Durante la notte fra il 17 e il 18 aprile 2023 l’orsa JJ4 è stata catturata: è responsabile dell’aggressione mortale ai danni di Andrea Papi, il runner 26enne di Caldes ucciso dall’animale mentre stava correndo sui sentieri del monte Peller, in Trentino. L’orsa è stata catturata da un’apposita squadra del Corpo forestale e trasferita al centro di recupero fauna alpina Casteller di Trento.
Qui di seguito sono quattro articoli, scelti nella numerosa e affollata produzione di questi ultimi giorni, a sottolineare la divergenza di opinioni in proposito e a delineare le possibili soluzioni.
Ma allora, ha ragione l’uomo o l’orso?
di Michele Serra
(Michele Serra a Che Tempo che fa del 16 aprile 2023)
Ma allora, ha ragione l’uomo o l’orso?
Il problema è che hanno ragione tutti e due. E proprio per questo la faccenda è complicata.
Dal dopoguerra a oggi in Italia la superficie dei boschi e delle foreste è raddoppiata. Oggi occupa circa un terzo del territorio nazionale. Mano a mano che l’uomo scendeva in pianura e smetteva di coltivare la montagna, il bosco avanzava. E con il bosco, la vita selvatica. La natura, appena noi facciamo un passo indietro, ne fa due in avanti.
Come insegnano le favole, il bosco non è un luogo rassicurante. È un luogo meraviglioso, ci sono i funghi, le tane degli animali, gli odori della decomposizione e della rinascita. Ma è anche un luogo misterioso, dove le tenebre spesso prevalgono sulla luce. In pianura, o sulle cime dei monti, puoi spingere lo sguardo molto lontano. Nel bosco, lo sguardo si ferma a pochi metri. Non sai che cosa c’è dietro. Ogni rumore ti fa trasalire, ogni ombra ti inquieta. Per questo l’uomo, per millenni, ha disboscato. Perché aveva paura del buio e voleva vederci chiaro.

Ma l’uomo è un animale strano. Potente ma illogico. Ora che vive lontano dai boschi, dalle montagne, dalle foreste, ne sente la mancanza. Capisce di avere perso qualcosa di importante. Una parte di se stesso. E vuole che gli venga restituita, la natura. Ma ormai è abituato alle comodità e pretende una natura a rischio zero. Una natura turistica, sterilizzata, ospitale, una natura da cartolina nella quale tornare a riposarsi e a divertirsi. Una natura tutta funivie e niente fatica. Tutta fiorellini e niente orsi.
Ma la natura non è buona. È il teatro di un conflitto inesauribile, quello tra vita e morte. In natura si mangia e si è mangiati. Ci sono le prede e ci sono i predatori, che qui in Europa sono volpi, lupi, orsi, linci e sciacalli. Per non dire dell’uomo, che è largamente il predatore più attivo, e vorace. No, la natura non è vegana. Dopo il tenibile incidente in Trentino, l’orsa che ha ucciso un ragazzo, è tornata una paura che per gli animali è vita quotidiana, ma per l’uomo occidentale sembrava dimenticata: la paura di essere sopraffatti da una belva.
E da un lato ci sono quelli che la pensano come il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che nel 2011 aveva organizzato, alla festa della Lega, un banchetto a base di carne d’orso. Per quelli come lui l’orso, fondamentalmente, è una bistecca. È una visione, come dire, un poco da orso, perché anche per l’orso Fugatti è solo una bistecca.
In questa visione delle cose, il rapporto uomo-orso è un derby tra predatori, e ovviamente vince l’uomo con il fucile, e il discorso è chiuso. In questa visione delle cose, conta solo l’uomo.
Sull’altro fronte ci sono quelli per i quali, per principio, l’abbattimento di qualunque animale è un tabù. L’animalismo, in molti casi, è una religione, con i suoi dogmi e le sue scomuniche. L’idea che una bestia possa essere in soprannumero, rispetto al suo territorio, non li sfiora. L’idea che anche gli allevatori e i contadini, che ancora abitano la montagna e la presidiano come fanti in trincea, debbano essere protetti dai lupi e dagli orsi, non li tocca.
Tra chi considera gli animali selvatici un ingombro, una scocciatura che gli rovina le vacanze, e chi crede che l’unico animale cattivo sia l’uomo, e la natura sia una tavoletta edificante, c’è un varco molto stretto. In quello stretto varco devono parlare la scienza, gli zoologi, i naturalisti, quelli che vivono ogni giorno tra l’uomo e l’orso e tra l’uomo e il lupo. L’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. La guardia forestale. Dovrebbero parlare loro e decidere loro: ma con tutto questo fracasso, la loro voce rischia di scomparire nel profondo della foresta.
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Chi è l’orsa JJ4 del Monte Peller
a cura della Redazione di initalia.virgilio.it
(pubblicato su initalia.virgilio.it)
L’orsa JJ4 è stata individuata come la responsabile dell’attacco che ha provocato la morte del giovane runner Andrea Papi, ucciso mentre faceva attività sportiva nei boschi della Val di Sole, nella località trentina di Caldes. L’orsa – che è stata individuata grazie all’esame del dna – era già stata condannata a morte nel 2020, quando aggredì due cacciatori sul Monte Peller, che riuscirono a salvarsi.
L’orsa JJ4, che appartiene alla prima generazione di plantigradi “importati” dai boschi della Slovenia per il ripopolamento dell’arco alpino, fu allora salvata dal tempestivo intervento della LAV, che torna a proporre una soluzione alternativa all’abbattimento dell’animale.
L’orsa JJ4 è nata nei boschi del Trentino nel 2006: figlia di Joze e Jurka, giunti in Italia dalla Slovenia nell’ambito del progetto di ripopolamento alpino “Life Ursus”, l’orsa individuata come responsabile della morte del giovane sportivo Andrea Papi è un individuo adulto e già noto al corpo forestale della Provincia di Trento e agli abitanti della zona.
JJ4 si era già resa protagonista di un altro attacco nei boschi del Monte Peller, nel 2020: quella volta i due uomini aggrediti, due cacciatori, riuscirono a salvarsi. JJ4 venne subito giudicata un “animale pericoloso”, e scampò alla condanna a morte – poi tramutata in cattura e reclusione nel centro faunistico di Casteller – grazie all’intervento della LAV, che impugnò l’ordinanza di cattura poi annullata dal TAR di Trento.
Quando attaccò i due cacciatori nei boschi, l’orsa era infatti accompagnata “da tre cuccioli dell’anno” e – come si legge nel rapporto stilato dagli ufficiali sulle testimonianze delle persone aggredite riportato da Repubblica – “si è trattato, con ogni probabilità, di un comportamento di attacco (con contatto fisico) per difendere i piccoli”. L’orsa, che allora aveva 14 anni, è stata quindi lasciata in libertà per poter accudire i suoi cuccioli, che nel caso di questi grandi mammiferi hanno bisogno di cure parentali per almeno due anni dopo la nascita.
Appena un mese dopo la prima aggressione l’orsa JJ4 è stata individuata geneticamente, catturata, marcata con radiocollare e rilasciata in libertà – pur costantemente monitorata, alla stregua dell’orso fuggitivo M49, ormai soprannominato Papillon in omaggio al film con Steve McQueen e Dustin Hoffman.
JJ4 e M49 erano considerati già nel 2020 degli osservati speciali, tanto che venne diffusa una mappa, accessibile online a cittadini ed escursionisti, per individuare i due pericolosi plantigradi: su quella mappa, oggi, “non sono presenti orsi con radiocollare che trasmettono le posizioni”.
Il radiocollare di JJ4 risulta scarico, mentre il fuggitivo M49 è riuscito a liberarsi del collare nell’estate dello stesso anno, facendo perdere le proprie tracce poco tempo dopo l’ultima fuga dal centro di Casteller.
Quello che oggi pende su entrambi gli orsi non è un semplice mandato di cattura: nel febbraio 2022 il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti aveva infatti dichiarato che “eventuali ulteriori esemplari che mettano a rischio la sicurezza pubblica saranno rimossi mediante abbattimento”. Il futuro dell’orsa JJ4 sembrerebbe inevitabilmente segnato: l’animale, stando alla Provincia di Trento, deve essere eliminato.
L’unica speranza per JJ4 è legata all’attività dell’associazione ambientalista LAV, che ha richiesto ufficialmente la sospensione dell’ordine con una lettera inviata al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.
La LAV si è proposta di trasferire l’orsa in un rifugio sicuro: “l’Ordinanza del Presidente Fugatti che ne dispone l’uccisione è quindi inutile”, spiega l’associazione, “ed eseguirla comunque, essendoci un’alternativa concreta che la Provincia ha il dovere di vagliare, può integrare il reato di uccisione di animale non necessitata”. Il futuro di JJ4, quindi, non è ancora scritto nella pietra.
Nel frattempo, in Val di Sole, il direttore del distretto forestale di Malè, Fabio Angeli, invita a evitare i boschi: “Finché non avremo rimosso l’animale”, spiega Angeli, “è meglio non fare nessuna attività in tutta l’area, piuttosto grande, che l’Orsa può coprire in questa parte della Val di Sole”.
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La decisione del TAR di Trento
di Federica Di Fabio
(pubblicato su diritto.it il 17 aprile 2023)
Dopo la morte del giovane corridore Andrea Papi, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, in data 08.04.2023, ha ordinato la cattura e la soppressione dell’orsa JJ4. La L.A.V., associazione per la tutela degli animali, in data 13 aprile, ha presentato ricorso avanti al TAR Trento per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza provinciale. In data 14.04.2023, il TAR, con decreto n.0019/2023 reg. prov. Caut., ha accolto in via interinale il ricorso (incardinato nrg49/23) sino all’esito della camera di consiglio prevista per il giorno 11.05.2023.
Il presente articolo si pone l’obiettivo di valutare la vicenda dal mero punto di vista del diritto, rispondendo all’interrogativo del se la soppressione del plantigrado sia legittima.
Per rispondere a questa domanda, partiamo proprio dal decreto del TAR, testé esaminato, che offre importanti spunti di riflessione.
TAR Trento – Sez. Unica- decreto n.19 del 14-04-2023
1. La motivazione dell’ordinanza
Il TAR ha motivato la sospensione con la necessità di evitare “medio tempore conseguenze irreparabili” per l’animale, “in attesa dell’acquisizione di un formale parere reso dall’ISPRA circa la necessità della sua soppressione ovvero circa la possibilità di un suo eventuale trasferimento in altro sito esterno alla Regione Autonoma Trentino – Alto Adige/ Südtirol, anche estero.”
In primo luogo rileviamo che il TAR ha sospeso l’ordinanza ma non l’ha annullata. La ragione ha un motivo processuale e uno sostanziale. Processuale, perché siamo ancora nella fase cautelare e, come il Giudice estensore ha precisato, la questione verrà esaminata nel merito in data 11.05.2023. Sostanziale, perché allo stato occorre che venga depositata in giudizio ulteriore documentazione.
In particolare il TAR chiede all’ISPRA, ossia all’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di depositare un parere formale. Ciò in quanto nell’ordinanza emessa dal Presidente della Provincia leggiamo che l’istituto ha ricevuto la comunicazione dell’accaduto e si è pronunciata per “per le vie brevi”, ma il Presidente della Provincia ha ritenuto non necessario acquisire il parere, trattandosi di poteri “contingibili ed urgenti.”
Da giuristi ci chiediamo se il presidente della provincia ha legittimamente operato
La risposta è complessa, perché richiede l’esame di diverse fonti normative.
2. Le fonti normative di riferimento
Seguendo un ordine gerarchico delle fonti, citiamo dapprima la Direttiva CE 92/43, sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità, che consente però agli Stati membri di procedere alla cattura nonché all’uccisione di un animale laddove sia necessaria, fra le altre particolari ipotesi, la tutela della “sicurezza pubblica” (art 16).
Di seguito, ricordiamo che la Legge Costituzionale n.1/22 ha modificato l’art 9 della Costituzione introducendo la tutela della biodiversità e sancendo il principio secondo il quale solo “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.
La scelta di intervenire con una legge costituzionale per modificare i principi fondamentali della Costituzione indica l’importanza che assume la tutela dell’ambiente nel nostro ordinamento. Risponde alla medesima esigenza garantista la scelta del legislatore di disciplinare la materia della tutela degli animali unicamente con la legge dello Stato. Infatti, com’è noto, l’iter parlamentare è lungo ed è frutto della ponderazione di tutti gli interessi in gioco.
Stando così le cose, ci si chiede come possa una singola regione adottare un’ordinanza che deroghi ai principi sopra indicati.
Ancora una volta dobbiamo allora richiamarci alla Costituzione, ed in particolare all‘art 116 che riconosce il Trentino- Alto Adige come regione a statuto speciale, che può cioè legiferare al pari dello Stato, anche se la capacità di legiferare in concorrenza con lo Stato è limitata alle materie indicate nell’art 117. Tra queste materie, figura, alla lettera S, la “tutela dell’ambiente”.
Ricordiamo inoltre che la Corte Costituzionale con pronuncia n.215/19 ha riconosciuto che le province autonome possono derogare alla direttiva CE 92/43.
Da qui la legittimazione del Presidente della Provincia di Trento ad adottare l’ordinanza, oggi sospesa dal TAR.
3. L’ordinanza del Presidente della Provincia
La sospensione allora non mette in discussione il diritto del Presidente ad emanare l’ordinanza ma la modalità in cui è stata emanata.
Infatti, come abbiamo evidenziato poc’anzi, il Presidente ha ritenuto non necessario il parere dell’ISPRA, basandosi sulla necessità e l’urgenza di garantire la sicurezza pubblica.
In verità, l’art 1 della Legge Provinciale n.9 dell’11.07.2023 recita testualmente: “… il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, può, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. La Giunta provinciale informa con tempestività il Consiglio provinciale in merito alle misure assunte. La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea”.
Poiché invece in questo caso il Presidente non ha prodotto a sostegno della propria ordinanza detto parere, l’ordinanza è stata sospesa, tenuto conto che l’uccisione dell’orsa avrebbe causato un danno irreparabile nelle more del giudizio.
4. Considerazioni finali
La decisione sull’annullamento o meno dell’ordinanza impugnata quindi è rimandata all’11 maggio. Fino ad allora, possiamo solo insinuare, in chi deciderà, il ragionevole dubbio sulla necessità dell’abbattimento dell’animale.
Ciò alla luce di diverse ragioni: la prima, il fatto che la biodiversità è un valore importante nel nostro ordinamento, al punto da ricevere tutela a livello europeo, e che è stato recepito in Italia nelle fonti normative di grado più elevato, quali la Costituzione, le leggi costituzionali e le leggi ordinarie. La seconda, che la possibilità per gli Stati membri di abbattere gli animali è ammessa solo “a condizione che non esista altra soluzione valida” (art 16 Dir CE 92/ 43). La terza, che, ai sensi dell’art 117 Cost lettera “S”, la Regione prima di uccidere un animale può concludere accordi con lo Stato ed altre regioni per il loro trasferimento. La quarta, che l’uccisione di un animale non funzionerà da deterrente per gli altri animali, poiché privi della consapevolezza del disvalore del fatto di reato, né restituirà, purtroppo, la vita al giovane aggredito. Infine, in totale spregio dei principi di diritto finora espressi, potrebbe verificarsi il fenomeno della caccia all’orso, specie, che invece, unitamente al lupo, leggiamo godere di una tutela c.d. rafforzata.
E ‘ quindi auspicabile che “altre soluzioni valide” vengano adottate, affinché la regola dell’ “occhio per occhio” non renda il mondo cieco.
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Il comunicato del Gruppo Grandi Carnivori del Club Alpino Italiano
(comunicato stampa del 17 aprile 2023)
Il Gruppo Grandi Carnivori del Club Alpino Italiano ha intenzionalmente atteso qualche tempo prima di esprimere le proprie considerazioni in merito alla tragica morte in Trentino del giovane Andrea Papi a seguito dell’aggressione di un orso (successivamente identificato geneticamente come la femmina JJ4).
«Lo abbiamo fatto per evitare di esprimere considerazioni che potessero essere frutto di reazioni emotive e nel rispetto di Andrea e dei suoi familiari ai quali siamo vicini in questo momento di grande dolore. Purtroppo, anche in questa drammatica situazione, come Gruppo Grandi Carnivori abbiamo dovuto rilevare l’ennesima opera di strumentalizzazione, assistendo a una spiacevole “rappresentazione”, davvero poco utile. Ci è inoltre dispiaciuto prendere atto della posizione malauguratamente assunta da qualche nostro illustre socio con considerazioni e proposte non condivisibili da cui prendiamo ovviamente una netta distanza. È piuttosto il momento di una dovuta presa di coscienza, non ulteriormente prorogabile, di quanto sia necessario agire per costruire, in modo serio, condizioni di sicurezza e di reale coesistenza con l’orso e i grandi carnivori più in generale».
Da tempo il Club Alpino Italiano ha assunto una posizione precisa sull’argomento, valutando con favore il ritorno dei grandi carnivori in Italia e la ricostituzione di popolazioni vitali e socialmente accettate, seppure nel rispetto delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali (si rinvia alla delibera del CC n. 45 del 22 ottobre 2016).
«Da sempre ed ancor di più oggi, riteniamo che l’unica strada percorribile per arrivare a una coesistenza tra uomo e grandi carnivori sia quella dell’equilibrio basata, però, su un concreto ed efficace sistema di gestione di queste specie. Ricordiamo che esistono da quasi vent’anni strumenti tecnici di riferimento: si pensi, per esempio, al PACOBACE (condiviso dalle regioni Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, da ISPRA e dal Ministero dell’Ambiente), preciso piano d’azione per la gestione della popolazione di orsi in un contesto naturale certamente idoneo ma notevolmente antropizzato. Le linee guida, frutto del lavoro di tecnici esperti e dettate da fondamenti scientifici (e non emotivi!), devono essere alla base del razionale operato degli organi che, a diverso titolo, sono preposti a tale gestione, al di fuori di circoli viziosi di contrapposizioni ideologiche e politiche (ed elettorali!), che nulla hanno a che vedere con logica e lucidità e, meno ancora, con il rispetto e la dovuta attenzione alle comunità che vivono e lavorano in quei contesti montani».
Per il Gruppo Grandi Carnivori del CAI, scelte e decisioni fondamentali vanno assunte passo passo, in modo coeso e coerente, anche quando potrebbero apparire impopolari, secondo un approccio istituzionale volto alla conservazione dell’orso (come specie e non come singolo individuo), ma con la corretta gestione delle criticità. «Non possono continuare a essere frutto di rivalse o di opposizioni faziose, né si può continuare ad alimentare una vera e propria disinformazione dell’opinione pubblica, con toni sempre più aspri, contribuendo solo ad ingenerare confusione ed animosità inopportune».
Il Gruppo Grandi Carnivori confida dunque in un deciso cambio di passo sulla ricerca e sul monitoraggio, sulla gestione degli esemplari problematici, sulle politiche di gestione dei rifiuti urbani, sull’aspetto fondamentale della comunicazione e dell’informazione alla popolazione, sull’agire spediti per creare i necessari corridoi ecologici affinché gli orsi possano spostarsi anche verso i vicini territori altrettanto idonei.
«Il tutto lavorando in modo unito e con la necessaria apertura al confronto costruttivo, verso un obiettivo che, per quanto complesso, continuiamo a considerare possibile. La presenza di animali selvatici nell’ambiente naturale dei nostri monti è un privilegio da saper cogliere e rispettare senza viverlo come un limite, assumendoci certamente qualche onere e osservando alcune importanti regole, senza pretendere la sicurezza del rischio zero che mai esiste, come sa bene chi è abituato a frequentare la montagna. Ai nostri soci (e a tutti i frequentatori) raccomandiamo durante le escursioni in ambiente – in territori di comprovata presenza dei grandi carnivori – di essere consapevoli di muoversi in un ambiente naturale che ha le sue regole e di conoscere le norme comportamentali consigliate (consultabili anche nel sito del CAI e scaricabili sia in italiano che in inglese)».
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Il commento
di Carlo Crovella
Lo dico pubblicamente senza mezzi termini: mi schiero con l’orsa, che stava semplicemente facendo la sua vita, a casa sua.
Il problema non è il suo abbattimento o meno, quanto la valutazione generale sul rapporto fra specie umana e Natura. Da un lato siamo sempre più consapevoli che dobbiamo rammendare i danni che abbiamo fatto all’ambiente (pena la nostra stessa estinzione, dato che, senza ambiente, non riusciremmo a sopravvivere), dall’altro continuiamo ancora a comportarci come se fossimo i soli “padroni del pianeta”.
L’ambiente, ovvero la Natura, non è composto solo da pietre, fiumi, boschi, ma anche dagli animali che vivono liberamente, in modo “selvaggio”. Se vogliamo tutelare l’ambiente, dobbiamo modificare i nostri comportamenti. Probabilmente non è opportuno che frequentiamo i boschi, dove notoriamente abitano degli orsi, specie nel periodo del loro risveglio post letargo. In particolare le orse con cuccioli hanno un istinto di protezione ulteriormente accentuato: è la Natura.
O prendiamo accorgimenti particolari (a puro titolo di esempio: campanellini al polso/caviglie per avvertire del nostro arrivo) oppure è meglio che non ci mettiamo piede in quei boschi. Non sto invocando l’ennesimo divieto: deve essere una scelta libera e matura. Ecco dove si annida il vero “cambiamento”.
Senza questo cambiamento di mentalità, conta poco abbattere l’orsa Jj4. O sterminiamo tutti gli orsi (e con loro i lupi, le linci e perfino le vipere…) per “liberare” i boschi da ogni potenziale pericoli per gli umani (ma così facendo ci diamo la zappa sui piedi, perché, come specie vivente, non possiamo prescindere dall’ambiente naturale) oppure ci sarà sempre un esemplare che si può spaventare al nostro arrivo improvviso e, specie se femmina con cuccioli al seguito, reagirà come è successo nel recente maledetto episodio. Se noi umani siamo davvero la specie dotata di maggior intelligenza, tocca a noi impegnarci per evitare tali episodi.
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@51
Carissima Grazia, non solo molti lo fanno (di vivere nelle città) ma ciò avviene addirittura da migliaia di anni.
Avrei pertanto qualche dubbio sul considerarlo, di per sè e in generale, disumanizzante (qualunque cosa tu intenda con disumanizzante) o anormale per la nostra specie.
Personalmente, credo che conti molto di più il come si vive che il dove.
Anche su ciò che chiami “normalità per una specie” ci sarebbe assai da discutere.
Nulla in Natura è fissato: gli esempi di cambi di comportamento, e per le cause più disparate, di intere specie (vedi l’orso bruno) non mancano.
La Natura è meravigliosamente dinamica.
Un caro saluto,
Giuseppe.
P.S. Se posso permettermi, non userei il termine “areale” per indicare lo spazio necessario ad un singolo individuo per cacciare. In questo caso è più corretto usare la parola “territorio”.
Areale indica la zona di diffusione di una intera specie (ad es. le Alpi Centro-Orientali fanno parte dell’areale dell’orso bruno).
Non mi pare di essere illogico. Semmai l’avevo pensato per il tuo caso.
TE hai bene presente quello che è accaduto in questi 3 anni, ed è sicuramente un pregio capirlo.
Pero’ non hai ancora capito che l’opinione pubblica (costruita ad arte) di una UMANIZZAZIONE delle bestie fa sempre parte dell’agenda dei 3 anni che te giustamente non sopporti.
La tua view e quella fanatico-ecologista è perfetta per relativizzare (ovvero svilire) il valore dell’essere umano.
La religione Cristiana (parlo di questa perchè delle altre non sono esperto) mette al centro l’Uomo. Ovvio non dice fate terra bruciata della natura eh!. Pero’ è l’uomo il perno. Ora l’agenda prevede anche la fine delle religioni, e nel contempo questa UMANIZZAZIONE della natura…ergo l’uomo non ha piu’ valore di un orso, di un antilope etc. ma tu credi che al signor Black Rock gli interessi delle linci, delle antilopi… lui che usa sempre l’aereo e che ha un tenore di vita 1000 volte superiore al nostro??????…
L’orso ha le sue esigenze e i suoi diritti…
Questo non è altro che schiacciare VOI tutti per poter poi trovare scuse per limitare i VOSTRI diritti e liberta’ (proprio te che ti lamenti dell’ordinanza dove abiti, gia’ i fanatico ecologisti parlano di DIVIETI di accesso in montagna dove ci sono le tane, nel periodo primaverile etc… (la profezia di Crovella si autoavvera come vedete)). Inoltre permettera’ che questa mentalita’ masochistica di relativizzazione dell’uomo di farvi accettare questi dictat PACIFICALLY.
Potrei prendere poi un altro tema ma uscirei dal topic. Lo faro’ se ci sara’ la condizione.
Cmq aiuta sempre Pareto a comprendere queste dinamiche ma è quella giusta di certo per non finire schiacciati dal trittacarne che LORO sempre i soliti che comandano (ho citato una persona in questo post..sicuramente lui è uno di quelli che tirano le fila).
Stefano, il tuo commento è una sequela di contraddizioni, partendo dalla primo pensiero che esclude l’uomo dal regno animale fino alla non accettazione che gli umani – continuamente – uccidono altri umani, e non meramente per sopravvivere.
Poi dicono che io vivo nel mio mondo e non ho contezza di quanto accade al di fuori…
Buon proseguimento.
Il commento di Grazia al 68 è veramente potente nella sua ironia… lo accetto sotto certi punti di vista e concordo.
Pero nel 67 va in scena UOMO=ANIMALE E ANIMALE=UOMO, è di una DISUMANITA’ (degradare il valore dell’uomo ad una bestia) AGGHIACCIANTE. Il paragonare l’uomo all’animale. Mentalita’ come detto 1000 volte frutto di una decadenza sociale che sta permeando ogni ambito. Poi se mi si dice odio gli animali… certo che no! Per me potrebbero tutti stare in vita, pero’ capisco che vi è da gestire un fenomeno e la soluzione piaccia o meno è quella che si sa. Mantenere i numeri a livelli opportuni.
Per quanto riguarda il post 68 che giustamente dice il fenomeno numerologico si puo’ applicare anche all’essere umano con altri esseri che reputano in sovrannumero la popolazione ecco qui sta il grandissimo errore. L’uomo HA SBAGLIATO a inserire gli orsi in trentino. La colpa è dell’uomo. Soluzione? Controllo numerico cercando di dare il massimo spazio alla gente di muoversi ma dare anche il massimo numero di orsi in vita. Diversamente siccome l’uomo è un po’ diverso da una bestia eh!! (ricordo che le bestie uccidono altre bestie per stare in vita!!!!!!) qui chi ha lasciato degenerare il numero di abitanti? Chi comanda il mondo…chi comanda il mondo? La grande finanza e industria che gli ha fatto comodo che l’occidente prosperasse perché piu’ consumi piu’ soldi per loro… ora dicono che siamo in troppi? Problemi loro, limiteranno CON I LORO SOLDI i danni da sovrannumero della popolazione mondiale.
Sono discorsi talmente ovvi e banali che dovrebbero gia’ essere chiari a tutti.
Apprezzo inoltre gli interventi di Dm, Critico…
È sempre la solita storia… condanniamo pure JJ4 a morte, così almeno chi ha sbagliato si pulira’ la coscienza e potrà solo dire…..”è stata tutta colpa dell’orsa cattiva…..ma tranquilli l’abbiamo abbattuta”….ora potete dormire sereni tra i boschi.Ma mi domando….questo basterà a consolare chi ha perso un figlio a causa di un errore umano ..?Mah…..
Forse per poter esprimere un parere bisognerebbe mettersi, anche solo un attimo, nei panni di quel povero ragazzo, la vittima dell’aggressione. Forse, in quell’attimo, i discorsi da “divano” gli inviti agli autoctoni ad “andarsene” i ragionamenti “noi turisti portiamo i schei” e altri ragionamenti non sarebbero più così granitici.
Inoltre chi nei territori montani (o collinari) vive e, soprattutto, lavora dovrebbe avere maggior tutela rispetto a chi quei territori li vede o li immagina, come un territorio che dovrebbe ridiventare “selvaggio”per compensare i disagi indotti dal vivere in pianura, nei centri urbani fortemente antropizzati o altro. Disagi in larga dovuti alla natura “predatoria” ed indisciplinata del bipede umano.
E direi che lo scambio ha raggiunto apici talmente poco costruttivi, espressione dell’aberrante tempo storico che stiamo vivendo, che non meritano continuità.
Marcello, dormi pure tranquillo, poiché l’abbattimento selettivo avviene anche fra gli umani.
Grazie, Fabio, per il commento 57, che dà la giusta dimensione a un’umanità vuota, che pensa sia giusto uccidere – ribadisco, ad armi impari – qualunque cosa non ci piaccia o ci spaventi, esseri umani compresi.
Ci penso, sì, al ragazzo che ha perso la vita e anche a tutti quelli che sono rimasti.
Perché da quanto scrive pare evidente non si trovi più a suo agio dove vive. Come animali abbiamo la facoltà di muoverci, ed è la cosa più semplice spostarsi…fossimo piante dovremmo imparare a convivere. Come animali intelligenti dovremmo imparare dalle piante. Gli orsi in città????? Ci dino già stati ‘ quando gli orsi invasero la Sicilia ” racconto di Dino Buzzati…opps, è un libro😁
ma anche no Carlo… Per Fugatti gia’ nel 2018 (o 2020) non ricordo le date del Tar si sarebbe gia’ risolto il problema.
Il problema è che il sistema giurisdizionale (basti leggere le sentenze della Corte costituzionale sui vax, mirabilmente smontante pezzo su pezzo dalla sentenza del giudice Susanna Zanda) porta avanti la linea ecologica… perchè come detto 1000 volte la scusante green sara’ quella che vi portera’ in miseria ma non LORO (loro chi? la grande finanza e la grande industria che sono abbondantemente sui progetti green, ovviamente).
61) perchè deve farlo… è persona che abita lì da quando è nato… e abitavano i suoi genitori e nonni e bisnonni…
Perchè deve svendere la sua casa andare in citta’ per le cazzate fatte dai politici di ogni ordine e grado (europei in primis, della sinistra trentina, in seconda battuta, etc.).
Perchè a causa di ragionamenti folli di persone dementi che non vogliono abbattere l’orso deve andarsene via.
Carlo immedesima alla perfezione la mentalita’ decadente della societa’ odierna
In piu’ Carlo, stai tranquillo che se non li abbatti… li trovi anche in citta’ con il tempo… e poi la soluzione quale sara’?…
La politica trentina per oltre vent’anni ha avuto modo e risorse per dare all’orso la possibilità di vivere nel suo territorio in convivenza con gli uomini che vivono in quei territori. La prima parte(quella più facile visto che l’orso non vota) è riuscita bene, la seconda per interessi speculativi, pigrizie, campanilismi non è stata attuata, anzi, la nuova classe politica ( fugatti) è andato a sollecitare quel dissenso per fini elettorali (e da ciò che leggo pare ci sia riuscito). Il “morto” quindi è stato voluto dalla politica. Il rimedio c’è, esiste da più di vent’anni, si chiama PACOBACE. Funziona anche il Slovenia, dove gli orsi vengono selezionati con abbattimenti programmati, cosa prevista dal piano una volta raggiunti i numeri dai quali siamo ancora lontani. Ben venga la sana proliferazione di un animale simbolo delle montagne e suo governatore che va accompagnata da una ri-educazione di una fattiva e collaborativa popolazione locale. L’alternativa è la perdita di una anima del popolo….o del popolo
Aggiungo ancora una cosa, in alcuni commenti ho letto che all epoca del ripopolamento dell’ orso tre persone su quattro erano a favore ,mentre ora si e nella situazione opposta….?!!!
Può darsi che io e i miei conoscenti ( e sono tanti) non siamo stato contattato all epoca del referendum….. Così come non lo sono stati gli abitanti di altre valli quando sono arrivati mufloni, cervi stambecchi, persino delle rane particolari , una dimenticanza?
La decisione di introdurre o spostare l orso e stata presa senza consultare la popolazione, a meno che sia stato fatto un sondaggio al bar.
Io non faccio testo, ma nel mio piccolo non conosco nessuno che qua da noi veda di buon occhio o fosse concorde nell’ introdurre tali animali, anzi!
Quindi, torno a ribadire, se l errore e stato fatto, adesso una soluzione dovranno pur trovarla no?
O come ha detto la mamma della vittima, “volevano un morto? Adesso lo hanno!)
Ne servono altri?
DM, le consiglio di trasferirsi in città, vedrà che i suoi figli nipoti potranno uscire con il buio serenamente e potranno andare a lavorare senza paura che possa accadere qualcosa a loro. Si adegui alla maggioranza, vada in città.
Musica per le mie orecchie il commento di Marcello… e pensa Marcello che nel bellunese ORA stanno decidendo per l’abbattimento dei cinghiali…hai sentito per caso la gente gridare sui giornali e sui social: boicotta il bellunese? …. io sono per mamma cinghiale??
Ecco gentili signori che leggete questo commento capite quanta manipolazione c’è in giro sulle vostre menti? Quanto sentimentalismo fuffologico vi hanno inculcato?? Voi seguite come pecore i mass media…l’opinione pubblica (che è diretta dai mass media)… e in piu’ come detto vi è la questione politica delle elezioni… e tutte e due le parti lo sanno e stanno tirando acqua al loro mulino.
Sulla questione libri, Marcello, l’interpretazione è super corretta… meno letture piu’ uscire all’aria aperta e VEDERE il mondo… ma anche capirlo, eh!….
Un caro saluto.
L’idea che un piccolo possa correre rischi mi fa paura. molto. Non mi interessa come si voglia risolvere il problema. Fate quello che volete. Trasferiteli, fate salami. Ma noi, i nostri figli, nipoti, noi stessi dobbiamo poter vivere senza questi problemi. Qui alla sera, col buio non si esce più serenamente, non si va più in bosco a lavorare con tranquillità. I discorsi sono a zero. E’ ora di piantarla.
Non credo che Stefano al commento 53 intendesse che leggere libri sia cosa negativa ma che farlo da solo, cioè senza toccare anche con mano certe cose, sia una cosa negativa.
Con tutto il resto, considero questo suo commento come il più sensato di tutti.
Inoltre & infine c’è poco da sbraitare in tutti i sensi perché l’orso incriminato non verrà abbattuto ma spostato in Slovenia dove l’abbattimento selettivo che viene fatto annualmente chissà se lo risparmierà.
Comunque l’abbattimento selettivo degli orsi andrebbe fatto anche in trentino, come fortunatamente lo si fa per cervi e camosci.
A parte quel povero ragazzo che ci ha lasciato la pelle, non capisco, politica a parte, dove stia il problema.
“dopo tutte le cavolate viste con la pandemia, adesso con la faccenda di 1 UNO esemplare orso, la gente che crede che occorre azzerare la Co2, etc… un bel dubbio anzi, certezza, sorge…”
Stefano, i problemi che tu denunci derivano – assieme a tanti altri – proprio dalla carenza di cervello, di istruzione, di studi, di cultura, di ragione critica.
I libri NON sono deleteri e NON rovinano la mente. Tutt’altro!
54) beh scusa… dopo tutte le cavolate viste con la pandemia, adesso con la faccenda di 1 UNO esemplare orso, la gente che crede che occorre azzerare la Co2, etc… un bel dubbio anzi, certezza, sorge…
Passiamo da un commento 28 di Giulia che scrive che “ non sappiamo quell’uomo cosa gli voleva fare” (forse meglio sarebbe stato scrivere che cosa gli volesse fare) che fa il paio con un commento a caldo di un esperto, sui giornali, il quale disse che il modo di andare in montagna odierno cioè’ più veloce di un tempo avrebbe probabilmente contribuito a provocare la reazione dell’orso, a commenti di segno opposto che in qualche modo semplificano tutto indicando un abbattimento dell’ esemplare, come se la colpa dell’accaduto sia stata dell’orso ed ammazzarlo la ovvia conseguente soluzione. In tutta questa diatriba, noto che è’ stato raro un pensiero per quel povero ragazzo che ci ha lasciato la vita, colpevole di essere andato a farsi una corsetta in un bosco. Qualcuno però’ qui in qualche commento il pensiero lo ha fatto, meno male, provando perlomeno a mettersi nei panni dei genitori i quali, a mio avviso, sono stati gli unici ad avere parole sensate sull’accaduto (e va reso loro merito pensando alla situazione emotiva in cui si sono trovati e si troveranno ancora adesso).
“i libri sono deleteri (si Balsamo).. stare a studiare, seduti su una carega, rovina le menti […].”
Toh, opinione assai singolare…
la difesa da altri esseri viventi (da pari, non a suon di fucilate).
eh??? da che mondo e mondo se siamo ancora qui e non siamo diventati nelle epoche storiche pasto delle belve è perchè abbiamo un intelletto che ci permette di procurarci arnesi utili a cacciare o uccidere le belve.. .siamo passati dalle lance alle frecce, per poi andare alle spade e ai fucili in ultimo.
Credo che l’agiatezza abbia fatto perdere un po’ la cognizione di come vanno le cose nel mondo. Se ci mettiamo a mani nude ad affrontare gli animali selvatici perdiamo 99 volte su 100… che vuol dire moriamo oppure rimaniamo gravemente feriti.
Non c’è niente da fare… i libri sono deleteri (si Balsamo).. stare a studiare, seduti su una carega, rovina le menti, ancor di piu’ a digitare su una tastiera e plasma i cervelli credendo che il mondo sia il paese delle meraviglie e invece lo è solo in parte.
Occorre ritornare ad un approccio empirico (zappare la terra) per ricomprendere bene come va il mondo… eh ma i tempi son vicini.
Caro DM, mi fa piacere leggere che sia data la possibilità a bimbi di immergersi nel nostro vero ambiente, senza scambiarlo per un parco giochi.
Abbiamo, purtroppo, perduto la nostra animalità che comprende anche il procacciarsi il cibo (non al supermercato) e la difesa da altri esseri viventi (da pari, non a suon di fucilate).
Sono curiosa di sapere cosa proponi?
Ciao caro Giuseppe, gli esempi che hai enumerato non fanno testo, poiché rappresentano la normalità per quelle specie.
E’, invece, disumanizzante vivere nelle città come fossero alveari. Non è naturale, anche se in molti lo fanno.
Invece l’orso, come hai ben detto, si muove in maniera indipendente dai suoi simili, proprio in virtù del fatto che necessita di grandi areali per cacciare, altrimenti sarebbe in conflitto con altri individui.
Abito a poche decine di metri dal limite del bosco. I miei nipotini vivono lunghi periodi con noi e spesso girovagano vicino al bosco, sul ruscello, giocano a nascondino e cose del genere. I cervi vivono ormai tra le case spinti anche dal forte numero di lupi. L’anno scorso 200 mt da casa abbiamo trovato il cervo sbranato dai lupi. Per ora, fortunatamente si sono visti orme di orso, esemplari solo di passaggio. Non posso nemmeno pensare a cosa potrebbe succedere, e se qualcuno dei benpensanti mi dice di stare tranquillo ……..
@38
“gli animali non perseguono le dinamiche umane, rimanendo a vivere accalcati in un areale, se diventa ristretto per il soprannumero di individui”
In realtà, Grazia, nel mondo animale non mancano i casi di aggregazioni di individui, anche molto numerose (soprannumero in che senso ?).
Pensa ai formicai delle formiche, ai termitai delle termiti, agli alveari delle api, ai banchi di pesci, agli stormi di uccelli, alle colonie di pipistrelli, alle mandrie di ungulati…
Vuoi per socialità, vuoi per difesa dai predatori o per le maggiori possibilità in generale ottenibili da una comunità rispetto al singolo individuo (senza formare il glomere, ad esempio, le api non potrebbero superare l’inverno).
L’orso (bruno), invece, è un animale soltario.
La Natura è meravigliosamente varia.
@42
“accidenti a tutti gli esperti di ogni campo che sono la rovina della societa”
Ma infatti!
Buu ai c.d. esperti, e bruciamo anche un pò di libri già che ci siamo 🙂
Appunto Stefano: l’orsa difende i piccoli. Punto. Se viv da quelle parti, sai che è meglio non andare in giro troppo dal tramonto in poi, sai che non devi lasciare in giro spazzatura o cibo. Quanto a quel che fanno in Slovenia: e allora? siccome ci sono dozzine di Stati con la pena di morte dobbiamo legalizzarla anche noi? No, quello che fanno i vicini non ci deve interessare. Quello che non han fatto le Amministrazioni da decenni sì. Le avete votate voi trentini, non noi lombardi o piemontesi… Potevate accorgevene prima, scendere su Trento, insomma fare qualcosa… E ora vi scatenate? Avete aspettato anche voi il morto? Dove eravate prima?
” Cosa c’entri il sentimentalismo nelle leggi che regolano la vita è una visione esclusivamente umana…e siamo qui solo da qualche minuto rispetto il tempo trascorso, chi crediamo di essere? Chi crediamo di custodire? Chi crediamo di dirigere? Siamo solo capaci di far del male a noi stessi e ai noi futuri”
ma va la’ Carlo… centra eccome per fare capire che si sta piagnucolando per un esemplare di orso.. quando a pochi km ne uccidono 250, quando bene o male la grandissima parte della popolazione mangia carne di animale ucciso. eh!.
E poi smettila di fare dell’autorazzismo che non è altro quello che vogliono fare le elite… farvi relativizzare il ruolo della PERSONA, DELL’UOMO per potervi manipolare meglio e farvi accettare i controlli di massa che verranno dopo i default dei debiti pubblici…
L’uomo deve solo convivere con la natura cercando di realizzare la sua LIBERTA’ non a scapito della natura, ma con la natura.
Non è facile, questo è vero…
Svegliatevi che dormite piu’ di un orso.
Veggeti, non ha colto il punto.
Lei parla di animale mamma che difende i cuccioli. Ma questo è ovvio, guai non lo fosse (anche se in realta’ li difendono ma fino ad un certo punto perchè se ce n’è uno “debole” a volte le mamme di svariate specie lo lasciano al suo destino curandosi dei cuccioli sani).
Io parlavo del veganesimo, del sentimentalismo di non mangiare e quindi uccidere carne di orso, capriolo etc. Noi, che lo vogliate o meno siamo ANIMALI, MAMMIFERI e ci nutriamo. Nella nostra nutrizione rientra anche la carne, tant’è che se non mangiassimo carne avremmo la bocca e l’intestino come le mucche, pecore, etc…invece Iddio (o la natura) ci ha fornito di 32 bei denti che servono per TAGLIARE, TRITTARE, IMPASTARE.
Che siano liberi in natura o provenienti da allevamento poco importa…semmai importa piu’ per la presenza di antibiotici, etc… ma noi dobbiamo e dovremmo mangiare anche gli animali. Piaccia o meno.
Uscite da questo falso perbenismo ecologista che poi fine ultimo è farvi mangiare blatte e carne sintetica (che ingrassa i pochi ricconi che hanno tali industrie lasciando in miseria una moltitudine di agricoltori)…
Ragazzi io ve lo dico pero’ piu’ di così non posso fare… o iniziate a svegliarvi o finirete a mangiare cose stampate in 3D … bella cosa va..
Nel video vedo un animale carnivoro che mangia un altro animale carnivoro. Il coccodrillo sarà sazio per lungo tempo, la specie leopardo si è liberata di un elemento lento che non ha saputo scappare. In natura vince chi si adatta, i rettili esistono milioni di anni prima dei mammiferi. Cosa c’entri il sentimentalismo nelle leggi che regolano la vita è una visione esclusivamente umana…e siamo qui solo da qualche minuto rispetto il tempo trascorso, chi crediamo di essere? Chi crediamo di custodire? Chi crediamo di dirigere? Siamo solo capaci di far del male a noi stessi e ai noi futuri
Infatti, Stefano: la tigre o il leone mangiano gazzelle. E allora? E’ normale… Un po’ meno quando vado al ristorante e mi offrono capriolo, daino, cervo che spesso sono di allevamento ma in certe zone sono di bracconaggio… Comunque, lo ripeto, anche la placida scrofa di casa si imbestialisce e diventa aggressiva se sente minacciati i piccoli… Perché non dovrebbe sentirsi uguale una orsa? PS – Tutti gli animali hanno un predatore: spesso per molti di loro è l’uomo…
Ma corridoi de che? chi ha proposto la loro reintroduzione è un ignorante. E d’altronde sono sempre i verdi, la sinistra italiana che crea casini da che mondo e mondo e poi le forze politiche di centro e destra devono rimediarci.
Tutta la ideologia falso ecologista, l’ideologia Woke, e tutte quelle cretinate sono destinate a fare collassare la societa’ a breve. Se vi degnaste di elevare le vostre culture studiando… si sempre lui… Pareto la teoria delle elite e la teoria dei residui e derivazioni forse capireste un po’ come funzionano le cose.
E’ sul banale sentimentalismo che le elite cercano di far suscitare alle masse che sta la sconfitta delle masse verso le elite.
E’ una cruda realta’… certo … d’altronde vuoi credete ancora che non si debbano uccidere animali quando tutti i giorni gli animali si scannano tra loro, tra loro e i propri simili, tra loro e le altre specie…non ho mai visto una tigre mangiare erba.. invece mangia gazzelle… e anche la tigre e le gazzelle scoreggiano!!!
Mamma mia che rimbambimento collettivo che c’è.
Toh, guardate quanto è sentimentalista la natura… https://www.youtube.com/watch?v=HSHb-1ke1zc
Sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…..
Ciao Grazia, accetto e apprezzo il tuo intervento ma…
a) dovevano spostarsi gia’ dal trentino e non l’hanno fatto salvo pochissime eccezioni e si sono accumulati tutti nell’ovest trentino. Anche le scusanti degli ostacoli per il trasferimento non tengono tanto visto che qualche raro caso è andato in Lombardia e nel trentino Est e alto Veneto. Ora dove sono gia’ stanno raggiungendo la densita’ elevata perchè sono circoscritti a meta’ dell’area trentina. Leggevo che un esperto (accidenti a tutti gli esperti di ogni campo che sono la rovina della societa’!!) diceva che il numero top di orsi nel trentino è 300 e non 500 come dicevo. Bene in proporzione stanno gia’ raggiungendo questo numero nell’ovest trentino e nessuno di loro si sposta, per ora… vedremo
b) come ha detto la persona che ha scritto dopo di te, c’è invece il rischio che saturando l’area animale poi vadano (come gia’ sta succedendo) nelle aree urbane
c) parli di spostamento…ok .. ti faccio presente che è solo uno spostare il problema tanto prima o poi i nodi verranno al pettine e giocoforza occorrera’ abbatterli… non sara’ nel 2030, ma nel 2040, benissimo, ma dovranno abbatterli nel 2040. Non c’è soluzione. Gli sloveni, i canadesi, etc. sono gente molto piu’ pratica del sentimentalista italiano (come Matteo)
Buona giornata
Il piano PACOBACE prevede la realizzazione di corridoi verdi….prevede. a differenza dei lupi le femmine di orso non si spostano di molto dal loro areale, è per questa etologia che servono corridoi a che giunga a loro nuovo dna per conservare sana la specie da parte dei giovani maschi che si spostano , spostamenti che, senza “vie di fuga” inevitabilmente si sovrappongono a quelli antropici, generando conflitti e tensioni che, sempre più spesso, sono cavalcati da certi politici e loro fan. È difficile governare e la classe politica bevera e ignorante cavalca un facile populismo mosso dalla pancia e non dalla testa. Vista corta, mente ristretta
Premetto: io leggo le notizie o guardo la TV o Internet. E noto, all’improvviso, che decine e decine di persone ora raccontano dei loro incontri con gli orsi. Ripeto, sono ignorante, ma quando leggo che la signora ha visto l’orso e lo ha pure filmato, era tarda sera (forse notte, a giudicare dalla luce) e non mi racconti che a notte porta i figli a spasso.. O quell’altra che ho visto l’orso che stava aprendo la spazzatura lasciata per terra (qui a Milano lo fanno le cornacchie): la spazzatura lasciata per terra?! Ma come, persino io cittadino so che se lasci cibo attrai animali…
Cara grazia,
sono d’accordo in parte con te. Ma solo in parte. Qual’è l’area utile necessaria ad un orso? Qual’è quindi la capienza massima di orsi nell’area trentina? E poi, si spostano, ma dove? Non si corre il rischio quindi che per preservare la loro area utile si spostino in aree più antropizzate?
Caro Stefano,
gli animali non perseguono le dinamiche umane, rimanendo a vivere accalcati in un areale, se diventa ristretto per il soprannumero di individui.
Per mera sopravvivenza, sempre al contrario degli umani, si spostano percorrendo centinaia di chilometri, soprattutto se si sentono minacciati, dunque il rischio che paventi tu lo ritengo impossibile da realizzarsi.
Le ” imbecillerie” le scrivono gli imbecilli, come ho già detto, sul gognablog l insulto e di casa e io da matteo32 ne ho ricevuto un altro.
Vede sig. Matteo qui la gente comune non ci guadagna proprio nulla dal turismo. Tutto o quasi e nelle mani di grosse società che poco hanno a che fare con la montagna.
Forse non è chiaro che la manutenzione dei boschi, dei prati della vallata e frutto del lavoro di tanta gente che non ha nulla a che fare col turismo, e vi garantisco che nella maggior parte dei casi ne trae solo fastidio .
Ma per fare questo noi imbecilli ci dobbiamo andare nei boschi e nei prati, e ci moriamo anche noi lavorando ,l ultimo di pochi giorni fa schiacciato da un tronco , ma almeno la paura degli animali selvatici….. Anche no!
Io ho 61 anni, quando ero giovane di orsi e lupi qui non c’è n’erano! Se non di passaggio, e se la storia locale non è stata inventata da noi imbecilli , l ultimo orso fu abbattuto nel 1928.
I nostri Bergamini o pastori hanno paura , ma non da ieri, da anni perché i predatori predano i loro armenti, e loro sono lì in mezzo inermi. Sarà un caso che i giovani non vogliono più vivere qui?
Ora, visto che le proposte , qualsiasi proposta fatta da noi riceve insulti, fatene una voi , anche imbecille come la mia, ma fatela però, perché altrimenti la gente di qui comincerà a farsi giustizia da sola, con i rischi che ne conseguirànno, e sarebbe ancora più umiliante per la valle di quanto già non lo siano state le voci che si sono elevate a difesa dell’ orso e non di noi imbecilli.
Dimenticavo…gli orsi femmine partoriscono ogni 2 anni!!!! fate voi…
il progetto life ursus ha introdotto 10 esemplari. Un’orsa adulta fa 2-3 cuccioli a volte anche 5.. ne sopravvive un terzo per l’eta’ adulta.
Dal 2000 a oggi sono 23 anni.. da 10 sono passati a 120 sicuri ma forse di piu’. Aspettiamo altri 20 anni con questi dati abbiamo un numero dato da una progressione aritmetica per non dire geometrica. Ci sono limiti fisiologici, cioè dato un territorio le risorse sono y e gli orsi oltre un certo numero si trovano senza risorse? ok mi si dia il dato allora.
Ad ogni buon conto si corre il rischio di avere 500 esemplari in Trentino nell’arco di altri 20 anni.
Ipotizziamo di spostarne nelle zone limitrofe, nel giro di 40 anni ci troviamo con altri 500 orsi come in trentino.
E’ matematica. Se non hanno un predatore (che non ce l’hanno) questi crescono a dismisura.
Semplice. L’unica soluzione è fare come la Slovenia (e non sono certo stupidi come gli italiani se lo fanno)… abbatterli. Dotare gli escursionisti etc. di spray così si puo’ incrementare il numero con cui convivere. Spiace ma è così… e ha ben ragione Mc Enzo che è del trentino. Lui è lì e conosce il problema… non è un pimponatore di citta’ che spara ipotesi tutte teoriche e che uscendo trova cemento. Dalle mie zone o poco distanti ci sono paeselli che hanno il lupo che gira per strade e giardini.
In La Voce del Trentino emblematica è una lettera di un’utente. Una signora in Trentino con figli di 5 e 10 anni…ora non puo’ piu’ pensare di portarli a fare una camminata. Questa è follia pura la signora deve poter portare i figli a fare un giro senza trovarsi una bestia fraintenda il loro essere lì. Semplice. …
L’orsa aveva intorno a sé tre cuccioli: normale che diventi iperprotettiva e aggressiva. Provate ad entrare in una porcilaia e toccare un maialino alla solitamente placida scrofa… Però non si abbattono tutte le scrofe o le si spostano..
32 devono farlo le autorità preposte, guardiaparco e forestali carabinieri. Se vuole i nomi, scenda al bar del paese e chieda. Liberare gli orsi nei parchi cittadini mi par proprio ciò che Lei rimprovera al blog: scarsità di argomenti. Noi cittadini ci veniamo nei vostri paesi, portando anche dei soldini a che possiate rimanere direi. Anche noi nelle fabbriche e nei cantieri rischiamo la vita, 3 morti al giorno…..eppure con il lavoro ci conviviamo. Suvvia, non può essere SEMPRE la rimozione della difficoltà per andare avanti. L’applicazione del PACOBACE, la vostra collaborazione sono cose fattibili a che possa avere valore venire a soggiornare nella TERRE DEGLI ORSI come state pubblicizzando nel mondo intero
“incapacità da parte della Provincia Autonoma di Trento”
Non è incapacità, è il frutto largamente prevedibile -e probabilmente ben previsto- di anni di tagli dei finanziamenti ai Parchi per farli fallire e poterli “mettere a reddito”.
Che è la politica strenuamente seguita dalla Provincia di Trento (e non solo)
E non è un insulto definire imbecillità frasi come:
“Perchè il ruolo della donna sta sempre piu’ prendendo piede con istanze irrazionali”
“ci troveremo INVASI!”
“Si potrebbero catturare una decina di orsi e liberarli nei parchi delle città più ambientaliste ,tanto per vedere cosa succede.”
è una mera constatazione!
Complimenti, come al solito quando non si hanno argomentazioni con cui ribattere sul gognablog si usano gli insulti.
Tanto e come una specie di videogioco no?
Vale anche per l argomento in questione, uccidiamo l orso spostiamolo, sterilizziamolo ….
Ma chi? Chi deve farlo, non basta schiacciare il tasto invio per fare ste cose.
Come ho già detto in precedenza, ricevendo i soliti insulti, venite a vivere qui voi che avete le soluzioni in tasca, non e una valle virtuale la val di sole, sul fondovalle e come essere in città, ma nei pesi la vita non va come Ve la dipingono le agenzie turistiche, qui nel bosco ci entri appena apri la porta di casa, come in città si entra nella metro!
Nei boschi e sui monti si lavora e ci si passa la giornata, e non e piacevole incontrare o sapere che ci può essere un orso nelle vicinanze.
Nessuno , o pochi, dicono di abbatterli , ma qualcosa bisognerà pur fare no?
Per sensibilizzare e fare capire le ragioni….. Si potrebbero catturare una decina di orsi e liberarli nei parchi delle città più ambientaliste ,tanto per vedere cosa succede.
Non perdete di vista il problema di cui si parla, c e una mamma che sta piangendo un figlio , e se non vogliamo che la cosa si ripeta sarà meglio che non ci si scanni in inutili diatribe ,e si cerchi di capire le ragioni di chi qui vuole continuare a vivere.
Quindi Jj4 era talmente un ‘osservato speciale’ tanto che non si erano accorti del radiocollare scarico da più di un anno! La verità è una sola: incapacità da parte della Provincia Autonoma di Trento a gestire la delicata convivenza tra plantigradi e persone ed è davvero troppo vigliacco e comodo scaricare le colpe sugli animali con ordinanze di pura vendetta. Fugatti deve smetterla di fare campagna elettorale. No all’abbattimento dell’orsa Jj4 nè di alcun altro orso, sì alle dimissioni di Fugatti.
Saro’ molto crudo con questo intervento. Giulia è il perfetto esempio di perchè la societa’ è in totale decadenza. Perchè il ruolo della donna sta sempre piu’ prendendo piede con istanze irrazionali, non economiche, ma dettate da sentimentalismo (e ve lo dice uno che lavora a fianco di donne e ne ha le scatole piene, sono irrazionali, capricciose, vendicative, umorali, etc. su 10 donne sul posto di lavoro 3 meritano di lavorare, le altre sono solo delle rompi scatole). Tolgo da questa considerazione altre donne ma non sono tante come Grazia che invece ha notevole senso pratico, acume nell’osservare gli accadimenti.
Perchè dico questo. Giulia cara, non metto in dubbio che tu sia veramente una persona per bene. Te e una gran moltitudine state perdendo tempo, frignando sui blog social etc. per 1 UNO esemplare di orso.
Al di la’ del confine ne stanno uccidendo 250!!. Tutti muti, nessuno che dice boicottiamo la Slovenia, sloveni senza cuore e tutti gli insulti che sta ricevendo Fugatti.
E sai cosa accadra’ … che forse la Slovenia si prende gli orsi nostrani…così tutti contenti… salvo che l’anno prossimo entreranno nella mattanza che periodicamente fanno (e fanno bene).
Perchè nella vita occorre avere senso pratico e GESTIRE certe situazioni. Se non tocchiamo gli orsi, facendone due tre per ogni parto e a volte 5, ogni 2 DUE!!! anni ci troveremo INVASI! e si realizzeranno le profezie di Crovella che non potremo piu’ andare in montagna perchè ci sara’ una tana dietro ogni sasso…
Spiace essere così schietto ma quando ci vuole ci vuole…
Nn uccidete l’orso era nel suo territorio e nn sappiamo quell’uomo cosa gli voleva fare gli animali agrediscono solo x difesa e tutelata i suoi cuccioli nn sono gli animali ad attaccare ma gli esseri umani che di umanità zero
Ma insomma, basta con le menzogne. L’orso era in trentino prima che noi uscissimo dall’africa la prima volta. 15000 anni fa abbiamo trasformato il lupo in cane. Abbiamo trasformato l’uru in vacca romagnola. I romani hanno dati i leoni in pasto al popolo per tenerselo buono. Quello che abbiamo introdotto sono cattive conduzioni dei cani in natura e biciclette, ormai veloci e silenziose (non si ansima più) che finiranno con sollevare conflitti con i selvatici che, da sempre, abitano in trentino. Va bene dissentire, ma non dicendo bugie
Ai cani e alle biciclette preferisco gli orsi: sono meno pericolosi ed inquinano meno l’ambiente naturale. D’altra parte però non c’è motivo di favorire la loro diffusione. Altrimenti gli orsi potrebbero essere reintrodotti anche in Romagna, dove vivevano fino al Settecento, o si potrebbero riportare i leoni in Grecia, scomparsi nel primo secolo d.C.
Beh, Sign Stefano, deve ammettere che far sentire una sola campana, in preda allo sconforto, senza contestualizzare, con un giornalista che non pone domande … è un po’ di parte. Non sono in grado di farmi una opinione leggendo certi giornalisti e certo giornalismo. ….e gli scarafaggi non sono mammiferi😁
https://reteveneta.medianordest.it/49145/asiago-i-lupi-tornano-nell'allevamento-di-asini-rigoni-nessuno-ci-aiuta/
Ecco, questo è il vostro ambientalismo del C A – – O.
Ovvio che per la fuffa ambientalista italica l’asino conta niente specie se VOI non siete gli allevatori. Questo è il tratto italico. L’italiano è un super individualista (e questo atteggiamento gli costera’ carissimo nei prossimi anni). Ah ma gli asini non sono mica i miei… chissenefrega.
Tanto ci sara’ la carne sintetica e il latte di scarafaggio… bella roba va…
Popolo di…
Infatti, Carlo 14, se sono ancora qui è perché ho degli interessi che non posso spostare se non con lungaggini infinite, e per l’ecosistema Italia (cioè la natura e paesaggi che ci sono). In quanto alle persone lasciamo stare. Oggi vedevo un video in cui Frajese spiegava che i medici inglesi si sono riuniti e hanno rifiutato l’obbligo vaccinale ai guariti. Lì c’è una consapevolezza e c’è una coscienza (non fai vaccini a chi ha avuto gia’ l’infezione, è MEDICINA) in Italia? Ovvio che no, tutti a seguire come le capre.
Questo è il motivo per cui appena posso vado in montagna DA SOLO. Perché ho ribrezzo della forma mentis italica.
Ragionassero tutti come Frajese, medico che HA UN ETICA! E UNA MORALE! Allora cambierebbe.
Ma restiamo nell’argomento orsi.
13 Matteo caro, stavo proprio per scrivere: Bravo Matteo al commento 11 mi è piaciuto tanto la chiosa finale delle ultime 4 righe… e invece leggo che mi dai del pazzo.
Pero’ credimi faresti una miglior figura se dicessi quali sono i punti che ti fanno emettere tale sentenza.
Se è perché sono troppo schietto, e vado direttamente al punto delle questioni, si … è proprio così. Ovvio sfrutto l’anonimato, ma è anche vero che come Frajese ho una coscienza e dico le cose come stanno sulla base di ampia esperienza e prove. Nella vita ho visto che in tanti hanno dovuto pentirsi di non avermi seguito o non aver creduto a quello che dico….sarai l’ennesimo??? Ci scommetto.
Be se confrontiamo le province dove ci sono orsi:
Trento con 79 ab/kmq
Carniola interna slovena (dove si concentra la popolazione ursina) 36 ab/kmq
Le loro montagne sono mooolto meno antropizzate…come lo sono le loro montagne vicino al confine…qualcuno ha menzionato il Triglav… ebbene ho bazzicato alcune vette li intorno…be non è certo come andare sulle dolomiti di Brenta… bisogna fare come minimo diviso 4 come servizi ed antropizzazione…infatti li è particolarmente aspro e bello selvaggio (com’erano le dolomie nei miei ricordi di prima infanzia)
I paragoni non son mai giusti comunque…le cose da valutare son ben altre
Li ho colti sul web, comunque Lei confronta il reddito nazionale con quello di una provincia. Ma a prescindere dai dati in se che meritano una più attenta disamina, era per dire che gli orsi non sono incompatibili con zone antropiche destinate a reddito. Altra imprecisione su : i laghi alpini non hanno pesci per definizione con buona pace del Salmerino Alpino
@Matteo ed altri. La mia affermazione sugli animali imbalsamati è ovviamente provocatoria al fine di spingere alla riflessione. Mi vengono in mente i finti stambecchi piazzati sotto la SkyWay. Se vogliamo conservare e salvare dobbiamo anche rinunciare e rispettare. Un luogo naturale o che si tenta di far diventare tale introducendo animali scomparsi pone problemi diversi se frequentato da 10 persone a settimana o 100 persone al giorno. Per quanto riguarda parametri, considerazioni e studi consultare iucn.org, un organismo mondiale composto dai maggiori esperti che sicuramente sanno applicare metodi di misura oggettivi ed equilibrati invece delle nostre ridotte e personali sensazioni. Gli errori si commettono anche in buona fede, negli anni 70 qui da noi ci fu “la moda” di portare i pesci nei laghi alpini anche nel Parco. Per definizione i laghi alpini non hanno pesci. Quell’operazione portò alla riduzione tragica della biodiversità intorno ai laghi alpini. Da alcuni anni si sta procedendo alla completa eradicazione dei pesci da alcuni laghi e i risultati positivi non si sono fatti attendere.
12. Carlo non so dove tu abbia preso quei dati, ma devi aver fatto un po’ di confusione.
Pil pro-capite Slovenia: 29,3
Pil prov. di Trento: 38.8.
Reddito medio Slovenia: 25.5
Reddito medio prov. di Trento: 42.3
Direi una bella e significativa differenza.
Giuseppe, non a caso avevo scritto “Che si possa lo dimostra la Slovenia ma anche la Bulgaria o la Slovacchia. Che lo si voglia è un’altra questione”
Ma finché il dibattito rimane su abbattere l’orrenda fiera o povero orsetto mi sa che non se ne esce…sopratutto se poi gli argomenti sono gli unici animali adatti al Trentino sono quelli imbalsamati!
Su una cosa Sign Penotti concordo, con Lei, ovvero che sia una questione culturale. Prr uno sloveni 3 sono gli obbiettivi: fare un figlio, piantare un tiglio e salire dul Triglav….con un po’ di irriverenza direi che per noi sono: che il figlio diventi calciatore, avere cada di proprietà e andare al nare a divertirsi. Per questo asserisco che bel piano PACOBACE ci sia la soluzione a tutti i conflitti.
È in gran parte vegetariana, solo occasionalmente si nutre di prede cacciate da altri animali allontanandoli con la sua mole. Raramente caccia, a meno che non gli venga impedito di nutrirsi di altro. In slovenia usano le interiora dei macelli perché è la cosa più pratica ed economica e gli abbattimenti sono effettuati prima del letargo quando gli orsi sino nel periodo di iperfagia proprio in oreparazione del letargo che non è totale ma…..questo esula dall argomento
11 Matteo. Si hai ragione, ma attenzione che il tuo è un quadro incompleto. In Slovenia, e lo dico a ragion veduta, la popolazione degli orsi viene mantenuta costante con un piano di abbattimento programmato anno per anno. Stessa cosa per gli ungulati come cervi e, soprattutto, caprioli.
Non ci sono menate ambientaliste basate sulla fuffa e sulla emotività. Il tutto è demandato alle associazioni venatorie locali che controllano costantemente il territorio pianificando gli abbattimenti necessari che sono variabili in base al monitoraggio. Nessuno che discuta in merito. E’ anche una questione culturale, di certo molto più avanti rispetto a quella italiana.
Per inciso la caccia la di selezione all’orso avviene tramite appostamento con esche. Non utilizzano una crostata vegana, ma molto più prosaicamente le interiora di un bovino o un caprino macellato per uso alimentare, alla faccia di chi dice che al dieta dell’orso è vegetariana.
Un’altra annotazione che non riguarda te ma è generale. Attenzione a fare paragoni e analogie fra l’orso sloveno (dell’est Europa più generalmente) e il più puccioso, mite e piccolo orso marsicano del centro Italia. C’è la stessa differenza che passa fra una monaca di clausura e un serial killer. Appartengono tutti e due al genere umano, ma hanno comportamenti leggermente diversi.
Sign Stefano. Proprio la sua disistima su noi italiani dovrebbe impedirle di pensare che lo spray possa essere la soluzione. Qui i nonni portano da mangiare ai selvatici per farli vedere ai nipoti, si da il pane alle anatre e la cioccolata ai gracchi Porteranno i nipoti a vedere l’orso….tanto ho lo spray. L’italia ha la fortuna di avere rappresentati tutti gli ecosistemi naturali, dai deserti ai poli, da sicilia a piemonte….peccato Lei voglia andarsene
“Avessi 20 anni meno sarei gia’ fuori ma da mo’”
Francamente Stefano, visto come argomenti e scrivi direi che sei fuori da mo’…
Slovenia conta 2 milioni di abitanti, trentino altoadige circa la metà.
Reddito medio slovenia 29000euro, reddito medio trentino 22000.
Direi che non di può parlare di alta densità antropica, ne che il numero di orsi abbatta il reddito…anzi
@Mauro. Grazie della spiegazione.
Sono belli i numeri indicatori, ma per poterli interpretare correttamente occorrerebbe anche conoscere come sono ottenuti e la scala cui fanno riferimento.
In altre parole, le tue conclusioni mi paiono basate sul pregiudizio.
Mi spiego.
In primis paragoni l’indice di wilderness di un parco nazionale (che comprende tre testate di valli laterali aostane e mezza valle piemontese) con quello delle Dolomiti (che non so bene come definisci, visto che potrebbe essere compresa anche le valli di Sarca e Isarco).
Poi affermi che gli unici animali selvatici adatti al Trentino tutto siano quelli imbalsamati, il che è proprio stupido, visto che ha probabilmente una biodiversità maggiore di val d’Aosta e valle torinesi.
Dire che la naturalità di Adamello-Brenta (ma anche delle valli Giudicarie, per esempio) sia quella di un centro commerciale vuol dire non avere idea di quello che si sta dicendo: basta pensare che gli orsi sono sopravvissuti li (anche se a stento) quando nella Alpi occidentali e centrali erano ben estinti.
E l’orso ha dimostrato che ci trova proprio bene, considerando l’incremento numerico che ha avuto.
Comunque il problema è semplicemente se si può e se si vuole convivere con questa specie. E quindi come farlo al meglio.
Che si possa lo dimostra la Slovenia ma anche la Bulgaria o la Slovacchia.
Che lo si voglia è un’altra questione
Se qualcuno ha ancora voglia di leggere ulteriori contributi di pensiero, dopo quelli riportati nell’articolo, segnalo l’intervista a Mario Tozzi, pubblicata su La Stampa il 18 aprile:
https://www.lastampa.it/cronaca/2023/04/18/news/mario_tozzi_abbattere_lorsa_una_vendetta_senza_senso_noi_umani_non_siamo_una_sua_preda-12760340/
Qualche aspetto da analizzare meglio sollevato da interventi precedenti:
1. il territorio Sloveno dove stanno gli orsi non è fortemente antropizzato come il Trentino e vige il controllo della specie tramite abbattimenti selettivi come non sarebbe tollerato in Trentino.
2. gli orsi stavano per scomparire dal territorio Trentino per mano dell’uomo e sono stati reintrodotti per mano dell’uomo.
3. i boschi sono cambiati, così com’è cambiato l’impatto, lo sfruttamento, l’interazione (chiamatelo come volete) dell’uomo sull’intero territorio montano
C’è da chiarire cosa si vuole dal futuro, ma c’è da chiederlo in primis a chi vuole vivere in quei territori, come e con cosa…
Comunque un po’ tutti dovremmo porci quest’ultima domanda, dal nostro fienile o dal nostro attico in città. Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli e in che condizioni? E sarà sempre l’uomo a decidere il giusto e lo sbagliato. Finora non è andata granché…forse per troppo edonismo ed arroganza.
Caro Gogna dare voce a piu’ interventi lo trovo molto saggio.
Per quel che mi riguarda accenno a queste considerazioni
a)A) È morta una persona, andando di qua e di la’ per i social si puo’ notare che della persona (Papi) non frega niente a nessuno, che possa morire un’altra persona meno che meno… ma c’è un’unica voce “e’ straziante vedere la mamma tolta ai cuccioli, jj4 corri libera”.
Anche questo è follia dei nostri tempi dove i mass media stanno relativizzando il valore dell’UOMO messo al centro della sistema sociale ed ecologico. Sicuramente va ripensato l’intervento umano, se si riesce ad avere impatti inferiori sulla natura preservando diritti e liberta’ umane è molto meglio, ma far passare una BESTIA, perché questo è, come un essere umano, anzi ancor di piu’ di un essere umano fa UMANAMENTE SCHIFO
b) Giuridicamente il tribunale di Trento è intervenuto con la sospensiva e Fugatti ha poco da dire perché è la procedura. Per altro Fugatti non è fuori dal mondo perché il PACOBACE all’atto dell’aggressione con morte prevede la morte dell’animale. Come andra’ a finire? Che se trovano una soluzione tampone l’adotteranno. Infatti la bestia è una bestia, non ha coscienza di quello che fa. Se all’estero hanno spazi piu’ ampi ben venga se lo portano lì. Salviamo capra e cavoli.
c) Per quanto riguarda il fenomeno in se, trovo ridicolo sia il mondo ambientalista che il CAI. Il CAI è per il ripopolamento e mi sembra fin qui molto corretto, perché no? Pero’ il fenomeno come tutti i fenomeni terreni va gestito. Non sento mai dal CAI un dispiacere, un stracciarsi le vesti per tutte le pecore e asini morti, galline, cani domestici. Ma gli animali domestici, addomesticati, valgono meno di quelli selvaggi? Poi non parliamo poi delle ridicole reti elettriche, i cani da guardia etc.. che dalle mie parti è infestato di lupi che non servono a niente ma L’ESPERTO E LA SCIENZA dicono che servono (si sempre loro da 3 anni ci fracassano i coglioni con menate TEORICHE) e perché non sono d’accordo? Perché ogni sacrosanto giorno i giornali riportano di stragi di ovini, etc.
d) Fugatti: ovviamente qui ci sono due mentalita’ due concezioni: chi è tout court per la natura chi no. Ora Fugatti è il mostro e io sono sicuro mi gioco tutto che se a capo c’era un presidente di sinistra che chiedeva l’abbattimento tutti stavano zitti (basta vedere i sindacati quando vi è al governo uno dei loro sinistri tutti buoni, quando vi è uno di dx che fa politiche di sinistra: SCIOPERO). Vi ricordo che a novembre ci sono le elezioni in trentino e qui se siete un po’ svegli capirete gli interessi che ci sono dietro…. Altro che povera mamma orso.
La soluzione è quindi semplicissima, stimare un numero tot di carnivori e sterilizzare perché non prolifichino. Costa? Allora si fa a meno se prevale la questione economica di fare questi progetti.
Per quanto riguarda invece l’entrare nel bosco basta un banalissimo spray in vendita all’estero e guarda a caso GUARDA A CASO vietato in Italia. Eh certo perché i politici sanno che da 3 anni a questa parte stanno rompendo gli zebedei alle persone e sanno quello che faranno in futuro per seguire i piani del WEF e che ci saranno giocoforza ad un certo punto degne reazioni. Con lo spay andate SICURI tasso di risoluzione conflitti 90%, mantieni l’animale integro e voi la pellaccia la portate a casa.
In Slovenia non si sognano di vietarlo perchè sanno che sono persone che gestiscono BENE le cose. Per altro lì quasi 300 esemplari verranno cacciati, non ho sentito nessuno dire BOICOTTA LA SLOVENIA!!!.
Non c’è niente da fare, l’uomo italico è l’uomo piu’ stupido del pianeta. Io ho sempre piu’ schifo di farne parte. Avessi 20 anni meno sarei gia’ fuori ma da mo’
A tirar su l’umore ci pensa il CAI con il suo Gruppo Grandi Carnivori. Non fosse stato nominato in un ambito specifico, come in questo articolo che parla di orsi, avrei freudianamente pensato subito a certi dirigenti dal grande ventre del Sodalizio.
Quello che Lei mi pare non consideri, Sign Raimondi, è che l’homo sapiens è parte di quella che Lei chiama wilderness. Che in inglese non so cosa significhi, ma in italiano lo tradurrei come “ambiente”. Se applicato fino in fondo, senza interessi elettorali, il piano PACOBACE sarebbe stata una mano santa a che si potesse vivere tutti nell’unico pianeta che abbiamo. L’orso abita il territorio trentino da prima di noi, non è stato INTRODOTTO, ma si è cercato, nel Parco Nazionale dello Stelvio, di porre rimedio all’idea che vivere significa sterminare chi ci da fastidio. È più che possibile la convivenza come dimostrato per esempio nella vicina Slovenja (oltre 1000 orsi su un territorio paragonabile all’intero trentino alto adige). Il PACOBACE è stato un successo dal punto fi vista della preservazione della specie che avevamo condannato allo sterminio, lo dimostra il nome stesso di JJ. Vivere in montagna ha privilegi e rinunce, il privilegio della consapevolezza di vivere un ambiente biodiverso e completo, dalle api all’orsi, e la rinuncia a quella libertà di andare e fare ciò che voglio. Un unico appunto all’articolo di serra, per l’orso Fugatti non è affatto una bistecca, lo dimostra il fatto che il povero ranner (non ha nome????) non aveva segni di consumo alimentare e il fatto che orso bruno è per il 90% vegetariano. Ora, Jj4 va abbattuto non rinchiuso per sedare gli animi, ma con lo stesso impegno, va applicato il piano PACOBACE in tutte le sue parti
@Matteo L’indice di wilderness è la combinazione di tre indicatori: lontananza dagli insediamenti, lontananza dagli accessi e apparente naturalità. Questo ci deve far capire che a volte ciò che vediamo non è del tutto reale, ovvero non combacia con il nostro immaginario e l’apparente percezione. Già solo un’aerea dove gli animali devono sono introdotti rivela un basso indice di wilderness, ovvero un territorio in difficoltà che necessita di aiuto. Nel Parco del Gran Paradiso non ci sono boschi vasti per caratteristiche intrinseche del territorio, la quota media non è comparabile con il Trentino, ma in compenso abbiamo brughiere e praterie uniche ricche di biodiversità del tutto naturali. L’elezione di una montagna sacra stile Tibet è possibile in questo territorio non in Trentino. Nel nord dell’Inghilterra vediamo un territorio che si sta “ricostruendo” dopo oltre un secolo di taglio dei boschi ed eliminazione sistematica di ogni specie animale.
Con la nuova CIE ad identificazione biometrica, il radiocollare ce lo avranno pure gli uomini… E funzionerà sempre!!!
@Mauro Raymondi, non ho proprio idea di cosa sia l’indice di wilderness, ma so per frequentazione diretta di entrambi, che i boschi (habitat di un orso) non o poco antropizzati in Trentino sono decisamente mooolto più vasti che nel parco del Gran Paradiso.
Detto questo, in considerazione del fatto che negli ultimi 10 anni ci sono stati circa 200 incidenti mortali di caccia, io proporrei di abbattere tutti i cacciatori, che sono molto più pericolosi per l’uomo degli orsi!
Bisogna ammettere che ci sono territori non adatti alla natura selvaggia ed uno di questi è il Trentino. Ci sono belle montagne, ma lo sviluppo e l’antropizzazione non sono compatibili con la natura selvaggia (wilderness), quindi inutile il tentativo d’introdurre animali per potersi fregiare dell’immagine della montagna romantica meglio vendibile al pubblico di turisti. L’indice di wilderness delle Dolomiti è pari quello del parcheggio di un centro commerciale, questo non lo dico io ma enti mondiali come lo IUCN. In Italia abbiamo il Parco Nazionale del Gran Paradiso che è tra primi venti al mondo per indice di wilderness più elevato. I parchi del nord dell’Inghilterra hanno indice di wilderness a livello del parcheggio di un centro commerciale, come affermato da un giornalista BBC. Ebbene in Trentino gli unici animali selvatici adatti per la gioia dei turisti sono quelli imbalsamati.
Ci sono uomini uccisi da squali, mucche, zecche, zanzare, cani (creati dall’uomo per uccidere), virus e batteri. A volte si abbattono i cani che hanno ucciso e si combattono i batteri.
Come al solito all’uomo piace vincere facile.