Lontani dal mondo

Viviamo su un piano di realtà inclinato, vertiginosamente ripido. Salvo imprevisti, ci porterà alla morte. E sarà una buona sorte, almeno dal punto di vista della rinascita. Qualche riga manichea che salta molti grigi della realtà, con il solo intento di riferirsi alle tendenze di fondo.

Lontani dal mondo
di Lorenzo Merlo
(ekarrrt 13 febbraio 2022)

Forse vivo o vengo da un altro mondo. In questi ultimi due anni sono accadute cose che ci avrebbero fatto perdere la casa e qualunque patrimonio se ci avessero proposto di scommettere su una simile distopia. Eppure, a cose fatte, la maggioranza ha accettato con indifferenza – al massimo con malesseri individualistici – la sua realizzazione. Anche la sovranità individuale è stata delegata, il guinzaglio attaccato e i canini mostrati ai propri simili meno disponibili ad alienare se stessi.

Abbiamo assistito a cambi di versione di verità, a minacce, a dichiarazioni di persecuzione, a preghiere di morte e di esclusione dallo stato sociale, a elicotteri a caccia di solitari in riva al mare, a cambi di definizione del concetto di pandemia; abbiamo saputo dell’obbligo contrattuale di irresponsabilità delle case farmaceutiche del siero e sapevamo della sua eterodossia, abbiamo sentito affermare bugie da capi di stato e di governo, da politici e giornalisti, mai seguite da dimissioni né smentite, tanto meno mea culpa; abbiamo visto affermare posizioni come fossero verità definitive, ci hanno fatto credere fosse per il nostro bene e tutto si è rivelato una strategica azione politica per alzare il controllo necessario al nuovo assetto socio-economico che ne azionava le mosse. Abbiamo visto ricatti nascosti sotto trasparenti foglie di fico tinte di verde, olezzanti di merda. Abbiamo visto la gioia in volto ai Figliol-codanti, che sarebbero potuti tornare a sciare e in discoteca, che credevano di scambiare un buco tossico per l’immunità. Abbiamo visto la frattura sociale alimentata dalla cosmologia del regime. Abbiamo visto ridicolizzate le manifestazioni nazionali e internazionali, come non contassero, come non esistessero, come fossero quattro gatti. Abbiamo visto ignorare i cambi di politica protopandemica di un crescente numero di paesi. Abbiamo assistito al miglior mondo che gente e agende meschine potessero realizzare. Abbiamo assistito ai peggiori tradimenti felici di vedere Fiorello a Sanremo e di applaudire ai suoi insulti ai sofferenti. Tutto ciò in mezzo al tradimento [nessun aggettivo disponibile, nda] dei 5Stelle, alla sideralizzazione del Pd, alla falsa fermezza delle destre, alla farsa dell’elezione presidenziale e a quella dell’Italia che riprende dopo essere stata veramente condannata.
E nessuno ha detto nulla.

Meglio, anche se ultimamente qualcuno sta dicendo qualcosa, per lungo tempo nessuno ha detto nulla.

Nessuno ha reagito. Tutti hanno seguitato ad accreditare la classe politica, i sindacati e le istituzioni, nonostante i fatti discriminatori così sostanzialmente identici a ciò che la storia dei totalitarismi ci ha mostrato fino a poco fa. Nessuno della maggioranza, infatti, nonostante la quantità di società andate a gambe all’aria, di lavoratori e di studenti impediti ad accedere alle sedi di lavoro e di studio, di bambini sottratti dal gioco, di medici non solo non ascoltati nonostante i loro successi di cura, ma anche sospesi dai loro ordini, di disoccupati condannati da probiviri governativi che offrono lavoro solo ai sottomessi, di malati rifiutati se privi della vergognosa tessera, ovvero di ciò che non serve a nulla, ha ritenuto di indignarsi, di cessare di dare il proprio accredito a chi ci ha offerto il peggior esempio della cosiddetta democrazia. E miglior campione di educazione sociale in vista delle prossime vessazioni per l’ambiente, per il clima, per l’energia, per i poveri, per la guerra. Nessuno ha reagito, se non contro chi gli faceva presente che un nuovo modello socio-politico-economico si era attestato nella spaccatura sociale, e l’hanno chiamato complottista e gli hanno augurato la morte.

Se l’operato dei giornalisti è fuori dalle classiche del demerito, quello dei medici gli è pari. Quello dei politici e della magistratura non è neppure più esorcizzabile. Il barcone che tutti insieme governavano nelle bonacce della paura si è subito riempito di piccoli uomini le cui doti di coraggio e determinazione si sarebbero subito palesate per gettare a mare gli ipotetici untori, solo perché si ponevano interrogativi elementari su quanto stava accadendo. Non è un’illazione. Chiunque, in questi anni, si sia mosso senza maschera, ha potuto vedere spettacolari salti di marciapiede e udire alle spalle insulti ed improperi a lui destinati dal popolo solerte alla vanitosa ubbidienza. Da pochi giorni abbiamo visto cadere il governativo obbligo di maschera, ma non abbiamo visto perdere la condizione di zerbini alla buona percentuale che ancora, forse con orgoglio, lo protrae come pusillanimi proboviri capoclasse.

Ma ci vorrebbe qualcuno che avesse preso nota strada facendo o qualcun altro che avesse voglia di spulciare l’archivio dei giorni per moltiplicare gli argomenti annotati in queste poche righe, che vogliono essere soltanto evocative di uno stato di incantesimo diffuso.

Alla stessa maniera è accaduto che i paesaggi si siano popolati di ciminiere, la strada di scatole meccaniche, il pensiero di pretese e vanità. Di volta in volta, nessuno ha detto nulla. E chi diceva era screditato, criminalizzato, colpevolizzato, ciarlatanizzato. E chi non lo è stato era solo un cantante, un cantautore o un teatrante: Celentano, Faber e Gaber. E se proprio rompeva, poeta, scrittore o regista che fosse, per ragion di stato si poteva anche fare ciò che essa richiede.

Quello di ora, come per tutti gli altri che in nome del progresso materiale hanno ammazzato più di Pasolini, è stato un processo di realtà che nulla aveva a che vedere con la conoscenza. Non quella dei saperi analitici, tanto utili quanto stupidi se concepiti come i soli degni di epistemologia, ma quella che fa riferimento alla natura, senza lucro né colore.

Rispetto a quanto accaduto in passato, il tempo di ora ha beneficiato di mezzi di comunicazione a terminale digitale. La quantità di attenzione che questa implica ha comportato assuefazione e, quindi, dipendenza. Significa che la tecnologia domina il nostro fare. Oppure che il fare naturale che terrebbe legati alla terra e alle sue verità è, per la maggioranza, divenuto lontano vaneggiamento new age. Nuovamente da screditare, criminalizzare, colpevolizzare e, se necessario, eliminare. Niente più.

Se ci vuole una rara virginea visionarietà per tracciare un progetto capace di interrompere il declino spirituale abbozzato in queste considerazioni, osservare cosa comporta proseguire secondo le logiche dell’attuale politica, è cosa più accessibile a molti. Se ne potrebbero scrivere volumi. Probabilmente se ne sono scritti. E se ne scriveranno. Basterebbe una loro pagina, una loro briciola per evocare l’impressionante esigenza di fermare la folle corsa. Ma sarebbe un’evocazione raccolta da pochi, da quelli che alla maggioranza piace chiamare apoti.

Se ne può scrivere, allora, anche qualche riga, almeno come pianto e invocazione.

Privati di identità sociale e individuale, come la politica globalista richiede, non solo siamo perduti, non solo siamo volatilmente disponibili a quella della maggioranza, dell’occasione e della moda, ma diveniamo definitivamente incapaci di evolvere, di divenire individui compiuti, il cui destino è nel sentire la dignità che ci viene data e quella che necessariamente daremo, nel riconoscere la natura come madre e maestra, come fonte e dimora, come essere e non più come oggetto. O nessuna storia potrà essere diversa da quella di un incantesimo. Il cui principio è di essere mossi da entità a noi aliene.

Forse vivo o vengo da un altro mondo. Davanti a queste considerazioni, il meglio che mi sono sentito dire è di essere disadattato, che non mi occupo di realtà, che devo dimostrare ciò che esprimo, che devo studiare. Erano le voci della maggioranza, quelle lontane dal mondo. Dentro l’incantesimo.

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Lontani dal mondo ultima modifica: 2022-05-01T04:24:00+02:00 da GognaBlog

216 pensieri su “Lontani dal mondo”

  1. 216
  2. 215
    lorenzo merlo says:

    Siate regionevoli, nonostante i suoi difetti il capitalismo è giusto.
    E votatelo.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/ci-sono-due-ecologismi

  3. 214
  4. 213
    Andrea Parmeggiani says:

    Beh il colonnello Black visto il suo curriculum sicuramente sta mentendo spudoratamente… o no? 😉

  5. 212
  6. 211
    lorenzo merlo says:

    Salvatoreeeeee l’ho trovato! L’ho trovato!
    Un vero apota non un coglione come me.
    https://www.youtube.com/watch?v=o6dPv_6L2TI

  7. 210
    lorenzo merlo says:

    Wikipedia, Youtube o chicchessia ci pensa l’Onu a mettere ordine. e se non lui, qualche suo connivente.
    Ora è vero. Come a strage di Odessa non è a carico dei nazisti, la Nuland non ha mai detto nulla di sconveniente.
     
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-golpe_in_ucraina_youtube_rimuove_incredibilmente_la_famosa_ammissione_della_nuland/45289_46412/

  8. 209
    Andrea Parmeggiani says:

    Giuseppe, capisco le tue perplessità. Pero’ sono assolutamente giuste le conclusioni di Mario. 
    Tu fai riferimento alle omissioni di Frajese… ma quante e che importanza hanno invece le omissioni di Speranza, Draghi, etc. per non parlare delle assolute palle sparate in campagna vaccinale? “Chi si vaccina è sicuro di stare tra persone sane … bla bla bla…”…. ben più grave a mio giudizio

  9. 208
    lorenzo merlo says:

    Ma quante dosi ancora ti farai? Non di intruglio. Di ridicolina.
    Assuefatto. 

  10. 207
    Mario says:

    …..tutta la disinformazione passa di li’: non sei informato bene , non hai letto lo scritto in piccolo, hai aperto il link sbagliato, non sai la storia del personaggio,hai una opinione pregressa da difendere, ci sarebbe ben altro da sottolineare ……in questo modo passano solo le opinioni pregresse e la verita’ delle cose non e’ mai esistita, esiste solo il falso  . La fake life e’ servita . Amen 

  11. 206
    Giuseppe Balsamo says:

    Parmeggiani, io non mi fido ciecamente di niente e nessuno, nemmeno (e soprattutto) di me stesso.
    Quando mi viene proposto qualcosa, (se sono interessato) prima ascolto, poi vado a vedere su cosa si basano le affermazioni fatte.
    Nel caso specifico, reperire gli studi citati è piuttosto facile e altrettanto facile comprenderne le conclusioni e confrontarle con le affermazioni fatte dal soggetto.
    Capisco il risentimento nei confronti di Draghi e/o Speranza, ma dargli addosso utilizzando argomenti pretestuosi (quando ve ne sarebbero di ben più fondati), a mio parere produce l’effetto opposto.
     
    P.S. Tanto per fare un esempio, lo studio su Nature (che in realtà è su Scientific Reports: tutt’altra cosa) sull’aumento del 25% delle chiamate ai servizi di emergenza per problemi cardiovascolari è pieno di difetti metodologici/statistici e trae conclusioni assai discutibili.
    Per questo è preceduto da una nota dell’editore piuttosto esplicita (che ti invito a leggere), della quale nè Frajese nè RadioRadio hanno fatto ilminimo cenno. Ovviamente.

  12. 205
    Andrea Parmeggiani says:

    @Giuseppe
    “sti personaggi”
    Parli di Frajese? Cosa ti fa pensare sia un ciarlatano? Anche tu ti rendi “colpevole” di quello che imputi agli altri, ovvero di fidarti ciecamente di qualcuno. O ti sei letto tutte le pubblicazioni, sia quelle a favore che contro e ti sei fatto una tua opinione perchè sei in grado di discernere?

  13. 204
    lorenzo merlo says:

    Racconta ancora dell’Onu. Ti prego.

  14. 203
    Giuseppe Balsamo says:

    Se non hai quel minimo di basi che ti consentono di farti un’idea tua su quanto viene proposto, allora non ti resta che fidarti ciecamente.
    Che sia di Draghi, Speranza, Frajese o RadioRadio poco importa, il risultato sarà identico: suerte.
    E non serve essere scienziati, eh, per vedere la fuffa. Basta abbandonare i propri pregiudizi (e, magari, leggerli gli studi).
     
    La cosa davvero ridicola è vedere chi ostenta la pretesa di saperla lunga, unire i puntini e altre amenità, cadere invariabilmente preda di ‘sti personaggi.

  15. 202
    lorenzo merlo says:

    Sei andato a parlare con l’Onu? Hai intervistato i sopravvissuti al rogo di Odessa?
    Ridicolo.

  16. 201
    lorenzo merlo says:

    Ma tu non capisci che sono solo voci negate a chi si fida ciecamente di Draghi e Speranza?
     

  17. 200
    Giuseppe Balsamo says:

    Ma tu, gli studi che cita Frajese, li hai letti o ti fidi ciecamente delle sue opinioni ?

  18. 199
    lorenzo merlo says:

    Piccolo spunto per quattro risate contro i ciarlatani radiati, contro i terrapiattisti di Radioradio, contro gli “irragionevoli” che non hanno voluto rivolgersi ad affidabili esperti, contro gli apoti che credono nelle minchiate e non alle bombe.
    https://www.youtube.com/watch?v=VwwKleB6xMA&feature=youtu.be

  19. 198
    Fabio Bertoncelli says:

    “L’Unione Europea dovrebbe lasciare che Putin si prenda l’Ucraina, e “negoziare”. E’ cosi’?”
     
    No, non è cosí. L’Unione Europea, gli USA, la Gran Bretagna e l’ONU (esiste ancora l’ONU?) dovrebbero proporre un referendum in Crimea e uno in Donbass, sotto controllo ONU: “Volete voi continuare a far parte dell’Ucraina? Volete voi unirvi alla Russia? Volete voi costituirvi in Stato indipendente?”. 
    Si chiama principio (o diritto) all’autodeterminazione dei popoli. Ovviamente col rispetto sacrosanto dei diritti delle minoranze, che siano russe, ucraine o eschimesi.
    … … …
    In quanto ai silenzi colpevoli sul Triangolo della Morte, sappi che ci sono ferite che non si rimarginano. Soprattutto se consideriamo che per quattordici anni noi – popolo disgraziato – abbiamo avuto un presidente della Repubblica che nel 1956 inneggiò all’invasione militare dell’Ungheria da parte del Patto di Varsavia. E che, ciò nonostante, fu appunto eletto presidente della Repubblica. Per due volte. Olé.
     
    Per tacer del resto.

  20. 197
    Giacomo Govi says:

    Fabio. Tralasciando il preambolo, di cui non colgo il punto imprescindibile, se capisco bene la tua opinione e’ che la Russia ha invaso l’Ucraina per difendere le minoranze del Donbass. E i comunisti, ancora una volta ti hanno nascosto la verita’. L’Unione Europea dovrebbe lasciare che Putin si prenda l’Ucraina, e “negoziare”. E’ cosi’?  Ti sei mai chiesto se altri europei come te, per il solo fatto di abitare un poco piu’ vicino alla Russia ( e magari piu’ pragmatici, e meno affascinati dalle paranoie anti-atlantiste ), la troverebbero una buona idea? Ma allargare un po’ gli orizzonti da castelfranco emilia, e lasciare il Triangolo della Morte con annessi e connessi al passato? 

  21. 196
    lorenzo merlo says:

    In persona. L’emozione vale più di una lezione.
    [Grazie per il lavoro Fabio].
    Una sola dissenzione – se si può dire così.
    Tutti all’angolo reagiamo o periamo.
    Nel caso uno, non si passa nel torto.
    Qualcuno può sostenere che la Russia non era all’angolo.
    Bene. È un inizio di discussione.
    Il cui sviluppo a mio parere è inaccessibile a chi pensa “è fuffa” quando qualcun altro dice “spirito”.

  22. 195
    Fabio Bertoncelli says:

    E poi, volendo stemperare un poco la tensione, chi è quello sciagurato che sceglie le immagini inquietanti che sempre accompagnano gli articoli di Lorenzo Merlo?
     
    Sei tu, Lorenzo? 😉😉😉

  23. 194
    Andrea Parmeggiani says:

    Non avrei saputo esprimermi meglio di Fabio su questi argomenti

  24. 193
    Fabio Bertoncelli says:

    Giacomo, quante volte, dal 2014 al 23 febbraio 2022, abbiamo letto sui giornali della guerra nel Donbass? servizi giornalistici in prima pagina? aperture di telegiornale? Quante volte ci hanno informato dei problemi di quella regione? delle minoranze etniche e linguistiche oppresse? Quante volte ci hanno spiegato che, se si abbaia alla porta di casa di qualcuno, ti devi aspettare una reazione? Sono parole del papa.
    Tutti gli antefatti ci sono stati taciuti. Poi, dal 24 febbraio, fiato alle trombe.
    … … …
    E il principio di autodeterminazione dei popoli? Valeva per il Kosovo e non vale per il Donbass?
    … … …
    Intendiamoci: Putin, attaccando e invadendo, a mio giudizio è passato ipso facto dalla parte del torto. Però la storia NON è iniziata il 24 febbraio.
    E gli USA gettano benzina sul fuoco, in modo criminale. E l’Unione Europea getta benzina sul fuoco, in modo criminale.
    … … …
    L’unica via per uscirne senza rischiare catastrofi mondiali è quella diplomatica. Ma se tu insulti come ha fatto Biden, credi forse che la controparte si sieda al tavolo delle trattative?
     
    P.S. Anche quel bel tomo di Di Maio si è espresso secondo le sue possibilità: insulti bestiali. Un totale incapace e ignorante come ministro degli Esteri: in Italia siamo ridotti cosí.

  25. 192
    Fabio Bertoncelli says:

    È giusto che vi informi di quanto segue.
     
    Da dove nasce il mio disprezzo totale verso il comunismo? verso le menzogne, le mistificazioni, la malafede? Ecco da dove nasce.
    Quando ero piccolo, a scuola e nella società mi insegnarono, giustamente, che cosa furono fascismo e nazismo. Ma nulla del comunismo. Anzi, tentarono di spacciarmelo come “il Sol dell’avvenire”.
     
    Poi, intorno ai diciassette anni, incominciai a informarmi e studiare per mio conto: diritti civili, Costituzione, storia contemporanea, ecc. Scoprii cosí – sbigottito – che il mio paese natale, Castelfranco Emilia (MO), era stato uno dei vertici dell’originario e famigerato Triangolo della Morte. Trattandosi di un triangolo, vi domanderete quali fossero gli altri due vertici. Eccoveli: Piumazzo e Manzolino, sue piccolissime frazioni.
    Fu un trauma: “Sono stato ingannato. La scuola mi ha imbrogliato”. Del paese in cui sono nato i miei concittadini comunisti avevano creato quella nomea che si era diffusa in tutta Italia. E gli storici ufficiali tacevano, la scuola aveva taciuto, i libri “importanti” tacevano.
    Da allora me la sono legata al dito. E quel nodo non si scioglierà piú finché campo.
    … … …
    In gioventú cosí lessi un giorno sui muri dell’università: “CONTROINFORMATI O CREPA”. Beh, avevano ragione.
     
    P.S. L’originario Triangolo della Morte corrisponde a ciò che vi ho detto. Dopo, ma solo molti anni dopo, si estese fino a comprendere una regione assai piú vasta.
     
    Come disse “quel tale”, i fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo.

  26. 191
    Giuseppe Balsamo says:

    Sentire più campane è necessario ma non sufficiente.
    Senza associare all’ascolto l’esercizio dello spirito critico, si ottiene solo di farsi sanguinare le orecchie finendo sempre per seguire chi soddisfa la nostra pancia.
     
    Il tuo spirito critico, sull’articolo di Santoianni non ti dice niente ? 

  27. 190
    Giacomo Govi says:

    Fabio, provaci tu visto che Lorenzo “non trasmette esperienze”. Quale sarebbe la tesi del tal Francesco Santoianni che trovi illuminante, e in cosa e da chi saresti stato turlupinato…? 
     

  28. 189
    Fabio Bertoncelli says:

    L’articolo è apparso nel sito lantidiplomatico.it lo scorso 10 maggio. L’autore è Francesco Santoianni.
     … … …
    Morale della favola: bisogna sentire tutte le campane, perché può capitare di accorgersi che quelle che riteniamo stonate a volte suonano bene. E viceversa.
     
    N.B. Naturalmente un giornalista può sbagliarsi nelle sue tesi.
    Ciò che non sopporto sono la malafede, le menzogne, le mistificazioni, le omissioni clamorose. Ciò che non tollero è la volontà di turlupinare il lettore per i propri fini.

  29. 188
    lorenzo merlo says:

    Per questa ed altre questioni, leggetevi l’intervista alla Strada. Avrete tutte le risposte.

  30. 187
    Andrea Parmeggiani says:

    1) Assolutamente vero
    2) Nessuno dei giornali citati
    3) Assolutamente d’accordo con te
    Sulla risposta 2 sarei molto sorpreso di essermi sbagliato

  31. 186
    Fabio Bertoncelli says:

    “L’Alto Adige/Südtirol avrebbe potuto essere il Donbass italiano. Annesso all’Italia con il Trattato di Versailles del 1919, questo territorio, da sempre popolato da una popolazione di lingua tedesca, conobbe da allora una politica di italianizzazione durante il Fascismo. Nel secondo dopoguerra un vasto movimento chiese, per lo più, il bilinguismo e una autonomia amministrativa. Nulla di diverso da quanto previsto per il Donbass dal Protocollo di Minsk, stipulato nel 2015 anche dal governo di Kiev.

     
    Negli anni Sessanta il movimento autonomista provocò innumerevoli attentati terroristici. La risposta del governo italiano fu, per una volta, buona: bilinguismo, autonomia amministrativa e fiscale, risolvendo definitivamente la questione.
    Perché questa risposta? Intanto perché non c’era da trascinare in guerra la Russia, così come è stato per il Donbass, dal 2015 devastato da una guerra condotta da Kiev che ha provocato almeno 14.000 morti. E poi perché al governo in Italia c’erano politici che trovavano legittimazione non solo da una investitura da parte degli Usa ma, soprattutto, da un consenso popolare. Non rischiavano, una volta fuori dal governo, di tornare a vendere bibite negli stadi.
    … … …
    1) È vero o non è vero?
    2) E l’articolo dove è stato pubblicato? Sul Corriere della Sera? Su Repubblica? Sulla Stampa? Sul Messaggero?
    3) Aridàtece Fanfani. Incredibile ma ormai vero. Siamo ridotti cosí.

  32. 185
    lorenzo merlo says:

    Non mi nascondo. A meno che tu non veda che tutto ciò che stai prendendo in considerazione non ne sia campione.
    Non propongo soluzioni per la medesima ragione. L’esperienza non è trasmissibile. e se per te non è ancora evidente, ne patirai le conseguenze. tra qui cui scrivere risibilità.
    Credo che chi condivide certe critiche generi la soluzione.
    Mai si torna sul medesimo discorso se l’interlocutore esprime di aver aggiornato il propro pensiero.
     

  33. 184
    Giacomo Govi says:

    Anzianita’ “di servizio, nella vita” vs Senilità’.  Con la prima, si acquista equilibrio, prudenza (nel credere e nel giudicare), disponibilità’ nell’ascoltare, lucidità’. La seconda e’ sostanzialmente molesta: presenta i segni di un’arrabbiatura/aggressivita’ permanente, ripete inesorabilmente ed infinitamente le stesse cose, vede solo problemi irresolvibili e non sa proporre vie d’uscita, in nessun caso.
    Ognuno può’ farsi un’idea di quale delle due viene maggiormente tratteggiata in queste discussioni. Certo, Lorenzo mi dira’: “di’ qualcosa”. Beh la mia obiezione e’: di’ qualcos’altro. Altro che non sia il milionesimo copia-incolla dai soliti 3-4 siti, quelli si “vigliacchi e schifosi”, ma tanto nessuno con un minimo di rotelle che girano li leggera’ mai. Dicci come e’  fatto il mondo che immagini. Possibilmente senza nasconderti dietro “L’esperienza non e’ trasmissibile”, e magari senza “identificarti con le tue idee”.

  34. 183
    lorenzo merlo says:

    Dì qualcosa. Ti prego.

  35. 182
    Giuseppe Balsamo says:

    Attribuire valore a un pensiero c.d. uniformato o anticonformista in quanto tale, è una fallacia logica.
     
    Devo comunque constatare che le parole di Cecilia Strada hanno colto nel segno.
    Eppure, qualche tempo fa (prima della pandemia, ora avrei dubbi), non mi sarei stupito nel sentire espressi da te gli stessi concetti.
    Forse è questa la causa delle tue reazioni scomposte.
    O c’è dell’altro ?

  36. 181
    lorenzo merlo says:

    Mi sono chiesto quanti ne avessi tu per mettere la Strada in risposta – per te soddisfacente – alla mia richiesta di interventi a sostegno del pensiero uniformato. E anche ad ogni dito e ogni -36. Tanti da farne un rosario.

  37. 180
    Giuseppe Balsamo says:

    Merlo, toglimi una curiosità.
    Ma tu, quanti anni hai ?

  38. 179
    Fabio Bertoncelli says:

    Negli anni Trenta si incominciò con il discriminare, bandire, espropriare gli ebrei in quanto tali. Poi essi furono imprigionati, assassinati, sterminati.
    … … …
    Nel 2022 si sta incominciando a discriminare, bandire, espropriare i cittadini russi in quanto tali. Per ora ci si ferma qui. Per ora.
     
    Forse, se a qualcuno sui banchi di scuola fossero stati insegnati i diritti dell’uomo e del cittadino, e pure un pizzico di storia dei totalitarismi del Novecento, non saremmo a questo punto. Forse.

  39. 178
    lorenzo merlo says:

    Se vi fa strano, se vi risulta razzista, gratuito, vergognoso, aberrante, inaccettabile, nessun problema. Chiedete e a Balsamo vi fornirà in risposta schacciante l’intervista a qualcuno che dirà ciò che diciamo tutti.
    Ma poi, non ridete. Lui ce la mette tutta. Altro non gli esce.
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_si_tratta_di_discriminazione_ma_lottusit_russofoba_colpisce_tre_violiniste_a_gorizia/39602_46326/

  40. 177
    lorenzo merlo says:

    “Non se ne può più”.
    Ditevelo e ripetetevelo per sottrarvi ancora.
    O avete altre doti morali?
    https://www.ingannati.it/2022/05/13/la-differenza-tra-notizie-complottistiche-e-verita-anche-meno-di-un-anno-ormai/

  41. 176
    lorenzo merlo says:

    Siate “ragionevaoli”, non ascoltate chi ha grilli per la testa.
    https://www.giornaledelribelle.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3528&Itemid=10

  42. 175
  43. 174
    Mario says:

    L’enormita’ di quello che accade in tema di russofobia e’ tanto evidente quanto  spuntate sono le armi a disposizione per opporvisi. Davvero poco da fare e stracciarsi le vesti fa solo sangue cattivo. Come se ne esce non so. 

  44. 173
    Andrea Parmeggiani says:

    E ci sono degli idioti che sostengono che non c’è censura sulla cultura russa…

  45. 172
    lorenzo merlo says:

    Avrei bisogno di un argomento, almeno uno, per capire come sia possibile dare contro a un passaporto.
    Almeno uno.
    Grazie.
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-premio_strega_cacciato_dalla_giuria_a_88_anni_il_pi_grande_italianista_russo/39602_46232/

  46. 171
    Andrea Parmeggiani says:

    Beh, qui c’è la pistola fumante…
    https://www.nature.com/articles/s41598-022-10928-z#Abs1

  47. 170
    albert says:

    Caso scottante dal punto di vista   delle vere relazioni: una signora paesana , compagna di chiacchere e  di  qualche gitarella sulle prealpi, racconto’ di aver avutoto trombosi dopo la prima dose, purtroppo e’andata avanti (o prima). Altri suoi conoscenti hanno poi riferito che aveva ben altre patologie precedenti:quindi non e’possibile trarre conclusioni circa causa o concausa  ,la medicina non e’matematica. Statistica medica fatta  sul serio e’ un bel mattone impegnativo.  Nutro un sospetto:  gli Oligarchi,o Neomiliardari, come son abili nel mettere al sicuro il patrimonio, (malguadagnato??) , in paradisi fiscali, non è che zitti zitti  si sono vaccinati con i vaccini  procurati per vie traverse ,messi a punto nell’occidente decadente imperialista, e alla GENTE loro compatriota ( che mandano in parte a farsi massacrare) han rifilato i prodotti locali autarchici??

  48. 169
    Fabio Bertoncelli says:

    “Coaguli anomali nei cadaveri dei deceduti” (http://www.luogocomune.net).
     
    A mio parere, un sito scrupoloso come http://www.luogocomune.net dovrebbe indagare pure sugli inquietanti casi di cadaveri non deceduti. 

  49. 168
    lorenzo merlo says:

    Certamente.
    Ma resta una voce da considerare.
    Ascolta anche più avanti. E gli altri link.

  50. 167
    albert says:

    166) un imbalsamatore e’  anche medico legale esperto in tanatologia???Occorrerebbe approfondire  sulla base di referti di autopsie  condotte in Italia  con medico legale e altro specialista nello stesso ramo incaricato dai famigliari  di un defunto.La statistica medica e’ complessa ( galleggia sempre il sospetto di sua addomesticazione ?)

  51. 166
    lorenzo merlo says:

    Info per i “ragionevoli”.
    https://www.luogocomune.net/21-medicina-salute/5998-trombi-anomali-nei-cadaveri-dei-deceduti
    (Altri link nei commenti)

  52. 165
  53. 164
    lorenzo merlo says:

    C’è anche qualche “miresabile” della stampa.
     
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-portalettere

  54. 163
    Carlo Crovella says:

    Anzi io ho il sentore che se viene una cosa figa, se ne approveranno i partiti e la spacceranno come pensata da loro. D’altra parte senza la base offerta dai politici di professione, forse l’iniziativa non sarebbe partita. Ma a me non importa come sarà divulgata. Mi piace partecipare, dare il mio contributo, sperando di fare una cosa utile per tutti.

  55. 162
    Carlo Crovella says:

    @159 sono certo di aver già precisato in modo chiaro che nella “cordata” ci sono politici professionisti o esponenti di spicco della cosiddetta società civile. Noi “amatori” siamo di sostegno, ruoli operstivi collaterali  ma partecipiamo al dibattito e diamo un contributo di pensiero, a volte anche importante. È il mio modo di dare una mano alla causa.

  56. 161
    lorenzo merlo says:

    I lavoratori non servono più. Sono stati buttati a mare. Dovranno subire ulteriori precarietà e guerre tra poveri. Una banalità del neoliberismo una necessità del great reset. 

  57. 160
    Menelao Leman says:

    Leggo al commento 75:

    Se non induriamo, pro futuro, i nostri giovani, gli altri (cinesi, russi, arabi, indiani) li spazzeranno via. I cinesi lavorano 12-14 ore al giorno, spesso 7 giorni la settimana, praticamente tutti e 12 i mesi. Da noi ci sono quelli che protestano per la pausa pipì.

    Se questa è la visione del vostro “gruppo di lavoro”, allora c’è ben poco da stare allegri.
    Senza contare che frasi del genere sono un INSULTO verso tutti i lavoratori, sfruttati, che oggi, nel 2022, sono sottoposti a condizioni occupazionali che è un complimento definire indecenti, a fronte di retribuzioni ancor più indecenti.
    Evidentemente si tratta di lavoratori e lavoratrici che non rientrano nella fascia sociale di vostro interesse.

  58. 159

    Però,  Crovella, ammetterai che fare politica nel tempo libero rende quello che vi si dedica. Il tuo/vostro lavoro è encomiabile a livello gognablog o mercato rionale ma quando parli di elezioni significa che vi scontrerete con gente che la politica la fa di professione. Un po’ come istruttori Cai e guide alpine…
    Quelli là hanno poco idealismo e sono squali dalla grande bocca che ve se magnano al primo confronto. Mi sa che i tuoi sforzi alla fine valgano come i nostri di protestoni sconclusionati. Anche se ammetto che “bisogna provarci” per conoscere il risultato.
    La mia protesta sconclusionata personale, per esempio, è stata la scelta (legale) di non vaccinarmi per paura di quello che mi avrebbero iniettato nelle vene. Scelta che ha per me sortito il risultato di farmi sentire sano come ero, alla luce di quanto di nefasto si sta scoprendo oggi sui vaccini covid che tutti voi avete fatto. Bella lì.  Ognuno fa le sue scelte credendo e sperando in risultati che lo facciano stare bene. Tutto qui.

  59. 158
    lorenzo merlo says:

    Chiedi all’Onu e vai sereno. 

  60. 157
    Giuseppe Balsamo says:

    @155
     
    Trattandosi di film, lo spirito critico è più necessario che mai 🙂
    Mi ricorda Mazzucco quando faceva vedere i risultati della ricerca su gugol di tumore+bicarbonato per dimostrare che aveva ragione.
     
    E poi mancano i miei due preferiti: “Occhi bianchi sul pianeta Terra” (1975) e “Andromeda” (1971).
    Come mai ? Cosa stanno cercando di nasconderci ?

  61. 156
    Carlo Crovella says:

    Ma guardate che qui sto semplicemente indicando i principi di massima del  ns lavoro. L’esempio dei diritti-rendite è solo uno dei tsntissimi esempi applicativi, come quello (da me fatto nei mesi scorsi) del taglio delle pensioni cosidette d’oro (anche in questo caso si interviene su diritti acquisiti).
     
    L’apparenza imprecisione-confusione del miei inerventi qui deriva da un elemento molto preciso. Il ns lavoro è, al momento, work in progress. Se entrassi maggiormente nei dettagli, vi direi la “mia” idea su ogni dettaglio,  ma potrebbe non risultare quella conseguente alla sintesi fra tutti noi su ciascun punto programmatico. Quando (e se) il manefiesto sarà pronto, verrà divulgato a livello nazionale e ogni cittadino potrà analizzarlo nella versione finale.
     
    Quello che, in questa sede, mi preme sottolineare e’ che, se non vi va bene nessuna modifica del sistema in essere, alla fine vi terrete il sistema in essere, comprese le sue storture (esempoo Governi tecnici che governano per Decreto ecc ecc ecc). Benissimo, è scelte legittima. Però, se questa è la vs preferenza, allora smettetela di frignare se Draghi-Speranza vi impongono le mascherine-SGP oppure se determinati personaggi, “figli” di questo sistema, fanno uscote pubbliche come quelle citate nel commento 1. Il sistema in essere è fatto così: o vi tirate su le maniche per cambiarlo oppure vi tenete quello che c’è, senza continuare a frignare come bimbi dell’asilo.

  62. 155
    lorenzo merlo says:

    “Ma nooo… non è vero. Non l’ha confermato nessuno. Né l’Onu, né la Ue, e neanche Bill Gates. Proprio come Odessa che era solo un incendio e Bandera che mica era nazista. L’hanno detto Wikipedia e il Corriere. Tranquilli non è vero. È roba da ‘miserabili del web'”.
    https://www.ideeazione.com/come-mai-quello-che-sta-accadendo-non-spaventa-piu-nessuno-la-risposta-e-nei-film-e-nella-programmazione-predittiva/

  63. 154
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, vi auguro buona fortuna, sinceramente. L’impresa è titanica. 
    Grattarsi la pancia al lavoro, dalla mattina alla sera, non è un diritto; è un illecito da punire con il licenziamento. Ricevere una sedia da scaldare non è un diritto; è una porcheria di chi la offre, a scopo elettorale, a spese dei contribuenti.
    … … …
    Però badate di rispettare i diritti di libertà: sono tutt’altra cosa.
    E vi consiglio di usare parole «diritte e chiare» (cfr. Primo Levi, torinese e  italiano). Non come qui nel GognaBlog, dove a volte c’è una leggerissima confusione di lessico e di concetti.  😉😉😉

  64. 153
    Roberto Pasini says:

    Non sono diritti. Sono rendite. Quindi meglio dire “ridurre” o “eliminare” le rendite, perché così è. Suona anche meglio. Il problema è che una parte significativa del paese campa su rendite e non solo i ricconi con lo yacht,  come demagogicamente fa comodo urlare periodicamente nelle piazze e sui social. Basta confrontare le dichiarazioni IRPEF pubblicate ogni anno e quello che ognuno vede in giro. Che fare dunque:  provaci ancora Sam dicevano nel night di Casablanca. 

  65. 152
    Carlo Crovella says:

    La riduzione dei posti di lavoro, specie quelli burocratici ed elargiti per  puro scambio elettorale, è uno dei tanti obiettivi e comporta andare a toccare dei diritti. Per snellie la pubblica amministrazione devi “lucenziare” ovvero sfatare il tabu dei diritti intoccabili. È uno dei miliardi di esempi operativi della correlazione fra sburocratizzazione e toccare o ridure i diritti, obiettivo tra l’altro richiesto dalla competizione internazionale. Nessuna altra economia importante ha questo problema (di posti di lavoro “inventati” per scambio elettorale) o quanto meno non ce l’ha nella stessa misura critica. Il punto non è stilare l’elenco dei diritti da conservare e, all’opposto, quelli da cancellare, ma rompere il tabu dell’intoccabilita’ dei diritti, al fine di snellire il sistema. Questo è il primo obiettivo strategico, poi caso per caso si entrerà nel vivo. Proprio nei prox giorni abbiamo una delle nostre riunioni via web. La squadra di lavoro non è solo torinese, anzi. Infatti va da Nord a Sud l’esigenza di maggior efficienza del sistema socio-politico-produtivo. Le persone coinvolte sono numerosissime, alcune già militano ufficialmente nei partiti altri, come me, lo fanno perché lo sentono. Quando (e se) il programma sarà completato, ci sarà ovviamente una diffusione ufficiale e nazionale. I tempi non sono brevissimi. E però una cosa in cui io credo profondamente. Buon week end.

  66. 151

    Snellire la burocrazia sarebbe un sogno di tutti ma comporterebbe la perdita di molti posti di lavoro. Infatti ogni politico, per farsi eleggere, promette occupazione leggi posti di lavoro in più.  Per crearli dal nulla occorre inventarsi ruoli inutili ed ecco che il burocrate al cubo fa il caso suo.
    Crovella nella sua “campagna” dovrebbe proporre una forte riduzione dei posti di lavoro. 

  67. 150
    Riva Guido says:

    Crovella, ti appresti a seminare nella “Terra dei fuochi” che ormai è tutta quella del Paese. Se prima non bonifichi, hai voglia.

  68. 149
    Matteo says:

    Di sicuro la burocrazia e l’iper-legiferazione siano un problema in Italia (anche se permette di prosperare a una miriade di consulenti, commercialisti, avvocati e notai).
    Però credo sia un problema ben maggiore, rimanendo sulla casa, un sistema che elargisce bonus facciate più alti del valore catastale della casa stessa…
    Ma non credo proprio che un governo “forte” saprebbe diminuirla (e tantomeno vorrebbe, perché si priverebbe di un’ottima arma di ricatto)
     
    E comunque i diritti non c’entrano assolutamente nulla con la burocrazia: mescolare le due cose è semplicemente demagogia.

  69. 148
    massimo ginesi says:

    l’impianto costituzionale del paese riformato da un divulgatore da mercato rionale, nonché consigliere di condominio.
    Che confonde la burocrazia amministrativa con i diritti. che essendo troppi, vanno sforbiciati.
    Come dire che se hai la scabbia, invece che darti qualche farmaco per farla passare, tagliamo il braccio interessato.
    sarà offensivo anche questo? attendo la censura del nuovo mattino.

  70. 147
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli. “Il saluto piemontese cerea ha una connotazione un po’ più formale del “ciao”. Si tratta di un saluto che denota una certa distanza tra gli interlocutori, ma che allo stesso tempo esprime in modo elegante il rispetto che c’è tra le persone coinvolte.”

  71. 146
    Fabio Bertoncelli says:

    Cerea?! In quel di Verona?
    … … …
    Dimmi, Pasini, che fai a Cerea?
    Sorgi il mattino e vai, contemplando i capannoni?
    Pianti bullette e fai careghe fino a sera? Indi ti posi.
    Ancor non sei tu pago di foderar i sempiterni divani?
    Ancor non prendi a schivo?
    Somiglia alla tua vita
    la vita del Carlone.
    Sorge in sul primo albore,
    spara col cannone nel GognaBlog,
    poi stanco si riposa in su la sera.
    Dimmi, o Pasini:
    ove tende il vagar del Carlone?
     
     
    P.S. Attendo conferma: davvero sei finito a Cerea? Tu, proprio tu?
    Oppure è un refuso di tipo “crovelliano”?

  72. 145
    Roberto Pasini says:

    Crovella. Ho investito dieci anni della parte migliore della mia vita convinto che si potesse fare la “lunga marcia attraverso le istituzioni” teorizzata a livello europeo dall’ala giovanile e di sinistra della SPD, gli JUSOS.  Ne sono uscito, ricominciando la mia carriera da zero, perché mi ero accorto che invece di cambiare il mondo sarei cambiato io. Da allora sono diventato pessimista in proposito e ho abbassato il livello delle aspettative. Ci sono molte varianti di capitalismo. Il nostro è un capitalismo relazionale, nel bene e nel male. Il famoso familismo amorale del sociologo americano che studio’ il nostro Sud nel dopoguerra. Funziona così: nel bene lascia molti spazi allo svililuppo di forti individualità, nel male diventa mafioso e collusivo. Difficile cambiarlo con riforme istituzionali. Molti si sono schiantati di fronte ad un muro di alleanze “conservatrici” inaspettate. Mi accontenterei di un doppio canale più esteso.  Molte più operazioni Genova per intenderci e una sconsolata ma realistica accettazione delle due Italie. Lo so che è poco, ma sul piano concreto è quello che si può fare nell’arco di quel che resta del giorno (del nostro ovviamente, se avessi 30 anni farei altre scelte). Sul piano ideale è diverso, ma putroppo “fa finu e impegna nen”(non se ho scritto giusto). Comunque è apprezzabile che qualcuno ci provi, anche se non condivido la direzione che sta cercando di percorrere la destra per bene, perché c’è anche una destra per bene. Per fortuna. D’Alema (che mi è sempre stato sulle palle) scrisse o si fece scrivere un libro con un bel titolo “Un paese normale”. Un bell’auspicio, visto anche quello che ogni tanto nel piccolo succede anche qui,microcosmo ma rappresentativo. Cerea. 

  73. 144
    Fabio Bertoncelli says:

    «Troppi diritti si traducono in eccessi burocratici e si tramutano in un aggravio operativo, imballando il sistema.»
     
    Il diritto di parola si traduce in un eccesso burocratico?
    La libertà di stampa si traduce in un eccesso burocratico?
    La libertà di soggiornare e circolare nel territorio nazionale si traduce in un eccesso burocratico?
    La libertà di associarsi liberamente si traduce in un eccesso burocratico?
    Il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa si traduce in un eccesso burocratico?
    Il diritto di riunirsi pacificamente si traduce in un eccesso burocratico?
    La libertà sindacale si traduce in un eccesso burocratico?
    Il diritto di sciopero si traduce in un eccesso burocratico?
    La libertà e la segretezza della corrispondenza si traducono in un eccesso burocratico?
    Eccetera, eccetera, eccetera. Mille volte eccetera.
    … … …
    Qui si confonde la burocrazia con i fondamentali diritti dell’uomo e del cittadino.
    Qui si confonde il diritto condominiale col diritto costituzionale.
    Qui, semplicemente, si ignora il buon senso.
    … … …
    Se costoro si propongono come alternativa, allora siamo a posto: dalla padella alla brace.
    Quasi quasi, aridatece i grillini… (beninteso, è una battuta sarcastica).
     

  74. 143
    Antonio Arioti says:

    Ci sono diritti e DIRITTI così come ci sono doveri e DOVERI. Non si può fare di tutta l’erba un fascio.
    L’eccesso di burocrazia ha origini antiche e nasce dal fatto che non ci si fida l’uno dell’altro. Una volta, anni cinquanta/sessanta, una stretta di mano al mercato della carne aveva un valore, oggi è carta straccia. Sicuramente esistono ancora paesi nel mondo in cui una stretta di mano vale qualcosa ma nelle nostre nazioni progredite fra un po’ ci vorrà il chip sottopelle per dimostrare che sei veramente tu.
    E’ un problema di tipo valoriale, se mancano i valori di base, il senso di appartenenza, il senso della comunità, si può avere un guinzaglio lungo o corto ma alla fine non cambia nulla. Nel nostro mondo civilizzato il concetto di persona e di famiglia è rimasto sulla carta, in realtà siamo dei consumatori valutati in quanto tali. E guai se non si consuma perché se no salta tutto per aria. Se tieni i soldi in banca, che in parte te li ciulano, crei deflazione, le aziende chiudono, e se consumi troppo fai debito contribuendo allo schema Ponzi fino allo scoppio della prossima bolla che azzera i DIRITTI acquisiti dai nostri padri.
    Più che guinzaglio lungo e corto si può avere una visione lunga e una corta. Quella lunga guarda al mondo nella sua globalità, quella corta ai propri interessi di bottega (e con questo Carlo, non mi fraintendere, perché non sto’ certo dicendo che tu abbia la vista corta). Il problema è che quello dell’empatia è un esercizio difficile da esercitare e fino a quando non si tocca con mano si pensa sempre che chi la slonga la scampa e che in fondo è un problema altrui.
    Non serve a niente o quantomeno a poco leggere i giornali, guardare i talk shaw, ecc. se poi non si prova a fare uno sforzo d’immedesimazione. Forse è perché non sto’ passando un bel periodo, che poi c’è di peggio, ma mi accorgo che molte cose le quali prima mi sembravano ovvie oggi lo sono meno.
    D’altro canto l’istinto di sopravvivenza ci pone sempre davanti al grande dilemma: o io o loro. Difficile trovare la quadra.

  75. 142
    Carlo Crovella says:

    @138 Invece c’entra, è lì il vero succo del discorso. Troppi diritti si traducono in eccessi burocratici e si tramutano in un aggravio operativo, imballando il sistema.
     
    Faccio un sintetico esempio, non ha connessioni sul fronte politico-istituzionale, ma  concettualmente sì. In qualità di consigliere condominiale, affianco l’amministratore (con gradimento sia di costui che di tutti i condomini) per il ns condominio.  Poche settimane fa abbiano adempiuto al rinnovo di una pratica che, precedentemente, facemmo 15 anni fa. Ebbene nel frattempo, per la stessa identica pratica sul piano tecnico, la mole burocratica è esplosa a dismisura. Gran parte della burocrazia è conseguenza di una serie innumerevole di cosiddetti diritti, non ultimi quelli sulla privacy  (dei condomini ecc), tutte cazzate micidiali, ma  per le quali la legge obbliga di fatto a compilare migliaia di scartoffie, tenerle in copia cartacea, avere i nomi tradotti in codici alfanumerici (con relativa tabella di traduzione, solo a soggetti ben definiti da specifica delibera) ecc ecc ecc. Morale abbiamo impiegato circa una settimana per fare una pratica che, 15 anni fa, ci richiese mezz’ora. Ampliando questa scemenzina a livello nazionale, la massa ingente di diritti “superflui” ha imballato la vita operativa ed è un costo (non solo finanziario, ma anche finanziario) che non possiamo più permetterci, pena l’affondamento definitivo della nave Italia.
     
    Gli esempi che ha fatto Pasini qualche gg fa (modello organizzativo per la ricostruzione del Ponte di Genova ecc) indicano invece che, per essere rapidi ed efficaci, occorre avere struttura burocratica molto snella: altro che correre dietro a questo o quel diritto che impone solo scartoffie, tempo perso, costi diretti e indiretti. La sburocratizzazione richiede inevitabilmente lo smagrimento della massa informe di diritti appiccicatisi (come patelle sullo scoglio) decennio dopo decennio. Se non si accetta questo punto, non si fa una vera sburocratizzazione e quindi non si accorcia davvero il guinzaglio. Senza il guinzaglio corto, inutile varare il presidenzialismo. Per cui chi crede davvero nel presidenzialismo, incorpora i concetti di guinzaglio corto, sburocratizzazione, snellezza nella massa dei diritti. 
     
    Se ci pensate, il sistema politico in essere, apparentemente molto “costituzionale” ma che fa governare i tecnici con il Decreti legge, a suo modo ha attuato un accorciamento strisciante del guinzaglio. Di fronte a situazione considerate di emergenza (pandemia, forse prossimamente allargamento della guerra o arrivo di recessione economica) emette un bel Decreto Legge immediatamente esecutivo e salta il Parlamento. Di fatto il Parlamento è completamente esautorato: le regole costituzionali stabiliscono che il Decreto Legge, esecutivo da subito, debba essere approvato in Parlamento entro 90 giorni, pena decadenza. Ma in 90 giorni il quadro sottostante cambia e, nel frattempo, il Governo emette un altro Decreto a sua volta immediatamente esecutivo. Il primo Decreto si estingue, ma nel frattempo è stato efficace, cioè ha prodotto effetti giuridici.
    Non è un accorciare il guinzaglio, questo andazzo? e in tale accorciamento del guinzaglio, esautorando di fatto il Parlamento (Decreto dopo Decreto),  non hanno implicitamente cancellato i diritti (o almeno il rispetto dei diritti)?D’altra parte se non fosse così, per cosa protestereste contro l’attuale modello? protestate per lo scavalcamento/non rispetto dei diritti, no?
     
    E allora tanto vale fare le cose in pulito e archiviare questo modello ipocrita che da un lato vi dice che vivete in uno stato di diritto e dall’altro opera esautorando l’impostazione dei diritti.
     
    La conclusione è: se vuoi un modello socio-politico-produttivo efficace e efficiente, devi accettare tre concetti: guinzaglio corto, sburocratizzazione, smagrimento massa dei diritti. Se non ti va di accettare questi tre concetti, allora devi accettare un modello inefficace e inefficiente. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

  76. 141
    Roberto Pasini says:

    Caro Matteo, certamente un po’ di consapevolezza aiuta. Toglie le decorazioni, le pinzillacchere, gli abbellimenti, le etichette colorate, per cercare di andare al nocciolo. Poi quando sei lì vicino a volte devi scegliere. È come in montagna. Togli tutto il castello di chiacchere e poi ti trovi lì: passo di qui o di la’, faccio il diedro o la placca? Non sempre le due opzioni sono quelle che speravi e allora o stai fermo, o torni giù o scegli l’opzione meno peggio per te. Senza urlare o recriminare, perché in quel monento non serve a niente, peggiora solo le cose. Anche noi alpinisti modesti e tapascioni lo abbiamo imparato, nel nostro piccolo e sulla nostra pelle. Ugualmente nella vita. Ciao

  77. 140
    Matteo says:

    Si Roberto, suona molto familiare: Putin dittatore, omicida e liberticida e Zelensky difensore della democrazia e speranza della civiltà occidentale.
     
    Molto familiare e molto più perfezionato, purtroppo

  78. 139
    Roberto Pasini says:

    La zuppa è sempre quella e a confezionarla sono sempre gli stessi, con qualche variante. Tra varianti a guinzaglio corto e varianti a guinzaglio lungo molti come me preferiscono il guinzaglio lungo. Perché così almeno leggo sul NYT l’articolo guerrafondaio di Krugmann e contemporaneamente la rivelazione del ruolo dell’intelligence USA e se mi arrestano per le mie idee posso cercare di difendermi davanti ad un giudice.Poi c’è il grande tema posto da Latouche. L’economia politica classica, prima di essere rodotta ad una tecnica di calcolo,  e’ stata un ramo della filosofia morale. Una riflessione sulle leve dell’animo umano su cui fondare un sistema di produzione e distribuzione della ricchezza. Caro e antico maestro Claudio Napoleoni,ispiratore di un gruppo di ragazzotti dalle belle speranze, incerti sul dilemma tra filosofia e economia e politica e che leggevano come una bibbia il suo “Smith, Ricardo, Marx”. Il famoso “interesse” del birraio, macellaio, panettiere da cui dipende la nostra cena. Si è cercato nel secolo scorso di creare un sistema su altre basi. Si è un po’ sacrificata la libertà in favore di fraternità e uguaglianza. Abbiamo visto come è finita: un disastro. Niente libertà, niente uguaglianza e fame, tanta fame. Potra’ l’ecologia essere il nuovo principio fondante, il nuovo sole dell’avvenire? Forse. Troppo presto per dirlo. I sistemi non crollano finché non hanno esaurito il loro potenziale. Nel frattempo cerchiamo di non perdere la bussola e di difendere i Minima Moralia. E già fare questo oggi è un 7c strapiombante e la testa e le braccia, cara signora, non sono più quelle di una volta. Amen.

  79. 138
    Antonio Arioti says:

    Che poi parlare di meno diritti per le persone.. Manco ci facessimo il bagno nei diritti.

  80. 137
    Andrea Parmeggiani says:

    @130
    A mio parere hai dato due spiegazioni diverse del guinzaglio corto
    1) Catena di comando corta: meno burocrazia nel mettere in pratica le scelte che si cerca di mettere in pratica; potrei essere d’accordo
    2) Meno diritti per le persone: questo non c’entra assolutamente nulla con la catena di comando corta. 

  81. 136
    Roberto Pasini says:

    Matteo. Appunto. Il Nazional Socialismo e il Fascismo delle corporazioni contrapposti alle plutocrazie capitaliste anglosassoni erano ideologia pura, venduta alle masse con una grande e sistematica operazione di marketing sociale come diremmo oggi. Varianti a guinzaglio corto. Però, come qualcuno ha detto,le guerre sono sempre anche guerre di religione o almeno così vengono presentate e vendute. Suona familiare per quanto succede oggi?” Putin ci salverà” qualcuno scrisse??? È sempre la famosa falsa coscienza di cui parlava il filosofo economista di Treviri. 

  82. 135
    Matteo says:

    Il problema del guinzaglio è sempre e solo chi lo regge e la direzione in cui vuole andare, a prescindere dalla lunghezza. Ma ovviamente più è corto, maggiore è il problema.
    Questo problema che viene costantemente ignorato e spesso volutamente; maxime da che lo vuole corto, perché chi lo vuole corto pretende di avere la soluzione (ovviamente per il bene di tutti!) e la cosa che più teme è la critica.
    Questo perché normalmente “il bene di tutti” significa “il bene di chi voglio io”.
    L’opera di straniamento dalla realtà e di mistificazione dei fatti è particolarmente evidente nella frase “non era Hitler un feroce critico dell’orrido capitalismo”: provate a chiedere ai Krupp, ai Thyssen, alla IG Farben quanto Hitler fosse anticapitalista (do per scontato che sappiate quanto corto fosse il suo guinzaglio).
    Oppure in Italia chiedete alla Fiat.
     
    Il guinzaglio corto è la soluzione preferita da chi non è capace, di chi teme di essere messo in crisi dall’altro e dai ragionamenti che lui non sa e non può fare. In definitiva di chi si sente minacciato dal diverso da se’, lo percepisce come un pericolo e non è capace di confrontarsi.
     
    Per una specie sociale come la nostra questa può essere una condizione patologica e Hitler ne è un valido esempio.
     

  83. 134
  84. 133
    lorenzo merlo says:

    Se utile al progetto mortifero, diranno e faranno nientemeno che quello che gli serve. Il legame con chi li ha eletti è semplicemente stasto stracciato. Senza dire nulla naturalmente. Sarebbe bello come chiamarli invece di vigliacchi e schifosi. Sarebbe bello leggere i commenti e gli argomenti di qualcuno che ancora crede nelle istituzioni.
    Qualunque legge elettorale non sarà che una facciata, una spennellata di democrazia. Il progetto lo impone.
    Lo voterete.
     
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-comitato_no_alla_guerra_appello_urgente_mandiamo_una_pioggia_di_email_per_la_democrazia_e_la_pace_contro_un_atto_gravissimo_al_senato/39130_46189/

  85. 132
    Roberto Pasini says:

    Caro Ginesi, anche tu sottoposto alla gogna, come l’arguto e pugnace discesista ambrosiano Alberto, forse partito per difendere Mariupol insieme agli svasticati filoamericani (Certo che è ben strana la storia, ma non era Hitler un feroce critico dell’orrido capitalismo anglosassone declinante come ci è stato ricordato con il link ad un suo coinvolgente e illuminante discorso in proposito? Mah…limiti del razionalismo scientista, incapace di connettere i punti e di capire la complessità “olistica”direbbe il mitico venditore di olive di Porta Palazzo (che è cugino della casalinga di Voghera, peraltro). Però…però anche tu hai commesso due gravi errori. Il Primo. Non tener conto del fatto che la libertà di spittare (spit= sputo) appartiene al diritto consuetudinario e quindi come tale è esposta a variazioni e interpretazioni locali, temporali e soggettive. Pochi hanno la licenza di spittare. È un lungo processo di formazione, quasi come quello delle guide alpine,che infatti spesso qui spittano e come spittano. Niente Laurea in Giurisprudenza. Non vale. Il secondo. Hai sbagliato bersaglio. Lascia perdere il nuovo Risorgimento sabaudo, è roba subalpina, come i gianduiotti di Peirano, non adatti allo spirito caliente della costa toscana. Si liquefano e non vengono apprezzati. Avresti dovuto seguire il filone più facile dei vigliacchi, schifosi, traditori, nullita’, democristiani travestiti, piddini idioti, servi della Nato, papalinati ….lì non avresti avuto problemi, anzi ti saresti guadagnati probabilmente dei punti da mettere sulla bandana per quando rispunterà il Nuovo Mattino (con un po’ di pazienza s’intende). Comunque tieni duro, non mollare  e alegher alegher che il blog l’e’ semper negher, inteso come sfondo s’intende, non fraintendiamo e non confondiamo rosso, bruno e nerone😀 

  86. 131
    Antonio Arioti says:

    Guinzaglio lungo o corto la cricca dei paraculo fa sempre i propri porci comodi. Alla fine diventa solo una questione di facciata e i frutti marci se li mangiano sempre quelli delle bettole.
    Senza valori di base il pendolo colpisce con moto perpetuo la zucca del poveraccio, sia da destra sia da sinistra.

  87. 130
    Carlo Crovella says:

    A mente (più) fredda e con l’obiettivo di farmi capire, senza necessariamente obbligare a condividere lo spirito, spiego perché chi crede davvero in un modello presidenziale non può esimersi dal incorporare il corollario del “guinzaglio corto”.
     
    Guinzaglio corto è un’immagine sintetica che ho coniato per farmi capire rapidamente dagli interlocutori. In gergo più tecnico si dice “catena di comando”. Ovvero l’efficacia delle decisioni (in questo caso governative) non può convivere con un guinzaglio lungo, per cui ci si deve riconvertire verso il guinzaglio corto. Metafora del guinzaglio: pensate al movimento del pendolo. Da un lato c’è il governo, il guinzaglio e il meccanismo di trasmissione delle decisioni, il cane è la concretizzazione delle decisioni. Se il guinzaglio e corto, l’ampiezza di oscillazione e limitata, il cane ha un raggio di azione contenuto (come un piccolo compasso). Fuor di metafora: con guinzaglio corto le decisioni impiegano poco tempo a concretizzarsi e, soprattutto, è limitata l’ampiezza dello scostamento fra decisione presa dal Governo e concretizzazione operativa. Conseguenza opposte se il guinzaglio è lungo: tempi lunghi da percorrere e, soprattutto, (per il movimento del pendolo)  ampio scostamento fra decisioni govetnative e loro concretizzazione. Ora chi crede nel presidenzialismo, lo fa per ottenere più efficacia operativa  anche quotidiana, nel modello sociale-produttivo-politico. Di conseguenza chi preferisce il presidenzialismo, incorpora necessariamente la preferenza per il guinzaglio corto.
     
    Cosa c’entra tutto ciò con i “diritti”? C’entra eccome, perché la massa smisurata di diritti che si sono accumulati in 75 anni costituisce, di fatto, il famoso guinzaglio (o quanto meno lo ha appesantito). Sintetizzo. Tantissimi diritti=guinzaglio lunghissimo. All’opposto, meno massa di diritti=guinzaglio piu’ corto.
     
    È questo il meccanismo per il quale chi è un sostenitore del sistema presidenziale punta  implicitamente, a scremare la massa informe dei diritti. Si preferisce anteporre l’efficacia del sistema allo spazio di “movimento” individuale (va inteso in senso metaforico).
     
    Chi invece preferisce l’ampiezza dei movimenti individuali, punta (anche senza rendersene conto) ad un guinzaglio lungo. Cioè antepone i diritti all’efficacia del sistema.
     
    Possiamo semplicisticamente dire: guinzaglio corto=destra; guinzaglio lungo=sinistra.
     
    Ognuno faccia le sue scelte. Il risultato delle consultazioni darà un vincitore. L’unica osservazione che faccio è che c’è un’asimmetria di impegno fra i sostenitori della proposta presidenzialista e il minestrone alternativo. Noi ci siamo tirati su le maniche e da tempo stiamo “lavorando”, nei diversi ruoli, verso un obiettovo chiaro. L’alternativa finora si limita a protestare contro il Governo Draghi senza costruire nulla da contrapporre. La cosa pazzesca è che protestate verso decreti che spesso sono emanati anche dal Ministro della Salute, per competenza di materia. Ricordo che Speranza è anche il leader di LEU, cioè il partito più a sinistra in Parlamento. Qui Dk protestate contro un governo.con forte sostegno dei partiti di sinistra e con esponenti governativi che sono leader della sinistra!
     
    Alcuni di voi sono furiosi di fronte alle idee che espongo. Bene, voterete contro al momento dell’eventuale referendum costituzionale. Ma se la ns proposta non passa, resta lo status quo, ovvero un sistema politico che non riesce a governare e quindi delega ai tecnici che operano pet decreto. In altre parole: quando voterete contro all’ipotesi di riforma presidenzialista, rimarrete nella palude del Governo Draghi e del Ministro Speranza, palude contro la quale esprimete proteste, malcontento, insoddisfazione… Beh, conteni voi…

  88. 129
    massimo ginesi says:

    interessante la censura selettiva del gogna blog!
    Crovella può dare del coglione a destra e  manca e un post argomentato viene cancellato. 
    Ottimo nuova mattino. state bene

  89. 128
    Carlo Crovella says:

    @123 siccome tuto è relativo, ovvero visto in reciprocità, le mie idee a te appaiono delle stronzate così come le tue a me appaiono delle stronzate. Tienti le tue e io mi tengo le mie. Ognuno di noi due è convinto che l’altro è un coglione. Solo la storia dimostrerà chi ha ragione. Non mi pare però, che nemmeno tu ti impegni in azioni politiche verso i tuoi obiettivi. Almeno io mi sono tirato su le maniche e mi do da fare e forse arriverò (insieme ai miei compagni di cordata) a un risultato. Tu che stai facendo a sostegno delle “tue” idee???
    Frigni, protesti, ti agiti scanbdalizzato per quello che viene scritto, ti esce fumo dalle orecchie (come nei fumetti)… e poi? Tutto resta uguale. E allora tienti anche tu Draghi che ti imbavaglierà per sempre.

  90. 127
    Alberto Benassi says:

    sarebbe anche divertente se non fosse che sottende un’idea autoritaria, messianica e razzista tragica.

    Ecco Matteo, hai detto tutto:  autoritaria e tragicamente razzista!!
    Questa è la svolta politica proposta da questi personaggi che vanno a parlare con gli inconsapevoli fornai e fruttivendoli. Inconsapevoli che, una volta ottenuto il loro appoggio, saranno svenduti sull’altare dei potenti.

  91. 126
    Roberto Pasini says:

    La dicotomia (nelle sue varie forme storiche) governo accentrato dei migliori/governo decentrato del popolo è molto antica. Precede il mondo moderno e attraversa sia la destra che la sinistra degli ultimi due secoli. Anche nella tradizione del movimento operaio abbiamo visto dittatura del proletariato (governo leninista dei migliori, i 1000 circa mandarini del Partito Comunista Cinese) e repubblica dei soviet (Rosa Luxermburg & C. fino all’operaismo torinese dei Quaderni Rossi, per restare in Sabaudia). Per ora abbiamo visto pendoli e qualche forma ibrida e ancora ci arrabattiamo tra Scilla e Cariddi? E se fosse così: un inevitabile pendolo situazionale che renderebbe vana la nostra continua ricerca della forma suprema?  In fondo anche nella nostra vita individuale capita a tutti di alternare le due formule nella gestione dei fatti nostri, a volte con risultati disastrosi a volte azzeccando la soluzione migliore per la situazione. 

  92. 125
    lorenzo merlo says:

    Il seme della sharia tecno-materialistica d’Occidente ha già messo radici. Il suo germoglio, innaffiato a colpi di paura porterà a fiori la cui fragranza inonderà le magioni ma non i vicoli delle bettole, dove invece cadranno i frutti marci di cui dovremo nutrirci.
    Tutto va – avremmo detto un tempo – a destra. Pd docet.
    Forse Putin ci salverà. Modalità a suo tempo.

  93. 124
    Matteo says:

    Crovella, l’unico che non capisce sei tu (non vuoi, non puoi o fai finta di non capire?) .
     intervento 86, h14.02 di ieriil concetto generale è … meno diritti…
    Più snellezza e più libertà. Anche nel lavoro …
    se il mondo del lavoro è più flessibile e snello…Se il sistema è molto più dinamico, piace molto di più. Lo stesso coincetto viene esteso a ogni risvolto dell’esistenza.
    intervento 119 h11.36 di oggi:
    Allora per governare l’Italia…occorrono meccanismo più rigidi. Ecco la necessità di meccanismo che garantiscano la governabilità politica. …se non inseriamo meccanismi più rigorosi
     
    In meno di 24 ore passi dal chiedere meno leggi, lacci e lacciuoli a invocare meccanismi più rigorosi.
    Ma ovviamente non per tutti, non in tutti i campi, non sempre.
    Decide il capo, l’uomo forte, il migliore, il salvatore, il generalissimo. Di volta in volta, secondo convenienza…e scommetto sarebbe delitto capitale metterne in dubbio autorità, efficacia e volontà.
     
    Lo stridore delle tue unghie sul vetro nel tentativo di giustificare una posizione insostenibile sarebbe anche divertente se non fosse che sottende un’idea autoritaria, messianica e razzista tragica.
    E che abbiamo già provato tante, troppe volte che non funziona affatto.

  94. 123
    massimo ginesi says:

    Fra le stronzate crovellianee, sparse a piene mani e con grande sprezzo del ridicolo (e assai spesso di ogni settore del sapere, dall’ambito giuridico a quello sociale) negli ultimi anni su questo blog, quella di tutelare le classi future togliendogli diritti affinché si rafforzino contro popoli abituati a lavorare 12 ore al giorno 7 giorni su 7 mi pare la più straordinaria. 
    (quindi per combattere assetti sociali devastanti è sufficiente organizzarne di ancor peggiori, se ben capisco) 
    immagino che l’insigne e oscuro cenacolo di giuristi cui appartiene non vada molto oltre il venditore di olive (abisit iniuria verbis), poiché chiunque e di qualunque orientamento politico, dotato di un minimo di senno e mezzi culturali, lo accoglierebbe con solenni pernacchioni.
    Certo è che dopo anni, quando mi capita di leggere qualcosa di interessante, trovarlo farcito dei soliti panegirici autoreferenziali e ridicoli, è semplicemente penoso. 
    Certo è che, laddove i numeri premiassero davvero i venditori di olive e i loro guru culturali (sul voto la penso come Merlo, e non mi stupirebbe…), sarei disposto a prendere le armi per combattere una simile claque dirigente (non oso chiamarla classe).
    o forse, più prosaicamente, mi ritirerei  con un gregge a nord di cominetti, appena oltre il crinale di confine. 
    stai bene, irato e iroso convincitore di mercati (rionali),  una piccola nota di costume: “combinato disposto dal o del”, disposto è participio  passato di disporre, visto che ti accingi a fare il costituzionalista oleoso, sarebbe utile almeno conoscere i fondamentali …
     

  95. 122
    Fabio Bertoncelli says:

    Io, Fabio, balengo. Tu, Alberto, balenghi. Marcello balenga. Noi del forum balenghiamo. Voi (“voi” crovelliano, ovviamente) balengate. Essi (Fabio, Alberto, Marcello, Matteo, Mario Rossi, Pinco Palla, ecc. ecc. ecc.) balengano.
    … … …
    Dal vocabolario Devoto-Oli: voce del verbo balengare, modo indicativo, tempo presente. Trattasi di verbo difettivo, in quanto manca della seguente persona verbale: “Crovella balenga”.

  96. 121
    Roberto Pasini says:

    Il caso Genova è emblematico. Di fronte all’emergenza di dover costruire il ponte in due anni si è utilizzata una formula basata su tre gambe: sospensione temporanea di lacci e lacciuoli, accentramento del potere decisionale e gestionale, utilizzo di risorse umane abituate a operare in contesti internazionali e a confrontarsi con livelli molto elevati di competitività (USA il sindaco Bucci,  il mondo Renzo Piano, con doppia cittadinanza, francese e italiana, Bono , Fincantieri, vecchio uomo della prima repubblica ma che ha sempre operato sul mercato internazionale, sia civile che militare). L’operazione vaccini, dal punto di vista esclusivamente operativo, dopo la partenza confusa affidata alle Regioni, ha seguito lo stesso schema. Alcuni pensano che questa ricetta possa funzionare anche nella “normalità”.  Tutto da vedere. Le “viscosità” e “omertà” presenti nella nostra società civile mi fanno dubitare. Vedo che qui in Liguria, ad esempio, dopo l’operazione speciale Ponte, che sicuramente è stata un successo, si è tornati alla solita manfrina. Forse bisognera’ rassegnarsi ad un doppio canale, in attesa che sorga il “sol dell’avveninre”. Almeno si potrebbe risolvere qualche urgenza non eludibile. 

  97. 120
    lorenzo merlo says:

    Forse utile una precisazione.
    Analogico allude a pre-Great Reset.
    Digitale allude all’attestazione del Great Reset.
    Great Reset allude al progetto di mantenimento dell’egemonia americana, economica e quindi militare sul mondo.
    Russia allude a una forza contraria al mantenimento di quell’egemonia e al tentativo del multipolarismo.
    Le sanzioni alla Russia e il coniugato problema per l’economia europea, come dice bene Giorgio Bianchi, fanno parte del progetto.
    Un’Europa debole a chi si appella? Guarda Draghi cosa dice e trovi la risposta.

  98. 119
    Carlo Crovella says:

    @107 Ti ho già risposto sul quel tema, mille volte, se non in questa chat in altre del passato. se tu che sei disattento, superficiale e non sai leggere i contenuti.
     
    Non è possibile paragonare la situazione sociuo-politica dell’Italia a quella di Germania, Francia e UK per un semplicissimo elemento di fondo.
     
    Ovvero il senso del dovere civico individuale. Tutte quelle popolazioni lo hanno per caratteristica storica. I Francesi un po’ meno di tedeschi e britannici, ma compensano con un fortissimo senso dello Stato, cioè il cittadino francese mediamente “si riconosce” nello Stato.
     
    Invece gli italiani sono dei cialtroni, infidi, mafiosetti, approfittatori, subdoli, ognuno pensa al suo orticello ecc ecc ecc. Senso del dovere civico: zero. Senso dello Stato: sotto zero. Lo Stato in Italia viene visto come una diligenza da saccheggiare…
    Allora per governare l’Italia, data la ‘indole della popolazione, occorrono meccanismo più rigidi. Ecco la necessità di meccanismo che garantiscano la governabilità politica. Se fossimo tuti cittadini più consapevoli (più tedeschi o più britannici rispetto a come siamo), i meccanismi tecnico-politici potrebbero essere più laschi, senza provocare danni al sistema, perché ci “pensa” il singolo a compensare la momentanea assenza di governabilità con suo senso del dovere.
     
    Invece da noi non è così e, se non inseriamo meccanismi più rigorosi, il gregge se ne va dove vuole, anzi si disperde. Ognuno fa i capperi suoi… e frigna solo e chiede soldi allo Stato (Pasini ci ricorda sempre il detto partenopeo: il gatto frigna quando fotte).
     
    L’ho scritto migliaia di volte, adesso mi pare che sia espresso in modo a prova di balengo.

  99. 118
    Antonio Arioti says:

    117 Lorenzo, è vero. Ho elencato cianfrusaglie del tempo analogico.
    Ho però la sensazione che lo stesso disegno egemonico dell’occidente faccia parte dell’analogico. Secondo me il digitale non l’ha ancora ben compreso nessuno, nemmeno chi è più avanti ma si trova ancora a cavallo fra l’analogico e il digitale.
    Secondo me il digitale spazzerà via anche il concetto di egemonia a cui siamo abituati nel senso che ci sarà probabilmente sempre una forma di egemonia ma della quale ancora non si conoscono bene i modi e le forme.
    Quanto tempo ci vorrà poi non lo so.

  100. 117
    lorenzo merlo says:

    Antonio, bello e condivido. Ma anche le tue note hanno radici e frutti nel terreno del tempo analogico.
    Quello digitile ha come come uno dei suoi scopi proprio spazzare via la cianfrusaglia che hai elencato.
    È nella logica di compattazione dell’Occidente, necessaria al suo stesso mantenimento di egemonia anche atttraverso la riduzione dei costi del capitalismo.
    Basta guardare il Pd e si capisce a quale cavallo vuole stare in sella.

  101. 116
    Antonio Arioti says:

    Fare considerazioni nazionali, solo entro i nostri confini, è come fare previmeteo guardando il cielo dalla finestra.
    Questo è poco ma sicuro.

  102. 115
    Antonio Arioti says:

    L’unico sistema elettorale che garantisca la governabilità per un periodo di tempo definito è quello utilizzato per eleggere i sindaci. Di fatto una sorta di presidenzialismo. Se al posto di una persona mettiamo un partito il risultato non cambia, se invece mettiamo una coalizione sappiamo come va a finire (almeno da noi).
    Ciò detto i problemi dell’Italia sono gli italiani e questo vale per tutte le nazioni. Questo non vuol dire che siamo tutti responsabili in egual misura ma se siamo leader o comunque ai primi posti nell’evasione fiscale, nella criminalità organizzata di stampio mafioso, nel lavoro nero, nel bizantinismo burocratico e in altro ancora diventa difficile dare la colpa a Tizio, Caio, Sempronio, a prescindere dal fatto che governi o meno.
    Chi comanda è comunque espressione non solo di un voto (e nel sistema attuale a volte neanche di quello) bensì di una cultura, di una mentalità, di usi e costumi radicati in un popolo a volte anche da secoli e secoli.
    E’ chiaro che poi non facciamo così schifo, c’è di molto peggio come di molto meglio, è solo per dire che le cose non si cambiano con la bacchetta magica ma solo con un lavoro che se si aspetta possa partire solo dall’alto stiamo freschi.

  103. 114
    lorenzo merlo says:

    Questioni giuste. Ma forse appartenenti al tempo analogico.
    Quello digitale ci sottrae definitivamente dalla partecipazione alla democrazia e sottrae i governi dalla loro sovranità.
    Al momento, le uscite di Draghi – grenpaz, vaccino, morte, Putin, armi e aria condizionata – alludono all’Italia come un territorio eletto a sondare le reazioni sociali relative all’affermazione della logica egemonica dell’Occidente.
    Fare considerazioni nazionali, solo entro i nostri confini, è come fare previmeteo guardando il cielo dalla finestra.
     

  104. 113
    Matteo says:

    Matteo, la governabilità risolve almeno un problema: si sa chi vince e si sa chi perde. Chi vince ha il potere di governare. Al termine della legislatura noi elettori conosceremmo esattamente meriti e colpe, cioè chi ha fatto che cosa e chi invece non ha fatto. Ora purtroppo quasi non lo si capisce. I capi politici cosí giustificano le loro manchevolezze rispetto al programma elettorale: “Io avrei voluto, ma è stato quell’altro a impedirmelo”. Con un sistema elettorale efficace, per lo meno i politici non potrebbero piú accampare scuse pretestuose per la loro incapacità e ignavia. Tutto qui: 1) Io ti voto; 2) Tu governi grazie a me; 3) Alla fine mi presenti il resoconto, nel bene e nel male.
     
    Fabio, questo è quello che dicono tutti e che preoccupa tutti: siamo proprio proprio sicuri che sapere chi ha vinto il giorno stesso delle elezioni(ma cosa vuol dire “vinto” poi?) e la governabilità garantita per 4 anni risolveranno tutti i problemi? Così come siamo sicuri che diminuire il costo del lavoro e le garanzie dei dipendenti renderanno l’industria italiana concorrenziale e vincente?
     
    Ma allora come mai la Germania può permettersi di aspettare più di 6 mesi per avere un governo e avere un costo del lavoro e garanzie almeno pari a quelli italiani ed essere governabile e decisamente concorrenziale?
     
    Francamente non ho una risposta e tantomeno una soluzione, ma ho il forte dubbio che governabilità e sistema di governo siano al massimo una parte del problema e non la più importante.
    Trovo che manchi anche l’idea di condurre un’analisi almeno un po’ seria, ma tutti siamo convinti già che la soluzione sia cambiare.
    Ma cambiare le cose senza un minimo di analisi porta a fare vaccate: vedi la serie di leggi elettorali, di cui alcune anticostituzionali, che non hanno portato a nulla…se non a governi tecnici che governano per decreto legge.
     
    Se poi le figure che chiedono, si esprimono e agiscono in favore del presidenzialismo hanno la levatura di Berlusconi, Salvini o simili il sospetto che l’approccio sia totalmente sbagliato diviene quasi certezza

  105. 112
    Fabio Bertoncelli says:

    “Siamo sicuri che i problemi dell’Italia siano tutti risolti se si garantisce la governabilità?”
     
    Matteo, la governabilità risolve almeno un problema: si sa chi vince e si sa chi perde. Chi vince ha il potere di governare. Al termine della legislatura noi elettori conosceremmo esattamente meriti e colpe, cioè chi ha fatto che cosa e chi invece non ha fatto.
     
    Ora purtroppo quasi non lo si capisce. I capi politici cosí giustificano le loro manchevolezze rispetto al programma elettorale: “Io avrei voluto, ma è stato quell’altro a impedirmelo”.
     
    Con un sistema elettorale efficace, per lo meno i politici non potrebbero piú accampare scuse pretestuose per la loro incapacità e ignavia. Tutto qui: 1) Io ti voto; 2) Tu governi grazie a me; 3) Alla fine mi presenti il resoconto, nel bene e nel male.

  106. 111

    Crovella non mi sembra quello che, se fatto riflettere, possa cambiare idea, ma una cosa giusta l’ha detta. Ovvero, che saranno le elezioni a stabilire un risultato. 

  107. 110
    lorenzo merlo says:

    Con lode.

  108. 109
    Giuseppe Balsamo says:

    @102
     
    La c.d. “reductio ad hitlerum” è una fallacia logica ben nota che, vedo, ultimamente sta andando molto di moda.
     
    Considerare Moni Ovadia (o chiunque altro) un idiota è agli antipodi del mio pensiero.
    Solo, nel suo trafficare in rete, non avrebbe dovuto fermarsi a quello che conferma il suo pregiudizio, ma continuare a trafficare scoprendo altre cose  molto interessanti dette dalla Logan. Magari queste gli sarebbero piaciute un pò meno.
    Per chi vuole approfondire, suggerisco l’articolo di Capone su Il Foglio.
    Per chi si accontenta di soddisfare la pancia, basta quello sull’AD 🙂
     
    P.S. C’è pure chi ritiene che la svastica nella bandiera in foto assieme a quella della Nato è (probabilmente) un fake. Un pò come la famosa foto di Navalny a braccio teso.
    Ma questi son dettagli…

  109. 108
    lorenzo merlo says:

    Fabio, la presenza del pensiero unico parte proprio dal linguaggio.
    Adottare qualcosa come fosse nostra ne rappresenta la penetrazione.
    Esserne inconsapevoli esprime l’opera di omologazione compiuta.

  110. 107
    Matteo says:

    Un ultimo appunto nato dall’intervento di Bertoncelli e poi la pianto li; lo faccio perché mi permette di sottolineare il livello di propaganda a cui siamo sottoposti e che ci pervade e ci condiziona (Fabio, non ce l’ho con te, credimi: mi sei solo utile per evidenziare una situazione di cui mi sento assolutamente vittima anch’io)
    Bertoncelli chiede la governabilità e cita i sistemi politici di Inghilterra e Francia. Paesi degnissimi e qualità auspicabile, intendiamoci, ma perché ci si limita sempre e solo a questo? Siamo sicuri che i problemi dell’Italia siano tutti risolti se si garantisce la governabilità?
    La domanda che ho già posto a Crovella, a cui lui si guarda bene dal rispondere, more solito perché provocatoria ovviamente, è piuttosto semplice.
    Siamo sicuri che il problema sia la governabilità? Perché nessuno mai guarda a paesi che vanno decisamente meglio dell’Italia sotto tutti i punti di vista (economico, giudiziario, welfare, ecc.) e che, guarda caso, non sono assolutamente presidenzialisti  e possono permettersi di 6 mesi e più per formare un governo? Non dovremmo forse guardare da qualche altra parte e tenerci l’impianto politico che in fondo a retto piuttosto bene a ricostruzione, lotte sociali, terrorismo (e anche a Berlusconi)?
    Per essere chiaro, sennò mi accusano di nefandezze varie, sto parlando di paesi del belino come Germania, Olanda, Danimarca…
    Paesi che non vengono mai in mente a nessuno: come mai?

  111. 106
    Fabio Bertoncelli says:

    Propongo la gogna per chi usa parole inglesi qualora esistano i traducenti italiani. Non se ne può piú.
    … … …
    Perché molti si esprimono in “itanglese”? La mia opinione è la seguente: [CENSURA].
     
    P.S. Gli ortolani e i panettieri non parlano di feedback e trend.

  112. 105
    Andrea Parmeggiani says:

    @102
    La dice lunga sull’ipocrisia di tutto l’occidente, a partire dalla questione ebraica e antisemita. Molto interessante

  113. 104
    Carlo Crovella says:

    @101 non resta che andare a votare e i numeri parleranno a sé. Sbagli se pensi che io mi limiti a fare ragionamenti numerici solo sul.mio quartiere. Il quartiere è lo spazio che mi è stato assegnato sul piano operativo. Ma altri hanno altri spazi, ovviamente anche in altre città. I feedback sono tutti allineati sulle stesse previsioni di trend. Inutile ora, a priori, voler dimostrare una tesi o l’altra. Quando sarà ora, i numeri dei risultati elettorali parleranno da soli.

  114. 103
    Alberto Benassi says:

    Crovella e il suo cerchio magico…
    Stanno lavorando nell’oscurità per rovescire la traballante democrazia italiana e metterci tutti  in fila a 90 gradi .😂

  115. 102
  116. 101

    O povero colui che si irrita. Pure molto e il suo tempo è preziosissimo, olé. 
     
    Crovella ma chi ti credi di essere?
     
    Tu e i tuoi progetti politici che propagandi tra mercato rionale, Cai, parrucchiere e bar sotto casa. Ma ci prendi per il culo o dici sul serio?
    Certo che nella tua ristrettissima cerchia la maggior parte la pensa come te. È forse per questo che non ne esci, perché li dentro ti senti sicuro e hai le tue conferme.
    Minacci chi la pensa diversamente da te sostenendo che siamo una minoranza trascurabile. Che 30mila in una piazza di una cittadina di provincia sono un nulla rispetto ai 60 milioni che popolano l’Italia. Tue teorie naif che puoi propinare al gognablog.
    Vedi, io di politica non c’azzecco molto però, nonostante per te sia una guida alpina grezza e puzzolente, ho una vita culturale molto vispa. Frequento intellettuali d’ogni sorta e non solo italiani, con cui mi rapporto con i mezzi che ho. Viaggio molto, quando non sto nel bosco, ma non credere che non abbia il cervello come spesso dai a vedere nei tuoi sproloqui intrisi di provincialismo che si ritorcono sempre su 3 punti da anni.
    Sono convinto che quelli come te siano numericamente meno di quanto tu creda. Siete sempre troppi per i miei gusti, perché quanto riesci a irritarmi tu non riescono neppure a farlo le zanzare groenlandesi in agosto. Pensa un po’. ‘Notte.
     

  117. 100
    Antonio Arioti says:

    Allo stato attuale chiunque venga votato, buono o cattivo, bello o brutto, e sempreche vada poi al potere, dovrà fare i conti con un sistema i cui parametri sono: PIL, debito pubblico, inflazione/deflazione, ecc. ecc.. Con questi parametri non se ne verrà mai fuori.
     

  118. 99
    Fabio Bertoncelli says:

    Alexander Dugin, filosofo russo considerato molto vicino a Vladimir Putin: L’unico consiglio che posso dare agli europei in questo momento è di scegliere la vita sulla morte e di non farsi coinvolgere nell’alimentare il conflitto chiedendo un intervento diretto delle truppe della Nato. Questo porterà alla Terza Guerra Mondiale e all’annientamento nucleare dell’umanità. Per la Russia la vittoria in questa operazione equivale alla domanda: ‘Essere o non essere?’. L’Europa stessa non interessa i russi, nessuno la invade. Ma se un qualsiasi stato membro europeo della Nato si impegna in una campagna militare diretta contro la Russia, causerà una risposta simmetrica”.
    … … …
    Forse mi conviene battibeccare con Carlo: dimentico l’angoscia.

  119. 98
    Roberto Pasini says:

    Nessun pregiudizio. La piattaforma presentata a Milano dalla Meloni è solida, ma non facciamo confusione. Granito o calcare. Niente puddinga (n29 di Cento Nuovi Mattini: un incubo anche se il Papa Nero, allora solo monsignore,  mise le mani avanti dicendo “a qualcuno non piacerà”. Avvertimento che colpevolmente non ascoltammo) Non siamo al supermercato dove si provano i prodotti uno dopo l’altro. Non sono interscambiabili. Ci sono dietro visioni e valori diversi. Guardate cosa succede in USA sull’aborto con i giudici repubblicani trampiani. O provate ad essere omosessuale in Russia o in Ungheria con il caro amico Orban. A proposito di diversità e diritti. Cari picconatori, ingrati e capricciosi, ve ne accorgerete. State pur certi. Ma sarà troppo tardi. Come sempre. Perché la nottola di Minerva esce sul far della sera. Allora qualcuno si pentirà e tornerà alla casa dei nonni e qualcun’altro continuerà a gridare in modo innocuo nella piccola nicchia del suo individualismo narcisista, autoreferenziale e piccolo borghese, Così parlo’ il Nulla, calandosi la papalina da combattimento , anche se ormai vecchia e consunta, senza giri di parole, affinché anche i testoni e i testardi capiscano e aprano gli occhi 😀 El pueblo unido……

  120. 97
    Simone Di Natale says:

    @ Pasini
     
    “Unn’è bono”
    “nun è buono” e un c’entra nulla co’ ittoscano!!

  121. 96
    Fabio Bertoncelli says:

    “Li ha capiti subito senza stare a far polemiche faziose, come alcuni che imperversano da ‘ste parti…”
     
    CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE.
    … … …
    “Purtroppo qui ci sono individui che, per partito preso, fanno finta di non capire. L’unico scopo è irritarmi.”
     
    Io non c’entro. È tutta colpa di Cominetti e Benassi. Mi raccomando sempre: “Non mi svegliate il Carlon che dorme”. Ma loro, monellacci, disubbidiscono.

  122. 95
    Fabio Bertoncelli says:

    Uno dei nòccioli della questione è la governabilità. Un sistema elettorale valido e democratico deve sia garantire la rappresentatività sia assicurare che i vincitori possano governare.
     
    Il sistema proporzionale NON assicura la governabilità. Semmai promuove i compromessi, le ammucchiate dei partiti e favorisce le cricche per la spartizione del potere. È esattamente per tale motivo che il PD lo vuole ripristinare: conviene a lui, ai suoi affari, non al popolo.
     
    Repubblica presidenziale? Di un uomo solo al comando è prudente non fidarsi. Potrebbe essere capace e integerrimo, ma potrebbe essere come Putin o Biden.
     
    Repubblica parlamentare: sí! Ma con sistema elettorale maggioritario (all’inglese) o a doppio turno (alla francese).
    Quale dei due? Quello maggioritario forse favorirebbe la destra, quello a doppio turno forse favorirebbe la sinistra. A mio giudizio, per le caratteristiche italiane sarebbe preferibile il sistema francese. In entrambi i casi, alla sera delle elezioni si saprebbe già il nome del capo del governo. Sapremo chi comanderà per tutta la legislatura e, al termine, sapremo con certezza a chi vadano meriti e colpe. Non come ora, che si gioca allo scaricabarile per coprire incapacità e ignavia.
     
    In piú bisognerebbe introdurre almeno l’istituto della sfiducia costruttiva. Se voi sfiduciate il governo, dovete almeno essere in grado di proporne un altro che abbia la fiducia del Parlamento. Altrimenti si vota.
     
    Io però sarei piú drastico: se il governo eletto dal popolo perde la fiducia del Parlamento, si torna subito alle urne. È il popolo che deve decidere chi governerà. NON il Parlamento. NON Letta né Salvini né Meloni. NON il presidente della Repubblica. NON Mattarella. Si chiama democrazia.

  123. 94
    Carlo Crovella says:

    @89 Pasini. Guarda che io sono contentissimo che esistano quelle che tu chiamo le mosche cocchiere. A volte però mi fanno perdere la pazienza, abusano del mio preziosissimo tempo. Io faccio promozione politica anche fra i banchi del mercato rionale (oltre che nei negozi , nei bar, nei circoli, fra la gente del mio quartiere). Qualche giorno fa ho parlato, partendo da zero, con il venditore di olive (ha un banchetto al mercato): ha capito immediatamente i concetti di presidenzialismo, 10 anni con premier non eletti, snellimento massa dei diritti, sistema sociale e mercato del lavoro piu’ fluidi. Li ha capiti subito senza stare a far polemiche faziose, come alcuni che imperversano da ‘ste parti… Non so se l’ho definitivamente convinto, ma non è questo il punto. È che quel signore ha capito subito e mi ha ringraziato di avergli dedicato una mezz’oretta per spiegargli le cose. Era riconoscente del mio impegno, ha perfino.insistito ad offrirmi un caffe’. Mi capita molto spesso. Anzi normalmente è la regola. Purtroppo qui ci sono individui che, per partito preso, fanno finta di non capire. L’unico scopo è irritarmi. Per questo alla fine mi irrito davvero. La soddisfazione è che il numero di persone che, nella vita reale, dimostrano interesse per le idee e il “progetto” sta davvero crescendo a vista d’occhio. Vedremo gli sviluppi. Ciao!
     

  124. 93
    Fabio Bertoncelli says:

    Roberto, perché non metterla alla prova?
    Li abbiamo provati tutti al governo: DC, PSDI, PRI, PLI, PSI, PCI, PDS, DS, PD, Forza Italia, CCD, Ulivo, Rifondazione Comunista, Lega, Renzi, Liberi e Uniti, Articolo Uno, Cinque Stelle. Me ne sono scordato qualcuno?
     
    Addirittura i Cinque Stelle! Del tutto incapaci, terribilmente ignoranti, boriosi e sprezzanti quasi come D’Alema.
    Ah, già! Abbiamo provato pure D’Alema come capo del governo: pazzesco! Abbiamo poi tollerato che governasse addirittura gente NON votata dal popolo: Monti e Draghi. Alla fine abbiamo imparato sulla nostra pelle quanto valga tutta questa gente.
     
    Perché non provare (ribadisco: provare) con la Meloni? Non può essere peggiore dei tanti che l’hanno preceduta: è impossibile! E allo slogan “Meloni fascista” ormai non crede piú nemmeno l’ultimo partigiano centenario dell’ANPI.
    Se mai vincesse le elezioni politiche, perché tradire il volere del popolo?
     
    P.S. Il problema semmai è un altro: sarà la cricca parassita, al potere da decenni, a tagliare le gambe a lei e agli elettori.

  125. 92
    Alberto Benassi says:

    Crovella. Se ho capito bene il tuo posizionamento (destra sociale alla Crosetto)

    Ma Crosetto come Crovella è un T72 oppure un M1 Abrams ??

  126. 91
    lorenzo merlo says:

    Il fatto è che quella politica è propria dei neoliberisti ma anche del pd.
    Nessun paese potrà realizzare il socialismo opportunamente aggiornato senza svincolarsi dalla corrente atlantica.
    E nessuno potrà farlo senza condividere l’abbassamento del tenore di vita.
    Sempre che qualcuno non gli entri in casa a fare una guerretta di ammenda e ravvedimento.

  127. 90
    Matteo says:

    “Il succo è: meno diritti. Oggi sono troppi, ingolfano il sistema sia produttivo che giudiziario che di vita spicciola e quotidiana. Più snellezza e più libertà…. Anche nel lavoro”
     
    Era talmente ovvio dove volevi andare a parare che ho dovuto faticare un bel po’ per fartelo dire…ma è noto che io non capisco proprio un…nulla.
     
    Ho solo una domanda per voi liberisti entusiasti e orgoglioni: come mai ci sono paesi con welfare decisamente migliore di quello italiano (pensioni e sanità su tutto), dove licenziare è più difficile che in Italia che riescono ad avere un’economia che va molto meglio, un sistema giudiziario che funziona e una disoccupazione minore? E senza nessuna stronzata presidenzialista.
     
    Che il tuo sistema piaccia di più è evidente. Il problema è a chi piace di più.

  128. 89
    Roberto Pasini says:

    Crovella. Se ho capito bene il tuo posizionamento (destra sociale alla Crosetto) dovresti essere più supportivo con gli “alternativi’.  Siete sulla stessa barca, qualcuno di loro lo sa bene, altri non l’hanno capito ma lo capiranno, tardi putroppo, come sempre. Fanno un lavoro utile e sistematico di picconaggio diffuso delle rovine di quello che fu un castello solido e compatto, anche se precario nelle fondamenta e nella capacità di riconvertirsi, come si è visto. E sotti-Letta “nun è buono” come disse un killer toscano abile e svelto nell’uso del pugnale e nella fatturazione. Quindi dovresti essere contento: che cento mosche cocchiere ronzino e cento zecche punzecchino il bue suonato e finalmente avremo un presidente del Consiglio donna e mamma che” accudira’ “i discoli  in modo deciso e con polso fermo magari con l’aiuto non della Russia, faro dell’opposizione al bieco capitalismo anglosassone,  ma di La Russa, uomo di grande esperienza nel settore come qualcuno dei milanesi sicuramente ricorda. Ad maiora dunque e stammi bene. 

  129. 88
    Alberto Benassi says:

    Tutti siamo stati vittime più di scelte politiche che sanitarie.

    tanto per ribadire . Negli ospedali sono morte persone da sole senza rivedere i loro parenti perchè non li facevano entrare.
    Però nelle terapie intensive facevano entrare i giornalisti a filmare le persone sofferenti.
    I giornalisti SI!
    I parenti NO!
    Come mai??  Forse per spaventare ancora di più la popolazione?

  130. 87
    Carlo Crovella says:

    @81 anche tu quando non vuoi capire, non capisci per partito preso. Non mi interessa che tu capisca, mi preme che comprendano qui lettori che invece sono interessati a “capire” i fenomeni. Non c’entra nulla il Covid a Torino. L’articolo de La Stampa non era nella cronaca torinese e infatti si riferisce a diverse realtà cittadine. In più le osservazioni di Pasini (59) sono riferite a Milano, quindi non è solo una peculiarità subalpina
    Registro che i protestatori seriali qui sono molto presenti e a prima vista verrebbe da concludere che tale presenza massiccia sul blog è conferma del maggioritario malcontento nazionale. Invece NON E’ COSI’: la stragrande maggioranza degli italiani ha opinioni, comportamenti e posizioni ideologiche addirittura opposte a quelle dei protestatori.
     
    Ieri sera in qualche programma TV ho sentito dire che c’è una cospicua opinione contraria alle direttive governative (sul tema sanitario, dispositivi ecc) e per sostenere questa tesi hanno citato il fatto che, nello scorso weekend, si sono trovati “ben” in 30.000 a Padova. Ma cosa volete che siano 30.000 individui??? La popolazione italiana è di circa 60 milioni di individui: 30.000 manco li vedi, se rapportati al totale. 
    Ho citato l’episodio dei 30.000 per smontare la tesi che, siccome voi protestatori siete molto numerosi fra i commentatori del blog,  ciò corrisponde ad una cospicua maggioranza di protestatori anche fra i cittadini comuni. Non è così, assolutamente. La gente non la pensa affatto come voi, anzi. Nulla osta alla vs libertà di esprimere le vs idee, ma dovete farvi una ragione sul fatto che si tratta di idee di un gruppo minuscolo di individui.
     
    Numericamente siete irrilevanti e questo inciderà sempre di più nelle prossime scelte governative. Il tema mascherine-SGP-vaccini ecc adesso va  per un po’ in stand by, ma vedrete che a fine estate riemergerà con prepotenza e le imposizioni del governo non saranno meno tenere, anzi. Avendo un probabile problema di recessione (se non addirittura uno stato di emergenza per la guerra), mi aspetto che il Governo sarà ancora più drastico sul tema Covid. Della serie: metteranno fin da settembre delle regole stringentissime per evitare alla radice ogni nuovo peggioramento sanitario, visto che probabilmente saremo in guerra effettiva o economica e di gatte da pelare ce ne saranno a dismisura…

  131. 86
    Carlo Crovella says:

    @82 guarda che prendi sempre roma per toma, alla grandissima. la suddetta frase del premier non eletto direttamente è ormai linguaggio comune della politica (ovviamente da parte di quei leader e/o partiti che credono in una svolta presidenzialista). Non lo senti ogni giorno? Strano, ma TG e/o quotidiani li leggi???
    Operativamente quando vado fra i banchi del mercato rionale a fare promozione politica (sul tema specifico della riforma costituzionale verso il presidenzialismo), con i venditori ambulanti, fra una melanzana e un trota di fiume, mica mi metto a discettare di tecnicismi costituzionali. In quelle “chiacchierate” bisogna andare al sodo e far vedere che negli anni della Seconda Repubblica (1994-2011) ogni elettore votata per un candidato premier capo coalizione, mentre ora butti il tuo voto in un minestrone e non sai come tale voto sarà usato (ieri ho già fatto l’esempio dei voti per 5Stelle che sono stati usati prima per un governo con la Lega, poi per un governo con il PD e ora per il Governo Draghi). Quando faccio ragionare le persone su quest’ultimo punto, tutti capiscono. Se invece mi mettessi a discettare di tecnicalità costituzionali, non mi seguirebbe nessuno. Ecco perché utilizziamo frase “semplificate”, anche se teoricamente imprecise. Se, viceversa, parliamo in un convegno fra gente del settore, allora spacchiamo il capello in 16, non solo in 4. Ma qui non mi sembra il caso. Anche perché chi vuol capire, capisce in ogni caso, e chi non vuol capire continua a non capire.
     
    Quanto al resto, il tema dei diritti, il concetto generale è talmente chiaro che non riesco a ipotizzare come lo si possa spiegare diversamente. Il succo è: meno diritti. Oggi sono troppi, ingolfano il sistema sia produttivo che giudiziario che di vita spicciola e quotidiana. Più snellezza e più libertà. Anche nel lavoro e questo, orribile dictu!, è molto apprezzato dai giovani (under 30). Infatti ad un sistema imballato come l’attuale, che alla fine li relega in situazioni di precariato costante, preferiscono tutti un sistema snello in cui sia facile e veloce sia assumere che licenziare. Può sembrare paradossale, me se il mondo del lavoro è più flessibile e snello, un licenziato trova velocemente un nuovo posto.  Al contrario, nell’attuale sistema, dove nessuno assume più, se per caso ti licenziano (per un qualsiasi motivo anche indipendete dalla tua capacità…)… stai a casa e basta. Se il sistema è molto più dinamico, piace molto di più.
     
    Lo stesso coincetto viene esteso a ogni risvolto dell’esistenza.

  132. 85
    Antonio Arioti says:

    Son due anni e passa che si discute su quest’argomento al limite del sadomaso perché le posizioni di ciascuno difficilmente vengono scalfite.
    Se dall’inizio alla fine (che poi non sappiamo ancora se alla fine ci siamo arrivati) si fosse tenuta la barra sull’unico vero grande problema che consisteva nel non far saltar per aria una sanità in affanno, frutto anche di tagli dei bei tempi andati (anche se all’estero non se la sono passata poi molto bene), forse si sarebbe riusciti a fare un ragionamento compiuto e ad avere delle linee guida condivise.
    Eh invece no! E’ stato costruito un castello d’informazione/disinformazione, vuoi per ignoranza palese vuoi per malcelato calcolo, in cui tutti, sottolineo tutti, hanno sentito il bisogno di dir la loro e prendere cappello, sempre e solo sulla base della propria situazione individuale.
    La mia non vuole essere un’assoluzione di nessuno ma nemmeno una condanna da tribunale di strada e sono il primo a dire che di minchiate ne ho sentite e viste tante e a tutti i livelli, da certe attività imprenditoriali che sono state massacrate senza ratio alcuna a improvvisati ciarlatani che ci mancava solo ti proponessero l’acqua di Lourdes.
    Rimangono le statistiche nude e crude le quali ci raccontano che qualcosa è successo ma anche in questo caso possiamo avere le letture più svariate.
    Per me la lontananza dal mondo significa anche questo, guardare al proprio orto noncuranti di ciò che accade intorno, giudicando senza aver provato sulla propria pelle oppure da una posizione di privilegio, nel tentativo vano e vacuo di trovare una spiegazione semplice a problemi complessi.
    Ma se uno vive bene così perché no. In fondo ognuno di noi ha bisogno di certezze per tirare a campare. L’importante è cercare di non far passare per questioni di principio modalità che il più delle volte sono prettamente utilitaristiche, della serie “siccome questa cosa mi stà semplicemente sul gozzo allora la elevo al rango di questione di principio”.
    Ovvio che quando si parla di libertà individuali si parla anche di questioni di principio ma oltre ad esistere una libertà collettiva, fatta da tante libertà individuali che finiscono dove inizia quella altrui, mi piacerebbe sapere per quanti di noi (non solo del Gogna blog), sotto sotto, il movente sia realmente il principio o qualcos’altro ma tanto credo che difficilmente ci sarà qualcuno disposto a gettare la maschera/ina.
    Giusto per dirne una, conosco persone che sulla contrarietà al vaccino, sul green pass, sulla mascherina, ecc., ne hanno fatto una questione di principio ma che poi comprano bellamente e compulsivamente su Amazon dove un algoritmo decide quanti pacchi deve movimentare un dipendente. E questo che c’entra? Beh, a me la dice lunga, forse ad altri un po’ meno, ma può anche essere che io mi faccia dei viaggi strani con della roba tagliata male.

  133. 84
    Andrea Parmeggiani says:

    @Giuseppe
    GREENPASS
    – SCOPO: eliminare la propagazione del virus Covid19 tra la popolazione, mitigarne gli effetti, ecc
    – RISULTATO: secondo criteri meramente oggettivi -> curva epidemiologica direi che non sia contato un bel nulla

  134. 83
    Giuseppe Balsamo says:

    @80
     
    Funziona se assolve lo scopo per il quale è progettato.
    Individuane uno (scopo), trova un criterio (possibilmente – ma non necessariamente – oggettivo) per valutarlo e tira tu le tue conclusioni.

  135. 82
    Matteo says:

    Caro Crovella, la tua frase: “La definizione … magari è tecnicamente imprecisa, … ma viene utilizzata quasi quotidianamente dagli esponenti politici che sono dichiaratamente a favore del presidenzialismo” tradotta in realtà significa (che tu ne sia conscio o meno): “dico volutamente una cosa errata, perché se lo dico abbastanza volte (e/o se il mio interlocutore è abbastanza ignorante o distratto) alla fine viene percepita come vera e quindi “diventa vera”.
    E’ per questo che io, che leggo e capisco benissimo, ci tengo a mettere sulle i tutti i loro puntini.
     
    Ed è proprio perché se tu scrivi “è una scelta di base: poca roba e basta. Il resto pesa e non possiamo più permettercelo” io ti chiedo un elenco dettagliato.
    Non è inutile puntiglio o pretesa assurda, perché ho il forte sospetto di come va a finire altrimenti, se si da per scontato quello che si intende come “bene comune”
    Come è sempre andata: il “bene comune” è bene per alcuni (pochi e di solito in malafede) e padulo per tutti gli altri (compresi i molti, troppi utili idioti, incapaci di ragionare e vittime della propaganda e della tecniche di falsa informazione, di cui al punto uno)
     
    Io sono assolutamente cosciente del fatto che un’idea questa possa essere valida anche se io non sono favorevole  (e qualche volta non sono neppure certo che le mie idee siano valide): per questo chiedo che mi sia spiegata.
     
    Ma tu non lo fai, ma meni il can per l’aia con dichiarazioni roboanti e considerazioni generiche.
     
    Oltretutto mi attribuisci convinzioni che mi sono del tutto estranee e che semmai appartengono a quelli come te: “non confondere il tuo voto contrario con un diritto di veto”
     
    E questo è un altro, ottimo motivo per non fidarmi!

  136. 81

    Diciamo allora che non credo in un tostapane che non funziona perché mi ostacola in ciò che vorrei fare. O lo riparo, o lo sostituisco o ne faccio a meno.
     
    Vivere in serenità le situazioni crovellianie come barbiere, bar, Cai To, significa per me essere arrivati a un tale lavaggio di cervello e piattezza di vita in cui non vedo via d’uscita. 
    Forse il Covid19 mutando nella variante sabauda giustificherà suddetti assurdi comportamenti ma finora non essendo successo mi spiego certi atteggiamenti come segni di totale squilibrio psichico.
    Idem per i mascherati nonostante decadimento obbligo e provata inutilità sanitaria e sociale. Non confondo ipocrisia con cortesia. D’altronde piemontese falso e cortese e vox populi vox dei da sempre. 
    Ora essendo quasi mezzogiorno me ne vado a scalare all’ombra del pomeriggio finalese. 
     

  137. 80
    Andrea Parmeggiani says:

    @Giuseppe
    “E’ un pò come dire di “credere nel tostapane”: non ci devi credere, o funziona o non funziona (semplifico, eh).”
    Bene: il grinpass, funziona? 

  138. 79
    lorenzo merlo says:

    Sul come. Basta non sentirsi all’altezza per giudicare qualcosa superiore. Non per tutti ma per qualcuno. 

  139. 78
    Andrea Parmeggiani says:

    @Crovella
    E chi porta le mascherine da solo in macchina verso chi porterebbe rispetto?

  140. 77
    Giuseppe Balsamo says:

    @74
     
    Grazie per aver chiarito.
    Chiarezza per chiarezza: tutte le posizioni per me sono interessanti (per quanto mi riguarda, lo è ancor di più il come ciascuno arriva a una determinata convinzione).
    Non lo è una discussione (o un articolo) in cui non si fa altro che reiterare argomenti già detti e ridetti (per non parlare di quel senso di superiorità che spesso vi traspare in modo neppure troppo velato – ecco, l’ho detto 🙂 ).
    Se hai delle novità in tema, proponile, le leggerò volentieri.
     
    Quanto al “giusto buonista” e “mainstream”, per me sono termini privi di significato, così come “credere in vaccino e grinpas”.
    E’ un pò come dire di “credere nel tostapane”: non ci devi credere, o funziona o non funziona (semplifico, eh).

  141. 76
    Carlo Crovella says:

    Un sintetico addendum circa mascherine. Il contenuto dell’articolo citrato da me (La Stampa di ieri) ed anche la mia sensazione girando per strade e negozi cittadini è la stessa riportata da Pasini al 59. Nessuno dei concittadini mi dice o mi dà idea di esser impaurito (come sostengono alcuni di voi), tutt’altro.
    La mascherina è diventata forma di gradevole gentilezza verso gli altri. Il senso è “mi preoccupo talmente di te, di cosa pensi e di eventuali guai Covid che hai avuto – di cui io non so e non voglio sapere – che attuo il riguardo di non soffiarti direttamente in faccia il mio fiato, anche se io sono ultravaccinato e immune ecc ecc ecc”. Quyinbdi indossiamo la mascherina NON per paura di esser infettati, ma per riguardo e cortesia verso gli altri.
     
    E’ un po’ come dire “buon appetito” ai commensali a inizio pasto.
     
    Sono convinto che, su questo punto, ci sia molta differenza fra grandi città e piccole località. Nelle città metropolitane, che sono dei porti di mare ecc ecc ecc, si fanno più incontri, c’è più misgiuetta umana (si pensi ai mezzi di trasporto…) e quindi c’è più sensibilità a esser riguardosi verso gli altri, anche estranei e sconosciuti.
     
    Cmq ieri sono andato a tagliarmi i capelli dal mio solito parrucchiere: non ha minimamente modificato il suo modello di lavoro. Riceve solo su appuntamento, un solo cliente nel locale, mascherina lui e, prima di varcare la porta, ho indossato la mia. Ho visto dall’occhiata che ha apprezzato.  Non mi ha controllato il SGP, ma non possiamo dire se sia per le recenti variazioni nelle norme, in quanto lui sa benissimo che ce l’ho.
    Il CAI Torino ieri ha diramato una specifica circolare: per il periodo 1/5-15/6 obbligatoria mascherina per attività al chiuso (riunioni, conferenze, lezioni teoriche) ed anche in caso di viaggio collettivo su mezzi di trasporto “condivisi” (pullman). Per entrare nella segreteria, obbligatoria ancora mascherina e il rispetto numero massimo persone di ogni locale. Nessuno si sente offeso o umiliato. Chi vuole fare le cose nei locali del CAI To, deve rispettare quelle regole, sennò non entra.
     
    Vedete che c’è un sacco di gente che vive in modo diametralmente opposto a quello di alcuni di voi. Di conseguenza non dovete stupirvi se alcuni osservatori, nella fattispecie il sottoscritto, vi giudica “anomali e dalla parte sbagliata”. Secondo i nostri standard, diffusissimi e condivisi in serenità da tutti, è anomalo il vostro modo di ragionare e non il nostro.

  142. 75
    Carlo Crovella says:

    @66 Non so se leggi male tu o se non vuoi proprio capire. Non ho mai scritto che l’esigenza  di un premier preindicato fosse una “necessità costituzionale”. Non lo è e non lo è mai stata. Però si era innescata una combinazione (ai miei occhi virtuosa) grazie al combinato disposto fra la Costituzione (che è la stessa dal ’48) e la legge elettorale maggioritaria che ha contraddistinto un particolare periodo (1994-2011), storicamente chiamato Seconda Repubblica. Allora, con la necessità di coalizzarsi PRIMA dell’appuntamento elettorale, il singolo elettore “sapeva” a quale premier sarebbe andato il suo voto. Infatti se votavi per il PdL (Popolo delle Libertà), davi il voto a Berlusconi Premier. Viceversa se votavi per l’Ulivo, davi il voto per Prodi Premier. A onor del vero c’è stato un momentaneo ritorno alla prassi da Prima Repubblica quando Bertinotti fece cadere il Governo Prodi (mio pare ’98) e, anziché andare a elezioni, si ricorse alla regola costituzionale (e NON alla ratio della legge elettorale) e fu varato il Governo D’Alema, sulla base dei voti parlamentari raccolti nel ’96 fra gli elettori dall’Ulivo a favoire di Prodi.
    Noi non solo preferiamo un sistema maggioritario secco (rispetto al proporzionale), ma puntiamo addirittura al presidenzialismo o semipresidenzialismo (io propendo per questo), che esclude alla radice il rischio di eventuale altra anomalia alla D’Alema ’98.
     
    La nostra idea non è roba da scandalizzarsi. Si tratta della Legge elettorale che già utilizziamo per i Sindaci e i Presidenti di regione: primo turno per tutti, se un candidato prende più del 50% ha già vinto, altrimenti si va al ballottaggio fra i primi due del primo turno. Molto semplice.
     
    La definizione “sono 10 anni che non c’è un Governo direttamente eletto dal popolo” magari è tecnicamente imprecisa, a voler mettere i puntini sulle “i” ( mi pare di aver chiarito il tutto), ma viene utilizzata quasi quotidianamente dagli esponenti politici che sono dichiaratamente a favore del presidenzialismo. La si sente in TV o la si legge sui giornali quasi ogni giorno. La uso anche io perché (pur essendo anche io conscio dell’imprecisione tecnica che contiene) rende bene l’idea. 
     
    Il fatto che tu non sia favorevole all’ipotesi di presidenzialismo non pregiudica la validità dell’idea. Qualora mai arrivassimo a sottoporre la nostra proposta riformatrice al parere degli elettori italiani, voterai contro. Liberissimo, ma non confondere il tuo voto contrario con un diritto di veto (che è cosa ben diversa). al momento opportuno si faranno i conti e vincerà chi avrà raccolto più consensi. Oggi come oggi noi “sentiamo” che c’è molta esigenza di un modello socio-politico più snello, più flessibile, più reattivo per fronteggiare le sfide che ci presenterà il mondo nei prossimi decenni (i cinesi, magari i carri armati russi alle porte, e poi gli indiani, gli arabi ecc ecc ecc). Di tale futuro modello socio-politico il primo passo è la virata verso il presidenzialismo, per superare la palude costituzional-parlamentare in cui siamo condannati a sguazzare e da cui non usciremo mai se non con un taglio radicale.
     
    Circa la faccenda dei diritti, anche qui continui a non capire. Non è un elenco “questo sì, questo no”. E’ una scelta di base: poca roba e basta. Il resto pesa e non possiamo più permettercelo, se vogliamo restare indipendenti e autonomi rispetto alle sfide che ci proporrà il mondo nei prossimi decenni. Pensate forse che cinesi, russi, arabi, indiani sguazzino nella mollezza dei diritti come capita qui? Se non induriamo, pro futuro, i nostri giovani, gli altri (cinesi, russi, arabi, indiani) li spazzeranno via. I cinesi lavorano 12-14 ore al giorno,  spesso 7 giorni la settimana, praticamente tutti e 12 i mesi. Da noi ci sono quelli che protestano per la pausa pipì. E’ la storia che pretende che correggiamo queste anomalie, altrimenti non ci sarà più spazio per i nostri giovani. Io non mi batto per me, ormai ho 60 anni, il disastro non arriverà in tempi brevi e spero di passarla liscia a titolo personale. Ma mi batto per le future generazione, gli attuali 20enni, che fra 20 anni saranno dei 40enni. Sono loro a rischio di esser spazzati via dai vari cinesi, russi, arabi. Solo che, oggi, hanno 20 anni e non ci pensano. Occorre che, oggi, altri si carichino della responsabilità e della fatica di pensare la loro futuro. Lasciarli a sguazzare nella mollezza dei diritti non è fare il loro bene: il futuro NON sarà così.
     
    In conclusione, ho la sensazione che ci sia una profonda differenza fra chi ha figli e chi, per mille motivi, non ne ha. Chi è genitore “sente” di doversi preoccupare per il futuro delle generazioni italiane. Io non mi preoccupo in senso stretto dei miei due figli, ma in generale dei giovani e sono molto sensibile al loro futuro. Probabilmente chi non ha vissuto l’esperienza di esser genitore, non coglie questo aspetto ideologico e vive solo sul presente.

  143. 74

    Balsamo, chi fa i giri di parole di cui al mio commento 70 é sicuramente Pasini (ora dirà che ce l’ho con lui ma giuro che non è vero. Il più delle volte lo leggo con interesse, salvo poi restarne deluso, ma almeno ci metto inizialmentedei buoni propositi. 
    Sul fatto che vi sia ch si sente disinteressato da posizioni che si sono cristallizzate da oltre un anno su idee contrarie non sono d’accordo.  Suddette posizioni sono pesantemente influenzate da situazioni in continuo mutamento che ne delineano nuovi confini giornalmente. 
    Capisco anche che dovere ammettere certi fallimenti totali dopo essersi convinti di essere nel giusto buonista e mainstream do solo pochi giorni fa, sia duro per molti. Ma non sono di certo io a stabilire ciò. Lo sono i fatti che vengono fuori se non si guarda il telegiornale ma si vive la vita senza paraocchi. 
    La mia idea è che OGGI credere in vaccino e grinpas sia da folli. Lasciamoci attraversare da quest’influenza e non rompiamo i coglioni al prossimo! E tutto il resto è noia.
    Io non ne posso più di chi continua a parlare di Covid come fossimo a novembre 2021. Il virus mi è più simpatico di loro.

  144. 73
    lorenzo merlo says:

    Per niente. Mi riferivo al piano sotto il tuo.
    Pardon.

  145. 72
    Giuseppe Balsamo says:

    @70
     
    Cominetti, capisco il senso del tuo intervento e su quanto scrivi posso (in parte) anche essere d’accordo, ma non mi è chiaro a chi  ti riferisci (a me ? a Pasini ?).
     
    Nè se la tua è una risposta ai miei due interventi, che però non si riferiscono a questo articolo ma a quanto segnalato @63 e al 67 – dove constato un comportamento che vedo esecrato in teoria (vedi commento 1) ma troppo spesso messo in atto nella pratica (vedi commenti 67, 69).
     
    (Non ritengo interessante commentare l’articolo presente. Sono argomenti sui quali si è discusso in abbondanza, ormai ciascuno ha cristallizzato le proprie verità e vi si identifica al punto che ogni discussione in merito, almeno da un anno a questa parte, non è altro che la reiterata riproposizione delle proprie convinzioni. Senza un minimo passo avanti.
    Questo, al momento, per me è privo di qualsiasi interesse. Mia opinione, naturalmente.)

  146. 71
    Matteo says:

    Lorenzo, ma ce l’hai con me?

  147. 70

    Balsamo, se uno commenta un articolo può dichiararsi a favore o contrario, ma se fa mille giri di parole per non dire nulla ed è incapace di prendere una posizione, può infastidire. Specie l’autore dell’articolo, che di certo non può bandire certi commentatori dal “suo” spazio, ma può manifestare il suo fastidio.
    E parliamo di un articolo (più la sua appendice al commento 1 ) non al livello di ecologia profonda o buddhismo spicciolo, ma che tratta e tocca tutti noi. Incluso chi vuole restarne fuori. È una cosa importante!

  148. 69
    lorenzo merlo says:

    Non è il pensiero diverso è il pensiero nullo.
    Guarda meglio.

  149. 68
    Giuseppe Balsamo says:

    Vedo che al modus di delegittimare chi la pensa diversamente (o fa notare qualche problemino nei propri riferimenti) è difficile sfuggire. (E perchè tirare in ballo Pasini ?)

  150. 67
    lorenzo merlo says:

    Livello pasiniano. Leggi nullo.

  151. 66
    Matteo says:

    Non dubito che tu conosca  “le tecnicalita’ costituzionali”
    ma se scrivi una bestialità come “sono ormai 10 anni che non viene installato un governo il cui premier sia stato direttamente eletto dal popolo”
    allora vuol dire che scrivi male…e per parafrasare un saggio “chi scrive male, pensa male e in definitiva vive male. E non se ne accorge nemmeno”
     
    Il fatto che tu “pensi male” è palese nella tua affermazione successiva: la necessità di di coalizioni preventive e l’indicazione di un premier prima delle elezioni non è assolutamente una richiesta costituzionale, ma un abbruttimento dovuto a una successione di leggi elettorali rabberciate e talvolta anticostituzionali che hanno ammorbato la vita pubblica in Italia.
    Leggi nate proprio da gente che “pensava male” e che sperava di migliorare la governabilità attraverso una sorta di presidenzialismo imposto per vie traverse.
    Gente obnubilata dalla chimera messianica dell’uomo solo al comando che risolve perché libero di governare (in altri tempi sarebbe stato l’uomo forte, l’uomo del destino, l’inviato di dio). Con il risultato di riuscire a garantire un simulacro di governabilità solo attraverso l’uso (probabilmente anticostituzionale) del decreto legge.
     
    Piuttosto manca ancora la tua lista dei diritti “espansi all’infinito”, per usare le parole da te scelte, e perciò “da calmierare”. E magari anche quella dei diritti “pochi e intoccabili”.
    7Sarebbe utile per avere un’idea precisa del vostro pensiero.

  152. 65
    Giuseppe Balsamo says:

    @63
    Interessante.
    Quindi RFK jr = buono, Fauci = cattivo
     
    Questo schema mi ricorda qualcosa 🙂

  153. 64
    Alberto Benassi says:

    Tutti siamo stati vittime più di scelte politiche che sanitarie.

    Cominetti su questo sono completamente d’accordo con te.
    Ci sono ancora persone talmente spaventate o assurdamente convinte, che continuano a tenere la mascherina anche se da sole, isolate in macchina o per strada.
    E’ la  limitazione delle libertà personali, del controllo delle persone, come se fossimo tanti piccoli robot da programmare. Purtroppo tutto questo lo stiamo accettando come se fosse un bene per tutti noi. Sono abilmente riusciti a farci credere che tutto questo è per il nostro bene. E sono anche abilmente riusciti a metterci gli uni contro gli altri a inculcarci la paura del prossimo, ad allontanarci perchè il prossimo potrebbe essere un pericolo. In fondo non c’è più bisogno del contatto umano, tanto ci sono i social.
    Che tempi bui.

  154. 63
    lorenzo merlo says:

    “Non l’ha detto il telegiornale”.
    Quindi non esiste.
    https://comedonchisciotte.org/la-banalita-del-male-2-0-the-real-anthony-fauci-1-n/

  155. 62

    Benassi, premesso che ho il massimo rispetto per le situazioni come la tua e ti chiedo scusa se si potevano fraintendere le mie parole, ma il tuo motivo è diverso da quello che intendevo io.
    Tutti siamo stati vittime più di scelte politiche che sanitarie.
     
    Ho sempre creduto che il governo Conte facesse il possibile per tenere botta verso una situazione sconosciuta, facendo anche errori, ma almeno mi sembrava in buona fede. Questo è quanto io percepivo da cittadino di certo non esperto in politica. C’era un virus da combattere, credo servisse l’impegno di tutti e così mi sembra che sia stato all’inizio. 
    La scelta che ci ha fatto ritrovare con un governo che pensa solo ai soldi (leggi profitto) e non alle persone con la loro dignità (leggi: se non ti vaccini non lavori, o ancora peggio: muori), ci ha gettato in uno dei periodi più bui della nostra storia, in cui le menzogne hanno ucciso e/o rovinato migliaia di persone.
    Ho il massimo disprezzo per chi ha creduto, e purtroppo crede ancora, in strumenti coercitivi come il grinpas e lo esibiva come un vanto, o verso chi ancora crede nella quarta dose. Ma oggi c’è ancora qualcuno che crede in tutto quello che ci raccontano e impongono, nonostante giornalmente escano fuori evidenze che, secondo me, chiariscono la situazione anche ai più zucconi. Non è bello.

  156. 61
    Alberto Benassi says:

    come non credevo chi si vaccinava per proteggere i genitori anziani e boiate simili. 

    Questa è un generica e superficiale affermazione. Se non mi fossi vaccinato,  non avrei potuto accompagnare mio babbo ai controlli periodici  che deve fare in ospedale a causa della sua insufficienza renale grave. 
    Quindi non generaliziamo. Senza G.P. in ospedale non entri e se hai dei genitori con gravi patologie come fai ad assisterli?

  157. 60

    Concordo con Ginesi. Chi continua a mettere la mascherina è stato plagiato o è tremendamente impaurito. Non credo che lo faccia per rispetto verso gli altri come non credevo chi si vaccinava per proteggere i genitori anziani e boiate simili. Tutte tesi smentite oggi da prove evidenti. A parte questo, le mascherine vengono ancora usate sia in città che nei piccoli centri. L’ho notato perché in questo periodo mi sposto molto e non ho trovato differenze.  

  158. 59
    Roberto Pasini says:

    In questi giorni sono tornato a Milano e sono andato a fare due tirelli in palestra. Molti avevano la mascherina. Stessa cosa al piccolo super sotto casa e al bar affollato di ragazzi del mondo delle professioni. Ho fatto qualche domanda. Forse si potrebbe formulare un’interpretazione diversa e addirittura contraria a quella della dipendenza dall’autorita’. Molte persone non si fidano più delle direttive a volte contradditorie e fortemente influenzate da equilibri politici e hanno imparato ad autogestirsi. Vedono, leggono, sperimentano che il virus gira. Non penso abbiano paura ma non hanno voglia di rompersi le scatole con tamponi e miniquarentene che influenzerebbo vita lavorativa e privata. Mettersi una FFP2 che comunque protegge in un luogo affollato non è poi una gran fatica, magari finché arriva il caldo. Non è una cosa così irragionevole (è quello che facevano i giapponesi anche prima) e potrebbe essere una lettura meno pessimistica di alcuni comportamenti sociali. Gli italiani hanno un sacco di difetti ma sono abbastanza attenti ai loro interessi privati prima che a quelli pubblici. È un’ipotesi su cui riflettere. Chi è senza peccato….

  159. 58
    massimo ginesi says:

    “perché la gente le considera manifestazione di attenzione e di riguardo verso gli altri. ”
    se ne continuano a vedere molte perché due anni di condizionamento feroce a tutti i livelli ha pressoché azzerato le già scarse capacità critiche e di autodeterminazione delle masse.
    é la prova provata che si può condurre una società al macero con molto poco. 
    è un segnale estremamente preoccupante. altro che rispetto degli altri. 

  160. 57
    Carlo Crovella says:

    @46 guarda che conosco le tecnicalita’ costituzionali anche se sto “lavorando” per cambiarle. Sei caduto in un equovoco. Si dice, nel dibattito politico, proprio come ho scritto io perché nella fase precedente (forse non eri nato) c’era un sistema tale per cui la coalizione indicava il suo candidato premier. La coalizione vincente confluiva nella maggioranza e portava a Palazzo Chigi il suo candidato. Berlusconi contro Prodi oppure Prodi contro Berlusconi ecc. Votando di qua o di la “sapevi” quale Premier ci sarebbe stato. Dal 2011 c’è ormai un completo scollamento. Voti e non sai minimamente a cosa servirà il tuo voto. Guarda gli elettori 5 Stelle del 2018. I loro voti sono serviti prima per Governo Conte 1 con Lega, poi per Conte 2 con PD, poi per Governo Draghi… non sento un elettore 5 Stelle che Sia contento dell’uso fatto del suo voto.
     
    Invece con il presidenzialismo si vota la persona, come in USA o in Francia. Non ci sono maneggiamenti Successivi. Molto semplice.
     
    Circa i diritti va propri scremata l’impalcatura stessa del.modello socio-politico. Ci vuole un Modello socio-politico piu’ snello,  più leggero, meno complesso e meno arzigogolato, più rapidità di cambiamento di assetto e di applicazione delle norme. E niente piu piagnistei.
     
    Circa mascherine, suggerisco leggere articolo a pag 21 odierna La Stampa. Se ne continuano a  vedere molte, nonostante non siano piu’ obbligatorie, perché la gente le considera manifestazione di attenzione e di riguardo verso gli altri. Probabilmente il fenomeno e molto più intenso nelle grandi città, meno nelle piccole località. Ciao!
     

  161. 56
    Fabio Bertoncelli says:

    Soprattutto, non litighiamo per bazzecole, quisquilie, pinzillacchere. Con l’aria che tira di questi tempi, dovremmo preoccuparci per il rischio di una guerra mondiale, forse nucleare. Non servirebbe neppure fuggire lontani dal mondo…
    … … …
    Il nostro pianeta oggi è governato da pazzi o da criminali. Forse da pazzi criminali.

  162. 55
    Fabio Bertoncelli says:

    Ragazzi, non litighiamo tra di noi. Argomentiamo, scherziamo, discutiamo, contestiamo, anche con qualche frecciatina ma possibilmente senza litigare.
    … … …
    Come disse quel tale, vita brevis.
    Ve ne rendete conto? Ne avete assimilato il senso, fin negli anfratti del cervello? Chi è agnostico, come il sottoscritto, che fa? Tira l’acqua? Vive nell’angoscia? E quindi, perché avvelenarci i pochi anni che ci sono concessi non si sa da chi, non si sa per che cosa?

  163. 54

    Sulla frustrazione di chi protesta, Crovella ha ragione. Ce l’ha nel senso che quelli come me, che vivono in un ambiente diametralmente opposto al suo, si sentono frustrati dalla situazione che li circonda. La bella vita a la Crovella può non interessare quelli come me, nei confronti della quale mi sento davvero un’emarginato. Nel mio privato non credo di vivere frustrazioni. Ho una bella e numerosa famiglia in cui regna una piacevole atmosfera, buoni amici,  diverse passioni e sogni ancora da realizzare e, quella si, un po’ di inquietudine che mi stimola a fare cose dall’apparenza inutile ma che mi danno soddisfazione come una certa arte e la musica. Di certo non la politica! Ma non vorrei annoiare con i fatti miei. Solo per dire che il mio atteggiamento non è assolutamente frutto di squilibri interiori come Crovella sostiene,  ergendosi a nume tutelare della (sua) verità nei confronti di chi non la pensa come lui. Costoro destabilizzano il suo infantile disegno di trattamento dell’umanità, che è molto più variegata della cerchia con cui ci ha lungamente ammorbato: lavoro, famiglia, Cai, palestra, bar e parrucchiere di Torino. Quelli che lui definisce “sabaudi” sono ovunque, da Kasern a Pachino, tanto quanto quelli che credono fermamente che la libertà sia uno stato in cui vuole trovarsi il popolo e non una situazione in cui ci costringono in pochi per i loro giochi. Le regole piacciono anche a me quando servono a definire ruoli e spazi di ciascuno ma non quando sono asservite ai comodi di pochi approfittatori. Ribellarsi, in quei casi, denota vitalità e volontà di proteggere i propri figli. Chinare il capo rifacendosi a una sola campana è comodità, pigrizia e alla fine ignoranza. 
    Ognuno ci capisca quello che più gli fa comodo, come sempre.

  164. 53
    lorenzo merlo says:

    Niente. Neanche sotto provocazione viene fuori uno straccio di idea.

  165. 52
    Roberto Pasini says:

    Vedi Fabio, ancora. Non c’è niente da fare. Bisogna prendere atto. Io non ci faccio più caso. Ma ogni tanto ritengo giusto, a futura memoria come dice Crovella 😀, far presente alcune cose di merito e di stile. Cosi’, per abitudine (malsana) indotta da questo due anni di relativo isolamento. Saluti. 

  166. 51
    lorenzo merlo says:

    Se questi sono gli argomenti, se niente di meglio puoi tirar fuori dalla papalina, hai fatto bene a sentirti incluso nella categoria.
    Del resto con l’altro vostro argomento “fascista” c’avevi già provato.
    Dì qualcosa che non sia terribilmemte vuoto e pedestre.

  167. 50
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli. Perché di solito chi ha postato quel link è spesso preso come riferimento dell’ala diciamo così “libertaria” del blog, mentre altri, tra cui il sottoscritto, sono vigliacchi, schifosi e traditori delle masse popolari. Non me la prendo più di tanto anch’io, non preoccuparti, ma mi infastidisce la confusione, perché mescola e fa casino. Che vuoi fare ognuno ha i suoi limiti. Saluti. Meglio la pace del divano ma oggi piove di brutto e come si diceva a proposito di Mariacher, si parva licet….”  certe spinte alla condivisione sono insopprimibili. 

  168. 49
    Fabio Bertoncelli says:

    “Beh insomma postare link a discorsi di Hitler contro il capitalismo anglosassone nel silenzio generale dei ribelli alla dittatura sanitaria e atlantista faccio un po’ fatica a vederlo come “di sinistra”. Evidentemente è un mio limite.”
     
    Attendo che il buon Pasini mi spieghi in base a quale processo mentale è partito dai “discorsi di Hitler” per contestare “il silenzio generale dei ribelli alla dittatura sanitaria e atlantista” e non anche, chessò, “il silenzio generale dei sostenitori della dittatura sanitaria e atlantista”.
     
    Pur essendo contro la dittatura sanitaria e, da soli due mesi, anche contro quella atlantista, io per esempio ho taciuto semplicemente perché a volte mi rifiuto di commentare farneticazioni et similia. Insomma, “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
    Tu, Roberto, invece l’hai intesa cosí: “Chi tace acconsente”. Beh, ti sei sbagliato.

  169. 48
    Antonio Arioti says:

    Marcello, se avessi il problema che ho io adesso non potresti fare la guida alpina.
    Se fosse per me la mascherina l’avrei già buttata nel cesso da mo’ ma in autobus senza non mi ci fanno andare e l’autobus, per dove vado io, mi serve.

  170. 47

    Si è ligi alle regole sensate. Se uno ritiene insensata la regola/ricatto di fare da cavia a un vaccino sperimentale venduto da aziende private a stati, fa bene a opporvisi con tutte le sue forze. Siccome la maggioranza è più simil-crovella ci ritroviamo TUTTI con molti diritti calpestati. A me girano i coglioni che ci siano quelli ligi anche a regole insensate  perché a farne le spese sono anche quelli che la pensano e vivono in maniera diametralmente opposta. Che la vita da travet di Crovella circondato solo da suoi simili (sai che palle…) a lui piaccia  sinceramente a me non me ne frega una minchia. Quella, per me intendiamoci, più che vita è un’attesa della morte a cui non mi adeguerò mai.
    Arioti, anch’io ho 60 anni ma credo che il meglio della mia vita debba ancora venire. Non essere così negativo. Butta la mascherina (che non è più obbligatoria) esci e vivi. Gli acciacchi di salute li ho anch’io ma cerco di non dare troppo retta al medico e male non va. 
    Ragazzi la vita è nel sole e non nelle torture che l’uomo s’é inventato nel tempo per paura dell’altro. 
    So di dire banalità ma qui pare che qualcuno l’abbia dimenticato. 

  171. 46
    Matteo says:

    Crovella, innanzitutto una notizia (credo che anche tu possa imparare qualcosa, qualche volta): in Italia non è mai esistito un governo in cui il premier sia stato direttamente eletto dal popolo. E personalmente temo abbastanza l’ipotesi, ma questo riguarda solo me.
    In secundis, non mi è ben chiaro quale sia l’eccesso di diritti che tu lamenti e che dovrebbe portare per reazione  a un regime oligarchico o semidittatoriale, visto che non riesco a ricordare un solo nuovo “diritto” recentemente introdotto o conquistato.
    Mi piacerebbe che tu me li indicassi
     

  172. 45
    Roberto Pasini says:

    Crovella. PS . Avrai sentito parlare sicuramente dei rosso-bruni, una galassia molto attiva sui social, è lì che forse devi trovare le fonti, in questo nuovo piatto della cucina fusion offerto come base ideologica per un disagio sociale e una confusione di riferimenti ideali che altri, colpevolmente, non sanno più capire e gestire. Se hai tempo e curiosità, apri qualcuno dei numerosi link che vengono postati sempre a partire dalle stesse fonti e troverai forse il filo di Arianna. 

  173. 44
    Fabio Bertoncelli says:

    “Anzi vedrete che i partiti, in questo anno che ci separa dalle elezioni, si accorderanno per una legge elettorale estremamente ‘proporzionale’, cosa che garantirà la quasi certezza di NON avere una maggioranza politica uscita dalle urne.”
     
    1)  NON tutti i partiti.
    2) Qual è il partito che, fortissimamente, prevedendo la sconfitta elettorale, vuole il proporzionale per preservare il proprio potere e impedire agli altri la governabilità? Indovina indovinello: qual è?

  174. 43
    Antonio Arioti says:

    Viviamo in un mondo complesso, sicuramente più complesso di quello in cui hanno vissuto i nostri antenati (anche solo i nostri genitori) e pertanto non mi meraviglia il fatto che le letture possano essere le più svariate.
    I processi di ricostruzione storica sono molto lunghi e necessitano di profonda dedizione. Nonostante ciò ci saranno sempre pareri discordanti perché la verità, o forse sarebbe più corretto dire, le verità, hanno tanto sfaccettature.
    Quando si vivono i tempi le sensazioni e le reazioni sono diverse e questo proprio perché quel processo di analisi in grado di distinguere il vero dal falso non è stato ancora compiuto. Che poi anche il vero e il falso possono risultare arbitrari.
    Dipende anche molto da come ci si pone nei confronti del mondo, se lo si vede in un’ottica materialista e quindi come esistente a tutti gli effetti, oppure alla stregua di una proiezione mentale avente un’essenza ben diversa da ciò che appare.
    Filosofia spicciola, sicuramente, me lo dico da solo, ma rimane il fatto che alla fine è così. Noi esseri umani siamo parte di un gioco, a volte divertente a volte crudele, in cui possiamo trovarci o meno a nostro agio. Dipende da tanti fattori. Quindi ciascuno di noi vive le cose a modo proprio. Essere cittadini modello e rispettosi delle regole può essere motivo di vanto per alcuni e motivo di forte insofferenza per altri. Le decisioni altrui possono essere viste come giuste o come sbagliate, dipende anche dal ruolo che si riveste. Probabilmente l’impiegato pubblico o anche privato che si è ritrovato in smart working se la sta’ scialando mentre il barista che ha dovuto chiudere sarà molto incazzato.
    Sono sincero, considerando il fatto che ho 60 anni  e che da un anno a questa parte sono assillato da problemi di salute penso che non me ne fotte niente. Ormai gli anni che mi restano da vivere sono molto meno di quelli che ho già vissuto e quindi comincio a non aver nemmeno più voglia di mettermi a parlare di diritti o presunti tali.
    Spero solo di arrivare a stà benedetta pensione e guardare il mondo da persona che almeno non ha più un cartellino da timbrare. Ci penseranno i giovani anche perché prima o poi questo mondo non sarà più il mio. Cosa ci sarà dopo lo imparerò morendo.

  175. 42
    Roberto Pasini says:

    Crovella. Beh insomma postare link a discorsi di Hitler contro il capitalismo anglosassone nel silenzio generale dei ribelli alla dittatura sanitaria e atlantista faccio un po’ fatica a vederlo come “di sinistra”. Evidentemente è un mio limite. Torno sul divano. Ciao.

  176. 41
    Carlo Crovella says:

    Vedetela come vi pare, ma vi sfugge che, a forza di reclamare diritti, il sistema risponde stringendo sempre più la morsa. E’ una reazione fisiologica: come per l’altalena, più va in una direzione più, tronando, avanza nell’altra. L’Italia sta scivolando, millimetro dopo millimetro, su un piano sempre più dittatoriale o almeno oligarchico. Sono ormai 10 anni che non viene installato un governo il cui premier sia stato direttamente eletto dal popolo: l’ultimo fu Berlusconi, poi destituito nel 2011. Da allora Monti (tecnico, inviso, a voi certamente), poi Letta (frutto di un compromesso post elettorale), poi Renzi (che ha scalato il PD dall’interno), poi Conte 1 e Conte 2 (Sansonetti, direttore del Riformista, sostiene da anni che “Conte non esiste”, cioè politicamente, è un bluf, il prestanome di un accordo fra pochi sulla pelle dei cittadini-i pochi del Conte 1 erano 5 Stelle e Lega, del Conte 2 5 Stelle e PD), e poi Draghi,… che più tecnico di così… Draghi ve lo tenete, se va bene, fino alle prossime elezioni che sono in programma nel 2023. Oh intendiamoci, me lo tengo anche io, Draghi, ma a me va bene (almeno per ora): è a voi che è inviso. E pensate forse di liberarvi di Draghi con tutte ‘ste buffonate di proteste e “rifiutando” le mascherine??? Poveri illusi, il sistema si innervosirà ancor di più e vi piazzerà Draghi anche dopo le elezioni del 2023. Infatti è molto probabile che l’esito elettorale non genererà una maggioranza salda e quindi si dovrà ricorrere di nuovo a un governo tecnico. Che poi il Premier post 2023 sia fisicamente Draghi oppure Piripicchio, poco rileva. Il punto è il commissariamento della democrazia. Anzi vedrete che i partiti, in questo anno che ci separa dalle elezioni, si accorderanno per una legge elettorale estremamente “proporzionale”, cosa che garantirà  la quasi certezza di NON avere una maggioranza politica uscita dalle urne. Sembra un paradosso, ma è la realtà. I partiti NON vogliono una maggioranza esplicita, così tutti diranno al popolo che è inevitabile ricorrere ad un governo tecnico e tutti potranno fare i loro giochetti dietro le spalle del Draghi di turno, cui fanno fare il lavoro sporco (come, a titolo di esempio, imporre le mascherine: questo sarà niente, preparate la vaselina, se davvero arriverà – come temo – la recessione…). Come lo chiamate questo modello politico? Nel migliore dei casi “oligarchia”, ma è l’anticamera di un regime dittatoriale. Verso tale regime stiamo scivolando per l’eccesso di richiesta di diritti e di libertà individuali. In risposta a ciò il sistema stringerà sempre più la morsa. Ognuno potrà lottare come meglio crede: Roberta Trucco (a proposito, per caso la tua famiglia è originaria di Montà d’Alba? Trucco è  un cognome molto diffuso da quelle parti), Roberta Trucco e altri sono convinti di lottare per avere più libertà (io sostengo che invece si strozzeranno sempre di più, perché provocheranno la reazione sempre più severa del sistema, progressivamente repressiva). All’opposto io lavoro in una direzione completamente diversa. C’è un gruppo di lavoro, che purtroppo procede un po’ a singhiozzo per le varie difficoltà oggettive (prima la pandemia, ora la guerra, poi forse la recessione ecc ecc ecc…) che punta ad una revisione profonda del modello costituzionale. La novità più eclatante è l’elezione diretta del Capo dello Stato, come in USA (presidenzialismo puro) oppure come in Francia (semipresidenzialismo). Ma in realtà, sotto sotto (e cmq questo è il punto di cui io sono profondamente convinto) l’obiettivo è calmierare l’elenco dei diritti a disposizione dei cittadini. Il concetto è: meglio avere pochi e intoccabili diritti, che vivere nella vostra illusione per cui i diritti sono espandibili all’infinito (in numero e intensità), perché la vs illusione determina la reazione del sistema sempre più in direzione repressiva. Voi siete convinti che la vostra azione sia migliore perché elegantita da una pennellata di (falsa e domagogica) visione di sinistra. Invece io, che sono di destra (anche se di destra storica e sociale), affermo che è proprio per la loro natura “di sinistra” che le vostre preferenze producono danni e spingono il sistema a stringere la morsa. Quello che mi rompe è che per colpa “vostra” (non solo di quelli che scrivono qui, ma di tutti quelli che protestano) la morsa si stringe per tutti, compreso il sottoscritto. Questo mi rompe assai.

  177. 40
    Fabio Bertoncelli says:

    “Oggi il concetto dello Stato di Diritto è in forte crisi proprio per il venir meno del senso del dovere fra i cittadini.”
     
    Oggi il concetto dello Stato di diritto è in forte crisi per il venir meno del senso del dovere tra chi governa. Da ciò discende il resto.
    … … …
    E magari fosse soltanto il senso del dovere…

  178. 39
    Alberto Benassi says:

    Fabio,
    Ma ti sembra il SABAUDO una persona democratica??
    Una persona che ha rispetto delle opinioni altrui? Delle minoranze? Delle diversità?
    Io gli consiglio di entrare nel cerchio magico di Putin.

  179. 38
    Roberto Pasini says:

    Roberta Trucco. Bene. Non era una questione di curriculum ma di chiarezza in una palude che a volte diventa torbida e la trasparenza e il rispetto senza insulti sono elementi minimi di un mondo migliore.  Troppe volte anche qui si sbraca (non era il tuo caso ovviamente, anche se non condivido le tue valutazioni).  Ognuno ha i suoi pallini: il mio è quello di battermi per la decenza e la trasparenza come piccolo contributo ad un mondo migliore. Il linguaggio è uno specchio dell’anima.

  180. 37
    Fabio Bertoncelli says:

    Tutti  rispettano le regole, a prescindere dalla natura delle stesse.”
     
    Anche le leggi razziali?
    Ricordo che, nel corso del processo di Norimberga, molti imputati si difesero cosí: “Io ho ubbidito alla legge, alle regole, agli ordini”.
    … … …
    Il modenese Angelo Fortunato Formíggini, editore ebreo tra le due guerre, decise invece una clamorosa protesta contro le leggi razziali: si gettò dalla Ghirlandina, campanile del duomo di Modena, il 29 novembre 1938. 
     
    Se ragioniamo senza ragione, anche i partigiani del 1943-1945 sono da considerarsi fuorilegge. “Achtung! Banditen!”: cosí era infatti scritto nei manifesti nazisti.
     
    Perfino Gesú Cristo fu un fuorilegge. E cosí Giordano Bruno e innumerevoli altri nella storia dell’umanità. La quale umanità deve serbare perpetua riconoscenza per il sacrificio di questi “fuorilegge”. 

  181. 36
    Roberta Trucco says:

    Giusto Roberto Pasini e mi scuso nella fretta ho scritto solo il nome. Mi chiamo Roberta Trucco , ho scritto diversi articoli, alcuni ripubblicati anche qui, scritto un romanzo su temi delicati e conflittuali e curato un libro su temi di nuovo scottanti,  questo per dire che ci metto la faccia sempre.ma qui nella fretta non l’ho fatto. Trova su internet le battaglie in cui sono impegnata. 

  182. 35
    marta says:

    Per chiarirsi le idee su diritti e doveri, basterebbe leggere e comprendere la nostra COSTITUZIONE, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, la Dichiarazione di indipendenza americana ( in cui viene sancito, oltre al diritto alla felicità anche il dovere di opporsi ai soprusi) e altri testi FONDATIVI delle nostre Democrazie.
    (c’è qualcuno che avrà, forse,  letto tutto Guerra e Pace – se pure per me  il capolavoro di Tolstoj è un romanzo BREVE Sonata a Kreutzer –  ma deve essere rimasto allo Statuto Albertino. )

  183. 34
    Roberto Pasini says:

    Roberta. Un mondo migliore è anche quello in cui ci si mette in gioco con nome e cognome. Ci sono in giro troppe maschere e il dialogo può esserci solo tra persone, non tra maschere.

  184. 33
    Roberta says:

    Un mondo migliore è un mondo che accetta la complessità, che non polarizza ma che sa che è il confronto anche acceso tra diverse prospettive può essere fecondo. La libertà sta nel poter compiere un’azione che ci corrisponde nel profondo senza che questa sia staccata dall’ amore per l’altro da me. È frettoloso  come commento ma non si può fare molto di più. Certo la libertà non è un brand acquistabile con slogan più vaccinati più liberi! Questa la vergogna di cui si è macchiato l’occidente “progressista” che non ha esitato a vendere ai nostri figli un po’ di libertà, dopo averli segregati per due mesi. Ok il sacrificio della chiusura come tentativo di arginare un virus di cui nulla si sapeva, vergognoso avere barattato la libertà con un farmaco sperimentale per di più secretato e con profitti privati. La vetta per incontrarsi tra diversi non è vicina ma è una bella sfida provare a raggiungerla da versanti diversi.

  185. 32
    antoniomereu says:

    Una cosa le regole ,un altra le imposizioni…alla c###o.

  186. 31
    Roberto Pasini says:

    Tutti  rispettano le regole, a prescindere dalla natura delle stesse”.
    No. Non sono d’accordo. Ci sono state, ci sono e ci saranno regole alle quali è giusto opporsi, pagandone fino in fondo le conseguenze. Voglio pero’ citare le parole che un grande sardo, cresciuto a Torino, scrisse dalla sua cella perché si era ribellato alle regole che riteneva ingiuste e che pagò duramente : “ “È troppo facile essere originali facendo il contrario di ciò che fanno tutti; è una cosa meccanica. È troppo facile parlare diversamente dagli altri. Il difficile è distinguersi dagli altri senza fare acrobazie….proprio oggi che si cerca un’originalità e personalità a poco prezzo” 

  187. 30
    Matteo says:

    Perdonami Carlo, puoi innervosirti quanto vuoi, però l’affermazione “perché lo Stato possa distribuire diritti, è necessario che, “prima”, tutti i cittadini rispettino le norme, anche banali … Ovvero che il primo dovere di ogni individuo è rispettare tassativamente le regole.” è sbagliata storicamente (e anche logicamente).
     
    Intendo dire che la sviluppo delle società umane è leggibile come l’affermarsi progressivo di diritti certi e condivisi contrapposti all’arbitrio del più forte, cioé colui che impone “regole” a suo piacere; a partire dal diritto del civis romanus, alla guerra civile inglese, alla guerra di indipendenza americana, alla rivoluzione francese, alle società democratiche.
     
    La storia dell’evoluzione delle società umane e proprio la storia della domanda “e kikazzo sei tu per pretendere qualcosa da me?”.
    Il che non significa affatto che non esistano o non debbano esistere doveri, ma di certo che siano il meno possibile ab minchiam e che l’autorità che li impone non  sia indiscutibile.
     
    Ovvero l’esatto opposto della tua peculiare definizione di sabaudità.

  188. 29
    Alberto Benassi says:

    . Questo in tutta schiettezza mi fa girare i cabasisi.

    Non usare questo termine da terroni. Da sabaudo integerrimo, quale sei, NON ti si addice.

    Ovvero che il primo dovere di ogni individuo è rispettare tassativamente le regole

    Certo prima regola dei paesi dittatoriali: mutismo e rassegnazione.

  189. 28
    Carlo Crovella says:

    E’ evidente che apparteniamo a due mondi diversi, addirittura opposti. Lo spaccato socio-culturale nel quale io vivo (cioè nel quale quotidianamente lavoro, ho relazioni sociali e umane, oltre che famigliari, mi dedico ai miei hobby e sport, coltivo vita culturale e politica ecc ecc ecc), ebbene questo spaccato socio-culturale è intriso di senso del dovere. Ce lo insegnano sa quando siamo in culla, cresciamo con quel segno distintivo. E’ la nostra pietra angolare. Ecco chi sono quelli che io (arbitrariamente) chiamo i “sabaudi”: quelli che hanno marchiato dentro il senso del dovere.  Non è una cosa da famiglie altolocate o economicamente floride, ma proprio un segno distintivo di tipo socio-culturale. Il mio parrucchiere non ha antenati illustri, eppure ha un senso del dovere integerrimo e lo esige dai suoi clienti, altrimenti manco li fa entrare nel suo locale. Nei mesi scorsi esigeva il rispetto di tutti i dispositivi sanitari dalla mascherina al SGP, non perché avesse paura a titolo personale, ma per amore del senso del dovere (cioè per rispetto assoluto e aprioristico delle norme in vigore). Se la regole fosse stata che si entrava dai parrucchieri solo con le scarpe di colore giallo, avrebbe preteso dai clienti le scarpe di colore giallo: è provocatorio quello che scrivo, ma rende bene l’idea. Lo stesso “senso del dovere” è quello che contraddistingue il barista sotto al mio ufficio, lo stesso nelle banche e nelle aziende che frequento, nelle sezioni CAI, nelle varie istituzioni culturali e politiche dove mi reco (a rotazione), nella palestra ecc ecc.
    Il punto non è ridicolo come vi sembra. Il senso del dovere è la pietra angolare dello Stato di Diritto. Sembra una contraddizione, ma invece è proprio così. Oggi il concetto dello Stato di Diritto è in forte crisi proprio per il venir meno del senso del dovere fra i cittadini. I protestatori seriali (qui come altrove, vedi quelli dei vari talkshow televisivi) vogliono “solo” i diritti, ma perché lo Stato possa distribuire diritti, è necessario che, “prima”, tutti i cittadini rispettino le norme, anche banali come (quando in vigore) quella di indossare una mascherina, anche se di per sé può essere una stupidaggine in termini oggettivi. Noi siamo stati educati così e a nostra volta educhiamo così i nostri figli. Ovvero che il primo dovere di ogni individuo è rispettare tassativamente le regole. Celebre la frase che si sente da noi: “Prima il dovere e poi il piacere”, dove per “piacere”, in questo contesto io intendo i “diritti”, compresa la libertà individuale. Se vuoi essere davvero libero, devi garantire sostegno allo Stato che ti garantisce la libertà. Altrimenti il meccanismo non sta in piedi. Uno Stato, la cui comunità non rispetti i “doveri”, non riesce più, alla lunga, a garantire i diritti. Quindi un mondo migliore è quello in cui tutti hanno molto forte il senso del dovere e innanzi tutto rispettano le regole, a prescindere dalla natura delle stesse, e “poi” (ma solo “dopo”), accampano diritti.
     
    Oggi siamo all’inversione degli addendi, ma, a differenza della proprietà transitiva dell’addizione, qui l’inversione degli addendi NON produce lo stesso risultato. Anzi, produce danni. Le democrazie occidentali, in particolare europee (e l’Italia a maggior ragione) sono minati da questo male interno, che agisce come un cancro: cioè che si “pretendono” diritti, senza aver dato, “prima”, il proprio contributo in termini di rispetto ai doveri. Non sta in piedi, alla lunga, uno Stato così, come piace a voi. Per questo sono molto irritabile su questo argomento. Perché chi esige solo diritti (o li esige prima di ottemperare ai doveri) agisce in una direzione che tende a far saltare per aria lo Stato di Diritto. Se salta in aria il modello, non ci saranno più diritti, per nessuno (vedi Russia, Cina ecc). Finché ci rimettete voi, cinicamente, me ne posso anche sbattere: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso” (altra tipica frase dell’educazione sabauda). Vi troverete in mutande per colpa vostra. Ma invece mi preoccupo perché per colpa dei protestatori (che esigono diritti e libertà incondizionata) può saltare per aria lo Stato di Diritto per tutti, anche per chi, come me, è sempre stato disciplinatissimo. Questo in tutta schiettezza mi fa girare i cabasisi.  Per questo sono molto irritato verso i protestatori e tutti quelli che mettono i diritti davanti ai doveri.
     
    Per quanto riguarda i refusi, ho verificato che tecnicamente c’è molta differenza fra i testi che scrivo dal pc e quelli che compongo sullo smartphone, dove  il correttore “cambia” le cose anche dopo che le ho revisionate. Non ci vuole però un gran acume per capire cosa intendo: sono molto chiaro quando mio esprimo, non fosse altro che per deformazione professionale. Buona giornata a tutti.

  190. 27
    Matteo says:

    Un applauso a Marta.
    E aggiungerei che un mondo migliore è quello in cui non si fanno le cose solo perché lo comanda chi è al governo o comunque è superiore, o responsabile, o incaricato.
     
    Chiunque sia e in qualunque posizione.

  191. 26
    marta says:

    Un mondo migliore è quello in cui un ragazzo, per salire su un autobus per andare a scuola o in gita   NON è costretto a sottoporsi a una cura SPERIMENTALE. 
     
    Un mondo migliore è quello in cui insegnamo ai ragazzi i principi su cui si fondano le nostre società: libertà, uguaglianza e fratellanza. NON quello in cui si dice che ci sono i buoni e i cattivi, i regolari e i diversi.
     

  192. 25
    albert says:

    15)uno dei vantaggi della mascherina è che ,silenziosamente, puoi mormorare ogni improperio(o anche complimento vietato dal politically correct) e non ti si puo’ leggere il labiale…oppure indossarla per il gusto di  far incavolare chi non la indossa…indipendentemente dalla sua efficacia.Intanto smobilita fabbrica italiana di mascherine ffp2 in Prato. Per pochi centesimi in meno si ricomincia ad  importare dalla PRC..compreso abbigliamento sanitario  , operai  nazionali a casa, macchinari comprati a caro prezzo avvolti da teli di pellicola di plastica.Pare che i produttori ed esportatori globali non siano messi tanto meglio..ritornano alla clausura imposta  alla massa amorfa con metodiautoritari e brutali. Viene sempre un dubbio: i capi ed  oligarchi non si saranno procurati di nascosto i vaccini  e farmaci occidentali?
    Se lasciassimo libera strada al “fare naturale”, saremmo molti miliardi di meno causa antiche epidemie mai debellate del tutto…ma tutto passa in secondo ordine rispetto alla incombente minaccia di guerra totale…( e’ un fare naturale o tecnologico? o un misto?).Malthus affermò che guerre e malattie e carestie avevano la funzione di decimare la popolazione, altrimenti la crescita demografica esponenziale in grado di saturare il pianeta. Forse aveva ragione, abbiamo tentato solo di alzare l’asticella, ma ultimamente i salti non vengono bene, la facciamo cadere in continuazione…chi sostiene l’inutilita’dei nostri sforzi, chi invece pone fiducia nella ricerca scientifica( quella fattiva e non quella che si sovraespone nei media), chi sostiene che pure questa bara , falsifica, annuncia risultati troppo presto. Contrapporsi e’un passatempo, in attesa di…

  193. 24
    Fabio Bertoncelli says:

    Non bisogna giudicare il valore di uno scritto dal numero delle parole. È ovvio.
    Non si deve confondere un testo letterario col commento in un forum. È ovvio.
    Dopo la prima stesura bisogna rileggere, per eventuali correzioni e aggiunte. Lo insegnano alla scuola elementare.
    Un errore di battitura, in un forum, è scusabile. Ma due non lo sono piú.

  194. 23
    Carlo Crovella says:

    Non è chiaro perché sia così diffusa la convinzione, gia’ altre volte emersa, che “corto è bello”, relativo a un testo. Salvo rarissime eccezioni, la storia dimostra esattamente il contrario. Se valesse quella legge, i principali capolavori della letteratura mondiale dovebbero esse mandati al macero. Ad esempio Guerra e Pace (1000 pagine nell’edizione italiana). Non parliamo, poi, di Alla ricerca del tempo perduto di Proust, addirittura composto da 9 volumi nell’edizione Einaudi. Non è quello il punto.
     
    Il punto invece è che,  purtroppo, la società liquida (per dirla alla Bauman) e’ dominata d modello Twitter. C’è l’illusione che sia giusto e fondato solo quello che è esprimibile in un cinguettio. Non solo ciò è falso, ma è addirittura fonte di distorsione di ragionamento. Infatti il modello Twitter innesca un’accelerazione esponenziale: “breve” chiama “breve”, non c’è più tempo per ponderare ma si procede in modo umorale, immediato, non metabolizzato.
     
    Mi sto convincendo che vi sia una possibile correlazione fra molti “brevisti” e la loro propensione alla protesta seriale. Se fosse confermata questa mia sensazione, gran parte delle frustrazioni individuali sarebbe innescata o quanto meno esacerbata proprio dal modello Twitter, cioè dal cosidetto “breve e accelerato”.
     
    @20 Mondo migliore? Ma è un’illusione che annebbia la mente all’umanità dalla notte del tempi. Guarda il socialismo, credeva in un futuro migliore, rappresentato dal simbolo del Sol dell’Avvenire. E che fanno oggi gli eredi contemporanei di tale utopia? Quelli russi massacrano civili inermi bombardando abitazione, quelli italiani (PD) sono fra i più convinti sostenitori dell’invio di armi agli ucraini, cosa che prolungherà la guerra e quindi si tradurrà in altri morti. Il mondo migliore non è fuori da noi, ma in noi. Tra l’altro leggere sia i classici della letteratura chei saggi contemporanei, oltre che rilassare, aiuta a comprendere i fenomeni e a riflettere più profondamente.

  195. 22
    antoniomereu says:

    Mi sfugge  qualcosa…ma se uno ha in corpo ben 2 o 3 dosi perché mai si deve ancora impaurire o peggio vergognare della propria libera faccia?  , indossare la museruola per l infinito non darà mai la possibilità di ripartire e vedere l attuale  Reale contagiosità e gravità del Covid-virato , si sa mai sia andato in ferie nel frattempo come ce ne accorgiamo?
    Viva i diversi! Via tutte le maschere e respirare  novoxigen~! 
    p.s. grazie Merlo.
     

  196. 21
    Matteo says:

    E chi ha bisogno di 33 righe per dire quanto tutti gli altri sono disadattati e frustrati forse proietta qualcosa di se’…

  197. 20
    marta says:

    Il fatto è che chi protesta lo fa perché crede che un mondo migliore per i nostri figli sia ancora possibile.
    Un mondo in cui le parole, per esempio Libertà, ma anche diversi, non siano svuotate di senso.
    A leggere certi commenti, ci si scoraggia un po’. Ma solo un po’.

  198. 19
    Carlo Crovella says:

    @15 è ormai assodato che viviamo in due universi diversi, addirittura opposti. Nel mondo in cui vivo io, sono tutti cosi, a tal punto che, qui nel mio quartiere, i “diversi” non riuscirebbero neppure a entrare in una panetteria per comprarsi una semplice pagnotta….
     
    Vorrei però far capire perché ai “regolari” (come me) sono ormai diventati insopportabili i “protestatari seriali”. Io mi sono fatto persuaso (come direbbe Montalbano) che chi sbraita sistematicamente “esigendo” di esser considerato, cioè che deve essere un individuo pensante e non solo un numero, un cittadino e non un suddito…ebbene chi ogni giorno batte e ribatte su ‘sta solfa, è perché è lui il primo a dubitare del suo valore.
     
    Ragiono sul caso diametralmente opposto. Chi fa una vita che gli piace, ha una situazione famigliare equilibrata, fa un lavoro di sua soddisfazione, si dedica ad hobby r sport che lo divertono…ecc ecc ecc… ma che bisogno avrebbe di ribadire, ogni giorno, che lui “esiste”, che ha un’opinione “sua”, che “ragiona” e tutte le infinite lamentele che si sentono (dai soliti quattro gatti spelacchiati).
     
    Chi è soddisfatto di sé, in automatico “sa” che vale, “sa” che le sue opinioni hanno valenza oggettiva, che nel lavoro è apprezzato a richiesto, che gli amici e i famigliari lo stimano ecc ecc ecc.
     
    A parità di Governo Draghi imperante su tutti i cittadini, chi è soddisfatto di sé ed è sereno per come vive, non si sente un suddito. Viceversa andando ad analizzare i singoli protestatari seriali (anche in questo microcosmo sono sempre gli stessi), si percepisce che c’è un disadattamento di fondo con il mondo, una situazione di frustrazione generale, a volte sconfinante dell’infelicità individuale. Dico queste cose senza nessuna volontà polemica, ma per sottolineare che i protestatari seriali protestano verso l’esterno, ma in realtà i loro “veri” problemi sono interni allo loro personalità. La controprova, anche qui sul GB, è che gli stessi che protestavano contro il Governo Conte 2 sono poi quelli che protestano contro il Governo Draghi e protesterebbero contro un eventuale nuovo Governo gestito da X o da Y. Morale: è inutile che vi lamentiate se il sistema vi riduce a dei sudditi, perché le cause di ciò sono dentro di voi. Ognuno avrà la sua o le sue frustszioni. Ma se non le risolvete dentro di voi, non uscirete mai dallo status di sudditi verso il quale protestate contatta acredine.

  199. 18
    Fabio Bertoncelli says:

    Se perfino nel GognaBlog ci si chiede scusa, allora esiste un barlume di speranza che ciò accada pure tra Russia e USA.  😇😇😇

  200. 17
    Andrea Parmeggiani says:

    @Crovella
    Hai ragione, ho interpretato male la tua frase 🙂 
    Chiedo venia

  201. 16
    Carlo Crovella says:

    @13 guarda che sei tu che non hai capito una cippa. Intendevo dire esattamente quello che hai sottolineato tu. Leggi con più attenzione

  202. 15

    Anch’io oggi ho visto persone al bar che indossavano la mascherina e tra me e me ho pensato che fossero degli idioti. Questo è il mio modo di pensarla ma rispetto il loro gesto e quindi non gli ho detto nulla. Se gli fa piacere così…

  203. 14
    Matteo says:

    “E nessuno ha detto nulla”  però non è proprio vero ed è ingeneroso: qualcuno ha provato a dire qualcosa, qualche volta, come poteva. Ma è stato ignorato, ingiuriato o sanzionato.
     
    D’altra parte quando M.Draghi (presidente del Consiglio) può permettersi di mentire con frasi come “chi si vaccina vive, chi non si vaccina muore”, solo i più morigerati dei corifei ti accuseranno solo di illusione e frustrazione…

  204. 13
    Andrea Parmeggiani says:

    Crovella, non ci tieni a fare ripartire la sarabanda, però se scrivi boiate….
    “Ovvio che le frasi riportate al commento 1 sono inopportune ed esagerate.”
    Quelle riportate sono tutte frasi DETTE e PUBBLICATE dai personaggi menzionati. 
    Inopportuno è solo il fatto che siano state dette.

  205. 12
    Carlo Crovella says:

    Non ho nessunissima intenzione di far ripartire la sarabanda di mille interventi in contrapposizione sempre più virulenta. ci tengo però che resti traccia scritta che non tutti la pensano come voi. Ovvio che le frasi riportate al commento 1 sono inopportune ed esagerate. Tuttavia mi preme sottolineare che la comunità dei frequentatori della montagna (altresì detti alpinisti)  NON è costituita esclusivamente  da amanti della libertà incondizionata, talmente incondizionata che le regole sono vissuta come “lacci e lacciuoli” e ciò innesca una ribellione irrefrenabile. Infatti si “legge” fra le vostre righe, di oggi ma soprattutto dei mesi scorsi (ante guerra in Ucraina) questo vostro assioma (che io contesto): che chi si muove in spazi aperti (outdoor) lo fa perché di natura è un cavallo selvaggio e ribelle ad ogni imposizione, altrimenti (voi sostenete implicitamente) giocheremmo tutti a tennis anziché andare in montagna. Non è così, credetemi: c’è una bella fetta, che a mio parere addirittura maggioritaria, di alpinisti (nella definizione sopra usata) che si comportano rispettando le regole, senza particolari frustrazioni. Il rispetto delle regole avviene sia sul terreno della montagna che nella vita di tutti i giorni.  Esempio: nei mesi scorsi l’attività delle Scuole di scialpinismo che frequento non è stata minimamente intaccata (in negativo) dalle regole di SGP-vaccino-mascherina-distanziamento ecc. Nessuno ha fatto storie: chi non era d’accordo si è semplicemente fatto da parte. Qualche settimana fa sono andato all’altra Sezione cittadina, all’ingresso c’era scritto “ALT attendere verifica requisiti”. Ho atteso un minuto, è arrivata la segretaria, mi ha verificato il SGP, mi ha preso la temperatura, ha visto che indossavo la mascherina e mi ha fatto entrare. Era “serena” lei e io non mi sono minimamente sentito né costretto né umiliato. Dov’è tutta questa presunta “umiliazione”??? Non fatemi riscrivere cose ho già descritto nei mesi scorsi, ma nel tipo di vita dove io opero (non solo in  montagna, ma professionalmente, culturalmente, nella frequentazione di circoli sportivi ecc), senza mascherina e SGP non si riuscirebbe neppure ad entrare nei rispettivi locali. Adcirittura nella filiale bancaria del ns quartiere, fino a venerdì scorso per entrare richiedevano obbligatoriamente SGP e mascherina. Senza non entri: hai il conto lì? Ti adegui oppure ti arrangi. Sono curioso di verificare se, post vareiaizone 1 maggio, hanno cambiato le istruzioni appese all’ingresso: non mi stupirei se invece le avessero ancora tenute. Ieri (1/5) sono entrato nel mio solito bar a prendere il caffè, tornato dalla gita, e ho indossato la mascherina di mia iniziativa (nonostante fosse già in vigore la “nuova” normativa): ho percepito che il titolare ha apprezzato il mio gesto. Penso che lo farò anche oggi pomeriggio e di sicuro NON sarò preso in giro, anzi. Quindi tutta ‘sta vostra convinzione che la popolazione italiana sia insofferente di fronte alle regole, che sia o sia stata oggetto di imposizioni “fasciste”, che nessuno abbia piacere di rispettare le regole ecc ecc ecc   ebbene è una vostra illusione ristretta ad una minoranza ridottissima di persone. Se la maggioranza si fosse ribellata, le regole sarebbero in qualche modo saltate. Se non sono saltate è perché la maggioranza dei cittadini le accetta o, addirittura, le “vuole”. Di questo dovete farvi una ragione, altrimenti non ne uscirete mai e vivrete con la sensazione di essere prigionieri del cattivone di turno (oggi Draghi, domani chissà). Invece siete prigionieri delle vostre frustrazioni.

  206. 11
    lorenzo merlo says:

    Dal link di Alberto.
    Eravamo uomini.
    Con il beneplacido dei vostri voti saremo tessere, come quelle dello skilift.
    Eravamo uno spirito.
    Saremo una misura.
    Eravamo autonomi.
    Saremo vincolati.
    Eravamo calmi.
    Non so che saremo.
    https://www.lindipendente.online/2022/03/23/il-comune-di-fidenza-introduce-la-patente-a-punti-per-le-case-popolari/

  207. 10
    Alberto Benassi says:

    https://www.lindipendente.online/2022/03/24/cio-che-era-emergenziale-diventera-ordinario-draghi-tratteggia-il-green-pass-del-futuro/
    Siamo sicuri che il GP verrà elimitato? Oppure diventerà un fatto ordinario…?!?!

  208. 9
  209. 8
    Andrea Parmeggiani says:

    Anch’io mi riconosco molto in questo scritto, soprattutto per quanto riguarda la sensazione di spaesamento, come se fosse caduto un velo in quello che ci circonda, ed ora si fa vedere per quello che è.

  210. 7
    lorenzo merlo says:

    La pedagogia che conosciamo – sempre che non venga spazzata via in nome del progresso, della tecnologicizzazione, della digitalizzazione, del profitto – scriverà libri in merito all’infanzia sottratta dalla spontaneità psicomotoria e costretta alla diffidenza e alla paura.
    Sempre che non venga spazzata via in quanto siamo in una direzione in cui non servono uomini ma caporali. Individui obbligati (per mangiare) o convinti (per inettitudine al pensiero proprio) a seguire pedestri indicazioni, pena l’esclusione dalla parte che conta.

  211. 6
    marta says:

    Grazie Lorenzo per aver fatto il punto: se anche solo una persona iniziasse a farsi domande…

  212. 5
    Roberta says:

    Grazie. Concordo su tutto. Io una di quelle che dall’ inizio si è posta delle domande sono stata additata e diffamata proprio come descrivi bene tu. Decadono le mascherine quasi per tutti ma rammentiamo non per i bambini ( le dovranno portare fino al 15 giugno) . A loro viene imposto di non riconoscersi empaticamente con il linguaggio del corpo di cui il viso è la massima espressione, il linguaggio della natura intrinseca di umani incarnati. Il disegno è chiaro li vogliono sradicare definitivamente. Ma la natura è più forte e non ce la faranno. Lei vincerà.

  213. 4

    Complimenti a Merlo per essere riuscito a condensare sensazioni sospese come queste. L’aggiunta del commento 1 dovrebbe riempire di vergogna molti. Anche tra i frequentatori impauriti di questo blog. 
    I giovani che vogliono, dovrebbero guardarsi attorno alla luce di oggi, per imparare, imparare, imparare! 
     
    Altro che università rinomate.

  214. 3
    albert says:

    Intanto in questi giorni a Shangai e dintorni …in clausura come in un pollaio  e zitti! qui ci si sbraga!( esclusi ricoverati e intubati.. solo  i deceduti finalmente se ne fregano di tutto e di tutti!)

  215. 2
    Mario says:

    @indignabili  haha , ma non credere sia finita. Nonostante la bulimia propagandistica si sia spostata verso la guerra   la attenzione morbosa ai fatti dei no vax e soci (!) rimarra’   in condizioni di  ‘vigile attesa’. Intanto espressioni pesanti  le udiamo(o udiremo) nei confronti dei non omologati  all’ -alleato unico-. Amen & cosi’ sia

  216. 1
    lorenzo merlo says:

    Qualora, nel caso in cui, semmai qualcuno degli indignabili volesse intervenire.
    «DOMANI DECADE GREEN PASS E MASCHERINA ANCHE AL CHIUSO, MA NON DIMENTICHEREMO MAI QUESTE AFFERMAZIONI: “Campi di sterminio per chi non si vaccina” Giuseppe Gigantino, cardiologo.“Mi divertirei a vederli morire come mosche”Andrea Scanzi, giornalista.“Se fosse per me costruirei anche due camere a gas”Marianna Rubino, medico.“I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori”Sebastiano Messina, giornalista.“Vagoni separati per non vaccinati”Mauro Felicori, assessore.“I no vax fuori dai luoghi pubblici”Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana.“Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo”Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto.
    “Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli”Paolo Guzzanti, giornalista.“Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci”Roberto Burioni, virologo.“Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti”Alessia Morani, deputato.“Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”Selvaggia Lucarelli, giornalista.“I rider devono sputare nel loro cibo.”David Parenzo, giornalista.“I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire.”Mario Draghi, Presidente del Consiglio“Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più.”Cesare Manzini, infermiere.“Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla”Francesca Bertellotti, infermiera.“Provo un pesante odio verso i no vax”J-Ax, cantante.“Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina”Carlotta Saporetti, infermiera.“Non siete vaccinati? Toglietevi dal cazzo!”Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna.“Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi”Alfredo Faieta, giornalista.“Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli”Renato Brunetta, ministro.“E’ giusto lasciarli morire per strada”Umberto Tognolli, medico.“Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente”Giovanni Spano, vicesindaco.“Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro”Filippo Maioli, medico.“Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”Giuliano Cazzola, giornalista.“Mandategli i Carabinieri a casa”Luca Telese, giornalista.“Gli renderemo la vita difficile, sono pericolosi”.Piepaolo Sileri, Viceministro alla salute.“E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati”Sabino Cassese, costituzionalista.“Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?”Laura Cesaretti, giornalista.“Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io”.Vania Zavater, infermiera.“I novax sono i nostri talebani”Giovanni Toti, presidente regione Liguria“Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi”Matteo Bassetti, infettivologo».

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