di monito agli arroganti, che sono convinti di comandare e non di governare, che della minoranza bisogna avere rispetto.
Vedremo.
Comunque sulla Costituzione gli italiani sono conservatori. Anche Renzi che aveva raggiunto un risultato strepitoso alle Europee ci ha rimesso le penne pensando di imporre la sua proposta senza un accordo con la minoranza come avrebbero fatto i suoi maestri democristiani, che avevano una certa esperienza nella gestione del potere e del consenso. Sono curioso di vedere stavolta come finisce. Saluti a tutti.
Si può anche riscrivere la costituzione ma poi alla fine non si può cambiare la natura umana….
Che fanno i potenti della terra ? nel miglior caso vanno a troie ( particolarmente escort russe) , nei casi peggiori ..bambini….
Auguri !
Roberto, nel cercare stabilità e sicurezza non c’è nulla di male.
Ma non bisogna ridursi a marionette in mano ai pupari.
Ce ne pentiremo e sarà troppo tardi.
Alberto, il bisogno di stabilità e sicurezza è prevalente nelle masse e nei mercati. Come avrai notato le “narrazioni” più persuasive di azioni aggressive sono di carattere “difensivo”: dobbiamo invadere, occupare, limitare, reprimere per “difenderci”. C’è sempre un potenziale pericolo che viene addotto per giustificare azioni aggressive preventive. “ E funziona. Quasi sempre. Anche quelli che schiodano dicono che lo fanno per difendere i locali dall’invasione.
“Crovella è un fascista, bastardo, schifoso nazista!”
Ma no, non esageriamo, via!
E’ solo un ignorante che confonde “convertire” con “ratificare”, un mitomane che pretende di riscrivere la Costituzione, un illuso che è sicuro che verrà applicata e un pessimo comunicatore che pensa sia una buona idea citare come esempio il sistema politico statunitense proprio nel momento in cui è palese a tutto il mondo (e a più di metà degli americani) quanto sia iniquo, irrazionale, fragile e vulnerabile.
Roberto vedi sicuramente giusto.
Ma perchè mi dovrei mettere in mano a sistemi che non hanno rispetto del mio pensiero? Perchè gli dovrei cedere una fetta della mia libertà?
Perchè mi racconta che farà i miei interessi?
Ma se non ha rispetto del mio pensiero, come faccio a credere che mi proteggerà?!?!?
Ma non si capisce che ci raccontano una balla?
La storia non ci insegna nulla? Chi nel passato ha urlato alla nostra grandezza, ci ha portato alla tragedia.
Alberto. La politica nei paesi occidentali, almeno quella visibile perché sotto la rappresentanza degli interessi materiali e più stabile e concreta, oggi è molto spettacolo e percezione (sul breve periodo) e la percezione è volatile infatti le dinamiche politiche sono volatili : da Obama a Trump e in casa nostra i 5 Stelle erano la forza politica principale e Meloni non era nessuno. Così è. Un giro di giostra continuo dove le sorti del mondo possono essere decise da poche decine di votanti nel Midwest degli USA. E’ questa volatilità che spinge verso sistemi più dispotici e stabili, considerati più capaci di proteggere e garantire gli interessi generali.
Non ho mai scritto (almeno non ricordo…) che intendo “riformare” la Costituzione, ma ho sempre scritto che intendo RISCRIVERE la Costituzione fin dalla prima riga.
Significa che cancello completamente l’attuale testo e che riparto dal foglio bianco. Per cui i dettagli tecnici dell’attuale costituzione mi lasciano completamente indifferenti, tanto saranno spazzati via in ogni caso. Infatti della querelle “60 o 90 gg per convertire in legge gli attuali Decreti Legge” me ne faccio un baffo lungo mille chilometri. Non esisteranno più i Decreti Legge come sono concepiti adesso. Nella forma costituzionale del presidenzialismo puro (che è quella in cui ragiono) esisteranno i decreti immediatamente esecutivi promulgati dal Presidente (che è contemporaneamente capo del governo e capo dello stato). UH! anatema! Crovella è un fascista, bastardo, schifoso nazista! Guardate che il presidenzialismo puro è la forma costituzionale in essere negli Stati Uniti d’America dalla loro nascita, cioè da 250 anni fa… Sono gli USA che, con tale forma costituzionale, si sono contrapposti al nazifascismo di un secolo fa e sono sempre gli USA che hanno funzionato da garanti della pace per l’intero Occidente e quindi per noi europei, da 80 anni in qua…
Poveri illusi…
Crovella, lungi da me confrontarmi con il tuo sommo sapere di ogni cosa (quanto al tuo simpatico apprezzamento, comprenderai che mi Importa il giusto…).
mi sembrava curioso che chi si accinge a riformare la costituzione e ne ha già il papiro nel cassetto si perdesse nei dettagli tecnici che si imparano in terza elementare 😂
ps ratifica e conversione sono due atti radicalmente diversi, anche come effetti, ma sono certo che non occorra spiegartelo 😉
Non è che chi governa sfavorisce gli interessi di tutti. Tende a favorire di più gli interessi della sua base di consenso. È vero che esistono anche quelli che fregano tutti ma di solito non durano tanto e i sistemi di regole cercano di limitare, non sempre con successo, che questo accada. Che salva al potere un predatore puro e’ più probabile nel sistemi di potere assoluto, ma anche in quei casi il potere crolla se poi è percepito come un danno generale. Ieri sono stato alla presentazione del libro di un amico giornalista “Perché la destra vince” (Enrico Pedemonte). Ricostruisce in modo accurato le radici culturali e ideologiche degli attuali leader e dei loro ispiratori e poi sostiene quello che molte ricerche dicono. La destra vince (non ovunque in verità) perché è percepita anche dai ceti popolari più capace di dare risposte ai problemi della contemporaneità nei paesi occidentali. Che poi sia così o sia una percezione frutto di una comunicazione più efficace si vedrà. Comunque se la destra non riuscirà’ a realizzare questa promessa o non sarà percepita’ come davvero capace di farlo perderà consenso. E’ abbastanza semplice in fondo : vince il più bravo, anche magari solo nella percezione al momento della “promessa”. I sistemi di regole stabiliscono dei paletti affinché la competizione non debordi, creando troppi danni. Quindi servono, pur con tutti i loro limiti. Meglio averli che non averli.
Che i governanti e in generale chi è più potente abbia la tendenza, più o meno teorizzata o agita, a inchiappettare i governati e i più deboli è verità palese e indubitabile.
Questo è proprio il motivo per cui storicamente sono nati e sviluppati i sistemi di leggi, dal codice di Hammurabi alla Magna Charta inglese alle Costituzioni liberali: cercare di limitare per quanto possibili le prevaricazioni.
In realtà, nonostante tu ti premuri a sottolineare gli esempi del contrario, questa limitazione, benché ben lungi dall’essere completamente efficace, ha funzionato piuttosto bene e l’evoluzione dell’esercizio del potere è storicamente evidente.
Normalmente la si definisce “civiltà” o “convivenza civile”.
La vera differenza è che tu e quelli come te vorrebbero invece legiferare per permettere la prevaricazione e l’inchiappettamento.
Questo perché, nella migliore delle ipotesi, siete accecati dall’illusione di essere voi gli inchiappettatori.
Nella peggiore perché ritenete giusto l’inchiappettamento o perché vi piace (o ritenete vostro dovere) essere inchiappettati.
A me personalmente, invece, non piace nemmeno la possibilità di essere inchiappettato (almeno se non ho la possibilità di sceglierlo)
Giusto precisare, ma dettagli tecnici sono irrilevanti nel discorso qui rappresentati. che il Decreto legge sia convertito in legge o “ratificato” (all’atto pratico “quello” significa) e che ciò debba avvenire in 60 oppure in 90 gg NON cambia una beata mazza sul discorso che sto facendo. Si tratta delle solite fisime mentali da legulei di quart’ordine, cioè quelli che non sanno guardare oltre la punta del proprio naso. Idem per l’azione del Presidente della Repubblica che, dove le condizioni e la convenienza del mondo politico lo imponevano, ha firmato (mi riferisco alla carica e NON a Mattarella) anche i Decreti (in quel caso del Presidente del Consiglio) che, a giudizio dello stesso leguleio di quart’ordine (mi ricordo bene) facevano “carne di porco dei diritti costituzionali”.
Quindi, quando chi è al potere vuole inchiappettare i cittadini, trova sempre il modo per farlo: la Costituzione in vigore è solo un palliativo con il quale hanno preso in giro, fin dal 1948,i babbei e i creduloni come voi. Babbei e creduloni perché (magari concentrandovi sugli aspetti prettamente “formali” e perdendo di vista il vero “contenuto” della questione) pensate di esser protetti dalla Costituzione e invece, quando necessario/opportuno per il potere, il potere vi inchiappetta alla grandissima. Questo non è prerogativa del governo in carica, ma è SEMPRE successo, compresi gli anni della Prima Repubblica. Pensate forse che Andreotti non abbia mai inchiappettato gli italiani???? Se lo credete, begli illusi che siete! E lo stesso dicasi per Cossiga, Craxi, De Mita ecc ecc ecc, l’elenco sarebbe infinito. Forse forse gli unici politici che non hanno inchiappettato gli italiani sono stati Moro (perché ucciso, ma forse “prima”… chissà…) e Berlinguer (perché è morto senza arrivare a ruoli diretti di potere). Ma tutti gli altri vi hanno inchiappettato alla grande e. se necessario, aggirando o addirittura violando la Costituzione del 1948. La grande differenza è che nei lontani decenni della Prima Repubblica NON c’era la copertura mediatica di oggi e, quindi, cosa “faceva” Andreotti nelle segrete stanze non trapelava. Ma state tranquilli che, Costituzione o non Costituzione, chi sale al potere (compresi i 5 Stelle, vedasi appunti i decreti di Conte), se vogliono inchiappettare gli italiani, non hanno nessuno scrupolo a farlo. E non è certo la Costituzione, con le sue regolette come i sopracitati 60 o i 90 gg e/o la conversione in legge oppure la “ratifica” dei Decreti, che li può fermare… Chi crede a queste baggianate è davvero un grullo…
Un ardito ed intrepido manipolo sabaudo.
Questa perla di alta scuola mi era sfuggita!
Nel dubbio chiedo agli esperti costituzionalisti se possono farlo solo gli esperti di scialpinismo o anche i climber?
“Decreto Legge, immediatamente esecutivo salvo ratifica in Parlamento entro 90 gg ”
o insigne costituzionalista…: il decreto legge è efficace (non esecutivo) dalla sua pubblicazione e deve essere convertito in legge (non ratificato) entro sessanta giorni. “il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di emanare un decreto-legge, ma solo in casi eccezionali. Il rifiuto può avvenire per evidenti e macroscopiche violazioni della Costituzione o per la chiara mancanza dei requisiti di necessità e urgenza (art. 77 Cost.), configurandosi come un controllo preventivo di legittimità”.
“Se matureranno le condizioni, lo tireremo fuori.” speriamo di no, che vista l’età senescente, potrebbe non essere un bello spettacolo 🙂
comunque tornando a bomba sulla manifestazione, qualcuno c’era? era presente? oltre ad alessandro…qualcuno che possa raccontare con cognizione di causa??? forse sono piu’ attendibili immagini di facebook rispetto a testimonianze dirette, e si, se lo dice internet e’ successo veramente!!! ahahahha
Ma certo! Gli escamotage (per aggirare la Costituzione) risalgono addirittura alla Prima Repubblica! Ho già detto che l’elenco è sterminato e che tutti (sottolineo TUTTI) vi hanno fatto ricorso. Tutto il mondo è paese, specie in Italia.
Ufficialmente è “sinistra” (difatti la somma Pd e M5S costituisce il principale asse dell’attuale opposizione parlamentare), ma il risvolto è irrilevante. Chi si potrebbe opporre in parlamento? AVS? Mi pare abbia il 6,5%…
Se mai si dovesse arrivare a quella conclusione, la procedura sarebbe lineare: fanno un Decreto Legge, immediatamente esecutivo salvo ratifica in Parlamento entro 90 gg (la maggioranza per approvarlo c’è) e, con i dovuti “confezionamenti”, mi sa che neppure la Presidenza della Repubblica potrebbe esimersi dal firmarlo. Vedasi recentissimi esempi. A quel punto, è legge: dura lex, sed lex.
Come detto, se ci sono stati “aggiramenti” sono questi che andrebbero censurati da un fautore di “legge-e-ordine”. Altrimenti si ricade nel più vieto furbettismo italico.
Al di fuori delle tue roboanti affermazioni propagandistiche (elenco sterminato, un migliaio di volte) puoi fare qualche caso reale?
Comunque, giusto per mettere i puntini sulle “i”, gli “escamotage” sono iniziati ben prima del governo Conte, in particolare con l’abuso del voto di fiducia da parte di Berlusconi e con la legge elettorale a posteriori giudicata anticostituzionale, a cui il governo Conte si è prontamente adeguato con la legislazione per Decreto durante l’emergenza Covid…e che personalmente mi ha trovato fortemente contrario (a differenza tua)
Ma, ripeto, aver fatto una cosa non ne afferma la correttezza e tantomeno giustifica la ripetizione.
Crovella, la sinistra che citi te è tutto meno che sinistra. È da tempo che ha preferito sedersi nelle comode poltrone dei salotti buoni, invece che sulle essenziali e dure panchine popolari.
Quindi il tuo esempio, non mi giustifica nulla.
Non è che la Costituzione “è già stata aggirata”, una volta intendo (ho citato un singolo episodio per esigenze di sintesi e ho volutamente citato un evento in cui la Costituzione è stata platealmente aggirata da sinistra): l’hanno aggirata a mani basse, sia da destra che da sinistra, ogni volta che se ne è sentita l’esigenza. L’elenco delle volte è sterminato. Il mito dell’intoccabilità della Costituzione del 1948 è una credenza da grulli. Quindi qualora si concretizzasse una valida convinzione di interrompere le manifestazioni, si troverà l’escamotage per farlo, “aggirando” la Costituzione. D’altra parte in Germania e in Francia le specifiche manifestazioni pro-Pal sono VIETATE fin dall’ottobre 2023 e nessuno ha urlato al pericolo fascismo.
Avete la memoria ben corta e non ricordate che ho già detto almeno un migliaio di volte anche su questo Blog che, per diletto, con alcuni amici stiamo riscrivendo la Costituzione. La squadra iniziale ha perso alcuni elementi coinvolti della think tank che procede alla riforme costituzioni ufficiali. Per questo motivo i tempi si sono allungati, ma il grosso è già stato scritto e il papiro è nel cassetto. Se matureranno le condizioni, lo tireremo fuori.
Ma sopratutto colpisce la logica e la morale sottesa: siccome è già stato commesso qualcosa di indebito (la Costituzione è già stata “aggirata”) allora si può farlo ancora.
L’austero sabaudo sdraiato sul più vieto cliché da italiano furbetto…
Come no, magari la facciano riscrivere a te. A immagine tua, trampiana e putiniana e con un tocco cinese.
Ah, la buona vecchia ricetta di una volta, valida per tutte le stagioni: se rinunciate, ma temporaneamente eh, a qualche piccolo, piccolissimo diritto, così piccolo da essere praticamente inutile, in cambio i treni saranno sempre in orario.
Gli articoli della Costituzione (intendo di questa Costituzione, quella del 1948, che a voi piace tanto, mentre io dal 2010 affermo pubblicamente che sarebbe opportuno riscriverla completamente dalla prima riga perché è ormai tutta obsoleta), dicevo gli articoli di questa Costituzione sono TUTTI “aggirabili”. Vi potrei fare un elenco infinito di casi storici. Mi limito a citare i “famosi” Decreti del OPresidente del Consiglio (Conte) che hanno determinato il lockdown negli anni Covid. Cioè restrizioni pressoché assolute alla libertà individuale di spostamento, contro ogni dettato costituzionale. Ricordo che il governo allora in carica, il Conte 2 (Pd + M5S), non era un governo “fascista”, ma era “di sinistra” e anzi viene ricordato come il governo “più a sinistra della storia della Repubblica”. Quindi il vostro mantra che la Costituzione vi “copre” è una credenza da grulli: quando si vuole, il modo per aggirare la Costituzione lo si trova eccome.
La gente copmune non ne può più dei disordini e se si diffonde la convinzione che qualsiasi manifestazione lascia spazio agli scontri, in automatico si concretizzerà la richiesta della popolazione di sospendere le manifestazioni: “ubi maior, minor cessat”. Di fronte al maggior interesse di vivere in pace, il minor interesxse di rispettare a tutti i costi la Costituzione si farà da parte. Questa anelito dalla base io l’ho già sentito e inevitabilmente crtescerà, se non si interrompono gli scontri finali nelle future manifestazioni.
Ciò premesso, continuate pure così, cioè con le manifestazioni che sono degli espliciti “aperitivi” per la coda violenta e vi sparetete dei cosiddetti, perché sarà la popolazione stessa a chiedere ai governanti di riesumare Bava Beccaris
PS
Spero sia evidente che l’ultima frase del mio commento precedente è sarcastica.
Senza contare che quanto asserito da Crovella al #2:
è irrealistico, irrealizzabile e parte da un presupposto discutibile.
Aggiungo che focalizzarsi totalmente o principalmente sui disordini provocati dai “violenti” e accomunare chi manifesta pacificamente ai “violenti” (da parte delle istituzioni, dei media, dei comuni cittadini, ecc.) serve solo a depotenziare le manifestazioni ed evitare di dover rispondere alle istanze che pongono.
Aggiungo che un po’ di odio sociale verso quei rompicoglioni di ambientalisti che dicono sempre “no”, magari anche seguaci della Thunberg, o, peggio, verso gli odiatori dell’occidente che rinnegano i nostri valori, non fa mai male.
@43 Luciano Regattin.
Un applauso!!
A voi fascisti piacerebbe chiudere definitivamente tutte le manifestazioni di piazza (tranne ovviamente quelle a braccia tese). Ma la Costituzione dice altro, quindi Crovella posa il fiasco e fattene una ragione, che delle tue false provocazioni (in realtà si tratta di quello che desideri ardentemente) ce ne facciamo una pippa.
Il concetto da me espresso al 4 non incorpora un dovere giuridico. Bensì una convenienza. Cosi come a titolo.ind8viduale non c’è il dovere giuridico fi andare in montagna con la testa sul collo, ma c’è la convenienza ad agire 8n tal modo. Cosi come sono molto severo verso chi va in montagna “a muzzo”, ancor di più più lo sono verso chi organizza manifestazioni senza un “bel” servizio d’ordine. Questoper due motivi: 1) che gli scontri comportano rischi di incolumità dei poliziotti e danni materiali pubblici (es furgoni bruciati) o a privati terzi (es vetrine infrante); 2) come ho già detto più volte, in molti casi (non quello di Milano almeno per la parte Gogna-Peruffo) si percepisce la malafede negli organizzatori anche della parte cosiddetta pacifica. Cioè organizzano un corteo con la volontà di funzionare da “aperitivo” per i successivi scontri. La manifestazione di Torino è stata indetta esplicitamente per ribellarsi contro lo Stato. Anche la parte pacifica si è radunata intorno a questo principio: ovvio che era un “preliminare” per il successivo piatto forte. Da questo punto di vista non trovo inopportuna la tesi “provocatoria” di sospendere tutte le manifestazioni per almeno 6 mesi al fine di far decantare il livore che c’è in giro
Matteo. Si aprirebbe una lunga discussione nel compilare la lista dei “governanti” e quella dei “dominatori”. Non è il contesto adatto. Però ricordo che pure i Borbone, non certo una monarchica illuminata, dicevano che per gestire il regno ci volevano Forca, Farina e Feste. E qualcuno infatti rispetto ai predatori puri li rimpiange e forse il Cavaliere per questo amava e frequentava Napoli, anche se lui essendo un fantasioso introdusse la quarta F anticipando Cetto La Qualunque. Comunque la ripetitività di certi schemi e dinamiche politiche e sociali fa una certa impressione. Ci deve essere un sottostante, da qualche parte, per rubare un termine agli uomini della finanza. Saluti.
Grazia (#28) e Crovella: anche a me “risulta che nei cortei ben organizzati si preveda un servizio d’ordine interno per evitare tafferugli”.
Infatti non credo di aver scritto che non mi risulti.
Ho scritto che 1) non c’è bisogno di far parte di un “servizio d’ordine” per segnalare/denunciare i violenti, e che 2) prevedere un “servizio d’ordine” non può né deve essere un obbligo per chi organizza manifestazioni – al contrario di quello che sostiene Crovella al #4:
Oramai è diventato un mantra:
” Le forze dell’ordine rischiano la pelle per un misero stipendio che percepiscono.”
Ma allora perché anche loro non manifestano in piazza per uno stipendio dignitoso?
E se le forze dell’ordine dovessero manifestare in piazza chi dovrebbe fare il servizio d’ordine alla manifestazione delle forze dell’ordine???
I propal forse???
“Chi vuole governare, non dominare”
…mai visto uno, né a destra né a sinistra…
Matteo. Chi vuole governare, non dominare, sa che la paura come leva principale è pericolosa anche se potentissima: ne puoi fare un uso tattico e può funzionare sul breve ma poi ti torna indietro e fotte anche te, prima o poi. Più negatività introduci nel mondo e più ti torna indietro per dirla alla buddista o come diceva mia nonna: chi di spada ferisce di lama perisce. Ovviamente c’è una leadership che se frega del lungo periodo, questo soprattutto nelle democrazie elettive purtroppo. Perché così sono diventate: vivono l’attimo fuggente.
“L’ interesse del governo, chiunque governi, avere un’opposizione agguerrita ma strutturata con la quale confrontarsi.”
“Dalla paura, vera o gonfiata, si esce quasi sempre a destra e non a sinistra.”
Scusa Roberto, ma non vedi una leggerissima contraddizione tra queste due affermazioni?
Mi sembra osservando quanto successo negli ultimi mesi in varie città che le manifestazioni promosse dal sindacato e dall’attuale opposizione politica abbiano una maggiore “tenuta”, penso per diversi motivi: maggiore esperienza, migliori rapporti con gli apparati di sicurezza dello Stato, minori coperture e connivenze con le aree più violente e distruttive….Questo dimostra l’importanza dei famosi “corpi intermedi”per la gestione della società civile affinché gli uomini non si ammazzino tra di loro (ipotesi più probabile rispetto a quella che si abbraccino e si bacino). E’ interesse del governo, chiunque governi, avere un’opposizione agguerrita ma strutturata con la quale confrontarsi. Ed è interesse dell’opposizione cooptare nella legalità e se non è possibile contenere e non dare spazio e coperture a gruppi che di fatto portano con i loro comportamenti alla sicura sconfitta e all’isolamento. Il passato dovrebbe aver insegnato qualcosa. Dalla paura, vera o gonfiata, si esce quasi sempre a destra e non a sinistra.
Che il PCI dei tempi d’oro non esista più NON è un’attenuiante, ma un’aggravante degli attuali organizzatori di menifestazioni. NON mi riferisco alla parte più sana di questa manifestazione, ma in generale a tutte le manifestazioni.
Per servizio d’rodine (mi pare di averlo già scritto) NON intendo un corpo speciale che fa a botte con i violenti, sostituendosi in ciò alla polizia, NO! Intendo gente dell’organizzazione che sorveglia e che, essendo in contatto diretto con il comando della polizia dislocata, avverta immediatamente circa la presenza di persone “sospette” (es che stanno tirando fuori dagli zaini caschi, passamontagna, spranghe ecc), in modo tale che i poliziotti corrano subito da questi sospetti, li blocchino e li disperdano…
L’assoluta mancanza di un servizio d’ordine è pecca che si torce contro agli organizzatori stessi, nel senso che gli scontri oscurano completamente il “messaggio” della manifestazione, quella pacifica per capirci. Non c’entra nulla che le TV preferiscano le immagini sensazionali, è proprio un fenomeno oggettivo: se ci sono scontri, l’attenzione di tutta l’opinione pubblica si concentra su questi e nessuno si chiede neppure più per quale motivi c’era la sfilata “pacifica”.
Agli occhi dei cittadini comuni le manifestazioni pro Pal del biennio ottobre 2023-ottobre 2025 (circa) oppure quella di Torino del 31 gennaio (contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna) o la manifestazione di Milano contro le Olimpiadi si stemperano tutte un un unicum indistinto: finiscono per essere considerate solo come “pretesti” per gli scontri successivi. Per cui gli organizzatori “seri” dovrebbero tenere invece al fatto che NON ci siano scontri, così si parla del motivo per cui hanno indetto la manifestazione e non degli scontri.
Ulteriore nota a margine. Il PCI di Ugo Pecchioli, il ministro degli interni ombra addetto alla “sicurezza” , non esiste più. La CGIL ancora tiene nelle sue manifestazioni, come è accaduto recentemente a Genova anche con l’intervento in piazza della Sindaca per evitare lo scontro. Gli altri sperano che tutto vada bene e non hanno capacità organizzative che devono essere messe in atto prima e poi in strada. Però quando si arriva in strada è tardi perché sei schiacciato tra chi e’ animato da istinti distruttivi e chi non vede l’ora di “esercitare l’autorità” con decisione. Per il resto è sempre il giorno della marmotta. C’è chi ama finire nel “culo del sacco” e chi ce lo spinge volentieri perché così i polli si agitano, strepitano ma poi si soffocano da soli.
Nota a margine.
Nel pacato e mirato commento di Bragantini viene giustamente stigmatizzato il fatto che attualmente qualsiasi manifestazione non abbia un servizio d’ordine.
Credo che dal G8 in poi sia quantomeno ingenuo pensare che questo sia un particolare non considerabile da parte di chi organizza la manifestazione e che una minoranza stupidamente violenta presti il fianco alle critiche di parte per sminuire il successo di una protesta.
Se male non ricordo, alle vecchie manifestazioni della CGIL, se un pirla usciva dal coro spaccando una vetrina, gli veniva immantinente “fatto capire” che era preferibile non lo facesse più.
l’ho letto su facebook [cit.]
“Tornando alla lunghissima sequenza di foto (scaricate con ricerca su google), ho verificato che essa è compostain grande maggioranza da foto degli scontri: è la prova provata…”
Anche i boomer evolvono e si aggiornano: una volta dicevano “l’ha detto il TG”
La capacità di analisi e di comprensione purtroppo quella no, quella rimane drammaticamente limitata.
Carlo, le emittenti negli ultimi anni hanno la tendenza a diffondere notizie tragiche e il sistema ha tutto l’interesse ad anestetizzare il popolo affinché non scenda in piazza: anch’io ormai ho paura a unirmi a un corteo.
Placido, mi risulta che nei cortei ben organizzati si preveda un servizio d’ordine interno per evitare tafferugli.
Marco, non vogliono difendere i violenti, ma non sembra che i piú danneggiati siano i poliziotti: anche solo negli ultimi anni sono stati numerosi gli attacchi delle forze dell’ordine nei confronti di manifestanti pacifici – gurda il caso di Trieste di qualche anno fa o ancora Pisa o Palermo con ragazzini feriti solo l’anno scorso.
Lotta continua, scusate
Su youtube c’è un’intervista a erri de luca fatta da peter gomez dove si mettono alcuni punti sulle i e si contestualizza la famosa frase si pasolini e si ricorda che qualche anno dopo, pierpaolo fu direttore della rivista di potere operaio…
In realtà il problema poù “sentito” di queste olimpiadi è un altro! Dei larici abbattuti non gliene fotte (letteralmente) niente a nessuno!
Dall’odierno Corriere:
Milano, preservativi esauriti al Villaggio Olimpico: 15mila in tre giorni. Ma spuntano in vendita online a 105 euro
Mi viene sempre in mente Battiato…le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che cerea falsi miti di progresso….
E poi Pasolini….che tra il manifestante radicalchic e il poliziotto figlio di contadini del sud….
E poi ancora de Gregori….tra chi ruba nei supermercati e chi li ha costruiti rubando…….
Vario il genere umano e ancora più difficile capire da che parte stare…..
Tornando alla lunghissima sequenza di foto (scaricate con ricerca su google), ho verificato che essa è compostain grande maggioranza da foto degli scontri: è la prova provata che gli scontri hanno completamente oscurato il vero contenuto della manifestazione. L’opinione pubblica non ha potuto neppure capire perché i manie4gstanti “pacifici” hanno davvero sfilato. Tutto il lavoro degli organizzatori è andato perduto: ecco perché è interesse di qualsiasi organizzatore di qualsiasi manifestazione elaborare un servizio d’ordine che emargini i violenti, li indichi immediatamente alle forze dell’ordine (anche prima che i violenti tirino fuori caschi, passamontagna e martelli). ovvio che tocca alle forze dell’ordine allontanare i violenti dal luogo, ma se avvertite lo fanno “prima” che i violenti si mettano in assetto da battaglia.
Quindi il servizio d’ordine impostato dagli organizzatori di una qualsia manifestazione NON deve mettersi a battagliare con i violenti sostituendo in ciò le forze di polizia! Il servizio d’ordine deve avere contatto diretto e cordiale con il comando del distaccamento di polizia sul luogo. I componenti del servizio d’ordine devono “osservare” i manifestanti: appena vedono dei sospetti o gente che già si sta preparando, segnalano immediatamente alle forze di polizia. Queste ultime accorrono e bloccano (e, se del caso, allontanano dal corteo) gli individui sospetti, in modo tale da PREVENIRE ogni rischio di scontro
Negli anni di piombo (ben peggiori, almeno per il momento, rispetto ai giorni nostri) gli allora organizzatori (in genere PCI/CGIL oppure movimenti studenteschi sessantottini) di cortei, manifestazioni, sfilate varie di proteste hanno capito che era loro interesse organizzare un servizio d’ordine efficientissimo (non solo “efficiente”, ma addirittura “efficientissimo”) e infatti non volava una mosca fuori dalle regole.
Senza un servizio d’ordine del genere, il prezzo che si paga è che gli scontri, ad opera dei violenti “coprono” il veri motivi della protesta.
Per sfizio ho fatto una ricerca su google “manifestazione Milano contro Olimpiadi foto”. Mi è venuta fuoriuna lunghissima sequenza di foto: solo DUE raffigurano gli alberi in processione (come in questo articolo), una con fonte Facebook e una con fonte Instagram. Il che avvalora la mia tesi che dette foto NON sono passate né sulle TV né sui siti dei principali quotidiani. Ci sonop diverse foto dei striscioni, ma spesso completamente fuori tema, come “Milano partigiana” (ma che cazzo c’entra con i larici abbattuti? C’era anche una certa confusione di “contenuti”…). Non paerliamo della grangia NO ICE (tralasciando che l’ICE opera in Italia dal 2009! – accordo con Berlusconi, poi ratificato da governo Renzi nel 2015!). Anche questo è stato, coil senno di poi, un errore: aprire la manifestazioni a contenuti politici ha comportato 1) la svilimento del principio originario (larici abbattuti) e 2) è ovvio che contenuti contro il governo meloni si portano dietro la frangia dei violenti. andavano separate all’origine: da una parte quelli “NO Olimpiadi” con la processione dei larici abbattuti, dall’altra (intendo in un corteo completamente separato,. in un’altra parte della città) quelli che manifestavano contro il governo Meloni: in questo modo i violenti sarebbero presumibilmente stati solo nel secondo corteo e il primo avrebbe potuto dare il suo messaggio, che invece si è completamente perso. CONT
centra poco pero per parlare, lo stadio, il movimento ultras e le curve , proprio perche’ di quei teppisti non glie ne frega niente a nessuno, sono da 25 anni un grande laboratorio dove sono state testate, provate, affinate tutti quegli strumenti che stanno adesso traslando nella gestione dell’ordine pubblico…fermo preventivo, daspo, daspo sulle intenzioni di commettere qualcosa, fermo dopo giorni dai fatti,tessera del tifoso etc etc etc, non sono un grande esperto di diritto come il grande crovella che per osmosi dalla vicinanza della figlia ne sa piu di 1000 avvocati mesi assieme e ho detto un sacco di imprecisioni ma i concetti sono quelli.Comunque fino al mercato del corvetto la manifestazione e’ stata pacifica, colorata e festosa e non ho intravvisto nessuna tensione o pericolo
I tifosi non cercano lo scontro con le forze dell’ordine ma tra di essi.
Nelle manifestazioni di cui si parla invece, gli anarchici cercano con determinazione lo scontro con la Polizia.
Visto che sono in tanti, perché non raccolgono denaro nella loro cerchia per acquistare o affittare luoghi dove esprimersi come vogliono invece di occuparli?
Perché non risarciscono i cittadini che subiscono i loro danni?
Perché vanno a volto coperto invece di mostrarsi fieri di quello che fanno, se davvero credono che la loro sia una causa importante?
Cosa centrano gli attentati a chi viaggia in treno, dove potrebbero morire anche bambini, i danni ai negozianti e alle strutture pubbliche? Siamo ancora a ‘servi del sistema la dovete pagare’?
Se è così…
Forze dell’ordine uguale ordine, anarchici uguale anarchia, anarchia contro ordine.
Anche i poliziotti possono sbagliare e non vanno applauditi per questo. C’è una differenza però: loro sono minacciati, scendono in piazza perché altri prima di loro lo fanno non con buone intenzioni. I poliziotti mettono il casco perché qualcuno vuole spaccargli il cranio. Guarda caso i più danneggiati fisicamente sono proprio loro. Farsi una domanda al riguardo! Spesso i poliziotti e i carabinieri non intervengono per non provocare. Questo avviene quando ricevono insulti personali, sputi in faccia o accuse false.
Direi che chi si schiera dalla parte di chi manifesta con violenza, non dovrebbe azzardarti, per coerenza, a chiamare le forze dell’ordine nel caso gli accadesse qualcosa. Che se la sbrighi da sé, ad esempio se gli occupano una casa, gli violentano una figlia o altro.
Da prima dell’Unità d’Italia si consuma uno scontro che ancora non vede la fine, anzi, si sta rinvigirendo. Non porterà nulla di buono. La lotta tra la destra e la sinistra è nefasta, ma in un mondo in cui ormai occorre dimostrare che il cielo è azzurro e i prati verdi, questo non si può capirlo.
Non vedo come si possa sostenere che chi esercita pacificamente il proprio diritto costituzionale di manifestare debba anche prendersi la briga di organizzare un “servizio d’ordine”. Resta naturalmente fermo l’obbligo morale e civico di segnalare/denunciare eventuali condotte illecite/criminose di cui si sia testimoni, ma pretendere che si debba supplire alle funzioni proprie delle autorità è come sostenere che chi guida rispettando il codice della strada debba organizzare un “servizio d’ordine” per isolare chi infrange le regole.
In secundis, non vedo come un “servizio d’ordine” autogestito e composto da comuni cittadini possa essere più efficace/idoneo a fronteggiare eventuali infiltrazioni violente (spontanee o organizzate) rispetto a professionisti addestrati ed istituzionalmente addetti allo scopo (le ffoo).
Credo che prendiate roma per toma. Sul tema Olimpuadi in Italia, se mi avete seguito anche qui sul Blog, avrete capito che io non sono solo contrario, ma addirittura contrarissimo. Lo ero già nella famoso periodo 2016-giugno 2019, quando cioè cercavo di convincere gli italiani che le Olimpiadi sarebbero state un danno pazzesco sotto ogni punto di vista. Purtroppo non sono riuscito a convincere un sufficiente numero di ns concittadini per creare un’opinione pubblica contraria all’assegnazione all’Italia. Tutti gli italiani erano “pazzi” per le Olimpiadi e quando ci fu l’assegnazione (giugno 2019) il Presidente Mattarella fece uscire una nota ufficiale di giubilo, mentre doveva essere di tristezza, per i danni che sarebbero conseguiti.
Le mie odierne considerazioni non riguardano quindi il merito della manifestazione, ma l’effetto dei violenti che hanno oscurato il contenuto della manifestazione. Per esempio le foto, riportate in questo articolo, con gli alberi portati in processione (rendono bene l’idea dei larici abbattuti per una pista del menga) NON sono apparse né sulle TV né sui quotidiani. Questo perché tutto il mondo mediatico è stato “rapito” dagli scontri, peraltro innescati da violenti che, con il tema Olimpiadi, non hanno nessun collegamento. Se io fossi uno degli organizzatori della manifestazione di Milano sarei doppiamente incazzato con questi violenti, estranei rispetto al tema principale e che hanno oscurato il vero messaggio della manifestazione. Chi invece li approva va oltre il merito della manifestazione: a voi interessa di più protestare contro il governo fascista e repressivo e se ciò danneggia il lavoro degli organizzatori di un corteo anti Olimpiadi non ve ne importa un fico secco. È questo che è sbagliato. Chi ha a cuore il messaggio anti Olimpuadi dovrebbe essere molto critico verso quei violenti e non approvarli
Grazie ad Alberto per il suo costante impegno.
C’ero anch’io, sabato in manifestazione e sono andata via poco prima dello scontro, sentendo nell’aria tensione crescente.
Ho avuto uno scambio con un ragazzino, che apparentemente non avrei collegato ad alcun centro sociale o movimento, che aveva cominciato a lacerare un manifesto delle olimpiadi nel tentativo di rimuoverlo: che lo tirasse giù, ben ci stava, un po’ meno che lo distruggesse senza utilizzarlo per qualcos’altro. Quando gli ho detto che, comunque, molti avevano lavorato perché fosse lì e che erano state spese risorse per realizzarlo, mi ha dato ragione ed è sceso.
Non mi è piaciuto veder gente con il viso coperto, tanto meno l’uso di fumogeni e anche lasciare scritte con lo spray sui muri.
Tra questo momento e quello in cui qualcuno si è arrampicato sull’impalcatura per stendere il cartello, la tensione è cresciuta ancor di più insieme al tasso alcolico e al numero dei partecipanti.
Diventa sempre meno semplice partecipare a una manifestazione senza portar con sé la paura che qualcosa accada, poiché ormai si dà per assodato che la violenza è pronta a esplodere.
Poi chissà perchè quando c’è una partita di calcio le forze dell’ordine si organizzano al meglio x limitare le possibili derive tra tifosi (e non c’è servizio d’ordine da parte delle squadre ) mentre nelle manifestazioni si fa il contrario. Forse perchè il mondo del calcio non mette in discussione il sistema , anzi sposta l’attenzione da un’altra parte
Si va bene, te la pensi così, io no…te hai ragione e io torto? Se ti fa star bene ok…hai ragione su tutto il fronte, amen , siamo dei xlcojoni noi. Chi se ne frega .
Che nell’umanità ci siano sempre dei bastian contrari lo si sa da Adamo ed Eva in poi. Non è necessario “gridarlo”. Non è questo il dato rilevante, quanto verificare se tali bastian contrari siano in grado di cambiare (o meno) il corso delle cose. Il trend generale dell’occidente in questo frangente è molto ben delineato e incidervi è davvero arduo, per non dire impossibile. Limitarsi semplicemente a segnalare “io sono contro” è di una piccolezza umana che fa quasi tenerezza. Tutte queste considerazioni valgono a prescindere dallo specifico tema “Olimpiadi”, che purtroppo è stato “travolto” dal generale clima della manifestazioni, con gli scontri che ormai si ripetono sistematicamente.
Questo basta è già un successo. Alla faccia di chi urla che il mondo va da un’altra parte.
Quel mondo deve sapere che c’è chi non va con loro in quella direzione.
Io c’ero, con miei figli di 9 e 10 anni e ho anche salutato Gogna e vorrei essere riuscito conoscere peruffo, visto che sua sorella, che conosco molto bene, me ne ha parlato 10000 volte.
Corteo colorato, gioioso e fantasioso; in piazza lodi dove si e’ fermato un attimo si era ingrossato di moltissime persone. Se all’inizio in testa c’erano i ragazzi dell’APE e le realta’ piu’ vicine all’ecologismo da li la testa e’ stata presa da ragazzi della sinistra extraparlamentare, qualunque cosa voglia dire, insomma ragazzi dei centri sociali, non so di quali perche’ la galassia dei centri sociali e’ assai variegata.Appena partiti da piazzale lodi sono comparsi una decina di ragazzi con passamontagna rosa. Da vecchia pantegana da manifestazioni ho chiesto chi fossero al ragazzo col microfono del furgone che mi ha mandato affangoulo .alla fine sti ragazzi si sono limitati a sparare 4 petardi sulla ferrovia e fare 4 scritte in giro sui muri…Va beh tanta precauzione per preservare la privacy forse un po esagerata.La manifestazione e’ proseguita ancora coloratissima, solare, festante e gioiosa fino al mercato del corvetto. Eravamo piu’ vicini ai 10.000 che ai 5000 , con la polizia sempre lontana e defilata. Al mercato , visto l’ora e visto che i bambini non ne potevano piu’ siamo andati a prendere la metro e tornati a casa , non prima di una merenda…quello che e’ successo dopo non lo so ma dalle immagini e da quello che mi hanno detto chi e’ rimasto, la manifestazione e’ finita pacificamente salvo degli scontri veramente minuscoli fra qualche decina di ragazzi e la polizia. Inutili? strumentalizzabili? una messa in scena? boh chi se ne frega. La manifestazione ha bloccato la citta’ per un pomeriggio, e’ stata un successo e nessuno puo’ togliercelo. Le nostre ragioni si sono fatte sentire, inutile? sicuro. Le olimpiadi le fanno lo stesso pero’ non in nostro nome. Poi oh, ognuno la pensi come vuole…
Tutti gli immobili occupati abusivamente vanno LIBERATI, compreso quello di Casapound (formazione che NON gode tra l’altro dei mei favori, a prescindere dal tema “immobile occupato abusivamente”). Ricordo tuttavia che l’occupazione in questione risale al dicembre 2003, per cui hai voglia a dare la colpa al solo governo in carica se l’immobile è ancora occupato… è come per i saluti romani di Acca Larentia: li fanno dal 1979 e solo ora tutti frignano che il governo in carica li dovrebbe vietare…
I numerini non c’entrano un fico secco, perché nessuno poliziotto ha piacere di attar briga. Eventuali reazioni eccessive da parte dei poliziotti sono appunto “reazioni”. Basta non attaccarli e i poliziotti non manganellano di loro iniziativa. Se i dimostranti attaccano, io sono solo contento se si prendono0 le manganellate, per cui penso che i numerini servirebbero utili per premiare gli agenti e non per punirli.
Il tema cardine però è che se gli antagonisti si accodano anche a una manifestazione contro le Olimpiadi (tema che NON c’entra nulla con quello dei centri sociali), significa che d’ora in avanti sfrutteranno qualsiasi corteo, anche quello dei carri allegorici per carnevale, per dare vita ai disordini. Quindi, numerini o non numerini, che li manganellino pure e che ce li tolgano dai piedi il prima possibile.
I primi a chiedere una cosa del genere dovrebbero essere proprio gli organizzatori di manifestazioni “terze”, come appunto quella di Milano contro le Olimpiadi, perché il contenuto della loro protesta è stato completamente sovrastato dalla presenza dei cosiddetti “violenti”. In pratica quella manifestazione, che (ripeto) io giudico cmq “tardiva”, è risultata del tutto INUTILE, perché l’attenzione di tutti è stata catturata dagli scontri e l’opinione pubblica ora non si ricorda neppure i veri motivi della sfilata. Se io dovessi organizzare una manifestazione pubblica, io per primo chiederei alle forze dell’ordine di manganellare ben bene i “violenti”, così li tolgono dai piedi e non manifestanti possiamo farlo liberamente e con tutta l’attenzione dell’opinione pubblica. Altrimenti è del tutto inutile manifestare, tanto l’attenzione si indirizza solo sui violenti e sulle loro “gesta”. Per questo sostengo che non sarebbe inopportuno sospendere qualsiasi manifestazione per 6-12 mesi. nel frattempo ci togliamo dai piedi questi violenti e poi riprenderanno le manifestazioni solo con gente “pacifica”
Perfettamente d’acordo. vedi G8 a Genova , sono sempre gli stessi
Quando in seno a una manifestazione pacifica (parlo di quella di Torino per Aska) all’improvviso compaiono gli infiltrati, sotto gli occhi dei manifestanti e dunque anche delle forze dell’ordine;
quando TUTTI gli accessi al centro di Torino sono rigidamente presidiati e ciò nonostante gli infiltrati passano lo stesso;
quando il poliziotto nerboruto preso a sprangate risulta far parte di un nucleo inviato di proposito da Padova;
allora è lecito chiedersi se la Prefettura stesse svolgendo opera di prevenzione della violenza, o non piuttosto incitamento alla stessa.
Tu inizia a metterli, come nei paesi civili, e poi vediamo quanto diminuiscono gli scontri…che senza numerino è piuttosto difficile sporgere denuncia contro i provocatori, sai quelli che si allontanano dal gruppo per menare un po e che qualche volta esagerano e prendono u n paio di calci come a Torino.
Quanto agli sgomberi io inizierei da via Napoleone III a Roma. sei d’accordo?
Numero sul casco e body cam ai poliziotti: solite manfrine per cercare di scaricare la colpa sulle forze dell’ordine che sono coinvolte nei disordini e si trovano in mezza alla gazzarra, tutto ciò per garantire la sicurezza dei cittadini “normali2 che vogliono starsene in pace senza i fastidi dei fuori di testa.
Gli spazi di aggregazione ci devono essere ma NON devono coincidere con situazioni di “malaffare”: immobili occupati abusivamente, ritrovo di volantini pieni di minacce in stile nuove BR, giri sporchi ecc ecc ecc. Tocca all’architettura statale (o dello Stato centrale o più propriamente attraverso i comuni) a creare dei “centri sociali legali”, ovvero luoghi di aggregazione legittimi, dove si fanno attività “pulite”, dove si fa sport, teatro, lezioni varie, ci si diverte e ci si incontra ecc ecc ecc. Ma sono pronto a scommettere che i cosiddetti antagonisti sono i primi a schifare i centro sociali “legali”, perché al mondo Askatasuna & C piace che i “loro” centri sociali siano luoghi di ribellione e non di aggregazione sana. E quindi devono essere immobili occupati abusivamente, con giri sporchi e cose strane ecc ecc ecc, altrimenti NON sono luoghi di “ribellione”.
A Torino ci sono0 anche molti centri sociali legali, si chiamano Case del Quartiere, ce n’è una in ogni quartiere o quasi. Si fanno le attività ricreative, sociali, sportive e anche culturali e di istruzione (compresi corsi di italiano per immigrati). Però, guarda caso, chi frequenta le Case del Quartiere NON ha mai messo piede nell’edificio Askatasuna )oggi per fortuna chiuso) e, parimenti, chi frequentava Askatasuna, non ha mai messo piede nelle Case del Quartiere. Questo per segnalare che c’è del marcio nel mondo degli antagonisti che vogliono l’illegalità non solo nelle code violente della manifestazioni, ma ben prima, addirittura negli edifici dove fanno i “loro” centro sociali… E’ tutto un mondo che va spazzato via, non porta nulla di buono per i cittadini tranquilli che vogliono starsene in pace. Le code violente alle manifestazioni non sono che l’ultimo anello di un mondo marcio che è meglio spazzare via del tutto.
Ma come mai non si sanno prevenire queste violenze nelle manifestazioni?
Eppure si racconta che si sa in anticipo che avverranno. Si racconta che si conoscono i soliti violenti che si infiltrano nelle manifestazioni.
Quindi se si sa e si conoscono, come mai non si previene?
“Gli sgomberi di spazi sociali storici come Askatasuna e il Leoncavallo non sono episodi neutri, ma segnali politici di una strategia di governo sempre più orientata alla riduzione degli spazi di agibilità del dissenso. In questo senso, l’emergere del conflitto in piazza non è una deviazione, ma una risposta strutturale a una torsione autoritaria delle politiche pubbliche. “
Come non dare ragione a Nicola.
Purtroppo, come sempre, c’è la propaganda opposta, fatta di travisamento e affermazioni parziali e mendaci, comunque volta allo scontro e alla contrapposizione a priori. Propaganda veicolata dalla grancassa media e dagli utili idioti disposti a scrivere imbecillità:
“Il “motivo” formale per cui si sfila, apparentemente in modo pacifico prima di lasciar il campo ai violenti, è solo un pretesto… In realtà si veicola nelle manifestazioni la volontà di “spaccare”
Certo occorre contenere con tutti i mezzi e limitare la presenza nelle piazze dei violenti, quelli intruppati, travisati ed armati.
A cominciare però da quelli vestiti tutti uguali, col volto nascosto dai caschi e perciò irriconoscibili e sempre irresponsabili. Quelli con la banda rossa sui pantaloni, intendo: imporre subito numero di identificazione e cam sempre accesa.
Il commento 3 sputtana tutta la recente narrazione (particolarmente intesa sulla manifestazione di Torino di fine gennaio) che c’erano 50.000 manifestanti (che, poi, pare che fossero un po’ più di 20.000, ma è irrilevante) definiti “pacifici”, cioè famiglie, nonni con nipotini, gruppi cdi amici che suonavano strumenti musicali, mamme con carrozzine ecc ecc ecc. In verità le manifestazioni ormai VENGONO organizzate SOLO come antipasto della coda violenta. Il “motivo” formale per cui si sfila, apparentemente in modo pacifico prima di lasciar il campo ai violenti, è solo un pretesto per indire un raduno in piazza, ed è quindi assolutamente irrisorio: si va dai temi NO TAV all’anarchico Cospito, dal grande casino pro-PAL agli sgomberi per finire alle Olimpiadi… In realtà si veicola nelle manifestazioni la volontà di “spaccare” perché sono solo degli infelici che non trovano il loro posto nella società. Da questo punto di vista, sto maturando la convinzione che sarebbe meglio “sospendere” alla radice le manifestazioni per 6-12 mesi. Lasciamo decantare il rancore, poi ridaremo la voce ai manifestanti “sani”. Se non ci sono più manifestanti “sani” e i motivi per cui si sfila, all’atto pratico, sono SOLO quelli del commento 3, meglio che non si manifesti per nulla. Ne abbiamo basta (come diciamo a Torino) di scontri, danni, devastazioni, rischi all’integrità di poliziotti/carabinieri e di normali cittadini che magari passano “lì” per caso o perché stanno rincasando. Sinceramente meglio una decisione autoritaria che continuare sine die con questa solfa. Degli antagonisti e delle loro esigenze non gliene importa un fico secco a nessuno. Mescolarli con motivi anche interessanti di protesta (come poteva essere nel caso della manifestazione per le Olimpiandi, ancorché “tardiva”) sputtana solo i suddetti motivi. Del corteo di Milano si parla solo per la coda violenta e non per i larici abbattuti a Cortina. Il valore del corteo è stato completamente annullato dagli stessi co-equipier violenti. Chi vorrà dare risalto al motivo per cui sfila dovrà evitare la presenza di violenti, altrimenti i violenti prenderanno la scena. Siccome vedo che, nel breve, non c’è la capacità dei vari organizzatori di manifestazioni di saper architettare un “vero” servizio d’ordine, meglio interrompere per un po’ ogni tipo di manifestazione. Quando dimostrerete che saprete organizzare il servizio d’ordine “come si deve”, si riprenderanno le manifestazioni.
L’articolo offre una fotografia lucida e onesta della manifestazione, a cui anche io ho partecipato, contro Milano-Cortina 2026, riuscendo a intrecciare il racconto dei fatti con una riflessione sulle dinamiche interne ai movimenti. Il pregio principale del testo sta nella capacità di restituire la complessità della giornata senza ridurla a una narrazione semplificata o moralistica, mostrando come diverse soggettività politiche abbiano attraversato lo stesso spazio urbano con pratiche e obiettivi non sempre coincidenti. Tuttavia, il quadro rischia di risultare incompleto se non viene collocato nel contesto più ampio degli ultimi mesi. Gli sgomberi di spazi sociali storici come Askatasuna e il Leoncavallo non sono episodi neutri, ma segnali politici di una strategia di governo sempre più orientata alla riduzione degli spazi di agibilità del dissenso. In questo senso, l’emergere del conflitto in piazza non è una deviazione, ma una risposta strutturale a una torsione autoritaria delle politiche pubbliche. Qui si innesta il nodo della retorica della non violenza (Crovella e Bragantini nei commenti), che divide tra lotte legittime e illegittime, tra manifestanti accettabili e soggetti da espellere dal campo politico. È una narrazione che ammette la protesta solo a patto che non produca effetti reali. Rifiutare questa retorica non significa glorificare la violenza, ma smascherare l’ipocrisia di uno Stato che la esercita quotidianamente mentre pretende ordine e moderazione da chi la subisce.
Appunto: “la brutta fine era scritta nelle cose”. A maggior ragione considerati gli scontri di Torino di pochi giorni prima. Gli scontri finali NON sono colpa della polizia, né tanto meno del Governo: gli scontri conseguono alla totale mancanza di sevizio d’ordine delle manifestazioni (o da una complessiva inefficacia dello stesso, ma io non ho visto servi d’ordine nelle recenti manifestazioni, a cominciare da quelle pro-Pal). Tocca indiscutibilmente agli organizzatori di una qualsiasi manifestazione fare sì che non ci siano “violenti” e nel caso isolarli e denunciarli immediatamente alle forze dell’ordine e NON lasciare che le cose vadano da sé, scivolando verso la coda violenta. Negli anni Settanta il PCI e/o la CGIL avevano capito lucidamente questo fenomeno e infatti garantivano sempre un loro servizio d’ordine ineccepibile (degno del KGB!) , nonostante i tempi non certo facili (erano gli “anni di piombo”). Oramai è chiaro che, se gli organizzatori NON prevedono un loro servizio d’ordine perfettamente efficace, la coda violenta finale sarà inevitabile. Poiché ora è chiaro che è così, se gli organizzatori di una qualsiasi manifestazione non prevedono un loro servizio d’ordine ineccepibile, avvalorano l’impressione che, sotto sotto, “vogliano” lo scontro finale. Vedremo a Roma a fine marzo (dove è già certa la presenza di Askatasuna) come si comporteranno i relativi organizzatori e cosa accadrà.
Pertanto, quando gli organizzatori che non prevedono un efficace servizio d’ordine, è inutile che, a posteriori, frignino come bambini asserendo che i violenti sono “altri” rispetto a chi sfila pacificamente. Così facendo, gli organizzatori sputtanano la validità della manifestazione e dei motivi per cui è stata convocata. Della sfilata di Milano (che, nel merito, io giudico cmq “tardiva”: occorreva esprimere queste proteste nel 2016-2019 e non adesso!) ci ricorderemo SOLO della coda violenta e il contenuto delle proteste è già dimenticato da tutti. Per tale motivo, non sono stati molto “furbi” gli organizzatori della manifestazione di Milano: dovevano giocarsela in modo com0pletamemnte diverso.
Grazie ad Alberto Peruffo per questa cronaca riflessiva, all’inizio è stato bello esserci e la manifestazione pareva ben organizzata, la fine è stata brutta ma era scritta nelle cose. Per questo me ne sono andato prima, ma non è che rimanendo avrei fatto argine contro i violenti; né Alberto né chi altro ha contribuito ad organizzarla avrebbe potuto farci nulla. Il “servizio d’ordine” di una volta, quando esistevano partiti politici organizzati capillarmente, oggi non è più realizzabile, ne mancano i presupposti