I conti olimpici

Giochi invernali di Milano-Cortina 2026: la pista da bob è un salasso. Perderà oltre 12 milioni in 20 anni. Per pagare i debiti il Comune di Cortina dovrà fare da B&B. Il dato allarmante emerge dal Piano redatto da KPMG Advisory su incarico della Regione Veneto.
Dunque, i nodi stanno arrivando al pettine e i costi iniziano ad arrivare. Sarà dura, molto dura. Per l’ambiente innanzi tutto, ma anche per i cittadini e certamente non solo per quelli delle aree interessate dai Giochi.

I conti olimpici
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 4 maggio 2025)

Un paio d’anni fa il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi confessò in consiglio comunale di non riuscire a prendere sonno alla notte per la preoccupazione dei possibili debiti per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Adesso si capisce perché. Far funzionare la pista da bob di Cortina in corso di costruzione causerà un disavanzo di gestione di 638.400 mila euro all’anno, che nei 20 di vita prevista della struttura si può tradurre in un deficit totale di 12 milioni 780 mila euro. È un dato allarmante quello che emerge dal Piano economico redatto dalla società milanese KPMG Advisory, su incarico della Regione Veneto, assieme al Comune di Cortina.

Quest’ultimo, per limitare i danni, dovrebbe inventarsi un’attività di affitto ai turisti di 9 appartamenti dell’ex Panificio e della piazza ex Mercato in corso di ristrutturazione, ma in quel caso il Comune diventerebbe una specie di B&B istituzionale, mentre se li affittasse ai cortinesi potrebbe ridurre il passivo a 380mila euro all’anno, pari a poco più di 7 milioni e mezzo di euro nell’arco di un ventennio. Non c’è alcuna previsione che la struttura diminuisca i debiti, come era stato invece previsto nel 2023 da una ricerca effettuata dalla Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico), che sta costruendo la pista. In quel caso si prevedeva di raggiungere il pareggio al quinto anno di attività.

Secondo la stima, la “Eugenio Monti” può dare cinque voci di ricavo, per un totale di 526mila euro per ogni anno dal 2027 al 2032. Le spese sarebbero nel 2027 pari un milione 111mila euro, per salire gradualmente fino a un milione 165mila euro dopo sette anni. Il saldo negativo è quindi il seguente: 584.400 euro nel 2027, 595.400 nel 2028, 603.400 nel 2029, 628.400 nel 2030, 633.400 nel 2031 e 638.400 nel 2032.

Le entrate con bob, slittino e skeleton
La fonte principale di introito è costituita da 291.800 euro dall’uso agonistico della pista da parte di squadre di atleti degli sport di scivolamento. Si calcola un impiego pieno per 8 settimane ogni stagione, 7 giorni su 7, con circa 50 discese al giorno per ognuna delle specialità: il bob a 60 euro a discesa, skeleton e slittino a 35 euro. Sarebbero 150 discese al giorno. Per stagione il bob farebbe incassare 126.600 euro, lo slittino 78.800, lo skeleton 86.500 euro. Da due gare all’anno si ricaverebbero 13.750 euro. Lo sport ludico, praticato come esperienza dai turisti, ovvero il bob-taxi, prevede un costo di 60 euro per discesa, con 15-30 discese giornaliere a seconda dei periodi. L’incasso totale è stimato in 81mila euro per ogni stagione invernale e 25mila euro con il bob a rotelle d’estate. Altri 15mila euro arriverebbero dalle sponsorizzazioni e 100mila euro all’anno da un contributo della Fisi, la Federazione degli Sport Invernali. Ricavi per poco più di mezzo milione di euro non sarebbero sufficienti ad arrivare a metà dei costi. Il contributo di 3 milioni di euro della Regione Veneto, già stanziato, non rientra nel calcolo perché riguarda l’acquisto di attrezzature, non la gestione della pista.

Uscite per oltre un milione
I costi sono per il 40 per cento gravati dall’energia: 438mila euro nel primo anno per la refrigerazione della pista, destinata a crescere fino a 455mila nel 2032. I servizi hanno alcuni costi fissi: 48mila per i medici, 60mila per le spese pubblicitarie, 60mila per servizi amministrativi e assicurativi. Variabile il costo per il trasporto degli equipaggi fino alla partenza: si va da 31mila euro nel 2027 a 50mila nel 2032. Il totale dei servizi crescerà da 199.000 a 218.000 euro nel settimo anno. Il personale amministrativo (direttore della pista, torre di controllo, timing e speaker, segretario) ha un costo di 84.500 euro all’anno. Molto più onerosa la squadra tecnica (da 295mila a 312mila euro), visto che è composta da 15 persone, tra cui 12 ghiacciatori, più tre addetti ai trasporti, agli equipaggi e alla manutenzione. Il costo per la manutenzione è stimato in 94mila euro all’anno. Si arriva così a superare il milione e 111mila euro ogni anno.

Canoni stellari
Per far fronte ai debiti, il Comune si dovrà affidare agli affitti grazie alla ristrutturazione dell’ex Panificio e dell’ex Mercato. Nove appartamenti sono “progettati per soddisfare esigenze abitative locali” con canoni “calmierati rispetto a valori medi di mercato”, a 16 euro al metro quadrato. La superficie varia da 56 a 150 metri quadrati, per un totale di 749 metri quadrati. C’è poi una unità commerciale di 35 metri quadrati con canone di 46 euro al metro quadrato. Affitti da Cortina o a portata delle tasche dei lavoratori? Giudicate voi. Si va da un minimo di 901 euro a un massimo di 2.409 euro mensili. Il negozio costa 1.610 euro al mese. In questo modo il ricavo per il Comune sarebbe di 13mila euro al mese, 156mila all’anno, ma a partire solo dal 2028. Ci sono poi costi amministrativi e ordinari per circa 34mila euro all’anno. Due negozi nella piazza ex Mercato porterebbero affitti per 27.600 euro annui (50 metri quadrati) e 193mila euro (350 metri quadrati). In questo caso solo dal 2029, quando sarà completata la ristrutturazione, e vanno calcolati costi da 84mila a 101mila euro.

Il suggerimento: affitti brevi a 400 euro la notte
Grazie agli affitti il debito si riduce, ma non si annulla: 584mila euro nel 2027, 473 mila nel 2028, 342mila nel 2029, 381mila nel 2030, 392mila nel 2031 e 380mila nel 2032. Per questo il piano valuta l’ipotesi che il Comune non applichi canoni calmierati per le case, mentre quelli dei negozi sono già in linea con il mercato cortinese. Nello scenario di canoni bassi si ha una media di locazione di 1.269 euro mensili per appartamento, a beneficio dei residenti. Tenendo conto dei valori di mercato si schizzerebbe a una media di 2.102 euro (Osservatorio del mercato immobiliare) o addirittura 3.271 euro al mese (portale Real Value). Il suggerimento è ancora più radicale: affitti brevi ai turisti a 400 euro la notte. Ogni appartamento porterebbe un introito per il Comune di 76.647 nel 2028, fino a 82.965 euro nel 2032.

Solo in questo modo il Comune non andrebbe in rosso per il bob, ma guadagnerebbe 57mila euro nel 2032. Sarebbero pochi ricchi, disposti a sborsare affitti da favola, a pagare il buco dell’impianto sportivo e il Comune rimedierebbe nei confronti della propria popolazione la più colossale delle figuracce, dopo anni che promette nuovi appartamenti ai propri cittadini.

I conti olimpici ultima modifica: 2025-05-10T05:22:00+02:00 da GognaBlog

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7 pensieri su “I conti olimpici”

  1. @6 Bhe, ovvio che è così! Stanno mettendo le mani avanti, in modo da poter fare lo “scarico costi” post Olimpiadi. La ratio italiana è : “mal comune mezzo gaudio”. Se spalmo i costi su tanti (o addirittura tutti), la cifra addizionale in capo al singolo cittadino sarà piccolina, magari molti manco se ne accorgono… Se lascio invece che lo stesso importi assoluto sia diviso fra pochi, la cifra singola su ciascuno sarà rilevante e questi “pochi” frigneranno come vitelli al macello. E siccome quei “pochi” sono anche i miei elettori (del sindaco o del presidente di regione), mi guardo ben bene dall’andare a irritarli. Questo meccanismo è “umano”, nel senso che fa parte della natura umana, A Cortina come ovunque nel mondo: inutile fare appelli al senso di responsabilità, alla correttezza, all’equità (=prendete solo voi gli incassi? bene, non discutiamo, ma allora beccatevi solo voi i costi.!). Tutto il mondo è paese.

  2. Cesana è stata veramente un opera sbucata dal nulla e poi lasciata morire un disastro ancora da risolvere,c è invece da augurarsi che la storica Monti possa avere un futuro e gestione come la si deve!
    Viene pero’ anche da chiedersi come un comune ricco come Cortina amministri gli introiti di seconde e magari terze case più le  tasse alberghiere e si spaventi all’incognita futura gestione della pista , forse perche è meglio farne ricadere i costi come dice Crovella su regione e quindi tutti?

  3. Come è noto la Società concessionaria di Autostrade spa, ex Iri privatizzata all’inizio degli anni 2000, già appartenente al gruppo facente capo alla famiglia Benetton, ha reso la concessione di nuovo in mano pubblica nel 2021. Il mio riferimento era alle dotte analisi costi/ricavi per attirare fondi privati alle opere costruite con denaro pubblico, che, purtroppo, molto spesso peccano di eccessivo ottimismo. Da qui l’esempio di nuove autostrade e tangenziali, su tutte la TEEM di Milano. Si leggano i suoi bilanci pubblicati. Riferimento principe agli eccessivi ottimismi in tema di stimati futuri ricavi e’ il tunnel della Manica che ha visto il fallimento di molte Società che negli vi si sono cimentate dando anche grandi fregature a migliaia di piccoli azionisti.
    Tornando alla nostra meno impegnativa pista di Cortina è legittimo il dubbio implicito nella lettura delle proposte di KPMG sulle previsioni di futuri incerti ricavi a copertura di costi certi, ancorché stimati. Infatti si prevede che il Comune di Cortina, senza ricorso al debito, coprirà gli elevati costi gestionali con le descritte iniziative.
    Il primo commento del signor Crovella ha sintetizzato bene il concetto. Intendevo solo ribadire che è normale in Italia non badare a spese fatte con soldi pubblici con la promessa che l’opera realizzata si pagherà da sola. La storia dimostra che non è proprio così. Si veda la pista di Cesana delle Olimpiadi 2006.
     

  4. “presunti ricavi da pedaggi di tangenziali, autostrade e simili…..”?.!deve essere pazzo proprio Bennetton che non molla la gestione!
    Ma restando alla val Boite hai idea del traffico pesante che per non pagare dazio (ora va di moda)su altre strade rinomate  passa a sbafo?Lasciando solo solchi, buche ,polveri di freni e tonnellate di polveri sottili da scarico tutti euro 0 giu di li?

  5. Senza la necessità di incaricare i super esperti di KPMG qualunque persona di buon senso ci arriva da sola a capire che tale opera ha enormi costi impliciti solo perché esiste e va mantenuta integra ed efficiente. Senza contare il non quantificabile costo del danno ambientale. Sula previsti eventuali ricavi a copertura … lasciamo perdere. Ne abbiamo esempi a decine sui presunti ricavi da pedaggi di tangenziali, autostrade e simili.
    Parafrasando un detto giuridico latino “impensa semper certum est, lucrum numquam!”

  6. Un euro ad ogni TIR da nord a sud e viceversa che attraversa il cuore del “villaggio” e 5 nei festivi e vedi come si ripaga la pista di Bob…

  7. E’ proprio il caso di dire: piove sul bagnato. Lo capiva anche un bambino dell’asilo che sarebbe finita così (oltre al prioritario danno ambientale, che non ha prezzo).
    A Torino diciamo: “T’las vuolu-a la bici? E ades pedala!“. Applicato al caso di specie: cari milanesi-veneti avete voluto il business che porta “sghei” nelle tasche tanto degli imprenditori che prendono gli appalti (esecuzione lavori) quanto degli operatori sul territorio che incasseranno durante i giochi per l’afflusso di gente? Bene, la vita è una partita doppia: non prevede solo incassi ma anche costi, per cui sciroppatevi solo voi, cari milanesi-veneti, tutti i costi di un’idea balzana che andava respinta all’origine.
     
    Il guaio è che, per il solito modo di fare all’italiana, questi costi verranno spalmati su tutti i cittadini dell’intero territorio nazionale. La modalità è irrilevante e secondo me non emergerà neppure in modo chiaro, ma vedrete che una bella fetta di questi costi, se non la stragrande maggioranza, finiranno nel bilancio statale, cioè verranno caricati sulle spalle di tutti i cittadini.

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