Fiori al posto del ghiacciaio

L’equipe della Società Meteorologica Italiana ha effettuato i rilievi dello spessore del manto nevoso del ghiacciaio di Ciardoney in Alta Val Soana (Gran Paradiso). Il sopralluogo del climatologo Luca Mercalli: «Scomparsa della neve in anticipo di 40 giorni».

Fiori al posto del ghiacciaio
di Carlotta Lombardo
(pubblicato su corriere.it il 9 giugno 2022)

L’altezza dell’accumulo invernale di neve ai 2850 metri della stazione meteorologica Ghiacciaio Ciardoney, in alta Val Soana (To), segna uno spaventoso zero.

Ma i rilievi di spessore e densità del manto nevoso effettuati dalla Società Meteorologica Italiana con sede a Moncalieri (dove c’è anche uno dei più antichi osservatori del mondo) e dall’Ente Parco nazionale del Gran Paradiso nel ghiaccio al confine tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, hanno rilevato in vari punti numeri bassissimi, di gran lunga record negativi in almeno 31 anni di osservazioni.

Il Ghiacciaio del Ciardoney a giugno 2022. Foto: nimbus.it.

Spessori nevosi decrescenti da un massimo di 165 centimetri al Colle Ciardoney a un minimo di appena 25 centimetri nel settore mediano, e un equivalente d’acqua complessivo valutato in 390 millimetri.

È il 1 giugno 2022 quando l’equipe di studiosi impegnata nei consueti rilievi annuali di bilancio a fine stagione invernale non può che constare l’amaro bilancio di una stagione, quella del 2021, caratterizzata da precipitazioni scarsissime e temperature precocemente estive in maggio 2022.

Uno scenario inedito e mai visto
«A 2850 metri la neve è pari a zero mentre a quell’altezza, il 1° di giugno, avremmo dovuto avere una media di due metri di neve invece abbiamo trovato pietre esposte e fiori sbocciati — spiega Luca Mercalli, glaciologo, climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana — Uno scenario inedito e mai visto che dipende da due fattori sfavorevoli che si sono combinati insieme: la siccità, tra le peggiori in 200 anni, dell’inverno 2021 e il caldo che non solo è arrivato prima ma ha caratterizzato anche la stagione invernale. Il mese di maggio 2022 è stato il più caldo della storia sulle Alpi insieme a quello del 2009. Caldo e secco insieme hanno consumato con un anticipo di un mese e mezzo anche la poca neve che c’era sul ghiaccio».

Ma cosa comporta un fenomeno così eccezionale? «Avremo meno acqua di fusione, e quindi meno acqua per l’agricoltura e per la produzione idroelettrica, e problemi per la biodiversità che per la fauna e la flora comportano degli squilibri enormi. Avere già le piante fiorite a giugno cambia tutte le sincronie con gli altri elementi del sistema, pensi solo agli insetti impollinatori che non troveranno i fiori quando li cercheranno. Un disequilibrio che porta anche a un’estinzione di specie».

Luca Mercalli

Il monitoraggio
L’iniziativa di monitoraggio del manto nevoso del Ghiacciaio Ciardoney rientra all’interno di un progetto di studio che l’istituto di ricerca diretto da Luca Mercalli effettua continuativamente dal 1992, all’inizio e alla fine di ogni estate, per misurarne lo stato di salute attraverso il confronto anno per anno dei livelli di innevamento invernale e di fusione al termine della stagione calda. «Il Ghiacciaio dei Ciardoney è uno dei ghiacciai campione mondiali. Nel mondo ci sono solo una quarantina di ghiacciai che vengono seguiti con questa procedura e che hanno più di 30 anni di dati — spiega Mercalli — I dati poi vengono messi insieme da un servizio internazionale che si trova a Zurigo, il World Glacier Monitoring Service. Purtroppo, alla base del ghiacciaio il 1° giugno la neve era già completamente fusa nel punto in cui le misurazioni effettuate dal 2013 al 2021 rilevavano uno spessore medio di 198 centimetri. In pratica, la totale scomparsa della neve presso la stazione di rilevamento, osservata il 24 maggio scorso grazie alla webcam, è in anticipo di oltre 40 giorni visto che avveniva mediamente il 9 luglio».

Il commento
di Carlo Crovella
Il noto meteorologo Luca Mercalli e la sua squadra hanno compiuto gli abituali rilievi di inizio estate sul ghiacciaio del Ciardoney (nel gruppo del Gran Paradiso), il più esteso ghiacciaio in territorio piemontese. Forse fra poco resterà anche l’unico, prima di scomparire del tutto. Attendiamo per verifica gli altrettanto abituali rilievi di fine estate (settembre), sempre sullo stesso ghiacciaio, per poter effettuare il confronto e percepire quale sarà stato l’effetto “nefasto” delle temperature estive.

Che la montagna sia in sofferenza lo si vede ad occhio nudo. Lo era anche prima dell’ultimo inverno, insolitamente secco. Ma le limitate precipitazioni dei mesi scorsi stanno dando un colpo significativo alle masse glaciali. La montagna “ha sete” e più tardi prendiamo atto di questa criticità e peggio sarà.

Nel gruppo del Monviso, i gestori del rifugio Quintino Sella hanno chiuso la stagione 2021 ai primi di settembre (ovvero un mesetto in anticipo rispetto alle abitudini storiche), proprio per la scarsità di acqua. L’inverno 2021-22 non ha certo aiutato a reintegrare le riserve idriche. Visto che gli esperti (Mercalli & C.) affermano che, ora come ora (giugno 2022), siamo in anticipo di 40 giorni rispetto agli standard normali, che succederà ai rifugi nell’estate 2022? Se tanto mi dà tanto, potrebbero chiudere verso il 20 di luglio per mancanza di acqua. E se manca l’acqua a tal punto da obbligare a chiudere i rifugi, in che situazione ristagnerà l’ambiente circostante? Se manca l’acqua, manca per tutti (flora, fauna, ecc.), non solo per l’alpinista assetato. Non parliamo, poi, delle esigenze idriche delle pianure, fra soggetti residenti e produzioni varie (in particolare agricole). Ricordo che la recentissima modifica costituzionale (febbraio 2022) ha inserito, fra i principi fondamentali della Costituzione, la “tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità, “anche nell’interesse delle future generazioni”. Non è quindi campato per aria che, in situazioni di criticità, possano esser prese decisioni restrittive che solo pochi anni fa apparivano fuori dal mondo.

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Fiori al posto del ghiacciaio ultima modifica: 2022-06-19T05:39:00+02:00 da GognaBlog

24 pensieri su “Fiori al posto del ghiacciaio”

  1. 24
    Carlo Crovella says:

    Come volevasi dimostrare, arrivano le restrizioni idriche. Per ora riguardano grandi citta’, ma basta poco che salgano in quota. A quel punto si limiteranno a luoghi montani molto circoscritti o coinvolgeranno intere vallate? Magari certi itinerari (molto battuti) diventeranno off limits, per evitare eccesso di prelievi idrici… Staremo a vedere.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/25/siccita-misure-emergenza-comune-milano-fontane-negozi-temperature-case-uffici/6639818/

  2. 23
    Alberto Benassi says:

    l’emergenza viene sempre giustificata dicendo che noi, in emergenza, siamo bravi.
    E poi l’emergenza fa comodo….
    Ma dai oggi e dai domani i nodi vengono al pettine.
     

  3. 22
    Roberto says:

    In Italia si parla sempre di emergenza per qualsiasi evento naturale che provoca disastri. Peccato che ormai siano anni che la progressiva scarsità d’acqua sia nota, ma mai il problema è stato affrontato in modo sistematico, a cominciare dagli acquedotti che perdono acqua in percentuali vergognose, soprattutto al sud. Anche in agricoltura, quando si incomincerà ad introdurre sistematicamente l’irrigazione a microgoccia e non a doccia? E’ chiaro che questo non salverà i ghiacciai, ma almeno permetterà di non sprecare acqua.

  4. 21
    Alberto Benassi says:

    Io la guera per l’acqua la farei anche in Italia dal momento che il risultato del referendum è stato spudoratamente TRADITO dalla politica. 

  5. 20

    Si è sempre detto che la guerra ha luogo laddove la politica ha fallito. Oggi la guerra è sdoganata come strumento ordinario della politica, quindi le guerre per l’acqua, e non solo, saranno la norma.
    Chile e Argentina una guerra per l’acqua avevano iniziato a farsela qualche decennio fa.

  6. 19
    Riva Guido says:

    Ma anche per il vino e la birra, per le bibite in generale e per certi super alcolici!

  7. 18
    Carlo Crovella says:

    Messner (che si definisce, oggi, più montanaro che alpinista…): “Se va avanti così, fra 10 anni avremo le guerre per l’acqua”
     
    https://www.youtube.com/watch?v=1BB2cwiy39E

  8. 17
    albert says:

    15) ammettiamo acqua fluente secondo bisogni collettivi domestici in ogni momento , se per caso non fluisce quella calda istantanea, ( per problemi di flusso di metano prossimi venturi)in quante case  ti scoppia un putiferio, specie se qualche giovane si sta sottoponendo alla obbligatoria doccia piu’ che quitodiana??Scoppia una rivoluzione, crisi di ansia..”chiama l’idraulico!!, il tecnico..!!”L’acqua ” fredda”e’ sui 28 gradi…nessuno  morirebbe assiderato.
    Un tempo in case vetuste di montagna, c’era come concessione alla modernità lo scaldabagno con 2 opzioni: a resistenza elettrica o caldaia a legna con tubo di scarico. Con resti di cassette di legna per frutta ed ortaggi e rami secchi colti in passeggiata e tagliati a misura giusta, ci si lavava in  3..l’ultimo in mercè dei precedenti.Altrimenti pentolone scaldate sulla stufa a legna.La  vasca piena fino all’orlo vista solo nei film, con dive  fintonude e molta schiuma addosso.Però il consumatore ci credeva e traeva la conclusione:”si deve far così se si vuole salire l’ascensore sociale” . Come triste spettacolo simile a quello fornito dai ghiacciai  in fase di ritiro ed dai torrenti e fiumi secchi, al mio paese c’e’un canale con tutte le barche adagiate sul fondo, semiaffondate nel liquame, che sembra melma ma c’e’ pure molta “melda” dato che i geni vi hanno fatto confluire fognature.

  9. 16

    Personalmente non vedo l’ora che inizino i razionamenti estremi di acqua e di energia…per far tornate certa gente con i piedi per terra, unica soluzione vera quella del bastone

  10. 15
    antoniomereu says:

    Ci sono poi fontane pubbliche che gettano in fogna 6 /700 litri ora…solo nel mio paesello ce ne son 3 =45000 litri al di persi.

  11. 14
    Carlo Crovella says:

    Dal TG Regionale Piemonte: Scarsità acqua nei rifugi di montagna
    https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2022/06/watchfolder-tgr-piemonte-web-pottini-teaser–fg-tgp2mxf-3833ea0f-f58a-4089-94bc-b9401c60f09c.html
     
    Sempre da TR Regionale Piemonte:  Peggiore siccità degli ultimi 50 anni: si profilano ordinanze di restrizioni in circa 100 comuni
     
    https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2022/06/sos-acqua-i-comuni-verso-il-razionamento-245b53b8-00b6-4bcf-8de4-c0affae0eb99.html
     

  12. 13
    albert says:

    11) il vero snob dandy, l’auto prestigiosa la tiene sozza, una miriade di moscerini spiaccicati sul parabrezza indica persona che ama la velocita’ futurista.Il suv  4×4 poi deve avere un look vissuto, ammaccature e fango , indice di proprietario ” gente d’azione”. Chi ha acquistato con un  pila di cambiali, coccola la carrozzeria e mentre liscia tiene le portiere aperte per diffondere a palla  la sua hit parade, a gara con un vicino.  Comunicata  una volta la faccenda a vigili  urbani..la risposta e’ stata:” “mandate foto e telefonate, che se abbiamo tempo arriviamo”. Dopo un’ora  arrivarono e constatarono che il detersivo usato era “ecologico biodegradabile “e che l’acqua era contabilizzata da contatore . Quindi zero sanzioni…e i  lavatori a “caccia di spie”.

  13. 12
    albert says:

    10) in pianura si sta pensando di  ridurre di notte la pressione idrica nelle condutture,di un 40%, per consentire la ricarica delle cisterne serbatoio .Un po’ come avviene per la produzione di corrente elettrica: ore di punta ed ore di stanca nella richiesta fluttuante di flusso.In montagna zona gettonatissima  , inverno, alle 17 circa e dintorni..avveniva un calo di flusso e pressione  nei rubinetti.Motivo: al ritorno dalle sciate migliaia di turisti si slavazzavano,docce, vasche piene diacqua calda  o ancora meglio incitati dalle offerte   alberghiere ,idromassaggio…pur essendovi meno acqua  nei vasconi di cattura per troppo lenta fusione di neve. A proposito, qualcuno mette da parte ed adopera l’acqua di condensa dei climatizzatori, o la fa finire negli scarichi? la mia ,ottenuta da climatizzazione per poche ore al minimo …molto gradita a lucertole ,  merli e api…il resto raccolto e usato per annaffiare vasi di piantine aromatiche .
    Raccontino: un paese di Montagna fassana aveva il  centro più in basso di 200 metri , quando il torrente di fondovalle  esondava ,  gli abitanti “di “sopra “se la ridevano e li coglionavano facendo il verso delle rane.Quando in estate sopra scoppiavano incendi e le prese erano asciutte i sottostanti ridevano a loro volta .Poi decisero che era meglio aiutarsi a vicenda sia con opere preventive che interventi in caso di calamita’.

  14. 11

    Sempre stati sui coglioni quelli che hanno la macchina sempre luccicante. Per vari motivi.

  15. 10
    massimo ginesi says:

    quoto daidola, al mille per mille (e che ammiro per diverse ragioni da una quarantina danni).

  16. 9
    Carlo Crovella says:

    Non confondiamo le prospettive strategiche con quelle di breve o addirittura di brevissimo termine. È ovvio che dobbiamo cambiare tutto il sistema, ma non sarà cosa semplice né rapida. Ci vorranno anni,  probabilmente decenni (ovvio che più tardi iniziamo questa rivoluzione e peggio sarà…). Nel breve potremmo però trovarci di fronte a situazioni di emergenza cui andranno contrapposte misure immediate, anche se drastiche e inusuali. Proprio in questi giorni ci sono circa 100 comuni piemontesi (della pianura) in crisi per la siccità: per tali comuni si sta ventilando l’ipotesi di restrizioni orarie dell’acqua. Anziché avere acqua per 24 ore, in certi orari l’acqua non ci sarà proprio. Io temo che dobbiamo abituarci a eventualità di tale natura: se non riguarderà l’acqua sarà per l’energia elettrica (in questi gg molti blackout out elettrici a To e Mi: fra un po’… anziché blackout out imprevisti, si prevederanno interruzioni “programmate”, il che significa … restrizioni). Mutatis mutandis, il concetto potrebbe estendersi all’accesso a spiagge, fiumi, laghi e… montagne. 

  17. 8
    Giorgio Daidola says:

    Intervento 6: “il pianeta se la caverà…noi dipende”. Dipende innanzitutto da quanti miliardi saremo, dipende se saremo capaci di affrontare i sacrifici necessari per ritornare ad un numero di miliardi di abitanti “sostenibile”…Tutto qui. Ho detto “innanzitutto”, poi viene tutto il resto in tema di comportamenti virtuosi. La verità è che dopo il vergognoso teatrino di Cardiff oggi le cosiddette teste pensanti preferiscono rimettere in moto le centrali a carbone e a finanziare le guerre in nome dell’etica e dello sviluppo senza fine. Lo so, dico sempre le stesse cose. Come fanno i vecchi. L’unica soddisfazione è che nessuno è in grado di smentirmi, quasi tutto preferiscono cambiare discorso, come si fa con i deficienti. Giovanni Sartori si sta sicuramente rivoltando nella tomba.

  18. 7
    albert says:

    “Il prato verde ornamentale, i campi da calcio etc, irrigati con profusione d’acqua hanno un elevato costo ambientale. Siamo ancora disponibili a sostenerlo?” Nel mio comune di appena 10 mila abitanti ma con ben 4 frazioni…ognuna ha voluto( anni ’80) accanto alla “sua “chiesa con canonica”il “suo ” campo di calcio ( concesso per fini elettorali di campanile con  erba e spogliatoi). Solo nel principale si tengono partite regolari, negli altri 3 si spende per falciare e poi si nega l’uso e si chiude con lucchetto.. alla fine ci si  è accorti della carenza di parroci, sacrestani , e giovani da indottrinare e allenare sperando di scovare il fuori classe . Anche  i campi  tennis , ormai  ,devono essere coperti ma  a volte anche riscaldati e gonfiati.Ovviamente la falciatura dei prati pubblici  e  la pulizia dei marciapiedi avvengono a macchinari divora  carburante, con ritmi frequentissimi. Percepitori di sussidi pubblici sembrano non utilizzabili per ramazza e falciatura..( se si fanno male??’ e’ l’argomentazione che frena)proposta asini divora erba non accolta, si preferisce abbandonare le cacche di cane .Stranamente alcuni magazzini di vendita prodotti per edilizia hanno i piazzali occupati da enormi cataste di pannelli per “cappotto” sintetico..mentre i giornali annunciano che  l’ecobonus 110%  ha sforato il tetto di 33 miliardi previsti per rendere sostenibile l’1’% del patrimonio edilizio.Per il 10% ce ne vorrebbero 330, per il 100% delle abitazioni 3300/miliardi di euro).  E’ stata una corsa alla catena di san-  antonio o schema ponzi..presto presto.Mai considerato che con un normale fai da te si puo’ coibentare internamente con materiali dagli spessori ridotti, pure di origine naturale, spendendo uguale alle commissioni dei periti asseveratori , tecnici, amministratori , fiscalisti, banchieri. alcontrario, chi ha coibentato da sè a sue spese, deve pure comunicarlo come variazione rispetto all’originale.Oltre  al fatto che invece di scatenare la corsa, si poteva programmare, prima  dare la precendenza ad edifici pubblici,poi per fasce di clima Aspetto ridicolo: si prevede la colonnina caricabatterie auto( ad energia solare conmiriadi dipannelli) in condominio, ci mancherebbe solo questo come se di litigi e prevaricazioni di cricche  non ce  ne fossero abbastanza. Sembra un bel pensierino-fioretto “tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità, “anche nell’interesse delle future generazioni”. Non è quindi campato per aria che, in situazioni di criticità, possano esser prese decisioni restrittive che solo pochi anni fa apparivano fuori dal mondo.NON avverra’ per legge ma dopo catastrofi economiche ed ambientali.Per fortuna i nati anni ’50 sanno come si faceva, e come facevano i nonni ad essere ecosostenibili.
     

  19. 6
    Paolo Gallese says:

    Occupandomi di divulgazione ed educazione ambientale, un lavoro che, con la mia squadra abbiamo impostato ormai da diversi anni, consiste non nel proporre comportamenti adeguati da tenere, oggi, per mitigare effetti sotto gli occhi di tutti. In realtà spieghiamo come quel che vediamo ora è il lento risultato di qualcosa che è stato fatto diversi anni fa, decenni fa. Se si pensa che gli effetti del nostro agire recente si aggiungeranno fra molti anni alle condizioni di oggi, crediamo sia più utile far capire a bambini e ragazzi come cambierà la nostra vita, come adattarsi. 
    E spesso le opportunità rendono meno pauroso il cambiamento, pur nel male che ne deriverà per i paesi più poveri e con il quale fare i conti.
    Il pianeta se la caverà,  ne ha passate di peggio. Noi, dipende.
    I nostri bambini e i nostri ragazzi dovranno vedersela con un mondo diverso. Anche se loro ci saranno nati e cresciuti in mezzo. E questo, spero, li aiuterà. 

  20. 5
    Massimo Ginesi says:

    Il problema non sono gli sport motoristici, è un sistema che ti induce a cambiare suto e ogni altra cosa ogni due anni, a consumare sempre e comunque, a vivere preconfezionato e precotto

  21. 4
    Critico says:

    Le restrizioni cosi come di solito vengono “comminate” servono a poco perché percepite come una imposizione. In questo caso, poi, dovrebbe essere il modello di vita a cambiare. È un provvedimento di facciata quello di vietate se poi non si cambia mentalità e valori. Inutile limitare, ad esempio, le gite in montagna se poi si continua a “premiare” l’abitudine di fare viaggi per il mondo con i più disparati mezzi. Le vacanze in aereo o nave in giro per il mondo, beneficiate da molti, le pagano, in termini d’inquinamento ambientale, tutti.
    Il prato verde ornamentale, i campi da calcio etc, irrigati con profusione d’acqua hanno un elevato costo ambientale. Siamo ancora disponibili a sostenerlo? Stessa cosa per gli impianti d’innevamento artificiale etc. In un mondo finito, limitato, non si può consumare all’infinito.
    Che dire poi degli sport motoristici ove si consuma energia ed addirittura si corre in notturna con ulteriore spreco.
    Occorre cambiare la scala dei valori. Questo è molto difficile. 

  22. 3
    antoniomereu says:

    È il vicolo cieco in cui ci siamo ficcati a tutta velocità ,non sappiamo se  in fondo ci sia sufficente spazio di manovra per girarci o il tempo per fare marcia indietro…

  23. 2
    Massimo ginesi says:

    Le decisioni restrittive non servono a nullla. Cosi come l’inserimento in costituzione della magica parola ambiente è un giochetto che non serve ne alla mstura ne all’uomo.
    leggersi ecologia profonda, di della casa. 
     
    è ilmmodello di vita e di sviluppo che è distruttivo e avanza in maniera esponenziale. I segnali preoccupanti arrivano poco prima della fine

  24. 1
    albert says:

    In pianura c’e chi annaffia l’erbetta a getto, lava l’auto com mucho shampoo da dover poi togliere…. con altrettanto getto e poi fa pure la seconda passata, e reagisce dicendo:”ma io l’acquala pago , ho il contatore singolo”.
     Prevedo che nei mercatini antiquariato che girano in montagna, troveremo sempre piu’offerta di ramponi e piccozze e chiodi  tubolari in buone condizioni.Ma dove mordono il ghiaccio , almeno in zone  dolomitiche ,se sara’ tutta una granita semiliquida?

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