La Linea Sacra di San Michele
(un viaggio tra storia, leggenda e fede)
a cura della Redazione di santarcangelofiere.it
(pubblicato su santarcangelofiere.it il 31 agosto 2025)
La figura di San Michele Arcangelo, il guerriero celeste, ha affascinato l’immaginario religioso e culturale per secoli, diventando un simbolo di forza, protezione e vittoria sul male. Il culto di San Michele si è diffuso a partire dai primi secoli del cristianesimo, diventando uno dei santi più venerati in Europa.
San Michele Arcangelo: il guerriero di Dio
San Michele è una figura chiave nelle tradizioni religiose abramitiche, incluse cristianesimo, ebraismo e islam. Nell’Apocalisse, San Michele guida gli eserciti celesti contro le forze del male, rappresentate da Lucifero e gli angeli ribelli. È considerato il difensore della fede e il protettore contro Satana, con un ruolo centrale come custode delle anime durante il Giudizio Universale.

Il suo nome, che dall’ebraico מִיכָאֵל (Mikha’el) significa “Chi è come Dio?”, rappresenta un’esclamazione di sfida contro l’orgoglio di Lucifero, che osò mettersi al pari di Dio. Non sorprende che il culto di San Michele sia stato associato a luoghi strategici o di confine, come montagne e grotte, simboli di protezione e dominio spirituale.
Il culto di San Michele si diffuse in Europa soprattutto durante il Medioevo, epoca in cui i popoli avevano un profondo bisogno di protezione spirituale contro le calamità, le invasioni e le malattie.
Oltre alla sua rilevanza spirituale, esiste un misterioso fenomeno legato a questo culto: la cosiddetta Linea Sacra di San Michele, una linea immaginaria che collega sette importanti santuari dedicati all’Arcangelo, che si estende dall’Irlanda fino a Israele.
La Linea Sacra di San Michele
Un mistero avvolge sette dei principali santuari dedicati a San Michele: essi si trovano allineati lungo una retta che attraversa l’Europa e il Mediterraneo, un fenomeno che ha suscitato curiosità e speculazioni per secoli. La linea, lunga migliaia di chilometri, parte dall’Irlanda, passa per l’Inghilterra, la Francia, l’Italia, la Grecia e finisce a Israele.
La linea perfetta che collega questi santuari è stata oggetto di numerose interpretazioni. Alcuni studiosi suggeriscono che sia una semplice coincidenza, dovuta al fatto che questi luoghi erano già siti sacri di culto pagano prima di essere cristianizzati e trasformati in luoghi dedicati a San Michele.
Altri, invece, vedono un legame più profondo e spirituale. Secondo una teoria esoterica, la linea rappresenterebbe la spada di San Michele che, con un colpo, avrebbe sconfitto il male sulla Terra.
Curiosamente, la linea sacra è perfettamente allineata con il tramonto del sole durante il solstizio estivo, suggerendo che potrebbe esserci stato un intento astronomico dietro la scelta dei siti.
Il pellegrinaggio dei santuari: un cammino a tappe
Per chi desidera ripercorrere fisicamente la misteriosa Linea Sacra di San Michele, è possibile intraprendere un pellegrinaggio che tocca le principali località dove sorgono i santuari e i monasteri dedicati all’Arcangelo. Questo cammino si estende dall’Irlanda fino a Israele, attraversando suggestivi paesaggi e città ricche di storia e spiritualità. Un itinerario a tappe per chi vuole esplorare questi luoghi straordinari, partendo dal nord Europa fino al cuore del Medio Oriente.
- Skellig Michael (Irlanda) La prima tappa del cammino si trova sulla costa occidentale dell’Irlanda, sull’isola rocciosa di Skellig Michael. Questo antico monastero, fondato nel VI secolo, è accessibile solo via mare con un viaggio che parte dal porto di Portmagee e dura circa un’ora. Una volta sbarcati, si deve affrontare una ripida salita di oltre 600 gradini per raggiungere le celle monastiche. Un’esperienza remota e selvaggia che regala un profondo senso di isolamento spirituale.
- St Michael’s Mount (Inghilterra) A circa 600 km a sud-est, lungo le coste della Cornovaglia, si trova la seconda tappa, St Michael’s Mount. Simile al più famoso Mont-Saint-Michel in Francia, quest’isola è collegata alla terraferma da un passaggio pedonale che si può percorrere solo con la bassa marea. Il monastero sorge su una rocca che domina l’oceano, un luogo di grande potenza visiva e spirituale. La distanza da Skellig Michael è notevole, ma può essere coperta con voli interni o tragitti in treno e auto.
- Mont-Saint-Michel (Francia) A circa 500 km a sud-est di St Michael’s Mount, attraversando il canale della Manica, si arriva a Mont-Saint-Michel in Normandia. Questa abbazia medievale, che sorge su un isolotto roccioso circondato dalle maree, è una delle destinazioni più iconiche del mondo. Mont-Saint-Michel è raggiungibile dalla terraferma tramite una strada rialzata. Conosciuto per la sua architettura imponente e la bellezza del paesaggio circostante, il luogo è una tappa fondamentale per ogni pellegrino.
- Sacra di San Michele (Italia) Proseguendo il viaggio verso sud-est, dopo circa 1.100 km si giunge alla Sacra di San Michele, nelle Alpi piemontesi in Italia. Questo straordinario complesso monastico sorge su un’altura a 962 metri di altitudine, dominando la Val di Susa. Costruita nel X secolo, la Sacra è uno dei più importanti simboli del culto di San Michele in Italia. Il sito è raggiungibile attraverso un’escursione dalla vicina città di Avigliana o in auto lungo una strada panoramica.
- Santuario di San Michele sul Gargano (Italia) Scendendo lungo la penisola italiana, dopo circa 900 km si arriva al Santuario di San Michele sul Gargano, in Puglia. Questo luogo è famoso per le apparizioni dell’Arcangelo che, secondo la leggenda, si sono verificate nella grotta dove è stato eretto il santuario. Riconosciuto come uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio in Europa, la sua grotta sacra è intrisa di misticismo e silenzio.
- Monastero di San Michele, Symi (Grecia) Proseguendo verso l’Oriente, dopo un viaggio di circa 1.200 km attraverso il Mar Adriatico e l’Egeo, si raggiunge la pittoresca isola di Symi in Grecia. Qui, il Monastero di San Michele si trova in una posizione incantevole sulla costa. Costruito su una scogliera a picco sul mare, è uno dei luoghi più suggestivi e panoramici di questo itinerario. Il monastero è ancora attivo e rappresenta un importante centro spirituale per la comunità locale.
- Monte Carmelo (Israele) L’ultima tappa del pellegrinaggio si trova a circa 1.500 km più a sud-est, in Israele, sul Monte Carmelo. Questo monte è stato venerato come luogo sacro fin dai tempi antichi ed è associato a vari eventi biblici. Qui sorge il Monastero di Stella Maris, dedicato a San Michele, a pochi chilometri dalla città di Haifa. Raggiungere questo luogo segna la conclusione di un cammino spirituale che attraversa millenni di storia e fede.
Le distanze tra queste tappe sono notevoli, ma ognuna di esse offre un’esperienza unica, che unisce la devozione alla scoperta di luoghi incantevoli. Chi intraprende questo cammino, oltre a vivere un pellegrinaggio spirituale, ha l’opportunità di attraversare territori di straordinaria bellezza naturale e ricchezza storica.
San Michele a Santarcangelo di Romagna: fede e tradizione locale
Anche Santarcangelo di Romagna ha un profondo legame con San Michele Arcangelo, che è il patrono della città a cui è intitolata l’omonima fiera. Ogni anno, il 29 settembre, la comunità celebra la festività di San Michele con eventi religiosi, culturali e popolari, rendendo omaggio all’Arcangelo protettore.
Nel cuore del borgo si trova la Collegiata di San Michele Arcangelo, una chiesa barocca del XVIII secolo. La chiesa è il principale luogo di culto di Santarcangelo, con una splendida facciata e interni riccamente decorati, mentre La pieve di San Michele Arcangelo è una pieve bizantina risalente al VI secolo, situata a circa 1 km a sud dal centro abitato, ed è considerata la chiesa più antica del riminese ancora esistente. La Porta di San Michele era l’ingresso principale alla città in epoca medioevale, le cui vestigia sono visibili nel sito archeologico di Piazza Balacchi, davanti all’ingresso dell’Osteria La Sangiovesa.
————————————————————————————————————————
I misteri
a cura della Redazione
I due Triangoli
La Linea Sacra di San Michele si sviluppa per un notevole tratto in corrispondenza del Triangolo della magia bianca e del Triangolo della magia nera. L’idea che Londra, San Francisco, Praga, Torino e Lione siano collegate da “linee” che formano triangoli esoterici nasce da una teoria simbolica molto diffusa nell’esoterismo europeo.
Il Triangolo della magia bianca collega Lione, Praga e Torino. Secondo la tradizione esoterica, Lione sarebbe centro di tradizioni iniziatiche e massoniche, Praga è legata ad alchimia, cabala e alla corte di Rodolfo II, mentre Torino è considerata città magica per simboli massonici, leggende sul Graal e presunte energie sotterranee.
Il Triangolo della magia nera collega Londra, San Francisco e Torino. Londra viene associata a società segrete e tradizioni occultistiche, San Francisco è collegata a movimenti esoterici moderni, Torino sarebbe il vertice “oscuro” in Europa.
I due triangoli hanno una parte in comune, un triangolo che ha come vertici Torino, Lione e il Monte Bianco.
Naturalmente i due triangoli, unitamente a quello ben più piccolo che creano assieme, non sono una realtà misurabile, perché non esistono prove storiche, geografiche o scientifiche di linee energetiche reali che colleghino queste città. L’idea si basa su simbolismo, coincidenze storiche, tradizioni occultistiche dell’800–900 e interpretazioni di “ley lines” (linee energetiche terrestri), concetto non riconosciuto dalla scienza.
Il termine Ley Lines è stato coniato dall’archeologo britannico Alfred Watkins nel 1921. Watkins osservò che molti siti antichi in Inghilterra erano allineati lungo traiettorie geometriche, suggerendo che le popolazioni preistoriche conoscessero un reticolo di percorsi sacri.
Le Ley Lines sono una sorta di griglia energetica immaginaria della Terra, che collega luoghi sacri o misteriosi, spesso usata in percorsi esoterici o racconti di magia e mistero.
I due triangoli che stiamo osservando non sono “perfetti”: a causa della curvatura terrestre e delle proiezioni cartografiche non risultano perfettamente equilateri né simmetrici. L’effetto “armonico” dipende molto dal tipo di mappa usata. Su una mappa piana sembrano regolari. Su un globo le proporzioni cambiano.
Torino è l’unica città che compare in entrambi i triangoli. Dunque, secondo la tradizione occultista, Torino sarebbe vertice del Triangolo della magia bianca con Lione e Praga e al tempo stesso vertice del Triangolo della magia nera con Londra e San Francisco.
È questo dettaglio che ha alimentato l’idea di città “in equilibrio tra luce e ombra”.
La città più magica
Torino ha fama esoterica da oltre un secolo. Questa reputazione nasce da un mix di storia, simboli, massoneria, architettura e leggende popolari. Ecco i motivi principali.
– Piazza Statuto è il “cuore oscuro”
Piazza Statuto è considerata il punto “oscuro” della città perché sorge dove in epoca romana si trovavano necropoli; ospita il Monumento al Traforo del Frejus, con statue interpretate come luciferine; è situata a ovest, direzione simbolicamente associata al tramonto e alle tenebre.
– Piazza Castello è il “cuore bianco”
Piazza Castello rappresenta invece il polo “luminoso” perché è il centro del potere sabaudo; è vicina al Duomo di Torino, che custodisce la Sacra Sindone (secondo la tradizione cristiana); è area ricca di simboli solari e armonie architettoniche.
– Simboli massonici e architettura
Nel XIX secolo Torino fu un importante centro massonico. Molti edifici presentano obelischi, stelle a cinque punte, figure geometriche simboliche e statue con significati allegorici. La città barocca, con le sue prospettive perfette e l’impianto romano a scacchiera, alimenta l’idea di una “geometria occulta”.
– La leggenda del Graal
Alcune tradizioni sostengono che il Sacro Graal possa essere passato o nascosto in Piemonte, anche per la presenza della Sindone. Non esistono prove storiche, ma il mito ha rafforzato l’aura misteriosa.
– Il fascio di luce della Chiesa di San Lorenzo
Il fenomeno avviene all’interno della cappella della Cappella dell’Immacolata nella chiesa situata in piazza Castello.
Secondo il racconto diffuso nelle visite guidate sulla Torino esoterica, l’illuminazione solare si verifica in concomitanza con gli equinozi (primavera e autunno), per un periodo che dura circa dieci giorni a cavallo delle date esatte, visibile per pochi minuti.
Gli oculi progettati dall’architetto Guarino Guarini rimangono oscuri per gran parte dell’anno, ma in tali date il sole colpisce direttamente un dipinto nascosto, solitamente raffigurante Dio Padre con il mondo in mano, conferendo un significato simbolico e barocco allo spazio sacro. Questo evento unisce l’architettura all’astronomia, evidenziando la maestria ingegneristica dell’epoca barocca nel creare “effetti speciali” legati alla luce naturale.
L’effetto è molto suggestivo, quasi teatrale. Il fascio di luce molto netto evidenzia una parte simbolica dello spazio sacro, mentre il resto della chiesa resta relativamente in ombra. E’ un raro esempio di come la luce solare sia utilizzata in architettura per creare un momento di profonda spiritualità e meraviglia
– Il cinema esoterico
Torino è stata la capitale del cinema muto italiano e ambientazione di film esoterici come Il gatto a nove code (1971), Profondo rosso (1975), Suspiria (1977), Inferno (1980), tutti di Dario Argento, ma anche La Donna della Domenica di Luigi Comencini (tratto dall’omonimo libro di Carlo Fruttero e Franco Lucentini) e l’originale televisivo A che punto è la notte (anch’esso tratto dal libro Custos quid noctis? di Fruttero e Lucentini).
Queste atmosfere “gotiche” e misteriche hanno consolidato l’immaginario “magico” della città.
– Cinema Statuto
La tragedia del Cinema Statuto fu uno dei più gravi disastri avvenuti in un cinema italiano. Il 13 febbraio 1983, al Cinema Statuto (vicinissimo a piazza Statuto) mentre si proiettava il film La capra scoppiò un incendio nella sala.
Il fuoco si diffuse rapidamente e il locale si riempì di fumo tossico. Molti spettatori non riuscirono a fuggire perché alcune uscite di sicurezza erano chiuse o bloccate e il fumo aveva reso difficile orientarsi. Vi morirono 64 persone, la maggior parte intossicate dal fumo. La tragedia colpì in profondità chiunque, ma ancora di più chi prestava attenzione alla leggenda di piazza Statuto.
Visita ai luoghi magici di Torino
E’ proponibile un itinerario a piedi nel cuore di Torino, tra simboli, leggende e misteri. È un percorso circolare (circa 2,5 km) che si può fare in 2–3 ore con calma. Nell’ordine:
Piazza Statuto – Il “cuore oscuro”
Secondo la leggenda, sotto la piazza si troverebbe uno dei “punti energetici” più intensi della città. Essenziale è il Monumento al Traforo del Cenisio-Frejus, con i Titani schiacciati e il Genio Alato, dove questo interpreta un Lucifero nascosto, simbolo dei misteri della città. L’atmosfera ideale è al tramonto con le luci della piazza. Alcuni appassionati raccontano che di notte le statue sembrano muoversi tra le ombre, un effetto amplificato dalle luci dei lampioni.
Via Garibaldi – L’asse romano nascosto
È l’antico decumano massimo romano (“Decumano” è la strada principale delle città romane, tracciata in direzione est-ovest, NdR). Via Garibaldi segue perfettamente l’impianto geometrico di epoca romana, collega simbolicamente il mondo “dei morti” (zona ovest) al centro del potere ed è vicina alla Porta Palatina, una delle porte romane meglio conservate d’Europa.
La precisione geometrica alimenta l’idea di una città “progettata con intenti simbolici”.
Piazza Castello – Il cuore “bianco”
E’ il centro politico e simbolico della città. Vi si trovano il Palazzo Madama, ilPalazzo Reale e il Duomo di Torino, dove è custodita la Sindone di Torino. Anche se questa non è sempre visibile, il Duomo mantiene un’atmosfera gotica e silenziosa perfetta per il mistero. Sono notevoli i simboli, le lapidi e gli stemmi: alcuni studi li collegano a antichi ordini e confraternite.
Piazza Castello è considerata il polo della “luce” nei racconti esoterici. L’ombra del Palazzo Reale di notte crea un effetto molto suggestivo.
Chiesa della Gran Madre di Dio – Il mistero del Graal
Secondo una leggenda, una delle statue davanti alla chiesa indicherebbe il luogo dove sarebbe nascosto il Sacro Graal. Sono significative le statue allegoriche con coppe e gesti enigmatici, gli allineamenti con il centro cittadino e la vista diretta verso il Po e la collina.
Mole Antonelliana – Il punto energetico verticale
E’ il simbolo della città. E’ considerato “esoterico” perché è nato come tempio israelitico, è una struttura verticale che richiama l’idea di “asse tra cielo e terra” e ha proporzioni e slancio da interpretare in chiave simbolica.
Dunque, il percorso consigliato è: Piazza Statuto → Via Garibaldi → Piazza Castello → Duomo → Gran Madre → Mole. Distanza totale: circa 2,5 km. Tempo: 2–3 ore con soste.
Al di là di questo itinerario, vi sono altri punti che richiamano l’oscurità nella magia di Torino:
– Porta Palazzo e Mercato di Torino, dove anticamente sorgevano torri e mura romane e dove alcune strade laterali nascondono cortili segreti e portoni decorati con simboli massonici;
– Palazzo Carignano, dall’architettura barocca e dalle geometrie particolari. Nelle leggende si dice che di notte le scale e i corridoi possano sembrare abitati da presenze antiche.
– Villa della Regina: chi ama il brivido deve considerare una passeggiata serale (in taxi o bus) verso Villa della Regina, famosa per i passaggi sotterranei e i giardini nascosti. E’ perfetta per una foto notturna con atmosfera “da film horror esoterico”.
– Museo egizio: è davvero affascinante da un punto di vista esoterico. Molti reperti sono decorati con simboli religiosi e magici, destinati a proteggere i defunti nell’aldilà. Gli egizi credevano che i geroglifici avessero potere magico: scriverli significava “attivare” rituali di protezione o maledizione. Ci sono decine di divinità egizie collegate a misteri e occultismo: Anubi, dio dei morti e della mummificazione; Thot, dio della scrittura e della conoscenza occulta; Iside e Osiride, simboli di resurrezione e vita dopo la morte. Queste figure erano legate a riti iniziatici e misteri religiosi, spesso paragonati a pratiche esoteriche.
Le mummie non sono solo reperti storici: la tecnica stessa della mummificazione riflette la convinzione che il corpo doveva essere preservato per il viaggio nell’aldilà. Alcuni sarcofagi hanno incisioni che ricordano “chiavi” esoteriche per la vita dopo la morte.
Amuleti, papiri, ushabti (piccole statuette funerarie) e altri oggetti conservati nel museo contengono simboli protettivi o “magici”, spesso criptici e misteriosi anche per gli studiosi moderni. Alcuni papiri contengono formule che erano considerate “incantesimi” per difendersi dagli spiriti maligni.
Infine, l’atmosfera del museo è determinante: la sala delle mummie, le tombe ricostruite e i corridoi lunghi e semicupamente illuminati creano un effetto quasi esoterico di viaggio nel tempo e nella morte, molto apprezzato da chi ama l’“aspetto misterioso” dell’Egitto.
Leggende inquietanti
Ad alimentare la fama di Torino come città magica contribuiscono alcune leggende inquietanti.
– Il Portone del Diavolo di Palazzo Carignano
Il portone avrebbe simboli esoterici o “tracce” del diavolo scolpite nel legno o nella pietra. Alcune versioni parlano di patti misteriosi o presenze occulte legate alla costruzione dell’edificio. La leggenda racconta che un apprendista stregone evocò il demonio proprio lì, che il diavolo rimase intrappolato nel portone e che nel 1790 un maggiore francese scomparve misteriosamente dopo aver varcato quella soglia.
Il volto in bronzo, con occhi spalancati e bocca aperta, sembra quasi vivo.
C’è chi dice che di notte cambi espressione.
– Le grotte alchemiche e i sotterranei segreti
Sotto il centro storico esisterebbe una rete di gallerie romane, passaggi sabaudi e antichi rifugi dove, secondo la tradizione esoterica, gli alchimisti vi avrebbero condotto rituali segreti. Alcune camere sarebbero ancora inesplorate. Parte dei tunnel (soprattutto militari) esiste davvero.
La maledizione della Mole
La Mole Antonelliana fu colpita più volte da fulmini e crolli della guglia. Secondo la leggenda la sua altezza “sfidava il cielo” e soprattutto sarebbe un punto di accumulo di energie.
Anche se è vero che Torino non ha prove di fenomeni paranormali documentati, la città ha qualcosa di più potente: architettura teatrale, simbologia, storia e atmosfera. E’ proprio questa combinazione che rende le leggende così credibili.
Monte Musinè e Sacra di San Michele
Il Monte Musinè 1150 m e il Monte Pirchiriano 962 m (sul quale è stata edificata la Sacra di San Michele) sono i “guardiani” della grande porta d’ingresso naturale alla Valle di Susa. Un “passaggio” che nella lettura esoterica è un “asse iniziatico”.

Il Monte Musinè, a guardia nord dell’imbocco della Val di Susa, è uno dei luoghi più carichi di simbolismo nella tradizione esoterica locale. Esso è situato sul lato del Triangolo della Magia Bianca che collega Torino a Lione.
Secondo alcune correnti esoteriche il Musinè sarebbe un punto di forte energia tellurica e un luogo di concentrazione magnetica: alcuni escursionisti raccontano di bussola che impazzisce (non verificato scientificamente), di sensazioni fisiche particolari e silenzi “innaturali”.
In più, dagli anni Settanta, il Musinè è entrato nella casistica ufologica italiana: si racconta di luci notturne anomale, oggetti volanti non identificati e presunti atterraggi. È diventato uno dei luoghi “storici” dell’ufologia piemontese, anche se nessun episodio ha avuto conferme oggettive.
Dal punto di vista simbolico il Musinè rappresenta la soglia tra pianura e montagna, il punto di passaggio verso la Val di Susa, nell’asse naturale che parte da Torino. E nell’immaginario esoterico le montagne sono luoghi di ritiro iniziatico, punti di contatto tra cielo e terra, spazi di prova e trasformazione.
In questo senso il Musinè è considerato una “montagna iniziatica”.
Nella narrativa occultista, il Musinè è associato al “vertice energetico naturale” della città di Torino, la forza grezza della terra contrapposta alla geometria umana. Culturalmente, dunque, è uno dei pilastri della “Torino magica”.
La Sacra di San Michele, arroccata sul Monte Pirchiriano, sentinella a sud dell’imbocco della Valle di Susa, è la “verticalità spirituale” e la “cristianizzazione della montagna”. Questo punto di guardia e passaggio fu edificato attorno all’anno 1000. E’ dedicata a San Michele Arcangelo, figura che nella simbologia rappresenta la lotta tra luce e ombra, l’ordine che domina il caos e la vittoria dello spirito sulla materia.
Secondo la lettura esoterica, il confronto tra Monte Musinè e Sacra di San Michele è il misurarsi dell’energia tellurica con l’energia celeste, della Natura grezza con l’Architettura sacra, della Forza istintiva con la Disciplina spirituale, del Caos primordiale con l’Ordine iniziatico. E’ come se fossero due poli: Musinè = Terra e Sacra = Cielo. Ecco perché La Val di Susa è considerata corridoio di trasformazione:
dalla materia allo spirito. Una lettura archetipica vede il Musinè come l’Ombra (forza, inconscio, potenza grezza) e la Sacra come l’Iniziazione (ascesa, consapevolezza, luce): l’essere umano, nel mezzo, attraversa la valle. È una narrazione potente, anche se non storicamente dimostrabile. In chiave junghiana Musinè e Sacra sono due simboli dell’inconscio collettivo.
Il Monte Musinè (l’Ombra junghiana) è associato a fenomeni misteriosi, racconti di energie e UFO, sensazioni di inquietudine. In chiave junghiana, simboleggia non tanto della montagna in sé, quanto invece della proiezione psichica.
L’Ombra junghiana è la parte rimossa dalla coscienza, la parte istintuale, ciò che non abbiamo integrato, il potenziale non riconosciuto. Il Musinè, spoglio e “selvatico”, diventa simbolo della forza psichica primordiale.
È la natura che la coscienza si è rifiutata di accettare. Non è “male”: è energia grezza.
La Sacra di San Michele, costruita in verticale sulla roccia, rappresenta simbolicamente l’ascesa, l’ordine, la coscienza, la trascendenza.
Per Carl Gustav Jung, il Sé è l’archetipo della totalità psichica. Oltre i ristretti confini dell’Io e della Coscienza, è l’integrazione di luce e ombra.
La Sacra è costruita sopra la montagna: non elimina la roccia, la integra. Per questo è un simbolo perfetto dell’individuazione, l’Archetipo del Sé.
Nella Sacra, tuttavia, sono innumerevoli le rappresentazioni scolpite o dipinte di San Michele che sconfigge il Drago, il Diavolo e il Male: ciò tradisce il conflitto interiore di chi ancora non ha raggiunto l’integrazione.
San Michele Arcangelo che sconfigge il drago rappresenta la distruzione del male, ma in chiave junghiana questo è solo un pio desiderio della tradizionale fede religiosa poiché il confronto con l’Ombra non si risolve con la violenza: il drago e il diavolo non sono da eliminare, ma da integrare. L’energia istintuale non deve essere umiliata e distrutta, bensì trasformata.
L’individuazione, per Jung, è “diventare ciò che si è”. Non è salire direttamente alla luce, ma attraversare l’oscurità. La geografia diventa psiche. La Val di Susa è un evidente percorso di individuazione. La valle tra Musinè e Sacra diventa il processo.
Il Musinè non è “negativo”. La Sacra non è “positiva”. Sono polarità.
Per Jung, la vera trasformazione avviene quando l’energia dell’Ombra viene riconosciuta, l’Io smette di identificarsi solo con la luce e gli opposti si integrano. La montagna selvaggia e l’abbazia costruita sopra la roccia sono due facce della stessa totalità.
Scopri di più da GognaBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.








































@22 se cerchi su Google La linea sacra di San Michele e la sfericità terrestre, di F. Crosilla trovi una probabile risposta.
“Di seguito sono riportati i valori dell’azimut del sole al tramonto del 21 giugno 2021 (solstizio estivo) per i sette punti della Linea Sacra di San Michele calcolati con il foglio elettronico fornito da centrometeo.com. (valori espressi in gradi sessadecimali). Come si può notare, esiste una corrispondenza sorprendente fra l’azimut della lossodromica fornito dal calcolo rigoroso (119°,4955) e l’azimut del tramonto del sole per i monasteri di Panormitis, sull’isola di Simi, e sul Monte Carmelo. Tale valore tende a variare sistematicamente fino a raggiungere una deviazione massima di 10° circa in corrispondenza dei monasteri inglese e irlandese.”
@6 e @7. Effettivamente però che la linea di San Michele sia allineata alla linea del tramonto del solstizio, può essere vero solo per una delle località sulla linea. Vorrei sapere se voi conoscete qual è, perché in questo caso si potrebbe dire che quello è un luogo privilegiato sulla linea.
Per pura combinazione mi è arrivata questa mail, di una agenzia specializzata in tour torinesi con un taglio particolare. In questo caso la Torino misteriosa. se si è addirittura sviluppate del business, significa che c’è del “sottostante”. A Torino tutto questo è molto sentito, magari non da tutti, ma ha il suo bel pubblico.
L’ITINERARIO
Dai roghi degli eretici alla dimora dell’esorcista, questo tour ti condurrà attraverso i segreti più affascinanti e oscuri di Torino. Partirai dal Duomo, dove storia e mistero si intrecciano, per poi immergerti nelle atmosfere suggestive di via Cappel Verde, un tempo teatro di eventi inquietanti. Attraverserai piazza Corpus Domini, custode di antiche leggende, e raggiungerai la chiesa di San Domenico, un luogo carico di spiritualità e mistero. Proseguendo per via San Domenico, scoprirai storie di fantasmi e presenze soprannaturali, per poi arrivare a piazza Savoia, dove il passato sembra ancora vivo. L’ultima tappa, piazza Statuto, ti svelerà l’enigma del suo monumento, considerato da molti il cuore oscuro della città. Una visita guidata condotta da un’esperta guida abilitata, per scoprire una Torino insolita, ricca di fascino e mistero. Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica, tra storia, leggenda e un pizzico di brivido!
parlo per gli altri, non per me. Io ho la pelle da rinoceronte che non si scalfisce. Ma siccome a Torino la tradizione del risvolto “misterioso” (che spesso sconfina anche in area “religiosa”) è moto radicata, gli individui che sono interessate e coinvolti vanno ben oltre la mia solo persona.
Alberto, anche a me aveva sempre attirato e poco prima dell’incendio sono stata a visitarla. Ho trovato impressionante lo strapiombo da un lato e sempre affascinante domandarmi come si viveva in luoghi come questo.
E’ interessante anche come il maggior insultatore seriale del forum, quello che non esita a definire imbecille di dura cervice, ignorante o poveretto chiunque osi commentare i suoi deliri, è interessante dicevo come costui piagnucoli ergendosi a paladino del buon gusto e buona educazione per presunti sbeffeggiamenti.
Gli antichi egizi erano in grado di realizzare le stesse cose, con la differenza che lo facevano qualche migliaio di anni prima e con evidenti problemi maggiori da risolvere, dimostrando di avere notevoli conoscenze astronomiche e architettoniche.
Waoo quante parolone e quanta polemica per una cosa così bella e fantastica.
propongo solo il CAMMINO DEI PRINCIPI per salire alla sacra di San Michele ..ma già voi sapete tutto a riguardo…. beh, a me è piaciuto e lo rifarò a breve per risentire quel qualcosa che in pochi posti ho sentito, parlo da ateo bestemmiatore e via dicendo
È l’atteggiamento in se’che implica uno sbeffeggiamento di fondo. A Torino e’ molto radicata la tradizione di questo risvolto misterioso dai contorni molto sfumati e quindi molto esteso e trasversale a una molteplicità di argomenti. Se non si è in sintonia con tale impostazione (che in genere incameriamo da piccoli), e’ ovvio che in genere non si percepisca niente di tutto ciò. Per noi sono credenze e leggende cui teniamo molto, nulla di scientifico, ma sono “tradizioni” come le maschere popolari in altri luoghi (ecco il collegamento): io non mi permetto minimamente di sbeffeggiare altre tradizioni per cui esigo il massimo rispetto per le mostre. Prendi atto che chi crede in queste “cose” si sente “sbeffeggiato” se qualcuno denigra le cose in questoone. Ci dovresti arrivare da solo, ma se poi te lo si fa notare insistere esprime precisa volontà di essere maleducato.
A me di esoterismo e credenze non mi frega nulla, ma le tante volte che sono passato dalla val di Susa per andare a scalare su roccia e ghiaccio, non ho potuto fare a meno di osservare con interesse quell’abazia. Ha sempre attirato la mia attenzione. Sarà la sua posizione alta e dominante, la sua struttura severa. Un giorno che passavo di li, mi sono deciso a fare una deviazione e andarla a vedere. Purtroppo era chiusa.
Per un momento ho pensato che l’autore dell’articolo fosse Carlo, ma le numerose imprecisioni non fanno parte del suo stile.
Non ho fatto un’analisi delle descrizioni, ma alcune mi sembrano un po’ tirate per i capelli.
A Torino non ho provato alcuna delle sensazioni descritte.
Uno dei miei slogan è “L’unico zen che trovi in cima alla montagna è quello che porti con te.”
È vero che certi luoghi sono pregni dell’energia mossa dagli eventi che hanno accolto, però trovo che talvolta si esageri un po’.
In realtà io non ho sbeffeggiato proprio nessuno, sei tu che ti sei sentito sbeffeggiato.
Io ho scritto “interessante excursus nelle potenzialità inventive della fantasia e della credulità umana“, perché questo sono esoterismo e superstizioni.
Trovo ridicolo paragonare lo pseudo-esoterismo torinese con la tradizione dei Mamuthones: è un po’ come paragonare un enologo a un assaggiatore di cocacola
Allora sono baggiani anche quelli che ballano con campanacci da pecora e vestiti di pelo di pecora (Mamuthones) o gli eporediesi che a carnevale si bombardano di arance… In quei casi,. come in mille altri e anche nel nostro caso della tradizione misterioso-occultistica, si tratta di tradizioni e credenze cui i “local” sono legati da affetto che travalica le regole della razionalità. Non per questo è lecito sbeffeggiare le persone e le credenze. Nessuno sta pretendendo di spacciare queste cose come verità scientifiche. Sono “cose” nostre, cui spesso ci affezioniamo fin dalla giovane età, perché ce le hanno insegnate fin da subito, e restiamo affezionati per tutta la vita. E’ un po’ come il tifo per questa o quella squadra: non ha nulla di scientifico, è qualcosa di ancestrale. Non credo che nessuno consideri “nobile” sbeffeggiare i tifosi di questa o di quella squadra. Lo si fa, certo, ma è comportamento poco “dignitoso” e sancisce l’aridità dell’animo di chi agisce in tale modo
Perché retta che parta dal monte Carmelo in Palestina per arrivare a Skelling rock passa all’interno del globo e quindi non per la Sacra.
La linea sulla superficie si chiama geodetica e passa a nord di Symi, in mezzo all’Adriatico e non per la Sacra e non corrisponde alla congiungente i due punti su una mappa
Il sole che passa per un foro solo due volte all’anno è stupefacente come dimostrazione della capacità di osservazione e di realizzazione dell’uomo, ma appare come magica o mistica solo alla mente poco sviluppata di un baggiano.
A quale goegrafia e cartografia ti riferisci? su questi temi? Mi sa che prendi ancora una volta dei bei granchi… Saranno anche solo delle tradizioni (nessuno pretende di elevarle a verità scientifiche), ma dalle nostre parti certe “cose” tipi il sole che entra in un foro della chiesa solo due volte l’anno ecc ecc ecc è una cosa molto sentita. Mi ricordo che mio padre mi portava (quando ero bambino) e vedere questo fenomeno. E’ una tradizione, nulla di più (magari anche con un po’ di superstizione), però riderne è offensivo come se uno ridesse dei Mamuthones sardi o delle maschere grottesche del Lago di Costanza…
Se è per quello, dispiace anche di più la manifesta ignoranza della geometria e della cartografia…
Dispiace che osservatori (che tra l’altro dimostrano sistematicamente la loro incorreggibile superficialità su ogni tema) disprezzino “cose” molto sentite qui a Torino, senza conoscere nulla dei risvolti descritti, meno che mai a titolo di loro esperienza personale. Con tali presupposti, il buon gusto dovrebbe suggerire loro quanto meno di lasciar perdere i commenti in merito, non fosse altro che per evitare di offendere/ferire persone che, a torto o a ragione, “credono” in queste tradizioni (e a Torino non sono poche…).
“Curiosamente, la linea sacra è perfettamente allineata con il tramonto del sole durante il solstizio estivo”
Una baggianata geometrica che inaugura un lungo elenco di baggianate esoteriche, mistiche, storiche e geografiche.
Interessante excursus nelle potenzialità inventive della fantasia e della credulità umana
Altro spunto dallarticolo: interessante la linea che collega i santuari dalla Bretagna al M.O.. ce ne sono altre più o meno coeve, ma nessuna così “lineare”. Al di là della peculiarità geometrica della “nostra” linea, mi hanno sempre affascinato queste rotte medievali, lungo le quali si spostavano i pellegrini. Si tratta di percorsi “mappati” quando non esisteva certo Google Earth. Mi impressione la lucidità di alcune menti nel saper “vedere dall’altro” le terre, senza poterlo fare veramente. Il Medio Evo è tutt’altro che quel “periodo oscuro” come viene definito.
Mi è piaciuto lehher questo articolo, anche se a qualche osservatore superficiale potrà sembrare uno “spottone” promozionale di Torino. in effetti, se avete in previsione di fare un salto nella ns città (o delle uscite nelle montagne noroccidentali), oltre che visitare il Museo della Montagna, non è male l’idea di vedere di persona i luoghi e i simboli della Torino muisteriosa e occultista (ci sono anche agenzie specializzate). I simboli sono molti di più di quelli che, ragionevolmente, si possono citare in un articolo. Quasi ogni palazzo, del centro o del semicentro, ha simboli sul portone o nei sostegni dei balconi. A volte son o simboli araldici della famiglia nobile che risiedeva in quel palazzo, ma spesso sono simboli della realtà misteriosa e occultista di Torino. Per ragioni di spazio evito ogni riferimento alla tradizione di personaggi misteriosi o transitati per Torino oppure torinesi doc. Di questi ultimi, il sensitivo Gustavo Rol è forse il più famoso: info reperibili tramite google. Il carisma di questa tipologia di personaggi (alle serata in casa Rol partecipavano anche noti “imprenditori” subalpini…) la dice lunga su quanto sia profondamente sentita tutta questa tematica dai torinesi (ovviamente quelli legati alle ns tradizioni cittadine). E’ roba che affonda nei secoli. tutto molto affascinante. per la cronaca l’abitazione di Rol so trova a pochi isolati da casa mia. Mi capita spesso di transitare sotto e quasi sempre di “sente” qualcosa di anomalo, magico, inusuale. Può darsi che sia solo suggestione, ma, chiacchierando con amici (anche loro torinesi doc), mi hanno confidato che percepiscono anche loro queste sensazioni. Più o meno analoghe sensazioni (di un’atmosfera inusuale) avvertiamo in altri luoghi della città, luoghi collegate a tradizioni del settore (alcuni sono citati nell’articolo, ma ce ne sono decine di altri). Tutto contribuisce al “fascino” di Torino, che è un città molto “particolare”.
Oggi sarò polemico….Attualmente vivo di fronte alla Sacra di San Michele, in val Susa , effettivamente è facile, guardandola sopratutto in certe giornate quando è avvolta dalle nebbie, creare storie e immaginare riti ed eventi misteriosi e comunque un po ci si fa condizionare dalla storia che la circonda. Ora, tornando ad oggi , mi chiedo, però sono ateo ma giusto , non è che Michele, con quella sua spada che arriva giusto giusto in Israele , possa dare un taglietto netto a questa storia attuale e far vivere questi popoli in santa pace ? No è !! Chiedo troppo ?
“rete di gallerie romane, passaggi sabaudi” e qui l’autore ha unito nomi e aggettivi con la cazzuola.
Passaggio sabaudo equivale a porceddu elettronico, una via sarda degli anni ’80.
Che Torino fosse un centro massonico credo che qualcuno, qui nel blog, ce lo abbia più volte dimostrato😂😂.
Torino conferma il suo ruolo di città di mezzo non solo per appartenere ad entrambe i triangoli delle magie ma anche per il suo collocarsi sul 45simo parallelo a metà tra polo nord ed equatore. Fatto testimoniato dal monumento collocato a poca distanza da quello citato dall’articolo riguardo il Frejus ma stranamente meno conosciuto.