La donna al contrario

La donna al contrario
di Marcello Veneziani
(pubblicato su ariannaeditrice.it il 21 giugno 2026, fonte: Marcello Veneziani)

Eccolo, il Mostro, il Barbaro, l’Incivile sessista e femminofobo generale Roberto Vannacci che attacca le donne e strizza l’occhio al peggior maschilismo. Tutti, ma proprio tutti, dalla Gruber alla Meloni, non gli hanno perdonato quelle affermazioni critiche sul femminicidio e le hanno tradotte in una specie di complicità con gli assassini delle donne. Lasciate che io vi dica, nel nome della civiltà giuridica e del buon senso, che criticare il reato di femminicidio è sacrosanto sul piano dei principi e dell’efficacia pratica. Il fondamento della nostra civiltà giuridica è l’universalità del diritto, cioè il principio che la legge valga per tutti e chi uccide un uomo, una persona non può essere diversamente giudicato sulla base del genere della sua vittima.

È un abominio giuridico creare categorie speciali. È come dire che se uccidi una donna sei più di un assassino, se uccidi un uomo sei meno assassino. Se si dovesse accogliere il principio che un assassinio è più grave se perpetrato contro un soggetto debole allora dovremmo prevedere un’aggravante per tante categorie: i bambini, i vecchi, i malati, i disabili, gli homeless, coloro che vivono in particolari condizioni di miseria, fame, fragilità. La giurisprudenza da sempre stabilisce l’osservanza di un principio generale e poi prevede che nei casi specifici ci possano essere circostanze aggravanti o attenuanti per l’aumento o la riduzione della pena.

Se sul piano giuridico il femminicidio è un errore e un tradimento del diritto, sul piano pratico serve perlomeno a qualcosa, a fronteggiare un’emergenza, a frenare un’escalation? Sappiamo, dati alla mano, che i casi di “femminicidio” non sono certo diminuiti da quando è stata introdotto lo speciale crimine, proseguono con la stessa atroce noncuranza. E quanto più la denuncia sociale e mediatica cresce, tanto più avvengono quei delitti, o comunque non registrano flessioni nonostante le campagne di sensibilizzazione che non toccano gli insensibili e chi va fuori di testa. Chi commette crimini di quel tipo è in balia di una mente distorta, alterata, a volte malata e viziata, o appartiene a mondi che reputano una donna come una cosa da possedere; o chi vede crollare la sua vita, il suo mondo, è morbosamente legato a quel rapporto. Per tutti costoro essere condannati per aver compiuto un femminicidio, anziché “solo” un omicidio, non è certo un deterrente che li scoraggia o li trattiene dal farlo. Non a caso molti di loro prevedono di suicidarsi dopo aver ucciso.

Del resto, la stessa argomentazione è spesso usata contro la pena di morte: credete davvero che con la pena capitale diminuirebbero certi crimini particolarmente efferati? No, chi arriva a uccidere non fa di questi calcoli; lo ripetono magari le stesse persone che oggi difendono il femminicidio.

Dunque, se non vale a livello di principio e non serve a livello pratico, perché introdurre e difendere il femminicidio? Per una questione puramente simbolica o meglio per una questione retorica, che appartiene al piano ideologico e al nuovo bigottismo di genere. Su cui naturalmente si registra subito un corale allineamento in un nuovo conformismo, da sinistra a destra (sempre gli ultimi, a destra, prima recalcitranti e poi tardivamente accodati, per convenienza). Tutti nel coro, per ipocrisia, quieto vivere, timore di essere additati come nemici delle donne e amici degli stupratori. E altri, per le stesse ragioni, tacciono, fanno finta di niente, per non compromettersi.

La cosa più rivoltante è far passare un messaggio veramente barbaro, fazioso, incivile: chi non condivide l’introduzione di quel crimine speciale è un nemico delle donne, un complice sotto-sotto dei maschilisti più violenti o uno che reputa “normale” uccidere una donna, o meno grave, magari un nostalgico del delitto d’onore. No, signori, chi non condivide l’esistenza di un reato speciale ad hoc, non per questo ha un minimo d’indulgenza verso chi uccide una donna. L’aggravante va applicata in caso di speciali circostanze del singolo delitto; non in virtù di una legge che finisce col ritenere meno grave uccidere un uomo, un vecchio, un bambino, un disabile, un emarginato, un fragile rispetto a una donna.

Inaspriamo le pene per gli assassini, rendiamo meno automatiche le riduzioni della pena, e preveniamo di più e meglio. Per esempio, prestando più ascolto alle denunce preventive, o per quanto riguarda i casi di donne stuprate e infine uccise, adottando criteri efficaci. Come la neutralizzazione chimica di chi si è già reso colpevole di stupri e violenze sessuali; chi commette questo tipo di reati dovrebbe poter essere messo in condizioni di non nuocere per non reiterare il suo crimine, che a volte sfocia nell’uccisione della vittima. È stato adottato un termine cruento e spaventoso, castrazione chimica, per una soluzione incruenta che potrebbe ridurre la ripetizione di casi di stupro, neutralizzando stupratori seriali; potrebbe essere una pena alternativa, almeno in modo parziale, alla onerosa e non educativa detenzione nelle carceri. Chi usa il proprio corpo come arma di violenza non può appellarsi alla sua inviolabilità; quanti casi di stupro avremmo evitato?

Così come è veramente contraddittorio e assurdo che venga introdotto da un verso il crimine speciale di femminicidio, e dall’altro venga di fatto considerata come attenuante se la violenza viene compiuta da chi è in stato di disagio sociale, di emarginazione e di clandestinità o proviene da paesi che per cultura e religione hanno un atteggiamento diverso nei confronti delle donne, che considerano sottomesse, inferiori, se non addirittura prede dei propri appetiti sessuali.

Plausibile, mi pare, pure la critica che Vannacci rivolge alle quote rosa. Primo, perché si trattano le donne come categorie protette, stabilendo per legge uno statuto di inferiorità sociale e culturale, ignorando le tante donne che senza leggi speciali di genere si sono affermate nelle loro professioni e nei loro lavori, per competenza, capacità, scrupolo e bravura. A partire dalla Gruber e dalla Meloni. Secondo, perché se dovessimo inserire quote colorate a sostegno delle categorie più svantaggiate, dovremmo ripartire i posti di lavoro a un arcobaleno di protetti, senza mai considerare meriti e capacità personali: non solo disabili, orfani, vedove ma anche vittime di calamità naturali e sociali (terremoti, guerre, pandemie) o della criminalità organizzata, fasce di indigenti, disoccupati cronici, persone con situazioni famigliari particolarmente gravi e precarie; insomma fragilità di ogni tipo. Non è più semplice e più efficace assegnare posti secondo meriti soggettivi o requisiti oggettivi, non legati a un genere o a una condizione?

Torno infine a Vannacci e al suo nuovo filone La donna al contrario, applicazione di genere del suo best seller, Il mondo al contrario. Vannacci sa che la sua opinione, anche sul tema più vasto della famiglia naturale, delle nascite e dei legami affettivi, è largamente condivisa anche se difficilmente espressa; dunque sa di raccogliere consenso. Il problema dovrebbe essere non quello di censurare certe opinioni, lasciando che clandestinamente diventino più rozze perché non coltivate; ma di esigere un maggiore rigore di argomentazione, una migliore coerenza e anche un certo rispetto nell’affrontare temi sensibili e delicati.

Leggo in questi giorni corali reprimende sulla “sottocultura” di cui sarebbe portatore Vannacci e il suo movimento; potrei essere anche d’accordo ma mi chiedo di quale cultura civile siano oggi portatori e rappresentanti gli altri soggetti politici in campo. Il woke e il bigottismo progressista? Il trasformismo pragmatico per ragioni di opportunismo? La riduzione delle idee e della militanza al servilismo verso i capi? Il voto di scambio tra principi e vantaggi elettorali, ossia il baratto della coerenza con la convenienza? La “cultura” del durare di più in carica? Ma per favore.

La donna al contrario ultima modifica: 2026-06-23T04:02:00+02:00 da GognaBlog

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38 pensieri su “La donna al contrario”

  1. TUTTO IL MONDO E’ PAESE…
    DALL’ODIERNO “FATTO QUOTIDIANO”:
    Non sono ancora Mondiali per donne: dalle molestie sugli spalti al picco di violenze domestiche dopo le partite | Le ricerche sulla relazione tra calcio e abusi

  2. Si , scusa ,  in effetti parlavo di crimini in generale , dimenticando l’origine del dibattere

  3. Non so Tiziano, se parliamo di crimini in generale sono sicuramente d’accordo, ma credo che il tema in questione ( violenza di genere) non abbia una correlazione stretta con la disuguaglianza sociale, mi sembra abbastanza trasversale nella popolazione.
    credo sia più realistico auspicare che i bambini che nascono oggi costruiranno un mondo migliore piuttosto che pensare di cambiare l’attuale società 

  4. @27 : Agnese,  io penso che le 2 visioni devono coesistere . Nel senso che piani di educazione mirati siano senz’altro auspicabili ma senza una redistribuzione sociale si scontrerebbero con la realtà e produrrebbero ben poco sotto l’aspetto in oggetto

  5. 40<IQ<70-Prima però verifica se ce la fai a leggerlo , perchè per te questi requisiti sono uno scoglio.-
    La concessione di una misura alternativa deve essere chiesta dal detenuto al Tribunale o al Magistrato di Sorveglianza, secondo i criteri di ammissibilità propri di ciascuna misura. I detenuti che hanno beneficiato di permessi premio, senza trasgredire le prescrizioni, durante la permanenza in carcere, hanno maggiore probabilità che sia loro concessa una misura alternativa.
    Nel caso il prolungarsi della permanenza in carcere possa costituire un grave pregiudizio per la salute o le condizioni del detenuto, in casi cioè di urgenza, è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione della pena e la concessione provvisoria di una misura alternativa (art. 47, comma 4, legge 354/1975 sull’ordinamento penitenziario). Generalmente, poiché si tratta di urgenze derivanti da condizioni di salute o da condizioni particolari, vengono richieste la detenzione domiciliare provvisoria o l’affidamento provvisorio in prova in casi particolari. L’istanza va indirizzata al Magistrato di Sorveglianza competente per il territorio dove si trova il carcere, il quale concederà o meno la misura alternativa in via provvisoria valutando la presenza del “grave pregiudizio”, la sussistenza dei presupposti per l’ammissione all’affidamento in prova e l’assenza di pericolo di fuga.

  6. …ma avendo tu un QI in linea con quello che richiedi, credo che tu non riuscirai a capire…

  7. Perchè non tutti i detenuti sono ammessi ai benefici del lavoro esterno ?-Perchè gran parte si volatilizza e/o reitera crimini.
    Si? Da dove ti viene questo dato?
    Direi che è solo una tua infondata illazione e che in realtà la limitazione è la mancanza di programmi di istruzione, lavoro e reinserimento. (Nota bene: non si parla solo di lavoro esterno, che è in realtà solo l’ultimo e minoritario step)
     
    Come infondate se non inventate sono le percentuali che seguono e tutte le tue conclusioni, completamente ribaltate anche dai dati ufficiali del tuo governo
    https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Notizie/ArtMID/1174/ArticleID/5369/RECIDIVA-ZERO-IL-REPORT-DEL-CNEL-CON-I-DATI-AGGIORNATI
     
    …sarà che sono tutti comunisti?
     
     
     
     

  8. @ 28-Risposta dedicata ai POVERI DI SPIRITO , astenersi IQ >70  :-Perchè non tutti i detenuti sono ammessi ai benefici del lavoro esterno ?-Perchè gran parte si volatilizza e/o reitera crimini.
    -Quindi i detenuti più vicini alle istanze di rieducazione si autoselezionano con la loro condotta ?-Yess , bravo !-E quanti sono i detenuti adatti al lavoro esterno sul totale dei detenuti ?-Non più del 25 % , per tutti gli altri il rischio fuga e/o reiterazione del reato è troppo alto.-Ma allora quanti detenuti sul totale sono recidivi ?-Il 70 % è già stato incarcerato più di 4 volte e al 56 % una volta uscito farà ancora del male-Quindi li rimettiamo in libertà oggi per farci accoltellare / derubrare / stuprare domani mattina ?-Si , purtroppo questa è la fissazione ideologica di molti ritardati.-E allora chi accuseranno domani per le violenze commesse da chi esce dal carcere oggi e prevedibilmente reitera il reato domani ?-Generalmente la società civile , il capitalismo e il fascismo.

  9. El Mencho , patrimonio stimato 50 miliardi di dollari.

    El Chapo idem.
    .
    Fatturato Mafia -Camorra-Ndrangheta : 50 miliardi di euro all’anno , solo in Italia.

    In mezzo ragazzini che picchiano o accoltellano i professori che gli stanno insegnando a vivere  , stupratori , spacciatori che fanno 1000 euro al giorno,  gente che amnazza la compagna perché:”E’ robba loro” , Latin Kings che alla stazione di Certosa pugnalano un ragazzo equadoriano che prende il treno con la famiglia perché è entrato nel loro territorio.

    Nel frattempo i poliziotti fanno i loro bravi corsi per chiedere i documenti agli LGBT@€+ per chiedere loro i documenti senza indispettirli.
    Noi che abbiamo capito tutto sappiamo bene che è tutta colpa del solito capitalismo.

  10. Sono pienamente d’accordo con il commento n°2 di Giorgio e con quanto affermato da Michela Murgia sul femminicidio; poi è ovvio che per ridurre questo reato è molto più importante la prevenzione che la repressione. E qui si possono percorrere due strade: quella di Vannacci e Veneziani che vogliono la donna relegata in casa ad accudire i figli e a fare l’angelo del focolare (in questo modo il maschio becero con quattro neuroni si sente rassicurato) o quella indicata da Agnese di educare fin da bambini che le persone indipendentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale hanno tutti gli stessi diritti.
    Forza donne dite la vostra! Non sono i maschi che devono tutelarvi e fare i vostri interessi!

  11. Bobbino bello, non sei nemmeno capace di leggere e comprendere la prima frase della ricerchina google che hai linkato.
    Te la riporto, così forse capisci che imbecillità sociale ed economica sia chiedere il three strike and out anziché, abbandonare il pregiudizio vendicativo, miope e ideologico di cui sei campione a ragionare:
    “In Italia, il tasso di recidiva si aggira stabilmente tra il 60% e il 70% per la popolazione carceraria generale, con circa due detenuti su tre che tornano a delinquere dopo aver scontato la pena. Tuttavia, tale percentuale scende drasticamente fino a circa il 2%-5% per i detenuti inseriti in percorsi di formazione o con un contratto di lavoro.”
     
    Ottimo e pregnante il contributo di Bertoncelli, che linka un intervento vecchio di 9 anni di una sconosciuta avvocaticchia di provincia, senza alcun apparente collegamento con la discussione…mi sembra che quanto a cervelli obnubilati sia in corso una gara di livello!

  12. Personalmente ( ma credo anche Tiziano) mi riferivo ad educare i bambini fin dall’inizio, a scuola, tramite tv e social, al rispetto verso gli altri esseri viventi ( umani e non) e l’ambiente.
    cosicché forse tra 50 anni non ci troveremo  a guardare ancora pubblicità di mamme alle prese con smacchiatori mentre ci raccontiamo che c’è la parità dei sessi 

  13. Non hai capito di nuovo. E’ una societa piu uguale che produce meno delinquenti , non li azzera ma non invoglia chi potenzialmente non lo e’. 

  14. @ 23

    Il discorso l’ho già sentito svariate volte: isolando il delinquente tu sistematicamente eviti che reiteri altri crimini ,  pagando un pizzo al delinquente per non delinquere tu credi sulla fiducia che lui non lo farà.

    Peccato che i delinquenti non cerchino uguaglianza , un lavoro medio, e una routine di vita, ma cercano potere e soldi senza limiti a spese di chi lavora per ottenere le stesse cose.

  15. Bertoncè, il fazioso generalmente non ha consapevolezza di esserlo.
    Ma, altrettanto generalmente, tende ad attribuire agli altri il riflesso della propria faziosità.
    Ed è proprio così che si tradisce.

  16. Mi dispiace tu non abbia capito niente del mio discorso , che non intendeva affatto  liberare delinquenti. Amen , mi arrendo

  17. @ Bagnasco

    A “specchio riflesso” ci giocavo alle elementari.
    Ma quanti anni hai bambino ?

  18. Sig. Bobby, nel suo commento 11 sta forse parlando a sé medesimo?
    Gli elementi a disposizione fanno propendere per il si.

  19. Balsamo, proprio non ti accorgi di essere tanto fazioso che qui sei scaduto nel ruolo di macchietta?
    😀 😀 😀

  20. Ideologia Tiziano, ideologia !

    Nella nostra società il delinquente , il tuo “prodotto difettoso” , reitera il reato ( tasso di recidiva ) , fra il 60 % ed il 70 % ; e questo per i delinquenti medi : immagina il buon senso di rieducare un mafioso o un trafficante di droga , che recidivano oltre il 90% : e’ roba da poveretti intrisi di ideologia fino al midollo , che non capiscono che il delinquente ha semplicemente scelto un mestiere, e appena fuori lui lo riprenderà.

    Soldi facili , assenza di regole , assoluta assenza di qualsiasi forma di empatia con le sue vittime.

    Posso liberarlo una o due volte, ma la terza volta che lo becco non deve uscire piu’ , altrimenti la società che lo reinserisce ha tutti i tratti di Tafazzi , perché lui ha dimostrato con i fatti che non è recuperabile.

    E di esempi ne abbiamo a migliaia : puoi sbagliare una o due volte, dalla terza volta  che credi a queste cazzate diventi un coglione !
     

    https://www.google.com/search?q=tasso+di+recidiva+italia&oq=tasso+di+recidiva+italia&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCDk4MDhqMGo3qAINsAIB&client=ms-android-samsung-ss&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

  21. Bobby ( solo x indicare chi la vede in un certo modo )proverò a spiegare meglio il  mio pensiero. Quando in un’azienda si riscontra una difettosità in uscita prodotto , subito si attua un recupero del difetto ma appena dopo si mette in campo un corretivo che induca a non generare più il problema. Ora se mi concedete il parallelismo con la società semplificando al massimo il prodotto difettoso è chi delinque in generale. Il punto è che specialmente negli stati uniti si ricorre solo a bloccare appunto il “prodotto difettoso “. Normale quindi che al di la forse di piccoli risultati temporanei la siyuazione non cambi. Chiaramente non vogliono intervenire a monte perchè ciò vorrebbe dire cambiare la società , per esempio tendendo verso l’uguaglianza o per lo meno diminuendo le disuguaglianze attuali sempre più in espansione. Come fare è un’altra difficile questione ma se il mio parallelismo regge è ineludibile

  22. Bravo, Bertoncelli!
    Dell’intervento della Di Genio continua pure imperterrito a selezionare solo la parte che preferisci, mi raccomando. Senza curarti del resto (peraltro disponibile, ma si sa, “bisogna ascoltare tutte le campane” (cit.) vale poi fino a un certo punto).
    Così non corri il rischio di renderti conto che qualcuno ti sta prendendo per i fondelli.
    Acà, toro! 🙂
     
    Viviamo, ahimè, in un’epoca caratterizzata da “bandiere ideologiche”, che vengono sventolate o aborrite (a seconda delle situazioni), senza entrare nel merito
     
    Mi tocca pure dare ragione a Crovella, e non so se trovare più scioccante questo o l’articolo (chiamiamolo così) proposto 🙂

  23. I risultati ci sono , tanto è vero che stanno andando avanti nella direzione della Three strikes law.

    In America ci sono una decina di larghe minoranze che delinquono come le nostre, ma sono centinaia di milioni di persone.

    Che tu sappia negli Usa quale è il numero dei sino americani pregiudicati ?

  24. @ 12

    Siamo nella situazione in cui siamo  perché c’è un’area grigia in cui non manca tanto l’educazione , quanto la repressione.

    Ci facciamo una marea di Pippe Ideologiche , ma quando becchiamo il violento se la cava sempre con il minimo , e ogni giorno c’è una dinostrazione di questo assunto…🤮

    Quanti omicidi volontari sono puniti con l’ergastolo ?

    E’ previsto un cofficiente moltiplicatore della pena standard per chi è un criminale recidivo ?

    E allora dove vogliamo andare , ad applaudire il gruppo Antigone e “Nessuno tocchi Caino” , per poi scoprire il giorno dopo che Caino è stato rimesso in libertà e in condizione di nuocere ancora ?
     

  25. Il tema è: continueremo a battibeccare sulle definizioni e a dare spazio a personaggi grotteschi, oppure inizieremo a mettere in atto misure educative e preventive?

  26. Non riesci neanche ad avvicinarti a sapere quello che io penso
    Questo non lo capisci nemmeno tu , e si vede benissimo !

  27. Cause aggravanti per un uomo che uccide una donna , e pena inferiore per una donna che uccide un uomo ?

    Metti d’accordo il tuo neurone e mezzo! 😂

  28. Bobby a capire poco sei in gamba, ma a non capire un nulla un fuoriclasse.
     
     
    “Per lo stato non esistono omicidi volontari “buoni” 
    La volontarietà e l’eventuale premeditazione sono le cause largamente dominanti per inquadrare un omicidio , la razza , il sesso, e i cosiddetti:”futili motivi” sono molto meno importanti.”
    e quindi?
     
    “Fa’ sorridere che tu pensi che tutti i femminicidi siano scatenati dalle stesse determinanti”
    Non riesci neanche ad avvicinarti a sapere quello che io penso
     
    ” hai diritto ad una pena inferiore perché lui è di sesso maschile ?”
    Ti sfugge il concetto di cause aggravanti?
     

  29. Viviamo, ahimè, in un’epoca caratterizzata da “bandiere ideologiche”, che vengono sventolate o aborrite (a seconda delle situazioni), senza entrare nel merito: sicurezza, immigrazione, remigrazione da una parte e femminicidio, gay, tassa patrimoniale dall’altra. le folle le urlano (pro o contro) senza sapere “cosa” contengono davvero questi slogan ideologici.

  30. Idee poche  ma come atteso ,  ideologiche e banalotte..

    Per lo stato non esistono omicidi volontari “buoni” , l’unica scriminante con cui lo stato tollera un omicidio volontario è la legittima difesa , che è sottoposta a parametri molto stringenti.

    La volontarietà e l’eventuale premeditazione sono le cause largamente dominanti per inquadrare un omicidio , la razza , il sesso, e i cosiddetti:”futili motivi” sono molto meno importanti.

    Fa’ sorridere che tu pensi che tutti i femminicidi siano scatenati dalle stesse determinanti , e fa ancora più ridere che tu possa considerare un omicidio nato nel contesto di una relazione fra gay meno grave di uno scaturito in una relazione eterosessuale.

    Uccidi un vecchio che ti ospita in casa per rubargli la pensione , ed hai diritto ad una pena inferiore perché lui è di sesso maschile ?

    Uccidi una bambina ed hai diritto ad una pena minore perche non è la tua compagna ?

    Cose da mondo dei babbei 

  31. Forse non ti è chiaro Bobby: se uccidi uno per una rapina che va male non è la stessa cosa che se lo uccidi perché è negro…se lo uccidi perché è negro è peggio.
    Come è peggio se lo uccidi perché ti sta sul culo il taglio dei suoi capelli o perché tiene all’Inter.
    E a me pare giusto.
     
    Stessa cosa se uccidi una donna in quanto donna, perché non si è comportata come tu ritieni dovrebbe comportarsi una donna.

  32. Io sono favorevole alla legge sul femminicidio , perché ritengo che un reato di questo tipo sia particolarmente esecrabile.

    Tuttavia, in senso logico , l’affermazione di Vannacci mi sembra limpida e lineare.

    Quando uccidi un essere umano, rileva che tu lo abbia ucciso, non che fosse uomo , donna o gaio.

    L’omicidio di un anziano , di un transessuale, di una donna , di un disabile non sono delitti più o meno gravi : sono tutti omicidi uguali , ferma restando la distinzione sull’intenzionalita’ o preterintenzionalita’ del delitto , di dolo eventuale , dolo , volontarietà o premeditazione.

    L’omicidio stradale ( meno male che è stato introdotto nell’ordinamento ) è una gradazione basata sul dolo eventuale di chi guidava in modo colpevolmente pericoloso , infatti non tutti gli autisti coinvolti in incidenti mortali vengono processati per omicidio stradale.

    Se invece fosse più grave investire una donna piuttosto che un uomo , avremmo una legge simile a quella sul femminicidio.
     

  33. P.S.: che mi è venuta in mente solo dopo.
    Circa le fattispecie e le aggravanti, l’imbecille che ha sdoganato Vannacci (e che speriamo ne paghi le conseguenze), ha proposto e ottenuto l’aggravante di omicidio stradale…come mai questa non reca il medesimo scandalo nei destronzi sovranisti a pecorina?

  34. Non so nulla di fattispecie giuridiche, però mi pare non solo stupide ma intrinsecamente false e faziose le affermazioni di Veneziani:
    “È un abominio giuridico creare categorie speciali…Se si dovesse accogliere il principio che un assassinio è più grave se perpetrato contro un soggetto debole allora dovremmo prevedere un’aggravante per tante categorie”
    .
    ma in realtà sono affermazioni perfettamente in linea con Veneziani stesso.
     
    La palese falsità consiste nel fatto che esistono già un mucchio di aggravanti per il reato di omicidio, tutti ben giustificati e condivisibili, dai futili motivi all’odio razziale e tra queste c’è anche l’omicidio di ascendenti o discendenti (genitori e figli anche se adottivi)…addirittura è un’aggravante l’uccisione di un poliziotto!
    Quindi il considerare come aggravante il genere è assolutamente normale e giustificabile.
     
    Molto meno giustificabili sono le opinioni e la retorica propagandistica e falsa di Veneziani, che viene dallo stesso brodo di incoltura (non sottocultura) da cui viene Vannacci.
    La convinzione che una donna valga meno di un uomo, che per valere qualcosa debba adempiere al suo ruolo naturale, essere moglie e madre (e ovviamente sottomessa) e che se così non fa, in fondo se l’è andata a cercare.

  35. Dissento, credo appunto che abbia senso sottolineare la fattispecie giuridica.
    Lo ha ben espresso Michela Murgia: “La parola femminicidio non indica il sesso della morta. Indica il motivo per cui è stata uccisa. Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio. Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne. Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto. Dire femminicidio ci dice anche il perché”

  36. Ovviamente non si tratta di negare il fatto sociale ma la fattispecie giuridica. Come non è previsto il parricidio il matricidio o l’infanticidio così non è necessario prevedere il femminicidio. Del resto la gravità del fatto non dipende dal genere del colpevole ma dall’orrore delle sue motivazioni.

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