I consigli nutrizionali di Annamaria Previtali

I consigli nutrizionali di Annamaria Previtali
di Emilio Previtali
(pubblicato sul suo profilo fb il 16 maggio 2022)

Non so se siete mai stati in cima al Passo Stelvio. Non a sciare intendo, in bicicletta. Quando arrivi al passo, a parte la fatica di essere arrivato lì, sei sempre sudato fradicio. Hai subito freddo, anche in estate. Due anni fa il Giro d’Italia sul Passo Stelvio ci era passato proprio in ottobre e a bordo strada c’era già la neve. A scollinare per primi furono in tre: due corridori della Ineos, Tao Geoghegan Hart pilotato da Rohan Dennis e Jai Hindley, della Sunweb. Hindley è quel corridore che impiegò oltre un chilometro, in salita, per riuscire a infilare la manica destra della giacca pesante. Rischiò di finire a terra per un paio di volte con un paio di svirgolate da brivido e poi, dopo esserci finalmente riuscito, dopo essersi infilato la giacchina, aveva imboccato la discesa fino a Bormio senza riuscire a chiudersela sul davanti. Sono 21 km di freddo maiale. Maledetta cerniera lampo. Non so se avete idea esattamente di cosa significhi scendere dallo Stelvio in ottobre in bicicletta, sudati fradici, con la giacca aperta sul davanti. Io non riesco nemmeno a immaginarlo, e nemmeno il mio intestino ce la fa.

Per spiegare perché Hindley non si è fermato nel tentativo di risolvere il suo problema, neppure per pochi secondi: se quello che hai davanti che pilota il tuo avversario diretto in classifica generale (Tao Geoghegan Hart) è Rohan Dennis, cioè il campione del mondo a cronometro, se lo fai scollinare davanti a te di 2″, lui e l’altro li rivedi il giorno dopo a colazione. Alla fine la tappa l’aveva vinta Hindley, battendo in volata Geoghegan Hart.

Giro d’Italia, 22 ottobre 2020, in salita verso il Passo dello Stelvio. Una delle svirgolate di Hindley a causa della difficoltà a chiudere la propria giacca.

Ieri della tappa del Giro che arrivava sul Blockhaus i tre davanti – Richard Carapaz, Romain Bardet e Mikel Landa Meana – ai meno 4,5 km dal traguardo hanno provato a scattare, però dietro non mollavano. C’erano tra gli altri a inseguire Vincenzo Nibali, Domenico Pozzovivo, João Almeida, Emanuel Buchmann e Alejandro Valverde. E anche Jai Hindley, che i commentatori hanno praticamente snobbato per tutto il tempo. Stavo guardando la tappa seduto sul divano con mia mamma, la Annamaria, classe 1940. A un certo punto la Annamaria mi ha chiesto: “Secondo te, chi vince?”

Senza esitazione ho detto che se non fossero riusciti a staccarlo subito secondo me avrebbe vinto Jai Hindley, “quello verde lì in fondo alla fila” ho sintetizzato. “Mai sentito”, mi ha risposto mia mamma. Per lei a parte Nibali, i corridori attuali si distinguono in base ai colori delle maglie. Secondo lei il favorito per la vittoria di tappa era Bardet, “quello lì magro vestito di nero”.

Sul traguardo del Blockhaus Hindley ha preceduto un po’ inaspettatamente i più quotati Bardet, Carapaz e Landa, che erano stati davanti per tutta la salita. A seguire più o meno distanziati, tutti gli altri.

Giro d’Italia, 15 maggio 2022, in arrivo al Blockhaus, Jai Hindley precede di un soffio Romain Bardet e Richard Carapaz.

“Tu come facevi a saperlo, che vinceva quello lì verde?” – mi ha chiesto l’Annamaria. Le ho raccontato tutta la storiella della discesa dello Stelvio di due anni fa con la maglia sudata e la giacchina aperta sul davanti. Per me Hindley, è tipo Batman.

Alla fine del racconto mia mamma ha preso la copertina verde di pile che aveva alla sua destra e se l’è buttata sulle ginocchia. “Té m’et fàc ègn fréch!”, c’erano 24°C. Anche su Bardet, ha cambiato opinione: “L’è tròp màgher, chèl lè! E anche a te lo dico un sacco di volte (per i consigli di buon senso, mia mamma passa sempre in automatico dal bergamasco all’italiano) devi mangiare di più! che sei lì magro che mi sembri un baccalà”.

Se avete bisogno di consigli sulla nutrizione, vi passo il numero di mia mamma. Stamattina l’ha già chiamata anche Bardet.

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I consigli nutrizionali di Annamaria Previtali ultima modifica: 2022-05-18T05:48:00+02:00 da GognaBlog

6 pensieri su “I consigli nutrizionali di Annamaria Previtali”

  1. 6
    roberto bozzo says:

    Occhio lungo mamma Annamaria complimenti!
    “Stamattina l’ha già chiamata anche Bardet”  il quale evidentemente non le ha dato retta …
     

  2. 5
    albert says:

     chissà  cosa pensano i maghi della dieta sportiva di..un panino con fette di lardo aromatizzato alle erbe, dopo allenamenti, a riposo.( o anche burro e zucchero)

  3. 4
    Mario says:

    L’e’ trop magher chel le’ 🙂  a saggezza di mamma non si puo’ ( ne’ si deve)  replicare.

  4. 3
    albert says:

    Anche  le ghette hanno doppia chiusura e  ,mal che vada ,una   a velcro.

  5. 2

    Ce l’ho io una giacca da ciclista che si chiude col velcro con una mano sola che sono un ciclista livello zero, e Hindley ne ha una con la lampo? 
    A Bormio gliel’avrà fatta mangiare al suo manager!

  6. 1
    albert says:

    Le cerniere si chiudono con difficoltà anche con le mani fredde e le dita insensibili.  Spesso  si incastrano malamente e poi si tira e si rovina il tutto.Per questo alcuni modelli di giacche a vento hanno  bottoni a pressione automatici o  velcro…oltre che cerniere di dimensioni generose e anche robuste.Meglio siliconarle con un velo di  olio speciale

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