Gli attacchi dei lupi e degli orsi

Italia, dati ISPRA e dati Provincia Autonoma di Trento: i lupi in Italia attaccano le persone oltre il doppio delle volte rispetto agli orsi.

Gli attacchi dei lupi e degli orsi
comunicato stampa dell‘Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali
(14 luglio 2025)

Prima i numeri, chiari. Secondo il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento negli ultimi 150 anni in Italia sono documentate 9 aggressioni da orso nei confronti dell’uomo, di cui una fatale nel 2023. Tutte avvenute in Trentino. Per quanto riguarda invece gli attacchi da lupo, sempre negli ultimi 150 anni (ossia dal 1875) in Italia solo le persone predate e uccise, ossia esclusi i feriti sopravvissuti, sono state almeno 5 (donna, 1914, Roccaraso; uomo, 1917 circa, Palena; donna, 1922, Rivisondoli; uomo, 1922, Cittaducale; uomo, 1923, Marradi). Fonte, lo zoologo prof. Giuseppe Altobello. ossia proprio colui che individuò, oltre alla sottospecie orso bruno marsicano, la sottospecie Canis lupus Altobello, poi rinominata Canis lupus italicus Altobello.

Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento però curiosamente spiega che il lupo è un   animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente. Ma recentemente l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ha ufficialmente dichiarato che a causa dell’aumento del numero dei lupi (l’Italia è lo stato europeo com il maggiore numero di esemplari): La paura nei confronti di questa specie è alla base dell’allarme che si sta generando, tenuto conto che negli ultimi anni sono stati registrati in Italia diversi casi di incidenti con ferimento di persone da parte di alcuni lupi (…) L’ISPRA negli ultimi dieci anni è stato sempre più frequentemente chiamato a fornire supporto agli organi locali (Comuni, Regioni, Province Autonome, Aree protette e Prefetture) nel gestire situazioni di allarme sociale legate a questo fenomeno. Sono state ben 100 le situazioni in cui è stato interpellato l’Istituto negli anni 2017-2024, di cui 61 solo nel biennio 2022-2023  (https://www.isprambiente.gov.it/it/news/le-interazioni-tra-uomo-e-lupo).

Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara, è vero, che di norma il lupo non attacca l’uomo. Che significa di norma? Perché invece non fornire i dati ufficiali dichiarati da ISPRA? Che infatti ha recentemente riportato: Nell’arco temporale 2017-24, sette sono stati gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. A questi eventi si aggiunge il recente caso di Agnone, in Provincia di Isernia, avvenuto lo scorso 10 giugno, nel quale una femmina di lupo ha morso una ragazza ed è stata immediatamente catturata e trasferita in un recinto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Quindi 20 attacchi con feriti! Da notare che i casi citati da ISPRA sono solo quelli accertati in base all’esame del DNA, quando fatti. Il conteggio degli attacchi della sola lupa di Vasto in realtà è di 15, solo che gli esami del DNA sui feriti prima non erano stati fatti durante le cure ospedaliere.

Da notare che recentemente solo per fortuna non ci sono state vittime da lupo in Italia. La lupa di Vasto in due occasioni attaccò, ferì e tentò di trascinare via, addirittura di giorno e sulla spiaggia, due bambini di 4 anni, salvatisi solo perché i genitori li trattennero disperatamente tenendoli per le gambe. Un bambino di 5 anni invece, addirittura in un parco pubblico dentro la città di Roma, fu ferito ma salvato, e a fatica, solo dall’intervento dello zio e di un gruppo di nove adolescenti. Da notare che ad oggi nessun lupo è mai stato abbattuto legalmente in Italia – persino quelli che hanno ripetutamente attaccato esseri umani, anche con tentativi di predazione di bambini rimasti feriti, come a Vasto, Roma, Casalbordino, Finale Ligure –, nonostante sia previsto in deroga da anni dall’art. 16 della Direttiva Habitat, deroga largamente applicata da altri stati soggetti (la stessa dell’Italia, ma da noi non si fa), a questa Direttiva. Secondo diversi studiosi, il regime di protezione in vigore ormai da decenni ha ridotto o fatto scomparire nel lupo la paura nei confronti dell’uomo, come evidenziato dall’aumento dei casi di lupi confidenti che non fuggono immediatamente ma che anzi tollerano la vicinanza dell’uomo anche a distanze ridotte, pure di giorno e persino dentro città come Roma e Milano.

Da notare che almeno 220 lupi popolano la Provincia Autonoma di Trento, nonché oltre 100 (150? 200?) orsi adulti, ossia cuccioli esclusi. Tuttavia il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara anche dove ci sono gli orsi è possibile raccogliere funghi, andare a caccia, raccogliere la legna, andare a passeggio, fare sport, lasciare liberi i bambini (https://grandicarnivori.provincia.tn.it/Comunicazione/FAQ).Veramente c’è qualcuno che lascerebbe liberi i bambini con questi numeri di lupi e orsi vaganti?Anzi, il Servizio Faunistico specifica: Gli orsi tendono ad assumere comportamenti volti a prevenire la possibilità di incontri sgraditi con l’uomo, come frequentare zone poco disturbate dagli umani, concentrare l’attività nelle ore crepuscolari e notturne, nascondersi e riposare nelle ore centrali della giornata. Quando gli incontri con l’uomo avvengono comunque, nella grande maggioranza dei casi gli orsi si allontanano rapidamente. Peccato che il povero Andrea Papi sia stato attaccato e ucciso dall’orsa JJ4 (che aveva già attaccato e ferito altre persone e quindi secondo il protocollo scientifico PACOBACE avrebbe dovuto essere abbattuta! E pertanto non avrebbe ucciso Andrea) di pomeriggio mentre faceva footing su una strada sterrata a poche centinaia di metri dalle case.

L’ISPRA ha sempre dichiarato che lupi e orsi sono pericolosi, e pure il dr. Andrea Mustoni, del Parco Naturale Adamello Brenta e che è stato il coordinatore tecnico del progetto LifeUrsus e ha gestito il processo di reintroduzione degli orsi sulle Alpi (o meglio, nei fatti, nel Trentino…). Mustoni dichiarò e dichiara tuttora: “Ho sempre detto, e l’ho anche scritto nei miei libri, che prima o poi gli orsi avrebbero aggredito qualcuno, l’avrebbero ucciso. La cattura degli orsi problematici, seguita dall’ergastolo, non funziona, e l’unica soluzione è l’abbattimento”. Visto che ogni esemplare può mutare comportamento, tutti gli orsi del Trentino sono potenzialmente pericolosi, nessuno escluso. L’orso non è “cattivo” ma neppure “buono”, come invece tanti, giornali inclusi, cercano di spacciare, insieme a chi con il business dei grandi predatori continua a lucrarci. Ma, ripetiamolo, il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara anche dove ci sono gli orsi è possibile raccogliere funghi, andare a caccia, raccogliere la legna, andare a passeggio, fare sport, lasciare liberi i bambini.

Si fa sempre un paragone come gestione, da parte degli animalisti/ambientalisti, del Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. Ebbene questo parco è vasto 8.983 km²  (1/3 più grande della Provincia di Trento, ossia più della Corsica, e ha spazi selvatici immensi) ma ha solo 124 lupi e circa 150 orsi bruni! E in quel parco i residenti sono solo 1.057 (millecinquantasette) e non esistono allevamenti di bestiame. E i lupi e orsi problematici e pericolosi per l’uomo vengono abbattuti dalle autorità, subito e senza scampo. Visto che la gran parte degli orsi vive solo in una parte della Provincia Autonoma di Trento, lì ogni esemplare ha a disposizione solo 23 km² circa (per capire, meno di 5 km per 5), che è nulla se si considera che nel famoso Parco Nazionale di Yellowstone ogni orso bruno ha invece a disposizione 60  km². Con la differenza che il numero annuale di turisti a Yellowstone è decine di volte inferiore a quello del Trentino. Insomma, orsi e lupi sono ormai veramente troppi e nonostante le precauzioni causano anche enormi danni agli allevatori, e sofferenze al bestiame. Ormai non è più il caso di chiedersi se ci sarà un altra vittima umana, ma quando avverrà.

Per ultimo, l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha chiesto formalmente alla  Provincia Autonoma di Trento se abbia già provveduto ad allertare gli ospedali affinché effettuino i tamponi per le analisi del DNA a eventuali persone ferite e che dichiarino di essere state attaccate da presunti lupi (o sciacalli dorati, anch’essi in forte aumento e di cui si conoscono attacchi pur rari a esseri umani).

L‘Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali (contatti 3282162812) ha sede legale c/0 Comunità Montana Valchiavenna via C. Lena Perpenti 8/10 – 23022 Chiavenna (SO)
https://tutelarurale.org/
segreteria@tutelarurale.org
tutelarurale@gmail.com
tutelarurale@pec.it

Gli attacchi dei lupi e degli orsi ultima modifica: 2025-08-23T05:58:00+02:00 da GognaBlog

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46 pensieri su “Gli attacchi dei lupi e degli orsi”

  1. Un riferimento alle vittime della caccia? Forse era troppo scomodo, perché a confronto lupi ed orsi sono gli ultimi da cui guardarsi quando si va in montagna. Avete dovuto andare indietro di 150 anni per trovare “ben 9 vittime di orsi e 5 di lupo”. Peraltro la maggior parte di queste tutte a inizio ‘900.
    Bene se guardiamo le vittime della caccia abbiamo 16 morti e 32 feriti nel solo 2024, più precisamente tra settembre ’24 e gennaio ’25. A questi vanno aggiunti 5 morti in ambito extra-venatorio, quindi legati alle armi da caccia. Quindi sì 21 morti in un anno legate alla caccia. Se dobbiamo sommare gli ultimi 150 anni a quanto arriviamo? Oltre 3000 facendo una stima molto conservativa? E cosa sono a confronto 9 morti per l’ orso e 5 per il lupo?
    Sono sicuro che pure le mucche, i cavalli e i cani in montagna hanno fatto più vittime di lupi ed orsi che, proprio 100 anni fa, in Italia abbiamo portato vicino all’ estinzione.
    E quanti orsi e lupi sono già stati uccisi in questi ultimi anni tra incidenti d’auto, veleno e bracconaggio? Forse vi siete dimenticati di citare che oggi in Italia l’uomo è già la prima causa di mortalità per orsi e lupi. Anche senza contare i controproducenti abbattimenti che inizieranno forse quest’ anno.

  2. @42 la concentrazione di orsi è eccessiva rispetto a quali parametri? E i lupi certamente sono aumentati, ma non a “dismisura” bensì in misura assolutamente commisurata alle fonti di cibo a disposizione, che comprendono anche animali domestici e d’allevamento, in quanto enormemente più numerosi e spesso più facili da predare dei selvatici. Visto che parla di ragionevolezza ed evidenze (immagino scientifiche), saprà anche che secondo le ricerche (è da poco stato pubblicato un altro articolo scientifico in proposito) gli abbattimenti “selettivi” servono a poco o nulla per limitare i danni da predazione alle attività umane. Come ha scritto qualcun’altro l’unica soluzione sensata sarebbe l’eradicazione completa, ed è in realtà questo che la maggiorparte dell’opinione pubblica sotto sotto desidera e spera. Ovvio quindi che ad una posizione estrema ne corrispondano di altrettanto estreme nel campo opposto.

  3. Concordo con 4. 19. 30.
    Articolo inqualificabile e alcuni commenti anche peggio.
     

  4. Non capisco perche’  ci debba essere questa concezione animalista ad oltranza (talebana?) contro ogni evidenza e ragionevolezza. I dati ci fan capire che la concentrazione di orsi in una parte del Trentino e’ assolutamente eccessiva e che il numero di lupi in Italia e’  cresciuto a dismisura. In giro per Europa (l’ UE ha ragionevolmente tolto la qualifica di specie a rischio estinzione per i lupi) gli abbattimenti selettivi o di esemplari problematici si fanno. Senza tante recriminazioni.  In Italia sembra che si parli di omicidi. Tutto questo senza considerare i danni non a persone ma ad altri animali con conseguenze economiche ma anche ulteriori problemi di sicurezza dovuti agli indispensabili cani da guardiania.

  5. @40 
    Certe razze canine andrebbero eliminate.
    Altro che i lupi.
    Cosa del resto già fatta in altri paesi europei.
     

  6. E parliamo degli attacchi dei cani…. Quanti morti e feriti ogni anno? Li eradichiamo? 

  7. Io sono contento del ritorno dei lupi nell’Appennino Tosco-Emiliano. Lo sono anche perché il rischio per gli esseri umani è minimo, per me accettabile.
    Forse nel caso degli orsi la mia opinione sarebbe differente.

  8. Quando avevo 14 anni cominciai a scalare. Andò avanti qualche anno, anche benino, poi mi rapì l’Africa.
    Negli anni della montagna non mi ammazzò né un sasso, né una valanga, né il gelo o un fulmine.
    Se fosse successo il commento più idiota sarebbe stato: se l’è cercata. Il più banale: beh, si sa, a fare certe cose…
    Oggi, più di mezzo secolo dopo, non scalo più, ma giro per boschi. Soprattutto quelli del trentino. Soprattutto quelli del parco Adamello Brenta, visto che i miei genitori vivono a 15 minuti a piedi dal confine del parco, in un paese dove l’orso un giorno sì e quello dopo pure spazzola un orto, un alveare e un cassonetto.
    Non l’ho mai incontrato in giro per boschi. Dovesse succedere penso che mi cagherei in mano, come quando in parete fischiavano sassate e cioccavano fulmini.
    Dovessi incontrarlo, forse oggi come allora, sarei fortunato: io di qua, l’orso di là, come i sassi in parete.
    Se invece l’incontro dovesse essermi fatale, il commento più idiota sarebbe: se l’è cercata. Il più banale: beh, si sa, a fare certe cose…
    Ma il fatto è che la sassata, l’orso, il fulmine e il lupo, fanno parte dell’ambiente in cui viviamo, o per lo meno di quello in cui mi è sempre piaciuto vivere. Non sarei stupito di rimanene vittima: terrorizzato sì, ma sorpreso no.
    Almeno, mi dico, farei notizia. Perché se rimanessi invece vittima di un’auto, una guerra, o del lavoro, non occuperei nemmeno un trafiletto sulle cronache locali…

  9. Ancora viene riportato: “Visto che ogni esemplare può mutare comportamento, tutti gli orsi del Trentino sono potenzialmente pericolosi, nessuno escluso.” 
    Vogliamo il rischio zero per quanto riguarda i grandi predatori in Italia? C’è un’unica soluzione: l’eradicazione. Niente più orsi, niente più lupi.
    Cosa vogliamo fare?

  10. Solo per fare qualche esempio, nel sito si parla di “ideologia lupista”, di “lobby animal-ambientaliste”, di “cagnara animal-ambientalista”, di “lobbysmio lupista” dei presupposti ideologici dei progetti LIFE, di “ideologie green”, di “lobby green”, di “ideologia della coesistenza” con i grandi carnivori, di “faziosità nell’azione delle varie polizie provinciali e cc forestali”, difensori del lupo, di “cc ‘‘forestali’’ (o “lupali”), di “parchi che rappresentano un apparato che consente all’ambientalismo di farsi istituzione”.  
    Ho riletto più volte l’articolo qui riportato e vi invito a rileggerlo attentamente in modo obiettivo e documentato (si invita a leggere integralmente i documenti ISPRA, spesso citati in questo articolo in modo fuorviante). Per fare solo un esempio, nell’articolo viene riportato quanto segue: “negli ultimi 150 anni (ossia dal 1875) in Italia solo le persone predate e uccise (dai lupi), sono state almeno 5 (donna, 1914, Roccaraso; uomo, 1917 circa, Palena; donna, 1922, Rivisondoli; uomo, 1922, Cittaducale; uomo, 1923, Marradi). Fonte, lo zoologo prof. Giuseppe Altobello.” Faccio notare le date degli episodi (tutte anteriori al 1923, incluso); per un’analisi rigorosa, inoltre, è sempre fondamentale contestualizzare gli eventi.
    (segue)

  11. Come dichiarato da Andrea Mustoni, referente dell’Unità Ricerca Scientifica del Parco Adamello Brenta, “Orsi e lupi sono animali selvatici. E come tali vanni raccontati, con le cose belle, quelle brutte e i mille dubbi che accompagnano la loro presenza. Parlare e scrivere dei grandi carnivori in modo corretto ed equilibrato è un dovere civico, così come informarsi. Al netto delle facili considerazioni (spesso errate), solo la ricerca scientifica e l’osservazione della situazione nel medio periodo potranno darci risposte più corrette rispetto alle ipotesi ad oggi condivise dalla comunità scientifica e alle evidenze di quanto è accaduto altrove.”
    Mi sembra questo un approccio sensato, al contrario di quanto emerge negli articoli riportati nel sito dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, dove, tra immagini IA di lupi feroci e azzanna-persone, si parla diffusamente del “problema grandi carnivori”, per rendersi conto del tipo di messaggio che si vuole diffondere.
    (segue)

  12. La corretta gestione e tutela degli orsi e dei lupi, come indica il principio fondamentale della conservazione, non coincide con la protezione assoluta di ogni singolo individuo, ma considera le popolazioni e il loro stato di vitalità. Quando si parla di convivenza tra grandi carnivori e uomo (incluse le attività economiche) si fa sempre riferimento ai principi di conoscenza, competenza (nella programmazione e negli interventi da attuare, incluso azioni di cattura o abbattimento, nei casi estremi, in cui tutte le precedenti azioni preventive siano risultate inefficaci) e responsabilità.
    Le corrette e tempestive azioni di gestione, spesso mai messe in atto o solamente in modo lacunoso (ad esempio l’annosa questione dei cassonetti anti intrusione per l’orso, una corretta informazione ed educazione della popolazione, l’installazione di adeguata cartellonistica…) sono fondamentali onde evitare di minare la credibilità dei programmi di conservazione e la fiducia dell’opinione pubblica, facilmente influenzabile.   
    (segue)

  13. Leggendo il comunicato dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, emerge quella modalità di comunicazione diffusa ai giorni nostri, dove le voci autorevoli e competenti della scienza sono marginalizzate, se non addirittura escluse, ridicolizzate o peggio ancora indicate come faziose e portavoce di fantomatiche lobby.
    Come riportato nel sito canislupus.it: “Negli ultimi anni, con la diffusione dei social e l’inasprirsi delle tensioni tra lupo e mondo rurale, si assiste ad un proliferare di notizie false (fake news) che, diffondendosi in rete in maniera virale, condizionando pesantemente la percezione della popolazione e arrivano ad influenzare le scelte politiche e gestionali delle amministrazioni. […] Solo attraverso la trasparenza dei dati si può raggiungere quella credibilità che permette di costruire una progettualità duratura. […] Occorre evitare la polarizzazione delle posizioni dell’opinione pubblica e lo scontro sociale che è in atto su questo tema.”
    L’allarmismo, così come la sottovalutazione di certi eventi, è sempre da evitare, proprio per scongiurare da una parte il pericolo di un allarme sociale e una minaccia per la sicurezza pubblica inesistenti, dall’altra una visione distorta di un animale selvatico predatore, come se fosse un peluche.
    (segue)

  14. Questa è una puntualizzazione molto opportuna. Già da tempo esiste questo problema, legato alla presenza massiccia di cani rinselvatichiti. Grazie. Un tassello in più. 

  15. Buongiorno a tutti! Vivo da oltre sessanta anni nell’appennino tosco-romagnolo, il lupo (quello vero) è sempre esistito, vederlo è sempre stato difficile ,si poteva trovare le tracce (che sono molto diverse dal cane) la convivenza allora non era impossibile ,inoltre non si avvicinava alle case ,l’uomo è un brutto animale. Oggi sono aumentati di numero ,ma molti di questi sono ibridi, questo vuol dire che come tutti i cani ,conoscono l’uomo ,non hanno paura ,si avvicinano alle case ,con tutto quello che ne consegue. Purtroppo in Italia chi prende decisioni non ha competenza, prendono iniziative dettate dal sentimento e non da conoscenza scientifica con dati alla mano .Morale della favola onde evitare che il falso lupo mi mangi qualche gatto la notte ho un recinto di 2 km elettrificato . 

  16. Dispiace leggere un articolo con tante inesattezze. Sono basito ed esterrefatto che Gogna Blog ne abbia dato spazio. Sarebbe allora utile confrontare questi numeri con i dati degli incidenti di caccia: infatti, i cacciatori (che per loro stessa ammissione, avendolo sentito dire da due di loro nel corso di una conferenza, sparano “a tutto ciò che si muove”), causano molti più morti e feriti ogni anno, rispetto ai lupi.

  17. In Italia ci sono 195 umani per km^2 contro 0,01 lupi. E’ evidente che la sovrappopolazione è quella umana. Io sarei per abbattimenti selettivi degli umani, a partire da quelli pericolosi e troppo confidenti con la fauna selvatica.

  18. Gli animali mi piacciono e li rispetto, mi emoziona e affascina vederli in libertà, mi sorprendono. Non per nulla sono stato guardaparco. Però gli animali non li amo; l’amore, quando riesco, lo riservo ai miei simili. Ma questa è un’altra faccenda. Mi metto nei panni di chi prima si sentiva tranquillo di fronte alla fauna selvatica, e adesso tranquillo non è più. D’altronde si è creata una dicotomia, come se avessimo separata in sé stessa la natura. La natura con i grandi predatori impedisce di godere della natura in cui quei predatori sono assenti. Eppure essi stessi sono natura ma pericolosa. Però la natura spesso è molto più pericolosa con eruzioni, valanghe, frane, alluvioni e fulmini. Penso che la questione risieda nel confronto, molto impegnativo e arduo, ancestrale, tra esseri viventi temibili gli uni per gli altri, temibili perché vivi, fieri, astuti e forti, entrambi padroni dei boschi, e non pietre senza vita. Direi… affascinante.

  19. “Per quanto in Trentino i morti e i feriti si contino sulla dita di due mani”
    solo considerando le mani di un serpente, però…
     
    Peraltro nel 2024 in Trentino pare non si siano verificati nemmeno incidenti stradali causati da animali, secondo l’osservatorio ASAPS

  20. L’essere umano ha passato tutta la sua esistenza ad affrancarsi dalla natura. Dovremmo essere vissuti un po’ di più nel passato per renderci conto di cosa dovesse essere avere a che fare con i lupi quando erano numerosissimi, e in generale con una natura severa a cui dell’uomo non importava e non importa proprio nulla. Oppure vivendo oggi in luoghi lontani dall’Italia, in certe giungle dove le bambine sono aggredite sessualmente dalle scimmie mentre vanno a scuola, gli insetti deturpano le persone e via dicendo. Le zanzare di Cominetti ci ricordano che anche i virus e i batteri sono natura (cosa che non ci piace). La natura è anche matrigna. Oggi cerchiamo di recuperare quello che della natura primigenia abbiamo perduto. Ma per fare cosa? Perché per noi è indispensabile per vivere la presenza di lupi, orsi e via dicendo? Se l’essere umano è un animale, come dicono ormai in molti, forse si, e non ci si deve lamentare in questo caso se l’uomo agisce come agisce nei confronti della natura, perché lo fa da animale e quindi sta nell’economia dell’ambiente. Se non è un animale allora le cose cambiano, e si apre un mondo di considerazioni da fare, come si sta facendo qui. Però una situazione che accontenti tutti non ci sarà mai, non su vasta scala certamente. Per quanto in Trentino i morti e i feriti si contino sulla dita di due mani, sapere che ormai andare nei boschi per lavorare o distendersi è pericoloso e che prima o poi qualcun altro morirà o sarà aggredito e ferito, ha compromesso una serenità che si era conquistata, affrancandosi appunto da una parte della natura. Nel centro di Roma si vive facendo a meno di orsi e lupi e non se ne sente la mancanza, ci si gode la natura trasformata in arte e architettura, si godono la luce, il sole, le nuvole e il cielo e il verde dei parchi. E si evitano certi cagnacci di cui si farebbe volentieri a meno. Questione complessa. Quando avremo colonizzato Marte sapremo meglio se potremo vivere nella natura ma senza animali.

  21. La mia speranza è che un orso divori l’assessore regionale all’ambiente.
    Si chiedono soluzioni?
    Io propongo il salame d’orso.

  22. Notizia recente: un autom9bilista ha 8nvestito un orso. Autonobik8sta illeso, orso ferito

  23. Buongiorno a tutti!
    Io sposterei l’attenzione di più sulla incompatibilità tra l’uomo e il pianeta terra.
    Semplificando, più l’umanità prolifera e migliora la propria esistenza, più il pianeta soffre.
    Le attività umane comportano un eccessivo sfruttamento delle risorse e fra queste anche lo spazio, che viene ineviabilmente sottratto, nel caso in questione, al lupo e all’orso.
    È possibile la convivenza dell’essere umano (e le sue molteplici attività) con questi due super predatori? È possibile che un animale che ha bisogno di spazi sconfinati possa abituarsi alla presenza delle numerose infrastrutture costruite dall’uomo? Non lo so.
    Filippo
     

  24. Roberto, scrivi di più sul blog.
    I tuoi argomenti offuscano ottimamente le tonnellate di idiozie scritte da molti. Grazie.

  25. Roberto il tuo intervento è la boccata di ossigeno appena usciti dal rifugio alle 4 di mattina, prima di affrontare la giornata.
    Grazie

  26. Che articolo manipolato! Bisogna sempre esaminare caso per caso: lupi che uccidono persone (tutte in centro Italia) nel 1920. All’epoca i lupi attaccavano persone perché le famiglie di pastori e allevatori puzzavano di pecora e quindi venivano scambiate per tali nelle stalle (detto in parole povere).
    I recenti attacchi dei lupi devono essere contestualizzati: a Roma e Agnone si tratta di lupi confidenti per colpa dell’uomo, dove comunità di esseri umani hanno dato da mangiare per anni a quei singoli lupi che gironzolavano in zona. La lupa di Roma che ha “attaccato la bambina” in realtà voleva il panino che la bambina teneva in mano, pensando che gli spettasse “di diritto”, visto com’era abituata. Diverso il fatto della lupa di Vasto che, effettivamente, aveva atteggiamenti di odio sprezzante nei confronti dell’umano, non si sa per quale meccanismo mentale o esperienza pregressa traumatica. Per quanto riguarda il Papi ucciso da un’orsa, non mi esprimo, ma condivido ciò che hanno dichiarato più volte i familiari (e che la politica ed i giornali non hanno divulgato molto): la colpa non è  dell’orso che si è comportato come tale, ma della politica scellerata delle istituzioni, che hanno dapprima favorito la reintroduzione dell’orso, sfruttandolo a scopi promozionali e turistici, per poi abbandonare il progetto senza creare corridoi, ambienti naturali per l’orso, informazione e cultura della convivenza.
    Altra cosa dannosa: il randagismo. Spesso vengono accusati lupi di atti compiuti da cani o CLC. I danni causati da cani sono di gran lunga più numerosi dei danni da lupo. I randagi e i cani liberi sono piu numerosi dei lupi in Italia.
    Ci vorrebbe più cultura della natura, intesa come natura selvaggia e non ambiente manipolato dall’uomo.
    Ci vorrebbe onestà nell’ammettere che  nel 2025 siamo molto lontani, nonostante le conoscenze scientifiche, dal capire che un mondo antropocentrico non permetterà all’uomo di avere vita lunga e prospera.
    Ci vorrebbe l’onestà di chi ha le attività sul campo di ammettere che risparmia su attrezzatura, sorveglianza personale e sui cani da guardiania, vedetta e conduzione (si, perché i pascoli hanno bisogno di 3 tipi di cani con funzioni diverse).
    Ma, si sa, la politica ha bisogno di voti, e la maggior parte dei voti viene dalla “pancia”.

  27. Li mettiamo che ho preso il covid nel periodo in cui ho smesso di bere sgòrie della Lucia strazeta (Liquoria Garibaldi, Agordo) e poi se avete paura di lupi e roba varia portatevi con voi dei petardi… devo ancora provare pasta fagioli e vipera..  diversamente pop corn alla Riccardo. E pofta de ursus a tutti. 

  28. Nella terra “abbandonata” la natura fa il suo corso sul 99% della superficie terrestre.
    Questa mania dell’ordine e della pulizia è tutta artificiale, tanto da farci (a me no) piacere un bosco bello pulito e ordinato a una selva intricata.
    Ma non credete che sia un’assurdità?
    E ve lo dice uno che nel bosco ci lavora ma perché mi serve la legna per scaldare casa. Cosa che semmai sfrutta la natura. Ma per sua natura il bosco se ne sta benone senza la mano dell’uomo.
    In Amazzonia o in Canada non ho mai sentito nessuno che vuole il bosco pulito e ordinato.

  29. Noi lasciamo spopolate la mezza costa, interi valloni, versanti che diventano selve, le aree interne e appenniniche e ci lamentiamo del ripopolamento dei selvatici così come ci lamentiamo delle frane. Anche degli incendi. Abbiamo un problema, è dare popolazione a queste zone, e si dovrebbe fare regalando terra a chi non ha niente. Sono assolutamente contrario a questo tipo di digressioni, mi dispiace il tono, si parla del lupo, dell’orso ma non si dice che la montagna, la collina la mezza costa antropizzata e in seguito lasciata, non presidiata diventa magma, diventa inospitale, io credo che servirebbe regalare la terra, quella terra che si vuole dominare, ma la si lascia abbandonata. Si vuole dominare una terra abbandonata, la si vuole per sé, abbattimenti, proteste, date la mezza costa a migranti contadini, moltiplicate per tre la popolazione delle aree dismesse, sì, dismesse, inneschi per calamità, il lupo tornerà a contarsi sulla punta delle dita.  

  30. “In più si continua a vedere il lupo come controllore della fauna selvatica. Quando invece si nutre quasi esclusivamente di animali domestici. “
    Si, certo, Riccardo, quasi esclusivamente: infatti ci sono almeno 80000 predazioni di domestici l’anno (una ogni 20 giorni per lupo)…
     
    “…nessuno si rende conto che il problema è la base della catene alimentare e non il vertice…”
    infatti Fetido, non ci sono quasi più cinghiali e gli ungulati sono così in regrasso che il povero lupo deve predare i domestici, come dice Riccardo.
     
    Siete proprio dei veri scienziati, voialtri…

  31. L’ho letto 2 volte.
    Quindi?
    Che si fa?
    Proposte?
    Abbattimento selettivo di esempri confidenti e pericolosi o per linee generazionali abbattendo i maschi e femmine alfa?
    Cattura e trasferimento in parchi/stati UE?
    Abbattimenti fin sulla soglia dell’estinzione, poi “ci pensa la natura?”.
    Perché un altro elemento che salta fuori, dati i continui rimandi in virgolettato a INSPRA, autorità provinciali, ministero, è che “qualcuno si deve occupare di questo problema” e che “qualcuno deve trovare le soluzioni ecc ecc.
    Mai che, le associazioni, come quella che ha vergato l’articolo, proponga soluzioni.
    Articolo stucchevole.

  32. @1 “E gli attacchi da zanzara? Dove li mettiamo?
     
    🙂
    Tu ci scherzi (forse), ma si stima che le zanzare provochino da 700mila a un milione di morti ogni anno nel mondo.
    Al confronto, lupi e orsi sono dei dilettanti.

  33. Scusa Carlo qui dove? Ignoranza e autorevolezza insieme riguardo lo stesso ambito non le avevo mai sentite ….

  34. …per carità…forse gognablog farebbe meglio ad occuparsi di altre questioni!!!

  35. Mamma mia quanta ignoranza e superficialità nell’intervento fi riccardo!
    Ancor più grave data l’autorevolezza.
    Non solo in appennino ma anche qui conviviamo con orsi, lupi  linci, sciacalli. E lo facciamo da sempre al punto che siamo la nazione europea a più alta naturalità. 
    Venite che vi mostriamo come si fà, arroganti presuntuosi

  36. Sono d’accordo con Riccardo…..nessuno si rende conto che il problema è la base della catene alimentare e non il vertice….la distruzione degli abitat e l’uso massivo di prodotti chimici stanno azzerando la base ……dice bene Riccardo animalismo…….ignoranza

  37. Concordo pienamente con tutto quello che riporta l’articolo “gli attacchi di lupi ed orsi”. E in più con la errata e continua parallela visione di ciò che accade a Yellostone. Realtà distante migliaia di km sia come posto ma ancor più come realtà ambientale e faunistica. Sono anni che scrivo sulla rivista per la quale lavoro su questo tema. Ma l’animalismo, non ambientalismo, continua il bombardamento del lupo come una nuova infatuazione e una presunta necessità. Come scritto tante volte in 70 anni di assenza nessuno ne ha sentito la mancanza. In più si continua a vedere il lupo come controllore della fauna selvatica. Quando invece si nutre quasi esclusivamente di animali domestici. Serve limitare gli animali domestici? No, e questo è il problema. Deve stare lontano dall’uomo con ogni mezzo. E sopportare solo le sue predazioni sui selvatici. Questo è quello che le varie associazioni di allevatori devono evidenziare

  38. Checché ne scriva la Provincia di Trento, io non lascerei libero un bimbo dove ci sono orsi.

  39. Un articolo che è un guazzabuglio di stupidaggini. Oltreché di affermazione false. Gravemente disiniformativo. Non mi stupisco vista la fonte dei soliti e ineffabili “rurali alpini”. Mi stupisco invece, e molto, che Gogna pubblichi questa spazzatura. Oltretutto quest’anno di incidenti in montagna, e siamo appena a fine agosto, sono già morte 100 persone. 20 solo in Trentino. E il pericolo sarebbero orsi e lupi???Ma per favore.

  40. Perché non impariamo dell’Abruzzo che convive da anni con lupi ed orsi?
    L’orso lo conosco poco ed il marsicano è diverso da quello comparso sulle Alpi da qualche anno.
    Ma il lupus italicus, come l’orso comunque, è un predatore al vertice della catena alimentare e come tale controlla le altre specie. È presente nella maggior parte dello stivale (stiamo parlando di 3300 esemplari circa) ed è aumentato di numero perché è aumentato il cibo, in primis il cinghiale, specie alloctona, introdotto dai cacciatori perchè più prolifico rispetto all’autoctono (sto parlando dell’Appennino, che conosco). Si è spinto fino alla pianura padana perchè trova la nutria, altro cibo numeroso, altro alloctono. Ma nella sua dieta ci sono anche caprioli. Si spinge vicino ai centri abitati perchè sa di trovare cibo facile, dall’immondizia lasciata esposta, agli animali da cortile lasciati incustoditi, che caccia molto più facilmente di un cinghiale. Come si comportano in Abruzzo, per difendere gli animali? Con i cani da guardiania, in numero proporzionale ai capi dell’allevamento. Non lasciando incustoditi animali da cortile e chiudendoli la sera. Non lasciando cani alla catena all’aperto di notte. E mi piacerebbe vedere foto degli esemplari che hanno attaccato l’uomo per capire se fossero effettivamente lupi. In Italia, specialmente al sud abbiamo un problema molto più pericoloso con i canidi, che si chiama randagismo.
    Al di là di tutto, chiediamo comunque a chi ci convive, magari potremmo imparare qualcosa.

  41.  
    Sono troppi gli orsi e i lupi o sono troppi gli allevatori? Ormai bisogna chiedersi a che serva abitare in montagna per allevare bestiame. Se non ci sono più le condizioni per una convivenza con gli animali selvatici agli uomini conviene emigrare in città.

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