Sindi Manushi, prima sindaca albanese in Italia

Avvocata civilista, l’unica candidata ha superato il rischio astensione: «Ho tremato per il quorum ma ce l’abbiamo fatta. Razzismo? Qualche episodio spiacevole c’è stato ma voglio sottolineare il moltissimo che questo Paese mi ha dato».

Sindi Manushi, prima sindaca albanese in Italia
di Dimitri Canello (corrieredelveneto.it), Enrico Ferro (repubblica.it) e Redazione rainews.it
(pubblicazioni del 16 e del 17 maggio 2023)

Sindaca a 30 anni, nata in Albania e in Italia da 22, cittadina italiana dal 2015, con idee, voglia di fare e di realizzare con invidiabile senso civico. Sindi Manushi, di area centrosinistra (tessera del Pd), è la nuova prima cittadina di Pieve di Cadore (3.600 abitanti), nel Bellunese. Succede a Giuseppe Casagrande e ha corso da sola, nel disinteresse generale, con l’unico grande avversario chiamato astensionismo: il quorum del 40% più uno degli aventi diritto da sfondare per vincere non è stato facile da raggiungere. Missione compiuta, assieme alla sua lista ‘Pieve Futura’, dove le donne sono in maggioranza e dove la giovane età è un marchio di fabbrica. Nel paese di Tiziano Vecellio è tempo di svolta storica. È tempo di un cambio della guardia che fa discutere, pensare, riflettere. 

Perché l’ho fatto? Per restituire in minima parte quello che Pieve di Cadore mi ha dato: dal vicino di casa che mi aiutava con i compiti in italiano, al parroco, agli insegnanti delle elementari, medie e superiori“. C’era una volta una bambina di 8 anni che stringeva forte la mano della mamma mentre il loro traghetto, partito da Durazzo, stava per avvicinarsi alle coste di Brindisi. Ventidue anni dopo quella bambina indossa una fascia tricolore da sindaca, con un record: dal 15 maggio 2023 è la prima sindaca italiana di origini albanesi.

Queste le priorità: mettere in sicurezza la scuola elementare, politiche per i giovani, ascolto delle frazioni. Con un filo rosso: la passione per la gestione della cosa pubblica: ‘un’attività sacra’. “Conosco la fatica e so anche che è l’unica via per raggiungere le cose belle”.

Vive nella frazione di Nebbiù con il compagno, un ‘cadorino doc’. Sveglia alle 6, alle 7 parte per il “Caffè del Sindi-co” con i cittadini: una sua invenzione che la porta ogni giorno in un bar diverso, a sorpresa.

Sindi Manushi, 30 anni, prima sindaca italiana di origine albanese 

Sindi Manushi, per lei e la sua lista una vittoria storica. Come si sente? 
«È stata una sofferenza. C’è stata preoccupazione domenica, quando la gente non era andata a votare: non abbiamo dormito, poi le cose sono andate meglio lunedì, soprattutto grazie agli anziani, e abbiamo raggiunto il quorum del 48,31% (1.365 voti)». 
Ci racconta la sua storia? Lei è in Italia da quando aveva 8 anni. Si sente italiana? 
«Sono arrivata in Italia con la mamma Arjana e il fratello 22 anni fa per raggiungere mio padre Përparim che si trovava già da tre anni a Cortina d’Ampezzo e lavorava, pur essendo saldatore, nel settore della ristorazione. Anche lui era arrivato come clandestino. Una decisione, quella di espatriare, fatta da papà e mamma per dare maggiori prospettive a noi figli.

Sono fiera delle mie origini albanesi, ma sono in Italia da tanto tempo e mi sento a tutti gli effetti una cittadina italiana. Ho sempre vissuto a Pieve di Cadore, tranne una parentesi universitaria a Trento, per terminare i miei studi in giurisprudenza (laurea nel 2017), facendo “vari lavori” per mantenermi, tipo postina, ragazza ai piani, baby sitter, cameriera».
Com’è stato l’ambientamento in Italia? 
«Inizialmente difficile, c’è stato un periodo di stordimento. Venivamo da un Paese molto diverso dall’Italia e soprattutto da una città industriale, Elbasan, nel centro dell’Albania. Passare da Elbasan a Pieve è stata uno shock e si può immaginare il motivo. La prima neve me la ricordo molto bene, per me era una novità assoluta. C’è stato un periodo in cui ho avuto qualche difficoltà ma ora sono in pace con me stessa. Mi sento sia italiana che albanese. Amo l’Albania e leggo la letteratura albanese e ascolto la musica albanese. Ma tutta la mia formazione è italiana, adoro Cesare Pavese, amo Franco Battiato e Fabrizio De André. E se non tostano il riso per il risotto mi arrabbio». 

Durante la campagna elettorale

Quali sono state le difficoltà maggiori? 
«L’adattamento alle abitudini di Pieve, la lingua italiana. Anche se in Albania si prende il segnale della Rai e sono cresciuta col Tg1. Sono sempre stata appassionata fin da piccola di tg e di politica, sono cresciuta anche con la Carrà e Sanremo». 

Come siete stati accolti all’inizio dalla comunità? Si è mai sentita discriminata per le sue origini?
«Abbiamo un po’ scontato la diffidenza. Gli abitanti di Pieve sono montanari, sono così, devono capire chi sei, cosa fai, devono inquadrarti e capire. Siamo stati un po’ studiati, poi è andato tutto in discesa. Al punto che non finirò mai di ringraziare i miei vicini di casa, che davano una mano con i compiti a me e a mio fratello Dgersi».
Tra l’essere giovane, donna, straniera e di sinistra, il problema a queste latitudini è essere di sinistra. I miei fanno parte della classe operaia, quindi non possono neanche darmi della radical chic. Questo Comune, un po’ come tutto il Veneto, guarda a destra».

Quindi alla fine Pieve vi ha accolto…
«Quando hanno capito che eravamo gente onesta, siamo stati accolti e trattati benissimo». 

Il rapporto con i suoi genitori? 
«Per mantenerci hanno fatto due o tre lavori, li ringrazio. La mamma oggi è assistente sociosanitaria per gli anziani. Io e mio fratello a volte abbiamo dovuto arrangiarci, ma ci siamo rimboccati le maniche. Lui ha fatto Economia».

Si aspettava che un giorno sarebbe diventata sindaca? 
«Non era nelle prospettive. Sono sempre stata appassionata di politica, come puro interesse alla cosa pubblica. Ma no, non era nei piani. Poi qualche mese fa è nata questa idea e abbiamo fatto nascere ‘Pieve futura’».

Giovane, donna, e pure di sinistra. Diciamo che ama le sfide. 
«Io non sono mai dove conviene ma dove c’è bisogno. A Pieve c’era bisogno di una nuova classe dirigente e il Pd qui era ai minimi storici. Sono da sempre di sinistra e anche se io stessa l’ho criticato in qualche occasione, credo che il Pd sia ancora un buon perno per tutto il centrosinistra italiano».

Chi ha votato alle primarie?
«Nella fase congressuale ho sostenuto la mozione Cuperlo, poi ho dato il mio voto a Elly Schlein. Ma non ho mai fatto parte di correnti e non mi interessano le divisioni».

Come le è venuto in mente di candidarsi?
(sorride) «È un po’ la storia della mia vita fare cose improbabili. Sono appassionata della cosa pubblica e anche di politica. Me lo hanno trasmesso i miei nonni, da quando ero bambina. Da piccola amavo guardare i tg e imitare i politici. Avrei preferito entrare gradualmente, magari prima facendo la consigliera di opposizione. Però non mi sono sottratta alla sfida».

Nessuno del paese si è voluto candidare. E’ dovuta arrivare una giovane di origini straniere per evitare il commissariamento del Comune. Cosa significa, secondo lei?
«C’è molta disaffezione alla cosa pubblica. Già la gente è poco propensa ad andare a votare, figuriamoci poi a esporsi. Ci dice anche che in politica l’integrazione con chi viene da fuori è fondamentale per la sopravvivenza. In questo caso ne ha beneficiato l’amministrazione comunale di Pieve di Cadore, ma ne possono beneficiare il lavoro, le pensioni. Bisogna prendere coscienza dell’importanza della regolarizzazione dei flussi e dei processi di integrazione. Deve essere tutto organizzato, non lasciato al caso. Io non sarei a questo punto senza i miei insegnati alle elementari, alle medie, alle superiori, all’università. Mi hanno incentivato allo studio e la scuola è stato l’unico mio ascensore sociale».

È mai stata vittima di razzismo?
«Mi hanno detto che sono albanese, che sono donna, che sono troppo giovane. Qualche episodio sgradevole c’è stato, ma nel complesso voglio sottolineare tutto ciò che Pieve di Cadore mi ha dato, che è tantissimo. “Pieve futura” è nata per unire, non per dividere». 

Qualcuno l’ha attaccata per le sue idee politiche?
«Due giorni prima del voto hanno strappato i miei manifesti nelle bacheche scrivendo: “Dio ti vede, la Manushi no”, mutuando lo slogan di Guareschi “nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no”. Ma io non ho politicizzato questa campagna elettorale. Amministrare un paese così piccolo è tutt’altra cosa, rispetto alla politica».

Come cercherà di cambiare Pieve? 
«Vedo una Pieve molto assopita e un tessuto sociale provato dalla pandemia. Abbiamo un po’ perso il senso di comunità e si coltivano più gli individualismi, un trend purtroppo nazionale. Pieve si è sempre contraddistinta come centro aggregativo, voglio che torni ad esserlo. La prima cosa che farò sarà tentare di riavviare il dialogo con i cittadini. Essendo un paese piccolo siamo stati sempre comunità, ma con Covid e alcune questioni politiche locali si è creato un certo distacco. Invece le persone hanno bisogno di essere ascoltate. Ricostruiremo il tessuto comunitario, nel dialogo il più aperto possibile con i cittadini». 

Che squadra sarà la sua per amministrare Pieve di Cadore?
«Siamo un gruppo di ragazzi che ha studiato fuori e che poi ha deciso di tornare a vivere in un paese in cui la qualità di vita è altissima. Con noi ci sono anche persone con esperienza amministrativa alle spalle. Più che le quote rose ci sarà il problema delle quote azzurre, perché su 12 componenti, 8 sono donne. Io voglio portare a Pieve l’energia di una 30enne».

Si sente una pioniera? 
«Non io, ma tutto il mio gruppo. Non abbiamo fatto grandi promesse. Vogliamo essere un ponte di comunicazione fra Comune e cittadinanza. La mia amministrazione sarà nel segno del dialogo». 

Continuerà ad esercitare la sua professione di avvocata? 
«Faccio societario, diritto civile. Lo sognavo già quando ero bambina… dunque sì, non mollerò la mia professione che svolgo in uno studio legale di Belluno. Ci sarà sicuramente un periodo di assestamento e dovrò capire in termini di tempo quanto dovrò impiegare per i miei cittadini. Di certo la mia priorità andrà a loro (ma, in seguito, è stata costretta a lasciare lo studio di Belluno, avendo scoperto quanto totalizzante possa essere la carica di sindaco, NdR)». 

Ha la percezione che questo potrebbe essere un trampolino politico?
«Io voglio fare bene qua, per il mio paese. Poi si vedrà, al momento non ci penso minimamente».

Possiamo definire Pieve di Cadore una sorta di laboratorio politico? 
«Direi di sì. Spero che possa funzionare, magari potrà essere replicato più in grande, ma intanto facciamo il primo passo, che è molto importante».

Breve filmato intervista a Sindi Manushi
Sindi Manushi, prima sindaca albanese in Italia ultima modifica: 2023-11-02T05:22:00+01:00 da GognaBlog

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71 pensieri su “Sindi Manushi, prima sindaca albanese in Italia”

  1. “non capisco come tu faccia a sostenere…”
    “Io non sono di quelli che si mettono a 90. Non ne ho bisogno né mi trovo a subirlo. Perché io faccio parte del sistema, cioe faccio sempre in modo di stare al timone della barca e non di farmi portare. 
     
    E’ evidente che tu non capisca.
     
    Tu fai parte del sistema e lo rivendichi. Ti illudi con la tua acquiescenza di non essere inchiappettato e addirittura di stare al timone della barca.
     
    In realtà sei al remo e inchinato ossequiosamente al sistema. Senza porre e tantomeno porti domande. Un inchino profondo. A 90°, appunto.
     
    Prono alla legge e all’ordine “da sempre, cioè anche in anni in cui c’erano governi diversi dall’attuale.” Pronto a dare una mano, se possibile.
     
    Non c’è bisogno di inchiappettarti: lo fai da solo e ne sei fiero…
     
    …contento tu…

  2. Hai detto bene Crovella: “oliare le procedure”. Sappiamo tutti cosa vuol dire in Italia (e pure in Albania)…

  3. Non comprendo come tu faccia a sostenere che io sia uno che pensa “l’ho lasciata io, mi sono licenziato io”…. ma proprio non conosci la mia storia, io sono l’esatto opposto.
     
    Quanto al concetto di mettersi a 90, che in questa sede dl Blog non ho tirato fuori certo io, dico e ripeto che io NON ho l’obiettivo strutturale di inchiappettare gli altri, ma, se l’evoluzione delle cose fa sì che a un certo punto o sto dalla parte degli inchiappettatori o sto dalla parte dei inchiappettati, la mia storia personale ha dimostrato che so agire per trovarmi fra gli inchiappettatori, non certo fra gli inchiapettati. Quindi quando, in questa sede, si parla di mettersi a 90, io faccio riferimento al destino dei protestatori seriali, i quali, andando sistematicamente contro il sistema, inevitabilmente prima o poi saranno inchiappettati dal sistema. E’ legge di vita: il sistema non ha niente a che fare con il governi di volta in volta in carica. A titolo di esempio ricordo che il (da voi famigerato) Green Pass è stato introdotto per la prima volta dal Governo Conte 2 (dai commentatori politici consoderato il governo più a sinistra della repubblica italiana) e poi confermato dal governo Draghi. Governi molto diversi dall’attuale, sotto ogni punto di vista. Anxi per certi versi governi molto più di sistema, nel senso che l’attuale deriva da una esplicita investitura popolare (il risultato delle elezioni del settembre 2022(, mentre entrambi quei governi, come la maggior parte dei governi italiani della storia, sono stati “costruiti” nei palazzi, ergo sono espressione del sistema, non della volontà politica. E proprio quei die governi, attraverso il Green pass e altre manovre, hanno “inchiappettato” quelli “desiderosi” della libertà costituzionale di movimento. Per cui il “sistema” è una cosa ben diversa dal solo governo che sta a Palazzo Chigi. il sistema alla fine vince sempre e inchiappetta i protestatori seriali, di qualsiasi colore sia il governo in carica.

  4. “Io non sono di quelli che si mettono a 90. Non ne ho bisogno né mi trovo a subirlo. Perché io faccio parte del sistema, cioe faccio sempre in modo di stare al timone della barca e non di farmi portare. “
     
    Parafrasando, non mi hanno licenziato, me ne sono andato io…sono io che l’ho lasciata, non lei che è andata con un altro…
     
    Guarda che chiunque sia al governo, quello è un remo, non il timone! 

  5. Per amor di precisione. Guardate che, come sempre, sbagliate tutto. Io non sono di quelli che si mettono a 90. Non ne ho bisogno né mi trovo a subirlo. Perché io faccio parte del sistema, cioe faccio sempre in modo di stare al timone della barca e non di farmi portare. Per cui, al limite,sono fra quelli che inchiappettano e non fra gli inchiappettati (che sono invece gli “antisitema”). Questo da sempre, cioè anche in anni in cui c’erano governi diversi dall’attuale. Perché il “sistema” è qualcosa di MOLTO diverso dal governo in carica.

  6. “Tra i numerosi esempi di fallacia logica al commento 61, ne cito solo uno: un qualsiasi provvedimento non è automaticamente giusto, né legale…”
    Ma come no Placido? Se un provvedimento è stato deliberato dal governo in carica è assiomaticamente giusto!
    Altrimenti fai parte della schiera dei comunisti, rosiconi, drogati, sempre a lamentarsi a cui non va bene niente ecc…insomma fai parte del “voi”.
     
    I cittadini veri, gli algidi sabaudi, i degni sono proni a qualunque decisione di chi governa.
    Sempre.
    A 90° come dice Marcello. e ben disposti a esserlo.
    Pronti alla sacrosanta esecrazione e al ludibrio verso chi obbietta.
     
    Patetica caricatura di virtù civica, di cui in realtà non hanno la seppur minima conoscenza.

  7. Segnalo che proprio sul Corriere di oggi è riportata la notizia che anche il Cancelliere tedesco, socialdemocratico, sta orientandosi a predisporre centri di accoglienza in stati exta-EU. Quindi l’Italia non sarà l’unica.
     
    Il vento sta cambiando in Europa, anzi è GIA’ cambiato. Tutte queste decisioni delle autorità competenti non sono altro che la conseguenza di un sentiment diverso.
     
    Ve lo sto ripetendo da almeno un paio di anni, quando forse potevo apparire un pazzo scatenato, mentre ora le cose sono giunte in superficie e sono chiare davanti a tutti: le esigenze di fondo dei cittadini (che sono anche elettori e in tal modo condizionano le autorità competenti) sono rivolte alle SICUREZZE. Utilizzo, da sempre, il termine al plurale (“sicurezze”) per indicare che NON si tratta solo di sicurezza in senso stretto (quella di ordine pubblico, qui rilevante), ma ogni altro tipo di sicurezza: sanitaria, economica, lavorativa e chi più ne ha più ne metta. Ecco perché oggi sta prendendo il sopravvento un vento di destra, a livello CONTINENTALE. Il fato che gli eventuali provvedimenti per garantire ai cittadini l’ansia di sicurezza possano essere “non giunti” e “non legali” è cosa di cui non gliene frega niente ai cittadini. Meglio che ci sia un provvedimento ingiusto ma efficacie nel rispondere all’esigenza di sicurezza, così ragionano i cittadini.
     
    Non si prendono decisioni politiche seguendo il criterio del “più giusto” o del “più legale”. Le decisioni politiche sono inevitabilmente conseguenza dell’opinione pubblica dominante, a prescindere da fatto che quest’ultima sia o meno “la più giusta” o la “più legale”. In genere non emergono neppure dei contrasti “costituzionali”, ma nel caso si troverà il modo di far diventare tali decisioni legittime a tutti gli effetti.
     
    I sondaggi segnalano che i cittadini inglesi a maggioranza sono MOLTO spaventati dai problemi di sicurezza innescati dagli immigrati e quindi il Governo britannico sta varando i provvedimenti del caso (cui mi sono dimenticato di aggiungere anche l’accordo col Ruanda per spostare immigrati in tale stato africano). Non credo che gli stessi cittadini  inglesi che, da un lato, protestano per l’insicurezza, dall’altro faranno storie sulla legittimità o meno dei provvedimenti governativi. Anzi (conoscendo la mentalità britannica che non è tanto “tenera”) saranno molto soddisfatti se il Governo confina i migranti in mezzo all’Oceano atlantico! E di conseguenza la cosa si sta estendendo a tutti gli altri europei, ciascuno con riferimento alle proprie tematiche da esporre ai proprio governanti. vedrete che si andrà sempre più in questa direzione. Rispetto a quando ho iniziato a parlarne (erano i tempi del GreenPass che, mutatis mutandis, ha la stessa tematica di fondo: la gente voleva sicurezza sanitaria e se ne fotteva delle eventuali incoerenza costituzionali…) rispetto al 2021 quindi, quando ho iniziato a dire, fra i vostri fischi generali, che la gente esige SICUREZZE, l’evoluzione ha già dimostrato che si è già andati in questa direzione e si andrà sempre più in questa direzione. Fatevene una ragione e mettetevi il cuore in pace, sennò trasferitevi a vivere dall’altro parte del mondo.

  8. per destinare lì gli immigrati che non riescono a stivare nelle isole galleggianti.

    61)  STIVARE
    Complimenti per il termine che hai usato. Denota molto rispetto umano.

  9. Tra i numerosi esempi di fallacia logica al commento 61, ne cito solo uno: un qualsiasi provvedimento non è automaticamente giusto, né legale; nemmeno se viene promosso dal governo di un “civilissimo” stato il cui primo ministro

    ha la pelle olivastra, perché, pur essendo nato in terra inglese, è figlio di due individui di religione indù e provenienti dall’Africa Orientale

     
     

  10. ———  SE QUESTA È L’UNIONE EUROPEA ———
     
    L’Unione Europea, invece di affrontare il problema dell’invasione dei clandestini, dice all’Italia: “Me ne frego. Sono ca**i vostri”.
    Invece, quando si trattò di risolvere il problema dei migranti in transito per la Turchia e diretti in Germania, l’Unione Europea (dove di fatto comandano i tedeschi, assieme ai francesi) disse: “Non me ne frego. Pago Erdogan per bloccare l’orda (con i soldi anche degli italiani)”.
     
    … … …
    Quod licet Iovi non licet bovi.
    Dove Giove è la Germania, mentre l’Italia è il bove.
     

  11. Il premier britannico Sunak  ha la pelle olivastra, perché, pur essendo nato in terra inglese, è figlio di due individui di religione indù e provenienti dall’Africa Orientale (ex colonie dell’Impero britannico). Sunak non è quindi un “bianco” fascista e razzista, che pone ostacoli aprioristici verso i non europei di razza. Ebbene, il suo governo sta costruendo delle isole galleggianti, da posizionare al largo delle coste inglesi: in tali isole artificiali manderanno gli immigrati illegali. In più, sempre il governo in carica della CIVILISSIMA Inghilterra (considerata storicamente la “patria della democrazia” e dei valori dello stato diritto!) sta pensando di utilizzare l’Isola dell’Ascensione (territorio britannico d’oltre mare, in mezzo all’Oceano Atlantico meridionale, a 1600 km dalla costa dell’Africa) per destinare lì gli immigrati che non riescono a stivare nelle isole galleggianti. L’Isola dell’Ascensione è la “gemella” di Sant’Elena, dove fu confinato Napoleone: 1600 km di mare rendono impossibile ogni fuga da lì.
     
    Ebbene se perfino la civilissima Inghilterra sta prendendo provvedimenti per impedire che torme di disperati girino liberi e incontrollati per il  proprio territorio (con rischio degrado nella migliore delle ipotesi oppure addirittura con problemi di sicurezza per i cittadini in ipotesi peggiori), significa che nessuno in Europa vuole davvero l’accoglienza incontrollata.
     
    Anticipo una obiezione faziosa: dopo la Brexit, il Regno Unito NON fa parte dell’EU. E’ vero, ma la cito perché, nonostante la Brexit, il Regno Unito storicamente e geograficamente continua a far parte dell’Europa. Se non piace l’esempio inglese, segnalo che la Grecia ha già costruito (e presto entreranno in funzione!) sul proprio territorio dei “campi profughi” che a vederli in foto ricordano i lager tedeschi della II Guerra. La cosa “curiosa” è che i lager greci pare che siano stati costruiti con il soldi del… PNRR! E tutti lo sanno che nei fatti si tratta di lager, compresa la Commissione Europea in carica (di centro sinistra), che nei fatti, ha avallato i progetti, accettandoli di farli rientrare nel PNRR.
     
    Volendo continuare, potrei fare un elenco smisurato di provvedimenti che, se non sono dei veri e propri “confinamenti in campi recintati”, ci assomigliano profondamente. L)UNione europea paga 3 miliardi di euro a Erdogan (che tutti in poubblico disprezzano cone un semi dittatore, ma che, all’atto pratico, usano senza reticenze) perché tenga milioni di profughi confinati in campi che si trovano in Anatolia. Di fatto impediscono a questi disperati di arrivano in Europa.
     
    La Francia NON lascia assolutamente passare i migranti né a Ventimiglia né a Claviere (Val di Susa): qualche settimana fa, facendo un’escurtsione, ho visto io si persona i militari francesi schierati (con fucile imbracciato) a circa 500 m di distanza l’uno dall’altro lungo la linea di confine nei pressi di Claviere. I tedeschi, che in passato hanno assorbito ingenti numeri di immigrati (ma, astutamente, “scegliendoli”  il più possibile: se possono, non prendono, a caso, disperati senza arte né parte, ma, per esempio, hanno preso i siriani, noti per la loro intelligenza che ne fa degli ottimi ingegneri e informatici…), ora hanno completamente blindato le loro frontiere. E lo fanno usando l’Austria, visto che la frontiera con l’Italia non è della Germania ma appunto dell’Austria. Non parliamo di Ungheria, Polonia ecc che i migranti proprio non li vogliono neppure vedere.
     
    Ebbene, l’Italia ha il problema che, geograficamente, è posizionata in mezzo al Mediterraneo, per cui costituisce il punto di approdo naturale di chi arriva sulle coste settentrionali dell’Africa. Se abbiamo il “tappo” a monte (chiusura frontiere di Francia e Austria), i disperati restano tutti da noi. Non abbiamo nessuna voglia a ridurci il “campo profughi d’Europa”. La soluzione ideale sarebbe la Fase Tre dell’Operazione Sophia (in pratica un blocco navale, a sud della Sicilia, con navi di TUTTI i Paesi europei, pagato dall’EU e condiviso da tutti gli europei). Io sono convinto che ci arriveremo, ma occorre che cambino gli equilibri nel Parlamento europeo. Le elezioni europee sono a giungo 2024: se le cose vanno come dicono i sondaggi, il nuovo Parlamento europeo a maggioranza di centro-destra, approverà una nuova Commissione che, presumibilmente, sarà di Centro-Destra e quindi NON avrà più i lacci e lacciuoli ideologici sul tema migranti.  Quindi sono fiducioso sul blocco navale europeo. Solo che i tempi tecnici sono lunghi: se va bene, vedremo “operativa” in mare la Fase Tre dell’Operazione Sophia solo dall’estate del 2025.
     
    Nel frattempo, noi italiani abbiamo il problema di dove mettere i migranti illegali da qualche parte, in attesa di verificare della loro situazione e d eventualmente di espellerli se non hanno i requisiti. Non disponendo l’Italia di proprie “isole in mezzo all’Atlantico”, non è una idea malvagia quella di stipulare accordi per costruire capi profughi in altri Paesi. Ovviamente vanno oliate tutte le procedure, che allo stato attuale non sono state chiarite fino in fondo (ma è solo stato dato l’annuncio, i chiarimenti seguiranno).
    Altrettanto ovviamente è chiaro a tutti che tale misura (campi in altri stati)  NON E’ LA SOLUZIONE STRUTTURALE DEL PROBLEMA, ma solo un tampone in attesa che la “nuova” Europa agisca più in profondità sul problema generale con soluzioni davvero strutturali (chi desidera conoscerle le ricerchi in un mio intervento precedente).

  12. Cosa pensa Sindi Manushi dell’accordo tra Italia e Albania per l’emergenza immigrazione?“Quest’Italia arrogante non credo si sarebbe mai permessa di chiedere una cosa del genere a un qualunque Stato del blocco occidentale. Avrebbe mai avuto l’ardire di chiedere un pezzo di terra e di sovranità, per esempio, alla Germania?”.
    “Discutibile anche l’atteggiamento di Tirana, forse cerca dei bonus per entrare nell’Ue”.

    Qualcuno dice che per l’Italia è una forma di deterrenza e per l’Albania una specie di bonus.
    Oltre ha creare una specie Guantanamo italiana,   sarà un’ennesimo casino in cui ci infileremo.
     

  13. Il problema vostro (di voi protestatori seriali) è che siete già così marginali da risultare pressoché irrilevanti (chi vi caga più?!?) e lo sarete sempre di più fino a scomparire del tutto. Vi state autocondannando all’estinzione con le vostre stesse mani

    il giudice Crovella al 55  ha lanciato una fatwa e ci ha condannato a morte per blasfemia.

  14. Cosa pensa Sindi Manushi dell’accordo tra Italia e Albania per l’emergenza immigrazione?
    “Quest’Italia arrogante non credo si sarebbe mai permessa di chiedere una cosa del genere a un qualunque Stato del blocco occidentale. Avrebbe mai avuto l’ardire di chiedere un pezzo di terra e di sovranità, per esempio, alla Germania?”.

    “Discutibile anche l’atteggiamento di Tirana, forse cerca dei bonus per entrare nell’Ue”.

  15. Crovella. Quanto alle “minacce” di non risponderti MAI più (lo scrivi tu così) mi pare un’uscita perfettamente in linea con il tuo pensiero. Imporre a qualcun altro il silenzio perché non garba (sbagliato che sia) quel che l’altro scrive. Complimenti per la lezione (l’ennesima, visto che fai altro e, che fortuna, ovviamente tu non sbagli mai) di democrazia acquisita….

  16. Sullo sdoganamento già nel 1948 del MSI e il processo ad Almirante (che sottoscriveva bandi per la fucilazione dei partigiani e non ha mai lasciato la matrice fascista, come fece Fini): forse dimentichi un piccolissimo particolare. Il terrore dei bolscevichi e della rivoluzione, poi Guerra Fredda. Dove in Italia esistevano gli “armadi della vergogna” e la NATO addestrava Gladio, pescando tra le fila del MSI, soprattutto veneto. Mi risulta anche un po’ strano che nel 1975 il FdG dialogasse con la FGCI: mai sentito nulla del genere qui a Milano. Per finire, ti ricordo che ci sono esponenti di spicco del FdI che tuttora partecipano ad adunanze di chiaro stampo fascista (a Milano, al Cimitero Monumentale, con tanto di saluti romani e gagliardetti del Ventennio – e la Polizia che guarda, come ìha sempre fatto dalla notte dei tempi – dove sono sepolti quelli della X° MAS)… 

  17. Il problema vostro (di voi protestatori seriali) è che siete già così marginali da risultare pressoché irrilevanti (chi vi caga più?!?) e lo sarete sempre di più fino a scomparire del tutto. Vi state autocondannando all’estinzione con le vostre stesse mani.

  18. Infatti, sante parole queste ultime. I voti dei cittadini si conquistano con l’imbonimento sistematico, tanta è l’ignoranza in cui la massa è piombata da decenni, con il perbenismo esibito, con promesse di più lavoro e sicurezza, con le guerre ai cattivi (che cattivi lo sono solo agli occhi di chi li definisce come tali) e il sostegno a chi le fa.
    In un siffatto calderone c’è posto per molti, Crovella per primo, come in un canile. 
    Ma il vecchio Rog ha una canzone per tutti, e non è neppure brutta:
    https://youtu.be/4QA30qkRYy8?si=DAxGIEP17DCr5qX7

  19. E’ vero che, nella Prima repubblica, l’MSI è stato spesso “parcheggiato” ai margini della dinamica parlamentare, perché ai partiti istituzionali (DC in primis) dava fastidio sporcarsi le mani con la folta (6%-8%) rappresentanza della destra, in decenni in cui si era ancora molto vicini al ventennio. Tuttavia quando fu necessario raccattare voti, la DC non si fece problemi a sporcarsi le mani, vedi il famoso Governo Tambroni del 1960 (approvato solo da DC e MSI). Ma non solo la DC si sporcò le mani quando era necessario: proprio mentre io ero nel FdG, 1978, si diceva che l’elezione di Pertini a Presidente della Repubblica fu possibile grazie all’apporto risolutivo dei voti dell’MSI, cosa che nel mondo mediatico di allora sollevò un polverone anche per il passato da partigiano di Pertini. Ma intanto fu eletto (e personalmente lo considero un ottimo presidente, ovviamente fa contestualizzato in quello scenario storico).
     
    Lo “sdoganamento” definitivo della destra parlamentare avvenne nel 1994 su iniziativa di Berlusconi (che, opportunamente, chiese di far cambiare nome in AN, per far dimenticare tutto ciò che si legava al “vecchio” MSI: ma i dirigenti erano gli stessi, così come gli elettori). Ma voglio sottolineare una cosa importante: si arrivò a concretizzare questo passo (nel 1944, con l’ex MSI per la prima volta al GOVERNO!) senza suscitare rivolte di piazza perché l’MSI, nel frattempo, aveva già compiuto un lungo percorso di ripulitura interna. Percorso lento, faticoso (lo so per esperienza diretta), a strappi alterni, ma alla fine eravamo già riusciti a sganciarci dallo stigma iniziale.
     
    Il fatto che l’MSI non partecipò alla fase costituente in senso stretto (1946-47), questo è un dettaglio. Innanzi tutto, cito a memoria, perché non ho tempo per andare a controllare, ma mi pare che un deputato della Costitunte aderì, molto presto all’MSI, per cui un “piedino” dell’MSI c’era già.
     
    Inoltre, ciò che rileva, come ho già detto è che SICURAMEMNTE l’MSI partecipò legittimamente alle elezioni politiche fin dal primo appuntamento del 1948. Se fosse considerato eversivo, non sarebbe stato ammesso (in più – ma anche qui cito a memoria – aveva già partecipato alle elezioni comunali di Roma del 1947, risultando determinante per l’elezione della Giunta…). Di conseguenza la questione se per “arco costituzionale” si deve considerare la sola fase di stesura della costituzione oppure la vita costituzionale della Repubblica è questione di lana caprina. Fra le due cose, io preferisco esser stato escluso dalla stesura della Costituzione e, viceversa, esser stato ammesso fin dalla prima elezione repubblicana e poter concorrere al parlamento. Sarebbe stato ben peggio il contrario.
     
    Per quanto riguarda il “vizietto”, ho già detto chiaramente ma lo ripeto a chiare lettere (così non ci torniamo mai più) che non è limitato a un  mio “colpo di testa giovanile”, poi rientrato: per questioni di età a 15 anni non potevo che iscrivermi all’organizzazione giovanile,  ma dall’Università in poi sono sempre stato iscritto stabilmente al partito che, nel corso dei decenni, si è chiamato dapprima MSI, poi AN, poi è confluito nell’infelice (e per fortuna corta) esperienza del partito unico del centro destra (PdL, partito della Libertà) e infine è rinato come FdI. Quindi non si tratta di una mia bravata giovanile, poi rientrata: quella lì è la mia collocazione politica, che io NON ho mai nascosto (neppure ai tempi dell’MSI) e che porto avanti con estrema trasparenza.
     
    Infine: viviamo in un mondo che è profondamente cambiato, ma vedo che molti di voi sono ancora legati a pregiudizi vecchi come Noè. Se non vi sganciate da queste “seghe mentali” non sarete mai competitivi con una destra che, invece, a saputo modernizzarsi e crescere in maturità e determinazione politica. la gente, i cittadini, cioè gli elettori, oggi chiedono “sicurezza” (tanto per tornare al tema principale dell’articolo) e voi cosa rispondete? Che l’MSI non faceva parte dell’arco costituzionale nel 1947! Credete di conquistare i voti degli attuali cittadini in tale modo??? Poveri illusi…

  20. Matteo, mi sono dimenticato di rispondere alla tua osservazione sulla trebisonda (46).
    Lo faccio ora: mi pare che a volte tu sia troppo “pungente” nel replicare a chi la pensa in modo diverso. E visto che noi due spesso non concordiamo…
     
    Comunque sono certo che a quattr’occhi, viso contro viso e non tastiera contro tastiera, andremmo quasi d’accordo. 😉😉😉
     

  21. Non dimentichiamoci che lo stupido volonteroso è il più dannoso. Sempre.

  22. Caro Matteo, a dispetto del mio carattere malinconico, quasi leopardiano, a me piace scherzare. Lo faccio pure nel GognaBlog, dove spesso spira aria di battaglia. Tutti impettiti, siamo pronti a combatterci l’un l’altro (me compreso).
     
    Uno dei miei obiettivi preferiti è Carlo, che tra me e me chiamo Carlone o Krovellik. Cerco di evitare questi nomignoli nei commenti, ma a volte mi scappano (spero che lui non se ne abbia a male).
    So che è di onesti princípi morali e gran lavoratore. Tuttavia si prende un po’ troppo sul serio e a volte sbanda paurosamente, il che lo rende un bersaglio perfetto per me. Gli perdono il “vizietto” del Fronte della Gioventú: in fondo aveva soltanto quindici anni. Ora è una persona democratica di destra. Anche se a qualcuno di noi potrebbe venire il sospetto che trattasi di vecchio “fascistone”, non lo è!
     
    Però, Carlo, ogni tanto dovresti lasciarti andare a un sorriso e a una battuta scherzosa. Si vive meglio. 😇😇😇
     
    P.S. Carlo, i tuoi articoli di ricordi alpini e di montagne del tempo che fu sono deliziosi. Sarà forse anche per la nostalgia della mia giovinezza perduta…
    Chissà, magari ci siamo incontrati in qualche rifugio!
     

  23. Crovella, personalmente apprezzo chi “ci mette la faccia” in modo cosi’ esplicito. Tuttavia riguardo a molte affermazioni sul MSI ti sbagli, non so se in buona fede o semplicemente perche’ ti fa comodo crederlo. Sull’espressione “arco costituzionale” ha gia’ detto correttamente Matteo, quello e’ il significato, piaccia o non piaccia. In piu’ io aggiungo che il MSI e’ stato, fino allo sdoganamento ad opera di Berlusconi, letteralmente emarginato dalla vita politica italiana. Intendo quella che conta, quella con potere di incidere sulla vita dei cittadini. Nessuno al governo, ovviamente, ma neppure nessuno alle presidenze delle camere (quella dei deputati e’ stata data al PCI anche in momenti di grande tensione, quando il PCI era percepito come “il nemico” da buona parte degli italiani), e neppure nessuno nelle commissioni, e nelle varie dirigenze di stampo politico assegnate con i bilancini. Niente. Qualche comune di terza categoria qua e la’, nel Viterbese o a sud…
    Riguardo all'”estremismo” ideologico del partito, dipende dal periodo. Il periodo in cui tu hai cominciato presumibilmente a frequentare le sezioni, direi anni 80, e’ posteriore alla strage di bologna (1980) e cioe’ all’apice dello stragismo eversivo “nero”.  Ma e’ plausibile che ci fossero ancora simpatizzanti “nel giro”. Non dimentichiamo che uno dei fondatori del MSI, Pino Rauti, e’ anche fondatore di Ordine Nuovo…

  24. “Il punto è che l’uso della definizione di “arco costituzionale” è convenzionale e  ha preso nei decenni significati diversi.”
    Certo, come lo è qualunque parola pronunciato o scritta…e Wikipedia non è certo una corte che emetta “sentenze inappellabili”, ma spesso è una sorta di minimo comun denominatore sul significato delle parole e un utile riferimento per comprenderne il significato.
     
    Tu ti ostini a usare il significato crovellese e a pretendere sia verità assodato ciò che, al massimo, è una tua lettura di cose e fatti.
     

  25. Intervengo solo per amor di precisione, spe4cie per eventuali lettori anagraficamente più giovani che non hanno vissuto lo svolgersi della storia
     
    La questione sull’MSI è una questione di lana caprina. Innanzi tutto non credo proprio che wikipedia sia una specie di Corte Costituzionale che emetta delle sentenze inappellabili, come se fosse illuminata dalla Spirito Santo.
    Il punto è che l’uso della definizione di “arco costituzionale” è convenzionale e  ha preso nei decenni significati diversi.
    Già negli anni Settanta tanto noi (del Fronte della Gioventù) quanto i nostri interlocutori della FIGC (Fed. It. Giovani Comunisti, l’istituzione giovanile del PCI) usavamo sistematicamente l’espressione “arco costituzionale” per indicare l’insieme dei partiti politici legittimati a sedere in Parlamento (ovviamente previa conquista di voti alle elezioni).
     
    La definizione di “arco costituzionale” era fondamentalmente utilizzata per distinguere, da una parte, le forze legittimate, ai sensi della stessa Costituzione repubblicana, a sedere in Parlamento e, dall’altra,  quelle organizzazioni che si chiamano “extra parlamentari”. Queste ultime esistevano tanto a destra quanto a sinistra (qui c’era un fottio di sigle, fino ad arrivare alle Brigate Rosse).
     
    Invece l’MSI ha legittimamente partecipato alle elezioni politiche fin dalla primo appuntamento elettorale della repubblica, quello del 1948 e da allora è sempre stato in parlamento (raggiungebndo anche percentuali dell’6%-(%, cioè pari alle attuali di Forza Italia e circa della Lega, per far capire a tutti la sua capacità rappresentativa del partito in parlamento), così come sono sempre stati legittimi i partiti che, negli anni successivi lo hanno sostituito (evolvendosi anche nei contenuti) con i nomi di AN-Alleanza Nazionale e FdI-Fratelli d’Italia.
     
    Se l’MSI fosse stato “eversivo”, cioè avesse perseguito obiettivi  vietati dalla Costituzione come la ricostruzione del Partito Nazionale Fascista o il ripristino del regime del Ventennio, non solo NON sarebbe stato ammesso nel parlamento repubblicano, ma sarebbe stato sciolto per legge e i suoi dirigenti sbattuti in galera.
     
    In effetti (cito a memoria) negli anni Settanta ci fu un’inchiesta della magistratura in capo all’NSI e all’allora segretario Giorgio Almirante. Possiamo dire che fu già un tentativo di strumentalizzazione dell’azione giudiziaria per danneggiare gli avversari politici (strumentalizzazione che poi diventerà quasi quotidiana ai tempi di Berlusconi). L’inchiesta degli anni Settanta sull’MSI e su Almirante finì in una bolla di sapone e fu archiviata nel nulla. Ulteriore dimostrazione che l’MSI è sempre stato un partitolo “legittimo”, proprio ai sensi della Costituzione.
     
    Che questa constatazione stia sulle balle a quelli di sinistra, perché pretenderebbero di individuare dei collegamenti (per alcuni individui, davvero “bacati nel cranio”, estendendoli addirittura fino all’attuale FdI) fra la destra costituzionale e il “vecchio fascismo del ventennio” è un problema che ha fortemente danneggiato non solo la destra italiana, ma addirittura la vita della Repubblica.  Più tardi spariranno dalla scena i “fenomeni” che sostengono queste tesi e peggio sarà per la salute stessa del modello democratico. Se volete batterci, abbiate il coraggio di batterci nelle elezioni e smettetela di cercate  di insinuare vizi d’origine sulla legittimità costituzionale della destra. Fin che ragionate così, le cabine elettorali non vi sorrideranno mai.

  26. La mia risposta è sparita e non so perché, come non so perché Fabio mi accusi di perdere la trebisonda.
    Quindi la ripropongo.
    Da Wikipedia:
    “L’espressione arco costituzionale fu ideata e usata nel dibattito politico italiano degli anni sessanta e settanta per indicare i partiti politici italiani che avevano partecipato all’Assemblea Costituente ed erano stati protagonisti della redazione e dell’approvazione della Costituzione repubblicana del 1948.
     
    L’arco costituzionale includeva pertanto Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Repubblicano Italiano; quindi, tra i principali partiti dell’ultimo dopoguerra, restavano esclusi dall’arco costituzionale il Movimento Sociale Italiano (ancora non MSI-DN), che non ebbe parlamentari alla Costituente[1] e non condivideva i valori dell’antifascismo contenuti nella Costituzione stessa, e il Partito Nazionale Monarchico, che insieme a partiti conservatori d’ispirazione monarchica sarebbe poi confluito nell’MSI.”
     
    Spero con ciò di non aver urtato le delicate sensibilità di chi accusa gli altri di scrivere il falso, quando evidentemente non sa cosa dice.
    L’MSI non ha mai fatto parte di quello che storicamente si definisce Arco Costituzionale, che non corrisponde a chi siede in Parlamento.
     
    Quindi, parafrasando, prima di esternare le tue sparate, Crovella, forse ti farebbe bene studiare un po’ di più perché sei tu che difetti di un minimo di cultura politica.
     

  27. Crovella, prendo atto che riferisci di aver fatto politica a cominciare dal 1975, però abbastanza evidentemente dovevi essere molto distratto e non ci hai mai capito un cifolo.
     
    Cito da Wikipedia, tanto per essere banale:
    L’espressione arco costituzionale fu ideata e usata nel dibattito politico italiano degli anni sessanta e settanta per indicare i partiti politici italiani che avevano partecipato all’Assemblea Costituente ed erano stati protagonisti della redazione e dell’approvazione della Costituzione repubblicana del 1948.
    L’arco costituzionale includeva pertanto Democrazia CristianaPartito Comunista ItalianoPartito Socialista ItalianoPartito Socialista Democratico ItalianoPartito Liberale Italiano e Partito Repubblicano Italiano; quindi, tra i principali partiti dell’ultimo dopoguerra, restavano esclusi dall’arco costituzionale il Movimento Sociale Italiano (ancora non MSI-DN), che non ebbe parlamentari alla Costituente[1] e non condivideva i valori dell’antifascismo contenuti nella Costituzione stessa, e il Partito Nazionale Monarchico, che insieme a partiti conservatori d’ispirazione monarchica sarebbe poi confluito nell’MSI.
     
    Che mi pare abbastanza chiaro a riguardo, anche sull'”antifascismo” del MSI
     
    Quanto alla tua polemica chiusa “Forse ti farebbe bene, prima di esternare le tue sparate, studiare un po’ di più, proprio perché sei tu che difetti di cultura e non gli altri.” direi che sei un caso palese di Medice cura te ipsum!

  28. Tra manifestazioni studentesche e amicizie di gioventù con pastori sardi, ho acquisito un’ottima mira, ancor oggi, quando tiro un sasso.

  29. Se si scrive in un forum aperto a tutti, non si può pretendere che altri non replichino. Se la replica non piace, ovviamente si può obiettare argomentando.
     
    Per esempio, Matteo può contestare un commento, però spiegando le sue ragioni senza arzigogolare e senza perdere la trebisonda come a volte gli succede.
    Insomma, caro Matteo, non dico che tu debba essere gentile, ma – ca**o! – almeno un po’ di autocontrollo… Altrimenti quando arrampichi al limite, a dieci metri dall’ultimo chiodo, che fai? Ti arrabbi? Arzigogoli? 😉😉😉
     
    E ora concludo, calzando l’elmetto con la speranza di non essere bombardato né da Matteo né da Carlo.
     
     

  30. @40 Ti rispondo per pura educazione, ma è l’ultima volta. Ti ho gia’ spiegato il perché. Cerca di capirlo.
     
    1) armi all’Ucraina. È scelta politica, coerente con nostra piena adesione al patto atlantico. È SCELTA e non obbligo. Ma evidentemente il governo opta per tale scelta.
     
    2) non c’è nesso fra mie preferenze (strettamente personali) verso gli est europei (piuttosto che arabi e subsahariani) e le scelte burocratiche di riconoscere o meno i titoli presi in quei paesi, decisione che non compete a me. È STUPIDO mettere un collegamento queste due cose.
     
    3) Certo che una bella fetta di balcanici (non solo albanesi, ma anche bosniaci e macedoni) sono di religione islamica, ma si vede che in loro domina la matrice europea e ingatto mantengono l’aspetto religioso come un fatto privato, quale appunto deve rimanere. Il problema degli arabi e dei subsahariani islamici è che ne fanno un fatto pubblico e soprattutto che strumentalizzano la tematica religiosa come arma di ribellione e di rivendicazione verso l’occidente, in particolate europeo.
     
    Bene, ti ho risposto. Adesso però BASTA. Non mi scocciare MAI più. Ci arrivi a capirlo?

  31. @36 E’ doverosa una precisazione. Avendo io scritto, stamattina  “il partito di destra, quello che OGGI si chiama FdI”… implicitamente sottintendevo che il partito allora (nei ’70) si chiamava MSI. Impara quindi a leggere bene, anche i sottintesi.
     
    Ma qui mi preme sottolineare un altro concetto. L’ MSI, seppur – come ho detto io stesso – allora molto condizionato dai nostalgici (anche perché erano trascorsi solo 30 anni dal ’45), non è MAI stato un partito neofascista, cioè non si proponeva espliciti obiettivi fascisti, che tra l’altro sono vietati dalla Costituzione. La controprova e che l’ MSI è sempre stato predente nel parlamento della Repubblica Italiana, per cui è falsa la tua affermazione che è stato escluso dall’arco costituzionale.
     
    Forse ti farebbe bene, prima di esternare le tue sparate, studiare un po’ di più, proprio perché sei tu che difetti di cultura e non gli altri.

  32. Sai com’è Crovella. Non sono distratto, ero in ospedale. Tant’è, Come ti hanno detto, comunque, nel 1976 esisteva l’MSI si Almirante. Al di là di questo: visto che sai tutto tu, che dici dei soldi UE che non ci sono per gli europei ma per l’Ucraina si? Che dici del fatto che ti riempi la bocca di europeismo di molti Paesi dell’Est ma non gli riconosciamo gli studi che hanno fatto? PS – Ti ricordo che il 40% degli albanesi è di religione mussulmana, quindi non proprio “assimilato” alla cultura/tradizione europea…

  33. Paolo Borsellino, da tutti onorato (giustamente!) come eroe della lotta alla mafia e quindi considerato un martire nel suo sacrificio a sostegno della legalità istituzionale, era iscritto alla sezione giovanile dell’ MSI. Questo dimostra che si può essere iscritti al partito di destra senza per questo risultare individui biechi e    ripugnanti, anzi. Ovviamente io non mi pongo al livello di Borsellino, ma il concetto mi coinvolge.
     
    Negli anni Settanta era effettivamente complicato e faticoso fare politica nelle file dell’ MSI, ma ancor di più lo era nella sezione giovanile, il Fronte della Gioventù, dove agiva io per questioni di età. Li si’ che ti tiravano dvvero le pietre, ma ho imparato a schivare e, soprattutto, a rispindere adeguatamente, sia dialetticamente che “de facto”. È stata una scuola di vita molto istruttiva e mi ha ulteriormente rafforzato sia nel fisico che soprattutto nel carattere. Ne sono uscito duro e coriaceo proprio perché sono letteralmente sopravvissuto alle pietre.
     
    L’ MSI di quegli anni era davvero molto condizionato dai “nostalgici” e proprio allora ho capito che bisognava impegnarsi in una battaglia interna per ripulire il partito dai nostalgici e farne un partito moderno di destra democratica, cioe’ di governo. I passi in questa direzione, che sono oggettivi, non dipendono da me, ovviamente, se non in misura molto marginale. Io per scelta mi sono sempre mantenuto a livello locale, neppure comunale ma addirittura di semplice circoscrizione (simma di tre quartieri). Ciò per una mia scelta molto lucida: perché il mio coinvolgimento nella politica e’ ideale e culturale e per tanto del tutto disinteressato.
     
    Mi sono dilungato un po’ su tale argomento (così gli interessati non hanno più dubbi in merito) perché desidero che non si torni mai più su questo argomento. Intemdiamoci: non ho nulla da nascondere né di cui vergognarmi. Anzi sono molto fiero delle mie scelte e ld porto avanti con orgoglio. Il motivo è diverso. Semplicemente trovo che il modello della chat fra amici sa tanto di chiacchiere da bar e svaluta assai la qualità del blog. È opportuno che ciascuno parli solo dei contenuti, cercando di rimanere coerente il più possibile con il tema del giorno, mentre sarebbe bene tralasciare completamente cose come domande o riflessioni sulle caratteristiche personali di tizio o di caio. Questi, appunto, sono pettegolezzi da bar, chiacchiere di scarso spessore.

  34. Mai stato iscritto a nessun partito in vita mia e mai capito molto di politica, però ricordo che nel 1976, e per qualche anno dopo, a quelli del MSI gli tiravamo le pietre.
     

  35. Carlo, tu sei nato nel 1961; i tuoi quindici anni corrispondono perciò al 1976. Il partito di destra a cui ti iscrivesti fu quindi il Movimento Sociale Italiano.
     
    Io non considero la tessera di partito (compresi MSI e PCI, ma escluso il Partito Nazionalsocialista Tedesco) un elemento discriminante per valutare una persona, però qui nel GognaBlog forse potresti avere qualche biasimo.
    Apprezzo comunque che tu abbia negato di essere fascista o mussoliniano. Ma per me non era necessario specificarlo: lo avevo già capito, nonostante qualche tuo “vizietto” (Crovella über alles). 😉😉😉
     

  36. Crovella nei tuoi interventi la parola culturale è totalmente fuori luogo.
    E riesci a dire bestialità anche quando parli della tua storia: quando avevi 15 anni alla nascita di Fratelli di Taglia mancavano ancora almeno 36 anni.
    Quello a cui puoi esserti iscritto allora, invece era un partito decisamente e convintamente neofascista, tanto da essere fortunatamente escluso dall’arco costituzionale.

  37. Detesto il trasformare i commenti in dialoghi one-to-ibe perché è regime da chiacchiera da bar e non da commenti culturali. Però ti segnalo che sei molto distratto, come peraltro hai dimostrato strutturalmente in tutti i tuoi interventi da che sei apparso sul Blog. Dovresti informarti meglio, prima di fare domande cui nel blog stesso c’è già la risposta. Non ho nulla da nascondere e sono iscritto al partito di destra (quello che oggi si chiama Fratelli d’Italia) da quando avevo 15 anni. L’ho raccontato anche qualche giorno fa quando ho specificato che fu proprio il clima degli anni di piombo a farmi prendere quella decisione, che pure era nell’aria, proveniendo io da una tradizione consolidata di destra. Destra democratica, nulla di eversivo né di dittatoriale, infatti io mi definisco “di destra” e non fasciata né tanto meno mussoliniano, perché quelle furono esasperazioni sbagliate né più né meno come lo su il regime stalinista rispetto agli ideali comunisti. 
     
    Ho risposto per “trasparenza”: prendi atto e mollala lì. Non iniziare con la tua solita solfa che ti porta ad essere un gran scocciatore (ricordati la questione del tachiss…)

  38. Bravo Crovella. Dimentichi solo una cosa: vuoi formare “professionisti” nel loro Paese ma NON riconosci le lauree di chi arriva dai Paesi dell’Est. Peccato, perché avremmo ottimi tecnici, ottimi ingegneri, ecc. ecc. Lo stampo europeo dei russi è molto culturale, solo perché sono culturalmente più avanti di noi e studiano di più e meglio. Ma credo proprio che un popolo che ha addosso 13,500 sanzioni non ne voglia sapere di Europa… (E visto che ti piacciono i sondaggi, il tallone di ferro Putin ha una percentuale di approvazione decine e decine di punti percentuali più alte dei governanti occidentali…). Curiosità: Forza Italia, Fratelli d’Italia o Lega?

  39. 19, Crovella. Punto n. 6. Almeno non dire scemenze: i soldi ci sono eccome, certo se diamo decine di miliardi di euro all’Ucraina (il Paese più corrotto del mondo) poi finiscono per gli europei. 

  40. Oltre al fatto che, concordo, nel complesso gli italiani hanno a cuore la sicurezza in primis ( tanto e’ che vorrei vedere chi di coloro che affermano l’accoglienza senza condizioni si metterebbe in casa dalla sera alla mattina due extra comunitari senza sapere nulla di chi siano ecc), diffiderei dalle tesi per cui gli emigranti ci servono per risolvere il problema demografico italiano e per pagare le pensioni. Un ingegnere neolaureato guadagna, perlomeno al nord, circa 30/35 k euro. Che vuol dire che allo stato versa tra i 12 e i 15 k euro di contributi. Avete presente quanti lavoratori impiegati nella raccolta della frutta, per fare un esempio, ci vogliono per realizzare lo stesso versamento all’INPS? Dando per scontato ovviamente che chi li assume li metta in regola. Che poi pensare che abbiamo bisogno dei migranti per svolgere lavori che gli italiani non fanno più mi sembra il modo più razzista di concepire la questione.
    Le pensioni ormai dal 1996 ce le paghiamo ognuno con i contributi che versiamo. Forse questo non è’ chiaro a tutti. E se il tema pensioni e’ critico per gli anni a venire, per aumento dell’età’ media e bassa natalità’, lo si risolverà’ comunque autofinanziandosi la propria pensione. Non c è altra strada. Non saranno milioni di migranti impiegati in lavori di basso livello e bassa paga a sostenere questa dinamica, ammesso che arrivino e restino in Italia e che vengano assunti correttamente. O comunque il loro contributo non sarebbe risolutivo.
    In generale, in tutta questa storia si vuol confondere l’urgenza con la soluzione del problema. L’urgenza ti porta a salvare chi sta annegando da un barcone e questo è’ sacrosanto. La soluzione deve portare a garantire il diritto a queste persone di restare nella loro terra, con condizioni migliori. Per questo gli accordi con i paesi africani sono l’unica strada possibile. Difficilissima ma l’unica. Ci vorranno decenni ma è’ necessario perseverare.
     

  41. Chi è assente ha SEMPRE TORTO.  Vale dall’assemblea di condominio gino alle elezioni planetarie.
    Se non partecipi alla assemblea del tuo condominio, non puoi lamentarti se l’assemblea (dove tu eri assente) ha deliberato di dipingere le scale di verde pisello mentre a te (e agli altri assenti) sarebbero piaciute di un altro colore. Se non capisci questo punto devi farti fare un tagliando alle sinapsi endocraniche.
     
    Torniamo alle elezioni politiche 2022. Non siete stati capaci a portare al voto i vostri sostenitori: COLPA VOSTRA. A maggior ragione su questo specifico tema 8,igrazione/integrazione/sicurezza). Infatti si percepiva già, prima delle elezioni 2022, che avrebbe vinto la destra a mani basse. Il tema immigrazione era uno dei 5 (cinque, non cinquanta) punti salienti tanto nel programma elettorale do ciascuno dei partiti, quanto del programma elettorale “comune” di coalizione. Per cui si sapeva che, con quell’esito elettorale, si sarebbe installato un governo che privilegia la “sicurezza” alla “solidarietà”.
     
    Se i sostenitori dell’opinione opposta, la vostra (cioè privilegiare solidarietà anche a scapito della sicurezza die cittadini), avessero davvero voluto fare MURO contro la vittoria della destra, avevano solo da andare a votare. Come mai non siete riusciti a portarli a votare? Vuol dire che non siete convincenti. in democrazia vince la proposta più votata, che non necessariamente è anche la più mobile e la più etica.
     
    Tutto ciò per dimostrare che l’idea di cui vi fate belle (ponti/solidarietà/volemose bene…) NON è così diffusa come siete convinti. Forse lo era ancora 5 anni fa, diciamo meglio 10 anni fa. Ora è cambiato tutto, ecco perché siete obsoleti: non percepite il cambiemento del sentiment nell’opinione pubblica italiana di sicuro e io sostengo anche europea. Certo, in Italia, ci sono alcuni “scalmanati” che sbraitano come fenomeni da baraccone(dalla Boldrini a Fratoianni) e alcuni magistrati che agiscono contro il Governo (vedi giudice Apostolico), ma, numericamente parlando, costituiscono ormai una piccolissima minoranza. Si fanno sentire (per il baccano mediatico che fanno) e per questo sembra che questi quattro gatti spelacchiati siano i rappresentanti di un idea ampiamente condivisa. Ma, sul tema specifico, neppure gli elettori storici di sinistra hanno così voglia di essere “invasi” da torme incontrollabili di individui senza arte né parte. Per ora gli intellettuali di sinistra (nonché gli elettori anche se non “intellettuali”) si camuffano dietro prese di posizioni ambigue e ipocrite, quali “Io parlo come cittadino, lascio ai politici le decisioni, ma denuncio lo stato di degrado e di pericolo...”, intanto però non vanno a votare e quindi e come se votassero NO al varo di una politica di “solidarietà”. Più tardi prenderete atto che il vento è cambiato e più forte sarà la sberla che avvertirete in viso.
     
    “Ne abbiamo tutti le scatole piene”: questo è il sentiment che domina a livello europeo, basta analizzare i sondaggi. Sgombero il campo da possibili punti di polemica: cioè l’efficacia del Governo Meloni. In un anno di governo, l’azione di contenimento dei nuovi sbarchi ha molte imperfezioni, è vero, ma proprio per il retaggio del passato. Soprattutto a livello europeo: l’attuale Parlamento (ora per fortuna in scadenza), eletto nel 2019, ha una maggioranza di centro-sinistra e, a suo tempo, ha approvato un Commissione europea di centro-sinistra. Ecco perché l’Europa si è finora defilata e addirittura in passato ha messo i bastoni fra le ruote. Ma la von der Leyen ha già annusato da tempo il cambiamento in atto e negli ultimi mesi ha concretizzato una disponibilità (vedi accordo con la Tunisia) che, al di là dell’immediataefficacia o meno, è sintomo del cambiamento. Cercano di correre ai ripari per dare l’impressione (in proiezione elettorale giugno 2024) che anche il centro-sinistra europeo fa qualcosa per arginare i flussi in un’ottica di sicurezza. A mio avviso si sono mossi tardi e non credo che saranno tanti gli elettori europei che ci cascheranno, ma quello che mi preme qui è dimostrare che anche i vertici politi europei, che sono di centro-sinistra, hanno percepito che ciò che preme ai cittadini continentali è la “sicurezza”, non la “solidarietà”. Chi, come alcuni di voi, crede ancora al vecchio regime è ideologicamente vecchio come la mussa sui muri di una casa abbandonata.
     
    Il vero cambiamento avverrà, se avverrà, solo con un effettivo cambio della guardia a livello europeo, cioè con elezioni di giugno che sanciranno una maggioranza di centro-destra nel nuovo parlamento europeo, il quale a sua volta avvallerà una nuova Commissione, che sarà di centro-destra e quindi seguirà una politica opposta rispetto a quella tradizionale europea. Il tale scenario si spera che l’Europa abbia un approccio opposto al problema qui sotto analisi e vari finalmente la Fase Tre dell’Operazione Sophia (che di fatto è un blocco navale coinvolgente le Marine degli Stati europei, non solo quella italiana). Non basterà, ovviamente, ma occorre aver chiaro che se si vara la fase Tre dell’Operazione Sophia, essa non sarà un tassello isolato, ma si inserirà in un quadro generale di controllo dei nuovi “entranti”, dalla ogni itinerario (dalla rotta balcanica allo Stretto di Gibilterra). Parola d’ordine: SICUREZZA DEI CITTADINI.  Questo è il sentiment che domina, oggi, nell’opinione pubblica europea, dalla Franca, al Belgio, alla Germania per arrivare anche alla nostra Italia. Se non ci credete, riaggiorniamoci dopo l’esisto elettorale di giugno, Certo, da qui a giugno di acqua sotto i ponti ne passerà tantissima e le cose potrebbero anche cambiare. Ma onestamente, anche guardando il quadro mondiale critico e preoccupante, io propendo più per la prevalenza di posizioni che tendano a chiudere l’Europa piuttosto che aprirla.
     
    Se non basta per convincerti che la tua opinione è ormai 2fuori mercato”, non resta che attendere giugno e la risposta te la darà l’esite elettorale. Stame bin
     
     
    tame bin…

  42. 51 milioni gli italiani aventi diritto al voto. Il 60% ha votato. Il 40% ha votato la coalizione di destra. Fatti i conti sono 13milioni di italiani che vogliono sicurezza….38 milioni non ne sentono l’esigenza 

  43. Mi domando dove viviate voi. Ma non vi informate, non leggete, non verificate sondaggi ecc? L’opinione pubblica è da un’altra parte rispetto a voi.
     
     
    Tesi simile alle vostre le ho sentite da uno in TV circa 20-25 gg fa. Non l’avevo mai visto prima e sono andato a informarmi su google. È saltato fuori che costui si era presentato alle elezioni politiche italiane del settembre 2022, proprio a Torino, con una lista che ha raccolto l’1,8%. Meno del 2%! Difatti, oggi, quella lista non esiste neppure più. Al contrario le posizioni come le mie rientrano nei programmi elettorali di partiti che hanno conquistato la maggioranza. E la ptefetenza numerica degli elettori che determina cosa si farà.
     
     
    In tutta Europa si sta andando verso un clima politico dove “sicurezza” è l’esigenza più diffusa. Sicurezza e non solidarietà. Fra poche settimane usciranno i programmi elettorali dei vari partiti, non solo italiani, e potrete constatare che il concetto di sicurezza sarà l’architrave di tali programmi. Perché questa è l’esigenza più diffusa.
     
    I cervelli scappano dall’Italia per i pochi soldi, l’incertezza, la precarietà e il brutto quadro di vita. Se riusciamo a migliorare la vita quotidiana, risolvendo il problema del degrado e dell’insicurezza, e recuperiamo un po’ di soldi eliminando gli sprechi (molti dei quali connessi al tema dell’attuale immigrazione selvaggia), la gente torna eccome in Italia.

  44. Insomma, mi par di capire che Lei desideri muratori dell’est che innalzino un bel muro sui sacri confini….a frotte arriveranno i cervelli fuggiti….a frotte 

  45. Solo per amor di precisione: non ho mai detto che “gli islamici ci portano via il lavoro“. Se la mia posizione politica fosse basata su questo timore, allora in automatico sorgerebbe anche verso gli albanesi (e i russi e i serbi…).  Non è così, ma rileggi gli interventi, perché mi sa che non hai capito proprio niente.
     
    A proposito di lavoro in Italia, sul Corriere di oggi c’è un articolo in cui un papà italiano dice che sua figlia ingegnere, che lavora negli USA, se mai dovesse tornare in Italia vedrebbe decurtato il suo reddito del 60%. Il problema dell’Italia è far tornare i cervelli che sono scappati e che continuano a scappare e NON imbarcare “disperati” che ci stanno solo sul gobbone  e creano infinite situazioni di pericolo, dalla micro alla macro criminalità.
     
    Non è più tempo di costruire ponti, ma di erigere muri. Chi crede negli ideali buonisti (aggiungi un posto a tavola, vogliamoci tutti bene, compenetriamoci a vicenda, il bosco…) vive  già oggi in un tempo che “fu”. Si vece che non legge i sondaggi: l’Europa, intesa come opinione pubblica, è da qualche tempo che NON vuole più i flussi ingovernabili di migranti. La politica continentale si adeguerà: è solo questione di tempo. Confido che possano pensarci gli stessi meccanismi democratici europei (cioè le elezioni del prossimo giugno) a chiarire la situazione.
     
    Nel frattempo, avercene di albanesi (e di ucraini e di serbi e di russi…). Loro sì che sono manna dal cielo. Per cui: chapeau a questa Sindaca. Che lavori bene e soprattutto nell’interesse dei suoi cittadini.

  46. Fomentare paure….dagli agli islamici….ci portano via il lavoro…..questo mi pare obsoleto più che il trarre ispirazione dalla natura. Profughi, migranti, clandestini….categorie per perseguitare. L’uomo, come i continenti, si è sempre spostato. Ora la geologia sta’spingendo l’Italia contro la ex jugoslavia…non avremo più bisogno di chiudere i porti ma dovremo blindarci in casa armati contro gli invasori. Ottima politica, complimenti

  47. Chi si riempie la bocca di nobili sentimenti, come “salvare quelli che scappano dalle guerre ecc ecc ecc”, è lui che vive nel mondo delle fiabe. Innanzi tutto perché la gran parte di chi sbarca NON ha i requisiti del profugo. Sono migranti, non profughi e bisogna avere ben chiara la differenza, sotto ogni profilo, giuridico in primis.
     
    Per i profughi (o meglio i sedicenti tali) va sottolineato che la norma nella ns Costituzione sui profughi è stata scritta dai nostri padri costituenti in un contesto mondiale (1947) in cui la massimo si presentava qualche decina di profughi alle frontiere e magari non tutti gli anni. In genere quelli erano profughi dal grande mondo sovietico, tipo Ungheria 1956 o Cecoslovacchia 1968. Invece oggi, anche nello specifico sottosettore dei profughi,  siamo di fronte a numeri indefinitamente superiori, tali che non sono compatibili con la nostra capacità fisica, organizzativa e finanziarie di assorbimento, anche dei “veri” profughi accertati, Occorre quindi che, prima o poi, arriveremo a cambiare la norma costituzionale.
     
    Quale soluzione generale per i soli profughi (quindi NON per il più ampio insieme dei migranti, cioè dei non profughi)? Se l’ONU non fosse l’aria fritta che è (e che è sempre stato), sullo specifico problema dei profughi che scappano da situazioni drammatiche (guerre ecc) creando un canale legale e parallelo a quello dell’immigrazione legale, come illustrato in precedenza per i migranti in generale. Anche questo canale ufficiale (quello dell’ONU per i profughi) sarà cmq limitato dalle scarse esigenze di assorbimento dell’Europa verso nuovi flussi di immigrazione.
     
    La consapevolezza che l’ideale citato di “felice convivenza” sia una chimera sta prendendo piede velocemente nell’opinione pubblica europea. Non è più tempo di costruire ponti, ma di stare attenti e con le orecchie ben dritte. L’immagine del bosco è cosa ormai obsoleta, sia in termini politici che ideologici: l’Europa esprime esigenza di sicurezza più che di solidarietà. Sarà curioso assistere allo sviluppo della campagna elettorale per le elezioni europee e soprattutto al risultato dei tali consultazioni. Non sarei sorpreso se si perfezionassimo profondi cambiamenti rispetto agli ultimi decenni.
     
    Ecco perché, se proprio dobbiamo ragionare in termini di nuova manodopera a casa nostra, dobbiamo rivolgerci a paesi est europei (tra cui l’Albania, tanto per restare legati al post del giorno), al limite comprendendo anche la stessa Russia che, sotto il tallone putiniano, al momento è antagonista dell’Europa (vedi questione ucraina), ma la sua popolazione ha una sostanziale base ideologica di stampo europeo.
     
    Invece gli islamici resteranno sempre islamici, anche quelli moderati e di carattere mite: non si ptterrà mai una loro europeizzazione, bensì una islamizzazione dell’Europa. Se fra flussi che arriveranno e loro figli e nnipoti, gli islamici dovessero, in 100 e più anni, diventare numericamente maggioranza sul suolo europeo, significa che dobbiamo mettere in conto che le nostre nipoti e nipoti delle nipoti andranno in giro velate, senza diritti e con l’obbligo di accettare i matrimoni combinati dai genitori. Non capisco come non si veda questo pericolo e non se ne abbia paura. Occorre evitarlo ex ante: quando ce ne renderemo conto, sarà troppo tardi, saremo tutti islamizzati.

  48. “a) corsi di formazione professionali (per idraulici, per falegnami, per softweristi… )  b) corsi di lingue europee (corso di italiano …); c) corsi di educazione civica europea: si insegnano i principi europei dello stato di diritto (Costituzione, Leggi, ecc, ma anche convenzioni e nostro modus operandi)”
    Dovessimo basare la cittadinanza su esami relativi a questi punti, credo che allora si avremmo bisogno di importare milioni di persone, visto che almeno la metà degli attuali italiani la perderebbe!
     
    Comunque voglio vederti a trovare “convenzioni e modus operandi” europei comuni…

  49. Stefano says:
    3 Novembre 2023 alle 13:27
    Carlo vendono delle ottime goccine, sai? 

    Si, grazie  peccato non ci siano pillole per l’educazione….potremo fare scambio

  50. Integrare significa abbracciare una cultura che non è la tua, significa perdere qualcosa. Dovremo imparare  da un bosco dove la chiave è CONVIVENZA, ognuno porta del suo e questo arricchisce, chiamiamola biodiversità umana che va di moda. Ma il sapiens quando è uscito dall’africa ha convissuto con il Neandertal per migliaia di anni, diventando specie unica perché meglio adattabile all’ambiente. Se i Neandertal avessero fatto come vuole la bissi-fini e gli altri fascistoidi ….noi sapiens forse non saremo qui.

  51. L’Europa deve varare piani da realizzare a casa loro (Nigeria, Ciad, Ceylon, e chi più ne ha più ne metta…) comprensivi di una triade fondamentale di interventi: a) corsi di formazione professionali (per idraulici, per falegnami, per softweristi… ) in modo tale da “importare” personale formato e non disperati; b) corsi di lingue europee (corso di italiano per chi vuol venire in Italia, di tedesco per chi vuol andare in Germania, ecc); c) corsi di educazione civica europea: si insegnano i principi europei dello stato di diritto (Costituzione, Leggi, ecc, ma anche convenzioni e nostro modus operandi), in modo tale da far arrivare individui con una “base” già acquisita di europeizzazione.
    Ma in quale mondo vivi, nel mondo della fiabe? Ma secondo te quelli che scappano da guerre, senza più un luogo dove abitare, quelli che scappano dalla povertà, quelli che scappano dalla sete e dalla fame hanno tempo di studiare da falegname e imparare l’italiano? Hai una pallida idea di quanti sfollati ci sono a causa delle guerre? Ma informati un pò sulla realtà prima di scrivere scemenze come questa. 

  52. 1) Il punto che l’Europa ha bisogno di forze fresche è infondato perché il lavoro umano si ridurrà sempre di più in futuro per fenomeni tecnologici quali la robotizzazione ecc. inoltre “importare” nuovi schiavi affamati di lavoro serve solo per ridurre i salari e anche i diritti e questo va a detrimensto dei lavoratori europei.
     
    2) Considerate un problema quello di pagare le pensioni ai cittadini italiani già in pensione o di prossimo pensionamento? Sì, è proprio così: è un gravissimo problema e la sostanziale conferma della Riforma Fornero anche con Salvini Vice Premier dimostra che non ci sono alternative, perché (come si sente dire in questi giorni) “la coperta è corta”. Quale soluzione si prenderà quando i conti INPS non reggeranno più i flussi in uscita? Non sappiamo, oggi: ma certo saranno soluzioni dolorose per i pensionati, sia già tali che prospettici. L’unica cosa certa oggi è che non saranno le torme di disperati, senza arte né parte, che arrivano, in modo IRREGOLARE e ILLEGALE, dal Terzo Mondo (anche vicino, come l’Africa) che consentiranno di mettere una toppa sul quel fronte. LA SOLUZIONE NON E’ QUELLA.
     
    3) L’immigrazione utile per i Paesi europei è esclusivamente l’immigrazione REGOLARE, cioè controllata in termini sia QUANTITATIVI che QUALITATIVI. L’Europa deve varare piani da realizzare a casa loro (Nigeria, Ciad, Ceylon, e chi più ne ha più ne metta…) comprensivi di una triade fondamentale di interventi: a) corsi di formazione professionali (per idraulici, per falegnami, per softweristi… ) in modo tale da “importare” personale formato e non disperati; b) corsi di lingue europee (corso di italiano per chi vuol venire in Italia, di tedesco per chi vuol andare in Germania, ecc); c) corsi di educazione civica europea: si insegnano i principi europei dello stato di diritto (Costituzione, Leggi, ecc, ma anche convenzioni e nostro modus operandi), in modo tale da far arrivare individui con una “base” già acquisita di europeizzazione.
     
    4) Solo a questo punto, terminati con profitto i tre suddetti corsi, gli interessati si iscrivono in apposite liste presso gli hotspot europei a casa loro e, a tempo debito, verranno trasportati in Europa (puntando allo Stato di destinazione assegnato o scelto da ciascuno in conformità con i piani stabiliti), a spese degli stati europei e con tutti i confrot del caso (aerei diretti dai Paesi di origine ai Paesi europei). Verrà ridotta in misura molto significativa, teoricamente prossimi all’estinzione, l’immigrazione clandestina e illegale, con tutti i rischi a carico di chi ci si avventura (traversata del deserto, lager libici, naufragi in mare). Con i canali ufficiali ben oliati, chi si butterà ancora in questa avventura in cui rischia di morire??? In ogni caso, anche se qualcuno lo farà ancora, saranno pochi e facilmente gestibili dalle autorità di frontiera europee (Terza fare della Missione Sophia)
     
    5) in questo modo, in Europa non arrivano le attuali torme di disperati, che non sanno fare nulla (cioè non hanno specializzazioni professionali già acquisite) e che quindi vanno a vivere in modo disordinato  oltre i confini della legalità, creando disagi e problemi di sicurezza (vedi, a puro titolo di esempio, Stazione Centrale di Milano e Stazione Termini di Roma). La totale impreparazione al paradigma di vita europeo  di questi “disperati” (non conoscono nulla: né le lingue, né i nostri valori, né le nostre abitudini anche di vita spicciola) li renderà sempre degli emarginati, è inevitabile. In più loro si aspettano di continuare a vivere secondo i loro precedenti standard (per lo più innestati sull’islam), per cui non si integreranno mai. Riprenderò questo punto nell’ultimo per riallacciarmi alla Sindaca del caso di specie. Prima dico un’altra cosa (6), di più generale conclusione dei punti trattati finora.
     
    6) Perché l’Europa non solo non attua ma non imposta neppure il modello descritto? Perché costa molto, sia in termini di risorse finanziarie in senso stretto che di risorse organizzative, e l’Europa non ha soldi a disposizione. Dovrebbe farli tirare fuori ai cittadini e nessuno  tassare maggiormente i suoi cittadine e/o distogliere le poche risorse che ci sono da altre finalità cui i cittadini europei sono sensibili. Siccome i cittadini sono elettori… le li scontenti, rischi che non ti votino più. Guardate che questo problema non è solo italiano, anzi riguarda Germania e Francia, che sono i principali finanziatori del bilancio europeo. Nessun governante europei, meno che mai tedesco o francese, ha il coraggio di togliere soldi a qualche finalità interna (es per capirci: sanità, istruzione, trasporti…) per pagare un progetto i cui effetti positivi si vedranno quando quello specifico politico NON sarà più in carica. Per cui tutti  i politici scaricano il barile. O lo scaricano sul futuro (si vedrà…) o lo scaricano sui paesi di diretto approdo delle torme di disperati (principalmente Italia). Che gliene frega alla Francia o alla Germania di tassare i propri cittadini, quando possono semplicemente chiudere le loro frontiere all’entrata dei disperati dall’Italia nel loro territori sovrani? Difatti sta avvenendo così.
     
    7 ) Veniamo infine al punto che ha attinenza diretta con la sindaca, ma si tratta di un punto che, indirettamente e per differenza, si collega al quadro generale sopra descritto. Certo che gli albanesi si sono integrati bene in Italia, (ovviamente al netto di teste calde che statisticamente sono presenti in ogni popolazione).E ci mancherebbe pure. Gli albanesi, come i polacchi, i rumeni, i ceki, (insomma gli europei dell’est) sono EUROPEI, cioè condividono per default il nostro paradigma, la nostra scala di valori. In decenni molto lontani avevano una tara educazionale, di cui però non erano responsabili a titolo individuale, tara connessa al tallone di ferro delle varie dittature di stampo sovietico. Ma ormai è un passato molto lontano e tale tara non esiste più. Un albanese in Italia (ma anche un polacco, un bulgaro, un serbo..) ha solo spostato la sua residenza (cosa che cmq, per i paese non ancora EU, ha una sua necessità di controllo burocratico) mentre non si è scontrato con un paradigma diverso da quello originario, come invece è il problema degli arabi e dei musulmani in generale. La scala di valori degli albanesi (per estensione degli est europei) è molto simile per non dire uguale alla nostra e sarei molto sorpreso se non si inserissero armonicamente da noi: tra l’altro sono molto molto rari i reati ascrivibili a europei e albanesi  nello specifico.
     
    8) Discorso completamente diverso per le torme di quelli che ho chiamato i disperati, in maggioranza africani o medio orientali e normalmente di matrice islamica: loro, in origine, hanno una scala di valori contrastante con la nostra. Ma il problema non è neppure questo, bensì il fatto che essi “pretendono” di installarsi a casa nostra, mantenendo inalterato il loro stile di vita originario. Cioè rifiutano di EUROPEIZZARSI: non ci sarà mai una vera integrazione e soprattutto un’integrazione armonica se tuoi vai ad abitare a casa di un altro e imponi i tuoi costumi e i tuoi valori. Invece per gli est europei e per gli albanesi in particolare il problema non sussiste minimamente: sono GIA’ europeizzati all’origine. Ecco perché il loro inserimento è facile e complessivamente armonico: se proprio abbiamo bisogno di manodopera aggiuntiva (tesi che io contesto nel merito), privilegiamo gli est europei, non gli extra europei.

  53. Peccato che in Italia (paese in mezzo al mare e quindi per forza di cose di transito) viga una legge che limita fortemente l’immigrazione così necessaria al nostro Paese sopra popolato di vecchi inabili al lavoro (su cui è fondata la nostra costituzione). Chiuso a chi scappa da guerre che noi alimentiamo (siamo i più grandi produttori di mine antiuomo). Chiuso a chi scappa da carestie e fame causati dal nostro tenore di vita. Non è affatto vero che la delinquenza è “non italiana” stupratori e assassini di donne sono italiani. La mafia la camorra sono italiane. Abbiamo bisogno come l’aria di giovani immigrati, lo siamo stati anche noi ed l’ospitalità e accoglienza è nel nostro animo, ma che una politica becera, fascista e ignorante vuole eradicare

  54. “L’articolo è stato pubblicato per il motivo gioioso, curioso e pressoché incredibile che una persona figlia di un ex-clandestino possa ritrovarsi a fare il sindaco in terra prevalentemente leghista e conservatrice, in un paese tra le montagne. “
    Francamente, io credo che chi scrive “Sindi è un’albanese che parla italiano” (oltre a commettere un errore formale, perché al massimo è un’italiana che parla albanese) sia implicitamente ben poco gioioso…

  55. E allora, Alessandro, la morale è la seguente: gli italiani accolgono gli stranieri perbene, onesti e laboriosi, desiderosi di integrarsi. Beninteso, nei limiti delle nostre possibilità e dello spazio disponibile nel nostro sovrappopolato Paese.
     
    Gli italiani non accettano l’invasione di clandestini che non vogliono integrarsi, si rifiutano di imparare la nostra lingua, predicano la violenza, spacciano droga, stuprano, si prostituiscono, sfruttano le loro connazionali per la prostituzione, uccidono e squartano ragazze.
    Ne abbiamo già abbastanza dei delinquenti nostrani.
     
    P.S. Eh, non ci sono piú i leghisti conservatori di una volta! Esistono però gli italiani, dal nord al sud, che si sono stancati dell’invasione, del degrado, della criminalità. 
    Perciò possono votare Sindi. Perciò tirano un sospiro di sollievo quando l’imam di Carmagnola viene espulso. 
     

  56. perché state discutendo se Sindi è cittadina italiana e basta, cittadina italiana di origine albanese oppure cittadina italiana albanese. Ma che v’importa?

    Perchè ognuno le cose se le rigira come più gli conviene, per cercare di affermare la propria ideologia.

  57. Scusate, normalmente m’inserisco poco nel filo dei commenti, perché ritengo che il testo debba provocare l’outing delle opinioni, anche più disparate. Lasciando perdere le opinioni personali del conduttore. Ma qui proprio non vi seguo, perché state discutendo se Sindi è cittadina italiana e basta, cittadina italiana di origine albanese oppure cittadina italiana albanese. Ma che v’importa? L’articolo è stato pubblicato per il motivo gioioso, curioso e pressoché incredibile che una persona figlia di un ex-clandestino possa ritrovarsi a fare il sindaco in terra prevalentemente leghista e conservatrice, in un paese tra le montagne. Questo dovrebbe essere il focus, almeno secondo me.

  58. “Questa donna è albanese, in più ha dei documenti che attestano che ha vissuto in Italia, il che non ne fa un’italiana.
    È solo ed esclusivamente una questione di forma, ma non cambia nulla della sua fisiologia, indennità culturale, tradizioni.”
    Ennò Grazia, non diciamo bestialità: è italiana. Punto.
    Identità culturale e tradizioni non fanno un italiano, come non lo fa la lingua.
    Altrimenti non si capisce come possa essere italiano un siculo o un bergamasco…(esempi a caso, estendibili a chi vogliate voi, ovviamente!)

  59. Probabilmente off topic
     
    Provo a commentare, dopo avere letto gli ultimi interventi. Vivendo un confine da vicino. Presumo che alcuni commenti siano stracapiti o interpretati forse diversamente da come li avevo letti, magari mi sbaglio. Potrei anche fare ulteriore confusione, mi auguro di no.
    Mi pare che vivere in uno stato, magari dove sei nato sia diverso dal senso di appartenenza allo stesso e una terza variante a mio avviso è la lingua parlata.
    Provo a spiegarlo con un esempio. Sono nato in Italia, dove da sempre risiedo e possiedo dalla nascita anche la cittadinanza italiana. La seconda credo di averla richiesta in seguito, per vari motivi, tra cui il mantenere memoria dei miei avi, comunque ancora bambino. Parlo anche la lingua italiana. Per la precisione penso prevalentemente in lingua italiana. Posso votare in due stati ma francamente, al di là della residenza non mi sento di dire di appartenere a uno o all’altro. Orgogliosamente europeo mi sentirei di dire, senza scavare troppo nel significato della parola, considerandolo più un “luogo astratto”.
    I confini, spesso si sono basati su creste, fiumi, mari e mi pare siano serviti spesso per fare interessi e cose a vantaggio di pochi e svantaggio di molti. 
    La capacità di soffiare su animi ed orgoglio delle genti convincendole di appartenere a uno o all’altro è stata alla base di molteo di quanto leggiamo nei libri di storia. Mi auguro non valga anche per la nostra Europa.
    Sono argomenti dei quali sentire parlare mi fa sempre impressione, dove una parola o una frase possono essere diversamente interpretati e assumere un significato diverso da quello che io stesso avrei attribuito.
     
     
     

  60. POST SCRIPTUM
    Al momento ritengo che abbia un solo difetto: ha votato per Elly Schlein, una tipa che, se andasse al governo, inabisserebbe l’Italia.
     

  61. Marco e Grazia, per rispetto della verità e per amor di precisione, in questi casi io, nella mia mente, la inquadro per ciò che in realtà è: albanese, di cittadinanza italiana, di lingua italiana e, piú importante di tutto, perfettamente integrata, cioè una di noi. Inoltre è ben istruita e – mi pare – gentile ed educata. Infine è una ragazza carina, il che non guasta mai…
    Ce ne fossero di piú come lei! E ci fossero meno delinquenti  clandestini! Ne abbiamo già abbastanza dei nostri.
     

  62. Grazia, scusa, ma poi che c’entra la fisiologia?
    La fisiologia è lo studio delle funzioni di un organismo vivente e delle parti che lo compongono, processi fisici e chimici compresi. Il termine fisiologia letteralmente significa “studio della natura”.
    O volevi dire l’aspetto fisico? Un po’ razzista, classificare le etnie, no? A parte il fatto che la sua bella faccia potrebbe essere di una qualsiasi ragazza del nostro Sud…. Comunque di fatto è cittadina italiana: a tal punto da decidere di fare il sindaco. Più italiana e integrata di così!

  63. 30 anni, da 22 in Italia. Quindi è arrivata quando ne aveva 8, frequentando scuole italiane. Dal 2015 cittadina italiana, quindi E’ ITALIANA. Tu hai mai sentito dire di Claudio Gentile, ex grande giocatore di Juventus e Nazionale, che era libico? E poi: vogliamo l’integrazione, ma quando gli stranieri si integrano, li etichettiamo comunque?

  64. Marco, cosa intendi “di origine albanese”?
    Questa donna è albanese, in più ha dei documenti che attestano che ha vissuto in Italia, il che non ne fa un’italiana.
    È solo ed esclusivamente una questione di forma, ma non cambia nulla della sua fisiologia, indennità culturale, tradizioni.

  65. Però non è albanese: dal 2015 è cittadina italiana. Quindi è solo di origine albanese. Anche perché è un requisito della legge essere cittadini italiani per essere eletti. 

  66. Il valore di una persona prescinde da sesso, nazionalità, estrazione sociale, ecc…

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