Il terremoto nel CAI

Il terremoto dopo le elezioni del 30 maggio 2022. Il neo eletto Antonio Montani, 50 anni, respinge le accuse: «In corso un cambio generazionale». Il pm ha chiesto l’archiviazione, ma la vittima (un’associata del club alpino) ha fatto opposizione e il fascicolo è ancora aperto. Il rischio commissariamento.

Il terremoto nel CAI
di Andrea Pasqualetto
(pubblicato su corriere.it il 10 giugno 2022)

Sono giorni difficili per il CAI, la più grande e antica associazione italiana di appassionati di montagna con più di 300 mila iscritti e alle spalle un secolo e mezzo di storia. Non si placa, infatti, polemica dopo l’elezione del nuovo presidente Antonio Montani, 50 anni, architetto e alpinista di Verbania, che è stato per sei anni vicepresidente generale e che molti escursionisti e molti soci conoscono per l’impegno sul Sentiero Italia CAI.

Una vittoria, la sua, arrivata per una manciata di voti (452 contro i 445 del contendente, Francesco Carrer, rappresentante dell’anima nordestina del movimento) e che sta lasciando una coda velenosa (bisogna tenere conto anche del fatto che ora dispone dei fondi del Pnrr e che il mandato è quello che porterà alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026, appuntamento che interesserà tutto il mondo della montagna). Il giorno dell’elezione, lo scorso 30 maggio, si sono dimessi infatti i due vicepresidenti: Lorella Franceschini e lo stesso Francesco Carrer, lo sconfitto.

Da sinistra, Antonio Montani, Francesco Carrer e Lorella Franceschini


In un quadro complesso di scontro, nel quale si inserisce anche un diverso approccio rispetto alle attività del futuro su cui puntare, si viene a sapere che i due hanno contestato a Montani anche il fatto di essere sottoposto a un’indagine per una vicenda di molestie. Si tratta di un procedimento aperto dalla procura di Venezia che vede come denunciante una collaboratrice del CAI. La vicenda risalirebbe allo scorso settembre e c’è già stata una richiesta di archiviazione, alla quale la ragazza si è però fermamente opposta lasciando così il fascicolo aperto.

Franceschini e Carrer non nascondono la loro posizione. «Di fronte a una situazione del genere, considerando il fatto che la fiducia reciproca e l’etica sono valori fondanti della nostra associazione, non potevo che dimettermi», spiega Franceschini, che conosce bene la ragazza. Sulla stessa linea Carrer: «Episodi e pendenze ancora irrisolte gravano sulla figura del neoeletto presidente generale e rendono per me insostenibile il percorso. Rassegno le dimissioni».

Il diretto interessato, però, non ci sta: «Non so cosa dire, se non che, se fossero vere le accuse, i due vicepresidenti hanno fatto bene a dimettersi. Per questa denuncia sono stato molto male, ho vissuto mesi in cui mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso, vista anche la candidatura alla presidenza. Poi ho riflettuto e ho detto: ma io sono stato calunniato e non è giusto che rinunci per qualcosa che non ho fatto… ma non mi sembra nemmeno corretto parlarne fino a che non verrà messa la parola fine».

Montani respinge dunque ogni accusa e non vuole dire molto. Ci tiene però a sottolineare un fatto: «Sono forse il presidente più giovane della storia del CAI… un cambio generazionale che genera discontinuità». Intende forse dire che la denuncia è stata strumentale? «Non rispondo, non ora almeno. Lo farò quando la magistratura avrà messo un punto definitivo».

Le dimissioni dei due vice rendono però di fatto ingovernabile l’associazione, che è un ente pubblico non economico dipendente dal Ministero del Turismo. E quindi cosa succederà? Non si esclude il commissariamento, in attesa che l’Avvocatura dello Stato dirima la questione. Nel frattempo, il giudice lagunare deciderà se archiviare o meno l’indagine per molestie. «Speravo che tutto si risolvesse senza clamori, anche per il bene del CAI che io amo profondamente. Una denuncia come questa è molto grave. Penso che la ragazza sia sì vittima, ma non del sottoscritto. E comunque ha fatto una sciocchezza enorme», conclude Montani, con molta fatica.

16
Il terremoto nel CAI ultima modifica: 2022-06-11T04:50:00+02:00 da GognaBlog

78 pensieri su “Il terremoto nel CAI”

  1. Il marcio Sta nell’impostazione del CAI Centrale. Se la torta è quella descritta qualche intervento fa (6 milioni per ciascun anno del triennio, pari a 18 milioni totali) e ovvio che ci si avvengano sopra solo affamati e spietati che della montagna non hanno neppure più l’idea. È altrettanto ovvio che la competizione e spietata e piena di colpi bassi. Tutti contro tutti. Io sono contrario a tutti e tre i candidati (considero anche la Franceschini, mi è nota la sua vicenda). Non c’è differenza fra loro. Solo soldi da spartire con i propri supporter. Non si va molto in la’ con una visione del genere.

  2. …le poltrone fanno gola!
    Eppure se stai in poltrona di alpinismo ne fai poco o nulla.

  3. Purtroppo, caro Crovella, MONTANI aveva comunicato che, di fronte alle voci sulla sua persona, avrebbe ritirato la sua candidatura, ma non l’ha fatto. Tutte le tue ipotesi non servono. Poi, LA FRANCESCHINI…  che non conosceva (o spacciava di non conoscere) le norme statutarie è un falso. Ti invierò il link al più presto. ciao
     
     
     
     

  4. Che nel CAI ci sia un fermento decisamente negativo, sia a livello Sede Centrale che (purtroppo!) anche nella mia amata Sezione di Torino, è indubbio. Io credo (e spero) che sia figlio dei tempi che viviamo, completamente sregolati, dove si procede a tentoni e senza una bussola come, invece, si faceva “una volta”. Speriamo che la parentesi dell’   ” uno vale uno” si stia concludendo per tutti, vale per la Franceschini che non conosceva (o spacciava di non conoscere) le norme statutarie, vale per i candidati alla Presidenza Generale, che certo non sono più individui integerrimi alla Chabod, vale per le semplici Sezioni. Io sono fiducioso sul CAI come Sodalizio perché vedo che, nel Sodalizio, sopravvive ed è molto diffuso lo spirito originario. Vedo un sacco di gente che si “dona” al CAI, cioè investe tempo (e denaro proprio, anziché prenderne…) come istruttore, come componente della commissione rifugi, come redattore del bollettino sezionale, come accompagnatore dei ragazzi, come bibliotecario, come organizzatore di serate ed eventi ecc ecc ecc. L’ideale del CAI non è morto e, anzi, rifulge ancor di più in tempi grami come questi. Tuttavia va coltivato con amore, va coccolato, va tenuto come una cristalleria di Boemia. Per questo sono inflessibile verso chi sgarra, a tutti i livelli. Ma l’accusa personale a Montani NON c’entra con le beghe del CAI: se mi dimostrate che tale individuo ha rubato soldi dalla cassa del CAI, oppure che ha fatto assumere (dal CAI) parenti e amici, oppure che ha pagato dei delegati perché lo votassero e altre cose del genere, allora sarebbero colpe gravissime, ma una denuncia archiviata e tenuta aperta solo per il ricorso della denunciante è roba che non c’entra con il CAI. Procediamo oltre. Si spera che il Commissario rimetta ordine nel gran casino e dia nuovamente l’impulso giusto per il futuro.

  5. Fare un passo indietro è faticoso, preferisco avere la vittoria anche se con 7 voti. C’è malessere nel CAI, vedrò di migliorare e recuperare, c’è una segnalazione di una SOCIA sulla mia persona, ma è la magistratura che deve esprimersi. Anche se avevo detto che, di fronte alle voci sulla mia persona, avrei ritirato la mia candidatura, ma non l’ho fatto. Vado avanti, anche per la ragione di un nuovo eletto, che ancora con una maggioranza risicata, evita il commissariamento.
    Caro Crovella, – mio commento 5 – riconosco che sei una persona preparata su tutti gli argomenti, specialmente sulla montagna. Sei molto legato al CAI, per questo motivo ti ho chiesto cosa pensi, come hai reagito, sulla   lettera di minacce ricevuta da alcuni soci del Cai Torino, VEDI FOTO. https://mountcity.it/2022/06/46329/minacce-dimissioni-tensioni-nel-club-fondato-da-quintino/ Minacce, dimissioni, tensioni nel club fondato da Quintino  05/06/2022 (Ser). Il tuo commento 11, sulla Franceschini, nel quale non sono per niente d’accordo con te, evito di spiegare meglio l’episodio. ciao

  6. @ 4, 5 e 9.
    “IL PROTOCOLLO TRA IL MINISTERO DEL TURISMO E IL CAI
    Il 17 giugno 2021 è stato sottoscritto in Roma il nuovo Protocollo, fortemente voluto dal Ministro Massimo Garavaglia, anche su indicazione di Manuela Di Centa, che ha sostituito quello precedentemente in essere con il MIBACT. Si è trattato di un passaggio che, di lì a pochi mesi, si è rilevato determinante nelle potenzialità e prospettive del Club Alpino Italiano per il triennio 2022-2024, per effetto dell’incremento degli stanziamenti a favore del Sodalizio, portati da un milione a sei milioni di euro, per ciascuna annualità del triennio.”

  7. Se coirrisponde a verità (e non stento a crederlo) il contenuto di 68, ancor più importante fare piazza pulita con un Commissario dotato di machete che estirpi tutto il marco che c’è nel CAI Centrale, a prescindere dalla bagatella della denuncia archiviata.

  8. Il CAI è un “sodalizio”. Forse è a partire da questo bellissimo concetto, quello di sodalizio, che questa parapiglia appare poco elegante.
    Però il CAI è anche un’avventura umana, e noi caiani sappiamo come alla fine ogni “avventura” porti a valle il suo strascico di miserie.
    Insomma, guardiamo la luna lasciando stare se il dito che ce la indica ha le unghie poco curate.
     

  9. 66 ma che c entra l elezione di una donna con il cambiamento?? Basta con queste ipocrisie da Declino dell’Occidente. Siamo arrivati al punto che non dobbiamo mettere al comando un uomo, solo perché è uomo. Pazzesco. Una donna è giusto che diventi presidente del CAI o di qualunque altra associazione, ente, partito, etc. se lo merita e, soprattutto, se ha la maggioranza dei voti! Credo che tutte le donne intelligenti pensino questo.

  10. E così, il Comitato direttivo centrale del CAI, ha estratto dal cappello a cilindri, non IL CONIGLIO, ma Angelo Schena, eletto componente aggiunto del Comitato direttivo centrale, che così è pienamente in carica e operativo. Invece di fare un passo indietro e, riconquistare CREDIBILITA’, CON IL COMMISSARIO.  Anzi, il 10 luglio a Cortina d’Ampezzo, un appuntamento per un confronto sugli impatti ambientali, legati alla realizzazione delle infrastrutture per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. EVVIVA, SENZA VERGOGNA! Ancora più convinto per non AVER RINNOVATO IL BOLLINO.

  11. Umberto di certo non una donna che rilascia dichiarazioni come quelle che abbiamo visto negli ultimi tempi, solo per sparare nel mucchio. E per di più mettendo alla berlina un’altra donna che probabilmente è psicologicamente in difficoltà.

  12. …Montani afferma di essere un “cambiamento generazionale che genera discontinuità”,…un “cambiamento” ci sarebbe stato, avessero eletto una donna, un segno di evoluzione anche per il CAI…

  13. Comunque Pasini, mi puoi dare anche del tu se no mi fai sembrare più vecchio di quello che già, purtroppo, sono.

  14. La vicenda di presunte molestie è al vaglio degli organi competenti che prima o poi indicheranno eventuali responsabilità, se esistono, oppure l’inconsistenza della denuncia, inopportuno ed inutile esprimersi su questo. 
    Io però non credo che questa profonda voragine dipenda solo dai comportamenti individuali, ancorchè importanti, per ricoprire cariche pubbliche o semi-pubbliche nel nostro caso ( parlo del Presidente e dei Vice )il quadro odierno è solo la parte finale di questa rappresentazione, i motivi veri del dissenso sono senz’altro più datati e profondi, questa omertà da parte dei vertici è imbarazzante ed irrispettosa verso i soci e tutti i volontari. Serve  coraggio  onestà intellettuale e trasparenza per sciogliere in nodi che inevitabilmente si formano, soprattutto in questo tempo vorticosamente affannato e smettere una volta per tutte di nascondere la polvere sotto il tappeto, in parole povere serve partecipazione vera. 

  15. Tu quoque, CAI?
    Come le vecchie correnti della DC? Come i dorotei e i morotei? Come Letta e Salvini? Come Berlusconi e D’Alema?
    … … …
    Anche al CAI di Modena avvenne qualche “discussione” una trentina di anni fa. Motivo: il potere sezionale.
    Non ci furono morti; solo rancori, odio, censure, discriminazioni. Insomma, guelfi e ghibellini, fascisti e comunisti, cristiani e mussulmani.
     
    Cosí va il mondo, in saecula saeculorum.

  16. Commissario Crovella! Autoblindo, grinpas, mascherine, caianismo estremo, bulldozer, tuttologia sabauda e chi più ne ha sentite ne metta. Il nuovo Cai è alle porte. Si salvi chi può. 
    Meglio andare in montagna.

  17. Barbolini. Due vicepresidenti che si dimettono pubblicamente tra urla, strepiti, applausi, pugni sul tavolo denununciando un clima di sopraffazione e di coercizione, una controversa storia di denuncia per molestie di una collabatrice …..beh definire questo puro pettegolezzo richiede una elevata dose di ottimismo che invidio. È vero che ormai siamo abituati a tutto, però ci sono forse ancora dei limiti e dei confini per la capacità di digestione dell’indecenza. Almeno io ho questo limite personale, anche se le assicuro che, come lei, ne ho viste di cotte e di crude sul lavoro e nella vita politica e pure nella vita privata. Non penso sia una buona idea stare a vedere che “passi la nottata” .

  18. su Altorilievo a suo tempo era uscito questo:
    https://fb.watch/dkVHj1IlEM/
    L’elegantisssimo pugno al tavolo e dito puntato urlando…Penso di aver capito la rozza e ignorante decadenza dopo 47 anni e di aver fatto bene a non essere più tesserato da 4.

  19. Caro Betto,
    definizione di gossip: pettegolezzo, chiacchiera indiscreta o mondana, spec. nel gergo giornalistico. Quasi tutti i commenti che ho letto sono intrisi di tutto questo. Io non sono a conoscenza dei fatti quindi mi astengo da un qualsivoglia giudizio in proposito. Sono 52 anni che sono socio CAI ed anche all’interno delle singole sezioni ne ho viste a decine di vicende che posso definire gossip. Per ora sto alla finestra come un/a pettegololo/a

  20. In più, di solito sono poco attenti alla comunicazione (cosa in cui Marchionne ad esempio eccelleva a partire dal suo abbigliamento e dai suoi modi). E qui dopo il fattaccio la comunicazione interna ed esterna è cruciale. 

  21. Crovella. Il commissario potrebbe essere sicuramente una soluzione. Un po’ traumatica ma rapida. Ho però visto che i commissari di queste organizzazioni, di solito di nomina ministeriale, sono spesso dei burocrati che si limitano a restaurare il rispetto delle regole formali. Raramente intervengono sulle questioni strategiche e sulle politiche. Di solito evitano di modificare gli equilibri. Non sono paragonabili ai “ristruttori aziendali” alla Marchionne per capirci o alla Profumo prima maniera.

  22.  Non mi è Piaciuta solo una Cosa di quel Video ! alle Elezioni” quella Risposta ! del neo Presidente “aggressiva alla Signora che Parlava..!  Solo questo mi permetto di dire..!!  Grazie…!

  23. Troppe cose complicate. Meglio un Commissario che entri in carica a stretto giro e con pieni poteri. Obiettivo rimettere ordine e chiarezza in una Sede Centrale che, anno dopo anno, è giunta fino ad un clima velenoso che rende il tutto ingovernabile. Ribadisco che la vicenda collaterale non è il problema del CAI Centrale. Però il Commissario, essendo terzo anche nei confronti di questa vicenda, permette al CAI di farsi da parte fre le due persone e contemporaneamente al sistema giudiziario di far chiarezza sui fatti, obiettivo che i PM devono perseguire a prescindere dal fatto che tale vicenda si intersechi con la vita del CAI. 
     
     
    Per fortuna che il grande corpo del CAI (quello sul territorio) non ha niente a che fare con il “niido di vipere” che dà idea di esser diventata la Sede Centeale. È quello il vero e grande problema e se non lo si risolve, anche a colpi di machete (se del caso), un Presidente vale l’altro…

  24. L’intervento di Bragantini mi ha stimolato ad articolare meglio un’idea di azione per gestire la situazione critica che si è venuta a creare e le sue possibili sgradevoli conseguenze, vista l’esposizione pubblica del CAI e la sua natura di libera associazione. Non conosco la struttura organizzativa del Cai e lo statuto e non saprei chi potrebbe essere l’interlocutore ( in un’azienda tipicamente il CdA) ma io suggerirei un’ipotesi di questo tipo: 

    Chiedere ad un esperto di diritto societario/amministrativo come gestire una fase temporanea di “congelamento” del vertice senza invalidare il risultato della votazione assembleare.
    Istituire un gruppo di lavoro/commissione con a capo una figura esterna femminile di assoluta reputazione e con al suo interno qualche figura rappresentativa dei soci, anche qui, di assoluta autonomia e credibilità. Obiettivo del gruppo di lavoro dovrebbe essere quello, non di analizzare il “caso” Montani, ma di verificare che le condizioni e il clima di lavoro nella sede centrale siano allineati ai valori del sodalizio, con particolare riferimento al rispetto della dignità delle persone e delle diversità di genere. Il gruppo di lavoro dovra’ operare con assoluta discrezione, rigore professionale, tutela delle persone e consegnare i risultati del suo lavoro a…..
    Comunicare ai soci e all’esterno le decisioni con un discorso di questo genere “ Nel corso dell’assemblea dei soci tenutasi….sono emerse considerazioni critiche sul clima di lavoro della sede centrale. È stato affermato che tale clima non sarebbe allineato ai valori dell’organizzazione, con particolare riferimento al rispetto della dignità dei collaboratori e delle differenze di genere. Alcuni organi di stampa le hanno riportate con clamore facendo riferimento anche a vicende personali tuttora in corso che coinvolgono il vertice del sodalizio. Tali notizie hanno creato sconcerto tra i soci e danni di immagine alla nostra organizzazione. Per fugare ogni dubbio è stato dunque deciso di congelare temporaneamente i risultati dell’assemblea e di istituire un comitato indipendente che entro …dovrà fornire le sue valutazioni e considerazioni, volte a fugare ogni dubbio ed eventualmente ad adottare le correzioni necessarie. Siamo certi che la nostra organizzazione saprà utilizzare questa spiacevole situazione per diventare ancora più forte e solida come punto di riferimento per le migliaia di persone che amano la montagna e le terre alte”
    Convincere il nuovo presidente che questo stop temporaneo sarebbe un bene sia per lui che per il sodalizio e che il suo attivo e pubblico sostegno all’iniziativa sarebbe utile e gradito come segno di assoluta onesta’ di intenti e sicurezza nella correttezza del proprio operato prima e durante le elezioni. 
    Terminato il processo e prese le nessarie deliberazioni, affidare a professionisti della comunicazione una campagna di informazione esterna ed interna volta a valorizzare il “marchio”, la sua storia, i suoi valori e le direttrici di cambiamento nel solco della sua grande tradizione.

  25. Sostengo l’idea di Pasini @41. In Italia aspettiamo sempre i risultati dei procedimenti giudiziari e va bene così. Questa è la nostra imperfetta certo, emendabile pure ma sì, amata, costituzione (Crovella). ma appurare i fatti è la necessaria premessa di un procedimento penale che poi dovrà stabilire se quei fatti configurino un reato, e quale sia la pena, se del caso, per quel reato, con aggravanti e attenuanti varie.
    Un’indagine come quella auspicata da Pasini potrebbe intanto appurare i fatti, e farlo in tempi brevi. La persona, o le persone, incaricate di questa indagine esporranno poi i fatti alle due parti interessate in via riservata prima, eventualmente pubblica poi. Altra cosa sarebbe se non si riuscisse proprio ad appurare i fatti. Aspettare l’esito dei processi è stolto se i fatti sono già identificabili. Ma chi potrebbe proporre qualcosa del genere, essendo il presidente parte in causa, e i due vice dimissionari?

  26. Alla fine della fiera, ribadisco quello che ho detto nell’intervento 18 completamente frainteso dal Crovella, cosa che mi rafforza nel ritenere “che l’unico atto decente siano state le dimissioni dei vicepresidenti.”
    E che un presidente del CAI dovrebbe essere come la moglie di Cesare, “di sopra di ogni sospetto”.
    Se qualcuno teme che così non si troverebbe mai un presidente del CAI (o del suo condominio), beh francamente, non è questo il CAI che voglio, meglio commissariato (e gli consiglierei pure di cambiare condominio!)

  27. Federica. Può essere che tu abbia ragione. L’intervento dei due dopo la votazione è stato decisamente inopportuno e sbagliato nelle forme e dei tempi. Ma ormai è fatta. Bisogna adesso che l’organizzazione difenda la sua reputazione anche a costo di sacrifici. Forse sono diventato a causa delle mie esperienze lavorative un po’ pessimista e un po’ “poliziotto” ma ho sempre visto che gli “scandali” anche quelli gonfiati, sotto sotto portano alla luce anche qualche frammento di informazione nascosta sotto il tappeto. È un’informazione, poi sta a chi ha responsabilità gestirla nel modo più opportuno. E anche in questo caso, come per l’andare in montagna, la classe non è acqua e si chiama leadership.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.