Maria Grazia Schiapparelli

Facciamo la conoscenza di Maria Grazia Schiapparelli, fotografa, appassionata naturalista, giornalista… e tanto altro ancora.

Maria Grazia Schiapparelli
(una vita per la montagna e la fotografia)
di Massimo Losito
(pubblicato su piemonteparchi.it il 21 settembre 2026)
Foto di Maria Grazia Schiapparelli

In occasione della recente mostra fotografica tenuta insieme ad altri esperti amici fotografi, ospitata dall’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore presso la struttura di Cascina Emilia nel Parco della Burcina (terminata il 14 giugno 2026), abbiamo avuto modo non solo di apprezzare i bellissimi scatti di Maria Grazia Schiapparelli ma anche di fare una chiacchierata con lei per conoscerla e saperne di più sulle sue numerose attività ed interessi.

Un ritratto giovanile di Maria Grazia Schiapparelli con il suo gatto

Chi è Maria Grazia Schiapparelli?
Dopo molte esperienze di studio e professionali gestisco una attività commerciale, ma da sempre adoro la natura e la vivo in tutte le sue manifestazioni (fioriture, albe, tramonti, nuvole, tempeste, mare, montagne…). Una grande passione cui ho dedicato gran parte delle mie ottanta primavere e che continua ad essere preponderante nella mia vita quotidiana.

Come nasce la passione per la montagna?
Cammino in montagna fin da piccola, sono passata gradualmente dal trekking a bassa quota alle escursioni sui ghiacciai – prima – ed alla pratica assidua dello scialpinismo, poi, con le montagne valdostane come meta preferita.

Anemone hepatica. Foto: Maria Grazia Schiapparelli.

E quella per la fotografia?
La fotografia è nata come necessità di portarmi a casa dei ricordi concreti di tutte le vette che ho raggiunto, e di tutti i luoghi del mondo che ho visitato durante i miei viaggi, a volte anche “estremi”, fotografo tutto ciò che mi trasmette emozioni e sensazioni, stati d’animo che cerco di trasmettere a chi osserva i miei scatti.

Cosa ci racconta della sua attività di fotografa?
Sono su Flickr dal 2008 con circa 23mila foto e più di 7 milioni e mezzo di visualizzazioni. Sono stata presidente per una quindicina d’anni di un gruppo fotografico e da una ventina di anni sono socia del Fotoclub Biella alla cui attività partecipo tuttora.

Maria Grazia Schiapparelli all’inaugurazione della mostra fotografica con i suoi scatti

Ma ci risulta essere anche giornalista…
Sono stata intervistata anni fa dal giornale “Eco di Biella”, che, vista la mia disponibilità a scrivere articoli riguardo ad itinerari naturalistici e culturali, mi ha subito coinvolto ed arruolato nella sua redazione come collaboratrice fissa.

Da diversi anni sul numero del giovedì di questa testata locale viene pubblicata una pagina da me curata. A tutt’oggi ho scritto più di 140 articoli in cui la dettagliata descrizione degli itinerari percorsi a piedi è arricchita dalle mie foto; alcuni di questi articoli (foto comprese) sono stati raccolti e riassunti in un libro dal titolo “Escursionando”, opera prima cui seguirà entro la fine dell’estate il secondo capitolo.

Maria Grazia Schiapparelli alla capanna Margherita

Cosa pensa, in base alla sua esperienza, del ruolo dei Parchi nella preservazione degli ecosistemi e tutela della biodiversità?
I Parchi piemontesi in questo ambito sicuramente da sempre rivestono una grande importanza, purtroppo però necessiterebbero di maggiori risorse per svolgere a pieno la propria funzione; parlando delle “mie” aree protette (quelle biellesi) penso che siano ecosistemi preziosissimi, ma osservandole e frequentandole mi accorgo di come ognuna di esse presenti dei problemi strutturali di non facile risoluzione.

Bivacco Luigi Ravelli, Valgrisenche. Foto: Maria Grazia Schiapparelli.

La Baraggia di Candelo ancora oggi è in parte zona militare e teatro di esercitazioni che non giovano all’ambiente circostante, cosa che continua ad essere oggetto continuo di dibattito e ad alimentare polemiche.

Non dimentichiamo poi i problemi legati al mutamento climatico ed al maltempo. Ad esempio una recente alluvione ha distrutto l’area che per me era una delle più interessanti di tutte, un habitat ideale per specie animali quali martin pescatore e gruccione, ossia le rive sabbiose della Baraggia di Candelo, che sono state portate via dal torrente Cervo in piena.

Parco della Burcina · Pollone. Foto: Maria Grazia Schiapparelli.

La Burcina, per quanto oggetto di una continua ed accurata opera di manutenzione, ha perso molti alberi stupendi che non sono ancora stati sostituiti, e investendo tempo e risorse nella zona circostante alla vetta del parco potrebbero essere rinvenuti molti più reperti archeologici di quelli ad oggi trovati.

In ogni caso è grazie all’opera di preservazione e di manutenzione svolta dall’Ente Parco che, ad esempio, un luogo magico quale la Riserva Naturale della Bessa esiste ancora e può essere visitato e studiato.

Maria Grazia Schiapparelli ultima modifica: 2026-10-31T05:04:00+01:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

1 commento su “Maria Grazia Schiapparelli”

  1. Per essere un articolo dedicato a una fotografa, poteva almeno includere qualche immagine ripresa da lei invece che foto ricordo scattate da imbianchini*.
    Certo, andando su Flickr ci saranno le oltre 20000 che dice di avervi caricato, ma una piccola selezione avrebbe arricchito senz’altro questa lettura mattutina, visto che qui piove.
     
    *Con rispetto parlando per chi svolge questo mestiere sacrificale.
     
    Comunque siamo tutti fotografi. Anch’io stesso ho fatto delle mostre ma senza che questo cambiasse la mia percezione per la fotografia intesa come scienza della gestione della luce. Sarà questione del cosa uno cerca nella propria vita, ma è difficile mostrare le proprie fotografie senza cadere nella situazione del mostrare se stessi. Anche quando non si vuole.
    Mi è successo di essere stato investigato in qualche modo dai servizi segreti (forse leggeranno quello che sto scrivendo qui ma non me ne importa) dopo una mostra in cui raccontavo di situazioni evidentemente sorprendenti. Per fortuna tutto si è disciolto nella normalità. Cosa oggi rara perché sopraffatta dalla realtà digital-comfort, che nulla aggiunge a ciò che già esisteva.
    Come diceva un mio zio fotografo (lo zio Giuseppe, di cui ho già scritto in questo blog): “sono solo quello che schiaccia il bottone”.
    Non è facile farlo nel momento giusto, aggiungo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.