Ci stanno provando, ma non ci riusciranno!

Ci stanno provando, ma non ci riusciranno!
di Marcello Cominetti
(pubblicato su marcellocominetti.blogspot.com il 10 marzo 2014)

Sono infiniti i tentativi da parte di moltissimi di rendere l’alpinismo uno sport con regole e vincitori.
Gli sponsor, prima di tutto e solitamente ignoranti, vogliono risultati da stadio da poter sbandierare alla concorrenza o a un pubblico pecorone e sovente incompetente.

A.Tellatin, 1953. Marmolada.

Infatti, se guardate bene, sia che siate esperti alpinisti o semplici appassionati della domenica, spesso le notizie su certi exploits riportano aggettivi e vocaboli in linea coi tempi, come: integrale, no-stop, sit-start e altro che vi risparmio per pietà, che pare non debbano mai mancare nell’odierno linguaggio.
Concorsi a vario titolo (fotografico, prestazionale tecnico, cronometrici, ecc.) oggigiorno spopolano e, cosa quanto mai preoccupante, hanno grande esito.
Che sia quella la strada giusta? Già, “giusta”… Ma chi può giudicare, valutare e ritenere corretto un atteggiamento? Quando non un “modus vivendi” approvato dai più, accettato e quindi ritenuto “normale”, cioè nella norma. Ridotto a questo tutto diviene squallido e lontano dai propositi che all’inizio muovono dentro a un giovane quella “voglia di fare” che chi ha conosciuto sa cos’è.
L’alpinismo è scomodità e fatica come cent’anni fa. Il risultato, a livello di spettacolo, che può conseguire è al massimo nello sguardo di qualche escursionista ammirato che incontrate al rifugio.
Vi rendete conto che non c’è altro? L’alpinismo vero è un intimo modo di essere, non un video, un concorso fotografico o un premio da palcoscenico.

Picchi Magellanici mentre ammirano il Fitz Roy. Sasha Silva.

E’ il bavero della giacca a vento inumidito dal fiatone, è la paura da controllare, è la voglia che finisca, è l’impazienza prima di una salita, è la prova che funzionate a meraviglia, è la voglia di starsene fuori dalla mischia. E non so che altro, ma nulla ha a che fare con i social network, con i soldi (anche se purtroppo ci vogliono, ma meno di quello che si pensa) e con le platee di idioti: le più facili da trovare e accontentare.
Sono contento che l’alpinismo non sia mai cambiato. Che contraddizione penserete. E invece no, perché alpinismo è quella cosa antica che muove l’essere moderno e civilizzato, quindi annoiato, alla ricerca delle proprie origini. Facendogli cercare la paura e la fatica come quando doveva sopravvivere braccato dagli animali feroci.
Riuscirne vivi è il vero successo e tenere per sé quanto provato è il regalo che dura per sempre.
Negli anni Ottanta Mario scriveva e diceva provocatoriamente che l’alpinismo era morto, perché quello che stava diventando era troppo diverso e staccato dai tempi precedenti.
Gli si scagliarono contro tutti, perfino i sapientoni del CAI (che di alpinismo non hanno mai capito granché…), ma nessuno aveva capito che in quella “morte” era contenuta l’essenza che stava svanendo per sacrificarsi alla spettacolarizzazione, alla codificazione e alla piattezza che, permettetemelo, nessun alpinista vero apprezzerebbe.
L’alpinismo è quella cosa che resta dentro di noi e tutti gli sforzi di chi lo vorrebbe proponibile ai giochi olimpici (è solo un esempio) mi auguro restino vani per sempre.

Nuvole ardenti vanno alla deriva nel cielo silenzioso, azzurro fino ai remoti orizzonti. Nelle basse valli si addensano umidi bozzoli di nebbia autunnale, che il sole stenta ormai a dissolvere…(Walter Bonatti, I giorni grandi)”.

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Ci stanno provando, ma non ci riusciranno! ultima modifica: 2021-03-15T05:27:00+01:00 da GognaBlog

26 pensieri su “Ci stanno provando, ma non ci riusciranno!”

  1. Basta usare due codici tra pratica  sportiva e appunto a libera iniziativa.Bouldering uno, sassismo il due,  ski alp o scialpinismo, climbing o scalata e tree climbing e giardinaggio acrobatico,  gare di taglio piante(il termine in inglese non si puo’usarlo..e’brevettato) e professione boscaiolo  tutto si sistema e nessuno si offende.Poi tra un settore e l’altro utili scambi e sinergie. Bene per gli atleti aggregati a squadre sportive militari o o locali.. almeno poi hanno un futuro.

  2. Lungi da me l’avere mai pensato di avercela con le gare di arrampicata o di scialpinismo. Nel modo di intendere l’alpinismo non contemplo quello che già c’è ma semmai quello che potrebbe diventare o che è già agli occhi di chi si atteggia e veste da alpinista perché fa figo, o a quelli che si accontentano di essere possessori di…uno zaino.
    Sull’uomo braccato da animali feroci di un tempo chiedo venia, ma ho usato (forse abusato) di quell’immagine semplicemente per risalire a un rapporto primordiale con la natura. 
    Perché il camoscio è così a suo agio sulle rocce a picco e al gelo? Perché è lì che viene partorito e in tutta la sua vita non conosce condizioni più comode che gli facciano sentire come scomode quelle in cui vive normalmente. 
    L’uomo invece vive comodo e ogni tanto si infila, senza chiedersi troppi perché,  nella scomodità e nel rischio. L’uomo può fare dei paragoni e delle scelte. Il camoscio no. 

  3. Marcello da quando lo conosco (ho quasi perso il conto degli anni) non ha mai cambiato il suo modo di essere Alpinista e Guida Alpina. Ed è uno dei motivi per cui spero di riuscire a legarmi ancora alla sua corda, dopo i troppi anni che sono trascorsi dall’ultima volta. 

  4.  
    POVERI ANIMALI,  DA QUANDO C’E’ L’UOMO!
     
     
    Bello e per me condivisibile l’articolo, ma c’è un particolare stonato che mi disturba.
     
    E’ vero che è soltanto un particolare, è vero che alle sue origini l’uomo affrontava con soddisfazione paura e fatica, è vero che tanti lo dicono e lo ripetono, ma è del tutto falso che l’uomo dovesse sopravvivere braccato da animali feroci.
     
    Erano gli animali, sia i (quasi tutti) mansueti erbivori, sia i predatori carnivori ad avere difficoltà a sopravvivere da quando l’evoluzione ha introdotto l’uomo, l’animale più terribile al mondo. E infatti sono molti gli animali che non sono sopravissuti, estinti dall’uomo, compresi anche altri animali predatori che gli erano concorrenziali; ad esempio: la tigre con i denti a sciabola e il leone europeo, estinti dall’uomo da circa ventimila anni.
     
    Ancora fino a pochi anni fa era diffusa la leggenda di uomini assaliti dai lupi, mentre invece i lupi hanno una giustificatissima paura dell’uomo, come quasi tutti gli animali.
     
    Fanno eccezione quelli che non ne hanno paura perchè non lo hanno mai conosciuto, come gli orsi polari e come tutti gli animali che vivono in quel paradiso terrestre che sono le Galapagos. Paradiso terrestre perchè lì l’uomo non ci stava.
     
    Geri

  5. Leggo ski alp coppa del mondo classifiche: categorie divise Maschi -Donne. All’interno di ciascuna  seniores-under  23-under 20.. Ovviamente non manca  la nazionalita’, essendo squadre nazionali , ci si astiene -a fatica- dall’aggiungere  il corpo militare o societa’sportiva di iscrizione.Nei blog si commenta spesso il blogger piuttosto che entrare nel merito di cio’ che espone.

  6. Molto bello.
    Grazie.
     
    …è la paura da controllare, è la voglia che finisca…
     
    …è la voglia, appena finita, di immaginare già la prossima

  7. Paolo, tu pensi che, dopo un romantico tramonto, dobbiamo aspettarci una grandinata?
    … … …
    Insomma, lo strano caso del dottor Cominetti e di mister Marcello.

  8. Fabio, secondo me non lo ammetterebbe mai. Almeno qui. Vedrai che adesso ci gela…

  9. Voi ignoravate che, sotto la rude scorza della guida alpina, al forum partecipa da chissà quando un uomo di animo romantico.
     
    Ah, Marcello! Qui molti ti conoscevano solo come il duro  conquistatore delle vette della Patagonia e di tutto un interminabile ben di Dio, ma io sapevo che c’era assai di piú! C’era l’Uomo.
    … … …
    P.S. E adesso come potrai presentarti ai tuoi assatanati clienti patagonici come il Poeta dell’Alpe?
    Che non ti scambino per Guido Rey! “Io credetti e credo la lotta col Fitz Roy utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede. E romantica come un innamoramento.”

  10. se l’alpinismo fosse uno sport avrebbe bisogno di regole e quindi di arbitro o di  giudice che le fa applicare e rispettare.
     
    Chi le scrive le regole e  chi lo fa l’arbitro?

  11. Fa piacere scoprire che vi sono ancora persone che la pensino come Marcello . Alle volte ho paura che siano ( meglio “siamo “) una specie in estinzione . La ricerca dell’avventura , il profondo viaggio dentro noi stessi sono valori che non hanno tempo . In fondo non ci vuole molto : basta individuare un vallone selvaggio …  Non ho nulla contro l’arrampicata sportiva o lo scialpinismo competitivo , ma per favore non creiamo equivoci !  Sono tutto un altro mondo …. ! Sport con le sue regole da una parte e filosofia di vita , modo di essere e di sentire dall’altra .

  12. Tralasciando l’aspetto romantico, che comunque ha la sua importanza, a favore di una maggiore pragmaticità ritengo che l’alpinismo non diventerà mai uno sport prima di tutto per mancanza di una visione unanime (ciascuno vede e interpreta l’alpinismo a modo suo) e in seconda battuta perché una gara di alpinismo sarebbe una palla disumana sia per i partecipanti sia per gli spettatori.
    Infatti cosa sta’ accadendo? Che si fanno gare su pezzi di alpinismo, come l’arrampicata. Se volessimo fare un paragone blasfemo l’alpinismo sarebbe come l’atletica leggera, cioè uno sport al cui interno vengono praticate discipline diversissime (una di queste è il decatlon, durissimo, che non fuma praticamente nessuno). Solo che l’atletica leggera, a parte la marcia e la maratona, si pratica dentro uno stadio e le gare, anche le più lunghe, hanno tempi di completamento assolutamente accettabili.
    Quindi l’alpinismo, più che per ragioni filosofiche, non diventerà mai uno sport per problemi pratici irrisolvibili.
    Se così non fosse tranquilli che in molti si sarebbero già buttati a pesce.

  13. L’alpinismo è sempre stato destinato a divenire mai a essere. Come l’arte rifiuta una tradizione… Ciò detto mi trovo completamente d’accordo con L’enunciato di base

  14. Odio o astio?? No no, si chiacchiera del proprio sentire. Tutto lì. Ognuno racconta.

  15. L’alpinismo è quella cosa che resta dentro di noi e tutti gli sforzi di chi lo vorrebbe proponibile ai giochi olimpici (è solo un esempio) mi auguro restino vani per sempre.

    me lo auguro anche io.

  16. Le mie considerazioni personali non contengono né odio, né astio: sentimenti che non credo di avere mai provato in vita mia. Mi piacerebbe provarli per un attimo, ms solo per curiosità.  
    Un giorno pensavo a queste cose perché sicuramente qualcosa me le ha fatte pensare. Le ho trascritte come faccio spesso con quello che voglio non dimenticare ve le ho buttare nel mio blog come riempitivo. Visto che mi hanno detto che se un blog vive la gente lo guarda e l’unico scopo per cui lo aggiorno è quello che se a qualcuno venisse in mente di legarsi alla mia corda, perché faccio e vivo di guida, saprebbe già molto su di me. Siccome accade che tutti le domande te le fanno mentre cammini in salita e con l’età ho meno fiato per rispondere. Perché voglio rispondere. Ecco.

  17. Dove lo hai letto tutto questo odio emanuele? E se odio lo vuoi chiamare verso chi ti è sembrato indirizzato? 
    Ma perchè non iniziare ad usare vocaboli più appropriati (senza scomodare Moretti)?

  18. capisco lo sfogo ma non vedo altro motivo di tanto astio. Se davvero si crede nell’alpinismo romantico, a meno che l’agonismo non interferisca con esso, non vedo il motivo di tanto odio; qual’è lo scopo?

  19. L’alpinismo e’ la continua ricerca di quell’attimo divino che appartiene a noi stessi. Nessuno lo può cambiare!

  20. Be’, chi ogni tanto mi legge qui sa già come la penso: me medesimo, la mia tendina, poi si fa di tutto per andare, senza una lira, cercando di tornare interi, o vivi, per poi sognare di ripartire appena finito di dire fanculo la prossima vado al mare. Solo che poi al mare dove sono io mi vado a ficcare nelle paludi profonde. E lì, di notte, mi rimetto a progettare ascese in mondi ghiacciati.
    E una ruota di desideri che, sì,  come dice Marcello, mi fa pensare ai mondi dell’uomo braccato dagli animali feroci.
    È un pensiero che non posso frenare, io che vivo in città, ma sono cresciuto tra i contadini e i pastori dell’alto Appennino marchigiano. 
    Sono un cittadino che sogna e scappa. Lo dico senza imbarazzi. Ma poi tengo per me quello che vivo lontano, tanto non mi capirebbe nessuno. 
    Ogni tanto mi sfogo qui, tra gente che, se mi risponde che cazzo fai, sa quello dice.

  21. Un vero urlo.
    “Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche […]”.

  22. Aggiungo: belle le due  opere d’arte.!
    https://www.google.com/search?q=la+montagna+nella+pittura&client=firefox-b-d&source=lnms&tbm=isch&biw=1920&bih=938
     sul web:” dipinti  montagna in  dino buzzati”
    “L’alpinismo è scomodità e fatica come cent’anni fa. Il risultato, a livello di spettacolo, che può conseguire è al massimo nello sguardo di qualche escursionista ammirato che incontrate al rifugio”. Aggiungo: anche a livello olfattivo..   di sudore e piedi, ma non ci si fa caso, anzi distingue dai profumati deodorati ammassati assieme ai praticanti  di  alte vie che a sera scendono  a valle nella  medesima  in cabina di funivia.

  23. Prova ne sia che in  Trasmissioni a puntate    inerenti varie zone montane,  il Logo sull’abbigliamento degli sponsor ufficialmente accreditati  spicca, mentre quello degli ospitati che in pratica riempiono parecchio tempo  dell’ora complessiva, sono oscurati con una toppa di nastro adesivo o a volte lo sfumo elettronico.I trasferimenti col macchinone bisogna farli entrare di riffa o di raffa.
    Nello scialpinismo le pelli si staccano e ripongono con calma, ci si guarda attorno, ci si ristora, si minge alla bisogna ,   invece nello ski alp olimpionico visto in tv, …la gara si vince o si perde a seconda della rapidita’ frenetica dello stacca-attacca.Immagino allenamenti frenetici cronometrati  nella sostituzione, finche non diventa istintiva visibile solo col rallentatore. Arrivi al foto finish.
    Abbondano relazioni tecniche di passeggiate, ciaspolate, scalate tracciati gps , filmatini..ma  le  poesie o riflessioni  bisogna cercarsele.Poco ma sostanzioso
    https://librieparole.it/frasi-belle/1922/frasi-sulla-montagna/
    https://it.wikisource.org/wiki/Canti_orfici/La_Verna/II_-_Ritorno
     Se in una gara un  partecipante declama ” …E dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri…” e’fregato…arriva ultimo..non vince nemmeno una formaggella o trancio di speck..(ovviamente sponsorizzanti”).
    Mi sponsorizza SAMAS,  modello giacca  a vento  di tela di cotone, anni 70 ,rossa , sparita ormai dalla scena dell’abbigliamento tecnico.Per non fare preferenze , avevo anche la Fila,

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