Cosa accade nell’istante esatto prima che una bomba distrugga una casa a Gaza? Mentre chi è all’interno sta semplicemente cenando, mettendo a letto i bambini o ridendo per una battuta, a chilometri di distanza c’è qualcuno che osserva uno schermo, calcola e decide che quelle esistenze possono essere considerate un prezzo accettabile da pagare. È quello che racconta Naza, il film documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, già vincitori dell’Oscar per No Other Land, che ha vinto il premio speciale della giuria alla 83ma mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e arriverà nelle sale italiane il 28 settembre. In sala a Venezia, alla proiezione del film, il pubblico ha applaudito per 25 minuti.
I seguenti due articoli originali sono stati pubblicati sul sito +972 Magazine e tradotti per gentile concessione della testata. Per sostenere il lavoro di +972 Magazine è possibile donare tramite questa pagina.
NAZA: smascherare la macchina di morte di Israele a Gaza
di Yuval Abraham * e Rachel Szor (+972 Magazine)
(pubblicato su valigiablu.it il 14 settembre 2026)
Negli ultimi tre anni abbiamo condotto interviste notturne sui tetti di Tel Aviv con 24 soldati israeliani che hanno avuto un ruolo attivo nell’offensiva israeliana su Gaza. Per la maggior parte erano ufficiali dell’intelligence che operavano dietro uno schermo e partecipavano da remoto all’uccisione di massa dei palestinesi.
Le loro testimonianze costituiscono la base di NAZA, un nuovo documentario da noi diretto — prodotto da The Guardian e James Wilson, con la produzione esecutiva di Jonathan Glazer — che sarà presentato in anteprima questa sera all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia [il documentario ha vinto il premio speciale della giuria, NdR].
Abbiamo intervistato questi soldati non perché fosse l’unico modo per sapere ciò che ha fatto Israele a Gaza. Chiunque abbia visto la devastazione nella Striscia, ascoltato gli abitanti di Gaza o semplicemente creduto alle parole dei leader israeliani avrebbe dovuto riconoscere questa verità già anni fa.
Abbiamo realizzato questo film per un semplice motivo: abbiamo capito che le testimonianze degli ufficiali e dei soldati dell’esercito che ha annientato Gaza — coloro che hanno condotto la sorveglianza, che hanno calcolato quante persone innocenti sarebbero state probabilmente uccise in ogni casa e che hanno ripetutamente dato il via libera per bombardare intere famiglie — avrebbero reso ancora più difficile negare i crimini. E proprio questa negazione è parte di ciò che permette a questi crimini di continuare fino ad oggi.
Questo è un film su un sistema. Si concentra su ordini, politiche e schemi operativi, non sulle deviazioni da essi. La conclusione che traiamo dalle testimonianze è chiara: l’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza non è stata un “tragico effetto collaterale” di una guerra contro Hamas, come viene comunemente dipinta in Israele, ma un atto premeditato, calcolato e intenzionale. Per questo motivo una commissione delle Nazioni Unite, le principali organizzazioni per i diritti umani a livello mondiale e studiosi palestinesi, israeliani e internazionali l’hanno definita un genocidio.
Il titolo del film, NAZA, che è l’acronimo ebraico di “danno collaterale”, è una critica al modo in cui Israele descrive l’uccisione dei civili: nascondendo sia la quantificazione preventiva del numero di persone che probabilmente saranno uccise in ogni attacco, sia l’intento distruttivo che ha accompagnato la campagna militare sin dall’inizio.
Uno degli ufficiali che abbiamo intervistato descrive come fosse pienamente consapevole, in tempo reale, di centinaia di casi in cui le famiglie stavano conducendo la loro normale vita quotidiana — un uomo che parlava con sua moglie, il suono di un programma televisivo, una preghiera, un bambino che piangeva — e poi ha dato l’autorizzazione a bombardarle. Quando gli è stato chiesto il perché, ha spiegato: «Capisci che l’obiettivo è distruggere».
Visto in quest’ottica, la presenza in una determinata casa di una persona che Israele considera un obiettivo da eliminare diventa una questione “collaterale”; anzi, in molti casi, si è scoperto che l’obiettivo non era affatto presente. L’uccisione in sé era lo scopo centrale.
Uno sguardo nell’oscurità
I soldati che compaiono nel film hanno tutti accettato di parlare a condizione che la loro identità fosse accuratamente nascosta, per timore di ritorsioni nei loro confronti per aver rivelato informazioni compromettenti. Alcune delle loro testimonianze erano così urgenti e raccapriccianti che le abbiamo pubblicate quasi immediatamente in una serie di reportage investigativi per +972 Magazine, Local Call e The Guardian.
La maggior parte dei soldati che abbiamo intervistato appartiene a quella che viene comunemente definita l’élite socioeconomica israeliana e ha prestato servizio principalmente in unità di intelligence di prestigio. Alcuni hanno ammesso esplicitamente di aver partecipato a gravi crimini e speravano che parlare apertamente potesse contribuire ad abbattere i muri del negazionismo e della giustificazione, costringendo l’opinione pubblica israeliana a fare i conti con ciò che l’esercito è stato mandato a fare in loro nome. Altri hanno accettato di parlare solo dopo mesi di riflessione — mossi da senso di colpa, vergogna o addirittura orgoglio per quelli che consideravano i loro successi professionali.
Il nostro film non si sofferma sulle loro motivazioni, ed è stata una scelta deliberata. Si concentra principalmente sull’uccisione in sé e su ciò che la rende possibile. Dedicare troppo tempo ai sentimenti morali e politici delle fonti avrebbe rischiato di spostare il baricentro lontano dalle vittime, cosa che non volevamo fare.
Garantire l’anonimato a persone che, per loro stessa ammissione, hanno preso parte a crimini orribili non è una decisione che prendiamo alla leggera. Ma, dato il continuo protrarsi di questi crimini, abbiamo sentito l’obbligo di rendere pubbliche le loro testimonianze nella speranza che ciò possa contribuire agli sforzi per porre fine a questa carneficina. Le testimonianze dei soldati implicano inoltre un sistema molto più ampio, di cui i vertici della leadership politica e militare israeliana hanno la responsabilità ultima. Speriamo che il film possa contribuire all’assunzione di responsabilità per i gravi crimini commessi da Israele e alla giustizia per le loro vittime.
Ma il film non è solo una raccolta di testimonianze dei soldati. Abbiamo anche puntato l’obiettivo della telecamera su Tel Aviv e sui suoi abitanti di notte, interrogando la città come una bolla in cui la vita quotidiana prosegue mentre i palestinesi vengono massacrati a soli 60 chilometri di distanza. Attraverso il nostro sguardo sulla città da cui viene gestita la guerra contro Gaza, abbiamo cercato di osservare i meccanismi di conformismo che rendono possibile un’indifferenza così diffusa.
Nel fare ciò, ci siamo ritrovati a porre domande che si poneva la generazione dei nostri nonni, domande che le persone in tutto il mondo si sono poste dopo essere venute a conoscenza di atrocità e genocidi avvenuti altrove: come può un gruppo di esseri umani acconsentire alla completa disumanizzazione di un altro? E che aspetto ha un sistema genocidario visto dall’interno?
Negli anni a venire — forse in un’era post-Netanyahu, se mai dovesse arrivare — alcune parti del campo liberale israeliano potrebbero cercare di prendere le distanze dai crimini commessi a Gaza e attribuirli al governo di estrema destra. Certamente, questo governo ha la responsabilità primaria dell’uccisione di oltre 73.000 persone, per lo più civili, a seguito dei massacri criminali di Hamas del 7 ottobre. Eppure, una quota significativa di queste uccisioni è stata compiuta da soldati provenienti dal cuore stesso del campo liberale israeliano: ufficiali dell’intelligence e dell’Aeronautica Militare in servizio nelle unità più prestigiose dell’esercito.
I piloti dell’Aeronautica potrebbero sostenere di essersi limitati a eseguire degli ordini — di aver ricevuto una serie di coordinate, sganciato la bomba e fatto ritorno alla base senza sapere cosa avessero colpito. I soldati di fanteria si difenderanno dicendo di non sapere sempre chi stessero colpendo, in parte a causa della “nebbia di guerra”. Per quanto discutibili possano essere queste giustificazioni, non si può negare ciò che il personale dei servizi segreti sapeva.
Hanno visto con i propri occhi e sentito con le proprie orecchie che le case che stavano “incriminando” erano piene di famiglie. Sapevano che le vaste “approvazioni NAZA” non erano collegate a obiettivi di alcun valore militare significativo. Eppure hanno svolto il loro ruolo nella macchina della morte senza praticamente alcun atto di rifiuto o resistenza.
Il film mostra come si presenta un sistema di morte quando si basa sull’idea che “a Gaza non ci sono innocenti” — o, come si potrebbe dire nella terminologia dell’intelligence, “a Gaza non esiste il NAZA”. In quanto tale, il film indebolirà probabilmente i negazionisti, coloro che seminano il dubbio e chi ancora si sente a proprio agio nel vivere in quella zona d’ombra tra il sapere e il non sapere ciò che sta accadendo 60 chilometri a sud di Tel Aviv.
Il film, presentato in anteprima a Venezia, arriverà presto a New York prima di essere distribuito in tutto il mondo [in Italia sarà nelle sale dal 28 settembre 2026, ndr]. Ma è anche rivolto verso l’interno, verso la società israeliana. È stato girato interamente di notte, rispecchiando la profonda oscurità in cui è stato realizzato e in cui viviamo. Ma senza fare i conti onestamente con ciò che è accaduto nell’oscurità, nessuno di noi potrà vedere la luce.
Yuval Abraham * ha partecipato alla XX edizione del Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia ad aprile 2026. L’incontro “Holding the powerful accountable: the role of investigative journalism during war”, moderato dalla giornalista di Repubblica Francesca Caferri, si può rivedere qui:
Il momento in cui una vita umana diventa un “danno collaterale”
di Mahmoud Mushtaha (+972 Magazine)
(pubblicato su valigiablu.it il 19 settembre 2026)
Le luci si abbassano e, per un attimo, dimentico di stare guardando uno schermo. Si riempie dell’immagine di un tetto a Tel Aviv di notte, nero e grigio. La telecamera scende con una panoramica. Attraverso le finestre, vediamo persone che guardano a loro volta i propri schermi: coppie che si stringono l’una all’altra, che seguono le notizie, che mangiano. Sembrano completamente assorte nei loro mondi, e perché non dovrebbero esserlo?
È questa cosa che non riesco a superare, guardandoli: ecco com’è fatta davvero la sicurezza. Semplicemente una serata tranquilla, senza aerei militari che volano sulle loro teste, senza droni che ronzano incessantemente. Nel frattempo, uomini e donne sul tetto sopra di loro parlano con calma di come hanno deciso quanti di noi sarebbero morti in una data notte.
Sono i soldati, per lo più ufficiali dell’intelligence, che hanno aiutato Israele a portare a termine la distruzione di Gaza, e le cui testimonianze costituiscono la base di NAZA. Il documentario prende il titolo da un termine usato all’interno dell’esercito israeliano — l’acronimo ebraico di “danni collaterali” — che si riferisce al numero di persone che un attacco dovrebbe uccidere.
NAZA non mostra l’aspetto di quella violenza: la polvere, le urla, le chiamate in preda al panico per sapere chi è sopravvissuto, le madri che cercano i loro figli tra le macerie, i nomi dei propri cari dispersi condivisi freneticamente nei gruppi WhatsApp di famiglia, prima che la notizia devastante venga confermata. Ho vissuto tutto questo a Gaza.
Ma mentre guardavo il film, ho realizzato che, mentre noi eravamo ancora ignari degli orrori che ci attendevano, c’erano persone che osservavano, calcolavano e prendevano decisioni che avrebbero segnato il futuro di intere famiglie.
Questo è ciò che il film mi ha rivelato, una parte del crimine di cui ero a conoscenza ma che non ero mai riuscito a cogliere appieno: il momento prima della violenza, quando una vita umana sta scorrendo come sempre ma è già stata messa in conto come una perdita accettabile; quando una persona che sta cenando, è sdraiata a letto o parla con la moglie o il figlio, diventa un numero su uno schermo.
Ciò che mi ha sorpreso non è stata l’enorme vastità della strage, né tantomeno la sua freddezza, ma la competenza. Quanto sembrassero esperti i soldati nel film mentre descrivevano la distruzione delle vite altrui, con la calma di chi parla di una faccenda che ha già sbrigato molte volte.
Uno ha descritto il lavoro semplicemente come una “missione”. Un altro lo ha paragonato a un “videogioco”. Uno ha persino detto che era “molto divertente!”. E poi il pensiero a cui continuo a tornare anche molto tempo dopo la fine del film: questi non sono esseri umani, sono NAZA.
Un soldato ha raccontato di sapere esattamente cosa stessero facendo alcune di quelle persone nei momenti prima che le uccidesse. Ha ricordato di aver sentito un uomo parlare con sua moglie a letto. Un bambino che piangeva. Il suono della TV. Ha ascoltato tutto questo, e poi ha dato l’autorizzazione a sganciare la bomba.
Poi, ha spiegato, la sera usciva con gli amici e la mattina dopo tornava a farlo di nuovo. Per questi soldati israeliani, uccidere i palestinesi era semplicemente un compito che poteva essere messo in pausa e ripreso in un secondo momento.
Non c’era esitazione nelle loro voci, né la sensazione che stessero descrivendo qualcosa che fosse difficile da dire ad alta voce. Parlavano con la disinvoltura di chi ha imparato a fare questo, a parlarne e ad andare avanti dopo — come ha detto uno di loro, con “zero” considerazione per le vite che annientavano.
Uno sguardo dentro la macchina
NAZA rende visibili la pianificazione, il linguaggio, i sistemi e le decisioni che precedono il lancio di un attacco. Ma anche questa è solo una parte della storia.
Alcuni degli esecutori erano sul campo a Gaza, dove la stessa violenza diventa molto più diretta mentre si muovevano tra i quartieri palestinesi, entrando nelle case, dandole alle fiamme e imponendo “zone di morte”.
Eppure, per ogni atto descritto nel film, ce ne sono molti altri che non sono mai stati documentati e con cui non si faranno mai i conti: la sorveglianza costante, le restrizioni alla libertà di movimento, lo sfollamento di intere popolazioni. NAZA apre una piccola finestra sulla macchina della morte a Gaza, qualcosa di molto più grande di quanto qualsiasi film possa cogliere.
Un soldato ha descritto il suo lavoro come “sistematico”, e per lui era sinonimo di rassicurazione, di prova di professionalità. Ma la mia mente continuava a vedere le persone vittime di questi sistemi.
Durante tutta la proiezione, non sono riuscito a smettere di attribuire nomi ai luoghi in cui il film metteva i numeri. Ogni calcolo mi riportava alla mente un volto. Ogni riferimento alle vittime mi richiamava una strada. Ogni descrizione di un’operazione militare mi faceva pensare alle persone che avrebbero dovuto convivere con le conseguenze.
Quando un soldato ha descritto come le forze israeliane abbiano massacrato i palestinesi nei punti di distribuzione degli aiuti, ho pensato a mio cugino, Raed Majed Mushtaha, 35 anni, ucciso nel “massacro della farina” all’inizio del 2024 mentre cercava del cibo da portare alla sua famiglia. Mi sono ricordato del mio amico Youssef Maher Dawas, ucciso nella prima settimana del genocidio, il cui corpo è stato ritrovato in seguito sotto le macerie.
Altri soldati hanno descritto come l’esercito autorizzasse sistematicamente l’uccisione di 20 civili per catturare un singolo bersaglio di basso rango, e fino a 500 per catturare un obiettivo di alto livello. Questi bersagli, tuttavia, erano stati prevalentemente “incriminati” da un sistema di intelligenza artificiale che, come ammettono i soldati, era noto per commettere errori in circa il 15 percento dei casi: eppure li uccidevano comunque, insieme alle loro intere famiglie.
Mi sono sentito come inchiodato ascoltando quella frase. Ho pensato a mio zio Hisham Zafer Mushtaha, a sua moglie Hanan, ai loro figli Basel e Mohammed, e ai loro quattro nipoti Raged, Hisham, Lana e Abdrahman, tra i 3 e i 12 anni d’età. Li ho immaginati mentre venivano uccisi perché un algoritmo di intelligenza artificiale aveva ipotizzato che lì potesse esserci un bersaglio.
Per i soldati, questi momenti sono semplicemente parte di una “missione” quotidiana, nascosti da una macchina in una sequenza di comandi su uno schermo che termina con una pausa caffè. Per loro, Raed, Youssef, Hisham, Hanan, Basel, Mohammed, Raged, Hisham, Lana e Abdrahman sono tutti NAZA. Per me, sono persone che conoscevo e amavo, di cui aspettavo le telefonate, la cui assenza farà per sempre parte delle nostre vite.
È proprio questo che ho continuato a rifiutarmi di accettare per tutto il film: la facilità con cui una persona può scomparire nel linguaggio di un’operazione e diventare un semplice dato. Una volta che hai conosciuto qualcuno come essere umano, diventa quasi impossibile accettarlo come qualcosa di meno.
Per tanto tempo mi sono chiesto come fossero state uccise queste persone che conoscevo. Guardando il film, la mia mente continuava a tornare alla domanda opposta: come ho fatto a sopravvivere? Ho trascorso gran parte della mia vita a Gaza pensando che, siccome non appartenevo a nessuna fazione, sarei stato al sicuro. Credevo che se Israele stava giustificando le sue uccisioni davanti al mondo descrivendo coloro che uccideva come obiettivi militari, allora ne sarei uscito vivo, perché non ero uno di loro.
Ma la differenza tra me e le persone che ho perso potrebbe essere stata nient’altro che ciò che un algoritmo di intelligenza artificiale ha segnalato e ciò che qualcuno ha deciso, attraverso uno schermo a Tel Aviv, che fosse una quantità accettabile di NAZA. Ho realizzato, forse per la prima volta, che non c’era alcuna precauzione che avrei potuto prendere per garantirmi la sopravvivenza. Il fatto che io sia sopravvissuto è stato completamente casuale e del tutto fuori dal mio controllo. E quando ci penso, mi si stringe il cuore.
Più di un numero
Quello che voglio, guardando questo film, non è la catarsi. Ne ho avuta abbastanza. Proprio come insisto nell’attribuire nomi alle persone che i soldati avevano in programma di uccidere, voglio associare dei nomi ai soldati stessi — quelli che hanno detto che era “divertente” distruggere Gaza, che consideravano i palestinesi a Gaza come semplici dati statistici. Questo è l’unico modo in cui la natura “sistematica” della macchina di morte israeliana smette di fungere da scudo, uno scudo che permette ai responsabili di sentirsi meri ingranaggi.
Quando finalmente sono uscito dalla proiezione, ho capito cosa l’avesse resa così dolorosa. Ero entrato aspettandomi di vedere un film su Gaza. Ne sono uscito pensando a quanto poco di Gaza potrà mai essere racchiuso in un film, in un articolo, in una fotografia, in un numero. Avevamo raccontato al mondo cosa si provasse a vivere sotto quel cielo, quale suono avesse l’oscurità, e che dietro ogni numero c’era un padre, una madre, un nonno, un fratello o un amico.
Non ho avuto la sensazione che il film mi avesse finalmente dato una voce: sapevo di averne già una. Ciò che mi ha dato è stata la strana ed estenuante esperienza di sentire l’eco di cose che diciamo da anni per poi rendermi conto di come una stessa verità possa risuonare in modo del tutto diverso quando a pronunciarla è qualcun altro.
Quando il film è finito, ho chiamato la mia famiglia a Gaza, come faccio ogni sera. Li ho chiamati spesso per dire loro dove spostarsi, quale strada evitare, pensando di poterli tenere al sicuro. Ma ora, parlando con loro, continuavo a pensare alla sorveglianza e ai sistemi capaci di seguire i loro movimenti e trasformarli in un bersaglio.
Ma seduto lì dopo il film, un nuovo pensiero ha preso il sopravvento: e se le persone che li osservano sapessero dove si trovano più di me? E se potessero vedere ciò che io non riesco a vedere? La mia famiglia potrebbe essere seduta insieme, a bere il tè, a discutere di qualcosa di poco conto, a ridere di una battuta di uno dei miei fratelli — pochi minuti di vita ordinaria che appartiene ancora a loro — mentre da qualche parte, molto lontano, quegli stessi minuti potrebbero già essere diventati dati su uno schermo.
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Fate pure film come NASA (che non a caso è stato definito un atto di antisemitismo anche da alcuni ebrei italiani) e otterrete solo un peggioramento delle vs condizioni (quanto meno in termini di restringimento della vs libertà di azione e di espressione) e soprattutto ulteriori peggioramenti per i palestinesi. Peggioramento progressivo quest’ultimo che potrebbe proseguire fino alla citata “estinzione” dei palestinesi. Circa la quale ci saranno evidenti responsabili israeliani, atri responsabili non evidenti e soprattutto ci sarà una responsabilità generale dei pro Pal, che anziché agire per risolvere il problema in M.O. fanno di tutto per renderlo cronico e impossibile da risolvere. Il tutto non potrà che incanalarsi verso l’effettiva “estinzione” dei palestinesi, ma anche il fronte pro Pal (col suo classico “senso di superiorità morale” come Ricolfi definisce l’approccio snob della sinistra) avrà una consistente responsabilità in ciò.
Continuate pure così: non solo non otterrete mai nulla, ma vi date la zappa sui piedi (a legge approvata, il margine di manovra e di espressione dei pro Pal sarà ridotto rispetto al passato) e soprattutto condannate i palestinesi a morte certa. Leggo anche che ad alcuni è sufficiente il solo “protestare” (senza preoccuparvi se poi seguiranno effettive soluzioni del problema in M.O) oppure che (in caso di estinzione dei palestinesi) alla fine non vi importa davvero se si fara o meno la Norimberga degli israeliani, (io penso di no, perché gli USA non lo permetteranno mai, inoltre gli USA sono fra i mandanti di Israele e quindi dovrebbero autoaccusarsi in questa ipotetica nuova Norimberga) ma semplicemente vi è sufficiente poter “denunciare” i crimini. Insomma per vs stessa ammissione le vs sono solo proteste sterili e a tavolino, che servono NON per risolvere davvero il problema in M.O., ma che servono a voi come sfogo delle vs frustrazioni contro il sistema occidentale e nulla più. CONT
Da che mondo è mondo si sa che la “rete” degli ebrei è uno dei pilastri del sistema (d’altra arte i legami con gli USA e con il grande insieme elle multinazionali sono lì a dimostrarlo) e quindi andate a nozze a strumentalizzare le efferatezze compiute in M.O. da un ramo particolare di ebrei, perciò usate tale pretesto per esprimere tutto il vs livore contro uno dei pilastri del sistema occidentale che, per voi, è solo fonte di infelicità e frustrazione. Tra l’altro il tenore e l’acredine delle proteste pro Pal ha convinto una bella fette dell’opinione pubblica italiana che il loro fondamento è un odio diffuso verso gli ebrei e non a caso il tutto è confluito nell’elaborazione del DSDL Antisemitismo (dove si punta a punire e reprimere atti sia fisici che verbali contro gli ebrei e NON in generali contro i popoli semiti). CONT
Infatti nei confronti degli ebrei israeliani da parte vostra esiste un pregiudizio di fondo. “Quei bastardi di israeliani individuano il viso di un terrorista grazie all’IA e sparano un missile nella stanza, uccidendo lui e 10 o 20 civili innocenti”. Certo che accade così, non avevo bisogno di NAZA per saperlo. Ma voi vi fermate lì, non estendete le vs condanna ai russi che bombardano direttamente nei condominii residenziali ucraini (evidentemente con l’obiettivo di uccidere civili) né verso gli stessi ucraini che a volte fanno lo stesso (es ad inizio estate hanno sparato dei droni sulle spiagge della Crime dove erano in villeggiatura innocenti famigliole di russi del sud della Russia, uccidendone molti, bambini/ragazzi compresi). Né condannate tutte le altre infinite ingiustizie commesse ogni giorno solo su Gaza vi concentrate, perché in realtà NON siete mossi dala desiderio di combattere le ingiustizie ma dall’odio verso gli israeliani (di cui è la componente ebraica della cittadinanza a determinare la politica dello stato), per cui alla fin fine odiate gli ebrei per estensione, cioè non solo quelli israeliani e/o sionisti. Odiate gli ebrei (il cui ramo israeliano oggi compie atti raccapriccianti, ma inseriti in un contesto di guerra) perché è il vs modo per protestare contro il sistema (ovviamente il sistema occidentale) da cui siete o vi sentite emarginati o non inserirti felicemente. CONT
Ho letto (non solo in questa specifica conversazione) che alcuni di voi vogliono “protestare” contro l’ingiustizia a danno dei palestinesi, perché sono ideologicamente contro TUTTE le ingiustizie. Vi fa onore questa impostazione ideologica, sp0ecie rispetto al mio disincantato cinismo, ma perché vi concentrate ossessivamente su un’unica ingiustizia, quella del M.O.? Negli ultimi i 3 anni in Italia ci sono state 1500 manifestazioni di piazza dei pro Pal, quello dove sono apparsi i già citati cartelli Segre nazista,, Merloni assassina, Palestina libera dal fiume al mare (slogan che presuppone la cancellazione totale di Israele), mentre non ricordo che ci siano state ripetute manifestazioni a sostegno dei civili ucraini (direttamente bombardati dalla Russia di Putin), o dei civili sudanesi (barbaramente uccisi sia dall’esercito regolare che dai guerriglieri) né per il Rowingha né per gli Uguri né er nessuna altra schiera di civili 2innocenti” o uccisi o oggetto di persecuzioni. L’ossessiva concentrazione sulla solo ingiustizia di Gaza+Cisgiordania NON è manifestazione di vs affetto per i palestinesi, di cui sostanzialmente non ve ne sbatte niente, ma è invece una espressione di odio verso gli israeliani, la cui politica è risaputamente condizionata dalla sola componente ebraica della popolazione con cittadinanza israeliana. In soldoni ritengo fondata ogni giorno di più la mia tesi per cui le proteste pro Pal contro Israele abbiano un fondo di antisemitismo: in parole molto semplici vi stanno sul culo gli ebrei. CONT
Usare oggi l’IA in applicazioni belliche con l’obiettivo di uccidere più nemici possibili (e con il corollario di innumerevoli vittime civili) è “raccapricciante” né poù ne meno della carneficina di civili arabi (per definizione innocenti) che fecero i Crociati nel 1099, appena entrati in Gerusalemme (usando “solo” armi bianche: spade, lance, frecce ecc) oppure l’uccisione di decine di migliaia di innocenti ciivli giapponesi nello sgancio delle bome atomiche dell’agosto 1945. L’elenco è lunghissimo e smisurato e arriva anche ai gg nostri: non viviamo in un mondo immacolate con l’unica efferata ingiustizia di Israele sui palestinesi di Gaza+Cisgiordania. Invece viviamo in un mondo di ingiustizie (dall’Ucraina al Sudan, dalla persecuzione sui Rohingwa a quella sugli Uguri, con centinaia di migliaia di vittime civili, quindi vittime innocenti), a tal punto che io sostengo che lo status della specie umana è PROPRIO basato (sia in pace che in guerra) sull’ingiustizia, sia nel passato, che nel presente e anche nel futuro. CONT
Questo perché far 10 anni circa TUTTE LE GUERRE saranno sistematicamente combattute solo più usando le più recenti applicazioni della tecnologia (IA, droni, attacchi informatici ecc). Per cui le “efferatezze” oggi compiute “solo” da Israele saranno forse l’entry level del fare guerra (se tanto mi da tanto, Musk sta progettando guerre che si combatteranno ovunque, fin sulla luna…). E’ una cosa bella questo trend? NO, è una cosa bruttissima, ma è l’umanità che è fatta così (e non è fatta nel modo ideale come l’avete in testa voi). Il modo in cui è fatta la specie umana determina l’evoluzione del fare guerra: gli uomni primitivi combattevano con sassi, bastoni e liane, poi hanno inventato le armi da taglio 8molto più efficaci nell’uccidere di sassi e bastoni) poi hanno inventato la polver4 da sparo (molto più efficace nell’uccidere rispetto a spade e lance), con tutte le evoluzioni fino allal bomba atomica. Poiché negli ultimi 30-35 c’è stata un’evoluzione pazzesca della tecnologia informatica (in ogni settore della vita), non mi stupisco che essa venga applicata a fini bellici, né più né meno come è stata usata la bomba atomica nel 1945. CONT
Accidenti! Mi costringete una volta di più a riscrivere le stesse cose, per vs limiti intellettuali nel capirle, e poi magari protestate perché sono un “malato” in quanto scrivo tanto. Basta che capiate le cose al primo colpo e la metà dei miei interventi non esisterebbe. Certo che mi è chiarissimo (l’ho anche scritto esplicitamente) cosa “fa” Israele, dopo che l’applicazione dell’IA ha riconosciuto un viso nel data base dei terroristi: appena c’è coincidenza “facciale” parte in automatico un missile che bombarda la singola stanza dove si trova il tipo riconosciuto. La stanza esplode e se nella stanza ci sono altre persone (genitori, fratelli, parenti, amici) restano TUTTI UCCISI. Quindi epr uccidere UN terrorista, si ammattano da 5 a 10-15 altri palestinesi. Ho già scritto apertamente che va così e lo sapevo anche prima del film NAZA. Ho gi scritto MILIARDI di volte che oggi questo modo di “fare guerra” colpisce e sconcerta perché è la conseguenza dell’applicazione di tecnologia di avanguardia che Israele possiede grazie alla sua ricerca (anche per applicazioni cvili) degli ultimi decenni. Israele applica oggi novità tecnologiche con finali che a coi contemporanei appaiono “disumane” (per la quantità di civili morti), ma che fra 10 anni sarà la modalità standard in cui si combatteranno le guerre. CONT
“Piuttosto mi pare che alla fin fine sia sempre la gente di sinistra che, periodicamente, strilla al pericolo fascista.”
Beh, certo, per quelli come te quella fascista è una rosea speranza, non certo un pericolo.
“vi scandalizzate perché Israele usa il riconoscimento facciale della AI per i terroristi di Hamas”
Ovviamente no, non è il riconoscimento facciale e l’uso dell’AI a scandalizzare, ma è quello che fa Israele dopo aver riconosciuto…dovresti arrivarci anche tu!
Farà ridere quelli come te. Io lo trovo disumanamente raccapricciante.
Ancora?!?
Niente, proprio non ci arriva…
Tornando sul concreto, segnalo due notizie odierne. 1) Putin ha detto che le guerre ci saranno sempre e che prima o poi qualcuno userà il nucleare; 2) Elon Musk torna a collaborare con il Governo USA: si occuperà “delle guerre del futuro”, con orizzonte fin sulla Luna. Non mi pare che le mie analisi siano slegate dalla realtà (posso anche aggiungere “purtroppo”, ma il mondo in cui viviamo è questo qui e non quello ideale che avete in testa voi buonisti). E poi vi scandalizzate perché Israele usa il riconoscimento facciale della AI per i terroristi di Hamas… in futuro sarà una robetta che farà ridere…
Anche se Taiani, come dicono i suoi, ha i giorni contati alla direzione di F.I.
Quando ne dici troppe, poi stroppi.
@76-77 Hai ragione: l’impresa è impossibile, speravo che la tua simpatia emiliana potesse farcela ma anche gli interventi successivi hanno dimostrato che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Sul punto del 77 se ti rivolgi a me mi pare guori luogo. Non ho e non ho mai espresso nostalgie mussoliniane. Sono per una destra moderna, di governo, ecc come FdI si sta proponendo. Il regime mussoliniano è un fatto storico e gli attuali partiti di governo non hanno nessuna intenzione di ripristinarlo. Piuttosto mi pare che alla fin fine sia sempre la gente di sinistra che, periodicamente, strilla al pericolo fascista.
Ora insieme a Salvini ci metterei anche Taiani.
A proposito di satira politico/religiosa, sempre dal Vernacoliere:
@ Mirko
Si puo’fare satira su tutti gli argomenti , certo che si , ma la satira e’ prendere per il culo ad esempio i preti per quello che fanno , mica dire :”Clero di merda”.
.
Come nelle barzellette , con il primo fumetto si crea un’aspettativa , e con il secondo c’e’ una “punch line”.
@Bobby. Certo che si può. Si può fare satira su tutto, su Dio e la Madonna. Su Mandela e i pellegrini di Medjugorje. La satira deve essere scatenata, o non sarà. Non deve fermarsi davanti a nulla. La satira è rivolta a un pubblico adulto e vaccinato, sicuro di sé e con le spalle larghe.
A proposito di satira politica, dal celeberrimo Vernacoliere di Livorno:
«Berlusconi promette: se mi votate vi raddoppio la topa (e vi dimezzo ‘r cazzo così vi basta)»
Di simil promesse berlusconiane fasulle mi pare ne faccia anche la Meloni.
Pure Trump a preso esempio con la promessa di dollari in cambio di voto.
come farebbe un maestrino ormai esasperato rivolgendosi a una classe residuale di scolaretti svantaggiati, un po’ ciuchi
.
Un’altra tara caratteristica della sinistra e’ questo soave ritenersi “maestri” , mentre in realta’ vi prendono per il culo pure i bimbi e i bidelli.
D’altronde un coglione non fa’ ridere se non ha manie di grandezza.
«schizzi di merda repubblichina»
.
Vogliamo sdoganare come “satira” , parole come :”Schizzi di merda partigiana” ?
Frasi come queste definiscono piu’ chi le pronuncia che chi le commenta.
.
Sulla satira mi sa che non hai capito che non e’ un sinonimo di “livore politico” ; un minimo sindacale di ironia ed intelligenza serve ancora , anche se maneggiando solo merda qualcuno solo con quella puo’ trastullarsi.
A costo di apparire stucchevole e di ripetere cose trite e ritrite, come farebbe un maestrino ormai esasperato rivolgendosi a una classe residuale di scolaretti svantaggiati, un po’ ciuchi (giusto per venirvi incontro con un lessico meno inclusivo) vorrei aggiungere, sempre col massimo garbo, due brevi annotazioni metodologiche sul ruolo e le finalità della caricatura nel deteriorato discorso pubblico contemporaneo.
Peraltro, sono cose che conoscete bene. Tools che maneggiate ogni giorno nel vostro ardito lavoro di piromani e picconatori.
La caricatura funziona perché, nel suo registro più soft, semplifica; in quello più hard, mostrifica. È un riduttore di complessità e, insieme, un incentivo alla rissa. Ma cosa ve lo dico a fare. Sono cose che sapete benissimo.
La frase incriminata, quella che ha suscitato tanto immeritato scandalo «schizzi di merda repubblichina» appartiene a un registro espressivo chiamato satira politica.
E qui, forse, per voi la faccenda si complica.
Non mi risulta che, dalla vostra sponda culturale, la satira abbia mai dato luogo a fioriture particolarmente rigogliose. Il terreno, evidentemente, ha altre vocazioni. Meglio fermarsi qui.
Non mi faccio illusioni, ma se tu te ne freghi non vedo perché 1) dovrei a mia volta fregarmene e 2) perché non si dovrebbe denunciare.
Comunque, volendo proprio dirla tutta, certi cenni di tipo “nostalgico” (diciamo cosí) che spuntano di tanto in tanto io li eviterei.
E li dimenticherei. E li condannerei.
@ 73
Carlo, da lungo tempo mi sono convinto che, in questo mondo disgraziato in cui ci siamo ritrovati a vivere, esistono cose che o si capiscono da sé oppure nemmeno Gesú Cristo, ridisceso miracolosamente tra di noi, riuscirebbe a spiegare a certuni.
Pertanto, come essere umano mi dichiaro incapace della mission impossible che mi hai chiesto di affrontare.
Ti ringrazio comunque della fiducia.
😀 😀 😀
Ma io credo di aver capito: è l’aggettivo “repubblichina” riferita alla merda che ti da fastidio…
Se uno non si sente un repubblichino, non si dovrebbe offendere.
Bertoncelli mi fai un regalo grande grande grande? Spieghi tu al 72 cosa c’è di “offensivo” nella frase in questione (in assoluto e in particolare riferita a me)?
“come schizzi di merda repubblichina”
Scusa Carlo, non voglio interrompere i tuoi sproliloqui, cosa ritieni offensivo nella frase riportata?
Forse ancor peggio è “Segre nazista“. Pazzesco!
È l’apoteosi dell’ignoranza, dell’idiozia, della cecità provocata dall’odio ideologico.
Come falsificazione della verità storica mi ha ricordato certe pagine di George Orwell in 1984.
@64 Inizia tu a dare il buon esempio ai “tuoi” evitando espressione come schizzi di merda repubblichina…
Se non ricordo male Putin e Netanyahu (ovviamente per azioni diverse fra loro) hanno già sul groppone dei mandati internazionali di cattura, emessi dalla CPI. Qualcuno li ha forse arrestati? Ma dove? Eppure viaggiano in lungo e in largo per il pianeta: Putin è stato in Cina e in Alaska (ferragosto 2025, ricevuto con il tappeto rosso d’onore), Netanyahu è stato più volte, l’ultima l’altra settimana, negli USA sia a colloquio con Trump sia per parlare all’ONU. I due sono andati e sono tornati a casa tranquilli e beati, nonostante i mandati d’arresto che hanno sul groppone. Dimostrazione che il contesto mondale di fine Novecento, incentrato sul diritto internazionale ecce cc, non esiste più. Credi forse che, nel deprecato caso di vera “estinzione” dei palestinesi per decisione di Israele, i responsabili israeliani sarebbero processati e condannati???? Se ci credi, sei davvero un ingenuone: forse è meglio che ti trasferisci su Marte, perché anche le lontane lande orientali in cui vivi fanno parte del “mondo” che dovresti “capire” e di cui, invece, non capisci proprio niente.
@62 anche qui NON sono io che manco il punto ma sla manche tu alla grandissima, perché continui a ragionare nel “vecchio” contesto (morto e sepolto) del diritto internazionale. Ipotizziamo provocatoriamente che Israele sterminerà tutti i palestinesi. Ci saranno i responsabili: Netanyahu, Ben Gvir, certi generali dell’idf ecc ecc ecc. Ebbene pensi forse, ingenuamente, che qualcuno organizzerà la Norimberga dei responsabili israeliani? Ma non si farà mai, primo perché sono israeliani (e ho già spiegato che gli USA hanno “bisogno” di Israele per cui non andranno mai contro di lei e, senza gli USA, non ci sarà mai una Norimberga di Netanyahu & C) e poi perché ormai non gliene frega più una beata mazza a nessuno di queste cose. CONT
Ma il vero punto delle “novità israeliane è un altro. e riguarda un secondo livello del analisi. Quando parlo di “novità” di Israele intendo l’uso massiccio e indiscriminato della tecnologie di cui Israele è leader mondiale per pregressa ricerca scientifica (inizialmente finalizzata ad applicazione civili, che restano cmq valide, di fatti noi europei ne abbiamo bisogno come il pane…). E’ ovvio che un paese in guerra che dispone delle tecnologie più sofisticate oggi esistenti al mondo, le applichi anche a fini bellici. Da ciò derivano conseguenze concrete che oggi appaiono, alla platea dei buonisti, come “crimini di guerra”, ma che fra 10 annui non saranno più un’eccezione alla norma, perché tutte le guerre si combatteranno con l’applicazione di tali tecnologia. Un esempio? L’applicazione dell’IA in generale e del riconoscimento facciale in modo specifico. Israele ha caricato un certo numero (molto esteso) di visi di terroristi islamici e ha impostato informaticamente tutta la rete dei propri missili puntati su Gaza, in modo tale per cui, appena il software “riconosce” in una stanza di Gaza il viso di un terrorista (perché combacia con quello caricato nel data base), in automatico parte il missile che centra quella specifica stanza. Se nella stanza ci sono altri civili (parenti, amici ecc del terrorista, compresi bambini ecc), muoiono tutti. Questa prassi, che oggi vi lascia sgomenti, fra circa 10 anni sarà la modalità “normale” di fare le guerre e non farà più lo stesso effetto schioccante sull’opinione pubblica buonista.
@63 NOL manco nessun punto. Ci sono due piani di ragionamento che a volte si intrecciano. Quando parlo di novità di Israele non faccio riferimento a sparare sui civili, che NON è una novità specifica ma come ho argomentato è ormai la modalità di fare guerra (e lo diventerà al 100% in un prossimo futuro: cioè pochi militari, quindi poche vittimi militari, e grandi numeri di vittime civili – innocenti – perché si sparerà sistematicamente su obiettivi civili). Su questo piano la grande differenza fra le guerre di “oggi2 e quelle del prossimo futuro è che oggi si spara ANCHE sui civili, fra 10 anni si sparerà SOLO sui civili. Diciamo che però anche a questo livello, Israele è già avanti perché (data la situazione er cui i terroristi di Hamas sono mescolati alla popolazione), Israele è già al livello in cui spara sostanzialmente contro civili e non contro militari. Ma non fa che anticipare un trend che si svilupperà inevitabilmente in quella direzione CONT
un avversario può non essere un mostro terrificante e uno dei nostri può dire una stronzata colossale
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Amen !
@ Crovella e Bertoncelli. Come sapete bene, forse meglio di chiunque altro: non si può fare di tutta l’erba un fascio. Sappiamo tutti che esistono innumerevoli sfumature del rosso e del nero. Ficcare tutto dentro uno stereotipo, schiacciare differenze, contraddizioni e persone fino a ottenere una caricatura odiosa (l’avido, l’usuraio, il parassita) pronta all’uso e al consumo della bile popolare, oltre a essere molto facile è anche un’operazione alquanto meschina e un tantinello ottusa. Financo funesta.
Il problema è che, a furia di avvelenare i pozzi, si diventa idrofobici. Si smette di bere dalle fontanelle pubbliche. Alla fine ti fidi soltanto del piscio tuo e dei tuoi amici. Perdi il gusto di discutere con i nativi delle altre tribù. Ti sembrano tutti degli spostati. Ti urtano i nervi.
Quando va bene.
Questo vale per la tribù dei rossi come per quella dei neri.
Una delle cose che mi fa incazzare di più, che mi sconcerta e mi amareggia, è quando uno dei miei grida: «Segre assassina». Confido che persino le vostre anime futuriste siano attrezzate per reggere una simile complicazione: un avversario può non essere un mostro terrificante e uno dei nostri può dire una stronzata colossale.
Crovella al #59: anche qui manchi totalmente il punto.
Sei tu al #48 che parli di “novità”, quando nel comportamento del governo di Israele non c’è assolutamente niente di nuovo: gli eserciti da sempre usano le tecnologie più avanzate, e degli innocenti vengono da sempre “sacrificati” sull’altare dei fini (tu stesso ci hai ricordato numerosi episodi del passato).
Detto questo, il fatto che non si tratti di niente di nuovo non significa che le ingiustizie, gli abusi, i crimini non vadano denunciati.
Crovella al #60: manchi totalmente il punto, rileggi il #52.
“I russi bombardano direttamente i condomini residenziale di Kiev…gli ucraini hanno sparato deliberatamente dei droni sulle spiagge della Crimea”
Ah beh, ma allora questo aggiusta tutto!
“gli ebrei…occorre lusingarli per convincerli…devi tirare fuori una proposta che ai loro occhi risulti “irresistibile”…io ho elaborate alcune di tali proposte”
Allora siamo tranquilli, siamo sicuri che tutto si risolverà nel modo migliore!
@52. anche qui: ma dove vivi, su Marte? e’ chiaro che è così! Ho già spiegato miliardi di volte che gli ebrei NON li devi affrontare di petto, ma occorre lusingarli per convincerli a sedersi al tavolo delle trattative, dove poi devi tirare fuori una proposta che ai loro occhi risulti “irresistibile”. ho già detto che io ho elaborate alcune di tali proposte, che so essere irresistibili per gli israeliani, ma che non le divulgo perché tocca a voi pro Pal sguinzagliare l’immaginazione ed elaborarle.
Qui il punto è leggermente diverso. Torniamo alla mia primissima frase: gli ebrei NON vanno affrontati di petto. Se li offendete con film come NAZA e magari con altre “mila” film o iniziative della stessa serie, gli israeliani mica “si vergognano” per le verità raccontate, ma si incazzano come bisce e si irrigidiscono ancor di più, il che significa che “pesteranno” ancora più duro. E dove stanno “pestando” gli israeliani, oggi come oggi? Su Gaza e sulla Cisgiordania. Per cui l’effetto finale di NAZA è un amento delle sofferenze dei palestinesi, NON un miglioramento della loro vita. Se farete atri “mila” NAZA, il meccanismo si moltiplicherà all’ennesima potenza e… potrebbe davvero culminare con l’effettiva “estinzione” dei palestinesi. Finché non capirete questo semplicissimo conecetto, siete paradossalmente complici delle sofferenze dei palestinesi
@50 Lo è già in tutto il mondo. ma dove vovi, su Mmarte? I russi bombardano direttamente i condomini residenziale di Kiev (uccidendo per definizione innocenti civili) e nell’estate scorsa gli ucraini hanno sparato deliberatamente dei droni sulle spiagge della Crimea dove innocenti famigliole di innocenti civili russi trascorrevano “spensierate” giornate di vacanza al mare… USA e Israele hanno bombardato l’Iran con grandi vittime civili (addirittura una scuola di studentesse femminili), in Sudan esercito regolare e all’opposto esercito ribelle bruciano letteralmente i villaggi di popolazione civile per il solo fatto che detti villaggi sono localizzati territorialmente nelle zone controllate dai nemici, per non parlare del l’azione del 7 ottobre 2023 con il massacro a freddo di oltre 1200 ebrei, innocenti civili… la guerra so è già trasformata in una modalità dove pochi militari sparano e uccidono i civili della parte avversa. Con l’applicazione della tecnologia più evoluta questa modalità diventerà il “modo” in cui (tempo al massimo 10 anni) si combatteranno tutte le guerre. E’ “cosa brutta”? Certo che lo è, ma i cambiamenti del modo di fare guerra sono inevitabili e nessuno li può fermare né ostaclare
Certo , portava un cestino di fragole per la nonna malata..
O forse Barak Obama , quando decise di fare fuori Obama Bin Laden lo fece senza NAZA ?.cinque adulti morti: Osama Bin Laden , alias Abu Hamza, anni 54; Khalid, figlio di bin Laden avuto da Siham Sabar (indicato come Hamza, nei primi racconti) anni 23; Arshad Khan, alias , il corriere, descritto come il “floscio” da The Sunday Times, anni 33; Tariq, il fratello del corriere, anni trenta e una donna non identificata, di età ovviamente imprecisata, probabilmente la moglie araba di Arshad.
Bobby, idiota, piantala: il tipo non sparava, al massimo portava qualcosa che poteva assomigliare a un RPG!
Ovviamente no , Matteo !
Il tipo che sparava con l’RPG dall’ospedale di Gaza stava verosimilmente bersagliando un blindato , mica un drone !
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ma di esecuzioni a freddo di “obbiettivi”
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Sono “esecuzioni a freddo” di noti figli di puttana , le cui coordinate fisiognomiche sono state acquisite con impianti sofisticati , e vanno a prenderli in capo al mondo.
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Esattamente come hanno fatto una trentina di anni fa’ con alcuni nazisti in sudamerica , la cui individuazione e sopressione era “impossibile” per le nostre forze di sicurezza , ma non per le loro.
È orribile come tutto questo venga accettato con serena tranquillità, come se fosse tutto normale.
“e’ un effetto collaterale negativo di un attacco su un obiettivo lecitissimo , che magari ti spara protetto da un asilo”
Ma magari anche no, Bobbino.
Considerando che si tratta di attacchi da remoto con droni.
Probabilmente anche no, considerando che si parla di colpire abitazioni civili di notte conteggiando i probabili NAZA sui residenti presenti negli appartamenti coinvolti e in quelli vicini.
Quasi sicuramente no, non si tratta proprio di contenimento di atti ostili in corso, ma di esecuzioni a freddo di “obbiettivi” segnalati da programmi di riconoscimento facciale, seguiti e che c’è tutto il tempo di conteggiare e valutare i NAZA.
Come routine colpiti di notte in zone abitate e con un “prezziario” di NAZA ammissibili.
E’ un massacro organizzato di civili palestinesi.
Scrive Crovella al #74:
Trovo singolare la scelta lessicale: “estinzione”, come se si trattasse di un fenomeno naturale e inevitabile, privo di soggetti responsabili della sua realizzazione, mentre mi sembra di poter dire che, qualora l’ “estinzione dei palestinesi” si concretizzasse, sarebbe il risultato di ben precise decisioni e azioni da parte di soggetti ben determinati.
Fra l’altro un NAZA e’ un effetto collaterale negativo di un attacco su un obiettivo lecitissimo , che magari ti spara protetto da un asilo , altre cose tanto care alla controparte palestinese , tipo bombe nei supermercati , accoltellamenti alla fermata dell’autobus , o persone che cercano di abbattere un aereo per fare fuori piu’ civili possibili , sono del tutto prive di un obettivo lecito.
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E’ una cosa che mostrano di non aver capito nemmeno tutti quegli italiani che scenderanno in piazza il 7 ottobre con le bandiere palestinesi festeggiando un massacro organizzato di civili israeliani come una vittoria della “resistenza”.
Apprendiamo da Crovella che uccidere deliberatamente degli innocenti sarebbe “una novità” e che “al più tardi fra 10 anni” non lo sarà più.
Prendiamo nota.
Con Russia ed Ucraina cambia qualcosa ?
Io rispondo per me: sapevo già benissimo(e da tempo) che Israele combatte così. Sia dagli ambienti ebraici sia dagli ambienti industrial-tecnologici (anche non ebraici) si sa da tempo che Israele, detenendo la tecnologia più raffinata al mondo, la applichi sistematicamente in chiave bellica e di conseguenza abbia anche concretizzato prassi, prima decisionali e poi operative, che si adattano a questa realtà bellica. Ripeto: oggi tutto ciò appare “sconvolgente” perché è una novità, almeno per il grande pubblico mondiale . Ma tutti si adegueranno rapidamente a queste prassi e al più tardi fra 10 anni tutte le guerre saranno combattute in questo modo.
Rimango colpito dal fatto che nessuno abbia nulla da dire su un israeliano, ufficiale superiore in pensione dell’IDF, che dichiara che tutto ciò che è contenuto nel film NAZA corrisponde a verità.
Liberissimo di farlo, forse hai un animo più nobile o magari più candido del mio (chi lo saprà mai..), ma al netto di ciò io noto sempre tutto e non ci passo sopra. In ogni caso non mi faccio abbindolare dalle parti concilianti se poche righe sopra l’autore ha lasciato esprimere liberamente il suo reale pensiero…
Carlo, pure io avevo notato la frase: “Ecco da dove provengono quegli schizzi di merda repubblichina”.
Tuttavia nel commento di Mirko ho voluto vedere il bicchiere mezzo pieno ovvero la parte conclusiva, quella piú conciliante.
Il 43 è riferito al 41. circa il quale mi permetto di far notare a Bertoncelli che, quando Giorgi prende atto che appartengo a FdI, scrive testualmente: “… ecco da dove provengono quegli schizzi di merda repubblichina”. Non risulta neppure lui “elegante” né tanto meno scevro dal quell”aria snob di superiorità morale della sinistra così ben identificata da Luca Ricolfi (e cmq in qualche intervento passato costui ha anche utilizzato il terrine nazista riferendosi a me…). ripeto: ho una pellaccia da rinoceronte e tutto ciò non mi fa una piega, ma “ringraziarlo” per l’eleganza espressiva mi pare infondato…
Ringrazio per la disponibilità a lasciare la porta aperta per il tuo/vostro mondo (disponibilità con la quale concludi il tuo intervento), ma non penso proprio che nessuno di “noi” abbia piacere neppure di entrare (figuriamoci di restare) nel “vostro” mondo di apparenti pacifisti che, come dimostra il tuo ultimo intervento, sono in realtà snobisticamente allineati alla conclusione di Luca Ricolfi: la sinistra è ammalata del proprio senso di superiorità morale, che spesso vi spinge anche ad essere aggressivi. Siete talmente innamorati dei vs ideali (in funzione dei quali vi considerate superiori a tutti) che avete completamente perso il contato con il mondo reale. Avevate da decenni (post Olocausto) una strutturale liaison politico-culturale con gli ebrei italiani e, a forza di schierarvi con gli islamici dando addosso agli ebrei (israeliani o italiani poco rileva), alla fine ve siete “giocati” il collegamento con gli ebrei… Alla faccia della vs presunta superiorità intellettuale… (la mossa è di assolta stupidità). Cmq, come ti ho già detto, proseguite pure con la vs “battaglia ideologica”: è legittimo, ci mancherebbe. Ma chi è schierato altrimenti (come il sottoscritto) porterà avanti la propria, altrettanto legittima, battaglia ideologica, filo israeliana. Alla fine vedremo come sarà andata…
“Per quanto possibile, coerente. Per quanto possibile, onesta. Non ci vedo Satana, in lei; ci vedo soltanto un’avversaria politica. Da combattere giorno per giorno, in un quadro condiviso di regole democratiche.”
Mirko, grazie delle tue parole. Considerare come un semplice avversario (e non come un nemico) chi in politica la pensa diversamente da noi è segno di civiltà.
N.B. Sono esclusi nazisti et similia.
@Crovella. Ah… sei un fratello d’Italia. Ecco da dove venivano quegli schizzi di merda repubblichina. Mi sembrava. Adesso mi spiego anche quella boria retriva e nevrastenica da predicatore dell’Agro Pontino. Mi ricordi Wanna Marchi in salsa realpolitik. Un tipo sguaiato che ci vuole rifilare le scorie marcite di un arianesimo da quattro soldi. Il tutto sotto forma di una tesina scombiccherata, a tratti imbarazzante, ma sempre orgogliosamente magniloquente nelle sue pose squadristiche.
No. Stop! Diamoci una calmata. Non siamo mica fatti come loro. Siamo di un’altra razza, noi.
A parte i doverosi sfottò: davvero non sapevo che fossi impegnato con quelli lì. Comunque, ritengo la tua capa una leader politica capace. Per quanto possibile, coerente. Per quanto possibile, onesta. Non ci vedo Satana, in lei; ci vedo soltanto un’avversaria politica. Da combattere giorno per giorno, in un quadro condiviso di regole democratiche.
Non appartenete al mio mondo. Questo no. Non vi ci vedo proprio a gironzolare nel mio universo valoriale. Ma per me non siete tutti dei criminali di guerra. E, se non lasciate troppo sporco in giro, vi faccio pure entrare.
E l’ora dei “consigli dalla regia”…
Bobby, se proprio vuoi guardare un video guarda questo, che viene dalla RAI ed è decisamente molto più in tema e significativa:
https://www.youtube.com/watch?v=GbGg5UxJj4A
Non sarebbe male anche smetterla di buttarla in vacca, però.
Un’altra curiosa coincidenza a cui sapra’ rispondere Matteo.
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https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/30/news/volo_dubai_tel_aviv_lite_piloti_russo_ucraino-425616323/?ref=RHLF-BG-P2-S1-T1-s92671
Quindi oltre che piu’ forte e’anche piu’ veloce…..
Un’altra curiosa coincidenza a cui sapra’ rispondere Matteo.
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https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/30/news/volo_dubai_tel_aviv_lite_piloti_russo_ucraino-425616323/?ref=RHLF-BG-P2-S1-T1-s92671
@ Tiziano
Ti sei scordato il dettaglio che Crovella ha cercato per 50 anni di accoltellare quel torinese..😃
Quindi nella storia umana cercare di progredire, pur con percorsi altalenanti ( es diritto internazionle , leggi che tutelino i più deboli , ecc, ecc ) non ha alcun senso , perchè o si raggiunge subito il traguardo o non ne vale la pena. Quindi caro Crovella se un torinese ti massacra di botte perchè è più forte di te , dovresti stare zitto e non appellarti alle leggi , ai diritti , ecc , ecc. C’est la vie…… un po di tempo fa poteva essere cosi
E amico mio… C’est la vie, come di dice in francese. E’ sempre stato così e sempre sarà così, perché, nel mi disincantato cinismo, quello che tu descrivi come una aberrazione io “vedo” implicito alla natura umana.. Indicami degli esempi nella storia umana in cui non è stato così (esempi che abbiano retto nel tempo, non la Comune di Parigi del 1871 durata 2 mesi o la Repubblica Romana del 1849 durata 5 mesi.. e tutte poi rovinosamente crollate). Perfino gli eventi epocali che hanno segnato la storia con la pretesa di portare uguaglianza e giustizia, come la Rivoluzione Francese o la Rivoluzione d’ottobre in Russia, in realtà hanno semplicemente sostituito un nuovo modello di “ingiustizie e disuguaglianze” al precedente modello e il tutto è stato ottenuto con modalità di efferatezze smisurate…
Di dicuro negli ideali di destra di nobile c’è ben poco se non nulla!
Solo supremazia del piu forte, del più ricco, del più furbo, intolleranza, razzismo. E non lo dice la sinistra. Lo afferma la destra con i fatti.
Sempre il prossimo 7 ottobre, le Comunità Ebraiche organizzano nelle diverse città eventi (aperti al pubblico) di raccoglimento e ricordo delle vittime israeliane del 7 ottobre 2023. Già dalla descrizione dei due eventi (da un lato sfilate pro pal che celebrano il massacro come momento di eroismo della resistenza palestinese e, dall’altro, pacati raduni di raccoglimento e ricordo) la dice lunga sul differenziale di “civiltà” che oggi è palese anche solo guardando dall’esterno i due movimenti ideologici. Vi piacciono i cortei pro Pal con i soliti cartellii “Segre nazista”, “Meloni assassina”, “Palestina libera dal fiume al mare”? Beh, è proprio il cado di dire che “Dio li fa e poi li accoppia” (alla faccia del vs pacifismo che in realtà è solo spocchia morale, come ben individuato da Ricolfi). Io andrò al raduno di raccoglimento e ricordo organizzato dalla Comunità Ebraica di Torino. Se volete incontrarmi, mi trovate lì
Oggi nessuno può sapere con certezza come si svilupperà il futuro: io resto convinto della mia idea e voi della vostra. Ma “qui”, come in qualsiasi altro dibattito sul web, non ne caveremo un ragno dal buco: cioè non si risolve “qui” il problema del M.O.. Quindi è inutile e anche stupido che vi maceriate se Crovella è un semplice conservatore oppure un fascista o addirittura un nazista. Anche se doveste arrivare a inscatolare in una definizione la mia ”natura politico-ideologica”, pensate che ciò condizionerà l’agire di Israele? Piuttosto fate attenzione a due prossimi avvenimenti: 1) le elezioni in Israele (27/10/26) dove o vincerà l’attuale governo Netanyahu+messianici (e allora non cambierà proprio niente, anzi forti del recentissimo consenso popolare, “peteranno” ancora di più) o vincerà la coalizione di centro (più moderata, ma che si è già definita “sionista” e quindi all’atto pratico non cambierà molto), mentre la sinistra pacifista israeliana (“Due popoli e due Stati”) non è accreditata neppure di un solo seggio in parlamento (praticamente inesistente). 2) il prossimo 7 ottobre in Italia sfileranno i soliti cortesi pro Pal, con una novità: hanno apertamente detto che intendono celebrare il massacro di ebrei del 2023 come un ”atto di eroismo della resistenza palestinese”. Se questo è il vostro “pacifismo”, auguri! Io preferisco di gran lunga la mia posizione sionista! CONT
Oggi come oggi, dominando il “caso” M.O., i pacifisti tendono a traslare nei pro Pal, col rischio di mescolarsi con esagitati che sono tutt’altro che pacifisti… Cmq, al netto di tale rischio, contesto la superiorità morale dei pacifisti se non la convinzione che il loro credo sia l’unico diritto a esistere, applicato oggi a sostengo dei palestinesi sul punto di specie. Vi riconoscete nel credo pacifista? Fate bene a portare aventi la vs battaglia ideologica. Ma ci sono anche altri individui che la pensano diversamente da voi, se non in direzione diametralmente opposta, e che hanno il vs stesso innegabile diritto di portare avanti la loro battaglia ideologica. Io sono fra questi: non dico che “amo” la guerra, ma la considero inevitabile la storia nonché l’attualità (55 guerre attive nel mondo) non fanno altro che confermare tale convinzione. Sul punto specifico del M.O. io sono (da sempre!) filoisraeliano, un po’ perché mi piace proprio Israele in sé (ovviamente l’Israele ebraica) e un po’ perché mi rendo conto di tutte le variabili geopolitiche, tecnologiche ed economiche per cui Israele NON sarà fermata dall’Occidente (USA primis). Anzi io sono abbastanza convinto che nel giro di una decina di anni Israele sarà la punta di diamante dell’Occidente, cioè sarà capace di conquistare e mantenere la leadership politica, militare ed economica dell’intero Occidente. Cioè Gerusalemme e NON Washington determinerà la linea dell’occidente. E questo mi piace, xkè credo sia fruttuoso per l’Occidente tutto.. CONT
Il mio concittadino e sociologo di rinomata fama, Luca Ricolfi (intellettuale storicamente schierato a sinistra, anche se mai impegnato in ruoli politici), ha elaborato la celebre definizione della “superiorità morale della sinistra”, un tarlo che erode dall’interno, aggiungo io come un cancro inarrestabile, la mentalità di quelli di sinistra, attenuandone se non annullandone l’effettiva portata ideologica. Criticando aspramente la sinistra (da sinistra) proprio per questa sua “spocchia” ideologica, Ricolfi sostiene che la sinistra consideri i suoi ideali i più nobili ed eletti fra tutti e quindi “superiori” rispetto a qualsiasi altra posizione, a maggior ragione se opposta. Oggi come oggi, l’annotazione di Ricolfi (annotazione che è generica sulla sinistra e non specifica la M.O.) è applicabile ai cosiddetti pacifisti che (sia nella versione più raffinata alla Giorgi sia in quella rozza alla Davide) aprioristicamente ritengono che i ideali pacifista siano non solo i più nobili fra tutti, ma addirittura gli unici degni di esistere e di essere espressi. CONT
Intendevo 24. Grazie ancora Mirko
34: Ottimo commento.
Grazie Mirko.
Non colgo il vero senso dei tuoi ragionamenti che appaiono come un’accozzaglia di cose buttate lì a caso. Sei un pacifista. Embhe?sai che novità! ma che c’entra? E poi xke’ voi pacifisti siete ossessivamente concentrati solo sui cosiddetti crimini di Israele? A parte tutti i crimini fatti dall’umanità in passato, dalla notte dei tempi, oggi ci sono 55 guerre attive nel mondo: di tutte le altre guerre ve ne sbattete alla grandissima, parlate solo ed esclusivamente di Israele, per cui la vs attenzione e non è sui perseguitati (palestinesi), ma sui loro persecutori, ciò gli ebrei israeliani, che rientrano nel grande mondo degli ebrei. Il vs dare addosso a Israele non è solo antisionismo, ma vero e proprio antisemitismo. Il DDL di prossima approvazione è diretto anche a voi. Tra l’altro se mi definisci nazista non hai capito nulla di me, anche xke’ non sai nulla di me: io non ho esigenza di fondare un partito “mio” xke’ faccio parte di Fratelli d’Italia, cioè della maggioranza governativa che ha proposto e sta per approvare il DDL sull’antisemitismo m, che probabilmente vedrà il voto contrario della sinistra pacifista e la successiva uscita dal PD di alcuni esponenti ebrei…
È bene ricordarsi che ci troviamo su un palcoscenico. Ci vuole un pizzico di ironia e disincanto per digerire queste sparate sul nazismo e sulla vera natura dell’essere umano. Come si fa con gli annunci elettorali.
C’è qualcuno, tra i suoi detrattori, che pensa sul serio che Crovella appoggerebbe un decreto esecutivo che imponga a sua figlia di scegliere tra il convento e il focolare perché l’essenza naturale delle femmine è la cura? Perché è scritto nel loro DNA? Perché madre natura ha fatto l’uomo forte e la donna debole, e lui è biologicamente programmato per sottometterla? Visto lo spessore del personaggio, non credo.
Qualcuno le chiama rage-bait: esche per la rabbia. Scaldano i cuori, incitano allo sfogo gli scontenti, stanano i nemici interni, fabbricano bersagli e capri espiatori, fanno traffico, portano quattrini al mulino di chi sappiamo.
Questa è l’acqua in cui nuotiamo oggi. Ed è talmente inquinata da stereotipi rozzi e frasi fatte per violentare che bisogna dotarsi di un depuratore ogni volta che ci sguazziamo dentro.
Comunque, spero che Crovella non abbia intenzione di fondare un partito personale e assaltare Montecitorio. In quel caso, noi oppositori dovremmo contarci. Parlo dei pacifisti del blog: quella irrilevante cellula di ingenue verginelle che ancora si ostina a dargli addosso.
Finalmente potremmo aprire gli occhi anche noi. E finalmente scoprire che non tutte le guerre dichiarate nella storia umana sono state ingiuste e inutili.
@Crovella. Sì, hai perfettamente ragione: sono entrato nel flusso in ritardo e mi sono perso pezzi importanti del feroce dibattito precedente. Non mi ero neanche accorto dei 400 commenti all’articolo di Taddei. Notevole.
Ci sono entrato con un sorvolo veloce, saltabeccando qua e là. Se me lo consenti, sarei tentato di fare qualche affondo critico su alcuni aspetti formali del tuo stile polemico (come dici tu, sono un tipo raffinato: adoro i bizantinismi). Se poi faccio cadere le mie parole dall’alto, come mi hai fatto giustamente notare, è perché mi sento un po’ suprematista anch’io. Almeno sul piano umanitario, per quel che vale.
Se ti avessi letto prima, mi sarei risparmiato la ramanzina precedente. O, meglio, avrei cominciato dalla portata principale, non certo dalle sue briciole: ammetti apertamente di essere un nazista. Punto e a capo.
Cosa ci rimane da dire, o da fare, davanti a un outing così grintosamente spavaldo? Si deve mettere mano alla pistola? Compiere un gesto patriottico prima che le tue idee divengano lingua di popolo e “si impossessino di tutti gli ambiti della vita, pubblici e privati: la politica, la giustizia, l’economia, l’arte, la scienza, la scuola, lo sport, la famiglia, gli asili e le stanze dei bambini”?
Fortunatamente siamo ancora lontani da questo fosco scenario pre-lager, sebbene il clima sia così convulsamente esasperato e fazioso da evocare una guerra civile by-blog. Cont
“Il punto vero (come per Israele) è che l’interesse nazionale prevale anche sugli ideali più nobili.”
Crovella, credo sia assolutamente ovvio per tutti e storicamente evidente che l’interesse nazionale spesso ha prevalso e talora prevale sugli ideali più nobili, ma non sempre e comunque.
Ciò non significa in ogni caso che la cosa sia inevitabile, inappuntabile e incontestabile, se non altro perché la definizione di interesse nazionale è e deve essere sottoposta a critica.
E la definizione stessa di interesse nazionale è mutata e muta nel tempo: non credo che oggi ci sia uno stato che inizierebbe una guerra per ragioni dinastiche o perché è stato insultato un suo governante, come è stato d’uso per parecchi secoli.
Quindi è sacrosanto porre il problema e contestare mettendo in questioni le decisioni che si ritengono inaccettabili.
Tu invece con le tue certezze ideologiche , potresti far risparmiare a Scotland Yard una barca di soldi…
Tranquillo Bobby, siamo tutti certi che tu non abbia alcuna palla di vetro ideologica…d’altra parte sarebbe inutile con la palla logica di materiale refrattario che ti avvolge.
@ Crovella.Esatto.
.L’ho pensato anch’io stamane davanti ai notiziari : la madre di Regeni ha delle ragioni , e Tajani ha una bella faccia di merda a separare esecutori materiali e mandanti..D’altronde è anche difficile pensare di rompere i rapporti fra due nazioni per un singolo problema di insabbiamento..Mi viene in mente che la Francia e gli Usa , con cui l’Italia non ha mai rotto i rapporti , oggi dopo 46 anni , e forse con i colpevoli morti o inpunibili , annunciano di voler “collaborare alla risoluzione” del caso sull’abbattimento del DC9 di Itavia avvenuto sopra Ustica nel 1980.
Dall’odierno Il Fatto Quotidiano:
Italia-Egitto, dopo l’omicidio Regeni i rapporti commerciali tra Roma e il Cairo sono aumentati: 10 anni di grandi affari su gas e armi
Il Paese africano è un partner fondamentale per l’Eni, in più Finmeccanica e Leonardo vendono navi e aerei da guerra, dopo la morte del ricercatore l’interscambio è decollato. E Meloni visitò al-Sisi 25 giorni dopo l’inizio del processo
Un altro esempio di “relpolitik all’occidentale”, simile (mutatis mutandis) ai motivi per cui l’Occidente NON ferma Israele, è il rapporto con l’Egitto alla luce della sentenza di ieri sul caso Regeni (tre 007 egiziani condannati, ma per sequestro e torture e NON per omicidio, e uno assolto). La madre di Regeni (mamma cui umanamente va ogni comprensione e solidarietà, ma che evidentemente non ragiona in termini lucidi e oggettivi) ha detto che adesso (cioè dopo la sentenza) l‘Italia deve rompere ogni rapporto con l’Egitto. Peccato che ci siano in ballo questioni di interesse nazionale (vedi stralcio da Il Fatto quotidiano, prox commento). Il ns Ministro degli Esteri si è già affrettato a sottolineare che sono stati condannati tre individui e non l’Egitto come paese. In effetti il punto è giuridicamente fondato, ma ovviamente si tratta di un distinguo sibillino (ser sono 007, è presumibile che si siano mossi in un ctesto di connivenza con l’apparato egiziano, ma tutto ciò non è stato provato). Il punto vero (come per Israele) è che l’interesse nazionale prevale anche sugli ideali più nobili. Per cui la continuazione di rapporti fra Italia ed Egitto avverrebbe anche con un governo italiano di sinistra.
Fra l’altro andrebbe capito meglio che cosa ci stavano a fare 10 abitanti del centro di Londra incappucciati con dei passamontagna e su 3 vans contraffatti con loghi di un’azienda che non esiste , a cento km da londra ed a 100 metri da una base militare..Rubavano gasolio agricolo per trattori o carburante avio alla Raf ?
Caro Matteo ,.Io non ho la tua “palla di vetro ideologica” , ne’ sono membro del SSM ; aspetto che cosa diranno le autorità alla conclusione delle indagini.
Bobby, se non capisci la mia risposta, dimmi quali parole ti mettono in crisi e provo a spiegartela:
erano 5 tutti inglesi, non c’è traccia alcuna di esplosivo e sono stati rilasciati su cauzione, segno evidente che non c’è alcun dubbio che il terrorismo è una pura invenzione
🙃
Vai pure avanti a raccontarti quello che vuoi , ma ogni tanto rileggiti quello che ho chiesto io.
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Finora , l’unica cosa che vedo assodata e’ che i tre furgoni utilizzati portano branding di una compagnia che non esiste ed hanno targhe contraffatte.
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Attendo nuove dal SSM * , di cui mi fido piu’ del mossad
P.S.: ehi artista della verità alternativa: erano 5 tutti inglesi, non c’è traccia alcuna di esplosivo e sono stati rilasciati su cauzione, segno evidente che non c’è alcun dubbio che il terrorismo è una pura invenzione.
Te lo spiego un po’ più chiaramente, benché dubiti seriamente che serva a qualcosa.
By the way, fino ad ora l’unico attacco volto a danneggiare uno stato occidentale è stato compiuto da agenti ucraini, pare con il supporto USA e si chiama North Stream.
Ma tu fidati, siamo sotto attacco, la democrazia è in pericolo e dobbiamo riarmarci
Quanto a questo non occorrono servizi segreti, basterebbe ascoltare: pare fossero cittadini inglesi intenti a rubar carburante dalle macchine.
Sembra già rilasciati.
Tu invece ascolti solo i lanci che, come ho sottolineato, sono sempre puntati ad aumentare la sensazione di essere sotto attacco, in pericolo, ad allarmare, ad additare il nemico.
Salvo poi non fornire mai prove convincenti di qualunque tipo e a tacere le prove contrarie, tanto gli imbecilli non pensano e abboccano.
Così possiamo spendere miliardi di riarmo per difenderci dall’incombente minaccia!
Fai una ricerchina in internet, genio:
1 giorno fa il corrierone titolava “attentato sventato in Gran Bretagna” e il Fatto “Attentato base Raf Fairford: 5 britannici arrestati”, ma la RSI sempre un giorno fa già scriveva “Regno Unito, rilasciati su cauzione i sospetti del “presunto attentato a base RAF”
La domanda resta qui : chi saranno questi 5 / 10 personaggi che giravano incappucciati alle tre di notte con tre van pieni di esplosivo ?
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Chissa’ se il SSM ( servizio segreto mattei ) , ha altre chicche ?
La mi salute è OK: scrivo a manetta ogni giorno, qui come altrove, e fornisco contributi “politici” molto apprezzati a diversi destinatari istituzionali (diciamo che mediamente scrivo in totale 5 volte quello che appare sul Gogna Blog: in alcuni casi fa parte del mio lavoro, che “malato”?Se foste intellettualmente onesti dovreste cogliere la palla al balzo e acquisire nozioni e conclusioni di un visione oggettivamente opposta alla vostra: magari vi farebbe riflettere e individuereste i paraocchi ideologici che ottenebrano la vs mente rimpicciolita da tali paraocchi ideologici..
Invece vi dà fastidio che, in particolare sul Gogna Blog (che erroneamente considerate un tazebao esclusivo della visione progressista) appaiano tesi “non buoniste” (dove per buonismo intendo: peace and love, diritto internazionale ecc), ma bensì filo-occidentali (nel caso di specie filoisraeliane), anche dve le esigenze di realpolitik spingono fino a conseguenze non “democratiche”. Sul punto di specie ogni dibattito è inutile. Tanto Israele NON si fermerà (perché ormai la cttadinanza cche decide, cioè gli ebrei israeliani, è tutta sionista). Inoltre Israele NON VERRA’ fermata né dagli USA né dall’Europa e neppure dal grande mondo delle multinazionali (che sono legate a filo doppio con Israele). Fate pure mille altri fllm, come NAZA, otterrete solo di far incazzare ancora di più Israele che poi “pesterà” ancora di più sui palestinesi…
“Chi saranno i 5 attentatori che stavano preparando una grossa esplosiine in una base Usa del Regno Unito ?”
Non sono attentatori, non sono iraniani e non c’è nemmeno l’esplosivo, sembra anzi che li abbiano già rilasciati…notizia appena sentita al GR.
La domanda quindi diventa: chi è che addita terrorismo a ogni pié sospinto, chi continua a trovare droni che potrebbero esplodere vicino agli aeroporti, chi continua a lamentare invasioni degli spazi aerei senza mai fornire una prova, chi continua…?
E quanti sono gli obnubilati dalla propaganda, i distratti o i semplici imbecilli che ci credono?
E, infine, cui prodest?
Grazie Bobby, splendida alzata sottorete!
@Crovella #4: sarà chiaro per te, non lo è affatto per il resto dell’universo mondo. Anzi!
@ 4 Crovella a me non dai nessun fastidio, tanto molti non li leggo. So già cosa scrivi. Lo dico solo per te. Per la tua salute. Guarda che ti stressi a vomitare tutta questa propaganda. L’eccesso di stress fa male indebolisce le difese immunitarie. Io fossi in te ridurrei gli interventi, vorresti farci il lavaggio del cervello, ma tanto non convinci nessuno.
Gia chi saranno? Qualcuno che magari fa il doppio gioco?
E chi lo sà???
Chi saranno i 5 attentatori che stavano preparando una grossa esplosiine in una base Usa del Regno Unito ?
Anche quella è una sensazione soggettiva. Se i miei interventi avessero un contenuto di tuo gradimento, la quantità non ti darebbe fastidio.
@ 100 pro Pal è ormai chiaro dopo 3 anni che la molla che li anima è l’antioccidentalismo. trattasi di individui non inseriti in modo soddisfacente nel sistema occidentale x cui strumentalizzano problemi in M.O. x gettare fango su Occidente, cercando di produrr danni (per ripicca) anche solo potenziali (es facendo saltare accordi di utilizzo tecnologie israeliane)
Crovella, non mi riferivo a quello che scrivi. Quello oramai è scontato, lo sappiamo gia come la pensi.
Quanto piuttosto al numero degli interventi che ci vomiti addosso.
Stai intasando il blog.
Ripeto sei al delirio. Fatti guardare, lo dico per il tuo bene.
P.S.: sarebbe una buona cosa se finalmente imparassi a scrivere in italiano.
” i pro Pal, che (ormai è conclamato) agiscono contro gli interessi di tutto noi occidentali”
Ma conclamato cosa, Crovella? Anche se è quello che viene sostenuto e proclamato da te, di certo non è certo conclamato…anzi di solito è una cazzata sesquipedale.
Secondo me chi più lavora e opera contro gli interessi occidentali in questo momento è un mentecatto dai capelli dal colore deprecabile chiamato Trump: di certo né i palestinesi né tantomeno i pro-pal hanno danneggiato i miei interessi come l’aggressione ingiustificata all’Iran e il blocco di Hormuz.
Quanto alla tua nota metodologica, io puntualizzo solo quando tu scrivi numeri a minkia e/o falsi con i quali provi a supportare conclusioni altrettanto a minkia e/o false.
Sta tranquillo che conosco sicuramente meglio di te le approssimazioni matematiche e i loro campi di applicazione e validità