Andrà tutto bene, se ne saremo capaci
(Bisogno e Disponibilità. Sospetto e Solidarietà)
di Massimo Manavella
Abbiamo chiuso il rifugio Selleries martedì 10 marzo 2020. Oggi siamo a venerdì 17 di aprile. Quindi un certo numero di giorni son già passati, con tutta una serie di ipotesi, valutazioni e previsioni sul futuro possibile.
Partendo dalla considerazione che tutti, ognuno nel suo ambito, ci abbiamo rimesso un pezzettino di portafoglio ed essendo ben consapevoli che non è finita qui, anzi che dovremo preventivare di dovercene rimettere un’altra parte anche nel futuro prossimo, ritengo che sia utile, oltre che indispensabile, iniziare a imbastire qualche ipotesi sul nostro lavoro di domani e dopodomani.
Mi fa abbastanza sorridere quanto si è letto, nelle settimane scorse, a proposito di illusioni del tipo “… quest’estate sarà l’estate della montagna! “. Immaginare che la montagna sarà privilegiata nel post-covid rispetto al mare, perché i turisti saranno diffidenti verso le spiagge, mi pare piuttosto ingenuo e con poche capacità di valutazioni concrete. Oltre che apparirmi, un poco, offensivo nei confronti degli operatori di montagna, per il fatto che non ritengo sia professionale e serio dirsi gaudenti di eventuali disgrazie altrui.

Focalizzando il ragionamento sul settore dei Rifugi Alpini ed Escursionistici, io non vedo troppe differenze e non meno difficoltà rispetto al settore degli stabilimenti balneari. Il rifugio, e l’angolo di montagna che lo ospita, può mettere a disposizione della sua utenza degli spazi limitati e, conseguentemente, anche servizi, per forza, limitati. Esattamente come su una spiaggia. Poi, ovviamente, ci sono stabilimenti balneari con molte attrattive e con una notevole ricchezza di proposte, proprio come esistono rifugi più essenziali e minimali, mentre ce ne sono altri più equipaggiati e con dovizia di offerte. Ma per tutte queste realtà, indistintamente, c’è il problema dello spazio che possono utilizzare: sempre e comunque circoscritto.
Alla luce di questa consapevolezza, entra in campo la possibilità e la capacità organizzativa dei conduttori: siano essi alpini o marini. Si sente parlare, per le spiagge, di separé in plexiglass e di distanziatori tra le sedie a sdraio. Dai rifugi, per contro, non si è ancora sentito granché. Noi quassù, qualche ipotesi con gli altri componenti del gruppo di collaboratori del Rifugio Selleries, la Banda come amiamo definirci, l’abbiamo fatta. Ed un po’ di idee al riguardo le stiamo gradualmente definendo.
Premesso che fino a quando non ci saranno indicazioni governative precise, su quelli che dovranno essere i parametri entro i quali ci potremo muovere e quindi lavorare, tutte le nostre ipotesi rimangono assolutamente aleatorie e modificabili. Partendo, inoltre, dal fatto che per la disinfezione, la pulizia e le sanificazioni, ad oggi noi abbiamo, esclusivamente, tre prodotti certificati ai quali possiamo fare riferimento, provo a spiegare a quali conclusioni saremmo arrivati, fermo restando al doverle adeguare nel momento in cui avremo direttive precise.
I prodotti di cui accennavo prima sono:
– Ipoclorito di sodio (cloro): per sanificare i bagni e le superfici in ceramica;
– Alcool denaturato (alcool rosa): per sanificare i vetri, i cristalli e gli schermi;
– Perossido d’idrogeno (acqua ossigenata): per sanificare le superfici in legno ed i tessuti;
Ognuna di queste sostanze avrà delle percentuali ben definite di diluizione per il corretto utilizzo.
Tutte le persone che lavoreranno al Rifugio Selleries dovranno essere dotate:
– di mascherina e guanti;
– di abbigliamento facilmente lavabile e sanificabile, da sostituire con frequenza;
– di calzature facilmente lavabili e sanificabili;

Cambierà, quasi, radicalmente l’impostazione del servizio che proporremo. La sala da pranzo passerà dall’abituale novantina di posti tavola a 35 forse 40, a seconda delle direttive. Le camere matrimoniali, che al Selleries sono tre, rimarranno tali partendo dal presupposto che una coppia che dorme insieme a casa lo farà anche in rifugio. Le camere a sei posti letto, le utilizzeremo per tre persone, con riserva di usarle per più persone, nel caso in cui si tratti di una famiglia che a casa vive e dorme nello stesso alloggio. Diventa facilmente comprensibile che la disponibilità dei servizi che potremo offrire si ridurrà della metà, all’incirca.
Per il servizio di pranzo e cena saremo obbligati a richiedere una prenotazione obbligatoria. Sia per il diminuito numero dei posti che avremo a disposizione, sia per poter organizzare con efficienza il servizio di somministrazione. A proposito del quale ci organizzeremo con un self service, per evitare che i camerieri debbano girare fra i tavoli, con prevedibili possibilità di infrangere le normative sulle distanze minime. Quindi ai clienti verrà chiesto di utilizzare un vassoio che sarà loro fornito, nel quale verranno via via disposti i piatti con le varie pietanze. Con il pranzo nel vassoio i clienti potranno andarsi a sedere al tavolo loro riservato.
Per coloro che non avranno prenotato, non sarà possibile accedere alla sala ristorante e tanto meno alle camere. E nemmeno al bancone bar. Prevediamo di predisporre un sistema di somministrazione alimenti e bevande all’esterno, con vassoi e piatti da asporto che, al termine del pasto, i clienti riporteranno. Come servizio bar sistemeremo un bancone esterno, non essendo pensabili le code al bancone interno collocato nello stesso salone dove si trovano le persone prenotate per il pranzo o la cena. Tutto ciò nell’ottica di evitare ogni forma di assembramento. Per accedere ai servizi igienici chiederemo a tutte le persone “esterne” di utilizzare l’ingresso posteriore, per chi è pratico del Selleries la rampa che sale da dietro il rifugio, in questo modo eviteremo il via vai, nella sala da pranzo, delle persone “esterne” che avranno necessità di usare il bagno. Per i clienti “interni” l’accesso ai bagni sarà quello di sempre. In questo modo riusciremo a garantire, a tutti, la possibilità di utilizzo dei servizi igienici.
Per garantire anche all’esterno un servizio confortevole, stiamo valutando il noleggio di una tensiostruttura, in modo da poter fornire una sistemazione adeguata anche nel caso in cui inizi improvvisamente a piovere, oppure salga il nebbione umido. Tutti i pasti d’asporto verranno proposti in piatti compostabili, come compostabili saranno posate e bicchieri. Niente plasticume, insomma.
Il nostro personale si destreggerà tra interno ed esterno, per rendere ben organizzate entrambe le situazioni. In sala avremo una persona che provvederà ad accompagnare al tavolo prenotato i clienti e che si occuperà dei conti, un paio di persone al servizio self service ed una persona al bancone bar. All’esterno avremo una persona che provvederà a gestire la sistemazione ai tavoli, due persone al bancone: una per il bar e l’altra per la gestione dei piatti d’asporto. Ci sarà un addetto ai servizi igienici, per garantire un monitoraggio continuo di pulizia e sanificazione. In cucina l’organizzazione e l’impostazione rimarranno le medesime avute fino a prima della pandemia. Stesso discorso per la plonge, il locale lavapiatti. Fatto salvo, in entrambi i casi, l’uso delle mascherine e dei guanti, come per tutto il resto del personale.

Un’altra valutazione che stiamo provvedendo a fare, in questi giorni, è l’acquisto di un generatore di ozono. Questo strumento servirebbe per una sanificazione efficace e, relativamente, rapida di tutti gli ambienti del rifugio, soprattutto di quelli con più ampie metrature, come ad esempio la sala ristorante. Visto che la spesa da affrontare è di una certa importanza, oltre a pensarci bene abbiamo bisogno di avere indicazioni precise dalle commissioni, preposte dal governo, a fornire le linee guida.
Ad oggi questo è il nostro piano d’azione, che, siamo certi, si evolverà e si modificherà ancora di parecchio.
A questo punto, però, un paio di riflessioni al riguardo, vi chiederemmo di concedercele.
Non ci piace affatto tutto ciò, vorremmo che fosse chiaro. Ma non potremo fare altrimenti: più o meno saremo obbligati a muoverci in questo modo. Quindi, cosa significa? Questo nostro piano d’azione significa la soppressione completa, seppur temporanea, di tutto ciò che è il rifugio, alpino od escursionistico, che tutti conosciamo da sempre. La condivisione, la famigliarità e la convivialità andranno a morire. Seppur temporaneamente. Le tavolate e le camerate condivise, quasi sempre, da persone che arrivavano estranee e ripartivano amiche non avranno alcuna possibilità di riproporsi. Seppur temporaneamente. Il buffet della colazione di fronte al quale ci si scambia le informazioni sulle difficoltà delle salite che si andranno, di lì a poco, ad intraprendere, oppure le personali impressioni sul tempo che farà lungo la giornata, non potrà più esserci e verrà sostituito da un self service. Seppur temporaneamente. La birra al bancone del bar, al rientro da una scalata o da una camminata, condivisa con persone incontrate per la prima volta, nessuno la vorrà prendere in considerazione: ammesso e non concesso che sarà ancora possibile un servizio di birra alla spina. Le cene dopo una salita in bici o a piedi, al buio od all’imbrunire ed il rientro nel cuore della notte saranno ben complicate, auspicando di riuscire a farle ancora.
Noi non abbiamo la minima idea di come fecero i nostri colleghi, all’epoca della Spagnola nel 1918 e dell’Asiatica nel 1957. Di come riuscirono a passare attraverso a quelle pandemie e di come riuscirono a venirne fuori. Come non abbiamo idea dei modi che ebbero, allora, nel rapportarsi i loro clienti. Ma ci permettiamo la certezza che, oltre alle direttive governative, noi rifugisti, OGGI dovremo far fronte ad una diffidenza diffusa tra tutti i nostri avventori. OGGI dovremo fronteggiare la paura sottile ed infingarda che si è insinuata, tanto inconsapevole quanto inesorabile, in tutti noi: montanari e cittadini, marinari e campagnini. Appena verremo liberati dalle paratie di contenimento, faremo come i polli d’allevamento che girano con circospezione a poca distanza delle porte spalancate del recinto, per poi, nella maggior parte dei casi ritornarvi dentro.
Al Selleries siamo molto preoccupati. Dell’oggi, del domani e del dopodomani. Perché abbiamo capito che non ne saremo fuori tanto presto.
A fronte di questa nostra preoccupazione siamo qui a presentarvi il nostro piano d’azione. Ma siamo, soprattutto, qui a dirvi che ci aspettiamo, oltre al vostro giudizio su quanto vi abbiamo descritto, anche la completa collaborazione di tutti coloro che saliranno. Quindi siamo qui a dirvi che abbiamo bisogno del vostro aiuto. E non solo estemporaneamente. Noi abbiamo bisogno che ognuno dei nostri clienti sia disposto a fare la sua parte. Perché se NOI abbiamo la responsabilità ed il dovere che darvi certezze e sicurezze, da parte vostra, VOI, avete la responsabilità di muovervi con la coscienza del prossimo. Ognuno di noi e di voi deve capire di dover fare la sua parte. Quindi verificare prima di muoversi da casa. Quindi di essere attrezzato con tutti i dispositivi individuali che gli competono. Quindi di essere consapevole delle sue condizioni di salute. Quindi di lasciare il bagno che ha usato nelle migliori condizioni possibili. In sintesi essere completamente responsabile per sé stesso, senza più demandare ad altri ciò che si deve fare in prima persona.
Abbiamo bisogno che i clienti del rifugio Selleries si ricordino, in ogni momento, da dove arriva la loro passione per la Montagna e quali sono gli ingredienti che la alimentano.
Le considerazioni “pago quindi pretendo” non saranno più di moda in questa nuova epoca. L’arroganza è passata a miglior vita. La fretta e la scortesia di coloro che vedono esclusivamente loro stessi non saranno più di casa, nel rifugio che gestiamo. Ai 2023 metri di quota dell’Alpe Selleries nel post-covid, non ci sarà più posto per coloro che non faranno della comprensione e della disponibilità il loro metro di misura. Ci spiace essere, magari, troppo troncanti, ma ci auguriamo di riuscire a farci comprendere, almeno un po’. Non è più tempo di parlare per mezze parole o per frasi di circostanza.
Noi quassù riteniamo che non ci sia altro modo per venire fuori, più o meno indenni, da questa esperienza. Tutti dovremo metterci del nostro, altrimenti non ce la potremo fare. Vogliamo, ripeto VOGLIAMO, poterci permettere la certezza che diffidenza, sospetto e delazione non diventino le componenti fondanti della nostra quotidianità. Noi crediamo nella condivisione, difficile ma non impossibile nemmeno di questi tempi, crediamo nella solidarietà, anch’essa difficile ma fondamentale, soprattutto, di questi tempi.
Dovremo essere in grado, tutti insieme, rifugisti, alpinisti, escursionisti e biciclisti, di organizzarci e regolarci. Senza sempre pretendere che le direttive ci cadano dall’alto. Non più imposizioni ma scelte consapevoli. Saranno necessarie delle limitazioni nelle frequentazioni e negli affollamenti, per poter stare alle giuste distanze. Sulla spiaggia di Finale Ligure come nei prati dell’Alpe Selleries. Il motto “liberi tutti” non potrà funzionare, questo deve esserci ben chiaro fin da subito. Con il nostro pic-nic dovremo valutare bene dove dirigerci e posizionarci. Stesso identico ragionamento per le scalate in Cristalliera ed in Orsiera. Facendo tesoro dei segnali silenziosi che la Natura ci ha inviato, quando eravamo chiusi in clausura.
“Da ognuno secondo le sue disponibilità a ciascuno secondo le sue necessità”, è una frase che pare riemergere dalla preistoria, come il virus d’altronde, ma che esprime un concetto, secondo me, più attuale che mai.
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Non ho neppure letto l’articolo ma solo qualche commento e… commento pure io, alèèèèè.
Non sapevo che parlasse di rifugi ma credevo che trattasse la situazione generale dovuta al corona virus, visti i commenti.I rifugi dipendesse da me li raderei al suolo lasciando solo qualche bivacco puzzolente incustodito. Il motivo? Sono inutili. La birra a fine gita me la posso bere al bar del paese o a casa.
ci sono rifugi e rifugi. Non sono tutti uguali.
Questo per me fa la differenza.
Ci sono rifugi dove ancora si respira l’aria giusta; si parla di montagna; di alpinismo; si condividono esperienze; ci si accontenta, ad un giusto prezzo, di quello che viene servito; dove il rifugista sa cosa ha intorno, conosce i luoghi e le vie, sa darti suiggerimenti, si preoccupa di quello che i sui ospiti vanno a fare, controlla se ritorni e quando ritorni ti porta il diario dove annotare la salita che hai appena fatto; rifugi dove il custode si alza all’alba con te per servirti la colazione.
Questi per me sono rifugi da frequentare, tra questi ci sono rifugisti che conosco e che mi fanno stare bene.
Non sono tanti questi rifugi, ma ci sono. Almeno io in tanti anni li ho incontrati.
Tanti altri invece sono dei veri e propri ristoranti, punto e basta, dove vogliono spennarti , dove c’è casino e basta, dove devi consumare, non rompere le palle e pagare.
Condivido sia 195 che 196. Però vedete che sono gli alpinisti stessi che “affossano” la situazione dei rifugisti… altro che “solidarieta’”…
A chi protesta per l’impedimento ad arrampicare/fare gite suggerisco, anziché limitarsi a scrivere post su post, di seguire altri canali più efficaci per sperare di farsi ascoltare da Conte. So che esiste un gruppo trasversale di parlamentari appassionati di montagna. Appartengono a tutti i partiti, hanno il presunto amore per la montagna in comune. Individuate qualche loro rappresentante di spicco, poi contattatelo con una comunicazione ufficiale, ben scritta, schematica (magari con un bel numero di firme) dove esponete le vostre doglianze ed eventuali proposte operative. Se siete astiti, contattate, fra questi parlamentari alpinisti, uno che appartenga ai partiti oggi di opposizione, così avrà un motivo per attaccare il governo. Chiedetegli che si faccia portavoce delle vostre istanze presso il Premier o il Ministri dello Sport… e stiamo a vedere cosa succede. Secondo me, non succedera’ niente, perché il paese ha ben altre priorità da affrontare e il governo non ha tempo da dedicare agli alpinisti. Però almeno avete fatto un tentativo sensato. Invece scrivere quintalate di commenti contro il governo “anticostituzionale” non produrrà mai niente. Buon pomeriggio a tutti!
Carlo, sono tantissimi anni che evito i rifugi, per quanto mi è possibile. I motivi sono i seguenti: detesto gli assembramenti, il chiasso, i turni per la cena, i rumori di notte in camera comune, la fila per il gabinetto. L’incanto del rifugio purtroppo è andato perduto.
Solo nei giorni feriali fuori dell’alta stagione chiedo ospitalità a un rifugio, e allora tutto si presenta, quasi per magia, come all’epoca in cui si era in pochi. Per il resto, rinuncio a tutte le salite che mi obbligherebbero a subire i disagi che ho elencato. Vado in montagna alla ricerca della bellezza, non della bruttezza.
Per quanto ho spiegato, il problema attuale perciò non mi riguarda. Se proprio si rendesse necessario un pernottamento in quota, preferirei la tenda. Come ai vecchi tempi gloriosi.
@195 Test Crovella: Siete disposti a pernottare almeno una-due volte più del necessario (sul piano logistico) per dare una mano ai rifugisti?
Io non sarei disposto a pernottare e ad entrare a pranzare/cenare per ragioni di carattere sanitario già precedente da me esposte essendo un luogo chiuso e quindi esposto ad un probabile rischio di contagio.
Anche se eventuali normative mettessero regole eviterò bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri, estetiste, sale da ballo, stabilimenti balneari, palestre, chiese, grandi magazzini.
Augh!, perché da ragazzo a volte leggevo Tex Willer.
E’ legittimo che desideriate farvi sentire come dice Benassi, ma allora scendete in piazza: finché vi limitare a polemizzare con me, il governo non sa neppure che esistiate.
Pensate invece al tema chiave dell’articolo: cosa possono fare i rifugisti quest’estate e come li si può aiutare? Io ho già detto che ho deciso che quest’estate NON mi appoggerò ai rifugi per mie valutazioni economiche. Se potessi lo farei, ma la prudenza mi impone di dare priorità ad altre voci di costo. E voi, che farete? Siete disposti a pernottare almeno una-due volte più del necessario (sul piano logistico) per dare una mano ai rifugisti? Questo è un bel test, per capire se davvero “amate” il mondo della montagna. Ciaooo!
C***o! Caro Lusa, se io fossi tutte quelle cose (193), partirei domattina alla conquista del mondo. Come mio generale, Alessandro Gogna.
Le regole del Grande Capo Crovella:
È entusiasta: cura il proprio tono emotivo più di ogni altra cosa gli appartenga.
È lungimirante: focalizza i suoi collaboratori sulla destinazione, più che sulla rotta.
Ascolta: trova sempre un momento opportuno per gli altri.
È esigente: è autodisciplinato e misura le performances, personali e del gruppo.
È perseverante: arrendersi non è suo stile ma sa quando è tempo di cambiare.
Sfida le persone: affronta con positività il nuovo, condividendolo con gli altri.
È autorevole: sa costruire la propria leadership interessando e facendosi ascoltare.
Fa autocritica: è il primo a mettersi in discussione riconoscendo i propri errori.
È coinvolgente: apprezza in pubblico e riprende in privato.
Ha memoria: impara e perdona, ma ricorda.
Appunto sulla nave ci siamo anche noi. Allora facciamoci sentire.
Non siamo noi che dobbiamo rendere conto.
E’ l’amministratore delegato che giustifica il suo operato ai soci, non il contrario.
Sono i funzionari dello stato e i politici eletti che si devono giustificare con i cittadini. Non il contrario.
No, no, no! Caro Lusa, “augh” è la parola a mo’ di sentenza con la quale il Grande Capo indiano conclude sempre i suoi discorsi.
Perciò, tutt’al piú, potremmo parlare di Grande Capo Crovella. Converrai con me che è molto piú di uno sciamano. Carlo, dico bene?
N.B. A tutti e due: sto scherzando!
So bene che lo avete capito subito, però lo dico pensando ad altri che potrebbero non averlo capito.
Carlo, a livello teorico avrai pure ragione. Però a volte mi sorge un dubbio: pure il Settimo Cavalleria fece quadrato intorno al generale Custer…
E anche il popolo tedesco fece quadrato intorno a Hitler. Dopo scoprí che aveva avuto torto nel farlo. Solo dopo, però.
Alle Termopili i guerrieri spartani e tespiesi fecero quadrato intorno a Leonida: avevano ragione.
… … …
E il nostro Conte è un novello Hitler o un novello Leonida? Per me è quasi un novello comandante Schettino (quasi); però sulla nave ci siamo pure noi, popolo italiano.
Lui invece magari si crede un piccolo Napoleone: “Dio me l’ha data [la poltrona] e guai a chi me la tocca”.
Crovella lo sciamano.🤣🤣🤣🤣
@187: hai perfettamente ragione, ma non prendertela con me, non sono io che ho varato queste misure restrittive. In più: alle prossime elezioni ricordati della situazione e fai le tue scelte tenendo conto di cosa sta capitando oggi. Guardate che dovremo abituarci all’idea di improvvise pandemie, questa potrebbe non essere l’ultima. Sto parlando non solo di seconda ondata del Corovavirus, ma di futuri nuovi virus, improvvisi come questo. Per cui scegliete adeguatamente da chi vorrete essere guidati nella prossima situazione di grave emergenza. NON sto facendo proselitismo per la Lega: ho già detto che Salvini è operativamente un incapace, sa solo banfare e giocare di sponda. Sto dicendo: fate esperienza da questa situazione per le vostre future scelte elettorali, tenendo conto che ci potremo trovare di nuovo in una situazione del genere e decidete da chi vorrete essere guidati nelle prossime pandemie. Augh!
Carlo ne fai una questione di senso civico. Bene.
Una persona ha le proprie idee, le proprie convinzioni. Questo NON vuol dire che in seguito, in base hai fatti, non si possa cambiare idea, non si possa dire gli ho dato fiducia ma ho sbagliato.
Questo vuol dire avere senso di critica, VERSO SE STESSI E VERSO GLI ALTRI, in questo caso del governo che puoi avere anche sostenuto con i tuoi voti, ma non vuol dire che poi non devi criticarlo anche con forza.
Solo gli sciocchi non cambiano idea.
Però sta di fatto che il governo in carica (il governo, NON la persona del premier), è sostenuto da una maggioranza costituita da M5S+Pd+Leu+Iv (questi eletti nel Pd). Non esiste più la distinzione destra-sinistra? Può darsi (secondo me è un male per la vita di un Paese, ma questo è un altro discorso). Allora la fotografia è: chi fra di voi ha votato (nel marzo 2018) per i partiti che OGGI sostengono il governo in carica, ha contribuito a eleggere quei parlamentari che OGGI sostengono il governo in carica. Quindi indirettamente il governo in carica è sostenuto da molti di voi. Ce l’avete con questo governo per le misure “anticostituzionale” ecc? eh… se avete contribuito a votare per i partiti di maggioranza… prendetevela con voi stessi, non con me. Non sono io che ho varato le norme restrittive, sono i “vostri” rappresentanti che, fra mille altre cose (tra l’altro molto più importanti), vi “impediscono” di arrampicare. Questa conclusione è innegabile (per chi, fra di voi, ha votato quei partiti). Paradossalmente sarei molto più giustificato io, a strillare oggi contro le norme restrittive, perché io NON ho votato per i partiti dell’attuale maggioranza. Però il mio senso civico mi fa capire che, in una emergenza del genere, occorre fare squadra. Poi, a emergenza terminata (che potrà essere anche fra molti mesi – qualcuno vagheggia una seconda ondata dell’epidemia), allora sarà legittimo e necessario valutare le decisioni e criticare gli errori. Ma adesso occorre fare quadrato. E’ una questione di “maturità”.
“In nome della legge” o volendo “dell’oggettività”
Quando adottiamo ciecamente una religione, un sistema politico, un dogma letterario, diventiamo automi. Smettiamo di crescere. Anais Nin
La folla è un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. È talmente desiderosa di obbedire che si sottomette istintivamente a colui che le si pone a capo. Sigmund Freud
La solidarietà rende gli individui difficilmente controllabili e impedisce che diventino un soggetto passivo nelle mani dei privati. Quindi occorre una macchina propagandistica che corregga ogni deviazione dal principio della soggezione ai sistemi di potere. Noam Chomsky
La questione dell’educazione è l differenza tra l’educazione all’obbedienza e l’educazione alla libertà. Gherardo Colombo
Certo, bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino a un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. Fabrizio De André
di grinze ne fa eccome.
Destra e sinistra non esistono più. E’ tutto un grande minestrone, dove l’attuale primo ministro potrebbe fare il presidente di qualsiasi schieramento. Un pò come un’amministratore delegato di un’azienda che offre il suo operato a chi meglio lo paga. Infatti prima era il presidente del governo Conte I lega+5stelle.
Poi i voti sui governi (e non solo) non contano nulla. Carta straccia.
Carlo non ha scritto che “Conte è di sinistra” (178).
Ha scritto che è il governo a essere di sinistra o centro-sinistra. In piú, successivamente, ha scritto il commento 181.
… … …
Prima regola: non dire bugie.
Seconda regola: citare correttamente.
Terza regola: non stuzzicare il can che dorme (questa però vale per me…).
dilla tutta fino in fondo. Non raccontare solo una parte. Ti sei dimenticato di: corruzione, evasione, lavori pubblici fatti a cazzo che costano 5 volte tanto quelli privati, gente con la mesata assicurata che si gratta, sanità mandata all’aria, pensioni d’oro e pensioni da fame.
@ 178: il GOVERNO Conte in carica è sostenuto da una maggioranza M5S+Pd+Leu+Iv (i cui parlamentari furono eletti nelle file del Pd prima di staccarsi). quindi è un governo esplicitamente di centro-sinistra. Il Ministro dell’Economia è Pd, il Ministro della Salute è di Leu (che sta a sinistra del Pd). Le misure che vi infastidiscono tanto sono quindi varate da una compagine parlamentare di “centro-sinistra”, non certo da un governo esplicitamente di destra. Chi, nel marzo 2018, ha votato per i partiti oggi in maggioranza, con chi se la deve prendere? Con Salvini? No: se la deve prendere con quelli che ha contribuito a votare. Mi pare che la cosa non faccia una grinza.
… semplicemente faccio un’analisi oggettiva.
Tenetevi forte, può succedere di tutto.
Ma dai Pasini, io non alimento niente… semplicemente faccio un’analisi oggettiva. Sono il primo a dire che i rappresentanti dell’altro polo a loro volta sono degli incapaci. Ve lo immaginate un governo Salvini in questa situazione? Avrebbe fatto esattamente le stesse cose, forse peggio.
—
L’Italia è il paese più bello del mondo, per il sole, il mare, si mangia bene, si beve meglio ancora, ci sono delle donne bellissime, c’è cultura, musei, teatri, ecc. Ma… è il resto è a catafascio. I vostri piagnistei (sul poter o meno fare gite) mi fanno ridere perché l’attuale situazione (il cigno nero) è troppo grande per essere gestita adeguatamente dagli italiani. Inutile confrontarci con i tedeschi, che mi pare abbiano già riaperto gran parte della vita economico-sociale. Loro hanno un senso civico che a noi non appartiene e poi sono previdenti. Per esempio nel corso degli anni hanno investito risorse pubbliche per dotarsi – in tempi non sospetti – di un numero adeguato di posti letto in terapia intensiva. Invece gli elettori italiani hanno preferito investire in altre misure: cito, solo perché le più recenti, il reddito di cittadinanza e quota 100. Quanti letti in più avremmo potuto avere senza ‘ste due belinate? epperò vaglielo a dire agli elettori che devono stare senza il sussidio oppure che devono andare in pensione a 70 anni… Preferiamo queste cose? benissimo, però avremo meno letti (terapia intensiva) e questo, per evitare il tracollo ospedaliero (almeno in certe zone) tende inevitabili le misure adottate.
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E’ però incontestabile che il governo in carina è di centro-sinistra e che gli “attacchi” alle libertà personali da quello provengono. E’ chiaro che ora tutti i nodi vengono al pettine. Ancora ieri il problema all’ordine del giorno era cosa si intenda per “congiunti” (quelli da poter visitare). Non abbiamo nel nostro DNA (di popolo) i neuroni per capire quali sono le priorità. E questo alla fine costringe a gestire la situazione come se fossimo un gregge da 60 milioni di beoti.
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Cmq, a me personalmente la vita è cambiata quasi nulla, se non fosse per le già citate preoccupazioni di calo del fatturato. Per il resto vivo, anche in queste settimane di reclusione, come mediamente vivo da decenni per indole e scelta. Forse avrei qualche incontro di lavoro in più e qualche spostamento a piedi in città: in effetti mi mancano, ma (come ho già raccontato) sono stato educato “Prima il dovere e poi il piacere” e.. stringo i denti. La vita mi ha inseghnato a saper aspettare e aspetterò che anche questo cigno nero passi: so riorganizzarmi, anche nei risvolti spiccioli come la tipologia di gite da fare quando ci sarà il permesso di muoversi dalle città.
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Per cui me ne posso lavare completamente le mani del problema: se volete andare ad arrampicare dopo il 4/5… ma fatelo pure, tanto, se vi fanno la multa, la fanno a voi e non a me ( e se decidete di fare ricorso, dovrete pensarci voi, mica io). Buona giornata a tutti!
Lorenzo, grande la App Neuroni: me la rigioco!
o ce l’hanno col governo (loro), in nome dei “diritti” individuali, oppure lo difendono mi sembra veramente da pauperes spiritu pensare alla politica come al tifo calcistico, noi e loro, Milan e Inter, buoni e cattivi [Nota: la figura retorica applicata è quella dell’eufemismo], ma soprattutto totalmente inefficace per comprendere la realtà e agire razionalmente.
Comunque credo che definire Conte di sinistra senza scoppiare a ridere sia impresa impossibile per una persona seria: dovremmo definire Obama bolscevico.
questo puo essere giusti per alcuni ma non per tutti.
Ma beato chi crede e non vede, non va bene a tutti.
Ci sono persone che si fanno domande. Prima di accettare tutto quello che gli viene imposto, cercano di capire e se non sono d’accordo criticano, espongono il loro dissenso, le loro alternative. Esiste una critica costruttiva.
Fase Successiva o del delatore elettronico, nonoché della disoccupazione – e disperazione – del proboviro.
https://www.ereticamente.net/2020/04/la-cina-si-posiziona-in-un-mondo-che-nemmeno-orwell-avrebbe-immaginato-alexandre-aget.html
Condivido e inoltro.
LA APP PER LA FASE 2«Con la Fase 2 sarà fondamentale utilizzare una preziosissima App. Non parlo di Immuni, ma di un’app ben più potente e sicura, Neuroni. Sviluppata da Madre Natura, Neuroni è un’app gratuita che non sfrutta la tecnologia Bluetooth, bensì la ben più collaudata tecnologia Sinapsi. Si tratta di una tecnologia per nulla invasiva della privacy e che rende l’app comunque utile anche quando il 60% della popolazione non ne fa uso.Le due app (una non esclude l’altra) funzionano in modi differenti. Facciamo un esempio.La app Immuni vi dice se il tizio che era con voi in ascensore vi ha infettato.La app Neuroni che per fare due piani potete prendere le scale, che ultimamente non è che avete fatto tutta questa attività fisica.La app Immuni vi dice se la signora con cui avete litigato al supermercato per l’ultima confezione di lievito vi ha infettato.La app Neuroni vi suggerisce invece di non litigare per una confezione di lievito e di non infilarvi nella corsia del supermercato dove sono presenti ben dodici provetti panificatori manco fosse il festival del pane di Altamura.Ma il grande vantaggio di Neuroni è che è già installata in ogni scatola cranica e non richiede quindi uno smartphone.Neuroni è di facile utilizzo anche se per tenerla operativa è necessario aggiornarla costantemente. Esistono vari modi per tenere la app Neuroni aggiornata, ma studi scientifici dimostrano che leggere è il metodo più efficace.Dal momento che però non tutti sono consapevoli della potenzialità di questa app, permettetemi di tirar fuori l’Aranzulla che c’è in me per darvi qualche suggerimento sul settaggio.Un primo test che potete fare per vedere lo stato di salute della vostra app è questo.Avete tifato per il poliziotto che inseguiva il runner solitario sulla spiaggia con l’appoggio di elicotteri, droni e satelliti e non vi hanno per nulla infastidito i ventuno milioni di euro sprecati per un ospedale inutile realizzato solo per marketing politico?Ecco, in questo caso avete dei problemi di settaggio. E può essere anche che le parole della D’Urso abbiano in qualche modo hackerato il vostro sistema operativo.Purtroppo non è possibile resettare il tutto, ma qualche rimedio proprio in vista della Fase 2 è possibile. Ora vi spiego come fare (Aranzulla scansati proprio). Accedete al menù principale. Cercate le funzioni “hater”, “delatore” “caccia-alle-streghe” e togliete la spunta. Mettete invece la spunta a “spirito critico”, “buon senso”, “prudenza”, “empatia” e “solidarietà” e salvate le nuove impostazioni premendo ok.Ecco, così facendo avrete a disposizione la più potente arma per affrontare la Fase 2.p.s. se nel frattempo ascoltando il consiglio di Trump vi siete iniettati o avete ingerito della candeggina, sappiate che la vostra app non è stata danneggiata. Semplicemente, per un errore di fabbrica, non vi è mai stata installata. Capita.
(da Rita Cantarini su Facebook)»
Caro Crovella, visto che tu fai il consulente e conosci il mondo delle aziende dovresti sapere come funziona la giostra. La pretesa di governare un’organizzazione con il micro-management (centinaia di pagine di provvedimenti di dettaglio) in sostituzione di una leadership ispiratrice e coinvolgente, porta a creare da un lato zelanti e passivi esecutori che non si assumono responsabilità personali e credono nel potere salvifico delle procedure e dall’altro ribelli riottosi e controdipendenti che cercano in ogni modo di sfuggire alle regole e si oppongono per partito preso ad ogni direttiva che venga dall’alto. È esattamente quello che oggi sta succedendo. I due poli assumono poi nei talkshow e nei social aspetti caricaturali da commedia, incarnati da alcuni personaggi emblematici, riversando nelle due polarità aggressività, paure, risentimento, paranoie. Nella discussione oggi in corso nel paese c’è un’area di “centro” dello schieramento, che si allarga sempre di più, che critica non tanto le restrizioni ma la modalità di gestione della crisi che si ispira a modelli antiquati e inesperti di governo, fondati su una non chiara visione strategica, una pignola elencazione di compiti, una scarsa responsabilizzazione ed educazione dei governati rispetto agli obiettivi e al senso delle azioni da compiere, un sistema di misure dell’efficacia delle politiche che fa acqua da tutte le parti, una comunicazione paternalistica e ondivaga, un continuo cedimento alle pressioni localistiche e corporative che fa percepire debolezza e scarsa determinazione. Questo schieramento è trasversale ai partiti ma non riesce a prevalere perché rimane schiacciato da quel gioco infernale di schieramento che mobilita passioni ed energie, un po’ come avviene anche qui. Anch’io come altri speravo in Colao ma vedo che è stato subito ingabbiato dalla forza del deep state romano che mi dicono essere micidiale. Non a caso la prima cosa che ha chiesto il suo gruppo è stato lo scudo penale e li capisco. Ti possono fottere da un momento all’altro e non sai neppure perché. Questo è il vero dramma. Il Covid 19 non ha cambiato il paese. Il problema c’era prima ed è stato amplificato dal cigno nero. Una piccola cosa che si può fare, e qui il mio appello è anche a te, è intanto quella di non alimentare l’inutile e dispersivo gioco dei due cantoni.
Manipolo sa di fascio.
Quindi non mi appartiene
Crovella vi ha pesato; non posso che dargli ragione, siete un manipolo di frustrati. 🤣🤣🤣🤣🤣
Leggo con gran divertimento al commento 162:
Tralasciando le pittoresche assunzioni su chi abbia votato chi e il piagnisteo da vittima incompresa del blog, faccio notare che astenersi dal criticare chi governa è prerogativa dei sudditi.
O dei leccapiedi.
Crovella ma che cazzo ne sai te, cosa ho votsto e se ho votato .
Cosa ne sai? NULLA.
Te l’ho gia detto una volta . Si può andare al seggio e dire non voto perché non mi sento rappresentato e farlo mettere a verbale.
Te invece ti senti rappresentato? Bravo!
Ma falla finita di mettere in bocca agli altri quello che non pensano o dicono.
Scendi dal trono sabaudo che gli hanno tagliato i gambi e rischi di farti male.
La Storia però ci insegna che a volte il popolo si stanca del salto dei pasti e del salto dalla finestra, e cambia sport: non piú il salto ma l’assalto.
In Italia è ancora presto, ma ci stanno preparando.
E a chi non bastasse lo sport per l’estate ci sarà quello per l’autunno: il salto dalla finestra.
166@ Volete uno sport per l’estate? Il salto dei pasti.
🤣🤣🤣🤣🤣
@163 Tranquillo, nessuno dirà nulla perché è la fotografia inappuntabile della realtà. E se dicono qualcosa, confermano la fondatezza dell’analisi: o ce l’hanno col governo (loro), in nome dei “diritti” individuali, oppure lo difendono, ma allora devono assumere posizioni anti-movimenti individuali (e quindi dire pubblicamente che è giusto stare a casa). Trattasi di cul de sac. Resta il problema dei rifugisti (che poi è il vero tema di questo articolo) e sinceramente non so come se la caveranno. Pero’ non saranno gli unici: tireremo la cinghia tutti. E alla grandissima. Volete uno sport per l’estate? Il salto dei pasti. Ciao!
La notizia per me più scioccante di oggi è aver letto il nome del nuovo “capo” di Montepaschi.
Bel colpo della sinistra di potere !
Informo che fra l’essere intubato, anche se per fortuna per poco tempo, e l’essere operato per tumori diversi in un breve periodo, è molto peggio essere intubato.
C’è molta più incertezza sul proprio futuro.
Io non auguro né l’una né l’altra esperienza, invito solo a non sottovalutare la possibilità di viverle entrambe senza morire.
Poi si ragiona diversamente e la libertà assume un altro significato, diventa espressione di autonomia di pensiero e di azione per motivi necessari e sufficienti e quasi tutto ciò che si è abituati a vedere e a fare scompare come fosse un nulla.
Carlo, ti rendi conto di ciò che hai scritto (162)? No, non te ne rendi conto. Allora te lo dico io: hai scritto ciò che non può essere scritto, l’Innominabile.
Adesso te la vedrai tu con i diretti interessati. 😂😂😂
Ma ribellatevi pure (al governo), meglio sapervi in giro che a scaricare sul web le frustrazioni. Faccio solo notare (non per la prima volta) che il pericoloso attentatore ai diritti costituzionali (nonché lo strangolatore delle vostre incomprimibili aspirazioni) è un governo di sinistra. Tale governo e’ sostenuto da una maggioranza di sinistra, i cui parlamentari sono stati eletti, presumo, da molti di voi… voi che qui state protestando contro il “vostro” governo! Poi ve la prendete con me, come se lo avessi eletti io, il governo in carica… Allora mettetevi d’accordo con voi stessi: avete scoperto che preferite i politici che privilegiano i diritti individuali di movimento? Beh, la prossima volta votate per lo schieramento opposto… Buonaserata a tutti!
@Benassi
Lo comprendo dal punto di vista umano. Sul modo non mi esprimo (irrilevante, per me).
@Matteo
Cosa intendi per “mortalità totale” ?
I citati dati ISTAT comprendono tutti i decessi, quindi il discorso “con” o “per” COVID-19 è escluso da quel dato.
Per quanto riguarda la Germania, mi piacerebbe molto avere un dato analogo proprio per lasciare fuori (possibili) differenze di classificazione e capire megliocosa è successo da loro.
mi associo a Matteo.
per lavorare mi posso anche contagiare e schiantare. Per arrampicare no?
Il governo limita la libertà per prevenire il contagio, ma vende le sigarette anche se ammette che fanno venire il cancro.
Eppure il cancro non è una semplice influenza.
Come mai??
hai ragione PASINI. Ritiro l’augurio.
Diciamo allora che ne formulo un altro di augurio: chiedere giustizia.
Mi dispiace Benassi ma non si augura a nessuno di finire intubato. Se uno lo fa, vuol dire che ha perso il controllo della sua aggressività. E questo significa che c’è un problema, a maggior ragione se fai una professione di aiuto. E con il dovuto rispetto qualcuno ti deve dire di fare qualcosa, invece di mandarti al diavolo e di toccarsi, se ha un po’ di sensibilità umana.
@Crovella: se il governo mi da la licenza di varcare il confine comunale o regionale per andare a rischiare il contagio sul lavoro, io me la prenderò per andare ad arrampicare, disposto ad arrivare in giudizio.
@Giuseppe Balsamo: “Non capisco invece perchè fare il confronto con la mortalità dell’anno passato” perché la mortalità totale è l’unico numero vero da cui si possa partire per un’analisi seria e non strumentale, stante che per gli infetti dovresti fare il tampone a tutta la popolazione e che i morti per/con/su/di/a/da/in/tra/fra Coronavirus sono contabilizzabili a capocchia e quindi non si prestano a un’analisi seria (vedi i morti in Germania)
Giuseppe-Matteo-Roberto Pasini,
si continuano a ripetere gli stessi concetti senza venirne a capo: purtroppo i due mesi di bombardamento mediatico hanno sortito gli effetti auspicati e i più non fanno che ripetere che è una guerra giusta e bisogna sacrificarsi.
Sarà perché non sono cattolica, sarà perché diversi amici infermieri mi ripartano da mesi incongruenze, sarà perché non ho la tele e non mi interessa il tipo di “informazione” trasmessa, ma la necessità di veder spegnere la mia vita non la vedo proprio, neppur se mi impegno.
Alleluja! O ho ricevuto (a 20 giorni dalla mia richiesta) dei buoni spesa!
A parer mio la fase 2 potrà favorire l’aumento dei contagi. Parenti e fidanzati che si incontrano nelle loro rispettive abitazioni spalancano le porte al virus dove prima non era entrato. Non si possono fare i conti senza l’oste.
Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane in ambito sanitario.
io invece non lo comprendo. Nessuno qui vuole sminuire il suo sacrificio, soprattutto di coloro che ci hanno rimesso la vita.
Massetini ha tutti i diritti di sfogarsi ma senza augurare ad altri che non hanno responsabilità di quanto accaduto, di finire intubati.
Che lo auguri a coloro che invece di reagire prontamente, hanno sottovalutato il problema dichiarando che non c’erano problemi.
Che lo auguri a coloro che hanno demolito il sistema sanitario italiano.
Comprendo lo sfogo di Massentini.
Non capisco invece perchè fare il confronto con la mortalità dell’anno passato, cercando di porre chi ancora non ha compreso la portata di questa emergenza sanitaria (ed economica) di fronte a una evidenza, sarebbe una “menata”.
Se Massentini lo vorrà spiegare lo leggerò volentieri.
BREAKING NEWS: pare che il governo stia aprendo all’ipotesi di estendere la definizione di “congiunti” anche a fidanzati/e nonche’ “affetti stabili”!
ALE’!!!
@ Crovella al 150: Tu sì che andavi censurato! Siam mica qua a lucidar gli scarponi al millepiedi!
Nuove disposizioni:
https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_27/coronavirus-spostamenti-fase-2-vietato-andare-seconde-case-fidanzati-possono-incontrarsi-db482c2a-886b-11ea-96e3-c7b28bb4a705.shtml
Sintesi sui temi che interessano:
– Si’ passeggiate nei boschi SE ABITATE IN montagna (altrimenti nisba).
– Sì sport all’aperto purché soli o al massimo in due con distanza DUE metri (arrampicare? Non credo si riesca, almeno in cordata).
– Sì visitare i “congiunti”, che sono solo i familiari giuridicamente tali e non gli amici/fidanzati (tradotto: puoi pupparti la domenica con la suocera, ma non con l’amante. A Torino diciamo: “ciule’? gnanca a parlene!”).
Conoscenti mi dicono che, gia’ da settimane, il sito Pornhub ha reso gratuito l’accesso al servizio Premium… potenza della tecnologia. Forse se i rifugisti mettono un maga schermo nella loro sala… magari l’estate non sarà così preoccupante…
Ultimo intervento. Giacomo, non penso di aver mancato di rispetto a nessuno e mi dispiace molto che tu ti sia fatto di me l’idea di una persona inopportuna, arrogante e superficiale. Certo alcuni interventi sono problematici ma non vengono da operatori della sanità, che in condizioni normali sono addestrati dentro e fuori dal lavoro a reggere lo stress e a gestire l’aggressività e la frustrazione spesso provocate dal contatto con la sofferenza e la morte. In ogni caso, ognuno risponde alla sua coscienza, con umiltà e sincerità.
L’Aruspice Sabaudo dice: al netto dello stile (ma c’è chi è “fine” per natura/educazione e chi invece non ha avuto, per esempio, la fortuna di studiare e di affinarsi nei modi), al netto dello stile, dicevo, io comprendo ‘sto Antonio e la sua valutazione di molti discorsi che fate voi. Anche io, seppur leggendovi alla veloce, avverto spesso un senso di fastidio. Mi date l’immagine di esser mollemente adagiati sui divani dei vostri attici pariolini (immagine figurata, ovviamente) a discettar di compressione dei diritti costituzionali o di quanto vi manca arrampicare o cose del genere, quando nel Paese ci sono situazioni oggettive veramente problematiche, o per cause sanitarie o per ragioni economiche. Non voglio ripetermi, ma nei prossimi mesi si abbatterà su tutti noi la morsa inesorabile della più grave recessione dei tempi moderni: ci penserà la ristrettezza economica a determinare l’ampiezza degli spostamenti e quindi anche della possibilità o meno di far gite e di che tipo (rifugi, tenda, uscite in giornata a breve distanza…). Segnalo, per stemperare il clima, che siamo di fronte ad una paradossale rivoluzione copernicana dello scenario politico-costituzionale: la compressione dei diritti è oggi attuata da un governo di (centro-)sinistra e da alcuni governatori del Pd (il severissimo Di Luca campano), mentre strillano come oche a favore della libertà di “riapertura” sia i leghisti nazionali (Salvini ecc) sia i governatori nordisti (di destra). Come la mettete? A leggervi, date l’impressione di appartenere (la maggior parte di voi, almeno) al bacino catto-sinistrorso, epperò vi scagliate a sangue contro i decreti governativi (cioe’ emanati dalla vostra maggioranza parlamentare) e non vi accorgete che siete allineati con le posizioni “urlate” di Salvini-Meloni. Pena del contrappasso…eh eh…(me la godo un casino…)
Concludo il mio intervento 145 perché, leggendo meglio il finale di quello 143 di Matteo, forse è necessario. Non di tratta di liceità o non liceità, a me sembra evidente che i POSITIVI ASINTOMATICI, come tutti i pericolosi contagiosi, devono essere messi in condizione di non contagiare il prossimo. Si tratta anche di fare appello, questa volta in modo sensato, al senso civico. Tutto questo ovviamente finché la ripetizione degli esami non rivelerà che NON SI È PIÙ POSITIVI ASINTOMATICI.
@Pasini, siamo in una delle tante discussioni da Covid-confinati, visibilmente viziata dalla fatica psicologica e da sentimenti ( a dominanza cupa e pessimista ) piu’ che su opinioni motivate razionalmente. E tu, da uno scambio di battute violente ma certamente provocatorie, concludi che l’autore ha bisogno di aiuto. Come penso ti rendi conto, hai usato una formula tipica del linguaggio dei blog ( “trovatene uno buono” ), che si presta quindi piu’ ad essere letta come un insulto che come un aiuto. Oltretutto, al di la della buona fede, io trovo un po’ semplicistico e allo stesso tempo anche presuntuoso pensare di aiutare qualcuno su questioni private con proclami pubblici, dall’alto della propria professione…
Del resto, dopo aver letto molti contributi, se ognuno di noi applicasse la tua stessa solerzia interventista, ho paura che la lista delle persone da aiutare potrebbe essere ben nutrita.
Rispondo a chi mi ha preceduto e poi basta. Sono definiti asintomatici solo i POSITIVI che non hanno sintomi, non tutti coloro che non hanno sintomi. Ad esempio è risultato, facendo i tamponi e gli esami seriologici a tutti (ome vorrei io!) che il 49 % dei POSITIVI di Ortisei è asintomatico, non il 49% della POPOLAZIONE di Ortisei. Quindi, ripeto ancora una volta: chi non ha sintomi non è necessariamente un asintomatico nel senso suddetto, che è quello che ci interessa, infatti nella maggior parte dei casi per fortuna non lo è affatto. È sano e non trasmette nessun virus. Solo una parte dei POSITIVI sono POSITIVI ASINTOMATICI. Per questo è importante far di tutto per sapere chi sono. Solo così si potrà lasciar vivere normalmente tutti i NON POSITIVI, ovviamente tutti asintomatici, ossia la maggioranza della popolazione. Lapalissiano, direi…
Almeno per un mesetto ancora gli addetti ai lavori – rilassandosi a casa – saranno protetti dal fenomeno che si chiama burnout.
E comunque Giorgio, Grazia non faceva che rispondere a te che dici “è ovvio che gli asintomatici dovranno rimanere isolati finché lo saranno.” con una verità lapalissiana: chi non ha sintomi, è asintomatico. Per definizione a prescindere dal perché lo è.
Peraltro, se fosse vero che la percentuale di chi ha contratto il virus ma non ha i sintomi è del 45%, allora non avrebbe alcun senso isolare quelli che lo hanno contratto, ma semmai chi non lo ha contratto. E, credo, sarebbe lecito solo su base volontaria.
Fase 2: Per apertura delle strutture ricettive se ne riparla giugno. Dato di fatto.
Giacomo, se uno augura agli altri di venire intubati a causa delle loro opinioni siamo fuori dagli “standard” di una normale dialettica. Vuol dire che sta emergendo qualcosa di forte. Si può reagire sullo stesso piano, tacere o cercare di aiutare, senza entrare nel merito. Questo ho fatto io, dopo il secondo intervento che spiegava in modo evidente il retroterra personale (Si chiama outing). Non dopo il primo, in cui mi ero limitato ad un richiamo alle regole. Ognuno di noi ha una sua deontologia professionale e personale. Non so che lavoro fai o hai fatto tu. Io mi sono sempre attenuto alla riservatezza. L’ho violata poche volte solo quando ho avvertito un potenziale pericolo per la persona. A volte ho sbagliato, a volte sono stato utile, come accade a tutti. E in questo blog è la prima volta che sono intervenuto su un fatto personale. Mi fido della mia intuizione, anche se a volte mi ha ingannato.
Non visito il blog tutti i giorni, ho anche altre cose da fare, o meglio altre cose che tento di fare. Ero rimasto alla risposta di Chiara ai miei interventi, e cioè al n.82. Premesso che credo ci sia un malinteso, perché io sono sulla stessa linea di Chiara, Pasini, Cominetti ecc…, tanto per intenderci, vorrei invitarla a non dire stupidaggini che non fanno che nuocere al raggiungimento dei suoi più che condivisibili obiettivi. Mi riferisco alla sparata che sintetizzo in “siamo tutti asintomatici, quindi tamponi e esami sierologici generalizzati non servono a nulla”. Consiglio al riguardo la lettura o rilettura di quanto pubblicato sul caso “Ortisei” in Alto Adige e sul caso “Vo’” in Veneto, dai quali risultano percentuali di asintomatici portatori del virus del 45/47% e non del 100% come afferma lei, ignoro su quali basi. Generalizzare i tamponi, mettere a punto gli importantissimi test seriologici è quindi un modo razionale ed efficace per evitare il diffondersi della pandemia, per sviluppare l’effetto gregge, per evitare di chiudere tutti in casa o di trasformare i rifugi, gli alberghi, i ristoranti in luoghi che, mi spiace dirlo per gli amici albergatori e gestori, cercherò di evitare. L’alternativa è ovviamente sperare, come spero io, e come credo speri Chiara, che il virus se ne vada da solo per cause naturali, come tutti gli altri virus nefasti che lo hanno preceduto (illuminante al riguardo il Nobel Montagnier, che ora molti cercano di mettere a tacere). Si tratta però solo di una speranza perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, siamo in un mondo fatto di ghetti sovraffolati, dove i contagi sono molto facili, inevitabili. E il sovraffollamento non può che portare che a nefasti presagi. Quindi, nella situazione attuale, io non abbandonerei la strategia dei tamponi e altri esami generalizzati, anche perché non mi sembra affatto conflittuale con quanto Madre Natura probabilmente deciderà.
Il suggerimento di farsi aiutare, indipendentemente se sia condivisibile e sia espresso in buona fede, e’ oltremodo fuori dalle righe in un contesto pubblico. Non suona altro che un insulto radical-shic, in risposta ad un linguaggio incontestabilmente violento . Ma per uno psicologo del lavoro mi pare onestamente uno scivolone.
Invito a una maggiore educazione nei confronti di chi ha un’opinione differente, su qualsiasi argomento. Grazie.
Antonio, hai la mia solidarietà.
Massentini, sono uno psicologo del lavoro. Ho più di 70 anni. Ho lavorato per una decina di anni( tra i trenta e quarantacinque) con il personale sanitario (infermieri, medici, caposala). È un lavoro duro. Soprattutto in periodi di grande stress come questo. Le tue parole mi fanno pensare ad un fenomeno che si chiama burnout, ben noto e conosciuto. Il mio consiglio è quello di farti aiutare da qualcuno della tua struttura. È molto più utile che non riversare incazzatura e odio all’esterno. Ti auguro ogni bene.
Contenimento e aperture.
Oggi mi sono soffermato a ragionare sul pensiero di una possibilità dovuta anche dalla stupidità umana.
Sembra che non si formi una immunità a questo virus (non so a cosa servano i test sierologici per trovare gli anticorpi).
Se il contagio continuasse ad aumentare, diverrebbe sempre più probabile una mutazione del virus, magari in bene, o magari in male.
Se diventasse più aggressivo, la gente andrebbe subito nel panico e bisognerebbe rompere tante teste.
Tanti se, ma per l’ultimo siamo già ben attrezzati ?
Roberto, non te la prendere.
In realtà non credo che l’intervento sia da cartellino rosso, anzi: il mondo è pieno di gente così -purtroppo. Spaventati, incapaci di ragionare, lealisti e succubi all’estremo nella speranza di sopravvivere, ma rancorosi e lividi per esserlo.
Renderci conto della loro esistenza in realtà serve, rende chiara la differenza che io chiamo tra cittadini e sudditi; aiuta a scegliere.
Come vedere i cittadini tedeschi che protestano contro alcune decisioni sulla quarantena, mantenendo la distanza o paragonare la reazione della polizia tedesca a quella della polizia italiana.
massentini. mi avete fatto incazzare così tanto che sbaglio anche il nome. sono un os (operatore sanitario) di una rsa e da due mesi sono un trincea. mia moglie fa la cameriera in un bar, è a casa da due mesi ma senza stipendio. le vostre menate mi fanno incazzare perché state in un salotto a parlare di cose insulse come il diritto a muoversi oppure a confrontare i numeri dei morti di quest’anno con quelli dell’anno scorso e tante altre menate del genere. mi trovate imbecille? altrettanto penso dei vostri commenti. anzi con dispiacere non verrò più su questo sito dove per anni ho trovato articoli e commenti di qualità
Questo intervento di Massetini, fossi Alessandro non lo cancellerei.
Non lo cancellerei perchè lo lascerei lì a testimonianza che l’imbecillità umana arriva molto in alto.
Massettini, non so chi sei, cosa fai, quanti anni hai, che esperienza di vita hai avuto. Leggo solo le tue parole e provo un grande disagio. Esprimono rabbia, aggressività e sofferenza. Come ho detto altrove se immetti negatività nel mondo, ti ritorna indietro. A mio parere non è mai la soluzione dei propri problemi. Rispetto la libertà ma questo intervento è da cartellino rosso. Se il blog diventa uno spazio per lo sfogo di alter ego di Napalm51 personalmente non sono più interessato. Buona settimana.
tutta invidia la tua.
dico le coso come stanno. sai cosa se ne fanno dei vostri sogni i 100 medici morti e chissa’ quanti infermieri. c’è da augurarsi che per il virus vi facciate 2-3 settimane di terapia intensiva in ospedale, intubati e senza nessuno intorno. ci risentiamo quando uscite dall’ospedale, svuotati e depressi. se proprio non sapete stare fermi, andate a lavare il sedere degli anziani soli e intubati nella residenze rsa. se per caso starete male, vorrete l’assistenza sanitaria perfetta, però volete anche la libertà individuale senza limiti. non si possono avere enteambe: scegliete e agite in modo coerente. i sogni sono solo aria fritta, se vivete ancora di sogni alla vostra età siete rimasti dei bimbetti dell’asilo
Ma sì, stiamo a casa, buoni, in silenzio, senza abbracci, senza baci, senza lavoro, senza relazioni. E mettiamo anche a tacere i desideri, quelli che ci vorrebbero altrove. E lasciamo che tutti i nostri sensi si assopiscano, come se fossimo in letargo. E lasciamo che siano altri a scegliere per noi, a dire cosa dobbiamo dire, a ordinare ciò che non dobbiamo fare, come quando eravamo piccoli. Lasciamo che qualcun altro tessa il nostro futuro, come se fossimo marionette in attesa dello spettacolo. Lasciamo che siano infranti tutti gli ideali in cui credevamo. Spegniamoci, e facciamolo senza rumore, che potremmo disturbare chi sta lavorando per il nostro bene, per la nostra salute, per il benessere del paese.
il DAP accusa i magistrati. I magistrati accusano il DAP.
Zagaria e altri mafiosi agli arresti domiciliari.
e Conte: GUAI a voi cittadini se vi assembrate, se non rispettate le regole.
I cittadini riunchiusi!
ma intanto i BOSS mafiosi escono.
Se il Massentini parla di sport, significa che non ha letto né l’articolo e tantomeno lo scambio fitto.
Ma ognuno ha diritto di dire la sua, un po’ meno di farlo in modo brutale, ma siamo a casa Gogna e decide lui chi lasciare entrare.
Il Massentini, pur esprimendosi in modo aggressivo, nel suo commento 122 vuol dirci che il problema del tornare in montagna é secondario. Infatti oltre al problema economico delle attività lavorative vi é il problema della mancanza della libertà, non siamo più in un paese libero se per uscire di casa occorre giustificarsi.
122. 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Che si diceva, Roberto Pasini e Peppe Balsamo dei nostri sogni?
Notte buona.
molti di voi fanno dei discorsi talmente bislacchi, vedi scemenze scritte nei commenti di questo articolo ma anche dei giorni scorsi, che l’unica cosa che suscitate e’ voglia di prendevi a pedate. Ci sara’ molto da lavorare a testa bassa nei prossimi mesi, per non finire tutti affamati, con le difficoltà come da articolo, che leggere i vostri lamenti per non fare sport mi fa sllo prudere le mani. tiratevi su le maniche e fatevi il mazzo come si deve e non vi passera’ neppure per la testa se non correte o se non arrampicate. se potete sta li’ a far lamenti sul mancato sport significa che siete viziati e capricciosi. non suscitate il mio rispetto ma solo voglua di prendetvi a pedate. vergognatevi
Ragazzi io vivo a Genova sotto monte Fasce. Stiamo vivendo una bomba atomica e questo e’ oggettivo. D’accordo a che le persone possano muoversi, a piedi. Applichiamo la distanza, seria e disciplinata da tutti, senza arroganza o scemenza. Cosi ce la facciamo se no no. Non ci vuole molto.
Antonio Massentini, presente!
La mia vita, oltre a dedicarla alla passione per la natura, è proprio caratterizzata da tutte le attività che hai elencato, da anni.
Attività che, ahimè, non posso svolgere ora (tranne portare la spesa a una vecchietta alle prime luci dell’alba, sentendomi una ladra).
Ti invito ad avere riguardi per il pubblico a cui ti rivolgi, poiché non puoi mai sapere chi ci sia dall’altra parte della cattedra.
Che la serenità e la limpidezza negli intenti ti accompagnino.
se schiumare per le energie represse, contattate il rifugisti drll’articolo e andate a lavorare quest’estate da lui come lavapiatti o per le pulizie, poi vediamo a fine stagione se siete ancora cosi’ baldanzosi e ribelli. alternative: lavorare nei campi a raccogliere pomodori oppure fare i volontari per dare pasti a chi ne avrà bisogno, saranno sempre di più
Ancora una volta gli italiani stanno dimostrando quello che i francesi definiscono “orgueil mal placé »: siamo tutti buoni a cantare alla finestra il nostro inno, a intonare (sempre alla finestra) canzoni per i partigiani morti per la libertà che non siamo degni di onorare, di batterci il petto in nome di eccellenze in ogni campo e per le bellezze del nostro paese, ma poi non siamo in grado di distinguere il falso dal vero, e non ci tiriamo indietro se dobbiamo accusare un nostro compagno di banco.
In tutta franchezza, ho sempre avuto difficoltà a esprimere il mio senso di apparenza al popolo italiano di oggi che, anche in questa occasione dimostra di non avere, tranne pochi casi, buon senso, spirito pratico e amor proprio.
Marcello, io sono sulla collina sopra Zoagli. Questa mattina ho fatto i miei giri di corsa consentiti intorno alla casa (un po’ abbondanti) dalle 5.30 alle 6.30 e non c’era nessuno. Nel pomeriggio vista molta gente in giro senza mascherina e con cani e bambini. Domani? Aumenteranno i contagi? Chi lo sa? I contagi porteranno di nuovo al panico? I governatori come Toti rinunceranno a salvare quel che resta del business estivo o cercheranno di gestire in ogni modo l’eventuale impatto con le risorse che hanno a disposizione adesso, mettendo in gioco la loro rielezione? Difficile fare previsioni senza le doti del nostro Aruspice Sabaudo. Vediamo e speriamo, senza eccedere con l’alcol🤪🤪
E sui numeri, mi trovo d’accordo persino con uno detestabile come Sgarbi. https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/videos/264339384603165/?vh=e
Mi trovo a Genova per assistere mia madre che ha l’Alzheimer e dalla mezzanotte di oggi si potrà tornare a uscire per fare sport (jogging e bici per ora). Vedrete che ci sarà un intasamento dei luoghi dove è possibile fare ciò e che tutti verranno ricacciati in casa con una contro-delibera prima regionale e poi nazionale. Se dobbiamo confidare sul buon senso degli italiani (che non sono come i tedeschi, in tutti i sensi) credo che non andrà un cazzo bene. Spero di sbagliarmi e semmai ne riparliamo domani sera.
Il tedesco l’ex ministro delle Finanze ricorda che «se c’è un valore assoluto ancorato nella nostra Costituzione, questa è la dignità delle persone, che è intoccabile. Ma questo non esclude che dobbiamo morire».
Dovrebbe ricordare come tutti i suoi fans che il coronavirus non guarda in faccia nessuno. Non fa distinzioni di appartenenza o meno ad una classe sociale; non guarda chi si rifà a valori assoluti o relativi qualsivoglia; non gli riguarda la dignità delle persone; la loro libertà reale o presunta; non gli riguarda degli scenari prospettati dagli scienziati, filosofi, teorici, politici, analisti economici, bancari e colorio che pendono le labbra dalla Borsa; non gli interessa chi sei o chi non sei e cosa pensi o cosa dici o non dici.
Il coronavirus è natura e come natura è “volontà di potenza” di nietzschiana memoria e come natura non segue un ordine, ma segue il caos.
Sì, Matteo, era questo che intendevo.
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Grazie ai sogni di Roberto: se non avesse esplicitato il primo, l’avrei fatto certamente io. Vorrei anch’io ardentemente che il secondo si avverasse, ma non sarà così.
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Giuseppe, in una democrazia ideale succede che lo Stato sia espressione del suo popolo.
Ora mi pare più che evidente che un esiguo gruppo decida per tutti, inebetendo i cittadini con numeri e morti e depredandoli della loro libertà, dignità e funzione sociale.
C’è qualcuno che o è leggermente egocentrico o deve avere la coda di paglia: pensa sempre che tutti si riferiscano sempre e solo a lui.
Per Balsamo: rispondevo a Pasini dicendo che /credo) Grazia si riferisse allo “strano” e inspiegato comportamento del virus di cui lui è beneficiario in Liguria. Il comportamento, intendo, per cui da qualche parte c’è un notevole aumento di mortalità, anche sotto i 60 anni, da qualche altra invece no. E non tra Burundi e Finlandia, ma tra Bergamo e Crema o Milano, Torino e Venezia e Roma (vado a memoria perché non ho voglia di andare a ricercare i grafici -peraltro incompleti).
Senza che apparentemente ci siano ragioni evidenti; però occorre trovarle per capire cosa è successo, come funziona il tutto e come rispondervi efficacemente.
Non hanno e non possono avere senso le stesse misure dappertutto, se non quello di evidenziare, ancora una volta, una gestione deprecabile della crisi. Che comprende anche tutte le cose che mi fanno incazzare (e che piacciono tanto ai “sudditi”): divieto di attività fisica all’aperto e di spostamento tra comuni, ma anche musei o librerie chiuse, come se il virus riconoscesse i confini comunali o fosse più virulento in una libreria che in un super!
“Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale”
che è, sei di parte? Nelle osterie c’è più verità che nei salotti bene? Vino veritas.
Pasini, noti il clima da osteria solo quando rispondo io ad altri avventori dell’osteria?
Pasini, sono d’accordo con la tua analisi e anche a me piacerebbe veder realizzati entrambi i tuoi sogni (soprattutto il secondo, che mi sembra decisamente quello più importante 🙂
Vorrei però fare una considerazione aggiuntiva (e, ovviamente, personale) su quanto hai espresso, in particolare al commento 103.
Mi è piaciuta molto la frase di Schauble (dovrò rivedere alcune mie opinioni su di lui).
Ma vorrei che si prendesse consapevolezza che lo Stato non è un’entità astratta, generalmente in contrapposizione con i nostri interessi, da additare come colpevole quando le cose vanno male (ovvero, sempre).
Lo Stato siamo noi.
I comportamenti responsabili, nei confronti di noi stessi, degli altri, dell’ambiente, sono innanzitutto un nostro dovere. Direi IL nostro dovere.
Ed è sulla base di questo dovere che si fonda sia la nostra dignità sia il diritto al rispetto di questa da parte dello Stato (tutti noi).
Per la cronaca: Schauble (che non è un mio idolo) è in carrozzella paralizzato perché gli spararono le Brigate Rosse tedesche quando era presidente della Confindustria tedesca.
I have a dream… anzi due. Il primo che i nostri dibattiti evitassero se possibile il clima da osteria. Il secondo è più complesso. Io non ho avuto e non avrei problemi ad accettare limitazioni alla mia libertà personale. Vorrei solo che all’inizio della fase 2 il nostro Presidente del Consiglio andasse in televisione e con brutale franchezza, senza melliflui paternalismi, dicesse le cose come stanno: che dobbiamo aprire perché altrimenti siamo fottuti, che questo comporterà altri morti, che lo stato farà il possibile ma non è in grado di fornire test e dpi a tutti e quindi bisogna provvedere da soli, che non ci saranno pasti gratis per sempre a debito e quindi bisogna rimboccarsi le maniche e scordarsi alcune mollezze del modo di vivere italiano degli ultimi anni, che i debiti andranno restituiti, che gli anziani sono a rischio e dovranno autotutelarsi, che ci sono alcune chiare regole di base da rispettare per tutelare la nostra salute e quella degli altri e poi che ognuno è arbitro della sua fortuna. Ecco, vorrei essere trattato come un adulto responsabile non come un bambino fragile, viziato, egoista e narcis0, che va protetto per il suo bene, a cui si prescrive (per finta) anche quando deve fare la pipì e casomai viene punito con qualche leggero scappellotto (se non ha i parenti giusti che lo proteggono). Vorrei passare da una sceneggiata sovraeccitata e isterica con promesse di salvezza e gioia per tutti ad una pacata commedia borghese che accetta con dignità e compostezza anche sacrifici, pericoli e dolori. Temo che dovrò aspettare la prossima vita.Buona attesa della fase due.
A proposito di Germania, più o meno dal minuto 8 (se non avete desiderio d’ascoltare i commenti) potete vedere riprese di questi giorni che mostrano un popolo decisamente non asservito come il nostro:
https://m.youtube.com/watch?fbclid=IwAR2rqhF6U0yFW5UHbFvbuTAdjcGWk3w6pxtfbIQWdQAsF8nuR7raK5PmwS4&v=FnN0Giy7u8U&feature=youtu.be
Matteo ha detto: che finché se si ha il senso critico di un Lusa, prono a “bu’o punzone” a qualunque imbecillità.
Matteo (detentore del sapere veritiero) dovrebbe farsi un’autocritica sul suo senso critico a qualunque intelligenza. Io porto le mutande di ferro.
A chi vorrà essere prono “bu’o punzone” a questa intelligenza bancaria «assolutamente sbagliato subordinare tutto alla salvaguardia della vita umana» libero di indossare il tanga.
Costituzione della Repubblica Federale Tedesca
ARTICOLO 1 [Protezione della dignità umana]
(1) La dignità dell’uomo è intangibile. È dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla.
La “ dignità” (anche nella morte) viene prima di tutti gli altri diritti e i tedeschi ne sanno qualcosa. A Berlino nella stessa piazza ci sono il Reichstag e il Museo dell’Olocausto.
Personalmente vorrei che anche nel mio Paese lo stato rispettasse la mia dignità prima ancora della mia libertà e mi trattasse come una persona adulta e responsabile, non un bambino da tutelare e proteggere, magari non dicendogli la verità.
Graaaaazieeeeeee, Robeeeeertooooo!
Chiunque abbia espresso questi pensieri merita la mia stima.
Dignita’ e Vita (vale non solo per il Covid 19).
dal Corriere della Sera di oggi“L’avvertimento più clamoroso e significativo viene dal presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble, secondo il quale è «assolutamente sbagliato subordinare tutto alla salvaguardia della vita umana». In una intervista al quotidiano Der Tagesspiegel, l’ex ministro delle Finanze ricorda che «se c’è un valore assoluto ancorato nella nostra Costituzione, questa è la dignità delle persone, che è intoccabile. Ma questo non esclude che dobbiamo morire».