Al peggio non c’è mai fine – 1

Al peggio non c’è mai fine – 1
(grandi storie di ordinaria follia a Prati di Tivo e Pietracamela)
di Pasquale Iannetti
(scritto il15 agosto 2026)

“Rimanere uomo coerente con i propri princìpi e mantenersi individui liberi dal compromesso è «eroismo» (Walter Bonatti)”.

Il documento che state per leggere è molto lungo, ma anche il letamaio che descrive lo è. Se volete capire la situazione drammatica di Prati di Tivo, mettetevi comodi e leggetelo; questo è il mio invito perché vi rendiate conto di come stanno le cose.

Al peggio non c’è mai fine.

Questo, purtroppo, è la frase che meglio descrive le deprecabili situazioni che si sono susseguite a Prati di Tivo. La più recente, triste vicenda risale agli ultimi tre mesi, raccontata da tutti i giornali e che hanno riportato questa notizia.

Prati di Tivo, la svolta impensabile: Provincia, Gran Sasso Teramana (società in liquidazione) e Marco Finori uniti per la montagna teramana

Qualcuno, ultimamente, in merito a ciò ha commentato con grande sconcerto: non ci sono parole. Invece di parole ci sono eccome! Eccole:
Pazzesco, Scandaloso, Deplorevole, Disonorevole, Indecoroso, Oltraggioso, Imbarazzante, Impudente, Ignominioso, Infamante, Scioccante, Indegno, Esorbitante, Sconcio, Vergognoso, Spudorato, Deprecabile, Diabolico, Disgraziato, Scellerato.

Venti appellativi per definire l’accordo siglato mesi fa tra i liquidatori della società Gran Sasso Teramano società in Liquidazione e la ditta Marco Finori.

Negli ultimi sette anni, in tanti hanno denunciato la pessima gestione degli impianti di Prati di Tivo affidata alla suddetta società e, adesso, finisce tutto con “una pacca sulle spalle” e un “volemose bene”.  Anni in cui l’Azzurro* venuto da San Benedetto del Tronto ha dilapidato un patrimonio costato alla comunità oltre 20 milioni di euro, purtroppo, buttati al vento. (*l’Azzurro sta per Marco Finori che, quando si è fatto conoscere ai Prati di Tivo ha detto in giro che era stato “allenatore della squadra nazionale di sci italiana – ecco perché lo chiamano l’Azzurro”).

Tornando ai fatti, avrei voluto leggere qualche commento e considerazione del Presidente della Provincia Camillo D’Angelo, ma ha scritto solo che al più presto rimetterà in funzione gli ObellX. Il Presidente D’Angelo forse ignora che la metà dei tralicci che dovrebbero sostenere le capsule degli ObellX sono inservibili e lo sono anche quelli che lui ha fatto reinstallare ultimamente.

La chicca, recentemente, l’ha detta il Sindaco di Pietracamela Antonio Villani: “Scelta di buon senso, ma vigileremo sull’apertura invernale”.

Sì, il Sindaco di Pietracamela vigilerà come ha già fatto con le attrezzature della Gran Sasso Teramano distrutte da Finori.

Sindaco Villani, ma mi faccia il piacere!

Avremmo voluto ascoltare i commenti dei due Presidenti delle ASBUC – Paride Tudisco e Corrado Bellisari, della Presidente della Camera di Commercio Antonella Ballone e del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Invece, su questi fronti ha regnato il silenzio. Ha espresso sdegno solo il Sindaco di Fano Adriano Luigi Servi.

Facciamo un passo indietro e capirete che gente ha amministrato fino ad oggi il denaro pubblico. Dal 2001 in poi, tutti i soci della Gran Sasso Teramano hanno lasciato che gli amministratori facessero quello che volevano. Questo ha comportato debiti per oltre due milioni di euro e, grazie al loro menefreghismo ed alla loro acclarata incapacità, hanno portato la società Gran Sasso Teramano sull’orlo del baratro.

Il Sindaco di Pietracamela in un post di qualche tempo fa mi chiedeva:
“Grazie Pasquale del post…. dovrai spiegare quello che scrivi. Perché saremmo i responsabili dello sfascio dei Prati di Tivo????”

Non sono sufficienti tutti gli elenchi circostanziati delle mancanze che ho fornito? Cos’altro c’è da spiegare e quindi da capire?

La sentenza del Tribunale di Teramo n. 567 del 12 maggio 2025 ha finalmente fatto piena luce sulla titolarità della seggio-cabinovia e sulla tormentata vicenda dell’acquisto dei beni della Gran Sasso Teramano, liberandoci da uno scomodo gestore degli impianti, che ha fatto per sette lunghissimi anni quello che ha voluto. Tutto con il benestare e l’accondiscendenza dei soci della Gran Sasso Teramano e del Liquidatore, Gabriele Di Natale.

Mesi fa, la nomina di tre liquidatori era stata salutata come una ventata di novità e di grande ottimismo, considerata anche la stima che i tre professionisti riscuotono in provincia. Così non è stato perché, dopo i successi ottenuti nell’ultimo grado di giudizio ovvero con la ripresa in possesso della seggio-cabinovia e di tutte le proprietà della G.S.T., dopo aver brindato tutti festosi sul piazzale dei Prati di Tivo e dopo aver annunciato che i danni provocati dalla gestione Finori ammontavano ad oltre due milioni di euro, arriva, come un fulmine a ciel sereno la notizia con foto annessa della svolta: la concessione a Finori della gestione degli impianti per tre anni. Tutto questo senza un trasparente bando di gara.

Questi hanno dimenticato che Finori ha persino fatto pagare il biglietto della funivia ai possessori di cani ed ai bambini. ha lasciato i batti pista, le motoslitte, gli erogatori della neve, l’impianto di pompaggio dell’acqua del vascone, l’impianto CasEx della Madonnina, il montacarichi dei disabili, le sedie delle seggiovie ed altro materiale alla mercè degli inesorabili agenti atmosferici, nell’incuria e con la negligenza più assoluta. Attrezzature costate milioni di euro e che giacciono da anni abbandonate al loro destino nelle adiacenze delle due seggiovie e della seggio-cabinovia.

Ci auguriamo che la “giustizia” faccia il suo corso  e che tutti gli amministratori, insieme all’ex Liquidatore della società, il dott. Gabriele Di Natale ed all’ex custode-gestore dei beni della Gran Sasso Teramano Marco Finori, siano chiamati a rispondere per “Danno erariale del patrimonio dello Stato”.

Nel mese di dicembre del 2024 ho presentato grazie alla cortese collaborazione dell’avvocato Vincenzo Di Nanna, una circostanziata denuncia alle due Procure, quella di Teramo e quella dei Corte dei Conti dell’Aquila, alle quali ha fatto seguito una conferenza stampa a cui hanno partecipato le principali testate giornalistiche regionali e nazionali. L’argomento non è sfuggito alla redazione di Far West, la trasmissione condotta da Salvo Sottile su Rai 3, in onda in prima serata il venerdì.

Ebbene sì, la mia denuncia è stata archiviata.

A questo punto sono curioso di chiedere ai tre Moschettieri di Re Camillo I° ovvero a Passerini, D’Ignazio e Ferro se, nel fare questa scelta, hanno valutato le capacità e la consistenza economiche del soggetto a cui avrebbero affidato per tre anni la conduzione della stazione dei Prati di Tivo e se hanno verificato i bilanci della società del signor Finori.

Eravamo convinti che il vento fosse mutato ma, ahimè, così non è stato. Non sono cambiati né la musica né i suonatori e, temo fortemente, che il concerto sarà distruttivo ancora una volta.

Avremmo aspettato con sofferenza la conclusione del giudizio dei primi di dicembre che avrebbe messo la parola fine alla diatriba per la vendita dei beni della GST e con serenità avremmo aspettato ancora un anno senza poter sciare ai Prati di Tivo. Speravamo in una gestione provvisoria dell’estate consegnata a gente seria ed affidabile ma, nostro malgrado abbiamo letto sui giornali il cambio di programma ovvero che, dopo i roboanti annunci del contratto a Finori per tre anni ecco che arriva il ridimensionamento dell’accordo. La gestione della seggio-cabinovia sarà per pochi mesi.

Nel frattempo ci auguriamo che i “tre Moschettieri” facciano una cosa buona e giusta ovvero che rassegnino le dimissioni.

No, non siamo su Scherzi a Parte e, purtroppo non c’è nulla da ridere, perché i presi in giro siamo noi e tutta Prati di Tivo.

Il Presidente D’Angelo aveva subito emanato dei comunicati un cui affermava che avrebbe immediatamente fatto tutte le manutenzioni sia ordinarie sia straordinarie alla seggio-cabinovia e domani 15 agosto 2026 forse andrà in funzione. C’è un limite alla vergogna?

E i gruppi di minoranza in Provincia che cosa fanno?
Questo documento è stato redato agli inizi del mese di luglio e nel frattempo lo show è cambiato. E’ stato ridimensionato il contratto di gestione che, invece di tre anni è diventato di pochi mesi e poi portato fino al 23 settembre. Gli ignari lettori si domanderanno ma perché mai fino al 23 settembre?

Ve lo spiego.

Dovete sapere che la legge regionale n. 47 del 18 giugno 1992 stabilisce le procedure per l’accertamento dei pericoli e dei rischi da valanga sul territorio della Regione Abruzzo e detta le norme per la salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata. Tra le norme è prevista una Commissione Neve e Valanghe, il CO.RE.NE.VA, che detta anche le regole per le aperture degli impianti per la stagione invernale. Ebbene sì! Il CO.RE.NE.VA. concede l’autorizzazione fino al 23 settembre perché la seggio-cabinovia non è protetta dalle valanghe.

IL 23 SETTEMBRE!!!!!!
LE VALANGHEEE!!!!!!!!!!!!!!
Chi permette ed accetta queste follie andrebbe messo al palo e fustigato!

Dovrebbero immediatamente intervenire il Presidente della Regione Marsilio, l’Assessore regionale ai trasporti e infrastrutture Umberto D’Annuntiis, il Presidente della Provincia di Teramo D’Angelo, i Liquidatori della G.S.T. ed il Sindaco di Pietracamela per fermare questa illogica applicazione di una norma di legge inesistente e per poter tenere in esercizio la seggio-cabinovia fino alla fine di ottobre.

Sulla limitazione dell’uso delle cabine da 19 a 10, sulla riduzione dei carichi e sulla velocità massima che non potrà superare i 3 metri al secondo, il dubbio nasce spontaneo.

Mi domando e perplesso chiedo ai tecnici della Doppelmayer: se questa scelta deriva dal fatto che c’è un pilone mal messo per via della valanga che lo ha investito la scorsa primavera, come può con queste limitazioni il pilone danneggiato essere sicuro al 100 %?

In questo momento stanno investendo fior di milioni ai Prati di Tivo questi gruppi finanziari: i F.lli D’Adiutorio, il Gruppo Felicioni, Erminio Di Ludovico, la società Globo ed Andrea Scarazza ma stanno tutti alla finestra a guardare e credono che con il denaro possono fare tutto? Pensano che innovando i vari alberghi con lussuosi arredi, impianti tecnologici all’avanguardia, centri benessere – Spa (Salus per aquam), piscine all’aperto ed altre incredibili e splendide cose, possano sopravvivere a Prati di Tivo?

Non sanno che dagli anni ‘70 in poi, grandi e piccoli imprenditori sono falliti ai Prati di Tivo e non per incapacità, ma per il tortuoso meccanismo dei servizi essenziali mancanti e per gli ostacoli ed i paletti messi dai vari amministratori che si sono succeduti negli anni alla guida del Comune di Pietracamela.

Il primo di questi imprenditori fu Oscar Monti che nel 1966 aprì i battenti dell’hotel Miramonti. Una eccellenza italiana per quegli anni. Una vera potenza economica con aziende a Bologna, Rimini e Riccione. Un’ altro grande imprenditore, teramano, l’avvocato Nicola Storto realizzò uno splendido albergo sulle pendici della dorsale di Prati di Tivo, l’hotel Orso Bianco. Mimì Amorocchi ampliò il vecchio ristorante facendo un hotel di grande livello. La famiglia Montauti realizzò un graziosissimo e delizioso albergo sul piazzale dei Prati. Dario Trentini, storico panificatore di Pietracamela, costruì l’omonimo albergo – Trentini. Il tenace Mario Mancini ebbe l’idea geniale di realizzare il primo campeggio di montagna in Abruzzo e, nel 1992, grazie alla lungimiranza degli amministratori del Comune di Pietracamela il camping fu chiuso.

Tutte queste aziende hanno in comune una cosa: sono tutte miseramente fallite. Amedeo Di Ludovico (SIGET) realizzò la struttura del Grand Hotel Prati di Tivo che anni dopo riconvertì in tempo utile un complesso residenziale con annesso hotel.

Quello che ora è necessario fare, con estrema urgenza, è mettere attorno ad un tavolo i veri imprenditori che stanno investendo ai Prati di Tivo, spiegando loro bene che se si lascia fare ancora alla Provincia, al Comune e agli enti minori siamo punto e a capo. Mesi fa, Piergiorgio Passerini, uno dei liquidatori della Gran Sasso Teramano, ha reso una dichiarazione alla stampa, affermando che vorrebbe rimettere in gioco la G.S.T. A mio avviso, questa, è una pura follia perché non se ne esce dal pantano se ci affidiamo ancora all’amministrazione degli enti pubblici.

In tempi recenti è stato costituito un Consorzio da alcuni titolari di aziende che operano ai Prati di Tivo. È imprescindibile insistere sull’adesione al Consorzio di altri imprenditori in quanto questa è l’unica salvezza per il territorio. Al Consorzio debbono aderire tutti i titolari degli alberghi, dei B&B, dei ristoranti del territorio di Pietracamela e Fano Adriano. Tutti gli operatori del settore quindi maestri di sci, guide alpine, A.M.M, maestri di MtB ed altre figure professionali.

Non aggiungo altro perché la nausea è troppo forte e il dolore per le disgraziate sorti di questa preziosissima quanto annichilita località è veramente insopportabile.

Al peggio, purtroppo, non c’è mai fine.

Precisazioni
Per chi non conosce la storia della società Gran Sasso Teramano faccio queste precisazioni.

La società è stata costituita il 28 settembre 2001 per volere del Sindaco di Pietracamela di quel tempo, Giorgio Forti e dall’allora Senatore Doriano Di Benedetto (primo Amministratore della Società).

Nella fase iniziale la società era composta da Enti Pubblici e privati (albergatori, ristoratori, maestri di sci di Pietracamela e Prati di Tivo). Successivamente viene trasformata in Srl ed i privati vengono liquidati.

Alcuni dati
Le quote azionarie. Provincia di Teramo con il 52,00%, Camera di Commercio di Teramo con il 42,374%, Regione Abruzzo con il 3,50%, Comune di Pietracamela con lo 0,412%, Comune di Fano Adriano con lo 0,247%, ASBUC, Amministrazione Separate dei Beni di Uso Civico di Pietracamela con l’1,319% e ASBUC di Intermesoli con lo 0.082%.

Il 6 dicembre 2016 l’Amministratore della G.S.T., Marco Bacchion, su sollecitazione del maggiore azionista della società, la Provincia di Teramo rappresentata allora dal suo presidente l’avvocato Renzo Di Sabatino, mise in liquidazione la Gran Sasso Teramano che, a quei tempi, aveva debiti per un milione e 600 mila euro.

I beni della società Gran Sasso Teramano
– Ai Prati di Tivo: le due seggiovie, i tre battipista, le due motoslitte, sette erogatori di neve, i così detti “cannoni” e le linee dell’impianto di innevamento artificiale.
– A Prato Selva: la seggiovia dell’Abetone, la seggiovia della Ginestra, l’albergo ed un batti-pista. Il fabbricato a valle e a monte della seggiovia, il prefabbricato in legno situato all’arrivo della seggiovia. Preciso che la seggio-cabinovia dei Prati di Tivo è di proprietà interamente della Provincia di Teramo.

I Liquidatori
I liquidatori che si sono avvicendati negli anni sono stati: l’avvocato Luca Di Eugenio ed il dott. Sergio Saccomandi, dal 2016 il dott. Gabriele Di Natale e dal 2025 Pergiorgio Passerini, Valerio Ferro e Giorgio D’Ignazio.

I Gestori degli impianti
Alla gestione degli impianti, seggiovie e seggio-cabinovia si sono susseguite negli anni: la società Sangritana di Lanciano, la società SIGET e due Società Cooperative formate da imprenditori di Pietracamela e Prati di Tivo. In seguito e per un paio di anni la G.S.T. ha gestito direttamente gli impianti (liquidatore Sergio Saccomandi).

Dal 17 gennaio 2019 l’affidamento degli impianti è stato concesso (con una trattativa privata) alla società Marco Finori.

(continua)

Al peggio non c’è mai fine – 1 ultima modifica: 2026-10-06T05:57:00+02:00 da GognaBlog

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3 pensieri su “Al peggio non c’è mai fine – 1”

  1. Le denunce come questa sono però utili per non far scivolare nel dimenticatoio i singoli problema: quindi bene fa l’autore a descrivere il “male” della situazione. Ma NON illudiamoci di estirpare il male, che sul punto di specie è costituito dalla bramosia di profetto di pochi a danno dell’ambiente che è di tutti: questa impostazione “oligarchica” delle cose è una realtà che esiste dalla notte dei tempi e che esisterà SEMPRE, perché è connaturata alle caratteristiche della specie umana. Il male (nelle sue infinite manifestazioni, dalle guerre agli sfruttamenti, fino alla bramosia di profitti di pochi a danno di tanti) è iscritto profondamente nella nostra natura, per cui sistematicamente riemerge dai bassifondi dell’anima umana, a prescindere che al potere ci siano politici di destra o di sinistra. La bramosia di profitto di pochi cercherà sempre di allungare le mani sullo sfruttamento (in questo caso turistico-sportivo) del territorio, comportando danni ambientali a danno di tutti o almeno di molti. Volete combattere contro questa “ingiustizia”? Fate bene, sulla carta. In termini di efficacia dell’azione sono molto dubbioso, per non dire che penso che non produrrà alcun effetto positivo…

  2. E’ vero: “al peggio non c’è mi fine”. Vale per il tema specifico, come per QUALSIASI altro argomento e qualsiasi risvolto dell’esistenza,. Vale in Italia come sull’intero pianeta. Questo perché, nel mio disincantato cinismo, io “vedo” (a differenza dei buonisti, infiammati dall’ideale di un mondo di giustizia e di bene che NON esiste), dicevo igrazie al mio disincantato cinismo io “vedo” (da sempre) che la caratteristica di fondo della specie umana è il “male” e non il “bene”. Per cui il male dominante tira verso il peggio qualsiasi risvolto della realtà. Certo, esistono alcuni specifici individui caratterizzati da una personale dotazione di “bene”: ai massimi livelli lo vediamo in San Francesco di cui si è celebrata la festa il 4 ottobre. Ma questi individui “eccezionali” non sono statisticamente rapprese3ntativi dell’umanità, bensì sono delle fulgide ma rare eccezioni: la natura umana è sostanzialmente costituita dal male. Vale sui grandissimi temi  (guerre, stermini ecc) e vale anche per questioni di speculazione che provocano danni ambientali pur di correre dietro al profitto di (relativamente) pochi individui. Combattere la battaglie contro il male dell’umanità è come l’assalto ai mulini a vento di Don Chisciotte. CONT

  3. Vivo metà della mia vita in Abruzzo e queste cose le vedo da decenni. Nel grazioso film “Un mondo a parte” di Milani la vicepreside Agnese liquida la questione in questo modo ” In Abruzzo i progetti durano due anni…”

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