Red Rocks

Arrampicare con i rumori della città di sottofondo? Di solito ci si immagina ben altro se si pensa a scalare una via alpina. Da noi, le vie alpine si scalano nelle Dolomiti, un paradiso per l’arrampicata di questo genere. Inizialmente questo valeva anche per i quattro autori di questa guida. Però che fare, se in primavera c’è ancora neve sulle montagne o il tempo non è abbastanza bello? La frustrante attesa del periodo estivo è sicuramente stato uno dei principali incentivi a trovare alternative alle vie alpine di alta montagna nelle Dolomiti. Grazie alla curiosità degli autori, Tourenleiter della sezione AVS di Bolzano e del Hochtourengruppe Bozen (Gruppo Alta Montagna del AVS Bolzano), ci sono grandi novità per gli appassionati di vie alpine.
La parola magica è “porfido”. Questa è la roccia che ha entusiasmato gli autori, dalle pareti che circondano Bolzano fino alla cima della Sarner Scharte.
La voglia di nuove avventure ha spinto gli autori a scovare e ripetere vie vecchie e dimenticate e a renderle di nuovo accessibili a possibili ripetitori. Ma non solo: anche le più recenti aperture si trovano raccolte nella presente guida e completano il quadro della scalata alpina sul porfido sudtirolese.
Con un caloroso appello agli arrampicatori affinché seguano scrupolosamente le avvertenze espresse nel capitolo iniziale, auguro ai ripetitori buon divertimento e tante nuove esperienze (Eduard Gruber, presidente AVS sezione Bolzano)”.

Viviamo in un territorio stupendo, che asseconda tutte le esigenze di chi frequenta la montagna e in particolar luogo chi arrampica.

Spesso, però, motivi di lavoro o particolari situazioni ci impediscono di prendere l’automobile e dirigerci verso le pareti dolomitiche dove dar sfogo alla nostra passione di alpinisti e scalatori.
Fortunatamente i dintorni di Bolzano, ci vengono incontro con luoghi dove scaricare le nostre voglie.
Il CAI e l’AVS per mezzo dei propri soci, guide alpine e grandi scalatori sono riuscite a tracciare numerose vie di arrampicata in pareti di porfido e falesie nelle vicinanze immediate della citta quindi facilmente raggiungibili.
Questa bellissima guida Vi porterà in questi luoghi e Vi farà divertire e conoscere pareti e vie di media e grande difficolta dove potrete impegnarVi, sempre rispettando tutti i dettami di sicurezza e prudenza, nella vostra voglia di arrampicare (Riccardo Cristofoletti, presidente CAI sezione di Bolzano)”.

Questa guida è disponibile online con download gratuito sul sito www. alpenverein.it/redrocks , oppure qui. La maggior parte degli itinerari è collegata a una relazione digitale su www.alpenvereinaktiv.com.

Red Rocks
(vie multi-pitch sul porfido di Bolzano)
di Luca De Giorgi, Peter Warasin, Johannes Kaufmann e Gabriel Rossi

L’arrampicata su porfido è stata una tarda rivelazione. Noi siamo arrampicatori viziati: in estate possiamo godere delle meravigliose Dolomiti e in inverno raggiungiamo facilmente la Valle del Sarca. Qui da noi si può arrampicare su diverse tipologie di roccia, dal gneiss al granito, e persino su marmo. Non c’è da stupirsi se queste zone di porfido sono state trascurate così a lungo. Anche noi abbiamo iniziato ad arrampicare indoor su prese artificiali o nelle Dolomiti, e soltanto dopo diversi anni siamo entrati per la prima volta in contatto con questa roccia nelle falesie del Renon e a Gargazzone.

Poi abbiamo avuto bisogno di altro tempo e perseveranza per acquisire la tecnica adeguata, ma alla fine il porfido ci ha stregato. Semplicemente non abbiamo potuto resistere alle linee così evidenti e alle fessure perfette, oltre che alla bellissima cromaticità di questa roccia. Abbiamo iniziato a ripetere tutti gli itinerari di porfido già esistenti e in seguito ne abbiamo aperti di nuovi in prima persona. Salvo poche eccezioni, tutti gli itinerari contenuti in questa guida sono stati ripetuti da almeno uno degli autori tra l’autunno del 2017 e la primavera del 2020. Abbiamo raccolto numerose esperienze e informazioni riguardanti l’arrampicata su questo tipo di roccia. Era abbastanza ovvio quindi pensare di pubblicare una nuova guida.

In questi termini, siamo solo gli ultimi di una lunga ma poco conosciuta lista di amanti del porfido. Tutto ebbe inizio nel 1947 con la prima ascensione del Candelone a St. Jakob da parte di Rinaldo Chistè e alcuni suoi compagni. Nei decenni successivi si formò un piccolo gruppo di arrampicatori di lingua italiana che pubblicizzò l’apertura di nuove vie su questo tipo di roccia. Alla fine degli anni ’60, Heini Holzer e alcuni suoi compagni aprirono i primi itinerari alpinistici sulla Sarner Scharte. L’ulteriore sviluppo dell’arrampicata continuò molto lentamente e fu portato avanti da pochi individui particolarmente motivati. Sia sulla Sarner Scharte che sulle pareti attorno a Bolzano si alternavano brevi periodi di nuove aperture con anni di inattività. Nel 1990 Hansjörg Zatelli pubblicò la prima guida di arrampicata con gli itinerari della Sarner Scharte.

Dieci anni dopo, nel 2000, Roberto Iacopelli pubblicò Porfidi Perfidi, la prima guida generale all’arrampicata su porfido e diretto predecessore di questo libro. Più della metà degli itinerari qui descritti sono stati aperti negli ultimi vent’anni. Grazie alla pagina del sito web dell’Alpenverein Südtirol dedicata alle prime ascensioni (https://www.alpenverein.it/de/kletterer-alpinisten/alpin/ erstbegehungen-128.html), a partire dal 2009 è stato possibile seguire i nuovi sviluppi che hanno sicuramente contribuito al boom di aperture di nuovi itinerari degli ultimi anni. Nonostante tutto, l’arrampicata su porfido è ancora agli inizi e ci sono ancora parecchie zone da esplorare. Con la pubblicazione di questa nuova guida del porfido abbiamo cercato di documentare gli sviluppi fino ai giorni nostri e speriamo di dare un ulteriore stimolo per l’apertura di nuovi itinerari su questa meravigliosa roccia.

Tuttavia va riconosciuto che l’arrampicata su porfido presenta alcuni considerevoli svantaggi:

– Noi arrampicatori delle Dolomiti non siamo abituati a una roccia di questo tipo. Anche gli stessi arrampicatori esperti di granito possono trovare questo tipo di roccia così diverso e frustrante all’inizio.

– Purtroppo questo tipo di roccia è spesso friabile, e anche sugli itinerari “classici” bisogna fare attenzione.

– Poiché molti itinerari si trovano a bassa quota, le linee che non vengono ripetute spesso possono presentare della vegetazione. I licheni prosperano sulle aree esposte alla pioggia e dopo forti piogge, alcune sezioni degli itinerari possono essere sporche di terra e foglie.

– Poiché molte delle vie d’accesso sono vicine alla valle, spesso si deve passare attraverso una fitta vegetazione o terreni privati.

– Generalmente gli itinerari sono poco continui e brevi. Per lo più si tratta di uno o due lunghezze interessanti, il resto è avvicinamento e uscita.

– Gli itinerari “plaisir” sono pochi, la maggior parte di essi richiede esperienza alpinistica e dimestichezza con le protezioni veloci.

– A eccezione degli itinerari della Sarner Scharte, alle altre linee manca l’incanto delle grandi pareti. L’uscita nel bosco sopra il cimitero di Bolzano non è neanche lontanamente paragonabile alla Cima Grande di Lavaredo.

Ciò nonostante ci sono alcune ottime ragioni per arrampicare su porfido:

– Non si tratta di calcare. Nonostante il fascino delle Dolomiti, è stimolante poter arrampicare su una roccia completamente diversa.

– Gli itinerari brevi a valle possono essere ripetuti, nelle giornate più lunghe, anche dopo il lavoro.

– Se le previsioni metereologiche in montagna non sono delle migliori, gli itinerari nella conca di Bolzano possono costituire una valida alternativa.

– L’arrampicata su porfido è ancora poco nota. Di rado si incontrano altre cordate.

– Non c’è bisogno di andare in montagna per vivere un’avventura, anche in valle ci sono itinerari dal carattere alpinistico.

– L’arrampicata su porfido è estetica: i colori, le fessure e i movimenti sono unici.

Non tutto il porfido è uguale. A volte questa roccia è estremamente dura e liscia come a Gargazzone, altre volte è morbida e friabile come nella gola di Sarentino. A Vadena prevalgono le fessure verticali e gli spigoli, mentre sulla Sarner Scharte ci sono le placche. Nonostante queste significative differenze, utilizziamo per semplicità il termine comunemente noto come “Porfido”, per denotare le rocce di origine vulcanica tra la Sarner Scharte a nord e le pareti di Vadena a sud.

I lettori interessati possono trovare una descrizione geologica più dettagliata di queste rocce nel capitolo introduttivo. Al di fuori dell’Alto Adige, più a sud, si può arrampicare sul porfido della Tognazza e del Colbricon, che però fanno ancora parte dello stesso deposito. La zona di arrampicata su porfido che ci è più prossima è la falesia di Rochlitzer Berg vicino a Dresda. Altre zone di arrampicata su porfido si trovano alle Canarie, in Nuova Zelanda, Australia, Argentina e Perù.

Rispetto all’opuscolo che era stato pianificato inizialmente, siamo riusciti a realizzare una vera e propria guida d’arrampicata. Per la maggior parte degli arrampicatori e delle arrampicatrici probabilmente sarebbe stato sufficiente un opuscolo con i 30 migliori itinerari senza materiale aggiuntivo. Tuttavia nel corso della nostra ricerca ci siamo imbattuti in molti altri itinerari a noi sconosciuti. Sarebbe stato un peccato lasciarli cadere di nuovo nell’oblio. Inoltre, durante questi due anni di stesura della guida, sono stati aggiunti molti nuovi itinerari.

Abbiamo parlato con apritori e ripetitori, che ci hanno offerto scorci interessanti riguardanti la storia della scalata su porfido. Alcuni ci sembravano troppo preziosi per non condividerli.

Questa guida è il frutto del lavoro di quattro autori e di diversi collaboratori. I lettori più accorti sapranno cogliere le sfumature dei differenti stili di scrittura che caratterizzano i vari autori. Sia il lavoro di ricerca che quello di stesura è stato svolto dai sottoscritti su base volontaria e grazie al sostegno dell’Alpenverein Südtirol.

Vi auguriamo ripetizioni di successo e tante nuove prime aperture!

Red Rocks ultima modifica: 2025-11-04T05:22:00+01:00 da GognaBlog

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3 pensieri su “Red Rocks”

  1. Ad occidente credo di essere stato uno dei pochi a possedere la guida, Porfidi Perfidi  e devo dire che l’aggettivo qualificativo in un paio di occasioni l’ho trovato azzeccato.

  2. Da non perdere le vie sopra l’ospedale di Bolzano che portano direttamente a uno splendido agriturismo dove in autunno si viene accolti da caldarroste e vino nuovo.
    Questo compensa la pessima qualità della roccia. In breve: si può passare una piacevolissima mezza giornata.

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