Doppio standard

Doppio standard 
di Kit Knightly 
(pubblicato su off-guardian.org il 15 marzo 2021) 
Traduzione a cura di Markus per comedonchisciotte.org

Nelle ultime settimane, i media hanno dato una delle più chiare e concise dimostrazioni di autentico doppio standard. 

Siamo di fronte ad un esempio veramente perfetto. La dicotomia è fra “morti per covid” e “lesioni legate al vaccino”. Come ormai ben sappiamo, i Paesi di tutto il mondo definiscono i “morti da covid” come “persone decedute, per qualsiasi causa, entro 30 giorni da un risultato positivo del test [PCR]” (il numero di giorni varia a seconda del Paese, di solito è tra 28 e 60). Questa tendenza era iniziata in Italia la scorsa primavera e si era diffusa in tutto il mondo. A livello globale, con poche eccezioni degne di nota, una “morte da covid” è una morte “per qualsiasi causa” dopo un test positivo. E quando dicono “qualsiasi causa”, lo intendono in senso letterale. Compreso spararsi un colpo di pistola alla testa. In un caso di tragica ilarità, un uomo era “morto di coronavirus” dopo che la polizia gli aveva sparato e le sue sette ferite da arma da fuoco erano state descritte come “complicanze”. È per questo assurdo modo di definire le “morti da covid” che la dicitura è ormai praticamente senza senso. Tuttavia, i “vaccini” covid e le possibili lesioni o morti correlate, sono una questione completamente diversa.

L’establishment sta facendo di tutto per far passare il messaggio che chiunque si ammali e muoia dopo essere stato vaccinato NON è assolutamente una “morte da vaccino”. Ciò che è esilarante è che quegli stessi giornalisti ed “esperti” che predicano contro la “negazione del Covid”, ora stanno letteralmente impiegando i nostri stessi argomenti contro di noi in nome della difesa dei vaccini. Guardate questo articolo della ABC di qualche settimana fa, che cita le parole di un medico:

Dobbiamo essere molto attenti alla causalità. Ci saranno relazioni spurie, soprattutto perché il vaccino è destinato a persone anziane o con patologie croniche. Solo perché questi eventi accadono in concomitanza con la vaccinazione non significa che il vaccino abbia causato questi eventi. Le case di riposo e i centri per anziani preoccupano particolarmente, perché vi risiedono comunità incredibilmente fragili e quello a cui si deve guardare è la percentuale naturale di questi eventi all’interno delle suddette popolazioni”. Vedete, è importante non analizzare le morti fuori dal contesto. Dopo tutto, molte delle persone che muoiono dopo essere state vaccinate sono anziane, fragili e già gravemente malate. Dobbiamo essere “attenti alla causalità”, solo perché l’evento B è accaduto dopo l’evento A, non significa che A abbia causato l’evento B. In altre parole: C’è una differenza tra “con” e “da”. Vi ricorda qualcosa? L’articolo continua:

Infatti, negli Stati Uniti muoiono ogni giorno in media 8.000 persone. Alcune di loro potrebbero aver appena ricevuto un vaccino contro il coronavirus”. Affascinante. Apparentemente 8.000 persone muoiono ogni giorno negli Stati Uniti, che si traduce in circa 3 milioni di persone all’anno, e attribuire falsamente questa normale mortalità umana ad un evento potenzialmente e totalmente scollegato potrebbe causare il panico. Mi sembra di aver già sentito un’affermazione del genere da qualche altra parte. Non è così? Il “fact check” della Reuters sulle lesioni da vaccino dice esattamente la stessa cosa:

Le segnalazioni di decessi post-vaccinazione non significano necessariamente che il vaccino abbia causato le morti”. La pura disperazione delle PR nella stampa è evidente in tutti i titoli. Come ad esempio: Il vaccino Covid di Pfizer probabilmente non ha ucciso una donna di 78 anni, morta poco dopo la somministrazione. O: In Giappone donna muore per emorragia cerebrale alcuni giorni dopo il vaccino, ma il legame è incerto. Oppure: Un uomo della contea di Macomb, 90 anni, muore dopo il vaccino CoViD-19, ma i medici dicono che il vaccino è sicuro.

Essenzialmente, se muori entro due mesi da un test positivo per il Sars-Cov-2 sei “morto di Covid” e se muori due minuti dopo che ti hanno fatto il vaccino, sei una coincidenza. Ora, questo non vuol dire che il vaccino abbia sicuramente ucciso quegli sfortunati, non conosco i dettagli dei casi. Il punto è l’equivoco. L’uso morbido del linguaggio, totalmente in contrasto con la prosa apocalittica che parla di “morti da Covid”. In questo momento, dopo ciò che è successo ad AstraZeneca, in nessun altro Paese questa contraddizione è più evidente che nel Regno Unito. Un rapido riassunto, per coloro che non fossero al corrente dei fatti. Recentemente, il governo norvegese ha sospeso l’uso del vaccino Oxford/AstraZeneca, dopo che il prodotto era stato collegato ad un aumento del rischio di trombosi ematica. Diversi altri Paesi avevano subito seguito l’esempio. Questo ha provocato in tutto il Regno Unito una difesa a spada tratta del vaccino di AstraZeneca. Compreso questo pezzo di David Spiegelhalter, nel Guardian di oggi, in cui segue lo stesso, preciso ragionamento dell’articolo della ABC, quasi parola per parola:

È nella natura umana individuare schemi ricorrenti nei dati. Ma dovremmo essere cauti nel trovare collegamenti causali dove potrebbero non esisterne”. Dopo 12 mesi passati ad ignorare la differenza fra “con” e “da”, improvvisamente tutti i pusher di vaccini hanno riscoperto la differenza. Nessuno di loro sembra in alcun modo consapevole di questa autocontraddizione. Questo ridicolo doppio standard non si applica solo ai decessi, ma anche al concetto di rischio accettabile. Oggi, nel corso di una sua apparizione a Good Morning Britain, la dottoressa Nighat Arif (di nazionalità inglese) ha esortato a continuare la somministrazione del vaccino AstraZeneca, spiegando che, tecnicamente, c’è sempre una piccola possibilità di avere un coagulo di sangue, ma che non si può permettere a una cosa del genere di impedire di fare ciò che deve essere fatto:

Come medico di base vedo spesso coaguli, purtroppo il nostro rischio quotidiano è quello di avere una trombosi ogni 1000 persone circa. Se si sale su un aereo, il rischio di avere un coagulo aumenta. Se le donne prendono la pillola contraccettiva, il loro rischio di avere un coagulo aumenta. Anche chi va in ospedale per un intervento chirurgico. Tuttavia, non smettiamo di fare nessuna di queste cose”. Questa dottoressa sta effettivamente sostenendo che rifiutare di vivere la propria vita sulla base di un rischio di morte dello 0,1% è sciocco, e che non ci si dovrebbe aspettare che nessuno lo faccia. È, letteralmente, parola per parola un’argomentazione da “negazionisti del covid”, riportata dai media mainstream, senza nemmeno il minimo accenno di ironia o di autocoscienza. L’atteggiamento che stanno assumendo nei confronti del “danno da vaccino” è lo stesso che hanno condannato per oltre un anno nei “negazionisti del Covid”. Con la loro ipocrisia dimostrano la loro stessa mendacità. Se vogliono definire una “morte da Covid” come un decesso avvenuto entro 60 giorni da un test positivo, bene. Ma allora, chiunque muoia entro due mesi dall’essere stato vaccinato è una “morte da vaccino”. E sulla prima pagina dei notiziari web di tutto il mondo dovrebbero esserci due grandi contatori a numeri rossi, uno accanto all’altro. E, se non lo faranno, cosa che ovviamente non faranno, allora sarete di fronte all’uso deliberato di un doppio standard e questa è la tacita ammissione che vogliono ingannarvi. È davvero così semplice.

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Doppio standard ultima modifica: 2021-05-13T04:16:00+02:00 da Petra

18 pensieri su “Doppio standard”

  1. 18
    Roberto Pasini says:

    Dei complotti non voglio più parlare. Questo invece mi preoccupa e mi indigna. Anche di fronte al Covid e ai vaccini le diseguaglianze picchiano duro e toccarle è tabù. Per fortuna siamo in Europa. Anche se anche qui non si scherza. Basta vedere come è stato trattato il povero Sotti-Letta, che non è certo un rivoluzionario, non appena ha osato parlare di un aumento della tassa di successione per la parte eccedente i cinque milioni. Alla faccia. https://www.nytimes.com/2021/05/24/briefing/vaccination-class-gap-us.html
     
     
     

  2. 17
    albert says:

    doppio standard: si enfatizzano i ristori e le spese mediche,  i media si concentrano sul covid, vaccini confrontati, interviste con litigi tra esperti..    zitti zitti continua:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/14/le-ingenti-risorse-destinate-alla-spesa-militare-sarebbero-preziose-se-destinate-altrove/6195255/
      Ci si scandalizza sui profitti  delle case farmaceutiche..si fa  demagogia sulla liberalizzazione   dei brevetti ..pero’..si razzola male.
    Paradossalmente un singolo potrebbe comprarsi armi e munizioni e potrebbe   protestare per un vaccino da 2 fino a 30  euro a sue spese.

  3. 16
    albert says:

    Il raccontino della spia e’solo  per  distinguere  il pensiero induttivo da quello deduttivo…che  poi ha i suoi limiti.
    https://www.homolaicus.com/teoria/deduzione.htm
    Grazie alla potenza di calcolo si e’ verificata statisticamente per n altissimo  qualche formula non dimostrata, pero’…una dimostrazione e’ ben altra cosa.. e gli annunci  di riuscita vanno ben vagliati.
     Sull’incertezza statistica di vari eventi, ci costruiscono un capitale le assicurazioni e i gestori di gioco , vedi  sul web:
    “speranza matematica e gioco equo”

  4. 15
    albert says:

    La realtà è nella relazione…pienamente in accordo con commento 5.
     A riprova noto il contrasto tra la ridondanza di informazione attuale , e quanto avvenne nel1957: allora nessuno per radio emano’ martellanti.Nessuno sapeva di lavaggio mani, mascherine, distanziamento e…il virus dilago’ e fece le sue vittime,  da mettere in rapporto ad una popolazione Italiana e  mondiale minore.Nessuno parlava di virus e vaccini al bar o dal barbiere.Oggi  tutti credono di sapere tutto . Alcuni giorni fa gli astrazenecati pensavano di essere paria, altri rifiutavano e reclamavano la griffe..oggi si legge che  lo” scarto” da 2 euro protegge al 95% dopo la prima dose..forse tra alcuni giorni l’EU riaprira i  contratti..con la pietra scartata.

  5. 14
    Antonio Arioti says:

    Allora dobbiamo sentire Geri.

  6. 13
    lorenzo merlo says:

    Veramente non mi pare.
    Ho tentato di esprimerlo nel commento 9.

  7. 12
    Antonio Arioti says:

    Lorenzo, mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa che secondo me è la stessa che voleva dire Geri.

  8. 11
    lorenzo merlo says:

    Più che questione di lana caprina mi pare sostanziale di tutto.

  9. 10
    Antonio Arioti says:

    Il contabile che cerca il centesimo per far quadrare l’estratto conto spesso non sa leggere il bilancio. Si perde nei dettagli non avendo la visione d’insieme.
    Fa bene Matteo ad evidenziare il confronto fra i morti del 2020 e quelli degli anni precedenti, sempreché non si voglia credere nella collusione dell’Istat per assecondare altri fini.
    Quindi, al netto di tutte le distorsioni, anche comunicative, i numeri rimangono a monito di qualcosa d’impattante. Aggiungo, come sempre, che si contano sempre e solo i morti e mai i feriti. Questi ultimi potrebbero morire in seguito, anche a distanza di mesi/anni.
    Nel mezzo ci sta’ tutto e il contrario di tutto e pertanto ci stanno anche gli interessi di parte. Il doppio standard ci segue dappertutto. E’ doppio standard  rifiutare un vaccino per timore d’incorrere nello 0,00… % di rischio morte e mettersi al volante in autostrada per andare in Riviera, magari a velocità sostenuta, inconsci o fatalmente consci che il rischio d’andarsi a impataccare è superiore. E’ doppio standard fumare come un turco e rischiare un tumore e dare degli idioti a chi muore in montagna, come se la seconda modalità di morte fosse da cretini e la prima da persone intelligenti. Potremmo andare avanti all’infinito perché il doppio standard è parte integrante della nostra vita, anche nel nostro piccolo applichiamo la regola del doppio standard solo che manco ce ne accorgiamo.
    Io sono per la trasparenza ma credo si debba poi essere in grado di saperla gestire, cosa che non tutti sanno fare. Per questo sostengo che molti dati dovrebbero essere forniti senza commento alcuno. Poi ciascuno si faccia la sua opinione.
    Sono i commenti, molto spesso, il vero problema e sono loro a costituire un’ottima fonte di ambiguità. Leggi i giornali e trovi dei commenti, ascolti la tv e la radio e senti dei commenti, frequenti i social e leggi dei commenti. Se non sei sul pezzo, se non sai niente, rischi di essere portato fuori strada.
    Con questo non voglio dire che i commenti dovrebbero essere aboliti o censurati, dico solo che bisognerebbe leggerli e ascoltarli ma poi essere in grado di fare una sintesi sulla base di ciò che la realtà effettivamente ti trasmette.

  10. 9
    lorenzo merlo says:

    Il linguaggio è una realtà emessa e una realtà ricevuta.
    Entrambi, emittente e ricevente la intendono nel modo che possono.
    Se il modo è condiviso avviene la comunicazione.
    Diversamente si torna ad albert.
    Senza dimenticare che l’esperienza non è trasmissibile.
    Più che caprima mi pare sostanziale di tutto.

  11. 8
    Matteo says:

    Non so cosa raccontino semantica e semiotica (a momenti non so nemmeno cosa siano), ma credo che il linguaggio possa essere preciso o impreciso: essendo una convenzione dipende dalle definizioni adottate e da quanto sia aderente ad esse.
    Di sicuro può essere però ambiguo: nell’esempio di Albert tutte e due le risposte sono fondate su un ragionamento valido, ma la spia non aveva abbastanza dati.
     
    Ora, il Covid esiste e causa malattia e morte, non ci sono dubbi: basta confrontare i numeri del 2020 con quelli degli anni precedenti.
    Lockdown, distanziamento, vaccini (e magari anche la medaglietta di s. Antonio) servono a diminuire trasmissione e quindi effetti negativi.
    Però dalle due affermazioni
    Le segnalazioni di decessi post-vaccinazione non significano necessariamente che il vaccino abbia causato le morti
    .e
    i Paesi di tutto il mondo definiscono i “morti da covid” come “persone decedute, per qualsiasi causa, entro 30 giorni da un risultato positivo del test”
    emerge chiaramente che il fine della sentinella non è determinare la bontà o meno della politica vaccinale e nemmeno quella di non essere ambiguo, ma qualcos’altro di non detto.
    E questo a mio avviso è inaccettabile.
    Esattamente come erano inaccettabili un anno fa una comunicazione emozionale e numeri buttati lì solo per impressionare

  12. 7
    Antonio Arioti says:

    Mi pare una questione di lana caprina. Il linguaggio serve ad agevolare la relazione.
    Alla base del linguaggio deve ovviamente esserci una condivisione di significati.
    Ogni società utilizza un linguaggio rappresentativo di valori di cui la società stessa si fa portatrice e da ciò deriva il fatto che a volte il linguaggio utilizzato non sia abbastanza ampio da ricomprendere casistiche non condivise.
    Un esempio è quello citato da Goleman quando evidenzia che nella nostra società viene utilizzato un linguaggio estremamente scarno per trattare stati di coscienza diversi da quelli considerati ordinari. Infatti si parla di “stati alterati di coscienza” mentre in società più antiche, dove questi stati alterati ricoprivano un ruolo importante, il linguaggio con cui vengono descritti è piuttosto ampio.
    In questo periodo storico è emerso un problema comunicativo enorme di cui tutti, volente o nolente, facciamo parte. Ciò che una volta sarebbe rimasto in ambito ristretto è stato dato in pasto a tutti, cani e porci. Complici media e social.
    Gli scienziati o pseudo tali, ai quali, almeno ad alcuni, non fa certo schifo essere al centro dell’attenzione, come non fa schifo a diversi magistrati da Mani pulite in poi, si sono lasciati andare per farsi meglio comprendere da una massa d’ignoranti che a tempo perso, ma anche pieno, si è addirittura messa a tenere banco su questioni relativamente alle quali capisce meno di una sedia.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Onestamente avrei preferito sapere meno per sapere di più perché oggi non si sa se bisogna dar credito al luminare, magari bravissimo ma coinvolto in un conflitto d’interessi, o allo spennacchiato di turno che si spaccia per luminare e riceve like solo perché non si spartisce nessuna torta.

  13. 6
    albert says:

    Se la regola viene enunciata  solo agli amici:” conta il numero delle lettere che  compone il mio numero  “si entra; se la”regola” deve  venire indotta da una serie di esempi positivi,  i tre esempi forniti sono sufficienti? forse si’ forse no.
    Negli esercizi di fisica che tormentano i nostri allievi,  enunciata la” formula ” da imparare a memoria ,si deve applicarla sostituendo i dati e ricavando le incognite, se invece si vuole  verificare con una serie di esperimenti e misurazioni  ed elaborazione statistica la validita’ della regola..non c’e’mai abbastanza tempo ed attezzature. Eppure certe formule e teorie  sono state  revisionate proprio grazie a discrepanze tra valori teorici attesi e misurazioni..ad esempio il modello tolemaico faceva sballare le previsioni di posizioni di corpi celesti di 15 primi di angolo sessagesimale. Eppure tutti erano”convinti” con spauracchio di tratti di corda e rogo che andava bene cosi’.Il modello copernicano invece, non faceva sballare i conti e spiegava in modo piu’semplice il moto dei pianeti…ma  Copernico  fu prudente e pubblico’in sordina parandosi il c**o.

  14. 5
    lorenzo merlo says:

    “un linguaggio chiaro che elimini ogni ambiguità.”
    L’eliminazione delle ambiguità non sta nel linguaggio.
    Sta nella condivisione del significato.
    L’ambito via via più ristretto, gli interlocutori, l’intento comune, riducono le ambiguità del linguaggio.
    Viceversa con ambito via via più vasto o non condiviso dagli interlocutori e un intento individuale aprono agli equivoci.
    Il linguaggio, come nell’esempio di albert no. 4 (https://gognablog.sherpa-gate.com/doppio-standard/#comment-76128) il linguaggio non contiene niente di preciso o impreciso. Semantica e semiotica lo raccontano.
    Ritenere diversamente è non avvedersi della nostra proiezione su di esso.
    La realtà è nella relazione.

  15. 4
    albert says:

    Una spia si nasconde  tra i cespugli alla base del ponte levatoio di un castello-fortezza. Ogni volta la guardia di turno  grida una  parola d’ordine e attende la  contro parola da chi  volesse entrare.
    n1: Sentinella :se dico 12? .  l’aspirante ad entrare grida  6!
    Giu’ il ponte , entra pure!
    n2: sentinella ..8?, controrisposta 4! entra pure!
    n3: sentinella ..6?contro risposta 3! entra pure!
    la spia allora decide..e si fa sotto.
    sentinella ..SE  TI DICO 14 COSA MI RISPONDI??” FACILE e’  ..7!
    Prima di  tirare le cuoia trafitta da un dardo di balestra la spia mormora “ma la meta’ di 14 e’ 7!”
    “Gia’ , -risponde- la guardia, ma avresti dovuto rispondere  11!
     

  16. 3
    Geri Steve says:

     
    IGNORANZA, CONFUSIONE LINGUISTICA E MALAFEDE (seguito)
     
    Tre secoli fa l’illuminismo avrebbe insegnato al mondo che, almeno per parlare di scienza, si deve fare luce usando un linguaggio chiaro che elimini ogni ambiguità.
    Oggi siamo al punto che vengono chiamati “sieri” i vaccini! (sieri erano invece i veicoli con cui venivano iniettati anticorpi).
    Oggi vengono spacciati per “casi” o “contagiati” numeri assoluti (cioè non proporzionati alla popolazione) quelli che invece sono soltanto alcuni risultati positivi di test!
     
    Tutto ciò ha a che vedere con una spaventosa confusione e ignoranza scientifica.
    Ma non è che in campo scientifico non ci siano problemi e sia tutto chiaro.
     
    Su casi di studi statistici sballati si sono scritti diversi libri.
    Sono molti ad usare la parola “probabilità” senza sapere cosa intendano.
    Spesso i medici sbagliano perchè loro sono ignoranti di statistica, ma talvolta sbagliano anche gli statistici.
    L’informatica ha reso accessibile a tutti l’uso di test statistici per cui molti (anche alcuni statistici) li usano senza averne capito il significato.
     
    La nostra scienza moderna è cresciuta tutta intorno al concetto di causa ed effetto, ma in realtà non ha mai chiarito come distinguere correlazioni casuali da correlazioni causali.
    Perfino il fatto che si usino queste due parole: casuale (da: caso) e causale (da: causa) così difficilmente distinguibili per due concetti tanto diversi ci fa capire che c’è ancora bisogno di tanto illuminismo.
     
    geri

  17. 2
    Geri Steve says:

     
    IGNORANZA, CONFUSIONE LINGUISTICA E MALAFEDE
     
    Quest’articolo tocca brevemente punti importanti e molto diversi fra loro.
    La polemica contro il “doppio standard” è giustissima, ma non tutto è dovuto a malafede: la stampa, la televisione, le interviste hanno creato una confusione tale che non è strano che si dica di tutto e il contrario.
    Giornalisti e politici dicono sempre “covid” o “immunità” e nessuno, compresi loro, sa se si riferiscono ad un virus o ad una malattia.
    La prima, grande bestialità l’ha fatta l’OMS che, al contrario di quel che si crede, non è una organizzazione scientifica, ma una specie di multinazionale.
    L’OMS ha dato due nomi inutilmente complicati a virus (sars-cov-2) e malattia (covid19) e poi, solo per questa malattia, ha introdotto una definizione di “caso” contrastante con la tradizione medica (caso=malattia clinicamente accertata) per cui secondo lei un “caso” sarebbe una infezione accertata con analisi.
    Con queste bestialità sono diventati “casi” i portatori sani, sono diventati (come ricordato nell’articolo)  morti di covid19 tutti i morti dopo tampone positivo, mentre sarebbero “non morti di covid19” tutti quelli a cui non è stato praticato alcun tampone e addirittura sono diventati “guariti” (recovered) tutti i morti di long covid perchè negativizzati.
     
    (segue)

  18. 1
    albert says:

    Post hoc, ergo propter hoc :  B dopo di A percio’  A è la causa di B. Ogni volta che viene a trovarmi mio cugino  per l’8 dicembre , avviene una nevicata…percio’ se voglio che  ci sia manto di neve per il ponte dell’Immacolata, invito mio cugino in montagna.  ( al diavolo studi sulla dinamica dell’atmosfera ed astronomia)
     Se A è causa B allora B viene dopo di  A.
    Nel dubbio  tra qualel mucchio di fieno scegliere l’asino di Buridano mori’di fame.Mori’ di fame a causa dell’indecisione o l’indecisione derivo’ dal fatto che avendo sempre piu’ fame non era  fisiologicamente in grado di decidere? Quando ci sono troppe variabili..or che  si sviscerano tutti gli aspetti reconditi  e tutte le combinazioni possibili,  la situazione presa in esame al fine di regolarla e   dominarla, e’ gia’ cambiata nel frattempo.

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