Mountain Wilderness porta il blitz della campagna “Basta ferraglia, basta nuove ferrate” sul percorso ciclo-escursionistico tra Baveno, Stresa e Gravellona Toce. Un intervento da oltre 211 mila euro, finanziato in larga parte con fondi pubblici, che lascia il segno su un ambiente di grande valore paesaggistico.
Tour delle Meraviglie
(il granito del Mottarone trasformato in un cantiere edile)
di Nicola Pech
(pubblicato su mountainwilderness.it il 14 ottobre 2026)
Il percorso ci è stato segnalato da alcuni soci che abitano nei comuni alle pendici del Mottarone: camminatori e mountain biker che frequentano questi luoghi e che hanno voluto richiamare la nostra attenzione sulle opere realizzate lungo il cosiddetto Tour delle Meraviglie. Mountain Wilderness ha raccolto la segnalazione e, nell’ambito della campagna “Basta ferraglia, basta nuove ferrate”, ha compiuto un blitz per documentare e denunciare l’impatto delle attrezzature installate sulla roccia.
Oltre 211mila euro di risorse pubbliche
Il Tour delle Meraviglie è un progetto promosso dall’Unione Montana del Cusio e del Mottarone per realizzare un percorso ciclo-escursionistico in quota tra i territori di Baveno, Stresa e Gravellona Toce. Il progetto esecutivo, approvato nel dicembre 2024, prevede una spesa complessiva di 212.000 euro.
Di questa cifra, 161.018,36 euro provengono dal GAL Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola, attraverso il Programma di sviluppo rurale 2014–2020. La parte restante è a carico dell’Unione Montana e dei Comuni coinvolti, secondo il quadro economico approvato.
Ma che cosa sono i fondi GAL?
I fondi GAL (Gruppi di Azione Locale) sono finanziamenti europei destinati a promuovere lo sviluppo delle aree rurali, sostenendo progetti volti a migliorare l’economia, i servizi e la qualità della vita, soprattutto nei territori montani e nei piccoli comuni.
Parliamo dunque di un’opera realizzata con una consistente quota di denaro pubblico, destinata in questo caso a infrastrutturare un ambiente montano che possiede già una propria attrattiva, fatta di paesaggi, sentieri, boschi e rocce.
Un itinerario di 16 chilometri sul versante del Mottarone
Il Tour delle Meraviglie è un itinerario cicloescursionistico sul versante settentrionale del Mottarone, nei territori di Stresa, Baveno e Gravellona Toce. Il percorso si sviluppa per circa 16,4 chilometri, alternando strade sterrate, sentieri e tratti di viabilità asfaltata, con panorami sul Lago Maggiore, la Val Grande e le Alpi. Il Tour delle Meraviglie si configura, di fatto, come un itinerario che collega sentieri già esistenti. Il punto più critico del progetto è la realizzazione di un nuovo tratto di sentiero sul versante meridionale del Monte Zughero.
Qui il percorso è stato oggetto di pesanti interventi di infrastrutturazione con passerelle metalliche, griglie e scalinate che ricordano più le strutture di un impianto industriale che un sentiero di montagna. È proprio questo tratto, per l’impatto delle opere realizzate sul paesaggio, che è stato oggetto del blitz di Mountain Wilderness nell’ambito della campagna Basta ferraglia, basta nuove ferrate.
Il granito del Mottarone e del Monte Zughero, perforato come in un cantiere edile
Il Monte Zughero, contrafforte nord-occidentale del massiccio del Mottarone, è caratterizzato da affioramenti di granito dalle delicate tonalità rosate che emergono dalla vegetazione, mostrando forme sinuose, modellate nel tempo dagli agenti atmosferici. Sono rocce dalle sagome sorprendenti, che sembrano talvolta richiamare animali, piante e figure fantastiche, stimolando l’immaginazione di chi le osserva. La loro bellezza nasce proprio dall’incontro tra la pietra, la vegetazione e il lento lavoro della natura: un equilibrio spontaneo che dà a questo angolo di montagna un carattere inconfondibile.
È su queste rocce che si è intervenuti per realizzare il nuovo tratto del Tour delle Meraviglie. Il granito è stato perforato per fissare ancoraggi e strutture metalliche.
La resa estetica dell’intervento è sconvolgente. Nemmeno nei peggiori incubi avremmo immaginato opere così distoniche rispetto al paesaggio: reti metalliche ancorate alla roccia, scale e passerelle che ne tagliano i profili, fittoni di ferro che la perforano. Una manomissione così pesante che evoca più l’immagine di un cantiere edile che quella di un sentiero di montagna. Non si tratta di qualche elemento discreto per rendere più agevole un passaggio, ma di un’infrastrutturazione invasiva che impone al paesaggio una presenza artificiale ingombrante, cancellando proprio ciò che rende questi affioramenti unici e affascinanti.
E tutto questo per realizzare un tratto che, dal punto di vista escursionistico, non aggiunge nulla di significativo al percorso. Per di più, nonostante il Tour delle Meraviglie venga presentato anche come itinerario ciclabile, il segmento attrezzato appare realizzato in modo totalmente inadeguato alla percorrenza in bicicletta: curve con raggi fuori scala, passaggi e strutture che ostacolano la progressione anziché agevolarla. Un’opera che, oltre a compromettere il paesaggio, solleva seri dubbi sulla sua stessa funzionalità rispetto all’utilizzo dichiarato.
Basta ferraglia!
La campagna di Mountain Wilderness nasce per contrastare la proliferazione di ferrate e attrezzature artificiali realizzate a scopo ludico e/o turistico. E ferraglia, in questo caso, è senza dubbio il termine appropriato. Non è una battaglia contro chi cammina, corre, scala, scia o va in bicicletta in montagna, ma contro l’idea che ogni ambiente debba essere attrezzato e trasformato per essere venduto e consumato come esperienza turistica, ludica o sportiva.
Oltre 200 mila euro di fondi pubblici spesi per un’opera di questo genere sono uno spreco inaccettabile. Risorse che avrebbero potuto essere destinate alla manutenzione ordinaria della rete sentieristica, alla tutela del paesaggio e a servizi utili alle comunità locali.
Si è scelto invece di investire in una pesante infrastrutturazione che deturpa il Monte Zughero, trasformando i suoi affioramenti granitici in una sorta di discarica di ferraglia.
Chi si occuperà della manutenzione di queste strutture che già mostrano segni di incuria? Con quali risorse verranno mantenute? Chi si assumerà la responsabilità quando passerelle, griglie, scalinate e ancoraggi si deterioreranno o diventeranno pericolosi? Anche su questi aspetti, il progetto solleva interrogativi ai quali è doveroso dare risposte chiare.
La nostra campagna di sensibilizzazione non si ferma qui: continueremo a denunciare nuove opere inutili e invasive, chiedendo che le risorse pubbliche siano impiegate per tutelare la montagna, non per trasformarla in uno squallido parco divertimenti.
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