Che vengano organizzate delle gare di corsa in montagna è ormai del tutto normale, visto il successo che riscuotono. Non è invece normale che si organizzi un servizio di elitrasporto per spettatori curiosi e pigri.
Di seguito sono il programma e le linee essenziali dell’evento. La possibilità di assistere sfruttando un passaggio in elicottero è una novità.
Ci stupiamo (ma fino ad un certo punto) che ad organizzare questo show diseducativo sia proprio il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) che, ricordiamo è una sezione del CAI a tutti gli effetti.
Quello stesso CAI che più volte ha tuonato contro l’eliturismo e che, anche questa volta, è costretto a mostrare la sua evidente contraddizione interna.
La valenza negativa di quest’iniziativa non può sfuggire. Non si può predicare bene e poi, in più occasioni tra cui questa, razzolare male, con la complicità di sponsor che evidentemente non hanno per nulla a cuore la frequentazione corretta della montagna o che non hanno saputo riflettere a sufficienza prima di garantire il loro supporto.
Più volte abbiamo sentito dirigenti ed esponenti del CNSAS lamentarsi della cattiva educazione del nuovo pubblico della montagna. Come possono essere credibili se organizzano buffonate del genere o accettano di essere coinvolti in questo sconsiderato uso e consumo della montagna? Perché nessuno ha preso provvedimenti all’interno dello stesso CAI?
Scandalosa Rescue Race 2025
(14a edizione)
Siamo alla 14a edizione di questa gara. La prima risale al 2011, dopo di che si è sempre svolta ogni anno con l’eccezione del 2020 (l’anno del Covid).
La partenza viene effettuata in linea dalla località Praciadelan 1040 m (comune di Calalzo di Cadore), sale rapidamente fino ai Piani dell’Antelao 1626 m e poi fino a Forcella Piria 2080 m. Da lì inizia il tratto più tecnico della gara con 200 metri di corde fisse che portano i concorrenti a quota 2130 m. Una lunga discesa fino al rifugio Antelao 1796 m e poi fino a Forcella Antracisa 1693 m porta le squadre a ridosso dell’ultima salita di giornata, quella che, su di una carreggiata costruita 100 anni fa durante la prima guerra mondiale, porta in cima al Monte Tranego 1849 m.
La discesa si effettua in corda doppia fino alla strada sterrata che porta i soccorritori fino all’abitato di Pieve di Cadore 923 m dove dovranno montare la barella per arrivare al traguardo in piazza Tiziano a 848 m.
Il dislivello positivo complessivo della gara è di 1250 m, mentre il dislivello negativo è di 1440 metri. L’intero percorso si sviluppa sulle pendici del Re delle Dolomiti: l’Antelao. Lo scenario del gruppo delle Marmarole e degli Spalti di Toro fanno da cornice alla gara.
L’organizzatore è il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (SASV) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), ovvero la 2a zona Delegazione Dolomiti Bellunesi – Stazione CNSAS di Pieve di Cadore.
I partecipanti devono essere obbligatoriamente iscritti al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico o al Bergrettungsdienst (BDR) dell’AVS, in qualità di soci ordinari tecnici o equivalenti per il b.d.r. (barelliere di soccorso alpino), in possesso delle relative qualifiche o mantenimenti previste dai rispettivi piani formativi. Infine, i partecipanti possono essere iscritti ad equipollenti enti dello Stato od organizzazioni di soccorso alpino estere iscritte all’International Commission for Alpine Rescue (Cisa-Ikar).
La novità del 2025 è la possibilità di raggiungere il punto più alto della gara con l’elicottero per essere sbarcati poco distanti dall’attacco del sentiero attrezzato “Urbano Tabacchi”.
Per questo passaggio aereo i posti sono limitati a 50 persone, con un costo di 100 € a testa. Vi è la possibilità di noleggio kit da ferrata. Il main sponsor Montura offrirà un gadget in omaggio. Mentre l’orario di ritrovo dei partecipanti è fissato in località Praciadelan a Calalzo di Cadore sabato 04/10/2025 alle 07.00, l’inizio dei trasporti con l’elicottero sarà alle 08.00.
Nel caso l’evento non potesse svolgersi a causa di condizioni meteo avverse l’organizzazione si riserva la possibilità di modificare o annullare l’evento in tal caso, la quota verrà interamente rimborsata.
Per ulteriori informazioni e per completare l’iscrizione è necessario scaricare il modulo di iscrizione a questo link, seguire le istruzioni, compilare il modulo di iscrizione ed inviarlo all’indirizzo di posta elettronica iscrizionevoli@dolomitirescuerace.it.
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Povero CAI, che tanto si loda, e tanto parla, quando poi in ogni sezioni sono i prima ad utilizzare l’elicottero per qualsiasi e dico qualsiasi manifestazione. Parlare bene e razzolare male.
Bene, per una volta bravo CAI e complimenti alla dirigenza.
Comunicato stampa del 3 ottobre 2025
“Vi ricordiamo che quest’anno potete partecipare all’Elitour Dolomiti Rescue Race”. Così iniziava il post promozionale pubblicato sulla pagina della Dolomiti Rescue Race, gara di soccorso alpino e di abilità tecnica che si svolgerà sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025 alle pendici del Monte Antelao, nelle Dolomiti bellunesi, organizzata dalla Stazione di Pieve di Cadore – 2° Delegazione Dolomiti Bellunesi.
L’edizione di quest’anno dell’evento è stata al centro di un acceso dibattito, che ha interessanto anche il CAI, riguardo all’uso dell’elicottero per permettere alle persone di sorvolare il percorso della gara, “con la possibilità di sbarcare nelle vicinanze dell’attacco e percorrere il sentiero attrezzato Urbano Tabacchi”. Il tutto per un costo di 100 euro a persona e un numero di posti limitato a 50 e, ovviamente, noleggio del kit da ferrata fino a esaurimento delle disponibilità. Pochi giorni dopo l’annuncio la comunicazione che “per motivi organizzativi l’evento è stato annullato”.
“Appena la questione dell’elicottero è arrivata all’attenzione del CAI Centrale, è stato immediatamente avviato un intervento che ha portato alla decisione di annullare l’evento” afferma il presidente generale del CAI, Antonio Montani. “Con 828 sezioni e sottosezioni del CAI e 32 delegazioni alpine del Soccorso Alpino non è sempre facile monitorare tutte le iniziative locali, ma appena siamo venuti a conoscenza della situazione abbiamo preso provvedimenti. Il nostro invito, in questo caso e per l’organizzazione di eventi futuri, resta quello di agire con coerenza etica e seguire le linee guida del Bidecalogo”.
“Come Club Alpino Italiano riteniamo che l’impiego degli elicotteri in montagna, se non strettamente limitato alle operazioni di soccorso e di emergenza, sia non solo impattante e devastante per l’ambiente, ma anche profondamente diseducativo” ha aggiunto il vicepresidente con delega al Soccorso Alpino, Giacomo Benedetti. “Non è questo il modello di rapporto con l’ambiente alpino che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni: la montagna deve essere vissuta con sobrietà, rispetto e responsabilità, secondo i principi che il CAI ha sempre posto alla base della sua missione”.
Contattato telefonicamente il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, Giuseppe Zandegiacomo, ha dichiarato che “L’iniziativa ha prevaricato gli obiettivi iniziali e quando ci si è resi conto che non rispettava più i nostri canoni, l’evento è stato annullato. Un’iniziativa nata male che ha prevaricato subito il concetto. Ci tengo a precisare che noi, come Soccorso Alpino, non promuoviamo e non realizziamo attività che prevedono l’uso ludico dell’elicottero”.
#18, Enrico Alberti. Pensiamo che di lodi e riconoscimenti il Soccorso Alpino e Speleologico ne riceva a sufficienza, anche in queste pagine virtuali di GognaBlog (basta digitare CNSAS nella funzione “cerca” e ci si può convincere facilmente di quanto spesso parliamo della nobiltà di intenti, delle indubbie capacità tecniche, del coraggio e dell’altruismo gratuito dei volontari).
Il nostro sottolineare (anche con un titolo un po’ provocatorio) l’uso dell’elitaxi come l’errore più dannoso che in questo momento si può compiere nei confronti di una corretta educazione alla frequentazione della montagna non vuole minimamente ledere i meriti del CNSAS. Non intendiamo cercare facili clic e like bensì gente che effettivamente ci legga e che soprattutto rifletta. Chi pensa che “in fondo cosa vuoi che sia un volo di elicottero” non riflette abbastanza sulle conseguenze negative del sempre maggiore affermarsi di una mentalità per cui anche in montagna tutto è facile e l’odiata fatica si può facilmente evitare; e lo stesso ci siamo sentiti di affermare anche nei confronti di chi ha avuto questa idea che, per fortuna o per protesta, alla fine non è stata realizzata.
Il sano spirito di corpo e la gioia di ritrovarsi assieme per divertirsi in una innocua gara tra colleghi e amici non deve essere offuscato dall’ansia di avere un riconoscimento mediatico e gli applausi di pigri spettatori.
18) Enrico Alberti. Non mescoliamo le carte per trovare delle giustificazioni. Nessuno critica l’uso dell’elicottero per fare un intervento di soccorso. E nessuno mette in dubbio il vostro impegno. Sono stato anche io soccoritore volontario per tanti anni.
Qui si parla di ben altro. La critiche sono rivolte a ben altro, non a l’impegno dei volontari. Quindi siamo onesti, non facciamo confusione. Non c’è bisogno di questi eventi spettacolo che danno solo cattivi esempi da parte di chi, invece, non ne dovrebbe dare. Anzi li dovrebbe condannare perchè sbagliati. Predicare bene e razzolare male non va bene.
Il vostro riconosciuto “lavoro quotidiano” nessuno lo discute, ma non vi autorizza a fare quello che vi pare. In quanto a social e link il CNSAS è il primo a esserne fruitore e spesso con “titoli” opportunistici d’immagine.
Il commento 14 non merita risposte.
Il Soccorso Alpino e Speleologico si adopera in lungo ed in largo sui territori impervi, quindi, anche se effettivamente l’utilizzo dell’elicottero non rappresenta una mossa del tutto coerente con la fruizione della montagna sostenibile e consapevole, da tecnico di Soccorso Alpino quale sono, mi sembra che si stia sottolieando un caso negativo a fronte degli INNUMEREVOLI INTERVENTI che i tecnici svolgono GRATUITAMENTE E VOLONTARIAMENTE.
E’ giusto stigmatizzare l’uso dell’elicottero, ma si sta strumentalizzando un evento usando titoli , a mio avviso, esagerati a scopo di ottenere like e click sul web, ma dovreste, ripeto, mettere sull’altro piatto della bilancia tutto il nostro lavoro quotidiano a servizio della collettività.
La tragedia è leggere commenti del genere.
“si sarebbe trattato…di credibilità, di coerenza, di esempi da non dare”
Certo Chang, ma sai, c’è un sacco di gente per cui queste sono solo parole senza senso…
14. Infatti non si sarebbe trattato di una gran tragedia (guarda caso però l’evento della gita in elicottero è stato annullato), ma di credibilità, di coerenza, di esempi da non dare. La vera tragedia sono questo tipo di commenti che vorrebbero banalizzare chi mette in evidenza queste iniziative prive di senso.
non ci vedo tutta sta tragedia per un giro in elicottero in montagna
“a qualcuno fa comodo avere molti incidenti in n montagna…”
No, Diego, nessuno vuole più incidenti, mica sono belve: si accontentano di più interventi…
🙂
Ssmpre piu’ convinto che al contrario a qualcuno fa comodo avere molti incidenti in n montagna…
Signori e signori
l’evento è stato annullato 10 giorni fa. uscito annullato!!
Ormai….non siamo piu alla frutta…..ma alla grappa!!!
Blateriamo…blateriamo, ma viviamo immersi sempre di piu in un contesto generalizzato di oscenità…quasi impotenti al cambiamento…..
Io sono indignta, come iscritta al CAI e come Ambientalista convinta! Mi piacerebbe saper che ne pensano le sezioni del CAI del Cadore. Io sono iscritta al CAI Calalzo e lo chiederò alla prossima gita del 2 ottobre.
E’ una conseguenza inevitabile del modello cannibalesco oggi imperante. Leggere il mio commento odierno all’articolo “recuperi ingiustificati del soccorso” . la logica e i danni prodotti (danni ambientali ma anche danni ideologici) sono gli stessi. I recuperi ingiustificati e il trasporto di spettatori (così come le carnevalate registrate nell’estate 2025) non sono che isotopi dello stesso problema, la cannibalizzazione del sistema che ruota intorno alla montagna. O creiamo meccanismi che scremano l’accesso alle montagne (anche in termini di autocoscienza che la montagna “va” vissuto in un certo modo, che NON è quello dei cannibali) oppure saremo inarrestabilmente invasi dagli effetti della cannibalizzazione. Tertium non datur
Per fare questo basta fare esercitazioni di stazione e di delegazione. Già vengono fatte, ma che se ne facciano di più, invece di sprecare risorse in questo modo, avallando l’uso dell’elicottero a sproposito in montagna.
Questo non mi sembra un gran bell’esempio da dare all’uso dell’elicottero taxi. Il soccorso alpino dovrebbe dare ben altri esempi educativi.
Non trovo scandalosa la corsa in se’.
Quello delle gare interne alle varie associazioni o organizzazioni è cosa sempre esistita: dalle gare tra pattuglie dell’esercito, alle gare dei pompieri (corsa in montagna con l’autorespiratore) alle competizioni di atletica delle scuole.
E’ semplicemente un modo per creare spirito di corpo e testare le capacità dei partecipanti.
Quello che trovo scandaloso è prevedere l’impiego dell’elicottero come taxi per il pubblico (peraltro a prezzi stracciati).
Sarebbe interessante poi sapere se l’elicottero che verrà impiegato sarà quello del Soccorso…sarebbe la prova definitiva che tutte le lamentazioni sull’uso improprio del soccorso che toglie risorse e mette in pericolo altri interventi sono palle propagandistiche!
Scandaloso l’elicottero, ma più scandalosa la corsa: l’arroganza dello sport!
Un bell’esempio dello spararsi alle parti basse e poi lamentarsi che non si può più fare pipì o altre attività più amene. Rincoglionimento.
Complimenti al CNSAS, bella buffonata!
Io quando vedo il logo Montura mi tocco le palle.
Sono d’accordo