Il popolo di Israele non si tocca

C’è un argomento che torna puntuale, quasi liturgico, ogni volta che si discute di sanzioni a Israele: penalizzerebbero il popolo israeliano, non il governo.

Il popolo di Israele non si tocca
di Riccardo Taddei *
(pubblicato su comune-info.net il 7 giugno 2026)

C’è un argomento che torna puntuale, quasi liturgico, ogni volta che si discute di sanzioni a Israele: penalizzerebbero il popolo israeliano, non il governo. Un argomento “toccante”. Quasi “commovente”. Degno di persone che fino a ieri non avevano mai pronunciato la parola “sanzioni” in vita loro e che domani, con ogni probabilità, torneranno a non pronunciarla. Perché questo argomento — nella sua lunga storia — non lo abbiamo mai sentito per nessun altro.

Tenda medica, Tenda scuola, Cucina popolare, Iniziative di supporto psicologico per bambini e bambine: sono alcune delle attività quotidiane promosse da SOS Gaza.

I precedenti che nessuno ricorda
Cominciamo dalla fine, dal caso più recente e più vicino a noi. Russia, 2022. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Occidente ha costruito in poche settimane il più imponente pacchetto sanzionatorio della storia contemporanea: energia, banche, esportazioni tecnologiche, congelamento di asset privati, esclusione dallo Swift, chiusura dello spazio aereo. Le conseguenze sul russo comune sono state immediate e documentate: crollo del potere d’acquisto, sparizione di beni dal mercato, impossibilità di accedere ai propri risparmi. Nessuno, nei parlamenti europei, ha alzato la mano per dire: ma il popolo russo? Le misure sono passate con voto quasi unanime, in un clima di urgenza morale che non ammetteva distinguo. Con una coerenza, aggiungo, che si sarebbe dovuta conservare.

Iran, da quarant’anni. Le sanzioni sull’Iran sono talmente pervasive da colpire farmaci, reagenti medici, pezzi di ricambio per gli aerei civili., come documentato da organizzazioni umanitarie e da studi accademici che nessuno cita nei talk show. Il popolo iraniano — che in piazza, a mani nude, ha rischiato la vita contro la teocrazia — paga il conto insieme alle Guardie della Rivoluzione. Le sanzioni reggono, si rafforzano, si rinnovano. Nessuna obiezione di principio.

Cuba, sessant’anni. L’embargo più lungo della storia moderna. Ha impoverito generazioni, ha creato scarsità strutturale, ha trasformato la sopravvivenza quotidiana in un’impresa. E sia chiaro: Cuba non ha mai invaso un paese sovrano. Non ha bombardato città straniere. Non occupa territori altrui. Le sanzioni non nascono da una risposta a un’aggressione — nascono dalla Guerra Fredda, dalla pressione della lobby cubana in Florida, dalla volontà degli Stati Uniti di punire un governo scomodo alle proprie porte. L’Unione Europea, per anni, le ha subite e assecondate senza opporre il principio della sovranità o la tutela del popolo cubano. Le sanzioni sono rimaste, non perché servissero a qualcosa, ma perché servivano a qualcun altro.

Iraq, anni Novanta. Il caso più brutale, quello che dovrebbe chiudere ogni discussione. Il regime sanzionatorio imposto dopo la Guerra del Golfo è stato uno dei più letali della storia recente. L’Unicef stimò, a fine decennio, centinaia di migliaia di morti tra i bambini iracheni per effetto diretto delle sanzioni: malnutrizione, mancanza di medicine, crollo del sistema sanitario. Nel 1996, interpellata da Lesley Stahl sulla CBS — mezzo milione di bambini morti, è un prezzo che vale la pena? — Madeleine Albright rispose: «Pensiamo che il prezzo valga la pena». Non si dimise. Non fu cacciata. Fu nominata Segretaria di Stato.

Ma il precedente più diretto, quello che rende il dibattito attuale non solo ipocrita ma storicamente analfabeta, viene da più lontano.

Sudafrica dell’apartheid. Per decenni, il movimento internazionale per le sanzioni al regime di Pretoria fu uno dei fronti più importanti della politica progressista mondiale. Boicottaggio culturale, embargo sulle armi, disinvestimento finanziario, esclusione sportiva. Le stesse argomentazioni che oggi vengono agitate contro BDS e contro qualsiasi misura di pressione su Israele furono usate, parola per parola, per difendere il Sudafrica dell’apartheid: le sanzioni danneggiano i lavoratori neri più che il governo bianco; l’isolamento non porta al dialogo; bisogna privilegiare l’engagement. Chi le pronunciava allora stava dalla parte sbagliata della storia. Chi le pronuncia oggi sa perfettamente cosa sta facendo.

Rhodesia, 1965. Quando Ian Smith dichiarò unilateralmente l’indipendenza dal Regno Unito per preservare il dominio della minoranza bianca, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu impose per la prima volta nella storia sanzioni obbligatorie contro un paese in tempo di pace. Nessuno si preoccupò troppo del popolo rhodesiano, né quello nero, ovviamente, né quello bianco che pagava un prezzo per le scelte del proprio governo. Si stabilì semplicemente che esisteva una soglia oltre la quale la comunità internazionale aveva non solo il diritto ma il dovere di agire. Quella soglia fu tracciata. Per la Rhodesia di Smith. Non per Israele.

Potremmo continuare. Myanmar. Bielorussia. Zimbabwe. Venezuela. La storia delle sanzioni internazionali è la storia di uno strumento applicato ogni volta che la comunità internazionale ha deciso che una condotta di governo era inaccettabile. In nessuno di questi casi l’argomento ma il popolo? ha fermato niente. In nessuno di questi casi ha costituito un veto morale. Diventa tale, per la prima e unica volta nella storia, quando si parla di Israele. Annotare questa eccezione senza nominarla per quello che è richiede una disonestà intellettuale che, a questo punto, è diventata strutturale nel discorso pubblico occidentale.

Ma di quale popolo stiamo parlando?
C’è però un altro problema con l’argomento, più scomodo ancora: i dati. Perché il “popolo israeliano” che le sanzioni andrebbero a proteggere non è esattamente la vittima inconsapevole di un governo che agisce a sua insaputa. È un popolo che quel governo, in larga misura, condivide.

I numeri sono pubblici e provengono da istituti di ricerca israeliani e internazionali, non da fonti ostili. Un sondaggio congiunto del settembre 2024 condotto dalla Tel Aviv University ha registrato il livello più basso di sostegno alla soluzione a due Stati tra gli ebrei israeliani da quando i rilevamenti hanno avuto inizio, nel 2010: solo il 21%. Un sondaggio del gennaio 2025 ha rilevato che il 71% degli israeliani si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, in linea con una rilevazione dell’INSS di dicembre 2024 secondo cui per la prima volta in quasi vent’anni una maggioranza di ebrei israeliani si oppone all’istituzione di uno Stato palestinese in qualsiasi forma. Sul fronte dell’occupazione, il 68% degli intervistati si esprime a favore della sovranità israeliana in Cisgiordania. A settembre 2025, secondo l’Israel Democracy Institute, il supporto alla soluzione a due Stati tra gli ebrei israeliani era ulteriormente sceso al 18,5%.

Non si tratta di un popolo tenuto in ostaggio da un governo che agisce contro la sua volontà. Si tratta di un popolo che, in proporzioni maggioritarie e documentate, condivide le premesse ideologiche di ciò che quel governo sta facendo. La distinzione governo/popolo, che in altri contesti ha una sua validità analitica, qui viene agitata come scudo emotivo. Non regge all’esame dei fatti. Non regge ai numeri.

Le prossime elezioni non cambiano nulla
L’ultimo rifugio di questo argomento è elettorale: presto si vota, Netanyahu cadrà, le cose cambieranno. Vale la pena guardare anche questo da vicino.

Le elezioni israeliane devono tenersi entro il 27 ottobre 2026. I sondaggi mostrano un quadro consolidato: la coalizione di Netanyahu non ha la maggioranza, ma l’opposizione — divisa tra centristi, liberali, destra moderata ed ex alleati dello stesso Netanyahu — non riesce a trasformare il malcontento in un’alternativa stabile di governo. Il principale candidato alternativo è Naftali Bennett, lo stesso Bennett che nel 2025 ha dichiarato pubblicamente di sognare un risveglio in cui i palestinesi tra il fiume e il mare siano “semplicemente scomparsi”, e che ha giurato di escludere qualsiasi coalizione con i partiti arabi, considerati sospetti nel quadro del conflitto. Dopo il 7 ottobre, quasi tutto l’arco parlamentare israeliano si è spostato su posizioni securitarie, con differenze che riguardano il metodo di gestione del conflitto, non le sue premesse. Nel frattempo, a destra crescono le forze ultranazionaliste e religiose.

In altre parole: il cambio di governo che dovrebbe rendere inutili le sanzioni porterebbe al potere forze che sulla questione palestinese si collocano, nella migliore delle ipotesi, esattamente nello stesso punto. L’alternativa a Netanyahu non è la pace. È Bennett. Chi agita le prossime elezioni come argomento contro la pressione internazionale sta, consapevolmente o no, chiedendo di aspettare per sempre.

Una sudditanza che ha un nome
Ora, improvvisamente, scopriamo che le sanzioni sono uno strumento crudele, indiscriminato, che punisce gli innocenti invece dei colpevoli. Il popolo russo, iraniano, cubano, iracheno, sudafricano, rhodesiano non ha mai goduto di questa considerazione. Il popolo israeliano sì. La domanda da fare — e che nessuno fa — è perché?

La risposta non sta in una qualche coerenza di principio che ci siamo persi. Sta in qualcosa di più semplice e più difficile da nominare: una sudditanza politica, culturale e istituzionale nei confronti di Israele e dei suoi alleati che ha deformato per decenni il diritto internazionale, il discorso pubblico, i meccanismi di pressione collettiva. Una sudditanza che si manifesta ogni volta che un parlamento europeo si blocca, ogni volta che un funzionario Onu viene silurato, ogni volta che un atleta viene squalificato per aver indossato una kefiah e uno Stato che bombarda ospedali continua a partecipare alle competizioni internazionali indisturbato.

Non è prudenza. Non è equilibrio. Non è complessità. È una gerarchia. Una gerarchia di popoli, di vite, di principi applicati in funzione di chi li subisce, e di chi, nell’ombra, si assicura che continuino ad essere applicati così. Quella gerarchia ha un nome. E chi la pratica, di solito, preferisce non pronunciarlo. Complicità.

Riccardo Taddei * ha oltre trent’anni di esperienza professionale nel campo dei diritti. È autore di L’ordine del Caos. Anatomia del conflitto tra Israele e Palestina (Ombre corte).

Il popolo di Israele non si tocca ultima modifica: 2026-09-08T04:37:00+02:00 da GognaBlog

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440 pensieri su “Il popolo di Israele non si tocca”

  1. Impressionante serie di vomitate razziste, suprematiste e  para (meta-orto-neo-post-iper scegliete voi il prefisso che più aggrada) fasciste.
    Ripetuto catalogo di idiozie e falsità fondate su ignoranza, stupidità e paure irrazionali.
    Impressionante.
     
    Solo stai attento Carlo, che se ti legge il capomanipolo a scrivere queste cose poi ti punisce. Non perché non le pensi anche lui, ma perché sbandierate in sta maniera ottieni l’effetto contrario, di pura ripulsa.

  2. E Israele, che è un avamposto dell’Europa in terra asiatica, li combatte anche per noi. GRAZIE, FRATELLI EBREI ISARELI PERCHE’ COMBATTETE SULLA VOSTRA PELLE GLI ISLAMICI ANCHE PER NOI: questo grido io pubblicamente, ma questo dovrebbero dire tutti gli occidentali e in particolare tutti glie europei e molti invece, stupidamente, danno addosso a Israele! PER FORTUNA CHE ESISTE ISRAELE E CHE NON MOLLERA’ MAI, NONOSTANTE TUTTE LE VS STUPIDE ACCUSE (per le quali meritereste di bruciare in uno degli ipotetici attacchi in stile 11 settembre che ci potrebbero essere se non esistesse il baluardo di Israele contro gli islamici!)

  3. (*) Gi islamici, tutti gli islamici, sono antioccidentali, perchè l’Islam è nato nel 660 d.c. come l’incanalamento in un credo religioso della rivolta all’Occidente, allora rappresentato dall’impero romano (Bizantino) e dalle due religiosi monoteiste dei bianchi, ebraismo e cristianesimo. L’Isla è una religione contro gli occidentali, bianchi ed europei in particolare, poi estesa contro gli USA per il ruolo di potenza geopolitiche da essi espresso. Gli islamici ci odiano. Non fatevi ingannare dalla mansuetudine dei paesi in zona Arabia e Petro-monarchie del Golfo. Lì le oligarchie dominanti, che sono filoccidentali fanno affari con l’Occidente, tengono sotto controllo le spinte antioccidentali, altrimenti le popolazioni sarebbero antioccidentali anche in quei paesi. Ma altrove (in M.O fino ad Afghanistan) più o meno, sono tutti antioccidentali (in Iran il discorso è diverso, ma comandano gli ayattollah e quindi alla fine fine l?Iran è antioccidentale, anzi è il perno dell’anti occidentalismo, visto che finanziano sistematicamente tutti i terroristi: Hamas, Hezbollah e Houti).

  4. @93. Si’, perché mi sono definitivamente rotto di questo antisionismo che poi è antisemitismo di fondo, ma anche fosse solo antisionismo è irriguardoso verso i nostri fratelli ebrei israeliani che da 80 anni stanno combattendo contro gli islamici che odiano l’Occidente. Tutta quell’area di islamici costituiscono il bacino dell’anti occidentalismo (*). Abbiamo appena celebrato l’anniversario dell’11 settembre, cioè di un attacco islamico alla civiltà occidentale: se non ci fossero gli israeliani quotidianamente impegnati a comnba5ttere contro gli islamici loro vicini, questi avrebbero organizzato infiniti altri attacchi a noi occidentali in stile11 settembre, sia a carico di USA che dell’Europa (ho visto un filmato in cui i palestinesi di Gaza festeggiavano l’11 settembre, con tanto di “bambini” che ballavano…). Non fosse che per questo, dobbiamo portare rispetto e gratitudine per gli israeliani e non vomitare loro addosso vagonate di accuse.
     

  5. Inoltre ho già detto che le guerre moderne registreranno sempre più vittime civili che militari perché si combattono con aggeggi telecomandati, con sempre meno soldati sul terreno. A tendere i pochi militari saranno solo più in uno scantinato davanti a dei pc, mentre le vittime saranno solo più civili. Nello specifico di Gaza, un qualsiasi israeliani ti dirà che “è guerra” ed è complicata dal fatto che i miliziani non sono separati dai civili e individuabili perché indossano la divisa. Per distruggere Hamas non puoi far altro che bombardare e, pur cercando di effettuare dei bombardamenti chirurgici, inevitabilmente ci sono di mezzo i civili e fra queste anziani, donne e bambini. E’ anche vero che i palestinesi di gaza NON sono riusciti e non hanno minimamente tentato di disarmare Hamas (come negli accordi stipulati su iniziativa di Trump), il che significa che la popolazione civile di Gaza non vuole o non riesce a purfarsi di Hamas. Finché Hamas resterà armata e attiva, la poltica aggressiva di Israele non attenuerà. Volete davvero bene ai palestinesi di gaza? Dovreste sfilare in piazza per chiedere all’Occidente di smembrare definitivamente Hamas: sarebbe il modo per togliere a Israele il pretesto per bombardare Gaza. Invece NON chiedete ciò, anzi l’altro g a Roma c’era pure l’Anpi (?!?) nel presidio dove si inneggiava ad Hamas. Finchè andate avanti così, Israele non retrocederà di un micron e l?occidente non muterà di una virgola la sua politica filo israeliana.

  6. @91 Ammazza oh, sei ben anchilosato di cranio. Intanto la momento i crimi di guerra in capo a Netanyahu sono solo accuse, perché non c’è stato un processo e meno che mai una condanna. Poi: ma  quando mai hai visto guerre senza crimini di guerra? Dai, non è mica Risiko giocato il sabato sera a tavolino. Guerra è guerra: massacri ce ne sono stati sempre dalla notte dei tempi (abbiamo più volte citato quello operato da crociati, con la croce di Cristo sul petto, a danno degli islamici, rei “solo” di abitare in una città che contiene i Luoghi Santi). E gli americani con le bombe atomiche del 45? E gli stessi americani in Vietnam che facevano bruciare villaggi e abitanti con il Napalm? E i russi, anzi i sovietici, sia nella parte finale della II G.M (l’armata rossa stupra sistematicamente le donne dei territori conquistati come manifestazione di “potere”) e poi nel ’80 in Afghanistan? E i russi, questa volta proprio i russi, che bombardano direttamente i condomini residenziali di Kiev e della altre città ucraine…. L’elenco sarebbe infinito, perché non c’è guerra senza crimini di guerra, lo dica la parola stessa.

  7. Io conoscevo Gracis per averlo ascoltato su youtube  , e , per usare un eufemismo , sono rare le volte in cui mi capita di condividere una sua affermazione.
     
    Una considerazione : se i nemici di Israele ( Iran , palestinesi di Hamas , Hezbollah libanesi , Siria , Houti yemeniti  ) , presto o tardi ricevono tutti una giustificzione ideologica dalle nostre sinistre , non sara’ che i prossimi ad essere santificati saranno gli Houti yemeniti , che su mandato diretto dell’Iran , come se fossero un reparto dei pasdaran , stanno invadendo citta’ neutrali per cercare di sbarrare il traffico di materie prime lungo la direttrice di Suez , in chiave pro Iran ?
    Attendiamo giustificazioni e “nobili intenti” anche per questi bombaroli prezzolati che ieri hanno attaccato l’Arabia Saudita.

  8. Carlo, ti informo che, prima di questo mio intervento, hai battuto il primato storico nella sezione “Commenti recenti”: sette su dieci sono tuoi.

  9. Comunque il 78 è un opinione di M.Gracis e vale quanto la tua o di chiunque.tra l altro giornalista indipendente come titola il suo giornale …se lo conosci?! Almeno non e mainstream come il 90 % di ciò che scrivi tu.

  10. Solo : Crimini di guerra e contro l umanità…questo AIA e Bibi non c entra?mah!non ti capisco proprio lo meglio forse anche troppo!

  11. Di fronte a un’inattaccabile volontà popolare degli israeliani, potremmo (forse) ragionare in termini di controllo internazionale sull’agire israeliano. Ovvero: se i governi israeliani non potranno che effettuare politiche espansive e sioniste, in quanto sono eletti da israeliani che ormai sono solo più sionisti, li freniamo dall’esterno. Ma CHI fermerà Israele? Come, dove quando…? Non lo farà mai nessuno, né militarmente, né sul piano economico. Siamo tornati al punto di partenza, dopo un lungo giro, come al gioco dell’oca. L’Occidente NON ha nessuna voglia di fermare Israele (che gli USA considerano il loro 51.mo stato), per i 6 motivi (almeno) che ho citato all’inizio di questo dibattito. L’Occidente ha solo vantaggi positivi dall’espansionismo israeliano e non lo contrasterà MAI (al di là mi misure ridicole che sono solo fumo negli occhi degli allocchi…). Per cui non solo non siamo semplici “complici passivi” di Israele (come conclude l’articolo) ma siamo addirittura mandanti di Israele, perché dalla sua azione l’Occidente trae solo vantaggi. E se siamo mandanti di Israele, che vantaggi avremmo a fermare chi opera su nostro mandato?
    SPEGAZIONI PIU’ ESAURIENTI DI COSI’… NON FATEMI PIU’ RIPETERE QUESGTI CONCETTI. SE NON AVETE CONTEZZA DEL QUADRO OGGETTIVO, NON LANCIATEVI IN CONSIDERAZIONI CHE NON HANNO CORRISPONDENZA CON LA REALTA’

  12. Di fatti nei sondaggi relativi alle prossime elezioni di ottobre gli unici seggi (11 su 120) attribuiti a una visione pacifista (“due popoli e due Stati”) sono esclusivamente seggi di partiti arabo israeliani (attenzione NON sono espressione dei palestinesi, né di gaza né della Cisgiordania, ma di cittadini residenti ddentro Israele, anche se di etnia araba). Se ne deduca che i restanti 109 seggi della Knesset, espressione degli ebrei israeliani, saranno indiscutibilmente sionisti, o più convinti o più moderati, ma sempre sionisti. Se i cittadini israeliani legittimamente (cioè attraverso elezioni democratiche) VOGLIONO la continuazione della politica espansiva, cosa vi aspettate? Che un governo eletto da cittadini sionisti dica: “NO, cari elettori, non farò politiche sioniste”… ??? er’ ovvio che i governi israeliani saranno espressione della volontà del popolo israeliano, il quale all’80-90% è composta da ebrei (gli arabi israeliani solo poco più del 10%). Democrazia NON significa che deve vincere solo la sinistra o cmq candidati moderati e buonisti. Democrazia significa che la volontà del popolo determina chi governa. In genere chi governa risponde ai suoi elettori, per cui è arduo immaginare prossimi governi israeliani che non proseguiranno nella politica espansiva di stampo sionista.

  13. L’analisi del presunto sterminio riguarda la situazione di Gaza. In Cisgiordania la situazione ha connotati un po’ diversi. Innanzi tutto c’è un bisogno di fondo della popolazione israeliana di disporre di nuove terre da coltivare, perché quelle interne nell’Israele del 1948 è ormai tutta esaurita. C’è quindi una spinta demografica che nessuno potrà mai contenere. Tale spinta demografica si innesta poi sull’ideologia sionista per cui la Cisgiordania NON è terra di altri, ma è composta da Samaria e Giudea, cioè due regioni che nelle Sacre Scritture ebraiche appartengono alla Terra Promessa, la terra che Dio in persona ha affidato ad Abramo e ai suoi discendenti per i secoli dei secoli dei secoli. Per cui i sionisti NON pensano di invadere terre altrui, ma di recuperare il possesso di terre a loro affidate da Dio in persona (infatti non puntano ad annettere le popolazioni palestinesi ora residenti, ma vogliono quelle terre “libere” per riempierle di ebrei israeliani).
    Ho già argomentato che gli ebrei israeliani (residenti in M.O.9 sono ormai quasi tutti sionisti (che non si riconosce nel sionismo, è tornato in Europa o negli USA), per cui questi due meccanismi, quello demografico e quello ideologico, sono incontenibili. Se i cittadini israeliani (ormai tutti sionisti) votano governi che non possono che essere sionisti (o più o meno, ma sempre sionisti) nessun go0verno israeliano, ancorché legittimamente eletto, frenerà MAI l’espansionismo israeliani (imperniato sulla visione sionista).

  14. Ma a Gaza è ancora più complicato: come li individui i miliziani che NON hanno divisa e NON so9no raggruppati in luoghi distinti rispetto alla popolazione civile? Se è fondata la mia sensazione, ovvero che quasi ogni famiglia di palestinesi abbia al suo interno almeno un miliziano, è ovvio che si effettuano bombardamenti indiscriminati. Nel più sta il meno: se elimini tutta la famiglia del miliziano, certo ci sono vittime innocenti (vmq occorrerebbe verificare se sono conniventi con il proprio membro miliziano), ma hai elevate probabilità di eliminare il miliziano. Moltiplicato all’infinito questo è il meccanismo. Cinico? disgustoso? Inumano? Certo, ma nella storia dell’umanità avete mai visto azioni di guerre che NON siano ciniche disgustose inumane? Immaginatevi di essere sia in chi nel 1945 ha deciso di sganciare le atomiche sul Giappone, sia nei piloti del bombardieri USA che trasportavano le atomiche, sia nello specifico individuo che ha premuto il pulsante di sgancio delle atomiche… Se esaminiamo questi soggetti con parametri freddi e asettici, li consideriamo degli “assassini”, ma in guerra non agiscono i meccanismi buonisti di cui vi riempite la bocca voi. E Israele è in guerra da 80 anni, praticamente senza soluzione di continuità

  15. Infine devo e voglio recuperare un asterisco (*) cvhe mi pare aver inserito nel mio 83 perché è necessaria una precisazione che sfguigge ai più. I veri nemici degli israeliani sono i terroristi, nel caso di Gaza i miliziani di hamas. Ma c’è una complicazione in più: o miliziano NON hanno una divisa e NON so9no raggruppati in un poco ben definito (caserme, accampamenti), ma sono mescolati alla popolazione. Nessuno sa con esattezza quanti siano, ma io penso che quasi ogni famiglia di palestinesi abbiam almeno un suo membro che fa pare dei miliziani. Questa mescolanza dei miliziani nella popolazione civile  è una grande complicazione oggettiva. Se Hamas fosse tutta concentrata in un lugo ben distinto, i bombardamenti israeliani a loro volta si coentreterebbero “l'”. Ciò nonostante delle vittime civili sarebbero cmq da mettere in conto perché le guerre moderne (tutte) comportano un cambiamento epocale rispetto al passato: un tempo si registravano quasi esclusivamente vittime militari (si pensi alle battaglie campali o alla guerra di treincea), poi con la II G:M: sono inziare le vittime civili (bombardamenti sulle città fino ad arrivare alle due bombe atomiche sul Giappone), ora le vittime civili sono indiscutibilmente superiori a quelle militari, perché si tende a bombardare centri nevralgici del nemico dove ci sono più civili che militari.

  16. il tema dello scudo umano è improprio e dimostra quanto poco conoscete dell’effettiva realtà dei fatti. La gran parte delle vittime civili di Gaza degli ultimi 3 anni, i fmaosi 80.000, sono morte per bombardamenti e non per mitragliate sulla popolazione. Quindi non ci sarebbe modo, anche vlendo, di dover fare da “scudo umano” per i bambini. Sui bambini c’è poi un discorso da fare, che cerco di sintetizzare. Si collega alla famosa questione del “definisci bambino” dell’inverno scorso in TV. Gran parte dei “bambini” sono già dentro all’organizzazione terroristica. Se metti un mitra Kalashnikov in mano a un 12 enne, non è che cambia molto rispetto a un 25enne. Quando i soldati israeliani a piedi perlustrano territori occupati, è umano che al primo movimento che sentono sparino immediatamente. Non stanno a vedere se si tratta di un adulto o di un minore e, in questo caso, se imbraccia il Kalashnikov o meno. Perché se attuano tutte queste analisi, l’altro gli ha già sparato. I pochi minori morti per mitragliata (pochi rispetto ai bombardamenti) sono vittime di questo meccanismo, che esiste in tutte le guerre ed è ineliminabile. Lo dico senza reticenze: se io fossi un militare israeliano che avanza per le vie di gaza, sparerei al minimo movimento. e’ umano. e lo fareste anche voi (mors tua, vita mea). per cui smettetela di imbellettarvi di falsi mirti buonisti che NON esistono. In M.O. si combatte una guerra, uguale nei meccanismi a ciascuna delle 55 guerre definite “attive” nel mondo, con numeri di vittime cumulati di molto superiori a quelli del M.O.

  17. Mi sono dimenticato i riferimenti. Il muio 82 è riferito al 78, il mio 83 al 79. Adesso rispondo all’80. Ma che c’entrano i calciatori o gli atleti in generale, così come gli artisti e gli intellettuali? Ho già detto MILIONI DI VOLTE che arte, cultura e sport devono stare al di sopra dei fatti dell’attualità. E’ giusto che russi e israeliani (così come cinesi, indiani e rappresentanti di paesi islamici) partecipino senza preclusione a eventi culturali, artistici (vedi polemica sulla Biennale di Venezia) o sportivi. Il dato saliente sugli atleti israeliani è che partecipano a competizioni europee, cioè l’Europa li ha accettati volutamente e ciò è sintomo che l’Europa considera già ora Israele uno stato europeo geograficamente in terra asiatica. Non mi stupirò quando, fra qualche decennio, Israele potrebbe esser accettata nell’Unione Europea: il trend è già orientato in quella direzione.

  18. Ma vedi che, invece, se tu che non capisci mai niente? Non c’è nessuno sterminio, né in essere nè prospettico. Anche se fa impressione, le 80.000 vittime “civili” (*) rappresentano meno del 5% degli oltre 2 milioni di palestinesi di Gaza. Non ci sono i numeri per parlare né di genocidio né di sterminio: quindi la contrarietà è pretestuosa, in un mondo in cui sono in atto 55 guerre con centinaia di migliaia di morti, anche e soprattutto civili. Per il futuro, si tratta di un fenomeno fisiologico, che esiste dalla notte dei tempi e durerà finché c’è la natura.  Non è fenomeno esclusivo della specie umana. Nel parco torinese del Valentino gli scoiatli americani, quelli grigi, tipici dei cartoni animati USA (qui abbandonati stpupidamenrte da umani che non avevano più voglia di tenerli in casa) stanno sterminando i nostri scoiattoli au0tocni, rossicci e più piccoli. Non li sterminano nel senso che li attaccano, ma li sterminano indirettamente perché gli scoiattoli americani, più grossi fisicamente e più intraprendenti, si accaparrano di spazio e cibo e per i rossicci diventa sempre più difficile sopravvivere e riprodursi. La Natura è spietata e tutti questi meccanismo accadono per ogni specie, dal regno vegetale a quello animale, di cui la specie umana fa parte. Il succo è che non c’è volontà sterminatrice da parte degli ebrei israeliani, ma trattasi di un fenomeno “naturale” e, come tale, ineliminabile. E’ la Natura che determinerà la crescenti difficoltà esistenziali dei palestinesi, non la specifica volontà sterminatrice degli ebrei israeliani. Per questo la soluzione migliore è spostare i palestinesi, sennò finiranno stritolati da meccanismi che stanno al di sopra della volontà umana.

  19. ma che c’entrano le accuse a Netanyahu? Primo è “solo” un’inchiesta giornalistica, senza nessuna fondatezza oggettiva (Netanyahu ha denunciato per diffamazione il giornale che ha diffuso questa notizia, al momento NON oggettivamente provata).,. Secondo, quand’anche ci fossero le prove, si tratta del comportamento di un singolo, certo premier, ma non del popolo israeliano (anzi avrebbe agito CONTRO il suo popolo, per cui i primi incazzati sarebbero proprio i suoi concittadini. Per cui estendere questo IPOTETICO e da COMPROVARE comportamento del Premier a tutta la popolazione è da idioti). Terzo nelle elezioni che si terranno fra un mesetto, i sondaggi dicono che l’attuale maghgioranza di governo Netanyahu & messianici) non vincerà. Quindi citarla ora è quanto meno da scicchi: in futuro NON ci saranno altri casi del genere, perché i prossimi governanti istraeliani NON hanno macchie sulla loro figura (in ogni caso il timing di questa inchiesta lascia presupporre che si tratti di uno “sgambetto” a Netanyahu durante la campagna elettorale: vedrete che con elevate probabilità tutto finirà in una bolla di sapone)

  20. Eppure sono sicuro Crovella che se ti ci trovassi saresti il primo a fare  da scudo umano per salvare un bambino a Gaza….
    Per quanto riguarda i calciatori … li manderei a seminare in Kossovo…ucraini russi israeliani negretti e compagnia bella….all together 

  21.  
    Il vs schierarvi così cocciutamente anti israeliano 

    Certo che te Crovella sei proprio sordo, non vuoi proprio sentire. Tiri avanti la tua propaganda, accusando gli altri di quello che non dicono. La tua è la tattica di sputare merda sul prossimo. Se uno dice rosso, te l’accusi di avere detto nero. Se dice nero te l’accusi di avere detto rosso.
    Non si tratta di essere contro  Israele. Si tratta di essere contro uno sterminio di un popolo. Si tratta di essere contro chi ti butta fuori da casa tua e te la ruba.

  22. Schieratevi pure con chi preferite… alla fine chi conta in Occidente indirizzerà la politica dell’Occidente. A preferire popoli arabi e islamici, inevitabilmente animati da odio anti occidentale, alla fine vi mettete alla loro stregua, come dimostra l’episodio di ieri. Come per la temperatura, quella che conta non è la temperatura oggettiva ma quella percepita. Il vs schierarvi così cocciutamente anti israeliano (e quindi anti occidentale) vi fa percepire come irriducibili nemici dagli israeliani, quindi dagli ebrei tutti (anche se cittadini e residenti in Europa) e anche dai non ebrei filo israeliani, come il sottoscritto. Ai nostri occhi, i pro pal sono ormai irreversibilmente considerati come un cancro. La metafora si articolo così: le cellule cancerose combattono contro il fisico in cui si sono insediate puntando a vincerlo, ma nel momento in cui lo vincono, il fisico muore e quindi muoiano anche le suddette cellule. Lo stesso capiterebbe a voi se riuscite a vincere contro l’Occidente istituzionalizzato: morireste indirettamente per la vs scelta. Tuttavia l’Occidente istituzionalizzato è ampiamente più forte di voi e vi stroncherà. Di conseguenza, più vi spendete contro Israele (che “è” parte integrante dell’Occidente istituzionalizzato) e più vi scavate la fossa. Il DDL antisemitismo ne é una conferma: in realtà con la Legge Mancino non ci sarebbe bisogno di in apposito testo di legge, ma esso deriva dalla volontà di rimarcare la specificità del reato, che è alimentato, volere volare, dalla posizioni esacerbate anti israeliane. L’Occidente istituzionalizzato sta dalla parte di Israele, quindi sta dalla parte del grande mondo ebraico. Di conseguenza chi si mette contro Israele, si mette INEVITABILMENTE contro il grande mondo ebraico (ecco perché, oggi come oggi, antisionismo e antisemitismo si sono fusi  in un unico filone). Soprattutto chi sta contro Israele quindi sta contro l’Occidente.

  23. “Sul tema UEFA blah, blah, blah…”
    Appunto: sono decisioni politiche e quindi legittimamente contestabili.
     
    Come dicevo prima, voler confondere antisionismo e/o critiche ad Israele con l’antisemitismo (come fanno l’ambasciatore, il governo israeliano e quelli come te), porta a sventolare bandiere di organizzazioni terroriste per contestare una politica filo sionista.
    Ammesso e non concesso che Hamas e Hezbollah siano definibili terroristi più di Israele.

  24. “Come volevasi dimostrare”, ha detto il presidente delle Commissioni Esteri e Difesa Maurizio Gasparri, quota Forza Italia. “Non solo dicono bugie sulla legge dell’antisemitismo, ma vari gruppi di sinistra, pezzi di Pd, grillini, centri sociali e perfino esponenti della Federazione nazionale della stampa e dell’Anpi vanno in piazza Montecitorio insieme a persone che sventano le bandiere di Hetzbollah e di Hamas, gruppi di terroristi. È una cosa molto grave”.
    “Ma se il sit-in attualmente in corso davanti la Camera è solo per protestare contro il Ddl Antisemitismo, ritenuto a torto o a ragione poco liberale, perché questi partecipanti invece inneggiano ad Hamas e Hezbollah?”, è invece la domanda di Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico. “E i due partiti del campo largo che sono in piazza con loro condividono questi slogan?”.
    “Sulla lotta all’antisemitismo non dovrebbero esistere distinguo”, ha commentato il deputato della Lega Andrea Barabotti. “Eppure – continua – in Italia accade anche questo… e così una parte della sinistra finisce per ritrovarsi nella stessa piazza in cui c’è chi inneggia ad Hamas, Hezbollah e Nasrallah”. E spiega in un post sui social: “Si può criticare Israele, discutere le scelte del suo governo e avere opinioni diverse sul conflitto. Ma davanti all’antisemitismo e all’esaltazione del terrorismo il confine deve essere chiarissimo. Su questo non possono esserci ambiguità. Mai”. FINE

  25. A partecipare alla manifestazione anche alcuni parlamentari di M5s e Pd, che si sono congedati prima che arrivassero le bandiere di Hamas ed Hezbollah. Tra questi Riccardo Ricciardi e Laura Boldrini (unica dem). E componenti dei Giovani Democratici e del Network Giovani, la giovanile del M5s. CONT
    Le reazioni
    “Scendendo in piazza contro il Ddl Antisemitismo, a leggere le agenzie di stampa, colleghi parlamentari del campo largo sarebbero stati nella stessa manifestazione di chi inneggiava Hamas e ne esponeva i simboli: un fatto inaudito che tradisce ogni giustificazione usata per motivare i voti di oggi in commissione Affari costituzionali e fa gettare la maschera sulla gravità di alcune posizioni della sinistra”, ha commentato Augusta Montaruli membro di Fratelli d’Italia componente della commissione che ha in esame il provvedimento. “Soprattutto – continua – si confermerebbe la vergognosa vicinanza di alcuni parlamentari dell’opposizione con organizzazioni che rivendicano azioni estremiste, violente e terroriste. La coalizione della sinistra si dimostra irresponsabile e incapace di prendere le distanze da chi semina odio”. CONT

  26. Dall’odierno Il Foglio
    Al sit-in contro il ddl Antisemitismo (con Pd e M5s) spuntano le bandiere di Hamas ed Hezbollah
    Alla manifestazione contro la definizione dell’Ihra contenuta nel testo in discussione alla Camera sventolano le bandiere delle organizzazioni terroristiche di Libano e Palestina, insieme a quella dell’Iran. Tensioni coi presenti. I parlamentari del campo largo si dileguano
    Alla manifestazione contro il Ddl Antisemitismo spuntano le bandiere di Hamas ed Hezbollah. Tra i cori cantati anche uno inventato da un ascoltatore della Zanzara che elogia il gruppo terroristico. Il sit-in, convocato da varie sigle della sinistra e da Amnesty International, Anpi e Potere al Popolo, si è svolto davanti a piazza Montecitorio, davanti alla Camera: il testo del decreto per contrastare l’antisemitismo è in corso di discussione nella Commissione affari costituzionali. Il presidio è stato organizzato per opporsi al provvedimento, già approvato dal Senato, e nello specifico contro la definizione scelta di antisemitismo: quella dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) che ha creato malumori nelle opposizioni anche in Senato. Ci sono stati momenti di tensione quando alcuni partecipanti hanno discusso con chi sventolava le bandiere dei gruppi terroristici. CONT

  27. sul resto riporto dapprima un articolo de Il Foglio e poi la sola stringa dell’intervista all’Ambasciatoire israeliano in Italia (tutto tratto dall’odierna rassegna stampa)

  28. Sul tema UEFA 8irrilevante se non per il valore sintomatico delle scelte europee) in termini di geopolitica) occorre distinguere fra il coinvolgimento di Israele, che è “un pezzo di Occidente seppur posizionato in terra asiatica” (se non assimilate questo assioma sareste SEMPRE in errore), e le altre nazioni citate, in prevalenza caucasiche, cui l’Occidente fa il filo per questioni di approvvigionamenti energetici (= stiamo cercando di portarli stabilmente nella squadra dei filo occidentali). Israele “è” Occidente, gli altri fanno parte della squadra filo occidentale.

  29. Ovviamente la menzogna e le affermazioni false continuamente ripetute fanno parte della propaganda, come la frase:
    “E’ ormai assodato che antisionismo e antisemitismo si sono mescolati e anzi ormai si sono fusi irreversibilmente”
    Primo, non é assodato nulla ma secondo te è vero che
    Secondo, io sono decisamente antisionista, come sono contro il suprematismo bianco e il nazionalismo, ma non sono assolutamente antisemita.
    Per di più sostengo che il confondere l’antisionismo, che é una teoria e una pratica politica (e come tale legittimamente contestabile), con l’antisemitismo, che é un’idea sociologica razzista, rischia di sdoganare e alimentare proprio l’antisemitismo.
    Terzo, il presentare come verità assoluta le proprie opinioni é francamente insopportabile

  30. “ perché Israele fa parte dell’Occidente e l’Occidente comprende Israele, quindi siamo una cosa sola. Mentre la Russai di Puti NON fa parte dell’Occidente” #63
    Ma che spiegazione è? Analizziamo.
    Pare curioso che della UEFA=Union of European Football Associations facciano parte svariate nazioni non europee quali Israele, Turchia, Kazakistan, Armenia, Azerbaigian, Georgia e, ancora più strano, non ne facciano parte altre come Uzbekistan e Turkmenistan (consultare una carta topografica per capire perché).
    Comunque estendendo l’affermazione che “siamo una cosa sola” come occidentali a Kazakistan, Armenia, Azerbaigian e Georgia, si rivela chiaramente la sua falsità.
    E’ semplicemente una posizione politica che permette ad Israele di essere nella UEFA. Esattamente come è una posizione politica la sospensione della Russia, ma non di Israele.
    E come tutte le posizioni politiche può e deve essere contestata.
     
    La verità è che i testi lunghi e ripetitivi sono l’unica possibilità di risposta che può dare una mente obnubilata dall’ideologia o in malafede a obbiezioni basate su ragione, intelligenza e logica.
     
    Un’applicazione de noartri cioè del famoso assioma attribuito (falsamente) a Goebbels “la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente” “se dici una bugia abbastanza grande e continui a ripeterla, la gente alla fine ci crederà” 
     

  31. basti l’esempio di chi mi chiede ancora adesso (cioè dopo 60 commenti) perché Israele è stata ammessa nella UEFA (la Federazione europea del calcio) e la Russia….bla bla niente  di più impreciso li abbiamo ammessi perché nella lega araba asiatica diciamo che non erano benvisti? Se ti piace lo sport e la sua storia leggi da quando i nostri fratelli occidentali ebrei giocano in europa …passo e chiudo buone cose
     

  32. E’ ormai assodato che la sinistra, specie italiana, preferisce schierarsi con Hamas ed Hezbollah piuttosto che con i nostra fratelli ebrei residenti in Israele,

    Quello che stai dicendo è FALSO!!

  33. perché Israele è stata ammessa nella UEFA (la Federazione europea del calcio) e la Russia (preciso: la Russia di Putin) è invece esclusa dalle competizioni europee. L’ho spiegato nei primissimi interventi: perché Israele fa parte dell’Occidente e l’Occidente comprende Israele,

    E questa sarebbe la giustificazione ?  Bella roba, puro opportunismo, se non appecoramento e sudditanza.

  34. La notizia del giorno è invece l’esplicita presenza, nel presidio di protesta contro il DDL antisemitismo, di bandiere di Hamas e di Hezbolal. E’ ormai assodato che antisionismo e antisemitismo si sono mescolati e anzi ormai si sono fusi irreversibilmente, come sto sostenendo da tempo: vi schierate cal fianco di  popolazioni arabe e islamiche (esplicitamente anti occidentali) e vi ponete contro una popolazione bianca ef europea (cioè gli ebrei israeliani), perché odiate questi ultimi che sono ebrei residenti in Israele, ma pur sempre ebrei. Lanima più profonda di chi si schiera a sianco degli arabi islamici è l’antisemitismo, a sua volta espressione dell’anti occidentalismo
    Interessante riportare che alla stesso presidio contro il DDL antisemitismo c’erano anche rappresentanti di Pd e M5S,. E’ ormai assodato che la sinistra, specie italiana, preferisce schierarsi con Hamas ed Hezbollah piuttosto che con i nostra fratelli ebrei residenti in Israele, nostri fratelli che da 80 anni stanno combattendo contro popolazioni antioccidentali. il grande mondo ebraico questa scelta della sinistra l’ha ormai ben evidente e difatti è ormai terminata la liaison di fine Novecento (come reazione all’Olocausto) fra ebrei e sinistra. Da tre anni in qua sono sempre fi più gli ebrei residenti in Europa si stanno avvicinando alla destra, magari alla parte più moderata della destra, ma che fa pur sempre parte della maggioranza governativa di destra. Per esempio il figlio della Senatrice Segre si è da tempo accasato in Forza Italia…

  35. I testi lunghi e magari ripetitivi sono necessari per spiegate a menti obnubilate oppure in malafede (non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire). In ogni caso ti sfido a trovare un nio solo commento che sia “superfluo”. I 6 punti iniziali non vengono raccontati pubblicamente perché sgretolano il nauseabondo mainstream di Israele nazista. Per constatare la scarsa comprensione della platea, ti basti l’esempio di chi mi chiede ancora adesso (cioè dopo 60 commenti) perché Israele è stata ammessa nella UEFA (la Federazione europea del calcio) e la Russia (preciso: la Russia di Putin) è invece esclusa dalle competizioni europee. L’ho spiegato nei primissimi interventi: perché Israele fa parte dell’Occidente e l’Occidente comprende Israele, quindi siamo una cosa sola. Mentre la Russai di Puti NON fa parte dell’Occidente, anzi ci è esplicita avversaria sia in Ucraina sia per le intromissioni indebite di droni ecc. Non mi pare un concetto da Einstein. se avessero tutti un minimo di illuminazione mentale, le cose che dico verrebbero colte al volo, rendendo non necessario doverle ripetere e spiegare nei minimi dettagli.

  36. Grande Crovella !!! Io poi alla fine su Israele la penso come te! 
    Detto questo, ci sono due grandi qualità di cui le menti superiori dovrebbero essere provviste ANALISI E SINTESI….ed proprio su quest’ultima caro Crovella che mi deludi moltissimo!
     

  37. Alla Meloni e a quelli della sua fede politica gli americani gli sono sempre stati sui coglioni. Adesso il governo Meloni e il primo vassallo di Trump. Meloni che fa l’attrice? Una Meloni istituzionale che recita una parte, ma sotto sotto come la pensa?

  38. Israele fa quello che cazzo gli pare e nessuno dice e fa nulla!!
    Anzi teniamo ottimi rapporti.
    Siamo proprio bravi. Complimenti ai nostri governanti italiani, europei americani do destra e di sinistra che fossero. Tutti chinati a 90 gradi a rendere omaggio al governo israeliano.

  39. per cui è Israele nazista che stermina sadicamente i palestinesi e noi occidentali siamo solo dei vigliacchi perché non abbiamo il coraggio di fermarla

    Crovella ogni tanto dici qualcosa di vero.

  40. Rinuncio , hai già tutte le tue risposte!Io non parteggio ne per una parte ne per l altra , non ho pregiudizi ne etnici ne religiosi faccio comparazioni o storiche o di attualità. Mi spiegheresti perché la Russia è  attualmente estromessa dal mondo artistico e sportivo pur non essendo Asia mentre Israele è stato accolto da Uefa e altre categorie dell atletica essendoci? E meno male che ci stanno sui coglioni!
    Si parla anche di probabile appropriazione dei capitali congelati nelle banche europee ,se non sono due pesi e due misure cosa sono?Se essere Occidentali per te è cieca obbedienza al $  americano e ai suoi presidenti turnanti per molti di noi invece si chiama vassallaggio. 
    Tutte e due invadono dei territori. E una delle due spara a soldati senza divisa ,indovina un po quale?…
     Ok ok posizione politica  e  difesa a oltranza delle proprie idee anche con testi da tesi magari in papiri scritte in Ivrit,ma parole come tifo e simili non è discussione ,appartengono più a caffè  Bicerin che a G.blog.
    Basta lavaggio del cervello ,grazie!
     
     

  41. Invece i ti converrebbe leggere almeno i primi commenti, sopratutto se ci tieni ad essere aggiornato sui peggiori vaneggiamenti ideologico-razzisti e falsità propagandistiche.

  42. Invece i ti converrebbe leggere almeno i primi commenti (dove analizzo il quadro con realismo) perché impareresti qualcosa di diverso rispetto al nauseabondo mainstream buonista per cui è Israele nazista che stermina sadicamente i palestinesi e noi occidentali siamo solo dei vigliacchi perché non abbiamo il coraggio di fermarla. Stame bin

  43. Non ho letto i 30 (su 54…) commenti di Crovella, ma posso immaginare che il riassunto sia: NON POTETE pensarla diversamente da me, e se lo fate è evidentemente perché siete ingenui, o ignoranti, o ideologicamente prevenuti, o tutte le cose assieme; il mondo è sempre andato avanti in questo modo, quindi va bene così: “there is no alternative” [cit.].
     
    Qualcuno gentilmente mi dica se ho sbagliato (ma anche no, che tanto fa lo stesso), grazie.

  44. @52 Mi pare che sia tu colui che non legge attentamente ciò che ho scritto. Io ho letto l’articolo che esprime tesi che NON considero fondate per i motivi che ho espresso all’inizio di questo conversazione. Anzi dico molto di più di quanto esposto nell’articolo. Io sostengo che non solo l’Occidente è  “complice” passivo di Israele (conclusione dell’articolo), ma sostengo che è addirittura il mandante di Israele, perché Israele (che per conto suo persegue anche gli obiettivi del sionismo) sta  facendo soprattutto quello che l’Occidente le ha demandato di fare (la continuazione e spiegazione nei punti iniziali del dibattito). Per questo motivo l’Occidente NON fermerà mai Israele, perché il vero beneficiario dell’azione di Israele è l’Occidente medesimo, prima ancora di Israele. Le baggianate tipo le sanzioni sulla frutta secca dei coloni che lavorano in Cisgiordania sono solo fumo negli occhi per darla a bere ai buonisti fi casa nostra…

  45. Effettivamente tutti quei popoli lì, peraltro accomunati da etnia araba e religione musulmana, mi appaiono abbastanza indistinti. Il punto però non è questo: il punto è perché voi buonisti carichiate sull’Europa il dovere morale di accudire i palestinesi. Evidentemente non c’entrano i palestinesi (sennò dovremmo accudire tutti i popoli in sofferenza), ma la differenza è sul lato “carnefici”: ce l’avete con gli israeliani che, per i motivi già esposti, ormai convergono con il mondo degli ebrei. E ce l’avete con gli ebrei che vi stanno sulle palle in quanto rappresentano uno dei poteri forti del sistema che odiate a morte. Al netto di ciò, confermo che, non fosse altro che per la vicinanza, non capisco perché non possono a farlo i paesi collaterali, dall’Egitto alla Giordania. Perché sono “diversi”??? E, scusa, ma noi europei non siamo forse DIVERSISSIMI dai palestinesi? Se siamo DIVERSISSIMI dai palestinesi, invece abbiamo molte cose in comune con gli israeliani (mi riferisco agli ebrei israeliani) e, ciò nonostante, per voi buonisti noi dovremmo accudire i palestinesi e “bastonare” gli israeliani… Se devo schierarmi mi viene naturale stare dalla parte di chi sta nella mia stessa squadra, ovvero l’Occidente, e non mi viene da schierarmi con gli avversari di una espressione dell’Occidente. Infatti schierandomi con gli “altri” significa che io voglio deliberatamente dare addosso all’Occidente. E’ questo il punto chiave: a voi sta sulle palle l’Occidente e usate tutto sto giro dell’oca per umiliare l’Occidente.

  46. Il mio non è mescolare antisemitismo, antisionismo ecc: . Questa mescolanza è fenomeno oggettivo. Ho già abbondantemente spiegato che questi 3 fenomeni stanno convergendo sempre di più in un unico filone: israeliani e sionisti ormai coincidono quasi perfettamente (gli israeliani NON sionisti se ne sono andati dal M.O.) ; inoltre fra glie ebrei in giro per il mondo, dove le sensibilità individuali possono essere differenti fra loro, io ho ravvisato una maggior sensibilizzazione per gli attacchi a Israele, per cui mi pare che il grande popolo ebraico si stai stringendo intorno a Israele che, volere volare, per loro è la Madre Patria ideologica, al netto del senso religioso individuale. Per cui queste tre cose convergono e di conseguenza convergono anche gli atteggiamenti di chi li critica.
     
    Sinceramente non mi pare che il testo di mereu fosse così chiaro, ma piuttosto confuso e abborracciato, ma cmq non vedo cosa c’entrino le sanzioni del passato ad ALTRI PAESI.. Evidentemente l’assenza di sanzioni a Israele conferma che  la commistione fra Occidente e Israele affonda nella notte dei tempi, post II G.M. almeno. E’ chiaro che sia così: Israele “é” Occidente e l’Occidente comprende anche Israele. Di conseguenza l’Occidente ha assunto sanzioni a Cuba o all’Iran e ultimamente alla Russia di Putin, perché sono “diversi da noi” (cioè sono nostri avversari), mentre non le ha appioppate a Israele perché Israele fa parte di noi e noi facciamo parte di lei.

  47. Crovella #47: Antoniomereu nel suo intervento #38 [che cito testualmente] lamentava che per 60 anni a qualcuno sono state comminate le peggio sanzioni (Cuba, direi) mentre a Israele no,
    Ribadisco: leggi quello che gli altri scrivono se vuoi rispondere!
     
    Crovella #48: ribadisco perché pretendi che “i paesi fratelli e cugini di sangue” di religione islamica non si comportino in conformità, mentre ti pare assolutamente naturale che non lo facciano e non l’abbiano mai fatto gli europei? (Intendo tra loro, come esemplificato nell’intervento)
    La risposta è abbastanza chiara: perché la tua mentalità razzista e la tua ignoranza su quei popoli te li fa ritenere tutti uguali (ed emettere giudizi ab minchiam, by the way), cosa che invece non accade con gli europei.
    Sono stato abbastanza chiaro adesso? Ci arrivi?

  48. @46 stride perché sono più vicini ai palestinesi (sia fisicamente che etnicamente che religiosamente) i collaterali paesi musulmani che noi europei. Che c’entriamo noi europei con l’obbligo morale di assistere i palestinesi? “Proprio” i palestinesi intendo. E tocca a noi, mentre i loro vicini, cugini di sangue e religione, sono autorizzati a sbattersene alla grande.Ho già spiegato che ci sono migliaia di situazioni drammatiche nel mondo, ma la cocciutaggine di vuoi buonisti nel concentrarvi esclusivamente sui palestinesi è anomala, quindi significa che la causa è a monte. Dovreste strapparvi le vesti in modo simmetrico per TUTTI i popoli vessati al mondo. Invece no, avete una maniacale concentrazione sui palestinesi. La risposta non è sul lato dei vessati (i palestinesi) ma sul lato dei vessatori (gli israeliani che appartengono al grane popolo ebraico), perché sotto sotto siete animati da un profondo antisemitismo, che a sua volta è una manifestazione di ribellione al sistema occidentale, capitalistico e cinico (come ho descritto), di cui gli ebrei sono una degli elementi rappresentativi.

  49. La mia ultima risposta a mereu era collegata al suo 38, in cui parla dui sanzioni negli ultmi 60 anni e nostra assenza 
    Sul punto delle leggi del 38, non credo che OGGI ci sia un freno dell’Occidente a mettere sanzioni a Israele come coda delle leggi del ’38. Al limite potrebbe riguardare solo Italia e Germania, nazioni importanti dell’Occidente, ma NON l’Occidente intero: e inotre sarebbero due soggetti contro una pluralità di altri soggetti che o avrebbero la maggioranza (in una votazione epr una mossa comune) o potrebbero muoversi autonomamente e “far male” all’economia israeliana (?!?).  Ma soprattutto: dove sono queste altre sanzioni a Israele? Quelle “vere”, di livello primario, non le cazzatelle sui datteri…Queste ultime sono solo fumo negli occhi per dare l’impressione (che si faccia qualcosa contro Israel) a  chi crede che l’Occidente abbia un cuore..
    Da anni ormai gli USA (che sono la Nazione più potente dell’Occidente e quindi più rappresentativa di ciò che fa e che vuole l’Occidente) appoggiano indiscriminatamente Israele (che di fatto è il loro 51.mo stato dell’unione) e gli USA non c’entrano nulla con le leggi ’38, per cui non hanno alcun debito morale verso gli ebrei (israeliani o meno).

  50. Gaza é stata occupata dall’Egitto, esattamente come é stata occupata da Israele, ma non é mai stata Egitto.
     
    “infatti stride assai la tesi per cui i loro fratelli o cugini di sangue e di fede possono sbattersene completamente dei palestinesi” 
    Ah si? E perché stride? O, se preferisci, perché non ti stride affatto che gli yugoslavi (o francesi, o austriaci, o…) se ne sbatterono completamente dei loro fratelli e cugini di sangue istriani nel ’45?

  51. Che c’entra poi il “cuore”. sono due giorni che sto spiegando come funziona, da sempre, l’Occidente, che agisce in base alla realpolitik e mi venite ancora adesso a citare il cuore… intendendo (immagino) il senso di umanità ecc ecc ecc. Ma l’occidente NON ha quel cuore. Possobno averlo singoli individui, certo. Ma l’Occidente come soggetto politico (o somma di soggetti politici), non ha mai agito con il cuore. Neppure la Chiesa Cattoliche che oggi fa tanto la santerellina (scusate la facezia, ma non ho resistito…) e manda il suo front man, il papa, a dire “Che la pace sia con voi, una pace disarmata e disarmante”. Facile dirlo, ora, che il Papato NON ha più, da 160 anni circa, alcun ruolo e potere politico. Ma quando (specie nel Medio Evo e nel Rinascimento) il Papato  ha avuto ruolo e potere politico e quindi è stato un elemento dominante e rappresentativo dell’Occidente ,senza tanti scrupoli si è sporcato le proprie mani mani di sangue., contro ogni tipo di individuo: musulmani, eretici, protestanti, donne, popoli o segmenti sociali “fastidiosi”… Il tutto alla faccia del messaggio evangelico. Io non sono né scandalizzato né irritato con Il Papato per questa sua funzione storica: la sottolineo per far capire A TUTTI che l’Occidente è sempre stato “senza cuore”, perfino nei soggetti che dovrebbero fare del “cuore” la loro unica essenza e ragion d’essere.

  52. La Striscia di Gaza fu occupata nel 1948 dall’Egitto, che poi la amministrò per quasi due decenni. Israele la occupò nel 1967, per poi abbandonarla definitivamente nel 2005; allora l’Egitto non ne volle sapere di riprendersela: chissà perché. Dal 2006 vi comandano e ammazzano i guerriglieri di Hamas, che l’Albanese chiama “resistenti” e io chiamo terroristi, tra i piú efferati della storia contemporanea.
     
    In quanto al rifiuto di accogliere i gazawi, la tua risposta è  una non-risposta. Lo domando di nuovo: perché l’Occidente dovrebbe ospitare i migranti (non per guerra!) mussulmani del mondo, dal Marocco al Bangladesh, mentre i Paesi “fratelli” mussulmani del Medio Oriente si rifiutano di accogliere perfino i palestinesi, quelli sí in fuga dalla guerra?
    Non c’è una leggerissima disparità di trattamento umano tra l’Occidente e i Paesi arabi del Medio Oriente?
     
    P.S. “Dal fiume al mare” significa una cosa sola: Israele kaputt.

  53. Carlo, sei sicuro di essere tu quello che sa leggere bene, tutto capisce, ecc. ecc,?
    Antoniomereu ha scritto che il suo “commento era contestuale all’assenza di sanzioni rispetto al resto del mondo dove si applicano senza sconti magari da 60 anni” e le leggi vergognose a cui fa riferimento sono le leggi antiebraiche in Germania, Italia, o Francia, Romania e Ungheria (occupate).<
     
    Mi sa che sei tu quello molto confuso nella testa e non capisci chi si é espresso correttamente e chiaramente!
     

  54. @40 Bertoncelli NON ha mai scritto “Palestina apparteneva all’Egitto”, ma “Gaza”, che in effetti è appartenuta all’Egitto dal 1948 al 1967, anche se NON è mai stata formalmente annessa al territorio egiziano.
     
    Inoltre  immagino per “stati musulmani” immagino lui intendesse quelli circostanti (Giordania in primis) o cmq dell’area mediorientale, ma la definizione ci sta. I palestinesi sono un popolo arabo e musulmano. infatti stride assai la tesi per cui i loro fratelli o cugini di sangue e di fede possono sbattersene completamente dei palestinesi (come stanno facendo), mentre per i buonisti di casa nostra tocca a noi europei  l’obbligo di batterci per i palestinesi, sennò siamo noi i bastardi schifosi. Io personalmente vedo, nella fondamenta di questa contraddizione, un profondo antisemitismo. L’ho già detto mille volte che l’amore che suscitano i palestinesi nei buonisti di casa nostra è in realtà il contraltare dell’odio verso i cosiddetti “carnefici”,  cioè gli ebrei israeliani che sono una delle componenti del grande mondo ebraico.

  55. Ma appunto “quali leggi”? stai farneticando. Se intendi l’assenza di leggi (immagino italiane), allora devi scrivere “assenza di leggi” e non “leggi vergognose”, perché tale affermazione presuppone l’emanazione oggettiva di leggi e non la “non emanazione” delle stesse. Mi sa che sei molto confuso nella tua testa oppure non sai esprimerti correttamente.
     
    E poi sanzioni che vengono emanate da 60 anni? ma dove? da chi? a quale livello? contro chi? Con qaule efficacia? Ma sei sicuro di vivere sulla Terra? vivi in un mondo tutto “tuo” che non è quello reale (attenzione a non confondere, come il tuo collega di scemenze, sanzioni effettive a Israele con sanzioni di nessuna importanza contro i coloni che producono frutta secca in Cisgiordana e la esportano. in Europa… Che impatto vuoi che abbiano queste ridicole decisioni? I datteri israeliani ci costeranno un po’ di più… Embhe? Ci sono quelli marocchini e poi si può anche vivere senza datteri…)
     
    in ogni caso: se sono 60 anni che vengono appioppate “pesanti” sanzioni (?!?) a Israele e il risultato è quello che vediamo in M.O… belle sanzioni! Non servono a un fico secco: evidentemente c’è una copertura dell’Occidente e Israele può fare quello che vuole (anche perché agisce in funzione delle esigenze dell’Occidente). forse dovresti rileggere con più attenzione e capacità di apprendimento i 6 punti che ho descritto ieri, perché la sensazione è che non li hai capiti per niente. Stame bin

  56. “Dato che Gaza faceva parte dell’Egitto, perché ora quest’ultimo non ne vuole piú sapere?
    Perché tutti gli altri Stati mussulmani… non accolgono i fratelli mussulmani di Gaza“
    Fabio per piacere, piantala di intervenire senza sapere nulla di quello di cui parli.
    La Palestina non ha mai fatto parte dell’Egitto e la generalizzazione “stati musulmani” ha lo stesso valore concettuale e reale di “stati cristiani”

  57. Prima di essere frainteso …rileggendomi.lintelligenza è riferita alla tua.penso alle volte che al posto del cuore un commercialista abbia un altro organo …e non specifico quale!

  58. Carlo; come quali leggi? E si che ti piace la storia! Il mio commento era contestuale all assenza di sanzioni rispetto al resto del mondo dove si applicano senza sconti magari da 60 anni .Su marte sorvolo,   l intelligenza che hai fa a pugni con la superbia… ne esce sempre col occhio nero.

  59. PS: Realpolitik significa “solo” ricerca di potere e profitto sulla pelle degli sfruttati. E lo scopri solo adesso? Ammazza che capacità di intuizione… Ma dove sei stato finora, su Marte? E’ sempre stato così da Adamo ed Eva in poi.. L’Occidente è quello che ho descritto io, non quello che hanno in tesa gli idealisti, quello lì è solo fumo negli occhi (tra l’altro ormai obsoleto, vedi risultato di AfD di domenica ecc). La grande pancia elettorale europea non vuole gli ideali, ma vuole solo più stare bene o cmq non veder ulteriormente peggiorare il proprio tenore di vita. Se per ottenere questo abbiamo bisogno, fra gli altri, degli israeliani… i “poveri” palestinesi saranno lasciati al loro destino… è inevitabile.

  60. @30. Ma quali sono le nostre leggi “vergognose”? Credo che l’aggettivo risenta della tua visione ideologica. Se intendi l’appoggio generico a Israele (o l’assenza di esplicito contrasto a Israele) ho già scritto esplicitamente che l’Occidente non solo è “complice” di Israele (come conclude l’articolo), ma è addirittura il mandante occulto della politica israeliana, perché l’Occidente strumentalizza l’ideologia sionista affinbché Israele agisca in modo tale da raggiungere gli obiettivi interessanti per l’Occidente. Ci sono singoli o gruppi di individui che, in Occidente, “protestano”? Ho già detto che è legittimo, ma irrilevante in termini di efficacia concreta. I paesi citati dal 22 hanno deliberato delle sanzioni economiche NON in capo a Israele, ma ai coloni israeliani che operano in Cisgiordania. Di fatto questi paesi stanno applicando dei dazi a frutta secca, datteri e altro del genere per “strozzare” il commercio di prodotti agricoli dei coloni. Ma sai che impatto politico avranno? ZERO ASSOLUTO. Che ci frega che la frutta secca israeliana ci costi di più a noi consumatori occidentali? A me piace molto  il gusto zuccherino dei datteri, ma posso benissimo vivere anche senza i datteri. Viceversa sono molto più sensibile se, in un prossimo futuro, potremo avvalerci della copertura aerea anti missili e droni prodotta da israeliani e fornitaci da loro. E su questi temi siamo molto più esposti verso Israele che sulla frutta secca…

  61. Ma la cosa interessante, stando ai sondaggi che ho esaminato, è che Eisenkit non pare al momento disporre dei 61 seggi di maggioranza per governare, perché ne ha 56. Dodrà quindi allearsi. Von chi? Con gli 11 seggi dei partiti arabi? Teoricamente potrebbe farlo, ma vedo una contraddizione esistenziale, visto che Eisenkot ha detto NO allo stato di Palestina. Secondo me potrebbe accadere un’altra cosa: dopo le elezioni, in sede di trattative epr la formazione del Governo israeliano, Eisenkot potrebbe cercare di coinvolgere il solo Likud, che ha circa il 30% dei consensi, pari a circa 33-35 seggi, sganciandolo dai messianici (Ben GVir ecc).. Il Likud è il partito di destra di cui Netanyahu è il leader politico: difficile coinvolgere il Likud nel governo senza dare un ministero a Netanyahu, che non sarà più il premiefr, ma sarà cmq al governo e a naso avrà un ministero di peso (Difesa, Interni, Esteri). Insomma il popolo sovrano si esprimerà liberamente dra un mesetto e quello che verrà fuorti è che il tanto vituperato Netanyahu potrebbe ancora essere una pedina importante del prissimo governo. Secondo voi la politica espansiosta di israele cambierà?

  62.  
    Certo, staremo a vedere. il primo appuntamento è costituito dalle elezioni politiche israeliane in calendario fra poco più di un mese. I sondaggi danno favorito il competitor di Netanyahu, cioè il generale Gadi Eisenkot, il quale (in uno scenario politico israeliani tutto spostato a destra) è considerato un moderato. Tuttavia nelle scorse settimane ha esplicitamente affermato che con lui al governo di Israele, NON ci sarà mai uno Stato di Palestina. ergo… sempre sionista è, ci guadagniamo che non avremo più o messianici stile Ben Gcir, ma per i paestinesi se non è zuppa è pan bagnato. inoltre guardavo i sonfdaggi è ho elaborato una considerazione che non è nota ai più. La Knesset (il parlamento israeliano) ha 120 seggi, per cui la maggioranza per governare è 61 seggi. I sondaggi sanno Eisenkot a 56 seggi e l’attuale maggioranza (netanyahu con i messianici) a 53. I partiti arabi (attenzione NON sono i rappresentanti dei palestinesi di §Gaza e Cisgiordania, sono arabi con cittadinanza e residenza in Israele) sono accreditati di 11 seggi. prima cosa da notare: NON esiste più un partito ebreo di sinistra e pacifista, quanto meno non è accreditato neppure di 1 seggio. Gli 11 seggi dei partirti arabi possono essere considerati l’espressione della sinistra pacifista, che pesa circa il 10% degli aventi diritto al voto. Il 90% degli israeliani sono sionisti, alcuni moderati (Eisenkot), ma cmq fermamente sionisti (NO Stato di Palestina), altri radicali sionisti (il governo uscente).

  63. Come fu risolta la questione degli italiani che vivevano nell’Istria e a Pola, a Fiume e nel Carnaro, a Zara, nell’alta Valle dell’Isonzo?
    Come fu risolta la questione dei tedeschi che vivevano in Prussia, in Pomerania, nei Sudeti, nella Slesia? E quella dei tedeschi che vivevano in Alsazia e Lorena?
     
    Dato che Gaza faceva parte dell’Egitto, perché ora quest’ultimo non ne vuole piú sapere?
    Perché tutti gli altri Stati mussulmani, specialmente quelli del Medio Oriente, non accolgono i fratelli mussulmani di Gaza che vorrebbero andarsene?
     
    Inoltre, chi comanda e governa nella Striscia di Gaza? Hamas?
    E chi ammazza i palestinesi di Gaza che sono in disaccordo con Hamas?

  64. Si certo, tu osservi tutto, analizzi tutto, comprendi tutto ed emetti verbose previsioni su tutto ciò che inevitabilmente dovrà accadere per illuminare gli ingenuoni.
    Tranne, ovviamente, quando non  vedi qualcosa e non capisci qualcosa d’altro.
     
    Staremo a vedere cosa succederà

  65. Chi si fosse incuriosito al tema delle Crociate (interessante in sé, ma molto utile anche per capire le “cose” del M.O.), segnalo che il mio libro preferito è “La Storia delle Crociate” di René Grousset, PIEMME Edizioni 1998. Pur avendo già letto in precedenza diversi altri testi sull’argomento Crociate, lo acquistai appena uscito in edizione italiana (1998) e devo dire che mi ha molto affascinato. Credo di averlo letto almeno 5 volte e ogni volta mi ha sempre “preso”…

  66. @Carlo aggiungerei alle tue 6 una mia, un po più breve ma penso nel mio piccolo degna di considerazione; 7) immunità alle sanzioni  del popolo di Israele data dal loro sterminio documentato e documentale a cui tutta l Europa (tranne pochi e rari casi) ha collaborato e noi in primis anche con leggi vergognose e che oltre a poche giornate di gennaio sembra che tutti indegnamente dimentichiamo…loro no evidentemente! E ora chi ha il coraggio diplomaticamente di presentargli il conto umano della pulizia etnica Palestinese in corso? ,nessuno!..concludo dicendoti che magari le flottiglie che snobbi o i singoli che ancora hanno un anina e core e lo manifestano con bandiere e pensieri sono autentici parte e fatti di gesti umani che non stanno indifferenti alla finestra della storia che passa, mentre tu ci vedi sempre dentro la dannatissima realpolitk che altro non è che accumulo di denaro sulle lacrime e sangue dei sempre/altri ultimi e deboli!

  67. Ma certo che gli israeliani sono già qui. La novità che produrranno qui da noi i sistemi di copertura missilistica di cui ci doteneremo noi (non solo noi itasliani, ma noi europei). Non si tratta neppure più dei software topo di gamma con cui lavorano i nostri 007, ma della copertura contro eventuali attacchi missilistici o intrusioni di droni russi o iraniani o magari cinesi. Se questi sistemi ci permetteranno di dormire tranquilli, perché mentre noi dormiamo essi intercettano ogni intrusione indebita, dall’altra ci mettono COMPLETAMENTE nella mani degli israeliani, molto di più di quanto lo siamo già. L’eventuale ritorsione israeliana (che potrebbe spegnere per ripicca le coperture anti missile in qualsiasi momento) impedirà di fatto ogni mossa europea contro Israele. Inoltre l’altra novità di questa notizia, che tu non cogli perché travalica le tue capacità analitiche, è che uno stato federale tedesco entra ufficialmente in società con in  soggetto israeliano (che nella società avrà la maggioranza): ma quando mai gireremo le spalle a tale importante “socio” d’affari? che vi piaccia o meno, l’Occidente è già molto “israelianizzato” e lo sarà sempre di più. Israele comanderà l’Occidente e non viceversa.

  68. Il popolo di Israele non si tocca.È il popolo eletto.Occidente o non Occidente, no siamo tutti USA, anzi mi sa che noi, popolo italiano siamo in competizione su esserlo il 51 anzi forse il 52 anzi forse…
    Idea: Trasferiamo i palestinesi…in una porzione del deserto del gobì, previa istituzione da parte dell’Onu dello stato di Palestina ( il fatto che su quella terra ci siano eventualmente altri popoli non è rilevante

  69. Il fatto è, caro amico, che è esattamente l’opposto di quello che sostieni tu: io “guardo” la realtà e anche molto in profondità e invece gli ingenuoni come te vivono di sogni che non hanno nessuna concretizzazione con la realtà oggettiva. Negli ultimi 3 anni solo in Italia sono state fatte in piazza circa 1500 manifestazioni pro pal, più un paio di edizioni della Flottilla. Che risultati effettivi avete ottenuto? ZERO SPACCATA. Non vi ha cagato nessuno, né gli USA, né l’UE, e neppure all’atto pratico i singoli governi degli stati occidentali… se non con alcune dichiarazioni prettamente formali che servono solo per prendere in giro gli idealisti come te. Addirittura nell’autunno scorso la Svezia ha spedito a ciascuno degli attivisti svedesi (fra cui la mitica Greta Thunberg) una fattura da 11.000 ero per l’assistenza legale dello Stato svedese connessa alla “liberazione” dal carcere israeliano dove questi svedesi erano stati rinchiusi, in quanto coinvolti nella prima edizione della Flottilla..

  70. “Nel momento in cui abbiamo gli israeliani…producono qui da noi”
    E dove sarebbe la novità?
    Mi pare che come al solito tu sia poco informato, se pensi che le società israeliane non siano già presenti in Europa in motle forme

  71. Piuttosto è molto interessante (ricollegandomi alla mi considerazioni sul tema dei rapporti economici con Israele) la notizia di ieri: Volkswagen sta vendendo un sio stabilimento, sito in terra tedesca, a un fondo finanziario israeliane e, in quota minoritaria, allo stato tedesco della Bassa Sassonia. E’ molto probabile che lo stabilimento sarà riconvertito alla produzione di sistemi che rientrano nella definizione di difesa, in collaborazione con l’azienda israeliana già nota per aver costruito l’Iron Dome, il più apprezzato sistema di difesa aerea di Israele.
    Il fatto che gli israeliani diventino l’azionista di riferimento di un‘iniziativa economica che, nel suolo tedesco, produrrà “armamenti” (top di gamma, inutile sottolinearlo) per rifornire gli stati europei è molto più importante (in direzione inversa) rispetto a qualsiasi presa di posizione formale degli stati stessi. Nel momento in cui abbiamo gli israeliani, tra l’altro in società con uno stato federale tedesco, producono qui da noi, armi che poi forniscono agli Stati europei, siamo ancora più legati a “questa” Israele (sionista ed espansionista). Cosa vi aspettate, che gli europei prendano poi delle sanzioni contro Israele? Nella migliore delle ipotesi, il fondo chiude lo stabilimento in questione e lascerà a casa (dalla sera alla mattina) i dipendenti tedeschi… cosa che nessun politico tedesco auspica. Nella peggiore disattivano informaticamente le coperture antimissili che nel frattempo di avranno venduto…

  72. Crovella, sarebbe più facile se ti astenessi dal dare dello scemo e del grullo ad ogni pié sospinto a chi ti pone davanti ai fatti che ti contraddicono e magari ti guardassi allo specchio qualche volta…

  73. Si tratta di schermaglie di facciata, prive di effettiva concretizzazione e più che altro indirizzata a lisciare il pelo a una certa parte dell’opinionje pubblica interna. Ci sono 137 o 138 nazioni (non solo occidentali) che hanno effettuato il riconoscimento dello Stato di Palestina. Risultati concreti? una beata mazza, non serve a nulla. Specie nelle nazioni occidentali sono atti finalizzati a strizzare l’occhio a quella parte di propri cittadini che, cpme te, crede ancora nelle favole. Addirittura Macron, che (politicamente parlando) è un morto vivente, ha compiuto quell’atto, ma si tratta di una disperata mossa per fermare la crescita nei sondaggi della Le Plen. Del contenuto in sé del riconoscimento a nessuno frega un fico secco, anche perché a livello ONU c’è il veto sistematico e insuperabile degli USA, per cui si tratta di decisioni fatte solo per gettare fumo negli occhi ai grulli come te.

  74. Hai sicuramente ragione tu, che tutto sai e tutto studi fin da prima della tua nascita.
    Non ho dubbio alcuno.
     
    Si vede Gran Bretagna, Canada, Francia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Svezia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna non sono molto occidentali…

  75. Quanto a massacri realizzati, ai danni di musulmani, in M.O. dai crociati, con la croce di Cristo sul petto (alla faccia del messaggio evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso”) ve ne posso raccontare decine e decine nei circa 200 anni del Regno Cristiano di Gerusalemme. A cominciare da quelli orditi da Renato di Chatillon: delle cose raccapriccianti che confermano che la vera natura profonda dell’Occidente non è amore e giustizia, ma violenza e sopraffazione. Ai giorni nostri nelle Cancellerie occidentali e nei Consigli di Amministrazione delle multinazionali si tengono linee più defilate e, proprio per questo, più ipocrite, ma lo spirito è sempre e solo questo (e non quello buonista in cui credono gli ingenui).

  76. @14 La questione se i palestinesi occupino una terra “loro” è tutt’altro che assodata, anzi. Un sionista (e ho già ripetuto mille volte che ormai gli ebrei residenti in Israele sono pressoché tutti sionisti, xke’ i non sionisti sono gia’ tornati in Europa o negli USA), un sionista, dicevo, ti risponderebbe che quella regione che oggi viene chiamata ERRONEAMENTE Cisgiordania, in realtà si compone di due antichissime regioni con nomi ebraici e un tempo abitate da ebrei: la parte nord della Cisgiordania coincide con la Samaria e la parte sud con la Giudea (in realtà con la Giudea orientale, perché la Giudea più occidentale è già dentro l’Israele politica). Quindi Samaria e Giudea fanno parte di quella Grande Israele, cioè la Terra Promessa, che Dio in persona ha affidato ad Abramo e ai suoi discendenti per i secoli dei secoli dei secoli. Ecco xke’ gli israeliani NON ragionano come se invadessero terre di altri popoli, ma essi pensano che stanno recuperando terre che considerano loro, perché DIO IN PERSONA GLIELE HA AFFIDATE. “Come vi permettete, razza di infedeli, (mi esprimo come fatebbe un sionista) di mettere in discussione la LEGGE DI DIO???” . Ecco perché gli israeliani NON si fermeranno mai. Non sto dicendo che i palestinesi moriranno tutti “sparati” dagli israeliani. Ma i palestinesi sono già dentro una tenaglia che li stritolera’, facendoli morire di stenti, di fame o di sete, di caldo o di freddo, di malattie, di mancanza di medicine, di topi che mordono loro i piedi di notte ecc ecc ecc. Sr questo è il  loro destino  non è meglio se l’Occidente li sposti?

  77. @15 Ma che mi hai “raccontato” tu su Gerusalemme??? Ti sei bevuto un fiasco??? Fra i mille interessi culturali chd ho sempre coltivati, io sono un grande appassiobato di storia in generale da che ho iniziato a leggere in 1 elementare e forse anche prima perché mio padre a su ma volta lo era e mi appassiono’ per osmosi. In particolare studio la storia delle crociate almeno dagli anni 80, posseggo almeno una decina di libri sull’argomento (letti e rietti), quindi non ti mettere medaglie che non ti competono, sostenendo  che mi hai raccontato tu dell’assedio di Ferudakemme (ma sei proprio scemo….). Sull’altro punto, continui a “perseverare” nell”errore. L’Occidente non e’ mai stato, non è tuttora e non sara’ mai quello che tu hai in testa.m: la tua e’ un’illusione senza alcun fondamento.  L’ Occidente NON è lo scrigno dei diritti come pensi tu e tutti i buonisti come te. L’Occidente è sempre stato e sempre sarà suprematistima,  colonialista, emimperialista. Semplicemente perché questa è la sua vera natura. in più a continuare a crede me alle favole di un Occidente buonista quando è iniziata l’infa nera dalla Getmania fa davvero ridere i polli. Come ha dmanche detto Paolo Mieki in TV, da oggi al 2030 si potrebbe verificare wuanto ho già scritto più volte anche su questo blog, ovvero un filotto  europeo di risultati elettorali tutti di destra se non di estrema destra, culminati nelle elezioni per il nuovo Parlamento europeo del giugno 2029. Con l’AfD al 46% in un Laend si rafforzano le chance di rendere il 30% a livelli nazionali ale, primo partito e capace di esprimete il Cancelliere (un neonazista!). Non parliamo delle presidenziali francesi (Le Pen 35%), delle politiche spagnole (Vox 25%) e di quelle UK (,Farrage 25%). Ho lasciato da parte le elezioni italiane ma mi pare che per ora il Campo Largo remi in alto mare. Ebbene cin un’Europa che  potrebbe essere tutta nera, tu vieni a canciare che l’Occidente “non deve tradire se stesso” (?!). Evidentemente vivi su Marte…

  78. L’analisi di Taddei è corrette però incompleta, a mio avviso.
    Non stava( solo) a noi occidentali farci carico materialmente e moralmente dei palestinesi. Cosa hanno fatto in questi ultimi 70 anni tutti gli arabi/ musulmani del mondo ??? Venduto barili di petrolio, comparto giocatori di calcio, ferrari…ecc ecc
    La verità è che dei palestinesi non importa proprio a nessuno. 
    Ergo sarebbe meglio per loro accettassero una resa incondizionata ” senza spargimenti di sangue ” con quei figli di David….
    Non dimentichiamoci poi che Mladic in questi giorni ha avuto i funerali di stato……ognuno si guardi i propri scheletri….

  79. I figli di Adamo sono membra d’un solo corpo, creazioni della stessa essenza.Se il tempo affligge con il dolore un solo arto,anche le altre membra soffriranno.Se tu non senti compassione per le pene degli altri,non meriti di essere chiamato uomo
    Sa’di di Shiraz poeta persiano del XIII secolo  Poesia affissa all’ingresso del palazzo della Nazioni Unite

  80. O forse sei tu che non vuoi o non puoi capire su cosa in realtà possa fondarsi l’idea di Occidente e a cosa dovrebbe tendere per essere fedele a se’ stesso. Ovvero per continuare ad esistere.
    Ma una speranza c’è, se hai imparato la storia dell’assedio di Gerusalemme, che tu con tutta probabilità ignoravi.
    Però, per ora, hai capito e trattenuto solo metà della storia, che ti avevo raccontato io qualche tempo fa per sottolineare l’assurdità della tua pretesa della superiorità occidentale rispetto al barbarico Islam, perché dopo nemmeno 90 anni Ṣalāḥ ad-Dīn (il terribile Saladino) riconquistò la città e rese salva la vita a tutti gli abitanti.
    Perché è così che finisce chi semina vento.
     
    Per la cronaca, i crociati di Goffredo di Buglione ammazzarono quasi tutti gli abitanti, uomini, donne e bambini, compresi gli ebrei e non solo arabi e distrussero tutti i luoghi santi islamici e le sinagoghe.
    Nota a margine: nemmeno Ṣalāḥ ad-Dīn era un santo e pretese un riscatto anche se piuttosto modesto per la liberazione, ma rispettò i luoghi santi cristiani ed ebraici

  81. Come nei piani alti delle multinazionali e delle grandi aziende e perfino nelle lobby (spesso ebraiche o molto legate a personaggi ebrei…), dei palestinesi non gliele importa un fico secco a nessuno.La verità è che i palestinesi sono un etnia malvista dagli stessi arabi : abbastanza inifluente sul piano economico , piuttosto problematica dal punto di vista  sociale , e pure bellicosa e revachista.
    Che ogni scoreggia di un palestinese vada celebrata con una mobilitazione di piazza dei soliti noti è strumentale ed ideologico , però la loro cazzo di terra e la loro autodeterminazione di popolo , se non rompono i coglioni con eterno terrorismo , non deve toglierla loro nessuno.

  82. I descritti meccanismi geopolitici, nell’attuale quadro mondiale di primaria importanza per l’Occidente, prevedono che quelle terre siano annesse (ma prive di islamici) nella Grande Israele, che diventerà la piazzaforte principale militare-politica-economica dell’Occidente, sia in un’ottica (americana) anti cinese) sia in un ottica (europea) di controllo e opposizione ai paesi islamici anti occidentali (Iran e falangi armate, principalmente finanziate dall’Iran). Vi scandalizza tutto ciò? Ma dove vivete? Guardate che il prevalere della realpolitik sugli ideali, sul diritto internazionale e perfino sul senso di umanità NON è una novità storica, anzi. Il primo esempio che mi viene in mente è quello degli USA che, nel 1945, decisero deliberatamente il bombardamento di Dresda (in una sola notte: 130.000 vittime civili, superiori di 1/3 abbondante rispetto a quelle di Gaza in quasi 3 anni) e poi decisero di sganciare due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki (in ogni città si stimano circa 70.000 vittime civile “sul colpo” e una lunga coda di successivi decessi per le radiazioni…). Volete andare ancora più indietro? Quando i crociati, con la croce di Cristo sul petto, entrarono in Gerusalemme nel 1098, sterminarono per una notte intera tutta la popolazione cittadina (araba).Così gira il mondo: e voi pensate di bloccarlo/cambiarlo con delle manifestazioni di pazza o delle crociere in barca a vela? Forse su Marte funziona così, ma sulla Terra, che vi piaccia o meno, non funziona così. Per cui dissentite quanto volete, ma alla fine le esigenze di geopolitca hanno SEMPRE il sopravvento.

  83. Chi dissente non ha capito nulla di cosa sia  “veramente” l’Occident e pensa ingenuamente di cambiarlo, obiettivo irrealizzabile (su questo come su qualsiasi altro tema). Se non vi piace l’Occidente per come è fatto (non da oggi e non solo sul problema mediorientale), dissentite pure (l’ho scritto!), ma prendete atto che si tratta di prese azioni completamente sterili, ingenue e anche “stupide” (absit inuiria verbis), nel senso che la vs età anagrafica, non certo verdissima, vi avrebbe già dovuto far capire come funziona il mondo.. (mica perché lo voglio io così, ma perché il mondo, volere volare, gira così da sempre). Per cui nei piani alti dei Governi occidentali (quand’anche di sinistra, vedi alla fin fine l’inerzia, in termini di vere azioni concrete, anche del “morente” governo Sanchez) , come nei piani alti delle multinazionali e delle grandi aziende e perfino nelle lobby (spesso ebraiche o molto legate a personaggi ebrei…), dei palestinesi non gliele importa un fico secco a nessuno. Non sto dicendo che tutti questi soggetti  agiscono con l’intento specifico di sterminarli. No: semplicemente non li considerano e quindi i palestinesi non hanno alcun “valore”. Possiamo anche aggiungere “purtroppo”, ma è superfluo e ininfluente.

  84. È bastato accendere la miccia e il Carlone è esploso. Non credo che si possa spiegare meglio di così cosa si intende per OCCIDENTE
     
     

  85. Riassunto dell’interminabile e ripetitiva sbrodolata di Crovella.
     
    Noi siamo l’Occidente.
    Qualunque cosa faccia l’Occidente e per qualunque ragione è giusta e deve essere accettata e supportata da qualunque Occidentale.
    Israele è parte dell’Occidente e quindi non può essere contestata.
     
    Mi permetto di dissentire da ognuna delle affermazioni precedenti e continuare a sperare che l’azione dell’Occidente e di Israele possa essere limitata o fermata quando necessario 

  86. CONCLUSIONI:
    Non c’è “complicità”, perché Israele “è” Occidente e l’Occidente comprende anche Israele, che è la importante pedina strategica nell’attuale contesto geopolitico mondiale;
    Israele proseguirà nella politica espansionista sia perché lo vogliono i suoi cittadini (che si esprimeranno liberamente nelle elezioni di ottobre) sia perché c’è l’interesse degli USA e dell’Europa;
    Al netto del diritto a manifestare la vostra opinione, le manifestazioni pro Pal sono totalmente prive di efficacia, perché le esigenze geopolitiche dominano (come capita in genere nella storia dell’umanità) sugli ideali;
    Israele è leader mondiale nella ricerca scientifica e soprattutto nelle produzione tecnologiche “top di gamma”, di cui in particolare l’Europa è cliente strutturale e ne ha bisogno come il pane, per cui è irrealistico ipotizzare delle sanzioni occidentali contro Israele;
    I palestinesi (al netto delle loro falangi terroristiche, tema qui neppure accennato, ma che cmq non va dimenticato, in termini di pericolosità sia per Israele che per l’Europa) si trovano stritolati in questi meccanismi di livello geopolitico ed economico: per dare loro un futuro sereno l’ipotesi più sensata è spostarli definitivamente, mentre a lasciarli in M.O. “per puntiglio ideologico” li si condanna a morte certa.

  87. 6 – Che resta da fare? Non certo frignare né perdere tempo in inutili manifestazioni nelle nostre piazze e mano che mai in carnevalesche avventure in stile Flottilla: quelle strade non portano a nulla, se non a irritare ancor di più Israele, che non retrocederà di un millimetro e anzi continuerà ad estendersi (oin conseguenza della convergenza fra obiettivi sionistici ed esigenze strategiche dell’Occidente). Io, che non sono affatto un fan dei palestinesi, ma non sono però totalmente insensibile alle loro sofferenze. Soprattutto vedo che non si salveranno, perché la tenaglia dei meccanismi che ho descritto prima sarà per loro stritolante fino a che non resterà neppure uno. Per cui mi convinco ogni giorno di più che, se li vuole davvero salvare, anziché perder tempo a interrogarsi se siamo “complici” o meno di Israele, dovremmo impostare una complicata operazione di spostamento dei palestinesi. Tutta da definire nei dettagli. Sia chiaro con tutti i crismi di rispetto sia durante il trasporto che nella destinazione finale (dove troveranno delle case apposta per loro e un futuro di speranza). Chi si inalbera scandalizzato perché considera questa mia proposta come una deportazione in stile nazista, in realtà non fa il bene dei palestinesi. A intestardirvi nel voler lasciare a tutti i costi i palestinesi in M. O. per una questione ideale di suprema giustizia (?!?), in realtà li condannate a morte certa. TUTTI.

  88. 5 – Come vedete NON ho fatto alcun accenno al tema del sionismo, che alimenta la propensione israeliana all’espansionismo. Significa che non credo nell’esistenza del sionismo? Certo che ci credo! Il sionismo esiste eccome e ritengo che ormai tutti gli ebrei residenti in Israele (salvo rarissime eccezioni) siano sostanzialmente sionisti, chi moderatamente sionista, chi più convintamente, chi addirittura radicalmente alla Ben-Gvir. Ma il tema sollevato dall’articolo NON è a che cosa ambiscono i sionisti, bensì se noi occidentali siamo o meno loro “complici”. Non siamo complici: il sionismo è strumentalizzato dai citati meccanismi geopolitici, affinché gli israeliani facciano, di loro iniziativa, quello che serve per le esigenze occidentali. Quindi, nel citato quadro geopolitico, noi occidentali non siamo complici, ma semmai siamo indirettamente mandanti dei sionisti. Con l’aria che tira in Europa la vedo dura che quella parte di opinione pubblica, infervorata sui diritti ecc, sia in grado di incidere o addirittura invertire i citati trend geopolitici. Stiamo parlando di due piani (quello della realpolitik e quelle degli ideali) che non hanno nulla in comune e soprattutto che sono caratterizzati da una indiscutibile gerarchia, a favore della realpolitik.

  89. 4 – Non prendo neppure in considerazione l’ipotesi militare contro Israele (per imporre il diritto internazionale..), ovvero l’invio di un corpo militare occidentale in M.O. con l’obiettivo di sconfiggere (?!?) l’esercito israeliano (il più tecnologico al mondo!) per ricacciarlo fuori da Gaza e dalla Cisgiordania, confinando con la forza Israele rigidamente dentro i confini del 1948. Sarebbe come mandare i nostri soldati a morte certa. L’esercito israeliano, infatti, non si limiterebbe a sconfiggere il nostro contingente per rispedirli in mare, ma ucciderebbe tutti i componenti.

  90.  
     
    3 – C’è poi un importante meccanismo economico-industriale, non evidente ai più, e che rende impossibile la strada delle sanzioni anti israeliane. Israele nei decenni ha notevolmente sviluppato la ricerca tecnologica e oggi i suoi prodotti sono in genere nella categoria “top di gamma”, cioè il meglio che si possa trovare al mondo. Vale per molti settori produttivi (dai farmaci agli armamenti), ma trova il suo clou nel settore informatico. Ormai la vita si è definitivamente informatizzata e tutto ciò si traduce nell’utilizzo di software. Ebbe nei posti chiave dell’architettura informatica degli stati  occidentali in genere si trova (da tempo, cioè da prima del 7 ottobre) un software israeliano. Proprio perché sono software “top di gamma” e nei punti cardine del sistema metti il meglio e non una seconda scelta. Questo trend ci lega a filo doppio con Israele: nessun paese occidentale varerà mai delle sanzioni economiche perché sarebbe come spararsi due volte nei propri zebedei. Una perché con dette sanzioni ci aumenteremmo noi stessi i costi a nostro carico (di acquisto o di manutenzione) di prodotti e servizi “top di gamma” che sono appunto quelli israeliani 8spesso senza concorrenti alternativi). Secondo perché, appena messe le sanzioni, magari il giorno dopo dovremmo implorare i fornitori israeliani che ci aggiornino i software per noi vitali (es quelli dei servizi segreti…). Quale sarà la risposta degli israeliani? Una bella pernacchia seguita da “attaccati al tram e fischia in curva”. Col rischio aggiuntivo che Israele, per ripicca, vada a vedere la sua tecnologia top di gamma a cinesi, coreani o russi…

  91. 2 – L’altro pezzo importante dell’Occidente, cioè l’Europa, è legato a filo doppio a Israele (la controprova sta anche in risvolti marginali come quelli sportivi: gli atleti e le squadre israeliane partecipano alle competizioni europei). Questo sia per i legami con il grande mondo degli ebrei, residenti e con cittadinanza europea, perché la reazione generale al 7 ottobre è stata quella di profondo dolore (come un atto anti semita e non come un attacco esclusivamente anti sionista), il che comporta un complessivo stringersi emotivo del mondo ebraico ai loro confratelli israeliani. Questo trend non è irrilevante, visto che spesso gli ebrei occupano posti chiave nelle strutture politico-economiche occidentali (quanto meno come pressioni lobbystiche) e quindi ne possono anche condizionare le scelte. Allo stato attuale mi riuscirebbe davvero difficile registrare esplicite prese di posizioni anti-israeliane da parte di Nazioni o istituzioni occidentali, sia statunitensi che europee.
     

  92. 1 – Gli USA considerano ormai Israele come il 51.mo stato dell’Unione e anzi è questo 51.m0 stato che condiziona gli USA e non viceversa. Notate che ho detto gli USA e NON gli USA di Trump, perché i condizionamenti di Israele sugli USA sono conseguenza della sua importanza strategica (non a caso fra il 7 ottobre 2023 e il 20 gennaio 2025, il Presidente USA era Biden, democratico, e ciò nonostante gli USA hanno riempito di armi e soldi Israele: credo che il numero dei palestinesi morti a Gaza in quei 14 mesi sia almeno pari se non superiore ai palestinesi morti da che si è insediato Trump). L’importanza strategica di israele è la sua posizione geografica, inserita in un ganglo vitale del mondo quale è il M.O. e prossima alle immense riserve energetiche della vicina Mesopotamia. Inoltre tale posizionamento geografico permetterà prospetticamente agli USA di posizionare in M.O. delle proprie basi militari magari dotate di missili con testate nucleari costantemente puntati su Pechini, riproducendo così il clima di deterrenza della guerra fredda USA_URSS. Per tutti questi motivi gli USA hanno necessità VITALE di disporre in M.O. di una robusta piazzaforte, corrispondente a una Israele molto più estesa dei confini del ’48 e quindi sfli USA, più che essere “complici” dell’espansionismo israeliano, lo ma appoggiano chiaramente senza tante esitazioni.

  93. Sì, pronti via, perché occorre mettere a fuoco una volta per tutti i veri dati del problema del M.O., altrimenti continuate a trascinare un equivoco di fondo, incentrato sull’infondato assioma che l’Occidente deve esportare nel mondo la visione buonista dei diritti ecce cc ecc, da cui deriva la conclusione errata di questo articolo, secondo il quale con la ns inazione siamo “complici” di Israele. La conclusione dell’articolo è completamente sbagliata. COMPLICITA’ presuppone che Israele sia cosa diversa dall’Occidente e che l’Occidente sia succube e prono all’agire di questo stato terzo (Israele) o per debolezza o per tornaconto. NON è così: Israele fa parte dell’occidente, per cui non siamo complici di un “altro”, ma stiamo agendo attraverso Israele. Israele non solo è Occidente a tutti gli effetti, ma in questa fase ne è una o forse la principale punta di diamante dell’Occidente. Per una serie di numerose concause, anche non volute da Israele e anzi per lei drammatiche (come il 7 ottobre), nell’attuale panorama geopolitico mondiale Israele è probabilmente lo stato più potente al mondo. Lo è di suo, in termini militari, politici ed economici, ma lo è per le correlazioni fra le suddette cause generali. Vediamole in dettaglio.

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