Sei giorni da solo su Divine Providence

Sei giorni da solo su Divine Providence
(9-14 dicembre 2025)
di Charles Dubouloz
(pubblicato sul suo profilo facebook il 15 dicembre 2025)

Quindi di albe me ne sono viste sei… Speravo segretamente di andare più veloce, ma le finestre di luce diurna sono così brevi a dicembre… E dobbiamo costantemente confrontarci con la notte e il freddo.

Il 7 dicembre 2025 partenza da Annecy in bicicletta sotto la pioggia battente, con il piccolo rimorchio carico, per raggiungere Chamonix.

L’8 risalgo con gli sci la lunga Mer de Glace fino al rifugio Torino, grazie al mio fedele « trattore » @AntoineBouqueret.

Così arrivo con calma il 10 dicembre ai piedi di una delle pareti più impegnative del massiccio, con una sensazione di piccolezza che mi rivolta lo stomaco.

Come spesso accade, una parte di me mi urla di scappare: “Vai a casa e scaldati, finalmente”.

L’altra, il mio fuoco interiore, insiste perché io rimanga lì a scalare.

Nel frattempo il mio corpo ha già percorso qualche chilometro. Ma adesso occorre iniziare a dare il massimo.

Con queste 5 notti interminabili e questi 6 giorni così brevi, da solo, in pieno inverno, ho avuto il tempo di trovare ciò che cercavo: una stanchezza estrema, quella che non mente, che riduce l’uomo all’essenziale.

Sento una profonda gratitudine verso la montagna che mi ha permesso, ancora una volta, di realizzare uno dei miei sogni.

Un grande abbraccio ai miei amici @antoinemesnage, @antoinebouqueret, @julienirrili, Nico Vogel, che mi hanno seguito da vicino e mi hanno supportato in questa scalata ben oltre il comunque impegnativo facchinaggio.

Ero solo, questo è certo, ma ho sentito una potente energia collettiva.

In questo momento non ho altre parole, a parte questa ridicola emoji🫶🏼

Il mio viaggio non finisce qui, perché ho un progetto che va ben oltre questa scalata.

Domani torno in bici, la strada è ancora lunga… A quanto pare ci sono altre catene montuose da esplorare.

P.S.
Ho perso 8 kg in otto giorni… come dieta non c’è male! Quindi, a tutte le panetterie che incontrerò per strada: non so se ce la farete a darmene abbastanza!

Note
La via Divine Providence era stata aperta originariamente da Patrick Gabarrou e François Marsigny nel 1984.
La prima salita in solitaria fu compiuta da Jean-Christophe Lafaille nel 1990.
La prima solitaria invernale di questa via è attribuita ad Alain Ghersen (febbraio 1993).

Sei giorni da solo su Divine Providence ultima modifica: 2026-01-20T05:05:00+01:00 da GognaBlog

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9 pensieri su “Sei giorni da solo su Divine Providence”

  1. Un modello una grande salita in un grande ambiente. Una solitaria superlativa e direi d’esempio

  2. Come una potente antenna il monte diffonde nell aria magnetiche e magiche invisibili onde tutte sue ,sintonia e frequenze a volte dai più non sentite oppure ignorate o messe in disparte ma non da Charles,che a quanto (poco in realtà) scrive sa captare e semplicemente cogliere! Pane fin che vuoi !
     

  3. E….a parte la via , e arrivare all’attacco , e andare in vetta al Bianco per poi risenderlo, e comunque è dicembre…..si dai , bravo 

  4. Risalendo la Sentinella rossa e poi la Major,sempre lì, di fronte,il mitico Pilier d’Angle,anni 80,ma allora si guardava la nord dell Aguille Blanche e si ragionava sulla Cecchinel Nominè,altri tempi,altre prospettive,poi gli anni hanno iniziato a scorrere velocemente,certo che vi sono grandi possibilità nell extraeuropeo,ma innegabilmente un occhio attento e magari intuitivamente ispirato,trova di che soddisfare,pulsioni alpinistiche di primordine qui in casa

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