Arrampicata libera dal peso della competizione

Arrampicata libera dal peso della competizione
di Ivo Buda
(dal sito climbingfree.net, 20 agosto 2013)

Come arrampicare bene a vista senza allenarsi
A un vecchietto dicono che mangiando tanto pane si ritorna sessualmente efficienti. Entusiasta, corre dal suo panettiere: “Mi dia cinque chili di pane!”
Il panettiere, sapendo che vive da solo: “Via, nonnino, le diventa duro!”.
Vecchietto: “Allora me ne dia QUINDICI CHILI!”.

Tutti sono alla ricerca di un metodo che garantisca risultati sicuri, ma forse l’unica certezza che abbiamo è che più ci focalizziamo su un risultato, tanto più difficile sarà raggiungerlo, questo semplicemente perché ci stiamo concentrando su un possibile futuro (il risultato) anziché sul presente. Per questo è importante arrampicare su vie nuove o arrampicare in modo diverso su quelle che si conosce già, giocare, divertirsi e sperimentare, poi i risultati verranno da soli.

Cedric Lachat

L’arte di arrampicare su terreno inesplorato
Il margine che c’è tra il grado che si riesce a superare a vista e quello lavorato è senz’altro un indicatore di un problema da risolvere. Probabilmente se questo margine è troppo elevato significa semplicemente che il nostro fisico è forte, ma non siamo capaci di vedere, interpretare e poi danzare sulla roccia. Ma da dove iniziare? E’ molto semplice: da quelle salite dove danzare ci riesce facile. Se necessario anche su vie che a prima vista ci sembrano facili e banali.

Perché arrampicare su vie facili permette di migliorare in modo molto più efficiente rispetto ai tentativi di arrampicata su vie difficili? La risposta è talmente ovvia, che la maggior parte delle persone non riesce a vederla. Quando si arrampica su gradi troppo elevati si tende a concentrarsi su se stessi escludendo quello che ci circonda, mentre quando si arrampica sul facile si è più aperti e disposti a ricevere i regali che la roccia ci offre, in termini di appigli, ma anche di possibili soluzioni intelligenti. Quando questo atteggiamento ci riesce spontaneo sulle salite più facili è semplice trasferitolo anche su quelle più impegnative. Chi riesce a salire un determinato grado in modo lavorato è sicuramente capace di salirlo anche a vista, deve solo cambiare atteggiamento.

Se vuoi arrampicare bene devi arrampicare in modo intelligente, devi essere intelligente. In realtà la maggior parte delle persone sono intelligenti, quelli irrimediabilmente stupidi sono un’esigua minoranza, ma purtroppo anche le persone intelligenti si comportano in modo stupido, a causa delle abitudini, che ci vengono inculcate soprattutto dalla società che ci circonda.

Queste abitudini, come tutte le abitudini, sono difficili da abbandonare, e proprio in questo abbandono consiste il lavoro più impegnativo. In realtà non c’è bisogno di fare nulla, piuttosto è il caso di togliere tutto il lavoro superfluo. Purtroppo però siamo sempre abituati a “fare” qualcosa e proprio il non fare riesce più difficile. Queste sono solo alcune delle cattive abitudini da abbandonare per migliorare il proprio modo di arrampicare, che qui elencherò brevemente:

Smettila di allenarti ma non di arrampicare.
Certo sembra ovvio, ma per molti è il passo più difficile. Gli arrampicatori sono in continuo allenamento, alla continua ricerca di sfide e del grado difficile. Sembra incredibile che per ottenere qualcosa bisogna proprio smettere di fare qualcosa, ma è proprio così.

Climbing Stadium, Arco

Non forzare i passaggi, ma prova a interpretare la roccia
Non arrampicare in modo stupido, non usare la forza bruta per superare un passaggio. Superare un passaggio con il solo uso della forza può sembrare utile o necessario al momento, ma alla lunga porta alla pessima abitudine di equivocare la roccia, di non capire i segreti che ti fanno salire senza l’uso della forza. Con questo non voglio sminuire l’importanza della parte fisica dell’arrampicata. Il nostro fisico in quest’attività è fondamentale, ma deve lavorare in armonia con tutto il resto.

Non arrampicare se non sei rilassato, il rilassamento e il respiro sono fondamentali
Tanto più ti ostinerai a sfidare la roccia tanto meno sarai rilassato. La volontà è il più grande ostacolo al rilassamento. La concentrazione sul respiro è una delle tecniche più conosciute per favorire il rilassamento. Inoltre una giusta respirazione ti suggerirà un ritmo naturale di arrampicata.

Non rinunciare al gioco
Dove inizia il “devo fare” finisce il gioco. Dove inizia il gioco “devo fare” non è necessario, non ha più importanza. Ma qual è la differenza tra gioco e lavoro?
Prova a osservare i bambini. I bambini, che giocano per divertirsi, non distinguono tra il gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare come un lavoro. Fino a che non entra in ballo la ricompensa: a questo punto i benefici a lungo termine prendono il sopravvento sulla gratificazione immediata del gioco. Se cercherai la ricompensa trasformerai il tuo gioco preferito in un lavoro.

Non ripeterti, l’arrampicata è un avventura, non uccidere questa avventura
Tutti vorrebbero essere degli avventurieri. L’arrampicata è un gioco di scoperta, di avventura e sta a te mantenerlo tale. Se continuerai a ripetere i stessi movimenti, le stesse vie, ad arrampicare solo su quel tipo di roccia che ti è congegnale ucciderai l’avventura. Smettila di essere ripetitivo, non ripetere dei movimenti o posizioni imparate dai libri. Impara a pensare da solo. Il tuo intelletto è uno strumento migliore rispetto a ogni insegnamento schematizzato.

Abbandona la ricerca del grado
Non c’è nessuna sfida. Anche se raggiungerai gradi elevati non è detto che diventerai un buon scalatore. Ho visto troppi arrampicatori che scalano su difficoltà elevate confondersi su vie che dovrebbero essere decisamente sotto il loro livello: se proprio hai bisogno di un obiettivo, questo dovrebbe essere migliorare la qualità dell’arrampicata. Il problema principale di quelli che cercano un metodo per migliorare la propria arrampicata è che si focalizzano troppo sul grado e non sull’arrampicata vera e propria. Nelle falesie si vedono spesso arrampicatori che si muovono goffamente, e poi dicono “faccio l’8a, 9a…”. E’ davvero un peccato che l’unico modo di comunicare queste prestazioni sia quello di elencarle e spero che un giorno questi arrampicatori possano mostrare la padronanza delle difficoltà attraverso la naturalezza dei movimenti del corpo.

Nina Caprez

Lascia a casa la guida della falesia
Non andare sempre in falesia con la guida in mano per controllare quello che pensi di essere capace di fare. Se passerai il tuo tempo a leggere un libro invece di leggere la roccia, saprai quello che c’è nel libro, ma non quello che c’è sulla roccia. Imparare a capire le difficoltà guardando la roccia è fondamentale, questo ti aiuterà soprattutto a scovare e visualizzare le varianti che possono rendere una via più facile.

Abbandona la disciplina e ritrova la passione
La disciplina è una cosa che è necessaria quando manca la passione. Ti ricordi come a scuola s’insegnava la tanto necessaria disciplina, ritenendo questa una virtù necessaria nella vita? Questa virtù è necessaria quando sei obbligato a studiare per senso del dovere anche cose inutili che non t’interessano, ma se c’è la passione la disciplina non è necessaria, la passione ti aiuterà a continuare e a trovare la motivazione nonostante le difficoltà che incontrerai sulla tua strada.

Non essere competitivo
La competitività è inutile, anzi contribuirà a diminuire il tuo rilassamento, condizione fondamentale per arrampicare bene.

Smettila di arrampicare continuamente su vie al di sopra delle tue possibilità
Einstein diceva: non è possibile risolvere i problemi con la stessa mentalità che li ha generati. Tu vuoi arrampicare bene, ma quando arrampichi su gradi elevati arrampichi male, ti alleni su vie dure e continui ad arrampicare male, in definitiva continui a insistere con la stessa mentalità che ha generato il tuo problema. E’ proprio quest’ostinazione verso la difficoltà che ha generato il problema, quindi l’unico modo per uscirne è quello di cambiare modalità e iniziare a scalare dove l’arrampicata è gioco e divertimento.

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Arrampicata libera dal peso della competizione ultima modifica: 2017-07-30T05:25:31+02:00 da GognaBlog

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