In Trentino meno orsi e meno turisti

In Trentino meno orsi e meno turisti
di Michele Dalla Palma

“… Scolpita nella memoria l’emozione della prima notte vissuta nel bosco.

Il tramonto, ritmato dai colpi lontani di un picchio, aveva sciolto i contorni del mondo in un’unica, impenetrabile macchia scura. Raggomitolato come un animale nel vecchio sacco a pelo militare, avevo inutilmente sperato che la luce incerta del crepuscolo rimanesse a proteggermi dalle mie paure. L’improvviso, assoluto silenzio del buio mi terrorizzava. Per un istante solo il rumore sommesso del mio respiro aveva riempito l’aria, poi mille voci avevano parlato.

Mi ero costretto ad ascoltare. Distinguevo i linguaggi diversi della notte, del vento, degli alberi, delle creature della montagna. Mi sforzavo di dare identità ai rumori che mi spaventavano. E le paure si erano dissolte nel buio. Mi sentivo parte di un mondo che amavo e desideravo possedere. O esserne posseduto.

Il fischio malinconico di una civetta mi aveva tenuto compagnia fin quando il sonno aveva rubato i miei pensieri. Avevo dodici anni. Quante altre notti ho rincorso le mie fantasie tra i boschi, o aggrappato alla schiena delle montagne?”.

Ho voluto iniziare questo mio intervento con l’incipit di un libro che ho pubblicato anni fa sulla Val di Sella, per affermare la mia appartenenza a quelli che vengono bonariamente definiti, dalla cultura metropolitana, “montanari”. Uomini che vivono in uno degli ultimi ambienti ancora relativamente poco inquinati dalla frenesia della società umana.

Appartengo a una famiglia di origine cimbra che da almeno un millennio è vissuta tra boschi, praterie e montagne dei grandi altipiani tra Trentino e Veneto. Per amore della montagna e dei suoi straordinari ambienti naturali ho scelto di vivere in un vecchio “maso”, isolato tra i boschi della Val di Rabbi nel cuore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. Isolato significa lontano dalle facilità, dalle garanzie e dalle sicurezze della società umana, e spesso, soprattutto d’inverno con nevicate di forte intensità, mi capita di rimanere “bloccato” anche per molti giorni; a volte senza corrente elettrica né comunicazioni. Ma questa è la vita che mi piace, che ho scelto di vivere, e alla quale mi sono preparato e adattato. Intorno a casa mia girano senza preoccuparsi della mia presenza cervi, caprioli, tassi, volpi, ma anche lupi e orsi, di cui trovo spesso le tracce sul prato davanti alla porta del maso durante le prime nevicate autunnali, e che a volte ho intravisto tra gli alberi a pochi passi da casa. In montagna ho consolidato una parte della mia attività lavorativa come professionista di sport legati a questo straordinario terreno di gioco che è l’ambiente alpino. Ho arrampicato montagne in Himalaya, sulle Ande, in Alaska; ho attraversato tutti i grandi deserti del mondo; ho esplorato i luoghi più remoti del pianeta, sempre alla ricerca di quel rapporto intimo e unico tra me e il mondo della Natura, quella selvaggia e feroce. Perché la Natura, e in particolare quella delle montagne, non è quella che amano immaginare gli uomini metropolitani, fatta di caprette che saltano nei prati, piccole Heidi dalle trecce bionde e saggi nonni dalla barba bianca. La Natura, quella vera, e in particolare quella delle montagne, è feroce e spietata e, se non la conosci e non la rispetti, ti annienta.

L’altra parte della mia carriera professionale l’ho dedicata, da giornalista e comunicatore, a divulgare e difendere i temi della sostenibilità ambientale in relazione al turismo, e come Direttore Responsabile di una delle riviste leader sui temi del turismo sostenibile, per vent’anni sono stato uno degli esperti più ricercati in convegni ed eventi che trattavano questi temi.

Questa lunga prefazione mi serve semplicemente per sottolineare che l’opinione che mi permetto di esprimere è supportata da conoscenza ed esperienza diretta, fatto assolutamente anomalo e strano in quest’epoca dove la Tuttologia ignorante e becera tiene banco in ogni discussione.

Faccio una premessa in merito all’atteggiamento attuale di chiunque si confronti con un pensiero o un’idea: io credo che l’evento pandemico e le derive che ha generato dal punto di vista mediatico e percettivo abbiano esasperato la naturale tendenza delle persone a polarizzarsi; oggi non si ragiona più sul merito, ma ci si schiera pro o contro qualunque oggetto di discussione, e il tema di questi giorni è “orsi versus uomini”. O meglio, Trentini contro Orsi.

Drogata da immagini di gattini, cagnetti, lupetti, orsetti, orche e delfini umanizzati e assurti al ruolo di “personaggi”, la platea del pubblico “social” è convinta che gli orsi siano dei dolci e melliflui Winnie the Pooh, animalotti morbidosi da coccolare sul divano. E pensano che la “natura”, coi suoi boschi, i suoi prati e le sue montagne, sia una sorta di parco divertimenti “Gardaland Style” dove andare a cercare di scaricare le frustrazioni accumulate nella quotidianità metropolitana.

Amo il mio territorio col cuore e con le azioni, conosco e frequento, da ben più di mezzo secolo, infiniti sentieri che si perdono dove il bosco lascia spazio alle rocce, e amo, soprattutto, la sua straordinaria biodiversità. Compresi gli orsi e i lupi, che rappresentano quell’anima selvatica e selvaggia con cui mi sono identificato tutta la vita. Ma…

Oggi, nei boschi, prati e valli del Trentino Occidentale, noi che ci viviamo abbiamo un problema. Serio. Questo territorio ha perso il suo equilibrio. Per colpa umana, ovviamente. Perché la caratteristica primaria della Natura è la sua capacità di mantenersi in equilibrio, selezionando, grazie alla piramide ecologica, le varie specie vegetali e animali, a partire dagli invertebrati per arrivare, attraverso i vari piani abitati da erbivori, onnivori, carnivori, al vertice popolato dai superpredatori.

Gli “animalisti” che, dalle tastiere dei loro computer, urlano slogan sui social network, sbandierando proclami sul diritto primario dei selvatici – orsi e lupi in primis – ad essere padroni del LORO territorio, non sanno neppure di che territorio stanno parlando. Mille anni fa, i miei avi e tutti i clan familiari valligiani, già avevano “antropizzato” questi boschi, da cui traevano gran parte del loro sostentamento. Una vita di sussistenza di cui facevano parte, mediante la caccia, anche gli animali selvatici, unico approvvigionamento di proteine in una dieta poverissima. Alla fine dell’800, nei boschi, prati e montagne del Trentino erano rimasti un pugno di orsi, che tra gli anni ’60 e ’90 del secolo scorso si erano ulteriormente ridotti a non più di 2/3 esemplari, stanziati nelle valli più impervie delle Dolomiti di Brenta.

Poi, poco meno di trent’anni fa, un visionario progetto naturalistico ipotizzò la reintroduzione forzata degli orsi per cercare di salvare la specie sulle montagne italiane. E il Trentino, per le caratteristiche del suo territorio, divenne la culla perfetta del programma Life Ursus. Per vent’anni l’idea di convivere con i grandi animali – perché nel frattempo, e questa volta in modo assolutamente spontaneo, erano arrivati anche i lupi – è stato un pensiero emozionante. Una sorta di “sigillo di garanzia” sulla qualità ecologica e sostenibile del nostro territorio.

La popolazione trentina di orsi, prevista nel piano di ripopolamento, era di 40/60 esemplari nell’arco di alcune decine di anni, e gli esperti avevano previsto che, superata quella soglia critica, gli animali in esubero si sarebbero “dispersi” spontaneamente nei territori confinanti e da lì, col tempo, su tutto il versante italiano delle Alpi. Così recita il protocollo del progetto Life Ursus (https://grandicarnivori.provincia.tn.it/L-orso/Storia-sull-arco-alpino/Il-Progetto-di-reintroduzione-Life-Ursus) aggiornato al 2004:

Obiettivi a lungo termine: l’obiettivo del progetto Life Ursus è di consentire nell’arco di qualche decina di anni la costituzione di una popolazione vitale di almeno 40-60 orsi adulti, la cui presenza interesserà molto probabilmente anche le province limitrofe. Non sono previsti ulteriori rilasci“.

Tuttavia gli interventi umani, in quanto tali, dovrebbero sempre essere tenuti sotto controllo. Altrimenti i delicati equilibri tra uomo e ambiente naturale molto facilmente saltano. E anche questa volta è accaduto!

Infatti, appena alcuni plantigradi hanno messo il naso fuori dai confini provinciali, sia verso l’Alto Adige che verso il Veneto, sono “scomparsi” e sicuramente diventati protagonisti di ricche cene a base di selvaggina; pertanto, i giovani orsi e le femmine con cuccioli, per non subire le angherie dei maschi dominanti che abitano le zone più impervie del territorio, hanno iniziato a muoversi anche in territori di bassa quota, ad altissima antropizzazione. Se può evitarlo, qualunque selvatico sta ben lontano da quello che considera il suo più temibile predatore, ma i sempre più frequenti incontri uomo/orso, sfociati nella tragedia di Andrea Papi, sono la conseguenza di questo bisogno degli orsi in esubero di trovare nuovi territori, superando l’atavico timore per gli esseri umani. I quali, pur con tutto l’amore che possono avere per la biodiversità e la fauna selvatica, non possono ritrovarsi “prigionieri” a casa loro. Perché i nostri prati e i nostri boschi, e stiamo parlando di quelli che confinano con le nostre case, sono luoghi dove da sempre viviamo, passeggiamo, corriamo, andiamo a funghi e a fiori; i territori dell’orso, quelli idonei alla sua corretta esistenza, si trovano molto più in alto, nascosti, spesso irraggiungibili. E lì dovrebbe vivere, in equilibrio, una congrua popolazione di plantigradi.

Oggi invece gli orsi, in questo angolo delle Alpi che è il Trentino nord-occidentale, sono circa 120, una colonia tre/quattro volte maggiore rispetto a quella ipotizzata nel 1996 dai fautori del piano di reintroduzione Life Ursus. E’ lapalissiano che almeno una congrua parte di esemplari dovrà lasciare questi territori, se si vuole evitare uno scontro diretto orso/uomo, che vedrebbe purtroppo l’animale soccombere alla più sofisticata capacità tecnica e strategica del suo antagonista. Il modo deve essere il più equilibrato possibile, ma la soluzione è questa, ed è l’unica.

Sicuramente molto lontana dalle deliranti dichiarazioni belliche del “governatore” trentino che, già in clima pre-elettorale, sfrutta ogni singolo evento per lanciare proclami e rassicurazioni alle proprie truppe elettorali, composte anche dalla potente lobby dei cacciatori, incurante dei danni collaterali provocati sull’intera comunità dal pensare soltanto al proprio scranno locale.

Su questo territorio il “problema orsi” non è di oggi, ma si è evidenziato in modo pesante nel momento in cui venne preso in carico da una gestione “politica” che utilizza, per l’analisi sul “cosa fare”, l’intestino crasso – più immediatamente fruibile e semplice da gestire, in dotazione anche a organismi semplici come i lamellibranchi – invece delle sinapsi cerebrali che sono però disponibili soltanto in cervelli mediamente evoluti.

La gestione faunistica del nostro territorio è stata letteralmente scippata agli organi competenti – Ente Parco Adamello Brenta e organismi collegati, tutti gestiti da esperti titolati – perché sembrava un ottimo argomento da sfruttare politicamente. Purtroppo, nella vita reale, non bastano i proclami, ma per agire in concreto ed efficacemente (in questo caso nella gestione dei grandi predatori) servono azioni. Che nessuno, dal momento in cui la Provincia si è accaparrata il diritto a gestire la fauna, ha più messo in atto. Gestione del territorio, gestione dei radiocollari, analisi delle aree “a rischio” da controllare ed eventualmente chiudere, sono tutti mancati interventi che hanno portato alla situazione attuale.

E’ auspicabile, pertanto, che la gestione tecnica della fauna ritorni nel più breve tempo possibile a chi ha titoli e competenze per mettere in atto sul territorio la gestione, il controllo, l’informazione e tutti gli interventi utili a tutelare la grande fauna selvatica e contestualmente la fruizione umana del territorio, come sottolineato da Andrea Mustoni, zoologo del Parco Naturale Adamello Brenta e ”padre” del progetto Life Ursus (https://tinyurl.com/5n723nhm).

Approfitto di questo spazio per puntualizzare che la sovrappopolazione di orsi non è l’unico problema del territorio trentino… l’Italia è un Paese molto desiderato dal turismo. Interno e internazionale. Abbiamo magnifiche città d’arte, con capolavori unici, e località balneari ricche di ogni tipologia di divertimento. Non per caso, con Venezia, Verona, Padova, Treviso, la laguna, le sue spiagge, ma anche Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti, il Veneto, con 71 milioni di presenze turistiche sul suo territorio e un incasso di 5.047 milioni di Euro, è al primo posto tra le regioni per incoming turistico (dati ISTAT 2022). Ovviamente, subito dietro dovrebbero esserci Toscana, Lazio, Sicilia, coi loro tesori… Sbagliato! Il secondo territorio più richiesto e visitato dal turismo italiano e internazionale è una piccola area senza straordinari manufatti umani, ma con la più emozionante Natura di boschi, prati, laghi e montagne che si possa trovare alle nostre latitudini, il Trentino-Alto Adige, con oltre 52 milioni di presenze e 3.570 milioni di Euro di fatturato derivato dal turismo. Le altre regioni italiane seguono, quasi tutte a grande distanza. Ma non sempre i numeri positivi sono… positivi.

Perché il Trentino-Alto Adige, con una popolazione residente di un milione di abitanti, si ritrova ad avere il poco invidiabile record mondiale di rapporto turisti/residenti, ben 52 per ogni abitante. Gran parte dei quali convinti di venire a villeggiare in un parco giochi, e non in un territorio dall’equilibrio ambientale molto delicato. Troppi diseducati a confrontarsi nei modi corretti con la natura alpina, magnifica ma anche severa con chi non la rispetta.

Il problema delle nostre valli non sono gli orsi, comunque troppi ma che rappresentano un problema relativamente facile da risolvere con una corretta selezione e “deportazione” in aree capaci di accogliere questi magnifici animali: il vero problema è l’eccessiva quantità di turisti. A mio avviso altrettanto risolvibile con una politica dell’accoglienza più selettiva e attenta al rapporto uomo/territorio/ambiente naturale.

Molti di quei turisti, oggi, dai loro divani metropolitani, si dichiarano “amanti degli animali” e, per qualche giorno, hanno trovato, al grido “io sto con gli orsi”, uno sfogo alle loro frustrazioni da terrazzino con geranio di plastica vista tangenziale, e sognano “spazi liberi e sconfinati” visti solo nei videogames. Incapaci, nella realtà, di distinguere un animale selvatico da un cartone animato. Sono molto probabilmente gli stessi che, per una settimana all’anno, a turni da millantamila, si ammucchiano sui sentieri più gettonati del nostro territorio al solo scopo di farsi un selfie in uno scenario “cool & trendy”… gli stessi che, in espadrillas o infradito, vengono recuperati dal Soccorso Alpino perché non pensavano che camminare in montagna fosse una pratica faticosa per arti anchilosati dalla filiera divano/poltrona/water. Gli stessi che si lamentano, comunque e a prescindere, dei menù gourmet offerti da rifugi trasformati in locali alla moda. Gli stessi che sbuffano perché “in montagna ormai c’è troppa gente…” e tutto costa troppo. Gli stessi che, dopo il loro passaggio sui suddetti pensieri, lasciano tonnellate di plastica e immondizie che neanche in un concerto di Vasco Rossi (citato non a sproposito!)… “fedeli” a una antica massima veneziana “dove pago, cago!”.

Ribadisco, da professionista che si occupa, e vuole continuare ad occuparsi, di turismo in montagna: abbiamo forse necessità di avere qualche orso in meno, ma SICURAMENTE di migliorare la qualità della nostra clientela turistica. Mettendo qualche vincolo in più, e facendo pagare i servizi per quanto devono essere pagati. Sono pertanto favorevole ai ticket di ingresso a Venezia, ma anche sui passi e nelle valli dolomitiche. Per visitare il Bhutan si paga una “tassa” di 250 Euro al giorno, solamente per il “diritto” a essere lì. Se vogliamo salvaguardare il nostro territorio offrendolo per quello che vale, e non svendendolo a prezzi da discount, dobbiamo permettere di frequentarlo soltanto a quanti ne comprendono il valore, e quelli che “stanno con gli orsi” invitiamoli ad andare a Mirabilandia.

In Trentino meno orsi e meno turisti ultima modifica: 2023-05-03T05:27:00+02:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

143 pensieri su “In Trentino meno orsi e meno turisti”

  1. Gli orsi non sono gratis
     

    E’ un brutto articolo, francamente: uno sciocchezzaio ben assortito di banalità, cose vere, mezze verità e stupidaggini, scritto col solito ego ipetrofico e naturalmente antropocentrico.
     

    Nel momento in cui si decide di introdurre gli orsi nel territorio, bisogna essere consapevoli che questo comporta delle responsabilità: nei confronti degli animali (che prendiamo e spostiamo come fossero sacchi di patate) e nei confronti ovviamente della popolazione che con gli orsi ci deve convivere.
     
    Quindi doveri, obblighi, azioni. Non si può mettere gli orsi, magari per fare marketing, e poi far finta che non esistano fino a quando non succedono incidenti.
     
    Quindi: tantissima informazione, rigorosa gestione dei rifiuti, custodia adeguata degli animali domestici.
     
    Azioni che sono mancate in modo clamoroso, se è vero come è vero che i primi cartelli sono arrivati dopo 15 anni, dopo i primi incidenti, mentre in val di Sole i primi cassonetti antiorso sono arrivati dopo 20 anni! E sono moltissimi, ancor’oggi, gli animali domestici senza alcuna custodia o non custoditi adeguatamente nelle zone frequentate da orsi (e ora anche da lupi).
    Molta gente non è informata sulle regole basilari per abbassare il rischio: va nei boschi coi cani sciolti, va a correre nelle zone frequentate dalle orse con le cucciolate, lascia in giro rifiuti o peggio adesca gli animali per fare foto e video.
     
    Nonostante questo, in circa 23 anni dal ripopolamento abbiamo avuto solo 8 incidenti, di cui 2 abbastanza seri (Molinari, Metlicovec) e uno purtroppo mortale (Papi). In tre casi (Molinari, Metlicovec, Cicolini) c’era il cane sciolto, che notoriamente è un fattore di rischio. Negli altri casi le ferite sono state non gravi, con dimissioni dall’ospedale in giornata o dopo pochi giorni. In quasi tutti i casi la dinamica degli incidenti è poco chiara (nel caso di Andalo addirittura secretata!), ma è abbastanza evidente che la causa può essere riconducibile ai comportamenti sbagliati dell’uomo.
     
    E’ molto probabile che, con una gestione migliore, i cui aspetti sono minuziosamente dettagliati nel piano di valutazione preventivo fatto a suo tempo, alcun incidenti avrebbero potuto essere evitati e forse anche il tragico indicente mortale in Val di Sole.
    Incidenti con gli orsi dal 2000
    1) Maturi, 2014 – Pinzolo2) Zadra, 2015 – Val Manara, Paganella 3) Molinari, 2015- Cadine 4) Metlicovec, 2017 – Cadine 5) Misseroni, 2020 – M. Peller, Val di Sole6) Balasso, 2020 – Andalo, Paganella7) Cicolini, 2023 – Val di rabbi8 ) Papi – 2023 Peller, Val di Sole

  2. Rimango dell’idea che tutta ‘sta cagnara mi sembra una ben condotta operazione di distrazione di massa. In cui siamo caduti tutti, chi più chi meno, anche in questo blog.
    E, in fondo comprensibilmente, i trentini di più.
     
    In altre parole, la questione se abbattere JJ4 o meno che polarizza i discorsi e peggio ancora la diatriba valligiani-cittadini non c’entrano proprio nulla con il problema dell’orso, se è desiderabile e possibile la convivenza e come questa è possibile.

  3. Non vengo dalla città, ma le sue parole sono senza senso. Cosa c’entrano ora i turisti con gli orsi, dato che tutte le vittime di orsi sono trentine. E poi caro mio siete voi e solo VOI che avete attirato migliaia di turisti belle vostre valli, spennandoli salvo poi sempre criticando e prendendo in giro chi vi sfama. E sempre VOI avete reso il trentino una specie di giardinetto, di luna park della montagna, è colpa vostra, con le aree attrezzate dove c’era il bosco selvaggio, i mega parcheggi stile centro commerciale come a Braies, un sacco di impianti di risalita dove vi faceva più comodo, “rifugi” trasformati in hotel 5 stelle che di rifugio non hanno nulla e potrei continuare per molto con tanti altri esempi. Come sempre in questo articolo si nota la vostra spocchia perenne, vi credete sempre di avere il meglio ed essere più bravi, quando invece non conoscete niente delle altre realtà, degli sforzi e dei traguardi degli altri, spesso migliori dei vostri. E poi ditelo, è facile fare i belli quando si trattengonon gran parte dell’irpef e dell’iva oltre a ricevere altri contributi dallo stato centrale (la bilancia tra versamenti e “prelievi” dallo stato è in negativo..), questo grazie all’autonomia della provincia e della regione. Sarebbe ora di togliere questi privilegi ingiusti.
    E non si preoccupi, ho già smesso da tempo di venire nella vostra regione, resto al confine lombardo e veneto a spendere i miei soldi. Cordiali saluti

  4. In Italia c’è chi paga le tasse, quindi il ticket per girare sul suolo patrio lo ha già pagato. In più se soggiorna fuori casa paga la tassa di soggiorno. l’Algeria avrà pure sabbia e integralisti….noi un giornali/smo/sta becera e ignorante von spiccate tendenze fasciste
     

  5. Dalla Palma, vedo che gli slogan ti vengono facili (“Algeria, solo sabbia e integralisti islamici”, “frustrazioni da terrazzino con geranio di plastica vista tangenziale”, e via dicendo). Complimenti.

  6. Voglio solo ricordare che se l’orso problematico fosse stato eliminato due anni fa il ragazzo sarebbe ancora vivo e nessuno si scannerebbe orsi si o no. Tra non molto la stessa cosa accadrà con i lupi. La sospensione e rimessa in libertà dell’animale pericoloso è stata davvero tragica. Sono troppi e negare l’evidenza aggrava solo il problema e lo estremizza.

  7.  oggi chiunque va sui sentieri semplicemente perché è gratis, ed è risaputo che qualunque cosa gratuita concettualmente non vale nulla. Perciò si può sporcare, riempire di rifiuti, deturpare… mettere a pagamento i principali sentieri, magari contestualmente offrendo anche accompagnamenti “didattici” e di conoscenza del territorio e dell’ambiente, potrebbe scoraggiare chi a camminare ci va per noia o per curiosità senza avere alcun feeling con quella attività. E’ solo un’idea, assolutamente non “classista” ma orientata a dare valore a un territorio e ad un ambiente fragile e magnifico, che meriterebbe di essere conosciuto meglio. 
     
     
    Dalla Palma, da che mondo è mondo in montagna ci si è sempre andati gratis. La montagna è per tutti, i primi sentieri si ricordi, se legge qualche guida lo capira’, sono stati fatti da CACCIATORI e non avevano da pagare il ticket di certo. 
    Poi tali sentieri improvvisati sono diventate a volte anche Normali. 
    Per altro lei non ha ancora capito il pericolo attuale: lo Stato si sta espandendo eccessivamente in materia giuridica. Gia’ fa le leggi che poi lui non rispetta. Darli ulteriori competenze (di introdurre il ticket) non è altro che rafforzare la tendenza ad uno Stato sempre piu’ vessatore e controllore (e le diro’ è tipica delle fasi pre default e pre ditattoriali, la storia insegna). 
    Si metta un ticket di uno straniero che atterra, arriva in Italia, ma mettere un ticket per esempio a me di andare su una montagna che dista per es. 50 km da casa mia è un ABOMINIO
    E per dirla tutta ci andrei lo stesso e impugnerei la multa anche davanti alla Cedu.
    Uno puo’ dirmi… ma se vai alle 3 cime paghi il ticket… vero…pero’ lì ci vai in auto. L’auto necessita delle strade che ha costruito lo Stato.. qui ci sta, ma in montagna lo Stato non ha costruito un BEL NIENTE… i sentieri sono frutto di prassi e al piu’ curati dal Cai etc. e non certo dallo Stato. 
    Se il Cai fosse di emanazione statale di disicriverei all’istante. 
    Saluti

  8. @ 91 Michele della Palma: torno sul tema del ticket sui sentieri. Innanzitutto, non è vero che ciò che è gratis è sempre disprezzato. Le fonti d’acqua alpine ad esempio, buonissime e gratuite, sono rispettate da tutti senza problemi. E si potrebbero fare tanti altri esempi (ci sono anche i casi contrari, non lo nego). E non è vero neanche che quando metti il ticket la situazione si sistema: vedi Cinque Terre, ad esempio. Da quando c’è il ticket è un carnaio infrequentabile. E di  avere un accompagnatore o delle spieghe… Be’ a un vero appassionato non gliene importa nulla. Il problema vero è che sarà sempre di più così per tutto. Ma se puoi andare in giro solo se paghi… be’ il tema del classismo si pone.

  9. E poi BASTA CON QUESTI ESPERTI… gli esperti se sono esperti di ecologia, etc. è perchè amano la natura.. per loro se ci fosse un orso per ogni casa andrebbe benissimo… non ti diranno mai di abbattere…ma ci vuol tanto per capirlo.
    E’ come la faccenda lupi.. sono tutti incazzati.. .allevatori, cittadini, sindaci… perchè oramai scorazza da per tutto…in mezzo alle vie… e gli esperti?.. .ehhhhhhhhhhh bisogna convivere…(ma va fan c…).
    Via le decisioni agli esperti e la politica ritorni a fare la politica…
    DECIDERE

  10. Rispondo per gentilezza ai tanti “sotuttoio” che sciorinano numeri, dati, e tesi inconfutabili fornite dal leggendario miocuggino con una sintetica premessa: dalle nostre parti funziona molto l’antico proverbio “chel che l’sà el sa che sà poc… el mona sà tut”. La traduzione è libera.
    Detto questo, tra censiti, radiocollarati, cucciolate etc il numero dei plantigradi in Trentino è, oggi, abbondantemente sopra i cento esemplari e “chi sà” non perché è incaricato di dare numeri che vadano bene all’opinione dominante ma perché fa quel lavoro – persone con cui per lavoro (mi occupo da sempre come giornalista di temi ambientali) e per interesse sono in contatto, forestali che si occupano di fauna, tecnici esperti del parco, etc, con cui non ho nessun grado di parentela (niente cuggini) – dà una stima corretta intorno ai 120 esemplari. Poi ognuno può pensare che son 7 o 7000, poco influisce con la realtà. Che oggi vede gli orsi trentini sempre più fuori ambito dalle loro zone di preferenza e sempre più pericolosamente (per entrambe le specie, orsi e umani) prossimi alle aree altamente urbanizzate.
    Riguardo al “numero massimo” in natura non è necessario, poiché le popolazioni selvatiche, avendo disponibilità di territorio, si autoregolano da sole; e questo era l’obiettivo primario del progetto Life Ursus, il ripopolamento di ampie zone alpine, e non solo di una parte della provincia di Trento; ma non aveva tenuto conto delle enormi difficoltà, tutte create dagli uomini ovviamente, che i plantigradi hanno incontrato sulla loro strada… strade, appunto, ma anche autostrade, aree fortemente antropizzate, e soprattutto la poco simpatica abitudine dei confinanti bolzanini, bresciani, veneti di abbattere gli orsi che mettono il muso fuori dai confini trentini.
    Assodato questo, vorrei esporre un concetto elementare agli “amanti degli animali”: gli orsi non hanno NESSUNA VOGLIA di condividere gli spazi con la popolazione umana. Non arrivano tra le case e nei paesi per piacere o per creare scompiglio tra gli umani. Potendo scegliere, se ne stanno nei luoghi più impervi e solitari, e lì vivono bene, in pace con se stessi e con la Natura. Purtroppo gli orsi hanno bisogno di spazi ampi, ed ecco che allora i maschi dominanti, che si sono trovati i loro luoghi ideali, scacciano i maschi giovani e le femmine coi cuccioli per mantenere il dominio sul proprio territorio. Nel momento in cui gli orsi arrivano in prossimità delle aree abitate, E’ PERCHE’ VIVONO MALISSIMO!!! Sono disadattati, cercano nuovi spazi in territori che, potendo scegliere, non sceglierebbero MAI! Perciò tutti quelli che urlano per i “diritti” degli animali dovrebbero desiderare che questi vivano bene, e non in condizioni di stress assoluto. E per ottenere questo, le popolazioni di orsi devono essere in equilibrio con il loro ambiente ideale. Come trovare questo equilibrio è lavoro di zoologi e specialisti, non certamente mio ma nemmeno della bolgia di animalari che urlano “sto con gli orsi” tout court.
     
    Rispondo invece con interesse sul tema del “ticket”… non ho mai scritto di cifre, i 250 Euri sono quelli che bisogna sborsare per andare in Bhutan oggi, non in Trentino in un lontano futuro. Del resto, sono appena tornato dal Sahara algerino, e per entrare in Algeria – dove c’è solo sabbia e integralisti islamici…- è obbligatorio versare un “obolo” di 155 Euri. Solo per mettere piede in suolo algerino. Così come in Nepal e i  quasi tutti i paesi asiatici e africani.
    Il problema non è mettere dei ticket su qualcosa, ma mettere dei “vincoli”… oggi chiunque va sui sentieri semplicemente perché è gratis, ed è risaputo che qualunque cosa gratuita concettualmente non vale nulla. Perciò si può sporcare, riempire di rifiuti, deturpare… mettere a pagamento i principali sentieri, magari contestualmente offrendo anche accompagnamenti “didattici” e di conoscenza del territorio e dell’ambiente, potrebbe scoraggiare chi a camminare ci va per noia o per curiosità senza avere alcun feeling con quella attività. E’ solo un’idea, assolutamente non “classista” ma orientata a dare valore a un territorio e ad un ambiente fragile e magnifico, che meriterebbe di essere conosciuto meglio. 

  11. Carlo, il bosco non è la casa dell’orso, ma semmai è la NOSTRA casa … dell’orso e dell’uomo… da millenni l’uomo vive ANCHE nel bosco.
    Su questa tematica è opportuno che si dia voce solo alle persone che vivono in montagna… trentini, altoatesini, bellunesi, etc… ed escludere quelli di citta’ che fanno troppo danni. 
    allego questo…https://www.youtube.com/watch?v=p6nPSkbuZv8
    ERA GIA’ STATO PREVISTO NEL 2000 CHE CI SAREBBERO STATI DEI MORTI…IO NON HO PAROLE… se non altro che tutti gli animalisti (quelli integralisti, quelli che da un mese sono rabbiosi nemmeno gli avessero sparato al proprio figlio) li manderei in Siberia ai lavori forzati..
     

  12. Ma l’orso che quando diventa “problematico” inizia a farlo con un’aggressione chiede prima il permesso a un membro del Pacobace in carta bollata? Ma è chiaro che gli episodi di violenza accadono a causa della sovrappopolazione.  La morte di quel povero ragazzo a portato alla ribalta il problema, ma doveva succedere una cosa così brutta per correre ai ripari? Cosa peraltro non ancora fatta. Non si poteva pensarci prima. Sono pragmatico e sostengo che serva la doppietta mentre in provincia discutono. La natura ha i suoi tempi e l’umano può solo adattarvisi.
    Infine è sterile il dualismo cittadino-montanaro perché in entrambi i luoghi vivono persone con idee diverse. Idee che sarebbe meglio formarsi con consapevolezza e non solo a chiacchiere.

  13. UDINE. Claudio Groff, esperto di orsi della Provincia di Trento, ha partecipato ad un convegno sui grandi carnivori in Friuli. Il relatore ha precisato più volte che il numero di orsi problematici/pericolosi è molto ridotto – dunque non c’è nessun allarme “orsi pericolosi” – in termini percentuali ma che su di essi si deve intervenire in modo deciso, fino all’abbattimento quando ne ricorrano i presupposti in base al Piano nazionale (PACOBACE).Lo studio ISPRA-MUSE del 2021 ha stimato la presenza fino a circa 30 orsi problematici, ma COMPLESSIVI, riferiti cioè all’intero arco di più di 20 anni (2002-2025), dunque con un incidenza media di circa un orso problematico all’anno, che infatti è quanto è stato osservato sinora. 
     
    Tale tendenza è pressoché costante secondo lo studio. L’’esperto ha fatto presente che gli orsi problematici sono e rimarranno in numero esiguo rispetto al totale della popolazione, numero sul quale però è necessario intervenire, perché il rischio di nuovi incidenti non va assolutamente sottovalutato.

  14. Caro Carlo, l’orso è stato reintrodotto in quanto siamo ai numeri di oggi a causa degli esemplari acquistati all’estero e portati qui. L’orso non ti aspetta dietro l’albero non merita nemmeno di perder tempo a contestare un baggianata del genere. Aiutiamoli a casa loro non mi sembra fosse riferito agli orsi onde x cui altra baggianata. X la questione bracconaggio sarà l’unico modo x contenere il numero di esemplari, unico modo a causa vostra che con la vostra ottusità non accettate gli abbattimenti controllati 🤷🏻. La montagna è anche casa nostra caro mio che vi piaccia o no. Invece dica una cosa, lei è vegano ? Xchè se non lo è beh allora è inutile discutere oltre con una persona che difende l’animale del momento e gli altri se li mangia

  15. L’orso in Trentino è stato REeintrodotto quando gli esemplari si erano ridotti a meno di dieci. Auspico anch’io che le decisioni in merito non vengano prese da un politico leghista, (quindi) cerebralmente subdotato, ma che lo stesso si avvalga di veri esperti che in Trentino di certo non mancano. Detto ciò, ho sostenuto a parole il bracconaggio perché solo la popolazione locale può intervenire se la politica non si muove. L’abbattimento dell’orsa “assassina” darebbe solo un segnale ai trentini più ignoranti ma non risolverebbe nessun problema sul campo. Dove vivo c’è un numero di cervi spropositato. Negli inverni nevosi mettiamo delle balle di fieno vicino a casa affinché si sfamino e non scendano sulla statale dove verrebbero investiti. Non sono cacciatore ma molti dei miei vicini si e costoro hanno un rispetto.sacrosanto per il bosco e gli animali che lo popolano. La caccia selettiva serve solo a mantenere un equilibrio tra noi e loro. Troppi animali invadono vita e spazio degli umani con la differenza che l’orso preda anche l’uomo.  Non mi sembra una cosa da poco. L’orso è un animale fantastico ma ne vanno garantiti gli spazi, pena l’avere a che fare con problemi importanti che per rispetto e decenza non mi va di ribadire. Credo fosse l”87 quando lavorai nella troupe cinematografica diretta da Jean Jaques Annoud per girare il film L’Orso. Era impossibile non innamorarsi di quegli animali ma quando uno dei due grizzly si alzava in piedi nel recinto elettrico ben sorvegliato dal suo proprietario nonché ammaestratore, capivi immediatamente che eri un nulla davanti a una forza naturale immensa. Questo per dire (so che non ce n’é bisogno) che la natura selvaggia la puoi amare quanto vuoi ma non la puoi modellare a tuo piacimento e comodità.  Se i cervi sono troppi si ammalano e tuttalpiù distruggono qualche orto, ma l’orso fa danni ben peggiori, per questo il suo numero andrebbe ridotto prima possibile. Con la politica, il giudizio popolare locale e se non basta, con lo schioppo.
    Spara driz cujun, ca ‘l scoop l’è bun! 

  16. “Se gli orsi sono troppi”
    Giusto, ma chi lo decide che sono troppi? 
    Un commercialista della lega di spessore culturale pari a quello della Minetti?
    O direttamente la Provincia, che ha passato gli ultimi 10 anni a tagliare i fondi al parco per poterlo “valorizzare” adeguatamente e che affida lo gestione degli orsi alla protezione civile(!)?
     
    E intanto si sparge il terrore, largamente infondato, affinché la gente sia il più possibile irrazionale (ottimi esempi del successo dell’operazione anche in questo blog), così che ci si scazzi su idiozie come JJ4 da abbattere o da deportare o che fa solo l’orsa…e al Palazzo della Provincia possano continuare senza che nessuno disturbi.
     
    L’intervista a Muntoni non la legge nessuno, eh?
     

  17. 1, l’orso NON È stato introdotto
    2, l’orso NON aspetta dietro gli alberi il proprio pasto
    Qui qualcuno parlava di bracconaggio e spariamo se si avvicina…..non mi sembra un modo “intelligente” di fare una selezione di contenimento. 
    Dal punto di vista “politico” ricordo che il capo politico dei vari zaia, fugatti, fredriga disse pubblicamente “”aiutiamoli a casa loro””……le montagne sono la casa degli orsi 
     
     

  18. Carlo, come giustamente ribadisco, abito in montagna e ne amo profondamente ogni caratteristica. Tra l’altro vivo in un posto piuttosto fuori mano e scomodo da raggiungere. Ma non vivo nelle favole in cui forse vive qualcuno di voi. Se gli orsi sono troppi e diventano pericolosi bisogna eliminare quelli in più. Se certi animalisti ci patiscono e si oppongono, che vengano portati (i plantigradi) in Slovenia dove l’abbattimento selettivo tiene in equilibrio la situazione. Io amo e rispetto gli animali ma penso anche che le persone che vivono nelle valli con gli orsi abbiano il diritto di non temere che l’animale aggredisca le persone. 
    Purtroppo posto per tutti non ce né abbastanza e forse l’errore è stato fatto quando l’orso è stato reintrodotto e poi lasciato che si riproducesse a dismisura. Se stava estinguendosi significa che l’equilibrio era già compromesso e la reintroduzione è stata una forzatura di cui gli effetti sono evidenti.

  19. Carlo, quante chiacchiere, oltretutto completamente inutili oltre che assurde

  20. 78
    Marcello 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻 finalmente uno che dice qualcosa di sensato. Concordo

  21. Trovo curioso come chi dice di abitare e amare la montagna parli fi uccisioni indiscriminate di uno dei suoi simboli, elevato a tale anche da quella chiesa cui spesso ci si rivolge per i lutti. Rinunciando, in questo modo, a ciò che ci differenzia dal loro essere “bestie” …. l’intelligenza. Dando prova ancora, se mai ce ne fosse di bisogno, che le bestie siamo noi.

  22. Ma due schioppettate a ‘sti orsi in sovrannumero non gliele tira nessuno? In Liguria ogni tanto succede con i cinghiali a quanto ne so.
    Siccome c’è al mondo chi vuole abbassare il numero degli umani e in molti, anche inconsciamente, gli si è dato modo di farlo, non vedrei un abbattimento selettivo degli orsi, se sono troppi, come una cosa scandalosa. Si mangia normalmente ragout di cervo e lo si farà anche con l’orso.  

  23. Caro Michele, vivo, per mia fortuna, in montagna come lei. Arrampico, corro, volo in parapendio, tutto con modalità dozzinali direi. Non ho la possibilità di viaggiare in Alaska, Himalaya, Patagonia ecc, di conseguenza godo appieno delle cose di casa, inclusi gerani non plastificati. Il suo articolo cela malamente una sorta di rancore atavico verso i forestieri. L’unica cosa bella che ha scritto è “lapalissiano”. E della stessa natura retorica sono le conclusioni alle quali perviene. Nulla di tolto e nulla in aggiunta.

  24. Bell’articolo complessivamente.
    Non concordo per nulla sul Ticket specie se esoso (tipo 250 euro). 
    Non si lamenti l’autore del turismo che porta dene’ poichè all’Italia smantellata e comprata dagli stranieri rimane solo una risorsa.. il turismo.
    E’ vero invece che il turismo DEVE avere delle regole di condotta giuridiche e morali. 
    Ci vuole un’educazione alla montagna. Questo è il punto. Come realizzarlo? …. non lo so :-)… devo pensarci.. 🙂 
     

  25. Concordo con Michele, limitare il numero di pernottamenti con la disgrazia di Andrea non centra nulla. Loro lo fanno x evitare la bolgia dell’anno scorso xchè qui in regione dopo il fermo x covid è venuta fin troppa gente. Dell’orso si preoccupano ben poco xchè come sconfina, l’orso tempo zero si volatilizza, e non solo in a.adige. Siamo solo noi Trentini gli ebeti che rendiamo pubbliche le cose inerenti agli orsi. 

  26. . Io vorrei tanto che chi sceglie questi articoli da pubblicare capisse una, almeno una volta, che sarebbe il caso di pubblicare un articolo dove un cittadino spiega a un montanaro cosa sia la realtà urbana dei nostri tempi

    Ma il fatto è che i montanari non vanno a fare ai cittadini la lezioncina su come dovrebbero vivere…. 

  27. Mi scusi Sign Taldini ma fatico a capire il nesso tra numero di turisti e la disgrazia del giovane Papi. Anche i precedenti ” contatti” sono avvenuti sempre e solo con gli abitanti stabili. 

  28. Ciò che dice Michele non è falso, ma senza dubbio è al contempo un oggettivo segnale che l’alto Adige è da sempre una spanna sopra anche in questa gestione. Non a caso, proprio prima di questa tragedia in cui ha perso la vita il giovane in val di sole recentemente, l’alto Adige ha comunicato che introdurrà un tetto massimo di pernottamenti a stagione,ossia un numero di turisti oltre il quale non si può andare. Salvaguardia del territorio dell’ambiente del turismo e del futuro, ci rimetteranno le strutture turistiche ma è proprio qui il vero problema.
    Finché ad aver voce sarà il dio denaro l’amato Trentino di Michele e di tutti noi è destinato a vedere altre tragedie e altre ancora. 

  29. Problemi di comprendonio? Io disprezzo cosa?
    Quello che scrivo, a parte l’ultimo post che era solo ironico, tutto il resto era una domanda (ancora senza risposte) sul perché voi trentini non vi fate sentire in piazza, perché bob raccogliete le firme per un referendum regionale (possibile, art. 123 della Costituzione), perché non manifestate sotto le finestre della VOSTRA amministrazione… Cerchi di buttare su noi cittadini “colpe” che non abbiamo. Sono state le amministrazioni trentine a fare progetti, regole e leggi per gli orsi, Prendetevela con loro, e sul serio, invece che sprecare energie con chi ha opinioni diverse dalle vostre… 

  30. 69 Lorenzo. Che dici mai, Lorenzo! Non sai che loro si muovono solo in bicicletta, a piedi o con il carretto (slitte d’inverno)? Per andare in montagna indossano lana cotta e lana, zaini di tela e corde di canapa se arrampicano! Per fare le loro spedizioni partono sei mesi prima, con il carretto e via, passo dopo passo, fino in Nepal. Non bevono dalle bottiglie di plastica né di vetro (se si spacca, taglia!). Non usano gas perché inquina e viene da chissà dove! Poi, merda!, vado al Pordoi d’estate e metà delle auto ha targa TN! … E non hanno nemmeno Heidi, che è svizzera!

  31. Sig. Michele vengo in Trentino da più di 10 anni, quindi ora dovrò passare un esame da lei o da un super macio come lei per poter passare da voi le ferie. Ok facciamo questo esame e poi paghiamo un bel balzello e poi…… aggiunga quello che vuole. Però facciamo così ogni volta che deve andare all’estero e prendere un aereo come fanno altri 20 milioni di persone all’anno a malpensa dovrà passare a pagare me che per tutto l’anno respiro questa aria così salutare e sopporto il traffico caotico l’inquinamento acustico ecc. ecc. Per fare andare voi nelle belle isole tropicali e via dicendo.No guardi nel suo articolo ci sono delle grandi stupidaggini. Lo rilegga  è se ne renderà conto. 

  32. 65 Altre chiacchiere… Invece di menarla qui, un blog tutto sommato “elitario” (nel senso che non ha centinaia di migliaia di follower) su Internet, vai da Fugatti e dai suoi predecessori e chiedi conto di quanto non hanno fatto. Andateci a migliaia, decine di migliaia. Riempitegli posta e mail di lettere. Scendete in piazza, manifestate, agite. Altrimenti, e mi ripeto, fate solo chiacchiere da pc come imputate a “noi” cittadini di fare… 

  33. Andrea: dove ho scritto “chi è causa del suo mal pianga se stesso” mi riferivo all’affollamento di turisti, nel senso che l’autore dell’articolo chiede meno orsi e meno turisti, ma i turisti arrivano perché attirati da campagne pubblicitarie e passaparola voluti, fortemente voluti dai Trentini stessi. Chiaro adesso?

  34. A parte il fatto che, come tutti sanno, dai bambini di quattro anni in su, Heidi non ha i capelli biondi ma invece neri, ancora una volta viene pubblicato un articolo che contrappone i montanari ai cittadini, che dovrebbero essere, i cittadini, una massa di beoti che si illudono di cosa sia la realtà della montagna e della natura selvaggia. Io vorrei tanto che chi sceglie questi articoli da pubblicare capisse una, almeno una volta, che sarebbe il caso di pubblicare un articolo dove un cittadino spiega a un montanaro cosa sia la realtà urbana dei nostri tempi, fatta da condizioni ambientali non compatibili con l’ organismo umano, da lavori ultraprecarizzati, anche nelle professioni cosiddette “intellettuali e da stipendi da fame e da pochi – dicesi pochi – ricchi e fortunati. In sintesi, chi vive in montagna e disprezza i cittadini che vorrebbero che la montagna e la natura rimanessroe tali, della vita ha capito veramente poco.
    Poi se chi scrive è un giornalista mi domando dove ha visto tutti questa mediaticità che edulcora l’ immagine della vita selvaggia “dura e cruda”, quando, per l’ appunto, altro non fanno  i vari “channels” tv, che trasmettere documentari su come siano feroci gli animali, su come si mangiano gli uni con gli altri, indulgendo sui particolari atroci. Ma anche questo modo di fare documentari, in realtà, ha un preciso fine culturale, ma qui mi fermo, e non lo spiego, altrimenti qualche intellettuale di sinistra mi risponde cose poco sensate.
     

  35. Ricordo che hai scritto anche “chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ragazzo trascinato VIVO per decine di metri (circa 70), hanno trovato i segni lasciati delle dita sul terreno fatti x cercare di salvarsi mentre veniva trascinato. E dopo averlo trascinato a sufficienza, squartato e si è mangiata le interiora e altro che sta più in basso, e ci si azzarda ancora a dargli la colpa, ci si azzarda a dire poverina ha solo fatto l’orsa ci si azzarda a parlare dal divano di casa a 200 km di distanza e dare ordini e fantomatiche soluzioni ? Gli orsi sono orsi e noi siamo l’unico predatore che hanno, pensate di farli vivere tranquillamente mentre continuano a riprodursi, e nel frattempo incolpare altri morti !? Dai su, se volete vedervi gli orsi andate in Canada e lasciateci in pace xchè noi non veniamo a massacrarvi le palle perché non riuscite nemmeno a differenziare i rifiuti o gestire il problema cinghiali. Predicate ma mi sembra che poi gli orsi in esubero vi rifiutate di prenderli. Bellini solo finché sono a casa degli altri 👏🏻 complimenti. E oltretutto chi mangia carne a tavola dovrebbe solo tacere. Saluti

  36. 60 Vast.
    si è un balzello che si trasforma in una limitazione della libertà e del principio di uguaglianza dei cittadini, perchè va a favorire i più ricchi.
    E questo non è degno di un paese che ama definirsi civile e che sventola sempre la costituzione.

  37. 43 Andrea. Vuoi fare un referendum regionale sugli orsi? Fatelo, la Costituzione lo prevede. Alzate il culo, raccogliete le firme e votate. Altrimenti tacete e pensate, trentini o altoatesini, chi VOI avete votato per amministrarvi. 
    Quanto allo scagliarti contro singoli individui qui, vai a farlo sotto casa dei tuoi amministratori che da un ventennio non hanno rispettato regole e leggi. Qui sono pareri e parole. Se sei così sicuro delle masse che vorrebbero eliminare gli orsi, organizzatevi tra di voi, chiedete in massa il rispetto delle leggi da parte dei VOSTRI amministratori da VOI ELETTI, fate un referendum. Altrimenti, come noi cittadini sfigati, producete solo parole a fiumi sul web…

  38. Meriteresti tu la fine orribile che ha fatto Andrea. Schifoso

    Era per me 🙂
    (in relazione al commento n. 17)
     
    Mi dispiace se avere definito l’incidente evitabile sia letto come una forma di colpevolizzazione della vittima. Non ho scritto “se l’è andata a cercare” e non lo penso, avrei potuto essere al suo posto, corro anch’io in montagna.

  39. @ Benassi: non è un divieto, ma un balzello. Un po’ come succederà fra poco a Venezia (e poi piano piano più o meno in tutti i luoghi belli e frequentati)

  40. Ma con quale diritto si vieta ad un cittadino italiano di frequentare un territorio italiano non privato?!?!? Quindi limitandone la sua libertà?!?!?
    In base al conto che ha in banca???
    Un pò di anni fa, una proposta simile, di limitazione della libertà di movimento del cittadino era venuta dall’Abruzzo, dove si  voleva obbligare gli escursionisti ad essere accompagnati sempre e comunque da una guida alpina.

  41. vede Grazia. Questo è proprio l’effetto ottenuto dal voler difendere l’indifendibile. I numeri dei grandi predatori va assolutamente controllato con prelievi mirati (anche abbattimenti)  degli esemplari più confidenti. Si renda conto che qui siamo esasperati da questa situazione. Se nulla si fa inizieranno le azioni esasperate. 

  42. Meno turisti e di miglior qualità, dunque.
    Interessante (…qualunque cosa si intenda come qualità di un turista e quale criterio si voglia usare per misurarla, questa qualità…).
     
    Sono d’accordo.
    A patto che fra i turisti esclusi non ci sia io, naturalmente 🙂
    Ma chi opera economicamente sul territorio è altrettanto d’accordo a subire un consistente calo di fatturato o anche la chiusura dell’attività, a causa delle minor presenze ?
    O si dovrà compensare aumentando i prezzi e/o imponendo (altre) tasse, selezionando quindi in base al conto in banca, e chi non se lo potrà permettere che mangi brioche ?

  43. A ciácere no se sgionfa báloni e neanca dóne. A chiacchiere sei il migliore ma restes en pantálon. Figurati quanto “sopportiamo” noi quelli come te, solo tante chiacchiere  e saccenza. E l’ennesimo fenomeno da baraccone schifoso che da la colpa al ragazzo morto. Meriteresti tu la fine orribile che ha fatto Andrea. Schifoso

  44. Cara sig.ra Grazia, se per lei umanità è dare più importanza alla vita di un orso che a quella degli esseri umani, preferisco essere disumano. Saluti

  45. Confermo che l’articolo è molto bello, come scritto stamattina. Mi sembra che se c’è qualcuno che non si ricorda che c’è stato unmorto, un ragazzo che aveva ancora una vita davanti, e che è morto in una maniera orribile, quelli sono i difensori dell’orso, quelli che lo vogliono e difendono a tutti i costi

  46. Mi discosto dall’idea di far pagare un ticket e dalla demonizzazione di chi vive in città.

  47. Leggo ora l’interessante punto di vista dell’articolo e l’ultimo commento, uno dei più fuori luogo letti sul blog: ricordo che c’è stata una vittima pochi giorni fa e a nulla serve insultare virtuali interlocutori per dar ragione alle proprie idee. Così si dimostra solo di far parte di quell’umanità disumana che non fa altro che distruggere il proprio areale, giorno dopo giorno.

  48. Caro Matteo, sempre meglio che al tuo livello da saccente. Per me l’orso va sterminato, che ti piaccia o no è il mio pensiero e vale quanto il tuo. Io i sentieri li uso e me ne frego di quelli che vanno solo a messa, io non voglio rimetterci le penne e non vorrei nemmeno che capitasse ancora a qualcun’altro. Se a voi a quanto pare preme più la vita di un caxo di orso inutile, beh mi fate pena. Saluti

  49. Alberto ti do pienamente ragione, ma per quello che dici tu, l’orso non serve proprio a nulla. Io so che ho un ragazzo di 13 anni che non esce più a spasso col proprio cane (qui in valle devi per forza andare x campi o boschi) perché terrorizzato da quello che è accaduto ad Andrea. Qui dobbiamo vivere con la pura x far felici 4 animalari che hanno nel cervello l’immagine degli orsi addomesticati che vedono online e 4 saccenti che hanno il culone al sicuro a km di distanza ? Per me no, se non risolvono il problema sarò grande sostenitore del bracconaggio

  50. Mi sembra che abbiamo le case che confinano coi boschi e non serve necessariamente andare sulle cime x sentieri x avere incontri, dato che sempre più frequentemente gli amati pelosetti arrivano nelle campagne, sulle ciclabili, uno è addirittura arrivato su un poggiolo di una casa (potrei sbagliare, a Calliano mi sembra di ricordare). Si vuole assolutamente rischiare che muoia qualcun’altro? Magari qualche bambino mentre una gita o mentre con la scuola fa orienteering? Ah già, sarà un’attività da vietare o dovremmo mandare a fare queste attività tra il traffico delle città xchè si difende a spada tratta questi poveri orsetti senza nemmeno accettare a il regolamento del progetto che prevede l’abbattimento per certi esemplari. Limitiamo la nostra vita e se non vogliamo limitarla usciamo con la paura per fare felici i ztl che sperano di fare un video da postare su tick tock !? No grazie, x conto mio gli orsi possono crepare tutti, anzi spererei che succedesse, tanto senza orsi non è che la nostra flora onlan ostra fauna ne risentirebbero. Buon pomeriggio

  51. A parte che gli abitanti di della val d’Adige e basso Sarca sono quasi la metà del totale, d’accordo, ho leggermente esagerato…modifico la definizione precedente con è più probabile trovare qualcuno che non ha percorso sentieri per un tempo superiore alla mezz’ora negli ultimi sei mesi che viceversa.
     
    Il senso non cambia.

  52. Articolo realistico e ben fatto nella parte relativa agli orsi. Ritengo però che il problema orsi sia grave ma risolvibile (?) perché circoscritto. Ritengo molto ma molto più grave il problema lupi, animali che amo, ma la cui non gestione sta degenerando in mezza Italia ed in particolare nella mia zona. Verissimo che ad oggi in Dolomiti non si registrano attacchi all’uomo ma gli attacchi al bestiame sono quotidiani, e i branchi ( nella mia zona ci sono 5 branchi da 5/6  esemplari ciascuno) sono sempre più confidenti e regolarmente si avvicinano alle case. Cosa accadrebbe se un gruppo, guidato da un esemplare confidente, sorprendesse un bambino? Sono troppi e sempre meno timorosi e sicuramente qualcosa di terribile prima o poi accadrà determinando reazioni incontrollate.

  53. Non capisco perché noi dovremmo rinunciare al nostro territorio e vivere limitati per accontentare voi cittadini sporconi che ve ne state col culo al sicuro predicando cialtronate.

    Andrea,
    chi l’ha detto che tutti quelli che scrivono qui e hanno a cuore la bellezza delle Dolomiti e della montagna in generale, abitino in città???
    Per caso hai l’indirizzo?
    Molti abitano o hanno abitato in montagna o in campagna.
    Poi che le città siamo piene di troiai, brutture e pattume gettato qua e là è sotto gli occhi di tutti.
    La bellezza e l’integrità ambientale di certi territori sono il capitale e il motivo di attrazzione su questi territori. Una volta rovinato, e trasformato alla pari di tanti altri,  non lo so se questa attrazione ci sarà più. Non è data per scontata, non è+ un diritto acquisito. Va mantenuto.
    Quindi meditare.

  54. Matteo buon pomeriggio , non so di dove tu sia e non conosco il tuo vicinato, il tuo discorso potrebbe reggere se parlassi di abitanti di Trento, di Rovereto ecc ma che ci siano abitanti delle valli che non hanno mai percorso un sentiero 😂😂😂 buona serata

  55. Carlo, le preghiere vada pure a farle in chiesa, posto a lei adatto dato che predica e vuole inculcare agli altri il proprio pensiero. Certo andrebbe detto ai runner di battere i piedi come gli elefanti 😂😂. Certo non c’è paragone tra quello fatto da noi e lo scempio fatto x le vostre città . Ci vogliono un bel coraggio e una gran faccia tosta solo a pensare di poter  paragonare la devastazione attuata x dar spazio alle vostre pulitissime e ordinate città a come abbiamo costruito noi in Trentino. Alle stronzate che sparate non c’è proprio limite. Per il resto penso che se si facesse un bel referendum tra gli abitanti delle valli del Trentino Alto Adige (cosa che sarebbe giusta dato che il problema lo viviamo noi e non voi chiacchierelli da ztl) non penso che l’orso avrebbe vita lunga. Comunque sono dell’idea che a causa della vostra ridicola, inutile e dannosa saccenza, invece di risolvere il problema con abbattimenti programmato,  darete gli orsi in pasto al bracconaggio (sinceramente non mi sentirò in colpa dato che sarà causato da voi animalari). Le auguro di trovare qualcosa di meglio da fare nella vita che predicare e pontificare sui problemi che non la riguardano e non sono parte delle sue vuote giornate. Le auguro un buon pomeriggio 

  56. Andrea, se vivi in montagna direi che non hai alcun contatto con i tuoi vicini: tra chi abita in montagna (un po’ ovunque) è decisamente più probabile trovare qualcuno che non ha mai camminato su un sentiero che viceversa!

  57. Sign Andrea, con la preghiera di moderare i termini, Le spiego che il runner che corre nel bosco trentino non lo può fare con le cuffie come se fosse in un parco cittadino, non lo può fare con passo silenzioso senza avvisare della sua presenza. Se poi Lei vuol capire ciò che non dico, va bene, prendo atto. Paragonare i cambiamenti che l’uomo ha apportato al territorio per costruire città con quello che è stato fatto in montagna….francamente. Dato che pensare a trentino senza orsi è utopistico, dato che il numero minimo di sopravvivenza della specie sono circa 60 orsi, dato che bisognerà aggiungerne di nuovi per una questione genetica, quanti orsi volete???? Questa la risposta che la politica deve dare, la loro gestione ai magnifici esperti che con grandi sacrifici abbiamo formato nelle nostre università cittadine

  58. Sig Carlo, non l’abbiamo alterato  e voi ? Non mi sembra che le città da dove predicate ( x la maggior parte stronzate a quanto pare), siano sempre esistite. E dove avete alterato x le vostre città avete pure devastato. Infatti qui abbiamo alterato talmente male che però ci volete venire appena potete a gettare in giro le vostre immondizie. E, a quanto pare non conosce nemmeno il territorio x scrivere l’assurdità (per non dire puttanata) che i runner dovrebbero andare a correre nei parchi cittadini 😂😂. Certo vedrai che il runner che corre gare in montagna x allenarsi prende la macchina e si fa 100/120km  o piu tra andata e ritorno x andare a correre in città invece che fuori casa. Non capisco perché noi dovremmo rinunciare al nostro territorio e vivere limitati per accontentare voi cittadini sporconi che ve ne state col culo al sicuro predicando cialtronate. Masha e orso è un cartone animato la realtà è ben diversa

  59. Che mettano pure i monumenti a pagamento ma non la natura. Please. 
    Ciao Giulia!!!

  60. 25. Placido.

     Il disprezzo che si percepisce chiaramente per chi, suo malgrado, vive con “terrazzino con geranio di plastica vista tangenziale”… adesso è una colpa?!?

    Mi era sfuggita. Si, in effetti una frase abbastanza infelice che squalifica un po’ il resto del ragionamento.

     

  61. Sign Andrea, se i runner trentini corrono come i runner cittadini nei parchi delle città….
    L’orso altri non fa che farvi rendere conto di dove viviate, un ambiente che, se Lei è onesto, deve ammettere che Voi trentini avete alterato. Peccato i Vostri bisnonni non siano più qui a dirvi che la natura selvaggia, Voi, avete la fortuna di averla fuori la porta di casa
     

  62. Beh se ragiona x assurdo e prende 2 casi quasi eccezionali e agli antipodi, allora qualsiasi cosa è discutibile o contestabile. Penso che abitanti della val di sole,val di non,giudicarie e rendena (dove mi sembra sia la concentrazione maggiore di questi discutibili pelosoni), ce ne siano ben pochi (o addirittura 0) che non vanno per prati o per boschi, dato che nei prati e boschi ci viviamo 😉. Le auguro una splendida giornata 

  63. “è ben diverso star qui un weekend o una settimana o viverci 365 giorni l’anno,”
    e anche questa frase la catalogherei tra le osservazioni di sicuro effetto ma contestabili.
    Dipende molto da come si vive la settimana o i 365 giorni…
    Intendo dire che se passi la settimana d’estate andando in giro per boschi magari rischi di più dell’abitante di Strembo o Pelugo che lavora a Tione e al massimo va in chiesa a piedi la domenica

  64. 30. sig. Carlo, è ben diverso star qui un weekend o una settimana o viverci 365 giorni l’anno, è ovvio che la percentuale di possibilità di aver problemi con l’orso è ben diversa. Non ci vuole poi molto ad arrivarci. Aspettiamo con ansia che venga lei in Trentino a risolvere il problema. Saluti

  65. 29, Penotti: Sottoscrivo in toto. E aggiungo che persino i valligiani che tanto la menano ora, usano tranquillamente le funivie che tanto deturpano, Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte o Alto Adige che sia…

  66. Sempre tassa è, che va nelle casse della p.a.t.  Problemi con gli orsi i turisti non ne hanno mai avuti, anzi, forse qualche turista responsabile in più. L’orso non è istruibile, perché come fa l’orso lui ….nemmeno mio cuggino. Mi sa che sono i trentini che vanno istruiti alla convivenza, applicando le leggi che già esistono e con una domanda, visto il successo dell’aver raggiunto il minimo vitale per la specie : QUANTI ORSI VOGLIAMO?????

  67. Benassi.

    Anche io andando ad arrampicare alle Tre Cime sono salito in auto. Quindi farei bene a starmene zitto.

    Dillo a me, che quando andavo sul Bianco o sul Rosa prendevo la funivia. Il fatto che io e te lo ammettiamo e accettiamo le nostre contraddizioni cercando un compromesso accettabile, mentre altri, pur avendo fatto e facendo tutto ora lo stesso urlano: “demoliamo tutto!”.  

  68. AB: Certo che qualcuno l’ha voluta, come le altre strade, le funivie, gli impianti, ecc. ecc. Ma è sempre colpa di qualcun altro (Amministratori, cittadini, ricchi, cannibali, ecc. ecc.). I locali sono sempre povere vittime ignare ed innocenti a prescindere! NOI abbiamo votato i LORO amministratori, NOI gli abbiamo comprato le LORO proprietà, NOI abbiamo costruito le LORO funivie, NOI li ABBIAMO COSTRETTI ad una vita che non volevano… E LORO? ZITTI, in fila verso il macello…. Finché… Finché un qualche CITTADINO FORESTO, singolo o Associazione, parla…

  69. 15. Carlo.

    Ricordo, a questo punto a tutti, che per soggiornare di paga la TASSA DI SOGGIORNO

    La tassa di soggiorno ha un aspetto concettuale e pratico che nulla a che vedere con quanto si discute. La paga anche se va da un  affittacamere a Quarto Oggiaro a Milano.
    Nel contesto su cui si ragiona

  70. 19 Penotti, la mia era una piccola provocazione. Anche io andando ad arrampicare alle Tre Cime sono salito in auto. Quindi farei bene a starmene zitto.
    Però qualcuno questa strada dell’Auronzo, con tanto di simil casello autostradale d’ingresso,  l’ha voluta.
    L’abbiamo pretesa  noi turisti, o c’è astata offerta ? Immaginado che, con tanto di strada asfaltata, gli accessi e di conseguenza gli incassi sarebbero moltiplicati.

  71. Non sono d’accordo su due punti:
    1. Il pagamento di un ticket. Come già detto da altri, serve solo a selezionare chi ha i soldi, non chi è “educato” (e comunque in Dolomiti la tendenza a filtrare i turisti “ricchi” ed escludere i “poveri” è già in atto da anni).
    2. Il disprezzo che si percepisce chiaramente per chi, suo malgrado, vive con “terrazzino con geranio di plastica vista tangenziale”… adesso è una colpa?!?
     

  72. @ 19
    “Perché se lo usiamo come principio generale per andare sul Monte Bianco dovremmo partire a piedi da Courmayeur […].”
     
    No, solo da La Palud. Cosí si faceva prima della funivia, avendo la fortuna di fare una gita in ambiente naturale incontaminato che lasciava un magnifico ricordo per il resto della propria vita. Ora invece ci sono cani e porci, che vi salgono in funivia tra una serata in discoteca e un paio d’ore in sauna con idromassaggio.
     
    Per spiegarmi meglio: «Perle ai porci».

  73. @ Giuseppe Penotti (19): be’, si parla di chiudere le strade “di alta quota”. Da Torino a prendere l’autostrada ce la si può fare… 😉

  74. Comunque sia, a ben leggere LifeUrsus, non c’è MAI scritto un numero massimo di orsi, solo un (riporto) “…almeno 40/60”. Chi dice che era previsto un tetto o bara o non sa l’italiano…

  75. Caro sig. Consulto i dati pubblici sul sito provinciale che può consultare anche lei 😉. Comunque sia è lei che si permette di dare agli altri dei tuttologi disinformati, volendo inculcare la sua idea come quella per forza corretta, a differenza di tutti quanti che hanno commentato educatamente. Saluti

  76. 17. Benassi. Grazie per la conferma, immaginavo fosse così.
    Solo una piccola chiosa. Visto che la strada c’è, l’alternativa  delle navetta è percorribile, magari non proprio solo per gli sfaticati ma per chi per tanti motivi ne può avere necessità. Perché se lo usiamo come principio generale per andare sul Monte Bianco dovremmo partire a piedi da Courmayeur, o io da Torino per andare in Val Pellice…  😉

  77. “La gestione faunistica del nostro territorio è stata letteralmente scippata agli organi competenti – Ente Parco Adamello Brenta e organismi collegati, tutti gestiti da esperti titolati – perché sembrava un ottimo argomento da sfruttare politicamente. Purtroppo… servono azioni. Che nessuno, dal momento in cui la Provincia si è accaparrata il diritto a gestire la fauna, ha più messo in atto. Gestione del territorio, gestione dei radiocollari, analisi delle aree “a rischio” da controllare ed eventualmente chiudere, sono tutti mancati interventi che hanno portato alla situazione attuale.”
    Direi che che questa analisi è perfetta ma incompleta.
    Perché la Provincia si ha avocato a se’ la gestione del Parco? Perché la Regione si è battuta (in combutta con la Lombardia, non dimentichiamolo) per smembrare di fatto e depotenziare (e sterilizzare) il Parco e quindi gestirlo a fini propri? Cui prodest?
    Provincie e Regioni sono l’espressione di chi li vota e rispecchiano (più o meno) la mentalità degli abitanti: che non è certo quella di diminuire i 52 turisti annui pro capite da sfruttare.
     
    Il problema è piuttosto come convincere gli abitanti a cambiare la loro visione del territorio e di come viverlo, prima di educare i turisti. 
    Selezionare i turisti basandosi su tasse, balzelli e ticket, e cioé sul censo, mi pare proposta funesta e destinata ad ottenere effetto contrario a quello desiderato: Portofino, Capri o la costa Smeralda non ci sono certo innamorati del mare e della cultura locale!

  78. Cime di Lavaredo e la rifugio Auronzo sia a pagamento, senza risultati apprezzabili in termini di affollamento.

    il parcheggio del rifugio Auronzo è sempre stracolmo, zeppo di macchine. Non è con l’aumento del costo del pedaggio che fai diminuire gli accessi. Il mito del selfie al cospetto delle Tre Cime prevale su tutto. Il rifugio Auronzo a chiamarlo rifugio ci vuole un bel coraggio.
    Riportiamo l’accesso alle Tre Cime a piedi, oppure mettiamo delle navette per i più sfaticati.
     

  79. Articolo con un paio di spunti buoni, un’incertezza e una caduta di stile sul finale.
     
    1) Giusto far notare che gli orsi, in realtà, non se ne sono mai del tutto andati da queste zone, cosa che rende improprio l’uso del termine “reintroduzione” e mette fuori gioco qualsiasi argomento del tipo “una volta non c’erano”: ad un certo punto erano pochi, ma ci sono sempre stati.
     
    2) Giusto puntare il dito contro la politica (che resta pur sempre l’espressione di un voto): la mala gestione degli orsi del Trentino (informazione scarsa, sottovalutazione dei pericoli ecc.) ha di certo dei responsabili, inutile far finta di niente  >> https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/orsi-mas%C3%A8-salvo-ma-la-gestione-va-a-raffaele-de-col-1.2419887
     
    3) Non ho ben capito a cosa ci si riferisca dove è scritto che “appena alcuni plantigradi hanno messo il naso fuori dai confini provinciali, sia verso l’Alto Adige che verso il Veneto, sono “scomparsi” e sicuramente diventati protagonisti di ricche cene a base di selvaggina”: se così stanno le cose, meglio riportare i fatti. Perché se di “ricche cene a base di selvaggina” si ha notizia, per quanto ne so io, si tratta solo di quelle organizzate dai Trentini >> https://corrieredeltrentino.corriere.it/notizie/cronaca/23_aprile_09/nel-2011-maurizio-fugatti-organizzo-un-banchetto-con-carne-d-orso-per-la-festa-della-lega-nord-1794e1f9-29a5-4ddd-bb1c-2e5790c93xlk.shtml
    Ed è poi un dato di fatto che ad ostacolare la dispersione degli orsi possano essere state anche le scelte degli stessi politici locali >> https://www.gardapost.it/2021/10/31/provincia-di-trento-no-alla-mozione-per-i-corridoi-faunistici-oipa-occasione-mancata/
     
    4) E infine: non so come si arriva ad associare la richiesta di “migliorare la qualità della clientela turistica” al discorso sugli orsi. Io comincerei da un dato: fin qui, a partire dal 2014, le aggressioni sono state tutte a danni di locali impegnati in attività ricreative:
    – Daniele Maturi (2014), residente a Pinzolo, andava a funghi;
    – Marco Zadra (2015), di Trento, correva;
    – Wladimir Molinari (2017), di Cadine, correva in compagnia del cane;
    – Angelo Metliocvec (2017), di Cadine, passeggiava col cane;
    – Fabio e Christian Misseroni (2020), di Caldes, andavano a caccia;
    – Diego Balasso (2020), di Andalo, faceva una passeggiata notturna;
    – Alessandro Ciccolini (2023), di Rabbi, passeggiava col cane;
    – Andrea Papi (2023), di Caldes, correva.
    Per quasi tutti questi incidenti si può parlare, con tutto il rispetto, di evitabilità o imprudenza. In nessun caso si trattava di persone al lavoro (cioè in qualche modo costrette ad esporsi al pericolo).
    Sei un residente della Provincia Autonoma di Tento, per di più “professionista che si occupa, e vuole continuare ad occuparsi, di turismo in montagna”, e tratteggi i turisti con toni tanto sprezzanti, usando espressioni come “frustrazioni da terrazzo”, “arti anchilosati”, “incapaci di distinguere un animale selvatico da un cartone animato” (ma evidentemente, mi viene da dire, più furbi dei Trentini, quantomeno se si tratta di orsi).
    Mi sovvengono i detti: non sputare nel piatto dove mangi; e: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Non bastasse il martellamento pubblicitario, siete proprio voi Trentini, presi uno per uno, sempre a cantare le lodi delle vostre montagne e di come sono ben preservate e che servizi e che bellezze: non c’è stata una volta che abbia avuto a che fare due chiacchiere con uno di voi, che non si sia arrivati a questo. Vi sopporto solo fino a che non vi scappa un “non siamo mica come in Italia qui”.
    Forse è venuto il momento che i Trentini facciano un po’ i conti con se stessi. Altro che con gli orsi.

  80. Quoto Giulia Butturini. Se si vogliono selezionare i turisti non serve un ticket (che seleziona solo i poveri). Bisogna chiudere le funivie, le strade e gli alberghi ad alta quota (alias peseudo rifugi). Vale a dire il contrario di quello che si sta facendo.

  81. Ricordo, a questo punto a tutti, che per soggiornare di paga la TASSA DI SOGGIORNO

  82. . Gran parte dei quali convinti di venire a villeggiare in un parco giochi, e non in un territorio dall’equilibrio ambientale molto delicato. Troppi diseducati a confrontarsi nei modi corretti con la natura alpina, magnifica ma anche severa con chi non la rispetta.

    Ma chi l’ha voluto e creato il “parco giochi” ?   I turisti?
    Dai siate un pò più sinceri. Vi lamentate di quello ch avete voluto.

  83. Si. L’articolo è apprezzabile per i contenuti e per il conseguente ragionamento che sviluppa. Scritto poi da uno che in montagna ci vive e lavora lo rende certamente meritevole.
    Ci sono però dei punti che non mi convincono.
    E’ evidente (ma avevo già letto in riguardo) che il progetto  Life Ursus è partito con il presupposto, risultato gravemente errato, che la popolazione di orsi, raggiunto il limite ipotizzato, avrebbe progressivamente migrato. Non è così e questo sta creando indiscutibilmente problemi,  un’azione di spostamento “coatto” é difficilmente praticabile a causa sia delle difficoltà di cattura che di ovvia opposizione degli altri territori. La situazione si aggraverà ancora di più con l’avvicinamento dell’orso ad aree maggiormente antropizzate e si renderà necessario un piano di abbattimenti ragionato.
    Lo scivolone grave è sul pagamento di un ticket. Coraggioso proporlo, ma  inutile nella sua applicazione pratica e grave da un punto di vista concettuale per cui se ho soldi da spendere vado, ma se non li ho resto a casa. No, è una sperequazione  non accettabile. Non vorrei sbagliare e chiedo chi è a maggior conoscenza di correggermi se sbaglio ma credo che la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo e la rifugio Auronzo sia a pagamento, senza risultati apprezzabili in termini di affollamento.
    La strada, lunga, erta e faticosa sarebbe quella di educare e proporre con azioni concrete un turismo più sostenibile.
    Nei mesi estivi, la strada che porta al colle del Nivolet in valle dell’Orco viene chiusa al traffico privato e l’accesso viene garantito da navette.
    Stessa cosa per la strada che porta al Pian del Re in valle Po, viene chiusa al traffico in estate su determinate fasce orarie e garantito un servizio di navetta.
    Poco, tanto? Non lo sa, ma certamente è un primo passo.
    Non si può solo proibire, ma offrire alternative serie.
    Interessantissimo invece l’accenno sul numero di turisti per popolazione residente, su cui voglio approfondire.
     
     
     

  84. 8 riporto i dati che il direttore del servizio avifauna trentino Dott Groff ha enunciato al convegno Grandi Carnivori tenutosi a Pontebba lo scorso fine settimana…..immagino Lei non fosse presente

  85. Alcune considerazioni sono interessanti, ma la proposta di far pagare una sorta di biglietto di ingresso è sbagliatissima e contraddittoria: vogliamo trasformare le Dolomiti in un enorme parco dei divertimenti, in una Gardaland diffusa? Più facciamo pagare, più gente verrà! Resteranno esclusi solo quelli che in montagna ci vanno sulle loro gambe, in silenzio e senza soldi in tasca

  86. Infatti il citato “dove pago cago” (credo esercitato purtroppo dai più degli odierni “turisti”) è un po’ in contraddizione col principio di far pagare ticket qua e là. Così ci ritroveremo pieni di merda. No, grazie.

  87. Grazie, bell’articolo sulla questione Orsi, visto finalmente dall’ “interno”. Apprezzo molto e condivido.
    Non ho capito nemmeno io il nesso tra cultura di chi frequenta e far pagare per accedere.
    Comunque complimenti vivissimi

  88. Sig. Carlo chiunque pibblichi i propri numeri può essere etichettato come tuttologo poco informato come scrive lei agli altri. Certo è che anche i suoi numeri non sembrano corretti, perché sono pur sempre orsi anche i cuccioli che a quanto pare lei non conteggia. Saluti

  89. “[…] ma SICURAMENTE di migliorare la qualità della nostra clientela turistica. Mettendo qualche vincolo in più, e facendo pagare i servizi per quanto devono essere pagati. Sono pertanto favorevole ai ticket di ingresso a Venezia, ma anche sui passi e nelle valli dolomitiche. Per visitare il Bhutan si paga una “tassa” di 250 Euro al giorno, solamente per il “diritto” a essere lì. Se vogliamo salvaguardare il nostro territorio offrendolo per quello che vale, e non svendendolo a prezzi da discount, dobbiamo permettere di frequentarlo soltanto a quanti ne comprendono il valore, e quelli che “stanno con gli orsi” invitiamoli ad andare a Mirabilandia.”
     
    Per migliorare la clientela turistica bisogna farle pagare di piú, magari con una tassa di 250 euro al giorno?
    Cosí facendo, però, non si selezionano i turisti piú educati e maturi, che comprendono il valore del territorio. Si selezionano quelli piú ricchi.

  90. A volte dice cose da tuttologo poco informato (orsi in trentino sono tra 80 e 95). A volte crede che al tabernacolo dei cittadini che cercano heidi.  A volte dimentica che si paga la tassa di soggiorno. Una cosa sensata è la riduzione dei turisti, per farlo si deve diminuire ospitalità e servizi. Utopistico volerli educare. Altra cosa lasciare la gestione degli degli animali ad enti super partes: lo Stato Italiano, perché in loco ci sono troppi interessi economici che inquinano le decisioni politiche 

  91. Un contributo ragionevole e argomentato. Strano su questa bacheca ma più che mai apprezzabile. 

  92. Concordo su tutto ma non sul fare pagare ticket che, nel caso dei passi dolomitici (dove vivo, lavoro e conosco) non limiterebbero affatto le presenze. Vedi esempi di: strada delle 3 cime e parcheggi a pagamento vari apparsi su molti passi e nelle vicinanze di funivie. Sono sempre pieni e NESSUNO si lamenta di dover pagare (a parte me) e, anzi, credo che a molti dia soddisfazione. 
    Distinguiamo se l’obiettivo è fare cassa o limitare le presenze,  per favore. 
    Ciao Michele, con affetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.