L’ad di Simico: «Lasceremo un’eredità permanente per l’intero territorio». Rassicurazioni sull’impianto di risalita di Socrepes: «Affidamento a giorni».
Cortina: la promessa di Saldini
(finiremo entro l’anno tutte le opere dei Giochi)
di Laura Berlinghieri
(pubblicato sul Messaggero veneto il 22 giugno 2025)
«Tutte le opere che mi è stato chiesto di portare a termine entro iI 31 dicembre 2025 saranno concluse entro i tempi di consegna» promette Fabio Saldini. «E l’impianto di risalita di Socrepes si farà: l’affidamento dei lavori avverrà a «giorni». Così l’amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2026) e commissario di governo per i Giochi invernali, nel corso di un forum nella redazione di Padova dei quotidiani del gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica anche questo giornale.
Quindi l’impianto di risalita di Socrepes si farà?
«La procedura di gare è in corso. Lunedì 23 giugno avrò l’ennesima riunione, e conto nell’affidamento, che non sarà necessariamente diretto, a giorni. Attualmente i soggetti sono due, ma di più non posso dire, se non che l’impianto sarà fatto di sicuro. Quanto al modo e ai tempi, sono aspetti che stiamo valutando. Sarà soprattutto un’opera per il territorio».

Ma sarà fondamentale per i Giochi: senza cabinovia, l’accesso degli spettatori alle piste sarebbe nettamente ridimensionato.
«Sicuramente, visto che le Olimpiadi saranno car free. In generale, è un’infrastruttura che nasce nell’ambito delle opere per risolvere i problemi della mobilità di Cortina, perché gli sciatori non siano costretti a muoversi con le proprie auto. Basti pensare che soltanto nella giornata del 28 dicembre 2024 dalla città sono transitate 31 mila auto, prevalentemente di persone che andavano a sciare. Auto da aggiungere a quelle di residenti e turisti già insediati».
E il parcheggio?
«Sarà realizzato nei tempi dovuti, quindi conclusi i Giochi, come stabilito già da prima che io mi insediassi. Quanto al piazzale dell’Apollonio, verrà utilizzato dal MiCo, come park di Interscambio per i mezzi provenienti dall’hub di Longarone e poi diretti alle piste. Ma non è una novità: da subito, è stata individuata la forma del partenariato pubblico-privato, per un parcheggio di realizzare dopo le Olimpiadi».
A proposito di Socrepes, mercoledì il Tar si esprimerà sull’esproprio dell’abitazione situata lungo il tracciato dell’impianto. E’ una decisione che rischia di incidere sullo svolgimento dei lavori?
«La possibilità di impugnare un atto amministrativo è prevista dalia Costituzione. E, di conseguenza, se una persona ritiene che i propri interessi legittimi sono stati lesi, ha il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria. Quindi, certo: anche io potrei subire le conseguenze della sentenza del Tar».
Ma quanta pressione avverte l’uomo Fabio Saldini – da parte della politica, in primis – stretto com’è tra le scadenze e una parte di popolazione che non ha mai perso l’occasione per manifestare la sua contrarietà alla realizzazione di Giochi e opere?
«Quando mi sono insediato, nel febbraio 2024, non c’era alcuna possibilità di concludere le opere nel tempi. La pista da bob, ad esempio, nel suo progetto iniziale non era realizzabile. Eppure, fino a quel momento, nessuno se ne era lamentato. Il mio lavoro è stato l’ultima carta da giocare per salvare le Olimpiadi. Questo è il mio 32esimo fine settimana consecutivo di lavoro, ormai non dormo nemmeno più. Ma devo ringraziare il ministro Matteo Salvini, per il grande supporto che mi ha sempre dato, senza mai essere invadente. I primi tre mesi sono stati importanti per dimostrare che saremmo riusciti ad adeguare i progetti. Io, nella mia vita normale, pratico l’Ultra-Trail e, dovendo fare una metafora con il mio lavoro attuale, in questo momento mi sento in pianura. Avrei preferito iniziare prima i lavori per gli impianti di risalita, dato che saremmo stati pronti già l’estate precedente. Ma erano necessarie delle autorizzazioni che non avevamo. In ogni caso, tutte le opere con data di conclusione dei lavori al 31 dicembre prossimo saranno portate a termine entro quel giorno».
Lei è ad di Simico e commissario di governo. Una duplicità di ruoli, rispetto alla quale il presidente di Anac, Giuseppe Busia, ha espresso delle perplessità. Teme delle conseguenze?
«Non ho sentito quanto ha detto, ho solo letto le parole dell’onorevole Luana Zanella. Ma io applico la legge: il commisario non è un controllore, ma un soggetto attuatore. E noi siamo una società di ingegneria in house, non controllori di noi stessi».
Il suo ruolo potrebbe essere confermato anche a Olimpiadi concluse?
«Ne stiamo discutendo».
Tornando alle singole opere. Variante di Longarone. La conclusione dei lavori è in programma dopo i Giochi, ma si potrà vedere qualcosa già prima?
«La variante di Longarone è il paradigma del mio interesse per il territorio. A Longarone ho fatto la mia prima riunione, piena di gente. Mi colpì la contrarietà delle persone a quell’opera (11 km, con 700 metri a ostruire la vista della diga) e mi colpì il pudore della loro comunicazione. Come se quanto successo il 9 ottobre 1963 ancora determinasse il loro modo di ragionare. Io lì mi sono impegnalo con i due comitati a fare di tutto per mitigare l’impatto con il suolo. Così, abbiamo iniziato un percorso di riprogettazione di quei 700 metri, che saranno a raso, e concluso la progettazione, ora in validazione. La procedura di gara sarà tra luglio e settembre, con assegnazione dei lavori entro l’anno, anche se stiamo ragionando sulla possibilità di realizzare qualcosa già prima dei Giochi. Dopo, abbasseremo il livello del viadotto e costruiremo un secondo ponte, accanto a quello esistente, per Erto. Infine, terminato l’affiancamento, demoliremo la vecchia infrastruttura. Le risorse? Ci sono tutte».
Passando al trampolino dei 1956 e braciere, nel bando è stato stralciato l’intervento per un nuovo ascensore. È una decisione definitiva?
«Stiamo lavorando al trampolino: una struttura estremamente complessa, post-tesa, che si serve della stessa tecnologia utilizzata nel dopoguerra per le opere più ardite. Quando abbiamo iniziato le necessarie indagini, ci siamo resi conto che la situazione era molto delicata dal punto di vista della staticità: la struttura sarebbe stata a rischio crollo, senza un’adeguata attività di restauro. Per questo, non è possibile realizzare un ascensore, che andrebbe a modificare completamente il carico, vanificando qualsiasi intervento».
E il ristorante?
«Stiamo valutando l’offerta con uno sconto importante. Ma è uno dei lavori che verranno realizzati a Olimpiadi concluse e che contribuiranno a mantenere le opere dei Giochi. Lo cederò al Comune soltanto in cambio di una garanzia sulla sua profittabilità. L’affitto dovrà servire a mantenere l’infra- struttura».
Variante Sud: l’opera che consentirà l’accesso a Cortina, anche senza attraversare il centro. A che punto è?
«Il progetto è terminato, è stato validato e ora possiamo procedere con la gara. Quanto al “lotto zero”, il disegno iniziale prevedeva l’ampliamento della carreggiata lungo il tratto del Lungo Boite, cosa che stiamo facendo, e la pedonalizzazione di via Cesare Battisti, che invece avverrà a Giochi conclusi. Nelle verifiche eseguite da Veneto Strade, poi, è emersa la necessità di eseguire alcuni interventi di ristrutturazione al ponte Corona, e pure questi sono lavori che eseguiremo, affinché l’infrastruttura sia in grado di supportare anche il carico dei mezzi pesanti provenienti da nord».
I lavori per l’Olympic Stadium, invece, sono prossimi alla conclusione?
«Termineranno a luglio. E l’Olympic Stadium è un gioiello, che è già stato oggetto di un test event nell’aprile scorso. Sono felice del risultato finale: è la prima opera per la quale il progetto paralimpico ha guidato quello olimpico. E con questo spirito abbiamo sistemato anche il progetto dell’Arena di Verona, dove, oltre alle passerelle e ai corrimani, rifaremo l’ascensore e la platea, per consentire alle persone disabili di accedere a qualsiasi posto, non confinandole in un angolo di fronte al palco. E sarà rifatto il palco stesso, per renderlo visibile da ogni punto».
Quali i tempi, invece, per il tanto dibattuto Sliding center?
«La consegna sarebbe prevista per ottobre – quando l’opera inizierà a venire ghiacciata – ma noi stiamo cercando di anticipare i tempi. La richiesta della Federazione è quella di entrare per i lavori olimpici già il 6 ottobre 2025, e stiamo lavorando per completare i lavori proprio tra il 30 settembre e quel giorno.
I primi allenamenti inizieranno a metà ottobre. E noi non lasceremo un cantiere aperto. Saranno realizzate le principali sistemazioni di terra, compresa la galleria di partenza; mentre il rimboschimento comincerà a tribune smontate».
Villaggio olimpico: la frana a Borca ha rallentato l’avanzare dei lavori?
«Ha soltanto fermato i camion, ma il trasporto delle 377 casette sarà concluso alla fine della prossima settimana, senza nessuna chiusura della Statale 51. I lavori sono già a buon punto e presto inizieremo con le sotto-strutture. Infine, a ottobre faremo un maxi collaudo, per verificare che tutto funzioni».
Alcune nazionali, comprese le azzurre dello sci, hanno deciso di alloggiare in albergo. E amareggiato?
«L’ho letto».
L’ultima opera: la variante Nord. Si cercano 363 milioni dei 587 necessari. Significa che l’infrastruttura è a rischio?
«È corretto che sia stata prevista l’opera e che, al momento, non sia stata finanziata tutta. Stiamo valutando la sua progettazione: se a canna singola o doppia, in ragione del dissesto idrico. Ma, fino a quando il progetto non sarà ultimato, non avremo certezza sull’entità delle risorse di cui avremo bisogno, e quindi non avrebbe nemmeno senso chiederle».
In futuro, le Olimpiadi saranno ancora sostenibili?
«Queste lo sono. E noi la sostenibilità la misuriamo in 57 conferenze di servizio, delle quali 48 su 50 con il parere favorevole della Sovrintendenza. Le opere sportive rappresentano circa il 50% del totale di quelle previste; il 16%, con il metro di misura degli investimenti. Le altre sono unicamente infrastrutture per il territorio. Significa che abbiamo messo mano a problemi locali irrisolti da anni. Eseguire interventi diffusi equivale a lasciare un’eredità permanente al territorio».
Per quale motivo, allora, la popolazione non percepisce tutto questo come opportunità?
«Tutti i giorni ricevo una quantità di offese che ha abbondantemente superato il limite dell’accettabile. Ma percepisco anche tanto sostegno, che fa meno rumore. Opere di questa portata possono creare disagio, è normale che la gente si opponga. A Cortina, certo, c’è una conflittualità che non ho trovato da nessuna altra parte. Ma dall’individuazione della città come sede olimpica ad oggi ci sono state le elezioni. E i cittadini hanno scelto chi le Olimpiadi a Cortina le vuole».
Uscendo dal Veneto, c’è un’opera che la preoccupa più delle altre?
«Il Livigno Snow Park è sicuramente l’opera più delicata. Perché lì, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, dieci gare arriveranno nello stesso punto, posizionato appena oltre l’attraversamento del parcheggio, da 250 stalli».
Quale sarà l’ammontare finale delle risorse che sarà speso da Simico?
«Per le 96 opere, 3,4 miliardi di euro: la cifra di cui si è sempre parlato e che comprende anche i lavori, già finanziati, da svolgere dopo il 2026. Tra l’altro, stiamo valutando di realizzare delle ulteriori opere. E stiamo ragionando a proposito della gestione del futuro, in termini di infrastrutture e di finanziamenti».
Finiti i Giochi, quando i riflettori su Cortina si spegneranno, c’è la garanzia per la popolazione che i lavori annunciati saranno effettivamente portati a termine?
«Svolgimento delle gare, assegnazione degli appalti e realizzazione delle opere sono un obbligo invalicabile. Lo sono per me, per il direttore dei lavori e per il responsabile unico del procedimento. I lavori proseguiranno secondo le tempistiche. Sono io a risponderne».
BOX 1
Esproprio dell’abitazione di Curtolo
(«Quando ha comprato sapeva della cabinovia»)
a cura di L.B. della Redazione del Messaggero veneto
«Ha acquistato la palazzina dell’Enel a inizio 2022 per 500 mila euro, quando già lì era prevista la realizzazione dell’impianto di Socrepes». Cosi Fabio Saldini, ad di Simico e commissario di governo per i Giochi, ricostruisce la vicenda di Ernesto e Andrea Curtolo, che si sono rivolti al Tar, contro il provvedimento di esproprio della loro casa, per la costruzione dell’impianto di risalita. Esproprio che è comunque avvenuto venerdì, nonostante padre e figlio inquel momento non fossero in casa. «Abbiamo proposto a Curtolo un risarcimento di 700 mila euro, ampiamente superiore alla cifra spesa. Ma lui ha rilanciato con una cifra del tutto sproporzionata e inaccettabile. Ma io spendo soldi pubblici, quindi ho una responsabilità verso i cittadini». La richiesta dei suoi tecnici di fiducia è stata differente: un credito edilizio, da “riscuotere” in un altro territorio. «Ma né io né il Comune abbiamo il potere di riconoscerlo» dice Saldini.
BOX 2
Chi è Fabio Saldini
Laureato In Architettura, urbanista, Fabio Massimo Saldini è il commissario di governo per i Giochi invernali, nonché amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2026), ruolo che ha assunto nel febbraio del 2024.
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“Iniziati i lavori dell’impianto di risalita Apollonio-Socrepes, andiamo avanti verso l’obiettivo”. Il Commissario di Governo e ad di Simico, Fabio Saldini, ha annunciato martedì 29 luglio 2025 l’avvio del cantiere della cabinovia di Socrepes. E’ quindi iniziata la corsa contro il tempo: ci sono pochi mesi a disposizione per i lavori.
L’impianto a fune prevede l’installazione di 10 piloni, la realizzazione di tre stazioni – valle, intermedia e monte – con 50 cabine da 10 persone capaci di trasportare 2.400 passeggeri all’ora. “In questi giorni – prosegue tronfio Saldini – sono cominciati gli scavi per lo spostamento della viabilità alla stazione di valle, con il montaggio macchina per la realizzazione delle fondazioni speciali. Alla stazione intermedia è partito il campo prove per la realizzazione delle fondazioni speciali. I topografi stanno tracciando l’asse per consentire l’inizio dello scavo dei plinti in linea. Sembrava impossibile a molti, invece, nel rispetto del Piano delle Opere, della legge e della trasparenza, procediamo senza indugi nella realizzazione di questa infrastruttura che gioverà a tutti i visitatori e agli abitanti di Cortina anche dopo le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026”.
Al fine di preservare la sicurezza del cantiere, delle lavorazioni e delle maestranze, come su altri siti olimpici, verrà installato un sistema di sicurezza 24 ore su 24, con un servizio di guardiania e telecamere collegate alle Forze dell’Ordine.
3 si Marcello e inoltre in contemporanea su’ a rio Gere un altra! Quindi oggi chi doveva o dovrebbe recarsi a Cortina o eli o per Dobbiaco…altro che storie.
Il territorio su cui scorre(scorre!?)la 51 ė un ghiaione … più che una scommessa , uno stato “normale” avrebbe già ponderato il versante Pelmo (che ė tutto bosco )per capirci ma noi non lo siamo…
La notte scorsa sono scesi 15mila m3 di ghiaia sull’Alemagna a sud di Cortina.
Se fossi in loro (Saldini-Salvini) non farei troppe promesse perché potrebbe portare sfiga.
Quanto denaro e quanto impatto per una località montana che non ne aveva bisogno. Nel frattempo si pensa di “chiudere” circa 4000 piccoli Comuni delle aree interne, sparsi in ogni regione..
E il Titanic era inaffondabile.