La truffa del “biomonitoraggio di massa”
(a colpi di “task force”… al rallentatore)
a cura della Redazione di rete-ambientalista.it
(pubblicato su rete-ambientalista.it il 3 settembre 2025)
Non ci siamo mai stancati di denunciare la storica complicità della Regione Piemonte con Solvay per rinviare all’infinito, ben oltre il fatidico 2026, il monitoraggio di massa delle popolazioni a rischio: “pistola fumante” del crimine in corso. Al punto che fummo costretti a provvedere ad analisi private tramite l’Università di Liegi (con risultati angoscianti! e ora in aumento!).
La provincia di Alessandria conta 405.288 abitanti. Fra i quali, la Regione Piemonte, tramite Asl, finalmente nel 2024 ha sottoposto a biomonitoraggio PFAS il sangue di… 29 cittadini. Pari allo 0,0071% della popolazione a rischio. Si “ascende” allo 0,31% se si considera solo il comune di Alessandria (90.952 abitanti), ma sarebbe fuorviante perché i Pfas del sobborgo Spinetta Marengo sono stati rilevati anche negli altri comuni della provincia: in atmosfera, acque sotterranee, acquedotto, fino al fiume Bormida e dunque al Po.
Ebbene, nel sangue di tutte le 29 persone sono stati accertati i Pfas, per 22 addirittura con valori fino a 20 microgrammi/litro e per 6 nientemeno superiori a questo limite di estremo pericolo per la salute: Da anni gli studi scientifici hanno dimostrato che l’esposizione a questi livelli di PFAS può portare a: – Effetti riproduttivi come diminuzione della fertilità o aumento della pressione sanguigna nelle donne in gravidanza. – Effetti o ritardi sullo sviluppo nei bambini, tra cui basso peso alla nascita, pubertà accelerata, variazioni ossee o cambiamenti comportamentali. – Aumento del rischio di alcuni tumori, inclusi quelli della prostata, dei reni e dei testicoli. – Ridotta capacità del sistema immunitario del corpo di combattere le infezioni, inclusa una ridotta risposta ai vaccini. – Interferenza con gli ormoni naturali del corpo, tiroide. – Aumento dei livelli di colesterolo e/o rischio di obesità. [fonte: Environmental Protection Agency USA].
Si consideri, poi, che tali patologie tossiche e cancerogene dei Pfas non esplodono in fase acuta bensì erodono il corpo umano in tempi medi e anche lunghi, perchè si immagazzinano nel sangue e negli organi e di lì non si degradano e non si eliminano: sono stati ribattezzati “forever chemicals” “sostanze chimiche eterne”. Appunto, la Regione è stata giuridicamente costretta ad annunciare, per le 29 Vittime accertate, l’attivazione di “un sistema di sorveglianza sanitaria con la possibilità da parte di pediatri e medici di famiglia di sottoporre -tutti gli anni, per anni e anni, vita natural durante- la popolazione esposta alle analisi del sangue periodiche e gratuite, per individuare precocemente gli effetti sulla salute generale dell’organismo”.
Per le 29 Vittime accertate!! E per le altre 405.259 potenziali Vittime?? Quanto meno per le altre 90.923?
Potenziali? più che potenziali: se si esaminano le storiche analisi epidemiologiche che riproducono le patologie scientificamente attribuibili ai Pfas, a tacere le altre 21 sostanze tossiche cancerogene dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo.
“Task force” alla piemontese
Allora, la Regione Piemonte, a smentire la reiterata accusa di complicità con Solvay per aver rinviato all’infinito il monitoraggio di massa delle popolazioni a rischio, ha avviato nel 2024 nientemeno che una “task force regionale”. E dopo “appena” un anno, l’assessore regionale Federico Riboldi può sciorinare in pompa magna i dati: “Mercoledì 16 luglio 2025 la task force regionale valuterà i risultati in forma aggregata delle analisi sui primi 300 [sic] maggiorenni residenti entro i tre chilometri dal polo chimico di Spinetta Marengo. Lunedì 21 luglio alle 21 all’Auditorium del Marengo Museum di Spinetta Marengo, ci sarà un incontro pubblico per approfondire il tema e illustrare le modalità di ritiro dei referti e di adesione al biomonitoraggio. A oggi, hanno già effettuato il prelievo oltre 450 [sic] cittadini, e oltre 700 [sic] hanno completato la preadesione online”.
I risultati sono presentati col sorriso sulle labbra. Il 9% (tra cui bambini ma in prevalenza maschi, ultrasessantenni e in pensione, cioè ex dipendenti) ha nel sangue oltre 20 ng/ml di Pfas, dieci volte più della “prima soglia” di 2 ng/ml. Qualcuno si avvicina a 40; solo il 4% è “sottosoglia”. Insomma, il 96% dei residenti li ha nel sangue.Per Pfas si intendono il vecchio Pfoa e i nuovi (a suo tempo né dichiarati e autorizzati) ADV, C6O4, GenX.L’assessore Riboldi ha nominato a capo della cosiddetta task force tal professor Luigi Castello che parla di “soglie”, come se ci fossero limiti più o meno tollerabili di cancerogeni nell’organismo umano, mentre l’unico parametro è LIMITE ZERO.Per lui, sulle televisioni, invece i dati “non sono allarmanti”: tesi antiscientifica assai cara a Solvay sui media e nei tribunali.Cosa volete che sia se oltre 9 persone su 10 registrano nel sangue la presenza degli “inquinanti eterni”?E per il candido Castello basta… non consumare prodotti a chilometro zero. Mica chiudere i Pfas (a tacere gli altri 20 cancerogeni).
Con la faccia di tolla che lo contraddistingue (imitando la Meloni che sciorina un “modello italiano” al giorno), l’assessore Riboldi ha suscitato l’ilarità dei presenti: “L’importante azione messa in campo a Spinetta Marengo è ormai diventata un esempio non solo regionale, ma nazionale (sic). Con determinazione e trasparenza la Regione Piemonte sta portando avanti una serie di iniziative che, proprio partendo dalla frazione alessandrina, puntano alla tutela della salute della popolazione piemontese: da un lato con un biomonitoraggio capillare (sic) della popolazione residente nei pressi di un polo chimico e dall’altro con l’istituzione di un Osservatorio per la riduzione dei Pfas per garantire la protezione ambientale”.
Va da sé che il monitoraggio di massa avrà bisogno di tempi lunghi e dunque l’imbonitore ha promesso “un ulteriore livello di monitoraggio pluriennale non solo per i Pfas ma anche per gli altri 20 contaminanti ambientali tossici e cancerogeni”. “L’obiettivo della Regione è arrivare a monitorare 2.400 persone entro tre anni, il 30% della popolazione”. La quale, se la matematica non è una opinione, ammonta in provincia di Alessandria conta 405.288 abitanti, non a 8.000. Comunque: 8.000 in 9 anni. Tutto al rallentatore.
Ovviamente, “campa cavallo” anche per la loro eliminazione dal territorio e la successiva bonifica, non si parli di chiusure di produzioni: “Ci affidiamo al dialogo, al cronoprogramma di interventi da parte dell’azienda”. Bontà loro.
E con noi Riboldi osa affermare “La vostra battaglia è anche la mia”. Vade retro ribaldi. Riboldi, tramite il rallentatore di far mancare soldi per monitoraggi sanitari e ambientali, altro non fa che attuare la strategia atta a favorire Solvay (detta “ralenti” a Bruxelles).
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“L’importante azione messa in campo a Spinetta Marengo è ormai diventata un esempio non solo regionale, ma nazionale”
Questa cos’é, una velata minaccia?
Comunque non mi pare che il Piemonte si comporti in maniera molto differente dal Veneto a riguardo…
Padroni a casa nostra!