Bloccare il nuovo stadio di Milan e Inter

Bloccare il nuovo stadio di Milan e Inter
(se Beppe Sala è davvero “verde”)
di Salvatore Bragantini
(pubblicato su Domani del 20 marzo 2021)

Sempre deprechiamo il poco coraggio dei politici, inchiodati alla vista corta; sosteniamo allora chi si sottrae alla deprimente prassi, come ora il Sindaco di Milano Beppe Sala. Egli non approverà il nuovo stadio finché non sarà definita la proprietà dell’Inter, facente capo al gruppo cinese Suning, che sta laboriosamente negoziando la vendita con alcuni gruppi finanziari. L’Inter, con il Milan che non si espone ma è in linea, spera nell’approvazione, prima delle elezioni comunali, del mega-piano per lo stadio che dovrebbe sostituire il Meazza, la “Scala” del calcio. L’Inter fa l’offesa, dice che il Comune è irrilevante nel processo amministrativo e perfino: “Esistevamo prima di Sala e continueremo ad esistere anche dopo il suo mandato”. Suning e il presidente Inter, Steven Zhang, devono venire proprio da troppo lontano, per ignorare l’attaccamento dei milanesi, interisti e milanisti inclusi, alla storia plurisecolare del Comune che – ne stiano essi certi – esisterà anche quando dei loro fasti si sarà persa traccia. La ben integrata comunità cinese a Milano gli dia qualche buon consiglio.

Vacua suona la minaccia di Zhang di realizzare altrove il nuovo stadio; la sede alternativa – pare Sesto S. Giovanni – sarebbe snobbata dai tifosi, non spaventerà Sala.

L’attuale Stadio di San Siro “Giuseppe Meazza”

Zhang è nervoso anche perché sul progetto è appena caduta un’altra tegola: il certificato di idoneità statica del Meazza per il decennio 2020-2030, firmato dall’ingegner Antonella Antonelli, Responsabile della progettazione strutturale di Metropolitana Milanese, smonta i timori sulla stabilità avanzati da chi vuole abbatterlo.

È inutile strologare sui benefici per Milano del mega progetto; proprio non ce n’è, se tale non pare lo sventramento del luogo, su cui Inter e Milan puntano la sorte. Entrambe, ricordiamo, hanno padroni di incerta stabilità. Se Suning vuol vendere l’Inter ad un fondo di private equity, il Milan un tale padrone l’ha già nel gruppo Elliott, gestore di fondi per circa 42 miliardi di dollari, che dichiara di controllarlo al 96 per cento.

Arriviamo alla ragione del piano. Il Milan s’è impegnato a partecipare ad investimenti di 1,2 miliardi di euro per costruire un impianto “allo stato dell’arte ed un innovativo distretto multifunzionale”. Lo stesso ha fatto l’Inter, cui però mancano i mezzi per adempiere all’impegno. Se sentite puzza di speculazione cementizia, residenziale e commerciale, ci sono due notizie: quella buona è che non avete il CoVid-19, quella cattiva è che avete ragione.

Rendering del progetto

Suning deve vendere perché vuolsi così dove si puote ciò che si vuole; Pechino ha ottimi argomenti e noi più non dimandiamo. Per riportare in patria soldi veri, a Suning il progetto serve come l’ossigeno nell’aria; quando avesse in tasca il sigillo comunale, venderebbe più in fretta e molto meglio. Ballano tanti soldi, non bruscolini, Zhang si dia pace, non può ignorare il Comune, lo sa anche il più cauto Milan; il suo controllante Elliott non deve ancora vendere, ma dimostrare che l’investimento s’apprezza è anche per loro necessario. Potrà vendere con calma più avanti, a progetto ben avviato, magari dopo la fine del CoViD-19.

È stupido bloccare progetti necessari, saggio bloccare quelli, più che inutili, dannosi. Nessuno biasima Elliott e Suning se fanno il loro lecito interesse; rispettino però chi incarna quello pubblico, quando sa fare anche la sua, e nostra parte, magari con ancor maggior vigore di loro.

Vuole rinverdirsi? Bene così, Sindaco!

La Petizione
La Petizione “In difesa dello stadio pubblico Meazza a San Siro” è stata inoltrata dal Comitato Coordinamento San Siro alla Commissione Europea in dicembre ed è anche stata fatta richiesta di una procedura d’urgenza, richiesta presentata dall’europarlamentare Eleonora Evi. La richiesta è stata accolta con una votazione unanime: dimostrazione che la questione Stadio San Siro non è solo una storia di un quartiere e nemmeno di una sola città, bensì una questione internazionale. La Petizione si basa su tre pilastri: il valore storico e architettonico, l’importanza antropologica e la rilevanza paesaggistica di uno stadio che si può ristrutturare.

In particolare si chiede:
● Salvaguardia di una area pubblica di 5 ettari di verde profondo con alberi ad alto fusto
● Stop a una speculazione finanziaria di società estere
● L’arresto di un’enorme cementificazione con forte impatto ambientale
● Conservazione dell’identità del quartiere
● Partecipazione alle scelte urbanistiche della città e ascolto dei pareri cittadini le cui proposte di progetti alternativi non sono state prese in considerazione
● Riconoscimento dei diritti dei cittadini 

Quanto sopra, anche in considerazione del fatto che si tratta di:
● Opera pubblica di proprietà del Comune di Milano
● Affittata a società estere
● Società estere che vorrebbero abbattere un bene pubblico dello stato italiano

La Petizione è ora visibile anche al pubblico (in una sintesi) sul Portale del Parlamento europeo. Per sottoscriverla questo è il link per accedere al portale in lingua italiana 

https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/home

Vi chiederanno di registravi: prendetevi un paio di minuti per immettere i vostri dati. Una volta registrati, potete fare il login. A questo punto vedrete nella parte in alto a destra una casellina con scritto “ricerca rapida”: lì digitate san siro e vi apparirà la sintesi della petizione. Cliccate su “sostegno consentito”, andate in fondo e cliccate “sostieni”. Vi verrà data conferma della sottoscrizione.

4
Bloccare il nuovo stadio di Milan e Inter ultima modifica: 2021-03-30T04:36:00+02:00 da GognaBlog

9 pensieri su “Bloccare il nuovo stadio di Milan e Inter”

  1. 9
    albert says:

    Recente lettura: nei pressi  di Monte Baldo servito da funivia di Malcesine.Ipotesi di spesa di 100mila euro per piazzamento di mega Croce di 18 metri in legno, piu’  illuminazione, strade, recinzioni, panchine, cemento e  concessione in gestione trentennale a canone annuale irrisorio  a societa’ che organizzera’ pellegrinaggi.

  2. 8
    albert says:

     Volendo, sul web si trova elenco degli impiantisciistici in disarmo e pure di mega villaggi vacanza attigui, come pure di enorme deposito di mezzi blindati lasciati deperire…persino di Centrali lettriche a carbone. Negli anni  70 sembrava che deicarri Leopard non si potesse fare a meno.Ora ci sono nuovi modelli..con placche corazzate e canna liscia..In demolizione pure le meganavi da Crociera Michelangelo e Raffaello… e gli aerei Jumbo.
    In compenso abbandonata l’industria farmaceutica e sierologica nazionale in mani di multinazionali.
    Che fine hanno fatto alcuni stadi  usa e getta mondiali 90?

  3. 7
    GognaBlog says:

    La Petizione
    La Petizione “In difesa dello stadio pubblico Meazza a San Siro” è stata inoltrata dal Comitato Coordinamento San Siro alla Commissione Europea in dicembre ed è anche stata fatta richiesta di una procedura d’urgenza, richiesta presentata dall’europarlamentare Eleonora Evi. La richiesta è stata accolta con una votazione unanime: dimostrazione che la questione Stadio San Siro non è solo una storia di un quartiere e nemmeno di una sola città, bensì una questione internazionale. La Petizione si basa su tre pilastri: il valore storico e architettonico, l’importanza antropologica e la rilevanza paesaggistica di uno stadio che si può ristrutturare.

    In particolare si chiede:
    ● Salvaguardia di una area pubblica di 5 ettari di verde profondo con alberi ad alto fusto
    ● Stop a una speculazione finanziaria di società estere
    ● L’arresto di un’enorme cementificazione con forte impatto ambientale
    ● Conservazione dell’identità del quartiere
    ● Partecipazione alle scelte urbanistiche della città e ascolto dei pareri cittadini le cui proposte di progetti alternativi non sono state prese in considerazione
    ● Riconoscimento dei diritti dei cittadini 

    Quanto sopra, anche in considerazione del fatto che si tratta di:
    ● Opera pubblica di proprietà del Comune di Milano
    ● Affittata a società estere
    ● Società estere che vorrebbero abbattere un bene pubblico dello stato italiano

    La Petizione è ora visibile anche al pubblico (in una sintesi) sul Portale del Parlamento europeo. Per sottoscriverla questo è il link per accedere al portale in lingua italiana 

    https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/home

    Vi chiederanno di registravi: prendetevi un paio di minuti per immettere i vostri dati. Una volta registrati, potete fare il login. A questo punto vedrete nella parte in alto a destra una casellina con scritto “ricerca rapida”: lì digitate san siro e vi apparirà la sintesi della petizione. Cliccate su “sostegno consentito”, andate in fondo e cliccate “sostieni”. Vi verrà data conferma della sottoscrizione.

  4. 6
    albert says:

    Cambiate le ciscostanze,si nota analogia con nuovi caroselli sciistici e nuovi impianti,  laghetti  di riserva per neve artificiale,  mega resort residence con negozi e ristoranti e pizzerie sottostanti..a fronte di un calo di utenti spettatori e praticanti.Nel mio paesello il vecchio stadio di calcio era aperto pure  ad altri sport   su scalinate  e pista atletica asfaltata.Una volta modernizzato  a spese dei cittadini pagatasse,  concesso in gestione a societa’ miglior offerente, cancelli chiusi ed ingresso riservato.  Alle partite vanno solo i parenti e le morose..50  paganti su  500 posti disponibili… profusione di striscioni pubblicitari di aziendine pretenziose, pure queste a gestione famigliare.Essendoci poi   4 frazioncine,  pure un campo calcio elettorale  con spogliatoi, docce,  manutenzione manto erboso  ecc. per ciascuna, sempre a cancelli chiusi tranne che  alcuni giorni festa del patrono frazionale.Per il momento i comitati di frazione non hanno chiesto pure per loro “emarginati “a 3-4 chilometri di distanza dal centro, il manto in erba sintetica come nel campo principale omologato ,   ma forse stanno rosicando. Esiste pure una piattaforma  regolare per  basket all’aperto, ma i ragazzini liberi praticanti vengono minacciati ed allontanati da occupanti panchine  per uso non sportivo.Ovviamente  in campagna elettorale 5-nnale ci si fa vanto dei miglioramenti degli impianti e se ne promettono dinuovi…che rimarranno cattedrali nel deserto dato che  i giovani son sempre meno e se ne vanno.

  5. 5
    Roberto Pasini says:

    Alberto quando il denaro viene usato per “ungere le ruote” (come dicevano i vecchi costruttori, ma anche i geometri di paese) si distribuisce in vari rivoli che finiscono poi in tasche diverse e negli ultimi decenni sono emerse infiltrazioni ben più inquietanti dei tradizionali addetti alla “raccolta” dei “contributi” alla politica.

  6. 4
    Alberto Benassi says:

    Pasini non si autofinazia solo la politica.
    Daiiiiii….!!!

  7. 3
    Roberto Pasini says:

    Craxi, nel famoso discorso in Parlamento, aveva detto con la sua durezza e il suo freddo cinismo ciò che tutti sapevano e sanno. Il meccanismo di autofinanziamento e il costo della politica nelle moderne democrazie occidentali. Per questo non è mai stato perdonato. Credete che le cose siano davvero cambiate ad esempio nel mondo dell’edilizia? Avete idea di cosa costa una campagna elettorale in una città come Milano? Decine di milioni. Ci vogliono gli “sponsor” (diciamo così). Non sono piu i partiti a finanziare i candidati ma i candidati che finanziano i partiti. Mi risulta che alle ultime politiche i candidati di destra e di sinistra dovessero dare al partito un contributo di qualche decina di migliaia di euro. Funziona così ora. C’è un’alternativa? Preferiamo la Cina? I paesi arabi, sudamericani, africani ? Ottimismo della volontà e pessimismo della ragione. 

  8. 2
    Alberto Benassi says:

    Se sentite puzza di speculazione cementizia, residenziale e commerciale, ci sono due notizie: quella buona è che non avete il CoVid-19, quella cattiva è che avete ragione.

    si sente anche da lontano.

  9. 1
    Geri Steve says:

     
    STADI, CAVALLI DI TROIA
     
    Ormai è un classico che la costruzione di uno stadio serva da cavallo di Troia (nel senso della città, ma non solo) per sporchissime speculazioni edilizie.
    A Roma si è riusciti a fermare stadio e porcata, ma se cambia la maggioranza, chissà.
     
    La penetrazione cinese mi fa paura: non è soltanto una questione di predominio finanziario, è questione di libertà giustizia e democrazia: vedi Hong Kong, Birmania, Formosa, Nord Corea…
     
    Purtroppo Sala è il baluardo meno credibile al mondo contro la speculazione edilizia e la corruzione: vedi Expo. Ma è augurabile che stavolta (come successo a Roma) la società civile si faccia  sentire più delle tifoserie
     
    Auguri di buona resistenza.
     
    Geri
     
     

La lunghezza massima per i commenti è di 1500 caratteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.