La dimenticanza del coltellino

La dimenticanza del coltellino
a cura della Direzione Nazionale CAI-CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico)
Cosa può fare un opinel per tagliare pane e salame in montagna dimenticato nello zainetto all’aeroporto?
(su supporto Avv. Pino Giostra patrocinante del Sig. Pier Giorgio Baldracco)

“Egregio Direttore e Redattori “Gogna Blog”, scriviamo questa breve nota per precisare talune grossolanità pubblicate sul vostro blog (8 febbraio 2017, https://gognablog.sherpa-gate.com/conclusione-della-vicenda-innocenti/) e per esprimere compiutamente il doveroso sostegno a Pier Giorgio Baldracco, sino al 2015 Presidente Nazionale del C.N.S.A.S., circa le affermazioni riguardanti lo stesso presenti sul Vostro blog. Affermazioni inviate dal Sig. Innocenti Riccardo che, con discutibili finalità denigratorie, ha trasmesso e fatto pubblicare un certificato del casellario giudiziario in cui viene riportato un decreto penale di condanna per il reato contravvenzionale di cui all’art. 4 della Legge n. 110/75, senza nemmeno chiarire la portata di tale norma (vedasi Allegato 1 più sotto richiamato) e, soprattutto, senza esplicitare la realtà dei fatti, cioè quanto è accaduto, quale è stato l’evento scatenante.

Nel caso di Pier Giorgio Baldracco desideriamo, dunque, svelare in cosa consista “il grave allarme sociale” che arrecherebbe alla comunità e al CNSAS stesso.

Spieghiamo con precisione il tutto. Baldracco, in data 5 novembre 2007 dimenticava nel proprio zainetto all’aeroporto di Caselle (Torino), mentre venivano effettuati i normali controlli pre-ingresso per il volo AP6863 su Roma (incontro presso il Dipartimento della protezione Civile), un coltellino a serramanico usato in montagna (ma anche in tante altre occasioni) per il consueto taglio del pane e dei salumi o, forse, anche del formaggio…

Tale reato, se avete avuto la pazienza di leggere la norma richiamata (Allegato 1), non riguarda, dunque, armi o esplosivi come affermato in modo non corretto dal sig. Innocenti Riccardo, né, tantomeno, può essere assimilabile a un reato di “particolare allarme sociale”, e ciò è evidente in modo del tutto inequivocabile anche a chi non operi nello specifico campo del diritto e, forse, già sorride dopo questa semplice, ma necessaria spiegazione.

Per concludere e non oziarvi oltre con queste precisazioni che hanno avuto però l’unico intento di far cogliere, nella migliore delle ipotesi la malafede del sig. Riccardo Innocenti e di quanti sono portati ad amplificare le sue affermazioni, concludiamo dicendo che… “se dimenticare un coltellino tipo opinel (modello kleen blades per essere precisi e come riporta il verbale di sequestro (Allegato 2) è un reato di “grave allarme sociale”, questa straordinaria gravità possono giudicarla con serenità ed ora anche con oggettività, anche i lettori. Noi e i nostri soci, assieme ad altre migliaia di persone che conoscono la vicenda, lo abbiamo già fatto da tempo, andando oltre i gossip.

Dimenticavamo…, l’ammenda di poco più di 900 euro che estingue il reato, anzi “il grave allarme sociale”, irrogata a Pier Giorgio Baldracco, è stata ovviamente pagata dallo stesso.

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La dimenticanza del coltellino ultima modifica: 2017-02-15T05:20:49+01:00 da GognaBlog

12 pensieri su “La dimenticanza del coltellino”

  1. 12
    albert says:

    Ormai suscita allarme aereoportuale  sociale pure lo shampoo  o il tubetto dentrifricio.Pure un barattolo di crema cioccolato e nocciola, sequestrata  all’imbarco e ,a detta degli addetti, destinata ai”poverelli della mensa   o  banco alimentare”

    “Se la tenete qui tra 3 giorni sono di ritorno e non scade ”

    “Non abbiamo ne’ frigo ne’ ripostiglio !”

    Per il taglio corda, meglio una bottiglia di vetro. Alla bisogna si spacca e si opera con un coccio.Pero’ arifletterci bene  un “addestrato” con 8,5 cm ben affilati ti apre la carotide se ti piglia alla sprovvista.

  2. 11
    Davide Crescenzio says:

    Caro Luca Gardelli, leggendo la risposta di Baldracco alla tua richiesta, direi che c’è poco da discutere. A me ha fatto ridere ancor più di gusto, visto la figura barbina che ha fatto, e quindi chiuderei con una sentenza lapidaria: “una risata vi seppellirà “.

  3. 10
    Luca Gardelli says:

    Nel dubbio da qualcuno ventilato che la questione del “coltellino” possa alimentare polemiche su meri aspetti formali (anche se i giuristi ci insegnano che in diritto “la forma è sostanza”), mi piacerebbe che il dibattito si estendesse anche alla risposta del Sig. Baldracco che egli formalizzò in seguito alla mia richiesta di attivazione dei Probiviri sul caso da me sollevato e relativo ad una irregolarità grave che segnalai (https://gognablog.sherpa-gate.com/la-delusione-di-luca-gardelli/) ed inerente un’attività di pulizia di un muro da erbe infestanti che la stazione del CNSAS a cui appartenevo si apprestava a svolgere. Buona lettura.
    https://dl.dropboxusercontent.com/u/93659069/D%20-%207%20novembre%20Baldracco_490.pdf

  4. 9
    mario rossi says:

    Ma “Baldracco” è un soprannome di dubbio gusto o che cosa?

  5. 8
    Tom Nox says:

    Allarme sociale, questa è la parola chiave.
    Io ho diversi opinel e similari che usa, come giustamente osservato, in montagna, in viaggio, nel camper, a volte con mio figlio per appuntire i rametti e cuocere le salsicce.
    Una volta ho dimenticato delle forbicette che mi hanno sequestrato ai controlli pre imbarco.
    Boh, non credo di aver generato allarme sociale. E non credo neanche Baldracco.
    Se rubo delle caramelle (ammettiamo) e qualcuno scrive che sono stato condannato in passato per un reato che genera allarme sociale (non ricordo le parole esatte e non mi va di andarlo a rivedere, ma l’idea che mi ero fatto era che Baldracco fosse stato beccato con della dinamite in auto o con un AK47, cose così), lo considero vagamente pretestuoso.
    E comunque:
    “e, se si è legalmente richiesti ” non si può leggere
    buona serata

  6. 7
    mario rossi says:

    Ve lo ricordate quell’avvocato romano che si esprimeva solo in dialetto stile “er monnezza” , difensore del teppistello che aveva rotto la foca della fontana del Bernini di piazza Navona?
    Ecco, il difensore di quel Baldracco dev’essere uno cosi, ovvero l’omologo forense nordista del grottesco collega romano.
    Caro Davide, a me però fa piangere.

  7. 6
    Davide says:

    Era meglio evitare questa precisazione, faceva più bella figura. Personalmente mi ha fatto ridere.

  8. 5
    Alessandro Gogna says:

    Probabilmente nel 2007 Piergiorgio Baldracco è incappato nella classica buccia di banana.
    Vero invece che una condanna per decreto penale (art. 459 e seguenti c.p.p.) giuridicamente è una vera condanna, anche se molti sul tema fanno confusioni (mutatis mutandis, basta pensare alla ben più eclatante condanna per decreto penale nel caso Dino Boffo, 9 agosto 2004), sovente in buona fede: una è di non considerarla tale, un’altra di non considerarla più tale dopo che sono decorsi due anni dalla sua irrevocabilità (vd. art. 460 c.p.p.). L’art. 4 legge armi applicata è una contravvenzione: i reati formalmente si distinguno in delitti o contravvenzioni, a seconda di come li ha denominati il legislatore; la legge dice che se passano i due anni senza che si commettano altri reati della stessa indole il reato per cui vi è stata condanna “si estingue”, ma questo non vuol dire che non ci sia stato o che, se si sia legalmente richiesti di dichiarare la propria posizione, si possa non dichiararlo).
    E’ sbagliato il testo dell’art. 4 legge armi (110/1975) allegato alla risposta oggi pubblicata, che non è quello vigente all’epoca del fatto (il solo che riguarda la condanna di Baldracco), ma l’attuale, che peraltro ora prevede una pena più grave (oltre a nuovi casi di illecito).
    Giuridicamente in casi del genere la questione è complicata: molti si dimenticano o non considerano un precedente penale quello per decreto, ma è un errore o una furberia, e, se si è legalmente richiesti di dichiarare la propria situazione penale, bisogna dirlo; è anche vero che nella sostanza il fatto sommesso da Baldracco non fu di gran rilievo (peraltro, non fu considerato nemmeno di “lieve entità” come potrebbe essere nel cit. art. 4; e nemmeno dovuto a “giustificato motivo”, poiché altrimenti la denuncia sarebbe stata archiviata o Baldracco sarebbe stato assolto). Vero comunque che molti a queste cose non badano o non le sanno e pertanto non fanno opposizione nei 15 giorni dal ricevimento del decreto penale , oppure non rischiano di farla poiché, a parte le spese legali, potrebbe finire in assoluzione ma potrebbe invece finire anche peggio (magari con pena detentiva; nel caso Baldracco mi pare non ce ne fosse motivo, però spesso gli avvocati stessi consigliano di non rischiare).
    Riassumendo: nella sostanza, la condanna fu una stupidata; però formalmente deve essere dichiarata.

  9. 4
    matteo says:

    900€ per un coltellino con lama da 8.5 cm?!
    Mi pare una esagerazione…

  10. 3
    Luca Visentini says:

    E io che dal titolo e dalla direzione firmataria avevo pensato a dei suggerimenti utili sull’uso del coltellino per tagliare la corda in situazioni difficili, tipo “La morte sospesa”?

  11. 2
    Pietro Matarazzo says:

    grazie della precisazione, a me sembra comunque che la gravità della vicenda Innocenti si appoggi su ben altri fatti rispetto a questa baggianata del coltellino. Rispetto ai quali, a questo punto, aspetto con trepidante attesa di leggere i contenuti di una prossima smentita

  12. 1

    Ma allora mi dite che la magistratura è un branco di complottisti (termine in voga) e che regole, regolamenti, normative varie si possono interpretare ad personam (questo purtroppo lo avevamo già capito grazie a degli “onest’uomini” anch’essi ingiustamente indagati…poi per fortuna condannati…!)?
    Non trovo sull’intervento di Riccardo Innocenti qualche strana illazione in merito alla condanna descritta, leggo soltanto che in barba ai regolamenti non si è tenuto conto della stessa.
    Se poi tutta questa vicenda a titolo personale può essere anche vista sotto una luce come quella definita in questo articolo (per fortuna almeno formalmente abbiamo tutti la libertà di pensiero), ciò non toglie che le interpretazioni spettino alla magistratura e non al CAI, CNSAS, Supermercati Despar, Circolo delle bocce.
    Sempre per “sentito dire” (in quanto a questo punto tendo a dubitare delle mie informazioni su leggi e procedure) esistono tre gradi di giudizio e se una sentenza in primo grado non soddisfa l’imputato, questi può sempre ricorrere in appello e contestare la condanna subita se la ritiene ingiusta.
    Riccardo Innocenti dal cansto suo non ha mollato ed ha lottato per avere giustizia, che a quanto pare gli è stat riconosciuta.
    Il Gossip a questo punto pare proprio che si voglia fare in merito alla vicenda, per smontarla e tentare di imputarla a “ridicolaggini” ma c’è anche chi pensa con la propria testa in questo Paese e chi non accetta che le regole (di un ente pubblico eh… non del baretto sotto casa…) vengano rispettate sempre e comunque!!!

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