Alcuni temi di scuola -1

Diario – 03 – Alcuni temi di scuola – 1 (1-4) (AG 1957-002)

Quando sono ai giardini pubblici (4a elementare)
Esco di casa con mia mamma e vado ai giardini. Quando sono là trovo naturalmente un mio amico, o due o tre e così via. Discutiamo perché uno non vuole giocare al modo che vuole un altro e così ne nasce una mezza lite.
Poi riusciamo a metterci d’accordo. Se giochiamo a rialzo dura poco perché c’è sempre un imbroglione che dice: “ti ho toccato e tu non eri in rialzo.
L’altro si difende e dalle parole arrivano i fatti e quei due si pestano.
Se giochiamo a nasconderci mi diverto moltissimo perché è il gioco che mi piace di più.
Qualche volta viene un bambino, Massimo. Se c’è lui a me viene voglia di andarmene a casa, perché è il più teppista di quei giardini. Quando viene, lui inventa dei giochi da stradaioli: tirar pietre e polvere, e vuole sempre fare la lotta.
Quando arrivo a casa tutto sporco la mamma mi lava e anche si arrabbia. Vede i miei vestiti mezzi rovinati e mi dice: “Vandalo! A te le braghe durano un giorno e la maglietta manco mezzo”.
Io ai giardini pubblici mi diverto moltissimo perché è l’unico posto dove trovo i miei amici e gioco. Per la mamma è invece uno dei tanti posti dove si fa sangue marcio.

Scuola elementare Brignole Sale, Genova, anno 1952-1953. Sono il primo da destra della seconda fila di seduti.
A. Gogna, 1aC, scuola elementare Brignole Sale, Genova

Scuola elementare Brignole Sale, Genova, anno 1953-1954. Sono il secondo da destra di quelli seduti
A. Gogna, 2aC, scuola elementare Brignole Sale, Genova

Interrogazione (5a elementare)
Due settimane fa il maestro Acquarone c’interrogò sulla grammatica. Ci chiamò in ordine alfabetico e il primo fu Carrozzini.
Il maestro gli fece leggere una proposizione: e qui comincia il dialogo tra insegnante e scolaro, dialogo comico che ci ha fatto sbellicare dalle risa.
Dunque, come ho detto prima, il maestro fece leggere al proposizione a Carrozzini e questi lesse: “Io sarei andato all’ora solita a mangiare, ma tardai”.
Il maestro chiese. “Anzitutto facciamo un po’ d0analisi grammaticale. Cosa è io”?
Carrozzini: “Pronome… pronome… pronome…”.
Maestro: “pronome personale, maschi…”.
C: “Maschile e…”.
M: “Sing…”.
C: “Singolare”.
M: “Ora dimmi: cosa è sarei andato”?
C: “Voce del verbo mangiare”.
M: “andare, non mangiare”.
C: “Allora… voce del verbo essere andato”.
M: “Ma no, no!”.
C: “Voce del verbo essere mangiato”.
M: “Ma qui non ci sono cannibali!”.
C: “Ah, ecco” Voce del verbo essere!”.
M: “Ma no… no… no… se vai all’esame ti cacciano fuori a pedate! Oh, poveri noi!”.
C: “Ci sono! Voce del verbo andare”.
M: “Ooh, finalmente! Giusto. E poi?”.
C: “E poi cosa?”.
M: “Che cosa ti credi? Di aver finito di analizzare questo verbo?”.
C: “Ma…”.
M: “E su… modo cond…”.
C: “Ah, già! Bisogna fare tutta quella pappardella?”.
M: “Sicuro!”.
C: “E chi me la fa fare?”.
M: “Bastaaaaa!”.
Non occorre dire che noi altri ridevamo come matti. Ma, come dice il proverbio, un bel gioco dura poco e tutto finì quando il maestro si dichiarò vinto e le cose tornarono come prima. Il meno allegro, si sa, era lo stesso Carrozzini che, prendendo un bel quattro di grammatica, tornò al suo banco sconfortato e avvilito. Come ci rimettono i bambini che non studiano affatto!

Scuola elementare Brignole Sale, Genova, anno 1954-1955. Sono il primo da sinistra della prima fila in piedi.
A. Gogna, 3aC, scuola elementare Brignole Sale, Genova

Temporale montano (5a elementare)
A Bieno, paese della Valsugana, dove vado in montagna, si scatenano sovente temporali, di pochissima durata, ma potenti.
Al mattino la giornata è bellissima: di solito un sole che spacca le pietre. A mezzogiorno qualche nuvoletta fa capolino dai monti che sovrastano la valle. In breve da quelle poche nuvolette si formano nuvoloni grossissimi. Tutto è ottenebrato. Dal basso della valle viene su una nebbia densissima. Qualche tuono si fa sentire. In un minuto un temporale violentissimo si scatena. I fulmini a volte schiantano alberi: sembra il finimondo. L’acqua inonda le strade. Goccioloni grandissimi bagnano qualunque cosa, muri strade, prati, orti. I contadini fuggitivi raramente trovano scampo. Lo scroscio della pioggia, i tuoni, il sibilare del vento, il guizzare della saetta, il serpeggiare dell’albero formano uno spettacolo bellissimo. Ma dura solo una decina di minuti. Trascorsi questi, la nebbia e le nuvole si dissipano. Il vento smette di ululare. La vita riprende il suo ritmo consueto. Il cielo, che poco prima era tempestoso, ora è placido, azzurro e calmo. Il sole asciuga tutto. La bufera è passata.

Scuola elementare Brignole Sale, Genova, anno 1955-1956. Si distinguono, oltre al maestro Acquarone, Gino Paladini (2o da ds, 2a fila), Alberto Martinelli (1° da sin, 1a fila) Guffanti (3°, 1a fila), Maurizio Galbusera (5°, 1a fila), Mario Tasso (2° da ds, 1a fila), Marco Di Vasta (1° da ds, 1a fila), Gian Filippo Dughera (2° da ds, seduto) e io (3° da ds, seduto)A. Gogna, 4aC, scuola elementare Brignole Sale, Genova

Alcuni temi di scuola -1 ultima modifica: 2017-02-02T05:47:40+01:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

1 commento su “Alcuni temi di scuola -1”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.