Italia 2016

Italia 2016
(e altre multipitch di Roma sotto il tetto del 3 per cento)
di Claudio M. Cremona
(già pubblicato su In Movimento, supplemento de Il Manifesto dell’8 settembre 2016)

Le vacanze sono finite ma le scalate non finiscono mai. Breve guida ai «tiri» da provare una volta tornati a casa, dalle «vie» della Capitale fino alle falesie a norma europea. Finalmente a casa, agli studi o al lavoro, di nuovo con una tastiera sotto le dita, plastica unta e scivolosa nella palestra sotto casa e falesie a un quarto d’ora di macchina con parking incorporato. Vi meritate alcune interessanti novità sia per i monotiri che per le multipitch (!). A due passi dalla vostra seggiola, non di più.

Cominciamo con i monotiri:
1) Topo te lo spiego. (Difficoltà varie, utile deodorante per i passaggi più maleodoranti. L’unto c’è e bisogna tenerselo). A seguito del grande successo napoletano e palermitano degli anni scorsi, anche Roma accoglie il ritorno dei suoi abitanti scalatori dalle ferie con l’apertura in quasi tutti i municipi cittadini di divertenti monotiri su cassonetto, resi possibili dall’ammucchiarsi di monnezza lungo le notoriamente lisce pareti verdi dei cassonetti stessi. Sconsigliato l’indoor (curiosamente anagramma di inodor). Il comune guarda con favore al fenomeno, sta per pubblicare un depliant dettagliato (in gergo: topo), e incentiva la scalata differenziata (su vetro, plastica, carta, residuo, organico, etc.).

2) Ama Dablam (5b/6a+) Bellissimo monotiro lungo la montagna sacra delle pantegane romane. Dablam essendo la confraternita di primitivi raccoglitori/spargitori che fa dell’intorno dei cassonetti il luogo sacro dei loro strani riti e l’Ama essendo il dopolavoro degli etnologi dediti allo studio dei Dablam. Le difficoltà sono diverse a seconda che sia giorno di festa per i Dablam o siano passati per avventura gli etnologi.

E poi gli itinerari:
3) La Big-wall Cattolica (ED forse ABO, 3 pateravegloria, A? chisiamodadoveveniamo, cresima obbl.). Itinerario grandioso che affronta con un unico immenso atto di fede (necessaria corda pressoché infinita, ma sempre col nodino in fondo) la costola del libro ultimo vincitore del premio Strega che sta lì sul comodino da prima delle vacanze. Alcuni trovano più comodo mettere il comodino su «La scuola cattolica». Presto il Cai Materiali (e Spirituali) dirà la sua. Nell’attesa, ecco gli attesissimi multipitch del rientro in città.

4) Via Attraverso il Pesce Surgelato (ED) recentissimo itinerario aperto dal basso che concatena più catene (appunto) di super e ipermercati. Ne bastano 3, ma non sono ammessi i discount. Si vincono le pareti scelte salendo lungo i prezzi più convenienti. Gli acquisti onsight valgono più dei rotpunkt. Eventuali code ai banconi o alla cassa non valgono come resting. L’uscita è un po’ dolorosa, dovendo inserire in fessura la vostra striminzita e già acciaiata carta di credito. Il record di velocità appartiene a Ueli Bisteck che ha concatenato Esselunga, Auchan e Ipercoop in un’ora e sedici minuti, usando per gli spostamenti un carrello Esselunga in titanio e lasciando sugli scaffali solo due coupon, un volantino e tre ticket-pasto della misura più abbondante.

5) Italia 2016 (6b/A3, 5c obbl., TD) Via a più tiri di cinghia, che si ripresenta obbligatoriamente al rientro dalle vacanze. Solo alcuni privilegiati (il solito 20% che controlla l’80% delle falesie) hanno la fortuna di evitarla e di potersi dedicare a itinerari più plaisir.

La via corre, anzi, arranca, accanto alla classicissima e miracolosa Italia 1958, ancora ricordata coi lucciconi agli occhi da chi ha avuto modo di godersela, via purtroppo impercorribile ai giorni nostri causa i crolli avvenuti nel corso del tempo, l’incuria dei manutentori succedutisi negli anni e la cementificazione selvaggia che non si è arrestata neanche di fronte alla dimensione verticale.

L’attacco è tra il conguaglio del riscaldamento e la rata della RCA, proprio sotto la ripugnante e incombente corrispondenza verdognola. La via parte in discesa per diversi punti di PIL (due mezze da 50 mld di euro sono appena appena sufficienti). Le calate sfruttano esili certificati anti­ default recentemente risistemati da Goldman Sachs e Deutsche Bank.

Ci si abbassa finché – a forza di prendersela coi cinesi, i siriani, la trilaterale e il climate change – si conquista (!) un comodo terrazzino con sala slot a destra e kebabbaro su spuntone. Ci si alza finalmente sulla dx, su per fetido camino scivoloso, che può diventare difficile e faticoso in caso di spread col Bund avverso. Consultare il Financial Times prima di partire (Sosta su spuntone, ch, BOT e CCT.

Sin qui, dal III al VI a seconda del mercato monetario). Lungo il percorso parecchie maglie rapide di abbandono. Portare con sé il numero telefonico della BCE che – si sa – è decisa a intervenire “con ogni mezzo” e quindi anche con l’elicottero.

Per esile fessura nei conti pubblici (che si allarga rapidamente fino all’improteggibile off­width) si prosegue obliquando tra centrosinistra e centrodestra, ma sempre mirando dritti al disastro (6a azzerabile fino a un certo punto). Il disavanzo permette di procedere in discreto equilibrio, ma gli appigli e gli appoggi diventano via via più piccoli sfuggenti e “creativi” (6a sostenuto).

Giunti allo “Spigolo di Maastricht”, ove occorre piazzare un solido friend n.4 prima di proseguire, un gruppo di assatanati rocciatori nordeuropei vi blocca in questa scomoda posizione. Agitandovi sotto il naso il testo di alcuni trattati (in realtà sono i tovaglioli del sottostante e ridente alle spalle nostre Rifugio Città di Bruxelles) vi si ricorda che superare il tetto del 3% non è consentito (5c).

Voi svicolate senza farvi ingannare da una invitante fila di chiodi da NON seguire assolutamente, utilizzati poche settimane fa da una cordata britannica (Boris Johnson e altri, prima uscita dall’Europa in disarrampicata).

Mentre i teutoni, i frisoni e i finlandesi schiamazzano, voi allestite un passaggio di artificiale con staffe (A2), facendovi il segno della croce perché subito dopo l’A2 c’è l’A3 della Salerno­-Reggio Calabria.

Superato un tratto in corso di riforma (gradazione incerta, forse da rivedere, alcuni dicono SI altri NO e non mancano i NI, pochissimi potranno dire SO) si giunge sotto un grande tetto dove si sosta, ci si rifocilla e ci si accomoda.

Con un tetto sopra la testa (senza mutuo o affitto da pagare) non vi muovereste più, e già state consultando il catalogo Ikea, quando la relazione vi ricorda che quel tetto sarebbe considerato comunque seconda casa, per cui l’improvvisa sensazione di pressione fiscale, aggravata dalla sensazione di ambiente ostile, dai ripugnanti tributi locali e dai canoni in bolletta, vi spinge a evadere (5c, faticoso anche da fermi).

Vi offrono 80 euro per rimanere lì (III), ma voi individuate un’elegante diedro che vi riporta finalmente in aperta parete, su placca costellata di buchi, buchetti e buconi. La vostra auto non corre pericoli, stavolta, perché siete sulla verticale (5a, clessidre a perdita d’occhio).

Scalata un po’ elegante e un po’ casual, ma sempre alla moda fino ai camini terminali, dove se vi va bene evitate scariche di società liquida e per facili roccette giungete asciutti alla vetta (III in condizioni ottimali, altrimenti NC). Libro di vetta, dove si lascia di solito il codice fiscale della cordata.

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Italia 2016 ultima modifica: 2017-06-11T05:56:06+02:00 da GognaBlog

2 pensieri su “Italia 2016”

  1. 2
    Giancarlo Venturini says:

    Un Paese ” ..come una scalata , senza ritorno…! G.C.

  2. 1

    e prossimamente il possesso di due corde, scarpette e rinvii potranno essere acquistati unicamente con carta di credito prepagata rilasciata dall’ufficio delle entrate e sarà a pagamento l’accesso a falesie e montagne del pubblico demanio, con tariffa aumentata se patrimonio dell’Unesco. i parcheggi adiacenti l’inizio dei sentieri saranno dotati di macchinette esattrici: si seleziona il sentiero e si paga. ovviamente i soldi incassati saranno destinati al consueto sputtanamento.

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