Durante il “Festival dello Sport 2023” a Trento avevo incontrato la forte arrampicatrice altoatesina Angelika Rainer. Una chiacchierata amichevole mi aveva fatto riflettere sulla sua vita verticale. Propongo ai lettori di Orizzonti Dolomitici l’intervista che ne è nata di seguito (Massimo Dorigoni).
Angelika Rainer
di Massimo Dorigoni
(pubblicato su orizzontidolomitici.wordpress.com il 14 novembre 2023)
Angelika, la tua è una scalata per quattro stagioni. Credi che il dry-tooling possa essere la tua attività arrampicatoria ideale?
Mi piacciono diverse discipline dell’arrampicata, le mie due preferite sono l’arrampicata sportiva ed il dry-tooling perché mi stimola da sempre lavorare sul mio limite dal punto di vista fisico, tecnico ma anche mentale. Inoltre mi piace fare qualche cascata in inverno e qualche via multipitch in estate. Variando attività nelle quattro stagioni dell’anno mi regala sempre nuovi stimoli, non mi stanco e non mi annoio mai!
Se dovessi scegliere un compagno/a di cordata per una grande impresa verticale a chi penseresti? E che via ti piacerebbe affrontare?
In molti dei miei progetti mi fa sicura il mio compagno Marco, lui sa sostenermi molto bene anche dal punto di vista emotivo. Provare vie al proprio limite, riprovarle per diversi giorni, e a volte settimane, può essere un banco di prova non solo fisico ma spesso anche o soprattutto mentale. É molto importante per me poter parlare con lui di come mi sento, e poi condividere una salita con la persona che ami è bellissimo.
Arrampico molto anche con la mia migliore amica, siamo amiche nella vita e nel mondo verticale da 20 anni, abbiamo fatto innumerevoli viaggi insieme, scalato insieme su roccia e ghiaccio, partecipato a delle gare e svolto allenamenti insieme e a volte non serve nemmeno parlare perché sappiamo già cosa pensa l’altra.
Ho diverse vie in testa che vorrei fare, qualche idea fresca e qualche via che invece ammiro da anni. Non svelo, però, mai i miei progetti finché non sono concreti.
Angelika, parlando di amicizie abbiamo notato, anche da alcuni post sui social-media, che Tom Ballard ha lasciato in te un grande vuoto…
Tom era una persona speciale, credo che abbia lasciato un grande vuoto in ognuno che ha avuto la fortuna di conoscerlo e di passare un po di tempo insieme a lui. Era determinato ma mai invadente con le sue idee o i suoi progetti, anzi era sempre gentilissimo, era molto modesto al punto da passare quasi inosservato, era piuttosto silenzioso e quando parlava non parlava mai male di nessuno.
Nello stesso anno di Tom è scomparso anche un altro amico, lo sloveno Janez Svoljsak, anche lui in montagna. La loro morte mi ha scossa molto e mi ci sono voluti mesi, se non anni, per accettare che una persona forte come loro, che con i loro fisici muscolosi ed allenati per affrontare la montagna, dall’apparenza invincibile, se ne può andare da un momento all’altro.
Tom e Janez, due giovani e forti alpinisti che ci hanno lasciato troppo presto. Qualche consiglio per coloro che si apprestano a entrare nel mondo dell’arrampicata?
Per me arrampicare è l’attività più bella che io possa immaginare, anche dopo 25 anni che la pratico ancora mi affascina come all’inizio. Ai giovani direi di imparare bene le basi, sia dal punto di vista della sicurezza che anche la tecnica, perché è su questo che poi si costruisce forza ed esperienza e direi di divertirsi, di godersi le montagne, di viaggiare e di fare nuove amicizie, perché l’arrampicata regala anche tutto questo.
Parliamo un po’ del tuo futuro. Una curiosità: potrebbe esserci all’orizzonte la salita di una grande montagna, nella fattispecie un ottomila?
Mi piace andare in montagna e ovviamente anche salire in vetta, ma l’alpinismo classico delle montagne alte non mi attrae. Io amo l’arrampicata.
Un’ultima domanda. Progetti per il futuro?
Vorrei fare un altro 9a e cercare di consolidare quel livello raggiunto con la mia prima via di questo grado ad inizio di quest’anno. Vorrei però anche tornare a scalare nuovamente di più con le piccozze, sia nel drytooling che su ghiaccio.
Per saperne di più
https://it.wikipedia.org/wiki/Angelika_Rainer
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Comunque io continuo a preferire la bellezza del Cerro Torre a quella del settore di arrampicata sportiva Vecchie Gare alla Pietra di Bismantova. E credo si possa trovare piú avventura sui monti del Kirghizistan che non a Fontainebleau.
Tutto ciò malgrado la questione sia soggettiva e non dimostrabile come un teorema.
Chi si mette in fila con 30 persone su una cascata, non so se cerca l’avventura, ma di sicuro trova il modo di prendersi un bel blocco di ghiaccio nel muso.
@1. Di quale divorzio parli? Nell’intervista si parla esclusivamente di luoghi naturali, significa che devo darti una brutta notizia: non ci sarà nessuna liberazione dalla “folla degli sportivi” anzi, sulle cascate di ghiaccio, come nelle falesie più frequentate a volte devi metterti in coda. E d’altra parte non capisco in che modo questo possa infastidire chi questi ambienti non li frequenta. Che infine questi “sportivi” non cerchino avventura o bellezza (cit. Bertoncelli) è tutto da dimostrare.
Caro Ratman, Bruno intendeva soltanto dire che, a suo giudizio, gli sportivi sono alla ricerca di primati e divertimenti, non di avventura, non di bellezza, non di solitudine. Tutto qui.
Non ha evocato fasci littori né aquile imperiali e sono convinto che l’idea della “maschia virilità” non gli sia passata neppure per l’anticamera del cervello.
Per me la questione del “fascista” e “fascistuzzo” ti ha un po’ preso la mano. Dovresti rifletterci: le parole hanno un loro significato e, se usate a vanvera, possono offendere.
Ti saluto, senza alcuno spirito di polemica.
Senza nulla togliere alle doti atletiche della Rainer mi domando: ma l’intervistatore ha interrogato Angelika o una delle scarpe che nella foto stanno dietro di lei?
No, perché…!?
Per bruno andare in montagna non è un divertimento, ma una prova di maschia virilità: insomma un neo facistuzzo che odia il gregge.
Spero che il divorzio tra l’arrampicata e la montagna possa almeno contribuire a liberare gli ambienti naturali dalla folla degli sportivi in cerca di primati e divertimenti.