Poca verità, tanta disinformazione, terrorismo, sciacallaggio, disorganizzazione e un paio di buone nuove

Poca verità, tanta disinformazione, terrorismo, sciacallaggio, disorganizzazione e un paio di buone nuove.
Coronavirus – 28
di Steve Geri
(26 agosto 2020)

Miei cari amici, nella comunicazione di massa ha finalmente fatto capolino una verità: adesso i risultati positivi dei tamponi non vengono più chiamati “casi” di malattia ma “contagi” o “contagiati” il che è giusto, perchè è vero che quelle persone sono state infettate dal virus e che possono contagiare e soprattutto perchè è vero che avere il virus non significa affatto essere malati: si può essere portatori perfettamente sani o anche pauci-sintomatici, cioè lievemente malati e destinati a rapida e totale guarigione.

Purtroppo le nuove verità si fermano qui: i numeri dei tamponi positivi vengono ancora spacciati come i numeri totali dei contagiati, il che è clamorosamente falso, come se io in Abruzzo avessi visto due orsi e andassi a millantare che in tutto l’Abruzzo gli orsi sono due. Purtroppo in base a quei numeri clamorosamente falsi  continuano le dichiarazioni sulle curve dei contagi, sugli indici di contagio e addirittura dei casi, e questa è proprio e sempre disinformazione.

Secondo la famosa indagine ISTAT-ISS, peraltro inadeguata, si stimava che in Italia gli infettati non siano soltanto 250.000 quanti sono stati i tamponi positivi, cioè i numeri ufficiali di contagiati, ma un milione e mezzo, cioè sei volte tanto. Ma altri stimano che oggi siano invece decine di volte tanto, cioè almeno cinque milioni.

Se quella stima fosse attendibile non sarebbe una cattiva notizia, perchè significherebbe che la letalità, cioè il rapporto fra morti e contagiati, non è stata poi così alta e che ci sarebbero già molti italiani immunizzati (totalmente o parzialmente, non si sa).

La persistente bugia di spacciare i numeri di tamponi positivi come i numeri totali di contagiati (se non addirittura di “casi”) non è soltanto spregevole disinformazione ma è anche un perverso incentivo a che i politici e gli amministratori locali facciano esattamente il contrario di ciò che dovrebbero fare per controllare e prevenire la diffusione del virus, e cioè fare più test e tamponi possibile. Infatti questi pessimi governanti locali hanno capito che meno tamponi si fanno e più bassi risultano poi i contagi ufficiali nella loro regione, perciò invece che agire per impedire la diffusione e rendere più pronte e adeguate le cure preferiscono agire per tenere bassi i dati ufficiali limitando test e tamponi.

Un’altro aspetto di quella spregevole furbata è che limitando i tamponi nelle strutture pubbliche si ottiene che la gente si rivolga ai servizi privati così che i dati di quei tamponi privati non entrino nelle statistiche e tengano bassi i numeri ufficiali di contagiati.

Un ulteriore spregevole aspetto è che meno tamponi vengono fatti nelle strutture pubbliche più si consente ai laboratori privati di lucrare alti profitti. Ne potremmo parlare in un capitolo “Sciacallaggio”. Ci si può consolare notando che il problema di questi comportamenti criminali non è soltanto italiano: non è che proprio tutto il mondo sia paese, ma è certo che queste squallide furbate non le fanno soltanto in Italia.  Per non parlare delle ricorrenti notizie, attendibili ma difficili da verificare, di paesi in cui vengono deliberatamente occultate gran parte delle morti per covid19.

Ormai tutti gli epidemiologi e virologi attendibili ripetono che per controllare la pandemia si devono fare ogni giorno tanti tamponi e tanti test sierologici, perchè questi non ci dicono se il testato è contagioso o no, mentre i tamponi non ci dicono se un soggetto positivo è malato o no e se invece è negativo non ci dicono se è stato malato o no.

Anche se i tamponi positivi non lo dicono, sarebbe importantissimo domandarlo al soggetto tamponato se si sente malato o no, se ha mai avuto sintomi e perlomeno misurargli la temperatura.

Sarebbe importante per curarlo se ce ne è bisogno e sarebbe importantissimo per quantificare e poter studiare i famosi portatori sani.

I governanti italiani hanno giustamente criticato l’indagine epidemiologica lombarda (con i test della Diasorin) perchè essendo soltanto sierologica non dava informazioni sul contagio in corso, ma hanno taciuto che anche l’indagine nazionale ISTAT-ISS di base era soltanto sierologica e che si facevano poi i tamponi soltanto ai positivi al test. In quel modo non si sono potute acquisire informazioni sui portatori sani che, se sono negativi al test, non sono stati sottoposti al tampone e quindi non è stato rilevato che portano il virus.

Eppure, come ormai affermato da fonti autorevoli, individuare e studiare i portatori sani sarebbe il primo, importante passo per capire meglio questa epidemia.

Inoltre, l’indagine ISTAT-ISS non ci dice assolutamente niente di interessante sulla situazione attuale di contagio.

Andrea Crisanti, autore dell’unica, ottima indagine epidemiologica, quella di Vo’ euganeo, ha dichiarato:

La sfida è creare un sistema di sorveglianza attiva, capillare e omogenea su tutto il territorio, che ci permetta di tornare a lavorare, a votare e ad andare a scuola. Per far questo dobbiamo portare la nostra capacità di effettuare giornalmente circa 250 – 300 mila tamponi contro i 70 mila attuali. Abbiamo 30 giorni per far sì che le lezioni riprendano in sicurezza e 60 per evitare che l’inizio scuola si risolva in un drammatico fallimento. Se vogliamo convivere con questo virus dobbiamo prepararci ad affrontare una situazione in cui coesistono un’alta trasmissione e intensi scambi sociali senza che questo porti al collasso il sistema sanitario. Ciò comporta scelte strategiche che non si possono lasciare al singolo, pur bravo, Presidente di Regione.  Serve un massiccio investimento in attrezzature, in logistica e in personale e una presenza omogenea in tutte le regioni italiane…  Il punto di non ritorno arriva se la richiesta di tamponi diventa superiore alla capacità di farli, i tempi di risposta si allungano, sfuggono al controllo gli ospedali e le case di riposo… l’esposizione al virus delle categorie vulnerabili è la miccia che può far esplodere l’epidemia”,

Risulta che il governo italiano abbia poi chiesto a Crisanti di quantificare i mezzi necessari per quella sfida, presumibilmente suscitando le gelosie del nostro inadeguato Comitato Tecnico Scientifico.

E’ terrorismo? Da parte di Crisanti penso proprio di no. Attualmente qui la mortalità da covid19 è bassissima, ma non ne sappiamo abbastanza per capire perchè in Italia sia stata prima eccezionalmente alta e adesso eccezionalmente bassa. Adesso certamente il caldo secco ci aiuta rendendo più difficile la trasmissione, certamente in estate si sta molto di più all’aria aperta o perlomeno con le finestre aperte, certamente adesso a contagiarsi sono soprattutto i giovani viaggiatori che più difficilmente si ammalano, ma questi non sono fattori permanenti e, se la covid19 riprendesse ad uccidere seriamente, non possiamo tornare a chiudere tutto e farci trovare impreparati come prima.

E’ però indiscutibile che c’è chi sfrutta e amplifica le paure per suo interesse. Perfino Trump, che ha negato il più a lungo possibile che “quel virus cinese” fosse un pericolo serio, superati i 100.000 e morti arrivati vicino ai 200.000 (oggi 540 su un milione, poco meno che in Italia) ha provato a sostenere che il pericolo è così grave da dover rinviare le elezioni.  Nel suo piccolo il nostro Ricciardi gli ha fatto eco dichiarando che c’è il rischio di dover rinviare le elezioni regionali e di non poter riaprire le scuole. Poi ha ritrattato dicendo che invece lui si riferiva ad altri paesi, non si sa quali.

Altri poteri sono molto meno rozzi ma più efficaci.

Capofila il governo-partito comunista cinese che ha ampliato il già invasivo controllo sui sudditi con la motivazione di voler controllare il contagio; difficile fare la lunga classifica dei governi che ne seguono l’esempio.

Poi ci sono quelli, fra cui il nostro, a cui non dispiace,  con l’epidemia in corso, essere oggettivamente insostituibili e gestire grandi investimenti anti epidemia e anti crisi economica. In Italia noi poi abbiamo i presidenti di regione che si autonominano governatori e che vanno a caccia di celebrità e consensi dichiarando che chiudono tutto o che aprono tutto o che non fanno entrare i contagiosi emigranti o che li fanno sparire con una loro ordinanza.

Poi c’è, come sempre, la grande industria farmaceutica (big pharma) e la sanità privata che per vendere le loro merci sono in grado di condizionare gran parte della ricerca scientifica medica e tutta l’informazione di massa; se serve sono sempre in grado di elargire ricche tangenti.

Con il loro terrorismo sull’influenza aviaria la svizzera Roche è riuscita a vendere anticipatamente al governo italiano (Berlusconi ter) grandi quantità di vaccini del tutto inutili e a prezzo gonfiato e farmaci miracolosi ma inefficaci (il tamiflu):

https://www.theguardian.com/business/2014/apr/10/tamiflu-saga-drug-trials-big-pharma

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/12/farmaci-e-studi-clinici-lo-scandalo-tamiflu-e-il-silenzio-della-roche/949196/

adesso saranno certo in molti a cercare di replicare il colpo grosso con la covid19.

Poi ci sono i tanti mercanti e i tanti amministratori che con l’emergenza si sono sentiti liberi di moltiplicare prezzi e tangenti.

Lo sciacallaggio lo abbiamo visto tutti molto bene quando dagli scaffali sono spariti mascherine, alcool, guanti, occhiali, visiere e sono poi ricomparsi a prezzi delinquenziali. Quello sciacallaggio lo hanno pagato direttamente gli italiani con i loro quattrini, ma altri sciacallaggi più grossi li hanno pagati indirettamente, attraverso il bilancio statale.

Facoltosi personaggi (fra cui disonorevoli deputati e senatori) hanno chiesto e ottenuto il bonus crisi-covid. Li chiedono per ingentissimi mancati guadagni anche i gestori di discoteche che però al fisco denunciavano guadagni irrisori; fra loro Briatore, già inquisito e condannato per evasione fiscale, ha dichiarato che chiudere le discoteche è da ” sfigati che non fanno un cazzo nella vita”; poi, come altri negazionisti tipo Boris Johnson e Bolsonaro, si è ammalato di covid19; guarirà anch’esso, perchè come loro sarà lussuosamente curato da quella malattia che per loro non esisteva ma che invece esiste e uccide soprattutto chi non è supergarantito.

Dalla presidenza dell’ANAC, l’autorità anticorruzione, si è purtroppo dimesso un anno fa Cantone e ne fa le veci il membro più anziano, Francesco Merloni che di quello sciacallaggio parla a La Stampa (21.8.20) in termini moolto diplomatici: “ci sono zone grige…, nella prima fase le amministrazioni si sono trovate nelle mani dei fornitori che hanno spuntato anche prezzi fuori mercato…, il decreto semplificazioni dice che gli atti vanno pubblicati, ma la digitalizzazione è indietro…, non spetta a noi cercare i reati (!)…” su la Stampa si leggono così soltanto le differenze fra luogo e luogo di quei prezzi spuntati dai fornitori: a Lodi i camici li pagano 1,80€ ma a Legnano 7,90€; una differenza del 339%, ma con punte del 4250% sui guanti…

I reati che l’ANAC non cerca li cercano invece i pochissimi giornalisti investigativi, come quelli di Report che hanno scoperto che la Regione Lombardia acquista i camici da una ditta proprietà del cognato e della moglie del suo Presidente.

Quelli del Fatto quotidiano hanno denunciato lo spreco di Bertolaso con il suo ospedale-astronave installato a Milano nei locali Expo che è servito soltanto a sprecare 17 milioni. Per dargli una parvenza di utilità adesso la Regione lo vuole trasformare in poliambulatorio e si sprecheranno altri soldi per attrezzare nove ambulatori. Per farli funzionare si sottrarrà personale dal Policlinico (!).

Ma questi sono soltanto gli sciacallaggi in corso: gli sciacallaggi enormi arriveranno da parte del capitale finanziario e in particolare dalle mafie.

Certamente queste tenteranno di profittare degli investimenti anti-crisi, ma lì le si potrebbero controllare. Quello che è difficile se non impossibile  controllare è lo shopping di aziende in crisi e di immobili che faranno i grandi capitali finanziari e le mafie, che dispongono di enormi liquidità da riciclare.

Cosa è la Covid Economy? È l’economia generata dalla pandemia. L’enorme fortuna per pochissimi, il disastro per tutti. L’economia reale e Wall Street sono sempre più distanti … Amazon cresce dell’80%, Apple cresce del 60%, più l’economia reale va male più Wall Street va bene. E l’economia reale fatta di negozi, piccole imprese, alberghi, ristoranti, trasportatori, ludoteche, bar e ancora e ancora, che fine fa? Se la mangiano le mafie. L’Europa si sta ponendo l’unica domanda per difendere la sua economia reale? No. Ecco la domanda: chi rileverà i resort della Costa Azzurra o della Costa del Sol messe in ginocchio dalla crisi del turismo del 2020? Cosa succederà ai ristoranti di Berlino o ai pub di Londra rimasti chiusi per settimane o mesi per via del lockdown? Le case sfitte in decine di capitali europee chi le userà per comprarle e specularci? Il Dark Money, il denaro sporco non ha mai trovato come ora tante porte d’accesso spalancate e non controllate. La pandemia sta portando con sé ovunque l’usura…  quando i consumi entrano in una spirale definitiva di crisi, il denaro torna ad essere utile a tutti senza guardare l’origine. Quando manca il pane nessuno chiede da quale forno provenga, se legale o illegale, antica regola che le mafie conoscono benissimo.

Alle aziende prosciugate dalla crisi del Covid-19 le mafie offriranno la loro liquidità per ripartire: soldi (disponibili subito e in grande quantità) in cambio di quote societarie o addirittura dell’intera società, che magari continuerà a mantenere ufficialmente la stessa proprietà, ma svuotata di ogni potere, perché a decidere e gestire saranno i clan…”

Queste sono le (purtroppo) sagge previsioni di Roberto Saviano che ai tedeschi avari con l’Italia rispondeva: “Meno soldi arriveranno all’Italia dall’Ue, più potere avranno le mafie”.

Le potete leggere per esteso qui:

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/25/news/covid_cosi_le_mafie_sfruttano_l_epidemia-265405132/

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/25/news/covid_cosi_le_mafie_sfruttano_l_epidemia-265405132/

Rinfranchiamoci con due buone notizie: ne abbiamo bisogno.

Ricordate la volta scorsa il problema di investire nell’areare bene le scuole e i luoghi di lavoro?

Fortunatamente adesso è scesa in campo la SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale). Miani, suo presidente, ha affermato:

“Il vero punto è come garantire una qualità dell’aria ottimale in aula sia dal punto di vista chimico-fisico che microbiologico (assenza di virus). E questo obiettivo può essere raggiunto già con completi ricambi d’aria ad ogni cambio d’ora ma anche investendo in tecnologie per la ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtrazione aria in entrata e con la purificazione dell’aria indoor, grazie a dispositivi in grado di eliminare virus e particelle fino a 0,1 micron“.”È strategicamente sbagliato- aggiunge Miani- investire le limitate risorse per banchi monoposto… Nessun distanziamento tra banchi può impedire la potenziale concentrazione all’interno dell’aula di sostanze emesse direttamente dalla respirazione”.

La Sima lancia quindi un appello al Comitato Tecnico Scientifico, perché il problema della qualità dell’aria (IAQ) “sia al centro dei documenti di valutazione dei rischi in corso di predisposizione da parte degli istituti scolastici con l’individuazione di un referente come avviene in altri Paesi”.

ANSA-Roma, 24 agosto.
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/08/24/covidsimaper-riapertura-scuole-nodo-e-qualita-dellaria_022feecb-2a99-4fef-9af4-2acb45f8d0ac.html

Sempre sul problema di areare bene le scuole e i luoghi di lavoro sono stato contattato da un ingegnere fortemente motivato su questo argomento e sulla prevenzione covid19. Mi informa che sono già in commercio efficienti dispositivi sia per il ricambio di aria con recupero di calore sia per il ricircolo con filtrazione spinta. Ma ci sono studi in corso per dispositivi decentralizzati per singolo ambiente che abbinino le due funzioni, meglio se poi potranno anche modularle a seconda dell’affollamento, della presenza di CO2, del parlato e dell’attività fisica (palestre). L’obiettivo è quello di avere sempre una buona qualità dell’aria con consumi contenuti.

D614G è una mutazione che renderebbe il sarscov2 più contagioso ma meno aggressivo.

Se ne parla da mesi, ci sono pareri difformi, adesso Nature pubblicherà un articolo di ricercatori della Florida che confermerebbe questa tesi.

Se fosse così sarebbe lecito sperare che, circolando di più, quel virus così mutato soppianti il virus originario e ci faccia raggiungere una immunità di gregge senza farci grandi danni.

Addirittura, si potrebbe sperare che questo stia già avvenendo qui da noi dove -sembrerebbe- molti positivi al tampone sarebbero portatori sani o lievemente malati.

E’ decisamente presto per cantare vittoria, ma sperare non fa mai male, anzi: pare che sperare faccia un sacco bene, se non altro all’umore.

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Poca verità, tanta disinformazione, terrorismo, sciacallaggio, disorganizzazione e un paio di buone nuove ultima modifica: 2020-08-31T04:39:00+02:00 da Totem&Tabù

2 pensieri su “Poca verità, tanta disinformazione, terrorismo, sciacallaggio, disorganizzazione e un paio di buone nuove”

  1. 2
    Antonio Arioti says:

    Ormai gliel’ho data a mucchio. Ne sento tante che non ho nemmeno più la forza di reagire.
    Dico solo una cosa, tenere una persona segregata in casa anche per 120 giorni fino a quando non risulta negativa al doppio tampone nell’arco delle 24 ore mi pare una violenza che oltre ad essere assurda non trova risarcimento alcuno.
    Di questo però se ne parla poco.
    Poi qualcuno non si capacità del perché la gente non scarica Immuni.

  2. 1
    roberto antonel says:

    mi sembra che l’articolo non tenga conto di un aspetto fondamentale.Si parla sempre delle autorità,dei centri decisionali di potere,dei virologi,degli opinionisti,delle strutture sanitarie,dei presidenti di regione,del governo,dei risvolti politici delle misure anti pandemia.Insomma l’argomento “tamponi” è usato e abusato in lungo ed in largo per parlare di chi gestisce la situazione,non per evidenziare le opinioni della singola persona.Non si accenna ad esempio:      1) il tampone oronasale è fastidiosissimo da sopportare perchè viene “infilato” fino alla radice del naso altrimenti non potrebbe rilevare le microparticelle eventualmente infette,le famose goccioline entrate per contaminazione aerea;       2) non è vero che “tutti” siano così disposti e disponibili a farsi fare il tampone. Il ragionamento è il seguente: ammesso e non concesso che Io sia positivo al coronavirus perchè dovrei sottopormi al tampone se non ho alcun sintomo? Il tampone non è obbligatorio e pertanto non sono tenuto a sottopormi ad esso, tantopiù che è una perdita di tempo ed un fastidio non indifferente;                        3) si potrebbe obiettare che il tampone serve ad evitare il contagio agli anziani ma così non è (più) perchè ora avviene quasi esclusivamente a danno dei giovani.Inoltre i decessi (degli anziani) si sono consistentemente ridotti;                 4) ammesso che mi sottoponga al tampone è assodato che non serve a nulla perchè se il risultato fosse positivo dopo la quarantena  e la negatività,potrei contrarre nuovamente il virus come dimostrano i casi conclamati di recidiva;       5) per le stesse ragioni sopraesposte non è affatto detto che tutti ritengano di sottoporsi al vaccino,una volta individuato,testato e reso disponibile.Abbiamo una moltitudine di persone che hanno sempre rifiutato,per i motivi più vari,i vaccini “discutibilmente” convenzionali   per sè stessi o per i propri figli (ad esempio: vaiolo,tetano, morbillo, antiinfluenzale, eccetera,eccetera) ed hanno sostenuto battaglie all’ultimo sangue per tenere il punto.Perchè dovrebbero ora aprire al vaccino anticoronavirus?Lo stesso premier Conte ha ribadito che il vaccino,ove scoperto e testato,non sarà reso obbligatorio.                                        Quidi se il vaccino non sarà obbligatorio,se il tampone non è obbligatorio a  prescindere vuol dire che la gestione del contagio è affidata sicuramente alle strutture predisposte ma sopratutto alla discrezionalità del singolo individuo come è giusto che sia.                                                                                

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