Ecco una raccolta delle notizie più eclatanti, e quelle che invece hanno provato a nasconderci, utili al fine di analizzare e forse comprendere un po’ meglio la peculiare situazione mondiale nella quale ci troviamo.
Buon 2026 (parte 1)
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
(pubblicato su luogocomune.net il 18 gennaio 2026)
Ecco una raccolta delle notizie più eclatanti, e quelle che invece hanno provato a nasconderci, utili al fine di analizzare e forse comprendere un po’ meglio la peculiare situazione mondiale nella quale ci troviamo. Ne esce un’immagine piuttosto triste con un divario sempre crescente tra i potenti che si adoperano per sfuggire sempre meglio alle proprie responsabilità, e la gente comune che vede continuamente compresso il perimetro dei propri diritti, in qualunque parte del mondo.
Stati Uniti d’America vs NATO
Partiamo con la nazione che si meriterebbe un articolo tutto a parte: gli Stati Uniti di Trump. Dopo aver insistito per anni che l’Unione Europea avrebbe dovuto riarmarsi per proteggersi dalla Russia, la prima vera, concreta e tangibile minaccia alla NATO arriva… dagli Stati Uniti!
Parliamo ovviamente delle minacce di invasione militare USA della Groenlandia. La motivazione ufficiale di difendersi ancor meglio dai missili russi non convince affatto: se gli USA avessero voluto qualche nuova base militare in Groenlandia, sarebbe semplicemente bastato chiedere alla Danimarca un fazzoletto di terra, o dieci, o cento. Solo con l’indotto del personale di quelle basi, che avrebbe soggiornato e mangiato in loco, la concessione si sarebbe ripagata da sola.
Visto che si è scelta invece questa strada così eclatante, vediamo quali altre opzioni spiegano un po’ meglio l’accaduto.
Ci sono almeno due possibilità: la prima riguarda la quantità e la qualità delle risorse minerarie della Groenlandia, come certificato da questo studio del 2023 della Commissione Europea:
L’idea di fondo è quindi: “perché comprare, quando possiamo rubare?”.
E per rubare devi infrangere le leggi, o inventarne di nuove tutte tue.
USA-Groenlandia: la KoBold Metals
Come riportato dal Guardian nell’aprile 2025, “Alcuni dei maggiori finanziatori e investitori della campagna elettorale di Donald Trump… sono potenzialmente in grado di trarre profitto da qualsiasi acquisizione americana della Groenlandia”. Dai magnati della tecnologia ai dirigenti delle aziende di combustibili fossili, tutte queste figure e forze hanno investito in società minerarie ed estrattive in tutta l’isola, e tutte trarrebbero profitto se solo riuscissero a impedire a fastidiose autorità danesi o groenlandesi di regolamentare o limitare le loro attività. Fonte.
E i personaggi dietro alle quinte di questa operazione sono tutt’altro che oscuri: la KoBold Metals è una società mineraria che è all’avanguardia della “moderna corsa all’oro” della Groenlandia per minerali rari e i suoi finanziatori sono Mark Zuckerberg (Meta/Facebook/Whatsapp), Sam Altman (Open IA), Jeff Bezos (Amazon), Bill Gates (vabbè!), Michael Bloomberg (l’omonimo impero finanziario e canale tv/internet), ed altri magnati della Silicon Valley. Fonte.
E se già questa teoria del Presidente degli Stati Uniti che invade un paese NATO per far rubare le risorse dai suoi finanziatori non fosse abbastanza inquietante, ce n’è ancora una peggio:
USA-Groenlandia: La Città Libera di Praxis
Praxis è una start-up finanziata da miliardari statunitensi e supporter trumpiani quali Peter Thiel (Palantir), Sam Altman (Open IA), e fondi di investimenti che hanno già raccolto la cifra di mezzo miliardo di dollari. Essa si propone esplicitamente di costruire “città della libertà”, degli stati-nazione indipendenti e post-democratici al di fuori di qualsiasi regolamento legale mondiale se non quelli stabiliti autonomamente dal Re-CEO e dai propri residenti-azionisti. Fonte.
Cosa potrà fare questa gente in una città ipertecnologica e distaccata dalle leggi mondiali? Beh, tutto quello che gli pare: testare l’utilizzo di un governo delle IA, testare l’impatto della moneta elettronica centralizzata, fare passi da giganti sul transumanesimo utilizzando la bioingegneria, la clonazione umana, gli impianti cibernetici, le nanotecnologie, ecc…
L’escalation è avanzata in questo modo: nel 2023 il fondatore di Praxis, Bryden Brown, ha provato a comprare la Groenlandia, o almeno un grosso pezzo di essa, ma senza successo. Quindi il 22 dicembre 2024, pochissimi giorni dopo l’elezione presidenziale vinta da Trump, quest’ultimo annuncia che Ken Howery (che ha fondato una società di investimenti con il suo compare ex paypal Peter Thiel), è la sua scelta per essere nominato quale nuovo ambasciatore statunitense in Danimarca, anticipando esplicitamente che “il possesso della Groenlandia è una necessità”. Fonte.
Anche questa mediazione, come sappiamo, è fallita. Ora siamo semplicemente alla fase 3 della contrattazione, questa volta pistola alla mano.
Passa Netanyahu e l’Italia china la testa
L’Italia si riconferma il consueto paese-zerbino di interessi esteri e/o sovranazionali. Risulta utile ricordare che Benjamin Netanyahu, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e per crimini contro l’umanità, nel solo ultimo anno è volato ben 5 volte avanti e 5 volte indietro da e per gli Stati Uniti, ciascuna volta passando sopra il nostro spazio aereo, senza che il nostro paese sia intervenuto in qualsiasi modo. A peggiorare la situazione, va infatti sottolineato il fatto che l’Italia non solo è membro della CPI, ma è pure uno dei Paesi fondatori, ed ha ospitato la Conferenza diplomatica del 1998 durante la quale fu adottato lo Statuto di Roma, l’atto istitutivo della CPI.
Qui vediamo invece il nostro Ministro dei Trasporti e Vice-premier, sedicente sovranista, che riceve un premio per essere il miglior amico di un paese estero: Israele, appunto.
Italia e il terrorismo di stato
Il nostro parlamento ha, però, trovato il tempo di realizzare una legge secondo la quale i servizi segreti possono dirigere, finanziare ed addestrare gruppi terroristici che si propongono di fare attentati sul territorio.
In Italia, con l’approvazione della Legge 9 giugno 2025, n. 80, che converte il cosiddetto “Decreto Sicurezza”, sono stati significativamente ampliati i poteri attribuiti ai servizi segreti. In particolare, l’articolo 31 della legge prevede che, su autorizzazione preventiva della Presidenza del Consiglio, gli agenti dei Servizi possano non solo infiltrarsi, ma anche:
– dirigere e organizzare gruppi e associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico (articolo 270-bis del codice penale);
– detenere materiale con finalità di terrorismo (art. 270-quinquies.3);
– e sarà concessa la fabbricazione, l’acquisto o la detenzione di materie esplodenti, nonché la distribuzione e pubblicizzazione di istruzioni sulla preparazione o sull’uso delle materie esplodenti (art. 435).
Quindi, a patto di giustificare l’azione con la sicurezza nazionale, tali condotte da parte dei Servizi Segreti sono ora legali e “scriminate”. Decreto Legge.
https://pagellapolitica.it/articoli/impunita-servizi-segreti-cosa-cambia-decreto-sicurezza
In entrambi i casi, parafrasando un nostro celebre politico, “la legge è uguale per tutti… ma fino ad un certo punto”.
Anche la Germania china la testa
Anche la potente locomotiva d’Europa continua a tenere la testa china quando si parla di interessi esteri e/o sovranazionali. La nazione che riesce a vedere i droni russi anche dove non ci sono, viene costretta ad imbarazzarsi sulla scena internazionale continuando a dire che non è ancora riuscita a determinare in modo conclusivo, dopo 3 anni e 4 mesi, chi siano stati gli esecutori ed i mandanti del più grande atto di terrorismo industriale della storia: la distruzione del Nordstream 1 e 2.
Tanto che viene da chiedersi: ma cosa avranno di così ricattatorio sui politici tedeschi, alla NATO?
Anche qui, nessun segreto, solo notizie così scomode che vengono raccontate una volta sola, e poi lasciate nel dimenticatoio: dal 2012 al 2014 l’agenzia di intelligence statunitense NSA ha usato l’accesso ai cavi internet danesi per estrapolare conversazioni e messaggi di testo scambiati tra i principali politici europei, compresa Angela Merkel.
https://www.wired.it/attualita/politica/2021/05/31/stati-uniti-spionaggio-merkel-danimarca
La Germania bastona sistematicamente i manifestanti
C’è da dire che la Germania è quantomeno coerente nell’appoggiare i peggiori regimi dal mondo anche con le azioni, in quanto è sistematicamente vero che andare in manifestazione pubblica e pacifica a favore della Palestina o comunque contro il genocidio causato dagli Israeliani, significa essere bastonati e malmenati dalla polizia tedesca. Il tutto apertamente e, a quanto pare, legalmente.
Gli episodi sono così numerosi, che basta cercare “german police violence” e ne escono una sequenza, pure su un sito così censurato come youtube. Ne riporto uno che a mio avviso è emblematico:
Pare quasi un mantra: “la legge è uguale per tutti… ma fino ad un certo punto”
Regno Unito: arresti per i post sui social
Anche il Regno Unito non se la passa bene in quanto a libertà di espressione e libertà di manifestare. La notizia da ricordare è che il Regno Unito è la nazione al mondo con il maggior numero di arresti per i post fatti online, e che un’inchiesta del Times ha stabilito che nel 2023 fossero addirittura a 12000 arresti, cioè 30 arresti al giorno, per reati collegati alla scrittura:
L’eleganza inglese è stata quella di NON cambiare le leggi, bensì di storpiarle come dal detto “la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica”: è bastato designare il gruppo di solidarietà “Palestine Action” quale associazione terroristica per il pesante reato di aver imbrattato con lo spray alcuni jet militari, e da quel momento ciascun manifestante che si esprime a loro favore e/o contro il genocidio è soggetto alle pesanti normative anti-terrorismo del paese (Terrorism Act del 2000!).
Il caso migliore? Un ragazzo che si è visto entrare la polizia fin dentro casa, per arrestarlo in quanto mesi prima ha partecipato ad una chiamata Zoom durante la quale qualcun altro stava organizzando una protesta pacifica a favore, appunto, di Palestine Action. Articolo e video.
Stessa cosa per i post online, per i quali gli investigatori possono andare a cercare indietro di anni: possiamo dire che “nel Regno Unito non vige la libertà di espressione, ma la libertà vigilata”.
Voli spia UK aiutavano le stragi dell’IDF
Il supporto ad Israele non si è fermato a queste punizioni arbitrarie per chi protesta il genocidio, ma è stato molto più diretto, e configura una vera e propria complicità nei crimini di guerra compiuti dall’IDF contro la popolazione di Gaza. Quello che gli analisti indipendenti di Action on Armed Violence hanno scoperto è che la Royal Air Force ha condotto oltre 600 voli di ricognizione tra dicembre 2023 e luglio 2025 con velivoli-spia tipo Shadow R1 basati presso la base di RAF Akrotiri a Cipro, proprio mentre l’IDF compiva gli attacchi mirati contro i campi profughi o contro gli ospedali di Gaza, o contro i 270 giornalisti che nel corso dei due anni di aggressione militare sono stati uccisi da Israele provavano a documentarne le azioni.
Questi aerei, pur non armati, sono dotati di sensori sofisticati per raccolta di immagini, intercettazioni di segnali e mappature dettagliate del terreno — strumenti che, se condivisi, possono diventare parte integrante di un sistema di intelligence… e le rotte seguite nei vari giorni in cui è stato possibile rilevare il segnale trasponder non lasciano alcun dubbio su questo punto:
Vero giornalismo – I crimini di guerra di James David Vance
Il miglior pezzo di giornalismo del 2025 è avvenuto per un fortuito errore altrui, ed è stato così compromettente che seppure l’autore ne ha parlato per quanto a lui possibile, la notizia è stata subito deviata su temi marginali, in effetti insabbiando la vera questione centrale. Si tratta dell’attacco terroristico USA allo Yemen del 15 marzo 2025, avvenuto come di consueto senza alcuna dichiarazione di guerra e senza alcuna legittimità legale o internazionale, durante il quale gli Stati Uniti hanno ucciso l’ingegnere-capo yemenita che era il loro massimo esperto di missilistica. Questo particolare attacco è stato inizialmente reso celebre dal fatto che il vicepresidente J. D. Vance, il consigliere per la sicurezza nazionale Waltz ed il Segretario alla Difesa Hegseth discutevano dell’attacco su una chat Signal alla quale è stato invitato per errore Jeffrey Goldberg, il direttore della rivista The Atlantic.
Traduzione della chat:
Parlano del “terrorista bersaglio” sapendo che si trova in un luogo a loro conosciuto, e ‘dovrebbe essere in orario’.
L’ingegnere entra nel palazzo della sua fidanzata, che viene colpito dal missile Tomahawk sparato da un caccia navale F-18, e l’intero palazzo crolla.
I partecipanti alla chat si rallegrano e si congratulano per l’ottimo lavoro. Smiley delle preghierine, smiley del muscolo, smiley della bandiera statunitense.
Ad oggi nessuno è stato indagato né inquisito per questo attacco terroristico su un palazzo pieno di civili, che configurava un crimine di guerra ancor prima delle più note ed altrettanto impunite stragi in mare di cittadini venezuelani compiute da Trump a fine 2025.
Vero giornalismo – vera censura
La notizia di buon giornalismo che invece, in tutta probabilità, non avete nemmeno ricevuto, riguarda gli speciali della trasmissione “60 Minutes” relativi alla terribile prigione salvadoregna per terroristi CECOT, dove sono stati deportati senza precise accuse e senza alcun processo i migranti venezuelani arrestati negli Stati Uniti. La trasmissione di “60 Minutes” del 7 aprile 2025 documenta, infatti, non solo le pesantissime condizioni di questo carcere, ma anche di come la Casa Bianca sostenga che i 238 migranti venezuelani fossero tutti membri di violente gang equiparabili a terroristi, mentre non è possibile documentare alcun precedente penale per ben il 75% degli incarcerati. Fonte.

Successivamente, poco prima di Natale 2025, c’è stata una seconda trasmissione, contenente uno spezzone di 13 minuti ancor più compromettente per le politiche di deportazione degli USA, e tale spezzone è stato volontariamente rimosso da CBS News proprio pochi minuti prima della trasmissione negli Stati Uniti.
Il karma ha voluto, però, che il Canada abbia scelto di ripagare le recenti ostilità di Donald Trump decidendo di trasmettere interamente lo speciale, compresa la parte censurata negli Stati Uniti. E quello che risulta sono maltrattamenti, pestaggi, torture e privazioni, diffuse e continue, come se gli scandali di Guantanamo e di Abu Ghraib non abbiano insegnato nulla, e di come i diritti della minoranza bersaglio di turno non valgano assolutamente nulla rispetto al loro valore politico e propagandistico per chi vuole apparire un “uomo d’azione che risolve i problemi”.
Per chi se la sente, lo spezzone censurato è qui.
Buon 2026 (parte 2)
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
(pubblicato su luogocomune.net il 25 gennaio 2026)
La seconda parte si concentra sulle quattro superpotenze coloniali del mondo (Israele, Stati Uniti, Russia e Cina) e di come oggigiorno il pericolo non sia che queste facciano la guerra tra di loro, ma che si stiano accordando di volta in volta per spartirsi con la violenza le nazioni minori che fanno gola a ciascuna di esse (come abbiamo già visto per il caso della Groenlandia, o come è effettivamente già avvenuto per il Venezuela, il rapimento del presidente che ora è ostaggio in cambio del furto di petrolio).
L’accordo Trump-Putin: Siria per Ucraina
Il primo accordo coloniale tra superpotenze è avvenuto non appena è stata confermata l’elezione di Trump, a dicembre 2024. La Russia, che per 14 anni aveva sistematicamente ed efficacemente difeso la Siria, improvvisamente ha smesso di intervenire, e le truppe lealiste di Assad sono cadute vittima dell’ISIS. Questo ha consentito ad Israele di invadere e consolidare la sua occupazione militare delle contese alture del Golan. In cambio, sullo scenario ucraino, arriva la concessione statunitense: viene detto che è ragionevole che la Russia possa annettere non solo la Crimea, il Donetsk, e Luhansk, ma anche le altre due regioni che non erano inizialmente previste nella “operazione militare speciale” ovvero Zaporizhzhia e Kherson.
Questa nuova posizione statunitense ha ovviamente irritato Zelensky, che è stato pure invitato a Washington per essere sgridato pubblicamente, nonché l’unione europea, che da buon vassallo è costretta a pagare le armi statunitensi che comunque verranno mandate in Ucraina per spremere fino all’ultimo dollaro, fino al giorno in cui l’Ucraina non si accorgerà di dover giocoforza cedere i suoi territori. Nel frattempo il prezzo più alto è pagato dai poveracci che hanno l’unica colpa di trovarsi tra il dittatore di turno e le risorse a cui ambisce. Fonte.
Il sogno americano
E ne esce questo capolavoro: l’anno prima Abu Muhammad Al-Jawlani è il leader jihadista dell’associazione terroristica ISIS, ricercato internazionale con una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa; l’anno dopo è il nuovo e ripulito “legittimo” leader della Siria che stringe la mano ai leader del nuovo asse Washington-Mosca. Le migliaia di vittime cristiane giustiziate in Siria, purtroppo, non possono accedere allo stesso “sogno americano” di Al-Jawlani.
Taiwan sotto costante minaccia cinese
Lo stato di Taiwan continua ad essere sotto costante minaccia di invasione militare da parte della Cina, che lo considera come un proprio territorio, nonostante Taiwan abbia tutte le caratteristiche effettive degli stati sovrani ed esista come nazione separata fin dal 1949: Taiwan ha in vigore una propria Costituzione, ha una propria capitale (Taipei), con un proprio governo che legifera sul territorio con leggi distinte e diverse da quelle cinesi, con proprie forze di polizia che non sono quelle cinesi, con proprie forze militari che non sono quelle cinesi, ed infine riscuote ed impiega autonomamente le tasse in una moneta coniata localmente e distinta da quella cinese (il dollaro taiwanese). Occorre riconoscere che la maggior parte delle nazioni mondiali non abbia mai riconosciuto Taiwan sulla carta, tuttavia è altrettanto vero che gli Stati Uniti d’America e i suoi alleati locali come Giappone e Sud Corea ne abbiano sempre sostenuto e difeso l’indipendenza negli ultimi 77 anni.
Le esercitazioni militari sono così frequenti e così spudorate, che ormai è possibile farsi un’idea di quanto è prossima l’invasione, e anche di come avverrà: una prima fase di bombardamenti costieri e droni distruggeranno le difese anti-aeree dell’isola, poi una seconda fase prevede bombardamenti aerei ed il blocco navale dell’isola per impedire di far arrivare aiuti dall’esterno, azioni per le quale la Cina si è esercitata in modo massiccio anche il 29-30 dicembre 2025:
La terza fase sarà quella dell’invasione militare vera e propria, compiuta trasportando un numero molto alto di soldati tramite imbarcazioni di uso civile requisite per l’occasione, una strategia già utilizzata con successo durante la seconda guerra mondiale a Dunkirk. Le imbarcazioni civili hanno infatti compiuto una strabiliante esercitazione proprio tra il 9 e il 12 gennaio 2026, della quale ovviamente in occidente s’è parlato molto poco, nella quale ben 1400 imbarcazioni civili sono state messe in formazione coordinata su due linee di 200 miglia nautiche (370 km) ciascuna. Curiosità: l’isola di Taiwan è lunga 398 km.
La notizia è stata riportata dal New York Times, e ripresa da vari media orientali come il Taiwan Plus News.
Abbiamo infine le forze speciali del PLA, che si esercitano in campi d’addestramento costruiti esattamente come le strade di Taipei che conducono al palazzo presidenziale.
Visti questi fatti, se e quando Trump e Xi dovessero mai concordare l’abbandono degli USA dalla difesa di Taiwan, sarebbe tutto già pronto e testato più volte da parte della Cina per l’invasione.
L’Argentina e la curiosa sequenza di coincidenze
Passiamo ora ad analizzare una serie di coincidenze riguardanti i parchi nazionali della Patagonia, nel sud dell’Argentina.
Il primo fatto da ricordare è che due anni fa il presidente argentino Milei ha abrogato la legge che proteggeva i parchi nazionali con il divieto di costruzione dopo un incendio.
Come inciso va ricordato che lo scorso anno, quando le politiche economiche di Milei si sono rivelate un totale fallimento, e l’Argentina affrontava le elezioni di metà mandato, Donald Trump si è proposto di sostenere la nazione sudamericana non solo con i 20 miliardi di dollari che avevano richiesto, bensì con ben 40 miliardi di dollari ma condizionati unicamente al fatto che il partito di Milei vincesse le elezioni. Senza alcuna sorpresa, a seguito di questo atto di corruzione pubblica sotto la luce del sole, il partito di Milei ha vinto le elezioni sconfiggendo sia l’opposizione che la consueta astensione degli argentini sfiduciati.
Forte della riconferma politica, Milei ha successivamente emesso una legge di deregolamentazione dell’economia che consente, tra le altre cose, anche agli stranieri di acquistare terreni argentini.
Altro fatto peculiare, i risparmi statali si sono concentrati anche nel tagliare i fondi contro gli incendi del 70% rispetto al 2023.
E purtroppo è avvenuto proprio il peggio: il caso vuole che la Patagonia, il paradiso protetto della regione meridionale dell’Argentina, abbia subito diversi incendi record nei primi giorni di gennaio 2026: oltre 150 chilometri quadrati di territorio e foreste sono bruciati in pochi giorni, nel pieno della stagione turistica. Fonte (Le Monde).
Questi territori sono ora accessibili a chiunque abbia il desiderio e le finanze per poterli acquisire, sottraendoli alla gestione e disponibilità pubblica. Altra fonte riepilogativa.
La coincidenza più incredibile è che questa sequenza di azioni legislative compiute dal presidente Milei sono in perfetta sintonia con il Piano Andinia, una teoria di complotto secondo la quale il sionismo avrebbe lo scopo di ricercare una seconda terra promessa per i sionisti oltre la Palestina, identificata nell’Argentina.
Probabilmente non ha aiutato il fatto che all’incontro bilaterale del 19 giugno 2025 tra il leader argentino Javier Milei e il leader Benjamin Mileikowsky (il vero cognome di Netanyahu, prima che lo cambiasse), quest’ultimo sia stato fotografato proprio con una cartina della Patagonia sul tavolo delle trattative di fronte a lui.
Anche perché il programma dell’incontro era proprio lo stabilire accordi bilaterali militari, di migrazione, e di cooperazione pensionistica. Fonte.
Siamo fortunati che nel nostro paese è comunque permesso mettere in sequenza tutte queste coincidenze o spingersi pure a fare illazioni. Viceversa, alla luce di tutta questa sequenza di coincidenze, in Argentina il presidente Milei sta ora richiedendo di innalzare le pene che puniscono l’hate speech ed in particolare l’antisemitismo a nove anni di carcere.
Paradossalmente, se questo fosse davvero un complotto, quella norma chiuderebbe proprio il giro.
Sudditanza USA ad Israele (caso Epstein)
Riassumendo il caso Epstein in poche righe, si tratta del principale strumento di ricatto e controllo che il Mossad israeliano e la CIA statunitense hanno sulla politica e sull’economia del mondo occidentale. Si tratta di operazioni almeno trentennali di raccolta di dossier compromettenti di politici, imprenditori, membri della corona inglese, gente dello spettacolo e dell’informazione, spesso registrati in situazioni create a tale scopo proprio dagli stessi ricattatori, e così imbarazzanti che tali azioni venivano compiute lontano da occhi ed orecchie indiscrete nella cornice protetta dell’isola di Saint James di Jeffrey Epstein. E stiamo parlando di personalità di primo piano, come Bill Gates che poi ha dovuto divorziare dalla moglie, o del Principe Andrew d’Inghilterra al quale Re Carlo ha rimosso tutti i titoli nobiliari proprio in relazione alle sue frequentazioni con Epstein.
E senza voler aprire il capitolo sul finto suicidio in carcere di Epstein, per compiere il quale è servita la pesante complicità istituzionale durante il primo mandato Trump, occorre ricordare che anche la massiccia documentazione fotografica e video usata per i conseguenti ricatti era ed è tuttora in mano all’FBI ed al referente politico dell’FBI che è il Dipartimento di Giustizia (DOJ); uno dei cavalli di battaglia della propaganda politica pre-elettorale di Donald Trump è stata proprio la promessa di rilasciare tutti i file dell’investigazione Epstein, che all’epoca si sosteneva avrebbero inguaiato solo i politici democratici avversi a Trump. In realtà, in capo ad un anno non è stato rilasciato quasi nulla, ma ripercorriamo le tappe per sommi capi: con una prima farsesca sceneggiata a marzo 2025 il DOJ ha rilasciato dei raccoglitori di documenti privi di qualsivoglia dato interessante ad alcuni influencers del web di destra, ma come si è rapidamente scoperto essi erano pieni di censure, e completamente inutili ad identificare qualsiasi stupratore, o anche solo qualsiasi ignaro collaboratore che potrebbe raccontare agli inquirenti chi erano i partecipanti ai festini, o ancor peggio parlarne con i giornalisti.
Ecco, ad esempio, la lista delle massaggiatrici dell’isola:
E’ seguita una battaglia legale, mediatica, politica, con parecchie affermazioni altalenanti da parte di Trump e dei suoi incaricati, che è poi culminata a novembre 2025 con l’emanazione di una legge che obbligava il DOJ a rilasciare l’intero contenuto degli Epstein Files senza alcuna censura se non quella dei nomi delle vittime entro il 19 dicembre 2025, cosa che poi non è avvenuta: il rilascio di documenti è più corposo, ma comunque pesantemente censurato non solo per proteggere le vittime, ma anche per nascondere le identità degli stupratori altolocati e dei loro collaboratori.
Ma cosa ancor più grave, anche in questo secondo rilascio il DOJ ha confermato che i 3GB di documenti rilasciati rappresentano solo l’1% del totale, riconoscendo implicitamente che sta violando la legge da ben 37 giorni!
Ma se il DOJ è imbarazzante, non lo è da meno l’FBI, il cui direttore Kash Patel è stato beccato a mentire sotto giuramento, quando di fronte alla commissione del Congresso ha raccontato che l’FBI non aveva prove che Jeffrey Epstein avesse trafficato minorenni a chicchessia, mentre una delle lettere rilasciate ha dimostrato poi il contrario: l’unità dei Crimini Contro i Bambini e il Traffico Umano stava investigando almeno su 10 complici:
Link diretto a questa mail sul sito DOJ. Le menzogne sotto giuramento di Kash Patel.
Sudditanza USA ad Israele (AIPAC)
Ma perché chi difende la segretezza degli Epstein Files si è messo in questo vicolo cieco consentendo che la legge fosse approvata in primo luogo?
Infatti, c’è da ricordare che Israele controlla ampiamente tutta la politica statunitense tramite donazioni volontarie a parlamentari e senatori, che in tanti altri paesi compreso il nostro costituirebbero corruzione. Questa azione di lobbying viene svolta tramite l’AIPAC, l’associazione politica israeliana che assieme a Miriam Adelson ha donato 200 milioni di dollari per l’elezione di Donald Trump, e che in generale finanzia sia Democratici che Repubblicani:
La risposta è che, probabilmente, far passare la legge era il male minore.
Infatti, il democratico Thomas Massie e la repubblicana Marjorie Taylor Greene (tra i pochi non finanziati da AIPAC) si erano presi l’impegno di leggere pubblicamente in sede protetta dalla Costituzione l’intero elenco degli stupratori pedofili desunta dai racconti delle vittime: se lo facessero le vittime stesse, sarebbero colpite da pesantissime cause per diffamazione, mentre i parlamentari possono dire quello che gli pare, in audizione al Congresso.
Inoltre, c’era anche un’altra strada facile per scoprire chi aveva pagato Epstein per i vari incontri nelle sue case e nella sua isola: gli investigatori del Ministero del Tesoro hanno pubblicamente esposto che sono stati registrati 4725 bonifici per un totale di 1100 milioni di dollari da e per uno dei conti corrente privati di Jeffrey Epstein. Basterebbe, quindi, analizzare ciascun ordinante di quei pagamenti in entrata per trovare i colpevoli degli stupri, o il beneficiario dei pagamenti in uscita per trovare le agenzie e le strutture che legalmente o illegalmente procuravano le vittime. Fonte.
Attendendo la legge e affrontando la vergogna nelle mancate pubblicazioni, il Sistema per ora ha scelto la via del male minore.
Il caso Almasri statunitense
Concludiamo con un evento clamoroso che è stato completamente insabbiato, in quanto dimostra la totale sudditanza USA al mondo sionista.
Ricordate l’imbarazzante scandalo Almasri qui in Italia? La Corte Penale Internazionale ha emesso un ordine di cattura per il capo torturatore libico, che si trovava proprio in Italia in quel momento. La nostra magistratura si è mossa rapidamente arrivando all’arresto, però appena ricevuta la notizia i nostri politici hanno deciso autonomamente (ed illegalmente) di liberare Almasri, impacchettarlo su un volo di stato italiano, e portarlo in fretta e furia in Libia dove sarebbe stato nuovamente intoccabile.
Torniamo allora ad agosto 2025 e spostiamoci a Las Vegas, dove la polizia locale organizza una “sting operation”, cioè un’esca dove un agente si finge una bambina di 15 anni e va online per vedere se viene adescata da qualche pedofilo. Il che è proprio quello che avviene, e quando i vari uomini si recano sul posto dell’appuntamento, scatta la retata nella quale vengono arrestati 8 adulti.
Per sette di loro c’è il normale processo, ma per l’ottavo no. L’ottavo è Tom Artiom Alexandrovich, 38 anni, Capo Divisione della Direzione Nazionale Israeliana per la Sicurezza Informatica, che era a Las Vegas per partecipare ad una fiera sulla sicurezza informatica: per lui il giudice di stato ha disposto una cauzione da 10.000 $, poi NON ha disposto il ritiro del passaporto, nonostante il grave reato di cui era accusato e platealmente colpevole… e quindi Tom Alexandrovich, il giorno seguente, ha pagato la sua cauzione e ha preso un volo di linea per tornare serenamente in Israele prima del processo vero e proprio.
E anche qui, coincidenza su coincidenza, i malpensanti sottolineano che il capo del giudice di stato che ha liberato l’imputato israeliano è il Procuratore Generale del Nevada Sigal Chattah, che è a sua volta ebrea: di recentissima nomina e voluta dall’amministrazione Trump a dispetto delle critiche: pensate, infatti, che la nomina della Chattah a quel prestigioso e potente ufficio era stata contestata apertamente da ben 116 giudici che hanno scritto una lettera aperta, firmandosi con nome e cognome, per spiegare le ragioni con le quali contestavano la nomina considerando Sigal Chattah totalmente inadatta.
Ma dopo tutto… il parere dei molti conta solo in democrazia…
(continua)
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Israele, non è una superpotenza, è una potenza regionale che però fa quel ‘azzo che gli pare senza che nessuno gli dica niente… quindi… è come se lo fosse
La Russia o Israele superpotenze è una visione semplicemente ridicolo… Comunque la mentalità russa non è mai stata coloniale ma semmai imperiale, che è cosa ben diversa.
Come non è e non è mai stata coloniale ed espansionista la mentalità cinese.
“…quattro superpotenze coloniali del mondo (Israele, Stati Uniti, Russia e Cina) e di come oggigiorno il pericolo non sia che queste facciano la guerra tra di loro, ma che si stiano accordando di volta in volta per spartirsi con la violenza le nazioni minori che fanno gola a ciascuna di esse…”
Come ho scritto per un altro articolo, sono quasi due secoli che questo succede tra una superpotenza occidentale (prima la Gran Bretagna poi gli Stati Uniti) e una orientale (Russia – URSS – ancora Russia). Con l’eccezione di quando la Germania è così forte da minacciarle entrambe. Oggi giorno in questo confronto si è inserito un attore ancora più importante della Russia: la Cina.
E’ proprio vero che la storia non insegna nulla e nessuno impara.
Conferenza del prof. Barbero…gli addentellati sono impressionati, magistralmente spiegati e sottolineati:
https://www.youtube.com/watch?v=sAoTCF6w-eA&t=2312s