Class action internazionale contro USA e Israele

Siamo timorosi che il contenuto (finora inedito) di questo post possa esporre GognaBlog e Totem&Tabù al boicottaggio/persecuzione del sito da parte di qualche organo istituzionale. Molti commentatori parleranno di utopia. A dispetto di tutto ciò, noi lo pubblichiamo nella speranza che altri organi di informazione indipendenti e non soggetti a ricatti economici lo riprendano.

Class action internazionale contro USA e Israele
di Massimo Silvestri

Dopo la guerra di USA e Israele contro l’Iran i costi degli approvvigionamenti petroliferi sono esplosi:
https://www.analisidifesa.it/2026/08/ue-e-italia-sono-le-piu-penalizzate-dal-caro-energia/

Mi sono messo a fare quattro conti della serva dei quali riporto i dati salienti (in Euro):
UE: 78 miliardi (di cui 13 per la sola Italia)
Cina: 35 miliardi
India: 22 miliardi
Estremo oriente con Giappone: 49 miliardi
Africa: cifra non pervenuta
Area Oceania (Australia, Nuova Zelanda): cifra non pervenuta
America meridionale: cifra non pervenuta

Chi ci ha guadagnato?
Medio Oriente, USA e Russia!
Infatti il Medio Oriente ha beneficiato di un saldo positivo di 61,2 miliardi, il Nord America di 47 miliardi e la Russia di 35,9 miliardi (in totale 144 miliardi di Euro).

Se per le prime 4 aree geografiche sopra riportate siamo a 184 miliardi di Euro potrebbe essere corretto stimare, probabilmente per difetto, in almeno 250 miliardi di Euro il danno complessivo (in dollari circa 290 miliardi di dollari)?

Subito dopo aver fatto questi calcoli, ho trovato questo:

https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/26/paesi-ue-quasi-41-miliardi-di-costi-fossili-in-piu-la-crisi-di-hormuz-svela-la-fragilita-e

Come potete leggere, non 250 ma 282 miliardi di Euro a livello globale! Ci sono andato vicino… e per difetto!

Mi sta bene che le rinnovabili possano contenere l’esborso economico limitando le importazioni, ma intanto il danno è stato fatto! E per dirla con Toto’: “e chi paga?” Ma, è ovvio! Paghiamo tutti noi!

Limitiamoci per il momento ad analizzare solamente l’aspetto economico di cui ci interesseranno le implicazioni in sede civile, il che è ovviamente solo una parte del problema. Il problema nella sua globalità riguarda anche e soprattutto le vittime (morti e feriti) civili – compresi i minori – e militari, per i quali si apre il più ampio campo delle implicazioni penali internazionali, le distruzioni materiali di edifici, infrastrutture, vie di comunicazione, imbarcazioni, ecc. anch’esse da aggiungere e quantificare per entrambe le parti, oltre ai danni ambientali correlati (anche questo valutabile in sede penale, oltre a quello civile).

Voglio subito sgombrare il campo da possibili equivoci: ritengo il regime attualmente presente in Iran uno dei peggiori regimi antidemocratici e sanguinari presente sulla faccia della terra (purtroppo non l’unico… ma sicuramente uno che fa scuola), con diritti civili politici azzerati e uguaglianza di genere pure azzerata. La mia simpatia per pasdaran e soci è semplicemente al di sotto dello zero.

Ci sarebbe già da discutere se un mandato internazionale (ONU, tanto per intenderci…) possa o meno autorizzare l’apertura di un conflitto, come già avvenuto in passato (es. Iraq, Bosnia, ecc.). Ma NESSUNO, dico NESSUNO, è autorizzato ad aprire conflitti con chiunque, soprattutto se al di fuori di un mandato internazionale. Quanto accaduto tra USA e Israele da un lato e Iran dall’altro è semplicemente un atto di pirateria internazionale perpetrato dai primi sul secondo. Punto e basta. In cui hanno anche tentato di coinvolgere la Nato che in questa area geografica c’entra come i cavoli a merenda…

Se non fosse tutto vero sarebbe un tema da film dell’orrore!

E’ probabile che dietro tutto questo ci siano i file Epstein in mano al Mossad, mina vagante contro Trump, che, ricattato da Israele, si è dovuto muovere secondo i diktat di Netanyahu. E del resto, come poi si è verificato, il guadagno petrolifero degli USA ci sarebbe stato, anche se i maggiori costi sarebbero ricaduti sui consumatori di tutto il mondo, consumatori USA compresi…

Sta di fatto che la guerra è partita, il vecchio Khamenei è stato fatto fuori subito ma invece del risultato sperato di una caduta del regime iraniano in 15 giorni, come avvenuto in Venezuela, lo stesso si è rafforzato e soprattutto – come evidentemente prevedibile – si è assistito al blocco di Hormuz con il taglio del 20% delle forniture petrolifere mondiali. Il resto lo hanno fatto le borse internazionali (compresa la borsa del gas naturale collegata surrettiziamente al mercato petrolifero) e gli speculatori internazionali con il risultato che a sei mesi esatti dal 28 febbraio 2026 il costo economico globale ammonta a 282.000.000.000 di Euro… (scritto in questo modo forse è più pregnante).

Lo Stretto di Hormuz

Che fare?
Mettiamo per favore da parte l’ipotesi che siano gli Stati – singoli o associati, vedi UE – a muoversi in ottica risarcitoria dei danni perpetrati: nessuno Stato nazionale si muoverà mai contro USA e Israele! Basta solo vedere l’ignobile acquiescenza mondiale contro i dazi imposti da Trump al mondo intero fermati solo da una sentenza della Corte Suprema degli stessi Stati Uniti per rendersene conto e la tragicissima farsa di Gaza e della Cisgiordania (questo è tutt’altro argomento su cui riflettere in modo separato) per sperare in un accordo risarcitorio internazionale.

Eppure una soluzione ci sarebbe, anzi c’è!

Una class action mondiale: un miliardo di soggetti giuridici contro USA e Israele
Non sono gli Stati a doversi muovere ma le persone fisiche e giuridiche di tutto il mondo. E’ necessario intentare una causa risarcitoria mondiale verso USA e Israele! Un miliardo di cittadini e di imprese di tutto il mondo danneggiate dall’aumento dei costi dell’energia che fanno fronte comune ed intentano un’unica causa risarcitoria verso i due Stati, allegando gli estremi economici degli extracosti dal 28 febbraio 2026 sino alla data in cui i prezzi all’origine torneranno ai valori precedenti il 27 febbraio 2026 (probabilmente mai).

Come dovrebbe svilupparsi quest’azione collettiva?
In primo luogo con la requisizione dei beni patrimoniali ed economici personali di tutti coloro che nei due Stati hanno votato a favore dell’intervento, includendo anche i beni dei congiunti, conoscenti e parenti verso i quali ci sarà il tentativo di riversare i capitali personali e con particolare riferimento a tutte le transazioni speculative da insider trading che hanno coinvolto i membri dei due Governi. Quest’azione ha come primario scopo quello di far capire che chi non rispetta il diritto internazionale paga di tasca propria gli errori commessi. E’ un deterrente fortissimo verso l’apertura di nuovi conflitti.

Poiché i risarcimenti con la requisizione dei beni personali pagheranno solo in minima parte i danni, in secondo luogo si procederà con la requisizione cautelativa dei beni mobili ed immobili di proprietà dei due Stati sovrani che hanno avviato le ostilità a somiglianza delle requisizioni di beni della criminalità transnazionale.

E’ evidente che un’azione collettiva di questo tipo potrebbe applicarsi anche ad altre situazioni di conflitto internazionale che abbiano causato diffusi danni economici a carico di nazioni non direttamente coinvolte nel conflitto, ma quello della guerra all’Iran è sicuramente il caso in assoluto più eclatante e macroscopico.

E’ altrettanto evidente che nei risarcimenti dovranno anche essere quantificati ed aggiunti a carico dei sopra descritti responsabili anche tutti i costi legali di risarcimento.

Si tratterebbe ora di creare un pool di avvocati e giuristi specialisti in diritto internazionale ed in risarcimento dei danni che, sulla base dei danni economici – diretti, ma anche indiretti! – stimati dai propri clienti (persone fisiche e imprese):
– pubblicizzi l’iniziativa tramite canali di informazione internazionali (immagino già il boicottaggio che si attiverà sui maggiori social…);

– costituisca i Comitati Nazionali di risarcimento da attivare in tutte le nazioni danneggiate per raccogliere le segnalazioni;

– approfondisca gli estremi giuridici di azione legale nei due Stati di cui sopra;

– proceda con azioni di sequestro dei beni personali e blocco dei patrimoni pubblici dei due Stati;

– provveda alla redistribuzione tra gli attori delle somme requisite.

In questa sede di una sola cosa mi sorprendo: ed è come un’azione di questo tipo alla quale è arrivato uno come me che è un semplice cittadino ignorante (nel senso etimologico del termine) non sia stata valutata in sede politica o sindacale o comunque istituzionale: ciò la dice lunga sul fatto che gli organi istituzionali per convenienza politica mai si muoveranno per primi…

Voi cosa ne pensate? C’è almeno uno dei miei 25 (?) lettori disposto a valutare l’azione legale?

Class action internazionale contro USA e Israele ultima modifica: 2026-09-03T04:53:00+02:00 da GognaBlog

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9 pensieri su “Class action internazionale contro USA e Israele”

  1. La proposta di Massimo Silvestri non solo ignora la storia e la responsabilità criminale dell’Iran, ma non considera neppure l’economia. In ogni caso non conviene: la richiesta dei danni provoca un collasso economico e sociale peggiore della guerra. Basta il caso della Germania negli anni Venti.

  2. Massimo è del tutto sensato quanto sostieni ma in un mondo che si sta’ vieppiu’ bertoncelltelleschicrovellizzando è più logico dotarsi di bomba atomica che parlate di disarmo

  3. “Class action internazionale contro USA e Israele”
     
    Che cos’è? Una barzelletta?

  4. Concetti ovvi, a tal punto che è superfluo scriverci sopra. E’ ovvio che qualsiasi guerra provoca delle ripercussioni, in particolare sui mercati finanziari: è la vita, queste cose capitano da che mondo è mondo (cioè non è una novità). Specie una guerra in “quelle” zone, strategiche sul fronte degli approvvigionamenti energetici. Non credo che si farà mai questa class action, Specie perché i paesi occidentali non hanno nessuna voglia e nessun interesse ad aprire una guerra “legale” contro il duo USA-Israele. Anche perché non è affatto detto che tale class action si vinca (anzi, a naso propendo più per un risultato negativo…!) e poi perché, al di là della conclusione della battaglia legale, le ripercussioni geopolitiche che il duo tirrebbe fuori ce la farebbe pagare con gli interessi… Piuttosto il punto chiave NON è stato tanto l’attacco all’Iran di 6 mesi fa, quando aver interrotto dopo la prima botta: ciò che serve davvero all’Occidente è un camnbio d9i regime in Iran, sostituito da un nuovo governo filooccidentale. Per cui è stato stupido scatenare la bagarre e limitarsi a far fuori solo Khamenei padre. Dopo il primo attacco,. occorreva andare fino in fondo, sbarazzarsi di tutti i pasdaran e debellare il regime degli Ayatollah. Così han fatto solo casino, senza ottenere nulla e i costi sono privi di sensatezza. ma non credo che ciò costituisca fondato motivo per l’accoglimento di una class action (che cmq è utopia anche solo ipotizzare che si concretizzi)

  5. “l’Iran ha provocato una guerra sanguinaria…”?!?
     
    Makekazzotifumi Telleschi?
    A te Fedro ti spiccia casa:
    “Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
    Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.”

  6. Semmai il contrario: sarebbe più logico richiedere i danni all’Iran che ha provocato una guerra sanguinaria per cancellare lo stato di Israele!

  7. Mi viene in mente John Lennon (Imagine) e altre. Il discorso fila tutto dritto.
    Interessante far pagare gli errori ai responsabili da inserire nel diritto internazionale. Da prendere nota.
    Problema: se anche l’apparato giudiziario e il “popolo” vincesse la causa, esiste un organo internazionale esecutivo per applicare coercitivamente la nuova legge? Chiedo, anche io da semplice cittadino ignorante.

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