Confusione irrazionale

Confusione Irrazionale
(alla parete sud-ovest della Croce di Ledù)
di Alessandro Arrigoni Battaia
(pubblicato su alpinemonkey.it)

Percorro gli ultimi metri. Arrivo in sosta, mi assicuro… e una lacrima scivola via. Mi fermo, respiro, guardo attorno: che fortuna essere qui. Che fortuna avere questa vista davanti agli occhi, aver aperto questa via insieme ai miei compagni e amici – senza di loro non sarei arrivato da nessuna parte. È la mia prima via alpinistica moderna, e l’emozione mi travolge.

L’elegante sagoma della parete sud-ovest della Croce di Ledù

Negli ultimi tempi la Mesolcina (Alpi Lepontine) è entrata di prepotenza nella mia vita, rivelandomi i suoi tesori nascosti. Sentieri dimenticati, valli laterali che parlano di un passato di pastori e di esploratori ormai lontani. Qui nulla si regala: ogni passo va guadagnato, ma ogni passo restituisce un dono.

Siamo nella valle di Ledù. Gli alpeggi sono ormai ruderi, gli animali quasi spariti: rimane solo qualche vipera, a ricordarci che la natura qui non dorme mai. Come vedetta, il bivacco Petazzi veglia poco distante, invisibile dalla nostra parete, la Croce di Ledù. Per raggiungerlo bisogna attraversare prati incolti e tracce smarrite, ma è stato il nostro rifugio sicuro durante i tre intensi weekend di apertura della via.

E poi ci sono loro, i miei soci:

  • Carlo Zanchi, che si è fidato ciecamente del programma e ha affrontato l’incognita dei primi tiri con coraggio.
  • Matteo Quintarelli, alla sua primissima esperienza sul granito: partito timido sulle fessure, è cresciuto tiro dopo tiro fino a domare i 6c con la naturalezza di chi sembra nato su questa roccia.
  • Cristian Previtali, il nostro instancabile sherpa: a volte si lascia tentare da sfide al limite, ma il cuore che ci mette lo riporta sempre in cima.
  • Marco Lecci, la new entry dell’anno, fondamentale. È arrivato in bici da Milano fino a Gravedona, e in parete ha imposto il ritmo: imparato in un attimo il gioco, ha aperto senza esitazione due tiri.
  • Pietro Cambiaghi, instancabile anche dopo il lavoro del venerdì sera, l’uomo dei voli e dei 6c a vista.

Ringrazio inoltre Matteo Bedendo, socio di sempre, senza di lui non avrei mai scoperto questo posto magico. Fondamentali le sue foto fatte durante la ripetizione dello spigolo Bignami sempre alla Croce di Ledù di cui consiglia la ripetizione.

Calze sui pantaloni: così le zecche sono solo un miraggio (forse…)
In avvicinamento alla Croce di Ledù

La via è un mix di tutti i stili che si possono trovare arrampicando su granito (che poi siamo sicuri sia granito? Forse gneiss, boh… perdonatemi geologi). Dopo un primo tiro “necessario” di jungla si arriva subito in piena parete, passando per fessure, strapiombi e anche passi intensi di placca (tacche e spalmo). Insomma una via idonea a chi padroneggia un po’ tutti gli stili, senza difficoltà estreme e senza passaggi mortali. Bisogna però comunque viaggiare per riuscire a portarsela a casa. Oppure come abbiamo fatto noi, basta essere un team complementare. Chi tira forte le tacche, chi padroneggia le fessure, ecc.

Terza lunghezza
Terza lunghezza

Confusione Irrazionale, Croce di Ledù 2052 m, parete sud-ovest

La via è stata aperta da Alessandro Arrigoni Battaia e Marco Lecci, con l’aiuto di Matteo Quintarelli, Cristian Previtali, Carlo Zanchi, Pietro Cambiaghi in 3 weekend estivi del 2025. Data di completamento via: 7 settembre 2025.

È stata aperta tutta dal basso, tranne l’ultimo tiro (aperto dall’alto). Sono stati utilizzati in totale 17 fix in acciaio inox (misti 8 e 10mm) + quelli di sosta.

Difficoltà generale: TD+, 6c, 6a+ obbligatorio, RS2

Materiale: due serie di friend da 0.3 a 3 BD, 1 #4, 1 #5, 1 #0.1 1 #0.2, una decina di rinvii ( tra slunghi e rinvii normali)

Quarta lunghezza

Avvicinamento: arrivati a Livo, fare il ticket da 3 euro per accedere alla strada che porta al crotto Dangri: la strada è idonea a tutte le macchine, l’unica cosa da stare attenti è che in fondo ci sono pochi posti disponibili.

Partendo dal Crotto Dangri prendere il sentiero in direzione del bivacco Ledù, dopo un primo tratto ripido (300 metri di dislivello) e arrivati a Baggio (fontana) il sentiero taglia a mezzacosta (visibile già qui la parete e la Croce di Ledù). Attraversato un primo ponte, dopo circa 1 ora e 20 di cammino, dalla partenza, si arriva ad un secondo ponte. Si abbandona quindi il sentiero e si attraversa il ponte in direzione della Croce di Ledù.

Il tetto della quarta lunghezza

Ora l’avvicinamento si fa complesso. Se segue dritti il sentiero su prato che dopo circa 50 metri verso sinistra diventa più largo e sassoso, si entra quindi nel bosco e dopo circa altri 100 metri si abbandona la “mulatteria” salendo a destra nel bosco. Dopo circa 50 metri di dislivello si raggiungerà un primo paesino e poi continuando verso destra si arriva al caseggiato di Stabiello (fontana). Dalla fontana si sale verticalmente a sinistra della casa (non esiste un sentiero), si percorre dritti per dritti la dorsale, fino a raggiungere un vecchio sentiero dopo 50 metri di dislivello (primo tratto in mezzo agli arbusti poi diventa subito bosco ripido). Si percorre quindi il sentiero evidente con ometti per 200 metri di dislivello fino ad arrivare alla prossimità della prateria (prati incolti alti più di un metro). Farsi largo tra le felci e erba e individuare la traccia degli antichi pastori che ascendendo in diagonale verso destra (est) porta infine sotto la parete. La parte ostica nel “prato” è di circa 250 metri di dislivello.

Da Crotto Dangri alla base della parete sono 1200 metri di dislivello, tempo stimato 2 ore e 30. Dalla base della parete si individua il canale sotto la parete sud, lo si percorre (corda fissa messa da noi all’inizio) per circa 150 metri fino ad arrivare ad un ometto, segnavia della partenza.

L’attacco è in condivisione con Scintilla del Nuovo Giorno (Tommaso Salvadori, Pietro Toniato, Marco Del Tredici, luglio 2004, 245 m, TDsup, 6c max (6b obbligatorio, R2 S2) di cui condivide i primi due spit iniziali, poi la nostra via va verso destra.

Una sosta è in comune inoltre con Il Club dei Coraggiosi (ottobre 2011, scritta “CDC” all’attacco, 270 m, 6c con 6b obbligatorio) che sta più a destra, di cui però non condivide nessun tratto in comune poi.

Il tracciato di Club dei Coraggiosi, parete sud-ovest della Croce di Ledù
Settima lunghezza

Relazione
1° tiro: all’attacco è presente un ometto. Si percorrono in verticale le placche inframmezzate da zolle erbose, uno spit dopo 10 metri (visibile a seconda delle zolle davanti) , fino ad individuare un canalino dopo 20 metri (altro spit). Percorrerlo integralmente verso destra fino alla sosta, 55 metri, 5a;

2° tiro: attraversare a sinistra allo spit e risalire poi sulle zolle, percorrerle per due metri e poi iniziare finalmente la via verso sinistra. Risalire i blocchi fino allo spit (cordone che indica la sua presenza) e poi percorrere la fessure fino alla sosta. 20 metri, 6a;

Settima lunghezza

3° tiro: percorrere integralmente la fessura fino alla fine, 20 metri, 6c;

3° tiro bis (variante). salire dalla sosta per 5 metri e poi attraversare a destra ( spit visibile) per poi risalire il diedro fino alla sosta, 20 metri, 6a+;

4° tiro: risalire l’evidente e logica fessura strapiombante, poi una volta superato lo strapiombo dopo 5 metri andare verso destra alla sosta, 15 metri, 6b;

5° tiro: rimontare sopra la sosta e attraversare poi su placca per andare a prendere una fessura, risalire fino allo spit e quindi all’altra fessura e poi salire verticalmente fino ad una nicchia. Dalla nicchia (possibile proteggersi con un friend del #4) sopra alberello andare a destra su placca (spit in alto) per poi riattraversare tutto a sinistra (altro spit visibile) e risalire poi fino alla sosta, 30 metri, 6b;

6° tiro: salire verticalmente sopra la sosta per poi prendere una fessura svasa, percorrerla integralmente verso sinistra fino a raggiungere uno spit, andare quindi a sinistra ed entrare nel diedro. Lo si percorre fino ad arrivare al terrazzino di arbusti dove si trova la sosta (sosta in comune con “Il Club dei Coraggiosi), 30 metri, 5c;

7° tiro: non si sale sopra la sosta, ma si traversa verso destra fino ad arrivare alla sosta, 15 metri, 6c;

8° tiro: si percorre integralmente la fessura fino ad arrivare alla sosta, 30 metri, 6b+;

9° tiro: dopo un primo tratto di placca, si percorre la fessura per poi risalire sul terrazzino sopra di essa alla base di un diedro. Si percorre quindi integralmente il diedro fino ad arrivare allo spigolo di fine via, per facile arrampicata sul versante est si arriva alla sosta finale del club dei coraggiosi, non sostare lì, ma percorrere altri 10 metri fino alla sosta della via dove c’è il libro di via. 55 metri, 6c ( possibilità di spezzare il tiro, alla base del diedro facendo sosta con friend. In questo caso 6b+, 6b+).

Discesa
Le soste sono tutte a fix da 10 con anello in inox + fix da 10. Ci si cala da S9 a S8, poi da S8 a S5, da S5 a S4, da S4 a S1 e poi da S1 a terra.

Ultimo tiro, verso la vetta
Confusione irrazionale
Confusione irrazionale ultima modifica: 2025-10-09T05:07:00+02:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

3 pensieri su “Confusione irrazionale”

  1. Molto interessante, una bella idea per la prossima estate. Luoghi che non conosco. Sono andato a ricercare la relazione dello spigolo Bignami e sembra decisamente da ripetere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.