Una sanguisuga chiamata Alto Adige 

La Provincia di Bolzano da oltre mezzo secolo gode dell’autonomia più accentuata fra le cinque regioni speciali e ne ha sempre approfittato (restituisce a Roma solo il 10% delle tasse incassate e penalizza la popolazione di lingua italiana). Dalla toponomastica al bilancio, è lunga la lista di conflitti arrivati davanti alla Corte Costituzionale.

Una sanguisuga chiamata Alto Adige 
(estratto dall’articolo di Federico Guiglia pubblicato su ilmessaggero.it)
a cura della Redazione di dagospia.com
(pubblicato su dagospia.com il 26 aprile 2023)

In Italia l’autonomia differenziata c’è da cinquant’anni. Non occorre, perciò, indovinare che cosa potrà accadere, se e quando il potere di legiferare su un lungo elenco di importanti materie sarà esercitato nelle Regioni più ricche e popolate d’Italia: basta guardare che cosa sia già successo nei rapporti fra lo Stato e l'”autonoma” Provincia di Bolzano, che da oltre mezzo secolo gode della più speciale, cioè differenziatissima, autonomia fra le cinque Regioni speciali (Friuli, Val d’Aosta, Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige).

[…] Ma nella pratica succede che la Provincia di Bolzano sia il più affezionato cliente della Corte Costituzionale, tanti e tali sono i conflitti che sono sorti in mezzo secolo di litigi fra il Consiglio provinciale altoatesino e il Consiglio dei ministri nazionale.

Rivendicando il primo d’aver esercitato le sue autonome prerogative, e rispondendo il secondo che in realtà le ha oltrepassate, violando con ciò la Costituzione. Il braccio di ferro non risparmia alcuna materia: dall’annuale legge finanziaria, i cui rilievi del governo sono quasi d’abitudine, agli interventi nella sanità. Dall’edilizia e dall’urbanistica alle regole sulla sicurezza nel lavoro, al territorio e paesaggio.

“Via da Roma”

Perfino alla toponomastica perché, oltre alle controversie consuetudinarie e cavillose, ogni tanto la Provincia ama pure il blitz. Come quella volta che il governo Monti dovette impugnare di gran corsa un testo che cancellava gran parte della toponomastica italiana dalle costituzionalmente obbligatorie denominazioni bilingue italiano-tedesche. […]

Come fece l’allora ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a fronte di una legge che eliminava addirittura il nome “Alto Adige”. Nell’eterna contesa c’è di tutto e a tutto si ricorre pur di evitare il verdetto della Corte Costituzionale continuamente chiamata in causa: dal ritiro o modifica della legge impugnata, alle mediazioni fra Palazzo Chigi e Provincia, fino alle promesse politiche d’avere un occhio ministeriale di riguardo per un’autonomia oggettivamente debordante.

[…]

Sempre nella pratica, e non nel Paese di Alice, succede che l’Alto Adige contribuisca con meno del 10 per cento delle risorse prodotte nella regione alle necessità generali di tutto il Paese. Una sorta di partecipazione economica stile Lep oggi tanto di moda (sono i Livelli essenziali di prestazioni da garantire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale), del tutto irrisoria e quasi irrilevante.

Nella pratica avviene che a volte l’autonomia sia gestita bene e per tutti. Altre volte male e non proprio con la stessa attenzione per le tre comunità di lingua italiana, tedesca e ladina residenti nel territorio. Si veda il perdurante vigore della proporzionale etnica nel settore pubblico.

Una misura concepita come temporanea ed eccezionale, dati i suoi effetti di grave diseguaglianza. Invece, da oltre cinquant’anni penalizza la minoritaria comunità di lingua italiana oltre ogni ragionevole dubbio. Per trovare lavoro, fare carriera e vedere riconosciuti i propri diritti nel pubblico impiego, i criteri del merito e del bisogno fra cittadini alla pari (qualunque sia la loro lingua), contano molto meno o non contano affatto rispetto al requisito dell'”appartenenza etnica”.

Dunque, non nella Repubblica di Platone, ma in quella italiana dell’autonomia differenziata e sperimentata, possono esserci norme assurde che resistono al tempo, perché lo Stato, defenestrato e perciò disimpegnato, non ha più la vigile concentrazione per intervenire. Per evitare equivoci, nel testo-Calderoli il Parlamento dovrebbe introdurre i paletti di salvaguardia nazionale, che sono ben piantati persino nello statuto di ampia, blindata e cesellata fino all’ultima virgola autonomia a Bolzano.

Josef Noggler presidente del Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige dal 2021 al 2023

Dove la Provincia ha sì la potestà di emanare norme legislative, ma «entro i limiti indicati dall’articolo 4», ossia «in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico dello Stato e con il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali». Ma pure «delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica».

[…]

Provate a chiedere agli amministratori delle città di Bolzano, Merano o Laives, se lassù comandano loro oppure l’onnipotente Provincia. Senza una clausola di salvaguardia nazionale ben formulata e di un’autonomia nell’autonomia ben garantita anche per i Comuni, così da tutelarli dallo statalismo regionalista, il Parlamento rischia solo di accontentare la Lega di un tempo (Bossi e Miglio) più ancora di quella attuale di Salvini e Calderoli. Senza neppure aver imparato qualcosa dalla lezione altoatesina.

Il medico non parlava tedesco… Per capire i pazienti e curarli bene, i medici in Alto Adige devono conoscere il tedesco! Lottiamo per i tuoi diritti!

Il commento
di Carlo Crovella

Questo articolo è sintomatico di come il resto d’Italia “vede” l’Alto Adige. Ah, come dite? Si tratta della solita narrazione fuorviante messa in atto da Roma ladrona? Cioè dite che in realtà la situazione altoatesina non è così? Bene, ma allora è l’Alto Adige che compie un “errore di comunicazione”, come si dice oggi…

Se è come dite voi, a questo punto sono gli altoatesini che devono affrettarsi per dimostrare (con i fatti) al resto degli italiani che vivono e si comportano come qualsiasi altro italiano. Cioè senza particolari privilegi, di ogni natura e non solo sul piano finanziario.

Più tardi gli altoatesini si muoveranno in quella direzione e più cresceranno, nel resto d’Italia, i pregiudizi (e quindi il malcontento) nei loro confronti.

Una sanguisuga chiamata Alto Adige  ultima modifica: 2025-09-03T05:34:00+02:00 da GognaBlog

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178 pensieri su “Una sanguisuga chiamata Alto Adige ”

  1. Pare che la crasi tra italiani idioti e sudtirolesi imbecilli sia in pieno sviluppo…non credo però ne possa sortire alcunché di positivo!

  2. “l’Alto Adige dovrebbe creare il proprio istituto pensionistico”
    Perché non dai un’occhiata a: Laborfonds, Pensplan, Sanifonds…?
    Ciò che si può fare per essere indipendenti (in tutto) le due province autonome lo hanno fatto.
     

  3. @71 Beh insomma: Ci sono  100.000 (o piu’? ) pensionati INPS…
    Per l’autonomia totale, l’Alto Adige dovrebbe creare il proprio istituto pensionistico. Ricordarsi che al momento, le pensioni in essere sono pagate da tutti gli italiani. Ovviamente, anche i lavoratori dell’Alto Adige pagano i pensionati di tutta Italia. Ma il sistema e’ in debito. Cioe’ si puntella sul debito pubblico, con salati interessi. Quelli chi li paga?

  4. “Volete che la vostra provincia continui a far parte dello Stato italiano oppure che sia annessa all’Austria?”.
    Che sia annessa all’Austria, trentini compresi che ne abbiamo le p@lle piene dell’Italia.

  5.  
     
    vi accorgerete di quanto costerà lastruttura di uno stato indipendente
     
    È già di fatto uno stato indipendente.

  6. Se, se…. Se la premessa risulta sempre falsa ogni conseguenza risulta vera. Confutare le tue affermazioni e’ uno spreco di tempo. Fatti una ragione, occupati di qualcosa che abbia senso. 

  7. È inutile! La risposta a tutte le domande è stata data esaurientemente (anche da me medesimo e pure in maniera preventiva), ma a chi non piacciono suddette risposte non resta che insistere con un volontario non capirle.
    Vale per tutti, da Crovella in su.
    Buonanotte. 

  8. Se in Italia potessi decidere io, indirei un referendum nell’Alto Adige/Südtirol: “Volete che la vostra provincia continui a far parte dello Stato italiano oppure che sia annessa all’Austria?”.
     
    Naturalmente bisognerebbe chiedere il benestare dell’Austria. Quest’ultima direbbe: “Va bene. Ma i sudtirolesi tengano presente che saranno trattati allo stesso modo dei nordtirolesi, dei tirolesi dell’est, dei salisburghesi, dei viennesi e di tutti gli altri cittadini. Nessuno Statuto Speciale. Tutti i cittadini sono uguali di fronte allo Stato”.
    Naturalmente la minoranza italiana dovrebbe essere tutelata come accade ora con quella sudtirolese in Italia. 

  9. Quanto a Ribbentrop e Molotov, loro avevano fatto il trattato ognuno per le sue ragioni ed erano contenti, i polacchi lo erano di meno. Qui si tratta di Italia e Austria, ognuna con le sue ragioni, non si tratta di spartire uno stato terzo.

  10. Dimenticavo di notare una cosa: non hai ben capito che i trattati in generale si rispettano. Denunciare un trattato somiglia a recedere da un contratto, si può a certe condizioni e in un certo modo.

  11. Se agli austriaci va bene non ho obiezioni. Io abito sul mare. Altrimenti potresti fare pressioni su di loro tramite UE, mi sembra che si senta un grande bisogno di aumentare i contenziosi tra stati.

  12. “Se hanno fatto un certo trattato evidentemente esistevano delle ragioni.”
    Acuta osservazione, che rivela lo spirito critico e il livello intellettivo dell’autore.
    Mi ricordo che qualcun altro disse: “Se hanno fatto il trattato Molotov – von Ribbentrop evidentemente esistevano delle ragioni”. 

  13. “E’ una strana cosa che si chiama trattato di pace tra Italia ed Austria, roba da parrucconi. Se non sai cosa è un trattato, leggi questo link
    https://www.treccani.it/vocabolario/trattato/
    con qualche sforzo dovresi farcela.”
     
    Alla tua spocchia maleducata sarebbe fin troppo facile rispondere come meriti.
    Tuttavia voglio rimanere nel merito della mia domanda e ti dico: a quei tempi lo Statuto Speciale o Trattato poteva forse avere una logica (ma non equità nei confronti delle altre Regioni).
    Nel 2025 non esistono né logica né tanto meno equità. Ergo, si impugna il trattato, si cambia lo statuto. 
    È caduto l’impero sovietico: può scendere dal piedistallo l’Alto Adige/Sütirol, al livello dei comuni mortali.
    Oppure i privilegi sono troppo belli, eh? 

  14. Ovviamente, ci sarebbero da citare le ragioni che hanno portato al trattato, ma citarle mi sembra uno spreco. Se hanno fatto un certo trattato evidentemente esistevano delle ragioni.

  15. Onde evitare accuse pretestuose di faziosità, rivolgo la domanda anche con riferimento alle altre quattro Regioni a Statuto Speciale.
     
    “Perché la Regione Valle d’Aosta deve godere di privilegi (Statuto Speciale) rispetto alla mia (Emilia-Romagna)?”.
    “Perché la Regione Friuli-Venezia Giulia deve godere di privilegi (Statuto Speciale) rispetto alla mia (Emilia-Romagna)?”.
    “Perché la Regione Sicilia deve godere di privilegi (Statuto Speciale) rispetto alla mia (Emilia-Romagna)?”.
    “Perché la Regione Sardegna deve godere di privilegi (Statuto Speciale) rispetto alla mia (Emilia-Romagna)?”.

  16. Fulvio, tu puoi fare decine o centinaia di osservazioni, e con te tutti gli altri.
     
    Io ne faccio solo una, ed è una domanda: “Perché la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol deve godere di privilegi (Statuto Speciale) rispetto alla mia (Emilia-Romagna)?”.
     
    A questa domanda non è ancora stata data risposta (intendo una risposta con logica e senso di equità).

  17. @154
    Si tratta di una situazione simile ai contratti. Non puoi vendere una macchina, prendere i soldi e scappare senza consegnarla. O meglio: puoi ma corri dei rischi. Altri contratti prevedono il recesso con certe modalità. Comunque non si straccia proprio nulla 

  18. Comunque, i trattati non si ‘stracciano’.
    L’espressione giuridica esatta è che un trattato si ‘Denuncia’, atto che porta uno Stato a svincolarsi dal trattato cui ha precedentemente aderito.

  19. In verità i finanziamenti a fondo perduto per Bolzano ci sono stati al tempo della beneamata Destra Sociale
    https://www.italyformovies.it/location/detail/244
    in pratica
    “Nel 1934 gli alti gerarchi fascisti decisero di realizzare una zona industriale a Bolzano. Per dieci anni le nuove aziende non furono soggette né a tasse né a dazi doganali. Furono concesse sovvenzioni statali particolarmente allettanti e l’energia elettrica necessaria al funzionamento delle aziende venne praticamente regalata. Migliaia di lavoratori giunsero a Bolzano da tutto il nord Italia. Solo pochi anni dopo la decisione di creare una zona industriale, si erano già insediate 39 aziende per un totale di oltre 8.000 dipendenti. Oggi, di quelle grandi industrie è rimasto ben poco. Ciononostante molti degli edifici e delle enormi strutture di allora sono ancora presenti. Particolarmente evidente è l’ex fabbrica di alluminio.”
    Lo scopo (europeista sicuramente) era di creare una comunità di italiani che portasse allo scontro etnico con i barbari indigeni, nella certezza di vincere.

  20. AL solito, su questo forum va molto piú forte l’ anti-crovellismo che le discussioni razionali. Mi chiedo quanti abbiano letto, oltre al commento di Crovella, anche l’articolo principale, che pur nella sua superficialità’, propone alcuni problemi concreti a cui nessuno a risposto, se non con altrettanto pressappochismo.
    -Le frequenti “uscite dai binari” costituzionali dei provvidementi regionali, con conseguenti istituzionali
    -La scarsa contribuzione dell’AA a finanziare servizi e necessita’ non locali: se avete altri numeri, ben venga, purché non ci limiti a slogan retorici.
    -L’esistenza di trattamenti sfavorevoli ai cittadini di lingua italiana : anche qui, se per voi tutto é perfetto, argomentate.
    -Lo strapotere della Provincia Autonoma, a scapito degli altri enti locali , nella gestione del territorio, tra l’altro con iniziative spesso discutibili. Vedere chi ha finanziato lo scempio del passo Santner.
    Onestamente, la difesa appassionata e acritica dell’Alto Adige (vedi Casanova) mi pare stupefacente…

  21. Volevo farvi i complimenti perché è difficile vedere qualche articolo che dice cose vere su questa terra. Ma purtroppo è, in proporzione alla situazione reale, un articolo morbido e che prende in considerazione solo pochi e quasi minori condizioni che andrebbero evidenziate.
    Se aveste voglia di conoscere realmente questo territorio, sarei lieto di aiutarvi in questa impresa.
    Cordiali saluti e buon lavoro

  22. Io non userei il termine sanguisuga parlando de Südtirol e non biasimerei che in quella regione vogliano continuare a parlare la loro lingua. L’italianizzazione fu una pratica odiosa, un orrore del passato. “Restituire” le tasse al 10% significa comunque versare non secchiate il sangue.

  23. Al posto di invitare a guardare cosa accade nelle altre regioni è invece utile rimanere in argomento Trentino:
    Il trentino ha sempre re-investito la sua liquidità rendendo la regione prospera ed efficiente; un esempio per tutte le altre regioni a statuto speciale dove i soldi non si capisce dove finiscano;
    Purtroppo dopo oltre 50 anni il disprezzo per gli italiani e la lingua italiana è ancora troppo evidente e dividente;
    Per tanto viene spontaneo pensare: Sarebbe forse ora di smetterla con queste regioni a statuto speciale? non abbiamo già pagato abbastanza?
     

  24. Il servizio è di una superficialità e animosità contro il Sudtirol che ha dell’in credibile. Un servizio indegno del giornalismo, non solo per errori (voluti) il versamento del solo 10% allo stato a esempio. manca il contesto che ha portato a questa civile (ancora da correggere certo) autonomia, un modello che andrebbe portato in Israele, in Ucraina, in mille situazioni di conflitto esistente dove le minoranze vengono umiliate. Non una parola della Sicilia, dove grazie all’autonomia ogni cittadino siculo riceve di più dallo stato di quello altotesino o trentino e dove purtroppo la classe politica umilia i sui cittadini (vedere lo stato della sanità della viabilità, dei servizi sociali assenti). E poi leggete l’insieme dei servizi su Alto Adige di questo giornalista e capirete il personaggio.

  25. “La protervia con la quale si “difendono” le situazioni di anomalia fra i cittadini della stessa nazione…”
    La cosa più interessante secondo me è che quando un destro (qualunque destro: neo-fascista, post-fascista, sovranista, destro sociale o destro statalista), quando un destra scrive una frase del genere non la declina mai completamente ed efficacemente.
    Non la applica mai a far pagare l’ICI alla Chiesa Cattolica, non pensa mai a tassare la rendita finanziaria come la rendita da lavoro, non chiede mai una differente gestione delle concessioni statali (dai balneari ai cavatori alle acque minerali), non vuole mai combattere l’evasione.
     
    No, no, il destro, qualunque destro, se la prende con bersagli che sia facile additare alla gente come diversi e perciò nemici, causa di tutti i mali e da abbattere, distruggere, annientare.
    Se la prende con l’Alto Adige perché parlano tedesco e quindi sono un’anomalia in sede alla nazione.
     
    Il tutto per continuare a fare la politica di destra, di qualunque destra: la politica del privilegio, la politica dell’ordine gerarchico, dove uno comanda e gli altri obbediscono, dove i potenti, gli amici guadagnano e gli altri lavorano e pagano, dove il pensiero deve essere unico e le obbiezioni sparire.
     
    Non ho una chiusura per questo intervento, solo lo sconforto e la tristezza di fronte all’abisso e alla pervasività della stupidità umana.

  26. Dovete versare le tasse al fisco italiano, perché, facendo parte dell’Italia, dovete anche voi contribuire alla gestione della cosa comune nel suo complesso. Dovreste versate molti più soldi (di quanto fate) nel fisco centrale perché questi soldi servono per le aree meno sviluppate. E’ il principio di solidarietà nazionale. Invece tenendo le vs tasse presso di voi, finanziate i vs servizi pubblici che saranno di qualità sempre più elevata, mentre i corrispondenti servizi pubblici di certe aree depresse, un genere nel Meridione, saranno stazionari o peggio caleranno di qualità. Di conseguenza si amplia la differenza fra qualità della vita in AA e quella delle aree italuane depresse, mentre il principio fondante dell’unità nazionale è la riduzione di tali differenze. I cittadini più ricchi ricchi aiutano quelli meno ricchi. Vale per i ricchi di ogni regione, ovvio, ma mentre nelle regioni ordinarie il flusso fiscale viene in gran parte centralizzato, per voi non è così 
     
    Se invece volete fare i fatti vostri, completamente slegati dalla comunità nazionale, allora dovreste portare avanti un vero e proprio progetto di secessione. Non per farvi annettere dall’Austria, ma per rendervi uno stato indipendente. Non dovrete neppure più dare il 10% del vs prelievo fiscale all’Italia, ma vi accorgerete di quanto costerà la struttura di uno stato indipendente e alla fine forse avrete meno soldi per i servizi pubblici che presumibilmente caleranno di qualità. Ora come ora, invece, avete la botte piena e la moglie ubriaca. E questo che non regge più al giorno d’oggi.
     
    Cmq l’ipotesi di uno stato indipendente  e’ tutta aria fritta perché, come ho descritto, quando l’Unione Europea avra’ compiuto il suo completamento, ciò avverrà perché gli stati membri cederanno irreversibilmente la loro sovranità nazionale all’UE. Quindi anche l’ipotetico stato indipendente del Sud Tirolo farà lo stesso e diventerete anche voi cittadini europei come tutti gli altri.

  27. Le panzane di Crovella non interessano di fatto né alla destra né alla sinistra né ai cittadini qualunque. S che servono? La sola spiegazione mi sembra sia nella volontà di mantenere vivo l astio nazionalistico verso i popoli confinanti. In particolare risulta evidente la volontà di aizzare lo scontro con i tedeschi, che rappresentano un forte sostegno all UE: la sola regione a statuto speciale contro cui di fatto si scaglia, il paradigma di ogni male, e’ la provincia di Bolzano, già Trento per lui e’ onesta. Mi sembra proprio che il nostro costituzionalista europeista guardi più all Eurasia che all Europa occidentale.

  28. @ Tiraboschi: la tua conclusione ha un vizio di fondo, almeno nella formulazione in cui l’hai scritta. Tu dai per scontato che tutti i lettori del Blog lascino dei commenti e siccome molti di tali commenti si imperniano su posizioni antitetiche alla mia, concludo che il Blog è frequentato solo (o in stragrande maggioranza) da gente “antitetica” a me. Guarda che non corrisponde alla realtà. infatti molti miei conoscenti (che hanno una visione del mondo vicina alla mia) leggo sistematicamente questo blog, ma per le più svariate ragioni non amano farsi impelagare in diatribe e discussioni. Più in generale andare in montagna (e amarla) non è prerogativa né di gente di sinistra né di gente di destra. Ho notato anche io che in genere quelli di sinistra commettano l’errore di pensare che andare in montagna è sinonimo di ricerca della libertà e come tale non possa essere che esclusivo di quelli di sinistra. Niente di più sbagliato. anche bella storia ci sono fior di alpinisti o convintamente di destra o cmq in qualche modo coinvolti nei regimi del Novecento. Quindi non è un’esclusiva della sinistra. Cosi come ci sono alpinisti cattolici (intendo con una sincera fede religiosa) ed altri completamente atei.

  29. I trattati da stracciare riguardano AA e val d Aosta. Sono trattati di pace, non cosette tra di noi. Bisogna anche convincere gli stati con cui li abbiamo fatti: no trattato no pace. Certamente, gli insulti che Crovella dispensa, la sua ira perché 20 anni fa parlavano tedesco in sua presenza, le sue insinuazioni sul fatto che non pagano le tasse e che vivono a sbafo, possono essere ottimi argomenti per dimostrare agli interessati che gli attuali accordi di pace sono superflui e un Italia crovelliana garantirebbe loro condizioni di parità. Ma alla fine, visto che il grande costituzionalista ha per riferimento la destra sociale, questo si riduce a folklore.
     

  30. Ritengo convintamente che nel 2025 sia obsoleto che esistano aree non omogenee con il resto del territorio, per cui tali aree dovrebbero essere abolite.
     
    Alcuni potrebbero osservare che è altrettanto anacronistico che una popolazione, in gran parte non italiana per lingua e cultura, faccia ancora parte dell’Italia. L’Alto Adige funziona come uno Stato nello Stato: si sostiene con le proprie entrate e si organizza attraverso la propria amministrazione, senza alcun reale bisogno dell’Italia. Per quale motivo, quindi, l’Alto Adige dovrebbe continuare a versare risorse al bilancio italiano? E per cosa esattamente?
     

  31. Caro Crovella appartenere alla “destra sociale” significa essere un erede politico del fascismo su questo non ho dubbi ,una destra che gioca su invidie e sentimenti bassi per portare ad una “uguaglianza “al ribasso passare da cittadini a sudditi anche se tutti uguali  non è un gran risultato definire l’Europa attuale esempio di democrazia non corrisponde a verità infatti possiamo eleggere i rappresentanti italiani ma non possiamo votare un danese o un ungherese in base a ciò che professa, inoltre le scelte dell’Europa una volta promulgate non possono essere messe in discussione dai singoli stati,certo che questo risultato cioè il trionfo delle destre sociali  e dovuto anche a certa “sinistra” che ha abbandonato gli ideali più alti in nome di un realismo che la ha appiattita su  posizioni talmente deboli e simili a quelle  della destra da renderla poco appetibile non mi riconosco in nessuna parte politica ma credo che la vera libertà e uguaglianza possa venire solo dal riconoscere rispettare e valorizzate le differenze in nome di un bene comune ,anche se è utopia bisognerebbe superare confini ,stati ed entità sovranazionali che stanno portando ad un autoritarismo pericoloso travestito da democrazia. Fascismo e nazionalsocialismo vennero democraticamente eletti e questo sarebbe bene ricordarselo. Non mi stupisce che tu qui sia in minoranza visto che questo blog è frequentato da persone che vivono le montagne come spazi di libertà e in cui gli unici confini ,almeno per ora ,sono segnati dalle nostre personali capacità e incapacità.

  32. “Stracciare” (i trattati) va inteso in senso metaforico, come spesso io uso i termini, cioè in modalità roboante. E’ ovvio che non sto dicendo che deve essere  lo stato centrale che “straccia” unilateralmente i trattati, ma occorre che lo stato centrale sensibilizzi progressivamente i cittadini, residenti nelle 5 regioni a statuto speciale, sul principio che i tempi sono profondamente mutati e quindi occorre concordare, con tutti i dovuti passaggi legittimi – steo by step, l’annullamento di tali situazioni anomale. E’ ora che tutte le regioni italiane siano a statuto ordinario.
     
    La protervia con la quale si “difendono” le situazioni di anomalia fra i cittadini della stessa nazione, mi convince ancor di più che è tempo di abolire TUTTE le regioni a statuto speciale.
     
    Il motivo per cui lo Stato centrale NON ha ancora affrontato questo problema è che la realtà “offre” a ripetizione continue grane di cui occuparsi (dall’Ucraina al M.O., dai dazi USA all’economia interna, ecc ecc ecc) e materialmente non si riesce ad affrontare anche questa rogna. Ma prima o poi tale rogna andrà affrontata, perché non può durare in eterno e va sanata.
     
    Sono però stupito (lo ero ancor prima di questo dibattito, ma a maggior ragione leggendo quanto esposto nei commenti) nel constatare che gli esponenti di sinistra, anziché essere i primi a scagliarsi contro l’esistenza di trattamenti diversi fra i cittadini della stessa nazione, si raccolgano rabbiosamente a difesa delle anomalie che producono vistose differenze fra i cittadini della stessa nazione. E’ assurdo che sia un esponente di destra, come il sottoscritto, ad affermare pubblicamente che non possono esistere trattamenti diversi fra i cittadini appartenenti alla stessa nazione. E’ assurdo perché dovrebbero essere così, ancor più convintamente di me, quelli di sinistra, che fanno dell’uguaglianza fra tutti i cittadini il perno della loro visione ideologica e politica. E’ ben vero che io appartengo alla corrente della cosiddetta Destra Sociale, molto attenta a principi e valori sociali che, ironia della sorte, dovrebbero animare la sinistra sinistra e non certo la destra “affaristica” (alla Berlusconi o alla Briatore per capirci).  La disparità di qualità nei servizi pubblici fra quelli a disposizione degli altoatesini e quelli delle aree italiane depresse è un disvalore che va sanato. O siamo tutti italiani allo stesso modo (in un domani “europei”) oppure ognun va per conto suo, ma questo significa tornare la Medio Evo, quando ogni feudo aveva le sue leggi e consuetudini e magari batteva pure la sua moneta, diversa da quella del feudo confinante. la sopravvivenza di regioni a statuto speciale, concettualmente ma anche politicamente, è un residuo “medievale” e, di fronte al mondo del Terzo Millennio, stride ancor di più di quanto facesse già nei decenni scorsi.

  33. Genio, prova tu a capire cosa significa stracciare un trattato. Sono cose che si fanno in guerra. Abbiamo trattato con l Austria, con la Francia e con l UE. Chiedi il sostegno della Russia e della Corea del Nord? Guarda che in Ucraina se la passano male.

  34. Sei proprio di coccio…
    Bertoncelli, per gentilezza, provaci tu a spiegargli coda significa “abolire TUTTE le regioni a statuto speciale”: magari con la tua simpatia da emiliano avrai più successo…

  35. Piccolo dettaglio: tutte le regioni a statuto speciale costituisce un ossimoro. Ogni regione ha il suo statuto speciale se no non sarebbe speciale: in Sicilia non hanno bilinguismo e in Sardegna non hanno il maso chiuso. Ma, rispetto al resto che lei ha detto, questo passa in seconda linea.

  36. “addirittura stracciato” magari abolito. Le idee semplici caratterizzano il vero Genio, si vede che Crovella ha tante sinapsi che gli escono dalle orecchie. Idee da vero europeista poi. In Europa si sente un grandissimo bisogno di qualcuno che straccia i trattati, li abolisce, avvia operazioni speciali. Buona fortuna….Napoleone!

  37. Stai facendo un minestrone da cui si evince che davvero il tuo QI è pouttosto “depresso”. Tra l’altro non hai neppure colto che chi propone, provocatoriamente, “o tutte regioni a statuto speciale o nessuna” lo fa per intendere che non ci devono più essere differenze fra le regioni. Le differenze le elimini o portando tutte le regioni a statuto speciale o tutte in regime ordinario. Io sono per questa ipotesi, che ovviamente e la più logica e pragmatica. Quanto ai trattati e accordi vari: ma chi ha mai negato che esistano??? Certo che esistono, ma sono obsoleti perché figli di un quadro socio-politico del secolo scorso. Tali trattati sono proprio l’oggetto del contendere. ma ogni testo scritto essere cambiato, aggiornato o addirittura stracciato. Nel caso di specie occorre abolirli. Proprio con tale misura si aboliscono le regioni a statuto speciale.

  38. Dal 2010 Crovella scrive di abolire gli statuti speciali avendo di mira quello di Bolzano. Sono 15 anni abbondanti di supercazzole da parte del costituzionalista del Gogna Blog

  39. Non sono ferrato come Crovella in materia inoltre, come il Nostro ha notato, ho problemi di sinapsi. Le mie sinapsi ballerine mi dicono che esiste questo accordo
    «Accordi intervenuti tra il Governo italiano ed il Governo austriaco il 5 settembre 1946
    1. Gli abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento[9], godranno di completa eguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca.
    In conformità dei provvedimenti legislativi già emanati od emanandi, ai cittadini di lingua tedesca sarà specialmente concesso:
    (a) l’insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna;
    (b) l’uso, su di una base di parità, della lingua tedesca e della lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni, nei documenti ufficiali, come pure nella nomenclatura topografica bilingue;
    (c) il diritto di ristabilire i nomi di famiglia tedeschi, che siano stati italianizzati nel corso degli ultimi anni;
    (d) l’eguaglianza di diritti per l’ammissione ai pubblici uffici, allo scopo di attuare una più soddisfacente distribuzione degli impieghi tra i due gruppi etnici.
    2. Alle popolazioni delle zone sopradette sarà concesso l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo, nell’ambito delle zone stesse. Il quadro nel quale detta autonomia sarà applicata sarà determinato, consultando anche elementi locali rappresentanti la popolazione di lingua tedesca.
    …..

    (Allegato IV al Trattato di pace con l’Italia)
    Per conseguenza, un uomo ricco di sinapsi potenziate come Crovella deve pensare a come modificare il trattato di pace con l’Austria, non basta togliere le regioni autonome dalla Costituzione

  40. Ma come potrebbe essere speciale lo statuto se tutte le regioni fossero a statuto speciale?
    Non solo le sinapsi non funzionano granché di per loro, ma è la logica di base a essere assente del tutto tra esse
    🙂

  41. @21
    A proposito di si sinapsi, evidentemente non consideri che questa espressione sia offensiva e quindi la uso pure io: hai notato che qualcuno parla di ” o tutte a statuto speciale o nessuna”?

  42. “è come insegnare a fare il VII grado sulla roccia, non sapendo fare più del IV”
    Marcello, ma guarda che il IV è un gran bel grado ed è difficile arrivarci se sei un tuttologo professionista, lottare contro i cannibali e devi pure scrivere la Costituzione mondiale…
     
    Comunque quando era giovane due volte almeno ha fatto anche il IV+!

  43. Ovviamente, gli insulti di Crovella ad un tizio che conosce lui per motivi che sa lui interessano moltissimo tutti. Con “tutti” intendo l intera Europa a cui Lui sta per proporre una riforma costituzionale che tutto il mondo ci invidierà.

  44. Dirò una banalità ma  secondo me chi commenta con tanto fervore senza conoscere la storia dell’Alto Adige, aggiunge ulteriore superficialità a un’argomento davvero complesso, non privo sicuramente di incongruenze, ma che andrebbe affrontato con più conoscenza.
    In soldoni, è come insegnare a fare il VII grado sulla roccia, non sapengo fare più del IV. Un po’ come certi pataccati comunque convinti di saperla più lunga mentre la sanno cortissima.
    Ma ci siamo abituati.

  45. Genoria: le tue lamentele sul sistema scolastico italiano (comprese quella ridicola che gli istituti scolastici italiani non hanno tre – TRE! – piscine come quello frequentato in precedenza dal pargoletto negli USA), le hai raccontate tu di tua iniziativa e lo hai fatto pubblicamente in vari commenti da te rilasciati quando avevi le palle per firmarti con nome e cognome. Hai raccontato anche altre cose, ma al volo mi son venute in mente queste due, tra l’altro una più ridicola dell’altra.
    Cmq uno con una mentalità come la tua che si va a rintanare negli USA dell’era Trump è un vero controsenso. Attento che il “tuo” attuale Presidente non ci pensa né a né ba a mandarti a casa la Guardia Nazionale…
    Quanto al calcio nel sedere, sono tentato di farmi il lungo volo fin negli USA, venire a trovarti, mettermi davanti a te a tua disposizione e poi… stare a vedere come finisce. Ricordati, però, che io sono stato uno schermitore, per cui sono di natura abituato a parare e rispondere.

  46. Ma Crovella non vuole più riscrivere la Costituzione italiana punta ormai più in alto ; riscrivere quella europea! E tutto da questo blog. Ragazzi; qui si fa la storia!

  47. Per chi non lo sapesse, mi chiamo Claudio Genoria. Ci sono aspetti legati all’ottenimento di un visto di lavoro all’estero che sconsigliano un certo tipo di esposizione, ma non è che mi stessi nascondendo. E comunque da ora in avanti mi firmerò “Carlo Crovella” anch’io, così, per vedere l’effetto che fa.
     
    Una famiglia se ne va dall’Italia per tanti motivi. Quello che scrive Crovella (che si prenderebbe un bel calcio nel sedere, se lo avessi qui a portata) non c’entra niente, è una semplificazione ed un’offesa (a mio figlio) troppo grave da poter essere digerita così, stando in silenzio. Scusate la digressione fuori tema.

  48. Blog dedicato a discussioni futili su argomenti di INattulalita’, condite da luoghi comuni e insulti. Bella immagine della cultura alpinistica. Meglio i tifosi ultras.

  49. Alla seconda lettura dell’articolo, fatico a trovarci qualcosa di radicalmente sbagliato. Lasciamo perdere il titolo e il commento di Crovella, che al solito ha tendenza a semplificare per ricondurre le questioni al suo schematismo, buttando (spesso ) in vacca le discussioni.   
    Sostanzialmente si dice: L’Autonomia e’ gestita in modo molto incisivo dal punto di vista dello “sfruttare gli spazio di manovra”, fino ad uscire con frequenza dai binari costituzionali, generando conflitti con l’esecutivo che deve in qualche modo reagire per riportare alla legalita’ , se non altro per forma, piu’ che per sostanza. Beh ma questo sara’ pur vero, o no? 
    Riguardo alla questione della contribuzione al fabbisogno nazionale. L’articolo qui e’ effettivamente generico ed impreciso. Dice: “succede che l’Alto Adige contribuisca con meno del 10 per cento delle risorse prodotte nella regione alle necessità generali di tutto il Paese”. E’ tanto? E’ poco? Non e’ questo il punto. Il raffronto con le altre regioni e’ complicato dal fatto che l’AA si paga in modo diretto ( con le sue tasse ) molti dei servizi ( scuola, sanita’, ecc ) che in altre regioni richiedono un ritorno dallo stato, con le tasse nazionali. Ma nella pratica, per i servizi “non locali” ( esercito – anche se a loro importera’ poco -, ma anche debito pubblico, deficit pensionistico, ecc ), l’AA paga pro capite  effecttivamente meno di molte regioni di pari ricchezza.  Questo “ci va bene”? Forse si, o forse no, ma si potrebbe effettivamente considerare la restituzione del territorio all’Austria. 
    E in Austria, repubblica federale come la Germania ( dite a Crovella che la nazione piu’ popolosa e piu’ ricca dell’UE non considera le autonomie regionali anacronistiche ) , il Tirolo avra’ ancora piu’ autonomia, ma forse dovra’ pagare qualcosina in piu’…

  50. Thomas tranquillo che gli unici a fare schifo siete voi altoatesini, regione-zecca d’italia insieme a tutte le terronidi…l’unica cosa a cui contribuite è alla crescita del fastidio che proviamo per voi

  51. Avevo avuto già modo di scriverlo altrove, e l’ho detto pure pubblicamente in alcune delle mie conferenze: ALTO ADIGE = NAPOLI. P.S. Noto con grande piacere che Matteo P. rimane il solito inetto disimpegnato con doti intellettive minime che conosco da anni, qualsiasi sia l’argomento discusso.

  52. Il mio 120 è riferito al 116, visto che il concetto di ABOLIRE  TUTTE le regioni a statuto speciale non gli è immediatamente comprensibile e chiedi (?!?) a noi di esser più chiari.
     
    Se le tue sinapsi cerebrali sono lente e intorpidite, come stai dimostrando a piè sospinto, astieniti prudentemente dall’avventurarti in terreni complicati e insidiosi, specie se incontri interlocutori più ferrati di te in materia…

  53. Se diciamo ABOLIRE TUTTE le regioni a statuto speciale, intendiamo TUTTE: dov’è la difficoltà a comprendere il concetto di TUTTE? Ma un minimo di capacità cognitiva ce l’hai?

  54. Concludo ricordando che, con alcuni conoscenti molto ferrarti in materia (a tal punto che sono stati coinvolti nelle task force che elaborano le riforme costituzionali in calendario, e questo spiega anche il rallentamento del nostro lavoro) tempo fa ci eravamo messi a riscrivere la Costituzione Italiana, da presentare poi nelle sedi opportune. Dato il siffatto motivo pratico, ma soprattutto la presa d’atto che la “partita” ormai si gioca a livello continentale (Unione Europea) e non di singoli stati membri, è superfluo riscrivere la costituzione italiana, dovendo poi fronteggiare tutto il bailamme che nel sarebbe derivato, tanto vale indirizzarsi a scrivere un progetto di Costituzione Europea (cioè dell’UE), da presentare nelle sedi opportune (europee e non più italiane) seguendo tutte le procedure del caso, in modo tale che sarà poi imperativa su tutto il territorio continentale. Siccome sono un europeista convinto, perché sono conscio che il nostro ruolo futuro sarà importante solo se saremo un unico stato a livello continentale, la “vera” aprtita si gioca ormai a livello di UE: leggi di ogni ordine emanate a livello centrale si imporranno sulle leggi dei singoli stati nazionali, a maggior ragione quando questi conferiranno la sovranità nazionale.

  55. Nel novero generale della completa riscrittura della Costituzione, occorre cambiare anche la parte che riguarda le regioni a statuto speciale, che ormai sono ANACRONISTICHE e OBSOLETE e quindi vanno ABOLITE. Tra l’altro (caro 114, ma in questo caso anche il 113) se tu fossi un lettore attento e non superficiale e approssimativo (che sono i “caratteri” tipici del cannibale in montagna, a dimostrazione che il “cannibalismo” non è esclusivo dell’andar in montagna–dove raggiunge una delle sue più eclatanti espressioni– ma abbraccia, ahimé, l’intera esistenza, per cui quando uno è cannibale, è cannibale sempre), se tu fossi un lettore attento avresti verificato che, oltre ad esserci anche altri commentatori che NON sono favorevoli alle regioni a statuto speciale, nel commento 3 (3 e non 103–te lo segnalo perché da solo non ci arrivi…) un altro commentatore dice che è ormai ora di riscrivere completamente il Titolo V della Costituzione e io, nel commento 4 (4 e non 104…) osservo che, anche se il commento 3 si limita alla riscrittura del titolo V e non dell’intera Costituzione italiana, cmq è già un’apertura all’idea che si possa “riscrivere”, almeno in parte, la Costituzione. Il tabù dell’intangibilità della Costituzione si sta sgretolando e verrà giù di colpo come un pendio eroso dall’acqua, perché la Costituzione è ormai inadatta al nuovo quadro socio-politico, quello del terzo Millennio, che è profondamente diverso rispetto al paradigma della seconda metà del Novecento. CONT.

  56. @114 Siccome sei novello di queste lande (il 113 invece NO e almeno quando era in Italia, prima di fuggire per diversi motivi, fra cui perché suo figlio, por nini, veniva trattato dagli insegnanti in modo austero e cattedratico e inoltre le scuole italiane, intese come edifici scolastici, non hanno tre piscine come invece la scuola statunitense frequentata in passato dal por nin, il 113, dicevo, almeno quando era in Italia aveva il coraggio di firmare con nome e cognome, invece di nascondersi, come fa ora, dietro a un nick ridicolo, a maggior ragione perché sappiamo tutti chi è – e poi dice a me che io non ho gli attributi…), siccome sei novello, torno a rivolgermi al 114, non sai che è dal 2010 che sostenendo pubblicamente a 360 gradi (e, a ruota, anche su questo Blog) che è opportuno riscrivere completamente la Costituzione italiana, perché essa è stata concepita in un quadro complessivo ormai morto e sepolto, a cominciare dall’articolo 1 (“L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro“: ma quale “lavoro”? Ormai non c’è più il “lavoro” come lo si concepiva nel secolo scorso, perché gli italiani non vogliono più fare i compiti manuali e quelli impiegatizi li farà sempre di più l’Intelligenza Artificiale e/o l’informatizzazione… per cui il “lavoro” sarà sempre più effimero e prenderlo come il perno fondante dell’intera Costituzione, visto che lo si cita nell’art 1, è un errore strutturale).

  57. Finiamola di parlare solo di AA. I nostri costituzionalisti hanno fatto delle proposte ben definite. Ad esempio “tutte le regioni a statuto speciale”. Quale statuto? AA, Trento, FVG, Sardegna, Sicilia, val d Aosta? 
    I nostri profondi studioso devono essere più chiari.

  58. Prima di scrivere commenti sul territorio sudtirolese (che comprende ENTRAMBE le province di Bozen-Bolzano e Trient-Trento) bisogna conoscere a fondo la storia e la cultura di questo territorio, in particolare il concetto di HEIMAT, sconosciuto altrove. E l’unico modo è vivere qui stabilmente per anni.
    Nel 2011 a Schloss Thun / Castel Thun in Welschtirol (TN) venne firmato dai Landeshauptmann/presidenti delle tre province, l’atto di fondazione dell’Euregio Tirol. Soggetto amministrativo pienamente riconosciuto dall’EU e con una propria rappresentanza a Brussels. Questo è il presente e il futuro di queste tre province/Land. 
    L’EU, semmai continuasse a esistere in futuro, non potrà che essere una unione FEDERALE. Poiché ciò è l’unica soluzione per tenere insieme popolazioni così differenti tra loro. Der Schweiz insegna…

  59. Il famoso costituzionalista Crovella, assistito da qualche suo fan, potrebbe scrivere una bozza per la nuova Costituzione. Data la sua autorevolezza, la proposta sarà certamente presa in considerazione. Bisogna però che sia preciso in ogni articolo. Poi la pubblica sul blog e se ne discute nelle sedi appropriate (il blog)
     

  60. ULTIMA ORA
    Lo Statuto Speciale di sei regioni italiane abolito con un click
    Proteste in tutti i centri abitati delle regioni interessate. Governo già sfiduciato
     
    È partito dalla tastiera del sig. Crovella Carlo, di Torino, il click che in un instante ha cancellato anni di privilegi e finanziamenti a fondo perduto. Sfidato dall’utente “foca monaca” sul forum del Gognablog a “tirare fuori gli attributi”, il sig. Crovella Carlo si sarebbe deciso a sferrare quel colpo di dita sulla tastiera del suo computer di casa, cambiando i destini di milioni di italiani e ponendo fine, di fatto, all’esperienza di governo di Giorgia Meloni.
     
    “Ho già detto a  mi’ sorella, su’ marito e i parenti tutti daa famiglia mia che si devono cerca’ lavoro, ‘a festa è finita”, si sarebbe lasciata scappare, mentre usciva trafelata dai suoi uffici. Aggiungendo: “però state pur certi, se lo becco, quer &@$!!?!:(  che m’ha combinato ‘sto casino daa tastiera de casa sua, giuro che lo strozzo co’ ste mani”.
     
    Si dice che il Sig. Crovella Carlo stia cercando rifugio in montagna, “come i partigiani” dicono gli “amici” sabaudi, ridendo alle sue spalle.
     

  61. @7 Genoria, guarda che io gli attributi li tiro fuori eccome: e’ da oltre 100 commenti che sto dicendo ESPLICITAMENTE che dovremmo abolite le regioni a statuto speciale. ADESSO. Se del caso, IMPONENDO tale decisione a TUTTE le regioni a statuto speciale. Non sono d’accordo? E le aboliamo lo stesso.
     
    In subordine, se per mille motivi non si vuole perseguire proprip quella strada,  basta aspettare: ci penserà l’Unione Europea che piallerà tutte le autonomie, per definizione.

  62. Come emiliano, chiedo soltanto che tutte le regioni d’Italia siano trattate nello stesso modo: o Statuto Speciale o Statuto Ordinario (scegliete voi quale).
    È un concetto troppo difficile per te, Thomas (9)?

  63. Calma Thomas, calma.
    Non accusare a vanvera e non sparare nel mucchio: la maggioranza qui mi pare che abbia parlato decisamente contro articolo, giornalista e commento.
     
    🙂

  64. Ma morite invidiosi! Vi brucia troppo che noi le cose le sappiamo far funzionare e voi no. E quando dite che contribuiamo con solo il 10% delle tasse incassate dimenticate di dire che con 10% siamo i quarti in Italia per € pro capite versati a Roma. Sanguisughe sono altre regioni, alcune autonome, altre non, ma contro quelle non avete mai niente da dire. Fate schifo! Per forza che il sentimento anti-italiano cresce! A leggere articoli del genere…

  65. Una precisazione a scanso di equivoci: dove faccio riferimento alla forza (“forti coi deboli, deboli coi forti”) non mi rifersco alla violenza miope e criminale del fascismo. Parlo di forza civile, industria, scuola, sanità, tutte cose che i sud tirolesi si fanno ormai da soli, in piena autonomia finanziaria e organizzativa, e molto meglio di come si stanno facendo (o per meglio dire disfacendo) nel resto d’Italia.

  66. sì, ma che si rendano pienamente autonomi

    così che l’Italia si guadagni l’ennesimo attestato di debolezza, tanto poi …

    l’Unione Europea li fagociterà in un unico stato continentale

    Ben detto, Crovella! Quando viene il momento di tirare fuori gli attributi, facciamo che li tirano fuori gli altri per noi. Geronto-fascismo nella sua forma più pura: forti coi deboli, deboli coi forti. Pavidi, astiosi. Si piazzano lì a gufare, come umarell discesi dall’inferno di troppa televisione, troppa informazione allarmistica, troppo internet, troppo Gognablog.

  67. @ (10)2
    Matteo, dato il tuo instabile equilibrio e per evitarti continue crisi nervose, facciamo cosí: se leggerai altri miei commenti nocivi per la tua psiche, avverti pure Alessandro di cancellare ciò che ti ha turbato. Va bene cosí? 
    Pensa: lo faccio per te. Sei contento?
     
    P.S. Adesso però ti devo lasciare: con te c’è sempre il rischio che ne esca una telenovela. Agli altri non interessa. 

  68. problema annoso e non più risolvibile.
    Nel ’18 ci siamo presi territorî non nostri, poi il fascismo ha attuato una politica colonialista per finire con l’opzione del ’39.
    Dopo la guerra si è dovuta mettere mano al portafoglio: i vari “pacchetti” hanno fatto sì che l’Alto Adige restasse in ltalia, i problemi però restano.
    Sono personalmente contento che una regione, in ltalia, sia legata a storia e lingua austriaca, anche se la convivenza è spesso difficile. Torti e ragioni da entrambe le parti, conditi da scarso amore

  69. Sì, sì, ma che si rendano pienamente autonomi, non solo dall’Italia, ma anche dall’Austria, giustissimo e lodevole. Poi vorrò vedere come reagiranno (specie se si sono abituati ad essere indipendenti anche come nazione) quando l’Unione Europea li fagociterà in un unico stato continentale, che non potrà avere aree interne di autonomia, altrimenti tutti quelli che hanno convenienza a farlo si chiameranno “fuori” dall’UE, pur essendone dentro in senso geografico. L’UE sarà condannata dalla su stessa natura a mangiarsi TUTTE le autonomie, se per queste intediamo la componente amministrativa-fiscale-finanziaria-legislativa (tutto un altro discorso la parte della conservazione e della trasmissione alle nuove generazioni di tradizioni, cultura, lingua locale ecc: a quel livello certo che rimarranno le “autonomie”, ma il discorso chiave è l’altro, quello politico, finanziario e legislativo). Ovviamente tutto ciò accadrà quando l’UE avrà completato il suo percorso di maturazione, ovvero quando gli stati nazionali conferiranno irreversibilmente la sovranità nazionale nell’unico parlamento legittimo e nell’unico governo legittimo (quelli centrali), instaurando un modello socio-politico-fiscale-normativo ecc ecc ecc UNICO in tutto il territorio continentale.

  70. Io il discorso di Bertoncelli lo capisco. Lui dice: non siamo stati bravi, noi italiani, nei confronti dei sud tirolesi? Li abbiamo presi e addomesticati democristianamente, senza spargimento di sangue, con generose iniezioni di denaro (il pareggio è arrivato solo in tempi recenti: una volta erano proprio finanziamenti a fondo perduto; se qui sbaglio, lo dicano gli esperti).
     
    ora, e dimenticando come prima della Democrazia Cristiana vi sia stato l’orrore del fascismo, sarebbe il caso di cominciare a tirare le somme di tutti gli statuti speciali, di vedere cosa abbiamo funzionato, del metodo democristiano, e cosa no. 
     
    la Provincia di Bolzano sta in piedi da sola, in splendida autonomia, ma non si è mai integrata. Lasciate perdere Sinner che si è formato alle scuole di tennis italiane. I quadri sudtirolesi, i dirigenti locali, hanno fatto tutti l’università in  Austria. Quindi per loro l’Italia non è attraente. Non è solo questione di cultura, di radici. 
     
    in Trentino il metodo democristiano ha funzionato già meno bene (lavorano tutti in Provincia!!). In Sicilia è un disastro totale. Questo al di là dei motivi, più o meno solidi, per cui quelle regioni, come Bolzano, sono autonome. 
     
    Il motivo di questi fallimenti, secondo me, si trova in due aspetti dell’italianità:
    1) il familismo, il clientelismo, le ruberie;
    2) l’incapacità di organizzarsi.
     
    Ci sono tante belle eccezioni e tante belle espressioni del genio italico, la federazione del tennis lo potrebbe dimostrare ed infatti in questo caso un sud tirolese si è ben integrato. Ma sono casi. La regola soni il caos, la raccomandazione, la famiglia. 
    in questo modo è difficile che il sud tirolo, adesso che si è conquistato, con merito, un’indipendenza finanziaria, non proceda spedito sulla strada che lo porterà, prima o poi, alla piena indipendenza politica. Ci sono quasi arrivati. Più per merito loro che dell’Italia democristiana che li riempiva di soldi.

  71. In realtà volutamente hai fatto le tue considerazioni a cazzo per dimostrare quello che vuoi dimostrare, poi ti arrampichi sui vetri giustificando la scelta con una data altrettanto a cazzo… la questione in sud-tirolo è iniziata nel 1918, in Irlanda del nord mooolto prima (da te citate), e in Algeria (da te dimenticata) nel primo dopoguerra.
     
    Il tutto per arrivare a citare i musulmani a minkia in un contesto in cui proprio non c’entrano nulla, per sfogare il tuo livore contro chi evidentemente odii per paura (fobia) o perché diversi da te (razzismo).
     
    Sgamato perdi le staffe e inizi ad insultare, accusando me di farlo.
    Ridicolo e patetico.
     

  72. Matteo, volutamente ho fatto le mie considerazioni a partire dal 1945, anno in cui terminò la Seconda guerra mondiale.
    … … …
    Il tuo fanatismo ideologico ti impedisce di capire ciò che leggi e ti lancia subito in orbita. Accecato dal livore, non riesci neppure a contare. Discutere con te non vale la pena.
    In quanto a questo:
    “[…] del tuo razzismo e delle tue fobie patologiche”.
    Prendi il razzismo e le fobie patologiche che mi attribuisci e a cui ti piace aggrapparti sempre in mancanza di argomentazioni; poi te li ficchi in quel posto.
     
    N.B. Alessandro, scusami, ma sono anni che sopporto questi deliri offensivi.

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