“Caro Carlo anche tu ci hai lasciato e in momenti come questi ci mancherà ancora di più la tua ironia e la tua forza nell’affrontare questo schifo di mondo. Facile dire andremo avanti anche per te, speriamo di riuscirci. Un abbraccio (Roberto Rep Repossi)”.
Carlo Monguzzi
(l’ambientalista milanese «spina nel fianco» del centrosinistra)
Appassionato e affascinato dalla politica e dall’ambientalismo, sempre in prima fila alle manifestazioni di Milano, consigliere comunale di Europa verde e storica figura ambientalista, Monguzzi ha una lunga carriera in politica, intimamente legata alla sua città, Milano.
Nel 1980 ha contribuito alla fondazione di Legambiente e dal 1990 in poi è stato eletto più volte consigliere regionale in Lombardia. Nel 2011 era approdato in consiglio comunale di Milano con il Pd di Giuliano Pisapia, per poi essere rieletto nel 2021 con Europa Verde nella maggioranza del sindaco Beppe Sala.
Dalla prima legge sulla raccolta differenziata, al primo Piano Aria contro lo smog, Monguzzi era un combattente. Tra le sue battaglie anche quelle contro il traffico illecito dei rifiuti, contro l’abbattimento degli alberi, contro la caccia, contro la cementificazione del territorio e il consumo di suolo e per la trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Tante lotte che non ha mai smesso di portare avanti, fino alla fine. Nonostante fosse consigliere comunale con la maggioranza, in questi anni non ha risparmiato critiche alla giunta di Sala. Tra tutte, la scelta di vendere lo stadio di San Siro e le politiche green della città come l’Area B.
Monguzzi però non parlava solo di ambiente. Tra le sue ultime battaglie c’è stata quella per la guerra a Gaza che definiva un genocidio. In Consiglio comunale si era presentato con una bandiera palestinese in segno di protesta. Su Instagram invece l’ultimo post ricorda la sua ultima vittoria: un ricordo dell’anarchico Pino Pinelli a cui era riuscito a far dedicare una via nella zona di San Siro. Non è però potuto presenziare alla cerimonia di intitolazione a marzo perché era ricoverato (la Redazione).
E’ morto Carlo Monguzzi
di Chiara Baldi
(pubblicato su milano.corriere.it il 13 aprile 2026)
Carlo Monguzzi non c’è più: il consigliere comunale dei Verdi, ex Pd, ex assessore regionale, eterno combattente di battaglie che a molti sembravano già perse in partenza, colui che non mancava mai di dire la sua quando un provvedimento assunto dal suo centrosinistra era – per lui – «sbagliato», è morto a 74 anni dopo una breve malattia, il 13 aprile 2026. Nei mesi scorsi Monguzzi era stato ricoverato più volte, negli ultimi giorni si trovava all’Hospice dell’Istituto dei Tumori.
La notizia della scomparsa è stata data dalla moglie sugli account Facebook e Instagram dello stesso Monguzzi: «Amore mio ora sei libero. Carlo non c’è più. Un uomo perbene libero coraggioso non c’è più. Sono grata alla vita per aver condiviso con te tanto tempo…ora mi sento persa e non so come fare a ritrovare la tua leggerezza che mi rendeva così serena. Grazie per esserci stato sempre. Forte solido delicato e gentile, bello. Eri così. Grazie di tutto amore mio». Monguzzi, riservatissimo nella vita privata, si era sposato nel 2021 – a 70 anni – con Silvia Ceruti.
In pochi minuti sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio, a cominciare da quello del sindaco Beppe Sala, con cui pure Monguzzi negli anni è stato molto critico (da San Siro a Area B, passando per tante iniziative che per Carlo non erano davvero ambientaliste): «Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo».
Nato a Milano il 18 settembre del 1951, si era laureato in Ingegneria chimica e poi era diventato professore di matematica. Ma è sempre stata la politica la sua grande passione. Tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi, nel 1990 era entrato in Regione Lombardia come consigliere regionale con la Federazione dei Verdi. Dal 1993 al 1994 è stato anche assessore regionale all’Ambiente ed energia promuovendo la prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria contro lo smog. In Regione è stato rieletto come consigliere anche nel 1995, nel 2000 e nel 2005.
Poi, non potendo più essere ricandidato al Pirellone, nel 2011 è entrato in Consiglio Comunale a Milano nel 2011 con il Pd. Partito da cui è uscito alla vigilia delle amministrative del 2021, preferendo la lista di Europa Verde: ma in questi anni non sono mancate le frizioni con i suoi due compagni di partito eletti a Palazzo Marino, per cui Carlo Monguzzi alla fine era quasi sempre una voce fuori dal coro, il «dissidente» del centrosinistra che spesso solo (o accompagnato da pochissimi altri eletti) combatteva le battaglie per coerenza e difesa dei principi. Era anche uno dei pochissimi che in Aula a Palazzo Marino aveva il 100 per cento delle presenze nelle sedute e quando gli si chiedeva perché, amava dire, «quando si prende un impegno lo si onora fino in fondo».
Chi frequentava Milano e le sue manifestazioni lo trovava sempre, con il suo pile, in prima fila alle commemorazioni per piazza Fontana – la via dedicata di recente a Pino Pinelli a San Siro è anche merito di Monguzzi – così come per il 25 aprile, o per i venerdì senza scuola dei Fridays for Future. Più di recente, dopo il 7 ottobre 2023, Monguzzi – non senza attirarsi le critiche di molti – ogni sabato era in piazza con la comunità palestinese.
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Ciao compagno Monguzzi. La nostra generazione comincia ad andarsene, un pezzo alla volta, ma qualcosa resterà. Spero che tu abbia potuto sentire le parole di Pedro Sanchez a Barcellona e che ti abbiano un po’ consolato: gli uomini passano ma le idee rimangono e si trasmettono alle nuove generazioni : “ Per anni hanno tentato di trasformare la nostra identità in un insulto. Hanno tentato di farci vergognare delle nostre idee, ma è finita. La vergogna da oggi cambia lato. La vergogna è per quelli che tacciono davanti all’ingiustizia, appoggiano la guerra e la violenza a Gaza, in Cisgiordania, Ucraina, Medio Oriente. Per noi è l’orgoglio di essere pacifisti, ecologisti, sindacalisti, femministi. L’orgoglio di essere socialisti, socialdemocratici, progressisti, perché è più necessario di sempre”.
E ora che questa spada nel fianco si è spezzata che combineranno a Milano?!?!?!?
Una vera ispirazione anche nelle nostre battaglie. Un ambientalista vero, e non di facciata. Uno che non combatteva le battaglie solo nella sua testa, e non relativizzava sempre i problemi per cercare una giustificazione morale al proprio modo di vivere. Grazie Carlo!