Una sanguisuga chiamata Alto Adige 

La Provincia di Bolzano da oltre mezzo secolo gode dell’autonomia più accentuata fra le cinque regioni speciali e ne ha sempre approfittato (restituisce a Roma solo il 10% delle tasse incassate e penalizza la popolazione di lingua italiana). Dalla toponomastica al bilancio, è lunga la lista di conflitti arrivati davanti alla Corte Costituzionale.

Una sanguisuga chiamata Alto Adige 
(estratto dall’articolo di Federico Guiglia pubblicato su ilmessaggero.it)
a cura della Redazione di dagospia.com
(pubblicato su dagospia.com il 26 aprile 2023)

In Italia l’autonomia differenziata c’è da cinquant’anni. Non occorre, perciò, indovinare che cosa potrà accadere, se e quando il potere di legiferare su un lungo elenco di importanti materie sarà esercitato nelle Regioni più ricche e popolate d’Italia: basta guardare che cosa sia già successo nei rapporti fra lo Stato e l'”autonoma” Provincia di Bolzano, che da oltre mezzo secolo gode della più speciale, cioè differenziatissima, autonomia fra le cinque Regioni speciali (Friuli, Val d’Aosta, Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige).

[…] Ma nella pratica succede che la Provincia di Bolzano sia il più affezionato cliente della Corte Costituzionale, tanti e tali sono i conflitti che sono sorti in mezzo secolo di litigi fra il Consiglio provinciale altoatesino e il Consiglio dei ministri nazionale.

Rivendicando il primo d’aver esercitato le sue autonome prerogative, e rispondendo il secondo che in realtà le ha oltrepassate, violando con ciò la Costituzione. Il braccio di ferro non risparmia alcuna materia: dall’annuale legge finanziaria, i cui rilievi del governo sono quasi d’abitudine, agli interventi nella sanità. Dall’edilizia e dall’urbanistica alle regole sulla sicurezza nel lavoro, al territorio e paesaggio.

“Via da Roma”

Perfino alla toponomastica perché, oltre alle controversie consuetudinarie e cavillose, ogni tanto la Provincia ama pure il blitz. Come quella volta che il governo Monti dovette impugnare di gran corsa un testo che cancellava gran parte della toponomastica italiana dalle costituzionalmente obbligatorie denominazioni bilingue italiano-tedesche. […]

Come fece l’allora ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a fronte di una legge che eliminava addirittura il nome “Alto Adige”. Nell’eterna contesa c’è di tutto e a tutto si ricorre pur di evitare il verdetto della Corte Costituzionale continuamente chiamata in causa: dal ritiro o modifica della legge impugnata, alle mediazioni fra Palazzo Chigi e Provincia, fino alle promesse politiche d’avere un occhio ministeriale di riguardo per un’autonomia oggettivamente debordante.

[…]

Sempre nella pratica, e non nel Paese di Alice, succede che l’Alto Adige contribuisca con meno del 10 per cento delle risorse prodotte nella regione alle necessità generali di tutto il Paese. Una sorta di partecipazione economica stile Lep oggi tanto di moda (sono i Livelli essenziali di prestazioni da garantire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale), del tutto irrisoria e quasi irrilevante.

Nella pratica avviene che a volte l’autonomia sia gestita bene e per tutti. Altre volte male e non proprio con la stessa attenzione per le tre comunità di lingua italiana, tedesca e ladina residenti nel territorio. Si veda il perdurante vigore della proporzionale etnica nel settore pubblico.

Una misura concepita come temporanea ed eccezionale, dati i suoi effetti di grave diseguaglianza. Invece, da oltre cinquant’anni penalizza la minoritaria comunità di lingua italiana oltre ogni ragionevole dubbio. Per trovare lavoro, fare carriera e vedere riconosciuti i propri diritti nel pubblico impiego, i criteri del merito e del bisogno fra cittadini alla pari (qualunque sia la loro lingua), contano molto meno o non contano affatto rispetto al requisito dell'”appartenenza etnica”.

Dunque, non nella Repubblica di Platone, ma in quella italiana dell’autonomia differenziata e sperimentata, possono esserci norme assurde che resistono al tempo, perché lo Stato, defenestrato e perciò disimpegnato, non ha più la vigile concentrazione per intervenire. Per evitare equivoci, nel testo-Calderoli il Parlamento dovrebbe introdurre i paletti di salvaguardia nazionale, che sono ben piantati persino nello statuto di ampia, blindata e cesellata fino all’ultima virgola autonomia a Bolzano.

Josef Noggler presidente del Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige dal 2021 al 2023

Dove la Provincia ha sì la potestà di emanare norme legislative, ma «entro i limiti indicati dall’articolo 4», ossia «in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico dello Stato e con il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali». Ma pure «delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica».

[…]

Provate a chiedere agli amministratori delle città di Bolzano, Merano o Laives, se lassù comandano loro oppure l’onnipotente Provincia. Senza una clausola di salvaguardia nazionale ben formulata e di un’autonomia nell’autonomia ben garantita anche per i Comuni, così da tutelarli dallo statalismo regionalista, il Parlamento rischia solo di accontentare la Lega di un tempo (Bossi e Miglio) più ancora di quella attuale di Salvini e Calderoli. Senza neppure aver imparato qualcosa dalla lezione altoatesina.

Il medico non parlava tedesco… Per capire i pazienti e curarli bene, i medici in Alto Adige devono conoscere il tedesco! Lottiamo per i tuoi diritti!

Il commento
di Carlo Crovella

Questo articolo è sintomatico di come il resto d’Italia “vede” l’Alto Adige. Ah, come dite? Si tratta della solita narrazione fuorviante messa in atto da Roma ladrona? Cioè dite che in realtà la situazione altoatesina non è così? Bene, ma allora è l’Alto Adige che compie un “errore di comunicazione”, come si dice oggi…

Se è come dite voi, a questo punto sono gli altoatesini che devono affrettarsi per dimostrare (con i fatti) al resto degli italiani che vivono e si comportano come qualsiasi altro italiano. Cioè senza particolari privilegi, di ogni natura e non solo sul piano finanziario.

Più tardi gli altoatesini si muoveranno in quella direzione e più cresceranno, nel resto d’Italia, i pregiudizi (e quindi il malcontento) nei loro confronti.

Una sanguisuga chiamata Alto Adige  ultima modifica: 2025-09-03T05:34:00+02:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

178 pensieri su “Una sanguisuga chiamata Alto Adige ”

  1. In Alto Adige Suedtirol, qualcuno ha detto qui più volte che si lavora sodo e che si fanno le cose per bene. È vero. Più in provincia di Bolzano che in quella di Trento. Quindi la richiesta d’ aumento dell’ autonomia nei confronti dell’Italia e dell’Europa pure, vede un lavoro preciso e puntuale che porterà sicuramente ai risultati sperati in baffo alla faziosità della politica nostrana dalla quale si terrebbe lontano chiunque ne abbia la possibilità. 
    Io che sono italiano ho imparato a catalogare ciò che è “italiano” ovvero poco affidabile, imbroglione e orientato all’assistenzialismo. Mi dispiace sia cosi in molte cose, anche se non in tutte, ma vivendoci ti rendi conto di certe differenze.
    Io sono e resto italiano e non mi spaccio, come fanno in molti, per quello che si sente local e discrimina i suoi simili, ma certe differenze ci sono eccome e sarebbe stupido non vederle e comportarsi di conseguenza. 
    Io mi sento austro-mediterraneo. Così sto bene un po’ dappertutto.
    Ma mi guardo intorno.

  2. Che l’Italia si sia comportata meglio rispetto alla tua (parzialissima) lista di cattivi, non significa affatto che si sia comportata bene o che non dovrebbe comportarsi meglio.
    Conteggiare a partire dalla tua lista che dimentica USA e pellirossa, Italia ed Eritrea, Belgio e Congo, Francia e Algeria, ecc,, ecc., per accusare velatamente i musulmani di essere il peggio è indice solo del tuo razzismo e delle tue fobie patologiche.
     
    Comunque tutto ciò è fuori tema si se si sta parlando di “una sanguisuga chiamata Alto Adige”
     
    Quanto ai due pistolotti di Crovella come sempre partono da un equivoco e giungono a conclusioni sbagliate.
    L’equivoco, o meglio la visione ideologica, è credere che la sovranità nazionale (o continentale) debba essere per forza antitetica alle autonomie locali.
    La conclusione sbagliata è che un’Europa unita non possa tollerare le differenze e le autonomie.
    Anche questo è indice significativo della mentalità di chi scrive, ma non mi ci addentro. 

  3. @ 94
    Matteo, la mia “scomposta intemerata” aveva lo scopo evidente di rilevare che il nostro Paese, rispetto agli altri in elenco e a tanti non menzionati, si è comportato meglio nei confronti delle minoranze etniche, linguistiche e religiose, almeno a partire dal 1945.
    Ammetterai pure tu che, di fronte a quel po’ po’ di Stati in elenco, ciò corrisponde al vero.
    Considerate le accuse che sono state lanciate all’Italia, non ritengo che il mio commento sia fuori tema.
    … … …
    Gli Stati che ho preso a confronto sono 21 (non 30): Jugoslavia, Cina, Sudan, Ruanda, Pakistan, Gran Bretagna, Sudafrica, Israele, Palestina, Afghanistan, Turchia, Iraq, Brunei, Yemen, Arabia Saudita, Birmania/Myanmar, Siria, Nigeria, Egitto, Russia, Ucraina.
    Di essi 11 sono mussulmani (non 10): Sudan, Pakistan, Palestina, Afghanistan, Turchia, Iraq, Brunei (sultanato), Yemen, Arabia Saudita, Siria, Nigeria.
    11 su 21.
    Conta meglio. La faziosità può “obnubilare”.
     
    N.B. Nigeria: per metà di religione mussulmana. In alcune Regioni del nord è stata introdotta la Sharia. Boko Haram. Numerosissimi attentati e stragi contro i cristiani, con l’obiettivo di provocare una pulizia etnica. Esponenti dell’integralismo islamico hanno dato un ultimatum ai cristiani del nord: devono andarsene.
    P.S. L’accostamento del mio nome a quello di Dagospia (vedi n. 90) è ignobile; quanto attribuito a me è falso. Pertanto NON è una “compostissima replica”.
    Distinti saluti.

  4. I Cantoni svizzeri compongono una Confederazione (CH deriva dalla forma latina ufficiale dello Stato, «Confoederatio Helvetica», che significa Confederazione Elvetica).”Confederazione” e “Unione” non sono sinonimi, ma sono due forme di aggregazione diverse, in alcuni risvolti profondamente diverse. L’Europa (non a caso, esclusa la Svizzera) ha scelto l’Unione (UE: Unione Europea) e NON la Confederazione. Il che significa che addirittura gli stati nazionali (Italia, Francia,. Germania ecc) cederanno irreversibilmente la sovranità nazionale allo Stato continentale. In tale contesto non vedo possibile che possano “sopravvivere” aree sub-statali, che manterranno una loro autonomia rispetto al futuro stato continentale centralizzato. Se si permetterà questa cosa (che inevitabilmente prolifererà a macchia d’olio in tutto il continente), allora è inutile arrivare all’Unione europea. D’altra parte non avrebbe neppure senso a livello “umano”: non saremo più né italiani, né francesi, né spagnoli, né tedeschi ecc. ecc. ecc, ma solo EUROPEI. Per cui gli altoatesini saranno cittadini europei (come tutti gli altri europei), superando la grana se sono italiani o austriaci.. (grana che è il “cancro” su cui si incentra tutta questa situazione…)

  5. L’interessante testimonianza del commento 83 contiene in sé gli elementi per prevedere che tali situazioni (in generale e non solo per l’AA) saranno, in automatico, annullate dall’Unione Europea, quando questa completerà il suo cammino costitutivo. Non apro la discussione sul perché l’UE non l’abbia ancora fatto, ma dipende dagli stati nazionali che NON hanno ancora maturato la convinzione di cedere definitivamente e irreversibilmente la sovranità nazionale, conferendola in un unico stato continentale (appunto l’UE). Però, quando ciò accadrà, non potranno più sopravvivere queste aree di particolare “autonomia”, né aministrativa-fiscale-finanziaria né (tanto meno) legislativa: infatti ci sarebbero cittadini europei che vivrebbero in modo “diverso” rispetto alla gran massa di cittadini europei, il che non è coerente con il principio stesso dell’Unione. Il commento 83 conclude sottolineando che le due province, al seguito di una imminente riforma costituzionale ITALIANA (che, in quanto tale, sarà SUPERATA, come tutte le norme nazionali – di qualsiasi stato nazionale –  nel momento del compimento dell’Unione Europea), il commento 83, dicevo, afferma che le due province stanno per diventare fra poco come dei Cantoni Svizzeri: ecco, situazioni come questa NON potranno sopravvivere, una volta che l’Unione Europea sarà definitivamente compiuta. CONT

  6. “Fulvio, ricomponiti. Riprendi il controllo.”
     
    A me pare una compostissima replica, piuttosto sul pezzo peraltro, alla scomposta intemerata dell’intervento #82, che invece ha aperto nuovi orizzonti al termine “fuori tema”, buttando là nomi a caso e senza alcun legame con il Tirolo e finendo poi con una spettacolare autocontraddizione:
    “Come mai la maggioranza dei Paesi menzionati è mussulmana? Mah! È un mistero!”
     
    Considerando che hai citato 30 paesi di cui solo 10 musulmani (si, li ho proprio contati) Fabio, l’unico mistero è come tu possa essere così obnubilato!
     

  7. È ora di restituire la libertà ad un popolo che non era italiano, non lo è e, giustamente, non vuole esserlo. Inoltre risparmieremmo un sacco di soldi.

  8. L’autonomia delle due province di Bozen-Bolzano e Trient-Trento non è assolutamente in discussione. Semmai l’esatto contrario.Come ho anticipato, è in approvazione una apposita legge costituzionale per ampliare le competenze e l’autonomia delle due province. In data 10 settembre 2025 la legge è in discussione presso la commissione affari costituzionali della camera dei deputati. L’approvazione non è in discussione.https://www.youtube.com/watch?v=jqYSVp6uqY0Il futuro delle due province è nell’Euregio Tirol, insieme a Innsbruck.

  9. Dagospia,Crovella,Bartoncelli. Poi siamo noi che abbiamo fatto casino. Siamo noi che guardiamo il flusso di soldi per capire se uno vive a sbafo. Siamo noi che preferiamo i nomi locali di difficile pronuncia perché ci parlano della gente del posto e non dell olio di ricino di Starace. Siamo noi che siamo gli italiani veri, quelli che aiutano a fare dell AA una zona di pace.

  10. L’articolo dimostra, invece, che c’è eccome una fetta di italiani che ha un’idea negativa circa la situazione particolare dell’AA. E’ proprio per questo che l’ho segnalato!

  11. Tutto questo casino di cui non si capacità Crovella deriva dal fatto che l Italia non e’ quella che pensa lui. Gli italiani un minimo informati sanno che l AA non e’ una provincia di parassiti ma di gente che lavora. Di fronte a vaniloqui su privilegi fantasma e slogan tipo “se non sono contento se ne vadano” gli italiani si indignano.
    Ecco da dove viene il casino, gli italiani non sono come te.

  12. Non capisco tutto sto casino. Il mio intervento originario è nel render pubblico un testo per far constatare quale immagine dell’AA ha l’ Italia o almeno una parte di Italia. Sul punto di specie (=regioni a statuto speciale) sono stato molto preciso e univoco, come peraltro anche in altri precedenti interventi (qualche settimana fa) sullo stesso tema: ritengo convintamente che nel 2025 sia obsoleto che esistano aree non omogenee con il resto del territorio, per cui tali aree dovrebbero essere abolite.  A maggior ragione perché siamo tutti in Europa e non ci devono esser differenze fra Capo Nord e Ragusa e, nell’altro senso, fra il Portogallo e i Paesi Baltici. Gli accordi e i trattati  che siano del 1919 oppure del 1946 sono stati siglati in epoche passate, appartengono a un quadro non più consono con l’attualità e quindi andrebbero aboliti, seguendo tutte le procedure legittime in tal senso.

  13. Comunque, caro Alessandro, servirsi di Dagospia per “fare discussione” è quasi come proporre un video di Youporn per “fare visualizzazioni”.
    Per di piú, vista l’età media, qui si rischierebbero balordoni…
    😀 😀 😀 

  14. Ringrazio Alessandro Gogna per la precisazione. E a Migheli faccio notare che molti interventi precedenti quello esaustivo di David (83) contenessero già qualche dato o quantomeno domande intelligenti. Purtroppo l’imperversare di un utente come Carlo Crovella non aiuta la progressione del discorso, ma immagino che faccia parte del gioco (it’s like a freak show).

  15. All’ottantatreesimo commento, finalmente dei DATI attendibili. Grazie, David.

  16. Mi permetto di commentare, essendo residente in Südtirol da oltre 12 anni.1) l’autonomia delle due province di Bozen-Bolzano e Trient-Trento è “blindata” dall’accordo internazionale del 1946 (Gruber-Degasperi Abkommen) e la Republik Österreich mantiene la tutela speciale sull’autonomia di questo territorio. Ogni variazione allo statuto deve essere inviata per conoscenza al governo austriaco.2) le due province contribuiscono per circa 450 milioni di euro ciascuna alla fiscalità generale dello stato italiano, come concordato nel 2014 con il cosiddetto “patto di garanzia” 3) nelle due province sono tutt’ora vigenti normative ereditate dall’impero d’Austria. Non esiste il corpo nazionale “italiano” dei vigili del fuoco, bensì corpi comunali volontari (che rappresentano il 90% di tutto il personale) in ogni comune, esattamente come in Austria (e il ragazzi/e dai DIECI anni di età possono iniziare la formazione nei gruppi giovanili allievi dei vigili del fuoco, esattamente come in Austria). Non esiste il catasto “italiano”, bensì il Grundbuch, catasto tavolare (austriaco) con valore probatorio (molto più sicuro del catasto particellare)4) Dal 2011 le due province hanno stipulato una unione transfrontaliera con il Land Tirol di Innsbruck, per condividere servizi gestiti in autonomia, dando origine all’Euregio Tirol5) E’ in corso di approvazione una legge costituzionale per ampliare ulteriormente le materie di competenza delle due province (aggiungendo il commercio e l’ambiente), dando rango di esclusività alla legislazione delle due province e consentendo alle due province di derogare alle normative delle riforme economico-finanziare dello stato italiano.Quando questa legge costituzionale sarà approvata, le due province di Bozen-Bolzano e Trient-Trento acquisiranno una autonomia sempre più simile a un cantone svizzero.

  17. Perdonate l’ignoranza, ma qualcuno può insegnarmi un po’ di storia patria?
    Come sono andate le cose per la minoranza austriaca in Südtirol e come andarono invece per la minoranza italiana in Istria, Venezia Giulia, Quarnaro, Fiume e Zara? Chi trattò meglio le minoranze? L’Italia di De Gasperi o la Jugoslavia di Tito? Come risolse il problema l’Italia? e come invece la Jugoslavia titina? Quanti sudtirolesi ci sono in Südtirol, in termini percentuali? E invece quanti istriani, dalmati, fiumani, giuliani e zaratini rimasero nelle loro terre?
    In parole povere, chi è o chi è stato il meno peggio nei confronti delle minoranze etniche, linguistiche o religiose a partire dal 1945? L’Italia o la Jugoslavia?
    L’Italia o la Cina? L’Italia o il Sudan? L’Italia o il Ruanda? L’Italia o il Pakistan? L’Italia o la Gran Bretagna (Irlanda del Nord)? L’Italia o il Sudafrica? L’Italia o Israele? L’Italia o la Palestina? L’Italia o l’Afghanistan? L’Italia o la Turchia? L’Italia o l’Iraq? L’Italia o il Brunei? L’Italia o lo Yemen? L’Italia o l’Arabia Saudita? L’Italia o la Birmania/Myanmar? L’Italia o la Siria? L’Italia o la Nigeria (Biafra)? L’Italia o l’Egitto (Gaza)? L’Italia o la Russia (Cecenia)? L’Italia o l’Ucraina (Donbass)?
    P.S. Scusate la scarica finale, ma quando ci vuole ci vuole. Scusatemi pure le tante dimenticanze.
    P.P.S. Come mai la maggioranza dei Paesi menzionati è mussulmana? Mah! È un mistero!

  18. #81 (Foca monaca)
    E’ vero, di solito gli articoli per “fare discussione” si trovano su T&T, non su GognaBlog. Consideriamo pure che questa sia un’eccezione che conferma la “regola”… Quanto all’essere d’accordo o meno: forse ho sbagliato a non scrivere nulla in questo caso. Ma volete sapere perché? Perché ritenevo e ritengo la fonte (Dagospia) così evidentemente faziosa e provocatoria per il gusto della rissa, quindi così notoriamente inaffidabile, da ritenere superfluo qualunque distinguo.

  19. Bertoncelli, “gettare fango” è un’espressione troppo forte. Io direi piuttosto che si prova a fare “critica costruttiva”. Di solito gli articoli per “fare discussione” si trovano su T&T, non qui. Inoltre, di solito Gogna si premura di scrivere che “non è necessariamente d’accordo”. Qui non l’ha fatto. Se questo fosse il blog di Crovella, non ci verrei a leggere e a commentare. Ma neanche per scherzo.

  20. Ma allora ditemi, Crovella e amici: quelle di questo articolo sono sciocchezze che voi esponete per mostrare gli effetti del sonno della ragione? Sono cose che forse sono giuste ma voi non conoscete l argomento? Sono cose di cui non ve ne frega nulla ma volevate dire qualcosa comunque? O questo articolo si era materializzato da solo? O magari qualcosa vi sembra giusto (cosa? Abbiate le palle di dirlo dopo aver rinnegato tutto)

  21. Mai letto un articolo del genere con tante castronerie. L’ autonomia del Sud Tirolo e’ tale per via che loro di italiano storicamente non hanno avuto mai nulla ed essendo stati inseriti nel Regno d’Italia con la forza si e’ dovuto arrivare ad un accordo di estrema autonomia, i famosi accordi Gruber-De Gasperi, basati tra l’ altro sulla Carta dei diritti dell’uomo e delle Nazioni Unite. Circa i soldi se tutte le regioni italiane avessero il DNA dei sudtirolesi l’ Italia sarebbe il paese più bello del mondo meno clientelismo e più efficienza. Loro almeno le cose le fanno e bene. Circa la toponomastica mi risulta che in Valle d’ Aosta tutti i toponimi italiani introdotti dal fascismo sono stati aboliti dopo la seconda guerra mondiale e nessuno si e’ lamentato. La toponomastica italiana in Sudtirolo risale a quell’ epoca e loro giustamente la vogliono eliminare. Solo gli ignoranti che non sanno questo possono lamentarsi oppure sono persone nostalgiche del fascismo.

  22. Bisognerebbe pure aggiungere “se per caso esprimo opinioni in sintonia con l articolo sto scherzando. “

  23. Per evitare malintesi, soprattutto da parte dei neofiti ignari, propongo che nella testata del GognaBlog venga inserito il seguente avvertimento, però espresso come concetto generale ovvero senza riferimenti personali:
    ‘E’ evidente che non ti è chiara la filosofia della casa. Leggi  “Chi siamo”. Io NON ho postato nulla, perché materialmente non potrei postare nulla. Offro al GB degli articoli che pesco in giro e il GB può decidere o meno di pubblicarli. Se lo fa,  lo fa come “argomento di discussione”, NON come “linea politica”.’
    Lo ripeto: argomento di discussione, e NON linea politica.
     
    Tempo fa fu pubblicato un articolo di un celebre negazionista dell’Olocausto, oltre che ammiratore di Hitler. Quell’articolo fece attorcigliare le budella a me e a molti altri.
    In base alla teoria della linea politica dovrei forse pensare che Alessandro sia un bieco negazionista e filohitleriano? Ma per favore! Non siate ridicoli!
    Non gettate fango sul GognaBlog, ché stavolta mi inca**o sul serio!

  24. Continuo a non capire. Quando lei parla di soldi a fondo perduto come di un fatto reale scherza, o dice sul serio? Lo dice in riferimento alla faccenda della sanguisuga, ma poi questa sembra sia solo dovuta a un problema di comunicazione. Ma allora? Questi soldi ci sono o no? Mi illumini!
    Ripeto: tecnologia quantistica.

  25. Rapido riassunto delle Crovellaggini. Si parte con un preposizione idiota e un’affermazione falsa, anche se sottintesa:
    “gli altoatesini che devono affrettarsi per dimostrare …che vivono e si comportano come qualsiasi altro italiano. Cioè senza particolari privilegi, di ogni natura e non solo sul piano finanziario.”
    [NdR: la preposizione assurda è pretendere che chiunque si comporti da “italiano”. Il sottointeso falso è che in AA si godano privilegi]
     
    Si ribadisce la falsità, questa volta in chiaro:
    “se siete così fighi, belli, efficaci, e soprattutto “ricchi”, perché continuate a ricevere soldi a fondo perduto dall’Italia? “
    “non dovreste più ricevere soldi dall’Italia, ma dovreste darne voi all’Italia”
    [NdR: è stato dimostrato che secondo l’Intendenza di Finanza l’AA rimette allo Stato più di quanto riceva e in misura maggiore di tante regioni italianissime]
     
    Si passa quindi alle affermazioni indimostrate, propagandistiche e offensive e magari anche false
    “Se l’opinione pubblica nazionale vi considera delle sanguisughe … Insomma l’Italia, slavo rarissime eccezioni individuali (di cui io però non sono al corrente) complessivamente vi “vede” così… Difficile che TUTTI gli italiani prendano traveggole”
    [difficile ritenere affidabili opinioni e/o informazioni di imbecilli come Guiglia o Roberto Dagostino o solo leggere un sito pornoinformativo di trash-internet come Dagospia, ekekazzo!]
     
    Per arrivare a: 
    “inizia a non essere solo più un mio cavallo di battaglia esclusivo il fatto che la Costituzione vada riscritta.”
    uno delle più scontate tattiche dei destri/sovranisti/incapaci-a-tutto ai quali ti pregi di appartenere: trovare un bersaglio a cui dare la colpa (sudtirolesi, la Costituzione, i terroristi, i rave party, i comunisti…)
     
    Quindi non ti preoccupare: ti abbiamo capito benissimo!

  26. @72 E’ evidente che non ti è chiara la filosofia della casa. Leggi  “Chi siamo”. Io NON ho postato nulla, perché materialmente non potrei postare nulla. Offro al GB degli articoli che pesco in giro e il GB può decidere o meno di pubblicarli. Se lo fa,  lo fa come “argomento di discussione”, NON come “linea politica”. Sulla stessa filosofia mi situo anche io nella cernita delle proposte che avanzo al GB. Il mio commento finale all’articolo è: cari altoatesini, rendetevi conto di come vi vede l’Italia (=sanguisuga). O tale considerazione è fondata oppure c’è un errore di comunicazione da parte vostra (sarà la decima volta che lo ripeto!).
     
    In merito alla mia posizione personale sul punto, ripeto quanto ho già espresso milioni di volte: basta con le regioni a statuto speciale, perché sono un’anomalia che non ha più senso di esistere! Vale non solo per l’A.A., ma per tutte le altre regioni a statuto speciale e, anzi, allargo pure la considerazione a tutta l’Europa: Catalogna, Paesi Baschi, Fiandre ecc ecc ecc  (ovviamente si aggiungono le ns 5 regioni a statuto speciale) devono essere considerate esclusivamente come aree storiche e culturali (e io sono uno strenuo difensore delle peculiarità storiche, culturali e delle tradizioni…), ma NON sono aree politico-amministrative diverse dal resto dell’Europa. MI AUGURO DI NON DOVERLO RIPETERE ANCORA!

  27. Intendo dire che Crovella mi sembra un blogger quantistico: nelle sue affermazioni coesistono più stati diversi. Tecnologia del futuro.

  28. Ma allora: Crovella si riconosce o no in questo articolo che ha gloriosamente postato? La logica delle sue affermazioni mi sembra fuzzy.

  29. Ho l’impressione che molti prendano “roma per toma” (mi verrebbe da scrivere: “roma per bolzano”!). Che c’entro io con l’articolo e soprattutto con il suo titolo originario? Mica l’ho scritto io, l’articolo. Batsa leggere subito sotto il titolo. L’autore è Federico Giuglia e l’articolo è uscito (nel 2023) sul sito dagospia, il celebre sito gestito da Roberto D’Agostino, che, a giudicare dal look alternativo che sfoggia, non mi pare che sia un 2istituzionale di destra”…
     
    Il contenuto del mio commento in calce all’articolo è: guardate che immagine ha dell’Alto Adige (=sanguisuga) una bella fetta di italiani. Delle due l’una: o è tutto vero o c’è un errore di comunicazione negli altoatesini che non fanno nulla per smentire l’idea che gli italiani continuano ad avere sull’A.A..
     
    Vetero fascisti e geronto fascisti sono tutte farneticazioni (alias pippe mentali)  inventate da chi (che poi, gira e rigira, sono sempre i soliti noti…) tenta di gettarmi addosso del (presunto) fango perché non ha altri argomenti oggettivi da usare. Gli insulti non mi fanno una piega. Però fare riferimento al fascismo collegamdolo alla mia persona, è completamente sbagliato. In ogni caso, proprio in nome del pluralismo democratico (che piace tanto ai sostenitori delle libertà – in questo caso libertà di espressione), hanno diritto a manifestare la propria idea anche i vetero fascisti e i geronto fascisti… Per cui se io appartengo o meno a una di queste categorie è una questione di lana caprina…

  30. #68
    Ogni statuto ha le sue motivazioni e le sue regole. Bello sarebbe conoscere i privilegi di quello di Bolzano.
    Ciò che si sa e’ che in AA abbiamo visto uno sviluppo abnorme della città di Bolzano con lo scopo dichiarato di alterare la composizione della provincia. Finita la fase “gloriosa” dell italianizzazione, si poneva chiaramente il problema di fare convivere gli autoctoni con degli immigrati che erano arrivato in sostanziale buona fede. Questo richiedeva una legislazione ad hoc. Attendo di sapere quali sono i privilegi (soldi) che l AA ottiene dall Italia se paga in tasse più di quanto riceve.

  31. “Sotto l’Austria i sudtirolesi verrebbero trattati come tutti gli altri connazionali.
    Non piú privilegi.”
     
    Sotto l’Austria il Tirolo aveva diritti ben precisi, diversi da quelli di tutti gli altri sudditi e strenuamente difesi e rispettati.
    Per esempio se l’Impero entrava in guerra, il Tirolo aveva il diritto di non entrarci (non l’ha mai fatto); la sua milizia ((Landesschutzen) non faceva parte dell’Imperial-Regio esercito e ogni compagnia eleggeva il proprio comandante. 
    Questi privilegi non erano estesi ai sud-tirolesi di lingua italiana.
    Se non ricordo male era sottoposto anche a un regime di tassazione differente.
     
    Fabio hai perso un’altra occasione per tacere.

  32. “Per la milionesima volta sig. Crovella: mi dichiaro ignorante, potrebbe nella sua magnanimità darmi gli estremi dei privilegi cui si riferisce?”
    Per la milionesima volta: Statuto Speciale, insieme a Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia.
    Perché loro sí e il Molise o l’Umbria o la Liguria no?
     
    Mi preparo per la milionesima e uno.

  33. Crovella, ma tu non sei un vetero fascista, lo sai bene: tu sei un geronto fascista (un vecchio fifone e un po’ incarognito da indigestione di allarmismo). Qui però hai usato un argomento da vetero fascista (“se non si sentono italiani, che vadano via”, del resto deportazioni e pulizia sono operazioni che, a parole, affronti con la nota delicatezza che ti contraddistingue, ah e non mi dire o ripetere che non ti importa se dobbiamo spostare i confini: quella semmai è una sciocchezza ancora più grande di tutte le altre). Sei partito dall’affermare che “le loro istituzioni prendono finanziamenti a fondo perduto”, e non hai mai portato un esempio di quanto affermi. Non hai argomenti (a parte la sparata vetero fascista) quindi adesso vai pure con gli insulti e con la storia del bromuro, io comunque sto facendo colazione (dovresti sapere chi sono e dove ho scelto di vivere).

  34. @ 64
    Sotto l’Austria i sudtirolesi verrebbero trattati come tutti gli altri connazionali.
    Non piú privilegi.

  35. Per la milionesima volta sig. Crovella: mi dichiaro ignorante, potrebbe nella sua magnanimità darmi gli estremi dei privilegi cui si riferisce? 
    Inoltre: a parte un ex presidente russo, mi sa dire dove gli europei o, per dirla s modo suo gli EUROPEI usano paragonare a parassiti una popolazione? Lei forse non sarà fascista ma ha un culto per la violenza, l offesa e gli slogan senza sostanza degno dei peggiori squadristi.

  36. “devono” sentirsi italiani: mai detto da me. Se NON si sentano italiani, vadano pure per la loro strada, che tanto è una sola, come quella di qualsiasi altro cittadino EUROPEO.
    Inoltre ho già scritto che NON sono un affezionato all’integrità del territorio nazionale. Leggete meglio, sennò è chiaro che le sparate a vanvera (darmi del “vetero fascista”, poi, significa proprio vivere fuori dalla realtà…). Buon pranzo e aggiungere la va menu un po’ di bromuro, che vi va bene.

  37. Michele (60), quello che penso della spazzatura pubblicata qui sopra l’ho già scritto. Lo dico a scanso d’equivoci. Ora, però, non facciamola troppo semplice dall’altra parte. Il riferimento al residuo fiscale non dice proprio tutto: per esempio i bonus e i super bonus arrivano anche a Bolzano. Ferma restando l’inopportunità di pubblicare questa spazzatura. Ma Alessandro Gogna non ci va ogni tanto come ospite a uno dei tanti eventi culturali finanziati dalle due province autonome?

  38. A quanto pare questo argomento suscita piccole invidie e polemiche basate su luoghi comuni piuttosto beceri, tanto per cominciare sarebbe il caso di riflettere sulla situazione in cui ci troviamo,in questo momento c’è uno stato che basandosi su testi risalenti a 5000 anni fa’ rivendica territori e se li annette armi alla mano senza alcun fondamento giuridico ma con l’avvallo  e il contributo dell’Europa,paghiamo tasse che poi vengono utilizzate senza che noi si possa decidere a cosa sarebbe meglio destinarle,infatti sanità privata ,nuovi armamenti ponti sullo stretto e altre porcate, la comunità europea  è diventata la chiave di volta x un nuovo autoritarismo che non considera la volontà di alcun popolo ,il fatto che gli organi di stampa  vadano a rintuzzare queste stupide polemiche  non sono altro che fumo negli occhi  per non fare pensare a quali sono i veri problemi del momento.

  39. …. è vero o no che molti altoatesini disprezzano pubblicamente l’Italia, salvo poi goderne i vantaggi fiscali?!!!!!  Volete fare i sud tirolesi? allora fatelo da soli oppure se vi sta bene fare la minoranza foraggiata siate riconoscenti….
    A me non interessano  né bandiere né patrie…..quindi figurati ….però umanamente parlando la percezione e l’esperienza  a volte è stata questa …. 

  40. Gente, restituisce solo il 10 % perché è tutto a carico nostro. Idem per il Trentino. Anagrafe e forze dell’ordine a parte, il resto è gestito tutto qui. Strade, acquedotti, fognature, energia, ecc. Abbiamo il 90% degli introiti più l’addizionale regionale e lo usiamo per il 98% delle competenze. Qui è quasi tutto autogestito, per forza le tasse rimangono qui. Informazione e curiosità, basta questo per smentire qualsiasi ridicolaggine scritta in questo “articolo”

  41. Aggiungiamo pure che accostare una provincia, vale a dire i suoi abitanti, ad un animale parassita, testimonia il livello culturale e morale deplorevole di questo blog. Un tanto sarebbe vero anche se i sostenitori di queste tesi si degnassero di dare sostanza alle loro affermazioni. Ma loro, se gli chiedi da dove trovano le informazioni, si incazzano e offendono.

  42. @ 54
    “Personalmente mi accontenterei in prima battuta che nessuno stronzo definisse sanguisuga un altro italiano.
    Poi vorrei che tutti (tutti) pagassero il dovuto, iniziando dalla Chiesa Cattolica, le partite IVA, i bottegai ma anche taxisti e balneari…tutti i vostri amichetti, insomma.”
     
    In effetti, era da parecchio tempo che non si sentivano piú gli slogan “Ricchi, borghesi, ancora pochi mesi” e “Pagherete caro. Pagherete tutto”.
    Ne avevo quasi nostalgia. Un ricordo di giovinezza.
    Grazie, Matteo.

  43. 1) Volete che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto speciale?Oppure, in alternativa:2) Volete che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto ordinario?

    Bertoncelli, messa così, è troppo semplice. Il residuo fiscale, per quanto “grezzo” come dice giustamente Fulvio al 42, ci potrebbe già dare una risposta, perché se tutte le regioni che godono di autonomia fossero come la Provincia di Bolzano, tanto più considerando che alla provincia competono in quel caso tutti i servizi (a parte credo la polizia), allora prendo la 1: tutte le regioni siano fatte autonome, come Bolzano. Peccato però che l’autonomia per esempio della Sicilia sia invece un disastro senza speranza.
     
    quindi prendiamo la 2? Quella andrebbe a penalizzare il sistema di Bolzano che funziona bene e che sta in piedi da solo.
    Crovella qui (e con lui purtroppo anche Gogna) si è infilato dentro una questione che non conosce, e che affronta con argomenti da vetero fascista (“devono sentirsi italiani, altrimenti vadano in Austria”). Sì potrebbe discutere a lungo di quale sia il giusto criterio per stabilire che un territorio debba godere di un certo livello di autonomia. Sull’Alto Adige non ho personalmente nessun dubbio, mentre me ne vengono tanti, da Bellunese, sull’autonomia del Trentino (perché a loro sì e a noi no). Sono comunque questioni complesse che non si dovrebbero affrontare con un articolo del cavolo seguito da uno stupidissimo commento del sig. Crovella. Secondo me qui Gogna ha sbagliato a dargli spazio. sempre che non la pensi come lui.

  44. @ 55
    Ho capito. Vado a discutere col mio criceto.
    Oppure con mia nonna: è sorda ma intende perfettamente. 

  45. @53
    Mostrami i privilegi, non citarli in modo generico, poi magari ti rispondo. Qui si parla di un privilegio pesante e preciso : “sanguisuga(!!!)” che di fatto sembra una Araba Fenice. Diamo sostanza a ciò che diciamo o smettiamola.

  46. Personalmente mi accontenterei in prima battuta che nessuno stronzo definisse sanguisuga un altro italiano.
    Poi vorrei che tutti (tutti) pagassero il dovuto, iniziando dalla Chiesa Cattolica, le partite IVA, i bottegai ma anche taxisti e balneari…tutti i vostri amichetti, insomma.
     
    A quel punto sono disposto a parlare di come spenderli, sennò e come al solito, si incomincia a parlare di un bellissimo tetto ignorando (volutamente) le palafitte marce su cui tu e quelli come te lo metterebbero
     

  47. “Allargare il discorso serve a Crovella. Lui parte dalla premessa che Bolzano sia un pozzo senza fondo e ne trae delle conseguenze. Se non si tratta di Bolzano si tratta di altro e così in eterno. Cambiando sempre argomento questo signore ci prende in giro.
    Il discorso dovrebbe essere banale: tu dici che Bolzano riceve un mare di soldi, le statistiche di regioni “concorrenti” come la Lombardia dicono il contrario.
    Trova un appiglio per la tua affermazione fondamentale o falla finita.”
     
    Non svicolare tu! E degnati di rispondere a una domanda che rientra ampiamente nel tema dell’uguaglianza tra le Regioni d’Italia.
     
    NO AI PRIVILEGI, 
    CHE SIANO DELL’ALTO ADIGE/SÜDTIROL
    O DELLA SICILIA.

  48. @51
    Allargare il discorso serve a Crovella. Lui parte dalla premessa che Bolzano sia un pozzo senza fondo e ne trae delle conseguenze. Se non si tratta di Bolzano si tratta di altro e così in eterno. Cambiando sempre argomento questo signore ci prende in giro.
    Il discorso dovrebbe essere banale: tu dici che Bolzano riceve un mare di soldi, le statistiche di regioni “concorrenti” come la Lombardia dicono il contrario.
    Trova un appiglio per la tua affermazione fondamentale o falla finita.

  49. Anziché cianciare di fascisti e di “italiani ciapai col sciop”, rispondete a questa domanda semplicissima:
    1) Volete che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto speciale?
    Oppure, in alternativa:
    2) Volete che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto ordinario?
    O tutte o nessuna.

  50. “I trentini parlavano italiano, ma non si sentivano culturalmente italiani.”
     
    Patrick, la tua affermazione è un po’ troppo categorica per approssimare la realtà dell’epoca.
    Cosa si sentissero i trentini non lo so, quello che è certo che l’Impero non considerava i trentini di lingua italiana sudditi affidabili, in particolare quelli del S-O (Rovereto, Sarca, val Rendena e Giudicarie).
    Tanto che questa è l’unica zona dell’Impero dove non furono mai reclutati reggimenti monolingua (come Trieste) e nemmeno compagnie (come quelle cortinesi); i trentini italiani venivano dispersi negli altri reggimenti in piccoli gruppi e la memorialistica è piena dei racconti del loro disagio.
    Questo non significa però che fossero tutti antiasburgici o irredentisti, ovviamente, in particolare il contado; lo era però la maggioranza della classe borghese e istruita che andava creandosi.
     

  51. Riassumendo:
    Visto che Crovella ha trovato uno che la pensa come lui, questo pensano gli italiani
    Visto che gli italiani lo pensano significa che e’vero. Non serve citare qualche numero sui famosi finanziamenti a fondo perduto, ci sono e basta.
    Dobbiamo poi leggere con creatività, Crovella scrive favole e quindi ha creatività.
    Crovella dice AA ma in realtà intende Sicilia
    Se non vale per la Sicilia vale per la val d’Aosta, tanto fa lo stesso
    O magari la Sardegna.
    Perché no il FVG?
    Dimenticavo la provincia di Trento.
    Se entriamo in questa logica, sommando tutti gli stanziamenti per l autonomia ed attribuendoli simbolicamente a Bolzano, vediamo che Crovella ha ragione.

  52. “Che piaccia o no, però, questo vale sempre: per tutti i movimenti di cambiamento, le rivoluzioni, le guerre, ecc.”
     
    I trentini parlavano italiano, ma non si sentivano culturalmente italiani. L’annessione al Regno d’Italia fu vissuta da molti come un’imposizione, e l’opposizione all’invasore italiano fu intensa. Un detto popolare lo testimonia: “italiani ciapai col sciop”, ovvero “italiani presi con il fucile”.
     
    A differenza di quanto accaduto in altre nazioni, ai trentini e ai sudtirolesi non fu mai concessa la possibilità di esprimersi democraticamente sul proprio senso di appartenenza nazionale. Un diritto che, invece, la monarchia britannica ha riconosciuto agli scozzesi, permettendo loro di votare sul futuro della propria sovranità.
     

  53. “Siamo tutti europei, con gli stessi diritti e gli stessi doveri su tutto il continente!”
    I cittadini altoatesini – e anche quelli trentini – non godono di “privilegi”, ma esercitano un’autonomia legislativa ed economica sancita dalla Costituzione. Questo significa che gestiscono direttamente, con le risorse raccolte dalle proprie tasse, quei servizi che altrove sono amministrati dallo Stato centrale. Non si tratta di un doppio vantaggio, ma di una diversa organizzazione: dovrebbero forse pagare due volte, sia lo Stato che la Provincia Autonoma?
    L’autonomia non è un lusso, è un modello di efficienza. Se una struttura locale riesce a garantire servizi migliori rispetto a quelli statali, la domanda da porsi non è se limitarla, ma se replicarla. In un Paese che aspira a funzionare meglio, non si dovrebbe smantellare ciò che funziona: si dovrebbe semmai prendere esempio.

  54. Cosa c’entra poi la questione fascismo? Su di me non incide minimamente circa il punto di specie. Non sono un invasato dell’integrità del territorio nazionale. I sudtirolesi preferiscono l’annessione all’Austria? Ma bene! Che si facciano ammettere dall’Austria, così eventuali loro rimostranze saranno indirizzate a Vienna e non più all’Italia… Tanto che cosa cambia, all’atto pratico, se il confine Italia-Austria viene ribassato dal Brennero all’attuale confine fra la Provincia di Bolzano e quella di Trento? Addirittura dico, “provocatoriamente”: vogliamo regalare all’Austria anche il Trentino e abbassare il confine fra le due nazioni al livello del confine fra la provincia di Trento e quelle di Verona/Vicenza? Ma facciamolo pure, basta che finiscano queste situazioni di anomalie e privilegi (al limite saranno grane di Vienna e non più nostre!). Per i cittadini “normali”, specie turisti, non cambierebbe una beata fava: ci si sposta senza controlli in funzione del trattato di Schengen e la moneta è la stessa (l’euro)… Chi, fra di noi, vuole andare ad arrampicare nelle Dolomiti altoatesine, non percepirebbe nessuna differenza se il territorio passasse politicamente all’Austria. Se questo servisse per poter eliminare l’anomalia della regione a statuto speciale (e, a seguire, le altre 4 ragioni italiane) sono felicissimo che quel territorio passi all’Austria. Quindi, almeno con riferimento a me, le allusioni al fascismo sono totalmente prive di fondamento, a dimostrazione della superficialità con la quale tranciate giudizi del tutto infondati…

  55. Trattato del 1919! Ammazzate fino a là tornate indietro? A questo punto fate che risalire ad Adamo ed Eva! Ma come si può pensare che sia ancora attuale un “accordo” di cento anni fa! Allora ci si spostava aa cavallo e fra poco andremo con le auto teleguidate… E ragionate ancora come a quei tempi! A maggior ragione nell’era dell’Europa Unita, in cui i cittadini dovrebbero esser tutti “uguali” dai norvegesi di Capo Nord fino ai siciliani di Ragusa e, nell’altro senso, dai portoghesi sino ai paesi baltici. Non ha più senso parlare di “minoranze” e/o aree di autonomia addirittura a livello continentale, non solo italiano. Quindi non solo io sono per l’abolizione delle regioni italiane a statuto speciale, ma anche per il “non riconoscimento” (laddove ancora da riconoscere) o per l’abolizione (laddove già riconosciute) di altre aree analoghe a livello continentale, come (a titolo di esempio) la Catalogna, i Paesi Baschi, le Fiandre ecc ecc ecc. Siamo tutti europei, con gli stessi diritti e gli stessi doveri su tutto il continente!

  56. “L’irredentismo fu in realtà un fenomeno minoritario”
    Che piaccia o no, però, questo vale sempre: per tutti i movimenti di cambiamento, le rivoluzioni, le guerre, ecc.
    O almeno non mi ne viene in mente nessun momento storico in cui non sia stata una minoranza a volere e guidare un cambiamento.
    Ma direi che è una legge naturale nell’evoluzione dei fenomeni di trasformazione o cambiamento.

  57. La parte più tragicomica di questi articoli, nati con il chiaro intento di seminare odio, è l’ignoranza che li sostiene unita alla pretesa di avere anche ragione. Prima annetti un territorio che non ti appartiene, poi imponi alla popolazione di parlare una lingua che non è la sua, e infine pretendi pure che quelle persone si sentano italiane.
     
    Va detto anche un altro aspetto spesso dimenticato: i Trentini – quelli autentici, non quelli “d’importazione” – erano in larga maggioranza favorevoli all’Austria, non all’Italia. L’irredentismo fu in realtà un fenomeno minoritario, portato avanti da una ristretta élite borghese che intravedeva nella nuova nazione opportunità di carriera e prestigio sociale. La massa della popolazione, invece, era sinceramente legata all’Imperatore austriaco, che piaccia o meno.
     

  58. Un criterio grezzo per capire se una region è o no una sanguisuga è il residuo fiscale. Vi sono diversi criteri, poichè è un dato statistico, si trovano dati in diversi anni e da diverse fonti, qui ne elenco qualcuno.
    https://www.consiglio.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/0245ed7b-3594-4a9a-9fc0-36241e6a7715/IST13014+Policy+Analisi+del+Residuo+fiscale_web.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ROOTWORKSPACE-0245ed7b-3594-4a9a-9fc0-36241e6a7715-oqsLwDX
    https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2023/02/Residuo-fiscale-04.02.2023.pdf
    https://www.riformastatuto.tn.it/content/download/15445/255637/version/1/file/Cerea_Quanto_mi_costi.pdf
    https://pdsalzano.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/10/residuo-fiscale.pdf
    https://www.confapinews.confapi.org/macro/territorio/autonomia-differenziata-a-padova-un-residuo-fiscale-di-3-6-miliardi-l-anno-pari-al-12-del-suo-pil
    Se si ha pazienza di leggere (avviso che per i fascisti sarà meno avvincente dei discorsi del Duce), si scopre che in realtà la provincia di Bolzano paga generalmente più di quanto riceve (con qualche piccola eccezione in singoli anni). Ha senso spiegare questo a Crovella e ai suoi camerati? Ovviamente no, lo sanno benissimo, allo stesso modo in cui il loro Nume Tolomei sapeva di non essere il primo salitore del Klockerkarkopf e il CAI nazionale che gli ha dato credito lo sapeva con lui. Allo stesso modo in cui il Duce sapeva che gli ebrei non sono una razza inferiore e il CAI nazionale lo sapeva con Lui. Queste cose si dicono solo per ristabilire la verità, cosa che non interessa a nessun patriota che si “rispetti”. Io non rispetto i patrioti.
     

  59. Sono italiano e nipote di un cavaliere di Vittorio Veneto,conservo con un certo sconcerto alcuni “ricordi” bottino di guerra che mio nonno raccolse dai corpi dei caduti austriaci durante quella orribile guerra, ricordo bene l’odio con cui il nonno mi parlava dei tedeschi, così li chiamava lui,,ero troppo giovane per chiedergli cosa lo avesse spinto a prendere e conservare orologi fotografie croci di guerra del nemico.Ho cercato di capire in seguito almeno le dinamiche e lo svolgimento dei fatti che portarono alla conquista anche del sud tirolo che certamente non era un territorio culturalmente affine all’Italia, ho quindi “scoperto” qualcosa che nei libri di testo scolastico non viene menzionato cioè che quando l’impero Asburgico dichiaro la resa incondizionata l’esercito italiano non si fermò sulle posizioni in cui si trovava ma iniziò una corsa verso nord per fermarsi e firmare l’armistizio solo due giorni più tardi,quella che il fascismo e poi la Repubblica italiana hanno continuato a decantare come una gloriosa battaglia non fu altro che una corsa a prendersi più territori possibili senza nessun combattimento,la mia ricostruzione forse è imprecisa,ma non fu altro che una furbata  sulla pelle dei sud tirolesi ,va inoltre detto che gli umori che portarono al fascismo maturarono dopo la sconfitta di caporetto  e si rafforzarono dopo la gloriosa vittoria.le centinaia di migliaia di soldati che forse per la prima volta nella storia d’Italia si sentirono italiani a prescindere dalla provenienza regionale  e che è bene ricordare furono la base elettorale che portò al fascismo democraticamente eletto  in un epoca in cui votavano solo i maschi.Viste le premesse è chiaro che i Sud Tirolesi furono vittime durante il fascismo di vessazioni in quanto odiati nemici,inoltre anche on epoca Repubblicana il sud tirolo ha visto la presenza di tantissime caserme  e quindi di una massa enorme di militari italiani a vigilare suo patrii confini, inutili ,in quanto l’Austria era ed è un paese neutrale. Solo dopo gli anni 60 del secolo scorso grazie a l’acume del politico Silvius Maniago si è concretizzata l’autonomia già prevista dai trattati post bellici.La resistenza culturale dei Sud Tirolesi è stata premiata con molto ritardo ed ora che ci ritroviamo con un governo formato anche dagli eredi politici del fascismo la stampa più o meno governativa torna a rigirare il coltello nella piaga.Credo che l’Italia in tute le sue parti sia interessante e bella perché ogni italiano si sente diverso dagli altri e ogni angolo di Italia offre aspetti culturali che non ne fanno una nazione  monolitica ma un  puzzle di identità diverse ,sarebbe ora di prenderne atto e credo che se qualcuno più di altri merita un autonomia  ,sono sicuramente i Sud Tirolesi .

  60. L opinione pubblica nazionale significa un opinionista che piace a Crovella. Se costui ti insulta, deve essere colpa sua. Gli opinionisti cari al Duce (e probabilmente s Crovella) avevano qualcosa da ridire sugli ebrei. Non era colpa loro o del Duce o del CAI che scodinzolava, era colpa degli ebrei che comunicavano male.
    Ma questi fasci torinesi, non hanno di meglio da fare?
     

  61.  @ 37
    Finalmente qualcuno che tocca certi temi e li spiega, mostrando equilibrio.
    Grazie.

  62. @ 35
    Lei alterna interventi molto interessanti e azzeccati, esaustivi, con i quali concordo, e lo sa, a assenza di confronto un po’ frequente di fronte ad alcuni temi che forse non le piacciono, a giudizi sulla mia persona del tutto privi di rispetto e spessore intellettuale. Ma lei questo spessore sembra averlo, per cui mi dispiace che eserciti questa dicotomia che non le si addice, anche per essere una guida alpina. Le guide alpine trasmettono sicurezza, giusto? E spiegano i perché di quello che dicono e insegnano.
     

  63. Ho letto i commenti pubblicati e, da profondo conoscitore della realtà trentina e sudtirolese (così dovrebbero essere chiamati), noto una scarsa conoscenza delle norme giuridiche e economiche che regolano i rapporti tra Stato e autonomie speciali. Questa regione ha elaborato una grande quantità di Norme di Attuazione dello Statuto speciale (molte di più delle altre) e continuerà ad elaborarne. Sta arrivando anche il nuovo Statuto speciale sempre in accordo con lo Stato. È su questo documento che le due provincie (TN e BZ) si muovono e tutelano le loro pretogative con rigore e non pretendono più di quanto lo Stato è tenuto a concedere. Certo il Sudtirolo “morde il freno” e su certi argomenti (bilinguismo, scuole, cultura, turismo) spinge al limite (e ogni tanto lo supera). Ma dobbiamo comprendere che, con il passaggio all’Italia prima ma soprattutto il regime fascista ha “massacrato” questo popolo dal punto di vista culturale e identitario. Io li capisco (ma non giustifico gli eccessi del passato): il Trentino, a parti inverse, durante il periodo asburgico è stato trattato meglio e comunque si lamentava, tanto da sviluppare un forte irredentismo che ha contribuito alla partecipazione dell’Italia alla I ° guerra mondiale. Storie passate ma che scorrono sotto la pelle dei sudtirolesi. Abbiate comprensione, non è solo una questione di soldi ma di cuore.

  64. Sto con Cminetti, ma alziamo un po’ il livello del discorso. Non fosse per il suicidio di Alex Langer,  l’Alto Adige post 1950 potrebbe essere considerato esperimento riuscitissimo e attualissimo di convivenza fra due etnie nemiche, una delle quali – quella italiana, fu inviata dal fascismo provocatoriamente per “colonizzare” il territorio e negli anni ’80-’90 votava ancora in massa MSI. Trovo assolutamente secondario che avere normalizzato la situazione abbia comportato e comporti una certa spesa o un certo spreco, qunado in realtà ci ha evitato una guerra civile. Ce ne saremmo risparmiati un’altra se Zelensky avesse visitato l’Alto Adige – mi risulta che Renzi da premier avesse invitato il suo predecessore Poroschenko, che declinò, e sappaimo come è andata.

  65. Alziamo un po’ il livello del discorso. Non fosse per il suicidio di Alex Langer,  l’Alto Adige post 1950 potrebbe essere considerato esperimento riuscitissimo e attualissimo di convivenza fra due etnie nemiche, una delle quali – quella italiana, fu inviata dal fascismo provocatoriamente per “colonizzare” il territorio e negli anni ’80-’90 votava ancora in massa MSI. Trovo assolutamente secondario che avere normalizzato la situazione abbia comportato e comporti una certa spesa o un certo spreco, qunado in realtà ci ha evitato una guerra civile. Ce ne saremmo risparmiati un’altra se Zelensky avesse visitato l’Alto Adige – mi risulta che Renzi da premier avesse invitato il suo predecessore Poroschenko, che declinò, e sappaimo come è andata.

  66. In effetti non capisco perché, da un po’ di tempo a questa parte, sia stato preso di mira l’Alto Adige. Però in effetti, questo rientra nei meccanismi di parte del giornalismo, il quale crea anche casi e caos, con la pretesa di darci la verità, mentre dovrebbe darci notizie documentate e documentabili, magari verosimili, specificando però che esse, in questo caso, potrebbero essere infondate.

  67. Questo non è giornalismo ma la dimostrazione di ignoranza sulla materia . Come si può scrivere un articolo del genere ai tempi di oggi!!
    Do un consiglio se vuole andare avanti sul giornalismo… meglio concentrarsi sul gossip.. oppure cercare altri mestieri dove non serve la conoscenza della materia 

  68. A me sembra che l’Ost tyrol veda il Sud Tirolo come un veneto la sicilia.
    E mi risulta che l’unico partiti rappresentato in parlamento che voleva la secessione fosse proprio la Liga Veneta.
    Ci dettero il tirolo e ci presero l’istria …..non abbiamo mai avuto buoni governi in italia dal 1865 in qua

  69. Delle cinque regioni a statuto speciale, solamente l’Alto Adige, credo, preoccupa il Governo in relazione ad un eventuale movimento di ritorno al Paese di origine. Le altre quattro regioni non presentano questa possibilità e problema. Di qui il resto.

  70. Cioè, siamo nel 2025, uscite ancora con questi articoli? Poi con questo titolo? L Alto Adige è stato annesso con la forza, mica gli è stato chiesto se avevano voglia di togliersi il grembiule blu e ballare la Tarantella?? Oppure di non poter più parlare la propria lingua!
    Visto che pensi che qui navighiamo nell oro, ti invito a trovare un appartamento in affitto e sostenere le spese “normali” qui nella mia Provincia, e vediamo se dici ancora che siamo tutti ricchi. Gli albergatori, gli impiantisti, le Lobby che governano questo territorio sono ricchi, ma non la popolazione. Non è tutto oro ciò che luccica e anche qui ci sono problemi, come dappertutto. 
    Se questo è un blog su montagna e il libero pensiero, ne aprofitto. Chi ha scritto questo articolo non abita qui in Alto Adige e se ci abita è ugualmente fascista come gli estremisti di destra tedeschi della mia Provincia. Solo dalla parte opposta. Sarai felice di sapere che la SVP si è venduta ai Fratelli’s. 
    Matteo e Massimo grazie per i vostri interventi, l ignoranza e l invidia non ha mai fine.
     

  71. Finché persiste Fugatti in trentino, Fedriga in Friuli e Zaia in Veneto…..non si possono fare confronti.
    Se posso dire la mia preferisco di gran lunga l’abbandono della montagna veneta che la regimazione cui si è sottoposti in Alto Adige

  72. Perché queste intese finanziarie con lo Stato non favoriscono, e richiedono, un’ordinamento scolastico in cui germanofoni e italofoni possano stare sullo stesso identico piano a livello di formazione generale e particolare? Un collega altoatesino qualche anno fa mi disse che, oltre ad avere una nonna che viveva ancora nel suo maso senza corrente elettrica e non so se con altri disagi, non dobbiamo prendercela con chi in Alto Adige non sa parlare italiano, perché ai cittadini della Provincia di Bolzano non è data la possibilità di avere un insegnamento adeguato della lingua nazionale nelle scuole.

  73. La Provincia di Bolzano trattiene circa il 90% delle imposte erariali raccolte sul proprio territorio (Irpef, Iva, accise, ecc.), solo il 10% circa va allo Stato centrale. Questo meccanismo è sancito da norme di attuazione dello Statuto e da intese finanziarie con lo Stato. Le provincia autonoma deve però finanziare direttamente la maggior parte dei servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti, infrastrutture, cultura, tutela ambientale, ecc.), che altrove sono in gran parte coperti dal bilancio statale. Non è che riceva più soldi, semplicemente lo Stato “lascia lì” gran parte delle tasse perché la Provincia si paga da sola i servizi che altrove finanzia Roma.

  74. Lo stesso Marcello Cominetti ha scritto in questo blog della sua difficoltà (nel tempo in cui si preparava a diventare guida alpina, se non ricordo male), a reperire un manuale in italiano, di cui alla fine saltò fuori, gran fortuna, l’unica copia disponibile. Questo mi sembra emblematico del comportamento che si tiene nei confronti degli italofoni.

  75. Quando si dice che l’Italia continua a foraggiare l’Alto Adige si dice di fatto che l’Italia continua a foraggiare l’Italia, perché il Sud Tirolo è Italiano. Allora si potrebbe dire: dov’è il problema? Nel fatto che il Governo non è equanime. Se si dice che l’Alto Adige, in certe condizioni, si scaglia contro l’Italia, ciò vuol significare che quella provincia non è (o non si sente) italiana. È una questione di semantica. Si agisce continuamente su due livelli che si mescolano di sovente nelle discussioni: diritto e sentimenti. Come farli andare d’accordo? In quale luce occorre metterli per avere chiarezza? È più che evidente che si voglia, giustamente, mantenere una identità minacciata, la quale però, a mio modestissimo parere, non dovrebbe avere bisogno di denaro supplementare per sopravvivere e mantenersi. La protezione economica, fiscale e finanziaria penso che permanga solamente per il timore che possano essere seriamente compromesse la stabilità, la sicurezza e l’integrità dell’Italia attuale (ricordiamoci degli oltre 360 attentati, con morti, feriti e molta paura e incertezza). L’Alto Adige ha già seppellito parte della sua cultura originaria (masi chiusi di alta montagna – 20.000 persone – ne abbiamo già parlato), venendo meno così lo scopo di parte dei finanziamenti dati da Roma. La provincia di Bolzano oggi difende la sua cultura in un modo che non so se giustifichi finanziamenti supplementari. Si tratta ancora del sistema scolastico, questione cruciale: i cittadini di lingua tedesca non possono accedere a una conoscenza adeguata della lingua italiana, quelli di lingua italiana non hanno corsi di studio in tutte le materia condotti in lingua tedesca. Però nessuno vuole ragionare su queste cose. Perché?

  76. La storia di questo tribolato territorio è il punto di partenza per ragionamenti meno emotivi o limitati all’ aspetto più fastidioso: tasse, redditi e ricchezza.Cfr. commenti 1 e 21 in particolare. Una storia vista dall’interno è il racconto romanzato di una famiglia, scritto da una notissima giornalista nata lì e con profonde radici generazionali in quel territorio. Titolo: “Eredità”. Tanto per cominciare a comprendere le regioni degli altri, i sudtirolesi che abitano in un territorio superficialmente battezzato “Alto Adige” (sic!) privilegiati? beneficiari? scrocconi? Poi si può discutere sulle autonomie differenziate e le motivazioni che le possono far ritenere superate. Ma non mi sembra la strada che vogliono perseguire i nostri attuali politici, anzi. L’Alto Adige (ancora: sic!) rappresenterebbe quasi un modello di Regione efficiente.
     
     
     

  77. Il trattato di Saint Germain, stipulato subito dopo la prima guerra mondiale, prevedeva l’annessione del territorio Sudtirolese (o Alto Adige) a patto che quest’ultimo potesse godere di uno Statuto Speciale che ne salvaguardasse certi diritti. Ovvero, per i duri di comprendonio, questi diritti facevano parte del trattato/accordo stesso. 
    Ovvio che i sudtirolesi tengano particolarmente alla loro autonomia culturale, linguistica ed economica! È sancita dall’accordo del 1919! Poi ci fu il periodo fascista che ostacolò non poco il popolo sudtirolese imponendo un’italianizzazione forzata (il sogno di Crovella e i suoi simili) dagli effetti disastrosi e che servì solo a fomentare un odio motivato verso l’Italia. Poi la situazione venne presa in mano da un certo Sylvius Maniago, a capo della Provincia Autonoma di Bolzano, che seppe negoziare, nel rispetto di quanto stabilito a St. Germain, con Roma il famoso Pacchetto di Autonomia per la Provincia Autonoma di Bolzano. Maniago inoltre fece un ottimo lavoro di diplomazia stemprerando odio e terrorismo per essere efficace politicamente verso Roma. Avercene politici così!
     
    Per chiarire: ho vissuto 21 anni in Sudtirolo e altri 23 in provincia di Belluno perché casa mia ricade in suddetto territorio per pochi metri. Devo dire che sto bene in entrambe le province e la mia vita si svolge a cavallo tra due realtà con pregi e difetti in vari aspetti, ma tutto sommato ne ho una visione e percezione positiva.
    Non sono uno storico ma mi piace conoscere la storia di dove vivo. Ascolto i notiziari locali alla radio e leggo i quotidiani locali saltando le notizie nazionali.

  78. L’articolo non porta dati/esempi/fonti ma espressioni generiche…oltre ogni ragionevole dubbio, autonomia oggettivamente debordante…quindi si tratta di contenuti senza valore.
    Se vi capita di essere ricoverati o assistiti dall’ospedale di Bolzano (reggenza italiana) o da quello di Merano (reggenza tedesca) potreste “vedere” chiaramente e differenze

  79. Non me ne frega niente di che lingua parlano. Ne se si sentano più tedeschi o italiani. Se spendano bene o male i loro soldi.
    Le regioni a statuto speciale non hanno alcun senso. 
    Basta coi figli prediletti.

  80. “È come se ultimamente Gogna avesse dato le chiavi del blog a Crovella e si fosse preso un periodo di vacanza.”
     
    Propongo un nuovo nome, piú consono all’attuale andazzo crovelliano: “Il Blog del Krovellik”.
    P.S. Beninteso, in attesa che Alessandro finalmente rinsavisca.

  81. Sarebbe bello togliere lo statuto speciale e sarebbe una cosa giusta, bisogna essere realisti ed in Alto Adige i soldi son stati spesi bene, altra cosa la Sicilia è l’esatto opposto, in mezzo ci mettiamo le altre che non hanno fatto disastri, con questo mi allineo a chi vorrebbe vedere una equiparazione in tutta l’Italia, impossibile dal punto di vista di equilibri partitici e clientelari che andrebbero toccati.

  82. Io ho tre commenti e due domande. I commenti:
     
    1) Una volta un articolo di questo tipo sarebbe passato da T&T come forma di provocazione. Adesso invece il Gognablog è una sequenza di “dagli agli orsi, dagli ai cafoni” che neanche un notiziario sezionale della Lega Nord. È come se ultimamente Gogna avesse dato le chiavi del blog a Crovella e si fosse preso un periodo di vacanza.
     
    2) Se si vuole parlare dell’autonomia dell’Alto Adige non si possono ignorare le competenze locali, che sono molte di più rispetto alle regioni a statuto ordinario.
     
    3) Da Bellunese (comunque espatriato) vedo l’autonomia del Trentino (territorio in tutto identico al Bellunese) come privilegio illegittimo – faranno giustizia gli orsi 🙂 – mentre riesco a riconoscere le istanze della minoranza culturale altoatesina.
     
    Le domande:
     
    1) Crovella: di quali “finanziamenti a fondo perduto” parli esattamente?
     
    2) Cominetti: ma non abitavi a Livinallongo tu?

  83. Mi raccomando: quando esprimete un’opinione, su qualsiasi argomento, prestate massima attenzione a non turbare Matteo.
    Altrimenti si arrabbia.
     
    P.S. Morde anche? No, fortunatamente no.
    Siamo salvi grazie alla Rete.

  84. Ripeto per i duri di coccia: conta tutto il dare e l’avere, contributi mica contributi, fondo perduto mica fondo perduto, fai tutte le somme e l’abitante della provincia di Bolzano pro-capite dà un contributo netto positivo superiore all’abitante del Piemonte.
    Quindi non rompete i coglioni con privilegi, sanguisughe ed errori di comunicazione.
    E magari domandati perché li rompete prima e preferenzialmente solo agli altoatesini e non ai siciliani o agli aostani?
     
    Solo poi si potrà parlare di regioni a statuto speciale eccetera…e comunque l’articolo (e il relativo commento) non hanno proprio preso in considerazione le altre regioni a statuto speciale, ma si sono provocatoriamente scagliati solo contro la provincia di Bolzano, usando peraltro palesi e facilmente dimostrabili falsità. 

  85. 1) Volete voi che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto speciale?
    Oppure, in alternativa:
    2) Volete voi che tutte le Regioni italiane diventino a Statuto ordinario?
     
    Tertium non datur. 
    P.S. “Non datur” per una ragione elementare, ovvia, di uguaglianza. Nel 2025.

  86. Certo che l’alto atesino paga più tasse degli altri italiani, e chi lo nega? E’ più ricco e proprio secondo il principio della progressività, contenuto nella costituzione tanto cara a vuoi buonisti, paga di più. Ma questo non c’entra una beata fava. Infatti in parallelo essi ricevono contributi a fondo perduto (provenienti dalla comunità nazionale) che finiscono non ai singoli residenti bensì alle autorità istituzionali (Province autonome) e che vengono utilizzati per finanziare, o co-finanziare, i servizi a disposizione dei residenti. In parole semplici: essi sono ricchi e per tale motivo pagano tanta IRPEF-IRES ecc e questo è un discorso che viaggia per conto suo. In parallelo arrivano fondi nazionali che usano per finanziare i servizi pubblici ai residenti. Eliminiamo tali fondi nazionali, per cui i residenti (che abbiamo detto esser “ricchi”, per cui non avranno problemi a pagare…) pagheranno anche i loro servizi pubblici attraverso la tassazione locale, che sarà aumentata rispetto a quella attuale. 
     
    Superfluo (ma purtroppo necessario) ribadire che tale  mia posizione va intesa nei confronti di TUTTE le regioni a statuto speciale. Cioè non sono animato da un particolare fumus persecutionis a danno degli altoatesini, perché propongo lo stesso anche per VdA, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. Ciò A PRESCINDERE DAI FLUSSI DISCALI ORDINARI che ciascuna di queste regioni versa al fisco centrale.
     
    Infatti è ormai completamente venuta meno la ratio originaria per cui lo Stato centrale intendeva “compensare” queste regioni (considerandole “meno italiane” di quelle normali) per il “danno” (?!?) di esser “costrette” (?!?) a far parte dell’Italia. Si tratta di una “ratio” che io considero SBAGLIATA alla radice, ma che lo è a maggior ragione nel Terzo Millennio… per cui aboliamola e facciamola finita.

  87. Crovella e altri dovrebbero conoscere la storia, o almeno ripassarla. Io sto con Marcello Cominetti e con Matteo. 

  88. “la fiscalità ordinaria (IRPEF per capirci) è un capitolo a parte, non va mescolato né “compensato” con i finanziamenti a fondo perduto diretti dall’Italia all’Alto Adige “
     
    Ah no? e da dove vengono tali contributi a fondo perduto?
    Se alla fine dei conti un alto-atesino (contando IRPEF, IVA, contributi, Pippo, Pluto e Paperino) da allo Stato il 10% del PIL, vuol dire che paga più di un piemontese. Punto.
     
    E l’abolizione o meno dello statuto speciale non c’entra proprio nulla.

  89. @6 sei tu che sbaglo: la fiscalità ordinaria (IRPEF per capirci) è un capitolo a parte, non va mescolato né “compensato” con i finanziamenti a fondo perduto diretti dall’Italia all’Alto Adige per compensarli del fatto che NON sono austriaci… Eliminando questi finanziamenti (dall’Italia) l’importo ordinario di IRPEF-IRES verso l’Italia sarebbe ancora più elevato. Quindi: 1) eliminare i contributi a fondo perduto verso l’Alto Adige; 2) la fiscalità viaggia per conto suo e, se loro sono ricchi, correttamente pagano più tasse ordinarie di residenti in altre regioni (più povere della loro); 3) (mia aggiunta provocatoria): io li caricherei di un sovraccarico fiscale (in più rispetto alla fiscalità ordinaria), finalizzato a restituire progressivamente all’Italia i finanziamenti a fondo perduto che sono andati a loro, diciamo non dal tempo zero, ma almeno dal 2000 in poi, quando era già evidente che a) sono una aerea “ricca” e b) rispetto al tempo zero le loro nuove generazioni sono sempre meno “germaniche” e quindi sempre meno “astiose” verso l’Italia (e, quindi, non c’è più bisogno di compensarli con privilegi vari e finanziari in particolare). Accantoniamo per ora il punto 3) molto “provocatorio”, ma almeno i finanziamenti a fondo perduto dall’Italia all’Alto Adige (più i vari privilegi) dovrebbero essere interrotti con effetto immediato.
     
    Superfluo sottolineare che lo penso così anche per tutte le altre regioni a statuto speciale e non solo per l’Alto Adige, di cui oggi si sta parlando. E’ proprio il concetto di “regione a statuto speciale” che è obsoleto e superato dai tempi, a maggior ragione da quando siamo tutti in Europa.

  90. E’sicuramente fuori dai contesti qui espressi, ma SINNER che si sente tanto Italiano non paga un penny di tasse, fa’ veramente specie e anche perde la sua credibilità ai cittadini comuni che fanno fatica a tirare il fine mese.

  91. “mi limito a dire: se siete così fighi, belli, efficaci, e soprattutto “ricchi”, perché continuate a ricevere soldi a fondo perduto dall’Italia?”
     
    Forse non sono stato spiegato: un abitante dell’Alto Adige contribuisce più di te Crovella alla fiscalità generale dello Stato italiano.
    Ora tu che non sei né figo, né bello, né efficace e paghi pure di meno, perché spali merda sull’Alto Adige? Semplice invidia (comprensibile, peraltro) o becero nazionalismo razzista?

  92. Vedo con piacere che (commento 3) inizia a non essere solo più un mio cavallo di battaglia esclusivo il fatto che la Costituzione vada riscritta. Certo, Telleschi precisa che va riscritto il Titolo V e non l’intero testo come sostengo io, ma intanto registriamo questa apertura nei confronti di un tabu, sul quale le mie proposte anche solo pochi anni facevano gridare allo scandalo e al “Colpo di Stato”… il punto cruciale, per ora limitato al tema dell’articolo, è che il testo è obsoleto, proprio perché scritto 80 anni fa circa e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata a vagonate… Piano piano il concetto si estenderà a tutto il testo e lo si riscriverà dall’arti 1. Basta aspettare e sarà l’opinione pubblica che chiederà la riscrittura…

  93. No no, mi limito a dire: se siete così fighi, belli, efficaci, e soprattutto “ricchi”, perché continuate a ricevere soldi a fondo perduto dall’Italia? Questi finanziamenti erano stati previsti (a mio parere sbagliando fin dall’inizio) per compensare i “non italiani” del fatto che li costringevamo (??!!??) a fare parte dell’Italia… Visto che ormai da un lato siete più ricchi della media italiana (un recente studio – mi pare del luglio scorso – ha evidenziato che le due città con il reddito pro capite più altro d’Italia sono Lecco e Bolzano), dall’altra, generazione dopo generazione, da voi si stempera il tasso originario di “germanità” per cui vi sentite sempre più italiani… e allora che motivo c’è di darvi ancora dei soldi della collettività nazionale? Usiamo questi soldi per sostenere lo sviluppo di altre zone d’Italia, esplicitamente in difficoltà…
    Anzi, visto che siete così fighi e ricchi, non solo non dovreste più ricevere soldi dall’Italia, ma dovreste darne voi all’Italia (parlo di flussi a fondo perduto, non delle tasse sul reddito: le due cifre si dovrebbero sommare) in ottemperanza al principio, che tanto piace ai “buonisti”, di solidarietà nazionale (cioè i più ricchi sostengano lo sviluppo delle regioni più povere e arretrate, che sono in genere quelle meridionali).
     
    Se l’opinione pubblica nazionale vi considera delle sanguisughe (come illustra questo articolo che non ho certo scritto io), delle due l’una: o lo siete davvero, e allora questa stortura va finalmente corretta, oppure c’è un enorme errore di comunicazione da parte vostra, errore che voi vi guardate bene dal correggere. Insomma l’Italia, slavo rarissime eccezioni individuali (di cui io però non sono al corrente) complessivamente vi “vede” così… Difficile che TUTTI gli italiani prendano traveggole… Insomma in un modo o nell’altro questa situazione va messa a posto (anzi andava già fatto decenni fa), proprio perché siete ricchi di vostro e non avete bisogno della compensazioni finanziarie italiane per il fatto che “non fate parte dell’Austria”…

  94. Alle origini del problema ci fu l’aggressione italiana all’Austria e poi l’ingiusta annessione del Tirolo meridionale che la repubblica ha in buona parte risanato. Sarebbe meglio restituire il Titolo all’Austria, ma in generale non ha più alcun senso garantire condizioni normative speciali o differenziate ad alcune province o regioni. È arrivato il tempo di riscrivere tutto il titolo quinto della costituzione per rendere effettivo il principio fondamentale dell’uguaglianza di fronte alla stessa legge (costituzione articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”).

  95. Non so chi sia questo Federico Guiglia, ma scrive pericolose cazzate, da vero sovranista itagliano, buttando là cifrette senza senso né spiegazione per giustificare il suo razzismo anti-tirolese.
    L’Alto Adige contribuisce con meno del 10 per cento delle risorse prodotte nella regione alle necessità generali di tutto il Paese?
    Quindi più della provincia di Trento, della val d’Aosta o della regione Lazio (e ovviamente di tutte le regioni che ricevono soldi dallo Stato, cioé a saldo negativo!).
    Se poi andiamo a guardare al residuo fiscale pro-capite degli abitanti della provincia di Bolzano, ci accorgiamo che il loro contributo è superiore a quello degli abitanti del Piemonte.
    Quindi l’unico “privilegio” che hanno gli abitanti della provincia di Bolzano è quello di parlare tedesco, cosa insopportabile per gli italioti, nazional-sovranisti, ignoranti e ben disposti a bersi menzogne per giustificare la propria miope stupidità!
     

  96. Sanità,  servizi, assistenza, funzionano a meraviglia, lo dico da italiano perché questo sono. Ma chi vorrebbe dare più soldi a Roma per vederli mal spesi?
    Perché la maggior parte degli italiani sogna la vacanza in Alto Adige/Suedtirol e ne è impressionata dall’elevata qualità della vita?
    Guiglia, Il Messaggero… non è che ci sia un (bel) po’ di invidia?
    Certo che non è tutto oro quello che luccica, ma anche le immagini utilizzate nell’articolo sono volutamente provocatorie. Ne esistono anche altre, vi assicuro, che se fossero state a corredo di quest’articolo ne avrebbero spostato l’intento verso sud.
     
    E adesso largo al fiume di commenti: siamo in Italia e parlano tedesco, ho chiesto qualcosa in italiano e non mi hanno risposto,  ecc, ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.