La Red Bull sta rovinando l’alpinismo

Hans Kammerlander, pioniere della discesa con gli sci dall’Everest nel 1996, ritiene inappropriato il clamore suscitato dalla “prima mondiale” del polacco Andrzej Bargiel.

La Red Bull sta rovinando l’alpinismo
(Kammerlander critica lo show sull’Everest)
di Thomas Hirner
(pubblicato su derstandard.at il 21 ottobre 2025)

All’inizio di ottobre, Andrzej Bargiel ha fatto scalpore con la sua discesa con gli sci dell’Everest. Il suo sponsor, Red Bull, ha colto l’occasione per promuovere Bargiel e inondare i social media di titoli, foto e video: l’impresa è stata salutata come una “prima mondiale sugli sci”. Il trentasettenne scialpinista polacco avrebbe presumibilmente realizzato ciò che nessuno aveva mai fatto prima, hanno affermato. Ma questo è vero solo in senso stretto.

In ogni caso, Bargiel ha completato l’intero percorso dalla vetta, lungo il versante meridionale fino al campo base, senza l’ausilio di ossigeno supplementare, nemmeno attraverso l’insidiosa cascata di ghiaccio del Khumbu. Nell’ultima tappa, fu supportato dal fratello Bartek, il cui drone fungeva essenzialmente da terzo occhio di Andrzej.

Hans Kammerlander raggiunse la vetta dell’Everest nel 1996 senza il supporto degli Sherpa e senza ossigeno supplementare. In seguito, si concesse una rischiosa discesa con gli sci che erano stati trasportati in cima alla montagna. Foto: archivio Hans Kammerlander.

“Non è leale”
Hans Kammerlander, tuttavia, non è stato contento di questo “spettacolo”: “Non è leale, mi ha solo deluso”, ha dichiarato a derstandard.at, che lo incontrava nel bel mezzo delle sue conferenze a Velden am Wörthersee e Grindelwald, in Svizzera. L’altoatesino, oggi 68enne, era già sceso con gli sci dall’Everest nel 1996 attraverso il versante nord-orientale fino al campo base avanzato.

Kammerlander aveva dovuto slacciare gli sci un paio di volte durante la discesa. Pertanto, la sua discesa non era stata registrata come “completa”. “C’era relativamente poca neve, in qualche punto ho dovuto scendere dei tratti dove la neve era stata spazzata via, ma la lunghezza di queste sezioni “secche” era minima rispetto alla totalità del dislivello. Quindi, la mia era da considerare una discesa a tutti gli effetti”.

Kammerlander lanciato in una discesa con bagaglio leggero. Abbiamo lasciato la falsata inclinazione del pendio, sotterfugio cui in passato spesso e purtroppo si ricorreva. Foto: archivio Hans Kammerlander.

Ha dominato i passaggi chiave con gli sci, slacciandoli solo dove avrebbe potuto scendere anche con gli sci ai piedi. “Ma non ha senso incaponirsi su rocce e sassi con gli sci. Se avessi saputo che confusione avrebbe causato, avrei lasciato gli sci ai piedi, ovviamente, anche se sarebbe stato davvero stupido“.

Kammerlander: “Quando si mette in scena uno spettacolo come questo della Red Bull a distanza di così tanti anni, con una storia che non è paragonabile a nulla, è un vero peccato. Rovina l’alpinismo, annacqua tutto. È stato davvero uno spettacolo indescrivibile quello messo in scena con una spedizione classica e del tutto normale“.

Kammerlander, che nel 1996 era davvero un pioniere, era partito per la vetta da solo con un equipaggiamento molto meno avanzato di quello odierno. “Non avevo neppure uno sherpa, ho trasportato tutto da solo e il tutto si è concluso in poco meno di 24 ore. Avevo con me solo un litro di tè ed ero stato accompagnato da una troupe televisiva dell’ORF per il programma televisivo ‘Land der Berge’ fino a 7000 metri. Poi è calato il buio e hanno montato una tenda. Ero, così, completamente solo, senza ossigeno supplementare. Sci in spalla e via“. In totale, aveva impiegato 23 ore e 50 minuti per salita e la discesa. Bargiel ha impiegato quattro giorni, quattro ore e 15 minuti e, a differenza di Kammerlander, ha ricevuto un ampio supporto.

“Tappeto a patchwork”
Secondo Kammerlander, la Red Bull ha “un po’ esagerato”. “Hanno confezionato un tappeto a patchwork, un’impresa ‘costruita’. Se qualcuno scala la montagna con mezzi giganteschi, con un enorme seguito di sherpa che si occupa di tutto, e poi affronta la discesa – incluso un bivacco intermedio – va benissimo, ma non ha assolutamente nulla a che fare con l’alpinismo di alto livello”. Anche il drone contribuisce all’impresa costruita a tavolino, dato che permette una facile decisione se andare a sinistra o a destra.

Questo vedeva Kammerlander dalla vetta dell’Everest, alla partenza (1996). Foto: archivio Hans Kammerlander.

“Prestazione brillante” sul K2
Bargiel era già l’unico ad aver sciato giù dal K2, la seconda montagna più alta, nel 2018. Kammerlander: “Quella è stata una grande impresa. Ma sono un po’ sorpreso che ora si sia lasciato pubblicizzare in questo modo“. Bargiel è finalmente riuscito a scalare e scendere l’Everest al terzo tentativo, dopo i tentativi falliti del 2019 e del 2022. Nel 2000, lo sloveno Davorin Davo Karničar aveva già sciato giù dall’Everest in cinque ore e mezza. Kammerlander: “Ha usato l’ossigeno supplementare l’ultimo giorno. È una differenza notevole e rende difficili i paragoni“.

Kammerlander descrive i tentativi di record sull’Everest come “puro alpinismo carnevalesco. Se le cose continuano così, prima o poi arriveremo al punto in cui uno sherpa porterà un neonato in cima alla montagna. Tutto il resto è già stato fatto“. Ritiene che gli sviluppi, soprattutto sulla via normale dell’Everest, abbiano perso da tempo il loro significato.

Kammerlander è assolutamente contrario alle ascensioni rapide con lo xeno: “Acclimatatevi a casa, tenetevi pronti a partire, fate il volo quando è prevista una finestra di bel tempo. Là è tutto preparato. Volate il più in alto possibile. Con il pieno di ossigeno. Potranno anche essere stati lassù, ma senza poter affermare di aver scalato l’Everest. Solo chi scala la montagna senza ossigeno supplementare l’ha veramente scalata. Allora è alpinismo d’alta quota“.

“Un business criminale”
Per Kammerlander, opporsi al turismo di massa sull’Everest è praticamente una causa persa. “Perché è un business enorme. Tariffe più alte attraggono ancora più persone incompetenti. Anche solo la metà di loro sarebbe già troppo. Quando eravamo lì noi, rilasciavano un solo permesso di spedizione per itinerario. Quella era una vera spedizione“.

Per l’altoatesino la stagione alpina è finita per quest’anno. Ha trascorso molto tempo all’estero: “In Nepal, in Bhutan, in India, semplicemente per godermi le montagne”.

La Red Bull sta rovinando l’alpinismo ultima modifica: 2025-11-25T05:22:00+01:00 da GognaBlog

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56 pensieri su “La Red Bull sta rovinando l’alpinismo”

  1. La standardizzazione dei processi di vita iper-neoliberisti, interamente collegati a rapporti domanda-offerta di beni e servizi oggi anche ordinabili via web senza uscire di casa – o meglio: alzarsi dal divano – ha progressivamente impacchettato il mondo in tante grandi vetrine di cose, luoghi, persone, che possiamo avere, di cui possiamo usufruire, con cui possiamo entrare in contatto. L’alpinismo in senso lato non sta facendo eccezione. I molti che nella scalata trovano una forma di rivalsa sociale, al fine di soddisfare il loro ego si ergono a benefattori – vedi gli ego-chiodatori, o peggio ancora le associazioni “richiodatutto” che nascono come funghi negli ultimi anni -, e insieme ai portatori di interesse (guide e operatori turistici) stanno lentamente ammorbando luoghi e attività un tempo considerate alla stregua dell’ascetismo. In questo contesto il Governo locale, a cui i NAR hanno fatto riferimento nella loro prima lettera di denuncia, nel veronese così come in Nepal e ovunque nel mondo, dovrebbe contrastare le dinamiche marcescenti del turismo che svuotano i territori della propria autenticità. Ma a quanto pare siamo bravi solo a piangere quando il latte è bello che versato, anziché accogliere con favore azioni e riflessioni che anticipano i tempi. Forse anche questo, dopotutto, fa parte dell’assuefazione e del disimpegno oramai connaturati alle culture sociali dell’Occidente.

  2. La conclusione a cui sono arrivato io invece, dopo anni di frequentazione di gruppi montagnardi e di palestre, affacciandomi anche sulla finestra di questo e altri blog, è che l’azione e i gesti politici, come le schiodature o certe prese di posizione, vengono oggigiorno banalizzate e interpretate con la lente dell’interesse personale o della diatriba localistica. Vedasi non solo l’esempio della Valdadige, ma anche di circuiti turistici e olimpionici delle Dolomiti. Io credo che questo atteggiamento sia frutto del nostro tempo: da una parte la facilior dei dissapori e delle invidie, perché non siamo più abituati alle lotte ideali e all’impegno sociale; dall’altra un’incapacità di fondo ad analizzare i problemi. Questo a mio avviso è emerso evidentemente attraverso le obiezioni alle schiodature di Tessari, che stanno evidenziando una difficoltà a capire concetti basilari come l’azione simbolica contro un gruppo di chiodatori che ha fatto della spittatura seriale pro populi un vero e proprio modus operandi. La deriva delle plaisir ha un impatto importante, soprattutto quando il fine ultimo è il soddisfacimento dell’ego chiodatorio e del piacere domenicale di alcuni. E dietro a queste bandierine si nascondono, tristemente, anche coloro che negli anni sono stati interpreti di un alpinismo classico e tradizionale, e che ora, per una situazione di comodo o di convenienza, si trovano a strizzare l’occhio a un prodotto consumistico, in nome di una non meglio specificata “libertà”. Coloro che dovrebbero essere faro per la miglior gioventù, sono in realtà esempio di incoerenza, convenienza e ipocrisia d’intenti.

  3. Personalmente io ho abbandonato ogni aspettativa di dialogo proficuo attraverso i Forum online. Consultati con moderazione e meglio se lasciati abbastanza liberi, come qui, fanno comunque emergere leggendo tra le righe tanta roba. Ad esempio la contesa sulle schiodature anche nei suoi eccessi ha messo in luce temi che vanno al di là del problema, in fondo pratico / operativo, se sia efficace e praticabile la linea delle azioni esemplari per cercare di ridurre  la frequentazione di certi luoghi. Sono venuti fuori contrasti, emozioni, schemi mentali, valori, approcci e anche qualche conflitto edipico tra maschi, più o meno inconscio, che forse una conduzione più focalizzata e severa  avrebbe rimosso. E’ illusorio pensare di arrivare alla soluzione operativa di problemi pratici, all’integrazione tra le idee e al consenso attraverso i Forum aperti. Sono altri gli strumenti per raggiungere questi obiettivi. I Forum aperti sono prevalentemente usati per  altri bisogni delle persone. Anche come finestre sullo “spirito del tempo” vanno però considerati con cautela, a volte sono rappresentativi solo di piccoli segmenti di una comunità. Pensate ad esempio ai numeri di questo Forum: la sola palestra indoor che frequento io saltuariamente ha 10.000 iscritti.  10.000 iscritti! Sarebbe davvero interessante fare dei Focus Group con loro. Chissà cosa pensano di certi problemi della realtà arrampicatoria e montagnarda oggi? Almeno questa è la considerazione provvisoria alla quale sono arrivato io dopo circa cinque anni di utilizzo. Saluti. 

  4. Il problema è quando lui stesso si esprime pubblicamente in maniera superficiale sugli esiti del forum, esiti determinati da fattori oramai intrinseci dello stesso, fra questi l’assidua frequentazione da parte di alcuni storici. Io credo che il cantarsela sia già una realtà concreta del forum, sottolineata a più riprese non solo da me. Se a questo sommi l’atteggiamento che ho definito bullo, il quadro che ne esce è piu sottile e per certi versi preoccupante rispetto a qualche uscita fuori tono che s’intende moderare perché supererebbe “certi limiti”.

  5. Sicuro che il vero spettacolo sia sulle gradinate? Il dato fornito da Gogna, anche se un po’ vecchio, è di circa 4000 aperture al giorno. Quante di queste riguardano il Blog e quante il Forum? Quante sono effettuate dai partecipanti, ad intensità stabile o variabile al Forum (direi un centinaio più o meno) ? Bisognerebbe vedere i dati analitici. Io ho la sensazione, ma è solo una sensazione, che i due insiemi siano distinti e che se anche il Forum chiudesse non ci sarebbero conseguenze così significative sulle aperture quotidiane, forse un 1o/20 % in meno . Però magari mi sbaglio. Penso comunque che Gogna non avendo obiettivi di business pensi di correre gli inevitabili rischi di una apertura del Forum senza una stretta moderazione/censura per ragioni legate alla sua visione della funzione “maieutica” del caos più che ai numeri e al loro andamento, anche se li monitora, come ovvio. E’ probabile che alcuni avvitamenti gli procurino dei disagi e delle delusioni, come ad altri, e come ha avuto modo di dire pubblicamente. Il vantaggio per i lettori è che possono astenersi. Un’opzione che il “Gestore” non ha, perché deve anche cautelarsi e che consuma tempo, ma che preferisce rispetto alla più radicale scelta di chiudere il Forum. Io in passato credevo nella possibilità di una efficace moderazione/censura ma mi sono ricreduto, e non mi riferisco solo a questo Forum. Ci sono solo due opzioni: o si fa come Gogna (salvo ovviamente limare gli estremi) o si lascia perdere ed eventualmente si creano dei luoghi di confronto chiusi, con il rischio ovviamente di cantarsela e suonarsela tra simili e di fare finta di ignorare ciò che ribolle sotto i “buoni sentimenti” che si esibiscono nei salotti per bene. Buona continuazione. 

  6. “[…] il vero spettacolo è sulle gradinate.”
    È la Fossa dei Leoni.
     
    P.S. La Fossa dei Leoni (gruppo ultras del Milan) è  il primo vero gruppo ultras italiano. Fondato nel 1968, divenne un modello per molti altri gruppi in Italia per la sua organizzazione e i suoi ideali (= botte da orbi…).

  7. Abbiamo alzato troppo l’asticella eh? Questo intendo quando dico che a un certo punto se il gioco si fa interessante, se si fuoriesce dal campo dello scherno e del “sarcasmo”, si dovrebbe premiare o dare merito alla qualità, cosa che invece puntualmente non viene fatta. Si preferisce piuttosto deridere, tentando di sminuire i temi a beghe o localismi, forse per convenienza personale (altrimenti si dovrebbero ammettete le proprie lacune e contraddizioni). Ammiriamo massimamente i “vecchi”, come li chiamiamo simpaticamente noi, che hanno tenuto fede ai propri ideali nel corso della vita, perché un conto è cambiare idea, un altro è accogliere ogni singola posizione in nome di un non meglio specificato democratismo di comodo. Il Gestore, che alla serata veronese si è lamentato, indignandosi in maniera abbastanza patetica, dei toni sulle schiodature in Valdadige – si, eravamo fra il pubblico ma non ci siamo palesati -, dovrebbe forse interrogarsi su questa dinamica interna al suo blog e in generale al mondo montagna di cui quelli che rivendicano ad ogni costo un terreno di gioco adatto alle loro capacità e ai bisogni domenicali, fanno parte. Questo farebbe bene alla riflessione alpinistica e turistica, invece di etichettare tutto, in maniera semplicistica e anche un po’arrogante, a “beghe di quartiere”. Chissà, magari un giorno diventeremo come voi, ci imborghesiremo anche noi e andremo a ripetere, colpevolmente, le vie smitragliate di spit, guardando bene però di essere iscritti a qualche associazione ambientalista; ma per ora, fortunatamente credo, abbiamo ancora degli ideali morali ed etici sulla montagna e sulla sua frequentazione. Del resto, a ben guardare, se facciamo caso alla lista di vie ripetute in un recente articolo, si capisce benissimo il motivo per cui viene strizzato l’occhio, senza ammetterlo formalmente, a certe aperture e a un certo abuso dei territori, cercando di insabbiare tutto sotto letichetta della “bega”. Che delusione…

  8. In questo blog quello che avviene in campo e insignificante, il vero spettacolo è sulle gradinate.

  9. Un commento è sempre provocatore.
    Diversamente sarebbe un’inutile spreco di banda.

  10. Giuseppe, grazie per il tuo intervento. Il mio vuole essere solo un modo per invitare il Gestore a valutare anche una forma sottile di trolling, ovvero quella che, travestita da abitudine e, come dici pure tu, fatta passare per sarcasmo, ha negli anni stratificato una patina di tolleranza nei confronti di alcuni soggetti che ho più volte citato, i quali, anche in virtù di conoscenze personali con il Gestore, a mio avviso credono di poter fare il bello e il cattivo tempo delle discussioni, attaccando i nuovi avventori attraverso una forma che potremmo chiamare “bullismo da blog”. Questo, da esterno, è quanto ho potuto osservare: le vicende sono, a un certo punto, dominate dal “circolino”, una dinamica legata all’assidua frequentazione di questa piattaforma da parte di alcuni, per fortuna non tutti.

  11. Credo che l’eliminazione di commenti o la moderazione — se così vogliamo chiamarla — venga vista giustamente come ultima ratio.
    E personalmente sono d’accordo.
     
    Quando si arriva a quel punto significa che lo spazio di discussione non è riuscito ad autoregolarsi, e che chi interviene non ha saputo usare la libertà con la responsabilità che dovrebbe accompagnarla.
    È una piccola sconfitta per tutti: sia per chi modera sia per chi viene moderato.
     
    Quanto agli insulti, ignorarli resta il miglior taglia-fuoco: dicono molto di più su chi li lancia che su chi li riceve.
    Se avessi dovuto rodermi il fegato per tutte le raffinatezze ricevute nel tempo da certi commentatori — quelli che oggi fanno i verginelli eregendosi a difensori morali e ribattezzano i propri insulti come sarcasmo — a quest’ora avrei il fegato ridotto a tartare.
     
    Infine, la diatriba tra chi scrive anonimo e chi ci mette la faccia è talmente stantia che sorprende perfino doverla ancora commentare. Roba da boomer digitali 🙂
    Ecco, magari eviterei di utilizzare il nome di persone scomparse di recente. Così, giusto per rispetto di chi è appena mancato e per evitare di essere scambiato per un adolescente (nella migliore delle ipotesi).
     
    P.S. Mai bevuto una RB in vita mia. 🙂

  12. Placido: io, per esempio, ritengo che gli atteggiamenti di alcuni commentatori storici del blog siano alla stregua di quelli di un troll: provocatori, irritanti e spesso nosense al solo fine di disturbare gli altri utenti, o di inserirsi all’interno di conversazioni e argomenti di cui non hanno una reale conoscenza. Quindi, quando parliamo di troll, pensiamo che l’anonimato non è l’unico elemento che concorre a determinarne la definizione, e anzi spesso, a mio parere, è quello più irrilevante. I motivi dell’anonimato possono infatti essere molteplici e anche perpetrare la litania del “metterci la faccia” è a mio avviso una forma di trollaggine: distogliere l’attenzione dai contenuti per puntare il dito sulla forma. Riflettete avventori del Gogna.

  13. Dice Pasini:

    ognuno, liberamente, fa le sue scelte di utilizzo e di allocazione del suo tempo

    Non potrei essere più d’accordo, mi permetto solo di aggiungere/ricordare che i troll non aspettano altro che si dia loro attenzione.
    Dargliene (di attenzione) rientra certamente fra le scelte personali, ma poi allora non ci si può lamentare se guadagnano spazio.
    Preciso che con questo non mi riferisco alle scelte della Redazione, che sono chiare ed esplicite, ma a quelle dei commentatori.

  14. Simone, sono molto d’accordo sulla difficoltà ad avere un confronto proficuo attraverso i Forum, salvo comunità particolari molto legate da solidarietà e comunanza di intenti e valori. Ho iniziato ad usare i social ai tempi del Covid a causa di carenza di relazioni sociali “in presenza” e mi sono lasciato molto coinvolgere, anche emotivamente, a volte perdendo pure il controllo in quel clima particolare ricordato anche da Gogna ultimamente. Nel corso del tempo ho trovato conferma di ciò che è stato ampiamente analizzato nella letteratura in proposito: il desidero di confronto e di dialogo e’ solo una delle motivazioni che spingono le persone a partecipare ai Forum e in generale a utilizzare i social, molte volte non la più importante. Il loro successo è legato a bisogni diversi e molto radicati in noi umani, anche se a volte non sempre diciamo “solari” ma che comunque ci appartengono. Basta solo essere consapevoli di cosa si va cercando, dei rischi connessi agli strumenti di comunicazione e interazione che la contemporaneità ci mette a disposizione. Poi ognuno, liberamente, fa le sue scelte di utilizzo e di allocazione del suo tempo. 

  15. Da molto tempo faccio come Tore e Roberto. 
    Le discussioni hanno senso se fatte di persona. In un blog dove nessuno modera tutto si esaspera e spesso si fraintende l’ opinione altrui. Non credo quindi che venga fuori il vero pensiero di nessuno ne’ che alla fine ci sia qualcosa di costruttivo. Ognuno fa i propri esperimenti….torno nel ruolo si solo lettore.

  16. continuando il commento di roberto pasini commento 39
    seguo da anni GOGNABLOG , leggo quotidianamente e seguo i vari articoli a mio parere quasi sempre interessanti, leggere non vuol dire, a mio avviso, commentare quello che ho letto, altrimenti sarebbe un carnaio.
    mi è piaciuto questo articolo, non vuol dire che sono d’accordo su tutto ma è una cosa mia; mi ha fatto schifo, ma letteralmente schifo il vedere i nomi di chi ha commentato, questi nomi di personaggi pubblici, ma che schifo.
    avete paura di mettere la vostra faccia, in questo caso, il vostro nome per le cagate che dite?
    fate altro, solo un consiglio
    qualche volta Alessandro ha fatto pulizia nei commenti, dicendo, BUTTIAMO FUORI ALCUNI AVVENTORI DALL’OSTERIA, stavolta , a mio parere, l’osteria  doveva proprio chiudere
    buone letture
     

  17. Bertoncelli. Fabio, i dati citati da Gogna, non mi sembra dimostrino un deterioramento del blog. C’è una diminuzione delle aperture annuali ma limitata e compensata dalla durata. Quindi la flatulenza presente a tratti nel Forum non credo influenzi l’accesso al Blog. Penso che altri facciano come me, leggono gli articoli, in funzione dei loro interessi, e si astengono da una consultazione regolare del Forum considerato di scarso valore aggiunto, se non come documento sociologico sulle tendenze circolanti anche nel mondo montagnardo. Che poi questo intento di far emergere senza scandalizzarsi e rimuovere cosa gira nel ventre molle della società contemporanea e’ quello di Gogna. Vantaggi e svantaggi. Come sempre. Saluti

  18. @ 33
    Roberto, per quanto mi riguarda mi converrebbe tacere: eviterei arrabbiature, amarezze, scherni, dileggi infantili. Perché dovrei sopportarli?
    Però, con un simile andazzo, il forum si deteriora velocemente. Ci rimette anche il GognaBlog. 

  19. ” Loro sono i primi…che intasano il blog con commenti superflui e superficiali…e rispondono con scherni e insulti.”
     
    Come “Fausto Mazzaggio”, sei apparso per la prima volta in questo blog con l’intervento #27 dandomi dell’ “ignegnerino-collaudino-laboratorino“, ultimo di una schiera di cloni: quindi di insulti, commenti superflui e superficiali non hai proprio diritto di lamentarti.
     
    Hai presente il bue che dà del cornuto all’asino, vero…

  20. Ma che poi, non è ben chiaro contro chi e cosa si accaniscano coloro che puntualmente richiamano il Gestore alla pulizia verbale. Loro sono i primi, da anni e non qualche mese, che intasano il blog con commenti superflui e superficiali, innescano diatribe e scambi accesi fra i frequentatori, e come ho già avuto modo di dire in molteplici occasioni, quando si tenta di entrare nel merito delle questioni, rispondono con scherni e insulti. Che cosa vorrebbero, questi avventori del blog? che siano cancellati solo i commenti che danno loro, per qualche motivo, noia? che il blog rimanesse di loro esclusiva proprietà? che il diritto a infangare e inasprire le discussioni sia solo il loro? mentre agli altri ciò non è concesso? Nella visione lassiva e permissiva del Gestore, non da oggi ma da oramai un decennio abbondante si sono tollerati questi atteggiamenti, semplicemente perché a perpetrarli sono stati sempre coloro che fanno parte del “circolino”. Ho già avuto modo di invitare, se qualcuno ne avesse voglia, a rivedersi gli atteggiamenti con cui i soliti noti hanno commentato qui e altrove le vicende legate alle schiodature in Valdadige: ne esce un quadro ben diverso da quello dipinto dai nostri, che fanno gruppo contro i “foresti”, in una sorta di xenofobia da blog. Io ho raccolto tutti questi post e interventi, e solo chi non vuole vedere o capire si ostina a sostenere il contrario. Saluti F.M.

  21. Non è necessario sempre intervenire e prendere posizione, anche il tacere ha un suo valore. Ciao. 

    Saggezza.

  22. Bertoncelli. Nella parte finale della puntata odierna della sua autobiografia, come anche in una puntata precedente, Gogna dichiara in modo esplicito le sue scelte sia nella gestione del forum che nelle scelte editoriali del blog. Ne chiarisce anche in modo trasparente le ragioni razionali collegate alla sua idea di come si raggiunge la “verità” attraverso il caos e le ragioni soggettive legate alle sue caratteristiche personali, esplicitando in modo coraggioso alcuni nodi della sua analisi personale. Come tutte le scelte anche queste hanno le loro conseguenze sulla selezione e sui comportamenti dei partecipanti. Io non le condivido, anch’io per ragioni in parte razionali e in parte emotive e inconsce, ma ne apprezzo la chiarezza e la sincerità dell’esplicitazione. Quindi è inutile tornarci ogni volta. Anche i lettori facciano le loro scelte. Non è necessario sempre intervenire e prendere posizione, anche il tacere ha un suo valore. Ciao. 

  23. Ora si potrebbero fare molti discorsi sul capitalismo e la mercificazione del mondo contemporaneo, però,accettando che la situazione sia questa, bisogna dire che la Red Bull sponsorizza molti sport “minori”, dell’arrampicata alla mtb,e pernette così a tanti atleti di tirare avanti. 

  24. Tosi banalizzare ‘sta cippa.
    E comunque queste beghe di paese a me non danno fastidio.
    Meglio  Vazzanicchi dei chiodatori della val d’Adige.

  25. Alessandro, libertà di parola NON significa libertà di ruttare dove pare e piace.
    Inoltre, se il forum degenera, anche il GognaBlog ne risente, per forza di cose.
    Riflettici. 

  26. Alessandro francamente non capisco perché il forum non è moderato ce ne sarebbe bisogno

  27. A parte che a buttarla in vacca è un coglione che scrive e si risponde da solo usando diversi nick, ma non ti annoi a parlare con te stesso?

  28. la Critica della Ragion Pura di Kant…

    classico commento da ignegnerino-collaudino-laboratorino, che la Critica della Ragion Pura di Kant l’ha vista solo in vetrina. Veramente patetico Matteo P.

  29. Certo che ne avete per tutti….

    certo, i Mattei sono fatti così: vedono sempre beghe, banalizzano ogni cosa, e non si rendono conto della condizione di idiozia nella quale versano. Se glielo fai notare buttano sempre in vacca, da loro non avrai mai una risposta seria. Triste realtà di una generazione di falliti.

  30. Non tanto la Red Bull in senso stretto, ma i soldi, il business, l’impresa commerciale in senso lato, che si parli delle attività nelle Dolomiti o dell’alpinismo di punta sull’himalaya, hanno un predominio che sembra ormai invincibile . E i giovani e le masse. Seguiranno quel tipo di verità , non la nostra , ahi noi, che siamo residui di un tempo che fu…..

  31. Luca-e-tutti-gli-altri-Tosi, quello che tu chiami alzare il livello fa sembrare un discorso di Salvini la Critica della Ragion Pura di Kant… 

  32. Matteo, ogni volta che ho provato ad alzare l’asticella con te ho capito di che pasta sei fatto. Pastina da merende, altro che livello e toni che ogni tanto cerchi di darti. Con quelli come te è fiato sprecato, troppo stupido perfino per renderti conto della tua condizione. Ciao F.M.

  33. 9. Come spesso capita, un’accozzaglia di idee (?) fuori dal tempo, dalla logica e dalla realtà e senza peraltro, come è solito fare, proporre una soluzione realistica che non sia il lanciafiamme o altre ipotesi da Topolino. Quello che in realtà avverrà in futuro non riusciamo ancora a immaginarlo, noi. Le aziende invece, con il supporto della IA, ci propineranno cose che voi umani…

  34. Si me lo ricordo il concerto di Leffe,
    Il chitarrista dei Vazzanicchi ( dubito emiliano, forse ligure) ha fatto un riff di entrata su “La riva bianca, la riva nera” che nemmeno Slash in Sweet….
    Tanta roba!!!

  35. Per fortuna che ci sono tanti cloni saggi disposti a risollevare il livello, allora Luka.

  36. Le dinamiche sono sempre le stesse: i Bertoncelli i Mattei i Caminetti a banalizzare le discussioni, e molti anonimi a prenderli più o meno in giro.

  37. Mi spiace per Kammerlander, caduto con tutti e due i piedi in questa polemica da RScAi.
    Pensavo viaggiasse ad un altro livello. Poveretto: la vecchiaia fa brutti scherzi
     

  38. Non c’ė solo Red Bull a fare dello sci ripido una prestazione da baraccone, ci pensa anche The North Face a sponsorizzare atleti di valore ma che per soldi si prestano al gioco, rischiando peraltro la vita. Basta dare un’occhiata ai film sulle ultime imprese di sci ripido, per rendersene conto. Da quella di Jim Morrison pure dall’Everest ma con l’ossigeno e con una tribú di sherpa lungo il canalone Horbein. Un impresa descritta nel film di Jimmy Chin come la piú grande discesa di tutti i tempi. Per non dire della pericolosissima prima della sud del Robson in Canada dei bravissimi Christina Lustenberger e Guillaume Pierrel, ridotta a film spettacolo da Sherpa cinema. Si tratta di un film roboante che trasforma un’impresa in un numero da circo equestre. Evviva Kammerlader, l’unico  che ha salito e sceso con gli sci da solo, senza ossigeno, senza sherpa con le bombole “just in case”, l’Everest. Che differenza fa togliere gli sci su di un tratto di discesa perché manca la neve e fare delle lunghissime doppie preparate dagli sherpa per scendere i tratti piú ostici l’Hornbein? 

  39. Una volta i rutti si facevano a Leffe. Ora, sempre piú spesso, anche nel forum del GognaBlog.

  40. O sempre in zona, a Berghem de Öta, alla Sagra dello Stronzo, dove abbiamo visto questi escrementi umani di forma cilindrica di dimensioni elefantesche ottenuti ingerendo calcinacci e bostik, che abbiamo musicato con cover dei Kraftwerk, tanto non ci capivano un cazzo.
    Esperienze interessanti.

  41. Abbiamo suonato anche al Südtiroler Pride con il compianto George Mc Antony mentre Kammerlander ballava sui tavoli con Eva Klotz in topless. Indimenticabile. 
    Per non parlare della festa del Chiodo a Espansione, un giubbotto in similpelle elasticizzata che fa dalla small alla Xlarge, a Leffe nella bergamasca dove i locali avevano organizzato una gara di rutti che coprivano la nostra, pur potente, amplificazione. Avevamo suonato l’immensità di Jonny Dorelli per rendere ancor più solenne il momento “picchialamoglie”. Come dimenticarlo… e ce ne sarebbero. 

  42. Si li ho sentiti I Vazzanicchi anni fa per la  festa delle Guide alla Pietra di Bismantova. Facevano la versione Trap dello “Zingaro”
    Tanta roba!!!

  43. Kiakia, così impari a chiamarmi nel modo giusto.
    Noi siamo I Vazzanicchi, band di Reggio Emilia di una certa fama.
    Kammerlander era sponsorizzato dalla No Limits, un nome che era un programma.
    Red Bull è molto ricca e mira a impadronirsi di atleti che in qualche modo ridicolizza agli occhi di chi ci capisce qualcosa. Non so se ci siamo spiegati.

  44. Anch’io mi incazzo!
    Mi incazzo quando la domenica mattina raccolgo le lattine vuote del famoso beverone sulla strada davanti a casa mia. Non sono “perse” da austriaci ma da italiano DOC!

  45. E’ un cane che si morde la coda: la cannibalizzazione dell’andar in montagna da parte di amatori, illustri sconosciuti, nei weekend e ferie (quello che io chiamo Il Circo Barnum) deve essere alimentato, a monte (scusate il gioco di parole), da un alpinismo di punta drogato, esagerato e sponsorizzato a manetta. per interrompere quest’ultimo dovremmo entrare con il lanciafiamme nel Circo Barnun dei comuni mortali e farlo tornare quello di un tempo. Come per incanto gli sponsor non sarebbero più interessati all’alpinismo di punta, che perderebbe il valore mediatico che ha nell’attuale modello, per cui anche l’alpinismo di punta tornerebbe quello nobile, raro e di pochi individui. Nessuno però vuole né l’uno né l’altro intervento e quindi non cambierà nulla, anzi purtroppo andrà sempre peggio.

  46. Ivazanicchi personalmente mi è capitato di berla e non posso che concordate, sulla serietà mi ripeto: chrigel maurer non è un atleta serio? E lo stesso kammerlander se ne avesse avuto la possibilità non si sarebbe fatto sponsorizzare da rb? Riflettici e rispondi onestamente,

  47. La bibita Red Bull fa schifo!
    L’avete mai bevuta?
    Quella venduta in Austria ha un contenuto di taurina molto superiore alla versione italiana.
    Eppure riscuote grande successo tra i giovani (un po’ idioti, occorre dire) che la mescolano con alcolici vari.
    Nel senso che: la propaganda slava i cervelli.
    Un atleta serio non si farebbe mai sponsorizzare da redbull.
    Sulle foto inclinate di Kammerlander e altri, concordo, ma il vecchio Hans l’Everest con gli sci l’aveva comunque sceso (e salito), e in maniera decisamente più elegante, per questo s’incazza.

  48. e comunque Marco Siffredi aveva già fatto una discesa integrale dell’Everest nel 2001 ma con la tavola (e salendo con l’ossigeno). Poi ci era risalito l’anno dopo per scendere dall’hormbein ma non ce l’ha fatta

  49. Si:
    Baumgartner rovina il paracadutismo.
    Godziek rovina il ciclismo.
    Dario Costa rovina il volo aereo.
    Ecc. ecc..
    Dai Hans smetti di ragionare, beviti qualche birra e continua a …Sragionare!

  50. E lungi da me difendere redbull ( che per altro che bisogno ne avrebbe essendo una multinazionale) ne criticare grandi alpinisti come voi, ma questa narrazione che redbull abbia fatto solo pagliacciate non completamente vera, certo ne ha fatte molte e  disdicevoli ma in fondo la spettacolarizzazione non è parte dell alpinismo di alto livello dai tempi di whimper? E quando lo stesso h.k. o chi per lui giravano le foto per falsare l’inclinazione?

  51. Ah cominetti quindi le salite di d.lama tu non le apprezzi? E l’x alp è soltanto una roba per le masse che di vele non capiscono niente? Interessante vedo che come kammerlander sei un po’ piccato

  52. Secondo me la nota bevanda austriaca, dal sapore di gomma da masticare, suggella quelle prodezze solo spettacolari che vengono apprezzate dalla massa ma non da chi ha un minimo di competenza. 
    E purtroppo questi ultimi sono in netta minoranza numerica. Bravo Hans a farlo notare. Credo che la sua protesta sia più per una corretta visione dei fatti che per una sua personale convenienza di cui non ha certo bisogno.

  53. “Red Bull…rovina l’alpinismo, annacqua tutto.”
     
    Maddai, chi l’avrebbe mai detto…

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