Esplosivo sul Gran Sasso

Esplosivo sul Gran Sasso

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La Gran Sasso Teramano, la società che gestisce gli impianti di risalita dei Prati di Tivo (TE), ha in programma di installare un impianto O’Bellx®  di distacco artificiale della neve sul versante nord del Corno Piccolo e più precisamente all’altezza del sentiero Pier Paolo Ventricini nel tratto panoramico e precedente alla sezione attrezzata con funi d’acciaio. E’ questo un percorso frequentatissimo nei mesi estivi, sia dagli escursionisti che dagli scalatori.

Questa decisione è ovviamente assai contrastata: “Non gli si deve permettere mai e poi mai di realizzare uno scempio del genere! (Paolo De Luca)”. Sono nati diversi comitati per la salvaguardia dei Prati di Tivo e contro lo spreco di due milioni di euro in O’Bellx®.

O’Bellx® è un sistema amovibile di distacco valanghe a distanza, basato sull’esplosione di una miscela gassosa di idrogeno e ossigeno all’interno di un cono aperto. Di questi coni, più grandi di una campana per la raccolta del vetro, ne sono previsti ben dodici, tutti allineati, in posizione dall’autunno alla primavera.

In estate rimarranno dodici tralicci alti cinque metri, lungo il sentiero Ventricini, visibilissimi anche dai Prati di Tivo. Scenicamente un disastro. Ricordiamo che il sentiero Ventricini è uno dei più panoramici e frequentati itinerari dell’intero gruppo del Gran Sasso.

L’installazione dell’impianto richiederà, due volte all’anno, l’intervento di un elicottero al costo di circa 15.000 euro, cui vanno aggiunti i costi per la revisione periodica. Chi li pagherà? Faranno la stessa fine dei cannoni per l’innevamento artificiale?

Perché spendere 2 milioni di euro quanto esistono sistemi alternativi di prevenzione delle valanghe più economici, meno invasivi, ma altrettanto efficaci (pensiamo alle barriere di terra e pietra)? Perché si è scelta proprio questa decisione e quali interessi, non certo pubblici, girano intorno a questa soluzione? Sorprende che anche l’Ente Parco abbia inspiegabilmente e a sorpresa autorizzato la realizzazione dell’opera.

Invece delle grandi opere, noi pensiamo che sia necessario un serio piano di rilancio dei Prati di Tivo, che preveda un’ottimizzazione delle risorse, per permettere a questa magnifica località di tornare a essere un fulcro di possibilità di lavoro e di turismo in tutte le stagioni dell’anno e non solamente durante tre mesi d’inverno.

Pasquale Iannetti

Alfiere di questa ultima battaglia è la Guida Alpina Pasquale Iannetti. Costui, già altrimenti noto per le sue battaglie a difesa della natura e della vita umana in montagna, divenne famoso in occasione della tragedia dell’hotel di Rigopiano. Infatti già il 18 marzo 1999 Iannetti aveva scritto un report per la Commissione valanghe di Farindola, di cui faceva parte, nel quale denunciava la possibilità di valanghe nell’area di Rigopiano, individuando come punto critico il piazzale del rifugio Acerbo, a meno di cento metri dal resort. Della sua relazione nessuno si curò, fu perciò autorizzato l’ampliamento dell’hotel che fu poi seppellito il 18 gennaio 2017.

Iannetti è convinto che l’O’Bellx® sui pendii sottostanti al Corno Piccolo sia un metodo anti economico (senza costante manutenzione farebbe la fine dei cannoni sparaneve di qualche ) e pericoloso nel contesto del Gran Sasso perché potrebbe causare una valanga dal fronte unico e impattante.

Il sistema O’Bellx® è costituito da tre parti:
– un palo di supporto in acciaio opportunamente solidarizzato al terreno mediante barre di ancoraggio;
– un modulo funzionale, cuore del sistema, costituito da una cupola all’interno della quale si trovano il cono d’esplosione e le bombole di riserva dei gas ossigeno e idrogeno… Il modulo è amovibile con sistema automatico da elicottero, senza quindi la necessità di avere un operatore in sito, cosa a volte impossibile soprattutto d’inverno. E in effetti il modulo va rimosso a fine stagione invernale per manutenzione e ricarico dei gas e successivamente ricollocato a inizio dell’inverno successivo.
– un sistema di controllo e gestione da remoto tramite GSM o radio grazie ad apposito software.
Per caratteristiche tecniche più dettagliate di O’Bellx® vedi: http://www.tas.fr/it/prodotti/valanga-prodotti/581-obellx-it.

Su Pasquale Iannetti: http://www.teknoalp.com/about-me.html

  

 

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Esplosivo sul Gran Sasso ultima modifica: 2018-05-21T05:44:23+02:00 da GognaBlog

6 pensieri su “Esplosivo sul Gran Sasso”

  1. 6
    paolo panzeri says:

    In nome della SICUREZZA ecco che appaiono sempre più spesso le realizzazioni dell’umana “intelligenza escrementizia”,  che viene lodata di continuo da milioni di persone e giustificata con interesse da migliaia di esperti.

  2. 5
    Pasquale Iannetti says:

    PETIZIONE POPOLARE RIVOLTA AL MINISTRO DELL’AMBIENTE E AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ABRUZZO CONTRO IL PROGETTO DELLA MESSA IN SICUREZZA DEI PRATI DI TIVO E PER LA RIMOZIONE DALL’INCARICO DELL’ATTUALE PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA.
    La Gran Sasso Teramano S.p.a. è una società formata da Enti Pubblici ed è composta dalla Regione Abruzzo, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Teramo, dai Comuni di Pietracamela e Fano Adriano, dalle Amministrazioni Separate dei Beni di Uso Civico di Pietracamela e Intermesoli.
    La Società ha ricevuto due milioni di euro dalla Regione Abruzzo e li vuole utilizzare per mettere in sicurezza il bacino sciistico di Prati di Tivo che è da sempre interessato dal fenomeno delle valanghe.
    Noi diciamo “NO” a questo ennesimo sperpero di denaro pubblico per i Prati di Tivo e qui ne spieghiamo le ragioni.
    La messa in sicurezza del bacino sciistico non si attua distruggendo la parete Nord del Corno Piccolo in quanto questo progetto è fortemente impattante, inutile e dannoso in quanto potrebbe mettere a rischio i vari immobili situati a valle.
    La Gran Sasso Teramano ha già fatto tanti, troppi danni a Prati di Tivo e dobbiamo fare in modo che non gli sia permesso di farne altri con il consenso irresponsabile dell’Amministrazione Comunale di Pietracamela e dei soci della Gran Sasso Teramano.
    Il progetto è stato presentato alla stampa e all’opinione pubblica nel mese di dicembre 2017 dal Presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino.
    L’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha già autorizzato la realizzazione dell’opera, e forse il Presidente Tommaso Navarra, ha dimenticato che per la protezione dell’Ambiente ci sono leggi che vanno rispettate e, fra esse, la legge quadro sulle aree protette, che ha lo scopo, di garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese. In particolare, prevede una serie di divieti, soprattutto in alta quota.
    La legge quadro sulle aree protette n. 394 del 6 dicembre 1991 detta i principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e di promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese.
    Nei Parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat.
    In Abruzzo i vari governi regionali hanno perso di vista la rivoluzione avviata con l’istituzione del Parchi Nazionali misconoscendo il valore nazionale del proprio patrimonio naturalistico. Anzichè  mettere al primo posto il capitale natura, hanno pensato di banalizzare le montagne con progetti in contrasto con la legge istitutiva dei Parchi e con il percorso del futuro sostenibile. L’esempio di gestione debole di un’area protetta nazionale è rappresentato dalla volontà già espressa dall’Ente Parco di autorizzare la  istallazione delle strutture in metallo sulla parete Nord del Corno Piccolo ignorando che il progetto della Gran Sasso Teramano è in netto contratto con quanto stabilito dalla Carta della Natura.
    Vi chiediamo e ci chiediamo: ma tutto questo ha senso?
    Le classi dirigenti della Regione, dell’Ente Parco, delle Province e dei Comuni hanno dimostrato ancora una volta superficialità e incompetenza a gestire scientificamente i territori montani e a salvaguardare l’integrità di questo nostro territorio.
    Per queste ragioni chiediamo al Presidente della Regione Abruzzo di non concedere i Nulla Osta necessari per la realizzazione dell’opera.
    Al Ministro dell’Ambiente chiediamo che venga immediatamente  rimosso il Presidente del Parco l’avvocato Tommaso Navarra, che ha più volte dimostrato di non saper gestire un delicato e prezioso territorio come quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

  3. 4
    Paola Cafaggi says:

    È doveroso leggere anche un altro punto di vista.

    https://www.ilmartino.it/2018/05/messa-sicurezza-del-bacino-sciistico-prati-tivo/

    Da facebook, 22 maggio 2018

  4. 3
    andrea dolci says:

    A me pare che l’unica alternativa vera per le bonifiche sia farle quando serve utilizzando l’elicottero come succede ad esempio a Madesimo. Barriere e muretti sono totalmente inutili a meno di non tappezzare la montagna di paravalanghe ma credo che sarebbe anche perggio di 7 piloni.

  5. 2
    matteo says:

    Citerei il rimpianto Villaggio e la corazzata Potëmkin…

  6. 1
    Alberto Benassi says:

    “Sorprende che anche l’Ente Parco abbia inspiegabilmente e a sorpresa autorizzato la realizzazione dell’opera.”

     

    L’Ente Parco…lasciamo perdere. Basta vedere quello che succede in Apuane.

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