La resistenza al tempo dell’assalto estremista alla democrazia e al diritto internazionale.
Assalto alla democrazia e al diritto internazionale
A cura della Redazione di valigiablu.it
(pubblicato su valigiablu.it il 24 aprile 2026)
Per anni, movimenti, partiti e think tank dell’estrema destra hanno trovato riparo dietro parole molto più innocue di ciò che stavano pianificando davvero. “Populismo”, “sovranismo”, “anti-establishment”: etichette utili a darsi l’aspetto del buon senso tradito dalle élite. Oppure hanno indossato la maschera dei “valori tradizionali” da difendere contro nemici costruiti attraverso i loro stessi apparati di propaganda (come il “woke” o l’ideologia “gender”).
Dove queste forze sono andate al potere, quella rappresentazione è stata sopraffatta dall’asfissia dello Stato di diritto. Le democrazie liberali hanno conosciuto, dal dopoguerra in poi, fasi di repressione e arretramento; i rischi per le libertà fondamentali vanno di pari passo con il loro esercizio, poiché, se qualcosa abbiamo imparato, è che esse non sono conquiste eterne e immutabili. Oggi si trovano davanti a una combinazione particolarmente aggressiva: partiti e leader che si legittimano a vicenda oltre i confini nazionali, governi che normalizzano l’eccezione, oligarchi e grandi aziende tecnologiche che hanno tutto l’interesse a ridurre controlli, trasparenza e vincoli pubblici.
La vittoria di Trump ha inferto a questo processo un’accelerazione brutale. Ha imposto un mondo dove le guerre non hanno nemmeno bisogno di un pretesto. In Ucraina, la guerra d’aggressione russa è entrata nel suo quinto anno e Mosca continua a colpire infrastrutture civili e strategiche. In Medio Oriente, Gaza resta il luogo in cui il collasso del diritto internazionale appare più evidente, mentre il conflitto si allarga e si intreccia al Libano e all’Iran.
Dentro un mondo segnato dalla guerra, dalla demolizione del diritto internazionale e dalla crescente impunità dei più forti, l’estrema destra si è concretizzata nel suo stadio finale: la forma politica più coerente con questo tempo. Ora che quel mondo esiste davvero, si mostra per ciò che è. Un incubo. La promessa di sovranità si rovescia in dipendenza dalla forza altrui. La promessa di stabilità si rovescia in caos permanente. La promessa di protezione si rovescia in esposizione continua alla violenza, al ricatto, alla paura.
Per questo, le prime crepe hanno un significato che va oltre i singoli paesi o le letture degli specifici contesti politici. La sconfitta di Orbán in Ungheria pesa perché colpisce uno dei laboratori più importanti per l’illiberalismo europeo e il movimento MAGA, un modello esibito per anni come prova che si può svuotare una democrazia dall’interno e vincere comunque, senza bisogno di carri armati o esecuzioni. Le difficoltà di altre destre di governo o di opposizione contano per la stessa ragione. Inizia a rompersi l’idea che questa onda sia uno tsunami inarrestabile, e che il consenso sia lo “spirito del tempo”. L’illusione sovranista si vede anche nel fatto che sia stato un politico conservatore, Péter Magyar, ad annunciare la volontà di far tornare l’Ungheria nella Corte penale internazionale. Il bagno di realtà per leader come Netanyahu e Putin, che avevano attivamente sostenuto la campagna di Orbán, tra endorsement e ingerenze da guerra ibrida, è stato quanto mai brusco.
In queste crepe, stanno trovando spazio nuove forme di mobilitazione e resistenza. Negli Stati Uniti, le manifestazioni No Kings e la resistenza in città come Minneapolis mostrano che alla militarizzazione del potere si può ancora opporre una risposta collettiva, mentre per le elezioni midterms cresce a dismisura il numero di giovani americani che si registra per votare. Nuovi leader politici sorgono da una sponda all’altra dell’Atlantico, capaci di parlare a quella rabbia e a quella frustrazione alimentate per spaccare e meglio dominare. Là dove è possibile ancora esprimersi attraverso le forme democratiche, vince il bisogno di aumentare la capacità di azione e di respingere indietro l’ondata nera.
In Francia, alle elezioni municipali di marzo, il Rassemblement National non è riuscito a conquistare nessuna grande città. Era un passaggio importante, perché avrebbe dovuto segnare il salto da forza nazionale a potere locale stabile, radicato. Non è successo. In città come Marsiglia si sono costruiti argini, anche imperfetti, anche tattici, ma efficaci nel fermare quella avanzata sul terreno amministrativo, quello che trasforma il consenso in governo quotidiano.
In Italia, la sconfitta della maggioranza al referendum sulla giustizia ha prodotto un effetto simile, addirittura ribaltando pronostici che davano il “Sì” in netto vantaggio. Quando una riforma trasformata in referendum sulla premier viene respinta, salta l’idea che il potere sia autosufficiente, e che il voto debba semplicemente apporre un bollino all’evidente.
Ancora negli Stati Uniti, figure che negli ultimi anni hanno contribuito a costruire e amplificare l’universo trumpiano — come Tucker Carlson o Joe Rogan — si stanno smarcando. I topi hanno già capito di dover abbandonare la nave insieme al proprio pubblico di riferimento.
È finito il tempo dell’inerzia, delle commemorazioni o dei settarismi: la “resistenza” è sempre più un attrito politico teso a proteggere e ricostruire le comunità. Il 25 aprile è una domanda politica che interroga il presente, fin nei nostri quartieri. La risposta non è né semplice, né univoca, né tanto meno scontata. Non ha senso illudersi che la marea cambi in modo lineare, pulito, rassicurante. Non succede così nella Storia. Quando un ciclo si spezza, emergono caos, contraddizioni, residui del mondo che arretra, vecchie carcasse trascinate a riva insieme a ciò che prova a nascere. È già accaduto, e accade di nuovo. Ma proprio questo disordine dice che è possibile tracciare una rotta da mantenere.
Il 25 aprile resta vivo finché riesce a ricordarci questo: che la storia non cambia da sola, che nessuna deriva è irreversibile, e che anche nelle fasi più confuse non bisogna soltanto scegliere da che parte stare, ma proteggere quello spazio. Come scritto dalla fotogiornalista e paramedica ucraina Karolina Chernoivan, “la resistenza non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di competenze, rinunce, ostinazione e amore”.
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Non è che hanno “ascoltato” me, ma io mi limito a registrare i trend in atto. In particolare è stra-evidente che, in Italia, siamo ormai in piena campagna elettorale (lunga un anno..) e ogni fatto di cronaca sarà enfatizzato, da una o dall’altra parte, per aizzare le rispettive curve di tifosi… Prepariamoci a un anno rovente di scintille, praticamente ogni giorno…
Il fenomeno è già nel pieno qui in Italia (perché sappiamo che nel 2027 ci saranno in ogni caso le elezioni politiche), ma potrebbe estendersi e infiammare tutta l’Europa, considerato che nel 2027 ci sono le elezioni presidenziali francesi, cui potrebbero aggiungersi eventuali elezioni in UK e/o in Spagna… Non parliamo poi se qualcosa va storto in Germania e si dovesse andare a elezioni anticipate anche lì (la naturale scadenza è nel 2029). Non dimentichiamoci che nel novembre 2028 ci saranno le elezioni presidenziali USA. temperatura bollente, in Occidente…
Carlo hai visto che ti hanno ascoltato a Bologna….l’America è vicina ….un bell arresto con strangolamento in pieno stile Trumpiano
Vediamo il modello costituzioni repubblicane con annessi e connessi, fino ad arrivare al diritto internazionale, come una fortezza medievale, assalita dalle destre internazionali. A livello mondiale Trump e Nethnyahu bombardano (nel senso stretto del termine) senza preoccuparsi di niente e di nessuno, agire impensabile anche solo 20-25 anni fa. A livello interno, nei diversi paesi, le varie destre bombardano (per ora in senso metaforico) il modello costituzionale, oggi bombardano sul tema “x”, domani sul tema “y”, dopodomani sul tema “z” e prima o poi una breccia nelle mura della fortezza si aprirà. e allora i lanzichenecchi entreranno dentro alla fortezza e… Vedremo cosa succederà.
E’ ormai chiaro, come affermavano ieri sera nella antimeloniana La7, che stiamo vivendo un contrasto profondissimo fra due visioni del mondo: da un lato quella dei difensori delle Costituzioni repubblicane, dall’altra quella di chi ritiene soffocante/obsoleta/limitativa la Costituzione repubblicana e quindi si auspica di cambiarla. Magari ch’è chi cambierebbe solo il punto “a”, chi cambierebbe solo il punto “b”, chi il punto “c”, ma alla fine tutti voglio cambiare qualcosa. in questa fase di bailamme, alla fine tutti i “cambiatori “confluiscono in un unico esercito e, ora come ora, i politici che vogliono cavalcare questa onda, ce l’hanno bella consistente fra le mani. Leggete le recentissime dichiarazioni di Meloni, Salvini ecc e non potete che giungere alle mie stesse conclusioni
@37 Non mi sono inventato nulla di stravagante. Basta guardare la realtà che cui circonda, mi stupisce che facciate analisi della realtà senza comprendere in che relatà siete immersi. A fine marzo è stato respinto un “attacco alla Costituzione”, su un punto specifico (la seprazione della carriere dei maguistrati, peraltro passo finale di unalunga serie di riforme operate dalla sinistra, fin sal 1989 – Vassalli ecc). allora, al referendum, anche molti di destra hanno votato NO, perché il punto specifico non li convinceva. legittimo. ora sono trascorsi 3 mesi e mezzo e la destra cavalca la nuova ondata dell’opinione pubblica, questa volta montata sul caso Roggero. Sl tecnicismo della “grazia” si gioca una battaglia ideologica mica da ridere: potere esecutivo versus potere istituzionale. e direi che anche la Meloni si è pronunciata sul punto. magari certi elettori di destra, che a fine marzo hanno votato NO, ora sono più sensibili sul punto “legittima difesa ecc” e quindi in un naturale turn over dei destrorsi, sempre un bel sostengo di base dalla famosa pancia arriva eccome.
Matteo, non pensare a problemi di logica oltre la tua portata. Sarebbe già una gran cosa se riuscissi a risolvere i cortocircuiti morali in cui ti trovi perennemente, primo fra tutti la coerenza di azione e parola, che ti vede in un imbarazzante dilemma etico che solo tu non percepisci. Per il resto, per favore smettila di tediarci con i tuoi discorsetti da ingegnerino…
Quando vorrai fare una corsetta o una scalata, chiamami e vediamo chi è da ospedale.
Ma è la miglior democrazia che produce la peggior dittatura o il contrario?pare che a distanza di circa un secolo l antigene scompaia quasi completamente e assuma forme e colori che la giovincella Democrazia tende a confondere e per abiogenesi collabori per autodistruggersi…
Carlo, tu hai scritto che gli italiani di destra (attualmente il 47% di chi voterà, secondo i sondaggi) ritengono che le forme di regime da te vagheggiate siano preferibili alla democrazia costituzionale repubblicana.
Ma dove hai preso queste castronerie? Te le sei inventate? Le hai sognate stanotte? Fanno parte dei sogni fantozziani “mostruosamente proibiti” di chi ha in spregio i princípi della Costituzione? Ma proprio non hai remore nello sparare terrificanti sproloqui?
Assieme a te pongo l’esimia professoressa Nadia Urbinati, fighetta radical-chic da New York, che su TelePD farnetica di “decostituzionalizzazione”.
Cosa devono fare i difensori strenui del sistema costituzionale puro? Non spetta a me slambiccarmi il cervello per dare delle dritte. Ai difensori delle Costituzioni in essere. Certo devono “convincere” una gran fetta di opinione pubblica, fetta che mi pare crescente giorno dopo giorno. Se AfD sta già al 30% nei sondaggi, significa, largo circa (tanto per capirci), che i neonazisti tedeschi sono 24 MILIONI (30% di 80 milioni di tedeschi). Affrontateli pure per convincerli che è meglio un sistema “democratico”. Poi dovete convincere il 36% dei francesi (oggi dati come sostenitori della Le Pen), poi il 25% dei britannici (sostenitori di Farage, destra radicale UK), poi il 20% degli spagnoli di Vox (destra radicale iberica, se cade l’attuale governo socialista)..,. Infiine il circa 47% di italiani che, nei sondaggi attuali,, sostengono la destra (comprensiva di Vannacci). Bhe, che dire? Auguri” Fatemi sapere in che ospedale vi farete ricoverare, che vi spedisco dei gianduiotti. Per tenervi un po’ su di morale..
Se le destre (non solo quella italiana) non riconoscono l’ordine costituito di stampo “repubblicano puro”, frutto dei decenni posto II G.M., ovvio che non solo sono sotto attacco le Costituzioni repubblicane, ma tutto ciò che tale modello si porta dietro, diritto internazionale in primis. Guardatevi intorno e non c’è più nessuno che prenda neppure in considerazione il diritto internazionale: quando uno dei player (che siano Trump o Nethanyahu, ma anche Putin e in un domani la Cina quando invaderà unilateralmente Taiwan – si sente dire nella primavera 2027), non c’è più nessuno che tiene in considerazione il diritto internazionale. Tutto ciò però non è frutto di leadership oligarchiche che manovrano le masse, bensì di volontà delle masse (occidentali, ma europea in particolare) che le leadership di destra cavalcano. C’è molto differenza in questo rivoluzione copernicana della spinta di destra rispetto al lontano passato. Allora potevi uccidere Mussolini e tagliavi il sistema, oggi è la massa che lo chiede e se anche “elimini” tizio o caio come esponenti politici, il trend ne genererà altri che li sostituiranno.
Non è forse il riconoscimento di tutto ciò che sto dicendo da almeno 15 anni? Nel nuovo sistema, i popolo vota e in ciò si conserva la volontà popolare e quindi la democrazia di fondo. Ma votando il popolo “delega” all’esecutivo la gestione del paese, come se fosse un amministratore di condominio. il carattere democratico del sistema è assicurato dal fatto che il mandato dell’esecutivo è a tempo: allo scadere la parola torna ai cittadini che, per il mandato successivo, possono confermare i governanti uscenti o sceglierne di altri (sempre a tempo). E’ l’inevitabile impatto sulle costituzioni repubblicane del fenomeno che io chiamo la “destrizzaizone” dell’Occidente: se l’opinione pubblica richiede maggiori sicurezze (al plurale), lo fa essendo disposta a cedere quote di democrazia pura e in campio vuole il rafforzamento del potere dell’esecutivo. Da questo spostamento di potere verso l’esecutivo derivano tutti gli altri screzi che vediamo giorno per giorno, incentrati su casi di cronaca, come il gioielliere pistolero. Ora come ora il potere di grazia è esclusivo del Presidente della Repubblica, ma la destra politica sta cercando di forzare (con iniziative autonome, compresa l’ipotetica candidatura del gioielliere) perché perché perpisce che c’è una folta platea di cittadini che vorrebbero prassi diverse. si tratta di quelli che gli anglosassoni chiamano “stress test”. Stressalo oggi, stressalo domani, l’idea è che il sistema a un certo punto “salta”.
L’altra sera un’ospite della trasmissione, la più buonista di tutte (In onda su La 7, condotta da Luca Telese e Marianna Aprile, sinistrorsi radical chic perfino più insinuanti e fastidiosi di Lilli Gruber, il che è tutto dire…) ha usato un termine quasi un neologismo, che mi ha particolarmente colpito. Lospite in questione è tal Prof.ssa Nadia Urbinati, politologa italiana che insegna a New York, ovviamente sinistirorsa radical chic, che per definite l’azione del mondo della destra (sia politica che di opinione pubblica), ha esplicitamente parlato di “decostituzionalizzazione”. Mi ha colpito il termine perché lo interpreto come il definitivo riconoscimento ufficiali (ovviamente in tale trasmissione citato con allarmismo) della volontà della destra, sia italiana che internazionale, di smontare la i le Costituzioni in essere (quella del 1948, per noi italiani) e sostituirle con un nuove Costituzioni, laddove l’epicentro del cambiamento sta nel maggior potere riconosciuto all’esecutivo rispetto agli altri organi istituzionali dello stato (a cominciare dal Presidente della Repubblica concepito in chiave di Repubblica parlamentare, come nella ns attuale costituzione).
Dici per buttarli giù da un ponte? Ma qui mi sa che ormai ci sono più nazisti del Illinois che Jack and Elwood
Dove sono Elwood&Jake quando servono?
Patriot Front members and a solitary woman travel on a DC train – A picture and its story
Il diciassette luglio del duemilaventisei, Bobby scopre che anche fra gli antifascisti e chi si batte per Palestina libera, ci sono degli stupidi.
E ne trae la (per lui) logica consecutio che TUTTI gli antifascisti e chi si batte perPalestina libera (sarcasiticamente appellati come i “nuovi , autoproclamati, intellettuali che ci insegnano a vivere“) siano pericolosi imbrattatori di bivacchi (quindi, degli stupidi).
Ma qui serve un decreto sicurezza, subito! 🙂
Forse ignora che, come ci insegna il buon Cipolla, la stupidità è indipendente dalle altre caratteristiche della persona. Dunque ogni sottoinsieme umano, compresi quelli in cui Bobby si riconosce, sarà afflitto dalla sua percentuale di stupidi.
28 @Bobby quello che volevo far intendere è semplicemente ” che al nome dej cojoi le’su’duti i cantoi”…e dare esposizione sulla stampa, web etc fa il gioco degli stronzi della bomboletta facile…che ora probabilmente si stanno masturbando soddisfatti.Tieni in garage l auto!
@ 27
Che bello , quasi quasi li chiamo a vandalizzare la mia auto , cosi’ poi do’ il primer.
Primer per metalli e due mani di zincante effetto metallizzato e via…UFO meglio di prima !
ANTIFA !
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FREE PALESTINE !
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https://www.instagram.com/p/Da5eYT7CCaW/
So regazzi…, anzi , eggiusto immerdare un bivacco che gia’ aveva sulla porta gli adesivi ! Potremmo estendere la tribuna politica dei poveri di intelletto anche sulle rocce della grignetta…
Ma è teribbbile! 🙄
Visto com’era conciato e sporco fuori e dentro prima non mi pare sia stato fatto ‘sto gran danno…ma i Bobbini sono sempre pronti a indignarsi, se solo c’è n accenno di senso unico.
Un po’ OT , leggete le scritte dei nuovi , autoproclamati, intellettuali che ci insegnano a vivere, e il luogo in cui hanno deciso di ammanircele..
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https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/vandali-grignetta-imbrattate-pareti-bivacco-bruno-ferrario-rhkm01xs
Perfetto esempio di verità alternativa, direi.
Per quel poco che conosco Giorgia Meloni, il cui istinto politico è ampiamente al di sopra della media, non mi stupirei se fosse tutta una abilissima montatura costruita a tavolino. Lei ha fatto bella figura a voler reintrodurre le preferenze (peraltro in una modalità farlocca, frutto del compromesso con FI e lega), ma le iene assatanate si sono scagliate contro il famoso emendamento (che ha funzionato da esca e del cui contenuto se ne fottevano tutti). Il risultato è che li dirigenti dei partiti di maggioranza, post votazione, hanno capito di fare quadrato senz alcuna defezione, per cui ieri la legge è stata approvata con determinazione, ma con quell’episodio la Meloni ha fatto capire a tutta la maggioranza che è opportuno allearsi con Vannacci per le elezioni 2027. La maggioranza sarà compatta e guidata dalla Meloni. Altro che debacle: bingo completo!
Il ministro della giustizia non ha scavalcato il Presidente della Repubblica, ha semplicemente detto che aveva intenzione di iniziare a preparare l’istanza, da sottoporre poi a Mattarella. Peraltro non è stato l’unico componente del governo ad avanzare apertamente tale idea in questi giorni. Nessuno mette in discussione il concetto che, almeno in questa costituzione, il potere di concedere la grazia sia esclusiva del Presidente della Repubblica. La reazione repentina e anche un po’ affannata del Quirinale nel voler mettere i puntini sulle “i”, dimostra invece che su al Colle sono nervosetti e probabilmente iniziano già cagarsi sotto… ne vedremo delle belle: questa legge ha sancito il presumibile trend dei prossimi anni.
Non commento il resto, ma vorrei sottolineare che la legge approvata è decisamente differente da quella inizialmente proposta, che le preferenze come approvate diminuiscono decisamente l’influenza di Meloni sulle liste e che sopratutto Meloni ha dimostrato di non controllare più la sua maggioranza come abituata e in conseguenza di ciò si sta attrezzando per galleggiare come un governicchio democristiano.
Aggiungiamo che ora è costretta ad inseguire Vannacci per evitare un confronto che le sarebbe esiziale, cosa che aveva sperato di evitare.
Prova ne sia la figuraccia di Bottiglione Nordio (che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del Governo e si sta rivelando sempre di più uno scappato di casa) che è riuscito a farsi convocare e cazziare da Mattarella per un’incredibile ignoranza legale.
Se proprio non la vuoi chiamare debacle, non è certo una luminosa vittoria o una dimostrazione di saldezza!
E del coronavàirus si sa piú niente?
Corre voce che si sia trasferito nel Golfo Persico.
A proposito si qualità dei politici, a sinistra non stanno certo bene. Gira sul web un video della gaffe commessa da una pentastellata che parla della “débàcle della Meloni” (riferito al famoso emendamento sulle preferenze, mentre la legge è stata approvata: per cui di disfatta non c’è neanche l’ombra), pronunciando debaclè. immaginatevi che “qualità” contiene un individuo del genere. Ebbene se la democratura, fra le tante conseguenze, ci eviterà siffatti ignoranti fra i rappresentanti del popolo, forse forse nessuno rimpiangerà la democrazia purissima.
Il problema dell’Islam è il principale (ma non unico) motivo per cui la popolazione europea preferisce chiudersi in una fortezza istituzionale (appunto la democratura) che la protegga dal rischio di cadere sotto la sharia.
le elezioni le avremo sempre, quando mia ho affermato il contrario? Anzi ho sempre esplicitamente detto che ci saranno, ma le regole (anche elettive, vedi attuale legge appena approvata) saranno sempre più “rigide”. tutto converge, senza espliciti colpi di stato, verso la democratura. A titolo strettamente personale, preferisco di gran lunga vivere in un regime di democratura occidentale piuttosto che sotto la sharia.
La “qualità” dei politici (sia italiani che europei che americani) è un falso problema. Si fa il fuoco con la legna che c’è. Tanto, democrazia purissima o dittatura asperrima, questi sono i personaggi che abbiamo e ce li dobbiamo tenere. I politici di oggi non sono come De Gasperi, Adenauer e De Gaulle? Ma certo che non lo sono (quando mai ho sostenuto il contrario?), tuttavia la loro scarsa qualità sarebbe un problema anche in un sistema di democrazia purissima, ani forse perfino di più. Ma questo punto vi deve essere chiaro: non è che la famosa pancia elettorale vira verso la destrizzazione perché vuole affidarsi a politici di razza che invece non sono di razza. No, no: la pancia elettorale vira verso la destrizzazione perché questa vuole, a prescindere dai politici in gioco. Anzi, meno qualità c’è fra i politici e più la massa è rassicurata dal vivere nella democratura, perché la massa percepisce che vivere in un sistema rigido supplice alla scarsa qualità dei politici in gioco (tanto a destra quanto a sinistra).
*: democratura: crasi fra democrazia e dittatura. e’ il sistema verso il quale l’Occidente e l’Europa in particolare (Italia in primis), si stanno dirigendo. E’ il sistema cui faccio riferimento NON perché mi piaccia, ma perché da osservatore “vedo” che lì stanno andando i desiderata delle masse elettorali europee. La democratura è formalmente un sistema democratico, ci saranno sempre le elezioni, ci saranno delle prassi e dei meccanismi di contrappeso, ma il tutto estremamente ridotto rispetto al passato. Catene di comando corte, concentrazione del potere, riduzione del controllo del “popolo” sono i pilastri chiave della democratura. Si sta già scivolando verso le democratura in un contesto assolutamente “democratico”, cioè senza eventi tipo colpi di stato ecc.
Stare vigili sempre e non dare nulla per scontato. Lottare!!
Adolf Hitler salí al potere con elezioni regolari. Non fu un colpo di Stato.
Questo è un difetto della democrazia. Ciò nonostante non si possono eliminare le elezioni, perché cosí facendo si eliminerebbe anche la democrazia.
Pertanto, come impedire che un novello Partito Totalitario si impadronisca del potere tramite elezioni democratiche?
Larga parte dell’islam ci dichiara apertamente da decenni (ci minaccia!): “Conquisteremo il potere in Europa con le vostre leggi (e col ventre delle nostre donne). Poi sarà la sharia”.
Che fare?
Non è che “dobbiamo” cedere quote di democrazia in cambio della rinuncia di quote di sicurezza. Chi vuole lo fa, che non vuole NON lo fa. Ma il punto è che sono infinitamente di più i cittadini europei che LO VOGLIONO rispetto a quelli che NON lo vogliono e quindi il trend viaggia in quella direzione. Sono stupido che, oggi 2026, cadiate dal pero e non siate ancora resi conto che l’Occidente sta già muovendosi (da 10-15 anni circa) in quella direzione ormai da una quindicina d’anni. Il trend è esplicitamente marcato dal periodo Covid in poi 8i motivi li ho già spiegati, sono agli atti). c’è da chiedersi con quale cognizione viviate, se non vi siete resi conto che l’Occidente sta vivendo quella che io chiamo la sua “destrizzazione”, che è appunto lo spostamento a destra della principale massa di elettori che, desiderosi di maggiori sicurezze (corretto il plurale del termine) pur di averle sono disposti a cedere quote di democrazia.
Ieri sera nella trasmissione su La7 condotta da Luca Telese e Marianna Aprile (classici giornalisti buontuttisti di sinistra, ancora più insinuanti, ideologicamente laidi, e fastidiosi della Gruber: al peggio non c’è mai fine, ma proiprio per questo è interessante ascoltarli…), da Londra è intervenuto un inviato (direi della RAI in uscita speciale) raccontando che il cambio in corso del primo ministro sta avvenendo con prassi inconsueta, anzi perfino “scandalosa”, per la patria della democrazia moderna quale è Gran Bretagna. Ovvero on hanno neppure più fatto una riunione dei parlamentari del partito, con tanto di votazione formale per indicare il nuovo premier, ma sostanzialmente il tipo si è “autonominato” eletto da solo (di fronte all’assenza di altri candidati) e lunedì andrà da Re Carlo per ricevere l’investitura formale. Tutto ciò fa gridare allo scandolo, in termini di “democrazia”, sia per la tradizione britannica sul tema sia perché stiamo parlando NON di Farage (cioè destra radicale inglese, cui piacciono prassi fascistoidi), ma del nuovo leader del partito laburista, cioè dei socialdemocratici. Se perfino là si sta andando in questa direzione, concludeva l’inviato da Londra, vuol proprio dire che le democrazie occidentali stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, riducendo il tasso implicito di democrazia.
Crovella è il classico pretoriano armato di fascio e gladio, mandato sul terreno di battaglia dai consoli che vogliono il ritorno al comando dell’aristocrazia. Ma sul terreno di battaglia si danno e si prendono e con i vostri fasci ci faremo dei gran falò e ci balleremo intorno.
Il problema che Crovella insinua è chiaro e ben noto da tempo, ma purtroppo senza una soluzione.
Cosa succede se la maggioranza vota democraticamente per avere la dittatura?
Può definirsi una scelta democratica legittima?
Per questo va contrastata alla radice, per questo occorre ribattere sempre ai sostenitori della “democrazia forte”, dimostrandone la fallacia logica e la pericolosità.
E Crovella con il suo “ragionare” sconclusionato e provocatorio dà una gran mano a farlo…
Dunque, se ho capito bene (probabilmente no), in sintesi: in favore della sicurezza (che è un diritto), minacciata dal feroce saladino e dai maranza, bisogna rinunciare alla democrazia (che ci ha dato i diritti), quindi ai diritti, in favore di una forma di governo autoritaria.
Il tutto corroborato dal fatto che “così vuole la pancia“, nota per essere per nulla manipolabile e per la lungimiranza delle scelte, a partire da quella fra Gesù e Barabba.
Ha senso 🙂
Io la figura del PDR non la amo in particolar modo , secondo me si sopravvive anche meglio senza…
Ammettiamo per un istante ma solo uno eh!che ci si riformasse la costituzione e avessimo un presidente con poteri ampi tipo lo scoiattolo americano mo’ mi faresti qualche nome tra la pletora dei papabili,e non solo dei tuoi ma di ogni parte…cosi per curiosità.All’ultima tornata abbiamo costretto ad un tempo supplementare il Matta…ma dai! Non è la democrazia sotto assalto ma la qualità di politici indegni dell loro elevato incarico, scaldano sedie e nemmeno troppo visto l assenteismo e il cambio di favori e gabbane girate anche co’ sto caldo…più che la Costituzione andrebbe riscritta la regolamentazione del transatlantico a partire dagli inutili mozzi e tutte dico tutte le invulnerabilita’ penali , il vero dramma è che un arbitro non sodale alle correnti è introvabile!
@3 intanto è metodologicamente sbagliato estrapolate una qualsiasi frase, perché tutte le frasi vanno comprese nel ragionamento generale in cui sono inserite. Secondo; la frase in questione e’ autoesplicativa. Terzo; al netto di quello che piace a me, guardati intorno. Cosa “chiedono” i neonazisti tedeschi di AfD? Sostanzialmente chiedono il IV Reich, Cioè un sistema che, a fronte di riduzione del tasso di democrazia, garantisca ai suoi cittadini autoctoni delle maggiori sicutezze. Di fatto è una simil dittatura con pennellate di democrazia (formalmente si continueranno a fare le elezioni, ma i sistemi saranno rigidi). Lo stesso in Francia, UK e Spagna se cade il governo socialista. Nel momento in cui l’Europa sarà tutta così (quanto meno nei paesi cardini, Italia compresa), vivremo in una specie di dittatura con pennellate di democrazia in superficie. E “lì” stiamo andando, non non perché dirigo io il traffico, ma perché lo “vuole” la pancia ettorale. E la causa del perché la pancia europea sta andando verso forme di dittature mascherate sta proprio nel contenuto della mia frase che tu non riesco a capire. Purtroppo se non capisci quella frase, non capisci il contesto che ti circonda.
Con tutto quello che si è rimangiato questo governo e la Meloni in primis, chi sarebbero i falsi ipocriti?
Senza considerare le figurette ossequiose con Trump che non sono bastate a non farlo incazzare. Ma la destra non è sempre stata anti anti mericana?
Immenso Volontè.
Qui afferma una verità assoluta. Ascolta bene Crovella e fallo sentire ai tuoi consoli e piccoli borghesi tuoi amici.
Caro Carlo, mi arrendo.
Se tu dici che domattina il sole sorge a ovest, secondo te noi dovremmo darti ragione. A tale scopo ci martelli con decine di commenti, tutti simili.
Ti giustifichi scrivendo che “come al solito non avete capito niente”, senza mai ragionare serenamente sulle argomentazioni dell’interlocutore.
Ebbene, mi sono stancato di discutere con un muro: ti do ragione a prescindere. Cosí conviene fare con certe persone, vero?
La pazienza si è esaurita e anche il mio sistema nervoso, nel pretendere di confrontarmi con persone irragionevoli perfino di fronte all’evidenza solare, subisce forti scosse. Rimango sconcertato. Peggio, allibito.
Mi sembri quel vecchietto della barzelletta: procede contromano in autostrada, ma il cervello gli dice che sono contromano tutti gli altri.
Stammi bene. E attento ai sensi unici.
al di là di quello che piace a me, il trend verso forme di governo più rigide è un dato di fatto. Poco fa è stata approvata alla Camera la nuova legge elettorale (dovrà passare anche in Senato) che fi fatto va in questa direzione. Il premio di maggioranza è un modo strisciante per introdurre il “premierato forte”, che a sua volta è una forma strisciante di presidenzialismo forte (quello che piace a me. come l’ho descritto chiaramente). Per come sono fatto io, preferisco fare le cose “in pulito”. Io sono per riscrivere dalla prima riga la Costituzione del 1948, perché la considero obsoleta (lo dico apertamente e pubblicamente dal 2010). evidentemente riscrivendo la costituzione, non si cambiano le frasi per tenere gli stessi concetti. La si riscrive per cambiarne il contenuto, i principi e i meccanismi vari. A tema della forma di governo, cancellerei definitivamente la forma della repubblica parlamentare e inserirei il presidenzialismo puro. A me piacerebbe di più una prassi del genere, la trovo più schietta e trasparente. Ma in Italia sono tutti falsi e ipocriti, in stile sacrestia, e fa una paura dannata cambiare anche solo 5 articoli della Costituzione, figuriamoci riscriverla dalla prima riga. E allora si accantonano le riforme costituzionali dirette, ma si perseguono gli stessi obiettivo con strategie indiretti. Se analizzate lucidamente il contenuto di queste trategie, esso è nella direzione che io vi descrivo esplicitamente
@99 ho scritto PROVOCATIRIAMENTE. non conosci quella parte di flosofia che ragiona per assurdo?significa che portando alle estreme conseguenze i miei ragionamenti è meglio, nel mondo attuale l’assenza di democrazia in nome dell’efficacia dell’azione governativa (catene corte di comando, riduzione pesi e contrappesi ecc), piuttosto che l’eccesso di democrazia, perchè quest’ultimo porta a riconoscere dirtitti a tutti gli esseri umani, il che è per noi occidentali il prerequisito di danni, in quanto siano 1/4 contro 3/4: per dar da mangiare ai 374, mangeremo meno e peggio noi che siamo 1/4.
e’ ovvio (ma lo capisce qualsiasi individuo con un minimo di perspicacia) che occorre puntare a un giusto mezzo. Cioè a un sistema che abbia una base di democrazia: i nativi eleggono periodicamente il capo del governo, costui ha poteri più ampi, immediati ed immediatamente esecutivi r8ispetto al capo del governo tradizionale, ma al termine del mandato scade. Può riproporsi, se è piaciuto i cittadini lo rieleggono, altrimenti eleggeranno un altro (limite di due mandati). in pratica, spero che tu mi capisca nei contenuti (dubito…) è come una semidttatura, una dittatura a tempo, in cui i cittadini eleggono democraticamente il dittatore a tempo il quale però scade e si riaprono i giochi. NON FARMELO RIPETERE PIU’, SONO DIECI ANNI CHE LO SCRIVO!
(poi ci sono quelli che protestano eprché ripeto le stesse cose: ripeto perché c’è sempre qualcusno che dopo 10 anni non ha ancora memorizzato)
Cmq la repubblica presidenziale (in ogni caso ti faccio rilevare che in Francia NON c’è il presidenzxialismo puro ma il semi presidenzialismo)