Quello della “pace disarmata e disarmante” invocata ieri sera da Leone XIV è solo uno dei numerosi e grandi messaggi di Francesco I.
“Vocabor Franciscus” (Mi chiamano Francesco)
(la lotta contro la cultura dello scarto)
di Luigi Casanova
Alcuni si chiederanno perché Mountain Wilderness Italia interviene, e ritiene doveroso farlo, oltre che con le condoglianze, nel merito dei contenuti del pontificato di Padre Bergoglio, papa Francesco I. Perché abbiamo condiviso, al di là delle nostre diverse credenze religiose o dei soci agnostici, il percorso di un papa che ha posto come centrale il valore dell’uomo intimamente legato al pianeta che abbiamo la responsabilità di gestire senza togliere opportunità alle generazioni future di vivere una natura complessa, ricca di biodiversità, dispensatrice di bellezza.
Nei commenti seguiti alla morte del papa (ma era accaduto anche negli anni precedenti) i temi dei cambiamenti climatici, del dovere di difendere la natura in ogni sua manifestazione, sono spariti da tutti i media e dai social. Sono spariti i contenuti dell’enciclica Laudato si’, i contenuti dell’altra enciclica Fratelli tutti. Due documenti che, a differenza del passato, non sono rivolti al dialogo con il solo popolo cattolico e cristiano, ma sono stati indirizzati a tutto il genere umano, agli uomini di “buona volontà”, avrebbe ribadito papa Giovanni XXIII°. Solo Carlo Petrini ha diffuso un editoriale specifico sull’enciclica ambientalista. Noi, alpinisti e escursionisti disubbidienti al potere attuale che governa il pianeta, abbiamo il dovere, in una stretta sintesi, di ricordare alcuni passaggi di questo storico papato. Anche perché nelle lotte che ci accomunano ai partigiani, al lavoro che svolge Libera presieduta da don Luigi Ciotti sul tema delle Olimpiadi e delle montagne, noi siamo protagonisti attivi. Laudato si’ è un’enciclica non solo ricca di spiritualità, ma anche testo scientifico che auspichiamo i seguaci del cristianesimo mondiale e l’umanità intera sappiano non solo aggiornare, ma coltivare come programma di vita.
Nell’affrontare la complessità dei messaggi di questo papato non possiamo tralasciare alcune parole cardine, il loro insieme consolida l’eredità che ci è stata lasciata.
Fra tante scegliamo sicuramente fraternità, universalismo, pace, ambiente, migranti e non numeri, poveri, giustizia sociale, lavoro, solidarietà, umiltà, servizio. Ci ha lasciato anche verbi che invitano all’azione: seminare, agire, servire.
Il messaggio forte deriva dallo scritto e dall’esempio di vita del patrono d’Italia, San Francesco, con il suo Cantico delle creature. Il frate già anticipava il dovere di affrontare una “ecologia integrale”, avere cura del creato, e quindi dell’uomo: un messaggio inteso a tenere insieme natura e esseri umani: siamo invitati a intraprendere un nuovo stile di vita
Proprio perché con orgoglio ribadiamo di essere ambientalisti, non possiamo evitare di unire nella riflessione le modalità con le quali si attuano lo sfruttamento sull’uomo e sui popoli e quello sulla natura. Nel concreto, il fallimento dell’economia capitalista non sta certo creando progresso. La ricchezza dell’enciclica Laudato si’ sta anche nella proposta di relazione stretta, intima tra i poveri, e come la povertà tanto diffusa sia legata a quella della fragilità del pianeta. Nell’enciclica troviamo la spiegazione, scientifica, di come sul pianeta tutte le nostre azioni siano fra loro connesse, troviamo forte la critica alla cecità della tecnologia utilizzata più che mai e solo per diffondere e consolidare poteri di pochi sui tanti, su chi non ha diritto di parola, compresa la natura.
Laddove poi papa Francesco, già nella sua prima enciclica, 2013, Evangelii gaudium, affermava che questa economia uccide, rafforzava le nostre analisi sullo scandalo del diffondersi della cultura dello scarto. Dello scarto umano (i poveri, i migranti), ma anche dello scarto dei beni del pianeta, dell’assenza di sobrietà nella gestione dei beni. Lo ha ribadito questo concetto dell’economia che uccide ad Assisi nella visita del 24 settembre 2022 denunciando come si consideri l’essere umano come bene di consumo che si può usare e poi gettare… così venga sostenuta la cultura dello scarto, la negazione del primato dell’essere umano a scapito della qualità del vivere, invitandoci, prima di portare l’uomo a essere un cercatore di beni, a soffermarci nel cercare di senso del vivere e dell’agire.
Guardiamo a come stiamo usando le nostre montagne. Le scelte delle politiche locali e nazionali le stanno riducendo a terreni di puro svago, stanno diventando il giardino, il campo giochi adrenalinico delle grandi aree urbane. Rispetto, limite, beni comuni sono termini spariti da ogni analisi. Vi si arriva fin sui ghiacciai con aerei, con elicotteri e motoslitte, le rocce le si circonda di ferraglie (ferrate e impianti), si abbattono foreste, le si invadono con rumori e frastuoni, illuminazioni diffuse, spariscono torbiere e angoli di natura pregiata. In nome di un’economia che uccide e che sconvolge, in modo irreversibile, ogni valore che sfiora.
Un altro tema del pontificato di papa Francesco è trascurato, o utilizzato solo in titoli a effetto e poi non analizzato. Quando il papa invocava la pace da attuarsi subito, specialmente attraverso il disarmo – “disarmare le parole per disarmare le menti e la terra” – quando ci avvisava, scientificamente, che la terza guerra sta arrivando a pezzetti, ci faceva comprendere che guerra non significa solo dispersione di risorse economiche nelle armi a scapito dei servizi sociali essenziali, che guerra non è solo uccisioni di persone (sempre più civili), ma è anche inquinamento che si diffonde sui vari teatri (vedasi Ucraina, vedasi Gaza e Libano), inquinamento che sarà impossibile bonificare nel tempo. E se terza guerra mondiale ci sarà, causa i riarmi diffusi, qual è il futuro del nostro pianeta e della nostra stessa vita?
Anche forte di queste riflessioni, un autore che ci è vicino, Paolo Rumiz, ci invita non solo a studiare quanto ha scritto il papa. Ci dice anche, con forza, che questo è un papa da toccare, in senso fisico, terreno. Cioè sentirlo nostro.
E, infatti, cosa ci dice ancora papa Francesco? “Voi siete chiamati a diventare artigiani e costruttori della casa Comune, una casa comune che sta andando in rovina (1 maggio 2019)”. Ritorniamo a portare un pensiero alle migliaia di morti, migranti, sepolti nei mari o nei campi di internamento da noi pagati. Ritorniamo al tema della pace, “… nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo (Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua, 20 aprile 2025)”.
Questo papa ci ha costretti a riflettere sull’urlo dei poveri, su quello dei migranti, su quello del pianeta. Un urlo che deve scuoterci per portarci ad agire, subito. Francesco con le sue encicliche ci porta a confrontarci con l’umanità intera, si tratta di uno sguardo universale non solo interno al suo credo. Bene ha fatto padre Antonio Spadaro a spiegarci che l’agire di papa Francesco è “una diplomazia sartoriale”. Cioè il tentativo di mettere insieme tessuti diversi per avere come obiettivo la rinascita di un uomo nuovo che agisce in stretta sintonia con il respiro del pianeta. Ci ha lasciato un metodo di lavoro che da tempo Mountain Wilderness prova a sostenere nel rapporto e nell’ascolto verso chi pensa diversamente. Abbiamo tutti presente che “nessuno si salva da solo”. E che le guerre, sia quelle rivolte contro gli uomini che quelle diffuse contro la natura, lasciano sempre un mondo peggiore di come era precedentemente, le due guerre per tutti sono sempre una sconfitta. Per contrastare la cultura dello scarto è necessario l’investimento nella solidarietà, nell’ascolto e nell’azione.
Concludiamo queste riflessioni con alcuni passaggi strategici dell’enciclica. Riguardano strettamente noi che siamo capaci di entrare nelle rocce, nelle foreste, nelle acque e da loro ci lasciamo accompagnare.
“Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati.. .(cap.11)”.
“… l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani… (cap.30)”.
Afferma papa Francesco che su di noi ricade “una tremenda responsabilità” (cap. 90) e che la terra “dobbiamo coltivarla e custodirla, (Gen 3,17 – 19 cap. 66)”.
Mountain Wilderness si è fatta carico di questa assoluta responsabilità. Per quanto ci è possibile (troppa ipocrisia ci circonda), stiamo agendo per coltivare e custodire questo pianeta. Partendo dalle montagne e dai ghiacciai.
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Fabio, effettivamente “beato chi crede e non vede” è un atto di fede. Ce l’hai o non ce l’hai. Mi chiedo però se è igenuità, oppure presunzione.
Anche io sono portato a pensare che ci possa essere qualcosa che va oltre la vita terrena. Non so cosa sia, è una sensazione interiore. Ma da li a dare per scontato, ad essere convinti, che ci sia tutto quello che raccontano la chiesa cristiana, la religione ebraica, oppure quella islamica ed altre, sinceramente ho molte perplessità.
Alberto, conosco da mezzo secolo alcune mie amiche pressoché coetanee. Sono sempre state credenti in Dio Misericordioso. Io invece ho perso la fede da quando sono entrato nella cosiddetta età della ragione; da allora la cerco, però tutto tace.
Le mie amiche sono convinte – anzi, le mie amiche “sanno” – che dopo la morte saranno accolte nella casa del Padre. Beate loro!
Che abbiano ragione o torto, vivono certamente meglio di me.
Ogni tanto, scherzando, chiedo loro: “Voi avete tanta fede. Vendetene un po’ a me, che ne ho bisogno. Ve la pago a peso d’oro”. Mi rispondono che questa merce non è in vendita.
… … …
Rutger Hauer (Blade Runner): “Bella esperienza vivere nel terrore, vero? In questo consiste essere uno schiavo”.
Io (GognaBlog): “Bella esperienza vivere nell’angoscia, vero? In questo consiste essere un agnostico”.
… … …
Sapete che vi dico? Stavo meglio quando andavo a scalare. Almeno c’era un altro problema per la testa: non precipitare.
Lo affrontavo con coraggio, a testa alta, e avevo perfino la possibilità di saltarci fuori…
Fabio, perchè quelli che credono o non credono, sanno rispondere?
“[…] il senso della vita o lo scopo dell’universo.”
Sí, intendevo soprattutto quello.
A volte mi chiedo se saremmo stati piú felici con un’intelligenza ancor piú scarsa. Ci saremmo forse risparmiati tutte queste angosce esistenziali, per le quali ci poniamo le domande ma a cui non sappiamo rispondere.
“sono assolutamente convinto che nell’universo esistano innumerevoli cose che stanno ben oltre le nostre infime capacità intellettive. La ragione umana serve per affrontare problemi “umani”, non gli enigmi del mondo”
Sono anche d’accordo Fabio (anche se più che enigmi del mondo, che sono spiegabili proprio con la ragione, avrei detto il senso della vita o lo scopo dell’universo)
Purché la tua “fede” nelle innumerevoli e sconosciute cose del cosmo non diventi un “devi fare così, perché lo dice xyz” o non pretenda che io creda in x, y, z
Nota: xyz = jahvé, dio, allah, l’invisibile unicorno azzurro, ecc.
Se è per quelle ho rinunciato a molte di più.
Matteo, sono assolutamente convinto che nell’universo esistano innumerevoli cose che stanno ben oltre le nostre infime capacità intellettive. La ragione umana serve per affrontare problemi “umani”, non gli enigmi del mondo.
Chissà che cosa ci sarà là fuori, in ogni “fuori” e “oltre” che ci sono del tutto ignoti. Non solo la nostra intelligenza è scarsa, ma lo è pure la fantasia piú sfrenata: incapace perfino di concepire l’esistenza e la natura dei misteri dell’infinito. D’altra parte, una formica ha forse comprensione del cosmo?
P.S. Nonostante il pessimismo esistenziale, so bene che “il sonno della ragione genera mostri”.
Però la fede – che sia fondata oppure no – aiuta a sopportare i misteri in cui siamo immersi noi poveretti.
“Una riflessione sul rapporto tra fede e ragione”
Non è che ci sia poi molto da riflettere, visto che è possibile un solo, unico rapporto.
Ragione: “Ma che cazzo dici?”
Fede: “Taci tu che è una questione di fede”
A suo tempo fui molto colpito dal “Discorso di Ratisbona” di Papa Benedetto XVI.
Una riflessione sul rapporto tra fede e ragione.
Recentemente trovo molto interessante la lettura si George Steiner, “Dieci ragioni (possibili) della tristezza del pensiero”
Benassi, rinuncia alla salita di due vette, non te ne pentirai.
Primo Levi, in un suo scritto, lodò chi adoperava “parole diritte e chiare”. Non parole “storte” o oscure.
Quel grande uomo (grande!) conosceva bene il linguaggio che serve per comunicare: chiaro e preciso.
Lo aveva appreso dai suoi insegnanti nel corso degli studi universitari di Chimica. Poi lo aveva perfezionato con una “scuola” di vita sui generis: Auschwitz.
Rattone è come al tempo in cui la messa veniva recitata in latino. Il popolo mica deve capire.
Non sono certo di aver capito quello che il rattone dice.
Perciò chiedo.
Affermi che “l’ateismo dottrinale è un prodotto culturale recente” …un po’ come la scienza economica, la psicologia, la biologia e l’ecologia, d’altra parte.
E quindi?
Per quale motivo una critica filosofica ad un ideale antropologico deve per forza implicare la sua sostituzione con un modello più funzionale alle ragioni del controllo sociale?
Perché pensare che sottrarre le coscienze al sistema di controllo ecclesiale debba per forza significare sottometterle al controllo della produzione e del consumo? Perché non pensare che sia un’evoluzione positiva, tesa una maggiore libertà e crescita delle coscienze stesse, anche se presenta un pericolo nuovo, quello di sottomissione al controllo della produzione e del consumo?
Presentarle (senza fondamento) come alternativa secca, fa pensare che tu voglia sostenere che preferibile il controllo ecclesiastico piuttosto che quello consumistico…il che andrebbe come minimo essere dimostrato.
E infine, puoi farmi un esempio di orientamenti esistenziali che siano ancorati a una argomentazione razionale? Oppure di opinioni che non siano conseguenze del fatto che esistiamo nel flusso del linguaggio? (anche se io non avrei usato la parola linguaggio, ma esistenza, magari)
A me pare che tu sia della scuola del ministro Giuli, quella di simulare profondità culturali e di pensiero ammantando di paroloni a effetto banalità e affermazioni infondate.
Anche se devo ammettere che sei di un paio di gradini superiore a Giuli, quanto a linguaggio ed esposizione…d’altra parte sarebbe difficile essere inferiori!
Opinioni
Io penso che ciò che ci ancora saldamente ai nostri orientamenti esistenziali non sia una argomentazione razionale ma l’adesione.
Per questo motivo le opinioni che siamo in grado di esprimere, che, fatta eccezione per pochissimi, sono rimaneggiamenti del sentito dire, sono per lo più segnali del fatto che esistiamo nel flusso del linguaggio come pesci nel mare.
Se il fatto di non credere in Dio attraversa tutta la storia – della possibilità se ne accenna anche nella Bibbia – l’ateismo dottrinale è un prodotto culturale recente.
La critica filosofica delle religioni, famosa tra le altre la definizione di oppio del popolo, è fondamentalmente critica ad un ideale antropologico e implica la sua sostituzione con un modello più funzionale, intercambiabile, più addomesticabile alle ragioni del controllo sociale..
Le coscienze vanno sottoposte al controllo della produzione e del consumo e per questo sottratte al sistema di potere ecclesiale.
Ratman quale sarebbe la tua opinione?
Tanta roba. Qui un si scherza, un si frigge mi’a coll’acqua!
Allora vediamoci a 4occhi e se ne parla. In piazza a Seravezza stasera alle 21,00 di va bene?
Così posso vedere come è fatto un Ratman…metà uomo e metà tarpone.
“Spesso…”
e quindi?
Spesso
Spesso, che non significa sempre, ma frequentemente, capita che ci si senta consustanziali con la propria opinione a tal punto che una considerazione su tale opinione diventa una offesa personale e ci si senta peccati.
Sui social accade di continuo e non aiuta la discussione.
La chiesa è indifendibile, nel passato come nel presente. Anche una persona di fede dovrebbe riconoscerlo.
Le dottrine religiose sono molto interessanti, tra storia e filosofia, sono ricche di dati e concetti anche molto affascinati,la fede religiosa è personale, ma gli ordini di potere costruitin sulle religioni sono insulti all’intelligenza.
Quando ti troverai di fronte o dietro un prelato che ti rovina il futuro ne potrai parlare e criticare,altro che malmostosi, il “sistema” chiesa e i suoi fedeli sono un infiltrazione paramilitare gerarchica con paraventi e stendardi sporitualrelogiosi che attecchiscono sulle pecorelle come le zecche…
Ratman datti una regolata che in quanto a RUTTI sei un campione.
Chi è agnostico si fa delle domande e non fa chiusure.
1) Io sono agnostico, purtroppo.
È bene ricordare che ciò significa, semplicemente, che non so se Dio esista o no. Non posso saperlo. Tutto qui.
2) Pertanto non c’entrano né “rutti” né “nutrimento di luoghi comuni mal digeriti”.
3) Rispetto chi crede in Dio. Di più, lo invidio, perché con la fede, in ogni caso, si vive meglio.
4) Non penso che la religione sia un “raggiro”. Sul tema non sono né “presuntuoso” né “imbecille”.
5) Ritengo che la religione sia nata dall’angoscia esistenziale di fronte ai misteri della morte e del mondo.
È accaduto forse decine di millenni fa, quando l’accresciuta intelligenza ha consentito all’uomo di incominciare a porsi certi interrogativi fondamentali.
6) Ciò non toglie che qualcuno, nel corso della storia, si sia approfittato di questa angoscia per trarne vantaggi. E tuttora se ne approfitti.
Spesso ateismo o, peggio, agnosticismo, sono espressione piu di rutto che di pensiero libero.
Emanazioni di una interiorità nutrita di luoghi comuni mal digeriti.
Ritenete che nella storia milioni di persone siano state vittime di un raggiro quando non è presunzione è imbecillita.
Va bene essere opportunisti, ma sbandierare la parola del Cristo e poi non applicarla e fare sfarzo di ricchezza e pitere, è tutt’altro che fare una critica superficiale. È rinnegare!
I fautori di una Chiesa “light”, alla Vito Mancuso per intenderci, altro non fanno che segnalare un bisogno main stream: quello di una accoglienza a senso unico – inclusività la chiamano – di un avere senza dare.
Atteggiamento infantile, adolescenziale, diciamo immaturo.
Le critiche alla Chiesa, considerata come sistema di potere clericale, per la loro superficialità sono per lo più espressione di una certa malmostositá e generico rancore affine a quello delle critiche al sistema parlamentare di una certa parte politica che ha avuto un gra momento nel nostro paese: imbecilli sdoganati dal web e ora in via di sparizione.
Sto dicendo esattamente quello, solo con parole più semplice e spicciole, così capiamo tutti.
Finché vedrò semidei faraonici sedere su scranni d oro e la sede centrale preclusa ai veri poveri hai voglia a disarmar parole , ora vediamo se accetta il rischio Kiev ,non che mi interessi , io sono pubblico non pagante ,ho dato come ilfetido da piccolino , per non avere nausea di “questa”chiesa”ci vuole tanto Malox o essere finti…
Ma Sant’Agostino è quello famoso che diceva:
” Non esiste crimine per chi ha Cristo.”
Cioè in pratica Cristo è uno scudo penale.
Agostino è quello che fonda la Ecclesiologia e il padre della definizione di Chiesa Presente e Chiesa Celeste e di Chiesa come Corpo di Cristo animato dallo Spirito Santo.
Ovvero della Chiesa una e immacolata.
Secondo me tu come al solito hai capito proprio il contrario, caro il mio tuttologo.
E lo sai che problema. Non ci dormiremo la notte.
Peggio per loro. Sempre meno gente in chiesa.
La Chiesa NON è Gesu Cristo e difatti già nel 400 d.c. Sant’Agostino (semplifico anche per sintesi) spronava la Chiesa a “esclissarsi” per far riemergere il solo Cristo, cioè il solo messaggio evangelico. Lo diceva già 1600 anni fa. Evidentemente NON è stato ascoltato visto l’andazzo che ha caratterizzato la Chiesa. Ciò nonostante all’interno della Chiesa è rimasto l’ordine degli Agostiniani che continua a proporre quell’ideale. Ma sul piano numerico sono una minoranza quasi ridicola. Leggevo stamattina che gli agostiniani sono in totale 2.800 in tutto il mondo, contro i 15.000 Gesuiti e i 20.000 abbondanti Francescani, giusto per avere un ordine di grandezze dei numeri. Per cui, all’interno della Chiesa, il peso specifico dell’ideale agostiniano è molto leggero, diciamo così. Certo, adesso hanno dalla loro il Papa, ma saprà il Papa da solo far prendere alla Chiesa la strada indicata da Agostino? Le frizioni interne sono storicamente molto forti… Per cui, vedremo… Ma ho la sensazione che, se dovesse mai concretizzarsi una cosa del genere, la Chiesa che ne verrà fuori non piacerà per nulla ai cosiddetti “progressisti” laici, perché sarà una chiesa che non si impegolerà nelle grane internazionali (salvo dire: “pace pace pace”) e invece sarà molto rigida sul piano dottrinale.
Sinceramente non me ne importa nulla della chiesa e del papa……forse un tempo nutrivo qualche interesse per l’umanità…non più….ad ogni modo se mi sforzo un pochino potrei restare indifferente verso la chiesa…ma purtroppo mi ritrovo a detestarli….come un po’ detesto tutti questi culti di Stato………
Se questo Papa “la pensa come Sant’Agostino”, di certo non “eclisserà la Chiesa per lasciare sotto gli occhi di tutto “solo” il Cristo” perché il fondamento del pensiero agostiniano (e di tutta l’ortodossia cattolica) è l’esatto opposto dell’affermazione “la Chiesa NON è Gesù Cristo e viceversa. Questo da 2000 anni, perché NON è stato Cristo a costituire la Chiesa”
Mica tanto forte in filosofia, eh?
Come già sottolineato, la Chiesa NON è Gesù Cristo e viceversa. Questo da 2000 anni, perché NON è stato Cristo a costituire la Chiesa, ma altri che hanno “interpretato” le idee del Cristo… cui, nei millenni, poi si sono aggiunti altri e poi altri ancora e altri ancora ancora… Vedremo se questo Papa, che dice di pensarla come Sant’Agostino, saprà far eclissare la Chiesa per lasciare sotto gli occhi di tutto “solo” il Cristo (inteso come messaggio evangelico originario). Io personalmente dubito che riuscirà in pieno, perché anche la Chiesa è piena zeppa di interessi trasversali che non hanno nessuna voglia che si vada in quella direzione, ma quand’anche riuscisse, saranno proprio i progressisti laici a restare “delusi”. Infatti far eclissare la Chiesa significa farle assumere posizioni molto defilate, non oltre le generiche affermazioni di “pace pace pace” ecc. E allora vedrete che fra qualche tempo da sinistra si alzerà la perplessità, se non addirittura la critica, che, sulle grandi questioni mondiali (=guerre, per capirci) la Chiesa “non interviene”, “non fa azioni efficaci”, in sostanza “non conta nulla, non incide”. Gli stessi che ora osannano il nuovo Papa, saranno i suoi più feroci critici.
Un pò come dire “armiamoci e partite”.
Un mio amico a proposito di chiesa così recitava:
gente ammantata dal culto papale, festoni e santi e gemme incipriate, siete la cancreca di questo paese” .
Se la chiesa vuole avere un pò di speranza di credibilità deve ritornare ad un minimo di coerenza. Non credo che il ritorno di questo nuovo papa alle babbucce rosse, anelli e croci d’oro e paltrami vari sia la scelta giusta. Inoltre, un discorso a braccio, con un pò di spontaneità, senza pesare ogni parola, ogni tanto non sarebbe male.
Uno dei più grossi problemi della chiesa è l’incoerenza ….predicano la povertà e praticano la ricchezza…predicano la castità e si inculano i bimbetti….insomma non sono credibili….
Se questo fosse vero, sarebbe molto grave, visto che il Cristo è sempre messo in primo piano dalla chiesa. La chiesa se vuole essere credibile, deve attenersi alle parole di Cristo, del Vangelo. Altrimenti che cambi bandiera da sventolare.
Ma anche Mt 7:3
“Un paese di vaticanisti”
Lc 4:23, Crovella.
Lc 4:23
Un paese di vaticanisti
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/11/un-paese-di-vaticanisti-vignetta-mario-natangelo-11-maggio/7983282/
E si domandano perchè le chiese sono vuote. Forse perchè quello che erano gli insegnamenti del Cristo sono stati rinnegati a favore di:
“festoni, santi e gemme incipriate” .
Sui temi etici mi sa che la formazione del nuovo Papa NON è “progressista”, visto il filo rosso che legava Papa Ratzinger agli agostiniani (l’ordine cui appartiene il nuovo Papa). Fra le tante fonti su questo argomento, ne riporto una a caso:
https://www.ilgiornale.it/news/vaticano/filo-rosso-che-lega-leone-xiv-benedetto-xvi-2477154.html
Sui temi della pace ho già detto che il Papa non potrà che dire “pace pace pace”, ma sono affermazioni prive di efficacia pratica. Inoltre adesso, per la novità della nuova “voce”, producono un certo effetto mediatico, ma dopo che le avrà ripetute dieci, venti, cinquanta, cento volte… non faranno neppure più notizia.
Chissenefrega di cosa è stato detto e fatto duemila anni fa, nel senso che, pragmaticamente, una istituzione che “dura” da duemila anni, ammesso che fosse progressista all’inizio, può continuare ad esserlo?
Esempio: molti delle regole elaborata dalla Chiesa (e, guarda caso, spesso sono quelle che impattano sui temi dei diritti civili…) NON sono state enunciate dal Cristo, ma sono stati formulate successivamente, a volte anche a distanza di moltissimo tempo. Per esempio, come racconta benissimo il mio concittadino Alessandro Barbero, noto storico di fama, fino all’anno MILLE (cioè mille anni dopo Cristo) la Chiesa non si è granché preoccupata del divieto di matrimonio dei preti e quindi neppure di tutti gi risvolti annessi e connessi che arrivano anche a regolare i comportamenti sessuali per qualsiasi cittadino laico. Solo dopo l’anno mille la Chiesa ha iniziato a regolamentare la materia e quindi a specificare cosa si può fare e cosa no e a definire quali sono i “peccati”.
Ne deriva che una qualsiasi istituzione, anche se nasce progressista (ammesso che ciò valga per la Chiesa, che ho i miei dubbi – infatti la Chiesa è un concetto molto diverso dall’esperienza individuale di Cristo), col tempo non può che consolidarsi, creare regole (anche solo per difesa) e quindi diventare conservatrice. Vale per qualsiasi istituzione, figuriamoci per una che esiste da duemila anni…
Barbera e prosecco, un pò terra terra. C’è di meglio.
E certo che l’hanno messo in croce, perchè il suo messaggio, rivoluzionario, andava a colpire le fondamenta del potere costituito. Un potere corrotto che pensava solo al proprio interesse. Quindi andava eliminato perchè pericoloso.
Se a Cana ha trasformato l’acqua in barbera: conservatore. Se in Prosecco: progressista.
Se ha moltiplicato pani e pesci: conservatore. Se fish and chips: progressista.
Se ha curato ciechi, sordi, muti, storpi con SSN : conservatore. Se per una clinica privata della zona: progressista.
Se portava Ho Chi Minh: conservatore. Se Clogs: progressista.
Crovella, del MENGA, se non peggio, ci sei TE e nemmeno poco!!
Ma che domanda del menga. Parliamo di duemila anni fa. E cmq lo hanno messo in croce. Uno scenario non confrontabile con il mondo moderno.
E’ ovvio che il Papa, se vuole essere coerente con il messaggio evangelico, dirà sempre “pace pace pace”. Ma saranno messaggi generici, che cadranno nel nulla, in termini operativi. Ieri il Papa ha fatto appello ai potenti della terra, ma se i potenti NON raccolgono l’appello, tutto resta a livello di aria fritta, data in pasto alle masse per accontentarle emotivamente: a suo modo è un messaggio “populista”. D’altra parte, limitandoci alle tre guerre che oggi catalizzano l’attenzione del mondo occidentale (Ucraina, M.O. e Kashmir), i “potenti” lì coinvolti non c’entrano nulla con il cattolicesimo: nella guerra in Ucraina i contendenti sono due ortodossi, in M.O. un ebreo e degli islamici, in Kashmir islamici e induisti. Perché costoro, che NON si riconoscono nel cattolicesimo, dovrebbero “ubbidire” al Papa che è il referente spirituale dei soli cattolici???
Inoltre, un conto sono i generici messaggi di “pace”, un altro sarà quando si arriverà a trattare i temi etici: fine vita, aborto, tutte le tematiche del mondo gay, donne nella Chiesa ecc ecc ecc. E’ ovvio che anche in tal caso le prese di posizioni del Papa saranno, in prima battuta, delle manifestazioni di pensiero del referente spirituale dei cattolici e, a tavolino, non dovrebbero condizionare l’agire di uno stato laico come si considera l’Italia. Ma volete mettere il peso specifico delle opinioni del Papa sull’opinione pubblica italiana, che è ancora profondamente cattolica (anche in chi non frequenta sistematicamente le chiese)?
Ribadisco il concetto: io sono convinto che tutti coloro che oggi esultano per questo nuovo Papa e i suoi messaggi di pace, in futuro saranno in prima fila a criticarlo per le sue posizioni rigide sul piano dottrinale e per l’indiretta intromissione che tale rigidità comporterà su certe scelte della popolazione di uno stato laico.
Crovella, ma secondo te Gesù Cristo era un progressista o un conservatore?
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/11/un-paese-di-vaticanisti-vignetta-mario-natangelo-11-maggio/7983282/
Ridete pure, ma più leggo le note biografiche del nuovo Papa e più mi convinco che non sarà un Papa che farà felici i cosiddetti progressisti. L’omelia dell’altro giorno è incentrata su un punto cardine: la Chiesa deve “sparire” per lasciare spazio solo a Cristo. È un chiaro rifiuto di qualsiasi forma di “papolatria” (fenomeno diffusissimo anche e soprattutto nei media laici) e di eccessivo protagonismo del Papa o degli ecclesiastici. Per cui, al momento, dal Papa possiamo aspettarci prospettiche posizioni defilate e non da “protagonista” attivo. Sul fronte internazionale, forse farà tanti bei messaggi di pace, ma molto generici e senza andare oltre. Sul fronte dottrinale sarà presumibilmente più rigido del passato e ciò non piacerà ai progressisti che sono sensibili a temi come il fine vita, l’aborto, il mondo gay, il coinvolgimento delle donne nella Chiesa ecc ecc ecc.. Alla fin fine non sarà il Papa che è apparso alla primissima battuta. Vedremo.
Mi dica signor Crovella.🙏
“…io suggerisco al Papa di…”
Ecco…come dire…secondo me qui forse appare una leggerissima sovraconsiderazione di se’
😂😂😂😂
@43
Hai ragione. Allora però lasciamo fuori dal discorso rapporto uomo natura ste fregnacce cattoliche.
Mmmmmmmmmm…. io suggerisco al Papa di testare “terzo” rispetto alle problematiche oggettive del mondo. Può dare messaggi di pace, ma non mettersi lui a intessere trattative. rischia solo di prendersi legnate sul muso e uscirne danneggiato come immagine. prendiamo M.O. per esempio: un popolo ebreo contro un popola islamico, che c’entra il Papa, che è il pastore dei cattolici (nemmeno di tutti i cristiani)? Il Papa non è lo sceriffo del mondo che mette a posto le guerre… confondete la missione del pastore d’anime con un ruolo operativo che eccede il suo mandato. Se vi aspettate quel tipo di interventi pratici da parte del Papa, resterete delusi. Il Papa, qualsiasi Papa, non è un’autorità politica con un effettivo potere operativo, per cui può al massimo arrivare a esprimere dei “messaggi di pace”, anche puntuali su specifiche situazioni, ma non oltre. Sono degli auspici, ma non condizionano nessuno. Se poi gli attori oggettivi non ascoltano tali messaggi, essi possono rimanere parole al vento.
43 @Alberto quoto al 100% anzi facciamolo sto miracolo al 1000%
Se volessero pestare piedi ne avrebbero e anche tanti mezzi, ma come diceva quel cardinal all altro preoccupato per le rivoluzioni Romane loro campano max 80 100 anni , noi andiamo verso i (allora)2000 anni!Perché esporsi con fatti?Come dice bene Grazia in un commento precedente sono solo gran Parolai e meno male che non hanno eletto proprio Parolin, o nomen omen vale solo per Prevost?
Questo lo dici te, il papa prima di tutto è un uomo e dovrebbe essere un uomo di pace, che da messaggi di pace. E non vedo perchè non dovrebbe impegnarsi in problematiche che vanno oltre la spiritualità. Gesu i mercanti l’ha buttati fuori dal tempio, quindi lo può fare anche il papa. Anzi deve!
mica c’è sempre da credere che il miccio vola. Ci hanno fatto anche un cervello. Usiamolo
Sono rimasto colpito dall’isteria dell’intero mondo mediatico nel voler “capire” subito tutto del nuovo Papa, cioè cosa sarà, cosa dirà e cosa farà in un mandato che, in teoria, potrebbe durare anche 20 anni (ora ne hai 69). Credo che sia quella che io chiamo l’ “ansia del giubbotto salvagente”, da parte delle masse e soprattutto dell’area intellettuale non di destra. Ovviamente è impossibile sapere, oggi, cosa farà e dirà il Papa. Io spero che il Papa faccia il Papa, cioè porti aventi il suo ruolo di istituzione spirituale e morale, ponendosi (per i credenti) come un fermo punto di riferimento, ma senza scendere nell’agone della politica sia nazionale che internazionale. Non tocca al Papa (chiunque esso sia) risolvere in prima persona la guerra in Ucraina o la crisi di Gaza o cose del genere. Il Papa deve essere un riferimento costante e ben convinto per chi crede in un certo messaggio (quello evangelico), ma non deve strumentalizzare tale messaggio per incidere sulle decisioni politiche. Saranno i politici, eventualmente “colpito” dalla coerenza sistematica del Papa, che ne trarranno insegnamenti pratici. Se ciò non succederà, non sarà colpa del Papa. Tuttavia non tocca al Papa intervenire direttamente nelle beghe del mondo. Per tale motivo mi irritano sensibilmente i tentativi di metter già questo Papa dalla propria parte, come se si potesse arruolarlo nelle proprie fila. Parimenti trovo stupide le polemiche di certi trumpiani americani che lo hanno già definito “marxista e globalista”. Per ora ‘sto “poveretto” ha fatto solo due cose, da quando è Papa: il discorso dalla loggia di San Pietro e l’omelia della messa alla Cappella Sistina. Ha espresso concetti importanti, ma è Papa da 48 ore! Bisogna lasciarlo compiere la sua missione senza tirarlo per la giacchetta né da una parte né dall’altra. Anche perché ho la sensazione che chi approverà le sue posizioni sui temi internazionali (sintetizziamole nel concetto di “pace”) potrebbe essere da lui deluso sui temi più strettamente dottrinali, dove credo che sarà abbastanza rigido rispetto alle aspettativa dei cosiddetti progressisti.
Per chi come me ha avuto un’educazione cattolica classica è stato inevitabile diventare un anticlericale sfegatato……
Dan Francesco? La chiesa ha dovuto accettarlo altrimenti, bruciandolo, avrebbero creato un mito da cui sarebbe nata un’altra corrente….ecc ecc ecc….la solita vecchia politica
Grazia, lei ha ragione: infatti in questo articolo si “abusa” dell’autorità morale e della visibilità mediatica di un papa per tirare impropriamente acqua al proprio mulino.
Per la fede cattolica l’essere umano è il centro del creato, e in questa posizione è lui che parla e gli animali ascoltano.
Il resto è catechismo, un corollario utile ma non necessario.
Non ricordo chi l ha detto e in che occasione ,forse qualcuno potrà aiutare;
I romani e la politica: troppo distanti da Dio e troppo vicini al Vaticano .Una verità!
Davvero fuori luogo voler equiparare qualunque papa dei nostri giorni con San Francesco.
Mi si perdonerà il mio disorientamento di fronte a “disubbidienti al potere attuale che governa il pianeta” che si dicono ammiratori di un papa.
I papa da sempre non sono forse parte di questo stesso potere che mira alla schiavitù umana? Davvero ci si lascia abbindolare da vuote parole? Magari è utile rammentare che si tratta dello stesso uomo che, pur vivendo nello sfarzo, ha visitato le popolazioni africane parlando di contraccezione, lo stesso che si è prestato alla campagna vaccinale durante il delirio del covid.
E’ proprio vero che la confusione dilaga sovrana e rimanere vigili e svegli non è semplice, ma inciampare così mi pare davvero disastroso.
Giotto, come tutti gli altri artisti, dipingeva a pagamento su commissione dai mecenati ( Bill Gate) del tempo. Non penso proprio che era un pittore indipendente autofinanziato.
Bertoncelli:
Potrebbero anche non esserci dubbi sull’esistenza dei personaggi che elenchi, quanto però a quello che la storia dice di queste persone, ci sono molti dubbi, buchi neri, falsità. Per Napoleone basta leggere “Guerra e pace” di Tolstoj. Se poi aggiungiamo Garibaldi con le sue orecchie mozzate…Dio ce ne scampi!
L’Olocausto, solo il fatto che non se ne possa parlare è già abbastanza per far pensare.
Quanto alle guerre , ho già forti dubbi sulla guerra in Ucraina, mentre non ho dubbi sullo sterminio dei nativi americani.
Tra 100 anni se ancora esisterà la storia si parlerà di covid e pandemie e la versione sarà quella di Speranza, Burioni e Bassetti, non certo quella di Montanari e Montagnier.
Ti consiglio, ma solo se hai tempo, la lettura di :
“Sei lezioni sulla storia” di Edward Karr, 1960.
La storia non è altro che una serie di libere interpretazioni degli storici.
Dante fu il primo a fare pubblicità a S. Francesco, ma anche a sdoganare il Purgatorio inventato dal nulla poco prima. In pratica un Mentana di 7 secoli fa.
24. Complotto!!
Noncielodicono, sono tutti d’accordo da quasi 9 secoli! Perfino Giotto venne corrotto dai complottisti della sua epoca per creare l’immagine di Francesco.
Ops
…la pace è contro la natura ….
@26
E chi sei Mowgli?
Rousseau continua a fare danni, pazienza.
Nei fatti, il perdurare della guerra nel mondo – con tutte le forze che le sono avverse – testimonia del fatto che io mi devo correggere: la guerra è contro la natura dell’uomo, fermo restando che l’uomo è l’utopia realizzata della scimmia.
27@ Matteo che è sinonimo di Vangelo;)…vero!ops.
…volevo (non)essere un duro!Lucio Corsi San Remo (per restar in tema ecclesiastico)2025
“Pastore Tedesco”: il nome apparve sul Manifesto, con titolo in prima pagina a caratteri cubitali.
In segno di disprezzo, di derisione.
Cla, esistono innumerevoli prove sull’esistenza storica di Francesco d’Assisi. Sono a portata di un clic.
Ti ostini a non crederci? Sono problemi tuoi. E non sono problemi da poco, perché riguardano il funzionamento del cervello.
E Napoleone Bonaparte è esistito? Leonardo da Vinci? Cristoforo Colombo? Carlo Magno? Giulio Cesare? C’è stata davvero la Seconda guerra mondiale? E l’Olocausto? E la Guerra dei Trent’anni?
P.S. Mi meraviglio di me, che sto a perdere tempo con te.
“a seguire il papa crucco”
Si chiama Pastore Tedesco…le basi, Antonio, le basi!
…emmai Papa Krukko…
Ratto #11: proprio l’apoteosi del contro natura, direi…
Ratman, io sono nato e cresciuto in mezzo alla natura e so di quello che parlo. Non mi serve che me lo dica il profeta Isaia con le sue parabole da interpretare.
@11
dai una occhiata
Isaia 11,6-8
Bertoncelli è inutile che ti dico sempre le stesse cose!
Credere a wiki è come credere alla verginità della madonna.
Apri la mente.
@ 20
Perdio, Cla! Almeno le basi!
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_d%27Assisi
18@ I Cardinali Si, sanno quello che fanno! semicit.
A parte qualche errorino(leggi Luciani );
Riassetto dell Europa invasata dai straripanti comunisti e con mano da est appare l’ elezione Polacca ,un elezione della Madonna Nera!O non si può dire?
Segue crollo del muro Berlinese e arriva a seguire il papa crucco riunificante che però fa crollare l Auditel , bisogna metter mano…
A fine lavori si dimette per un papato social che RI-parli a tutti partendo dagli ultimi(cosa che dovrebbe essere nella logica della chiesa ma visto il successo e la simpatia di Francesco non è!)diventa il papa di tutti.
Ora forse per calmierare e sedare Trump e Company che stanno a fare peggio del ’29 nero, arriva il primo a stelle e strisce ( ma guarda il caso!)
Vai Leone XIV ti aspetta un pianeta che ha la febbre (guerre e clima)a 39,siamo ad un passo dal 40 .AUGURI di buon papato.
Putin dopo 3 anni di guerra non ha ancora conquistato l’Ucraina. Trump dopo 2 giorni e senza sparare un colpo ha conquistato il Vaticano
Ma non aveva detto che voleva stretto di Panama e Groenlandia???
Francesco d’Assisi, figlio di un ricco mercante e di una nobile provenzale.
Personaggio totalmente inventato per convincere i poveri cristi che la loro miseria sarebbe stata ricompensa dopo la morte.
Un po’ come Buddha.
“ora Trump non è più l’americano più famoso del mondo” (cit. Schiavazzi)
Però!
Il nuovo papa ha 69 anni, per cui ha davanti un mandato che potrebbe durare anche 20 anni. in tale arco temporale di acqua sotto i ponti ne passerà a tonnellate. Ora tutti si affrettano a mettere il cappello sopra al nuovo papa, dire chi è, da dove viene (intendo missionario in Perù, non la semplice nascita a Chicago) e cosa si pensa che voglia fare. Ma cosa farà veramente lo sapremo solo al termine del suo mandato. La storia della Chieda dimostra che molto spesso i Papi all’atto pratico si sono rivelati diversi dal biglietto da visita iniziale. Sant’Agostino è quello di “fede e ragione”. A mia sensazione questo Papa, che oggi viene sbandierato come “progressista” perché appunto missionario ecc, invece sarà più rigido sulla dottrina e magari, in corso di mandato, non piacerà poi così tanto ai “progressisti” che oggi, nel mondo laico, lo osannano…
Una frase dell’odierna lettura di quotidiani mi ha colpito e la riporto:
“Con Prevost, si sa chi ha perso (fra le diverse correnti della Chiesa, NdR). Chi ha vinto si vedrà.”
“Quante divisioni ha il papa?” (Josip Stalin)
Che mirabile modestia!
La parata dell’ipocrisia mondiale che si è vista ai funerali di Papa Francesco è terminata, per ora. Nelle rievocazioni del Papa, si è sentito parlare di poveri, derelitti, ultimi, senzatetto, migranti, muri, steccati, carcerati, pace, pace, pace, ma quasi-mai dei contenuti dell’Enciclica Laudato-Sì e dell’esortazione Laudate Deum, che avrebbero potuto segnare l’inizio della fine della sciagurata alleanza fra la Chiesa e l’industrialismo-sviluppismo (ovvero: l’economia) che ci ha portato in gran parte al mondo attuale. In una parte dell’Enciclica è detto chiaramente che l’economia è il male del mondo. Per questo non ne hanno parlato.
http://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-papa-dell-enciclica-laudato-si
http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/20231004-laudate-deum.html
Bravi, continuiamo così sperando che chi ha orecchie intenda
Lascia perdere Benassone, non si può interloquire con gente con la limitatezza mentale di un Crovella o di un Ratto: hanno i loro tre concetti base (quando va bene) incardinati e non riescono a concepire, comprendere, accettare o anche solo vedere l’infinità di sfumature del reale. Mai.
Sproloquiano di ciò che è “secondo natura” come ineluttabile (auspicabile o meno che sia), mentre passano cinque, sei, dieci ore al giorno seduti guardando una finestrella con tanti bei colorini, TV o computer che sia…cosa che è alquanto contro natura.
Peggio dei preti che predicano il male di ciò che è secondo loro è contro natura, mentre santificano una cosa che in natura non esiste in assoluto: la volontaria astinenza sessuale.
Certo che lo siamo dal momento che ce ne sbattiamo e in più forniamo le armi.
Non è vero.
In natura esiste il bisogno/istinto di sopravvivenza, procurasi il cibo per sfamarsi. Non c’è la voglia di sopraffare l’altro per il gusto di farlo.
Quindi non esistono i cocetti di pace e di guerra.
Vedremo se Papa Leone sarà davvero portatore di pace: a prima vista il suo nome è un ossimoro con tale finalità. Io sono un pessimista cosmico e non credo nella bontà d’animo della specie umana, per cui la guerra (=lo stato di guerra) è la vera espressione dalla natura umana, non la pace. Ma mi metto da parte e lascio al Papa l’ingrato compito. Ciò che chiedo è che sia coerente con tutti allo stesso modo. Sul pianeta ci sono 56 conflitti (anzi 57, perché quello in Kashmir non penso fosse conteggiato nei 56): che il pontefice si impegni allo stesso modo in tutte le guerre e non solo nelle due guerre dove è impegnato l’Occidente, come se noi occidentali fossimo particolarmente “colpevoli” per un male atavico.
Sono figlio di cacciatore e da ragazzo sono andato a caccia con mio babbo parecchie volte, ma non sono diventato un cacciatore.
Non ho mai capito come si possa dire che ammazzare un animale sia uno sport, che divertimento ci sia nel togliergli la vita.
@5
Molto zen.
A proposito di wilderness: La pace è contro natura.
La matrice del pensiero di MW è radicalmente anticristiana.
Saccheggiare il pensiero cattolico è pura strategia retorica.
Sarò anche rudimentale, rozzo, basilare, aggiungi te quello che preferisci.
Per me papa Francesco è stato un papa, che è sceso dal trono istituzionale, ed ha saputo ascoltare, creando ponti. Non c’incastra nulla l’essere progressista o conservatore, ha solo cercato di attuare gli insegnamenti del Vangelo di un Cristo fatto uomo.
Non vi piacciono, gli insegnamenti del Vangelo, perchè siet:
“gente ammantata dal culto papale, festoni e santi e gemme incipriate” ??
Siamo tutti francescani? Nel senso del papa Francesco: povero belli e fratelli? Pare proprio di no, per questo c’è un problema, che non è il riscaldamento globale né tantomeno il turismo di massa. Purtroppo ci sono anche i ricchi brutti e cattivi che diffondono la guerra in Ucraina in Palestina e ora anche in Kashmir. In tutti questi casi l’appello alla pace non è sufficiente né basta andare in piazza con la folla dei turisti e dei pellegrini per applaudire il nuovo papa.
Da piccolo ho parlato a una scimmietta che per un po’ mi ha ascoltato e poi mi è saltata in testa mordendomi. Finii all’ospedale.
Divenni cacciatore-bestemmiatore ma la natura l’ho sempre rispettata.
È calcolato dagli “esperti”che per bonificare i teatri bellici delle grandi carneficine della I ° guerra tra Belgio ,Francia e Germania ma sopratutto Francesi ci “vorrebbero”(non è detto si farà! ) andrebbero consumati 600 anni! sei secoli!
Zone ovviamente precluse ad ogni attività umana…
Benassi, sei perentorio, quasi rudimentale: cortocircuiti idee in sulfurei lampi di sbrigativita espressiva.
Per parlare a qualcuno, animale, uomo (natura) che sia, bisogna sapere anche ascoltare/ascoltarlo. Se non sai ascoltare se solo un dittatore.
La pace disarmata e disarmante è una pace attiva che sa disarmare ma lo fa disarmata senza le armi.
Francesco, il santo, predicava agli uccelli, si narra che ammansi con le parole e non con la frusta, un lupo feroce. L’idea è quella di un uomo, un cristiano, uno che nel corso del tempo divenne un modello, che parla agli animali, non di uno che ascolta “la natura”.
Si può dire che sono cambiati i tempi, certo, ma per il cattolicesimo Cristo è la via la verità è la vita, un Dio fatto uomo che ha vinto la morte.
Il resto è catechismo.