La ferrovia delle Dolomiti (in tedesco Dolomitenbahn) era una ferrovia di montagna a scartamento ridotto, che tra il 1921 e il 1964 collegava Calalzo di Cadore, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco, unendo le province di Belluno e Bolzano. Era un gioiello di tecnica, di grande utilità e altamente apprezzato.
Dall’intervento di Marina Menardi, presidente Comitato Civico Cortina, all’incontro pubblico del 13 agosto 2024 “Cortina, cosa ti stanno facendo?”, un breve resoconto sulla “riqualificazione” della stazione ferroviaria di Cortina d’Ampezzo.
La speculazione sulla Stazione di Cortina
(cosa si poteva fare in alternativa?)
di Associazione Comitato Civico Cortina
(pubblicato su vocidicortina.it il 2 settembre 2024)
La speculazione per sistemare gli edifici dell’ex Stazione ferroviaria nasce da uno schema molto semplice:
1°. Si lascia degradare per anni una situazione urbanistica, trascurando anche la benché minima manutenzione ordinaria; si lasciano i muri sbrecciati, si lascia in bella evidenza il crollo del tetto, non si aggiustano i vetri rotti; non si sistemano i muri che sbriciolano; davanti all’entrata alla biglietteria e al bancomat da via Marconi non si manda nemmeno lo spazzino: ho incontrato i volontari che passavano la scopa per tirare su i mozziconi di sigarette, cartacce, ecc., per un minimo di decoro in un centro nevralgico del paese;
2°. Si aspetta che i cittadini non sopportino più il degrado e che siano così disposti ad accettare di tutto – anche una speculazione privata – pur di eliminare la bruttura;
3°. I privati sono pronti, non vedono l’ora di sfruttare l’unico ampio spazio pubblico nel centro del paese per fare la loro speculazione edilizia; presentano un progetto che chiamano di “riqualificazione urbana” e il Comune accetta che i privati sistemino la situazione, perché l’Amministrazione comunale (per quanto milionaria) si dice che non è in grado di farlo da sola.
E così si arriva a vendere la proprietà pubblica in centro a Cortina e a smantellare la stazione degli autobus di una città turistica da milioni di presenze.
Ci sarebbero state le alternative
Ecco l’elenco:
1° – l’edificio dell’ex convertitrice in stazione è stato a suo tempo ristrutturato per affittarlo all’ufficio Skipass e per metterci gli uffici di Cortina Marketing. Nel bilancio della Seam presenta un utile di 19 mila euro, compresi gli ammortamenti. Perché non fare la stessa cosa con gli altri edifici, uno per uno?
Meglio la speculazione?
2° – Il PNRR ha reso disponibili ingenti risorse per riqualificare gli edifici pubblici e provvedere alla rigenerazione urbana. Il Comune di Cortina d’Ampezzo ha snobbato l’occasione e ha sfruttato davvero poco il Piano: come soggetto attuatore ha avviato 6 progetti per 3,3 milioni di euro; il Comune di Brunico ha 15 progetti per 15,3 milioni di euro; Borgo Valbelluna ha 19 progetti per 10,6 milioni di euro.
Meglio la speculazione?
3° – Per le Olimpiadi era previsto a Cortina un Mountain Media Centre secondario a Fiames. Non è difficile immaginare che tutto il comparto della stazione poteva essere ristrutturato con i fondi olimpici per farne il Media Centre e poi lasciare l’eredità di tutti gli edifici messi a posto.
Meglio la speculazione?
Non è vero che non ci sono proposte alternative. Non si vogliono ascoltare per potere portare avanti altri interessi. Nella segretezza. Punto.
Un po’ di storia
a cura della Redazione
Costruita per esigenze belliche durante il conflitto del ’15-’18, la linea venne attivata il 15 giugno 1921, usando per la trazione le locomotive abbandonate dagli austriaci, previa modifica dello scartamento. Copriva un percorso di 65,379 km.
Dopo l’onorato servizio nel periodo tra le due guerre mondiali, la Ferrovia delle Dolomiti ebbe un ruolo fondamentale nelle Olimpiadi Invernali del 1956, sia per il trasporto degli spettatori ma anche per quello degli atleti, dei giudici di gara, degli organizzatori e dell’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che presenziò la cerimonia di apertura dei Giochi.
Sebbene il numero di persone che assistevano alle gare e alle cerimonie olimpiche, a quei tempi, fosse di gran lunga inferiore a quello delle edizioni più moderne, il continuo flusso di visitatori impegnò molto il trenino delle Dolomiti, che seppe trasportare anche 7.000 passeggeri al giorno nella Conca Ampezzana.
L’importanza della linea ferroviaria delle Dolomiti fu anche incrementata dal fatto che la Strada Statale 51 di Alemagna fu chiusa al traffico, perché non adatta a sostenere un enorme flusso di veicoli, che avrebbero probabilmente creato code all’interno della città olimpica. In questo modo l’unica possibilità di arrivare alle piste o alle strutture sportive era con mezzi pubblici, primo fra tutti il treno delle Dolomiti.
Fu questo l’ultimo momento di gloria della ferrovia, che per far fronte al traffico previsto acquistò due nuovi convogli; l’officina di Cortina costruì altresì nuove carrozze e furono risanati venti chilometri di binario.
Cessati i giochi il declino fu inesorabile, a causa del calo di traffico, delle riduzioni di personale e della mancanza di investimenti.
Nel 1962 venne chiusa la tratta Dobbiaco – Cortina, mentre l’ultimo treno in partenza da Cortina per Calalzo fu quello del 17 maggio 1964.
Il tracciato della ferrovia fra Dobbiaco e Cortina venne in seguito riutilizzato come percorso di sci da fondo in inverno e pista ciclabile in estate.
Più volte è stata considerata l’idea di ripristinare il collegamento ferroviario, riattivando la vecchia linea ovvero ricostruendola ex novo anche in altra sede. Il 13 febbraio 2016 i presidenti della Regione Veneto e della Provincia autonoma di Bolzano avevano firmato un protocollo d’intesa per il ripristino del collegamento ferroviario, che prevedeva lo sviluppo di uno studio di fattibilità per la realizzazione dell’opera.
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Questo e’ il costo di un trenino alpino a scartamento ridotto.
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Quanti pendolari e turisti lo userebbero ?
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https://www.bbsanbernardo.it/prezzi-trenino-rosso-del-bernina/#:~:text=I%20prezzi%20ufficiali%20sono%20in,Moritz%20%E2%80%93%20Tirano.
Se si sale in treno come si fa a sfoggiare il mega suv ?
Grazie, vale anche come manifesto per una riflessione ampia che riguardi la gestione del paesaggio urbano montano
In effetti a Cortina si arrivera’ solo con la SS51 o dal trentino per molti o in elicottero..per pochi! Forse valeva anche cercare di farci arrivare un treno, giusto per evitare malaugurati imprevisti!! Frane (già ci sono state) incidenti, maltempo ecc
Cessati i giochi il declino fu inesorabile, a causa del calo di traffico, delle riduzioni di personale e della mancanza di investimenti. La manutenzione dell’armamento e del materiale rotabile divenne precaria e, proprio a causa di questa cattiva manutenzione, l’11 marzo 1960 si ebbe un grave incidente, fino ad allora l’unico di tutta la storia della ferrovia delle Dolomiti. Un treno passeggeri, proveniente da Cortina, ad Acquabona, a causa della rottura di una boccola del bagagliaio, uscì dai binari; una vettura, che si trovava in curva, si rovesciò e fu trascinata per alcuni metri dalla motrice rimasta sulle rotaie. Il bilancio fu di 2 morti e 27 feriti. L’incidente di Acquabona fu il colpo di grazia per la ferrovia, che in tanti anni non aveva mai lamentato incidenti.
Dal 3 dicembre 1961 si decise di collegare Dobbiaco con Cortina con un servizio di autobus; il servizio ferroviario fu parzialmente ripreso il 30 dello stesso mese, per cessare definitivamente su tale tratta il 23 marzo 1962.
Sulla Cortina-Calalzo si proseguì stentatamente fino alle ore 18.20 del 17 maggio 1964, quando partirono da Cortina l’ultimo convoglio viaggiatori e l’ultimo convoglio merci[6].
Sulle ragioni della chiusura della ferrovia Dobbiaco -Cortina ( fonte Wikipedia ).
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Questo non è un venire in montagna a Cortina per sciare e prendere aria pulita lontano dallo smog considerando il traffico di auto e mezzi pesanti e strutture fatiscenti , per 25 anni sono stato a Cortina d’Ampezzo ho deciso di andare via credo di avere preso la decisione giusta
Ripristinare il treno sarebbe stata l’unica vera grande opera da portare a termine per le olimpiadi. Ma dal momento che siamo in Italia e non in Tirolo ennesima variante stradale e una pista da Bob inutile.
Cortina e’ diventata una citta’ invivibile, non piu’ perla delle Dolomiti.. troppe case ovunque, troppe auto, gas di scappamento invece di aria di montagna.. dopo 40 anni me ne andro’ altrove
Purtroppo qualcuno pensa al proprio conto corrente e no all’amore del paese
È dagli anni 80 che vado in vacanza a Carbonin dove abbiamo un appartamentino in multiproprietà al Villaggio Ploner, che una volta aveva anche la stazione del treno Dobbiaco-Cortina. Andando a sciare sia a Cortina che a Dobbiaco ho potuto vedere come Dobbiaco, SanCandido, Sesto ecc si sono sviluppate è diventate piccoli gioielli mentre Cortina d’Ampezzo si è deteriorata e diventata veramente brutta, specialmente ora con le Olimpiadi in arrivo. Lo scorso giugno 2024 sono rimasto inorridito anche perché c’è un aria di superiorità e altezzositá nella gente locale che si sente superiore ma in una città in decadimento che già doveva essere perfetta per il 2026. Non so come vorranno fare ma prevedo un buco nella neve anziché nell’acqua….
@ Carlo Curto al 3. “Cala, cala Trinchetto!”
Io credo che il treno abbia il suo limite nella necessita’ di viaggiare pieno : un treno che viaggia mezzo vuoto e’ antieconomico , e le linee con i treni che viaggiano semivuote spesso vengono tagliate perche’ non efficienti.
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Se si raggiunge una massa critica di viaggiatori spalmata sull’anno ( tipo metropolitana o freccia rossa ) , allora ben venga il treno , se e’ destinato a viaggiare vuoto , meglio i piu’ economici bus elettrici.
Aggiungo: Ripristinare il binario sempre a scartamento ridotto, rifare il materiale rotabile con lo stesso stile, risistemare gli edifici. Sarebbe senz’altro un buon biglietto da visita x tutti i turisti e anche per gli abitanti di Cortina. Il treno è ecologico, spettacolare e …non fa code!!! Ripensateci. Paolo
Ho 77 anni e ho vivo il ricordo e l’emozione di quel piccolo treno. Con la mia mamma ci portava in vacanza a Cortina. Che peccato!
…e ci credo che nonostante il successo del referendum del 2007 il Tirolo non ci ha voluto. Ulteriori commenti sono inutili.
Anche qui a Bergamo, nei primi anni ’60 durante il boom dei trasporti su strada, avevano chiuso due utili ferrovie che correvano nella Val Seriana e nella Val Brembana. Pochi hanni fa hanno ripristinato quella della Val Seriana, e adesso stanno ripristinando l’altra, risolvendo enormi problemi di passaggio fra nuove strade e costruzioni, ed anche restaurando le vecchie stazioncine ferroviarie. Sembrava una cosa impossibile.
Oggi manca la ferrovia elettrificata e a Cortina si arriva solo per la SS 51, sarà così anche nei giorni delle Olimpiadi invernali 2026. Immaginiamo già traffico e ingorghi, mentre la regione è impegnata a sostituire con risorse pubbliche solo le vecchie stufe. Un vero progresso in termini di ecologia e rispetto dell’ambiente.
Oggi, purtroppo, quando si levano le voci degli onesti, risulta tendente al fastidioso, perché quelle dei “furbi” si sono già affermate subdolamente.