La Birmania è vicina

La Birmania è vicina
di Geri Steve
(scritto il 3 febbraio 2021)

L’ONU neanche condannerà il golpe dei militari in Birmania (Myanmar) perché Cina e Russia pongono il loro veto. I giochi sono stati preparati prima e bene.

Il popolo birmano, che a stragrande maggioranza contro la casta militare aveva votato Aung San Suu Kyi, è stato fregato dai complotti cinesi: Xi Jinping ha ordinato al suo ambasciatore Wang Yi di attivare il generale golpista Min Aung Hlaing. L’appoggio internazionale di Cina e Russia era la garanzia del successo. Nessun appoggio esterno ad Aung San Suu Kyi, neanche a livello di parole.

Non ci sarà neanche un boicottaggio economico, oppure sarà inefficace, come già succede per dittatori come Putin in Russia, Erdogan in Turchia, Al Sisi in Egitto, Mohammad bin Salman, il “grande principe del Rinascimento islamico” dell’Arabia Saudita, come è stato recentemente definito da Matteo Renzi, il suo prezzolato adulatore.

Sergio Mattarella e Mario Draghi

Quel rinascimento islamico è rappresentato dall’uccisione e segatura in pezzi del giornalista oppositore Al Khashoggi.

Perché oggi l’Italia si trova paurosamente vicina a Birmania, Turchia, Egitto e Arabia saudita? Perché sta arrivando a compimento il complotto internazionale massonico bancario per porre a capo del governo e poi dello stato italiano il suo principale esponente: Mario Draghi.

Sei anni fa il massone Gioele Magaldi nel suo libro Massoni: Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle ur-lodges (Chiarelettere) ci aveva indicato Draghi come l’uomo chiave di tre grandi logge massoniche multinazionali che rappresentano bene la finanza globalizzata. Oggi banche e finanza globalizzata ce lo confermano: Mattarella incarica Draghi e subito spread e indici di borsa lo approvano: il loro uomo al potere politico.

Basta dare un’occhiata al suo curriculum per vedere che Draghi è stato abbondantemente benedetto da tutti i poteri: dalla banca d’Italia, l’IRI e la BNL in cui era suo padre, dai Gesuiti di cui ha frequentato il collegio, dalla politica italiana che sotto governi di colore diversi gli ha affidato la direzione del Ministero del Tesoro. E’ in quella veste che nel 1992, a bordo dello Yacht inglese Britannia ha annunciato alla finanza internazionale lì convenuta la privatizzazione (svendita) delle aziende pubbliche italiane.

E’ stato benedetto dalla Goldman Sachs dentro la quale ha orchestrato la truffa dei derivati con cui ha nascosto i debiti della Grecia per farla entrare in Europa. Oltre che dalla direzione della Banca d’Italia e di quella della Ue è stato benedetto con lauree honoris causa dalla confindustriale Luiss, dall’Università di Tel Aviv e dalla Cattolica di Milano.

Che il complotto massonico bancario che lo porta al governo dell’Italia viene da lontano lo dimostra l’attività di Matteo Renzi che, provenendo dalla DC riesce a prendere il potere nel PD e, dopo averlo rassicurato (stai sereno) a scalzare il capo del governo Enrico Letta, a smontare lo Statuto dei Lavoratori e a tentare un rozzo stravolgimento della Costituzione Italiana. Non a caso quello stesso Renzi ha giocato un ruolo chiave nel siluramento di Prodi come Presidente d’Italia da parte di 101 parlamentari PD aprendo così la strada a Mattarella. Quello che allora l’Huffington post ha elogiato chiamandolo il suo capolavoro nell’articolo:

https://www.huffingtonpost.it/pietro-raffa/elezione-mattarella-capolavoro-renzi_b_6582376.html

che si conclude affermando che l’anagramma di Sergio Mattarella è “Matteo si rallegra”.

Ai capolavori di Renzi si aggiunge adesso il fatto di essere riuscito a mettere in crisi il governo Conte, sostenuto da M5S, LEU e PD utilizzando dei parlamentari che sono stati nominati ed eletti nelle liste del PD (e da cui poi sono usciti) e che, durante la crisi ci hanno dichiarato di stare sereni, perché mai loro avrebbero votato insieme alle destre.

Il golpe è stato preparato prima e bene, proprio come in Birmania.

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La Birmania è vicina ultima modifica: 2021-02-04T04:30:00+01:00 da GognaBlog

63 pensieri su “La Birmania è vicina”

  1. 63
    albert says:

    Leggo piu’ volentieri il pensiero di Mariana Mazzuccato e di Loretta Napoleoni…anche  di  Federico Rampini e Luciano Gallino.   Il Pensiero economico e’ in evoluzione…rispuntano Keines e Marx .  Ricardo  fa bruciare gli occhi..   non e’ come leggere gossip o romanzetti, faccio fatica.C’e da lamentare che nella scuola Italiana  sono pedanti in certi dettagli dei programmi di alcune materie , ma  economia e  diritto entrano solo in alcuni istituti Tecnici.I comuni cittadini lavoratori , che non hanno tempo e basi per struggersi in economia e finanza, devono stare attenti a come spendono in consumi e come investono i risparmi… a quali fondi pensione o assicurazioni aderiscono,  a come spendono o sperperano le loro tasse a cominciare dai Comuni..altrimenti poi i gestori esperti lavorano a loro svantaggio…e vantaggio proprio.  Ad esempio chi contribuisce al risparmio postale  , lo sa che poi  con i depositi  vogliono salvare Alitalia ed altre imprese ? Esistono poi i fondi pensione USA, chemettono il becco in aziende italiane decretandone sviluppo o  fallimento, ma di la’ i lavoratori nemmeno lo sanno..si fidano deiGestori” illuminati”; basta che garantiscano utili..Un aspetto conseguente al covid , e’che  si capisce l’importanza di Sanita’ pubblica(passata  di moda ) e di ricerca e produzione nazionale farmacie ricerca di base ed applicata. Per anni si sonotrascurati i negozi sotto casa , ma in questo anno sono diventti preziosi.  Eppure esistono ancora banche   cooperative,  gruppi di acquisto, cooperative edilizie e di imprese. A Proposito di Draghi, finora si son sentiti fiumi di parole a fronte di un suo discorso molto breve…ed   i colloqui non sono in streaming. Si diceva un tempo che fosse anche appassionato di scalate con Guida, ma mancano dettagli, forse e’ solo  un pettegolezzo..

  2. 62
    Carlo Crovella says:

    “Stay focused”, come scrive spesso Pasini
     
    Concentratevi su Draghi.
     
    Ps: Guarda che “obiettivo”, da un punto di vista grammaticale, si può scrivere sia con una che con due b. In genere è meglio e più elegante con una sola b (si collega all’etimo latino che ha una sola b). Con due b non è tecnicamente sbagliato, ma è un po’ … “popolare”, è un po’ “da grezzi”. Cmq, estendo anche te il concetto: se sia già che non ti piacciono, lascia perdere a priori i mie scritti, tira dritto per la tua strada. Se hai tempo di vivisezionare i testi per scoprire le semplici o le doppie, significa che hai la vita davvero vuota. Non ti invidio. Io sto lavorando (pancia a terra) anche oggi, che è domenica, un po’ per il tempo brutto, un po’ per accumulo di numerose e pressanti scadenze professionali, un po’ anche per piacere (spero possiate vederne  i frutti prossimamente…). A bien tot (visto che sto scrivendo su montagne francesi…)

  3. 61
    Matteo says:

    “spesso cercate smagliature nel mio agire ma l’obiettivo inconscio è “sminuire” il sottoscritto perché quello che dico è per voi sgradevole.”
    Crovella, ti svelerò un segreto: tu non sei il centro del mondo, qualcuno trova smagliature nel tuo agire o, meglio, nelle tue opinioni semplicemente perché talora queste sono smagliate senza nessun obbiettivo inconscio. Tu vivi qualunque critica ad esse come un insulto personale.
    Continua pure, tira dritto…è la strada che curva!
     
    P.S.: se ti dico che obbiettivo si scrive con 2 b, non ti sto insultando, non ti sto criticando, non ti sto sminuendo. Sei tu che hai sbagliato, io ti sto correggendo e forse aiutando.

  4. 60
    Carlo Crovella says:

    Sta tranquillo, che nella mia vita le curve le ho sempre “raddrizzate”!
    Buona domenica!

  5. 59
    Alberto Benassi says:

    tirerò dritto perché tendenzialmente tiro sempre dritto,

    Si ma guardati anche  intorno perchè ogni tanto ci sono le curve.

  6. 58
    Carlo Crovella says:

    @ la modulazione più azzeccata della mia frase forse sarebbe stata “si cercano difetti nell’interlocutore”…. tendenza molto diffusa e che a volte (come in questo ultimo contributo, ma non solo) coinvolge anche te. Che rilevanza ha se il mio modus operandi è gradito o meno o addirittura se è fondato o meno (tra l’altro in seguito a valutazione personali)? Che rilevanza ha se come mi comporto incontra o meno il tuo gradimento? Bada ai contenuti, anziché cercare il pelo nell’uovo sul singolo termine da me utilizzato, sulla fase, sul verbo, su mie eventuali contraddizioni ecc ecc ecc. E’ errore comune, molto comune, non solo tuo, ma siccome mi tiri per i capelli…mi rivolgo a te. Spesso cercate smagliature nel mio agire ma l’obiettivo inconscio è “sminuire” il sottoscritto perché quello che dico è per voi sgradevole. Spinti da ciò andate sovente fuori tema: l’articolo, cui si agganciano tutti questi commenti, è incentrato su Draghi, non su Carlo Crovella. Parlare di Crovella al traino di un articolo su Draghi già dimostra che non focalizzate il tema di dibattito. In conclusione ho letto i tuoi suggerimenti, ma  – non prendertela – tirerò dritto perché tendenzialmente tiro sempre dritto, non bado a chi mi dice “fai questo, fai quello”, altrimenti finirei per perdere lòa bussola. Mi esprimo qui sul Blog come vivo e lavoro e sono in famiglia e con gli amici, da sempre nella mia vita. D’altra parte Draghi stesso ha sempre fatto così (tirare dritto), vedremo se sarà in grado di farlo anche nell’attuale situazione. Stammi bene!

  7. 57
    Fabio Bertoncelli says:

    Crovella:« […] si scantona spesso nell’errore di confondere l’autista con il mezzo e si critica l’interlocutore perché quello che dice lui è sgradito al lettore».
     
    Carlo, tu stai giocando con le parole e manipolando la logica. Piú precisamente, scrivi ciò che scrivi spacciandolo spesso per verità (e non come tua opinione) e poi accusi chi ti critica perché, a tuo dire, ti sei limitato a esporre i fatti (ovvero l’automezzo, volendo usare la tua metafora), cioè tu  saresti solo l’autista.
    No! Non è la verità: è la tua opinione. Rispettabile, ma solo opinione. Cioè criticabile.
    … … …
    P.S. Stammi bene. E convinciti che in generale (a meno che, beninteso, non si sia di fronte a colossali idiozie) vale la pena ascoltare l’interlocutore, non necessariamente al fine di criticarlo, ma solo perché un’idea differente potrebbe addirittura rivelarsi migliore della nostra: incredibile ma possibile.
    Perciò conviene ascoltare e riflettere (e forse ‒ dico forse ‒ cambiare idea). Non solo ascoltare e criticare…

  8. 56
    Carlo Crovella says:

    @55 Nessuna coda di paglia, ma (specie qui) si scantona spesso nell’errore di confondere l’autista con il mezzo e si critica l’interlocutore perché quello che lui dice è sgradito al lettore. Nel mio settore (non solo nel mio settore, ma sicuramente nel mio settore) non puoi sopravvivere di aria fritta, specie per 35 anni continuativamente. quindi sono molto sereno della mia professionalità, ma proprio per questo se qualcuno fa insinuazioni maliziose sto molto attento a proteggermi, puntualizzando al volo. Ciao (davvero, per oggi)

  9. 55
    Antonio Arioti says:

    54) Crovella, non mi riferivo a te ma se lo pensi significa che hai la coda di paglia.

  10. 54
    Carlo Crovella says:

    Se per caso ti riferisci a me, sei completamente fuori strada. Scrivo articoli dai primi anni ’80, in ogni settore della vita, è il mio mestiere. Anche tu confondi il conducente con il mezzo: le cose che scrivo sono scomode e sgradite ai tuoi occhi e allora critichi l’autore, ma le cose sono oggettive. Sul tema Draghi basta che fai un giro d’orizzonte sul web e troverai conferma di quanto scrivo. Buona giornata!

  11. 53
    Antonio Arioti says:

    52) Il turismo era solo un esempio ma raramente scrivo articoli perché, essendo molto preciso, mi stressa troppo la rilettura prima della pubblicazione.
    Vedo invece molte persone che scrivono articoli relativamente a cose che non conoscono o di cui hanno una conoscenza molto raffazzonata. Cosa vuoi, non siamo tutti uguali.

  12. 52
    Carlo Crovella says:

    Le riflessioni su Draghi, oltre che connesse alla realtà immediata dell’oggi, sono conseguenti all’articolo qui pubblicato. Se vuoi parlare di altro, la cosa è legittimo, anzi addirittura auspicabile (in termini di comprensibile alleggerimento del clima emotivo), ma allora tutto deve partire da un articolo sul turismo (peraltro ce ne sono stati due – sul tema inteso in senso lato – nei giorni scorsi sul Blog, quelle connessi ai mondiali di sci). Scrivine uno con le tue idee in merito e sicuramente farai felice Gogna!

  13. 51
    Antonio Arioti says:

    Ma c’è qualcuno che abbia delle buone idee sulle quali sviluppare una discussione anche se solo da bar? No perché qui fra rischio Birmania e cilicio si rischia di finire la giornata con l’assunzione di un antidepressivo.
    Sto’ parlando seriamente. Se c’è qualcuno che abbia un’idea su come investire, per es., i soldi destinati al turismo e su quale tipo di turismo dovremmo puntare mi farebbe un piacere. Così almeno potremmo confrontarci su qualcosa di positivo anche se a mero scopo di cazzeggio.

  14. 50
    Carlo Crovella says:

    @45 qui sono irrilevanti i motivi (e la loro fondatezza o meno) dell’insofferenza verso un’ordinanza comunale. Il punto è:_ chi è addirittura insofferente per una semplice ordinanza comunale /tema che, rispetto alla gravità dello stato del Paese è una sciocchezza marginalissima), io non me lo vedo “accettare” i sacrifici che sono necessariamente connessi alla politica di apertura auspicata.
     
    Cmq, state tranquilli. Io temo che i partiti imbriglieranno Draghi (ho scritto imbriglieranno, ma può anche essere letto imbroglieranno). I partiti non sono disposti a scontentare i cittadini-elettori avallando il cilicio. Per cui rischiate, anzi rischiamo relativamente poco che ciò accada. Tuttavia resta il punto di fondo: senza quei prerequisiti, che ho sintetizzato nel concetto di cilicio, non ci sarà nessuna successiva politica “sana” e quindi non si salverà l’Italia. Non so cosa augurarmi davvero. Buona giornata a tutti!

  15. 49
    Alberto Benassi says:

    Le multinazionali che hanno la sede fiscale all’estero per pagare meno tasse,
    é colpa di noi cittadini italiani che non voglioni sacrificarsi.
    Invece il calzolaio che all’estero non ci può andare, e cerca solo di sopravvivere,  che colpa ha??

  16. 48
    Carlo Crovella says:

    Chiaro che l’era Monti era diversissima dall’attuale. Però ci sono alcune analogie in termini di necessaria durezza d’ora in avanti (se davvero si vuole uscire dal pantano).
     
    Innanzi tutto deve essere chiaro a tutti che quei 209 mld, la vera parte a fondo perduto (al netto di quanto già “impegnato” dal Governo Conte nella Finanziaria 2021) si riducono a 44 mld circa (gli altri sono a debito).
     
    Due: per elargire detti fondi (sia debito che a fondo perduto) ci sono da parte dell’Europa delle condizionalità che sono addirittura più stringenti di quelle del MES sanitario. In particolare l’Europa richiede come conditio sine qua non alcune profonde riforme strutturali che l’Italia ha rinviato da decenni (giustizia, pubblica amministrazione, semplificazione ecc ecc ecc) perché per concretizzare quelle riforme si andrà a mordere nel profondo la vita quotidiana dei singoli cittadini. In questo consiste il perno principale del cilicio.
     
    Terzo: altra cosa che non viene chiarita (da sempre, non solo da oggi) è che i fondi del Ricovery Plan, che siano a debito o a fondo perduto, sono strettamente collegati a precisi progetti infrastrutturali e saranno erogati a tranche progressive, in funzione dello stato avanzamento lavori di tali investimenti. Non si tratta quindi di soldi che arrivano indistintamente all’Italia la quale potrà distribuirli a pioggia come meglio crede (pensioni, bonus, regalie ecc ecc ecc), ma andranno alla aziende che sono coinvolte nei progetti in questione. Solo in una seconda battuta questo denaro, attraverso gli stipendi ai dipendenti delle imprese, aumenterà la propensione ai consumi, ma ciò avverrà molto in là nel tempo (rispetto ad oggi). Per capirci: il dipendente deciderà di tornare al ristorante, grazie a ciò che incassa dal suo lavoro nei progetti del Ricovery Plan, ma solo fra due anni almeno. Nel frattempo il cilicio (cioè le riforme) se le becca da subito e il ristorante non ha immediatamente la sala piena…

  17. 47
    Matteo says:

    Eddai con ‘sto cilicio, sempre quello e sempre indossato alla medesima maniera…un po’ come quello cui è stata costretta la Grecia con i brillanti risultati che conosciamo (chi vuole vedere ovviamente).
    E via, con malcelata, sadica soddisfazione, con l’elencazione delle solite misure, sempre quelle.
    Chissà come mai non viene in mente per esempio una patrimoniale, anche piccola, piccola per i patrimoni grossi, grossi.
     
    Ma per fortuna che Draghi c’è!

  18. 46
    Alberto Benassi says:

    Io non sono un esperto, e diro cazzate. Ma credo che Draghi, a differenza di Monti che ha solo tagliato, dovrà fare una politica di investimento, di apertura, di nuove possibilità, soprattutto per i giovani. Giovani che dovranno vedere in questa politica di apertura, l’intertesse a restare in Italia.
    Se Draghi farà solo tagli alla Monti,   tagli di diritti individuali,  costruirà solo un muro, un allargamento della forbice sociale, sarà autore di uno scontro con i cittadini italiani.

  19. 45
    Alberto Benassi says:

    Ora, persone come te, che sono insofferenti anche solo al semplice divieto comunale di andare in un posto per pericolo valanghe, non me le vedo accettare convintamente di farsi mettere il cilicio, o sbaglio? Io non ti vedo ubbidire convintamente a nuovi divieti e obblighi, chiamiamoli così.

    si sono insofferente al divieto per le valanghe. Lo sono primo perchè credo debba essere una decisione/valutazione di ognuno di noi, visto che abbiamo un cervello e non siamo degli zombi ebeti.
    Due perchè chi ha deciso il divieto,  di valanghe ne sa praticamente nulla.
    Tre perchè chi ha deciso il divieto, della sicurezza delle persone in realta non gli frega nulla ma lo fa solo per scaricarsi la responsabilità.
    Quattro perchè chi ha deciso il divieto non vuole vedere più in là , non vuole vedere la neve in Apuane come una possibilità in più, perchè in realtà   ha interesse ad affossare ogni iniziativa che possa creare problemi all’escavazione.

  20. 44
    Roberto Pasini says:

    Attenzione a non confondere la situazione gestita da Monti con quella che dovrà (forse) gestire Draghi. Qui ci sono 200 e più miliardi da investire. Debito certamente, ma nessuna impresa fa sviluppo solo coi mezzi propri. Avremmo un’economia di pura sussistenza. C’è debito e debito. Con quei soldi, se investiti opportunamente e non distribuiti per finire sui conti correnti privati, si può rilanciare l’Italia, che è un paese mal gestito ma ricco di potenzialità e risorse, non dimentichiamocelo. Qui è il vero problema chiave su cui è caduto il governo. Chi presta i soldi vuole sapere a chi li presta, come verranno spesi ed essere sicuro che saranno restituiti. Queste sono le regole del campionato nel quale giochiamo, piaccia o non piaccia. Poi si può anche urlare e sperare nel futuro, ma si è costretti, qui ed ora, a fare i conti con i fatti, in modo adulto e maturo, come in montagna. Altrimenti si crepa, magari appagati dai propri sogni, ma si crepa. 

  21. 43
    Agilulfo says:

    L’immagine del cilicio in effetti calza a pennello: uno strumento che causa dolore senza peraltro dare in compenso alcun vantaggio.

  22. 42
    Carlo Crovella says:

    Ho già detto che è il cilicio l’eventuale strumento per salvare l’Italia, mentre è irrilevante il “mettitore” del cilicio (non c’è nessuna bestemmia, nel gergo professionale – almeno qui da noi – è usuale l’interlocuzione “lo Spirito Santo” nel senso che può anche essere una creatura soprannaturale, ma non cambia la natura delle cose).
     
    Cuindi è irrilevante il mettitore di cilicio. Che però Draghi sia un ottimo “mettitore” di cilicio lo conferma questo estratto dall’odierno “Riformista”Z>:
     
    L’elemento costante è il carattere: orfano da adolescente, trovò famiglia nelle scuole e nelle università: nella romana Sapienza, poi nel Mit di Boston. Poi nelle supreme stanze dell’alta finanza senza cuore, in cui imparò l’importanza di una faccia da poker perfetta per sedere al tavolo e pensiamo che lì abbia imparato a giocare pesante, non vogliamo dire sporco, ma nemmeno da educanda delle Orsoline…
    In Europa lo descrivono come un accentratore che simula un religioso rispetto per la collegialità di cui, secondo Christine Lagarde, non sa che farsene. È uno stratega indifferente alla tattica purché si arrivi al risultato…
    Per poterlo apprezzare, va smontato per scoprire che non è soltanto un competente, ma uno che adotta come stile la deferenza, che è il costume di scena per chi è chiamato a governare…
     
    Di lui si cita il motto “whatever it takes”,”a qualsiasi costo”, che non è quello più adatto a un accademico, ma piuttosto ad un comandante decisionista…
    Ma la cosa più importante per capirlo e valutarlo è il fatto che Draghi pensi e decida in inglese, non solo che parli la lingua. Un conto è parlare un ottimo inglese, un altro è pensare in un idioma che ignora ogni costruzione barocca, imponendo di andare dritti al punto – to cut to the chase – ed è quanto ha imparato al Mit di Boston dove fu spedito da Federico Caffè, con cui si laureò in economia alla Sapienza di Roma…
    Rispettoso, ma non ossequiente, ha incrociato i guanti anche con Angela Merkel e soprattutto ha vinto la partita con la Bundesbank dopo una resistenza inflessibile attraverso la quale ha dimostrato che quando sceglie un obiettivo è pronto a fare whatever it takes, tutto quel che si deve da fare, un proposito più adatto alla programmazione dello sbarco in Normandia che al cantico delle creature.
    Se tutti i pezzi dell’incastro andranno al loro posto, la rilettura di quanto è accaduto dall’apertura della crisi ad oggi apparirà lineare e semplice come la trama dell’Odissea: i sopraffattori che avevano occupato Itaca, non seppero riconoscere in tempo Odisseo che era tornato per sterminarli. Con l’aiuto determinante di Matteo Renzi, s’intende.
     
     

  23. 41
    Carlo Crovella says:

    @38: ti ricordo che Draghi è stato chiamato, con l’obiettivo di “salvare l’Italia”, non dal sottoscritto, ma dal Presidente della Repubblica Mattarella, per cui prenditela con Mattarella!

  24. 40
    Fabio says:

    Si può andare di bestemmia libera? Dai, dopo una lettura di un testo condito da paranoie varie, tono viscerale, ricerca di un colpevole (il tutto derivante da una totale carenza di nozioni e nessi logici di base, analogamente a quelle leggende di montagna che spiegavano i fatti naturali con ricorso a demoni, folletti e streghe – schena de mul, salvanel, aviane eccetera), vale tutto.
    Un caro saluto.

  25. 39
    Carlo Crovella says:

    Non voglio assolutamente esser offensivo, ma tu fai sempre dei notevoli minestroni: mescoli e frulli patate e cipolle.
    Allo stato in cui si trova il Paese, il culo individuale oramai c’entra poco, quasi niente. Esitse e morde la pelle del singolo, per carità, ma il culo individuale c’entra poco col “cilicio” necessario d’ora in avanti per salvare il Paese.
     
    Il “cilicio” (immagine che riassume un regime ferreo, quasi militaresco) inciderà anche sul versante economico dei singoli, ma soprattutto su altri versanti, come dire, di tipo “comportamentale”. Faccio i primi esempi che mi vengono in mente: obbligo alla vaccinazione totale di tutti i cittadini, nuove restrizioni di movimenti in attesa del completo superamento della crisi covid, ferreo controllo dell’ordine pubblico dal 1 aprile in poi  (data non casuale: colò 31 marzo cessa il divieto di licenziamento, presumibile aspettarsi  violenti disordini sociali) e poi altre cose tipo innalzamento dell’età pensionabile, riforma catastale (uguale più IMU), trasformazione dei 150 mld di maggior debito pubblico contratto nel 2020 in future “tasse”, maggior deregulation nel mondo del lavoro (cioè minori diritti e più ore lavorate, più competizione), riforma pubblica amministrazione, maggior produttività dei pubblici dipendenti (=maggiori controlli, maggior numero ore lavorate ecc)………………. mi fermo qui ma l’elenco è stermnato.
     
    Ora: è il cilicio che salva l’Italia, non chi mette il cilicio. Può essere Draghi, lo Spirito Santo, Mastro Geppetto ecc ecc ecc…. ma chi, fra i cittadini, è veramente convinto di voler salvare l’Italia deve essere disposto a farsi mettere il ciliclio. Senza cilicio (inteso come somma dei provvedimenti necessari) non si modifica la situazione in atto, che è quella di un lento scivolamento verso l’affossamento generale del Paese.
     
    Ora, persone come te, che sono insofferenti anche solo al semplice divieto comunale di andare in un posto per pericolo valanghe, non me le vedo accettare convintamente di farsi mettere il cilicio, o sbaglio? Io non ti vedo ubbidire convintamente a nuovi divieti e obblighi, chiamiamoli così.
     
    Ma chi non è disposto ad accettare il cilicio, sotto sotto, significa che non è allineato all’obiettivo di voler davvero salvare l’Italia, perché tale obiettivo non può che passare attraverso il cilicio generale. (Non ti offendere: sei in buona compagnia, la stragrande maggioranza dei cittadini NON vorrà il cilicio e difatti i politici già lo sanno e cercano di imbavagliare Draghi. Le consultazioni in atto sono solo una partita a poker: vincerà chi bluffa meglio e riuscirà a inchiappettare l’interlocutore).
     
    Questo dicevo stamattina, sintetizzando ciò che ora ho espresso per esteso. Non c’è nulla di personale, è una analisi oggettiva.

  26. 38
    Matteo says:

    “diritti individuali che si sono guadagnati”
    Ma cosa cavolo dici Alberto?
    Guarda che i diritti sono gentile concessione del Sabaudo Sovrano per grazia di Dio e volere della Nazione, mica se li può guadagnare l’umile volgo.
    E non esiste altra alternativa possibile!

  27. 37
    Alberto Benassi says:

    non si tratta di essere Insofferenti agli impegni comuni per partito preso.
    Ci sono persone, e sono tante,  che si alzano tutte le mattine all’alba e ritornato a notte facendosi il culo tutti i giorni. Queste persone,  magari  non sono eleganti come Draghi  e compagnia cantanate,  ma per tutta la loro vita si sono fatte il culo e hanno contribuito a far crescere questo paese e anche a pagare gli stipendi d’oro di gente come i vari Draghi che poi decretano la vita e la morte economica e civile di chi magari non sanno manco il nome.
    Questo caro sabaudo  Crovella è realtà.
    Se questa gente verrà ancora di più sacrificata per il così detto bene comune, che poi spesso e volentieri e solo quello di “qualcuno” , è il minimo che diventi insofferente al taglio di diritti individuali che si sono guadagnati.
    Ripeto guadagnati e non rubati.

  28. 36
    Antonio Arioti says:

    Conoscevo un certo Geri Steve che scriveva degli ottimi articoli sul coronovirus/covid. Qualcuno sa dirmi dove sia finito? No perché ho appena letto un articolo di un tale che si firma Geri Steve.. Credo sia un caso di omonimia.

  29. 35
    Carlo Crovella says:

    Intendo dire che il “cilicio” (concetto che Pasini ha intelligentemente collegato al vero Draghi) tendenzialmente non collima con la mentalità dominante nella popolazione italiana. 
     
    Il vero Draghi è un uomo di destra. Di destra storica, di destra di governo, di destra libelar-conservatrice, di destra elegante…, ma sempre di destra. Se potrà esprimersi veramente, metterà il cilicio a tutti gli italiani, a me come a tutti gli altri. Ci farà piangere, inutile nascondercelo. La differenza è che chi (come me) è portato a saper accettare di sacrificare ulteriormente i diritti e gli interessi individuali, piangerà ma “ne vede un senso”. Chi invece è insofferente, come emerge da moltissimi dei vostri commenti (non solo su questo tema, ma in generale), patirà doppiamente, perché patirà anche sul piano emotivo-ideologico. E’ cronaca, basta osservare. Ciao!

  30. 34
    Alberto Benassi says:

    Se continuate a sbandierare i diritti dei singoli ponendoli innanzi a tutto, i primi che non vogliono davvero salvare lì’Italia sono quelli come voi.

    QUELLI COME VOI!!
    eccolo l’integerrimo perfetto cittadino italiano che giustamente spara sentenze su tutti noi parassiti, succhiatori e  fancazzisti, che abbiamo ridotto allo sfascio l’Italia.
    Ma come ti permetti!!
    Poi t’incazzi con Cominetti che si prende confidenze.  Mentre te , ti permetti di giudicare generalizzando, sparando a zero  su persone che non conosci. Persone che si fanno il culo dalla mattina alla sera, tra mille problemi. Persone che non hanno voce, che subiscono e basta. Persone che di sacrifici sono una vita che ne fanno.
     

  31. 33
    Carlo Crovella says:

    Le ulteriori dichiarazioni dei politici di ieri sera consolidano la mia sensazione che per varare il governo Draghi dovrà “inserirsi” in una maggioranza che di fatto è la stessa del governo Conte 2 (Renzi compreso!) più Forza Italia. Di conseguenza Il governo Draghi, con tali caretteristiche, non sarà altro che un governo Conte Ter con l’imbellettamento del nome del premier. Un gioco delle tre carte: gettano fumo in faccia a tutti, ma sarà sempre la stessa cosa. Premesso che io stento a credere che Draghi accetterà una situazione del genere, ma magari le cose non saranno chiarissime e ci cascherà anche lui, salvo accorgersi, cammin facendo, che i politici lo “manovrano” a monte.
     
    Se davvero finirà così (cioè Draghi uguale Conte Ter), Draghi non  riuscirà a salvare l’Italia. Per salvare il Paese, occorre un governo ferreo e coriaceo. Ma un “vero” governo Draghi non può che comportare sacrifici per i cittadini, non perché Draghi sia un cattivone, ma perché se davvero si vuole salvare il Paese, occorre la striglia. Più che sacrifici economici in senso stretto, saranno sacrifici che incideranno sulla vita di tutti i giorni, anche in risvolti spiccioli come le libetà individuali e relativi diritti. Se continuate a sbandierare i diritti dei singoli ponendoli innanzi a tutto, i primi che non vogliono davvero salvare lì’Italia sono quelli come voi. Allora inutile “chiamare” Draghi al governo: ci puoi mettere anche lo Spirito Santo al governo, ma se non cambia la “mentalità” e l’ordine di priorità, il minestrone resta lo stesso. Cioè “inguaribile”. Il vero cambio di passo non è nel nome di chi guida il governo, ma nella mentalità prevalente fra la popolazione. Sarete capaci a cambiare? Io temo di no e quindi sarà inevitabile affondare ancor di più.
     
    Sono curioso di vedere come saprà giocarsela Draghi. Le consultazioni che sta tenendo sono un gioco di nervi con sorrisini e salamelecchi in faccia e voglia di inchiappettare (l’altro) nello spèirito. Riuscirà Draghi a inchiappettare la precedenza maggioranza, facendole credere che saranno loro a manovrare lui mentre invece lui manovrerà loro? Oppure prevarranno i partiti della maggioraza che oggi “santificano” Draghi, ma in cuor loro stanno già pensando come manovrarlo da domani in poi?
     
    Se non fossi che, sulla barca Italia, ci sono anche io, stare ad osservare questa partita è molto eccitante. La partita, al momento, ha esito incerto (fra i due, chi inchiapperà chi?). Staremo a vedere. Buona giornata tutti

  32. 32
    lorenzo merlo says:

    Non siamo permanenti. Le circostanze – per dire le innumerevoli spinte e trazioni che subiamo in ogni momento – ci inducono a posizioni impermanenti. Chi più chi meno. Chi per un periodo e poi meno. Chi spesso e qualche volta no. Eccetera. L’oscillazione è la sola permanenza.
     
    Avere da difendere qualcosa (identificarsi col proprio io, con ideologie) implica l’apertura a circostanze in cui ci si allontana dal proprio standard.
     
    In quelle circostanze siamo più dominati da spinte e trazioni (emozioni) di quanto mediamente non si sia noi a dominarle. In quelle circostanze si possono occupare proprio i ruoli che in altre critichiamo.
     
    Dunque nulla di male per qualsivoglia peccato.
     
    Tuttavia identificarsi in qualcosa e, solo per questo, credere di non contraddire mai l’identificazione stessa, credere di essere al riparo defintivamente da quanto si critica, è un peccato che solo l’interessato può emendare.

  33. 31
    Alberto Benassi says:

    Ora però domando: voi siete pronti per il “vero” Draghi? Temo di no.

    e quale sarebbe il vero Draghi? il tecnocrate che taglierà i miei diritti, che non sono quelli di non rispettare le leggi e gli impegni di cittadino. Ma sono quelli che credo di essermi conquistato in decenni di lavoro, di tasse pagate e di impegni che sono giovati alla comunità tutta.
    Lui, Draghi che sacrifici ha fatto, a cosa a rinunciato  per la comunità? Lui ai suoi diritti ci rinuncia?

  34. 30
    Fabio Bertoncelli says:

    Alberto, sono d’accordissimo. Anzi, per certa gentaglia applicherei il saggio detto di una volta: A brigante, brigante e mezzo”. 

  35. 29
    Carlo Crovella says:

    Analizzando le prime agenzie sulle dichiarazioni politiche odierne, aggiungo un secondo interrogativo a quello segnalato stamattiva (ovvero se Draghi avrà davvero i numeri in parlamento).
     
    Il secondo interrogativo e questo: Draghi premier sarà davvero il Draghi che immagiiiamo(tecnocrate, freddo, implacabile…) o invece sarà un premier “politico”?
     
    Ovvero Draghi sarà davvero il “commissario” d’Italia (=governo tecnico) che entra col machete nei mali italiani, svellendo alla radice gli stessi mali, ma anche toccando profondamente le connesse “rendite di posizione”  che non sono solo renditevfinanziarie in senso stretto???
     
    Oppure Draghi, per avere i voti in parlamento, alla fine diventerà il premier di una maggioranza parlamentare che, oggi come oggi, sarà prevedibilmente la maggioranza del precedente governo più Forza Italia???
    L’interrogativo è il vero architrave dell’attuale situazione. Se l’obiettivo  concreto coinciderà davvero con quello annunciato (=salvare il Paese), allora è necessario un governo simil-dittatoriale che abbia davvero mano libera nell’agire, contro tutto e contro tutti (es: da un lato patrimoniale ai ricchi e dall’altro innalzamento dell’età pensionabile, ho fatto due esempi fra i tanti). Ma questo non piace al mondo politico e, a tendere, non piacerà neppure ai cittadini (=più tasse, meno libertà, più obblighi, meno diritti….).
     
    Se invece il governo Draghi alla fine sarà un governo politico (con Draghi manovrato a monte dai partiti della maggioranza), allora non cambierebbe nulla rispetto all’abortito governo Conte Ter. Ma in tal caso un governo Draghi politico non sanera’ i profondi problemi italiani. Tutti tireranno un sospiro di sollievo (i politici, ma a tendere anche i cittadini…), ma non cambierà nulla: in tal caso Draghi o non Draghi, proseguirà il trend di affossamento del sistema paese.
    A me il “vero” Draghi (=commissario   d’Italia) piace molto e  auspico che possa agire secondo la sua ideologia.
    Ora però domando: voi siete pronti per il “vero” Draghi? Temo di no.
     

  36. 28
    Alberto Benassi says:

    Fabio concordo con te sulla descrizione che fai di Roberto. Una persona tollerante, che ascolta e si mette in discussione.
    Ma, a volte, si deve anche gridare, urlare. Perchè c’è sempre chi fa finta di non sentire.
    E chi sta dalla parte della giustizia, non la legge, la giustizia, per le “guida di dolore” credo debba fare da megafono.

  37. 27
    Fabio Bertoncelli says:

    Lorenzo, ovviamente tutti noi sappiamo che Roberto NON è fascista. Non ha nera nemmeno l’unghia dell’alluce, a meno che – beninteso – non ci abbia messo lo zampino una qualche botta contro un masso durante il suo ultimo giro in montagna.
    … … …
    Dobbiamo usare le parole col loro significato proprio, altrimenti chi ci legge può equivocare. Forse tu intendevi dire che è intollerante? autoritario? Ma non è nemmeno questo!
     
    Riassumendo:
    Roberto fascista? Certamente no!
    Roberto comunista? No! 
    Roberto ex comunista? Lui dice che lo fu, ma io avrei  dubbi… Ammesso che lo sia stato davvero, con ogni probabilità fu un comunista ingenuo e idealista. Lo fu pure mio nonno materno, picchiato dalle squadracce fasciste; rammento ancora i suoi due o tre denti d’oro, in sostituzione di quelli che aveva perduto per le botte.
    A mio giudizio il Roberto del blog è una persona equilibrata, corretta, giusta, tollerante, disponibile al confronto, di princípi democratici e di orientamento socialista. Diciamo che forse si avvicina al socialismo democratico come lo si intende in Svezia.
    Su alcuni punti io la penso in modo differente da lui, come è naturale che sia, ma nelle cose davvero importanti – quelle che riguardano il mondo, la società, l’essere umano, i doveri morali e i diritti – io e lui la pensiamo nell’identico modo.
    … … …
    Sono sempre stato convinto che se le persone del popolo – i cittadini – potessero discutere dei singoli concreti problemi della vita – e non di ideologie politiche – troverebbero un accordo nella maggioranza dei casi. E tutti vivremmo meglio.

  38. 26
    Alberto Benassi says:

    “Fascisti carogne tornate nelle fogne”
    Si può dire.
    Anzi Roberto, bisogna tornare a gridarlo…a proposito di “grida di dolore”.

  39. 25
    lorenzo merlo says:

    Prenditela con te stesso. Il testo era tuo.

  40. 24
    Roberto Pasini says:

    Vedi Caro Merlo, tu hai consapevolmente toccato una ferita e un lascito importante. Una volta si chiamavano provocazioni. E adesso ti becchi il mio grido, non di dolore ma di sdegno incazzato. Mi scusino gli amici del blog se approfitto dello spazio e smettano di leggere oltre, con umana pietà. Anche gli stoici scientisti hanno un’animula vagula blandula (Adriano mi scusi l’indegno accostamento). Mi hai dato un’idea, in quest’epoca di revisionismo storico. Se sarà possibile, il 25 aprile, come ogni anno, salirò in valle, ma questa volta chiederò al sindaco del paese dove si trova la tomba della Brigata a cui appartenevano i miei parenti e gli proporrò di cambiare la scritta : non più patrioti uccisi dal piombo fascista ma camerati inconsapevoli uccisi per sbaglio dagli amici della X Mas. Se a 20 anni, nel 68/69, qualcuno avesse dato a quelli come me del fascista, malgrado le raccomandazioni dei capi di non reagire alle provocazioni, avremmo risposto con metodi meno eleganti dell’ironia , magari cantando quell’allegro e spensierato ritornello che allora intonavamo con gioia e vigore giovanile “Fascisti……tornate…( accidenti non mi ricordo più dove diceva di tornare..forse in discoteca ? ah l’età). Il tempo è passato fuori ma non dentro. Punto e chiuso per me. 

  41. 23
    lorenzo merlo says:

    Sapevo.

  42. 22
    Roberto Pasini says:

    Merlo. Fascista? La prendo come una simpatica battuta, chissà forse io e la mia famiglia lo siamo sempre stati senza saperlo e alcuni sono morti fucilati senza neppure rendersi conto che per un equivoco stavano dalla parte sbagliata del plotone di esecuzione. Quando li rincontrerò glielo racconterò e ci faremo tutti insieme quattro simpatiche risate. Saluti. 

  43. 21
    lorenzo merlo says:

    E mi sono censurato “fascista” dopo averti letto.

  44. 20
    Roberto Pasini says:

    Caro Alessandro, io non butto mai nulla nel cesso: una patologica curiosità mi impedisce di farlo. I feedback e i click non servono ad inseguire il consenso ma , se disinteressati,  servono semplicimente a dare un’informazione di ritorno. Poi uno ne fa quello che vuole. Ovviamente non condivido la tua analisi. Mi dispiace.  Non c’è l’ho con le grida di dolore, anche se non è la mia modalità preferita di reagire alle ingiustizie del mondo e non preferisco le analisi dettagliate, anche se vengo da una dura scuola. Semplicemente mi fanno male le orecchie a sentir gridare sempre nella stessa direzione e sono allergico, come altri, a certe espressioni come congiura massonica. Putroppo le parole pesano più delle pietre e sono uno specchio dell’anima. Debolezza di cuore e di spirito? Forse. Comunque libertà per tutti e  vorrei dire al caro Merlo che se per benpensante intende conservatore e bigotto, francamente sarebbe la prima volta che me lo dicono, ma c’e sempre una prima volta. Con stima&amicizia.

  45. 19
    Alberto Benassi says:

    penso che la risposta di Gogna sia giusta e molto sensata.  Il blog è pluralista , c’è spazio per tutti.
    Quanto alle domande su Renzi, me le sono fatte già prima che uscisse questo pezzo. E  mi sono anche dato delle risposte che saranno anche sbagliate.
    Ma non credo che Renzi sia così cretino come dicono, che no sappia quello che fa.
    Quanto ai complotti, sicuramente qualcuno ci sguazza. Ma non si può negare che il mondo ne è pieno. E in Italia di sicuro non mancano.
     

  46. 18
    GognaBlog says:

    Per il commento 16 (Pasini) e per altri similari. Non avevo dubbi che tu, caro Roberto, avresti buttato nel cesso questo post. Beh, devi però prendere atto che l’urlo disperato di chi emette “grida di dolore sui mali del mondo e sulla cattiveria dei regnanti, sempre più cupa, angosciosa e angosciante, illuminata a tratti da sogni di rivolta, di redenzione, di palingenesi illusoria, rancorosa, senza gioia e piena di rimpianti per un’isola che non c’è e non c’è mai stata” è senz’altro più degno di attenzione della monotonia dei telegiornali che di rassicurante purtroppo hanno solo la noia.

    Non sto difendendo le tesi urlate del complotto massonico, mi prendo a cuore la disperazione di chi non trova affatto motivo di rallegrarsi se il potere va alle banche. Indipendentemente dalle “capacità” e dalla “serietà” di chi lo aveva prima. E’ questa disperazione che m’interessa, e basta.

    Dovrei farmi delle domande sulla qualità del dibattito su GognaBlog piuttosto che su Totem&Tabù? Se dovessi prendere le mie decisioni sulla base della “qualità” del dibattito, ci sono giorni in cui l’unica soluzione sarebbe quella di chiudere baracca e burattini, magari “buttare tutto nel cesso”. Se c’è una cosa di cui, per fortuna e per scelta, posso dire di fregarmene alla grande è proprio la quantità di clic e di commenti. Se ci sono mi fa piacere, anche se la maggioranza di essi è negativa; ma, se non ci sono, tiro diritto ugualmente. Totem&Tabù è così: un giorno pubblica su Cortina un articolo che sembra promosso dalla Confindustria e due giorni dopo pubblica l’articolo di Luigi Casanova che spara a zero su tutto ciò che riguarda i Mondiali.

    Proprio perché, come giustamente dici, ognuno è (o dovrebbe essere) arbitro del suo destino, continuerò sulla strada di pubblicare urla che possono apparire scomposte accanto a ponderati saggi “costruttivi”. E che ognuno decida e sia arbitro del proprio destino.

     

  47. 17
    lorenzo merlo says:

    Per quello chiedevo un esempio di pezzo a doppio – ma anche a pluri – senso.

  48. 16
    Roberto Pasini says:

    Disclaimer: questo intervento è l’ultimo qui ed è quello che direi in un Focus Group di lettori su questa parte del blog. Gratis. Poi uno ne fa quello che vuole ed è assolutamente legittimo buttarlo nel cesso. “Doppio senso” ? Almeno !  Ho detto “senso unico”. Una serie di grida di dolore sui mali del mondo e sulla cattiveria dei regnanti, sempre più cupa, angosciosa e angosciante, illuminata a tratti da sogni di rivolta, di redenzione, di palingenesi illusoria, rancorosa, senza gioia e piena di rimpianti per un’isola che non c’è e non c’è mai stata. La Redazione dovrebbe anche farsi una domanda: coma mai il dibattito da inizio d’anno si è inaridito da questa parte mentre fiorisce sempre ricco e vivace in Gogna Blog (basta guardare i numeri)? Fatevi una domanda e datevi una risposta diceva quel tale e poi ognuno è arbitro del suo destino. Saluti.

  49. 15
    lorenzo merlo says:

    Puoi definire “pezzo estremo”?
    Puoi citare pezzi a “doppio senso”?
    Merxi

  50. 14
    Roberto Pasini says:

    Per Benassi. Alberto tentare di rispondere alle tue domande sarebbe un vero azzardo soggettivo. Una cosa è certa. Ognuno giustamente spende il suo tempo come vuole. Io personalmente guardo Dagospia, ma non confondo il gossip con il giornalismo investigativo. Poi mi diverte perché parla anche molto di porcellate con immagini e pezzi intriganti. Sicuramente gran parte di ciò che esce ultimamente su Totem e Tabu’ non è giornalismo investigativo. È un’altra cosa, che trovo sempre più cupa anche nella parte iconografica che accompagna i pezzi più estremi e a senso unico. Ma va bene così. Ogni redazione fa le sue scelte, come i lettori. Io mi annoio e non trovo più valore aggiunto. Preferisco divertirmi col gossip e acquisire informazioni non dai TG ma dal giornalismo investigativo. Sono intervenuto solo perché onorato da una lunga citazione e sono un po’ permaloso e suscettibile. Ma sono in buona compagnia. È la trasformazione senile dell’aggressività testosteronica. Saluti.

  51. 13
    Alberto Benassi says:

    Interpretare ciò che accade ad esempio oggi in Italia con la caduta del governo ad opera del toscano Renzi

    ma perchè Renzi avrà fatto cadere il governo?
    Perchè è un’imbecille come molti gli gridano?
    Perchè il governo era fatto di inetti e lui si è preoccupato dell’Italia?
    Perchè aveva paura del successo pubblico di Conte? Quindi solo per interesse personale.
    E’ tutta farina del suo sacco?

  52. 12

    Il governo Draghi rappresenta il commissariamento del nostro paese da parte del potere economico e finanziario italiano ed europeo non solo il governo del Presidente che chiede la fiducia su questa nomina. Secondo la nostra Costituzione ancora vigente la fiducia la danno le Camere e non la Borsa. Si dice che questo sarà un governo “tecnico”, “istituzionale”, e tecnico viene spacciato per sinonimo di competente e neutrale. Draghi è tutt’altro che neutrale, è l’uomo degli interessi delle grandi imprese, delle banche e della finanza italiana ed europea. Il suo compito è quello di gestire direttamente la valanga di miliardi del Recovery Fund e organizzare una nuova fase di privatizzazioni e austerità ai danni delle classi popolari.
    Se poi è anche massone, non è questa una novità significativa quando un presidente massone record di durata come capo di governo ce lo siamo tenuto per quattro governi,

  53. 11
    lorenzo merlo says:

    O più semplicemente il dito e la luna.
    Come nessun cosiddetto negazionista nega l’olocausto, così nessun cosiddetto complottista si accontenta del tg.
     

  54. 10
    Fabio Bertoncelli says:

    Per favore, scrivete quel che volete, ma non di «complotto massonico». Mi ricorda il Duce quando si scagliava contro le «demoplutocrazie giudaico-massoniche».
    Altrimenti io, sulla falsariga, vi “dimostrerò” che l’uomo non è mai andato sulla Luna, che l’Olocausto non è mai avvenuto, che le scie chimiche ci manipolano il cervello, ecc. ecc. E magari vi illuminerò pure sull’invasione degli Ultracorpi, che, piano piano, si stanno impadronendo del mondo.

  55. 9
    Roberto Pasini says:

    Da sempre gli eventi di cronaca e di storia, anche di portata minore ( persino i dibattiti che avvengono su questo blog) hanno un aspetto pubblico, ciò che avviene sul palcoscenico, e un aspetto privato, ciò che avviene dietro le quinte, relazioni e rapporti tra persone e gruppi. È una dialettica normale che durante lo svolgersi dei fatti rimane confinata nella dimensione della chiacchiera, dell’ipotesi, della confidenza e del pettegolezzo. Poi, a posteriori, gli storici nel corso del tempo ricostruiscono questa complessità e questa trama andando ad esaminare le fonti non ufficiali e meno accessibili durante la contemporaneità. Alcuni tendono a colorare questa dinamica pubblico-privato, ufficiale-non ufficiale in chiave di complotto, di manipolazione, di inganno e la assumono come uno schema interpretativo autentico che svelerebbe la vera natura occulta di ciò che accade sul palcoscenico. È una visione delle dinamiche storiche e sociali che prende spunto da dati di realtà innegabili, come il ruolo dei gruppi di interesse e di potere, ma che li enfatizza eccessivamente come fattore chiave di spiegazione ma soprattutto gli attribuisce una connotazione oscura, a volte quasi persino persecutoria. Questo approccio ha una forte attrattiva sul pubblico perché fa leva, nella sua versione pettegolezzo sulla curiosità (vedi successo di Dagospia, 4 milioni di pagine lette quotidianamente) e nella sua versione persecutoria sulla diffusione di tendenze paranoiche in società complesse dove le persone hanno la sensazione di avere perso il controllo sulla lora vita (vedi il successo dei vari siti complottisti). In questo campo quello del complotto plutocratico-massonico ( con l’aggiunta di sionista, oggi sicuramente un po’ censurata per ragioni note) è da sempre uno dei più popolari. Da giovane avevo un amico gesuita al Centro San Fedele che mi presentò un suo confratello che interpretava tutta la storia degli ultimi tre secoli come conflitto tra la Chiesa e la Massoneria. Se si conoscono un po’ certi ambienti toscani, romani, sardi e soprattutto bancari, in particolare di influenza londinese e scozzese, sicuramente non si può non vedere un ruolo di reti di relazioni e aggregazioni che si rifanno figurativamente a tradizioni massoniche ma che in realtà sono gruppi aggregati intorno ad intressi molto concreti. Interpretare ciò che accade ad esempio oggi in Italia con la caduta del governo ad opera del toscano Renzi e la nomina del romano-anglosassone-banchiere Draghi in questa chiave è una semplificazione e un esempio di “riduzionismo storico” che può funzionare come propaganda ma non come strumento di comprensione della crisi di sistema che dura ormai dagli anni 90. Purtroppo, lo sappiamo bene, reggere la complessità non è facile, è un 7a strapiombante per la nostra mente e rischiede un certo allenamento continuo che costa fatica e scalda poco i cuori. Verde è l’albero della vita, grigio l’albero del sapere ( e si ottengono meno click). 

  56. 8
    Carlo Crovella says:

    In ogni caso, al momento, ci andrei ancora molto cauto a dare assolutamente per scontato che Draghi si installerà a Palazzo Chigi. Infatti deve fare i conti con i numeri di questo Parlamento e i giochi sono tutt”altro che chiari, sia come risultato sia come condizionamento sul programma  dell’eventuale Governo Draghi.
    Dalla mia odierna lettura della rassegna stampa, fornisco due contributi di pensiero su questo risvolto specifico:
     
    https://www.liberoquotidiano.it/video/liberotv/26093180/vittorio-feltri-mario-draghi-palazzo-chigi-numeri-non-tornano.html
     
    https://www.ilgiornale.it/news/politica/arriva-draghi-i-partiti-vanno-nel-pallone-1921445.html

  57. 7
    Andrea Parmeggiani says:

    @Crovella
    Sante parole!

  58. 6
    Carlo Crovella says:

    Arrivano i “cattivi” solo perché i cosiddetti “buoni”  sono stati degli incapaci totali. Dai primi anni ’80 in avanti. Ora è la fisiologica conclusione di un trend 40ennale. Con una classe politica di alto profilo non ci sarebbero state le condizioni per questo (“presunto”) golpe. Scrivo “presunto” perché, da un punto di vista costituzionale, parlare di golpe è impreciso, in quanto tutto avviene all’interno delle regole scritte. Senza violare il regolamento in essere, ha vinto una squadra non solo perché è stata più brava, ma anche perché l’altra ha giocato malissimo. Vedremo come se la caveranno i nuovi…

  59. 5
    Matteo says:

    Potenza dell’imbonimento e della colonizzazione propagandistica dell’immaginario.
    Il fatto che il rinascimento islamico sia rappresentato dall’uccisione e segatura in pezzi del giornalista oppositore Al Khashoggi.”, anziché renderlo antitetico, lo apparenta ancor più strettamente al Rinascimento Italiano (se solo si fosse stati svegli al liceo!)

  60. 4
    lorenzo merlo says:

    I particolari interessano sempre chi guarda il dito e non la luna (creazione populista, naturalmente).
    Propongo di abbandonare “populista” e passare a “negazionista”, della luna, naturalmente.
    NB: Niente paura, per il terrapiattismo e il ciarlantanismo c’è sempre spazio nello scatolone negazionista.

  61. 3
    Giacomo Govi says:

    “E’ stato benedetto dalla Goldman Sachs dentro la quale ha orchestrato la truffa dei derivati con cui ha nascosto i debiti della Grecia per farla entrare in Europa.”
     Rischierebbe una denuncia per diffamazione, se non fosse palesemente un delirio senza ne’ capo ne coda… Imbarazzante per  chiunque con uno straccio di istruzione. Il Gogna Blog prosegue nella sua linea populista, disseminando le falsita’ piu’ disparate…

  62. 2
    Alberto Benassi says:

    come Pasini ha detto: meglio farsi sodomizzare da professionisti.
    Magari,  loro,  prima te lo ungono….

  63. 1
    lorenzo merlo says:

    E tutto questo senza contare la politica della Nato, che vede l’Italia ulteriormente servitrice e dipendente. A breve il deposito di nuovi ordigni nucreari sul nostro territorio di loro sovranità militare.
    Per fortuna c’è sempre qualcuno di buon senso che sa come rimediare a tanto stupido complottismo.
    “… riprendo un approccio professionale. Draghi dal punto di vista delle competenze è la scelta giusta per gestire il problema del Recovery. Non è Monti e non è la Fornero, la cui base è sempre stata prevalentemente accademica. È sempre stato un economista a contatto con il mondo politico e ha sempre avuto ruoli a forte connotazione politica e per di più di carattere internazionale: dalla Banca mondiale alla Banca d’Italia, alla Bce”.
    “smart […] band […] front man […] ecommerce […] è sempre gradevole scambiare due chiacchere virtuali, qui al Gogna Bar”.

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