Bandiera palestinese sul Petit Dru

Durante il fine settimana del 15 agosto 2025, un collettivo anonimo di alpinisti ha piazzato una gigantesca bandiera palestinese sul versante ovest del Petit Dru, nel massiccio del Monte Bianco, “un gesto simbolico per denunciare il genocidio a Gaza e l’inazione dei governi occidentali”. Come durante l’ operazione 100 summits for Gaza del 2024, qui la montagna diventa una voce politica e umanitaria. 

Bandiera palestinese sul Petit Dru
(per denunciare il genocidio a Gaza)
a cura della Redazione di AlpineMag
(pubblicato su alpinemag.fr il 18 agosto 2025)
Foto del Gaza Collective

“Sabato 16 e domenica 17 agosto 2025, abbiamo appeso una gigantesca bandiera palestinese su una parete simbolo di Chamonix per sensibilizzare l’opinione pubblica sul genocidio in corso a Gaza e sull’inazione dei governi occidentali di fronte ai crimini commessi dal governo di Benjamin Netanyahu“, ha annunciato un collettivo anonimo di alpinisti. La bandiera è stata poi rimossa dal versante ovest del Dru, nel massiccio del Monte Bianco, dal Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne, inviato espressamente dalla Prefettura. Il PGHM aveva “l’ordine di rimuoverla nelle prime ore del giorno“, secondo la nostra fonte, cosa che è stata fatta solo a mezzogiorno di domenica 17 agosto 2025.

Questa azione politica ce ne ricorda un’altra, risalente al 2024: 100 summits for Gaza . “Bandiere palestinesi sono state issate sulle cime, dal Vercors alla Grande Lauzière, dall’Ubaye ai Monts d’Arrée, nel Finistère. Cinque mesi dopo l’inizio del conflitto tra Israele e Hamas, mentre le bombe continuano a cadere su Gaza, “100 cime per Gaza” è un modo per sostenere la popolazione di Gaza e chiedere un cessate il fuoco. Alzare una bandiera, un gesto di “solidarietà” e, devo aggiungere, apolitico e “pacifista“, non costa nulla, vero?“, fu scritto all’epoca. 

La bandiera in tessuto è stata fissata sotto la Vire des Papas, sul lato ovest del Petit Dru. Un simbolo di speranza per un popolo oppresso può essere un’offesa?

A metà agosto 2025, la politica e il mondo della montagna uniscono nuovamente le forze: “Noi alpinisti ci rifiutiamo di permettere al mondo dello sport e della vita all’aria aperta di rimanere in silenzio di fronte al genocidio. Lo sport è sempre stato una leva politica e usare questo mezzo di espressione per veicolare un messaggio umanista ci è sembrato ovvio“, continuano gli alpinisti con la bandiera. 

Inizialmente prevista per tre giorni, le autorità hanno impiegato ingenti risorse per cercare di rimuoverla in elicottero, su questo parete verticale e di difficile accesso. La mobilitazione sproporzionata della gendarmeria per rimuovere questa bandiera […] solleva interrogativi: un simbolo di speranza per un popolo oppresso può essere un reato?“.

Al PGHM è stata ordinata la rimozione della bandiera lo stesso 17 agosto  2025.

Mentre Thibault Cattelain si lancia alla conquista delle vette degli Écrins con Summits4Ukraine per fornire sostegno finanziario e sociale agli ucraini, il collettivo anonimo di alpinisti desidera trasmettere un messaggio di speranza, aiuto reciproco, pace e solidarietà. E non rimanere in silenzio di fronte alla situazione. “Noi alpinisti abbiamo scelto le montagne per portare questo grido visivo al mondo. Appendere questa bandiera è un promemoria che nessun muro, per quanto alto, può nascondere la verità: un popolo viene sterminato, davanti agli occhi del mondo“.

All’inizio della guerra, scrivevamo: “Sento chi dirà: cosa ci fanno queste bandiere sulle cime delle montagne, lasciatele stare. […]  Risponderò che per secoli le montagne sono state megafoni, simboli su cui possiamo comunicare, compresi amore e libertà, come questi cuori di luce e speranza nel mezzo del Covid. La montagna non è un Truman Show in cui fioriscono i Jim Carrey. […]  Questi pezzi di tessuto che sventolano per il tempo di una foto sulle cime non sono un’appropriazione, solo un promemoria per dire che nessuno, in Francia e altrove, può distogliere lo sguardo. Queste minuscole bandiere sono un appello civico alla pace“.

Bandiera palestinese sul Petit Dru ultima modifica: 2025-10-02T04:34:00+02:00 da GognaBlog

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181 pensieri su “Bandiera palestinese sul Petit Dru”

  1. Beh sai, capisco la tua scarsa cultura, la tua palese ignoranza storica, nonché la tua tendenza a credere alla propaganda, però è alquanto difficile definire esaustivamente l’occidente.
    In particolare, uno dei primi a usare il termine e a erigersi a paladino della sua difesa era un tizio coi baffetti con il suo abile propagandista zoppo.
     
    Quindi vedi non è poi così peregrina la domanda Occidente, chi.

  2. Con tutto il rispetto a me gli israeliani mi stanno sul cazzo…e non per che sono ebrei….così come  i palestinesi che però mi stanno sul cazzo anche perché sono islamici…… Fatta questa doverosa premessa. Mi sembra davvero ridicolo Greta trmbingen….sulla barchetta …..
    Ma perché nessuno neanche nei paesi arabi ha mai aiutato la Palestina a diventata un vero stato????? Una qualsiasi forma monarchia Repubblica , sultanato, dittatura????? Con confini chiari per tutti…e li si che avremmo potuto condannare i trasgressori , da una parte o dall’altra si intende……in questo sta per me l’ipocrisia del mondo intero…..
     

  3. E’ proprio così.  ne parlavo poco fa con un giornalista mio conoscente, italiano ma ebreo e quindi con “agganci” diretti nella cittadinanza israeliana. Mi ha confermato che le immagini TV, arrivate anche in Israele, delle piazze italiane “piene” stanno producendo una reazione molto negativa nella popolazione israeliane e questo fornisce “benzina” all’ala radicale del loro governo per metter bastoni fra le ruote al piano Trump o addirittura darlo saltare.
    Parallelamente le stesse immagini TV, ritrasmesse dalla TV arabe, sono arrivate anche ad Hamas, che si “sente” spalleggiata dalla piazze piene e sarà meno remissiva in sede di negoziazioni. 
    Ergo il risultato di queste due conseguenze è che la discussione del piano Trump è più complicata di quanto avrebbe potuto essere prima delle piazze.
    Ergo chi auspica la pace in M.O., ora come ora non dovrebbe turbare il quadro (di una trattativa già difficile di per sé). Insistere sul voler bastonare Israele da incazzare gli israeliani e fa sentire più forte Hamas, per cui le fioche possibilità di pace spariscono del tutto.
    Ergo continuerà la situazione in essere che comporta lo stillicidio di morti palestinesi e , a parte i morti, la loro sofferenza per condizioni di vita critiche
    Ergo chi in punta a bastonare Israele NON vuole la pace, ma procura ulteriore morte e sofferenza ai palestinesi.
    PS: se ti devo “descrivere cos’è l’Occidente, il tuo contenuto cranico è messo davvero male…

  4. Ma l’occidente chi, esattamente?
     
    Comunque, fammi capire bene, la colpa non è di Netanyahu ma dei suoi alleati di governo, comunque non si può criticare l’operato del governo di Israele con manifestazioni o peggio Flotille, perché sarebbe BASTONARE Israele (e immagino macchiarsi di antisemitismo) e questo sarebbe contro la pace perché il governo di Israele si irrigidirebbe e ucciderebbe ancora più civili
     
    Lo sai che il tuo “ragionamento” non fa una grinza.
    Proprio nessunissima grinza…

  5. L’Occidente tutto (dagli USA ai vari paesi europei, all’UE che ne è la sintesi) sta indiscutibilmente con Israele. che il governo israeliano in carica, non tanto pert colpa di Nethayau ma della frangia a lui più estrema, abbia “sbarellato” nell’ultimo anno, non significa che l’Occidente deve rinnegare l’appoggio strutturale a Israele.
    Chi accusa Israele di esser andata fuori dai limiti, deve lavorare per riaccompagnarla dentro al novero dei paesi occidentali, assicurandole un futuro di pace e di serenità. Detto in soldoni: gli israeliani non debbono più alzarsi ogni mattina con il timore di restare vittima di attentati, che non sono solo quelli in larga scala come per il 7 ottobre. Il piano Trump (non a caso espressione dell’Occidente e frutto di un lavoro diplomatico dietro le quinte di mesi e mesi, a tal punto che ha l’OK dei paesi arabi, del Vaticano e della Cina), il piano Trump, dicevo, ha l’obiettivo di ripristinare la pace in M.O., ma garantendo condizioni si sicurezza a Israele.
    Invece l’errore strategico delle manifestazioni (e, a monte, della Flottilla) sta nel fatto che NON si cerca davvero la pace, ma si punta a BASTONARE Israele. Questo obiettivo è incompatibile con la pace, perché di fronte a tale azione Israele reagisce irrigidendosi. Il che significa che moriranno altri civili palestinesi. Per cui si si propone di bastonare Israele NON vuole il bene dei palestinesi, ma li strumentalizza per biechi scopi politici.

  6. E quindi?
    Siccome sono più di 50 anni è diventato tradizione?
    Oppure è una sorta di usocapione: una cosa sbagliata ma 50 anni diventa accettabile?
     
    Ipocrisia. Un modo alquanto peculiare di…ragionamento, fetido.

  7. Matteo…siamo tutti complici di Israele..da almeno 50 anni….in questo io ci vedo tanta ipocrisia occidentale

  8. “E’ questo il punto: ci si imbarca, si sfila nelle vie, si appongono bandiere della Palestina ecc ecc ecc per “auspicare la pace in M.O.” oppure si fanno queste cose per “dare addosso a Israele”?”
     
    E la risposta è semplice: si fanno queste cose per dare addosso al governo di Israele che sta operando da terrorista, criminale internazionale e con conclamati atti di pirateria per mantenere uno stato di guerra continuo e permanente.
    E contemporaneamente denunciare i governi degli stati complici, che supportano e giustificano questo comportamento dello stato di Israele. Partendo da quelli che ci sono più vicini, cioé il nostro.
     
    E naturalmente nel farlo è facile gioco sputtanare i tirapiedi e i portatori d’acqua, quelli che “sono sempre stati contro la politicizzazione” e l’hanno detto chiaro (45 anni fa…), anche se non ricordano i contesti, quelli che ricordano il 7 ottobre con 1200 vittime ma non vedono i mesi successivi con 70000 morti, quelli che si stracciano le vesti per la statua di un papa imbrattata in una manifestazione di 1 milione di persone estremamente pacifica e senza incidenti (come “sportivamente” ha dichiarato anche la questura), ma non si accorgono (e non vogliono accorgersi) di una trentina di pezzi di merda, usciti da una casa occupata illegalmente e che cantando “faccetta nera” picchiano e devastano un locale (loro si!).
     
    Si, indegni delle fogne è una buona definizione: le fogne sono utili e dalla merda nascono i fiori.

  9. E’ questo il punto: ci si imbarca, si sfila nelle vie, si appongono bandiere della Palestina ecc ecc ecc per “auspicare la pace in M.O.” oppure si fanno queste cose per “dare addosso a Israele”? I due obiettivi sono MOLTO diversi e sarebbe bene che fosse chiaro a tutti gli italiani questo equivoco di fondo che inquina le recenti iniziative. si tratta di un equivoco che viene volutamente alimentato dagli organizzatori per gabbare chi, in cuor suo, vuole manifestare il genuino desiderio di pace e, senza rendersene conto, viene invece inghiottito dal gorgo dei “NO Israele”.
    Quando sabato a Roma registriamo (ben prima della coda finale dei devastatori seriali, che sono un altro discorso ancora a parte) registriamo, dicevo, l’apposizione della scritta “fascista di merda” sulla stata di Papa Woytjla, morto 20 anni fa circa e che cmq è stato un “costruttore di pace” e non certo un “sionista bastardo”, oppure quando, sempre  sabato a Roma e sempre prima della coda finale dei devastatori, vediamo sfilare lo striscione “7 OTTOBRE: GIORNATA DELLA RESISTENZA PALESTINESE” (in totale sfregio delle vittime israeliane di quel giorno), non possiamo che concludere che lo spirito che anima gli organizzatori (tanto fra i crocieristi, quando fra i manifestanti) non è il “lavorare per la pace M.O.” ma “umiliare/dileggiare/sputtanare Israele” fino a “sconfiggerla e magari a estirparla”. Con l’assurdo corollario che innervosire Israele in questo specifico frangente, in cui sul tavole c’è una flebile ipotesi di pace, significa rischiare di irrigidire ancor di più la posizione israeliana e ridurre quindi le possibilità di arrivare a una pace. Quindi dai giorni scorsi esce più convinta la mia sensazione che tutte queste iniziative, compresa l’apposizione della bandiere palestinesi (che sia sul balcone di casa come in vetta al Cervino, sui Dru o sull’Etna) non sono azioni che puntano alla pace in M.O ma sono azione che vogliono  prolungare la guerra, sperando di invertirne la direzione a danno di Israele. Non siete “costruttori di pace”, come alcuni si riempiono la bocca per d nobilitare il proprio agire a queste azioni, ma siete solo dei prolungatori di guerra, schierati contro Israele, ma sempre “guerra” è ciò che vi anima. Almeno siate onesti e ditelo chiaramente: tra l’altro voglio vedere quanti fra quelli scesi in piazza in buna fede (cioè credendo davvero di manifestare per la piace) vi si affiancheranno ancora, dopo che avrete gettato la maschera.

  10. Cara Grazia, la moderazione che hai espresso va a tuo merito. Cosí come la comprensione che le facce della realtà sono tante, non una sola.

  11. Sarebbe impegnativo leggere 90 commenti.
    Anche su uno dei crateri etnei è comparsa una bandiera. Fermo restando che da lontano (il luogo in questione è a 2000 m circa) è visibile una sola macchia di colore e che, a mio avviso, sarebbe bello che promuovessimo solo la pace, mi piacerebbe avere la capacità per comprendere a chi giova un gesto del genere, se non  a chi si è fatto la scarpinata, convinto forse di poter così fermare un conflitto armato?
    Sono molto felice di non avere televisione né radio, poiché mi sento, ancora una volta, al riparo dalla propaganda che muove il fare su un unico punto lasciando in ombra tutto il resto. 
    Rimaniamo vigili, piuttosto, che ce n’è più che mai bisogno.

  12. Nel 1980 mi sono invece espresso apertamente contro il boicottaggio degli USA alle Olimpiadi di Mosca, dopo l’invasione sovietica dell’Afghanistan. Qui dovetti fronteggiare polemiche anche aspre con il fronte anticomunista italiano che appoggiava quel boicottaggio. Ma il non essermi piegato dimostra la mia indioendenza ideologica.Invece nell 1984 mi sono espresso contro il boicottaggio dell’URSS alle Olimpiadi di Los Angeles, in ripicca a quello di 4 anni prima. Di nuovo polemiche con l’area della sinistra. Ho già detto di  esser stato contro all’esclusione del Sud Africa. Non ho voglia di allungare l’elenco. Analoghi elenchi potrei fare su cultura ed arte e montagna e alpinisti.

  13. La mia opposizione all’esclusione dei russi dalle competizioni sportive è stranota. Mi sono ampiamente espresso in merito. Può darsi in altri contesti, non ricordo. Cmq non alcun timore a dirlo chiaramente.
    La mia idea che lo sport debba esser super parte ha radici antiche. Nel 1976 avevo 15 anni: il tema era se andare a giocare la finale di Coppa Davis in Cile, paese reduce dal Golpe. Tutta la Sinistra Italiana (e che sinistra! C’era il vero PCI, mica quelli di oggi!) premeva per il NO. A 15 anni ho scritto un articolo sul giornale del liceo, dicendo che si doveva andare perché lo sport deve stare sopra a queste cose. Pensate che fosse facile scrivere cose così, quando nel liceo  il rapporto fra noi e quelli della FIGC era 1 a venti-venticinque? Eppure l’ho pubblicato e quando mi hanno minacciato, ho risposto: vi aspetto.
    Per gli appassionati dell’amarcord, Panattta & C andarono in Cile, ma non per motivi ideologici, bensì opportunistici: e quando ci sarebbe capitata un’altra finale così facile? Di fatti l’Italia non ha più vinto la Davis per 50 anni… fino a Sinner & C.

  14. Crovella, hai preso toma per Roma (o qualcosa del genere 🙂 ).
    Il tuo link @72 è all’articolo de Il Giornale, ma Il Giornale non ha riportato TUTTA l’intervista a Vessicchio, ma SOLO le parti che gli facevano comodo (e mi taccio sul titolista, eh, che ce ne sarebbero da dire…).
    L’intervista completa è su Open.
    Non si tratta di considerare Repubblica come “oro colato” e Il Giornale come “censura“: i tagli all’intervista a Vessicchio operati da parte de Il Giornale sono fattuali.

  15. A parte che nel mio 72 c”era anche il link all’articolo completo su Vesschio, anche questo modo di ragionare per cui c’è censura se l’articolo proviene dal Giornale (mentre se un’altra citazione, di segno opposto, viene  chessò da Repubblica allora è oro colato) è un altro esempio di fascismo rosso. Gli atti da fascisti rossi non sono solo atti violenti o volgari come la scritta di oggi sulla statua del Papa. È un modo di ragionare per cui si ritiene che le opinioni di sinistra, in quanto collegate a ideali che considerate più nobili, sono superiori. Sul punto Venezi, lasciamo che decida il Sovraintendente, se non se la sente di andare avanti, pur avendola nominata, straccerà il contratto e magari la Venezi andrà a dirigere a New York o a Berlino o a Vienna (come recita il proverbio: si chiude una porta ma si apre un portone). Cosi la Fenice perderà un’occasione pur di non turbare l’ambiente umano. Contento voi…

  16. @72 “Se senti cento campane, avrai cento risposte diverse
    Questo è pure probabile, Crovè.
    Ma se dalle campane filtri solo le note che fanno gioco alla tua narrazione, come ha fatto Il Giornale con il suo taglia-e-cuci dell’intervista a Vessicchio (disponibile in forma integrale su Open), sempre quelle note sentirai.
    Il che spiega parecchie cose.

  17. “In Italia 2 milioni di citadini manifestano per Gaza e a voi fascisti cosa fate? Vi accanite contro una scritta fatta da chi sa chi. Siete ad un livello inferiore a quello delle fogne.”
     
    Un individuo che insulta come “fascista” chi la pensa in modo diverso e aggiunge “siete ad un livello inferiore a quello delle fogne” evidentemente non ha il controllo del proprio sistema nervoso.
    È indegno del GognaBlog.

  18. Ora non mi risulta che il capo dei pedofili sia pure fascista….
    A me gli israeliani mi fanno paura sono dei pazzi invasati ….però un vicino di casa palestinese non lo vorrei…,

  19. Altre forme di fanatismo di sinistra:“Papa, fascista di merda”(Roma: scritta apposta sulla statua di Papa Wojtyla ad opera dei pro-Pal durante l’odierna manifestazione)ALLA FACCIA DELLA NOBILE CAUSA PALESTINESE!E POI METETTE ANCHE LE LORO BANDIERE SULLE MONTAGNE!
     

    Oggi altri 50 morti palestinesi. In Italia 2 milioni di citadini manifestano per Gaza e a voi fascisti cosa fate? Vi accanite contro una scritta fatta da chi sa chi. Siete ad un livello inferiore a quello delle fogne. 

  20. Negare il massacro che Israele sta facendo a Gaza è un atto squallido e nazzista. Gli ebrei hanno un passato che gli dovrebbe ricordare quello che hanno subito. Ma forse vale il detto dimmi chi sono e non chi ero. Chi lo nega e fa finta di nulla, si firma e la storia gli presenterà il conto.

  21. Il bello (si fa per dire) è che le lezioni su come si protesta contro il massacro di Gaza arrivano (non solo qui sul GognaBlog) da chi quel massacro lo nega, lo giustifica, o addirittura lo sostiene.
    Com’era il detto della pagliuzza e della trave?

  22. P.S.: “Ho già detto milioni di volte che considero sbagliato aver escluso squadre ed atleti russi dalla sport”
    Devi averlo detto molto piano perché non ne trovo traccia…

  23. Che scandalo…hanno osato insultare un papa!
    Ma è inaudito!!
    E’ terribile!!!

  24. Altre forme di fanatismo di sinistra:
    “Papa, fascista di merda”
    (Roma: scritta apposta sulla statua di Papa Wojtyla ad opera dei pro-Pal durante l’odierna manifestazione)
    ALLA FACCIA DELLA NOBILE CAUSA PALESTINESE!
    E POI METETTE ANCHE LE LORO BANDIERE SULLE MONTAGNE!
     

  25. Ho già detto milioni di volte che considero sbagliato aver escluso squadre ed atleti russi dalla sport (se ti è sfuggito gli occhiali dovtrsti portarli tu!). Come consideravo sbagliato escludere i sudafricani al tempo dell’Apartheid. Perché lo sport è super parters

  26. D’accordo parliamo di inquinamento dello sport che  dovrebbe rimanere super partes: che mi dici dei coglioni che hanno approvato l’estromissione delle rappresentative russe da olimpiadi estive ed invernali, campionato europeo di calcio, ecc., ecc.
     
    Come mai non ti sei mai stracciato e non ti stracci le vesti?
    D’accordo che porti gli occhiali, ma mi pare che correggano molto male i difetti del tuo visus…

  27. Altro esempio (odierno) si inquinamento di arte/cultura/sport, che invece dovrebbero rimanere super partes: il team professionistico israeliano di ciclismo (che comprende corridori di tutte le nazioni) ha rinunciato alle prossime gare in Italia perché teme per l’incolumità dei propri atleti (già vistosamente penalizzati alla recente Vuelta spagnola). non parliamo poi di quei coglioni che ieri, da Firenze, sono andati a Coverciano (centro federale del calcio) pretendendo la rinuncia della Nazionale alla prossima partita Italia-Israele. Tutti esempi dei vari comportamenti (diretti o indiretti, a volte riusciti a volte abbozzati) da fascisti rossi. Agendo così rovinate arte/cultura/sport (e io aggiungo montagna e montagne) e vi date solo la zappa sui piedi

  28. Se ci sono errori di prassi (peraltro “prassi” e non esplicite norme di regolamento o di statuto, la differenza è molto profonda), cmq, dicevo, se il sovraintendete ha sbagliato nel suo agire è colpa del sovraintendente e NON della Venezi. il CdA (ammesso che neppure lui sia stato messo al corrente) chieda riscontro al sovraintendente, anche sui suoi errori di procedura, ma la Venezi in quanto tale non c’entra niente.
    Non sono un appassionato di copia e incolla, specie di pareri soggettivi, ma qui sotto faccio una eccezione per dimostrare che le valutazioni tecniche sulla Venezi (tema che NON mi appassiona per nulla) sono del tutto soggettive. 
    Caso Beatrice Venezi, Vessicchio smaschera la sinistra: “Ne parlavano tutti bene prima che dicesse per chi votava”
     https://www.ilgiornale.it/news/musica/caso-venezi-vessicchio-smaschera-sinistra-ne-parlavano-tutti-2547027.html
    Estratto del passaggio chiave:
    …Entrando nel merito della professionalità della Venezi, Vessicchio ha spiegato come, a suo parere, la collega appartenga a quella categoria di direttori che possiedono gli strumenti tecnici e interpretativi necessari a guidare un’orchestra…
    Se senti cento campane, avrai cento risposte diverse sulle capacità tecniche della Venezi. Sta di fatto che è il “solo” sovraintendente che prende la decisione di nominare il direttore: se l’ha cannata (o nella persona nominata o nella procedura), egli pagherà di persona, venendo licenziato, così come sarà licenziata la Venezi. Basta aspettare, per chi non ha fiducia nelle capacità della Venezi, e l’evoluzione dimostrerà che avete ragione. Invece “volete” estrometterla ex ante: è evidente il pregiudizio politico. Ecco i fascisti rossi.

  29. Niente da fare, Crovella è sempre più immedesimato nella realtà nordcoreana alla quale anelano i suoi punti di riferimento, la diplomata all’alberghiero in primis, per lui i dissenzienti vanno eliminati, possibilmente senza lasciar tracce.
     
    Secondo Cristiano Chiarot, che fu sovrintendente del teatro La Fenice di Venezia dal 2010 al 2018, esiste una «prassi consolidata» secondo cui, prima di procedere alla nomina dei direttori musicali, il sovrintendente è solito consultarsi informalmente con l’orchestra, per sondarne gli orientamenti e valutare se la figura che ha in mente è in grado di ottenere la fiducia dei musicisti. Si tratta di un passaggio non previsto dallo statuto, ma «fondamentale».
    Colabianchi invece non ha seguito questa consuetudine. Ha informato l’orchestra soltanto dopo la nomina, poi ha pubblicato una lettera di scuse* in cui ha spiegato di aver agito in fretta per evitare che la decisione diventasse «un caso politico» (cosa che poi in effetti è diventata).”
    * Quando la toppa è peggio del buco.

  30. “Quello da te citato (Lusi) è uno dei esempi impropri cui facevo riferimento…tal Luisi, a prescindere dalla sua competenza personale o meno, NON risulta far parte del Teatro la Fenice …Non sono decisioni in cui è legittimato a ficcare il naso. Tralascio sottolineare che, nel caso costui fosse legittimato a esprimersi, per esempio in conseguenza di collegamenti contrattuali  con il teatro la Fenice”
     
    Dunque chi ha collegamenti contrattuali non è legittimato a esprimersi?
    E la competenza personale non c’entra?
     
    Questa è la tesi più imbecille che abbia mai sentito…e accusi il povero Regattin di essere ignorante, gonzo e con l’anello al naso?
    Tu sostieni cose di una tale intelligenza da far dubitare di riuscire a trovarti il naso anche usando tutt e due le mani!

  31. Vittorio Parisi, maestro di Venezi al Conservatorio:
    I tanti commentatori, non musicisti, che hanno scritto che una persona che lavora in una società non può pretendere che il principale venga allontanato, evidentemente non hanno capito niente di come funziona un’orchestra
    Che stia parlando di te, Crovella? 🙂
     
    Qui l’articolo completo:
    https://www.bresciaoggi.it/argomenti/spettacoli/spettacoli/venezi-era-mia-allieva-fossi-in-lei-me-ne-andrei-1.12806184
     
     
    P.S. “Le posizioni cambiano perché cambiano i tempi, le circostanze e soprattutto cambia nettamente se si è al governo o all’opposizione
     
    Interessante.
    Quindi all’opposizione si può dire una cosa, tipo: “Pretendiamo che le accise siano abolite“, e poi al governo fare l’opposto. Tanto i gonzi hanno già abboccato.
    E’ questa la tua visione della politica, Crovella?
    Ammazza oh, complimenti!

  32. Circa le affermazioni espresse dai politici, di qualsiasi colore, in passato, fare riferimento è da ottusi cronici o da gente in mala fede. Le posizioni cambiano perché cambiano i tempi, le circostanze e soprattutto cambia nettamente se si è al governo o all’opposizione. In più è proprio sbagliato la procedura, anche nei confronti di un privato cittadino quale sono io che NON ricopro alcuna carica istituzionale. Andare a ripescare un mio commento del 2020 è da malati di mente totali e sottolinea la mala fede di fondo. infatti ripescare frasi del passato, cercando di mettere in difficoltà gli interlocutori (che siano il premier o un illustre sconosciuto) punta a individuare eventuali contraddizioni per screditare l’interlocutore agli occhi del pubblico. Così come attaccarsi a ipotetici difetti al fine di screditare la Venezi, quando in realtà la censura a suo carico è solo aprioristica perché tempo fa si è definita una elettrice della Meloni. Oppure ancora, nei dibattiti, interrompere l’interlocutore per ingarbugliarli il filo del ragionamento e far perdere al pubblico la conseguenzialità dei ragionamenti. Sono tutte tecniche finalizzate a screditare l’interlocutore, ma tali tecniche di sputtanamento, salvo rare eccezioni, sono seguite quasi esclusivamente dai quelli di sinistra. Siete alla frutta e, se non mi rivolgete a tecnica di inciampo, non riuscite a smontare le tesi dei vostri interlocutori.

  33. Regattini: non solo sei tu l’ignorante (e lo confermi una volta di più), ma sei proprio un gonzo con l’anello al naso e credi alle “favole” che pur essendo aria fritta, fanno comodo alle tue tesi. Quello da te citato (Lusi) è uno dei esempi impropri cui facevo riferimento nei commenti dei gg scorsi: tal Luisi, a prescindere dalla sua competenza personale o meno, NON risulta far parte del Teatro la Fenice e cosa cappero si esprime a fare? Non sono decisioni in cui è legittimato a ficcare il naso. Tralascio sottolineare che, nel caso costui fosse legittimato a esprimersi, per esempio in conseguenza di collegamenti contrattuali  con il teatro la Fenice, la domanda chiave è: perché parla solo adesso e non ha contribuito, con il suo parere negativo,  per evitare a priori che il Sovraintendente commettesse un errore?. Inoltre affermare che la Venezi non è adatta perché, mentre dirige, si muove in maniera rudimentale è una vera coglionata, direi che lo sputtana completamente sul piano della competenza a prescindere dal caso di specie. In ogni caso RIPETO ANCORA UNA VOLTA CHE, se il Sovraintendente ha preso una decisione, avrà valutato anche questi difetti della Venezi e alla fine avrà preferito accettare questi difetti per avere i 2pregi” (artistici) della Venezi. Se il Sovraintendente ha sbagliato, pagherà in rima persona a suo tempo: non credo che un sovraintendente “rischi” consapevolmente il posto.
    Infatti ribadisco che se il Sovraintedente ha toppato la decisione, quando la Venezi, concerto dopo concerto, dimostrerà la sua (eventuale) inadeguatezza, non solo il teatro licenzierà la Venezi, ma licenzierà anche il sovraintendente per l’errore nella nomina. Ma così deve avvenire, con tale conseguenzialità di eventi, e non per censura aprioristica. Altrimenti è comportamento da fascisti rossi.
    “Orchestrali” (peraltro viene usato solo questo termine negli articoli dei giorni scorsi sul caso Venezi) o “professori di orchestra” che siano, poco cambuia una mazza di niente: non compete a loro la decisione di nominare questo o quel direttore  d’orchestra. E’ decisione di competenza del Sovraintendente che, immagino, abbia agito di concerto con il CdA del teatro. Gli orchestrali o sono dipendenti o al massimo collaboratori con Partita IVA, ma NON sono dirigenti del teatro. Per cui ribadisco: cari professori d’orchestra state zitti e muti, perché le decisioni manageriali del teatro NON competono a voi e NON dovevate neppure esser consultati a priori dal Sovraintendente.

  34. Purtroppo per te Crovellini (o preferisci Croveltler?) non siamo ancora in dittatura.
    Con questo:
    https://www.corriere.it/spettacoli/25_ottobre_02/il-direttore-fabio-luisi-beatrice-venezi-non-e-adatta-alla-fenice-e-immatura-e-gesticola-in-modo-rudimentale-17e14b00-ee2f-4c4f-9f22-c8c21fff2xlk_amp.shtml
    per quanto mi riguarda non ho più nulla da aggiungere sull’argomento Venezi (da leggere per intero, non solo il titolo, che è in parte fuorviante rispetto al contenuto).

  35. ilfetido

    la bandiera arcobaleno da quando invece che Pace significa LGBT + non mi piace più

    Un po’ di disprezzo per i c.d. diversi, più o meno esplicito, non può mai mancare in una discussione che si rispetti.

  36. bruno telleschi:

    In questa circostanza la bandiera palestinese rappresenta Hamas

    Almeno quanto, in questa circostanza, la bandiera italiana rappresenta FdI.

  37. @59 “Il lassismo woke e buonista (ovviamente di sinistra) genera solo debosciati che vanno in piazza
     
    Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza per contestare le politiche del nostro Governo, perché inevitabilmente tornerà nella mia mente una storia che è stata anche la mia. Io ho partecipato a tantissime manifestazioni, ho organizzato tantissime manifestazioni nella mia vita
    Giorgia Meloni, 25 ottobre del 2022, discorso di insediamento alla Camera dei Deputati.
     
    Alla luce di questa dichiarazione, la richiamo formalmente all’ordine, camerata Crovella!
    Il Capo ha parlato e LVI (in questo caso: LEI) ha sempre ragione. Dunque si riallinei, per Bacco!
    E basta con questo vittimismo da donnicciuola: scendere in piazza è motivo di simpatia e non genera affatto debosciati, ma, anzi, grandi statisti, come il nostro Capo.
     
    Oppure la piazza genera moti di simpatia solo quando è del colore giusto?
    Mi viene un dubbio… 🙂
     
    P.S. “Professori d’orchestra” è un termine assolutamente corretto e appropriato per indicare i musicisti della Fenice (e di qualsiasi orchestra sinfonica stabile e professionale).
    “Orchestrali” è un termine più generico, utilizzabile anche per la banda di paese (con tutto il rispetto, naturalmente).
    Dillo, al tuo correttore automatico 😉

  38. La FIAT di “allora”  non c’entra proprip nulla con quello che gli eredi dissipatori ne hanno fatto “dopo”. A parte che non c’è quasi più niente a Torino, ma l’ambiente internazionale umano dell’attuale azienda non ha nulla ha che fare con il riferimento storico che ho fatto io. Quella FIAT era molto formativa e corazzava il carattere di tutti. In quei decenni il clima non riguardava solo l’azienda FIAT in senso stretto, ma un ampio spretto del mondo lavorativo torinese e anche oltre il lavoro. Li riconosci subito quelli che si sono formati in quel contesto e in quegli anni e normalmente sono molto grati alla sorte di aver avuto quella formazione. Con tale formazione, a nessuno di noi viene in mente né di chiedere all’AD di revocare la nomina di un dirigente intermedio come nel caso della Venezi) né di apporre alla finestra dell’ufficio una bandiera come atto simbolico. Probabilmente non sarebbe stato consentito neppure di mettere alla finestra una bandiera della Juventus (che era di casa) figuriamoci della Palestina!

  39. Invece il celoduro-machismo di destra crea la privatizzazione degli utili e il paga Pantalone della FIAT per anni finanziata e sostenuta a fondo perduto dallo Stato Italiano.
    Quando va bene, perché la volta prima, Mascellone è riuscito a farsi ridere dietro dal mondo intero per come ha perso la guerra.
     
    Nel nostro campo, invece, il culto del Capo, delle regole, del si fa così-perché-lo-dico-io produce sciabattatori inani, incapaci di tutto, senza alcuna realizzazione alpinistica, che però credono di essere qualcuno per la patacchina che portano (probabilmente regalata, peraltro)

  40. Visto che fine gli hanno fatto fare alla FIAT i sui capi,  non hai fatto un buon esempio.

  41. A tutti i debosciati del lassismo buonista (ovviamente rosso) farebbe davvero bene un po’ di regime professionale stile FIAT dei bei tempi, quanto appunto si imparava che le decisioni dei capi sono “dura lex sed lex”, che si accettano “zitti e muti”, che semmai si dimostra, giorno dopo giorno, con il proprio lavoro puntiglioso e testardo che le proprie idee meritano di esser considerate dai capi e, una volta diventati eventualmente capi (ai vari livelli), si imparava sulla propria pelle che il comando è più faticoso e complicato di quanto sembri visto dal basso, proprio per le decisioni difficili che si devono prendere, come nel caso di specie la nomina del direttore d’orchestra da parte del sovraintendente. Gli orchestrali pensino a suonare con qualsiasi direttore viene nominato, non è di competenza degli orchestrali stare a sindacare la nomina del direttore.
     
    Il lassismo woke e buonista (ovviamente di sinistra) genera solo debosciati che vanno in piazza a urlare BLOCCHIATO TUTTO e magari non sanno neppure dove si trovi davvero Gaza. Difatti la maggioranza del paese è disgustata da queste manifestazioni e la conseguenza di tali scioperi non è il rafforzamento elettorale della sinistra ma addirittura quello della destra, come dimostra il flop di Ricci (che ha fatto tutta l’ultima settimana di campagna elettorale cavalcando il tema Gaza9 e i recentissimi sondaggi che danno la maggioranza di governo saldissima.

  42. Orchestrali e NON professori di orchestra (ti ho già detto che NON mi interessa rintuzzare le insinuazioni sulla Venezi, ci penserà il suo avvocato. Mi interessa l’episodio che dimostra l’esistenza del pregiudizio aprioristico, vestito di ipocrite giustificazioni tecniche: gli orchestrali non sono d’accordo con la nomina operata dal Sovraintendente? Zitti e muti e suonino, a fine mese prendono lo stipendio. Sennò è inutile avere un sovraintentende, se gli orchestrali pretendono di autogestire l’orchestra!)
    I refusi sono spesso opera malandrina del correttore che corregge a suo modo tasti digitati erratamente.
    Al di là del tema bandiere, ve ne dico un’altra, GRAVE, che dimostra l’esistenza dei fascisti rossi. Ho sentito poco fa un mio amico ebreo (italiano) e gli ho chiesto se sapesse di eventi pubblici pacifici (riflessioni in comune, preghiere, accendere una candela, cose così) per  ricordare il 7 ottobre (2 anni). Mi avrebbe fatto piacere partecipare a titolo personale, pur non essendo io ebreo né di sangue né di religione, perché solidarizzo molto con gli ebrei tutti e in particolare con gli israeliani.
    Mi ha risposto che, anche concordemente con le autorità civili italiane, ritengono sia troppo pericoloso organizzare eventi del genere in luoghi pubblici (tipo piazze o cortei), perché c’è il rischio che qualche scalmanato si faccia prendere da brutte idee… (gli eventi si terranno solo in luoghi chiusi e controllati con pass d’ingresso).
    E’ inaccettabile che il paese sia bloccato da subumanità delirante come quella degli odierni cortei pro-pal e viceversa non sia possibile potersi raccogliere in un momento di meditazione per ricordare un evento per “noi” triste, perché il solo raggruppamento di ebrei in una piazza ITALIANA è troppo pericoloso, magari per colpa di qualcuno che, oggi, è stato nei cortei pro-pal inneggiando alla “libertà e alla giustizia” (???!!!???). Ecco i fascisti rossi,.

  43. “ZITTI e MUTI“
    Beh Giuseppe, zitti forse no, ma parlando di orchestre e direttori: Muti, magari!

  44. Tranquilli, un cade in montagna il Crovella. Un cade perchè non ci va.
    Se ne stà rintanato negli eleganti e scuri bar torinesi a leggere a scrocco i giornali.

  45. Idem con patate per le bandiere. Se metto una bandiera di Israele in vetta alle montagna, apriti cielo! (Crovella al 49)

    Ci sta che si apra il cielo e venga giù un diluvio universale. 

  46. @49 “Effettivamente, commento dopo commento, non fai nulla per smentire ai mie occhi la mia tesi sulla tua legnosità cranica
     
    Mi piace dare conferme: sarà che sono un tipo affidabile. Tonto, ma affidabile 🙂
     
    Il curriculum della Venezi l’ho letto anch’io, ma dato che la mia cultura musicale si ferma ai Deep Purple, non mi sento in grado di valutarlo con cognizione di causa.
     
    Tu invece sembri molto sicuro. Ammiro la tua competenza in ambito artistico.
    Però quando mi paragoni i professori d’orchestra della Fenice agli operai della catena di montaggio di Mirafiori (con tutto il rispetto per questi ultimi), mi viene qualche dubbio sul fatto che tu abbia veramente chiaro che tipo di relazione serva tra un’orchestra e il suo direttore perché tutto funzioni al meglio. Non è esattamente un rapporto gerarchico stile “ZITTI e MUTI“.
    A meno che non si voglia applicare anche alla musica il principio “dura lex, sed lex“… ma lì forse più che a un teatro musicale, ci avviciniamo alla commedia. Quella surreale.
    Oppure a una caserma.
     
    Quanto all’idea che qualunque critica tecnica sia solo “una copertura ipocrita” per mascherare censura politica, permettimi: dà proprio l’impressione di essere più una posizione pregiudiziale che basata su argomenti reali.
    Fra l’altro, aggiungo, è un frignare (cit.) indegno di ogni buon camerata.
     
    Ma magari mi sbaglio, eh. Ai tonti capita spesso, di sbagliare. Sono quelli intelligenti che non sbagliano mai 🙂
     
    P.S. @51 “Io cado in montagna” Gliel’ho lasciata passare. Altrimenti, non ne usciamo più 🙂

  47. P.S.: ti invito caldamente e formalmente a mettere la bandiera di Israele in cima a una montagna…sono proprio curioso di vedere che montagna sarà alla tua altezza.

  48. “Io cado in montagna con la mia mentalità” [Crovella al #37]
     
    L”unica cosa veritiera che tu abbia scritto…
     
    Certo, non partire in quarta sul saper leggere, sull’evidenza del refuso e con gli apprezzamenti sulla scarsità dell’intelligenza altrui: lo so benissimo che hai sbagliato a scrivere e intendevi “io vado”
     
    Ma, lapsus freudiano o no, resta la cosa più veritiera che tu abbia scritto da un bel po’ di tempo in qua…

  49. @46 Sono informatissimo. La risposta anche a te è già contenuta nel mio precedente commento. le argomentazioni tecniche sono solo dei pretesti e infangano il buon nome della Venezi a tal punto che (forse questo ti è ignoto e allora sei tu che, una buona volta, dovresti informarti a dovere) la signora Venezi si è già ufficialmente affidata a un avvocato per tutelare la sua immagine, eventualmente querelando chi di dovere. A buon intenditor…

  50. Effettivamente, commento dopo commento, non fai nulla per smentire ai mie occhi la mia tesi sulla tua legnosità cranica, anzi pare che tu faccia di tutto per convincermi ancora di più.
    Venezi l’ho tirata fuori io fin dall’inizio, certo, e l’ho fatto proprio come esempio di esplicita censura da fascisti rossi. La censura dei fascisti rossi cerca sempre argomentazioni “oggettive” sotto cui camuffarsi. Nel caso della Venezi si tratta delle obiezioni tecniche sulle sue capacità, ma si tratta solo di una copertura ipocrita alla censura aprioristica perché lei è elettrice meloniana. Ho addirittura letto che c’è un tipo che sostiene che la Venezi non vada bene alla Fenice perché “dirigendo si muove in modo scomposto” (?!?).  In queste obiezioni tecniche, siamo a livelli da farsa, per cui non mi ci metto né a sindacare la fondatezza delle obiezioni tecniche alla Venezi, né a procurare il suo CV (rintracciabile su internet, se ti interessa). Il punto è un altro e non VUOI capirlo: se è la Venezi è davvero inadeguata, doveva arrivarci prima di tutti il Sovraintendente cui compete la nomina del direttore d’orchestra del teatro. Per cui delle due l’una: o il sovraintendente capisce di musica e ha scelto una persona tecnicamente adeguata (e allora è palese la censura rossa degli infastiditi dalla nomina della Venezi ) oppure il sovraintendente ha clamorosamente toppato, nominando una persona che non è all’altezza. Ma anche in tal caso TUTTI (dagli orchestrali ai singoli cittadini) devono stare ZITTI e MUTI, accettando la nomina fatta dal sovraintendente, e lavorare con il direttore nominato. Se la Venezi, all’atto pratico, si dimostrerà incapace (dubito, ma ho scritto “se“…), la realtà lo dimostrerà oggettivamente e allora il teatro licenzierà la Venezi e probabilmente licenzierà anche il sovraintendente che ha nominato un direttore incapace.
     
    Ma tutto questo vociare in giro, dagli orchestrali a musicisti vari a giornalisti da strapazzo ecc ecc ecc, ora è così prematuro (visto che la Venezi non ha ancora fatto neppure una seduta con la orchestra) che cassarla aprioristicamente non ha nulla di tecnico, ma solo di politico. Fascisti rossi, appunto.
     
    Idem con patate per le bandiere. Se metto una bandiera di Israele in vetta alle montagna, apriti cielo!

  51. Oddio scusa ho scritto Scodella invece di Crovella.
    Chiedo perdono al gentile uomo di destra.

  52. Mi sembra strano, da tonto quale sono, dover spiegare un concetto così semplice a uno intelligente come te, ma vabbè.

    Balsamo, non solo sei tonto.
    Sei anche una: 

    Sguazza pure nel tuo brodo, non ho certo bisogno di perder tempo con nullità come te.

    Quindi rassegnati SCODELLA non perdona.

  53.  

    “ho già detto che, se mancano i requisiti tecnici e artistici della Venezi, si fa polemica con chi l’ha nominata e NON con la Venezi stessa”

    Ascolta, per l’ultima volta, sommo Re degli Ignoranti, INFORMATI prima di insistere nello scrivere emerite cazzate.
     
    È scontro tra il sovrintendente e l’orchestra del teatro La Fenice di Venezia. I musicisti hanno infatti inviato una dura lettera a Nicola Colabianchi per chiedere di revocare la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del teatro perché “non garantisce né qualità artistica né prestigio internazionale”. “A sole ventiquattr’ore dall’annuncio – si legge nella lettera – si registrano disdette da parte di abbonati storici, un danno non solo economico per il Teatro, ma, soprattutto, d’immagine e di credibilità” affermano gli orchestrali.
     

  54. @43 “nelle aziende serie le decisioni dei capi sono legge: “dura lex, sed lex”
     
    E direi che, a quanto pare, anche sul punto “LVI ha sempre ragione” siamo un pezzo avanti 🙂
    Sull’esistenza di un legame indissolubile tra gli uomini che compongono una popolazione e la terra che abitano, che qualcuno chiama Patria (come in Dio, Patria e Famiglia), come ti poni?
     
     
    Non sta in piedi la tesi per cui […] un osservatore terzo come me siano caricati “dell’onere della prova”, cioè di dimostrare che oggettivamente la signora “vale”“.
     
    Guarda che l’argomento “Venezi” l’hai tirato fuori tu, strillando come un branco di oche isteriche (cit.) contro “i fascisti di sinistra” che, a tuo dire, si scaglierebbero “aspramente contro la Venezi, solo perché è di destra” (@16).
    Dato che ti è stato fatto notare (e non solo da me) che la critica alla nomina è tecnica e non politica, non dovresti sorprenderti se ti si chiede di fornire elementi concreti a supporto dell’adeguatezza di Venezi.
    Se la tua tesi che si tratti di una contestazione puramente politica non è frutto di pregiudizio, dovresti essere già informato sulle qualità artistiche di Venezi e non avere difficoltà.
    Altrimenti su quale base affermi che sia una ritorsione politica? Per partito preso?
     
    Mi sembra strano, da tonto quale sono, dover spiegare un concetto così semplice a uno intelligente come te, ma vabbè.

  55. Ok ma negli ultimi 49 anni perché la.comunita internazionale non si è presa la briga di aiutare il popolo palestinese a creare uno stato( di qualsiasi forma e tipologia), ????? 
    Ora tutti in piazza poveri palestinesi, la sagra dell’ipocrisia…..

  56. Mi limito a sottolineare che gli orchestrali del teatro La Fenice NON sono legittimati a discutere le nomine prese dai vertici apicali del teatro stesso di cui loro sono dipendenti. Ricordo che la nomina della Venezi è competenza del Sovrintendente del Teatro, insieme al CdA. Questo è il punto cardine, non le motivazioni tecniche più o meno axdeguate (ho già detto che, se mancano i requisiti tecnici e artistici della Venezi, si fa polemica con chi l’ha nominata e NON con la Venezi stessa). Ma il punto è: non si è mai visto che un turnista di Mirafiori si mettesse a discutere con l’Avvocato sulla nomina di questo o quel dirigente e amministratore delegato dell’azienda! Magari se arrivava un capo antipatico a qualche dipendente, costui in cuor suo provava antipatia e disappunto per dover lavorare sotto a un capo a lui antipatico, ma stava zitto e muto e non rompeva i coglioni. Ora invece tutti “pretendono” di metter becco (?!?) nelle scelte dei responsabili del teatro La Fenice e chiedono (come fatto anche qui qualche commenti fa) che sia a carico dei sostenitori delle Venezi portare elementi oggettivi a sostengo della signora. Ma in che mondo vivete? nelle aziende serie le decisioni dei capi sono legge: “dura lex, sed lex”. Non sta in piedi la tesi per cui il Sovrintendente oppure addirittura un osservatore terzo come me siano caricati “dell’onere della prova”, cioè di dimostrare che oggettivamente la signora “vale”. E’ questa scemenza qui che mi fa incazzare. Questa tesi è talmente stupida e infondata che dimostra esplicitamente che si tratta solo un patetico tentativo di camuffare una censura a aprioristica sulla Venezi perché si sa che lei è un’elettrice della Meloni. La censura aprioristica sulla Venezi è, appunto,  un tipico esempio di comportamento da fascisti rossi.

  57. Crovella adesso si è rivelato anche dotto psichiatra esplorando le menti umane e dopo accurate diagnosi, scevre da ogni condizionamento, sulle capacità intellettive delle persone ha esposto originali tesi degne di un Premio Nobel.
    Se non ci fosse, andrebbe inventato. Leggendolo, dalle risate mi si è messa in funzione la minzione 🤣 
     

  58. Da che esisto, e ormai sono 64 anni, ho sempre affermato che l’ideologia di sinistra sia il refugium peccatorum dei poveri di mente e quindi dei privi di coraggio individuale, che quasi sempre è conseguenza del primo punto. Ovviamente ci sono delle eccezioni individuali, ma non mi pare proprio che la cosa riguardi te. Chi è stato dotato di intelligenza, anche per pura casualità della sorte (tuttavia l’intelligenza NON è solo un dono della sorte, perché va coltivata giorno per giorno e in ciò consiste il merito individuale), chi ha l’intelligenza, dicevo, in genere possiede il coraggio che ne deriva e sa anche affrontare la vita da solo: metaforicamente è un velista che fa il giro del mondo in solitaria. E quindi ha una visione della vita “di destra”, diretta conseguenza della sua intelligenza e del connesso coraggio.
    L’ideologia di sinistra è invece il refugium peccatorum dei molti che si “cagano sotto” perché nell’ideologia del “tutti uguali, tutti protetti” si innesca un effetto gregge che appunto tranquillizza i cagasotto. Non sempre, ma quasi sempre i cagasotto esistenziali lo sono come conseguenza della loro scarsa dotazione intellettiva. In pratica io sostengo che a sinistra c’è  una marea di individui che sono “di sinistra” per questo meccanismo e quindi non sono molto intelligenti ab origine. Ovviamente ci sono le eccezioni, a volte numerose: conosco e apprezzo molti di sinistra che sono intelligenti, a volte collaboro sistematicamente con loro e la loro intelligenza emerge proprio nel fatto che essi NON sono vittime di pregiudizi nei miei confronti solo perché io sono di destra o fascista come spesso i sinitrorsi tonti affermano per cercare di delegittimarmi.
     
    In genere i sinistrorsi tonti, proprio perché tonti, non colgono mai i ragionamenti che espongo (ragionamenti che evidentemente travalicano le loro capacità intellettive) e, non contenti di ciò, si avventurano in arzigogolasti ragionamenti campati per aria, spigolando su scemenze peggio di come Gatto Silvestro scivola sui vetri. E’ il tuo caso: non è che ti considero così da oggi, ma da sempre e, se non ci sei arrivato prima che ti considero tonto, significa che lo sei davvero, perché lo affermavo fra le righe.
    Di conseguenza non mi ci metto a rintuzzare punto per punto ogni tua argomentazione, tanto ho visto, anche dai tuoi ultimi due commenti, che 1) dimostri sistematicamente di non capire una beata mazza né di ciò che accade nella realtà né di quello che dico e 2) sei pretestuoso su ogni tema, dall’essere fascisti a Servillo, alla Venezi, e alla fine è inutile cercare di farti capire, tanto non capisci sia perché non ci riesci oggettivamente, sia perché non vuoi. Sguazza pure nel tuo brodo, non ho certo bisogno di perder tempo con nullità come te.

  59. @38
    Crovella, mi pare evidente che tu abbia una gran voglia di etichettare tutto e tutti in blocchi ben definiti e contrapposti: “voi sinistrorsi“, “fascisti rossi“, “buonisti“, “censori“, ecc.
    Lo capisco, la complessità è cosa difficile da maneggiare. Peccato che la realtà – e soprattutto le persone – siano un poco più articolate delle caricature ideologiche che proponi.
     
    Non to ho mai definito fascista nel senso folcloristico che citi (busti, saluti, nostalgia del Ventennio).
    Né tantomeno ti ho definito fascista in generale, in verità. Mi pare.
    Ho solo cercato di farti riflettere sui messaggi che mandi quando scrivi certe cose.
     
    Quanto all’essere autoritario nel modo di pensare e interagire, e rivendicarlo come una virtù, come se comandare e “far andare le cose come Dio comanda” fosse, di per sé, un merito a prescindere da contenuti, contesto o metodo, non fa certo di te un fascista.
     
    L’autoritarismo è condizione necessaria ma non sufficiente: anche Stalin era un autoritario.
    Altra condizione necessaria, ad esempio, è la cieca fede nell’autorità: perché LVI ha sempre ragione. Da questo punto di vista come siamo messi? 🙂
     
    Chiudo con una considerazione sulla nomina di Venezi.
    La nominata è stata contestata (dagli orchestrali ) sulla base del curriculum e sulla competenza, considerati (da loro) inadeguati per il ruolo.
    Dal momento che la destra, mi pare, si fa paladina della meritocrazia, invece di strillare come un aquila (cit.) che Venezi è stata ostracizzata perché elettrice dichiarata di Meloni, potresti magari portare qualche elemento concreto a sostegno della sua adeguatezza artistica e professionale per quell’incarico.

  60. @37
    Crovella, grazie per i gentili apprezzamenti personali con i quali apri il tuo commento. Come sempre, contribuiscono a un confronto disteso e, soprattutto, centrato sui contenuti.
     
    A parte questo, se tu non vedi la contraddizione tra l’affermare che l’andare in montagna è una “scelta ideologicamente impegnata” che “si porta dietro i collegamenti con la quotidianità” e insieme sostenere che le montagne siano “CATEGORIE ASTRATTE CHE DEVONO RIMANERE PULITE DAI CONDIZIONAMENTI INDIVIDUALI“, francamente non so che farci.
    Anche perché tu stesso scrivi di andarci “con la mia mentalità, che è di destra“, quindi tu stesso ammetti di viverla ideologicamente, mentre pretendi che gli altri lo facciano in modo sterilizzato.
    Se non è doppio standard questo, non so cos’altro lo sia.
     
    Quanto a Servillo, non si è appropriato di nulla: ha semplicemente utilizzato uno spazio a lui concesso, e dunque, in quel momento, SUO, per dire quello che riteneva opportuno.
    L’appropriazione indebita è, semmai, una eventuale problematica della bandiera esposta sul Petit Dru.
    L’altra (problematica), comune a quella della Flotilla, è che si finisca a parlare più del gesto in sè che di ciò su cui il gesto vorrebbe attirare l’attenzione (come sta succedendo qui, guarda caso).
     
    Ma quando di fronte a tragedie umanitarie i governi tacciono (o, peggio, approvano tacitamente), c’è chi non riesce a restare in silenzio.
    E io questo lo capisco. Ma, soprattutto, lo approvo. Anche se ne trovo discutibili i metodi.

  61. Quanto al fatto che io un fascista “de facto”, non mi offendi minimamente, ma ancora una volta NON hai colto (come molti altri) la vera essenza della mia accusa ai fascisti rossi. Ribadisco che io NON sono “fascista”, se per fascista si intende appassionato di saluti romani, adunate ad Acca Laentia, busti del Duce e nostalgia per il Ventennio. Io sono di destra, che è un concetto molto diverso e la vita mi ha purtroppo insegnato che quelli di sinistra in genere NON riescono a capire la differenza (se in buona fede…) oppure usano l’accusa di “fascista” appunto per gettare lo stigma sull’interlocutore e screditarne le tesi e i ragionamenti.
     
    Ma il tema fascisti rossi è un altro ancora: guarda, scendo sul tuo terreno e immagino davvero che il mio modo di pensare, di pormi, di agire, di interloquire con gli altri, di concepire la vita e i suoi risvolti… insomma il mio modo di comportarmi ai vostri occhi (di voi sinistrorsi) risulti “fascista” perché sono un tipo autoritario. Benissimo, è vero che sono autoritario, ma chi mi apprezza mi apprezza proprio per questo risvolti, perché faccio andare le cose come Dio comanda. Cmq, ai vs occhi io sono “fascista” proprio perché autoritario e quindi non c’è contraddizione fra la mia natura di fascista e il mio modo di agire e comportarmi, specie verso gli altri.
    Viceversa quasi tutti quelli del grande mondo della sinistra cascano in una vistosissima contraddizione: a priori siete “libertà per tutti, pluralismo senza limiti, ognuno esprima la sua natura, ecc ecc ecc…” e poi però se uno è “diverso” da come piace a voi, lo censurate senza recupero. Se un direttore d’orchestra (la Venezi) in passato si è dichiarata dichiarata elettrice delle Meloni, allora apriti cielo! Gli orchedtrali si rifiutano (???) di suonare perché il direttore vota Meloni! Ecco i fascisti di sinistra. Mentre io, nel mio agire sono coerente con la mia natura di fascista (fermo restando le precisazioni già fattei), VOI SIETE MINATI DA UNA CONTRADDIZIONE INASABILE CHE SPUTTANA COMPETAMENTE LE VS POSIZIONI sui vari temi. Torniamo alle bandiere: sono sicuro che chi ritiene “giusto e nobile” che siano state appene le bandiere palestinesi sulle cime (perché espressione di “giustizia, libertà, diritti…”), griderebbe allo scandalo se io mettessi una bandiera israeliana. QUESTO E’ UN ATTEGGIAMENTO FASCISTA. Se io mi macchio di un comportamento fascista (difficile, ma ammettiamo che…), tale comportamento è coerente con la mia natura, per cui non c’è da stupirtsi: agisco come sono. Invece se voi di sinistra-progressisti-buonisti-ecc vi macchiate di un comportamento “fascista” nei fatti, incappate in una contraddizione insanabile e non siete minimamente credibili anche su tutto il resto

  62. Balsamo, scusami ma ogni tuo intervento consolida in me la convinzione che le tue dotazioni intellettive non siano particolarmente robuste. pensi di essere sveglissimo, ma inciampi nelle tue stesse obiezioni a me e quindi ti considero davvero tonto.
    Nel mio intervento di ieri sera (credo il 31 ) ho scritto che a livello individuale non solo è legittimo, ma è addirittura  fisiologico che il singolo esprima la sua visione del mondo. chi è di destra vive (in città come in montagna) secondo dettami di destra, che è sinistra vive (in città come sui monti) secondo i dettami di sinistra.
    Quindi NON c’è assolutamente contraddizione fra la mia affermazione del passato, che sei andato a recuperare, e il mio attuale 31. Io cado in montagna con la mia mentalità, che è di destra sia in città (nel lavoro, nelle amicizie, in famiglia, nelle assemblee condominiali, al circolo sportivo cittadino…) sia quando calco i monti. MA CONCEPISCO LE MONTAGNE (come l’arte, la cultura e lo sport in generale) COME CATEGORIE ASTRATTE CHE DEVOBNO RIMANERE PULITE DAI CONDIZIONAMENTI INDIVIDUALI. Il fatto che io sia un convinto sostenitore delle istanze israeliane (non apro ora lo specifico discorso) non mi porta neppure a immaginare di mettere una bandiera israeliana su una cima. Se mi premiassero al Festival del cinema di Venezia (ipotesi fantascientifica, ma chissà…) non approfitterei del momento di ribalta mediatica per dire peste e corna della Flottilla (cioè quello che penso), come invece ha fatto Servillo, lui a sostegno della Flottilla. Perché l’arte, come la cultura, come lo sport sono di tutti e non di “qualcuno”. Se entriamo nell’ottica che arte, cultura, sport e montagne sono di “qualcuno”, significa che neghiamo che siano di “altri”. Se ritenete legittimo mettere una bandiera palestinese significa che ritenere disdicevole mettere una bandiera israeliana, o a fianco della prima o su un’altra cima. O ciascuno può mettere la propria bandiera, e allora avremmo montagne trasformate in bacheche (io metterei pure la bandiera della Juventus!) o nessuno mette bandiere. Io sono per questa seconda ipotesi

  63. Conviene a tutti rileggere il commento di Crovella all’articolo di Jonathan Bazzi 
    Il secolo solitario pubblicato oggi su Altr(i)Spazi:
    <Chissà perché, leggendo questo articolo, mi sono venute in mente le “discussioni” fra i commenti del Gogna Blog. Non scappa nulla alla legge del web, neppure un portale di montagna>
    Da una parte l’web garantisce la comunicazione a tutti, dall’altra favorisce l’intolleranza personale. Può darsi che alla fine la socialità possa prevalere sull’individualità se la riflessione si concentrasse sulle idee trascurando le persone.
     

  64. In effetti per le migliaia di turisti che salgono giornalmente al Montenvers, vedere una bandiera palestinese sul Dru non doveva essere il massimo.
    Trovo un po’ patetici quelli che appiccicano dei simboli politici a tutto ciò che è inevitabilmente in evidenza. Ovviamente sono disgustato da quello che sta succedendo a Gaza e in altre parti del pianeta dove si uccide come prendere il caffè. 
    Un amico ebreo (non sono assolutamente filo israeliano) stamattina mi diceva che non si dovrebbe vedere un problema mediorientale con occhio occidentale, ma noi quello abbiamo.
     
    I “non si dovrebbe” di Crovella si rifanno al solo suo modo di vedere le cose. In fondo è positivo che uno possa usare natura, arte e sport per denunciare ciò che non gli piace.
    Ma per lui protesta e ribellione sono elementi extra-sistema da frustrati infelici, quindi, guai a praticarli. 
    Visto che siamo su un blog (anche) di alpinismo faccio un paragone con Cesare Maestri quando nel ’70 era salito sul Torre con il famoso compressore. Nel 2012 gli americani Kennedy e Kruk hanno schiodato quasi interamente quella via.
    Maestri aveva fatto bene a salire come voleva lui e i due climbers Usa hanno fatto bene a schiodare.  Basta saper accettare il corso del tempo e quello che fa succedere. 

  65. @31 “Io sono di destra (ma NON fascista)”
     
    Forse tu non ti ritieni tale, e ci sta, dato lo stigma.
    Ma le tue affermazioni, il tuo modo di porti, il tuo vissuto (su cui ti sei largamente profluso in questo spazio) cosa dicono a chi ti legge?
     
    Se vuoi possiamo fare una analisi di alcune tue affermazioni o comportamenti da te rivendicati, come abbiamo fatto sul cannibbalismo, e confrontarle con l’ideologia fascista, per vedere quanto questa si adatta al tuo fare e pensare.
     
    Partiamo da queste (e non sono le più pesanti, eh 🙂 ) ?
    Vivo costantemente in un clima da battaglia. Mi piace menare.
    Io sono indiscutibilmente un sabaudo di campo, uno con le idee chiare e determinate e che mena.
     
    Come vanno lette queste affermazioni anche alla luce che, secondo te, “osteggiare quelle della fazione avversa è un comportamento fascista, nei fatti” ?
     
    Riguardo al tuo pensiero sul ruolo di arte, cultura e sport, può essere utile fare un semplice confronto, che non riguarda il fascismo ma la coerenza.
     
    Carlo Crovella 2 Ottobre 2025 alle 12:04
    Sono convinto da sempre che arte, cultura e sport (in questo caso inteso in senso lato, comprende anche l’alpinismo) devono stare al di fuori da bagarre di questo tipo
     
    Carlo Crovella 3 Gennaio 2020 alle 11:11
    Perchè dovrebbero scandalizzare i legami fra andare in montagna e la vita civile (e quindi “politica”)?
    Da sempre io sostengo che il “vero” andare in montagna è una scelta ideologicamente impegnata e, in quanto tale, è una scelta politica e quindi si porta dietro i collegamenti con la quotidianità.
     
    Da sempre… 😆

  66. E chi lo dice che le montagne non sono mie! Sono mie e le vivo come mi pare e piace, alla barba di tutti i “benpensanti”.

  67. Potendo scegliere avrei preferito la bandiera arcobaleno….ma da quando invece che Pace significa LGBT + non mi piace più…..d’altronde un po’ come la sinistra 

  68. Il punto su arte, cultura, sport (e, per noi, montagna) che siano terzi e asettici perché sennò non sono di tutti, merita un maggior approfondimento. Non sto dicendo che il singolo artista o alpinista non possa esser schierato a titolo personale. Io sono di destra (ma NON fascista) sia in città che sui monti. Altrettanto Picasso ha immortalato, probabilmente esprimendo la sua natura di sinistra, il dramma di Guernica. Fin qui è tutto legittimo. Ma l’errore scatta quando si passa a sentirsi il rappresentante dell’arte (o dello sport o dell’alpinismo) intesa in senso astratto, che deve invece rimanere zona asettica e apolitica perché se no non è “di tutti”. Ci sono alpinisti di destra e altri di sinistra, come ce ne sono religiosi e altri atei. La montagna è di tutti, come l’arte, la cultura e lo sport. Approfittare di certe situazioni di ribalta mediatica (Servillo) o mettere la bandiera palestinese sul Cetvino o sui Dru è indiscutibilmente sbagliato nella modalità. Chissa perché questo errore di volersi “appropriare” dell’arte, dello sport o delle montagne in senso politico e’ quasi sempre commesso dai progressisti-buonisti di sinistra, ma quasi mai (o molto raramente) da quelli di destra. Per esempio, pur essendo io un chiaro sostenitore delle istante israeliane, a me non viene in mente di mettere una bandiera israeliana su una montagna. Proprio per rispettare la terzietà delle montagne, che non sono mie, ma non sono neppure vostre. Lasciamole così, le montagne, senza sputtanarle più di quanto lo siano già (specie per colpa dei cannibali)

  69. Non mi risulta proprio di aver mai detto che sono orgoglioso di esser chiamato fascista. Sono uno di destra, da sempre, ma ho sempre tenuto ben distanti le mie posizioni da quelle del fascismo, che è fenomeno storico ben chiaro e appartiene al Novecento (coda c’entra poi il mio esser elettore di Salvini? bah). la mia osservazione sui fascisti rossi è per sottolineare la contraddizione di molti sinistrorsi per cui siete per la libertà di tutti e per il pluralismo e poi per se non la si pensa come voi ci cassate aprioristicamente, appunto cin un modo di fare da squadristi, a volte solo a livello intellettuale, a volte anche un concreto. Per esempio sta cazzata emerita del “blocchiamo tutto” (sottintesa tutta l’Italia) solo perché, come era prevedibile, Israele ha bloccato la Flottillia, è una ripicca a ns danno attraverso un chiaro atto di squadrismo, ergo sono dei fascisti rossi…

  70. Altrimenti si pretende di schierare cultura, arte e sport (per noi, anche le montagne) solo da “UNA” parte, come se queste cose fossero SOLO di alcuni, mentre esse sono di tutti, per cui ci sono anche gli “altri”.

    Crovella dato che disprezzi chi la pensa diversamente da re, ti comunico che la mia montagna non ha  nulla da condividere con la tua. 
    E non mi rispondere che te ne sbatti, perchè lo so benissimo. E me ne sbatto anche io del tuo disprezzo.

  71. Crovella, “che pena” riguarda la tua riproposizione del vecchio adagio “qui non si fa politica”: residuato pleistocenico di un mondo ideologico che ci siamo tolti dalle scatole ben più di quindici anni fa. Poi scusa, ma se quello che tu chiami il mio mondo ideologico “NON esiste più da almeno quindici anni”, mi spieghi perché passi i tre quarti del tuo tempo sul blog a inveire contro un cadavere?
    Comunque tranquillo, anche se sono un vecchio rincoglionito mi sono accorto da un pezzo che il mondo sta girando sempre più verso quella che tu chiami “la destrizzazione dell’Occidente”. Ed è un mondo che fa sempre più schifo. A me non piace, tu ci sguazzi dentro. Fine della trasmissione.

  72. Condivido il @2 di Matteo…
    Peccato sia rimasta sul pennone poco!
    Incredibile la “premura”dello stato Francese nel rimuovere questo simbolo … 

  73. Solo i gonzi con l’anello al naso credono alla fondatezza delle “false” argomentazioni.
    E’ evidente che sul piano professionale lei è PERFETTAMENTE all’altezza.
    Non parliamo delle insinuazioni sull’inadeguatezza del CV.

    Crovella, sei talmente ignorante (oltre che fascio)  che ti vedrei bene come elettore di Salvini.
    Buona serata.

  74. Trovo semplicemente esilarante che uno orgoglioso di essere chiamato fascista sostenga che da anni pensa che i veri fascisti stanno SOLO a sinistra e poi (a corto di argomenti) si scagli conto la censura dei fascisti rossi!

  75. Leggi bene: ho detto che Servillo ha sbagliato non per le idee in cui crede (idee che cmq io disprezzo) ma nello specifico ha sbagliato per aver parlato sul palco della premiazione di un festival cinematografico. Non era l’occasione per farlo, doveva astenersi. Ribadisco: cultura, arte e sport (per noi appassionati di montagna, aggiungiamo anche la montagna, anzi le montagne) devono stare fuori da queste beghe. Altrimenti si pretende di schierare cultura, arte e sport (per noi, anche le montagne) solo da “UNA” parte, come se queste cose fossero SOLO di alcuni, mentre esse sono di tutti, per cui ci sono anche gli “altri”.

  76. Vicenda Venezi: certo che ho letto e mi pare invece che tu (more solito) non abbia capito una beata mazza della questione. Solo i gonzi con l’anello al naso credono alla fondatezza delle “false” argomentazioni avanzate contro di lei, arrampicandosi sugli specchi, per dare una pennellata di legittimità ad una censura che è in realtà da fascisti rossi. Ho addirittura letto che non andrebbe bene perché, mentre dirige, si muove “troppo”, come se fosse in preda ad una crisi isterica (!)… Non parliamo delle insinuazioni sull’inadeguatezza del CV ecc. A parte queste diffamazioni, per le quali la Venezi si è già affidata a un avvocato, il tema è: se davvero ci sono delle pecche tecniche (cioè musicali) nella Venezi, allora la polemica aspra va rivolta NON a lei, ma a chi l’ha nominata, ovvero al Sovraintendente e al CdA del teatro. Se la Venezi è tecnicamente NON all’altezza, l’errore di nominarla è di queste persone e non della Venezi. E’ evidente che sul piano professionale lei è PERFETTAMENTE all’altezza ma la sua nomina sta sulle balle ai sinistrorsi e quindi tutti frignano come bambini. Solo che non hanno il coraggio di dire le cose come stanno (si esporrebbero all’esplicita critica di esser dei fascisti rossi) e allora se ne inventano di tutti i colori. Se lei è tecnicamente incompleta, allora significa che hanno un Sovraintendente talmente incapace e coglione che non si accorge, da solo, delle pecche tecniche della persona che lui stesso ha nominato! E allora sbattete fuori il sovraintendente, non la Venezi!

  77. Per un futuro di pace e prosperità bisogna concepire le condizioni istituzionali e politiche che rendano possibile la costituzione di uno stato palestinese moderno e democratico. Senza Hamas ovviamente.

    Telleschi girala al governo istreliano questa tua speranza. Vediamo come ti risponde. Secondo me manda il Mossad a farti fuori.

  78. Dico che Servillo ha sbagliato non perché a lui piaccia la Flottilla (che io ovviamente disprezzo!), ma per averlo detto in quel contesto sporcando un momento culturale (errore analogo alla bandiera di Barmasse sul Cervino).

    E certo te disprezzi tutti coloro che si impegnano e mettono a rischio la propria vita senza nessuno tornaconto, ma solo per una causa comune. 
    Servillo non ha sporcato proprio nulla. Sono altri che sporcano, magari di sangue.

    Hamas: una banda di criminali assassini e soprattutto stupratori al di fuori di ogni forma di civiltà

    Vero!
    Ma dall’altra parte chi sono quelli che hanno sterminato 60.000 persone? Telleschi, come li chiami?
     

  79. 16. Crovella sarebbe opportuno per te non intervenire su fatti che ignori completamente, per non peggiorare ulteriormente le tue continue magre figure. La vicenda Venezi è molto chiara e la politica non c’entra nulla, informati, ci sono decine di articoli per farlo.
    Quanto al commento di Telleschi, mah vomitevole è un complimento.

  80. A proposito di cultura “super partes”: proprio a Roma (ma temo ormai anche in altri atenei d’Italia) hanno immediatamente occupato l’università apparentemente per farla schierarla “contro” Israele. Ovviamente gli studenti hanno bloccato le lezioni, per cui cazzeggiano alla grande, e il sospetto è che il “blocchiamo tutto” sia una scusa per fare una mazza.  Pretendere di far schierare le università è concettualmente sbagliato perché non si capisce per qual motivo le università “devono” esser per forza filopalestinesi. E gli studenti che, pur con cittadinanza italianissima, sono ebrei o sono israeliani a tutti gli effetti non possono forse anche loro riconoscersi nelle università? perché ciò avvenga le università DEVONO esser “super partes”, sennò sono le università di “alcuni” e NON di “altri”.
    Questo principio basilare vale per la cultura, vale per l’arte, vale per lo sport, vale per le montagne.

  81. Ammesso pure che ognuno possa sventolare la bandiera che gli pare, ma non dove gli pare, bisogna chiedersi cosa rappresenta. In questa circostanza la bandiera palestinese rappresenta Hamas: una banda di criminali assassini e soprattutto stupratori al di fuori di ogni forma di civiltà. Nel futuro ci sarà forse un altro mondo costruito secondo altri modelli e altri valori. Per un futuro di pace e prosperità bisogna concepire le condizioni istituzionali e politiche che rendano possibile la costituzione di uno stato palestinese moderno e democratico. Senza Hamas ovviamente.

  82. Sì però se il teatro La Fenice nomina la Venezi (notoriamente meloniana) allora apriti cielo! Bisogna sbatterla fuori: ecco chi sono i fascisti di sinistra.
    Inoltre condivido quanto espresso da Enri sull’agire di Barmasse (per estensione io coinvolgo anche la bandiera dei Dru: sbagliato metterla). Le montagne sono di tutti e per questo non devono essere di “qualcuno” in particolare. O tutti o nessuno: o mettiamo tutti, sulle cime, la bandiera in cui crediamo (e le montagne diventano coperte di bandiere) oppure nessuno mette nessuna bandiera (come sostengo io). Lo stesso vale per l’arte, la cultura e lo sport. Per inciso io ero a favore del direttore russo e sono a favore di riammettere gli atleti e le squadre russe nelle competizioni, così come sono contrarissimo a escludere – come si legge – atleti e squadre israeliane dalla competizioni. L’attore Servillo che, sul palco della premiazione del Festival del cinema di Venezia, ha approfittato di una momento di risalto mediatico per inneggiare alla Flottilla, ha SBAGLIATO alla grandissima. Dico che Servillo ha sbagliato non perché a lui piaccia la Flottilla (che io ovviamente disprezzo!), ma per averlo detto in quel contesto sporcando un momento culturale (errore analogo alla bandiera di Barmasse sul Cervino).
    Io sono un esplicito sostenitore della causa israeliana, ma se mi fossi permesso di mettere una bandiera di Israele su una cima, vi sareste scagliati contro, così come il mondo degli “illuminati di sinistra” si scaglia aspramente contro la Venezi, solo perché è di destra.
    (Battimelli: “che pena” guarda che riguarda te, se ormai un residuato juarissico di un mondo ideologico che NON esiste più da almeno 15 anni)

  83. Quanto al Cervino, non credo che sia una bandia ad appropriarsi di questa montagna, quanto piuttosto le corde fisse, scale e catene, oltre due bivacchi fissi che lo  imbrigliano da sempre.

  84. La politica fa parte di noi, quindi non vedo perchè non dovrebbe riguardare l’arte, la cultura e lo sport. Un artista con la sua opera esprime un pensiero, un idea, una visione, racconta la realtà non sempre e solo la fantasia.
    Dal momento che in cima alle vette, spesso e volentieri, ci sono delle Croci, per altro fisse, che sono li a rappresenatre da sempre a testimoniare gli usi, costumi e credenze della gente dei luoghi. Non vedo perchè non ci debba stare per un periodo limitato una bandiera da togliere. Una bandiera che è un messaggio di protesta, una denuncia contro uno stato che fa finta di condannare l’enorme violenza distruttiva ed omicida che sta portando avanti Israele. Fa finta perchè continua a fornire armi ad Israle, gli interessi economici, finanziari evidentemente sono più importanti della vita delle persone.
    Non si può sempre fare finta di nulla girandosi dall’altra parte.

  85. No Gianni, Picasso ha fatto malissimo a dipingere Guernica: ha strumentalizzato l’arte e la cultura a favore di pericolosi terroristi che uccidevano preti e suore e che si nascondevano usando i civili come scudi umani…

  86. Ma certo, “arte, cultura e sport devono stare al di fuori da bagarre di questo tipo”. Pensa per esempio a quel gran coglione di Picasso, che invece di starsene tranquillo al posto suo ha perso tempo a dipingere Guernica, e così facendo ha “strumentalizzato l’arte per motivi politici”. Cazzo, avrebbe dovuto produrre un altro dipinto istoriato di svastiche e fasci littori. Invece no, perché era evidentemente “un vero fascista”. Che pena, Crovella.

  87. Barmasse ha sbagliato a mettere la bandiera palestinese sulla vetta del Cervino, anzi per essere precisi annodata alla Croce, non perché il motivo di fondo per cui ha creduto di doverlo fare sia sbagliato ( e’ libero di esternare ciò che pensa) ma perché si e’ appropriato di una cima, tra l’altro non molto anonima…. il Cervino non e’ suo. E se parliamo di libertà di espressione allora dobbiamo prima di tutto chiederci se il modo di esprimere le nostre idee non sia in qualche modo una usurpazione o quantomeno limitazione dello spazio altrui. Per me Barmasse ha sbagliato, ripeto non per le ragioni di fondo che sono sue e non le discuto ma per il modo. Sulla vetta di tutte le montagne hanno diritto a starci tutte le bandiere del mondo e per questo non e’ necessario metterci questa o quell’altra. 

  88. È’ proprio vero quello che sostengo da anni (ben prima del tema Gaza degli ultimi 24 mesi) cioè che i veri fascisti stanno SOLO a sinistra

    Sarà come dici te. Mentre gli assassini stanno a destra.

  89. “Sono convinto da sempre che arte, cultura e sport…devono stare al di fuori da bagarre di questo tipo.”
    “NON si può strumentalizzare l’arte la cultura, lo sport”
    Si, certo.
    Finché sta bene a te, poi se si tratta di Russi, per esempio, allora è giusto impedire a un direttore di dirigere un’orchestra o a un regista di partecipare a una mostra a uno scienziato di lavorare in territorio NATO, a un atleta di competere
    Tutte cose naturalmente mai avvenute e che non potrebbero MAI avvenire, nella culla della democrazia e ni paesi liberi e democratici…
     
    Ma perché poi dovresti andare a mettere una bandiera israeliana (posto che tu ci riesca, ovviamente…): se aspetti solo un po’ è probabile che arrivi l’ordine e ci vada direttamente la polizia

  90. Sono convinto da sempre che arte, cultura e sport (in questo caso inteso in senso lato, comprende anche l’alpinismo) devono stare al di fuori da bagarre di questo tipo. Ha sbagliato anche Barmasse che ha (così si legge) ha piantato una bandiera palestinese in vetta al Cervino. Andare in montagna è un’attività trasversale e coinvolge persone con ideologie molto diverse, addirittura opposte e conflittuali: gente di destra e gente di sinistra, cattolici (intesi come praticanti) e atei e così via. NON si può strumentalizzare l’arte la cultura, lo sport e oggi aggiunto le montagne per proclami politici. Allora io vado a mettere una bandiera israeliana e voglio vedere come reagite! Vi esprimeresti tutti indignati, nei confronti di una bandiera israeliana, avvalorando una censura ideologica di parte. O mettiamo bandiere di ogni fazione o NON mettiamo alcuna bandiera (io sono per questa ipotesi). Ma avvalorare bandiere solo di una fazione e osteggiare quelle della fazione avversa è un comportamento fascista, nei fatti. E’ proprio vero quello che sostengo da anni (ben prima del tema Gaza degli ultimi 24 mesi) cioè che i veri fascisti stanno SOLO a sinistra

  91. Forse hai ragione Alex, però a me pare che ci possano essere questioni per cui anche le montagne possano essere usate per mostrare e dimostrare.
    Dalle dimostrazioni di Mountain Wilderness sul Bianco, alla pulizia del canalone della Marmolada, a 100 cime per Gaza o una bandiera sul Dru.

  92. Vorrei condividere una riflessione: ridurre le montagne a teatro per esporre bandiere o simboli politici – anche se a qualcuno stanno a cuore – rischia di trasformarle in terreno di contesa. Ci sarà sempre un “avversario” pronto a rispondere con un altro simbolo, un’altra bandiera.
    Ma le montagne non sono lì per noi, né per essere usate come pretesto per affermare o aggredire. Hanno un valore che va oltre le nostre divisioni.
    Credo sia nostro dovere rispettarle, lasciandole fuori dalle contrapposizioni.

  93. Dovevano – bruttissimo a dirsi dal punto di vista ecologico ma ferocemente realista – dipingere la roccia e non svolgere una bandiera.
    Saluti. MS

  94. Un simbolo pubblico, un gesto inutile e visionario ma potente per dire “io non ci sto”.
    Solo chi ha messo il naso da quelle parti può capire la fatica e l’impegno necessari a portare quel po’ po’ di bandiera in quel posto.
     
    Bravissimi, vorrei conoscerli per poter stringere loro la mano!
     

  95. In questi pochi anni l’occidente ha fatto cedere la propria maschera, rivelandosi predatore aggressivo, bugiardo e ipocrita.
    E’ vero, noi viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma a spese di qualcun altro, e le cose ora stanno cambiando.

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