Class action internazionale contro USA e Israele

Siamo timorosi che il contenuto (finora inedito) di questo post possa esporre GognaBlog e Totem&Tabù al boicottaggio/persecuzione del sito da parte di qualche organo istituzionale. Molti commentatori parleranno di utopia. A dispetto di tutto ciò, noi lo pubblichiamo nella speranza che altri organi di informazione indipendenti e non soggetti a ricatti economici lo riprendano.

Class action internazionale contro USA e Israele
di Massimo Silvestri

Dopo la guerra di USA e Israele contro l’Iran i costi degli approvvigionamenti petroliferi sono esplosi:
https://www.analisidifesa.it/2026/08/ue-e-italia-sono-le-piu-penalizzate-dal-caro-energia/

Mi sono messo a fare quattro conti della serva dei quali riporto i dati salienti (in Euro):
UE: 78 miliardi (di cui 13 per la sola Italia)
Cina: 35 miliardi
India: 22 miliardi
Estremo oriente con Giappone: 49 miliardi
Africa: cifra non pervenuta
Area Oceania (Australia, Nuova Zelanda): cifra non pervenuta
America meridionale: cifra non pervenuta

Chi ci ha guadagnato?
Medio Oriente, USA e Russia!
Infatti il Medio Oriente ha beneficiato di un saldo positivo di 61,2 miliardi, il Nord America di 47 miliardi e la Russia di 35,9 miliardi (in totale 144 miliardi di Euro).

Se per le prime 4 aree geografiche sopra riportate siamo a 184 miliardi di Euro potrebbe essere corretto stimare, probabilmente per difetto, in almeno 250 miliardi di Euro il danno complessivo (in dollari circa 290 miliardi di dollari)?

Subito dopo aver fatto questi calcoli, ho trovato questo:

https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/26/paesi-ue-quasi-41-miliardi-di-costi-fossili-in-piu-la-crisi-di-hormuz-svela-la-fragilita-e

Come potete leggere, non 250 ma 282 miliardi di Euro a livello globale! Ci sono andato vicino… e per difetto!

Mi sta bene che le rinnovabili possano contenere l’esborso economico limitando le importazioni, ma intanto il danno è stato fatto! E per dirla con Toto’: “e chi paga?” Ma, è ovvio! Paghiamo tutti noi!

Limitiamoci per il momento ad analizzare solamente l’aspetto economico di cui ci interesseranno le implicazioni in sede civile, il che è ovviamente solo una parte del problema. Il problema nella sua globalità riguarda anche e soprattutto le vittime (morti e feriti) civili – compresi i minori – e militari, per i quali si apre il più ampio campo delle implicazioni penali internazionali, le distruzioni materiali di edifici, infrastrutture, vie di comunicazione, imbarcazioni, ecc. anch’esse da aggiungere e quantificare per entrambe le parti, oltre ai danni ambientali correlati (anche questo valutabile in sede penale, oltre a quello civile).

Voglio subito sgombrare il campo da possibili equivoci: ritengo il regime attualmente presente in Iran uno dei peggiori regimi antidemocratici e sanguinari presente sulla faccia della terra (purtroppo non l’unico… ma sicuramente uno che fa scuola), con diritti civili politici azzerati e uguaglianza di genere pure azzerata. La mia simpatia per pasdaran e soci è semplicemente al di sotto dello zero.

Ci sarebbe già da discutere se un mandato internazionale (ONU, tanto per intenderci…) possa o meno autorizzare l’apertura di un conflitto, come già avvenuto in passato (es. Iraq, Bosnia, ecc.). Ma NESSUNO, dico NESSUNO, è autorizzato ad aprire conflitti con chiunque, soprattutto se al di fuori di un mandato internazionale. Quanto accaduto tra USA e Israele da un lato e Iran dall’altro è semplicemente un atto di pirateria internazionale perpetrato dai primi sul secondo. Punto e basta. In cui hanno anche tentato di coinvolgere la Nato che in questa area geografica c’entra come i cavoli a merenda…

Se non fosse tutto vero sarebbe un tema da film dell’orrore!

E’ probabile che dietro tutto questo ci siano i file Epstein in mano al Mossad, mina vagante contro Trump, che, ricattato da Israele, si è dovuto muovere secondo i diktat di Netanyahu. E del resto, come poi si è verificato, il guadagno petrolifero degli USA ci sarebbe stato, anche se i maggiori costi sarebbero ricaduti sui consumatori di tutto il mondo, consumatori USA compresi…

Sta di fatto che la guerra è partita, il vecchio Khamenei è stato fatto fuori subito ma invece del risultato sperato di una caduta del regime iraniano in 15 giorni, come avvenuto in Venezuela, lo stesso si è rafforzato e soprattutto – come evidentemente prevedibile – si è assistito al blocco di Hormuz con il taglio del 20% delle forniture petrolifere mondiali. Il resto lo hanno fatto le borse internazionali (compresa la borsa del gas naturale collegata surrettiziamente al mercato petrolifero) e gli speculatori internazionali con il risultato che a sei mesi esatti dal 28 febbraio 2026 il costo economico globale ammonta a 282.000.000.000 di Euro… (scritto in questo modo forse è più pregnante).

Lo Stretto di Hormuz

Che fare?
Mettiamo per favore da parte l’ipotesi che siano gli Stati – singoli o associati, vedi UE – a muoversi in ottica risarcitoria dei danni perpetrati: nessuno Stato nazionale si muoverà mai contro USA e Israele! Basta solo vedere l’ignobile acquiescenza mondiale contro i dazi imposti da Trump al mondo intero fermati solo da una sentenza della Corte Suprema degli stessi Stati Uniti per rendersene conto e la tragicissima farsa di Gaza e della Cisgiordania (questo è tutt’altro argomento su cui riflettere in modo separato) per sperare in un accordo risarcitorio internazionale.

Eppure una soluzione ci sarebbe, anzi c’è!

Una class action mondiale: un miliardo di soggetti giuridici contro USA e Israele
Non sono gli Stati a doversi muovere ma le persone fisiche e giuridiche di tutto il mondo. E’ necessario intentare una causa risarcitoria mondiale verso USA e Israele! Un miliardo di cittadini e di imprese di tutto il mondo danneggiate dall’aumento dei costi dell’energia che fanno fronte comune ed intentano un’unica causa risarcitoria verso i due Stati, allegando gli estremi economici degli extracosti dal 28 febbraio 2026 sino alla data in cui i prezzi all’origine torneranno ai valori precedenti il 27 febbraio 2026 (probabilmente mai).

Come dovrebbe svilupparsi quest’azione collettiva?
In primo luogo con la requisizione dei beni patrimoniali ed economici personali di tutti coloro che nei due Stati hanno votato a favore dell’intervento, includendo anche i beni dei congiunti, conoscenti e parenti verso i quali ci sarà il tentativo di riversare i capitali personali e con particolare riferimento a tutte le transazioni speculative da insider trading che hanno coinvolto i membri dei due Governi. Quest’azione ha come primario scopo quello di far capire che chi non rispetta il diritto internazionale paga di tasca propria gli errori commessi. E’ un deterrente fortissimo verso l’apertura di nuovi conflitti.

Poiché i risarcimenti con la requisizione dei beni personali pagheranno solo in minima parte i danni, in secondo luogo si procederà con la requisizione cautelativa dei beni mobili ed immobili di proprietà dei due Stati sovrani che hanno avviato le ostilità a somiglianza delle requisizioni di beni della criminalità transnazionale.

E’ evidente che un’azione collettiva di questo tipo potrebbe applicarsi anche ad altre situazioni di conflitto internazionale che abbiano causato diffusi danni economici a carico di nazioni non direttamente coinvolte nel conflitto, ma quello della guerra all’Iran è sicuramente il caso in assoluto più eclatante e macroscopico.

E’ altrettanto evidente che nei risarcimenti dovranno anche essere quantificati ed aggiunti a carico dei sopra descritti responsabili anche tutti i costi legali di risarcimento.

Si tratterebbe ora di creare un pool di avvocati e giuristi specialisti in diritto internazionale ed in risarcimento dei danni che, sulla base dei danni economici – diretti, ma anche indiretti! – stimati dai propri clienti (persone fisiche e imprese):
– pubblicizzi l’iniziativa tramite canali di informazione internazionali (immagino già il boicottaggio che si attiverà sui maggiori social…);

– costituisca i Comitati Nazionali di risarcimento da attivare in tutte le nazioni danneggiate per raccogliere le segnalazioni;

– approfondisca gli estremi giuridici di azione legale nei due Stati di cui sopra;

– proceda con azioni di sequestro dei beni personali e blocco dei patrimoni pubblici dei due Stati;

– provveda alla redistribuzione tra gli attori delle somme requisite.

In questa sede di una sola cosa mi sorprendo: ed è come un’azione di questo tipo alla quale è arrivato uno come me che è un semplice cittadino ignorante (nel senso etimologico del termine) non sia stata valutata in sede politica o sindacale o comunque istituzionale: ciò la dice lunga sul fatto che gli organi istituzionali per convenienza politica mai si muoveranno per primi…

Voi cosa ne pensate? C’è almeno uno dei miei 25 (?) lettori disposto a valutare l’azione legale?

Class action internazionale contro USA e Israele ultima modifica: 2026-09-03T04:53:00+02:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

29 pensieri su “Class action internazionale contro USA e Israele”

  1. Se la vostra protesta ideologica fosse a 360 gradi contro tutte le oppressioni, non avrebbe alcun senso anche solo parlare di class action contro Trump-Nethanyah per le ripercussioni sui prezzi energetici e quindi sulle nostre bollette e sul prezzo della nostra benzina. Io sono disposto a pagare la benzina che consumo anche 5 euro al litro (più del doppio degli attuali picchi) e forse anche 10 euro al litro,  pur di verificare che gli attacchi all’Iran eliminano davvero tutti gli esponenti del regime (dagli ayatollah fino all’ultimo pasdaran), in modo tale da non leggere MAI più notizie tristi come quella che ho citato e sapere che i cittadini iraniani vivranno sereni, in un clima democratico. Certo mi auguro che, a quel punto, ogni iraniano sia consapevole di ciò che gli ha regalato l’Occidente (liberandolo dall’attuale regime) e quindi preferisca che l’Iran si collochi “liberamente” nella squadra dei paesi filo occidentali piuttosto che in quella degli anti occidentali

  2. Ciò che mi irrita senza possibilità di scampo è che i buonisti di casa nostra sventolino indefessi le bandiere palestinesi e abbiano fatto (solo in Italia) circa 1500 manifestazioni di piazza per Gaza (con cartelli “Meloni assassina”), ma non si ravvisa neppure un loro cenno per le infinite altre tragedie del mondo, dai civili ucraini massacrati dai droni russi al popolo iraniano impiccato sommariamente, dai Rohingya (Birmania) agli Uiguri (nird ovest della Cina) per non parlare delle vittime civili della guerra intestina del  Sudan (pare il doppio di quelli di Gaza). Perché la protesta è solo in una direzione? Se la vs battaglia ideale fosse genuina, andrebbe diretta a tutte le forme di oppressione e di sofferenza. Invece è focalizzata solo su alcune specifiche situazioni e, in particolare dal 2023, sull’agire di Israele. Io sono sempre più convinto che la risposta non si trova sul lato “oppressi”, ma sul lato “oppressori”: è lì che fate le vs differenze. Fuor di metafora: vi stanno sulle palle gli israeliani che, essendo ebrei, rientrano nel grande popolo ebraico e quindi vi stanno sulle palle gli ebrei per cui protestate contro gli ebrei. Perché gli ebrei, nonostante tutte le persecuzioni che hanno subito nella storia, sono talmente tosti che ancora oggi occupano i posti chiave nelle architetture politico-economiche degli stati occidentali. Ergo l’agire degli israeliani vi fornisce un pretesto per esprimere la ribellione al “sistema”, non quello di Israele, ma questo qui, il nostro, nei cui gangli chiave, prima o poi, incontrate un ebreo, il quale, normalmente, in qualche modo vi sbarra la strada. E’ questo il vero punto nodale della questione, non nella sofferenza di questo o di quel popolo oppresso o perseguitato.

  3. Ri-sottolineo che personalmente sono convinto che l’attività militare dell’Occidente sia necessaria, fondamentalmente in funzione difensiva, ma a volte anche offensiva (dove è utile per esigenze geopolitiche o di controllo delle risorse, specie energetiche), non chiudo completamente la porta all’idea che l’Occidente possa anche intraprendere delle guerre con finalità “umanitarie”, ovvero liberare i popoli da regimi sanguinarti e repressivi. In quest’ottica avrebbe senso una guerra decisiva (cioè finalizzata al totale annientamento degli ayatollah) in Iran. L’attuale regime è uno dei peggiori al mondo, come si evinge da questo oodireno articolo tratta da La Stampa
    Iran, la fabbrica delle condanne a morte: Taraneh ha 19 anni e aspetta il boia
    Ha dovuto firmare una confessione altrimenti la sua sorella gemella sarebbe stata violentata davanti ai suoi occhi. Le autorità iraniane hanno arrestato arbitrariamente migliaia di persone, almeno 50mila tra manifestanti, giornalisti, avvocati e attivisti

  4. Ma qualcuno , in un remotissimo angolo del proprio cervello , crede che si possa cambiare la situazione in Medio Oriente mettendo in carcere Nethanyau , senza essere in grado di prendere delle decisioni e di farle rispettare ?
    Forse come Bonelli o Conte credete che , da tontoloni inconsapevoli dei fatti , lanciando una monetina le cose si aggiusteranno da sole senza guerre ?
    O che facendo un bel “corso di amore” di 6 ore a quello che ha buttato giu la ex dal viadotto , lui cessera’ di essere stronzo ?
    Benedetta ideologia.

  5. Tutto vero, sarebbe meraviglioso metterlo davanti alle loro responsabilità, anch’io dico, di dove si firma ?

  6. Prego, accomodatevi. L’ho già detto, fate pure. Poi vedremo. Ognuno fa il tifo per la propria squadra, la mia è diametralmente opposta alla vostra, per cui non ci capiremo mai. Guardando il mondo dei gg nostri, mi pare però che l’aria che tira (e soprattutto che tirera’) non sia la vostra. In Vietnam han perso la guerra gli USA per errori strategici e mica per le manifestazioni interne, pur in una fase storica di buonismo prossimo ai massimi, mentre oggi è in cantina. Il Sud Africa, ma che c’entra? Li si era consumato dall’interno l’apartheid, anche per questioni di confronto numerico. Mica si era mosso l’Occidente… Per il 1999, è assodato che gli aerei militari italiani abbiano partecipato ai bombardamenti congiunti su Belgrado, con numerosissime vittime civili (alla faccia dell’art 11: anche gli ex PCI devono chinare la testa alla realpolitik, che comanda sempre sugli ideali, sarà amaro dirlo, ma è la verita’)

  7. “non mi pare proprio che l’Occidente si sia veramente impegnato per liberare popoli dalla tirannia per poi lasciarli “liberi”…sono sempre state determinate da interessi “concreti” (cioè da esigenze geopolitiche, di controllo di materie prime – in particolare energetiche, ma non solo
    Crovella, questa è in assoluto l’ovvietà più evidente di sempre, sulla quale tutti siamo assolutamente d’accordo.
    Solo che a te sta bene che sia così, anzi fai il tifo perché l’Occidente sia ancora più aggressivo e colonialista. Tifi per la guerra.
    A molti di noi, più di quanti immagini, non sta bene. Non stava bene allora e non sta bene adesso.
    Non riteniamo che il controllo capitalista delle risorse sia un motivo sufficiente.
    E lo diciamo, esponiamo bandiere e protestiamo.
    Non serve a un cazzo? Forse, ma forse no. In Vietnam a qualcosa é servito e anche con il Sud Africa.
     
    P.S.: guarda che sull’aggressione alla Serbia non hai capito proprio niente: consiglio una più attenta rilettura di Limes
     

  8. Ma davvero c’è qualcuno ancora convinto che la sola manifestazione di dissenso, anche se massiccia nelle dimensioni, possa modificare il quadro strutturale in essere? Guardate le 1500 manifestazioni di piazza di stampo propal che si sono tenute in Italia dal 2023 in poi: grande clamore, cartelli Meloni Assassina e Segre nazista e poi alla fin fine cosa è cambiato? Niente!. Quindi NON discuto n* voglio impedire il vs diritto di manifestare, ma siete davvero degli illusi se pensate che le manifestazioni di dissenso siano in grado di cambiare le cose. In sintesi, avete ragione a esprimere i vs ideali: prego accomodatevi, vedremo cosa ne esce fuori…

  9. Piu’ facciamo casino e rendiamo pubblico il dissenso di noi che siamo tanti, meglio e’. Quindi anche la class action, anche non se non arriva alla conclusione finale, puo’ essere utile per fare capire a lor signori che non hanno di fronte un branco di pecoroni da tosare

  10. Giuseppe ha le idee chiare: l Europa intera con i suoi cittadini è chiaramente sotto scacco monetario studiato finemente a tavolino…siamo limoni risparmiatori da spremere e i soldi si prendono dove ci sono,altro che colpe all Iran o invasore Russo il vero scopo è sfruttare la nostra eterogeneità e quindi debolezza politica…augh 
    Poi per quanto riguarda l articolo ben vengano sveglie,cifre e provocazioni! Consci però della impossibilità di realizzare tali proposte Cervantesche.

  11. (*) da 17. Anche nel periodo d’oro di quello che io chiamo il buonismo (democrazia, diritti per tutti, mondo regolato dal diritto internazionale ecc, ecc ecc), non mi pare proprio che l’Occidente si sia veramente impegnato per liberare popoli dalla tirannia per poi lasciarli “liberi”. Tutte le guerre degli USA (Corea, Vietnam, Golfo 1 e 2, Irak, Afghanistan, non parliamo di tutti i pasticci fatti in America Centrale – Nicaragua ecc) sono sempre state determinate da interessi “concreti” (cioè da esigenze geopolitiche, di controllo di materie prime – in particolare energetiche, ma non solo – e affaristiche), mica dal buonismo di agire come “evangelizzatori” che portano il verbo della democrazia e della libertà ai popoli oppressi. L’unico esempio (in realtà anche lì, sotto sotto, c’erano interessi geopolitici…) di questo tipo che mi viene in mente è la guerra contro il regime serbo (1999), dove peraltro gli occidentali (Compresa l’Italia, in barba all’art 11 della Costituzione! Governo D’Alema, il primo ex PCI a Chigi!)) hanno bombardato i quartieri residenziali di Belgrado con numerosissime vittime civili.
    Se le guerre sono state, perfino nel momento clou del buonismo, impostate a ragioni “e”, figuratevi nel Terzo Millennio dove i vostri nobilissimi ideali sono ormai residuati preistorici anche solo sul piano di sentimenti a tavolino. Io sono stupito che, anche dopo un quarto di XXI Secolo, NON abbiate ancora focalizzato l’aria che tira nel Terzo Millennio.

  12. ogni giorno di più trovo conferma della mia convinzione che una bella “fetta” di persone (guarda aso anagraficamente per lo più dei boomer) continuano a vivere in un mondo ideale che NON esiste più. era il mondo, cmq ideale (*), e non effettivo post 68, quindi dei decenni ’70, ’80 e buona parte dei ’90. tutta roba novecentesca che è ormai archiviata nei libri di storia. Dal decennio 2000-2010 le cose sono diametralm,ente cambiate e quei nobili ideali di allora non appaiono neppure più sul tav ole della geopolitica attuale. oggi le vat8iabili in gioco sono radicalmente diverse e continuare a pretendere di interpretare e commentare l’attualità con i parametri di fine Novecento è un’impresa quanto meno da ingenuoni. A nessuno interessa la felicità del popolo iraniano in quanto tale. L’Occidente non ha questo obiettivo che lo muove epr tentare di rovesciare il regime degli ayatollah. L’Occidente ha come obiettivo rovesciare gli ayatollha per cambiare il posizionamento strategico dell’Iran sullo scacchiere geopolitico ed energetico. Quindi far diventare l’Iran da paese antioccidentale (quel è ora sotto gli ayatollah) a paese filo occidentale. Questo obiettivo ha senso e giustifica una guerra e tutti i costi diretti e indiretti (sconquassi sui mkt finanziari) che comporta. Viceversa per l’Occidente non ha nessun interesse l’ipotesi di impegnarsi in una guerra per rovesciare gli ayatollah al fine di lasciare il popolo iraniano completamente “libero” e capace magari, nella sua ritrovata libertà, di scegliere “liberamente” di continuare a essere antioccidentale (pur senza gli ayatollah). 

  13. ho letto l’articolo sulla richiesta di risarcimento danni a USA e Israele per i costi esorbitanti delle forniture di petrolio e gas (e a cascata di molti altri beni e servizi) che tutti noi stiamo pagando in relazione alle loro sciagurate e totalmente illegali iniziative belliche,in particolare in Iran. Vi chiedo gentilmente di tenermi informato circa gli sviluppi di questa iniziativa, con l’intento di pubblicizzarla ed avere una platea più vasta possibile di persone che manifestino il loro dissenso e la richiesta di un giusto risarcimento per i danni che stiamo tutti pagando, pur non avendone colpa.

  14. Sinceramente vedo una speculazione finanziaria sulla pelle della gente povera che non ha alcun modo per difendersi da questa massa di farabutti. I governi che compongono l’unione europea sono stati via via sabotati da lobby di potere finanziario. Macron Mertz Meloni Ursula ne sono i vassalli. Ricordo l’Europa di qualche anno fa era più affidabile che l’America stessa vedi euro su dollaro dove il primo valeva decisamente di più. Si è iniziato con l’Inghilterra e via via gli altri stati…. La becera propaganda ha colpito nel segno….. Persone ricaricabili e poco istruite che credono sia favola dell’immigrazione come male da estirpare, quando ci sono dei farabutti per usare una parola non volgare, che con i soldi derubati agli operai giocano a spedire missili in tanta malora sperperado denaro sufficiente a risolvere la fame nel mondo. Ipocriti balordi che provocano sofferenza diffusa, gentaglia che andrebbe messa nelle gallerie dove vengono commessi soprusi inimmaginabili contro esseri umani spesso bambini. Ecco la riflessione sarebbe utile ad agire globalmente contro criminali protetttorati finanziari. E soprattutto quando andrete a votare usate il cervello non il basso ventre. Auspico globalmente una rivoluzione sociale democratica contro il male finanziario che oggi purtroppo sta dimostrando tutto il suo aspetto reale di fruttare fino alla morte la gente onesta che vuole vivere una vita felice. Il biondo finto, il vecio smarso e l’ ometo col capeo de peo de orseto, sono il peggio che la terra potesse avere e l’hanno avute. Soprattutto il biondino è un pervertito assieme a tutti i suoi seguenti. Mi domando le elezioni siano veramente state reali. Non credo che il livello di imbecilli in possa essere cosi diffuso. Benvenga l’azione dal basso come in tutte le rivoluzioni dal popolo per il popolo. 

  15. La mia citata disponibilità ad 7na classe action, di stampo antitetico a quella dell’articolo, è provocatoria perché neppue quella avrebbe avrebbe avrebbe fondamento giuridico ne’ alcuna possibilità organizzativa, come ben ne ha quella ipotizzata nell’articolo. La provocazione serve per sottolineare che è infondato l’assioma che sta alla base ovvero che tutti considerano l’attacco di fine febbraio un obbrobrio. È un errore perché non hanno portato a termine per cui oggi abbiamo solo lo sconquasso economico, senza alcun tornaconto geopolitico. Un altro errore è dare per scontato che quando scrivo “regime filo occidentale” (al posto degli ayatollah) io auspichi un regime repressivo. Si può pensare all’Iran come a una repubblica con tutti i meccanismi della democrazia, ma in area occidentale (con gli opportuni fili geopolitici che lo tengono dalla nostra parte) e non, com’e’ ora, fra i piuacerrimi nemici dell’Occidente. Penso che un’evoluzione e di quel tipo sarebbe utile tanto alpopolo iraniano, che si libererebbe degli ayatollah, quanto all’Occidente.

  16. Ad esempio, si sa che nel 1953 alcuni Paesi sedicenti democratici (USA e UK), per mettere le loro sordide mani sul petrolio persiano abbiano creato un colpo di stato, abbattuto un governo liberale democraticamente eletto (Mossadeq) e dato il potere allo scià (Pahlevi). È altrettanto noto che il regime dello scià sia stato uno dei più spietati della storia contemporanea

    E qualcuno qui, vortebbe restaurare questo regime.
    Far passare il popolo persiano da un regime ad un altro, già provato nel passato, che ne ha combinate di tutte contro il suo popolo.
    Bravo Crovella !!

  17. L’ipotesi della class-action è seducente, ma molto fantasiosa e irrealizzabile.
    Quello che nei commenti stupisce è la superficialità che traspare sull’Iran da parte di chi sicuramente non v’è mai stato, mai ha parlato con la sua gente, mai ha approfondito la storia moderna di quel Paese. Ad esempio, si sa che nel 1953 alcuni Paesi sedicenti democratici (USA e UK), per mettere le loro sordide mani sul petrolio persiano abbiano creato un colpo di stato, abbattuto un governo liberale democraticamente eletto (Mossadeq) e dato il potere allo scià (Pahlevi). È altrettanto noto che il regime dello scià sia stato uno dei più spietati della storia contemporanea. Tant’è che a furor di popolo, non potendone più delle angherie dello scia’ e della sua famigerata polizia segreta (Savak),gli iraniani hanno chiesto nel 1979 il ritorno dell’ajatollah Khomeini dal suo esilio francese e voluto in maggioranza una repubblica islamica, per affrancarsi dalle porcherie dell’Occidente. Se si volessero numerare gli iraniani che appoggiano ancora oggi la repubblica islamica si arriverebbe a contarne decine di milioni… Certo, comunque, che tanti giovani, specie a Teheran, vorrebbero un altro tipo di governo. Altrettanto certo che la repressione degli ultimi anni, soprattutto nella capitale, è stata esecrabile. Affermare però che in Iran non vi sia democrazia è un grave errore. Il sistema è di tipo democratico, seppure molto particolare e controllato dal clero sciita. Facciamo piuttosto un esame di coscienza e chiediamoci, ricordando ad esempio come anche in Egitto tutti i nostri Paesi abbiano preferito appoggiare un dittatore (al-Sisi), piuttosto che rispettare la volontà popolare espressa con libere elezioni, se nel nostro sistema politico non s’annidi un cancro letale. Infatti, durante la ‘primavera araba’, dopo avere spodestato un altro dittatore a noi caro (Mubarak), gli egiziani avevano democraticamente eletto i Fratelli Musulmani, senza però che costoro avessero riscosso le aspettative dei nostri governi. Il generale aveva invece tutta la nostra simpatia… La verità è che le nostre democrazie non sopportano quelle differenti dalle nostre, preferendo piuttosto le dittature. Purché siano a noi accondiscendenti e prone. È solo con loro, in effetti, che si realizzano i migliori affari! I casi come quello di Regeni, in tal caso, sono semplici pietre d’inciampo. Mi fermo qui.

  18. “io critico i “due” NON perché hanno attaccato l’Iran, ma perché hanno fatto un attacco incompleto…se avessero continuato fino all’eliminazione di TUTTI i sostenitore del regime degli ayatollah…”
    Peccato che sia semplicemente impossibile e che ciò fosse ben chiaro anche prima dell’attacco, tanto che la strategia conclamata é stata quella di provocare un regime change.
    Strategia comunque fallimentare su tutta la linea, come ben sappiamo, e che ha avuto l’effetto in realtà di indebolire gli attaccanti, in particolare gli USA.

  19. Premesso che tutte le class action di questa natura sono giuridicamente infondate, in più talmente complicate da organizzare che risultano impossibili all’atto pratico e anche piuttosto “ingenue” nei presupposti ideologici, se dovessi personalmente aderire ad una class action contro il duo Netanyahu-Trump per l’attacco all’Iran tale mia adesione risponderebbe ad una ratio diametralmente opposta a quella qui sopra esposta. Sul punto io critico i “due” NON perché hanno attaccato l’Iran, ma perché hanno fatto un attacco incompleto: si sono limitati a eliminare Kahmenei padre e basta (o poco più). Se avessero continuato fino all’eliminazione di TUTTI i sostenitore del regime degli ayatollah, allora avrebbe avuto un senso compiuto anche il primo attacco (che invece non ce l’ha, proprio perché è solo un “primo” attacco e basta: ha innescato il casino senza apportare soluzione del problema iraniano). Invece, eliminando fisicamente TUTTI i pasdaran, si sarebbe fatto saltare definitivamente il regime degli ayatollah e al suo posto si metteva un regime filo occidentale (con vantaggio anche per il popolo iraniano che usciva da questa dittatura sanguinaria in essere dal 1979). Per cui dopo un’inevitabile fiammata del prezzo del petrolio fra marzo e aprile 2026, avremmo avuto un suo rapido ridimensionamento verso livello fisiologici e magari perfino inferiori (cioè 30-50 USD per barile, pari alla metà o anche meno dei attuali livelli). Altro che rincari strutturali dei nostri costi energetici (come invece avvenuto) e, a ruota, rialzi inflattivi che giungono fino ai prezzi degli alimentari sugli scaffali dei nostri supermercati. In tale scenario, forse forse, a 6 mesi dal primo attacco, qui in Occidente avremmo un inflazione in ripiegamento verso lo 0%.

  20. La proposta di Massimo Silvestri non solo ignora la storia e la responsabilità criminale dell’Iran, ma non considera neppure l’economia. In ogni caso non conviene: la richiesta dei danni provoca un collasso economico e sociale peggiore della guerra. Basta il caso della Germania negli anni Venti.

  21. Massimo è del tutto sensato quanto sostieni ma in un mondo che si sta’ vieppiu’ bertoncelltelleschicrovellizzando è più logico dotarsi di bomba atomica che parlate di disarmo

  22. “Class action internazionale contro USA e Israele”
     
    Che cos’è? Una barzelletta?

  23. Concetti ovvi, a tal punto che è superfluo scriverci sopra. E’ ovvio che qualsiasi guerra provoca delle ripercussioni, in particolare sui mercati finanziari: è la vita, queste cose capitano da che mondo è mondo (cioè non è una novità). Specie una guerra in “quelle” zone, strategiche sul fronte degli approvvigionamenti energetici. Non credo che si farà mai questa class action, Specie perché i paesi occidentali non hanno nessuna voglia e nessun interesse ad aprire una guerra “legale” contro il duo USA-Israele. Anche perché non è affatto detto che tale class action si vinca (anzi, a naso propendo più per un risultato negativo…!) e poi perché, al di là della conclusione della battaglia legale, le ripercussioni geopolitiche che il duo tirrebbe fuori ce la farebbe pagare con gli interessi… Piuttosto il punto chiave NON è stato tanto l’attacco all’Iran di 6 mesi fa, quando aver interrotto dopo la prima botta: ciò che serve davvero all’Occidente è un camnbio d9i regime in Iran, sostituito da un nuovo governo filooccidentale. Per cui è stato stupido scatenare la bagarre e limitarsi a far fuori solo Khamenei padre. Dopo il primo attacco,. occorreva andare fino in fondo, sbarazzarsi di tutti i pasdaran e debellare il regime degli Ayatollah. Così han fatto solo casino, senza ottenere nulla e i costi sono privi di sensatezza. ma non credo che ciò costituisca fondato motivo per l’accoglimento di una class action (che cmq è utopia anche solo ipotizzare che si concretizzi)

  24. “l’Iran ha provocato una guerra sanguinaria…”?!?
     
    Makekazzotifumi Telleschi?
    A te Fedro ti spiccia casa:
    “Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
    Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.”

  25. Semmai il contrario: sarebbe più logico richiedere i danni all’Iran che ha provocato una guerra sanguinaria per cancellare lo stato di Israele!

  26. Mi viene in mente John Lennon (Imagine) e altre. Il discorso fila tutto dritto.
    Interessante far pagare gli errori ai responsabili da inserire nel diritto internazionale. Da prendere nota.
    Problema: se anche l’apparato giudiziario e il “popolo” vincesse la causa, esiste un organo internazionale esecutivo per applicare coercitivamente la nuova legge? Chiedo, anche io da semplice cittadino ignorante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.