Tra roccia, amicizia e ricordi
di Cristian Cinghio Candiotto
(pubblicato su guidaalpinacinghio.it)
È il 14 settembre 2025, sono le 4 del mattino, sono in vacanza tutti dormono ed io ho giusto quelle 6 ore per scalare e rientrare prima che tutti si sveglino. Staccare la spina e prendere il mio tempo, a mio modo, con il mio ritmo, è un qualcosa a cui non posso rinunciare, ne ho e ne sento veramente il bisogno. Oggi voglio aprire un’altra bella linea in solitaria, un qualcosa di veloce, ma bello, e dedicarla ai miei figli.
La meta è il Monte Rujo che nel suo versante ovest offre nella parte più alta una parete che può ospitare diverse linee da più tiri. Qui dopo aver salito sempre da solo la via Uno sguardo sul Golfo (1), avevo adocchiato quella che oggi sarà il mio obiettivo.
Eccomi, sono arrivato. Inizio i preparativi e parto a scalare, tutto procede bene, roccia bella, tiri pure e le manovre che filano pulite senza intoppi e nel giro di 4 ore sono in cima a godermi questo momento. È il momento più bello dove tutte le emozioni tornano ed hai il tempo di viverle una ad una, ma questa volta è diverso.
Il telefono suona, è Ale: “Ale hai visto le storie? Veniamo a ripeterla?”
Ed Ale, “no Cinghio, è morta Chiara“.
Tutto crolla e diventa tragedia.
Chiara era la cugina di mia moglie e cara amica di Alessandro Beretta, la persona che aveva permesso di conoscerci e regalarci così tante avventure insieme. Passato il tempo per metabolizzare il lutto, decisi che ciò che potevo fare per ricordarla, era fare un qualcosa per lei e da lì l’idea di una via insieme, fatta da me ed Ale. E così eccoci qua.
Chiara, non potremo più averti materialmente qui con noi … ho voluto però ricordati, farti vivere in qualcosa a me molto caro dove mille emozioni prendono posto e dove per me il tuo ricordo rimarrà per sempre.
Un grazie ad Ale che ha condiviso fatiche ed emozioni e ad Armando, amico sincero sempre pronto a dare una mano.

Note
(1) La via Uno sguardo su Golfo è stata aperta in solitaria da Cristian Candiotto il 22 giugno 2024, poi è stata attrezzata dallo stesso Candiotto con Pietro Bonaiti Pedroni il 26 giugno 2024. Si svolge sul Monte Rujo, vicino a Capo Figari. Conta due tiri di corda, le soste sono attrezzate a fix. Partendo dalla località I Mandorli, che rimane dopo il sottopasso ferroviario, appena oltrepassato il comune di Golfo Aranci, si prende il sentiero per Monte Rujo e non per Cala Moresca. Arrivati al passo prendere l’indicazione per il Monte Rujo. Una volta raggiunto il base della falesia, seguire gli ometti in direzione ovest quindi verso il golfo fino ad arrivare alla base della via. 1 h.
(2) La Via Mariasole (7°+ 6°obl. 230 m) è stata aperta da Cristian Candiotto e Paolo Pisano il 21 settembre 2025, approcciando la parete in gommone. Primo tiro 20 m, 1 clessidra IV; secondo tiro 35 m, 2 fix, V; terzo tiro 35 m, 2 fix, V; quarto tiro 30 m, 1 fix, 1 clessidra, II; quinto tiro 40 m, 5 fix, VI; sesto tiro 35 m, 3 fix, 1 clessidra, VV; settimo tiro 35 m, 5 fix, 1 clessidra, VII+.
(3) Durante le discese della parete est di Capo Figari fatte per ricognizione o prima delle salite, Cristian Candiotto ha trovato in parete un vecchio chiodo, a circa 50 m dall’uscita. Certamente si tratta del chiodo lasciato dalla cordata di Alessandro Gogna ed Ernesto Fabbri durante la prima ascensione della parete (via Mirage), il 18 aprile 1981. Da un controllo effettuato sui due itinerari, risulta che la via Kikibi (aperta da Gianni Canale e C. nel settembre 2014) sia pressoché del tutto sovrapposta alla via Mirage, ad eccezione di una lunghezza (la sesta) nella parte centrale.
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