Referendum riduzione spit: sì o no?

Referendum riduzione spit: sì o no?
di Nando Zanchetta
(pubblicato su nandozanchetta.com il 15 settembre 2020)

I prossimi 20 e 21 settembre 2020 si terrà l’atteso referendum confermativo per la riduzione del numero degli spit sulle vie di arrampicata. Come noto, la riforma prevede la riduzione delle protezioni sulle vie sportive fino a un massimo di una ogni 5 metri. Il tema è di grande attualità dopo la schiodatura di Dolmen, la via trad di Rolando Larcher in Val Gardena, integrata appunto con tre spit.

I sostenitori del SI, pur prendendo le distanze da questi atti di vandalismo, spiegano così la loro posizione: “La riforma permetterebbe un grande risparmio per le casse dei chiodatori e soprattutto migliorerebbe la qualità degli arrampicatori” spiega Andrea Volalongo, deputato del Movimento 5 Spit, tra i promotori dell’iniziativa di riforma. “Oggi non vola più nessuno. Vediamo arrampicatori appesi che saltano sistematicamente i passaggi chiave tirandosi sui rinvii e questo non fa bene all’Italia. La Germania e gli altri partner europei sono molto più avanti su questo punto: basta vedere cosa succede a Céüse o in Frankenjura. Promuovere la meritocrazia anche in falesia e limitare la caciara il sabato e la domenica per poter provare i tiri duri senza rotture di palle: questi i nostri obiettivi. Ovviamente la riforma deve essere accompagnata da altri provvedimenti – continua Volalongo – come incentivi per l’acquisto dei nuovi bastoni telescopici da 20 metri, sgravi fiscali per gli ansiolitici e dispenser di carta igienica in falesia”.

I sostenitori del NO la vedono in modo opposto. “Oggi nell’arrampicata c’è un deficit di democrazia” spiega Mario Micaco,  ex delegato nazionale alla Fifa e promotore di un altro importante referendum, quello per l’abolizione dei sentieri di avvicinamento. “Votare NO significa bloccare la nefasta tendenza a ridurre gli spit. Vogliamo più gente in falesia, più radio accese, più gente che urla, più grigliate e soprattutto turni di sicura più lunghi sulle vie che tutti provano ma che nessuno fa: ti riposi meglio tra i tentativi e hai più tempo per guardare i culi delle climber carine”.

Le posizioni dei partiti sono molto variegate. Il PD ha una posizione chiara e netta: “Meno spit significa che ci sono meno protezioni, mentre più spit significa che ce ne sono di più”, sostiene il segretario DEM Zancaretti.

Per Giorgia Meloni, schierata per il SI’, è una questione di identità nazionale: “Emilio Comici negli anni ’20 metteva un chiodo ogni 30 metri. Ora perché ne serve uno ogni metro? Siamo un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di navigatori e di arrampicatori, e togliere un po’ di protezioni restituirà al Popolo Italiano un po’ di orgoglio nazionale”.

L’Onorevole Volalongo su Fun-out (7c+)

Per Salvini, più moderato del solito, non solo vanno tolti gli spit, ma vanno anche demolite le falesie con le ruspe. “Sono un ricettacolo di fannulloni, in Lombardia, come in Piemonte, in Liguria, in Emilia Romagna ma anche in Campania, in Puglia, in Sicilia, in Sardegna… ecco: piuttosto chiudiamo i porti in Sardegna”.

Berlusconi invece dice NO: “Già mi sono cagato sotto con il COVID, non vorrei cagarmi sotto anche in falesia”.

Venerdì 19 settembre 2020 per la chiusura della campagna elettorale, il comitato per il NO si ritroverà a Arco con Arturo Trapanesi, il chiodatore di No fall is my goal, il 6a più ripetuto del mondo (30 metri con 41 spit). Il comitato del SI’ invece terrà una manifestazione a Finale Ligure con un testimonial d’eccezione, Alex Honnold, in viaggio di nozze nel Belpaese, il quale in proposito ha dichiarato: “Gli spit? SI’ e NO se li vedo quando scalo…”.

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Referendum riduzione spit: sì o no? ultima modifica: 2022-04-18T05:13:00+02:00 da GognaBlog

19 pensieri su “Referendum riduzione spit: sì o no?”

  1. 19
    antoniomereu says:

    Anche una proiezione olografica virtuale in 3D degli spit non sarebbe male…nonché per i puri tradizionalisti della vecchia materia un  uso del drone per posizionamento spit da perfettini, ovviamente usando solo  carbonio e titanio ,mia roba da barbun…

  2. 18
    Riva Guido says:

    Chissà se quello che la gente scrive, corrisponde in realtà sempre a quello che pensa? Detto questo, lo spit rimane una roba da chiodi.

  3. 17
    Giuseppe Penotti says:

    Questa constatazione mi lascia quasi un senso di angoscia e depressione circa le sorti dell’umanità (si parva licet…)

    Mi hai tolto le parole dalla tastiera….

  4. 16

    Matteo, pensavo la stessa cosa. La fine c’è già. 

  5. 15
    Massimo Silvestri says:

    Certo che mandare un articolo come questo il mattino del lunedì di Pasqua … con la mente dei ‘discenti del blog’ ancora ottenebrata dai bagordi di Pasqua … è una bella vigliaccata … in cui ci sono cascati molti!
    Onorevole Volalongo del Movimento 5 spit nei Contro, Mario Micaco(sotto) nei Pro, le posizioni di Zingaretti/Zancaretti dei DEM in cui si dice l’ovvio, ovvero nulla … per non parlare delle posizioni della Meloni, del Salvini e del Berlusca …. e il fac-simile della scheda di referendum …
    Che bravo lo Zanchetta!! Finalmente un pò di umorismo sano …. almeno un sorriso, in mezzo a questi tempi così così ….
    MS

  6. 14
    Matteo says:

    Il problema è a mio parere insolubile, l’articolo simpaticissimo, ma quello che mi perplime è come alcuni (troppi) siano assolutamente impermeabili all’ironia e alla comicità…
     
    Questa constatazione mi lascia quasi un senso di angoscia e depressione circa le sorti dell’umanità (si parva licet…)

  7. 13
    albert says:

    ricerca web:materiale effetto geko, studi ed esperimenti in atto…o “guanti effetto geko” con   gomma ultra grip per scarpe e guanti qualcosa gia’ c’è.
    Supponiamo si arrivi a  calzature e guanti e tute ad effetto  iper aderente temporaneo intermittente …su roccia e ghiaccio …allora finalmente ogni polemica  suchiodi e spit avra’ fine?Oppure anziche’ lo zaino classico con corde chiodi martelli ecc, uno zaino jet dal peso sopportabile, che in caso di caduta si attiva e deposita dolcemente alla base delle pareti…chissà ..se e quando…

  8. 12
    albert says:

    https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2022/04/18/news/vola-da-quattro-metri-nella-parete-di-roccia-ferito-seriamente-un-60enne-1.41382415
     BASTANO POCHI METRI…nella trappola della PUREZZA dello stile, cadono anche semplici praticanti che vogliono solo fare un poco di pratica . Anche se riuscissero a praticare paretine completamente in libera solitaria,  avrebbero  solo soddisfazione personale, nessuno parlerebbe di loro.
    A volte invece in palestra indoor, il compagno che assicurava era distratto , o ci si è lasciato  cadere non avendo passato l’ultimo  rinvio .
     Come esempi contrari di nessuna precauzione in questi giorni: escursionista deceduta pera ssideramento e turisti precipitati in acque gelide di Brajes per rottura di strato di ghiaccio.

  9. 11
    Mc says:

    Ma veramente c e ancora qualcuno che continua l ‘ annosa lagna dello spit si spit no che da 40 anni ci martella?
    Gli stessi che poi plaudono ai 9a b c dei big….. E sti big se gli mettiamo uno spit ogni 5 metri poi cosa fanno? Si cercano un altro lavoro?
    L ambiente dell alpinismo o, nella fattispecie, dell arrampicata e uno dei piu ipocriti, invidioso, maldicente che esista, e mi dispiace perche anche io ne faccio parte.
    Uno dei pochi esempi limpidi e arrivato da un vecchio, guarda caso, alpinista, Riccardo Cassino.
    Ha sempre accolto le novità con comprensione e accettazione del cambiamento che le nuove generazioni apportano.
    Lasciate al loro posto gli spit, non tutti hanno il buon tempo di allenarsi a tempo pieno per passare sul 7/8/9, c e ancora chi lavora e alleva i figli, e se alla domenica si avventura su un 6c chiodato corto….. Be, tolleratelo Superman del 9a, vuol solo divertirsi senza andare in ansia, l’ ansia la prova già tutti i giorni per far quadrare i conti in famiglia, ansia che i Superman del 9a e più difficilmente sanno cosa sia!
    E se cercate pareti intonse  dove scaricare la vostra adrenalina,  be io abito in alta val serliana, e di pareti vergini ce ne sono tante che in tutta la vostra vita non le riuscirete a salire. 
    Lasciate da parte un po gli ormoni e abbiate pietà anche dei poveri mortali che provano gioia nel salire un 4c spittato  a tre metri, guarda caso le vie più intasate di tutte le falesie.
     

  10. 10
    albert says:

    https://www.youtube.com/watch?v=LF4BpmOrpdc
     con un solo ancoraggio bello  robusto in cima, un drone inserisce l’ancoraggio e lancia alla base la lunga corda. Così poi il climber sale trattenuto a corda corta, solo brevi voli possibili…tanto conta l’esercizio fisico , lo stile senza rischiare la pelle.  Senza ambizione di passare  alla storia dell’alpinismo…o avere un articoletto altisonante in una rivista specializzata che leggono sì o no in trenta.

  11. 9
    albert says:

     Anzichè lo spit luccicante, un nuovo modello mimetico con la roccia, che si cammuffa, colorato e rivestito di resina simile a minerale , che constringa a perdere tempo a cercarlo….cosi’ si farebbe anche piu’presto  che a toglierlo..una spruzzatina, una pennellatina  e non si vede quasi piu’.

  12. 8
    Roberto Pasini says:

    Interessante l’idea dello psico-spit virtuale. Si potrebbe anche diffondere e promuovere lo spit autoprodotto e biodegradabile, detto anche self-spit, recuperando il significato originario del termine e valorizzando una pratica già ampiamente in uso nei momenti di intenso sforzo. Ridiamoci sopra, dai, che fa bene, visto quello che ci succede intorno. 

  13. 7
    Ugo Manera says:

    Finalmente un po’ di divertente ironia in un mondo che sovente si prende troppo sul serio. Bravo Nando

  14. 6
    antoniomereu says:

    Fa sorridere ma anche rattristare …
     Il mondo Alpinistico si ritrova dopo la rivoluzione degli anni 80ª dover far conto nuovamente con l’ artificioso , anche se più sofisticato e scintillante e nuova forma…
    Era dentro di noi, probabilmente.
    Ma mentre allora il venticello del cambiamento soffiava dal interno del “piccolo”mondo quasi elitario ora è un tornado con numeri di massa esterni che spitta senza riguardo e remora per la natura .
    Insomma siamo riusciti a inquinare anche il mondo verticale delle falesie…

  15. 5
    Massimo Silvestri says:

    … meno male che c’è ancora qualcuno che fa del sano umorismo ….!!
    MS
     

  16. 4
    Carlo Crovella says:

    Troppo acciaio è un fattore inquinante come troppo cemento. A livello globale i metri cubi di cemento sono infinitamente superiori all’acciaio, ma se si restringe il focus su una semplice paretina, l’inflazione degli spit è davvero diventata un problema ambientale. Certe falesie sono ormai delle graticole di spit. Spesso sono colorati in modo innaturale (viola, arancio, fucsia), per distingeire le linee una vicina all’altro, ma questo crea un ulteriori fattore di inquinamento. La riflessione su come “arginare” il fenomeno è quindi fondata. Dobbiamo mantenere una linea coerente nell’insieme. Non possiamo firmare petizioni contro gli impianti sciistici (es Vallone delle Cime Bianche) e poi esser sostenitori dell’invasione incontrollata degli spit. Ovviamente lo stesso vale per ferrate, funivie, alberghi in quota, strade, elicotteri e così via. Dopo un’iniziale posizione complessiva (cioè dalle funivie agli spit) del tipo “teniamo quello che c’è e non mettiamo niente di nuovo”, io ho modificato la mia visione verso la tesi “non mettiamo niente di nuovo e togliamo tutto quello che si riesce a togliere”. Senza spit dobbiamo rinunciare al 6c in falesia? eh pazienza. Se amiamo davvero la montagna (intesa come ambiente naturale) è un sacrificio che affrontiamo senza neppur tanto sforzo. Chi è interessato al 6c in quanto tale, lo può fare sul cemento indoor (tanto se è interessato alla pura difficoltà, dell’ambiente non gli importa un fico secco).

  17. 3
    Mario says:

    La soluzione Draconiana  al dilemma e’ quella dello spit virtuale, sulle vie  troppo chiodate uno spit su due ( o due su tre) va semplicemente disegnato , infonde sicurezza e  viene agevolato lo scorrimento della corda …. mentre su vie particolarmente ostiche invece della placchetta in metallo si puo’ inserire la placchetta di cartone piu’ leggera e meno costosa (attenzione necessita di speciali moschettoni in bachelite)

  18. 2

    Questa cosa mi lascia basito…abbiamo montagne incatenate da funi e scalette chiamate Ferrate per far contenti chi non ha l’umiltà di salire su una montagna da una via normale e ce ne stiamo zitti zitti perché dietro c’è un bissness fiorente e nessuno si chiede da un punto di vista culturale etico ed educativo il perché non smantelliamo queste porcherie, in compenso facciamo un referendum ridicolo per ridurre gli spit sulle montagne…. l’ipocrisia del mondo dell’arrampicata è davvero imbarazzante

  19. 1
    albert says:

    Non ne metterei di nuovi.
    Se servono si usano quelli gia’messi, se non servono si saltano..la vita di un singolo umano vale più di tutti i chiodi e spit del mondo, chi fa senza sarà sempre il piu’bravo. Magari ottenuti da fusione di metalli di armi obsolete. Ai politici : prima provate e poi sentenziate.Ne metterei negli edifici abitativi, nel posto piu’ opportuno, così incaso di incendio si puo’ scendere a corda doppia , già sono obbligatorie le linee vita per lavori sul tetto di antennisti, muratori carpentieri.   Tornando a fare i seri…oggi notizia di signora escursionista andata in ipopotermia  su percorso innevato ,  dotata dia biti e scarponi leggeri, , soccorsa ma le conseguenze erano ormai irreversibili. Altro che spit, bisogna raccomandare l’abbigliamento adatto e le calzature e i ramponi..insomma le cose elementari…insistere sull’ABC, le tabelline.

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