In occasione del Salon de l’escalade (Paris Expo Porte de Versailles, Parigi, 11 e 12 gennaio 2025), la Federazione francese di alpinismo e arrampicata (FFME) ha annunciato ufficialmente la firma di un accordo di collaborazione con la LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) per promuovere una pratica più responsabile dell’arrampicata in ambienti naturali.
Arrampicata: per una pratica più responsabile
(FFME e LPO vi si impegnano)
di Eddy Klemenczak
(pubblicato su ecolosport.fr il 22 gennaio 2025)
Pur essendo sensibili alle problematiche ambientali – gli spazi naturali sono il loro terreno di gioco – gli appassionati di attività all’aria aperta hanno comunque un impatto significativo sulla biodiversità. È per questo motivo che la Federazione Francese di Alpinismo e Arrampicata (FFME) e la Lega per la Protezione degli Uccelli (LPO) hanno siglato un accordo di collaborazione per promuovere pratiche di arrampicata più responsabili.

Gli sport all’aria aperta hanno un impatto maggiore di quanto si possa pensare
Nel 2018, uno studio intitolato “L’impronta di carbonio dei partecipanti alle attività sportive” ha rivelato che le attività all’aperto sono le maggiori responsabili delle emissioni di gas serra. Tra le prime cinque figurano le immersioni subacquee, il surf e l’arrampicata su roccia. Queste emissioni sono dovute principalmente agli spostamenti per raggiungere i luoghi in cui si praticano le attività, spesso difficilmente accessibili con i mezzi pubblici o in bicicletta. A ciò si aggiunge il desiderio di visitare località di fama mondiale, che spesso richiedono viaggi aerei.
Le aree di arrampicata si trovano principalmente in ecosistemi fragili dove la presenza umana può avere un impatto significativo. Come ci ricorda la FFME (Federazione Francese di Alpinismo e Arrampicata), “un’escursione nella natura è un’intrusione in un ambiente vivente. Spesso invisibile, ma sempre presente, la fauna selvatica ci circonda. Camosci, stambecchi, falchi, aquile… Molti animali si nutrono, si riproducono e trovano rifugio in spazi essenziali per la loro sopravvivenza. Alcune specie sono più sensibili ai disturbi rispetto ad altre e pertanto richiedono particolare attenzione durante un’escursione “.
Nell’ambito del suo programma Biodiv’sports, la LPO (Lega per la protezione degli uccelli) ha pubblicato nel 2024 un documento intitolato Arrampicata e fauna selvatica per sensibilizzare gli scalatori su queste tematiche. È in questo spirito che l’associazione ambientalista si è rivolta alla FFME (Federazione francese di alpinismo e arrampicata) per promuovere una convivenza rispettosa tra fauna selvatica e scalatori negli ambienti naturali.
Collaborazione a livello territoriale
Grazie a questa partnership, le due organizzazioni collaboreranno su diverse aree strategiche a livello locale. Il primo obiettivo è quello di agevolare i rapporti tra le sezioni regionali della FFME (Federazione Francese di Alpinismo e Arrampicata) e della LPO (Lega per la Protezione degli Uccelli), con particolare attenzione alle “potenziali difficoltà riscontrate in relazione alla convivenza con la fauna selvatica“. Questa collaborazione dovrebbe inoltre consentire “l’individuazione di aree di particolare importanza sportiva e/o ecologica“.
Una maggiore considerazione sistematica delle problematiche legate alla biodiversità nello sviluppo delle attività di arrampicata, attraverso azioni specifiche appropriate – come la chiusura temporanea di determinate aree durante la nidificazione di specie protette – è anch’essa una priorità. Infine, entrambe le organizzazioni mirano a continuare a sensibilizzare gli scalatori attraverso lo sviluppo e la diffusione collaborativa di contenuti educativi per accrescere la conoscenza sulla biodiversità nei siti di arrampicata e attraverso una migliore integrazione di queste tematiche.
“Siamo lieti di questa partnership con la LPO, che simboleggia il nostro forte impegno nel preservare l’accesso ai siti naturali e al contempo nell’attivismo per la tutela dell’ambiente. Insieme, dimostreremo che è possibile coniugare la pratica dell’arrampicata con il rispetto per la biodiversità”, ha dichiarato Alain Carrière, Presidente della Federazione, in merito a questa collaborazione.
Mentre viviamo la sesta estinzione di massa con un crollo senza precedenti e molto preoccupante della biodiversità – un declino globale del 73% dei vertebrati selvatici nel periodo 1970-2020 secondo il Living Planet Report 2024 (WWF) – è positivo vedere gli sportivi lavorare fianco a fianco con le ONG impegnate nella tutela dell’ambiente.
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La soluzione e’ fare attivita’ sportive solo vicino a casa tua ?
Bella fotografia di un atteggiamento generazionale. Grazie per portare sempre conferme a ciò che sostengo.
Perfettamente d’accordo con Crovella, Bonsignore, Bertoncelli.
Bravi
Queste persone non hanno la minima idea di quello che fanno..
Siluri , nutrie e cormorani si moltiplicheranno e noi continueremo a sterilizzarne il 10% , come chiedono gli ecologisti dei cartoni animati.
15@🤣 Bobby quando l ultimo argine cederà ,il piu grande siluro avrà divorato l ultimo luccio la demenzialità avrà sperperato almeno un milione di€…forse allora…
Da me vogliono sterilizzare tutte le nutrie e i siluri anziche’ eliminarle.
L uomo ha alternative e molte possibilità per favorirle , gli animali molte di meno a volte un unica chance esistenziale .Esser educati e rispettosi e divulgare questi valori non è segno di proibizione ma di salvaguardia.
RESPECT!
@ Bonsignore
Condivido in toto.
Il problema , come dici non e’ tanto essere ambientalisti oppure essere di sinistra , quanto il piglio assolutista con cui vengono prese decisioni radicali che lasciano dei danni che questi estremisti manco capiscono.
Seguo con interesse come verranno tutelati a Taranto il diritto alla salute con quello al lavoro , ma almeno questi sono temi importantissimi ed ineludibili , non sono “uccelli che potrebbero voler nidificare su una falesia in cui attualmente non nidificano.
@10: “alla fine avremo delle belle riserve naturali integrali in cui l’uomo non puo’ entrare.”
Avremo? Ne abbiamo già parecchie, sparse un po’ in tutta la penisola. Si può ben convenire che almeno alcune di queste, ma diciamo pure la maggioranza, abbiano un senso e uno scopo condivisibili. Il fatto però è che non solo, come hai giustamente ricordato, c’è sempre uno più puro che ti epura, ma anche il ben concreto rischio che interpretare la protezione dell’ambiente esclusivamente in termini di probizioni e divieti prenda un po’ la mano. Certi tipi di potere vanno facilmente alla testa, e del resto qui in Germania il movimento verde, e in modo particolare le sue frange estreme, era largamente rappresentato da orfani del comunismo stalinista, rimasti “senza casa” per il collasso dell’ URSS. Questi personaggi hanno semplicemente riciclato in salsa ecologista l’irrefrenabile istinto a controllare e limitare la vita degli altri, e a quanto pare il vizietto non è passato.
@ 9
“Non hanno capito, o non vogliono capire, che questa gente [i verdi fanatici] è invece motivata da un odio implacabile nei confronti di chiunque frequenti la montagna, in qualsiasi modo, e che vorrebbero proibire TUTTO.”
I verdi fanatici potrebbero dare il loro contributo alla liberazione della Terra dall’uomo nel seguente modo: suicidandosi.
@ Bonsignore
Il fondamentalismo purtroppo e’ un guaio.
Io per primo mi sento in torto nel percorrere ogni week end dai 200 ai 400 km in auto, per camminare , arrampicare , andare in mtb e sciare , ma piu’ che razionalizzare le auto e sceglierle relativamente ecologiche non so fare , perche’queste attivita’ sono le mie grandi passioni.
Come diceva un tempo qualcuno , c’e’ sempre qualcuno piu’ puro di te che ti epura ; alla fine avremo delle belle riserve naturali integrali in cui l’uomo non puo’ entrare.
(segue)
E adesso, siamo arrivati al punto che si mettono tranquillamente per iscritto atroci corbellerie secondo le quali “le attività all’aria aperta sono la causa principale dell’emissione di gas serra”, e in particolare lo sarebbe l’arrampicata perché, orrore degli orrori, capita che si arrivi in zona in macchina. E nessuno che faccia notare che è roba da TSO, e d’urgenza anche, o quanto meno che è un modo da ragionare che anche i Taliban giudicherebbero un po’ eccessivo.
Alpinisti, arrampicatori e semplici escursioni, individualmente e nelle loro associazioni, hanno commesso e continuano a commettere l’errore fatale di credere che certe frange del mondo pseudo-ambientalista siano sostanzialmente degli alleati, in vista del ben condivisibile obiettivo di proteggere l’ambiente naturale. Non hanno capito, o non vogliono capire, che questa gente è invece motivata da un odio implacabile nei confronti di chiunque frequenti la montagna, in qualsiasi modo, e che vorrebbero proibire TUTTO.
(segue)
Il passo successivo è stata la pretesa di chiudere in permanenza anche pareti dove i rapaci non avevano nidificato mai, perché “potrebbero volerle usare”. La sezione DAV di un paesino dell’ Eifel, in una zona di bellissime torri di arenaria, è stata letteralmente presa d’assalto da centinaia di nuovi iscritti provenienti dalla galassia ambientalista, che hanno poi subito votato a maggioranza in assemblea il divieto permanente di qualsiasi attività arrampicatoria in tutta la zona. E così via.
(continua)
Il problema in queste faccende è che le discussioni finiscono sempre e inevitabilmente per essere dominate da fanatici fondamentalisti con la bava alla bocca, per i quali nulla è mai abbastanza buono se non corrisponde in pieno alle loro visioni messianiche.
Qui in Germania si è cominciato con la richiesta di proibire l’arrampicata in certe falesie nel periodo di nidificazione dei rapaci, richiesta cui il DAV e altre associazioni di arrampicatori sono state ben liete di aderire. Da lì si è poi subito passati a sostenere che il divieto dovesse essere permanente, perché gli uccelli vivono comunque in zona tutto l’anno e se si accorgono che una falesia è frequentata, potrebbero decidere di non nidificare lì.
(continua)
Non sono un cacciatore , ma mi risulta che il prelievo venatorio sia calcolato specie per specie ( io non le saprei manco riconoscere ) , su stock di animali neanche lontanamente a rischio di estinzione ( cinghiali ? Fagiani ? Lepri ? Cervidi ? ).
Certo che di inquinamento acustico ( e ambientale con il piombo ) ne fanno parecchio.
È vero i gatti e la caccia fanno più danni degli arrampicatori. Del resto può sembrare moderno difendere la biodiversità e ringraziare Dio o la natura per aver creato gli uccelli, ma è lo sport il problema principale su cui si può misurare la dignità degli uomini. Limitare l’accesso alle falesie può essere utile per ostacolare la degenerazione dello sport eroico che trasforma gli uomini in marziani.
interessante l’idea di “fissare” dei paletti nel comportamento in ambiente (in questo caso degli arrampicatori), ma se fossimo tutti educati comme il faut (visto che si parla di Francia…), non ce ne sarebbe bisogno. Questi paletti rischiano di lasciare il tempo che trovano, perché non sono leggi cogenti. certo tutta fa brodo e dai oggi e dai domani , la speranza è che le prossime generazioni di climber siano più educate di quanto mediamente esprimono le attuali generazioni.
e’ una questione di educazione individuale (la media aritmetica ponderata degli individui che compongono una comunità – in questo caso quella deui frequentatori dell’outdooor – determina il livello di educazione di una comunità stessa). No0n ci sdarebbe neppure bisogno di dover insegnare l’educazione individuale, normalmente era il frutto dell’insegnamento dei genitori. sto parlando a 360 gradi: se uno è educato “sempre”, lo è anche in termini di comportamento nell’ambiente. Se uno si comporta male in ambiente, in genere è maleducato “sempre” nella vita. Pre34ndiamo atto che rispetto a generazioni come la mia (“boomer”), l’efficacia educazionale dei genitori si è molto assottigliata per non dire che è sparita p addirittura è diventata negativa. Il tutto deriva dall’assioma (evidentemente sbagliato) che la felicità dei figli consiste nel lasciar fare a loro tutto quello che vogliono. Invece i “NO” sono molto istruttivi e soprattutto debbono essere confermati dal costante esempio die genitori che si comportano in modo coerente con i loro insegnamenti educazionali.
Purtroppo questo modello educazionale si è sfaldato ed è un problema ben oltre i confini dell’arrampicata. Viviamo in un mondo di cannibali che si comportano cannibalescamente in ogni singolo istante della loro esistenza, in città come in montagna o sulle rocce.
Specie minacciate: Uno studio internazionale mostra che i gatti colpiscono 2.083 specie, incluse 981 di uccelli, 463 di rettili, 431 di mammiferi, 119 di insetti e 57 di anfibi. Almeno 347 di queste specie sono considerate a rischio di estinzione.”
Articolo che poteva essere espresso in una frase e mezza.
Faccio l’esempio di Finale dove gli accordi tra scalatori e Lipu ci sono dagli anni ’90 e perlopiù vengono rispettati.
Sorprende che tra gli sport che influiscono sulla biodiversità non ci sia la caccia.