La Topà (7a+ A0)

Ivano Zanetti ed Eugenio Pesci presentano La Topà, un itinerario aperto nel 2016 in Verdon e non ancora divulgato.

La Topà (7a+ A0)
(svelata una nuova via in Verdon)
di Marco Romelli
(pubblicato su up-climbing.com il 21 novembre 2022)

Ancora del tutto sconosciuta, anche agli stessi francesi, La Topà è una delle vie più lunghe delle Gorges: 400 metri per 12 lunghezze completamente attrezzate a fix. Molto sostenuta, anche se non estrema, conta numerosi tiri di livello sette da liberare e un tiro o due di probabile livello otto. Alcune lunghezze si svolgono su roccia veramente pazzesca, tipica del luogo, altri sono un po’ più “dolomitici” ma comunque interessanti.

Alessandro Monti sulla L3 di La Topà

Quella dell’apertura di questa via è una lunga storia. L’ultimo tiro, nominato Novanta Urlanti, è stato aperto e scalato da Zanetti nel 1990. Nel 2016 lo stesso ha iniziato a chiodare la parte bassa della via, da solo e in autosicura. L’apritore ha trascorso più di un mese da solo a La Palud-sur-Verdon per completare l’opera, tanto da poter reclamare la “cittadinanza onoraria”! Il lavoro di chiodatura si è concluso definitivamente il 9 maggio 2019 e poco dopo, il 9 giugno 2019,  Ivano Zanetti ha effettuato la prima salita integrale insieme ad Eugenio Pesci. Quest’ultimo, con Alessandro Monti, si è aggiudicato anche la prima ripetizione il 23 aprile 2022.

In apertura sulla quinta lunghezza di La Topà

Ivano Zanetti racconta:
“Dopo molti anni, nel 2016, mi trovo di nuovo in Verdon assieme a mio fratello Fausto.  Decido di andare a vedere alcune vie aperte tra gli anni Ottanta e Novanta. Impossibile dimenticare quella bellissima prua (allora valutata 7a), che avevo salito con la mia compagna dell’epoca Marilena Caspani.

Nel rivederla lì, abbandonata e del tutto dimenticata, vengo preso quasi dallo sconforto. È davvero brutto che alcune vie abbiano avuto una sorte orrenda, pur senza meritarlo! La decisione è quasi immediata: armato di trapano e fix decido di richiodarla.

Il giorno dopo, nonostante i dubbi di mio fratello, mi calo da solo. Arrivato infine alla base del tiro, senza peraltro vedere nessun segno di passaggio, trovo i vecchi spit da 8 e 10 mm (rigorosamente messi a mano) inutilizzati e ormai arrugginiti. Questo mi dà ancora più energia e voglia di fare, così di buona lena mi adopero nel risistemare a dovere questo bellissimo tiro. Poi un tarlo che avevo quasi del tutto rimosso riappare impetuoso e mi chiedo, come già nel ’90: “Ma sotto com’è? Si potrà continuare?”.

In apertura sulla quinta lunghezza di La Topà

Quel giorno mi dedicherò esclusivamente alla richiodatura, ma si sa che quando un’idea si insinua, è molto difficile farla sparire. Così nei giorni successivi non farò altro che osservare, per cercare di capire se quel pensiero che mi ossessiona sia davvero realizzabile o no!

Sotto, un enorme bombé sbarra la strada, ma sembra che una possibilità ci sia…

Nemmeno un mese dopo tornerò da solo per effettuare almeno un tentativo. Con varie giornate di dure discese e tentativi dal basso e vari spaventi, vedo pian piano crescere sempre di più la mia idea. Dopo altri anni di invereconde fatiche e tempo speso alla Palud, dove quasi prendevo cittadinanza onoraria avendo passato lì più di un mese da solo, la via prenderà finalmente forma.

Quel che ne risulterà sarà una bella via nuova di 12 lunghezze. Aperta in uno dei luoghi a parer mio più fantastici e iconici al mondo. Un paradiso per gli sport all’aria aperta come il trekking, il kayak, ecc. ma soprattutto per l’arrampicata.

La ripeterò assieme a Eugenio Pesci, il mio compagno di molte avventure in terra di Francia e non, il 9 giugno del 2019 e sarà la notte a sigillarne la chiusura. Ma non certo la fine.
Buon viaggio a tutti su La Topà”.

Gorges Du Verdon (Francia), Falaise dell’Escalès, Settore Jardin des Suisses
La Topà
Aperta in autosicura dal basso e per brevi tratti dall’alto da Ivano Zanetti. 1990: chiodatura e ascensione dell’ultimo tiro allora nominato Novanta Urlanti; 2016: inizio chiodatura della parte bassa; 9 maggio 2019: fine chiodatura. Prima salita integrale: Ivano Zanetti, Eugenio Pesci, 9 giugno 2019. Prima ripetizione: Eugenio Pesci, Alessandro Monti, 23 aprile 2022.
395 m di sviluppo, 12 L, 7a+ A0, S1/S2, III

Materiale
Classico da roccia, 18 rinvii, cordini/fettucce per sosta.

Accesso
Come per la via Hellfest. Dal bordo della parete effettuare tre doppie lunghe, la prima delle quali su albero con cordone, situato poco sotto il bordo stesso. Arrivati al Jardin des Suisses, scendere in diagonale a sinistra fino al suo limite inferiore dove si trova una catena di calata. Da qui due ulteriori doppie conducono alla base della parete. Attacco 30 m a destra di Hellfest.

Relazione (gradi indicativi e da confermare)
L1: 6c+/7a, 30 m;
L2: pass. A0 al primo fix, poi 6b+, 35 m;
L3: 7a+, 42 m;
Trasferimento lungo il cosiddetto Jardin des Bananes: spostarsi a destra, prima in discesa e poi in salita, fino alla base di una placca con sosta comoda su fix. 25 m;
L4: 6b, 25 m;
L5: 7a e A0, 45 m;
L6: 7b+ da confermare, 23 m;
L7: 6c+ e 2 fix in A0, 28 m;
L8: 7a/b, 42 m;
L9: 6c+, 45 m;
L10: 7a+, 22 m;
L11: 6b e A0, 28 m;
L12: 7b, 30 m.

I materiali per l’apertura sono stati offerti dal negozio Sherpa Mountain Shop di Ronco Briantino.

Alessandro Monti sulla 11a lunghezza di La Topà

Note
di Ivano Zanetti
(da facebook Ivano Zanetti 21 novembre 2022)

Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.

Così affermava il grande Pablo Picasso.

Non so dire con certezza, se lui lo abbia mai fatto davvero. “Intendo dire: regalare le sue opere..”

Ma certamente ha donato al mondo, opere d’arte Grandiose, di cui tutti possono goderne.

E forse è in questo: che si deve cercare nel suo intendimento.

Ma per me, questa frase rappresenta davvero un qualcosa di superiore, che và molto al di là di tutto quello che si possa immaginare.

Perché non c’è niente di più bello, che regalare qualcosa di socialmente in-utile alle persone.

E al contempo le faccia impegnare a fondo, sino a provarne gioia.

Anche se apparentemente inutile per molti, lo scalare ha senso per tanti. E questo per me può bastare.

La Topà

La Topá, si trova nelle Gorges du Verdon, sulla Falaise de L’Escales. Ed è un itinerario molto sostenuto e vario di circa 400 mt. di sviluppo. Con una difficoltà dichiarata di 7a+ e A0. “Gradi da confermare” e cosa forse ancor più interessante ancora “da liberare”…

Questa via, da me aperta in completa autonomia, in un periodo a cavallo del 2016 al 2019, e poi subito ripetuta assieme ad Eugenio Pesci.

Dà modo di salire una serie di pilastri molto curiosi ed estetici, in un angolo abbastanza appartato del Verdon.

Avendoci poi io, davvero passato parecchie giornate in questi luoghi, e speso molte energie e tempo, nonché preso qualche inevitabile carico di adrenalina spaventosamente forte.

Posso affermare con ragionevole certezza, che una visita, valga davvero la pena di farla..

Un ringraziamento particolare va a tutti i miei compagni, che a varie riprese mi hanno supportato in questo viaggio, durato parecchio tempo: in primis mio fratello Fausto Zanetti “prematuramente scomparso a marzo di quest’anno 2022″ col quale ho iniziato il viaggio epico in Verdon, e così di seguito, la seconda fase”2016” di questo progetto.

Marilena Caspani con la quale ho iniziato nel lontano 1990 l’apertura di questo itinerario, pur non sapendo allora, che avrebbe avuto questo bellissimo epilogo.

Idit Greenberg venuta “apposta” sin qui da terre molto lontane, per accompagnarmi oltre l’immaginazione. Noris Cunaccia grande raccoglitrice di erbe selvatiche. “Senza la quale, non avrei molte volte nemmeno mangiato”

Per il supporto tecnico e operativo, Fix e Materiali: il grande Giovanni Viganò, più precisamente “Sherpa Mountain Shop”.

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La Topà (7a+ A0) ultima modifica: 2023-01-20T05:35:00+01:00 da GognaBlog

5 pensieri su “La Topà (7a+ A0)”

  1. 5
    marina s says:

    bravo Ivano. Fausto sarà felice, ovunque lui sia ♥️

  2. 4
    Giuseppe Vasta says:

    Ma La Topà si pronuncia alla francese o all’italiana? 🙂

  3. 3
    Giovanni battista Raffo says:

    In questi luoghi impervi, spesso gli scalatori assecondano soprattutto l’ambizione di vincere una sfida con la natura per affermare se stessi.
    E’ consolante sapere che c’è qualcuno che, mentre coltiva le proprie aspirazioni, pensa a offrire le sue conquiste agli altri.
     

  4. 2
    lorenzo merlo says:

    “Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo”.
    C’è tutto.
     

  5. 1

    Grande Ivano! Un prestigiatore senza trucchi,  con sempre qualcosa da tirar fuori dal cilindro.
     
    Una domanda: ti sei mai portato una torta del Riciulin in Verdon?

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